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Critica della ragion pura, Kant

Titolo e domande fondamentali Critica della ragion pura = analisi critica dei fondamenti del sapere Critica = interrogarsi programmaticamente circa il fondamento di determinate esperienze umane ai fini di chiarirne la possibilit (= le condizioni che ne permettono lesistenza), la validit (= i titoli di legittimit o non legittimit che le caratterizzano) e i limiti (= i loro confini di validit). Domande fondamentali: 1. come possibile una matematica pura? 2. come possibile una fisica pura? 3. come possibile una metafisica come disposizione naturale? 4. come possibile una metafisica come scienza? Queste sono le domande a cui deve rispondere una filosofia trascendentale della ragione pura, dove con il termine trascendentale si deve intendere ogni conoscenza che si occupa non di oggetti, ma del nostro modo di conoscere gli oggetti, nella misura in cui tale modo di conoscenza deve essere possibile anche a priori. Organizzazione dellopera - Dottrina trascendentale degli elementi = si propone di mettere in luce le forme a priori o Estetica trascendentale = studio della sensibilit e delle intuizioni pure di spazio e tempo su di essa si fonda la matematica o Logica trascendentale Analitica trascendentale = studio dellintelletto e delle sue forme a priori su di essa si fonda la fisica Dialettica trascendentale = studio della ragione e dellerroneo utilizzo delle categorie nella formazione delle idee su di essa si fonda la metafisica - Dottrina trascendentale del metodo Disciplina Estetica trascendentale Analitica trascendentale Dialettica trascendentale Facolt Sensibilit Intelletto Ragione Forme a priori Spazio e tempo Categorie Idee

Ilemorfismo gnoseologico Kant ha ereditato da ARISTOTELE la dottrina dellilemorfismo gnoseologico, secondo la quale, nellambito della conoscenza, vi sarebbero due elementi: quello materiale (che proviene dallesterno in forma di oggetto, nel caso della conoscenza sensibile; o di rappresentazione, nel caso della conoscenza razionale) e quello formale (le forme pure a priori). Kant descrive modalit di conoscenza entro le quali possibile individuare queste due componenti, luna estranea, laltra propria del soggetto. Le vere scienze Scienze che hanno imboccato la strada sicura della scienza: o la logica in tale scienza la ragione ha a che fare solo con se stessa; o la matematica con i greci, e la fisica con COPERNICO e GALILEO la ragione vede nella natura solo ci che essa vi pone e produce secondo il suo progetto il suo compito quello di interrogare la natura per imporle e strapparle le risposte cercate, senza lasciarsi condurre dalla natura stessa. Se cos non fosse, le nostre osservazioni condotte a caso non condurrebbero alla formulazione di alcuna legge necessaria, che invece la scienza esige La ragione rispetto alla realt in una situazione attiva: lesperienza scientifica sempre guidata dalla ragione e rientra allinterno di una teoria che ci consente di selezionare i dati che servono alla nostra indagine; lesperimento unesperienza creata ad arte dalla ragione per costringere la natura a dare le risposte che si cercano. La rivoluzione copernicana Kant intende dare una nuova risposta al problema della conoscenza umana invertendo le posizioni in campo tra soggetto e oggetto. Se la filosofia passata riteneva che ogni conoscenza doveva regolarsi sugli oggetti, ora per Kant si tratta di operare una completa rivoluzione copernicana e di regolare gli oggetti sul soggetto. Il

trascendentalismo kantiano ritiene che sia loggetto ad adeguarsi al soggetto e alle sue forme / principi a priori, cio alle sue modalit di conoscere. La conoscenza pertanto sempre sintesi di soggetto ed oggetto, di un elemento a priori / puro / soggettivo e di uno a posteriori / empirico / oggettivo. Il soggetto costruisce, e non subisce, il mondo dellesperienza. Invece di cercare fuori di noi la giustificazione dei giudizi scientifici occorrer cercarla allinterno del nostro stesso processo cognitivo. Se vogliamo capire i meccanismi della conoscenza dobbiamo fare riferimento al soggetto, al modo di funzionamento del suo intelletto, e non alla cosa conosciuta. Dallanalisi della ragione, del soggetto conoscente, ne risulta che una conoscenza valida per tutti gli uomini, universale quindi, e necessaria possibile poich tutti condividono la stessa dinamica conoscitiva, rappresentata dalle funzioni trascendentali della nostra mente che sono gli a priori: modi di funzionamento che, in quanto forme prive di contenuto, appartengono allo stesso modo a tutti, e che fanno s che, quando si elaborano considerazioni circa un oggetto, queste costituiscono un fondamento valido per tutti. Materia della conoscenza = molteplicit caotica e mutevole delle impressioni sensibili che provengono dallesperienza Forma della conoscenza = insieme delle modalit fisse attraverso cui la mente ordina tali impressioni sono a priori, i quanto tutti le possiedono e le applicano allo stesso modo la realt che si modella sulle forme a priori attraverso cui la percepiamo Le funzioni trascendentali necessarie ed universali Le funzioni trascendentali / forme a priori non vanno confuse con le idee innate poich queste sono s presenti da sempre nella nostra mente come le funzioni trascendentali, ma si differenziano da queste perch oltre alla forma hanno un contenuto (es. lidea innata di Dio), oggetto di vera e propria conoscenza. Le forme a priori, invece, sono solo una forma (contenitori), non hanno oggetti di conoscenza, ma sono una funzione trascendentale, uno strumento indispensabile per conoscere (necessario), di cui anche volendo non si pu farne a meno, poich connaturato in noi, che appartiene a tutti gli uomini dotati di ragione (universale). lattivit trascendentale ordina i dati empirici secondo forme a priori comuni ad ogni soggetto pensante. Esse danno al pensiero la possibilit di costruire proposizioni estensive del conoscere e nello stesso tempo fornite di validit universale e necessaria. I giudizi Giudizio = connessione di due concetti Giudizio conoscitivo = universale, necessario ed estensivo della conoscenza Giudizi: o sintetici a priori fondati sulle forme a priori della conoscenza simboleggiano la concezione criticistica della scienza (es. tutto ci che accade ha una causa) sono la base della scienza sono possibili perch loggetto su cui sono pronunciati un fenomeno / perch gli oggetti sono conosciuti a priori dei razionalisti contro il razionalismo ritiene che la scienza derivi dellesperienza fecondi (= sintetici) = il predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto universali e necessari (= a priori) = non derivano dallesperienza o analitici a priori fondati sul principio di non contraddizione simboleggiano la concezione razionalistica e deduttivistica della scienza (es. i corpi sono estesi) infecondi (= analitici) = il predicato non dice niente di nuovo rispetto al soggetto universali e necessari o sintetici a posteriori fondati sullesperienza simboleggiano la concezione empiristica e induttivistica della scienza (es. i corpi sono pesanti) degli empiristi contro lempirismo ritiene che alla base dellesperienza ci siano dei principi inderivabili dallesperienza stessa fecondi particolari e non necessari (= a posteriori) = derivano dallesperienza Estetica trascendentale Estetica = sensazione / percezione Ci sono tre facolt conoscitive principali: o sensibilit = facolt con cui gli oggetti ci sono dati intuitivamente attraverso i sensi e tramite le

forme a priori di spazio e tempo la sensibilit mi d una molteplicit di sensazioni riguardanti uno stesso oggetto la conoscenza dei sensi sempre intuitiva, quella dellintelletto sempre discorsiva solo lintelletto infinito di Dio pu intuire recettiva, perch accoglie (ma non genera) i propri contenuti per intuizione dalla realt esterna o dallesperienza interna; attiva, perch organizza il materiale delle sensazioni tramite lo spazio e il tempo, che costituiscono le forme a priori della sensibilit. o intelletto = facolt attraverso cui pensiamo i dati sensibili tramite i concetti puri o le categorie = facolt di giudicare / di unificare un molteplice sotto una rappresentazione comune lintelletto mediante le categorie pensa quanto nellintuizione dato lunit delloggetto della conoscenza viene dallintelletto, dallunit della coscienza, dallIo penso o ragione = facolt attraverso cui cerchiamo di spiegare globalmente la realt mediante le tre idee di anima, mondo e Dio. Kant afferma che affinch certe percezioni vengano riferite a qualcosa di esterno rispetto al soggetto e affinch possano essere rappresentate luna accanto allaltra, ci deve essere gi la prima rappresentazione dello spazio (noi costruiamo spazialmente lesperienza). Spazio e tempo Spazio e tempo sono: - forme pure a priori dellintuizione, che sussistono prima di ogni esperienza; - trascendentali, in quanto, pur acquistando senso e significato solo se riferiti allesperienza, non appartengono a questultima poich esistono prima dellesperienza; - necessari, dato che neppure se volessi potrei farne a meno nella conoscenza empirica; - universali, poich appartengono a tutti gli uomini dotati di ragione. hanno una natura intuitiva (= non subiscono la mediazione delle categorie) Spazio = forma del senso esterno = rappresentazione a priori necessaria che sta a fondamento delle intuizioni esterne e del disporsi delle cose luna accanto allaltra Tempo = forma del senso interno = rappresentazione a priori che sta a fondamento dei nostri stati interni e del loro disporsi luno dopo laltro poich attraverso il senso interno che ci giungono i dati del senso esterno, il tempo si configura anche come la forma del senso esterno, cio come la maniera universale attraverso la quale percepiamo gli oggetti la forma pi fondamentale, in quanto ogni esperienza del senso esterno si d sia nello spazio sia nel tempo, mentre quelle del senso interno si danno solo nel tempo. VS interpretazione empiristica: spazio e tempo non possono derivare dallesperienza (per fare unesperienza dobbiamo gi presupporre le rappresentazioni originarie di spazio e tempo) VS interpretazione oggettivistica: se spazio e tempo fossero degli assoluti a s stanti / dei recipienti vuoti dovrebbero continuamente esistere anche nellipotesi che in essi non ci fossero oggetti. Ma come fare a concepire qualcosa che senza un oggetto reale sarebbe tuttavia reale? In realt spazio e tempo sono quadri mentali a priori entro cui connettiamo i dati fenomenici (quindi, pur essendo ideali o soggettivi rispetto alle cose in se stesse, sono reali e oggettivi rispetto allesperienza) VS interpretazione concettualistica: spazio e tempo non possono venir riguardati alla stregua di concetti, in quanto hanno una natura intuitiva e non discorsiva Logica trascendentale La sensibilit intuisce, lintelletto pensa: i concetti dellintelletto senza le intuizioni della sensibilit sono vuoti e le intuizioni senza i concetti sono cieche. Analitica trascendentale = parte positiva della logica trascendentale = le intuizioni sono affezioni passive, mentre i concetti sono funzioni attive che riordinano e unificano pi rappresentazioni Sensibilit e intelletto sono indispensabili alla conoscenza perch senza sensibilit nessun oggetto ci verrebbe dato e senza intelletto nessun oggetto verrebbe pensato I concetti Concetti = funzioni che consistono nellordinare o nellunificare diverse rappresentazioni sotto una rappresentazione comune anche il giudizio ununificazione: nel giudicare uniamo un concetto ad un altro + il concetto chiaro e distino di qualcosa contiene / presuppone implicitamente il giudizio grazie al quale stato formulato. attraverso latto del giudicare che si formulano i concetti. La funzione unificatrice

che sta alla base di un concetto la funzione giudicatrice e lintelletto viene ad essere fondamentalmente una facolt di giudicare esistono due tipi di concetti: o empirici = costruiti con materiali ricavati dallesperienza o puri = si identificano con le categorie Le categorie Categorie = concetti basilari della mente che rappresentano le supreme funzioni unificatrici dellintelletto le categorie kantiane rappresentano dei modi di funzionare dellintelletto che non valgono per la cosa in s, ma solo per il fenomeno svolgono una funzione trascendentale di ordinamento dei fenomeni nel senso che sono forme a priori, precedenti ogni esperienza, ma che nello stesso tempo acquistano valore e significato solo quando si applicano allesperienza stessa. poich pensare giudicare, ci saranno tante categorie, quante sono le modalit di giudizio Tipo di giudizio Quantit Qualit Relazione Modalit I 12 giudizi Universali Particolari Singolari Affermativi Negativi Infiniti Categorici Ipotetici Disgiuntivi Problematici Assertori Apodittici Esempi Tutti gli A sono B Alcuni A sono B Questo A B AB A non B A non B A esiste Se A allora B ABoCoD A pu essere A A deve essere Le 12 categorie Totalit Pluralit Unit Realt Negazione Limitazione Inerenza e sussistenza Causalit Comunanza, reciprocit Possibilit, impossibilit Esistenza, inesistenza Necessit, contingenza

Nellanalitica dei concetti Kant vuol dimostrare che senza categorie non ci sono oggetti desperienza, e lo dimostra tramite la deduzione trascendentale delle categorie. Deduzione trascendentale delle categorie = spiegazione dei modi in cui i concetti si applicano alle intuizioni / giustificazione della legittimit dellapplicazione dei concetti agli oggetti le categorie entrano necessariamente a costituire gli oggetti desperienza: loggetto desperienza costituito dalle intuizioni e dalle categorie si parte dallanalisi dei giudizi per arrivare ai concetti. Lintelletto, infatti, esplica le funzioni compiendo unoperazione di unificazione o sintesi di pi rappresentazioni date. Lintelletto formula concetti unificando diverse rappresentazioni sotto una rappresentazione comune. Un concetto si riferisce ad un oggetto mediatamente, cio attraverso le intuizioni sensibili o attraverso altri concetti. Anche la conoscenza dellintelletto sintetica, cio nasce dalla sintesi di un elemento a posteriori (le intuizioni sensibili) e di uno a priori (le categorie). Le categorie, essendo le forme a priori dellintelletto ed essendo questultimo la facolt del pensare e non dellintuire, sono concetti e, poich il compito dei concetti quello di riferirsi ad oggetti, esse sono concetti di un oggetto. Inoltre il loro compito quello di determinare / sintetizzare, il molteplice dellintuizione sensibile, secondo una delle dodici modalit di funzionamento dellintelletto stesso. Ci deve essere un termine medio che renda omogeneo leterogeneo e tale termine medio lo schema trascendentale. Per spiegare che cosa siano gli schemi trascendentali Kant introduce una facolt fino a quel momento non considerata, limmaginazione e la definisce come la facolt di produrre immagini delle cose anche quando esse non sono presenti allintuizione sensibile. Pi specificatamente Kant distingue tra unimmaginazione riproduttiva (= la memoria), unimmaginazione produttiva (= attivit spontanea capace di determinare a priori le intuizioni in modo conforme alle categorie) e limmaginazione produttiva pura (= attivit spontanea che produce gli schemi trascendentali). Con il termine schema, Kant indica la regola dellintelletto per determinare lintuizione, pura o empirica, in modo conforme al concetto. Ci sono schemi dei concetti empirici (es. lo schema di albero), o dei concetti sensibili puri (es. lo schema del concetto di triangolo, che consiste in certi rapporti formali che mi esprimono la regola a cui deve sottostare una figura geometrica per essere un triangolo), o, infine, dei concetti puri dellintelletto o categorie. Questi sono gli schemi trascendentali, che sono i modelli dei possibili oggetti desperienza e fanno da intermediari tra gli oggetti e le categorie. Essi sono definiti da Kant determinazioni trascendentali del tempo. Essendo temporali, sono omogenei alle intuizioni sensibili, poich il tempo la

condizione fondamentale di ogni intuizione sensibile; essendo trascendentali, sono omogenei rispetto alle categorie, che sono appunto forme a priori. Lo schema un intermediario tra le categorie e il dato sensibile e serve ad eliminare leterogeneit dei due elementi della sintesi: generale come la categoria e temporale come il contenuto dellesperienza. Lo schema la condizione universale di applicabilit delle categorie alle intuizioni sensibili. La condizione generale secondo la quale la categoria pu essere applicata a un oggetto il tempo, quindi lo schema una determinazione a priori del tempo. LIo penso Problema: cosa ci garantisce che la natura obbedir alle categorie, manifestandosi nellesperienza secondo le nostre maniere di pensarla? soluzione: 1) lunificazione del molteplice non deriva dalla molteplicit stessa, che sempre qualcosa di passivo, ma da unattivit sintetica che ha la sua sede nellintelletto; 2) io penso = suprema unit fondatrice della conoscenza = centro mentale unificatore; 3) lattivit dellio penso si attua tramite i giudizi, che sono i modi concerti con cui il molteplice dellintuizione viene pensato; 4) i giudizi si basano sulle categorie, che sono le diverse maniere di agire dellio penso; 5) gli oggetti non possono venir pensati senza venire categorizzati poich tutti i pensieri presuppongono lio penso e poich lio penso pensa tramite le categorie, ne segue che tutti gli oggetti pensati presuppongono le categorie Com possibile che lintelletto condizioni le intuizioni, e quindi gli oggetti sensibili? Soluzione: se il tempo condiziona gli oggetti, lintelletto, condizionando il tempo, condizioner gli oggetti. Ci avviene perch lintelletto, attraverso la facolt dellimmaginazione produttiva, determina la rete del tempo secondo degli schemi (= rappresentazioni intuitive di un concetto) che corrispondono ognuno a una delle categorie gli schemi trascendentali (es. schema di triangolo, di numero) sono la prefigurazione intuitiva / temporale delle categorie, ovvero le regole attraverso cui lintelletto condiziona il tempo in conformit ai propri concetti a priori. Ma queste 12 categorie sono tra loro eterogenee, separate o devono confluire in un tutto unico? In tal modo Kant introduce il problema dellautocoscienza o appercezione. Affinch si dia una qualsiasi forma di conoscenza Kant ritiene si debba affermare lesistenza di quella che egli definisce appercezione pura o originaria, cio quel centro mentale unificatore, quel punto di riferimento unitario della coscienza che permette di ricomporre in unit tutte le mie rappresentazioni. Lappercezione la coscienza unitaria, che fa s che tutte le mie rappresentazioni siano mie rappresentazioni, che consente ad ogni soggetto conoscente di eseguire una sintesi delle proprie rappresentazioni. Lappercezione trascendentale / Io penso linsieme delle strutture formali della conoscenza, che sono identiche in tutti i soggetti e grazie a cui i soggetti sono coscienti e pensanti; poich lIo penso uno e identico in tutti i soggetti si d la possibilit della condivisione della conoscenza, quindi anche della sua universalit e necessit: gli uomini si rappresentano il mondo dellesperienza secondo le stesse modalit operative trascendentali. Io penso = appercezione trascendentale = si attiva solo quando riceve dati da elaborare si trova al vertice della conoscenza critica perch unifica e d un senso alle nostre rappresentazioni del mondo. La conoscenza non deriva solo dalle percezioni sensibili: in virt di queste un oggetto ci dato, ma con lappercezione esso viene pensato, tramite lutilizzo di dodici categorie mentali, senza le quali sarebbe come cieco. Il passo decisivo della riflessione di Kant consiste nel riconoscere loggettivit nel cuore della soggettivit. Un oggetto infatti tale solo in rapporto a un soggetto, cio solo se esso viene pensato da me. Proposizioni di fondo della scienza / principi dellintelletto puro = regole di fondo tramite cui avviene lapplicazione delle categorie agli oggetti o Assiomi dellintuizione = corrispondenti alle categorie della quantit i fenomeni intuiti costituiscono delle quantit estensive, ossia qualcosa che pu essere conosciuto solo mediante la sintesi successiva delle sue parti o Anticipazioni della percezione = corrispondenti alle categorie della qualit ogni fenomeno ha una quantit intensiva / un certo grado di intensit che pu essere indefinitamente suddiviso o Analogie dellesperienza = corrispondenti alle categorie di relazione lesperienza costituisce una trama necessaria di rapporti basata sui principi della permanenza della sostanza della causalit e dellazione reciproca o Postulati del pensiero empirico = corrispondenti alle categorie di modalit e identificantisi con le regole delluso empirico dellintelletto a) ci che in accordo con le condizioni formali dellesperienza possibile; b) ci che connesso con le condizioni materiali dellesperienza reale;

c) ci la cui connessione col reale determinata in base alle condizioni universali dellesperienza esiste necessariamente questa dottrina dei principi coincide con quella teoria dellio come legislatore della natura la natura deriva dallio penso e dalle sue forme a priori le leggi di natura sono imposte dallintelletto perch, con le sue categorie, costituisce loggetto dellesperienza; le leggi non esistono nei fenomeni, ma solo relativamente al soggetto a cui i fenomeni si riferiscono Fenomeno = prodotto risultante dai dati della sensibilit e da certe forme a priori che ordinano tali dati in ununit oggettiva = realt che ci appare tramite le forme a priori = oggetto reale solo nel rapporto con il soggetto conoscente (a differenza del noumeno) Noumeno: o senso positivo = oggetto di unintuizione non sensibile, di una conoscenza extrafenomenica che a noi preclusa e che, invece, potrebbe essere propria di un ipotetico intelletto divino dotato di unintuizione intellettuale delle cose o senso negativo = concetto di una cosa in s come di una x che non pu mai entrare in rapporto conoscitivo con noi ed essere quindi oggetto della nostra intuizione sensibile Dialettica trascendentale = parte negativa della logica trascendentale = analisi e smascheramento dei ragionamenti fallaci della metafisica la tendenza allincondizionato e alla totalit deriva dalla nostra innata tendenza allincondizionato e alla totalit la nostra ragione attratta verso una spiegazione globale e onnicomprensiva di ci che esiste spiegazione che fa leva sulle tre idee trascendentali, proprie della ragione. Infatti, la ragione costitutivamente portata a unificare i dati del senso interno mediante lidea di anima, che lidea della totalit assoluta dei fenomeni interni; a unificare i dati del senso esterno mediante lidea di mondo, che lidea della totalit assoluta dei fenomeni esterni; infine, a unificare i dati interni ed esterni medianti lidea di Dio, inteso come totalit di tutte le totalit e fondamento di tutto ci che esiste lerrore della metafisica consiste nel trasformare queste tre esigenze di unificazione dellesperienza in altrettante realt, dimenticando che noi non abbiamo mai a che fare con la cosa in s, ma solo con la realt non oltrepassabile del fenomeno Fenomeni psichici Fenomeni fisici Ogni realt Psicologia razionale Cosmologia razionale Teologia razionale Studia lanima Studia il mondo Studia Dio

Anima, mondo e Dio indicano un punto di convergenza ipotetico al quale tendono i nostri ragionamenti. Tali concetti vengono da Kant criticati e con essi viene di conseguenza criticato luso iperfisico della ragione. o Equivoco della psicologia razionale = applicare la categoria di sostanza allio penso, trasformandolo in una realt permanente chiamata anima la critica della psicologia razionale verte sul fatto che lio non un concetto, ma solo una coscienza che accompagna ogni concetto; tutti gli argomenti per dimostrare lesistenza dellanima, lidea cio di un io immutabile, non sono altro che paralogismi (sillogismo falso con apparenza di verit) parasillogismo perch si applica la categoria di sostanza allio penso rendendolo cos una realt eterna, spirituale, immortale, incorruttibile e personale. Lio penso, in realt, unit formale che non ha nessuna prova empirica e di cui non possibile conoscere nulla, ma soprattutto una funzione logica a cui non si possono applicare le categorie che agiscono solo sugli elementi di derivazione empirica o Equivoco della cosmologia razionale = pretende di far uso della nozione di mondo, inteso come la totalit assoluta dei fenomeni cosmici poich la totalit dellesperienza non mai unesperienza, lidea di mondo cade al di fuori di ogni esperienza possibile quando la cosmologia razionale afferma lesistenza di un mondo in s, pur non commettendo errori argomentativi, produce tutta una serie di affermazioni antitetiche che sembra essere tuttavia valide. Queste coppie di affermazioni sono le antinomie della ragion pura; esse dimostrano lillegittimit dellidea di mondo la cosmologia razionale pretende di riuscire a spiegare il cosmo nella sua totalit

Tesi (dei razionalisti) Il mondo ha un cominciamento / limite secondo il tempo e lo spazio Tutto nel mondo consta del semplice Ci sono nel mondo delle cause con libert Nella serie di cause cosmiche c un certo essere necessario

Antitesi (degli empiristi) Il mondo infinito secondo il tempo e lo spazio Non c niente di semplice, tutto composto Non c libert, tutto natura In quella serie tutto contingente

ValgoValgono per il noumeno fenomeno

Valgono

per

il

o La teologia razionale viene criticata mettendo in scacco le prove tradizionali dellesistenza di Dio; al
di l della validit o meno di tali critiche, Kant conclude che il concetto di Dio non unidea, ma un ideale della ragion pura: cio lidea di un individuo che abbia tutti gli attributi positivi. Dio = ideale della ragion pura = supremo modello personificato di ogni realt o perfezione prove dellesistenza di Dio: prova ontologica (S. Anselmo) = a Dio deve appartenere anche la perfezione dellesistenza non possibile saltare dal piano della possibilit della logica a quello della realt ontologica lesistenza qualcosa che possiamo constatare solo per via empirica prova cosmologica = se qualcosa esiste, deve anche esistere un essere assolutamente necessario uso illegittimo del principio di causa (partendo dallesperienza della catena dei contingenti pretende di innalzarsi, oltre lesperienza, al necessario) il principio di causa una regola con cui connettiamo i fenomeni tra loro e che quindi non pu servire a connettere i fenomeni con qualcosa di trans fenomenico dopo essersi elevato allidea del necessario si giunge a sostenere che il necessario coincide con lidea del perfettissimo, che non pu fare a meno di esistere prova fisico teologica = parte dallesperienza dellordine del mondo, ma pretende di elevarsi subito allidea di una causa ordinatrice trascendente, dimenticando che lordine della natura potrebbe essere una conseguenza della natura stessa e delle sue leggi immanenti + pretende di stabilire sulla base dellordine cosmico, lesistenza di una causa infinita e perfetta, ritenuta proporzionata a esso. Ma cos non si accorge che gli attributi che d al mondo sono indeterminati e relativi a noi e quindi non autorizzano a passare dal finito allinfinito, sostenendo che la causa di tutto infinita e perfetta anche per questo motivo che il pensiero critico kantiano pu essere definito ermeneutica della finitudine / interpretazione del finito / filosofia del limite. Le idee della ragion pura, anche se non possono avere un uso costitutivo perch non servono a conoscere nessun oggetto possibile, devono avere un uso regolativo, che indirizzi la ricerca intellettuale verso quellunit totale che rappresentano Anima, mondo e Dio indicano allintelletto una direzione di ricerca, fanno un uso regolativo della ragione. Tali concetti, anima, mondo e Dio, sono schemi per ordinare lesperienza, per darle maggior unit; sono principi euristici (non ampliano la nostra conoscenza, ma la unificano). La metafisica come scienza impossibile perch la sintesi a priori metafisica presuppone un intelletto intuitivo che noi non possediamo; oltre i limiti dellesperienza sensibile luomo non pu andare, dal punto di vista scientifico. Esiste per un altro ambito in cui il noumeno accessibile, almeno come possibilit: questambito quello delletica; bisogna dunque passare dallambito teoretico a quello pratico.