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Noi facciamo partire storicamente la scolastica con la scuola palatina, la scuola del palazzo.

Questa linizio della scolastica, siamo nel IX secolo. A cavallo del 1000, 1100, 1200, parliamo di Tommaso. Qui abbiamo il massimo splendore della scolastica fino a tutto il 1200. La scolastica finisce nel XIV secolo con Guglielmo Ockam. Prende il nome dal termine scolasticus, questo linsegnante di teologia. Eriugena Scoto, prende il nome dalla regione Irlandese da cui proviene, lui stato il primo scolasticus. I temi della patristica sono il rapporto uomo-dio, il tempo, il peccato Questi sono temi che coinvolgevano limperatore che ne parlava non solo con Paolo Diacono, ma anche con Eriugena Scoto. Le artes sono trivio e quadrivio. Questi sono le arti liberali. Al trivio appartengono la drammatica, la retorica e la dialettica (inventato dai Sofisti). Al quadrivio, invece, appartengono la matematica, la geometria, lastronomia e musica (perch si esprimeva attraverso quantit armoniche, Pitagora era rn musicista). Dalla scuola palatina si riprende la cultura. Da qui arriviamo allinizio della scolastica per poi arrivare allalta scolastica e alla sua fine. Gli scolastici si occuperanno del rapporto fede-ragione. Ma laltro tema su cui discuteranno, dibatteranno, il problema degli universali. Questi sono i due temi fondamentali della scolastica. Gli universali sono dei valori, modelli nei quali bisogna riconoscersi. Luniversale ci che aldil dellessere molteplice, la realt, la definisce nella sua essenza e nella sua universalit. Luniversale quel principio metafisico, quel valore trascendente, quel concetto che mette insieme ci che molteplice e lo traduce in qualcosa che universale. Luniversale un concetto che possiamo attribuire a pi cose, quindi quel principio che unisce e racchiude in se un valore aldil del suo essere diverso e molteplice. Gli universali potremmo dire che sono le idee di Dio cio luniversale quel principio assoluto, trascendente attraverso il quale Dio crea, modella le cose. Dunque le cose, diceva Agostino, conpartecipano di un principio divino, un principio che definiamo come universale. Il problema degli universali si ha perch ci si interroga se luniversale, se il concetto, esista prima della cosa, cio ante-rem cio ha un valore trascendente, di cui le cose partecipano. Se esclusivamente un nomen, cio un nome, un concetto attraverso il quale definisco la cosa. Quindi esiste post-rem. O se luniversale solo un flatus vocis, cio una semplice emissione di voce, una definizione, e quindi luniversale non esiste. Nelle universit dopo lanno 1000, i temi ideologici si discutono e si dibattono, questi sono: il rapporto che pu avere la fede e la ragione (cio se la ragione precede ed superiore alla fede, o se questa collabora ed quindi propedeutica alla ragione) e se la realt portatrice di un valore assoluto, se questo valore assoluto preesiste alla cosa e di cui la cosa partecipa (esistono i valori assoluti? E se essi esistono, dove esistono? Ne precedono la realta,

quindi esistono concetti e valori assoluti che poi vengono rispecchiati nella realt oppure sono solo nella cosa e non preesistono, sono immanenti? Oppure se questi valori universali sono soltanto uno strumento con cui io giudico le cose, sono dei nomi? Oppure le cose sono diverse, molteplici e casuali ed compito delluomo di dare ordine alle cose stesse attraverso una definizione universale). Quindi il dubbio : luniversale esiste? E se esiste, esiste come forma trascendente o immanente? Oppure soltanto una mia esigenza cio quella di classificare, catalogare le cose secondo principi che abbiano un carattere di economicit (se invece di conoscere le cose che sono molteplici, le unisco in un concetto unico)? (schema pagina 555). I realisti sono coloro che ritengono che luniversale sia ante-rem cio la concezione Platonica, luniversale precede e preesiste alla cosa. Gli universali sono valori assoluti. Esiste un realismo estremo ed uno moderato. La concezione realista Platonica. I nominalisti sono gli opposti ai realisti. Quello estremo vede luniversale come flatus-vocis, ovvero vedono luniversale come semplice emissione di voce. Ockam dice che gli universali esistono solo nella mia mente, sono solo dei nomi, dei concetti con cui io giudico le cose ma in realt queste non sono negli universali. Hanno solo una funzione logica-cognitiva. Allinterno delle universit si discute sul problema degli universali, questo il tema fondamentale di tutta la scolastica. Gli universali rispondo alla domanda cos la realt. Questa un idea divina, e in qualche modo preesiste questo concetto nella mente di Dio oppure il concetto solo nelle cose e non preesiste nelle cose oppure luniversale un concetto che desumo io dalle cose come nel caso di Ockam che ha una funzione logica, oppure non ha nessun valore, non preesiste alle cose. Il problema di Anselmo dAosta il problema del rapporto ragione-fede e il problema delle prove dellesistenza di Dio. Lui ci dimostrer, nonostante sia in qualche modo un razionalist, lesistenza di Dio in modo razionale. Le due facolt, fede e ragione, sono complementari, non si escludono, si aiutano a vicenda, la fede non contrasta la ragione ma la rinforza. Quindi la ragione cerca meglio e vede meglio quando aiutata, rinforzata, dalla fede. La posizione di Anselmo molto vicina a quella Agostiniana. Per le prove dellesistenza di Dio, Anselmo ce ne parla nel monologium (un soliloquio). Laltra opera, il proslogium, un opera dedicata agli altri, un discorso rivolto agli altri. Nel proslogium lui ci parla delle prove dellesistenza di Dio. Prove a priori e prove a posteriori. Le prove a posteriori sono le prove che sono dimostrate grazie allesperienza, il contrario quelle anteriori. Le prove a posteriori

partono quindi dallosservazioni (io vedo che nella vita, nel mondo, esistono varie forme di bene, esiste cio il bene che si esprime in tanti modi: donazione agli altri, come privazione, la bellezza Quindi esiste nella natura una gradualit di essere: lessere umano, lessere animale. Sia per quanto riguarda la bellezza, sia per quanto riguarda la bont e lessere, questa gradualit deve ritrovare la sua ragione dessere in un principio sommo, assoluto che rappresenti il sommo essere, la somma volont, la somma bellezza dalla quale le cose traggono la loro realt (come in Platone). Esiste quindi un valore assoluto in cui le cose partecipano). Se esiste il bene particolare, esister anche il bene assoluto, universale. Se esiste la bellezza individuale, esiste la bellezza somma con cui io poi misuro le cose Secondo Anselmo ragione e fede non possono contrastarsi. La critica di Gaudilone (?). Questo un monaco benedettino. Studia pagina 554, 555 in avanti Possibili domande: Il problema delluniversale viene discusso dopo il 1200. In che periodo siamo? Cos la scolastica? Cosa si discute nelle universit? Cosa sono gli universali? Quali sono le due fazioni che dibattono gli universali? Chi Anselmo dAosta, quali sono le sue opere?