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Annali del Dipartimento di Filosoa (Nuova Serie), XIV (2008), pp.

239-257 ISSN 1824-3770 (online) 2008 Firenze University Press

Appunti per una bibliograa ragionata: Intelletto e volont in Tommaso dAquino1


LORENZA TROMBONI

The aim of this paper is to give a selected bibliography on the relation between intellect and will in Thomas Aquinass works, with special focus on the concept of sin. In the rst part is explained how Aquinas faces the problem and are pointed out the works in which he discusses it; in the second part, signicant and useful bibliographical references, concerning the intellect-will problem and other relevant related topics, are given, grouped by subject. Keywords: Thomas Aquinas, bibliography, intellect, will

Il rapporto tra intelletto e volont riveste una particolare importanza nella losoa di Tommaso dAquino: esso non si pu considerare semplicemente un singolo tema, astraibile dal suo contesto, un nodo, un punto mediano in cui si congiungono molti degli argomenti che formano letica e lantropologia tomistica. La dinamica che intercorre tra intelletto e volont il perno su cui ruota lazione umana, essa rappresenta il momento cruciale in cui luomo esercita la propria libert, ed il culmine in cui si congiungono i movimenti delle potenze inferiori e delle passioni dellanima con le facolt superiori, conformemente alle leggi2 che regolano la vita delluomo nel creato e nel suo rapporto con Dio. Non

1 In questa sede ci occuperemo di questo argomento con particolare attenzione a due opere: la Summa theologiae (in particolare Ia, qq. 77-85 e Ia-IIae, qq. 6-21) e le Quaestiones disputate De malo, due degli scritti di Tommaso in cui il rapporto tra intelletto e volont viene meglio contestualizzato allinterno dello studio dellazione umana. 2 Abbiamo lasciato volutamente da parte il tema della lex, trattato in maniera approfondita nella Summa theologiae, I-II, qq. 90-108.

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si d decisione, scelta o azione umana che possa prescindere da questo passaggio e la sua centralit ribadita anche dallo sfondo concettuale in cui Tommaso colloca il rapporto tra intelletto e volont: due delle opere in cui la questione viene trattata in maniera pi approfondita sono le Quaestiones disputate de malo e la Summa theologiae; nella prima opera Tommaso prende in considerazione dapprima il male in senso metasico3, per poi passare alla trattazione del male morale4, proiettandosi nel contesto umano e lasciando indietro la discussione teologica sul male in quanto tale. Nella prima parte del testo troviamo unaccurata discussione sulle cause del peccato esterne alluomo:5 Tommaso passa in rassegna molte possibili cause del male morale, descrivendo passo passo la maniera in cui debolezza, ignoranza e malizia possono inuire sul comportamento umano e sulle libere scelte che egli compie. La tesi che sta dietro a tutta questa parte, tuttavia, che non esiste nessuna entit sia essa anche il diavolo in persona6 che possa obbligare luomo ad agire in maniera negativa. Largomento principale che sostiene questa tesi, e che traspare dalla lettura degli articoli della q. 3, che gli atti imputabili alluomo essere autonomo e razionale sono soltanto quelli che egli ha commesso nella piena indipendenza e consapevolezza; se le sue facolt sono indebolite o confuse a causa dellintervento di agenti esterni, le azioni che compie non possono dirsi libere e non possono essergli ascritte. Questo concetto riassunto in maniera efcace in uno degli argomenti in contrario del terzo articolo della q. 3, ma lo ritroviamo nei respondeo di tutti gli articoli di questa questione: Peccatum hominis ex libero arbitrio procedit. Sed diabolus non potest liberum arbitrium hominis movere: hoc enim libertati repugnaret. Non est ergo diabolus causa peccati7.
3 Cfr. S. Thomae Aquinatis Opera omnia iussu Leonis XIII P. M. edita, t. 23: Quaestiones disputatae de malo, Commissio Leonina-J. Vrin, Roma-Paris 1982 (da qui De malo), q. 1. 4 Cfr. ivi, qq. 2-6: Tommaso analizza il peccato in quanto tale nella seconda questione, nella terza le cause del peccato, mentre nelle qq. 4 e 5 prende in esame il peccato originale e la sua pena. La q. 6, De electione humana, dedicata interamente al tema della libert umana. 5 Tra gli articoli della q. 3 ricordiamo: Utrum Deus sit causa peccati (a. 1); Utrum diabolus sit causa peccati (a. 3); Utrum ignorantia possit esse causa peccati (a. 6); Utrum aliquis possit ex malitia vel certa scientia peccare (a. 12). 6 Cfr. ivi, q. 3, a. 3: Utrum diabolus sit causa peccati, e a. 4: Utrum diabolus possit inducere hominem ad peccandum interius persuadendo. 7 Si veda anche il respondeo della. 3 dove Tommaso chiarisce bene in che senso si possa parlare di causa del peccato per quanto riguarda lazione del diavolo: si pu trattare di persuasione a peccare, come anche di comando, ma non pu essere causa del peccato alla stregua di chi d attuazione: Sic igitur dicendum est quod diabolus humani peccati causa esse potest per modum disponentis vel persuadentis interius aut exterius aut etiam per modum praecipientis, ut manifeste apparet in his qui se manifeste diabolo subdiderunt. Sed per modum percientis causa peccati esse non potest.

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Dopo aver creato questo contesto teorico ed aver escluso dalla denizione di causa del peccato tutto ci che va contro la libera scelta del soggetto, Tommaso affronta il nodo centrale del problema e nella sesta questione discute Utrum homo habeat liberam electionem suorum actuum aut ex necessitate eligat: qui che entra nel merito del rapporto tra intelletto e volont e ne mette in risalto limportanza per il tema di cui sta discutendo, de electione humana. Ad evidentiam igitur veritatis circa hanc quaestionem primo considerandum est quod sicut in aliis rebus est aliquod principium propriorum actuum, ita etiam in hominibus. Hoc autem activum sive motivum principium in hominibus proprie est intellectus et voluntas, ut dicitur in III De anima8. Forte di quanto ha gi affermato nelle questioni precedenti, Tommaso si diffonde sul movimento delle due maggiori potenze dellanima, e ne analizza nemente la relazione reciproca, introducendo una distinzione che ne chiarisce le rispettive funzioni: il quesito che emerge dal respondeo se sia lintelletto o la volont a dirigere, in ultima analisi, gli atti umani. Dobbiamo ricordare, afferma lAquinate, che una potenza dellanima pu muoversi in due modi, cio dalla parte del soggetto o dalla parte delloggetto:9 il primo modo si ha quando c un mutamento interno al soggetto, quando, ad esempio, si passa dal vedere nitidamente a vedere male a causa di un cambiamento avvenuto nellorgano della vista; il secondo modo si ha quando c un cambiamento delloggetto percepito e si passa da vedere il bianco a vedere il nero10. Si pu stabilire quale delle due potenze abbia la precedenza sullaltra se si applica questa distinzione alla loro relazione: se si procede ex parte obiecti, ovvero dalla parte delloggetto che specica latto, il movimento procede dallintelletto, poich di fronte alla presenza del bene conosciuto loggetto si muove anche la volont; al contrario, se procediamo ex parte subiecti, cio dalla parte del soggetto che esercita latto, la volont che fa partire il movimento, poich quella potenza che indica il ne da perseguire:

Cfr. ivi, q. 6. La distinzione ex parte obiecti/ex parte subiecti era gi stata utilizzata da Tommaso nelle Quaestiones disputatae De veritate, risalenti agli anni 1256-1259. 10 Cfr. De malo, q. 6: Secundo considerandum est quod potentia aliqua dupliciter movetur: uno modo ex parte subiecti; alio modo ex parte obiecti. Ex parte subiecti quidem, sicut visus per immutationem dispositionis organi movetur ad clarius vel minus clare videndum; ex parte vero obiecti, sicut visus nunc videt album nunc videt nigrum; et prima quidem immutatio pertinet ad ipsum exercitium actus, ut scilicet agatur vel non agatur aut melius vel debilius agatur: secunda vero immutatio pertinet ad specicationem actus, nam actus specicatur per obiectum. La stessa distinzione si ritrova nella Summa theologiae, Ia-IIae, q. 9, aa. 1-2, 5; IIa-IIae, q. 180.
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Si autem consideremus motus potentiarum animae ex parte exercitii actus, sic principium motionis est ex voluntate. Nam semper potentia ad quam pertinet nis principalis, movet ad actum potentiam ad quam pertinet id quod est ad nem; sicut militaris movet frenorum factricem ad operandum, et hoc modo voluntas movet se ipsam et omnes alias potentias. Intelligo enim quia volo11.

Anche da una breve ricognizione sullargomento, possiamo notare come Tommaso inserisca il rapporto tra intelletto e volont allinterno della discussione pi ampia sul modo di agire delluomo, in un contesto, quello del De malo, che ha lo scopo di mettere in luce n dove si spingono la libert e la responsabilit del singolo di fronte alla scelta tra bene e male. Non abbiamo a che fare con una problematica puntuale e circoscrivibile, che si possa astrarre dal sostrato in cui nasce e tale da poter essere trattata brevemente in maniera esaustiva: uno degli aspetti pi interessanti ed affascinanti del rapporto tra le due maggiori potenze dellanima proprio questo suo legame con tutta lantropologia e letica di Tommaso, che lo rende un centro di fortissima importanza per comprendere la losoa dellAquinate in generale. Il rapporto tra intelletto e volont d vita e riceve forma dallambito intellettuale-speculativo e da quello intellettuale-pratico: il contesto sociale, inoltre, lambiente in cui luomo esercita le sue funzioni intellettuali e pratiche, ed quello in cui vengono messe alla prova la resistenza e la fondatezza della sua capacit di discernere il bene dal male; nellinterazione con il prossimo luomo mette alla prova la sua moralit ed nei casi contingenti che egli pu scegliere come mettere in pratica i suoi principi. Per questo motivo abbiamo ritenuto doveroso segnalare, allinterno di questa bibliograa, anche alcuni studi generali sulletica tomistica e, a tal proposito, vogliamo ricordare il volume di studi curato da S.J. Pope12 che con il titolo di The Ethics of Aquinas, raccoglie numerosi saggi sui principali aspetti delletica tomista: di interesse specico sono i lavori di D.M. Gallagher e D. Westberg13. Nella Summa theologiae troviamo lo stesso tipo di contestualizzazione del rapporto tra intelletto e volont, anche se gli elementi utilizzati da Tommaso per affrontare il problema sono combinati in maniera sensibilmente differente: in primo luogo, scorrendo lindice delle questioni si nota che il rapporto tra intelletto e volont presente almeno in due
Cfr. ivi. Cfr. no. 116. Gli studi raccolti in questo volume sono centrati sulla Summa theologiae: nei saggi della terza parte del volume vengono esaminati alcuni aspetti delletica tomistica nel pensiero contemporaneo. 13 Cfr. i nnr. 19 e 85 della Bibliograa.
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luoghi diversi dellopera, nella prima pars e nella prima secundae; sono le qq. 77-83 della prima pars e le qq. 6-21 della prima secundae. Seguendo quanto afferma Tommaso nel prologo della seconda questione, possiamo dire che nella prima pars egli tratta di Dio, di ci che riguarda la sua essenza (qq. 2-26), della distinzione delle persone (qq. 27-43), e della processione delle creature da Dio (qq. 44-119);14 in questa terza sezione, in seguito al commento del racconto biblico della creazione, Tommaso comincia ad occuparsi delluomo (qq. 75-102) e nella q. 77, De his quae pertinent ad potentias animae in generali, avvia la discussione sulle potenze dellanima, che vede il suo punto culminante nella q. 83, De libero arbitrio, dove vengono messe in luce le due caratteristiche dellazione umana che abbiamo gi riscontrato nelle Quaestiones disputate De malo, cio la libert e la responsabilit. Il rapporto tra le due potenze lo troviamo descritto in due articoli della q. 82: il terzo, Utrum voluntas sit eminentior potentia quam intellectus, ed il quarto, Utrum voluntas moveat intellectum; si tratta, tuttavia di unanalisi che non esaurisce, in questo punto, largomentazione, poich qui Tommaso non entra nel merito della questione e si limita a delinearne i contorni. Nel secondo gruppo di questioni ritroviamo uno svolgimento che, in alcuni punti15, pi simile alle questioni sul male, ma che arricchito dalla riessione che Tommaso svolge anche su altri momenti dellatto umano, come la fruizione, lintenzione, la scelta e il consilium16. Le questioni in cui Tommaso parla del rapporto tra intelletto e volont sono la 9, De motivo voluntatis, e la 10, De modo quo voluntas movetur: nelle questioni successive si approfondisce la descrizione dellazione umana no ad arrivare alla discussione fondamentale, de bonitate et malitia actuum humanorum, q. 20, che si conclude nella successiva in cui si illustrano anche le conseguenze delle azioni umane17. Vogliamo segnalare che nella dottrina esposta nella Summa theologiae ci sono delle incongruenze rispetto al De malo, che riguardano, in particolare, la dottrina della volont e del suo movimento rispetto allintelletto ed alle altre potenze dellanima: di questo cambiamento di

14 Cfr. S. Thomae Aquinatis Opera omnia iussu impensaque Leonis XIII P. M. edita, t. 4-5: Pars prima Summae theologiae, Ex Typographia Polyglotta S. C. de Propaganda Fide, Roma 1888-1889 (da qui ST, I), q. 2: Consideratio autem de Deo tripartita erit. Primo namque considerabimus ea quae ad essentiam divinam pertinent; secundo, ea quae pertinent ad distinctionem personarum; tertio, ea quae pertinent ad processum creaturarum ab ipso. 15 Si vedano le qq. 7-10. 16 Cfr. le qq. 11-16. 17 Cfr. ST, I-II, q. 21, De his quae consequuntur actus humanos ratione bonitatis et malitiae.

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prospettiva, situabile cronologicamente nel lasso di tempo tra la stesura della prima pars e delle Quaestiones disputatae De malo18, si sono occupati H.-M. Manteau Bonamy, nel saggio La libert de lhomme selon Saint Thomas dAquin19, e F. Tomar Romero, nel saggio La inteligencia y la voluntad en la losofa de Santo Toms de Aquino;20 le due opere sono messe a confronto anche nel saggio di S.M. Vzquez, ltimo juicio prctico y libertad en santo Toms de Aquino21, ma non si pone molto laccento sulle differenze tra i testi. Nella Summa theologiae assumono la loro forma denitiva anche i concetti di sinderesi e coscienza, temi gi affrontati da Tommaso in opere precedenti ed utilizzati qui in misura minore nel De malo per spiegare il processo decisionale delluomo. Sappiamo dagli articoli 12 e 13 della questione 79 della prima pars, che n la sinderesi, n la coscienza sono potenze dellanima: la prima, infatti, lhabitus della ragione pratica che contiene i primi principi del retto agire22, mentre la seconda latto con cui questi principi vengono applicati ai casi singoli; la loro natura del tutto differente da quella di intelletto e volont, che sono denite propriamente potenze dellanima, luna intellettiva, laltra appetitiva23. La sinderesi descritta anche come habitus continens praecepta legis naturalis, quae sunt prima principia operum humanorum24, e rappresenta la partecipazione delluomo alla giustizia divina; nel De Veritate, Tommaso dedica alla sinderesi ed alla coscienza due questioni, la 16 e la 17, nelle quali discute lungamente le caratteristiche di questi due elementi: chiama la prima conscientiae scintilla, e ne parla come di una parte della luce divina che illumina la creatura dallinterno, segno

18 Per la datazione delle opere e, in particolare, dei diversi momenti in cui stata redatta la Summa theologiae, rimandiamo al volume di J.-P. Torrell, Initiation Saint Thomas dAquin Sa personne et son oeuvre, Editions du Cerf Editions universitaires, Paris Fribourg (Suisse) 1993 (trad. it. Tommaso dAquino. Luomo e il teologo, trad. di P. Giustiniani G. Matera, Piemme, Casale Monferrato 1994): esso contiene unappendice con il catalogo di tutte le opere dellAquinate, con la data ed il luogo della loro composizione. Si veda anche lo studio di Manteau Bonamy, La libert de lhomme, no. 26 della sezione bibliograca del presente lavoro. 19 Cfr. no. 26 della sezione bibliograca. 20 Cfr. no. 34. Cfr. anche no. 41. 21 Cfr. no. 69. 22 Cfr. ST, I, q. 79, a. 12: unde et synderesis dicitur istigare ad bonum, et murmurare de malo, inquantum per prima principia procedimus ad inveniendum et iudicamus inventa. 23 Cfr. ivi, aa. 1-2; q. 82. 24 Cfr S. Thomae Aquinatis Opera omnia iussu impensaque Leonis XIII P. M. edita, t. 6-7: Prima secundae Summae theologiae, Roma 1891-1892 (da qui ST, I-II), q. 94, a. 1, ad 2um.

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inestinguibile25 della somiglianza delluomo a Dio26, che non viene meno neanche quando luomo pecca: soltanto nella coscienza, infatti, che pu nascere lerrore, poich essa rappresenta latto con cui i principi della sinderesi vengono adattati alla circostanza contingente: la coscienza, infatti, serve a formulare un giudizio pratico in merito allazione27 e dato che il giudizio un atto intellettuale, di conoscenza, esso soggetto ad errori, come Tommaso illustra ampiamente nel De malo. 28 Vediamo come sinderesi e coscienza si integrano nel rapporto tra intelletto e volont29. Nel De malo la sinderesi nominata nellarticolo 12 della terza questione, dove si indica come lelemento presente in ogni uomo che impedisce di peccare per malizia, cio volontariamente:30 qui Tommaso inserisce nel discorso lelemento dellerrore, e precisa che neanche il peccatore sbaglia rispetto ai principi del retto agire, ma lo fa in quanto alla scelta dei beni particolari, che possono essere apparenti e non autentici; di fronte ad una circostanza determinata, in cui un atto intellettuale cio il giudizio della coscienza valuta se il bene in questione sia da perseguire o meno, luomo, che si lascia trasportare dalle potenze inferiori, pecca perch non assume il punto di vista corretto31. Nella Summa si hanno due articoli che mettono in relazione la coscienza e le potenze superiori: si tratta della q. 19 della prima secundae,
25 Cfr. Sancti Thomae de Aquino Opera omnia iussu Leonis XIII P. M. edita, t. 22: Quaestiones disputatae de veritate, 3 voll. (4 fascicoli), Ex Typographia Polyglotta S. C. de Propaganda Fide, Roma 1970-1976 (da qui De veritate), q. 16, a. 3: Et sic impossibile est in universali iudicium synderesis extingui; in particulari autem operabili extinguitur quandocumque peccatur in eligendo. Vis enim concupiscentiae aut alterius passionis ita rationem absorbet, ut in eligendo universale synderesis iudicium ad particularem actum non applicetur. Sed hoc non est extingui synderesim simpliciter, sed secundum quid tantum. Unde simpliciter loquendo, concedimus quod synderesis nunquam extinguitur. 26 Cfr. ivi, q. 16. 27 Cfr. ST, I, q. 79, a. 13: Conscientia enim, secundum proprietatem vocabuli, importat ordinem scientiae ad aliquid, nam conscientia dicitur cum alio scientia. Applicatio autem scientiae ad aliquid t per aliquem actum. Unde ex ista ratione nominis patet quod conscientia sit actus. Idem autem apparet ex his quae conscientiae attribuuntur. Dicitur enim conscientia testicari, ligare vel istigare, et etiam accusare vel remordere sive reprehendere [] Patet autem quod omnia haec consequuntur actualem applicationem scientiae ad ea quae agimus. 28 Cfr. De malo, q. 3, aa. 6-8. 29 In questa sede ci limiteremo a tratteggiare la dottrina della sinderesi e della coscienza, utilizzando i passi in cui esse vengono messe in relazione direttamente da Tommaso con lintelletto e la volont. Poich questo tema necessiterebbe di unaccurata descrizione, ci riserviamo di tornare sullargomento in futuro, dedicandogli la cura necessaria. 30 Cfr. ivi, q. 3, a. 12, ad 13um: ad synderesim pertinent universalia principia iuris naturalis, circa quae nullus errat. 31 Cfr. ivi, q. 3, aa. 6-13.

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dove Tommaso discute de bonitate actus interioris voluntatis. Larticolo quinto Utrum voluntas discordans a ratione errante sit mala, mette in relazione volont e coscienza, in base allassunto che denisce la coscienza come applicatio scientiae ad aliquem actum, riportando il confronto tra la sfera intellettuale e quella pratica. Scientia autem in ratione est32, precisa Tommaso nellargomento in contrario, e la tesi viene rovesciata in Utrum conscientia errans obliget, cio se la volont debba sempre seguire la coscienza anche in caso di errore: la volont vuole ci che lintelletto, ovvero la coscienza, le mostra come buono, ed avversa quel che lintelletto giudica essere un male; il problema nasce nel momento in cui la coscienza sbaglia, ed emette un giudizio falso in merito ad una determinata circostanza. Lesempio che Tommaso fa di sicuro effetto, e descrive la situazione delluomo che ritiene, in buona fede, essere un male credere in Cristo: quello che per se bonum, et necessarium ad salutem33, viene conosciuto per accidens34 come contrario alle norme morali. La conclusione che la volont deve sempre seguire la coscienza, anche quando questa sbaglia, Unde dicendum est simpliciter quod omnis voluntas discordans a ratione, sive recta sive errante, semper est mala35. interessante notare che alla ne del respondeo si trova una citazione dal VII libro dellEtica Nicomachea che riguarda la gura dellincontinens: per se loquendo incontinens est qui non sequitur rationem rectam: per accidens autem, qui non sequitur etiam rationem falsam36. Tommaso usa questa citazione per dare maggior suffragio alla sua opinione, ma anche per evidenziare il caso in cui gli errori di valutazione, che nascono nellintelletto, portano ad atti immorali; anche nel De malo troviamo lincontinens, allinterno della discussione sul peccato commesso per debolezza, nellarticolo intitolato Utrum sit possibile quod aliquis sciens ex inrmitate peccet:37 dedito alla concupiscenza, egli abbandona la ragione per seguire il delectabile.
Cfr. ST, I-II, q. 19, a. 5, sed contra. Cfr. ST, I-II, q. 19, a. 5. 34 Cfr. Ibid.. 35 Cfr. Ibid.. 36 Cfr. Ibid.. 37 Cfr. De malo, q. 3, a. 9, ad 7um. Sulla continenza/incontinenza si vedano gli studi di T. Hoffmann, Aquinas on the Moral Progress of the Weak Willed, in Das Problem der Willenschwche in der mittelalterlichen Philosophie. The Problem of Weakness of Will in Medieval Philosophy, ed. by T. Hoffmann J. Mller M. Perkams, Peeters, Leuven Paris 2006 (Recherches de Thologie et Philosophie mdivales. Bibliotheca 8), pp. 221-247; T. H. Irwin, Will, Responsability, and Ignorance: Aristotelian Accounts of Incontinence, in Das Problem der Willenschwche in der mittelalterlichen Philosophie, cit., pp. 39-58; B. Kent, Transitory Vice: Thomas Aquinas on Incontinence, Journal of the History of Philosophy, 27, 1989, pp. 199-223.
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Oggetto del sesto articolo della q. 19 della prima secundae latto immorale compiuto seguendo la propria coscienza, Utrum voluntas concordans rationi erranti, sit bona, un articolo che presenta un forte punto di contatto con il De malo, pi evidente ed accentuato del precedente; la questione viene traslata automaticamente da Tommaso in Utrum conscientia erronea excuset, ancora una volta in base al fatto che il giudizio della coscienza un atto intellettuale, e la soluzione del problema proprio da ricercarsi nella terza questione del De malo, a proposito del peccato commesso per ignoranza. Si pu trattare di unignoranza volontaria, caratterizzata da una certa negligenza, oppure involontaria, quella che Tommaso chiama ignorantia alicuius circumstantiae absque omni negligentia;38 ci sono cose che ogni uomo tenuto a sapere, come il decalogo, ed altre che impossibile conoscere, come certe circostanze particolari39. Lignoranza del primo tipo, quella volontaria, d vita ad una coscienza erronea che non scusa la volont che la segue; quella del secondo tipo, realmente involontaria, genera la stessa coscienza erronea, con la differenza che la volont che la segue giusticabile. Lidea di una bibliograa ragionata sul rapporto tra intelletto e volont in Tommaso dAquino nasce dalla considerazione di alcuni elementi relativi sia alle caratteristiche proprie della questione in s, sia alle risorse bibliograche disponibili: chiunque si sia avvicinato agli studi tomistici in genere, avr fatto esperienza della grande quantit di materiale esistente sulletica tomistica, materiale che non sempre risponde alle esigenze degli studiosi, e che aumenta di anno in anno, in conseguenza delle numerose pubblicazioni che escono costantemente su molti aspetti della losoa tomistica40. Da questo punto di vista, un vaglio critico della bibliograa su un argomento specico pu costituire un punto di partenza utile per lo studioso interessato alla parte prettamente etica della losoa di Tommaso. Abbiamo ritenuto utile suddividere gli studi in base alle diverse aree tematiche che gravitano intorno al rapporto tra intelletto e volont, e che

Cfr. ST, I-II, q. 19, a. 6. Cfr. De malo, q. 3, a. 8. 40 Questa affermazione suffragata dalla grandezza dalle sezioni dedicate a Tommaso dAquino nei bollettini bibliograci che si occupano di studi medievali, e dalle bibliograe dedicate esclusivamente agli studi tomistici: si veda ad esempio Medioevo latino. Bollettino bibliograco della cultura europea dal secolo VI al XIII, Cisam, Spoleto (poi Sismel-Edizioni del Galluzzo, Firenze) 1978; tra le pi recenti bibliograe dedicate segnaliamo due strumenti curati da E. Alarcn: Thomistica 2006. An International Yearbook of Thomistic Bibliography, Nova & Vetera, Bonn 2007, e la sezione Bibliographia Thomistica del sito www. corpusthomisticum.org, costantemente aggiornata.
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abbiamo cercato di delineare in queste poche pagine introduttive: intelletto e volont intese come singole potenze dellanima; il loro rapporto in riferimento allazione; le circostanze in cui pu nascere il peccato in ambito speculativo (conoscenza), pratico (azione), e sulle cause del peccato in generale; sinderesi e coscienza; pochi studi generali sulletica tomistica chiudono la sezione bibliograca. Ci preme segnalare che, data la contiguit di tali aree tematiche, spesso largomento principale di un saggio o di una monograa accompagnato dagli altri. La sezione delle risorse elettroniche riporta poche segnalazioni, a fronte della mole di notizie reperibili in rete su Tommaso dAquino: ci sembrato necessario vagliarle e fornire un elenco che contenesse soltanto quelle di interesse specico. Per le riviste citate in sigla e per i loro dati bibliograci rimandiamo al siglario che chiude questo lavoro. Bibliograa Intelletto in quanto potenza dellanima:
1. E. Gilson, Pourquoi St. Thomas a critiqu St. Augustin, AHDLM, 1, 1926-1927, pp. 5-127. 2. J. Peghaire, Le couple augustinien ratio superior et ratio inferior , RSPT, 22, 1934, pp. 221-238. 3. Id., Intellectus et ratio selon Thomas dAquin, Wetteren, Paris-Ottawa 1936 (Publications de lInstitut dtudes Medievales dOttawa, 6). 4. M.-D. Chenu, Ratio superior et inferior. Un cas de philosophie chrtienne, RSPT, 29, 1940, pp. 84-89. 5. F. Nuyens, Lvolution de la Psychologie dAristote, J. Vrin, Paris 1948. 6. J.I. Jenkins, Aquinas on the Veracity of the Intellect, JP, 1991, pp. 623632. 7. A.J.P. Kenny, Aquinas on Mind, Routledge, London New York 1993 (Topics in Medieval Philosophy). 8. G. Bertuzzi, La distinzione tra intelletto speculativo e pratico in S. Tommaso dAquino, Divus Thomas, 98, 2, 1995, pp. 50-61. 9. A. Campodonico, Ragione speculativa e ragione pratica in Tommaso dAquino: analogie, differenze, sinergie, Rivista di losoa neoscolastica, 89, 1997, pp. 267-298.

Volont in quanto potenza dellanima:


10. R. Reilly, Weakness of Will: The Thomistic Advance, PACPhA , 48, 1974, pp. 198-207. 11. A. Lobato, El principio libertad. El dinamismo originario de la voluntad en la cuestin VI De malo de Santo Tommaso de Aquino, Doctor communis, 30, 1977, pp. 33-81.

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12. T.G. Belmans, Le volontarisme de saint Thomas dAquin, Revue thomiste, 85, 1985, pp. 181-196. 13. F.E. Crowe, Thomas Aquinas and the Will: A Note on Interpretation, Method, 8, 1990, pp. 129-134. 14. A. Dalledonne, La prova tomistica essenziale a favore del primato qualitativo della volont libera, in Atti del IX Congresso tomistico internazionale, I San Tommaso dAquino doctor Humanitatis, II Noetica, critica e metasica in chiave tomistica, III Antropologia tomista, IV Etica, sociologia e politica di ispirazione tomistica tomistica, V Problemi teologici alla luce dellAquinate, VI Storia del Tomismo: fonti e riessi, voll. 6, Ponticia Accademia di S. Tommaso e di Religione Cattolica, Citt del Vaticano 1991-1992 (Studi tomistici, 40-45), III. 263-269. 15. C. Mrquez-Pemartin, El uso en la Suma teolgica de Santo Toms de Aquino. La voluntad como motor de las potencias humanas, in Atti del IX Congresso tomistico internazionale [cfr. no. 14], IV. 48-58. 16. R. Saarinen, Weakness of the Will in Medieval Thought. From Augustine to Buridan, Leiden-New York-Kln 1994, pp. 118-131. 17. D. Westberg, Did Aquinas Change His Mind about the Will?, in The Thomist, 58 (1994), pp. 41-60. 18. A.A. Robiglio, Limpossibile volere. Tommaso dAquino, i tomisti e la volont, Vita e Pensiero, Milano 2002 (Pubblicazioni dellUniversit cattolica del Sacro Cuore. Filosoa. Ricerche). 19. D.M. Gallagher, The Will and Its Acts (I IIae qq. 6-17), in The Ethics of Aquinas [cfr. no. 116], pp. 69-89. 20. R. Saarinen, Weakness of Will: Philosophical and Theological Theories of Action, in Intellect et imagination dans la philosophie mdivale. Intellect and Imagination in Medieval Philosophy. Intelecto e imaginao na Filosoa Medieval. Actes du XIe Congrs international de philosophie mdivale de la Socit Internationale pour lEtude de la Philosophie Mdivale (S.I.E.P.M.). Porto, du 26 au 31 aot 2002, cur. M. C. da Costa Reis Monteiro Pacheco e J.F. Meirinhos, Brepols, Turnhout 2006 (Rencontres de philosophie mdivale, 11), pp. 53-71.

Rapporto tra le due potenze dellanima:


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Risorse elettroniche
Sito web del Corpus Thomisticum: http://www.corpusthomisticum.org. Al suo interno, oltre a molti utili strumenti di ricerca consultabile la Bibliographia tomistica: <http://www.corpusthomisticum.org/zbiblia.html>. Sito web di Philosophiae Medii Aevi http://islab.dico.unimi.it/phmae/ (alla voce Thomas Aquinas sono reperibili numerosi link utili) Sito web del Rpertoire bibliographique de la philosophie: <http://www.rbif. ucl.ac.be/>. Sito web della rivista Angelicum: <http://www.angelicumpress.it/angelicum. htm>. Sito web della rivista Etica e Politica. Rivista di losoa on-line: <http://www2. units.it/~etica/2002_2/index.html>. Sito web della rivista Revue des sciences philosophiques et thologiques: <http://www.rspt.org/>. Sito web della rivista Revue thomiste: <http://revuethomiste.dominicains. com/>. Sito web della rivista The Thomist: <http://www.thomist.org/>.

Siglario riviste
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Studia moralia = Studia moralia. Accademia Alfonsiana, Roma Studium = Studium. Revista de losofa y teologa, vila-Madrid The Monist = The Monist: A quarterly magazine of philosophy, religion, science and sociology, Chicago The New Scholasticism = The New Scholasticism: A quarterly review of philosophy, Baltimore-Washington 1927-1989 [poi American catholic philosophical quarterly] The Thomist = The Thomist. A Speculative Quarterly Review of Theology and Philosophy, Washington, DC