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Francesco Petrarca

Vita e opere

Per approfondire: Ernest Hatch Wilkins, Vita del Petrarca (1 ed. 1961), Milano,
Feltrinelli, 2012; Francisco Rico-Luca Marcozzi, Francesco Petrarca. Profilo biografico
(1304-1374) in Francisco Rico, I venerdì di Petrarca, Milano, Adelphi, 2016, pp. 69-219
«Concepito in esilio, in esilio sono nato»
• 1304 nasce ad Arezzo il 20 luglio. Suo padre, Petracco, guelfo Bianco
amico di Dante, è stato bandito da Firenze il 1302

• 1305 la famiglia si sposta ad Incisa Valdarno dove nel 1307 nasce il


fratello Gherardo

• 1308 Clemente V trasferisce la sua sede ad Avignone

• 1311 Petracco trasferisce la famiglia a Pisa, nella speranza che Enrico VII
entri a Firenze

• 1312 Petracco, notaio di professione, si trasferisce ad Avignone, alla curia


di Clemente V; la famiglia si stabilisce a Campentras
Primi studi e primi codici
• 1316 intraprende gli studi giuridici a Montpellier

• 1320-6 si trasferisce col fratello Gherardo a Bologna per


completare i suoi studi; alterna il soggiorno con diversi viaggi
(Imola, Rimini, Venezia) e frequenti ritorni ad Avignone

• 1325 acquista ad Avignone una copia del De civitate Dei di


Agostino: primo volume di una biblioteca che sarà ricchissima

• 1326 muore il padre, lascia Bologna, abbandonando per


sempre gli studi universitari, e torna ad Avignone; intraprende
il restauro filologico degli Ab urbe condita di Livio
Al servizio dei Colonna ad Avignone
• 1327 6 aprile: incontro con Laura nella chiesa di Santa Chiara, ad
Avignone

• 1330 prende gli ordini minori: tonsura e celibato; entra al servizio


del cardinale Giovanni Colonna, su raccomandazione di Giacomo
(conosciuto a Bologna) , in qualità di cappellano di famiglia; conosce
Lello di Pietro Stefano dei Tosetti e Luwig van Kempen, cantore
(dedicatario delle Familiares)

• 1333 viaggio nell’Europa settentrionale: Parigi, Gand, Liegi, Aix-la-


Chapelle, Colonia. A Liegi scopre la Pro Archia di Cicerone; riceve in
dono le Confessiones di Agostino da Dionigi di Borgo di S. Sepolcro

• 1335 il papa Benedetto XII gli concede il beneficio di un canonicato


nella cattedrale di Lombez: prima di una lunga serie di benefici
ecclesiastici;
Il cuore inquieto di Francesco: il
Ventoso, Valchiusa
• 1336 26 aprile: ascensione al Monte Ventoso; primo viaggio a
Roma ospite dei Colonna
• Fam. IV 1 a Dionigi da Borgo San Sepolcro, da Avignone, 1336 ma
rielaborata nel 1353]

• 1336-8 prima nucleo dei Rvf


• Rvf 34“Apollo s’ancor vive il bel disio”
• Rvf 35 “Solo et pensoso”

• 1337 acquista una casetta in Valchiusa, sulla riva della Sorga.


Nasce il suo figlio naturale Giovanni. Inizia la composizione
della sua prima opera: il De viris illustribus
RVF 34
Apollo, s' anchor vive il bel desio
che t' infiammava a le thesaliche onde,
et se non ài l' amate chiome bionde,
volgendo gli anni, già poste in oblio:

dal pigro gielo et dal tempo aspro et rio,


che dura quanto 'l tuo viso s' asconde,
difendi or l' onorata et sacra fronde,
ove tu prima, et poi fu' invescato io;

et per vertú de l' amorosa speme,


che ti sostenne ne la vita acerba,

di queste impressïon l' aere disgombra;


sí vedrem poi per meraviglia inseme
seder la donna nostra sopra l' erba,
et far de le sue braccia a se stessa ombra.
RVF 35
Solo et pensoso i piú deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human l' arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi


dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d' alegrezza spenti
di fuor si legge com' io dentro avampi:

sí ch' io mi credo omai che monti et piagge


et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch' è celata altrui.

Ma pur sí aspre vie né sí selvagge


cercar non so ch' Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co llui.
L’Africa e l’incoronazione poetica
• 1338 intraprende la stesura dell’Africa, poema in latino dedicato a
Scipione

• 1340 1 settembre: riceve contemporaneamente dall’università di


Parigi e dal Senato di Roma l’offerta della laurea poetica. Sceglie
Roma e decide di sottoporsi ad un «esame» da parte del re di Napoli
Roberto d’Angiò

• 1341 sostiene un esame di tre giorni a Napoli; legge a Roberto alcuni


brani dell’Africa; l’8 aprile viene incoronato a Roma in Campidoglio

• 1341-2 durante il viaggio di ritorno ad Avignone si trattiene a Parma,


ospite di Azzo da Correggio, e a Selvapiana; conclude un primo
abbozzo dell’Africa
Incoronazione poetica: i precedenti
• 1315 incoronazione a Padova (università) di Albertino Mussato

• Dante, Paradiso I, vv. 22-27)

O divina virtù, se mi ti presti


tanto che l’ombra del beato regno
segnata nel mio capo io manifesti,
vedra’mi al piè del tuo diletto regno
venire, e coronarmi de le foglie
che la materia e tu mi farai degno.

• Iacomo della Lana (1324-8) commento a Pd I 22-27


Alla seconda cosa, che fae l'autore, si è da sapere che li antichi poeti
poneano sul monte di Parnaso, siccome è ditto, essere le scienzie, e
poneano uno Dio universale ad esse ch'avea nome Apollo, elle riceveano
convento e coronazione in quella scienzia, ch'elli aveano studiata, tutto a
simile come li moderni maestri conventano nelle scienzie. E siccome li
moderni in segno di coronazione donano una berretta, così lo detto Apollo
donava una ghirlanda di alloro in segno di convento [...]
Incoronazione poetica: i precedenti
Sì rade volte, padre, se ne coglie
per trïumphare o cesare o poeta,
colpa e vergogna de l’umane voglie,
che parturir letizia in su la lieta
delfica deïtà dovria la fronda
penia quando alcun di sé asseta.
Poca favilla gran fiamma seconda:
forse di retro a me con miglior voci
si pregherà perché Cirra risponda (Pd I, vv. 28-36)

• Benvenuto da Imola (1375-80), commento a Paradiso 1.34-36


• Cirra, idest, Apollo, qui colitur in Cirrha altero jugo montis Parnasi,
risponda, idest, responsum det, sicut olim solebat dari responsa in Cirrha
per ora virginum, ut jam dictam est supra, con miglior voci, idest, facundiori
sermone, quasi dicat: forte veniet alius poeta eloquentior me, qui magis
movebit Apollinem; et dicit, forse, dubitative. Et hic nota quod poeta pro
parte videtur dicere verum; nam tempore quo florebat Dantes novissimus
poeta Petrarcha pullulabat, qui vere fuit copiosior in dicendo quam ipse. Sed
certe quanto Petrarcha fuit maior orator Dante, tanto Dantes fuit maior
poeta ipso Petrarcha, ut facile patet ex isto sacro poemate.
Tra la Provenza e l’Italia
• 1342 tornato in Provenza prova ad intraprendere lo studio del
Greco col monaco Barlaam

• 1343 il fratello Gherardo diviene monaco certosino e si ritira


nella certosa di Montrieux; nasce la figlia Francesca: crisi
interiore (vedi ambientazione del Secretum) intraprende i
Rerum memorandarum libri; si diffonde il frammento
dell’Africa su Magone morente

• 1344-5 soggiorno a Parma; a Verona scopre le Familiares di


Cicerone
L’avventura politica di Cola di Rienzo: 1347

• Roma preda dell’anarchia feudale: il potere è in mano alle


famiglio nobiliari romane, in lotta tra loro

• 1343: Cola di Rienzo, giovane notaio di origini plebee, viene


inviato come ambasciatore presso il pontefice Clemente VI dal
consiglio dei mercanti che aveva preso il potere a Roma;
stringe amicizia con Petrarca

• 20 maggio 1347 Cola di Rienzo si mete alla testa di un moto


popolare, impone una nuova costituzione per Roma; viene
eletto per acclamazione al comando della città; iniziale
appoggio di Clemente VI
L’avventura politica di Cola di Rienzo: 1347

• La propaganda politica di Cola si rifà alle antiche istituzioni


della Repubblica degli antichi romani

• Lotta contro i Baroni; richiesta di far tornare il papato a Roma;

• Petrarca è affascinato inizialmente dal progetto di Cola:


appoggio tramite alcune «lettera aperte»
• Var. 48
L’avventura politica di Cola di Rienzo: 1347

• Estate: Petrarca appoggia Colo di Rienzo con lettere e un’egloga


politica (Buc. V)

• Settembre: Cola fa arrestare tutti i nobili di Roma; li minaccia di


morte ma poi li lascia liberi, commettendo un grave errore politico

• Ottobre: il Pontefice invia a Roma un legato papale

• Novembre: tentativo di colpo di mano da parte dei nobili; muore tra


gli altri Stefano Colonna il Giovane; Petrarca toglie il suo appoggio a
Cola

• Dicembre: Cola accetta le condizioni del legato papale ed abdica;


inizia una serie di peregrinazioni ma la sua parabola è discendente
La crisi spirituale
• 1346 soggiorno operoso a Valchiusa
• Intraprende la stesura del De vita solitaria
• prime egloghe del futuro Bucolicum carmen
• ottiene quest’anno un canonicato a Parma

• 1347 la vita monastica


• visita il fratello Gherardo a Montriux, scrive il De otio religiosorum
• Intraprende la scrittura del Secretum

• 1348 soggiorna a Parma e stringe rapporti con Luchino


Visconti; la peste colpisce l’Europa: morte di molti amici e di
Laura; compone i Psalmi penitentiales
Il Secretum
• testimonianza letteraria della crisi (composto tra il 1347 e il 1353)

• dialogo filosofico in latino (rinascita del genere)

• protagonisti Francesco e Agostino

• ambientazioni del dialogo aprile 1343..


• “sedici anni” dopo l’incontro con Laura (6 aprile 1327)

• ...riferimenti ad eventi successivi


• allusioni insistete alla possibile morte di Laura (1348)
• imminente trasferimento in Italia (1353)
• citazioni da testi che Petrarca legge dopo il 1343
Struttura del Secretum
• LIBRO I
• Premessa: la serenità spirituale può essere raggiunta attraverso la
volontà: 1. meditare la propria miseria 2. desiderare la salute 3.
cambiare vita
• Proteste di Francesco; Agostino propone come medicina la meditatio
mortis (riflettere sui limiti della vita umana)
• Necessità di combattere contro i fantasmata (vaghe immaginazioni)
• Apparente capitolazione di Francesco

• LIBRO II
• Agostino evidenzia i limiti della lettura: la vera saggezza implica una
condotta di vita saggia
• Agostino evidenzia i limiti della parola e della scrittura
• Richiamo al pensiero della morte come fonte di umiltà
• Agostino “confessa” Francesco (come in punto di morte) in merito ai
peccati capitali
• Ferroni, vol. II, p. 450-4, l’accidia
Struttura del Secretum
• LIBRO III
• Agostino va all’assalto finale ed invita a rinunciare all’amore e alla
gloria (le due “catene di diamante” che impediscono l’ascesa)
• Ferroni, vol. II, pp. 455-64
• Francesco difende Laura lodandone le doti eccezionali; Agostino
demolisce le argomentazioni “stilnoviste” sull’eccellenza della donna
che conduce a Dio
• Agostino costringe Francesco a riconoscere la vanità dei due grandi
libri incompleti: De viris e Africa
• Francesco nel finale promette di concentrarsi sulla propria interiorità
ma soltanto dopo la conclusione delle due opere maggiori
Agostino e Francesco
• L’identificazione con il personaggio delle Confessiones è
centrale nel Secretum:
• “F. Ogni volta che leggo i libri delle tue Confessioni, preso tra due
contrastanti sentimenti di speranza e di timore, piangendo
lacrime di dolcezza, ho a tratti l’impressione di leggere non la
storia d’altri, ma la storia del mio proprio perigrinare” (Secretum
I, p. 115)
• concetto espresso più volte nell’epistolario, ad es. Fam, X 3, 56

• Interpretazione esistenziale (e non teologica) delle


Confessiones

• Dialogando con Agostino e non con Dio Petrarca dimostra una


visione “laica” del libro delle Confessiones
Finale “aperto”
 Nonostante le apparenti “vittorie” di Agostino il libro si apre così come si
era aperto; resta soltanto la preghiera

 “A. Ricadiamo nella vecchia lite: chiami impotenza la volontà! Ma vada


pur così, visto che non può essere altrimenti. Prego Iddio che ti segua nel
tuo viaggio e che permette che i tuoi passi, anche se erranti, ti portino al
sicuro” (Secretum III p. 283)
 “quand'era in parte altr' uom da quel ch' i' sono” (Rvf 1, 4)
 Il Francesco agens dei RVF è un «catecumeno», in attesa di una piena conversione
(attuata in punto di morte)
 “Scorgimi al miglior guado, / et prendi in grado i cangiati desiri” (Rvf 366, 129-
30, preghiera alla Vergine)
 Quando Francesco comprende fino in fondo dove indirizzare il desiderio è pronto per
la conversione e il libro si conclude
Il «recolligere»
• Francesco promette ad Agostino di dedicarsi alla
introspezione:

«Adero michi ipse quantum potero, et sparsa anime fragmenta


recolligam moraborque mecum sedulo»

[Sarò presente a me stesso per quanto potrò; raccoglierò gli sparsi


frammenti dell’anima mia e dimorerò diligentemente in compagnia
di me stesso]

• raccolta dei frammenti (testi sparsi) come riconquista


dell’interiorità
1350: le grandi raccolte
• Il Secretum, non pubblicato da Petrarca in vita, rappresenta la
chiave per interpretare le grandi raccolte e il progetto
autobiografico (Rico, Santagata)

• Petrarca scrive i testi proemiali di:

• Rerum familiarium libri

• Epystolae

• Rerum vulgarium fragmenta

• I tre proemi sono incentrati sul «recolligere»


Rvf 1
Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono raccolta di testi sparsi
di quei sospiri ond'io nudriva 'l core
in sul mio primo giovenile errore testi appartenenti ad un epoca
quand'era in parte altr'uom da quel ch'i' sono, diversa della via

del vario stile in ch'io piango et ragiono varietà stilistica


fra le vane speranze e 'l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore, richiesta di «perdono» (topos
spero trovar pietà, nonché perdono. modestiae)

Ma ben veggio or sí come al popol tutto


favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;

et del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto, vergogna


e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno. Insegnamento morale
Fam. I 1
Sum sane ditior, seu, verius, impeditior quam raccolta di testi sparsi
putabam: multa michi scriptorum diversi
generis suppellex domi est, sparsa quidem et
neglecta. (§3)

[Sono più ricco, meglio, più impacciato di quanto


credessi: in casa mia c’è un’enorme varietà di scritti testi appartenenti ad un epoca
di vario genere sparsi e abbandoanti] diversa della via

Sed cum cetera suos fines aut haeant aut


sperent, huis operis, quod sparsim sub
primum adolescentie tempus inceptum iam
etate provectior recolligo et in libri formam
redigo (§ 45)

[Ma mentre tutte le opere hanno o sperano d’avere i


loro confini, questa che ho cominciato in modo
disorganico nella prima giovinezza e che ora, in età
avanzata, vado raccogliendo e redigendo in forma di
libro, non potrà averne]
Fam. I 1
Alioquin […] quonam modo amicum licet, nisi varietà stilistica
sit idem alter ego, lecturum hec sine fastidio
arbitremur, diversa invicem et adversa, in
quibus non idem stilius, non una scribentis
intentio, quippe cume pro varietate rerum
affetcus animus illa dictaverim, raro quidem
letus, mestus sepe? (§ 19)
[D’altronde chi mai, se non proprio un amico, che sia
come un altro me stesso, vorrà leggere senza noia
cose tra loro contradittorie e disparate, stese in stili
diversi e sotto la spinta di emozioni, dettate da un
animo raramente lieto e spesso mesto?]

Ad excusationem igitur arma confugio. richiesta di «perdono» (topos


Lassavit me longo et gravi prelio fortuna (§ 41) modestiae)

[Ricorro dunque alle armi delle scuse. La fortuna mi ha


lungamente e duramente perseguitato]
Gli ultimi anni avignonesi
• 1351 in inverno e primavera è a Padova, ospita di Francesco da
Carrara; scrive la Posteritati; ospita Boccaccio che gli reca
l’offerta di una cattedra presto lo studio fiorentino: Petrarca
rifiuta; torna in Provenza in maggio; rifiuta l’incarico di
segretario papale

• 1352 Intraprende la stesura dei Triumphi a Valchiusa; disputa


con i medici curanti di Clemente VI: scrive le prose polemiche
raccolte nelle Invective contra medicum; il nuovo pontefice
Innocenzo VI vede Petrarca con sfavore
Il trasferimento in Italia
• 1351-1353 sostiene la diplomazia viscontea durante la guerra tra
Genova e Milano

• 1353 si trasferisce definitivamente in Italia: trasferimento atteso dai


sodali italiani; sceglie Milano, dove è ospitato dall’arcivescovo
Giovanni Visconti; la scelta di uno stato nemico di Firenze provoca
l’irritazione di Boccaccio

• 1353-1362 soggiorno milanese


• Missioni diplomatiche di primo piano a Venezia, Praga, Parigi
• La sua fama si diffonde ulteriormente in Italia ed Europa
• Corregge e porta a compimento numerose opere: Bucolicum carmen,
De remediis utriusque fortunae
• Nel 1359 ospita a Milano Boccaccio
• Conclude la forma «Chigi» dei Rvf
• 1361 intraprende una nuova raccolta di lettere: le Seniles
Venezia
• 1362-1367 soggiorno a Venezia
• Si trasferisce a Venezia; gli viene donata una casa in Riva degli
Schiavoni in cambio della promessa di lasciare alla Repubblica la
sua ricca biblioteca
• Alterna soggiorni in città con soggiorni a Padova
• 1363 ospita Boccaccio nella sua casa di Venezia
• Servendosi di un giovane e brillante copista ravennate,
supervisiona la copia definitiva di numerose opere
• Conclude la raccolta delle Epystole (le lettere in versi, 1363)
• Continua a lavorare ai Rvf: «forma Giovanni» (dal copista
Malpaghini)
• 1366 licenzia le Familiares
• 1367 una polemica con alcuni giovani filosofi padovani è
all’origina del De ignorantia
Gli ultimi anni presso i da Carrara
• 1367-9 soggiorno a Padova
• Missioni diplomatiche di primo piano per conto dei suoi ospiti i da
Carrara, signori di Padova
• Riprende in mano il De viris illustribus
• Acquista una casa ad Arquà sui colli Euganei

• 1370-1374 ultimi anni ad Arquà


• 1370 Durante un viaggio alla volta di Roma è colto da una sincope e
deve tornare a Padova
• Redige brevi biografie per il progetto iconografico della Sala virorum
illustrium del palazzo di Padova
• 1373 invia una copia dei Rvf a Pandolfo Malatesta («forma
Malatesta») e la sua ultima prosa polemica: Invenctiva contra eum
qui maledixit Italiam; traduce in latino la novella di Griselda (Dec. X
10)
• 1374 muore ad Arquà il 19 luglio
Il corpus delle opere di Petrarca
• Produzione amplissima, per lo più in latino e in prosa

• Opere diffuse con parsimonia, attese da un vasto pubblico di


sodali e ammiratori

• Stesura lenta ed elaborata; alcune opere incompiute

• Perfezionismo, continua riscrittura

• Autobiografia ideale che veicola una proposta di modello


culturale

• Nascita dell’Umanesimo, tema della Rinascita


Opere erudite e classicheggianti
• De viris illustribus (1338-1343; stesura ripresa nel 1368)
• raccolta di 22 biografie dedicate ai grandi uomini della Roma
repubblicana
• recolligere: raccolta di notizie vagliate collazionandole
• opera ripresa a Padova (si allarga ai personaggi biblici) ma il libro
è incompiuto
• Africa (1338-9 prima stesura; 1341-2 seconda stesura)
• poema in esametri in nove libri dedicato a Scipione l’Africano
• nato dalla lettura di Livio, intrapreso con entusiasmo; celebre e
atteso dai sodali; circolano durante la vita alcuni versi isolati tratti
dal poema
• stesura incompleta, ricca di incoerenze, versi incompleti
• nelle Familiares e nelle Epystole Petrarca narra le vicende della
stesura (incompleta)
Opere erudite e classicheggianti
• Rerum memorandarum libri (1343-5)
• raccolta di exempla e aneddoti tratti dalle storie romane e dalla
storia recente, ordinate secondo le quattro virtù cardinali
(prudenza, giustizia, fortezza e temperanza)
• ispirato ai Factorum et dictorum memorabilium libri di Valerio
Massimo
• opera incompleta

• De remediis utriusque fortunae (1354-1366)


• enciclopedia morale in due libri, di 122 e 131 capitoli
• dialoghi tra la Ragione, la Paura e il Timore in merito a diversi
eventi che riguardano la buona e la cattiva sorte
• casistica morale amplissima e articolata
• sorta di neostoicismo: la virtù si esercita in tutti casi della vita
Opere politiche e polemiche
• Invective contra medicum (1352-3)
• raccoglie due testi d’occasione, originati da una polemica col
medico di papa Clemente V
• polemica contro le pretese intellettuali dei medici

• Sine nomine liber (1359)


• raccolta di 19 lettere di argomento politico, rivolte contro la Curia
avignonese, scritte tra il 1342 e il 1359
• nella raccolta si cancella il nome dei destinatari e i nomi dei
personaggi presi di mira: autocensura
• polemica rovente, tono profetico, invettive politiche
• parte di una battaglia in favore del ritorno della sede papale a
Roma
Opere politiche e polemiche
• De suis ipsius et multorum ignorantia (prima stesura 1367; rivisto nel
1370)
• nel 1366 quattro giovani aristocratici veneziani definiscono Petarca:
“sine literis vir bonus” (un brav’uomo privo di cultura) in quanto non
pratico di filosofia aristotelica e di scienza
• attacco di Petrarca: accusa i quattro di invidia per la sua fama; deride
l’idolatria per Aristotele; contrappone la fede alla curiosità
scientifica; afferma la superiorità di Cicerone e Platone nei confronti
di Aristotele

• Invectiva contra eum qui maledixit Italiam (1373)


• risposta a un libello di un teologo francese nel quale si attaccava il
partito italiano e si sosteneva la necessità di mantenere la sede
Papale ad Avignone
• invettiva contro i Francesi, orgoglio “nazionale” e difesa dell’Italia
Le raccolte epistolari
• Epystole (proemio e prima raccolta 1350; stesura definitiva 1364)
• raccolta di lettere in esametri
• argomenti vari: lettere autobiografiche, politiche (esortazione ai papi
Benedetto XII e Clemente VI), consolatorie, di argomento filosofico e morale
• opera condotta ad uno stadio provvisorio; insoddisfazione di Petrarca

• Rerum familiarium libri (lettera dedicatoria 1350; 1351-5; ampliamenti


sino al 1361)
• raccolta di lettere in prosa
• la maggior parte delle lettere sono effettivamente spedite (con
aggiustamenti)
• alcune lettere scritte per l’occasione
• ordinamento in libri (raggruppamenti tematici)
• ultimo libro (XXIV) contiene lettere indirizzate agli scrittori del passato

• Rerum senilium libri (1361-1374)


• nuova raccolta di lettere in prose
• struttura “aperta”: la fine del libro coinciderà con la morte dell’autore
• lettera conclusiva ai Posteri (Posteritati)
Interiorità e mutatio animi
• De vita solitaria (1345-7 prima stesura; 1362 nuova stesura;
ultimi ritocchi 1366 e 1371)
• trattato dedicato ai pregi della vita solitaria, lontano dalla città
• elogio della vita condotta a Valchiusa (luogo ideale)
• solitudine condizione necessaria per l’introspezione e la scrittura

• De otio religiosorum (1347 prima stesura; 1357 nuove stesure)


• breve trattato che descrive ed elogia la vita dei monaci
• ricordi autobiografici (visita alla certosa di Montrieux)

• Secretum (tre redazioni: 1347, 1349, 1353)


• dialogo in tre libri
• ambientato durante la crisi del 1442-3
Le opere in volgare
• Rerum vulgarium fragmenta (1342 raccolta disorganica; 1349
prima “forma” del libro; diverse “forme” sino al 1373)
• titolo originale del Canzoniere

• Triumphi (datazione discussa: 1350-1 c.a. prima stesura;


saltuariamente Petrarca lavora all’opera nei decenni
successivi)
• poema allegorico in terzine
• serie di trionfi: Amore, Pudicizia, Tempo, Fama, Eternità
• riscrittura della vicenda Francesco/Laura
• opera incompleta, frammentaria
• grande fortuna iconografica
• opera volgare di Petrarca più apprezzata nel primo Quattrocento
Giovinezza
• 1304-1330 Giovinezza e primi studi
• Studi giuridici; soggiorno a Bologna; rime in volgare
• Dopo la morte del padre (1325) si dedica unicamente agli studia
humanitatis; restauro filologico degli Ab urbe condita

• 1330-1340 Chierico al servizio dei Colonna


• Entra al servizio dei Colonna
• Progetta le opere erudite: De viris illustribus e Africa

• 1341-1352 Un decennio tra Avignone e Roma


• 1341 incoronazione poetica: cresce la sua fama
• Comincia a gravitare verso l’Italia: tra il Veneto e Parma
• Polemiche sempre più feroci nei confronti della Curia avignonese:
Invenctive contra medicum, lettera raccolte nelle Sine nomine
Maturità
• Mutatio animi e recolligere
• 1343 il fratello Gherardo diviene monaco cistercense
• 1346 soggiorno presso l’abbazia del fratello
• 1348: la peste; muoiono numerosi amici e Laura
• 1349 intraprende il Secretum
• 1350: progetto delle grandi raccolte: Epystole, Rerum Familiarium
libri, Rerum vulgarium fragmenta

• 1353-1362 soggiorno milanese


• Missioni diplomatiche di primo piano a Venezia, Praga, Parigi
• La sua fama si diffonde ulteriormente in Italia ed Europa
• Corregge e porta a compimento numerose opere avignonesi
• Nuove raccolte epistolari: Sine nomine (lettere politiche), Seniles
Vecchiaia
• 1362-1367 soggiorno a Venezia
• Conclude Epystole e Familiares
• Intraprende una nuova raccolta di lettere: Seniles
• Continua a lavorare ai Rvf
• Ultima grande polemica: il De ignorantia (cultura cristiana vs
cultura scientifica; Platone vs l’aristotelismo radicale e la
Scolastica)

• 1367-1374 ultimi anni presso i da Carrara


• Soggiorno a Padova e Arquà
• Lavora ai Rvf e ai Triumphi (incompiuti)
• 1374 muore ad Arquà il 19 luglio