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STILE DI VITA PITAGORICO

lo stile di vita dei Pitagorici comprende, il corpo, lalimentazione , il


comportamento, il movimento, la cultura. Pitagora curava molto il suo corpo che
era nobile e grande, aveva moltissima grazia e grande decoro nel parlare e nel
comportarsi .., con queste sue virt, egli riusc ad ingraziarsi il popolo crotoniate e
dai magistrati, fu incaricato di fare ai giovani dei discorsi adatti alla loro et. Fu
accettato non solo per il suo sapere ma per come lo porgeva e per il suo aspetto,
bisogna essere belli e bravi Fu anche il suo aspetto esteriore che colp la
giovanissima Theano , nonostante la grande differenza det. I pitagorici
alternavano le cure del corpo a quelle dello spirito e della vita lavorativa. Si nota
limportanza del gruppo, la rielaborazione delle cognizioni apprese, la cura
delligiene, la preghiera e lo studio comune nei templi, dove essi cercano anche di
migliorare il carattere, cio il loro modo di essere. Tutto questo ci fa anche capire
perch alcuni teologi cristiani videro in Pitagora un precursore del Cristo.
La giornata tipica dei pitagorici era cosi organizzata: Pitagora si alzava prima
dellalba per scrutare il cielo perch come affermava Giamblico credeva che solo a
lui, tra gli esseri viventi sulla terra i suoni del cosmo risultassero percepibili e comprensibili
difatti sapeva tendere lorecchio e fissare la mente alla sublime musica celeste. Al sorgere
del sole che lo adoravano gli allievi lo raggiungevano e seguivano linsegnamento che
Pitagora impartiva ai matematici, quelli che avevano imparato a fondo ed elaborato il
discorso scientific, agli acusmatici quelli che erano stati ammessi ad ascoltare i soli
insegnamenti essenziali Le passeggiate poi non le faceva n solo n in compagnia di molti in
modo da esporsi allinvidia, ma in due o tre nei santuari o nei boschi sacri, scegliendo tra i
luoghi quelli pi tranquilli e pi belli, cos affermava Porfirio . Se passavano davanti a un
tempio, i Pitagorici entravano ad adorare gli di non come cosa accessoria, ma partendo
di casa a questo scopo. Giamblico, riporta alcuni degli insegnamenti rivolti
allattenzione al corpo da parte di Pitagora e di educazione dei giovani nel senso
pi completo del termine. la giornata-tipo dei pitagorici:
Di buon mattino passeggiavano soli andando nei luoghi ove erano tranquillit e pace loro
adatte, e ove si trovano templi e boschi. e altro che potesse rallegrare il cuore. Perch
pensavano di dover disporre convenientemente lanimo loro prima di venire a contatto con
altri, e tale pace giudicavano adatta a disporre lanimo;
mentre giudicavano che fosse causa di turbamento landare tra la folla appena alzati.
Per questo i Pitagorici sceglievano sempre i luoghi pi sacri.
Dopo la passeggiata mattutina sincontravano, il pi sovente nei templi; o in luoghi simili.
Allora insegnavano, imparavano, correggevano i loro costumi.
Dopo essersi cos intrattenuti, si prendevano cura del corpo: i pi si ungevano e correvano;

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altri, lottavano in giardini e boschi o si esercitavano coi manubri, movevano le braccia
cadenzatamente, scegliendo gli esercizi pi adatti a irrobustire il corpo. Facevano colazione
con pane, miele o decotto di miele, ma, durante il giorno, non prendevano vino.
Dopo la colazione si prendevano cura degli affari della citt, sia di quelli che riguardavano i
rapporti con le altre citt, sia di quelli che riguardavano i forestieri, secondo che le leggi or-
dinavano. Perch ogni decisione essi la prendevano nelle ore dopo la colazione.
Poi andavano a pranzo, e finivano di pranzare prima del tramonto. Alla sera riprendevano
le passeggiate, non pi per da soli, come il mattino, ma in due o tre; e richiamavano alla
mente gli insegnamenti, e si esercitavano in buone occupazioni. Dopo la passeggiata
facevano il bagno, e quindi andavano alle mense comuni, in ciascuna delle quali non
potevano essere in pi di dieci uomini. Quando serano riuniti tutti, facevano libagioni e
sacrifici con profumi ed incenso.
Il Maestro non mangiava carne .. e fuggiva le uccisioni e gli uccisori che non soltanto si
asteneva dagli esseri viventi ma non si avvicinava mai neppure a macellai e cacciatori.
difatti Pitagora proibiva non solo di uccidere, ma anche di mangiare gli animali che hanno
in comune con noi il privilegio dellanima E sicuro che egli abbia venerato solo laltare di
Apollo Genitore in Delo per il fatto che si deponevano su di esso soltanto frumento, orzo,
focacce senza bisogno di fuoco, e che non vi erano vittime danimali, come dice Aristotele
nella Costituzione dei Delii (Diogene L. 8, 1, 13). Dal punto di vista etico-religioso e
filosofico , secondo una nota dottrine praticata sia in oriente, sia ad occidente, da
Budda a Pitagora , la violenza favorita dalluso di carne : La pace una
consuetudine che nasce dal rispetto degli animali. Per Empedocle il nutrirsi di carne
porta anche a disordini sessuali. I pitagorici e i discendenti degli Esseni si
astenevano perpetuamente dalluso delle carni, cos anche alcuni ordini monastici
quali i certosini,i paolani e i monaci greco-ortodossi.
Gli animali erano considerati fratelli minori che luomo doveva proteggere e
difendere al punto che i Pitagorici escludevano dal loro vestiario anche la lana, che
era il vestito dellanimale al quale non si poteva togliere. Come afferma Giamblico
Indossavano vesti candide e pure, e usavano ugualmente lenzuola bianche e pure, che erano
di lino, perch non adoperavano pelli. A fine giornata si recavano al banchetto comune
syssitia un uso che Pitagora aveva trovato in Italia, dove era stato introdotto da re
Italo come base di giustizia sociale distributiva, e che dallItalia si era diffuso per
tutto il Mediterraneo, lo afferma anche Platone nellopera Politica. Andavano poi
a dormire e, prima del sonno, ciascuno si cantava questi versi: Non accogliere il sonno nei
molli occhi prima di aver ripercorso tre volte ciascuna delle azioni della giornata: in qual
modo ho sbagliato? Che cosa ho fatto? Qual mio dovere non fu compiuto? Dopo questo
minuzioso esame prendevano sonno e, se avevano dei sogni, al mattino li
raccontavano come episodi di vita reale: cos insegnava il Maestro che aveva appreso
larte dellinterpretazione dei sogni presso gli ebrei (Porfirio 11).
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Diceva un loro acusma: Scompigliare le coperte quando ci si alza dal letto, un invito cio
a dimenticare sogni erotici e sesso. Difatti, il sesso per Pitagora era ritenuto gran
divoratore di energie le quali dovevano essere indirizzate ad altri scopi. Il sesso
licenzioso, come il ventre, era un concorrente pericoloso che assomigliava ai canti
omicidi delle Sirene (Porfirio 39) Dei piaceri damore diceva che sono gravi in ogni
stagione e non buoni per la sanit fisica. Rendono debole il . Il sesso era uno degli aspetti
della vita umana che meglio apprendere tardi Il ragazzo andr dunque educato in modo
che non ne vada alla ricerca prima dei venti anni; e quando abbia raggiunto questa et, ne
faccia un uso moderato (Giamblico 210).
i numeri avevano per i Pitagorici un significato, un senso: cos il numero 17 era mal
visto e chiamato ostacolo, perch cade fra il numero 16 e il numero 18, i soli numeri
che formano figure piane la cui area uguale al perimetro: per esempio, un
quadrato di 4 metri di lato ha un area di 16 metri quadri e un perimetro di 16 metri
lineari. E questa lorigine della diffidenza verso il 17, ancora oggi diffusa.
I Pitagorici non facevano nulla a caso. A ogni azione davano un senso, cercavano
cio di destare la coscienza per vincere le ombre dellesistenza. Aspiravano quindi a
una visione ordinata della realt e ritenevano vera vita solo quella intrisa di
significato, rifiutando di conseguenza una visione individualistica e frantumata.
nel Pitagorismo cera una forte tendenza ad analizzare ed eseguire ogni atto come il
vestire, mangiare o studiare, cercando sempre un perch, una ragione, una logica,
mai seguendo un istinto o un impulso.
I Pitagorici affermavano che luomo non deve esser lascito libero di fare ci che vuole. Deve
invece sempre esserci unautorit, un potere legale e autorevole, cui i cittadini siano
sottoposti, perch lessere vivente, una volta lasciato a s stesso e trascurato, ben presto cade
nella malvagit e nel vizio (Giamblico 203).
Il modello di Pitagora fu imitato molte volte nella storia e gener varie forme di vita
comunitaria: come, tra gli ebrei, quella degli Esseni che trasmisero a Cristo la
dottrina pitagorica, come afferma Mongiardo nel libro Cristo ritorna da Crotone. Del
resto lidentit tra Pitagorici ed Esseni confermata nelle Antichit Giudaiche da
Giuseppe Flavio che scrisse: noi chiamiamo Esseni un gruppo che segue un genere di
vita che ai Greci fu insegnato da Pitagora Il modello pitagorico viene rivissuto,
reinterpretato nelle varie fasi storiche fino ad arrivare a noi, non per la veste di lino
bianco che indossavano n per la numerologia nella quale eccellevano ma piuttosto
per i principi ispiratori dello stile di vita pitagorico il quale, in sintesi, proponeva
lesaudimento dei bisogni irrinunciabili di ogni persona. I principi pitagorici ,
riportati da Porfirio e Giamblico si riscontrano in
Uguaglianza e libert : Tra uomini e donne grazie a lui a Crotone fu istituita una
associazione di donne In quellepoca, accogliere le donne come allieve, dare la libert
ai suoi schiavi come Astreo e Zalmosside o, liberare dai tiranni le polis di Crotone,
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Sibari, Catania, Reggio, Imera, Agrigento e Tauromenio , fu la grande innovazione di
Pitagora. Del resto era venuto in Italia vedendo che a Samo la tirannide di Policrate
era troppo rigida sicch a un uomo libero conveniva non sopportarne lautorit e la signoria
Comunit di vita e di beni I Pitagorici vivevano in comune e consegnavano i loro
averi agli economi che provvedevano a tutti i bisogni materiali. Era abolito tra di loro
il danaro o il possesso esclusivo di cose: misero in comune i loro beni La comunit si
stringeva attorno a chi era ammalato o moriva: questo sistema vinceva non solo la
solitudine in vita e in morte, ma eliminava anche la paura o lansia di non farcela
con i propri mezzi. i Pitagorici vivevano in comune in modo raffinato. Frequente
era questo suo precetto: si deve bandire con ogni mezzo e recidere con il fuoco, il
ferro dal corpo la malattia, dallanima lignoranza, dal ventre il lusso smodato,
dalla citt la discordia, dalla casa il dissenso, ad un tempo da tutte le cose la
mancanza di misura

Giustizia: Comunemente, e correttamente, si dice che la giustizia era il fondamento


della vita pitagorica. Nei testi antichi per giustizia si usano i termini dikaiosyne
cio la rettitudine, il sentimento e la pratica della giustizia. Tale termine andrebbe
tradotto con giustezza, la virt che porta la persona verso il retto comportamento e
verso la distribuzione dei beni. Laltro termine, invece, dkaia tradotto con
giustizia, ma che indica, invece, diritti e doveri, insomma quanto oggi si tende a
chiamare legalit, senza giustezza non ci pu essere legalit: per esempio, se la
legge non rispetta la giustizia sociale nella distribuzione dei beni, il debole rimane
oppresso proprio dalla legalit.
Vegetarismo: Pitagora fu il vero interprete del vegetarismo non solo per il rifiuto di
mangiare carne e pesci, ma soprattutto per il significato che egli dava a tale pratica:
Tra le molte ragioni per cui Pitagora formul il precetto dellastensione degli
animali c anche il fatto che questa consuetudine favorisce la pace. Infatti, una
volta che ci si fosse assuefatti a odiare come illecita e contro natura la
soppressione di animali, si sarebbe reputato ancor pi empio uccidere un uomo e
non si sarebbero pi fatte guerre. Il pitagorico Empedocle scriveva che il mangiar
animali non solo portava luomo alla violenza, ma provocava anche disordine nella
sfera sessuale anche Socrate seguiva il regime pitagorico vegetariano.
Non competitivit: Per Pitagora si poteva gareggiare, ma solo per divertimento,
senza vincitore n vinto: consigliava di lottare ma non di vincere, occorreva
sopportare le fatiche, fuggire linvidia che viene dal vincere:: esortava a fuggire
lambizione e il desiderio di gloria.
Amicizia: Per Pitagora lamicizia era il valore fondante della vita e comprendeva
tutti i viventi, da Dio allanimale. La fila, che significa amicizia, amore,
benevolenza, tenerezza, abbracciava cittadini e stranieri, marito e moglie, fratelli,
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congiunti e animali: Amicizia degli dei verso gli uomini, degli uomini luno per laltro, fra
i cittadini, stranieri, delluomo per la moglie, i figli, i fratelli, i parenti; amicizia, insomma,
di tutti per tutti, persino verso certi animali, grazie a un sentimento di giustizia e di
naturale unione e solidariet, amicizia del corpo mortale con se stesso, pacificazione e
conciliazione delle contrastanti forze latenti in esso (Giamblico, Vita Pitagorica,) Ma,
ancora pi degno di ammirazione, quanto [i Pitagorici] affermavano circa la comunione
dei beni divini Sovente si rivolgevano lun laltro lesortazione a non distruggere
lelemento divino che in noi stessi. Cos, tutta la sollecitudine per lamicizia che essi
avevano nellagire e nel parlare mirava in un certo senso a fondersi e a divenire tuttuno con
la divinit, a entrare in comunione con la mente e con lanima divina Diventare amici dei
propri nemici.
Religiosit: Fortissimo era il sentimento e la pratica religiosa presso i Pitagorici ,
che per onoravano gli dei del proprio paese di origine: Pitagora non cercava la
conversione, concetto a lui estraneo, e le onoranze agli di erano amministrate in
forma comunitaria. Nelle fonti e in tutti gli scritti relativi ai Pitagorici non si trova
traccia di una funzione o casta sacerdotale esclusiva. Come afferma Giamblico :
Tutti i loro [dei Pitagorici] precetti relativi al fare o non fare una determinata
cosa mirano al divino. E questo il principio ordinatore dellintero loro modo di
vivere, nonch il senso della filosofia dei Pitagorici: porsi al seguito della divinit
Lo stesso Aristotele scrive di re Italo per primo istitu i sissizi : lItalia, quindi,
nasceva vegetariana in seguito a un cambiamento alimentare dovuto allagricoltura.
Insomma, i valori praticati dagli Itali molto prima di Pitagora, corrispondevano a
una esigenza razionale di libert, giustizia sociale e non violenza, gli stessi dei
Pitagorici. Indagando pi in dettaglio, emerge che al tempo di Pitagora era molto
praticato in Italia il culto di Diniso .Allarrivo di Dioniso le donne abbandonavano
famiglia e doveri: casa figli mariti focolare spola e telaio, e lo seguivano nei boschi
al grido di EVOE bevendo vino e diventando baccanti. Durante il rito orgiastico
veniva evocato un nuovo ordine sociale che contemplava anche la liberazione degli
schiavi. Lespressione seguire il Dio, quindi, potrebbe essere nata come una
esortazione, rielaborata da Pitagora, a porsi al seguito del Dio della libert e della
giustizia sociale. E su questa linea che si pu spiegare il divieto della schiavit
scritto, per la prima volta al mondo, nelle Tavole di Locri dal legislatore Timeo, allievo di
Teluge, figlio di Pitagora:
Ai Locresi non dato possedere n schiavi n schiave.
Pitagora non venne a Crotone, ma ritorn a Crotone dove era stato giovanissimo portato
dal padre Mnesarco in un suo viaggio (Porfirio 2). Quel lontano episodio della
fanciullezza spiega perch il Maestro, che aveva girato il mondo, volle tornare a
quella terra che lo aveva colpito per la libert e il sissizio, il banchetto comunitario
al quale tutti partecipavano portando il cibo che dividevano.

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Il modello pitagorico, combatte la dispersione di energie creata da competitivit,
violenza, accumulo eccessivo di danaro e sesso smodato.
In conclusione, il modello pitagorico si ripropone oggi in sostituzione di quello
attuale, antipitagorico e incontrollabile, per realizzare una qualit di vita migliore e
un ordine mondiale pi stabile.
Giamblico a proposito della moderatezza aggiunge che i pitagorici:

Si sforzavano di mantenere (sempre) il corpo nella stessa condizione, e


non a volte macilento e a volte troppo grasso, perch giudicavano che
questo fosse indizio di vita irregolare: e nello stesso modo si sforzavano di
avere sempre una stessa disposizione di spirito, non a volte lieti e a volte
tristi, ma uniformemente lieti di letizia moderata (Ibid. 198)

Anche questo testimonia la prima utilizzazione, nella storia greca, di esercizi fisici
accanto alleducazione intellettuale e morale, al fine di costruire cittadini migliori
per la polis. Mens sana in corpore sano come affermava Giovenale nelle satire.
Il Di Donato nel suo saggio su Crotone, afferma , quanto gi riportato da Giamblico
che gi nel VI sec. in questa citt magno-greca sia nato il primo ginnasio, inteso
appunto come scuola in cui linsegnamento che si impartisce unitario, Corpo-
mente,e al contempo filosofico, matematico, medico ed anche atletico.
La vita del sodalizio pitagorico ricchissima di insegnamenti, e quelli sportivi
sono i pi interessanti. Lagonistica, infatti, sempre stata uno degli elementi
fondanti della civilt greca.
Allinterno di questo concetto agonistico della societ, il cittadino greco ricerca
leccellenza, lessere sempre il primo e il migliore, il perfezionamento dellanimo
attraverso la pratica sportiva, la sua elevazione attraverso lagone, la completezza
delluomo nel suo essere bello e buono, valoroso, cio prestante fisicamente e
coraggioso. Si ipotizza che anche la ginnastica sia nata a Crotone nel VI secolo a.C.,
presso la scuola pitagorica nel VI sec. il Ginnasyum ivi esistente. Nella stessa plis
sarebbe nata anche leducazione fisica, ovverosia la pratica fisica finalizzata
alleducazione della giovent, nel ginnasio. E interessante per la storia
delleducazione fisica e dello sport, che questo edificio nasca proprio a Crotone, e
che vi si recassero, come abbiamo visto, i pitagorici ad allenare il corpo e la mente.
Scrive Giamblico a proposito della vita nel cenacolo pitagorico:

(Pitagora) li esortava poi a bandire lindolenza dal proprio comportamento,


perch il bene non altro che la capacit di cogliere il momento opportuno in
ogni atto [] A suo dire, inoltre, gli ambiziosi avrebbero fatto bene a imitare i

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vincitori nella corsa, i quali non arrecavano danno agli antagonisti, ma si
limitavano ad aspirare alla vittoria per se stessi.
Pertanto bisognava far crescere fanciulli e fanciulle tra fatiche, esercizi
fisici e prove di resistenza a loro confacenti, nutrendoli con cibi adatti a un
genere di vita laborioso, temperante e forte
Un richiamo quindi alla vita semplice, sana e corretta, Questo genere di vita, in
realt, secondo Pitagora, avrebbe accresciuto il numero di bravi e saggi cittadini:
Il prof. Santino Mariano autore del libro : Agonistica in Magna Grecia : la scuola
atletica di Crotone ,sta portando avanti lo studio sulla storia della scuola atletica
della nostra citt, facendola conoscere in tutto il territorio non solo nazionale.
La disciplina atletica della Scuola pitagorica ha avuto grande risonanza nel mondo
ellenico e doveva essere fattore essenziale nella formazione dellindividuo, accanto
alleducazione intellettuale, alla musica e alla danza.
E importante conoscere la nostra tradizione atletica e agonistica, che era molto pi
sviluppata nel mondo antico di quel che si possa credere.