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29/04/2012 Indice o Vita e opere o Teoria delle idee o Amore platonico o Stato platonico o Lultimo Platone

Platone

Davide Bordigoni

Platone

Vita e opere
Platone nacque ad Atene nel 427 a.C. da famiglia aristocratica, durante la decadenza della citt stessa. Infatti durante questo periodo, Platone avvert questa crisi non solo politica, ma anche delluomo. Fu molto importante per questo la figura di Socrate, suo maestro, come simbolo sia della crisi sia del superamento di essa. Alla morte delluomo pi giusto di tutti, Platone, profondamente scosso, cap che esisteva la necessit di una riforma globale delluomo. Da allora l filosofia gli apparve lunica via da seguire per raggiungere la giustizia. Dopo la morte di Socrate, Platone comp molti viaggi, tra cui i pi importanti a Siracusa (Sicilia). L conobbe Dione, cognato del tiranno Dionigi il Vecchio, ma fu catturato come schiavo, in seguito fu scarcerato e fond, con i soldi del riscatto, lAccademia, sua scuola personale. Comp altri due viaggi in Sicilia e , chiudendo definitivamente i rapporti siculi, ritorn ad Atene dove si dedic allinsegnamento fino alla morte nel 347 a.C. Platone il primo filosofo di cui ci sono arrivate tutte le opere, 34 dialoghi e 13 lettere, racchiuse ne LApologia, che il grammatico Trasillo organizz in nove tetralogie. Tuttavia non tutte le opere sono autentiche e ci si capisce da alcuni aspetti, quali: la tradizione, le testimonianze, il contenuto dottrinale, il valore artistico e, in particolare, la forma linguistica. Per la cronologia invece, facciamo affidamento ai rinvii nei dialoghi stessi a quelli precedenti. Per questo lantologia platonica divisa in: o primo periodo scritti giovanili o socratici; o secondo periodo scritti della maturit; o terzo periodo scritti della vecchiaia. Inoltre Platone tenne dei corsi chiamati Intorno al bene che non volle scrivere a causa della profondit dellargomento. In queste dottrine non scritte svilupp una sorta di metafisica. La filosofia platonica dominata dalla sua fedelt verso Socrate e, sebbene la dottrina platonica abbia poco a che fare con linsegnamento socratico, lo sforzo costante di Platone fu linterpretazione della personalit filosofica di Socrate. Come il suo maestro, Platone fece uso del dialogo, concependo la filosofia come sapere aperto che va, come la ricerca, di tappa in tappa e riproducendo quel carattere di socialit che rende solidali gli sforzi i chi coltiva la filosofia. La concezione del filosofare dialogando, simbolo del demone1 socratico che Platone si portava dietro, sebbene influenzato da una tendenza assolutistica, port Platone ad aver praticato e vissuto la filosofia come una ricerca infinita verso una verit non conoscibile interamente dalluomo. Oltre al dialogo, Platone fece uso dei miti, racconti fantastici con i quali vengono esposti concetti e dottrine filosofiche. Il motivo di questo utilizzo perch, grazie ad essi, possibile comunicare le dottrine in modo pi accessibile ed intuitivo. Inoltre utilizzato per poter parlare della realt oltre il limite della razionalit. Il mito platonico ha senso solo se rapportato con il discorso filosofico ne quale riveste un valore persuasivo e complementare. Il mito inoltre, pur rendendo difficoltosa la filosofia platonica, conferisce al platonismo un aspetto inconfondibile e suggestivo, che contribu alla fortuna di Platone presso un pubblico pi vasto.

Demone = guida della condotta umana.

29/04/2012

Platone

Davide Bordigoni

Teoria delle idee


Nei dialoghi del primo periodo, Platone si dedica allesposizione e alla difesa delle teorie socratiche che vengono interpretate da Platone stesso. Inoltre Platone filtra le dottrine socratiche secondo i suoi interessi. Ad esempio, diede molta importanza alle definizioni di Socrate, interpretandole come inizio verso un sapere assolutistico capace di superare il relativismo sofistico. Secondo questo antisofismo, Platone formul la teoria delle idee, che segn linizio della seconda fase, dove va oltre le dottrine socratiche ed elabora un proprio pensiero filosofico. La teoria delle idee non fu mai esposta completamente nei dialoghi, tuttavia essa rappresenta il cuore stesso del platonismo maturo. Questa teoria ha origine dallapprofondimento del termine epistme o scienza, ritenendo che essa debba avere i caratteri dellimmutabilit e della perfezione. Ma essendo il pensiero rifletta lessere, ci che esiste, si chiede qual loggetto proprio della scienza, al fine di non rendere essa un vaneggiamento della mente e di non cadere nelle cose sensibili, immutabili e imperfette, corrispondenti allopinione o dxa. Secondo Platone, ci non poteva che essere riconosciuto nel concetto di idea, entit immutabili e perfette che si trovano nelliperuranio dal greco, oltre il cielo. Le cose sensibili infatti sono copie imperfette delle idee. Quindi lidea platonica il modello unico e perfetto delle cose molteplici e imperfette terrene. Quindi esistono due gradi di conoscenza, opinione o dxa, e scienza o epistme (dualismo gnoseologico); queste corrispondono a due tipi di esseri, cose e idee (dualismo ontologico).

Come si pu vedere, Platone riprende alcuni concetti fondamentali della tradizione filosofica: da Eraclito riprende il concetto di mondo mutevole e dellessere autentico e immutabile, mentre da Parmenide il dualismo gnoseologico tra sensi e ragione e il dualismo ontologico tra lessere e le cose. Durante la maturit, Platone distinguer due tipi fondamentali di idee: o le idee-valori, che corrispondono a principi etici, estetici e politici quali il Bene, la Bellezza, la Giustizia, ecc; o le idee matematiche, che corrispondono alle entit matematiche e geometriche come luguaglianza, il quadrato, ecc; Inoltre Platone parla di idee di cose naturali (es. lumanit) e idee artificiali (es. la sedia), tuttavia resta a lungo incerto su questo. Il rapporto tra idee-cose platonico rimane comunque incerto, sebbene egli parli di mimesi (cose imitano idee), metessi (cose partecipano delle idee), e parusa (idee sono presenti nelle cose).

29/04/2012 Platone Davide Bordigoni Essendo molteplici, le idee sono organizzate in ordine gerarchico-piramidale con le idee-valori in cima e lidea delle idee, lidea del Bene, al vertice. Le idee, pur essendo distinte dalle cose, sono in stretto legame con loro. Sono infatti: o criteri di giudizi delle cose, perch per giudicare le cose, dobbiamo fare riferimento alle idee stesse; o cause delle cose, perch gli individui sono in quanto imitano o partecipano delle essenze archetipe2. Le idee sono senza dubbio trascendenti (oltre la mente, oltre le cose) e secondo Platone si troverebbero nelliperuranio, mondo analogo allempireo dantesco. Alcuni studiosi neokantiani tuttavia considerano le idee come modelli mentali di classificazione delle cose, sebbene oggi questa teoria viene scartata a causa del concetto immateriale delle idee. Platone certo nel affermare che le idee costituiscono una zona dessere diversa dalle cose, ma spiegarne lesistenza pi problematico. Le idee non possono essere apprese dai sensi perci potrebbero essere conosciute attraverso una visione intellettuale. Platone trova la soluzione nella reminescenza, ovvero nel ricordo che lanima avrebbe delle idee avendo vissuto in precedenza nelliperuranio. Per questo Platone afferma conoscere ricordare in quando portiamo le idee dentro di noi. Perci la gnoseologia platonica rappresenta una forma di innatismo in quanto non deriva dallesperienza bens da metri di giudizio preesistenti nellintelletto. Per Platone apprende non significa partire da zero, bens ricordare ci che si era obliato. Quindi luomo possiede gi la verit, ma la possiede sotto forma di ricordo, in una sorta di preconoscenza. La reminescenza postula da s limmortalit dellanima che Platone spiega con tre argomenti: o contrari, ovvero che ogni cosa si genera dal suo contrario (vita morte); o somiglianza, ovvero che lanima simile alle idee perci eterna; o vitalit, ovvero che lanima partecipa allidea di vita, quindi non pu partecipare al suo opposto. Nel Fedone, Platone spiega che il filosofare la preparazione dellanima per poter unirsi beatamente con le idee. Inoltre Platone, attraverso la reminescenza, chiarisce il problema del destino in quanto, con il mito di Er3, spiega che luomo dipende da una scelta presa dallanima in precedenza, perci ogni uomo artefice del suo destino. La teoria delle idee platonica opposta al relativismo sofistico, in quanto esso tende a divenire un tutto indistinto. In contrapposizione Platone obbligato alla restaurazione di qualche forma di assolutismo - in questo caso la dottrina delle idee. In questo modo anche lumanismo sofistico e socratico viene messo da parte in quanto qualcosa di extraumano che regola luomo. Di conseguenza il relativismo conoscitivo e morale sofistico crolla definitivamente. Lantirelativismo platonico rivela tutto il suo pieno significato nella politica. Infatti con la dottrina delle idee, offre agli uomini uno strumento per uscire dal caos delle opinioni relativiste. Lassolutismo delle idee quindi risulta il principale mezzo per combattere lanarchia sociale dove, attraverso la conoscenza delle idee, permette la fondazione di una scienza politica universale che porterebbe pace e giustizia tra gli uomini.

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Essenze archetipe = modelli primordiali Mito di Er = Mito di Er (Wikipedia) - Mito di Er (Filosofico.net)

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Platone

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Lamore platonico
Il sapere stabilisce un rapporto tra gli uomini e le idee, o tra uomini stessi impegnati nella ricerca, chiamato da Platone amore (ros). Alla teoria dellamore sono dedicati due dialoghi: il Simposio ed il Fedro. Nel Simposio, gli interlocutori evidenziano le diverse caratteristiche dellros, che verranno giustificate e unificate successivamente da Socrate: o Pausania distingue lros volgare (corpo) dallros celeste (anima); o Erissimaco lo definisce come una forza cosmica che determina proporzioni e armonia di tutti i fenomeni; o Aristofane racconta il mito degli androgini4, esseri composti duomo e donna, diviso dagli dei invidiosi della loro felicit; le parti divise vanno in cerca dellaltra met per riunirsi con esse, e questo esprime uno dei caratteri fondamentali dellamore: linsufficienza. Socrate, prendendo spunto da questo ultimo carattere, spiega che lamore il desiderio di ci che non si ha, quindi mancanza. infatti figlio di Pena (povert) e Pros (abbondanza), perci non un dio, bens un demone che aspira alla sapienza, e in questo senso filosofo. Inoltre lamore non ha la bellezza e la desidera in quanto essa il bene che rende felici. Perci la bellezza il fine, loggetto dellamore. La bellezza ha gradi diversi, a cui luomo pu sollevarsi solo successivamente. Essi sono: la bellezza corporea nel singolo e nella totalit, la bellezza delle anime, la bellezza delle leggi, la bellezza delle scienze. Infine si trova la bellezza in s, eterna e perfetta che corrisponde allamore filosofico.

Nel Fedro Platone spiega come si percorrono questi gradi fino alla bellezza suprema attraverso il mito dellauriga5, che guida due cavalli uno bianco (eccellente) e uno nero (pessimo). Lauriga tenta di raggiungere liperuranio, per contemplare la totalit delle idee. Tuttavia potr contemplarle per poco, poich il cavallo nero lo spinger verso il basso. Perci lanima che avr visto pi a lungo il mondo delle idee sar un uomo destinato al culto dellamore, mentre chi avr visto meno, sar un uomo alieno dalla ricerca della bellezza. Nellanima incarnata il ricordo delle idee viene risvegliato dalla bellezza attraverso la vista, ed essa fa da mediatrice tra luomo caduto e il mondo delle idee; e quando la bellezza viene realizzata nella sua autentica natura, si fa guida nella ricerca dellessere in s e dellidea. Lros diventa cos dialettica, procedimento razionale che sia ricerca dellessere sia unione amorosa delle anime nellapprendere e nellinsegnare. Ed ance vera retorica, ovvero scienza dellidea e dellanima.

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Mito degli androgini = Mito dell'androgino (Wikipedia) - Mito dell'androgino (Aulaforum) Mito dellauriga = Mito dell'auriga (Wikipedia) Mito della biga alata (Filosofico.net)

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Davide Bordigoni

Lo stato platonico
Tutti i temi affrontati in precedenza si trovano riassunti ne La Repubblica, dialogo fondamentale sulla comunit perfetta, obiettivo primario di Platone. Il progetto fondato sul principio dei filosofi al potere e presenta due problematiche fondamentali: lo scopo della comunit e lidentit dei filosofi. Al primo problema, Platone risponde con la giustizia. Nessuna comunit umana infatti pu esistere senza di essa. La giustizia la condizione fondamentale della nascita e della vita di uno stato. Lo stato ideale deve essere costituito da tre classi a cui si attribuisce una virt: governanti (saggezza), guerrieri (coraggio) e cittadini. La temperanza invece viene attribuita a tutte e tre le classi. La giustizia in s comprende tutte e tre queste virt. Essa costituisce pertanto lunit, la forza di uno stato. Inoltre garantisce lefficienza dellindividuo, in cui si distinguono tre parti: razionale (saggezza), irascibile (coraggio) e concupiscibile (temperanza). Anche nelluomo la giustizia si avr quando ogni parte dellanima svolger la propria funzione.

Platone giustifica la divisione in classi dicendo che nello stato vi sono compiti diversi che devono essere esercitati da individui diversi. Inoltre la partizione nelle classi dipende dalla preponderanza di una parte dellanima sulle altre. Per Platone quindi la divisione non affatto un fattore ereditario bens un fattore antropologico e psicologico, come viene spiegato nellantico mito delle stirpi, leggenda fenicia secondo la quale si nasce con nature auree, argentee o bronzee. Ci apre alla mobilit sociale, ovvero il passaggio da una classe ad unaltra; tuttavia Platone ricorda che solitamente i figli assomigliano ai padri e quindi restano nella classe di appartenenza . Affinch la giustizia sia realizzata, Platone suggerisce labolizione della propriet privata per le classi superiori, al fine di gestire pi efficacemente la repubblica, e labolizione della famiglia della classe al potere, i cui matrimoni saranno temporanei su base di criteri eugenetici; inoltre i bambini verranno tolti ai loro genitori alla nascita e allevati tutti insieme, al fine di vivere tutti come in una grande famiglia solidale. Platone si chiede in che modo i guardiani, in una societ cos estremamente comunista possano essere felici: nel dialogo stesso dice che la felicit risiede nella giustizia in vista dellarmonia e della felicit complessiva dello stato. Sebbene il filosofo sappia che uno stato del genere non possa esistere, rappresenta il modello ideale per quelle esistenti. Ci sono alcune degenerazioni dello Stato infatti che sono inconcepibili quali: timocrazia (fondata sullonore), oligarchia (fondata sul censo e sulla ricchezza), democrazia (potere del popolo), e tirannide (fondato sul potere ottenuto con la forza).

Come si pu notare, Platone fortemente contrario alla democrazia ateniese: ci e motivato dal suo pensiero fortemente aristocratico, dove governano i migliori (ristoi) che eccellono per virt e valore 5

29/04/2012 Platone Davide Bordigoni personale. Inoltre la divisione nelle classi capace di garantire un modello statico e gerarchico di coesistenza sociale in cui ognuno, adempiendo il dovere a loro pi adeguato, rende lo stato pi giusto e solo una parte aurea della citt destinato alla politica. Platone inoltre mostra un particolare statalismo esagerato, regolando lo stato nei minimi dettagli. Platone si pone il problema di come si pu essere sicuri che i governanti realizzeranno il bene del popolo e non il proprio; tuttavia lo supera attraverso il sistema educativo che dovrebbe formare i custodi e i governanti. Lobiettivo finale del dialogo leducazione alla filosofia, ovvero lamare la conoscenza nella sua totalit. Per Platone la conoscenza ci che (lessere), quindi le idee, a cui corrisponde la scienza; al non essere corrisponde lignoranza, mentre al divenire, in mezzo tra lessere e il non essere, corrisponde lopinione. Il filosofo paragona il sapere ad una linea divisa in due segmenti (conoscenza sensibile e razionale) divisi a loro volta in due segmenti (immaginazione e credenze da un lato, ragione matematica e intelligenza filosofica dallaltra). Abbiamo cos i quattro gradi del sapere, cui corrispondono quattro gradi della realt. La conoscenza sensibile (doxa o opinione) comprende: o limmaginazione (eikasa, congettura) che ha per oggetto le ombre o le immagini degli oggetti; o la credenza (pstis), ovvero le cose sensibili nei loro rapporti scambievoli. La conoscenza razionale o scientifica (epistme) comprende: o la ragione matematica (dinoia), ovvero le idee matematiche; o lintelligenza filosofica (nesis) che ha per oggetto le idee-valori;

Platone ritiene inoltre che a filosofia sia superiore alla ragione matematica, sebbene la esalti egli stesso, perch ritiene che essa goda ancora di appigli nel mondo sensibile, in quanto le nozioni primitive siano ipotesi indimostrate, mentre la filosofia parte s da ipotesi , ma considerando esse come tali, le usa come punto di partenza. Inoltre la filosofia si occupa anche dei problemi delluomo e della citt. Tuttavia la matematica per Platone fondamentale, infatti con essa raggiungiamo conoscenze che non sono pi mutevoli e soggettive, ma oggettive e stabili. Le discipline fondamentali sono: o aritmetica, o arte del calcolo; o geometria, scienza degli enti immutabili; o astronomia, scienza del movimento pi ordinato e perfetto; o musica, scienza dellarmonia. Queste costituiscono la propedeutica6 filosofica che prepara alla dialettica, scienza delle idee. La teoria della conoscenza trova un esemplificazione nel mito della caverna7 che mostra attraverso alcune tappe i gradi della conoscenza stessa. Alcuni schiavi sono incatenati in una caverna e guardano una parete davanti a loro. Su di esso si vedono ombre di statuette mosse da portatori dietro un muro e proiettate nella parete da un fuoco. Ma uno degli schiavi si libera e vede le statuette che riproducono le ombre, che ormai non sono pi la realt. Camminando ancora scopre i portatori di statuette e il fuoco. Uscendo dalla caverna, viene abbagliato dal sole e riesce a guardare le cose solo attraverso i riflessi nelle pozze dacqua. Solo in seguito riesce a vedere il sole in tutto il suo splendore. Stupito da
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Propedeutica = Insegnamento preparatorio. Mito della caverna = Mito della caverna (Wikipedia) - Video (youtube-ziogianni16)

29/04/2012 Platone Davide Bordigoni tutto ci, decide di ritornare nella caverna per raccontare tutto agli altri schiavi che, infastiditi e accusandolo di avere gli occhi guasti, lo uccidono. Questo mito, attraverso alcune evidenti tappe, racconta i vari gradi del sapere mostrati in precedenza, il dualismo gnoseologico e ontologico sotteso alla teoria delle idee ma soprattutto la finalit politica della filosofia, ovvero il tentativo di fondare una comunit giusta e felice attraverso le conoscenze acquisite (il ritorno nella caverna). Tra le branche della filosofia troviamo lestetica, scienza della bellezza e dellarte. Tuttavia Platone condanna larte a causa di due motivi: o metafisico - gnoseologico, perch larte sarebbe limitazione delle cose, a loro volta imitazione delle idee, portandola cos al valore conoscitivo pi basso; o pedagogico politico, perch larte incatena lanimo delle passioni rappresentate, mentre i re-filosofi dovrebbero essere distaccati dalle emozioni; inoltre larte nella tragedia mostra un mondo dominato dal fato, escludendo ogni iniziativa umana.

29/04/2012

Platone

Davide Bordigoni

Lultimo Platone
Nei dialoghi della vecchiaia, Platone rivede alcune delle proprie dottrine raggiungendo esiti nuovi e mostrando la capacit di mettersi in discussione ereditata da Socrate. Principalmente sono due i problemi imposti da Platone: o come deve essere pensato il mondo delle idee? o Come va concepito il rapporto tra idee e realt naturale? Nel Parmenide, Platone si interroga sulle teorie delle idee, rivelandone alcune problematiche. In primo luogo difficoltoso capire come unidea possa essere partecipata da pi oggetti o diffusa in essi, senza risultare distrutta nella sua unit. Inoltre sembra scaturire una moltiplicazione allinfinito giacch si considera unidea e i suoi oggetti, si avr unaltra idea della totalit degli oggetti e dellidea stessa: questo viene chiamato terzo uomo. Ma il reale problema nel Parmenide lo scontro con la logica eleatica8: infatti il principio parmenideo lessere , il non essere non decreterebbe la morte della molteplicit della teoria delle idee. Perci per Platone non resta che rinunciare al principio eleatico. Per spiegare la molteplicit e il rapporto tra le idee, il filosofo elabora la teoria dei generi sommi, attributi fondamentali delle idee, che sono: lessere, lidentico, il diverso, la quiete e il moto. In primo luogo ogni idea esiste, quindi rientra nellessere, ed identica a s stessa, rientrando nellidentico; inoltre ogni idea s identica a se stessa, ma distinta dalle altre, quindi rientra nel diverso. Criticando Parmenide, Platone afferma che il filosofo confonde il diverso con il nulla, scambiando il senso del verbo essere assoluto con quello copulativo. Con questa affermazione supera anche il problema dellerrore: infatti per Platone errare significa dire le cose in modo diverso da come sono. Oltre questi tre generi, il filosofo aggiunge la quiete e il movimento: infatti unidea pu rapportarsi con s stessa (quiete) o con le altre (moto).

Con la definizione di questi generi, Platone tenta di ridefinire lessere: infatti alcuni lo riducono alla corporeit, altri (come lui stesso durante la maturit) alle idee incorporee. Tuttavia Platone stabilisce lessere, sia corporeo che incorporeo, come possibilit, ovvero che una cosa solo se ha la possibilit di agire o subire, o di entrare in un campo di relazione. Di questo si occupa la dialettica, la scienza delle idee, che determina quali idee si connettono e quali no. Nel Fedro viene rappresentata come tecnica del discorso filosofico che si svolge attraverso due momenti:definizione di unidea e divisione dellidea nelle sue articolazioni interne. Tuttavia nel Sofista spiega che larte dialettica studia i rapporti tra le idee, infatti alcune sono combinabili tra loro e altre non lo sono. In sintesi la dialettica consiste nel definire unidea mediante identificazioni e diversificazioni attraverso un processo dicotomico, dividendo ogni volta le idee in due e portandoci ad unidea invisibile che fornisce la definizione specifica di ci che cerchiamo. Nella maturit Platone definisce il bene come oggetto supremo del pensiero. Nel Filebo invece tenta di stabilire cosa sia il bene per luomo. Il bene per luomo una forma di vita n animale n divina, quindi un misto tra piacere (animale) e razionalit (divino). Tuttavia il problema nasce nel misurare la giusta proporzione tra le due cose. Il piacere illimitato, poich non quantificabile, mentre lintelligenza il limite che viene imposto per mettere ordine e limitare il piacere. La gerarchia dei valori viene cos modificata: ordine, proporzione, intelligenza, scienza e opinione, piaceri puri.

Eleatico = relativo a Parmenide, deriva da Elea, sua citt natale.

29/04/2012 Platone Davide Bordigoni Nel Timeo, Platone approfondisce il problema cosmologico dellorigine delluniverso attraverso un mito in cui introduce un terzo elemento nel rapporto tra idee e cose: il demiurgo9, sorta di divino artefice. Allinizio il mondo era solo un caos informe di materia priva di vita (chra). Il demiurgo, ricco di buoni propositi, ordina la materia a immagine e somiglianza del mondo delle idee e fornisce le cose di un anima del mondo, che vivifica e ordina la materia. Inoltre il demiurgo ha generato il tempo, misurato dal movimento degli astri. Nonostante le buone intenzioni del demiurgo, la materia ribelle ha provocato tutte le imperfezioni e i mali del mondo.

Demiurgo = creature semidivina riconducibile ad un artigiano greco, Demiurgo (Wikipedia)