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L'uomo di fronte alla natura

Lucrezio

Leopardi

Seneca

Plinio il Vecchio

Determinismo o
finalismo

Da dove nasce in terra per


gli esseri viventi, ti dico, la
libera volont indipendente
dal fato, grazie alla quale
procediamo ognuno dove lo
guida il piacere e deviamo
dal nostro percorso non in
luogo n in tempo
determinato, ma quando lo
decide la mente? (De Rerum
Natura, II, vv. 256-260)

Natura: 'Immaginavi tu forse


che il mondo fosse fatto per
causa vostra? Ora sappi che
nelle fatture, negli ordini e
nelle operazioni mie, trattone
pochissime, sempre ebbi ed ho
intenzione a tutt'altro, che
alla felicit degli uomini o
all'infelicit'. (Dialogo della
Natura e di un Islandese)

Nulla di faticoso ci stato


imposto dalla natura, nulla
deve essere cercato con
fatica perch la vita possa
essere prolungata. Siamo
nati per cose gi preparate:
noi abbiamo reso tutte le
cose difficili per noi con il
bisogno delle cose facili.
(Epistulae ad Lucilium 90,
18)

Ahi stoltezza di coloro che


ritengono, dopo questi inizi,
di essere stati generati per un
destino superbo! (Naturalis
historia, VII 4)

Natura

Comincer a parlarti del


supremo sistema del cielo e
degli dei, e ti spiegher gli
elementi da cui la natura crea
tutti gli esseri, li fa crescere e
nutre, e in cui di nuovo li
scioglie una volta distrutti,
ci che noi nel nostro
discorso usiamo chiamare
materia, o corpi generatori
delle cose o semi delle cose,
oppure anche li usiamo
chiamare corpi primi, perch
da loro il principio di
tutto. (De Rerum Natura, I,

Nobil natura quella/ che


[] grande e forte mostra s
nel soffrir, n gli odii e l'ire/
fraterne, ancor pi gravi/ di
ogni altro danno, accresce/
alle miserie sue, l'uomo
incolpando /del suo dolor, ma
d la colpa a quella/ che
veramente rea, che de'
mortali/ madre di parto e di
voler matrigna (La ginestra,
vv. 111 e 118-)

La natura non stata


ingiusta fino al punto che,
mentre concedeva a tutti gli
altri esseri animati una facile
condotta di vita, solo l'uomo
non potesse vivere senza il
sostegno di tanti mestieri.
() La natura sufficiente
per ci che essa richiede.
(Epistulae ad Lucilium 90,
18-19)

Il primo posto a buon


diritto sar attribuito
alluomo, in funzione del
quale sembra che la natura
abbia creato tutto il resto, ma
a un prezzo elevato e crudele
in cambio di doni tanto
grandi, cosicch non
sufficiente a valutare se essa
sia stata per luomo pi una
madre buona o una crudele
matrigna. (Naturalis
historia, VII 1)

vv. 54-61)

Progresso

Per molti percorsi del sole


nel cielo conducevano
vagabondando una vita da
fiere. [] Lascia dunque che
si sfiniscano inutilmente, che
sudino sangue a lottare sullo
stretto sentiero
dell'ambizione; costoro
sanno per bocca d'altri e
desiderano le cose pi per
fama che per i loro sensi, e
questo accade ed accadr
come fu nel passato. (De
Rerum Natura, V, vv. 931-932
e 1130-1135)

Dipinte in queste rive/ son


dell'umana gente/ le
magnifiche sorti e
progressive./ Qui mira e qui ti
specchia,/ secol superbo e
sciocco,/ che il calle insino
allora/ dal risorto pensier
segnato innanti/ abbandonasti,
e volti addietro i passi,/ del
ritornar ti vanti,/ e proceder il
chiami (La ginestra, vv 4958)

Credimi, fu felice
quell'epoca prima degli
architetti, prima degli
stuccatori. Queste cose
nacquero quando gi
nasceva il lusso, cio
squadrare le travi e tagliare
un asse con mano sicura
(). Tutte queste cose le ha
inventate la sagacia degli
uomini, non la sapienza. (

Del resto, io sono dellidea


che negli studi il maggior
merito spetti a coloro che,
una volta superate le
difficolt, hanno anteposto
lutilit di giovare al gusto
di piacere, e questo io lho
gi fatto anche in altre
opere. (Naturalis historia,
praefatio 16)

Conoscenza

Ma se questo ci appare
sciocco e ridicolo e nella
realt le paure umane, le
preoccupazioni che ci
perseguitano, non temono il
fragore delle armi n i colpi
mortali, e si aggirano
sfacciatamente fra i re e i
potenti, senza riguardo per il
fulgore dell'oro, per il lucente
splendore delle vesti di
porpora, come puoi dubitare
che, essendo tutta la vita
afflitta dalle tenebre, il potere
sia tutto della ragione? []
E' dunque necessario che
questo terrore dell'animo e

La terra e le parti
dell'universo, se per addietro
parvero loro piccole, parranno
da ora innanzi menome:
perch essi saranno instrutti e
chiariti degli arcani della
natura; e perch quelle, contro
la presente aspettazione degli
uomini, appaiono tanto pi
strette a ciascuno, quanto egli
ne ha pi notizia. Finalmente,
perciocch saranno stati ritolti
alla terra i suoi fanatasmi, e
per gli insegnamenti della
Verit, per li quali gli uomini
avranno piena contezza
dell'essere di quelli, mancher

Nessuna di queste cose noi


guardiamo senza timore. E
poich il non sapere
causa del temere, non vale
la pena di sapere per non
temere? Quanto meglio
insagare le cause e per di pi
teso in ci con tutto l'animo!
Non si pu infatti trovare
alcuna opera pi degna di
questa a cui (il nostro
animo) possa non solo
applicarsi, ma davvero
consacrarsi. (Naturale
quaestiones VI, 3)

Gran parte di noi cerca gli


aspetti dilettevoli degli studi;
mentre gli argomenti trattati
da altri, se godono di
immensa sottigliezza,
rimangono avvolti nel
mistero della loro oscurit.
Devo toccare tutti gli
argomenti che i greci
designano con il termine di
enciclopedia, e tuttavia
alcuni di essi sono ancora
sconosciuti o incerti per gli
ingegni che li studiano, altri
invece sono stati tanto
divulgati da venire a noia.
(Naturalis historia, praefatio

Amore

queste tenebre siano dissipate


non dai raggi di sole, dalla
splendida luce del giorno, ma
dall'evidenza della natura e
dalla ragione. (De Rerum
Natura, II, vv. 48-55 e 60-63)

dalla vita umana ogni valore,


ogni rettitudine, cos di
pensieri come di fatti; e non
pure lo studio e la carit, ma il
nome stesso delle nozioni e
delle patrie sar spento per
ogni dove. (Storia del genere
umano)

Ma bisogna fuggire
immagini e pascoli
dell'amore, e indirizzare
altrove la mente, bisogna
versare l'umore raccolto in
corpi qualunque e non
serbarlo tutto a un unico
amore, serbando cos a se
stessi affanni e sicuri
dolori. (De Rerum Natura,
IV, vv. 1062-1066)

Innanzi all'uso dei


vestimenti, non amore, ma
impeto di cupidit, non
dissimile negli uomini di
allora da quello che fu di ogni
tempo nei bruti, spingevano
un sesso verso l'altro (cfr.
ardor lucreziano) []
Rarissimamente congiunge
due cuori insieme,
abbracciando l'uno e l'altro a
un medesimo tempo, e
inducendo scambievole ardore
e desiderio in ambedue;
bench pregatone con
grandissima instanza da tutti
coloro che egli occupa: ma
Giove non gli consente di
compiacerli, trattone alcuni
pochi; perch la felicit che
nasce da tale beneficio, di
troppo breve intervallo
superata dalla divina. (Storia
del genere umano)

Pessimismo/ottimism Quelli che rifugiavano dal

Forse in qual forma, in quale/ Nulla di faticoso ci stato

14)

visitare i parenti malati,


troppo bramosi di vita e
timorosi di morte, la
solitudine stessa li puniva
poco tempo dopo di morte
disonorevole, abbandonati e
senza aiuto. Chi invece si
prestava, incorreva nel
contagio e nella fatica, cui lo
obbligava l'onore e la voce
fievole degli ammalati, mista
al lamento. Tutti i migliori si
esponevano a questa forma
di morte. [] Gli uni contro
gli altri lottavano per
seppellire la massa dei loro
parenti; tornavano sfatti dal
pianto e dal lutto e perlopi
piombavano sul letto
angosciati. (De Rerum
Natura, VI, vv.1239-1249)

stato che sia, dentro covile o


cuna,/ funesto a chi nasce il
d natale (Canto notturno di
un pastore errante dell'Asia,
vv. 141-143)

Morte

Per cui alcuni, presi da


atroce paura per la soglia di
morte, vivevano mutilandosi
col ferro delle parti virili, e
altri, amputandosi mani e
piedi, restavano per in vita,
e altri perdevano gli occhi. A
tal punto li aveva invasi
l'atroce terrore della morte
(De Rerum Natura, VI, vv.
1207-1213)

E tu, cui gi dal cominciar


degli anni/ sempre onorata
invoco,/ bella Morte, pietosa/
tu sola al mondo dei terreni
affanni,/ se celebrata mai/ fosti
da me, s'al tuo divino stato/
l'onte del volgo ingrato/
ricompensar tentai,/ non
tardar pi, t'inchina/ a
disusati preghi,/ chiudi alla
luce omai/ questi occhi tristi, o
dell'et reina. (Amore e
Morte, vv. 96-107)

imposto dalla natura, nulla


deve essere cercato con
fatica perch la vita possa
essere prolungata. Siamo
nati per cose gi preparate:
noi abbiamo reso tutte le
cose difficili per noi con il
disdegno delle cose facili.
(Epistulae ad Lucilium 90,
18)

Piacere

Atarassia, voluptas

Pene tu spargi a larga mano;


il duolo/ spontaneo sorge: e di
piacer, quel tanto/ che per
mostro e miracolo talvolta/
nasce d'affanno, gran
guadagno. Umana/ prole, cara
agli eterni! Assai felice/ se
respirar ti lice/ d'alcun dolor:
beata/ se te d'ogni dolor morte
risana. (La quiete dopo la
tempesta, vv. 47-54)

Felicit

Tetrafarmaco, vd. Morte,


Piacere, Religione

Cre similmente il popolo de'


sogni, e commise loro che
ingannando sotto pi forme il
pensiero degli uomini,
figurassero loro quella
pienezza di non intelleggibile
felicit, che egli non vedeva
modo a ridurre in atto, e
quelle immagini perplesse e
indeterminate, delle quali esso
medesimo, se bene avrebbe
voluto farlo, e gli uomini lo
sospiravano ardentemente,
non poteva produrre alcun
esempio reale. (Storia del
genere umano)

Religione

Quello che temo per che


tu forse pensi di affrontare i
principi di una scienza empia
e intraprendere la via del
delitto, ma ben pi spesso al
contrario fu quella religione a

Qui mira e qui ti specchia,/


secol superbo e sciocco,/ che
il calle insino allora/ dal
risorto spensier segnato
innanti/ abbandonasti, e volti
addietro i passi,/ del ritornar ti

partorire empiet e
misfatti. [] A un cos
atroce misfatto pot indurre
la religione (De Rerum
Natura, I, vv.80-83 e 101)

vanti,/ e proceder il chiami./


[] Cos ti spiacque il vero/
dell'aspra sorte e del depresso
loco/ che natura ci di. Per
questo il tergo/
vigliaccamente rivolgesti al
lume/ che il fe palese: e,
fuggitivo, appelli/ vil chi lui
segue, e solo/ magnanimo
colui/ che se schernendo o gli
altri, astuto o folle,/ fin sopra
gli astri il mortal grado
estolle. (La ginestra)

a cura di:

De Angelis Rachele
Di Loreto Linda
Tartaglia Francesco
Zingaretti Claudio