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Lamore per la patria al di sopra di tutto, questa decisamente la filosofia a cui si ispira nelle sue opere

poetiche Giosu Carducci. A questo si aggiungono lamore per la natura, per il bello e unincondizionata
visione della vita nelle sue espressioni pi pure e genuine.
Nelle sue opere, lo scrittore, conforta gli uomini, oppressi dalla contraddizione, fra gli ideali e lamara
realt.Carducci (premio Nobel per la Letteratura nel 1906) che stato definito, il poeta della storia,
raggiunge momenti di alta commozione epica nella celebrazione della storia di Roma e nella rievocazione
dellEt Comunale, cos come trova accenti di fervida passione politica e civile nellesaltazione
della Rivoluzione Francese e nella celebrazione del nostro Risorgimento.
Ma da tenere presente che nella visione della poesia storica non mancano i momenti in cui il poeta si
cristallizza in una conoscenza piuttosto stanca ed accademica. Nei componimenti migliori, lo scrittore, si
esprime in modo particolarmente vivo e i suoi scritti assumono una pi intima connotazione lirica. Giosu
Carducci riesce ad accendere anche gli animi degli ideali religiosi e patriottici ed considerato il poeta
vate, cio lo scrittore simbolo della nazione italiana. La costruzione della poesia da parte del poeta di
ampio respiro, spesso impetuosa e drammatica, espressa in una lingua ricercata senza risultare n sfarzosa,
n troppo evidenziata.
La storia, secondo la visione di Carducci, non solo nostalgia ma anche attualit, cio deve servire a
smuovere gli animi attraverso le sue poesie ispirate a figure del Risorgimento dove si trattano personaggi
come: Mazzini, Garibaldi; i poeti antichi e moderni che egli ricorda nelle sue poesie
come: Omero, Dante, Alfieri,Goldoni, Vincenzo Monti, Parini e Foscolo, gli servono come esempi di
bellezza, darte, di vita e di amor patrio.Giosu Carducci esordisce nel mondo letterario manifestando la sua
pi decisa reazione ai principi del romanticismo e in particolare modo allo stanco gusto romantico diffuso
nella poesia del suo tempo, deluso dal contrasto tra i grandi ideali del Risorgimento e la miseria della realt
italiana dopo le guerre di indipendenza.
La poetica romantica andava sempre pi declinando verso una tendenza piagnucolosa, verso un facile
sentimentalismo del tutto contrario al suo essere. Alle generali tendenze romantiche della cultura e della
poesia ottocentesca, egli oppone il proprio ideale di unarte fondata su valori civili e morali ed ispirata al
culto della tradizione classica, rivissuta con animo schietto, anche se in modi piuttosto chiusi ed angusti.
Per Carducci, il classicismo era quindi un sinonimo di: armonia, chiarezza, culto della bellezza e della forma.
Legate alla poetica classica sono tutte le prime composizioni carducciane, entrate poi a far parte
di Juvenilia(1850-1860), una raccolta poetica che testimonia il suo ruolo di scudiero dei classici, assunto dal
poeta al tempo delle polemiche letterarie degli Amici Pedanti che si ponevano come programma il rifiuto del
sentimentalismo tardo romantico e il ritorno alla tradizione classica, seguendo lesempio della poesia
foscoliana e alfieriana.
Nella maggior parte delle Odi Barbare, Carducci si ispira ai modi e alle forme della tradizione classica. Il
sentimento della vita, con i suoi valori di amore, bellezza ed eroismo sono la principale fonte di ispirazione
del poeta ma accanto a questo tema, non meno importante, quello del paesaggio e della contemplazione del
mondo naturale (lo splendore del sole, le aperte distese della pianura, la malinconia delle notte lunari e il
sereno silenzio delle Alpi).
Carducci rifiuta in assoluto la poesia moderna che da Leopardi in poi non si riteneva pi obbligata a seguire
le regole della metrica. Il poeta non un servo dei potenti ma un grande artiere, un fabbro, che lavora sulla
sua incudine: la libert, la bellezza e i sentimenti familiari. Le memorie patrie ed il pensiero, sono
fondamentali per il poeta. Carducci si ispira parzialmente al concetto di parnassianesimo che contro il
sentimentalismo della poesia romantica e che vive di unarte chiara e perfetta nella forma.
Carducci vicino in questo senso al realismo di Verga ma a differenza di questultimo, il poeta decanta i
grandi eroi e i fatti storici, mettendo in questi, il suo carattere attivo. Un altro tema molto spesso usato da
Carducci quello della memoria, che non fa disprezzare al poeta, la nostalgia delle speranze deluse e il
sentimento di tutto quello che non c pi.
Nelle poesie di Carducci predominano anche gli aspetti inquieti, sognanti che ci possono far pensare
alDecadentismo. In particolare nella sua ultima stagione poetica, testimoniata nella raccolta di Rime e
Ritmi(1887-1898), il poeta ripiega verso un raffinato esercizio letterario, nelle cui pieghe possono inserirsi
anche suggestioni, alcune cadenze e alcuni motivi del nascente decadentismo. E opportuno precisare per
che il Carducci si viene progressivamente accostando, sul piano della poetica e della riflessione critica, ai
toni pi intimi e personali della spiritualit romantica.
Lequilibrio del suo spirito e la misura classica della sua arte, non impedirono che la personalit del Carducci
si aprisse ai motivi pi profondi ed inquieti del Romanticismo. Cos nelle sue poesie compaiono anche

motivi romantici quali: lamore della libert, della giustizia, della patria, il realismo, lamore verso il mondo
classico e la storia medioevale, in cui vede una vita ideale usando la poesia come mezzo per educare.
Le poesie pi o meno legate alla spiritualit romantica, sono alcune tra le composizioni pi appassionate
delleRime Nuove (liriche autobiografiche, nostalgiche rievocazioni del passato, poesie improntate ad un
tono di malinconico raccoglimento interiore). Carducci manifesta anche la concezione della nemesi storica,
secondo cui le colpe dei tiranni sono scontate dai discendenti posteri. In questo senso segue un po la
filosofia manzoniana. Non manca per anche un evidente legame con la cultura del positivismo: fiducia nella
ragione, nella scienza e nel progresso, negazione di ogni prospettiva metafisica ed escatologica.
Il suo pensiero si riallaccia alle dottrine illuministiche ed accoglie, con intima convenzione ideologica, la
filosofia positivistica del suo tempo. La sua concezione della realt si risolve pertanto in una specie di
naturalismo panneggiante ed ottimista. Sulla base di tale concezione del mondo e dalla vita umana, respinge
ogni ideale mistico e soprannaturale e gli stessi principi fondamentali della religione cristiana. A questo
proposito si possono ricordare alcune famose poesie come lInno a Satana nel 1863, che si risolve in un
canto alla ragione ed al progresso umano e lode Alle fonti del Clitumno del 1876 che culmina nellaspra
invettiva contro il fanatismo del Medioevo.
Ma la personalit di Carducci non fu priva di contrasti e di conflitti interiori. Negli ultimi anni di vita, il
poeta, non manc di riconoscere sia pure in forma vaga e sentimentale, il concetto di religione, rivelata
limportanza storica ed ideale della spiritualit cristiana e del Cristianesimo stesso come istituzione. La
famosa ode La chiesa di Polenta del 1897 ne una chiara dimostrazione e si conclude con il tono di soave
preghiera in cui vibra lintima commozione religiosa e umana. La critica ai nostri giorni, concorde nel
riconoscere la genuina ispirazione del poeta e la particolare importanza del suo insegnamento letterario.
Tra giudizi, pi o meno equilibrati, ricordiamo quello del critico letterario Walter Binni, che indagando sulla
la linea e sui momenti della poesia carducciana, ne individua il tema centrale nel radicale incontro e
contrasto di un sentimento della vita nella sua pienezza e di un ugualmente energico sentimento della morte,
come totale e fisica privazione di vita. Come giudizio complessivo si pu certamente scrivere che nella
poetica carducciana si pu scorgere in un medesimo tratto, il volto della tradizione e quello dellinnovazione.

Nasce a Valdicastello, in Versilia, nel 1835 e muore a Bologna nel 1907.Di Carducci si devono ricordare
alcuni fatti importanti: fu molto legato alla famiglia, infatti la morte del fratello Dante e del padre lo
colpirono molto. La crisi della vita politica e culturale nata dopo l'unit d'Italia spinse Carducci, giovane
professore universitario, a servirsi della sua poesia per risvegliare negli italiani sentimenti civili e politici.
Dopo la morte della madre e del figlio Dante, la sua poesia si fa meno polemica e lui parla del passato per
cercare ricordi, soprattutto nel paesaggio nato della Maremma. Il Carducci nei vari momenti della storia
italiana, cerc i fatti pi gloriosi per suscitare nei contemporanei uno stimolo per la gloria ma a poco a poco
la sua poesia si fa sempre pi retorica e sincera. Nacque in Versilia e fece i suoi primi studi in Maremma. Da
giovane fu antiromantico e quindi non am gli scrittori stranieri; la sua poesia rappresenta il periodo fra il
1890 e il 1900, un periodo in cui dopo le speranze per la raggiunta unit, la borghesia italiana si sent priva di
ideali e impreparata a risolvere i problemi derivanti soprattutto dalla " questione meridionale ".Carducci
volle essere il poeta nazionale per risvegliare lo spirito eroico del Risorgimento con gli esempi degli eroi
romani e dei comuni. Per tutta la vita oscill per la monarchia o per la repubblica; fu repubblicano quando
ebbe fede in Garibaldi per la libert della Sicilia. Il poeta repubblicano e polemico si adatt ad un ruolo
celebrativo dell'Italia ufficiale ( definito "il vate della terza Italia"), attirandosi le critiche degli ambienti
della sinistra repubblicana. Per quanto riguarda i suoi ideali civili, am sempre la ribellione e la lotta e fu
sempre contro la contemplazione inutile, per questo disse di essere antiromantico, antimanzoniano e
anticlericale.
La poetica
Carducci ritiene che il poeta debba svolgere la missione di confortare gli uomini, oppressi dalla
contraddizione fra gli ideali e l'amara realt(si allontana dagli ultimi romantici e dagli ideali del suo tempo
perch deluso dal contrasto tra i grandi ideali del Risorgimento e la miseria della realt italiana dopo le
guerre di indipendenza) , con le immagini dell'armonia e del bello. Egli contro il romanticismo perch in
questo vede il rifiuto della -tradizione patria-, vede, poi, sentimentalismo e malattia, perch vide anche in

questo, lamento e fantasticheria, che secondo lui rendono deboli. Carducci ama invece il classicismo, che per
lui vuole dire armonia, chiarezza e cultura della bellezza (culto), della forma che egli considerava molto
importante. Diceva che per rinnovare la forma, bisognava rifarsi alla grande tradizione italiana da Dante,
Parini, Alfieri fino al Foscolo.
Il poeta vuole contribuire a formare la coscienza civile dei suoi concittadini, e deve spronare a nobili ed
eroiche azioni narrando le imprese degli antichi. Il poeta deve anche accendere gli animi agli ideali religiosi
e patriottici: Carducci viene considerato il "poeta vate" cio il poeta simbolo della nazione italiana. Lui
rifiuta la poesia moderna che da Leopardi in poi non si riteneva pi obbligata a seguire le regole della
metrica. Egli nelle Rime nuove segue la tradizione dei modelli italiani e nelle Odi barbare applica le regole
della metrica greca e latina. .
Carducci dice che il poeta non un servo dei potenti ma un grande artiere, un fabbro, che lavora
sull'incudine: il pensiero, le memorie patrie, la libert e la bellezza, i sentimenti familiari. In questi concetti si
vede un certo -parnassianesimo- che si avr nel Carducci maturo .I Parnassiani erano contro il
sentimentalismo della poesia romantica e vogliono un'arte chiara e perfetta nella forma. Il realismo del
Carducci amore dell'oggettivo, del concreto (romanticismo oggettivo) e questo si ha quando Carducci parla
di argomenti storici o paesaggi molto forti (di San Martino) e anche amore del classicismo che in lui vuole
dire serenit spirituale, ma una poesia precisa e chiara. Bisogna ricordare che Carducci, realista classico e
romantico, non accetta il Naturalismo e il Verismo degli scrittori dell'800 n la poesia troppo umile ma nella
sua poesia vi sono pure aspetti inquieti, sognanti che ci possono far pensare al Decadentismo. Carducci per la
forza morale del suo realismo vicino al Verga anche se sono due scrittori diversi: tutti e due hanno dato alla
loro et modesta il sentimento dell'eroico: Verga l'ha dato mostrandoci la vita degli umili, come una dura
lotta quotidiana ed eroica; Carducci cantando i grandi eroi e i fatti storici, mettendo in questi il suo carattere
attivo. E tutti e due gli scrittori, Verga in modo cupo e Carducci in modo luminoso, sono serviti a rinforzare
lo spirito nazionale. Nel Carducci ci sono anche motivi romantici: il progresso storico, l'amore della libert,
della giustizia, della patria, la poesia che deve educare, il realismo, l'amore verso il mondo classico e la storia
medioevale, in cui vede una vita ideale.
Il Carducci sente nostalgia per la storia passata in cui vede la sua Patria ideale soprattutto verso il Medioevo,
l'et comunale (il comune rustico, il parlamento). La storia per il Carducci non solo nostalgia ma anche
attualit, cio deve servire a smuovere gli animi nelle sue poesie ispirate a figure del Risorgimento dove
parla di Mazzini, Garibaldi; i poeti antichi e moderni che egli ricorda nelle sue poesie come Parini, Goldoni,
Alfieri, Monti, Omero, Dante e Foscolo, gli servono come esempi d'arte e di vita, di bellezza e di amor
patrio.
Come il Manzoni vede il mondo dominato dalla provvidenza anche il Carducci vede la storia come -Nemesi(dea greca che rappresentava la giustizia: quindi la Nemesi la legge della storia) che vuole dire, infatti,
distribuzione di giustizia. Quindi abbiamo detto che Nemesi vuole dire giustizia della storia che punisce le
colpe dei tiranni facendole ricadere sui discendenti senza colpa; colpito da lutti familiari si rifugia nel
ricordo. Infatti gli argomenti principali di queste opere sono: momenti di confessioni deluse e il paesaggio fa
ricordare cari ricordi. Molto importanti sono i ricordi classici e storici ma anche il sentimentalismo della
Nemesi con cui Carducci vede spesso la storia. Carducci ebbe il premio "Nobel" perch i suoi scritti hanno
portato novit nel campo letterario, presentando al posto di una poesia languida una poesia forte, chiara e
umanitaria, ma anche al posto di una lingua trascurata, ha dato una lingua curata sui modelli classici; in
pratica dopo la delusione, nata in seguito all'unificazione, fu di incitamento alla lotta civile.
ODI BARBARE(OPERA PI IMPORTANTE)
Limitazione dei metri greco-latini ha trovato nella letteratura italiana unimportanza maggiore che in altre
letterature romanze. Questa sperimentazione, definita poesia metrica, dal Carducci in poi assumer la
definizione di poesia barbara, perch come afferma lo scrittore, tale sarebbe sembrata al giudizio dei greci e
dei romani. Questo tipo di tecnica consiste nellapplicare la metrica quantitativa dellantichit classica,
basata sulla lunghezza delle sillabe, alla poesia italiana. La lingua italiana, al contrario del greco e del latino,
non fa distinzione tra sillabe lunghe e sillabe brevi: per la struttura delle singole parole e per lintonazione
della frase, ha invece valore decisivo la netta differenza tra sillabe atone e sillabe toniche, aspetto che nel
verso antico aveva unimportanza secondaria. Inoltre per il verso italiano fondamentale il numero delle
sillabe, che nella poesia greca e latina era oltremodo variabile, data la possibilit di sostituzione della sillaba

lunga con due brevi. Carducci studi a lungo e pubblic i risultati dei precedenti tentativi firmati Leon
Battista Alberti, Leonardo Dati, Claudio Tolomei, Annibal Caro e Gabriello Chiabrera, noti al mondo
letterario, eppure la pubblicazione delle Odi barbare nel 1877 attir numerose polemiche. La novit del poeta
ottocentesco era il risultato raggiunto nella sperimentazione attuata sullesametro e sul distico elegiaco che,
per la loro particolare struttura metrica, avevano sempre rappresentato un ostacolo nella poesia metrica. Per
raggiungere il suo scopo, ossia riprodurre nel miglior modo possibile il ritmo antico, trov lespediente di
applicare al verso la lettura accentativa italiana o, in alternativa, di comporre versi in cui le sillabe lunghe
fossero sostituite con arsi. Carducci lavor anche ad altre forme metriche, dedicandosi in particolare
allimitazione delle strofe saffiche e alcaiche. Possiamo paragonare la sua attivit di sperimentazione a quella
svolta dai ricercatori nei laboratori: operazioni delicate, curate nei minimi dettagli, non solo dal punto di
vista formale ma anche lessicale. Infatti, nellesprimere la quotidianit, il poeta non impiega un linguaggio
comune, ma propende sempre verso vocaboli di netta impronta classica, scelta che, come afferma il Salinari,
potrebbe a sua volta essere considerata un limite: il suo linguaggio che ha grande forza espressiva nelle
rappresentazioni epiche o comunque di sentimenti dai contorni ben precisi, troppo poco allusivo, sfumato,
musicale per rappresentare situazioni sfuggenti, indefinite, contraddittorie, che riflettono i conflitti intimi
delle zone pi oscure e incerte della coscienza. I temi preponderanti nelle Odi sono la natura e la storia, ma
non mancano anche componimenti dedicati agli affetti familiari e allinfanzia, allamore e alla morte. Una
poesia, Ragioni metriche, addirittura ha come protagonisti i versi greci e latini, attorno ai quali tanto si
affann lautore. Di particolare interesse la visione carducciana della storia, in cui una sorta di peccato
originale intacca alcune famiglie di regnanti: i discendenti, pur se innocenti, pagano le conseguenze della
cattiva politica condotta dai loro avi, come nel caso degli Asburgo e dei Bonaparte. Le Odi barbare quindi,
pur non essendo unopera dai contenuti innovativi, segnano una tappa importante dello sperimentalismo
romantico alla continua ricerca di forme diverse per dare voce agli eventi caratterizzanti la storia e la societ
ottocentesca.