Sei sulla pagina 1di 20

Modulo B

I testi brevi

17. Collocazioni e
polirematiche

25 maggio 2016

Linguistica italiana II
Mirko Tavosanis
A. a. 2015-2016
Entro gioved 26
Eseguire le fasi preliminari della lavorazione, cio:
Eseguire la normalizzazione delle lettere
accentate e dei caratteri speciali, scrivendo in
parallelo la nota sulle sostituzioni eseguite
Analizzare con READ-IT i singoli elaborati e il
corpus nel suo assieme
Copiare i risultati della lemmatizzazione su fogli
Excel
Copiare le statistiche riassuntive del singolo
elaborato su fogli Excel

Obiettivo: controllare entro gioved 26 che non ci


siano incertezze sulla lavorazione
Aggiornamento sul corpus
Alcuni interventi sono stati eseguiti, ma adesso
non possibile restringere le interrogazioni in
base alla L1
Anche lo stemming ancora attivo
Ci stiamo lavorando! Spero che nei prossimi
giorni almeno le funzioni principali siano
disponibili
Indirizzo di riferimento:
http://corpusicon.fileli.unipi.it/
Lessico e grammatica

La differenza tra lessico e grammatica un po


meno rigida del modo in cui la vede la
grammatica tradizionale
Alcune parole hanno regole grammaticali autonome
Alcune regole si applicano solo ad alcune parole
Per gli apprendenti (o per chi deve familiarizzare
con un linguaggio settoriale) questi aspetti sono
molto difficili da imparare
Esamineremo il problema dal punto di vista della
combinatoria di una lingua
Categorie a restrizioni crescenti
Lessico (in libera collocazione; ne abbiamo gi
parlato)
Collocazioni
Polirematiche (e da qui verso i modi di dire, i
proverbi, le frasi fatte e i clich)

I confini tra le categorie non sono molto chiari


Per un primo orientamento, consiglio le voci Collocazioni e
Polirematiche, parole dellEnciclopedia dellItaliano Treccani
Anche on line:
http://www.treccani.it/enciclopedia/collocazioni_%28Enciclopedia-
dell'Italiano%29/
http://www.treccani.it/enciclopedia/parole-
polirematiche_%28Enciclopedia-dell'Italiano%29/
Ai confini delle regole grammaticali

Abbiamo visto i casi in cui luso dellarticolo


richiesto o vietato dalla lingua senza che ci siano
ragioni chiare
Problemi simili si pongono per situazioni simili:
Scelta delle preposizioni (perch si deve dire
tempo di andare invece di tempo per
andare, come un buon momento per
chiudere?)
Scelta del verbo supporto (perch lo rese
famoso invece di lo fece famoso, come ti fa
bella?)
Collocazioni
Intuitivamente: le parole non si distribuiscono a caso in
un testo, il lessico non si combina a caso
Dal punto di vista statistico, alcune parole compaiono
assieme pi di frequente rispetto a quanto non ci si
aspetterebbe sulla base di una distribuzione casuale
Questa distribuzione si pu spiegare sulla base di
regole grammaticali (piuttosto rigide):
il + cane sar pi frequente di il + aquila
vincoli semantici:
costruire + case sar pi frequente di costruire alberi
ragioni linguistiche (collocazioni):
mangiare + bene sar pi frequente di mangiare + a un
buon livello qualitativo
Lesame di questi fenomeni stato incoraggiato dalla
disponibilit di strumenti elettronici per il calcolo delle
probabilit
Indici matematici
Per il calcolo delle collocazioni esistono diversi sistemi,
che forniscono valutazioni diverse
Il principio di base comunque lo stesso: vedere se
due (o pi) parole adiacenti, o separate da un numero
di parole deciso dal ricercatore, si presentano con una
frequenza nettamente superiore rispetto a ci che ci si
aspetta da una distribuzione casuale del lessico
Il CORIS / CODIS
Lo strumento mette a disposizione online quattro sistemi
di calcolo delle collocazioni:
Log-Likelihood Ratio
Mutual information, calcolata con la formula
MI = 100 * log2 f(node,collocate)*DimCorpus /
(f(node)*f(collocate))
particolarmente utile perch permette di isolare le
parole piene!
T-score = 100 * (f(node,colloc) -
f(node)*f(colloc)/DimCorpus) / sqrt(f(node,colloc))
Raw Frequency
Fonte delle formule: M. Stubbs (1995), Collocations and
semantic profiles, Functions of Language, 2, 1, pp. 23-5
Combinazioni preferenziali e collocazioni

Simone (2006) distingue due livelli:


Combinazioni preferenziali
Collocazioni vere e proprie (che incorporano la
propria testa e bloccano la sinonimia)
Qui parleremo per entrambi i casi solo di
collocazioni
Il senso linguistico un po diverso da quello
puramente matematico: non si tratta di eventi
definiti dalla probabilit ma di sequenze di cui
stata definita la natura
Tratti identificativi delle collocazioni
a. non-composizionalit: il significato di una collocazione non risulta
dalla somma dei significati dei costituenti, ma presenta un elemento
semantico aggiuntivo dato proprio dalla loro co-occorrenza (cfr.
giornata nera, caff nero, umore nero)
b. non-sostituibilit: il costituente di una collocazione non pu essere
sostituito con un sinonimo () senza rischiare che si crei una
combinazione inusuale o innaturale (cfr. umore nero rispetto a umore
scuro); in altri termini, i sinonimi non possono scambiarsi liberamente;
c. allo stesso tempo, possibilit di sostituire un collocato con un altro
semanticamente analogo senza cambiare il senso della collocazione
(cfr. dirimere una controversia e risolvere una controversia);
d. relativa autonomia dei costituenti: a differenza delle espressioni
idiomatiche, i componenti di una collocazione mantengono le proprie
funzioni grammaticali anche variandone lordine (la guerra
scoppiata / scoppiata la guerra), e tra il nodo (o base) e il collocato
sempre possibile inserire altre parole (cfr. la guerra che tanto si
temeva quindi scoppiata);
e. inalterabilit semantica delle parole della collocazione: le parole
mantengono il loro significato letterale.
(Faloppa 2011)
Tipi di collocazioni
1. verbo + articolo + nome (oggetto): scattare una
fotografia
2. (articolo) + nome (soggetto) + verbo: la
situazione precipita
3. nome + aggettivo: nodo cruciale
4. aggettivo + nome: vasto orizzonte
5. nome + nome: parola chiave
6. nome + preposizione + nome: tavoletta di
cioccolato
7. avverbio + aggettivo: diametralmente opposto
8. verbo + avverbio: rifiutare categoricamente

(Faloppa 2011)
Polirematiche
Studiate soprattutto da Tullio De Mauro
Rispetto alle collocazioni hanno una maggiore rigidit
Si possono definire parole polirematiche perch in effetti
svolgono funzioni assimilabili a quelle di una parola
Spesso i parlanti non riescono neanche a ricostruire i motivi
per cui una polirematica ha quel significato: luna di miele
non una luna e non ha nulla a che fare con il miele
Il fenomeno simile a quello che si ritrova nellevoluzione del
significato delle parole singole: oggi il parlante non riesce a ricondurre
fegato al nome di un piatto (iecur ficatum)
In molte lingue questo un procedimento normale di formazione delle
parole: nel tedesco si arriva spesso alluniformazione grafica
(Weltanschauung invece di visione del mondo)
La categoria si sovrappone in buona parte a quella dei modi
di dire: in pratica i modi di dire possono essere considerati
polirematiche (e lo stesso vale per i proverbi)
Differenza rispetto alle collocazioni
Le collocazioni possono essere facilmente
modificate con:
inversioni
inserimento di altre parole allinterno dellespressione (sono
stati banditi cinque concorsi)
Le polirematiche tollerano molto meno questo tipo
di interventi (una luna indiscutibilmente di
miele?)
Rigidit per polirematiche
a) non ammettono la sostituzione sinonimica dei costituenti interni
(camera a gas * stanza a gas) o la variazione per via di flessione,
sia per quanto riguarda gli elementi che non sono testa del
sintagma (fare acqua *fare acque; gioco di carte *gioco di
carta), sia anche per lo stesso elemento testa (alte sfere *alta
sfera);
b) non possono essere interrotte con linterposizione di altre parole
(casa di cura *casa spaziosa di cura);
c) non permettono dislocazioni (permesso di soggiorno * di
soggiorno quel permesso?) o altri cambiamenti nellordine delle
parole (alti e bassi *bassi e alti);
d) non consentono di pronominalizzare uno dei costituenti interni
(prestare attenzione *che cosa hai prestato? attenzione; cartone
animato *quelli animati sono i cartoni che mi piacciono di pi).
Tuttavia queste, pi che regole assolute, sono tendenze.

(Masini 2011)
Rigidit decrescente
Le polirematiche sono ammesse nel ruolo di diverse parti
del discorso, ma la loro resistenza alle alterazioni
variabile. In ordine di resistenza decrescente:
Preposizioni (in preda a), congiunzioni (al fine di)
Avverbi (allaria aperta) e aggettivi (in erba)
Sostantivi (uscita di sicurezza)
Verbi (prender piede)
Tipicamente, nel caso dei verbi il verbo si pu coniugare
(le abitudini presero piede, mentre nel caso dei
sostantivi si pu mettere al singolare o al plurale
(uscite di sicurezza)

(Masini 2011)
Testa
Il componente che determina le caratteristiche di un
oggetto composto
Testa categoriale: determina la parte del discorso (le
polirematiche possono appartenere a tutte le parti del
discorso)
Testa semantica: determina il significato della parola
(un permesso di soggiorno un tipo di permesso,
non un tipo di soggiorno)

(Masini 2011)
Sostantivi polirematici
a. Nome + Aggettivo: carta telefonica, casa
editrice, anno accademico
b. b. Aggettivo + Nome: prima serata, doppio senso,
terzo mondo
c. Nome + Sintagma preposizionale: punto di vista,
carta di credito, mulino ad acqua
A questelenco si potrebbero aggiungere, pur con qualche
incertezza, le combinazioni Nome + Nome (punto vendita, viaggio
lampo, treno merci). Tali strutture hanno per statuto incerto, poich
(proprio come i composti) non hanno elementi relazionali o di
accordo, e allo stesso tempo sembrano presentare un grado di
separabilit leggermente maggiore rispetto ai composti veri e propri
(si veda un esempio come quello merci non ancora partito, riferito a
treno merci, che pu essere accettabile). Dunque, probabilmente le
combinazioni Nome + Nome costituiscono il punto di incontro tra le
parole polirematiche e i composti veri e propri.
(Masini 2011)
Aggettivi e avverbi polirematici
Aggettivi polirematici
a. Preposizione + Nome o Aggettivo: fuori stagione, in
bianco
b. b. Preposizione + Determinante + Nome o Aggettivo:
alla mano, al verde
Avverbi polirematici
a. Preposizione + Nome o Aggettivo: a rate, a caldo
b. Preposizione + Determinante + Nome o Aggettivo:
sulla carta, al verde
Aggettivi polirematici formati da binomi irreversibili
a. Aggettivo + Congiunzione + Aggettivo: vero e proprio
b. Nome + Congiunzione + Nome: acqua e sapone
c. Verbo + Congiunzione + Verbo: usa e getta
d. Preposizione + Nome + Congiunzione + Nome: senza
arte n parte (Masini 2011)
Oltre le polirematiche
Oggi si riconoscono diverse categorie di verbi che
contribuiscono in modo complesso alla definizione di un
significato (molte sono state proposte da Raffaele
Simone):
Verbi pronominali (prenderla male)
Verbi sintagmatici, con avverbio o altra prosecuzione
(portare avanti)
Verbi supporto, in cui il significato dato da un
sostantivo o da un aggettivo e il verbo ha solo una
funzione ausiliare (prendere coraggio)