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Accademia Editoriale

Gli epigrammi alessandrini come arte allusiva Author(s): Giuseppe Giangrande Source: Quaderni Urbinati di Cultura Classica, No. 15 (1973), pp. 7-31 Published by: Fabrizio Serra editore Stable URL: http://www.jstor.org/stable/20537677 . Accessed: 21/10/2013 16:44
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Gli
come

epigrammi
arte

alessandrini
1

allusiva
Giangrande

di Giuseppe

Come

stato

recentemente

il poeta di deve all'epigramma, alludere n?cessita anziehe in descrivere lac?nicamente, dettaglio: solo una conoscenza delle tradizioni letterarie perci? approfondita

essere in certo deve epigramma * ' ottenere la neH'ambito punta letterarie venzioni assegnavano

" in et? ellenistica scritto, senso una trovata"2: per dei pochissimi versi che

ogni poter le con

del tempo (tem?tica, usus linguistico) e delle abitudini sociali elleni stiche pu? metterci in grado di capire ci? ehe il poeta vuol dire.
si pu? comprendere che non epigramma se non attraverso la conoscenza di una specifica sociale convenzione ? ? in allude modo cui il poeta Asclepiade esplicito. Leggiamolo Comincier? con un

insieme ad un altro (I 850) che ci aiuta ad intenderlo:


I 846 A?xv?? <ft[xoa?v 'Hp?xXsioc r?xzi' r??siv, X?xv?j ob &' ei ftso? xo?x ' otocv T7]v SoXi?]v a7r?[Xuvov cp?XovIvSov ?youatx.
7ia?^7), aTcoa?scj&sic \ly?xzti <poa? izipzyz.

<*?Y^P TOXpsouaa Tpl?

s?

I 850

z 1v zi? vuxtoc \ioi r? 'Tu?OYjTOc 'QjioXoyiqa' r? ? Nix ?) xai g?[?.vy)v &[logz ?sa^oep?pov x 0 ? x ?xei, cpuXaxY)S? noLpo?yzTO?i. ?p' sTciopxe?v yj&sXs; Tov X?/vov, 7ia?&??, a7uoa?eaaT?.

1 Questo del di B.

articolo

riproduce Ho

essenzialmente

due

seminari

da me

tenuti

nell'lsti

tuto di Filolog?a Classica dell'Universit?


collega stampa. 2G. Gentili. secondo Athenaeum liberamente la numerazione 1972, p. 218. Cito Cerri,

di Urbino
a di Gow-Page.

nel dicembre 1972, su invito


miei pubblicati o in corso

attinto

lavori

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G.

Giangrande

Questo
gi? perch? simo), ma

epigramma ? uno dei pi? discussi ??Y Antolog?a: non


il testo sia corrotto non il testo (esso sembra

? grammaticalmente chiaiis av?re senso Le diffi l?gico. perch? sono gi? state riassunte ed ad loc: da Gow-Page, colt? r?xzi ^?siv non era a casa sua per ricevere Asclepiade, che Eraclea indicano ma che ella doveva venire (da casa sua, o comunque da piuttosto qualche strano le parole d'altro canto, cp?Xov ?vSov g/ouca mo parte); non ? la che il luogo dove Asclepiade parla alia lampada non a letto casa del poeta andar? Eraclea che poteva (? chiaro con un rivale di Asclepiade la casa di quest'ultimo). dentro proprio che il lume quindi a casa di Eraclea. L'ultima soluzione non possa essere n? a casa di Asclepiade,

Pare n?

da Marcovich proposta (Rh. Mus. ad operare miracoli di critica 1971, p. 333 ss.), che ? costretto ? una moltiplicazione dei lumi (se non II primo miracolo testuale. il Marcovich, dei pa?i). Secondo cio?, l'anafora X?^vs, g-s ... X?^vs, tratta au mostra "eine und il di dieselbe che si Lampe": infatti, non dice n? Xu^voi, \)[lz??, n? au fjtiv, au S?, per cui poeta, cui una pluralit? il poeta di lumi viene rivolge n? a casa in due esclusa; la preghiera di Eraclea, posti ci dato che il lume ?nico tuttavia, non n? a casa di trovarsi puo il Marcovich lo trasforma mira uno avendo dicono a casa del e l'altro a poeta in due ci? che und dieselbe cio? miracolo, ed all'uopo si i due lumi avente,

? stata

Asclepiade colosamente casa le parole ", Lampe ritrasformare serve da per pi? trova clea. della

lumi,

di Eraclea.

Naturalmente, stesse del poeta deve lume in un

moltiplicato " essere eine un secondo

il Marcovich

compiere i due lumi da

transustanziazione. son? un solo lui creati di pi?, ad un

sostiene Egli immateriale lume,

lui creati, cio? che

ed astratto,

il dono cio?, non parla Asclepiade, dell'utrobiquit?. ma lume materiale, ad un dio Lume che si astratto, a casa a casa di Asclepiade ed di Era contempor?neamente tale di una transustanziazione ?, naturalmente, L'ipotesi e dall'epigramma testi paralleli esa stesso ehe stiamo i passi il Xu^vo? ? invocato corne tutti nei quali e divinizzato, si tratta di un lume sempre personificato una determinata materiale di un oggetto che occupa dai In dei casi, (il Xuxvo?, a seconda la donna ? testimone infedele, si starnutisce, avventure delle spegne per amorose,

smentita minando. oggetto concreto, camera punir?

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Gli

epigrammi

alessandrini

non si tratta mai, in tali preghiere al lume, n? rivolte etc.3; ma in due case differenti, n? di un preteso di due lumi posti Auxvo? non ed onnipresente. immateriale di Asclepiade fa L'epigramma a questa come ? eccezione dal contesto: chiaro il poeta regola, le parole concreto ad un lume che brucia X?x^s, ai... rivolge come ad Asclepiade; l'anafora davanti "koyyz, az ... X?xv?, o-? mostra, " tratta eine ilMarcovich si di und che dieselbe ammette, ", Lampe lume concreto dal poeta. II problema cio? di uno stesso pregato consiste del bruciando se il lume che sta concretamente nello stabilire dunque si trovi effettivamente davanti ad Asclepiade nella casa o in di altrove. Eraclea, poeta, quella del Marcovich, Eliminata ritorniamo l'ipotesi alPepigramma. osservano n? casa nella di se il lume non sparirebbero n? in quella di Asclepiade, di Eraclea, aveva convenuto Eraclea dove appuntamenti, che le difficolt? casa aggiungono, camere usato pero, che nelPanti per appuntamenti. che interessavano Asclepiade in bordelli, bensi rinchiuse

Gow-Page si trovasse ma di chit? in una incontrare

le etere

il poeta. Gow-Page non sembrano avere

le etere In realt? ? vero l'opposto: e Posidippo non erano le prostitute " " in Licht, Sittengesch. libere (materiale II, p. 46 ss.)4. peripatetiche a casa del poeta, o venivano o si mettevano Tali d'ac ragazze cordo con lui ha Asclepiade Gow-Page del poeta, in una per incontrarsi ambedue le descritto camera situazioni. per appuntamenti. NeU'epigramma a casa sarebbe venuta ai ma suoi Eraclea poi

850 ss. la ragazza aveva detto che ma ? venuta, cosicch? ordina questi poi non il lume; neU'epigramma esaminato schiavi di spegnere qui aveva stanza nella di venire di appuntamenti, promesso si ? fatta viva. scorrere trovarla, ora Concludendo: fiumi come di la soluzione di un che ha fatto se sappiamo Passiamo la conoscenza I 2972 inchiostro ? in realt?

non

problema

semplicissima,

ho mostrato. che non si pu? capire senza

ad un

di un

epigramma fattore preciso

grammaticale: 7uapaxoixav

Sxt7rcova

7rpo7uo8aYov ?jji?vTa t? xal

v?p&Y)xa, xpoT?cp<ov 7iX?xT0pa vy)7uax?)v,


3 p. 126 ss.; cfr. A. P. 6, Kost, Musaios, 4 RE VIII, Cf. 1342, righe specialmente su papiro da Sudhoff. analizzata oppure dove 5, 8. ? citata l'int?ressante rice

333, 63-66,

vuta

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G.

Giangrande

s?oXTuav <piXoxa(X7??axai (XovoTcsXfXov auy%?Sa xai airsy?vav xpaxo? ?pY)(ioxo[iou K?XXcov eEp[X?ia S-st' ?vaxTOpi, au(i?oX' ?ycoya? x?pxov
7iai$s?oi>, 7ioXi6) yu?a Ss&s?c xafji?TG).

t'

Si tratta di una lista di oggetti, dedicati dal maestro Kallon


pi? di un tipo ha chiarito 1972, (Ant. Class. ci non i dicono che ? corrotto: 113 che p. lessicografi xipxo? ss.) usata la tra di bue dai in coda dicava, l'altro, questa parola 68 allievi Eronda maestri riottosi 3, ?ooc x?p per frustare (cf. gli che va in pensione. Sintom?ticamente, Bodson di frusta (?fx?c, v?p?h)?). Mlle la lista contiene I motivi del vocalismo sono, naturalmente, chiari, i/z non xo?). rara usare ma la il fatto che Fania xipxo?, graf?a pi? preferisca conservata ? caratteristico dai lessicografi, sempre degli alessandrini, e di varianti a caccia rare. Tutto ? stato ben di glosse questo messo momento in luce dalla momento che Bodson: che da veniva rimane ora dire 7iav. Dal 6Xizr? vuol da " spiegare bottiglia e tenuto l'epiteto d'olio ", flessibile su?X e dal

il cuoio

xa(XTc?a) con poneva volevano

l'olio, 8km?9 ma

(91X0 s??X7cav presup che tempo ? era compreso una non si era trovata. soluzione Gow-Page

lubrificato

assurdo: paleografi leggere k\ olncc?, che ? doppiamente u -av> e le due alterazioni -a? non son? > ? camente, (non una!) e in ogni caso ? chiaro di fronte ad che ci troviamo convincenti, un epiteto, parallelo (7rapaxo?Tav, rcXaxTopa, cpiXoxa[A7r?a, agli altri se senso e in dei forma consideriamo Ora, composti [xov?7T?X[jlov). Hell. II, eu-, frequentissimi Epigr. mlVAntolog?a (cf. Gow-Page, a intravedere la soluzione. cio?, ? p. 309), cominciamo L'epiteto, " sano. Dal eu6X7rav ha del dire che di vista vuol senso, punto a disposizione una bottiglia ha d'olio (cf. s?aforuo? "che piena" a disposizione una loc. borsa oppure piena": Gow-Page, cit.), " " "suited alia bottiglia adatta dell'olio compagna (cf. sux?X^ di to the wine cup ", citato da Gow-Page, vista Dal punto ibid.). morfol?gico, normalmente, Xov), usato composti, d?rico: cf. forma (invece della come ? formato sSoXtov) stesso da Fania (Gow-Page, come i commentatori s??Xu?v che si ci s?ap^?v 3003). si aspetterebbe di s?ap (invece di in a

xaXxofjUTp?? accanto la terminazione cio?, assume suXupo?. L'epiteto, usato al v. 1. da Fania vocabolo 7uapaxoLTav,

Questo tipo ? comune hanno dimenticato, a x'^o^rpo?, s?xup?? accanto dei sostantivi

corne

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Gli

epigrammi un

alessandrini

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Esamineremo base della tem?tica

ora

erotica

che si pu? epigramma : alessandrina

capire

solo

sulla

I 1463

'Ex[xa?v?i x2^7)
^UXOTOCXY)

\^z P?SoXPoa> 7roixiX?fXu&a,


GTOfiaTO? V?XT0Cp?OU 7rp?<k>pa,

xal xal

yXYJvou Xocaiaiatv wr' aizkiyyyc?v


SX?u?e?,

??puaiv ao-TpaTCTOuaou, S?xtuoc xai TrayiSe?, Y][X?T?pcov


xaXuXO?.

?xa?ol 'yX&yozvtzc, ?O?uy?? l[i,ep6evTS?


T??(J7]<; T?p7CVOT?pOl

?XX? tl

; jxapTup?? ??ai tyj? ?frupoorofX?Yjc o? Ml??G> x?Xajxot.


C, e??u?s? P

xualv (JL7]V?6>

ocrea

?X9u?e?

Si tratta grazie

di un epigramma ? ? motivo delPamata convenzionale: persona

convenzionale comune, autoesortazione e lo

: il tema ? stile a tener

lista delle

? convenzionale

(notare la cumulatio degli epiteti per fioc?oi:5 aggettivi;


? anch'essa lezze della Sebbene segrete

la chiusa
le bel

cf. Entr. Hardt amata, XIV, p. 149). " che the of C must Gow-Page sappiano importance " " e sono che text his corrections the in not be underestimated ", " 66 e di true I, p. XXXVII), sebbene, per {Hell. Epigr. pi?, usually in s? e per s? preferibile, in quanto spe ?x9U??? appaia l'epiteto si vedono costretti ad acco zuyvzzc,, tuttavia gen?rico credono che testo ei>9U???, perch? significhi ?x90??? gliere " " " inferior over-grown ", e quindi un tal senso sarebbe plainly " over ad ??9U???. In realt? l'aggettivo ?X9uv)? non vuol dire mai " attesta dalle ". Corne ? chiaro grown ", cio? sproporzionato " " dire vuol S. L. zioni ", spor J., aggettante ?x9i>Y)<; s.v.), (cf. corne non denota in fuori ex-, cio?, sporgenza f?sica, "; gi?, gente Per esempio, e in enormis, metaf?rica da una norma. sporgenza cifico, al nel in Vettius contesto fuori. Valens, mostra mal compreso chiaramente, i seni, per essere corne il da L. S. J., l'aggettivo, e in denti occhi denota sporgenti essere dovevano appunto perfetti,

Ora, e non cascanti in in fuori, aggettanti all'ingi? (materiale sporgenti e n. n. dovevano Sch?nh. 367, 370, p. 148, 88): p. 79, Jax, Weibl. mammae II non inclinatae essere ?xXiv??c, (Prop. gi? ?xa(X7i???, ?X9U?e? ? il termine aggettivo, appropriato anat?mico al contesto esatto ma usato in se

Conclusione: 15,21). Taie da Dioscoride.

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nel comune raro, fu banalizzato sucpu?s?, aggettivo stanza nel contesto. inserir? per potersi gen?rale zione pu? anche aver avuto motivi moraleggianti siderato clusione: una della volta pi? non di sconveniente dell'evasivo sx<pu?e?5 bensi sulla base pi?,

di La

senso

abba con

banalizza

(Ixcpu?s? fu

e gen?rico s?<pu?e?). Con ? ed inferior", "plainly e?<pu?e? e tem?tica della erotica ellenistica possiamo vedere che C offre la

anat?mica, terminolog?a " true ". che ? lezione Passiamo ora della Il testo ad un altro

sulla erotica.

base

terminolog?a ? il seguente:

epigramma anat?mica

che

si pu?

accoppiata

comprendere alia tem?tica

II 2282

fQ,? ?apu touto, IIp?yjTC, xai su TsxuXcojx?vov otuXov 7r?v aTi? ?ou?ci>vo)v ?&p?ov ?xx?xuxa? sic y?fxov o?x ?v?TOifXov ?yzi> S? as Si^a yuvaixcov
(byaO-?, xai arcapyac ?H>[zov arcavTa 7ropoi?.

aXX? xaTa7rp7juv? tov ??cpSyjxOTa ?aXXov ' T?vSs xai ?v&rjpYJ xp?^ov ?tco y\oi\ix>?i o? y?p ?p7]pLaiov vaisi? opo?, aXX? reap' "EXXyj? afX<pi7uoXsi?. fj?va T7]v ispvjv A?[jt^axov

sono ? convenzionale in ogni dettaglio: i monti L'epigramma la troviamo s?lita solitari litote (?pY?fxa?ov opo?), (o?x ?v?Toifxov : cf. n. 41: si Urb. definisce modestamente 1970, p. 97, Priapo Quad. non spadonem). tutto c'? di Non bisogno leggere l'epigramma: che il poeta che l'arma di insiste bastera sul fatto qui notare ? gonfla di un (a7uapya?, e?cpSrjxOTa). Ora, arcapy?co, detto Priapo ad esempio la mammella di una vacca, vuol dire, ?rgano quale s.v. corne affermano i lessicografi dal Th?s., (citati aTcapy?o): ? 71X73 " essere xai ed aver biso pv]? Ssofxsvo? ?xxpiasw?), pieno di liquido il liquido ": basta qui ricordare che, secondo gno di emettere gli antichi, ci? che causava il fen?meno loca liquido spermatico: Urb. 1970, p. 98). Dunque, da tutti i critici, voleva tc?&ok;, sono i 7u?poi arap seguito leggere etc. da menzionati Aristotele, Galeno, (laTLxo? (cf. L. S. J., s. v. a7iavTa 6 modale accusativo ?, naturalmente, 7u6po?, b). ?ufx?v es. comune Hell. Epigr. cf. p. II, nell'Antolog?a: (tipo Gow-Page, tument era il ? soggetto Priapo Lucrezio semine, (cf. Quad. i 7u6poi? distrutti dal Ruhnken, che, cui dice

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" " accus. accus, of reference p. 521, "; Garland p. 134, of Philip, mezzo of respect "), e 7uopoi? ? dativo strumentale ai, per (" grazie dei canali da me qui lo stesso motivo "). Esattamente spermatici = non ros nec in ? Carm. 48: spiegato Priap. 8?0[i?vo? ?xxp?G?co?
pru?na, sed...

Eccoci zione

ora

ad

esaminare la conoscenza

un

altro della

epigramma terminolog?a

la cui fisiol?gica:

spiega

presuppone

II 2062

Koc? xXai? xal

ar?va?e aua^iyycov X?P?^V * T?VOVTa?, & 57U?0l)X? TOl? TOI 7Tp?7T?L. * OUX ZG& ? X?aCOV (JLTj 'X???v' U7TO?X?7T?. auTo? y?p aXXcov ?x [x?v o^oct?ov S?xpu
?&Xi^a?, K- t. X.

? una descrizione di Eros legato: egli si Sforza di romper? le


(L. S. J. ; Sopho dicono che o-uo^?yyo) vuol dire "bind cles, Greek Lex.) tight ", "le " " funi che qui T?vovxa? significhi gare stretto ", i critici, pensando e auo^?yyov metto avuto di?ficolta. ", hanno Gow-Page "legando tra obeli, no aua9?yycuv le altri hanno congetture proposto pi? che lo avvincono. che in primo si consideri che qui Tevovra? x?P?^v Ora, luogo " " " dire delle braccia tendons tendini, muscoli of (il senso " ". cf. L. S. J., s. v. t?vcov), non gi? "funi the arm ? gi? in Omero, In secondo ricordare che, come gli antichi fisiologi luogo, bisogna s. v. t?vcov). i r?vovre? si contraggono ben sapevano, (cf. Th?s., assurde. vuol In terzo luogo, auo^iyyco, usato per parti del corpo, vuol dire non " " " s. v. auo^iyyo), stretto contrarre bensi Th?s., ", legare gi? (cf. di mani, Conclu etc., che, rilassate, vengono labbra, contratte). ma non ? l'unico addirittura ? sions solo sano, qui aua9?yycov nel in quanto nel contesto, denota che Eros, termine possibile vano contrae i le corde che lo l?gano, sforzo di romper? appunto muscoli delle braccia. ora senza alia una lettura di un che rimane funi Dal momento i lessici

Procediamo incomprensibile

conoscenza

epigramma delle precisa

convenzioni

simpotiche del tempo:


II 3288 X?uxo?vouc no?Ki 8v) xai ^?X(iaTa xa? 7c?Xi X?ouc o?vou? xa? 7i?Xi 8y) ajx?pvav ?X?iv Eup?vjv

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xai ?XX?

Tr?Xt.xco[x?^?Lv xai
o?x ?S-?Xco

?'/siv rc?Xt Si^?Sa


Ta 7tpo?

Tc?pvYjv

(jLtaco TauTa

fxaviyjv.

(is vapxiaao?? ?vaSr]aaT? xai 7tXayia?Xo)v y??aaT? xai xpoxivoi? yjpiaoLTS Tu^a (?upo^? xai MiTuXTjvaio) tov 7uv??[Xova T?y?aT? Bax^q) xai au^???aT? fxoi <pcoX?Sa 7rap&?viXY)v. di Filodemo, ? costruito in modo L'epigramma, felicissimo, non contiene bensi due addirittura due una, perch? gi? sorprese, 6 tr?vate '. La prima ? stata gi? da me indicata altrove (Entr.

Hardt XIV, p. 145). Gli ordini per il banchetto si davano con infiniti esortativi, o con infiniti seguiti da jpi\: dato che si tratta di ingredienti di un banchetto, il lettore si attende di trovare o
Xpy) alla fine in posizione non sorprese con imperativi, della frase, o un all'inizio enf?tica, finiscono per qui: infinito del seguono mentre invece, imperativale, trova o?x ?&?Xco. Ma le verso, chiaramente ordini, espressi di un banchetto che ? in tutto

l'approntamento e per tutto an?logo a quello ai versi che il poeta, 1-4, ha detto e di odiare di non desiderare profondamente (o?x ?&?Xo, [xiac? Tau Ta Ta 7ip?? osservato i due (laviyjv). Corne gi? hanno Gow-Page, banchetti dal sono, contrapposti poeta per quanto riguarda gli in si corone, m?sica), gredienti (vino, unguenti, insomma, analoghi: il lettore, o non vuole domanda un banchetto? vuole Filodemo au^???aT? l'epigramma: e come messo in chiaro deve essere, cio? alla fine del come il Kaibel ha matrimonio, designa accettano. ? il noto che Ora, Gow-Page 5 era e banchetto nuziale in tutto tutto ai rispettabile per an?logo banchetti da scapoli, ai quali il poeta, finora scostumati, scapolo, e dei quali non vuol pi? sentir ha appunto preso parte, parlare. Ai banchetti nuziali c'era il vino, le corone, c'erano i c'erano le Tcopvai e c'era, invece, solo mancavano la rispettabile flauti, sposa Eppure dove 7rap&?vix7j. Perci? Xp?aaT?) ? quello vuol dare poeta egli desidera simpotici, : il banchetto del addio alla ora desidera che Filodemo (ys?aaTs, suo matrimonio il (au????aT?) : insomma, vita da del ed il banchetto che scapolo, tutto an?logo, negli ingredienti da frequentati 7r?pvai, nel con la soluzione ? proprio

? dunque, ai banchetti

seppure sconvenienti

Cf.

Becker-G?ll,

Charikles

III,

p.

375

ss.

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da tali banchetti: la contrapposizione dei tempo del tutto diverso ? vv. banchetti due ai 5-8, quello neU'epigramma rispettabile ? ai vv. 1-4 ? quindi indecente del tutto l?gica, ed in essa quello creata dal poeta. la punta risiede argutissima Ora nico II esamineremo e cineg?tico: un epigramma dal tono, per dir cosi, bot?

1683

Siauy?o? ?xTatyjv 7uap? ?9%va

?v8o&?v aXfia?

tX&?a tcouXutt?Stjv ?'8pax?v i-x&ufioko?, vYjXO[iivcp S'?rc?pouox xa? 1? aX?? ?jx' znl x^pcrov ?pTc?y8y]v aypY)? 8za[ibv ?)TC09^?(ji?vo<;. z[?tzzgz 8ziK(? a?x?p ? SiaxYj?te?c xaraxaipto?
7TTC0X?, 7raxuo"Xo?vo) X??to y?p urevaX?o?

Tov 8? xu*^?

^epi

T??vTa nz8r?G0LTO 90T? v)VT?aa?. critici,

8' U7i' aypyjv

e(x?u^LY]v aypv) x^P0"0^^ Due Tutti difficolt? di sono state hanno viste dai

al v. 6 e ai w.

7-8.

di trasformare la cercato, invano, *n un la renden per pur prima parte ep?teto l?pre, tzolx^x0^ ce Tha gi? (8?iXg>), e ehe in conto che la l?pre un ep?teto dosi un ep?teto caso nel contesto ozioso, Taxu? sarebbe ogni quale corne Gow-Page ammettere. ha studiato la ter devono Nessuno se si ? mai domandato nessuno, cio?, bot?nica, tzcci?g minolog?a Xoivo? non La bot?nica essere il nome di un tipo di canna. possa piuttosto un ci risponde di si: ??ugxoivo?, denota sostantivo, il esattamente ed costruito sostantivo tzolxogxowo?, tipo di canna, un an?logo evi all? stesso modo, denota tipo di canna, dunque tox invece di Il dentemente sostantivo spesso pi? (7uaxuo?u-).

i commentatori

anche in Nonno, altrove: citato in XUgxoivo?, per di pi?, esiste " rete s. Slxt?ou di vuol dire v., e?So? 7raxuaxoLvou Th?s., tipo " H secondo ai fatta di 7raxuaxoLvo? che ha fatto difficolt? punto a leggere un9 si vedono costretti critici ? uto + accus. :Gow-Page sanno corne confessano, non dare un aypyj? efx?u&ivjc, solo perch?, a un aypvjv e[x?u&i7]v; essi stessi, per sovram senso grammaticale ammettere che non ? facile devono mercato, capire corne il geni Ma tutte queste dif in accusativo. tivo abbia potuto corrompersi ficolt? sativo, sono inesistenti, il testo ? sano. Tto in quanto s. v. uto, nclVusus del tempo (cf. Bauer, Wort., con l'accu 2 c; Mayser,

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G.

Giangrande

Gramm. mento,

Pap. 11,2/2,2, al tempo di ": al

p. 513) il poeta

vuol vuol

dire dire

ail 'ora di", "al mentre che l'uomo,

"

mo stava

non cattur? solo pesce, tempo in cui stava pescando, pescando, ma e pesca nel caccia Scrittori di anche, contempo, cacciagione. amano che la cattura indicare avviene di regola ad una certa ora (p. es. Cyn. Mostrer? minciamo II 3554 con 1, 110 ss.). ora un come testo si debbano pieno di emendare allusioni Co gli epigrammi. ed epiche: omeriche

?TL &p?jV0V aX0?0[X?V, Zia?-Xl TpO?TjV 'AvSpO(JL?xV)C S?pX?[X?0-' ?X ?a&pOiV 7UaaaV ?p?l7U0(X?V73V (Ji?frovA??vT?tov uno aT?<p?v7) T? tc?Xtjoc tov e? LTTTccov "ExTopa aup?[X?vov f YjS? *j" Mai,ovtS?Ci) 8i? (xouaav, ov o? fx?a rcaTpi? ?oiS?v xai xoa[X?LTat, ya?Yjc S' ?[X<poT?p7]cxX?(iaTa.

Y Iliade \ al v. 4, il poeta allude alio il Reiske ad r?8e non d? senso, pens? " e "Ettore cio? cavalli ai il ?xS?tov, l? ?tztz?uv), legato (?x8?tov " " suo emendamento ? stato definito clever da Gow-Page, loc. ad e non per uno, ma Al contrario, ? pessimo, l'emendamento addi Questo epigramma Dato strazio di Ettore. celebra che tre motivi. il motivo formale: per Anzitutto, l'aggettivo e una a esiste in greco, dia che ?xS?to? non congettura luogo una parola essere nuova le solo proposta pu? quando possibilit? dal vocabolario state esau offerte esistente siano greco espressive come ora vedremo ? rite dal critico, mentre il Reiske ? tali possi bilit? non le ha esaurite affatto. Secondo: motivo di contenuto. rittura Ettore A. P. bensi al carro, tanto ? vero che in legato ai cavalli, 6 Terzo motivo: 1, 152, leggiamo S?<ppia aup?(X?vov. paleogra ?x non il > Per la soluzione convince. 73 ficamente, pro passaggio un aggettivo cos?: esiste in -Seto? che faccia c?d?rent al caso nostro? tura ? addirit egregiamente, perch? P. Tale IvSsto? 9, 372, 2). {A. nell'Antolog?a, agget ?vS?co significa tivo che in greco vuol dire (dato "legare a") " " " " non ? pos tied to ", ", angebunden #?/ligatus (in italiano " senza un nome il preverbo sibile rendere che ne dipenda: legato, attestato al carro Comm. (Bast, "). ? noto Pal. p. 762: che h= la confusione ?v, h=r?). tra II testo 73 ? comune era originale quindi ?v ed Ne esiste uno che ci serve non fu

seil,

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Gli

epigrammi

alessandrini

17

Ettore La

?V8?T0V ?? ?TC7T(?V "ExTOpa CTUp?(X?VOV trascinato angebunden (cio? legato al carro),

dai

cavalli.

? costruzione ?? qui denota l'agente: epico Gramm. Hom. II, p. 100) che si trova nelV An (Chantraine, Garl. Phil. ed in poesia elle (cf. per es. Gow-Page, tologia 2295) la congettura nistica6. Conclusione: soddisfa lingua (IvSeto? ? non ai cavalli) circostanze al carro, fu legato attestato), (Ettore e paleograf?a. preposizione tragica L'epigramma II 3296 che esamineremo ora ? simpotico:

Kpa(Ji?Y)v 'ApT?[ii8o)poc, 'ApiaTapxo? 8? T?pLXcv, 8' S&xev y)[juv ?oX?iaxouc 'A&Yjvayopa?, TjTOXTiov OiXo8y](jio?, 'A7roXXo9avY)? 8? 8?o (xv?? * Xotp??ou, xa? Tp?i? ?jcravfa? zy&zC) ?rt, ?iov "j" xa? CTT?9avoo? xai aajx?aXa xa? fx?pov r?yXv "j* Xa[x?av?7 xa? 8?xaTY)? ?U&? fr?Xco 7rap?y?iv.

non ? stata a?ferrata da Gow punta di questo epigramma i si mai domandano lo abbia Filodemo scritto. Page, quali perch? conoscano la punta ? f?cilmente si Eppure comprensibile, purch? e le convenzioni In letterarie del Entr. Hardt tempo. simpotiche La XIV, stions p. 142 ho cio? fatto notare della la "lista in que tipo di epigramma uno dei due spesa ", ingredienti pi? ? le etere ? l'altro ingrediente ? il vino che nel

della lista, cio? importanti con apparente viene messo, lista dei alla fine della nonchalance, se osserviamo commestibili. ci Ora, questo epigramma, accorgia mo sono in quantit? modesta che, mentre gli altri commestibili c'? relativamente di carne abbondanza grande (?oX?iaxouc, Y]7r?TLov), e che tale commestibile ? menzionato alla fine della lista. porcina, Dato che le etere venivano scherzosamente spesso per designate, me un alimentan di fichi derrate carico da met?fora, (per quali spiegato Gnomon sueti in questo senso, cf. Class. e che 2), diventa Rev. 1966, p. 554), (cf. L. S. J., s. v., i calembours 1965, p. 279, e Kannicht, con con x?^P?? sono carne che la chiaro x??pel0V ?

6 Lex. Rumpel, o da me spiegato, 2

s. v. ?x, 4 (ex con verbo Theocr., passivo, come con verbo in Gow-Page, intransitivo,

come Garl.

neU'epigramma Phil. 2295).

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G.

Giangrande

senza il sim le etere, le quali metaf?rica, designante di sarebbe servendosi Insomma, Filodemo, posio possibile. c'? abbondanza met?fora vuol dire che al suo banchetto oscena, 7 nel senso da L. S. J., s. v., 2, se non di x?^P?? indicato abbon danza di cibo. una derrata non Un (3280 volta servir?: oscene, epigramma in tutto simile a questo, un anch'esso dai suoi di Filodemo editori che una non ? stato compreso Gow-Page), a che scopo di pi? si domandano non

eppure l'epigramma che qui non esaminer? xauXoi, ?7u?ai (poSov, Ipe?w&oc, essen uno dei due identificato abbiamo ingredienti vo[A?v). Poich? ora che manca ziali del banchetto, il xo?po?, osserviamo ogni men zione dell 'altro i quali Di ci? il vino. ingrediente, osservano che ??v ? anche bensi si sono accorti Gow ? intollerabile, perch?

? che una

taie epigramma possa di metafore collezione

Page,

singolare (ci si aspetterebbe ?a) e perch? col verso 5 comincia una


lista non di commestibili, sandali, (corone, unguenti). era detta vino che si passava al banchetto 85 si legge ?Sov ehe in Antifane Xa(i?av?, restituiremo qui ?Sov xai aT?9avou? ... xa[x?av?. La mia soddisfa 8, congettura paleograf?a va bene, lingua (?8ov Xa{x?av?), grammatica (il singolare perch? i commensali si passavano l'un l'altro era una sola), un non un commesti per il banchetto, oggetto (l'&S?c ? e convenzioni una coppa era, appunto, bile) simpotiche (l'?So? di al cosicch? l'allusione secondo dei due vino, piena ingredienti il vino, della cui mancanza del banchetto, principali giustamente si lamentavano, ? ora restituita). Vorrei anche aggiun Gow-Page " a torto da Gow-Page che xai (v. 6), considerato unintel gere " xai ? esplicativo: la etc., ligible ", ? sanissimo; coppa, prendi 9 xai ail'ora ". subito Un altro cominciare perch? decima, voglio la coppa contesto che ? usato esplicativo proprio " " ??&u che subito indica conferma il valore esplicativo da Filodemo, l'ora decima di xai. Il senso, al ? vicina, Gow-Page; e tale parola " ?: insomma, prendi v. 3286 di apparecchiature Ricordando che per il banchetto la coppa di piena e ricordando ?So?,

al

7 mi fa acutamente II collega notare che ai cinque maschi Comotti partecipanti banchetto di %otpetov. corrispondono cinque misure proprio 8 In ?IA ON, A del con cadde rotondo la O che per aplografia segue. tipo " " 9 in ogni O in punto ": eu&? vuol all'ora dire all'ora caso, decima, senza ritardo ".

decima,

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Gli

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alessandrini

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la coppa, " decima In altri

perch? che

(ora termini

cominciare voglio evidentemente le due spiegano

a banchettare suoner?

: proprio

xa? e ??&u, si Page, a vicenda. contesto ? Passiamo l?gico II 841 : ora

subito, che rendono parole ? e si confermano

all'ora subito, ? cio? vicina). Gow perplessi come sane nel

ad un

epigramma

di Antifilo

di

sapore

ornito

KaXxoc8?>v S?cttyjvov ?pcoSiov ?x&p? xoXoc?el. T?u X^PLV ? 7rpo80TY)? Opvi? ?sl XsyeTai, qt z?? ?Xa xcoXov ?Xa9pov zpz? T?vay*LTLV Ooi?oc 8 ? p tc o v *?" GTTjaa? <\>0L[L[L?Tr?v ?&YjfXoX?ya f? ?7r? TOT' 7?t?X(.V?vTUU?pYj&?V 8UG[X?V??? ?$r?GOW 8i8aax?[X?voi, 7i?^o?aT?iv Tc?Xayo?. ?aXX?T? 8t] xaxov opviv, zizzl ?apuv 7^paT0 {Xia&?v ?X SfjCOV X?XXOUCXa? ?pUOV ? 7Upo8?T7)C. ?^ ?

senza motivo, che la forma d?rica Gow-Page, proclamano " in context intolerable In ? the Ionic ". present KaXxaSc?v realt?, o eoliche di forme abnormi l'intrusione in un epi (forme doriche e forme in dialetto in un epigram scritto ioniche gramma i?nico,

ma scritto in dialetto d?rico) ? un fen?meno t?pico dello stile degli


come ho avuto di notare occasione alessandrini, epigrammatisti nella mia in recensione di Gow-Page all'edizione (Class. Rev., corso di stampa). v. La difficolt?, in questo ? al 4: epigramma, a trovare il verbo nessuno ? riuscito ed i tentativi ? tutti adatto, ? son? elencati mal da Gow-Page, ad loe. La soluzione riusciti del se si tiene conto : ? possibile di vari fattori. Primo problema con sono d'accordo ha creato un verbo che Antifilo nuovo, : formemente alla sua mania di coniare vocaboli. nuovi Secondo tutti la seconda alla prima ranno raccolta in quanto parte del composto, -X?y?i, ? sana, Cosa pu? nascondersi del cibo fatta dall'airone. del composto, la soluzione. ?&y][xo- ? Tre Primo: considerazioni ? l'ora ? tarda questo e fa notare allude nella ci aiute ? il

parte a trovare

che essenziale punto (il poeta dice o^?, dell'epigramma non In secondo sta cenando facendo l'airone colazione). (S?pTOv), ? ? non escluso Antifilo ? noto che gli epigrammatisti luogo, amano usare parole nei lessicografi. rare, per noi cons?rvate Ora,

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G.

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si ha l'aggettivo insomma, ?&tjjxov uaT?piv?v: leggiamo " : nei verbi senso Terza considerazione tardi ". di o&73(xo? nel o aggettivale, se ? nominale la prima parte, pu? av?re composti, in al Garl. Phil. verbo: avverbiale funzione es., 1704, nel p. rispetto " la nuovo verbo oppor parte xatposignifica prima xaipofjtav?co, " sono opportunamente vuol dire il verbo tunamente ", cosicch? " ad loc). Cf. per es. ?p&07tpay?v, uaT?po?ou (cf. Gow-Page, ispirato " stava scritto X?co. Antifilo ha dunque raccogliendo ?ih3fxoXoy?i, non ora ? solo paleografi La ". mia restituzione ad tarda tardi, in Esichio ma e sem?nticamente ? contestualmente camente, appropriata, dal perfetto anche morfol?gicamente o&tjjxo parallelo suffragata = una e : sono in etc. verbi tali -?co, contengono xaipo[xav?(o, Xoy?o) -o. uscente in parte prima L'epigramma sue armi e nelle arti che ad opera esamineremo di Eros, ora tema descrive Eracle in privato lettera

delle tura

frequentissimo

figurative.

II 2372

t? N?(i,?io? f'HpaxX??, 7iou goi 7TT?pfroc [iiya? 73 xa? r? to?cov ?yazkzo? 1080x73 ; ^XaZva Tcou ao?apov fxi[i7)[ia ; t? a' ?7tXaa?v &8? xo(.zr?<pr? A?ai7iTco? xa^x^P T' e,yy-oiT?[Li^ 08?V73V ;
?^-9-73

yu(Xvo)o-??c

07rXo)v

a?o

; t?c

S?

a5

?7T?pa?v

? 7TT?pO?L?, 0VT6)? EI? ?apUc ?<9*X0?, "EpCO?.

tranne ? chiaro, congettura fiifi^a al v. 3. II Ruhnken come di in Esichio trovo tale parola sin?nimo ?pi[X73(xa, perch? ac minaci si torvo ". Che "de vultu in?7zkr?^i<;, e comment?: intende il volt o dell'eroe, tratti del volto di Eracle non vi ? dubbio: Tutto un sentimento di depressione, sconsolatezza esprime e ? violento Tuttavia paleograficamente ?pi[X7j(jLa (xaT73973, ?S?vtjv). " non adatto, sem?nticamente bizlnktfei? vuol dire rimpro perch? " " accettano vero ", non ed inten alterezza (Gow-Page ?pi^^a " erra ? la parola nel senso di che il dono strength ", doppiamente dire il poeta, come ha visto non vuol dire "forza ", e nel contesto, ?7r?TcX73^? il Brunck, si tratta di un sentimento dal volto, non di espresso " " motus sentimento Dato dire animi vuol che ", ", forza). x?vTjpia un da ed ? spesso accompagnato aggettivo qualificativo (vedere to:

gli esempi negli indici di Epitteto e di Sesto Emp?rico, composti

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Gli

epigrammi

alessandrini

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e da Janacek), a ao?a avevo da Schenkl rispettivamente pensato " sentimento pov xivY)(xa ", congettura arrogante paleograficamente e sem?nticamente ma con estrema il Gentili dottrina soddisfacente, ed acutezza mi fa osservare to che il testo ? sano. In Xen. Mem. Ill sentimento che 10,5, l'astratto u?piaTixov (" arroganza "), essere uno 8i? tou 7rpoac?>TOi> ? detto dei cio? [xt(xv)(xaTa, 8ta9a?v?t, una "res imitatione di rappresenta ", immagine, expressa oggetto e zione art?stica Lex. Lexil. (cf. Sturz, Xenoph., Sauppe, Xenoph., ehe senofonteo concludere (xi[xv][xa). Sulla base del passo possiamo un senso ? ed ha sano, ao?apov chiaro, [xi[xv)[xa perfettamente to "altera al il allude che fatto l'astratto poeta immagine": " con alterezza sentimento dirla ", ehe, per cro?apov, Senofonte, ? \?\vr\\LVL, traspare dal volto di Eracle (Sia tou 7ipoa<?TOu 8ia9a?v?i), della Eracle Insomma: art?stica. rappresentazione con sia l'espressione dove altera cui il poeta doman l'eroe ? nor s. v.

oggetto da ad malmente termini: tazione

dall'arte mimetica In altri scultori. rappresentato degli ? detto il \ii\Lr?\LCL ? rappresen ", perch? ao?apov, "altero to ao?apov ad opera dello del sentimento scultore. che esamineremo maggiore ora nel contiene v. 5: varie difficolt?

L'epigramma oltre alla minori, II 753 E? tivoc

difficolt?

^ yXux?? -?jxo? r? Tpiy?pcov vexTap?o? Bp?[Xioc 4>aX[JLO)v


xoupot, GT?9avo?, (xupa, Xt/r? 8? Seltcv?ov

[X7] TspTOi, Xcotou x^u?

7) ra?xac

Xa&p07r?8ac Tpc?xTac Xz?Gl t?&yjgi toxou?, O?tO? ?[JLO? T?t>VY)X?7T?pl, f [?VY)0~TIV f 8? TZOLpZpiZi? v?Xpov ?? ?XXoTpiou? 9?i8?[X?vov 9?puyac. Secondo il testo costanti Xotou Gow-Page ? sano. Se si considera x^u? che ? privo Xc?to? e di x^u? senso: sono in realt?

regolari,

753 citharae compagni (Ov. Rem. Am. lotosque lyraeque; xa? in Gow-Page, Mus. 23 K.; Garl. Philod. auXvjGL? xi&apvjGi? e se si considera 577 s. Xwto?? ... x^uv), che gli epigramma Phil. " ... et in il tisti usano peculiaribus genitivus saepissime possessivus " die. coniunctionibus genus... quibusdam Quae fuerint (Ouvr?, p. 56 ss.), comprenderemo il flauto Tali che qui Xcotou ? genitivo visto possessivo (" la

lira del flauto ", cio?


compagna; della lira). metafore

la lira che ? posseduta dal flauto quale


come il possessore ed sono comunissime nelTAntolog?a,

? metaf?ricamente

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G.

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abbiamo met?fora gi? vista un'an?loga ad loe). 2972 7iapaxo?Tav : cf. Gow-Page, va dal momento che benissimo: xoupoi vano una fiaccola e dal ciascuno simposio simposio possessivo

in precedenza stesso All? i servi

(Hell. Epigr. modo, TC?xa?

(forma d?rica, ? distributivo, costruzione anch'essa golare "i servi vuol dire, della fiaccola"10 insomma, una ". Non c'? fiaccola ciascuno portano bisogno

nell'accompagnare a casa, ? chiaro in questo normale

porta regularmente al i banchettanti TO?xa? ? genitivo il sin tipo di poesia; servi "i normale): regolarmente di mutare Tpcox altri: Tp<i>xTa? ? la diffi state che

che

Stadtm?ller ad Ta? in Tp?xTTjc, come vogliono a ora alla d?rica forma corrispondente tpc?xttjc n. Veniamo son? al v. 5. Le congetture colt? principale, pi? pazzesche 1'ultima

? quella che creano proposte: escog? tata da Gow-Page, una nuova il addirittura indica senso, chiarissimo, Eppure parola. la soluzione Si tratta di un digiunatore: subito giusta. v?joric vuol " e e non tra la ? confusione dire [lvt?g", vyjaTi? digiunatore nei manoscritti (cf. L. S. J., s. v. (ivvjaTYjc). Recuperato infrequente emen resto del verso. il Facile sarebbe vTJaTiv, rimane da spiegare dare raxpai VTJaTiv 8? 7rap?p7io) (cf. ?7iai, Siai: Garl. Phil. 13, 3701, 2274; si potrebbe pensare che (?VTJaTivsia nato da ILAPAINH2TIN

perch? la I finale di IIAPAI fu letta come una M del tipo

'

stret

to '), oppure di vocale 7cap? VTJaTiv Se 7tap?p7ro> (l'allungamento non finale breve davanti ad una liquida ? un epicismo in ins?lito 30 -? X-, 1473 -? fi.-), ed infatti cf. Garl. Phil. questi epigrammi: Schneider mento non sativo aveva (A. PL l'accu IIap?p7rco regge, negli epigrammi, Callim. 60,1 Pf.). T?ftv7]X? vr?pi 11,1; 279,1; epigr. ? 7C?pLT?&v73X? in tmesis inversa, e regge il dativo ?(jlo? (cf. ?^O-v/ja xco + dat. in Q. Sm. 6,449; di TCpt&vqax?o, sin?nimo cf. L. S. J., " s. v. TCpi&vTjax?o). ??pi col dativo accanto ": cf. Soph. vuol dire " il senso 1240 x??Tai v?xpo? TC?pi v?xpo), dove ? Antig. giace " x?LTaL eselude accanto ab che il verbo ", perch? significhi bracciare "; esiste anche la variante v?xpo? rap? v?xpcp12: taie pensato ? necessario. a 7raps ?fxvyjaTov. Tuttavia, un tale muta

10 in Garl. Phil. 874 yjdpcc #?peo? Cosi, <9-p?vaxa vuol dire " ? associata la for?a che cio? all'estate ". regularmente un rapporto di regolare associazione. insomma, esprime 11 e dal D?bner. ? stato gi? visto dal Boissonade Questo 12 come = 7rocp?. rettamente inteso fu, cio?, rtep?

" Il

la for?a genitivo

dell'estate possessivo,

",

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Gli

epigrammi

alessandrini

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" = " bei ? un epicismo vor ", cf. Capelle, ", (per izzp? + dat. s. Wort. Hom., vuol "mi dire ? z\lo\ ts&vyjxe n?pi v.). 03to? e spiegato morto accanto ? difeso dal resto della ", ed il testo e quest'ultimo, accanto ? morto al poeta, il digiunatore frase: ap uso punto, mento II 2296 passa rap? accanto v- ?, come al ho morto detto, (nocpep-Ktu v?xp?v13). L'allunga non ins?lito negli epigrammi.

'Ex&?gtyj Mo?aaic o~?Xt.8Y]9?y? Xco?Y)T?ipa, 9CoX?? ?ei 0-09 ?y)?xX?[X[xaTa 9?p?o(iiv7}, T?7TT?X?XaLVOXpCt)? IZpOLl?<\rr?<pQlGl ^X^TIj
G?X9Y], TYjV 9&OV?p7)V ?lXOVa 7CXaTT0fX?VY) *,

?&i tt]X?g?, [ayjS' octov 64'?t. 9??y' iizb Moua?cov, ?v ?aaxavov ^y?(pc? 8??av ?T??iaay?y7]. Questo epigramma II poeta inveisce preso. tratta? creduto tratti dal v. Evidentemente a causa e finora non ? stato com ? argutissimo, contro il tarlo dei libri (0-1X973, al v. 4).

II tarlo divora colonne di scrittura (a?Xi8?)9ay?).Di

quali

libri si
si era che si

come di poesia (non di matem?tica, ora spiegher?): la quale parola di ^901(71, al v.

di poesia da Mo?raic ? invitato ad l'insetto 5, dove cio? da un libro di poesia che sta divorando. So9?7]c al v. 2 vuol " dire "poesia Hell. Se si pp. 157 e 422). (cf. Gow-Page, Epigr. tratta di poesia, son? scritti sacri alie Muse, ed ecco perch? tro viamo le Perch? l'aggettivo tepaZ? al v. 3. Perch?, poi, ^9010-1? sta divorando, di scrittura, colonne che l'insetto aeX?Ssc, erano di ^73901 da parte degli scribi che le contavano (su sempre munite n. tali calcoli cf. Devr?esse, Introd. p. 60 ss., specialmente 7 p. 61, e 87, n. 1)14. II poeta la il tarlo ha detto che lascia propria tra gli ^90115, le pagine, rodendo cio? nelle colonne immagine,

? chiaro

1, ed ancora pi? chiaro " andarsene dalle Muse ",

13 14 ricordare fora, Phil., g?die cui

II 7T?p? di Insomma, che gli evitano 347 s.,

^?oiai di 1553,

TrepL^VYjax?o e il 7uap? ? una met?fora epigrammatisti regola 2048 di

di

7rap?p7r<o,

cio?, gli

designante periodo

scritti

si equivalgono. Devo poetici. normalmente per = es. Gow-Page, B?xxou foro

appena met? Garl. " tra

questo

parlano cf.

cio? ad ". 15

di usare s., 3352.

il termine Cf. anche

proprio: pi? sotto,

per

per tratta del

rifara del tarlo

'Iepou? <|W}?oiai Xox?Cy) forma il di?metro riproduce

... efoc?va del

corpo

TrXaTTOfz?vYj. Si vermiforme

circolare,

la ").

(" book-worm

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G.

Giangrande

di scrittura. magine

Il senso

ora

? chiaro:

basta

squisita, tivo 6^?i: di persona

tra gli nella

Il poeta, ha ? un aggettivo riferentesi quale ?^739(0 " il senso ? il tarlo non porti a me aifinch? ostile S??av ?7T?iaay?yy)) per mezzo (?aoxavov ^73901 ".

leggere creato una

" im 6^?i ???^?co, struttura chiastica al una della sostan fama sua

". Notare Tele che si trova tra gli ?7390L (6^?l ?^-^cp) immagine II poeta ha destr? chiasmo S?^av. gante otyzi ?aaxavov ?(z^t^co un nuovo mente ad esso giocato sull'aggettivo ?fz^Yj?o?, dando " " Tali devo sono, ricordarlo, appena significato. Neuwendungen La graf?a invece di di questo di poesia. genere tipiche ?^7396) ?[x^9cp ?, naturalmente, i libri, procura al poeta Alie Muse, naturalmente, fen?meno una fama comunissimo. di persona nominate: ostile. II tarlo, Ostile rodendo a chi ? in

appena riappare com viene deriso perch? Adv. Indoct. 17, dove un indotto Luciano, ad essere divorati dalle pra libri destinati proprio a?X9ai, perch? non ed ostile li legge 16. Facile indotto alia poesia, egli, appunto sarebbe saggio emendare brusco da ?7r?iaay?y7) una persona come

il motivo

in ?7U?iaay?y73c, ma in realt? il pas in verbale all'altra ? comunissimo altro ve : bastera cio? ? quindi segnare

questi epigrammi, una pausa dopo 9?uy'

ho mostrato

T7jX?a?, leggendo ?tzo Moua?ov,

?aaxavov ed intendendo "

[XtjS*oaov i[i^r?(p(? S?Cav ?7U?Laay?y7j ?<H T/jX?aE

o^izi

va lontano ? (dico questo)17 fuggi dalle Muse, il tarlo, con la sua immagine che si trova tra le colonne di perch? non mi crei una fama di persona alie Muse ostile ". scrittura,

16 O&ovspo? causata di ostilit? che esso ? motivato nel alla Eveno pu? poeti,

?aaxavoc da invidia da pura

implicano e gelosia. ostilit?

l'idea Nel verso caso

di

pura del

ostilit? tarlo, talch? nei che esso

(" spiteful "), non ? poeta, distrugge pu? nei alla da libri

oppure ? ovvio

le Muse, dei tarli l'indotto

la poesia, indicare che

divorandola; egli ? ostile pero, biblioteca dagli dei altri suoi che

caso poesia indicare per

di Eveno, per di che

la presenza (corne

suoi descritto dei

ignoranza

Luciano); libri poesia leggere

? poeta

professione, egli ? ostile

la presenza alie Muse la quale lo

tarli cio?

dato, sua della scritta le opere il tarlo

altrui, induce

gelosia

professionale,

a non

colleghi. 17II poeta, essersi rivolto al tarlo, si rivolge dopo ora designato con la terza persona viene eTretaayayfl. tratto stilistico t?pico degli epigrammi.

ora

al

lettore,

per presto

cui

Ritorneremo

su questo

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Gli

epigrammi un

alessandrini

25

Consideriamo per II la corruttela 1195

ora

epigramma,

in

s? chiarissimo,

eccetto

al v. 6 :

'AyyEXivj? ?)xoua?v ocvoho-tou M?X?T?ta,


u??a a?v 9?pTco x?jxaat. xpUTCT?[i,?vov

Y]??aiv 8' ?7Ux?Xcrav ?X?xXuo~TOv S?jxa? aXXou S?tffXOpOCOtX?L7]?aU(Jl?oXoV ??8? TUX^?j A?COV 8* ?Tcl VYjO? Ul?a 8' C?? ?CTT?lX?. ?&paUCTTOU ?x otar' a&o? r?Xi>&?v f yaivj? f ?(XTOpi?j?. # ?v?aOU [XO?pYj? (X7)T?p?? CO? X?xOV 7) [X?Va?X7TTOV ?c?OV ?X?^) X??V7] 8' ?ipSTai o?S? V?XUV. un epiteto I critici sono d'accordo ehe in ?x yaivj? si nasconda ma finora nessun di di IfXTOp?Yj?, ha sod aggettivo quelli suggeriti " ha disfatto. de Jacobs, seguito da Gow-Page, proposto ??xTaiy]? " senso aveva nel che Dione desi siderato molto ", ", auspicato ma l'idea ? contestualmente insoste derato quel viaggio, compiere erano proverbialmente corne i viaggi per mare pericolosi, e nessuno in rilievo, farli: desiderava gwo? qui mette l'aggettivo se mai, desiderava tornare un navigante, salvo (cf. e. g. A. P. 9, 41, su cui il poeta si tratta di insiste ? che 6 ??xTaicov Xt[jt?v<ov). Ci? nibile: come dice di una per mare, ?[iTOpia xaT? fr?Xaaaav viaggio essere il trasporto marittimo Piatone pi? precisi, (Resp. 371 a). Per v. un si da faceva all'al costiero di un carico 2) (90pTo?, emporio con la madre, ? partito tro. Dione dalla citt? costiera dove viveva su una costa: un altro conside questa per raggiungere emporio, un razione, lezione costa a pi? ovvie originaria costa ". mostrano che la di natura paleografica, ragioni " ... era ?xTa?vjc da costiero, IjxTOp?Yj? commercio 2550 8?opa 7iap5 ?x la sedes, cf. Garl. Phil. Per

dato da te pres derivanti dall'aiuto [7rap?] " Taivj? ... ?7tg>9?X?y]? (" doni " so la costa "); per rcap? verb cf. L. S. J., s. v., 3 (que without senza verbo ? fr?quente sto tipo di costruzione negli epigrammi). II 2741 T? auxa 'PoiTjv H/xv&ox?T?uva y?pat,?9Xoi? ?Tcoo-7??8i.ov xa? poS?a? crTa9uXYJ? ?(jlov &' Y]8?7TVOUV 7C?TOX6i[Jl?V0V "KziZtY] &jyY\ [A?jXOv xa? x?puov y\<?p&v ?X9av?? ?x X?tc?8ov xa? a?xuov x^??ovTa, tov ?v 9?XX01CtoSoxo?tyjv, xa? 7i?pX7]v y)8y) ipuGoy?t^v eX?y)v

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26

G.

Giangrande

aoi,

9iXo8?Ta

?v&?TO A?[xo)v IIp?737r?, 9UToaxa90? xai &aX?&?i,v. yuioi? ???a[i,?vo? 8?v8p?at,

non ? stato capito dai critici. Questo gustosissimo epigramma ? "in addirittura Secondo inadatto 9iXo8iTa Gow-Page l'epiteto " ? dei custode this context giardini, (sic!), perch? Priapo, perci? dei viandanti, dei viandanti, nemico e, anche se egli fosse protettore " out of place in un epigramma sarebbe dedicato "quite l'epiteto dal padrone di un frutteto. la frutta In realt? proteggeva Priapo va i viandanti in senso viandante subito proprio se un omosessuale: er?tico, notoriamente, a tiro entrando nel frutteto, il dio procedeva ? appropriatissimo l'epiteto in virt? del fatto che egli ama :

gli capitava a Tpu7rav18 l'incauto. in senso Insomma, 9t,Xo8iTa? ? usato es. come Sono per er?tico, 9iXoyuv73?, 9iX07rai?, 9iXo7rap&?vo?. verso i vian le famigerate di Priapo amatorie propensioni proprio ? e comune ? motivo nei Car che tengono danti nelPAntolog?a ? dal mina Priapea ultimi frutteto: lontano insom l'epiteto, questi ama i ? contestualmente felicissimo. ma, Priapo, proprio perch? e senso ? protettore in della frutta viandanti nemico dei carnale, " the point lies in the para Una volta di pi? insomma, viandanti. " e ama i viandanti Garl. Phil. p. 348): Priapo dox (Gow-Page, ne ? nemico. Passiamo II 2256 ora ad un epigramma dedicatorio:

TaXXo? ? XatT(*?L?, ? V?7]T0[J10?, C07T0 Tu[X?>Xoi) AoSio? ?pXTjaT?? fx?xp' ?XoXi>?o(i?vo?, Ta raxp? Sayyapico Ta8? fiaTspi T?(jL7rava f TauTa f
?WjxaTO xai [x?aTiv Tav 7roXuaaTpayaXov

TauTa t'

?p?L%aXxoi>X?Xa xufi?aXa
ex Xuaaa? apT'

xai

(jtupo?VTa

?oaTpu^ov

?varcai>a?[X?voc.

restituir? bisogna un ? Ora, per X0O90? Tii?A7uava. ep?teto dei epiteto va qui vero P. ? tanto Stadtm?ller vole che 6, 165, 5), (A. timpani Basta che ?yaupo? ? indicato restituir? ricordare T?[X7cava xou9a. s. v. ?yaupo?) come di X0O90?, dai lessicografi sin?nimo (cf. Th?s., un chiaro, il sostantivo

Il testo

? tutto

tranne

al v. 3, dove

18

Per

il motivo,

cf. A. PI.

236-243.

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Gli

epigrammi

alessandrini

27

per

trovare

la soluzione: il mi? alcuna non

leograficamente accennarlo, orizzontale il mio descritte ? bene anzi verso alla maiuscola

si legga T?8? (xaT?pt, T?fXTcav' ayaup?. Pa non presenta, emendamento debbo appena Confusione tra T e Y ? fr?quente, e

difficolt?.

un P del tipo aperto (r) assomiglia ad un T del tipo in cui l'asta


illustre corne La corruttela, ? lunga dal lato sinistro (r). E. H. mi W. Cockle fa risale notare, dunque collega dove le forme di lettere da me letteraria dei papiri, normali. Resta da aggiungere che ?yaup?c (usata ?pica lingua nella stessa sedes dove dagli epigrammatisti), nel io lo ho restituito vista In conclusione, sem?ntico appar

sono, appunto, attestato nella

proprio di Erucio Ther. 661). 832; Nie. (Hes. Theog. dal punto il mio ? soddisfacente di emendamento = e del vocabolario (?yaup?c XOU90?), paleografico tiene alia lingua ?pica). Osserviamo II 11 Ou ora un epigramma massacrato

si trova

(?yaup?c

dai

critici:

a? xuvcov y?vo? ??X', E?puuST}, o?S? yuvaixo? o?aTpo? tov oxot?tj? KUTcpiSo? ?XX?TplOV, 8' 'ApE&o?aTj ?XX5 'A?Stj? xai yTJpa?, ?7rai Max?r/} X??Tai ?Taip??73 T?fJUO? 'Ap^?X?0). aoi 8' o? TOUTOv?yo> T?&?(Jiat T?90v, aXX? Ta B?x^ou
73(xaTa xai axTjv?? ?(i.?aX? TOi&ojx?va?.

Il testo, come vedremo, ? sanissimo. hanno scritto Gow-Page " " e corrotto ? irresi che TOi&ofiiva? sicuramente definiscono ", " ? il clou la proposta fatta da Hermann di mutare stibile qx?aX? senso come Il vedremo!?in ?[x?aSt. gen?rale dell'epigramma, si tratta in e?fetti di un motivo trito ? chiaro; dell'epigramma ad 15-16 della loro numerazione) (cf. Gow-Page, il monumento di monumento, bisogno perch? stesso con le sue opere letterarie. Ricordando : Euripide se non ha lui lo ? fatto

Hell. Epigr. XTjat.... axTjvTJat, (cf. Gabathuler, ma xai la correzione oxtjvoc?, ?^aTa leggere nelle "journ?es in scena proprio consacr?es si mettevano trag?die " va benissimo ad cosicch? ? Bacchus t?[loltol 19, men (Waltz, loc),

A. P. 1, 21, 3 o-ujx? pp. 5 e 46), si potrebbe le ? inutile, perch?

19 Cio?, rappresentavano

^octoc nei

Bax/ou giorni

designa della

metaf?ricamente festa di Bacco, cosi

le

si queste perch? trag?die, corne ^^901 ? lo abbiamo

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G.

Giangrande

tre ?yjjxaTa presenta difficolt? da Gow-Page. Il primo gi? indicate ? che l'epigramma ? elegantemente da osservare costruito punto di persona del mutamento sul principio che abbiamo verbale, gi? vv. ad essersi rivolto incontrato: si dopo Euripide (gz, 1-2), Adeo al lettore nei vv. rivolge sona xsctoci, proprio cosi seconda tarlo con con la terza per 3-4, e designa Euripide corne Eveno al tarlo, si in prima rivolge al lettore, si rivolge il designando perci?

di Adeo ? ?TCio-ayayy). L'epigramma in seconda l'allocuzione costruito persona dopo elegantemente: (gz) alla terza persona, nei vv. 1-2, segue il passaggio il cui soggetto ? stesso lo avviene ultimi due versi: alla Euripide negli (x??Tai); poi allocuzione diretta alla terza persona (go?, v. 5) segue il passaggio

e poi persona, la terza persona

verbale gjx?aXe, il cui soggetto ? Euripide.


passaggio pu? voler ? marcato

In ambedue
? sano. la met?fora

i casi, il
Che cosa ? uno

da ?XX?. Dunque, Ijx?aXe dire? Anzitutto ricordare che bisogna luogo, pu? bisogna essere non espressa in Arg. 824 4, Apollonio del linguaggio militare, ricordare che, da un in et?

dei mezzi
secondo met?fora Per

stilistici pi? comunemente usati dagli epigrammatisti.

In
una

esempio, in accezione

egli vede le onde come un esercito usa x?7tt?v, verbo 943 Apollonio in accezione t?cnica del propria con e alia riferimento vuol nave, l'equitazione, perch? egli vede, sua met?fora, far si, per mezzo della che il lettore veda la nave come un cavallo t?c Ora, efx?aXXco, nel impennantesi. linguaggio nico si diceva dell'edilizia, un Ne edifizio20. erigere come scritto. delle

alessandrina, nome, ma da un verbo. usa Rodio Tp?^aio, verbo alie onde, riferendosi perch? ostile da respingere; in Arg. 4,

ha usato Euripide le trag?die che ha stile alessandrino. re 21, sanissimo: nel senso 2946),

da costruzione ?sate pi?tre per il che vuol dire che consegue poeta il proprio monumento pi?tre per costruire La met?fora ? bellissima, dello vede 2667, " al

e propria II participio ora TCifrojx?va? ?, possiamo " " dire vuol obbedienti Garl. Phil. (cf. " che il teatro e le scene erano obbedienti

gi?

visto

designa

metaf?ricamente da parte Wort. che N. abbiamo contenente Phil. 2667, dei T.,

le colonne

di poesia

scritta,

perch?

queste

eran o

oggetto

di calcoli 20 Cf. Bauer, 21 Ora cio?

copisti. s. v. Ifji?aXXco. essere visto Euripide 7m#o[iivoc?. 2946. Per

soggetto diente ",

della

frase

7m&o(xsvo?

il soggetto =

del "

verbo ",

docile

^pt?aXe, " obbe

cf. Garl.

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Gli

epigrammi

alessandrini

29

genio di Euripide. Concludendo:


ci? che di lo rende l[x?aX?, punta Fiumi l'epigramma II 873 di

il motivo dell'epigramma
costituita nelVultimo dall'uso verso. cercare di

? trito:

? la punta, elegante che ?, naturalmente, son? leggeremo: stati

metaf?rico

inchiostro che ora

sciupati

per

spiegare

a7i?t,X7]T^pa [X?OTca B0UGTP?90V ?xpoa?Sapov GIT08?XOV GTOp?fXOl) Xa? 7CY)paV[X?TpOU yafjup?v T? Sp?7iavov, GTaxuy)T?(i,ov otuXov ?po?p7)c xa? 7raXioupo9?pov x?^Pa frspsu? &p?vaxa xa? TpyjTo??TO8?cova? ? yaT?fxoc ?v&?TO Ar?o?
n?pjjuc, ?viYjpcov 7uaua?[X?vo<; xafxaTCov.

L'epiteto

9?pov, perch? il nome rcaX?oupoc, designante avrebbe 7taXLoupo9?pov non simo. Primo Per : gli comprendere epigrammatisti

7iaXioupo9?pov, al v. 4, ? stato mutato avevano i critici finora riconosciuto e ne un albero, senso. In realt?, l'epiteto, cercano bisogna sempre non solo avevano

in 7iaXivoupo in naXioupo concluso che cose. di una ? sanis

7raXioupo9?pov ricordare varie

ora, parola: ? ce lo dice

anche 7iaXioupo? vuol dire ?sate ci autore d? che accezioni spesso Esichio, dagli " ? vaso da vino ", x?Soc. Ora, dalle sappiamo epigrammatisti! mano a di forma Talisie che il &ptva?; fatto (x?^pa 9-?p?u? 8-p?vaxa) veniva n. 23), x?Sot. 1966, p. 499, per la mietitura (9-?p?u?; cf. Ant. Class. ai tc?&ol, attinto si beveva molto nella quale occasione vino, sono che si ricordi spesso, presso Infine, gli gli oggetti : abbiamo visto antropomorfizzati22 personificati, epigrammatisti, " " letto di di un'altra ? rcapaxo?Tav frusta che una compagna usato frusta, nel il poeta senso che ha usato accanto Tuna all'altra. giacciono la mano ? met?fora: %Hva? un'elegantissima del &p?va? di vino ", nel senso che l'apparire le due fruste della mietitura, comporta l'apparire dei vasi

il senso pi? raro "arbusto ", ma

Qui "che

i vasi porta in occasione sull'aia, di vino.

vale, ?7T?iX73T73p, e la

22 Ci?

beninteso, terra usa

anche uno

per

questo

epigramma:

uno

strumento

? detto

strumento

(o7rXov).

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30

G.

Giangrande

Esaminiamo II 1291 "AvS-et'

ora

l'ultimo

epigramma:

'Ava^ayopYj? \lz tov oux ?7:i rcoaai I?piyjTOV ?v y&ov? S' ?[X90T?pcp yo?vaTi x?xXijx?vov, T?u^? Se Oup?jia^oc Xap?T(ov S? \loi ?yx?&t xaXifjv
a&pyjaa?, Si^?i> {/.tjxsti nfo? ztzzgov.

Nelle

linee generali

il senso ? chiaro: Priapo ? caduto in


che non ? stato finora

Ci? per ovvi motivi. ginocchio cosa abbia causato la erezione chiarsi.

?yx??K) mata XaptTO, ed avevano perci? ? stata giustamente taie ipotesi

? che capito ha dovuto per cui Priapo inginoc a Priapo Alcuni critici avevano che accanto pensato ([xoi una vicina la statua di una bella vicina, chia si trovasse modificato

in XapiTc?, ma Xapkcov da Jacobs, da respinta seguito e : non statue di inoltre si vicine, ?yx?&i regge Gow-Page erigevano il genitivo. Jacobs ha proposto XapiTcov S? \ioi ayx*. xaXiyjv, inter " a very clever correction vento definiscono che Gow-Page ", e che due parole, ? pessimo. Jacobs deve mutare invece Anzitutto ?y non poteva certo eccitarsi luogo, Priapo x?i?i e xaXyjv; in secondo La soluzione ? semplicissima. In primo alla vista di un precinto. che il fen?meno di cui ? oggetto abbiamo gi? osservato luogo, veniva secondo dal semen causato, l'opinione degli antichi, Priapo prodotto Priap. 26, dai colei. 1. 14, (Carm. Priap. 73 xr?hr?, x?Xr? era l'ernia del che il 3, 45), ed in pi? sappiamo nome X73X73 ? usato dagli epigrammatisti (A. P. 6, 166, 4; 11, 342, 2). essere enorme Taie ernia poteva allu (A. P. 11,342,2). Priapo, " sacco al suo enorme scherzosamente dice dendo scrotale, guar e capirete la mia accanto alle Grazie, datemi ernia, posta perch? 8; 25,7; 29,4). sacco scrotale Ora, sappiamo (p. es. Artemid. che le statue delle Grazie; si trova presso caduto ". Cio? Priapo come ? presso di queste, si ? eccitato alla loro vista; il suo posto sacco enorme una ha prodotto scrotale tanto semen da causargli cader e al suolo. tale da farlo Insomma: erezione basta leggere ora ai ? chiarissimo. di xaXvjv, e tutto Passiamo x?Xvjv invece sono Priapo parla del I colei del dio Priapo suo membrum erano visibili s?minale in Carm.

dettagli.

Il dativo

[aolnon fa pi? difficolt?: non dipende da ?y

si tratta X?&i, ma ? dativo possessivo (costruzione regolare quando di parti del corpo). Facile sarebbe emendare in xr?kr?v, ma x?Xyjv err?neo: sarebbe usano talora attiche forme gli epigrammatisti

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Gli

epigrammi la forma Xap?Tcov

alessandrini

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(quale ? xaXiq) anziehe mo che la costruzione struzione situ?t a 1577, tiamo senza accanto 3438, 2358, che Priapo me", che

corrispondente ?yx?&i

t?pica degli participio alle Grazie"): cf. per

posta, es. Gow-Page, GarL Phil. e ?ranos no 1970, p. 85, n. 23 e p. 92. Ancora, " non l'ernia dice ", argutamente guardatemi perch? la sua "ernia" ? talmente enorme da

i?nica. Poi, un ? x?Xy)v esempio epigrammi (" ernia

notia di co

"gu?rdate lo stesso

porre in secondo piano il resto del corpo di Priapo:

il motivo

in A. P. notiamo che il poeta ha 11,342. Infine, che la di ci del int?ressa corpo designato parte Priapo (gli opx?t?) di una met?fora per mezzo arguta (" ernia "). Tali part? del son? raramente chiamate devo corpo, appena accennarlo, dagli si ricorre o ad una met?fora col loro vero nome: epigrammatisti o ad un'assonanza: per esempio, arguta, " " ha scritto invece ?pxcov giuramenti non stata n? dal l'assonanza ? capita in Garl. Phil. di 44 il poeta 6px?cov "coleorum"; antico, che, non ha mutato

copista

come si potessero toccare giuramenti, comprendendo " critici n? in dai che hanno moderni, ", opxwv ?pxcav giurando asso la cosi intenzionale scrivere di opyzc?v, distruggendo proposto nanza creata dal poeta.

Birkbeck University

College of London

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