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4. santi, eroi, cavalieri.

forme dell’epica medievale 1

Il capolavoro dell’epica spagnola:


Cantare del Cid
L’opera
Anche nell’area iberica l’epica ha origine in una lunga tradizione orale, scarsamente docu- La composizione
mentata, legata soprattutto all’attività dei giullari. A differenza di quella francese, che fin
dall’inizio carica le vicende narrate di un forte significato simbolico e leggendario, l’epica
castigliana nasce come racconto cronachistico: non leggende su grandi avvenimenti, ma
storie legate ad avvenimenti locali; non grande politica e guerre tra popoli, ma scontri
personali, promesse rotte, passioni private. Gran parte di questa produzione epica è anda-
ta perduta; a noi sono pervenuti solo alcuni frammenti e, quasi integralmente, un’unica
opera: il Cantar de mio Cid (“Cantare del Cid”). Il Cantare del Cid è tramandato da un solo
manoscritto del xiv secolo (al quale manca l’inizio) che si chiude con una indicazione
che è stata variamente interpretata: «Per Abbat lo ha scritto nel mese di maggio 1245»
(corrispondente al 1207, perché il calendario spagnolo era diverso). Alcuni sostengono
che Per Abbat ha proprio composto l’opera sulla base di leggende e materiali preesistenti;
secondo altri ha semplicemente copiato o trascritto un poema già ampiamente diffuso. Il
poema ha 153 lasse, divise in tre cantari, per un totale di 3730 versi.
Oggetto del poema sono alcune delle imprese di Rodrigo Diaz de Vivar, detto Cid Primo cantare,
Campeador (Cid è la deformazione del vocabolo arabo sayd, “signore”, e Campeador si- «dell’esilio»
gnifica “campione”), piccolo nobile della vecchia Castiglia realmente vissuto nella seconda
metà dell’xi secolo e morto nel 1099. Il primo cantare (detto «dell’esilio») si apre nel mo-
mento in cui il Cid, ingiustamente accusato di tradimento dal re Alfonso VI, si prepara
ad andare in esilio assieme ai più fedeli dei suoi uomini. Per procurarsi di che vivere,
ricorre allo stratagemma di offrire in pegno a due usurai ebrei due casse che dovrebbero

i modi, i generi

Battaglia fra
Martin Gomez
ed El Cid, da
Cronache di
Spagna, 1344,
miniatura
(Lisbona,
Academia
das Ciencias
de Lisboa).

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2 il medioevo

contenere oro, ma che in realtà contengono sabbia, con il patto di aprirle a distanza di
un anno. Il Cid lascia la moglie Imena e le figlie Elvira e Sol al monastero di Burgos e si
lancia in una serie di eroiche imprese, così che in breve riesce a rendere tributaria tutta
la regione da Teruel a Saragozza.
Secondo cantare, Nel secondo cantare («delle nozze») il re Alfonso decide di riappacificarsi con il Cid,
«delle nozze» che nel frattempo è riuscito a riconquistare Valencia strappandola ai Mori, e lo incontra
sulle rive del fiume Tago, per sancire il rinnovato patto di fedeltà. In questa occasione
gli infanti di Carrion (infante è un titolo nobiliare, in uso presso l’aristocrazia spagnola),
interessati alla dote delle figlie di Rodrigo, le chiedono in spose. Il Cid, per quanto poco
convinto, accetta la proposta e le nozze vengono immediatamente celebrate a Valencia.
Terzo cantare, Il terzo cantare («dell’oltraggio di Corpes») è dedicato quasi esclusivamente alle
«dell’oltraggio» vicende private del Cid. Poco dopo il matrimonio, i due infanti sono irrisi per la codardia
dimostrata, prima alla vista di un leone, poi in battaglia, quando il re del Marocco tenta
di riprendersi Valencia. Per vendicarsi dell’affronto subito a opera del Cid, i due infanti
fingono di voler condurre le spose a Carrión, ma le abbandonano nel roveto di Corpes,
dopo averle picchiate. Il Cid chiede giustizia al re, il quale convoca le Cortes (una specie di
gran consiglio, che veniva riunito in circostanze particolarmente gravi) a Toledo, ordina
che la lite sia risolta con un duello giudiziario. I tre campioni del Cid battono gli infanti e
il loro compagno. Sopraggiungono due cavalieri che chiedono la mano di Elvira e di Sol
per i re di Navarra e di Aragona, destinandole così a essere regine.

L’ascesa del “cavaliere povero”


Un’epica Il tema centrale dell’opera è la vicenda personale del protagonista, che si svolge su due
individualista piani distinti: il rapporto tra vassallo e signore (il Cid rimane fedele al re e ne riconquista
alla fine la fiducia) e la questione familiare (l’oltraggio e il riscatto delle figlie). Da questo
punto di vista il Cid incarna in maniera esemplare i valori e gli ideali collettivi dell’area
castigliana, molto diversi da quelli francesi. Anche il conflitto tra musulmani e cristiani
i modi, i generi

non ha niente a che vedere con il quadro delineato nella Chanson de Roland, non è pre-
sentato come uno scontro tra due civiltà, ma rientra nel quadro di una semplice lotta per
l’egemonia territoriale e politica, tanto è vero che i cavalieri arabi sono spesso presentati
in una luce positiva, a volte sono persino più valorosi e più leali dei principi cristiani, e il
Cid non si fa scrupolo ad allearsi con loro.
Il quadro sociale L’ascesa del Cid, nobile di basso rango, è emblematica di una realtà sociale ancora
di riferimento fluida e in movimento: la guerra permanente con gli arabi lasciava largo spazio all’intra-
prendenza personale e permetteva il sorgere (e il declinare) di grandi fortune – com’è
tipico di ogni situazione di “frontiera”. Il Cid è di nobiltà recente, ma le sue caratteristiche
personali gli permettono di raggiungere uno stato ben superiore a quello della grande
nobiltà (impersonata dagli infanti), che basa il suo potere sulla proprietà terriera. L’opera
«celebra le gesta del cavaliere povero, ma leale e forte, che con la spada si conquista il
diritto all’esistenza e che, pur avendo subito un torto dal suo signore, non si piega, anche
se non viene meno al rispetto verso di lui» (A. Varvaro). Da questo punto di vista i due
piani su cui si svolge l’azione finiscono con il convergere: le calunnie che inducono il re a
condannare ingiustamente il Cid da una parte e l’oltraggio degli infanti dall’altra derivano
entrambi dalla gelosia e dall’invidia della nobiltà più antica, che mal sopporta l’ascesa
portentosa di un modesto signorotto di provincia.
L’eroe Anche dal punto di vista caratteriale il Cid è molto diverso da Orlando e Sigfrido:
della “misura” «se l’epica è il terreno delle virtù e delle imprese smisurate, senza confini, si può – con
un gioco di parole solo in parte paradossale – definire il Cid come un gigante della me-

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forme dell’epica medievale 3

sura» (A. Baldissera). La caratteristica principale del Cid è infatti il grande equilibrio, la
mescolanza perfetta di valore e saggezza; a differenza di un eroe come Orlando, la cui
caratteristica è invece la dismisura, il Cid non fa mai nulla impulsivamente, calcola sem-
pre con attenzione i rischi e i vantaggi di ogni sua azione, e appare sempre consapevole
dei propri limiti e delle proprie debolezze. In lui la devozione religiosa, la lealtà pubblica
e l’amore familiare si fondono perfettamente.

I caratteri stilistici del Cid


Dal punto di vista stilistico il Cantare del Cid presenta gli stessi caratteri delle altre opere La metrica
epiche. Il testo è diviso in strofe di varia lunghezza, le lasse (in castigliano tiradas), che
vanno dai tre ai centonovanta versi; a loro volta i versi, anch’essi di lunghezza variabile,
sono composti da due emistichi (o “semiversi”) uniti tra loro tramite assonanza (cioè
ripresa a fine verso della medesima vocale tonica, ma non della parte consonantica).
Caratteristica è anche il prevalere di una struttura paratattica, per cui i periodi sono Paratassi
composti da una serie di proposizioni principali giustapposte o coordinate tra loro, con ed espressioni
formulari
poche subordinate; di solito ogni emistichio coincide con una proposizione, cosicché il
testo risulta ben scandito e ritmato. Frequenti, come al solito, le espressioni formulari, so-
prattutto in riferimento al Cid: il Cid dalla barba bianca, dalla barba fiorita, dalla barba mai
tagliata; ma anche il Cid che è nato sotto buona stella, che è nato in un’ora fortunata e così
via. Particolarmente efficace è la rappresentazione delle scene di battaglia, vivide e veloci,
tanto che a volte sembra di assistere alle immagini di un film.

i modi, i generi

Monumento
dedicato al Cid
Campeador
a Burgos.

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4 il medioevo

TESTO Anonimo
W8 La partenza per l’esilio
Per un caso del tutto fortuito (la perdita del primo foglio nel manoscritto che ci ha tramandato
il testo del poema), il Cantare del Cid si apre in maniera molto suggestiva, nel bel mezzo di una
scena cruciale, presentando il protagonista nel momento più duro e doloroso della sua carriera:
la partenza per l’esilio. Il Cid vede le sue case deserte, saccheggiate dai nemici, e con i pochi
uomini rimastigli fedeli si prepara a entrare a Burgos. Ma, una volta giunto in città, scopre che
lo ha preceduto l’editto del re che vieta a chiunque di offrigli aiuto e ospitalità, pena la morte.

1
Dagli occhi suoi lacrime a fiumi versando,
volgeva indietro il capo a rimirarli stando1.
Vide le porte aperte e senza catenaccio,
le pertiche2 eran spoglie: né una pelle, né un manto,
5 né un falco v’era, né alcun astore mudato3.
Sospirò il Gran Cid, oppresso da assai grande affanno,
parlò il gran Cid, bene e assai misurato4:
«Grazie a te, Signore, Padre che stai là in alto!
Ciò i miei nemici malvagi han preparato!».

2
10 Già s’accingono a spronare, già sciolgono la briglia:
la cornacchia sulla destra stava, di Vivar, all’uscita,
e entrando a Burgos stava alla sinistra5.
Scrollò il gran Cid le spalle, e scosse poi la testa:
i modi, i generi

«Coraggio Álvar Fáñez, ché la patria ci è proibita!».

3
15 Il Cid Ruy Díaz per Burgos entrò,
nella sua schiera sessanta persone;
stan lì a vederlo, gli uomini e le donne,
le genti di Burgos, alla finestra son,
gli occhi pieni di lacrime dall’enorme dolore,
20 dalle bocche di tutti usciva un’esclamazione:
«Dio, che buon vassallo, se avesse un buon signore!»

1. a rimirarli stando: rimanendo a osser- 4. bene e assai misurato: la misura è la ca- ziosa, secondo cui la cornacchia a destra
varli. ratteristica specifica del Cid, il quale, come i è preannuncio di sventura, a sinistra in-
2. pertiche: lunghi bastoni. più famosi eroi della Bibbia, sa affrontare vece di buona sorte. Il Cid dunque riceve
3. astore mudato: l’astore è un particolare le avversità con pazienza, senza smettere un duplice annuncio, l’uno positivo, l’altro
tipo di falco, particolarmente pregiato; «mu- di rendere grazie al Signore. negativo. Difficile dire a che cosa si rife-
dato» significa “dopo la muta”, cioè dopo che 5. la cornacchia … sinistra: probabilmente riscono: probabilmente, alla sventura pre-
ha cambiato le piume. i versi alludono a una credenza supersti- sente (l’esilio) e alla riscossa futura.

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4. santi, eroi, cavalieri.
forme dell’epica medievale 5

4
Lo vorrebbero invitare ma nessuno ciò osava:
il re don Alfonso grand’ira al Cid mostrava.
Prima della notte giunse a Burgos la sua carta,
25 con gran prudenza, e per bene sigillata:
che al Cid Ruy Diaz, nessuno mai offrisse casa,
e a quel che gliela offrisse la cosa fosse ben chiara:
che perderebbe ogni bene, ed anche gli occhi della faccia,
e, per di più, il corpo insieme all’alma6.
30 Gran dolore ne aveva la gente cristiana,
si nascondono al gran Cid, e per lui nessuno fiata.
Il Campeador si diresse alla sua casa,

TW8 Anonimo Cantare del Cid


e appena giunto alla porta la trovò ben sbarrata,
per timore del re Alfonso sì l’avevan sistemata:
35 «Se non la romperà con la forza che nessuno gliela apra».
Quelli del Cid chiamano a voce alta,
quelli di dentro risposta non gli han data.
Dié di sprone il Cid, alla porta arrivava,
tolse il piede dalla staffa e un gran colpo le dava.
40 Non si apre la porta ché era ben sbarrata.
Una bimba di nove anni in vista si mostrava:
«O Campeador, in buon’ora cingeste la spada!7

i modi, i generi
6. alma: anima.
7. in buon’ora cingeste la spada: espressione
formulare legata al Cid: il momento in cui il
Cid è diventato cavaliere (ha cinto la spada) è un
momento che è da considerare sotto una buona
stella (un’altra espressione che ricorre spesso è
anche: nato sotto auspici positivi).

Charlton Heston nel film El Cid


di Anthony Mann, 1961.

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6 il medioevo

Il re lo ha vietato ieri è giunta la sua carta,


con gran prudenza e per bene sigillata:
45 per nulla oseremmo aprirvi o offrirvi una stanza,
sennò perderemmo tutti i beni, e la casa,
e persino gli occhi della faccia.
Voi nulla guadagnate, nella nostra disgrazia;
ma il Creatore v’assista con ogni sua virtù santa».
50 Questo la bimba disse, e tornò alla sua casa.
Ben lo vide il Cid, dal re non aveva grazia;
lasciata ha la porta, per Burgos spronava,
giunse a Santa María8, subito smontava:
piegò le ginocchia, di cuore pregava.
55 Fatta la prece9, subito cavalcava,
uscì dalla porta, l’Arlanzón10 passava;
fuori città sul greto egli sostava,
puntava la tenda e poi subito smontava.
Il Cid Ruy Díaz, che in buon’ora cinse la spada,
60 sostò sul greto ché nessuno l’accoglie in casa,
intorno a lui, una buona masnada11;
come fosse in un bosco, così, qui il Cid s’accampa.
E non può comprare in Burgos, la città,
un po’ di cibo, non una vettovaglia12;
65 no, non gliene darebbero, nemmeno una manciata.

5
Martín Antolínez, uom di Burgos compito,
i modi, i generi

il Cid insieme ai suoi, fornisce di pane e di vino:


non li compra, ché n’era ben provvisto,
e ogni vettovaglia a loro ha già fornito.
70 Ne fu lieto il Cid, con quelli che sono al suo servizio.
Parlò Martín Antolínez, quel che ha detto, sia udito:
«O Campeador con buona stella partorito!
Stanotte sostiamo, e andiamocene al mattino,
ché accusato sarò in quanto v’ho servito,
75 nell’ira del re Alfonso, io sono già finito.
Se ne esco con voi, sano e ancor vivo,
prima o poi, certo, il re mi vorrà per amico;
se no, quanto lascio non lo stimo un fico».

(da Cantare del Cid, trad. it. di A. Baldissera, Milano, Garzanti, 2003.)

8. Santa Maria: la chiesa di Burgos. vicino a Burgos. 12. vettovaglia: approviggionamenti.


9. prece: preghiera. 11. masnada: gruppo di armati; in questo ca-
10. Arlanzón: un piccolo fiume che scorre so, i fedelissimi al re.

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forme dell’epica medievale 7

LEGGIAMO INSIEME la prova dell’ingiustizia e della sofferenza


■ Esilio e sofferenza ■ I caratteri del protagonista: misura,
Il Cantare si apre sul motivo fondamentale della prima coraggio, devozione
parte del poema, ossia l’esilio e il disonore “pubblico” di Il passo iniziale ci presenta così una situazione vivida,
cui è vittima il protagonista. Sulle motivazioni del con- ricca di elementi e di cambiamenti di scena, dal ritmo
trasto e sulle ragioni che hanno spinto il re a un simile molto veloce (com’è caratteristica dell’intero Cantare):
atto il Cantare non dice nulla, limitandosi a riportare la il Cid in marcia con i suoi uomini, l’arrivo nottetempo
situazione già in atto, a partire dal momento in cui Alfon- del bando reale contro il Cid, lo sgomento della popo-
so VI condanna pubblicamente all’esilio il suo vassallo. lazione che compiange il Cid ma non ha il coraggio di
Il testo si sofferma soprattutto sulla sofferenza che sfidare l’ira del re, la sosta notturna e l’aiuto insperato
l’esilio comporta. Più volte infatti si sottolinea il dolore da parte di Martín Antolínez. Molti sono i personaggi
provato dal Cid, dai suoi uomini e persino dalla gente che compaiono, tutti vividamente descritti, anche se
comune: dal primo verso che il manoscritto ci conse- appena tratteggiati: dalla folla che assiste alla scena,

TW8 Anonimo Cantare del Cid


gna («Dagli occhi suoi lacrime a fiumi versando») al- alla bambina che si incarica di parlare a nome di tutti,
la descrizione della popolazione di Burgos sconvolta a Martín Antolínez, che si sacrifica volontariamente per
dall’avvenimento («le genti di Burgos alla finestra son, rimanere vicino al Cid.
/ gli occhi pieni di lacrime dall’enorme dolore»). L’esilio Su questo sfondo collettivo si staglia poco per volta
significa lasciare case e averi, abbandonare la propria la figura del Cid, di cui fin dall’inizio vengono messe
terra («la patria ci è proibita»), affrontare le incertezze in luce le caratteristiche essenziali. In primo luogo
di un destino oscuro, senza mezzi e senza sostegno. la misura, la moderazione: per quanto «oppresso da
Al tema dell’esilio si associa quello dell’ingiustizia su- assai grande affanno», il Cid non si lascia mai pren-
bita: il Cid si è sempre comportato da vassallo fedele e dere dalla rabbia e dalla disperazione, ma mantiene
avrebbe meritato un trattamento ben diverso da parte sempre il controllo di sé e parla «bene e assai misu-
del suo signore. Invece il re Alfonso infierisce su di lui rato»; sebbene colpito nei suoi affetti più cari, non in-
senza ragione (dal momento che le accuse rivolte al fierisce sulla popolazione inerme, né viene mai meno
fedele vassallo sono del tutto infondate) e senza pietà, al codice di comportamento cavalleresco. In secondo
minacciando di morte chiunque si arrischi a offrirgli luogo, l’intraprendenza, il valore eroico: il Cid non si
asilo. Per questo quando arriva a Burgos il Cid trova dà per vinto, ma affronta con coraggio il suo destino,
tutte le porte sprangate, fin quando una bimba gli rivela preparandosi a guidare i suoi uomini con la stessa
che la popolazione è stata costretta a comportarsi così, sicurezza anche nella cattiva sorte, senza dimenticare
contro la sua volontà. Tuttavia il passo si chiude con un mai i suoi doveri di capo. Infine la pietas, la devozio-

i modi, i generi
gesto di solidarietà: il nobile Martín Antolínez, sfidando ne: sia nei confronti del signore celeste (il Cid accetta
l’ira e la punizione del re, offre al Cid vettovaglie d’ogni le sue sofferenze come prove volute da Dio, e più vol-
tipo, affermando che preferisce condividere la sorte del te è colto nell’atto di pregare o di offrire voti), sia di
Cid piuttosto che rendersi complice dell’ingiustizia per- quello terreno (nei confronti del quale la sua fedeltà
petrata ai suoi danni. non viene mai meno).

Attività
P e r ca pi r e 8. Un meccanismo tipico dell’epica è la ripetizione di
1. Con quale scena si apre il Cantare? alcuni elementi da una lassa all’altra, con funzione di
snodo e di raccordo. Rintraccia questi elementi nel testo.
2. Come reagisce la gente di Burgos all’arrivo del Cid?
3. Perché il Cid tenta di sfondare la porta di casa sua? Per sc rivere
4. Che cosa gli dice la bambina? 9. Riassumi in max 20 righe il contenuto del testo.
5. Come si comporta il Cid quando scopre il contenu- 10. Immagina il discorso che il Cid tiene ai suoi uomini
to dell’editto? nel momento in cui si appresta a partire da Burgos.
6. Chi è Martín Antolínez? Che cosa offre al Cid?
V er s o l ’e s ame
P e r a ppr o f o n d i r e 11. Prima prova. B - Saggio breve
7. Descrivi il personaggio del Cid sulla base delle infor- Il tema dell’esilio nella letteratura medievale (k anche
mazioni che si possono ricavare da questo primo testo. TW1).

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8 il medioevo

TESTO Anonimo
W9 La conquista di Alcocer
Dopo aver abbandonato Burgos e tutti i suoi averi, il Cid inizia a vagare in cerca di nuove
opportunità, offrendo i suoi servigi militari ai signori in guerra, dando prova più volte del suo
valore. Procede così di conquista in conquista, rendendo suoi tributari numerosi principi sia
arabi sia cristiani, finché giunge con i suoi uomini nei pressi di Alcocer, il cui signore rifiuta di
sottomettersi al Cid e di pagargli i tributi richiesti.

29
[…] Quando vide il Cid che Alcocer1 non si piegava,
fece un tranello, e non lo ritardava.
Lascia una tenda sola, le altre le levava,
fu giù lungo il Jalón con l’insegna alzata2
5 (l’usbergo3 han vestito e cinta hanno la spada),
come uomo avvisato4 per trarli in imboscata:
lo vedono, quei di Alcocer, Dio come si vantavan!
«Finito avrà il Cid il pane e la biada;
una tenda ha lasciata, le altre a stento levava.
10 In tal modo va il Cid quasi scappasse a gamba levata.
Su, diamogli addosso, e la preda è assicurata,
che non lo prendan quei di Terrer (non ne daranno una fava!5):
la tassa che ci ha preso ci darà raddoppiata6».
Uscirono da Alcocer con fretta straordinaria.
15 Quando il Cid li vide fuori, fuggì come in ritirata,
per il Jalón è sceso insieme ai suoi cavalca.
i modi, i generi

Dicono ad Alcocer: «Ah, qui la preda ci scappa!».


I grandi ed i bambini fuori si gettavan,
con voglia d’arraffare, ché ogni altra cosa è scordata;
20 aperta resta ogni porta, ché nessuno vi è di guardia.
Il buon Campeador la sua faccia voltava,
vide, fra loro e il castello, immensa la distanza:
fece volger l’insegna, con gran fretta spronavan:
«Addosso, cavalieri, tutti senza esitanza!
25 Con la grazia del Signore gran preda ci è data!».
Lottano con quelli nel mezzo della piana.
Dio, che grande è la gioia in questa mattinata!
Il Cid e Alvar Fáñez in avanti spronavan:
hanno buoni cavalli (sappiate) docili cavalcan.
30 Fra quelli e il castello allora s’infilavan.

1. Alcocer: cittadina della Castiglia. avvisato dell’arrivo dei nemici e avesse inten- 6. la tassa … raddoppiata: la tassa che aveva
2. insegna alzata: dispiegata. zione di abbandonare il campo. imposto il Cid dopo una sua prima vittoria.
3. usbergo: corazza. 5. non ne daranno una fava: non ci daranno
4. come uomo avvisato: come se fosse stato nulla (del bottino conquistato).

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4. santi, eroi, cavalieri.
forme dell’epica medievale 9

Salvador Dalì, El Cid,


schizzo.

TW9 Anonimo Cantare del Cid


I vassalli del gran Cid giù senza pietà,
in men d’un’ora e in poco spazio trecento mori ammazzan.
Mentre lanciano alte grida quei che stan nell’imboscata,
intanto va l’avanguardia, al castello se ne tornava
35 con le spade snudate7 alla porta si fermavan,

i modi, i generi
quindi giungevano i loro (ché il nemico è in ritirata):
Alcocer, il Cid – sappiate –, con un trucco ha conquistata.

[Contrariato dal successo del Cid, il re degli arabi, Tamín, organizza un nuovo esercito, formato da tremila
Mori, che assedia Alcocer per strapparla al condottiero.]

33
Piantarono le tende, la sosta han preparata;
crescono le forze, molta gente s’è ammassata;
40 ogni ronda, che i mori han inviata,
di giorno e di notte in giro se ne va armata;
molte son le ronde e grande è l’armata.
A quelli del Cid di già tolgono l’acqua,
le masnade del Cid uscire vogliono in battaglia,
45 quel che in buon’ora è nato, fermo, glielo vietava;
tre settimane intere la città fu assediata.

7. spade snudate: tratte dal fodero.

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10 il medioevo

34
Passate tre settimane, la quarta deve iniziare,
il Cid coi suoi si va a consultare:
«L’acqua ci hanno tagliata, poi finirà anche il pane,
50 andarcene via, di notte, no, non ci lasceran;
grandi, le loro forze, che dovremo affrontare.
Ditemi, cavalieri, che mai vorreste fare?».
Per primo parlò Minaya, cavaliere da ammirare:
«Di Castiglia, la gentile, usciti siamo, sin qua,
55 se coi mori non lotteremo, non ci daranno pane.
Noi siamo ben seicento, o forse più, chissà.
Ma nel nome del Creatore, altro non v’è da fare:
andiamo ad attaccarli, domani il giorno sarà».
Disse il Campeador: «A mio gusto parlaste,
60 vi fate onore, Minaya, proprio come c’era da aspettare».
Tutti i mori, e le more, di fuori li fa cacciare,
che non sapesse nessuno queste sue pensate.
Il giorno e la notte si devono preparare,
l’indomani mattina il sole va a spuntare8,
65 armato sta il Cid con quanti egli ha.
Parlava il Cid, ve lo voglio narrare:
«Tutti usciamo fuori, nessuno stia qua,
eccetto due fanti soli, la porta a sorvegliare.
Se noi moriremo sul campo, nel castello penetreran;
70 se vinceremo la battaglia, ricchezza ci sarà.
A voi, Pedro Bermúdez, la mia insegna ecco qua:
i modi, i generi

coraggioso qual siete, la sosterrete, leale,


ma non spronate, no, con quella senza ch’io l’abbia a ordinare».
Al Cid baciò la mano, l’insegna va a afferrare.
75 Aprono le porte, ecco fuori van;
ciò videro le pattuglie dei mori, e al campo son già tornate.
Che ansia c’è tra i mori! Si corsero ad armare,
per il gran rombo dei tamburi la terra si vuol spaccare:
vedreste armarsi i mori, in fretta in schiera entrare.
80 Dalla parte dei mori due insegne hanno spiegate:
e fecero due schiere i soldati, tutti insieme (chi li potrà contare?).
Le schiere di quei mori avanti son scattate,
il Cid e tutti i suoi vogliono assaltare:
«Altolà, mie schiere, qui ferme ad aspettare:
85 nessuno esca dai ranghi, ma l’ordine aspettate!».

8. il sole va a spuntare: allo spuntar del sole.

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4. santi, eroi, cavalieri.
forme dell’epica medievale 11

Ma quel Pedro Bermúdez non si seppe frenare,


l’insegna stretta in mano cominciò di sprone a dare:
«V’aiuti il Signore, Cid, Campeador leale:
vo’9 a infilar la vostra insegna dentro a quella schiera grande.
90 Voi vassalli siete, e la dovrete onorare».
Disse il Campeador: «Non così, per carità!».
Rispose Pedro Bermúdez: «Ma così s’ha da fare!».
E spronò il suo cavallo, l’infilò nella schiera più grande:
lo aspettano i mori, l’insegna per strappare;
95 gli dan gran colpi, ma le armi sono salde.
Disse il Campeador: «Soccorso, per carità!».

TW9 Anonimo Cantare del Cid


35
Imbracciano lo scudo davanti al loro cuore
Abbassano la lancia insieme col pennone10
Inclinano la faccia giù giù fino all’arcione.
100 Van già all’attacco, ben saldo il loro cuore,
a grande voce chiama quel che degli astri ha il favore:
«Addosso cavalieri per amore del Creatore!
Io son Ruy Díaz, il Cid Campeador!».
Tutti assaltano la schiera dove sta Pedro Bermúdez,
105 trecento lance sono, ciascuna col pennone:
ciascuno ammazza un moro, già nella prima azione;
quando caricano di nuovo, altrettanti son.

36

i modi, i generi
Vedreste tante lance su e giù andare,
e tanti scudi forare e trapassare,
110 tanti usberghi spezzare, e smagliare11,
tanti pennoni bianchi uscire rossi di sangue,
tanti buoni cavalli senza padrone errare.
I mori chiaman: «Macometto12!», e i cristiani «Santiaghe!13».
Caddero morti, in sì breve spazio, mille e trecento fra i mori di già.

[La battaglia infuria cruenta, ma alla fine il Cid e i suoi uomini hanno la meglio e possono godere della
vittoria, spartendosi il ricco bottino conquistato.]

40
115 […] Tanti mori giacciono morti ben pochi vivi han lasciato;
ché, incalzando, senza tregua han battagliato.
Già tornano gli uomini di chi in buon’ora è nato.

9. vo’: vado. 11. smagliare: rompere le maglie (della corazza). 13. Santiaghe: San Giacomo.
10. pennone: asta a cui era attaccata la ban- 12. Macometto: Maometto.
diera, l’insegna.

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12 il medioevo

Andava il gran Cid sul suo forte cavallo,


la cuffia aggrinzata14, e di gran barba ornato!
120 Cappa15 sulle spalle, spada nella mano,
vide i suoi che si stan radunando:
«Grazie a Dio, quello che sta in alto,
giacché in tal battaglia abbiamo qui trionfato!».
Il campo moro, quelli del Cid, quindi hanno spogliato,
125 di scudi, e d’ogni arma e d’altri beni d’avanzo16;
appena giunti cavalli trovaron
moreschi (cinquecentodieci ne hanno).
Grande allegria v’è, in ogni cristiano,
solo quindici dei loro infine mancaron.
130 Oro, argento recan che non posson contarlo,
ché con questo bottino arricchito s’è già ogni cristiano.
Dentro nel castello, i mori, quelli hanno richiamato;
ordinò il Cid, qualcosa gli fosse dato.
Gran gioia ne ebbe il Cid, con ogni suo vassallo,
135 fece spartire il denaro e quei beni d’avanzo.
Cento cavalli al Cid di diritto han dato,
Dio, se ben pagò ogni suo vassallo,
sia chi è a cavallo ma anche chi è appiedato!
Ben lo dispone quel che in buon’ora è nato,
140 quanti egli guida, tutti ha ben pagato.
«Orsù, Minaya, siete il mio destro braccio:
di queste ricchezze, che il Signore ci ha dato,
a vostro gusto prendete, con la mano.
i modi, i generi

Mandarvi vorrei in Castiglia, col messaggio


145 della battaglia in cui abbiamo trionfato;
al re Alfonso – che con me è irato –
or trenta cavalli invierò in regalo,
tutti hanno la sella e ognuno è ben bardato,
ed una spada ad ogni arcione legando.»
150 Disse Minaya Álvar Fáñez: «Lo farò di buon grado».

41
«Ed eccovi qui gioie infinite,
un’uosa17 piena, d’ogni bene ricca;
a Santa María di Burgos dite messe mille,
quel che rimanesse, datelo a mia moglie e alle figlie:
155 preghino per me tutte le notti, ed ogni dì;
se io ancora vivo, saranno dame ricche».

(da Cantare del Cid, op. cit.)

14. la cuffia aggrinzata: la cuffia di maglia di ta» significa “piena di grinze”, cioè di pieghe. 16. d’avanzo: in più.
ferro che si portava sotto l’elmo; «aggrinza- 15. Cappa: mantello. 17. uosa: calzatura in pelle, usata come borsa.

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4. santi, eroi, cavalieri.
forme dell’epica medievale 13

LEGGIAMO INSIEME L’eroe della saggezza e della moderazione


■ Le virtù del Cid: eroismo e prudenza do il Cid si prepara ad affrontare i nemici per uscire dal-
Il brano riporta tre momenti diversi di un unico episo- la rocca assediata: mentre il Cid non ha fretta e ordina
dio, ossia la conquista di Alcocer da parte del Cid e dei ai suoi uomini di aspettare il momento migliore per an-
suoi uomini: il primo descrive la presa della rocca, il dare all’attacco, il suo braccio destro, Pedro Bermúdez,
secondo l’assedio dei Mori intenzionati a riprendersi non rispetta gli ordini ricevuti e si getta subito contro
la fortificazione e la conseguente battaglia, il terzo la le schiere nemiche, perché «così s’ha da fare» dice lui
fine dello scontro e il trionfo del Cid. In tutti e tre i casi stesso, perché il valore di un vero cavaliere si misu-
spicca l’eccezionalità del Cid, che però è molto diversa ra anche dalla sua incoscienza, non prevede indugi o
da quella degli altri eroi epici che abbiamo conosciuto esitazioni, sia pure “tattiche”. Al contrario, per il Cid
(Orlando e Sigfrido). La prima caratteristica anomala non c’è eroismo disgiunto dall’intelligenza del pericolo,
consiste nella perfetta fusione tra coraggio e astuzia, perché ciò che conta è il risultato e quindi la capacità di
tra valore militare e calcolo ponderato dei rischi e dei impegnare tutte le proprie forze (e tutti i propri mezzi)

TW9 Anonimo Cantare del Cid


vantaggi di ogni mossa: il Cid rifugge dall’atto di eroi- per avere la meglio sui nemici. Il rischio fine a se stesso
smo fine a se stesso e cerca sempre la maniera più è inutile, può solo mettere a repentaglio l’esito finale.
economica ed efficace per avere la meglio; analizza at-
tentamente la situazione da affrontare, riflette, elabora ■ Un cavaliere perfetto
i suoi piani e solo successivamente passa all’azione. Altrettanto significativo è il fatto che il Cid senta la ne-
Ciò è evidente soprattutto nel momento della conqui- cessità di consultare i suoi uomini e di condividere con
sta di Alcocer: invece di affrontare di petto il nemico, loro la responsabilità della decisione: mentre Orlando e
il Cid ricorre a uno stratagemma che si rivela vincente Sigfrido sono eroi solitari, il Cid stabilisce con i suoi uo-
– fa finta di abbandonare il campo e, quando i nemici mini un rapporto ben diverso, basato sulla condivisione
escono dalla rocca per lanciarsi al suo inseguimento, e sulla stima reciproca (tanto è vero che si getta subito
torna velocemente indietro ed entra con i suoi uomini in aiuto di Pedro Bermúdez, sebbene costui abbia di-
nel borgo abbandonato, invertendo così la situazione. sobbedito ai suoi ordini). La generosa distribuzione del
La stessa caratteristica emerge anche più avanti, quan- bottino dopo la vittoria sancisce e rafforza il legame tra

i modi, i generi

Locandina del
film El Cid di
Anthony Mann,
1961.

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14 il medioevo

il Cid e la sua «masnada»: il condottiero premia la fe- ha nulla a che vedere con lo spirito di crociata e con
deltà e il valore dimostrato dai soldati e li lega ancora di l’esaltazione della lotta contro gli infedeli: il Cid com-
più a sé con la sua generosità, beneficando non solo i batte sia contro i Mori, sia contro i cristiani, a volte si
cavalieri, ma anche i più umili (quelli che non potevano allea con gli uni, a volte con gli altri, a seconda delle
mantenere un cavallo e procedevano “appiedati”, cioè circostanze.
la fanteria semplice).
Se nei confronti dei suoi uomini il Cid si comporta ■ Lo stile epico del Cid
da signore ideale (benefici in cambio di fedeltà e di Come abbiamo già visto nel primo brano, la particolare
servigi militari), altrettanto corretto si dimostra nei struttura metrica del poema dà al racconto un anda-
confronti del suo re, sebbene costui lo abbia ingiu- mento molto scandito e ritmato, che sottolinea ancora
stamente esiliato, ricambiando slealtà con devozione di più la struttura paratattica (basata sulla giustapposi-
(gli invia in dono trenta cavalli riccamente bardati, zione di tante proposizioni principali, con poche secon-
ribadendo così – da parte sua – l’indissolubilità del darie): «imbracciano lo scudo / davanti al loro cuore //
legame di vassallaggio). A completare il quadro, il Cid abbassano la lancia / insieme col pennone // inclinano
non si dimentica né del suo signore celeste (al quale la faccia / giù giù fino all’arcione».
riserva un lauto omaggio), né della sua famiglia (de- Soprattutto nelle parti dedicate alla descrizione della
stinando alla moglie e alle figlie quanto rimane dei battaglia ci sono numerose ripetizioni enfatiche, che mi-
gioielli conquistati). Egli è il perfetto cavaliere feudale: rano ad amplificare il carattere solenne ed eroico dello
coraggioso, devoto, rispettoso dei vincoli pubblici e scontro: «vedreste tante lance … andare / e tanti scudi
privati. forare e trapassare / tanti usberghi spezzare e smaglia-
Tuttavia il Cid è anche un eroe individualista, che re / tanti pennoni bianchi / uscire rossi di sangue». Le
combatte in primo luogo per accrescere la sua fama cifre, come sempre, sono iperboliche, per sottolineare
e la sua ricchezza: per quanto egli sia sempre dispo- il valore e l’eroismo del Cid e dei suoi uomini: seicento
sto a condividere entrambe con i suoi sottoposti da cavalieri riescono ad avere la meglio su tremila Mori.
una parte e con il suo signore dall’altra, le battaglie Altrettanto caratteristico è l’uso di espressioni formulari
non sono compiute in nome del re o di Dio, ma sono in riferimento ai personaggi principali. Per quanto ri-
essenzialmente lo strumento di un’ascesa individuale. guarda il Cid, ad esempio, la formula ricorrente sottoli-
Di conseguenza anche lo scontro con i Mori assume nea il fatto che è nato sotto una buona stella: «quel che
connotazioni diverse rispetto al modello francese, non degli astri ha il favore»; «quel che in buon’ora è nato».
i modi, i generi

Attività
P e r ca pi r e 11. Nel brano sono presenti spesso riprese e ripetizio-
1. Qual è lo stratagemma adottato dal Cid per conqui- ni: prova a rintracciarne alcune.
stare Alcocer? 12. Riassumi e commenta la parte del brano dedicata
2. Che cosa decide il Cid, quando i Mori assediano alla battaglia tra Mori e cristiani.
Alcocer? 13. Il rapporto di fiducia e di solidarietà che esiste tra
3. Qual è il parere di Minaya? il Cid e i suoi uomini viene messo in luce più volte nel
corso del racconto: descrivilo facendo riferimento ai
4. A chi consegna la sua insegna il Cid? versi più significativi.
5. Perché Pedro Bermúdez non rispetta gli ordini? Che
cosa fa? E come reagisce il Cid?
Per sc rivere
6. Come termina lo scontro?
14. Dividi l’episodio in sequenze, assegnando a ognuna
7. Che cosa fa il Cid, dopo la vittoria? di esse un titolo esplicativo del contenuto.
8. Come si comporta nei confronti del re Alfonso?
9. In che occasione vengono citate la moglie e le figlie? V er s o l ’e s ame
15. Prima prova. B - Saggio breve
P e r a ppr o f o n d i r e Eroi epici a confronto: Orlando, Sigfrido e il Cid.
10. Scheda tutti gli epiteti riferiti al Cid: quali caratteri-
stiche del personaggio vengono messe in luce?

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4. santi, eroi, cavalieri.
forme dell’epica medievale 15

TESTO Anonimo
W10 L’oltraggio di Corpes e la reazione del Cid
Con questo brano ci spostiamo nel terzo cantare, incentrato sull’oltraggio subito dalle figlie
del Cid a opera dei mariti, gli infanti di Carrión. Siamo nel momento cruciale della vicenda:
gli infanti hanno organizzato un viaggio a Carrión, loro terra d’origine, con il pretesto di voler
mostrare alle spose le ricchezze e i beni di famiglia; in realtà meditano già di abbandonarle in
maniera ignominiosa, per vendicarsi del fatto di essere stati presi in giro per la loro vigliaccheria
(ma anche perché le figlie del Cid sono di rango nobiliare inferiore e la proposta di matrimonio
è stata dettata solo dall’interesse per la ricca dote delle due ragazze). Quando sono sufficiente-
mente distanti dalla corte del Cid, i due infanti con un pretesto liquidano gli uomini del seguito
e rimangono da soli con le due donne.

TW10 Anonimo Cantare del Cid


128
[…] Fecero caricar le bestie coi grandi beni che lì son,
levata hanno la tenda, (lì sostaron di notte);
avanti era già andato ogni servitore,
così comandarono gli infanti di Carrión,
5 che lì non restasse niuno, né uomini né donne,
soltanto le lor mogli, donna Elvira e donna Sol:
sollazzarsi voglion con quelle con gran soddisfazione.
Tutti eran partiti e quei quattro soli son,
grand’infamia hanno ordito quegli infanti di Carrión:
10 «Or ben sappiate, donna Elvira e donna Sol:
che qui voi sarete oltraggiate in questo fiero monte,
oggi partiremo e lasciate sarete da noi,

i modi, i generi

Statua di cavaliere
a cavallo,
xviii secolo
(Castilla y Leon,
monastero
di San Pedro
de Cardena).

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16 il medioevo

parte non avrete in terra di Carrión.


Andran queste notizie al Cid Campeador,
15 ci rifaremo per la faccenda del leone».
E lì gli levano il manto, e pure il pelliccione,
le lasciano nude, in camicia e camicione1.
Ma gli sproni ha già indossato ciascun traditore,
in mano prendon le cinghie, ognuna dura e forte.
20 Quando ciò videro le dame, parlava donna Sol:
«Don Diego e don Fernando, per Dio preghiamo voi!
Una spada ognuno ha, ch’è ben tagliente e forte,
l’una dicon Colada, e l’altra Tizón2:
tagliateci la testa, martirio avremo noi;
25 i mori e i cristiani ne faranno gran discussione:
non è – diran – per causa nostra se ciò sopportiam noi.
Un sì cattivo esempio non si faccia su di noi;
se saremo picchiate, grand’onta spetterà a voi,
ve lo rinfacceran le vistas o le cortes3».
30 Quanto chiedon le dame non giova loro, no,
allora cominciano a picchiarle lì gli infanti di Carrión,
con le cinghie, come sferze, le batton con vigore,
e con gli speroni aguzzi, ed esse ne han gran dolore,
sgraziarono camicie e carni a loro, che due son.
35 Chiaro ne usciva il sangue sopra il camicione,
già soffrono la pena forte nel loro cuore.
Qual ventura mai sarebbe (sì piacesse al Creatore!)
Se apparisse ora il Cid Campeador!
i modi, i generi

Tanto le batteron che senza forze esse son,


40 sangue hanno sulle camicie e su tutto il camicione.
Stanchi son già di colpire, quelli, che due son,
volendo provare chi darà il colpo migliore.
Più non possono parlare donna Elvira e donna Sol,
per morte le lasciaron lì nel querceto di Corpes.

129
45 Gli tolsero poi i manti, la preziosa pelliccia,
le lasciano smarrite con la tunica, in camicia,
e agli uccelli del bosco e alle fiere in balìa.
Per morte le lasciarono, nessuna ormai par viva.
Qual ventura sarebbe, se apparisse ora il Campeador!

1. gli levano … camicione: allusione agli indumenti tipici dell’epo- la pelliccia e il manto si portavano sopra tutto il resto.
ca: la camicia è l’indumento intimo che tutti portavano; il camicione 2. Colada e Tizón: com’era consuetudine dell’epoca, le spade degli
è la veste che veniva indossata sopra la camicia; il pelliccione era infanti hanno un loro nome proprio.
un vestito di varia foggia creato cucendo insieme diverse pellicce; 3. le vistas o le cortes: organi di giustizia nel regno di Castiglia.

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4. santi, eroi, cavalieri.
forme dell’epica medievale 17

130
50 E gli infanti di Carrión [………………]
dentro al querceto di Corpes per morte le lasciaron,
che l’una all’altra aiuto non dà.
Per i boschi avanzando, quelli s’andavan vantando:
«del nostro matrimonio vendetta abbiamo fatto:
55 non potevan esser nostre concubine, se non dopo averci pregato;
e, da legittime spose, non potevano starci in braccio.
L’infamia del leone così avremo lavato!».

[Gli infanti si allontanano, lasciando le due donne moribonde; ma, per disgrazia dei due, un nipote del

TW10 Anonimo Cantare del Cid


Cid si trova nei paraggi e sente i loro discorsi, cosicché, senza farsi vedere, accorre in aiuto delle due donne.
Grazie all’intervento imprevisto dell’uomo, le figlie del Cid scampano miracolosamente alla morte e ven-
gono poste in salvo. La notizia dell’accaduto arriva infine al Cid, che però, com’è suo costume, preferisce
ragionare piuttosto che agire d’impulso.]

131
[…] Vanno queste notizie a Valenza la maggiore,
e quando lo seppe, il gran Cid il Campeador,
60 per un bel pezzo pensò e ragionò,
alzò la sua mano, per la barba s’afferrò:
«Grazie a Cristo, che del mondo è signore,
ché tale onor m’han fatto gli infanti di Carrión!
E per questa barba che niuno4 mai rasò,
65 franca non la fanno gli infanti di Carrión,
che, le figlie, io ben le sposerò!»

i modi, i generi
Pesò al gran Cid e a tutta la sua corte,
e a Álvar Fáñez proprio con tutto il cuore.
Cavalcò Minaya con Pedro Bermúdez,
70 e Martín Antolínez, di Burgos uomo prode,
con duecento cavalieri come il Cid ordinò.

4. niuno: nessuno.

Edmond Geoffroy, Costume per il Cid


di Pierre Corneille, xix secolo, illustrazione
(Parigi, Comédie Française).

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18 il medioevo

Gli ordinò, con gran forza, che marciassero il giorno e la notte,


riportassero le figlie a Valenza la maggiore.
E non ritardano il comando del lor signore
75 […]
A chi in buon’ora è nato la notizia dan,
veloce cavalca, per riceverli parte,
giochi d’arme5 facendo per la gran gioia che ha.
Il Cid, le sue figlie, andava ad abbracciare,
80 baciando l’una e l’altra sorridente egli sta:
«Venite, o figlie, Dio vi salvi dal male!
Io accettai il matrimonio, e non osai replicare.
Piaccia al Creatore, che in cielo sta,
che vi possa un giorno vedere poi meglio accasate!
85 Dei generi di Carrión Dio m’abbia a vendicare!».
Baciarono la mano, le figlie a loro padre.
Facendo giochi d’armi, entrarono in città,
gran festa fece con quelle donna Jimena, la madre.
Quel che in buon’ora è nato non volle più tardare,
90 parlò con i suoi, discusse in disparte,
e il re Alfonso di Castiglia, lui volle informare.

(da Cantare del Cid, op. cit.)

5. giochi d’arme: tornei.


i modi, i generi

ver so l’esame Prima prova. A - Analisi del testo

1. C o mpr e ns i o n e 2. Anal i si
1.1 Perché gli infanti hanno mandato via tutti per resta- 2.1 Quali sono le ragioni addotte dagli infanti per giu-
re soli con le loro mogli? stificare il loro atto?
1.2 In che cosa consiste la «faccenda del leone» a cui 2.2 Descrivi il comportamento e il carattere dei perso-
si riferiscono? naggi principali che compaiono nel brano: gli infanti, le
1.3 Che cosa chiedono le due donne ai rispettivi mariti? due donne, il Cid.

1.4 Come rispondono gli infanti alle suppliche delle mo- 2.3 Analizza il brano proposto sottolineando riprese,
gli? ripetizioni, parallelismi ed espressioni formulari presenti.

1.5 In quali condizioni vengono abbandonate le due


donne? 3. In ter pre tazione com ple ss iva
e app rofondimen ti
1.6 Come reagisce il Cid nell’apprendere la notizia?
3.1 Disonore pubblico e disonore privato: il Cid alla pro-
1.7 In che modo vengono accolte le due donne quando
va della sventura.
arrivano a Valencia?
3.2 Sulla base dei brani letti, prova a mettere in luce le
1.8 Quali sono i propositi del Cid in merito al destino
caratteristiche specifiche dell’epica castigliana.
delle figlie?

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