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DE ORATORE II Struttura 1-11: Proemio 1-4: la cultura dissimulata di Crasso e di Antonio 5-6: lopinione di Cicerone (necessit di una vasta

a cultura generale per loratore) 7-9: la scrittura per la memoria, contro loblio 10-11: Cicerone non proporr a Quinto il solito rozzo manuale di retorica 12-28: inizio della seconda giornata; arrivo di Q. Lutazio Catulo e di C. Giulio Cesare Strabone; conversazione fra Crasso e i due nuovi ospiti 28-38: comincia il discorso di Antonio (loratoria si fonda pi sulla pratica che sulla teoria) 39-40: commenti di Catulo e Crasso sulla minore rigidit della posizione di Antonio rispetto al discorso del giorno precedente 41-50: Antonio- definizione dei tre generi del discorso (giudiziale, deliberativo, epidittico) 51-64: Antonio- rapporto fra oratoria e storiografia 52-61: excursus sulla storiografia 65-73: Antonio- conoscenza di alcuni grandi temi (quaestiones infinitae) da parte delloratore; difficolt del compito delloratore 74-76: Catulo- polemica contro i retori greci, che insegnano la retorica senza averne pratica; lepisodio di Annibale e Formione 77-84: Antonio riprende e rafforza la polemica nei confronti della teoria retorica e delle sue ripartizioni; la retorica non pu essere ridotta a sistema astratto 85-98: Antonio presenta il proprio modello di formazione delloratore 85-87: i requisiti essenziali 88-92: importanza di un modello da imitare 93-95: excursus sulla storia delloratoria greca 96-98: utilit dellesercizio di scrittura 99-113: Antonio sullinventio (inutilit degli esercizi delle scuole di retorica; necessit di studiare approfonditamente ciascuna causa giudiziaria; dottrina degli status causae) 114-120: Antonio- i tre mezzi di persuasione, obiettivo delloratore: probare, conciliare, movere 121-129: Antonio propone una distribuzione dei temi da trattare fra s e Crasso; scambio di battute fra Antonio, Crasso e Catulo 130-151: Antonio riprende la trattazione tecnica sullinventio (interrotta a 143-145 da uno scambio di battute con Catulo e Crasso) 152-161: dialogo fra Catulo e Antonio sui rapporti tra filosofia e retorica 162-177: Antonio riprende la trattazione tecnica sullinventio

178-181: Catulo chiede ad Antonio di passare alla trattazione della dispositio; Antonio risponde che prima bisogna parlare degli altri due obiettivi del discorso, conciliare e movere 182-184: Antonio- come ottenere il favore delluditorio (conciliare) 185-216: Antonio- come suscitare le emozioni delluditorio (movere); un esempio tratto dalla sua esperienza personale (il processo di Norbano) 216-234: Antonio- importanza dello scherzo e delle battute di spirito ai fini del movere; conversazione sul tema fra Antonio, Cesare, Sulpicio, Crasso 235-290: trattazione di Giulio Cesare Strabone sullumorismo (cosiddetto excursus de ridiculis) 290-295: Antonio commenta lesposizione di Cesare, riprende e conclude la trattazione sullinventio 295-306: sollecitato da Catulo e da Cesare, Antonio illustra alcune differenze fra s e Crasso 307-333: trattazione di Antonio sulla dispositio 307-314: la suddivisione del discorso 315-325: lesordio 326-330: la narratio 331-332: definizione della causa, prove, conclusione 333-340: Antonio- il discorso deliberativo 341-349: Antonio- il discorso epidittico 350-360: Antonio- la memoria 361-367: conclusione di Antonio; intervento di Catulo; invito di Antonio a Crasso a continuare lesposizione; scambio di battute fra Crasso, Catulo, Cesare, Sulpicio; sollecitazione finale di Cotta a Crasso perch parli dellornatus

DE ORATORE III Struttura 1-16: proemio (compianto per la morte di Crasso e degli altri personaggi del dialogo) 17-18: pomeriggio della seconda giornata; scambio di battute fra Cesare e Crasso 19-37: introduzione di Crasso, con una premessa teorica sullunit del tutto, quindi anche della cultura 37-55: Crasso comincia la trattazione sullelocutio (interrotta a 46-47 da scambio di battute fra Sulpicio e Crasso e a 51 da intervento di Antonio); le virtutes elocutionis (puritas e perspicuitas) 56-73: Crasso- lantica unit della sapientia e lavvenuta separazione fra filosofia e oratoria (con un excursus sulla storia della filosofia greca

74-90: Crasso sul suo rapporto con la cultura filosofica (a 82-83 e 90 scambio di battute con Catulo) 91-125: Crasso riprende la trattazione sullelocutio: lornatus; contro le scuole di retorica a Roma (riferimento alleditto del 92) 126-131: Catulo- lunit del sapere degli antichi oratori greci 132-143: discorso di Crasso sulla frammentazione del sapere a causa delle specializzazioni 144-147: interventi di Cotta, Cesare e Sulpicio sulla prima parte del discorso di Crasso 148-170: Crasso riprende la trattazione sullornatus; lornatus della parola (arcaismo, neologismo, metafora) 171-198: Crasso- lornatus del periodo: collocazione delle parole, ritmo, stile (a 187-190 scambio di battute fra Crasso, Antonio e Catulo sulle clausole ritmiche) 199-201: Crasso- i tre stili 202-212: Crasso conclude lesposizione sullelocutio: sintetica rassegna delle figure retoriche; necessit di variare lo stile a seconda dei contesti 213-227: Crasso- lactio (lesposizione si conclude con un esempio riguardante C. Gracco, che suscita a 225-226 gli interventi di Catulo e Cesare) 228-230: conclusione del discorso di Crasso; commento di Catulo, che nomina Q. Ortensio Ortalo; Crasso prevede un futuro di grande oratore per Ortensio