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PREMIO NAZIONALE DI POESIA

"CITTA' DI SANT'ANASTASIA"
XVIII EDIZIONE 2020

La Commissione Culturale della XVIII Edizione 2020


composta da
Rita Pacilio, Vanina Zaccaria, Giuseppe Vetromile,
Francesco Terracciano, Federica Giordano
ha istituito i seguenti Premi per sezioni

PREMIO ALLA CARRIERA


curato da Rita Pacilio, attribuito al Poeta
Piero Marelli

PREMIO OPERA PRIMA


curato da Vanina Zaccaria, attribuito al Poeta
Giovanni Ibello

PREMIO CAMPANIA
curato da Giuseppe Vetromile, attribuito al Poeta
Mariano Ciarletta

PREMIO LERMONTOV
curato da Francesco Terracciano, attribuito al Poeta
Julian Zhara

SEZIONE ESTERI - PREMIO ALLA CULTURA


Curato da Federica Giordano, attribuito allo studioso di storia della musica e tenore
Ian Bostridge
Premio
ALLA CARRIERA
a Piero Marelli

Piero Marelli si distingue tra i migliori poeti viventi, con rigore e autenticità di pensiero, per la
scrittura di eccezionale bellezza, per lo sguardo accurato sul mondo, per la narrazione della storia e
dei suoi miti, per la notevole bibliografia che arricchisce la letteratura italiana da più generazioni.
Piero Marelli è nato a Limbiate (Milano) e abita a Verano Brianza. Ha esercitato vari mestieri, fra cui
il linotipista. Autodidatta, ha saputo rapidamente conquistare una vasta conoscenza della tradizione
letteraria non soltanto italiana, approfondendo nel frattempo lo studio della critica e della filologia
romanza. La sua grande passione per il teatro lo ha condotto, dopo cinque anni di scuola di
recitazione, alla fondazione di una compagnia, il Teatro del Vento, che ha sviluppato la sua ricerca
prevalentemente nell’area della gestualità. Ha pubblicato numerosi volumi per Vanni Scheiwiller,
LietoColle e, per le edizioni La Vita Felice, ’l me bum temp (1995), La pietra serena (2001), Cantàda
di cantàd (2002), Bernart De Ventadorn, La Dousa Votz ai Auzida (La dolce voce ho ascoltato)
(2008), Come il ramo di biancospino. Antologia della poesia provenzale (2009), Corale delle
Dolomiti e Jaufré Rudel, Amor de terra lonhdana (Amur de paes luntan) (2012), Guilhèm de Peitieus,
Pos vezem de novel florir (Perché adess védum amò retacà) (2015).

A cura di Rita Pacilio

Rita Pacilio (Benevento 1963) è poeta, scrittrice, sociologa, mediatrice familiare, si occupa di poesia, di critica
letteraria, di metateatro, di saggistica, di letteratura per l’infanzia e di vocal jazz. Direttrice del marchio Editoriale RPlibri è Presidente
dell’Associazione Arte e Saperi. Ha ideato e coordina il Festival della Poesia nella Cortesia di San Giorgio del Sannio.
Sue recenti pubblicazioni di poesia: Gli imperfetti sono gente bizzarra, Quel grido raggrumato, Il suono per obbedienza, Prima di andare, Al polso
porto catene, La venatura della viola. Per la narrativa: Non camminare scalzo, L’amore casomai.
Pubblicazioni di letteratura per l’infanzia: La principessa con i baffi, Cantami una filastrocca, La favola dell’Abete, La vecchina brutta e cattiva.
È stata tradotta in greco, in romeno, in francese, in arabo, in inglese, in spagnolo, in catalano, in georgiano, in napoletano.
Premio
OPERA PRIMA
a Giovanni Ibello

La scelta di premiare il lavoro poetico di Giovanni Ibello, in particolare l’opera prima Turbative
siderali, nasce dalla constatazione dell’importante contributo che l’opera offre nell’ambito dello
scenario poetico contemporaneo; il linguaggio di Ibello traduce e innova i canoni classici,
affermandosi come codice nuovo e dirompente, in grado di generare un’ attualissima epifania della
lingua e di porsi, dunque, come elemento ispiratore del futuro.
Giovanni Ibello (Napoli, 1989) vive e lavora tra Napoli e Lucca come avvocato. Si occupa di privacy
e diritto informatico. Nel 2017 pubblica il suo primo libro, Turbative Siderali (Terra d’Ulivi edizioni,
con una postfazione di Francesco Tomada). Nello stesso anno l’opera vince il “Premio internazionale
di letteratura Città di Como” come Opera Prima, risulta finalista al “Premio Ponte di Legno Poesia”,
al “Premio Poesia Città di Fiumicino” (come Opera Prima) e al “Premio Camaiore Proposta – Vittorio
Grotti”. Il lavoro è stato recensito su diverse riviste letterarie e lit-blog italiani. È redattore della
rivista «Atelier» (sezione online) e collabora con il blog di poesia della Rai di Luigia Sorrentino. I
suoi versi sono stati tradotti in sei lingue tra riviste, blog e volumi antologici di poeti italiani
all’estero. Nel 2018 vince il “Premio Poesia Città di Fiumicino” per la sezione “opera inedita” con il
poemetto Dialoghi con Amin. Il poemetto è stato tradotto e pubblicato in Russia nella collana
“Contemporary italian poetry” diretta da Paolo Galvagni per l’editore Igor Ulangin.

A cura di Vanina Zaccaria

Vanina Zaccaria (Napoli 1982). La sua attività si è costantemente divisa tra il percorso artistico-letterario e
l’impegno nel campo della ricerca storico-sociale. Attualmente è presiedente della Fondazione Lermontov per la quale ha curato l’allestimento del
Premio Internazionale Lermontov e la divulgazione dei volumi della Biblioteca Lermontov. Ha collaborato con il giornale in lingua italiana e russa
“Sussurri e Grida”, curando rubriche di letteratura e geopolitica. Studiosa della cultura ellenica, ha collaborato con la Comunità Ellenica di Napoli e
Campania per la discussione e divulgazione di saggi storico-politici; attualmente cura, assieme alla corrispondente da Atene Sofia Skleida, la rubrica
“La rivelazione greca” per la rivista di cultura poetica e letteraria Menabò (Terra d’Ulivi edizioni). In ambito artistico si è dedicata al teatro, sia
portando in scena spettacoli come attrice, sia collaborando come direttore artistico per associazioni culturali ed Enti attivi sul territorio. In ambito
letterario si segnalano: la pubblicazione di poesie per le antologie poetiche Ifigenia siamo noi (Scuderi Editrice, 2014) e Mare Nostro quotidiano
(Scuderi Editrice, 2018); la partecipazione come membro della giuria per la sezione speciale “autori esteri” del Concorso Nazionale di poesia Città do
Sant’Anastasia nel 2013, 2018 e 2108. Nel 2020 esce l’opera prima Non si muore di notte, raccolta poetica edita da RPlibri.
Premio
CAMPANIA
a Mariano Ciarletta

La scelta di attribuire il Premio Campania al Poeta Mariano Ciarletta di Mercato San Severino, è
motivata da un'attenta verifica del suo accelerato progredire, e con grande merito, nell'ambito poetico
nazionale, dopo aver sperimentato con successo anche la narrativa e la saggistica.
Mariano Ciarletta, nato nel 1992, è dottore in gestione e conservazione del patrimonio archivistico e
librario, titolo conseguito all’Università degli studi di Salerno. Entra nel mondo della scrittura con una
trilogia noir auto-prodotta con Youcanprint nel 2014 (Rami nel buio; L’esorcismo di Amanzio
Evenshire e Ai bordi dell’abisso). Con Ai bordi dell’abisso ottiene un award dalla Costantinian
University e vince, per la categoria romanzo, il premio letterario nazionale “Galiani Ricciardelli”.
Nello stesso anno passa rapidamente alla lettura e allo studio della poesia a cui si appassiona giorno
dopo giorno. Dall’osservazione quotidiana di ciò che circonda l’autore, nascono le raccolte poetiche:
La foresta delle rose scarlatte (Edizioni Plectica); Sentire (Edizioni Pagine). Nel 2015 pubblica con
Aracne Tra miti e silenzi. Con questa raccolta vince il premio letterario “Taverna dei Briganti” di
Salerno. L’ultimo volume, editato dalla casa editrice La Vita Felice, è Il vento torna sempre. Inoltre,
alcune sue poesie inedite sono state pubblicate su varie riviste online e cartacee.

A cura di Giuseppe Vetromile

Giuseppe Vetromile (Napoli 1949). E’ vincitore di numerosi e importanti concorsi letterari nazionali. Ha
pubblicato diversi testi di poesia, tra i quali: Cantico del possibile approdo (Scuderi, 2005); Inventari apocrifi(Bastogi, 2009); Ritratti in
lavorazione(Edizioni del Calatino, 2011); Percorsi alternativi (Marcus Edizioni, 2013); Congiunzioni e rimarginature (Scuderi, 2015); Il lato basso del
quadrato (La Vita Felice, 2017); Proprietà dell’attesa (RPlibri, 2020). Ha poi pubblicato la raccolta di racconti Il signor Attilio Cindramo e altri
perdenti (Kairos, 2010). Ha curato le antologie: Attraverso la città (Scuderi, 2011); Percezioni dell’invisibile (L’Arca Felice Edizioni, 2013); Ifigenia
siamo noi (Scuderi, 2014); Mare nostro quotidiano (Scuderi, 2018). E’ membro di giuria in molti concorsi letterari di rilevanza nazionale ed è il
responsabile del Circolo Letterario Anastasiano; è l’ideatore e l’organizzatore del Concorso Nazionale di poesia “Città di Sant’Anastasia”, di cui si
sono svolte finora 17 edizioni.
Premio
LERMONTOV
a Julian Zhara

Il Premio Lermontov viene attribuito a quelle personalità che, in campo poetico, si sono distinte per
una speciale capacità di commistione e sintesi tra linguaggi e culture, pervenendo a nuovi e originali
criteri artistici. La poesia di Julian Zhara è il canto del luogo da cui fuggiamo, del vuoto che diventa
ogni altro luogo, intuizione dell’astratto, narrazione del possibile. La contaminazione dei generi, la
lingua antica degli antenati e quella moderna, il suono misterioso della voce degli uomini ancora non
nati, definiscono il dettato del tempo nuovo in tutte le sue declinazioni. L’Albania come patria che
ciascuno perde, Venezia come città che ciascuno sceglie rinunciando alle proprie radici, il solo modo
per parlare ad ogni tempo a partire dalla propria ferita.
Julian Zhara, poeta, performer, organizzatore di eventi culturali, è nato a Durazzo (Albania) nel 1986.
Si trasferisce in Italia nel 1999. Ha all’attivo due pubblicazioni, In apnea (Granviale, 2009) e Vera
deve morire (pubblicata da Interlinea sulla collana Lyra giovani a cura di Franco Buffoni nel 2018).
Dal 2012 lavora col compositore Ilich Molin. Nel 2014 partecipa con un progetto di spoken music a
Generation Y, evento sulla poesia ultima, a cura di Ivan Schiavone, al MAXXI. Sempre con lo stesso
progetto, è presente all’omonimo documentario andato in onda su Rai 5. Cura assieme a Blare Out, il
festival di poesia orale e musica digitale Andata e Ritorno.
Nel 2016 gli viene assegnata una menzione speciale al “Premio Internazionale di Poesia Alfonso
Gatto”. Il suo nome e un suo testo (Elefante bianco) è citato da Paolo Giovannetti nel saggio La
poesia italiana degli anni Duemila (Carrocci, 2017). Vive lavora e scrive a Venezia.

A cura di Francesco Terracciano

Francesco Terracciano (Napoli 1967). È laureato in Economia e Commercio. La letteratura, contrappunto alla
formazione universitaria e professionale, è costantemente al centro dei suoi interessi: lo studio della poesia europea – del modello italiano, inglese e
francese così come delle significative testimonianze russe del Novecento – ha motivato la sua partecipazione a diverse iniziative, mantenendo vivo il
contatto con una realtà complessa e in continua evoluzione. Numerose le sue collaborazioni con riviste letterarie e le partecipazioni a progetti
editoriali, rassegne e seminari. Suoi testi sono stati tradotti in lingua romena e pubblicati sulla rivista di cultura poetica “Poezia”; in lingua inglese, i
suoi lavori sono stati presentati in manifestazioni patrocinate dalla Dante Alighieri di Copenhagen. Nel 2018 una sua poesia è risultata vincitrice al
Concorso Nazionale di Poesia “Città di Sant’Anastasia XVI Edizione”.
Sezione Esteri
PREMIO ALLA CULTURA
a Ian Bostridge

Il Premio a Ian Bostridge intende riconoscere il valore di una testimonianza unica nel campo sia della
poesia che della musica.
Ian Bostridge, studioso di storia della musica e tenore, è uno dei massimi interpreti di Lieder dei
nostri giorni. È stato Humanities Professor of Music a Oxford e ha alle sue spalle studi storici e
filosofici. Il libro Viaggio d’inverno di Schubert. Anatomia di un’ossessione (Il Saggiatore, 2015) è
un’esplorazione profonda dell’animo dell’uomo, uno studio appassionato sui diversi livelli di azione
di un testo poetico semplice e allo stesso tempo estremamente complesso. Con la forza calda
dell’interprete, Bostridge analizza metodicamente i brani, sia dal punto di vista letterario che
interpretativo, regalando al lettore l’emozione di uno “sguardo vivo” sull’opera stessa.
Di questo interprete, si intende premiare in particolare la perfetta temperatura, sempre sapientemente
conseguita sia come scrittore che come interprete, tra le energie sentimentali e il rigore del metodo.

A cura di Federica Giordano

Federica Giordano (Napoli 1989). Si è laureata con 110 e lode in letteratura tedesca. Cura per
“Poesia” un servizio sulla raccolta Porcellana – Poema sulla distruzione della mia città di Durs Grünbein con un’ampia sezione di testi in traduzione.
Ha curato la sottotitolazione dei lungometraggi di Cynthia Bett: Cycling the frame e The invisible frame, presentati nell’ambito delle rassegne
cinematografiche del Goethe-Institut di Napoli. Una selezione di sue poesie inedite esce nel numero di novembre 2016 di “Poesia”. Si occupa di
critica letteraria e collabora a varie riviste italiane tra le quali “Nuovi argomenti” e “Poesia” di Crocetti. La sua raccolta di versi Utopia fuggiasca
(Marco Saya Editore, 2016) ha vinto il Premio italo-russo Bella Achamadulina (2017), sezione “Tonino Guerra”; nel 2019 pubblica La luna è un osso
secco (Marco Saya Editore), finalista al Premio Nazionale Frascati Poesia Antonio Seccareccia 2019.