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SFUMATURE. POESIA ITALIANIA DEI NOSTRI TEMPI.

Patrizzia Cavalli (Todi, 1947) e Maurizio Cucchi (Milano, 1945) appartengono a una stessa generazione letteraria. I due poeti mettono enfasi sulle diverse categorie dela esperienza; come il registro puntuale del mondo caotico, attraverso il soggetto con uso del linguaggio. Usano, anche un discorso del io, con il cui, osservando i loro sentimenti e prendono lo straordinario dogni giorno. I suoi versi sonno una forma di testimoniare la minore presenza, una fragilit. Il testimonio lo fanno in forma di diario, come autobiografia. Allo stesso modo, c la ricerca duna identit situata nel tempo e negli oggetti. In questa prima parte de la sezione di poesia vi presentiamo questi poeti ed aspettiamo che le loro parole vi siano piacevoli.

Alcuni punti introduttivi. - A conseguenza della prima meta del secolo XX (dopo le guerre), negli anni 60 i poeti italiani mettono enfasi su le diverse categorie dell esperienza; come il registro puntuale del mondo caotico, attaverso il soggetto con uso del linguaggio. - Sorgono i poeti di avanguardia e di neoavanguardia, come iI " Grupo 63". - Usano un discorso dell io, con quello si reconstruiscono le basi, osservando i loro sentimenti e prendendo lo straordinario di ogni giorno. Forma di testimoniare la minore presenza, una fragilit. Il testimonio lo fanno in forma di diario, come autobiologia (si riferisce a parlare della vita propria, senso etimologico). Essempi sono Giovanni Giudici e Patrizia Cavalli. Anche c la ricerca di unindentit situata nel tempo e negli oggetti che fa Maurizio Cucchi. - Montale e Saba, fanno della poesia il testimonio integrale della vita umana. Altri della stessa corrente sono Ungaretti e Valerio Magrelli. Il simbolismo, lorfismo, lautentico, il testimonio storico e esistenzialista, segnano questa poesia. - Con Pier Paolo Passolini, c il desiderio di presenza, tra l ingenuit, la spontaneit e la ferocia felice. Far testimonio quando non si pu intervenire. Caproni e Bertolucc i credono su la verit misteriosa, che tira e fugge, che nasconde e mostra, che provoca e da sollievo. - Questo periodo nella poesia italiana ha una persistenza, per diventare il paese, una identit plurale ( far unidentit italiana). Con i movimenti segreti del io.

Maurizo Cucchi. Maurizio Cucchi nato a Milano, dove vive, il 20 settembre 1945. consulente editoriale e pubblicista. Collabora attualmente al quotidiano "La Stampa". Ha pubblicato, tra gli altri, questi libri di poesia: Il disperso (Mondadori 1976 e Guanda 1994), Le meraviglie dell'acqua (Mondadori 1980), Glenn (San Marco dei Giustiniani 1982. Premio Viareggio 1983), Donna del gioco (comprendente anche Glenn, Mondadori 1987), Poesia della fonte (Mondadori 1993. Premio Montale), L 'ultimo viaggio di Glenn (Mondadori 1999). Ha inoltre curato un'antologia di Poeti dell'Ottocento (Garzanti 1978), il Dizionario della poesia italiana (Mondadori 1983 e 1990), e , con Stefano Giovanardi, l'antologia Poeti italiani del secondo Novecento (Mondadori 1996). Ha diretto per due anni la

rivista "Poesia" (1989-1991), ha tradotto dal francese opere di vari autori tra cui Stendhal, Flaubert, Lamartine, Villiers-de-I'Isle Adam. Con Il Disperso Cucchi tocca i livelli pi intensi. Fa un salto di originalit nelle matrici letterarie, con il espressionismo immerso nelle allucinazioni nei dialoghi dei linguaggio locale. Il disperso un titolo che potrebbe comprendere tutte mie poesie, anche quelle degli altri libri o future, chiss. Cos l'ha detto Cucchi. Le poesie contenute ne "Il disperso" sono state scritte dal 1971 al 1975. Storie di s e di altri, di familiari e di estranei, di solitudine e di alienazione piccoloborghese, i versi di Cucchi danno vita alle numerose voci che si alternano sulla scena: il poeta narrante, vari personaggi, i testimoni oculari, i testimoni reticenti. Elencati come un vero romanzo milanese. Con il soggetto, un Io, prossimo alla dissoluzione, che da i testimoni di un incidente, di una vita, una totalit di concentrazione universale. Libretto personale. 1 Visto da fuori pi somigliante a un carcere. Per lo meno accantonati Sgradevoli pensieri di compiti, interrogazioni, sbirciate sul registro. (Macchie d inchiostro sul quaderno. Una puntura, quasi, uno stringersi- una fitta? L emozione?gi; in basso.) Nuove didascalie, leggende Per un immaginario album personale; lo scorrere del film, lo sfogliarsi delle pagine... : adesso vai avanti lungo il porticato. Poi dal cortile scorgi l altoparlante, i finestroni, la porticina d ingresso alla cappella. Mettiti in fila per due, ai primi posti. L atrio; su per lampia scalinata buoia, lenta, interminabile. 2 Il magazzino, le matassine colorate. Schede scarabocchiate. Quotidiana, mattutina esplorazione tra le lavoranti. ............ ............ . . . . . . . . . . . . E vedo che cominciava a prender corpo nel silenzio quel languore dei tre giorni (su banchi di legno altissime reviste, libriccioni,

pubbicazioni religiose. Assiduo il sorvegliare petulante il nasso sulle pagine sottoli sottoli del breviario delle vesti nere). ............ ............ Fame, gi quasi, lo sgranocchiare del rosario in gruppo, la via crucis del tramonto, cantilenata, i compagni distratti, sparpagliati. Poi correre, giocare. (Salto i gradini due per volta, messo in fuga, fatto correre dal suoccero a ombrellate su gi per i tornanti, illuminati a giorno, solitamente tetri, ora deserti, dei soliti scaloni.) (Ancora i denti protagonisti? sbriciolati, come polvere nel mangiare. O con tenaglie a strapparmi il piombo dellotturazione.) 3 come riassumere, rivedere... Cos, bene o male, duplicato, anche mi mangio... Dopo la fuga, a vuoto, effimere consolazioni Le tenerezze riservate al gatto, il poltrona, laiuto di pornogiornali, la tv... Tocco fatale alla benedizione. Incenso profumato, fumo, cantare (o sacrum convivium), buio, vibrazioni dorgano dietro laltare (tantum ergo) a gran voce nei bianchi sulle ginocchia peste, lansia, ormai spossato, uscendo (o salutaris hostia) quel vuoto, da svenire, in processione, propio allo stomaco. 4 Allultimo colpo di fischietto, fuori della cappella sul porticato opposto le ceste coi famigli: di qui col pane, le brioches; di l col cioccolato, le mermellatine.
Le poesie di Patrizia Cavalli

Patrizia Cavalli nata a Todi, Umbria, nel 1947. Ha studiato Filosofia a Roma e si laureata con una tesi sullestetica della musica. Lei una poetessa prolifica, da quando ha cominciato a pubblicare per Einaudi, sono riusciti questi libri: Le mie poesie non cambieranno il mondo (1974). Il cielo (1981). Poesie 1974-1992. (1992). L'io singolare proprio mio (1999). Sempre aperto teatro (1999). Con questo libro ha vinto il Premio Letterario Viareggio-Repaci. Pigre divinit e pigra sorte (2006).

Adesso, Cavalli si affermata come la pi significativa poetessa italiana, anche stata tradotta a lo spagnolo per Fabio Morbito, scrittore messicano italiano. Le sue poesie parlano di fatti quotidiani: lamore e la sua mancanza, la lotta contro il tempo, i sentimenti diversi e antagonistico, ecc. La semplicit delle parole armonica con la cadenza del ritmo dei versi.

Questi intellettuali hanno detto delle sue poesie le seguenti opinioni: Leggiadria, armonia ritmica, eleganza senza nessuna ricerca deffetto sono caratteristiche essenziali del corpo sonoro di queste poesie, la cui semplicit si armonizza in modo singolare con la musicalit della lingua italiana(Jan Volker Rhnert). Il lettore simmagina sospeso in aria in una corrente di vocali chiare, assonanze, rime e sfumature sfuggevoli. I versi si strutturano sulla forza del discorso delle singole parole e della loro obiezione. (Dorothea von Trne)

Insomma, possiamo osservare che la poetessa una grande scrittrice e offre una possibilit per conoscere la poesia contemporanea del Italia.

Anche quando sembra che la giornata sia passata come un'ala di rondine, come una manciata di polvere gettata e che non possibile raccogliere e la descrizione il racconto non trovano necessit n ascolto, c' sempre una parola una paroletta da dire magari per dire che non c' niente da dire.

da Le mie poesie non cambieranno il mondo (1974)

L'io singolare proprio mio Eri cos vicina Se ora tu bussassi alla mia porta Tu te ne vai e mentre te ne vai Avevo un corpo bugiardo e compiacente Come alle tante mie calzette Ormai sicuro, il mondo non esiste Io per guarirmi dei miei noiosi amori Io scientificamente mi domando Era alla luce terribilmente sabato Con la sua grande alberatura il sogno Meglio morire leggeri Tutti i miei sensi raccolti in uno . da ''Poesie (1974-1992)'', Einaudi, 1992

Ma voi siete cristiani ? Allora siate cristiani. La sera si potrebbe. per questo potere che la vita, questo ritardo. Questi mazzi di fiori non portati, poi in un sol colpo in morte consegnati. Quanti fiori!

Eppure si potrebbe. Uscire, varcare, raggiungere.

Da Sempre aperto teatro (1999)

Secondo numero.
Giuseppe Ungaretti. (Alejandria, 1888- Milano, 1970). Nacque in Egitto, figlio di genitori italiani. 1912 and in Parigi per far gli studi universitari (che mai fini), l assist alle lezioni del filosofo Henri Bergson, anche conobbe a molte artiste: Apollinaire, Picasso, Palazzeschi, Papini, Marinetti, Modigliani, Boccioni, tra altri. 1914 and in Italia per arruolarsi come voluntario nella Prima Guerra Mondiale. Dal 1918 al 1921 abit unaltra volta a Parigi, lavor nella ambasciata italiana al stesso tempo che scriveva corrispondenza per il giornale di Mussolini, Il popolo dItalia. In Francia si spos con Jean Dupoix, con la cui si traslocarano a Roma, dove consegu un posto nel Ministerio degli Esteri. Mentre tanto si affiliato al Partito Fascista, Mussolini scrisse le introduzioni dei suoi primi libri de poesia. In 1931 cominci a viaggiare come corrispondente de un altro giornale italiano. In 1936 impart Letterattura Italiana alla Universit di Sao Paulo, dove rimase fino al 1942. In 1939 suo figlio Antonietto mor. Di ritorno in Italia se le concesse la lezione de Letteratura Italiana Contemporanea alla Universit di Roma. Prosegu viaggiando dittando conferenze e participando in letture poetiche. Fino alla sua vecchiaia. Qualcune dei suoi libri di poesia: Il porto sepolto, 1916. Allegria dell naufragi, 1919. Sentimento del tempo, 1933. Il dolore, 1947. La terra promessa, 1950. Un grido e paesaggi, 1952. Il taccuino del vecchio, 1960.

Anche tradusse a poeti francese, inglese, russi e spagnoli.

IL PORTO SEPOLTO

IN MEMORIA Locvizza il 30 settembre 1910 Si chiamava Mohamed Sceab

Discendente di emiri di nomadi suicida perch non aveva pi Patria

Am la Francia e mut nome

Fu Marcel ma non era Francese e non sapeva pi vivere nella tenda dei suoi dove si ascolta la cantinela del Corano gustando un caff E non sapeva sciogliere il canto

del suo abbandono

Lho accompagnato insieme alla padrona dellalbergo dove abitavamo a Parigi dal numero 5 della rue des Carmes appasito vicolo in discesa

Riposa nel camposanto dIvry sobborgo che pare sempre in una giornata di una decomposta fiera

E forse io solo so ancora che visse

STASERA Versa il 22 maggio 1916 Balaustrata di brezza Per appoggiare stasera La mia malinconia

ULTIME
(Milano, 1914- 1915)

TAPPETO Ogni colore si espande e si adagia negli altri colori

Per essere pi solo se lo guardi

NAUFRAGI

SOLITUDINE Santa Maria La Longa il 26 gennaio 1917 Ma le mie urla feriscono come fulmini la campana fioca

del cielo

Sprofondano Impaurite

TRANSFIGURAZIONE Versa il 16 febbraio 1917 Sto addossato a un tumulo di fieno bronzato

Un acre spasimo scoppia e brulica dai solchi grassi

Ben nato mi sento di gente di terra

Mi sento negli occhi attenti alle fasi del cielo delluomo rugato come la scorza dei gelsi che pota

Mi sento nei visi infantili

come un frutto rosato rovente fra gli alberi spogli

Come una nuvola mi filtro nel sole

Mi sento diffuso in un bacio che mi consuma e mi calma

GIROVAGO

SI PORTA Roma fine marzo 1918 Si porta linfinita stanchezza dello sforzo occulto di questo principio che ogni anno scatena la terra