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LA SCAPIGLIATURA

Movimento letterario sorto in Italia subito dopo lUnit, che rappresenta un


primo tentativo di mettere in pratica atteggiamenti e comportamenti delle
avanguardie europee; esso esprime pi uno stato danimo di protesta che una
poetica organica e coerente.
Caratteristiche principali:
1) il ribellismo giovanile, che si traduce in forme di vita sregolata e
maledetta;
2) la protesta antiborghese e anticonformistica;
3) lidentificazione del lettore come un nemico (Praga) e del mercato
come insidia e una
minaccia per larte;
4) il rifiuto della tradizione, rappresentata per loro soprattutto da Manzoni e
dal manzonismo;
5) linterartisticit, cio la tendenza a coniugare fra loro arti diverse e
soprattutto la letteratura, la musica e la pittura.
La Scapigliatura nacque allinizio degli anni Sessanta a Milano e si diffuse, a
partire dal 1863, anche a Torino. Fior fra il 1860 e il 1875 circa.
Il nome deriva da Cletto Arrighi (pseudonimo di Carlo Righetti), che nel 1862
pubblic un romanzo intitolato La Scapigliatura e il 6 febbraio. Un dramma di
famiglia dedicato a una rivolta mazziniana avvenuta a Milano nel 1853. Il
termine scapigliatura equivale al francese Bohme (propriamente, boemo o
zingaro), che indica la vita sregolata e anticonformista dei giovani artisti
poveri.
I principali esponenti furono:
- a Milano: Emilio Praga, i fratelli Arrigo e Camillo Boito, Iginio Ugo Tarchetti,
Carlo Dossi
- in Piemonte: Giovanni Faldella, Giovanni Camerana, Achille Giovanni Cagna.
Gli scapigliati sono i primi ad avvertire tutto il disagio della caduta
dellaureola e la nuova condizione di emarginazione o addirittura di inutilit
della letteratura. Non accettano il manzonismo dominante e scelgono invece
uno stile sperimentale, espressionistico, grottesco, aperto al confronto con il
dialetto, e una tematica spesso bizzarra e stravagante.
TEMI delle loro opere: gli scapigliati oscillano fra motivi, come il senso del
mistero e lignoto, ripresi poi dal Decadentismo, e motivi realistici (la corruzione
della vita moderna, la mancanza di ideali, la folla cittadina, il lavoro dei campi),
ripresi poi dal Verismo.

Preludio di E. Praga: una dichiarazione di poetica.


Noi siamo i figli dei padri ammalati:
aquile al tempo di mutar le piume,
svolazziam muti, attoniti, affamati,
sull'agonia di un nume.

Noi siamo gli eredi della generazione dei romantici (padri ammalati, ammalata
perch la generazione romantica in crisi di valori, combattuta tra realt e idealit);
aquile nel periodo della muta (quando sono incerte tra il desiderio e il timore di
spiccare il volo), voliamo (svolazziam, suggerisce l'idea di un movimento privo di
meta precisa) senza meta, stupiti, affamati, sul declino di un nume (alcuni
sostengono voglia riferirsi a Manzoni, altri a Dio).

Nebbia remota lo splendor dell'arca,


e gi all'idolo d'or torna l'umano,
e dal vertice sacro il patriarca
s'attende invano;

Larca (dove Mos ripose le tavole della legge) lontana (nebbia remota), luomo
sta tornando a adorare il vitello doro (idolo dor il denaro), e invano si attende
il ritorno di Mos (il patriarca) dalla cima del monte Sinai (vertice sacro)
[metafora che attraverso i riferimenti alla storia ebraica vuole significare
l'allontanamento dell'uomo dai valori religiosi e dalle certezze di salvezza di un
tempo];

s'attende invano dalla musa bianca


che abit venti secoli il Calvario,
e invan l'esausta vergine s'abbranca
ai lembi del Sudario.
Casto poeta che l 'Italia adora,
vegliardo in sante visioni assorto,
tu puoi morir!... Degli antecristi
l'ora!
Cristo rimorto !

O nemico lettor, canto la Noia,


l'eredit del dubbio e dell'ignoto,
il tuo re, il tuo pontefice, il tuo boia, il
tuo cielo,e il tuo loto !

Canto litane di martire e d'empio;


canto gli amori dei sette peccati
che mi stanno nel cor, come in un
tempio inginocchiati.
Canto le ebbrezze dei bagni d'azzurro,
e l'Ideale che annega nel fango...
Non irrider, fratello, al mio sussurro,
se qualche volta piango :
giacch pi del mio pallido demone,
odio il minio e la maschera al pensiero,

Viene atteso invano dalla poesia cristiana (musa bianca), e invano la vergine
ormai stanca (esausta), che per venti secoli si ispir ai valori religiosi
(abit...Calvario), si aggrappa al lenzuolo in cui fu avvolto Cristo morto
(Sudario).
Manzoni (casto poeta, casto sia per la purezza dei suoi personaggi femminili, sia
per la semplicit del costume di vita personale) che lItalia adora, autorevole
(vegliardo) e profondamente intento nei suoi religiosi pensieri (in sante visioni
assorto), puoi anche morire, cos come Cristo morto di nuovo (Cristo
rimorto ! - annuncio che toglie ogni speranza di salvezza), giunta lora degli
avversari del cristianesimo (degli antecristi lora, allude ai poeti ribelli
scapigliati).
O nemico lettor (il lettore definito nemico perch l'autore lo sente ostile alla
poesia degli Scapigliati), io canto la Noia [tematica baudelairiana], che il prodotto
della perdita di ogni fede e certezza, che domina e tormenta (che : il tuo re, il tuo
pontefice, il tuo boia), la noia il tuo cielo e il tuo fango (loto, ovvero la noia
allo stesso tempo il protendersi verso l'ideale ma anche degradazione e
abbruttimento).
Canto le litanie (litane) del martire (perch tormentato dal bisogno di ideale) ma
anche dell'empio (perch nega e bestemmia ogni fede positiva), canto i sette peccati
capitali che stanno nel cuore del poeta, inginocchiati come in un tempio.
Canto le sensazioni intense dellimmergersi dellimmaginazione nel cielo (che
rappresenta l'ideale) e i loro miseri cedimenti
Non disprezzarmi, fratello ( sempre riferito al lettore, la cui considerazione oscilla
tra i due opposti poli del nemico e del fratello), se qualche volta sommessamente
piango.
Giacch pi del mio tormento interiore (pallido demone che lo consuma e lo

giacch canto una misera canzone,


ma canto il vero.

trascina nella degradazione), odio le finzioni (minio, il belletto, la maschera che


impedisce di osservare la realt nella sua crudezza) che abbelliscono e falsificano il
pensiero, anche se canto un misero componimento lirico, ma racconto cose vere

Il romanzo e la novella in Italia.


Il romanzo si era affermato in Italia nella prima met dellOttocento. La
diffusione e larticolazione del genere erano per ancora limitate rispetto al
resto dEuropa. Avevano attecchito nel nostro Paese solo alcune forme di
romanzo: il romanzo storico, il romanzo campagnolo, il romanzo-confessione.
La novella era diffusa solo in versi. Inoltre la prospettiva romanticorisorgimentale aveva concesso pochissimo spazio al romanzo psicologico e al
romanzo di costume borghese.
Subito dopo lUnit lesigenza di superare lottica risorgimentale e di
sperimentare una gamma pi vasta di possibilit narrative si traduce in una
articolazione di sottogeneri assai pi ampia e varia: romanzo di costume
borghese, romanzo psicologico, romanzo sociale, romanzo fantastico,
davventura, umoristico, educativo per linfanzia. Con queste opere si
analizzano i costumi e le forme di vita di tutte le classi sociali.
Contemporaneamente si afferma la novella in prosa, pubblicata in appendice
sui giornali al poste dei romanzi dappendice.
Nella seconda met dellOttocento il romanzo diventa anche in Italia il genere
pi moderno e pi diffuso. Nel primo ventennio dopo lUnit si confrontano due
tendenze opposte:
- la Scapigliatura, che opta per una narrativa sperimentale e segue i modelli
europei;
- il manzonismo
La narrativa degli scapigliati.
Nel campo della narrativa gli scapigliati rifiutano il manzonismo e scelgono la
mescolanza di registri linguistici diversi, con aperture al dialetto, al gergo, a
termini scientifici, allargando il vocabolario letterario.
Nelle forme usano la novella in prosa e, quando si cimentano nel romanzo,
fanno ricorso a strutture composite, o anche divaganti e frammentarie,
estranee al modello tradizionale della narrazione onnisciente: respingono il
modello manzoniano per rifarsi a esempi stranieri, tedeschi (Hoffmann, Jean
Paul) o inglesi (Sterne) e americani (Poe).

I narratori pi importanti sono Iginio Ugo Tarchetti, Camillo Boito e Carlo Dossi.
Iginio Ugo Tarchetti (1839-1869), dopo aver intrapreso la carriera militare, la
tronc nel 1865 per dedicarsi alla letteratura a Milano. Scrisse un libro di
poesia, vari romanzi e diversi racconti. Mor giovane di tisi. I suoi romanzi pi
importanti sono Una nobile follia (Drammi della vita militare) e Fosca.
Trama: il protagonista, Giorgio, che ha una relazione damore con la bella e
solare Clara, finisce con lamare invece Fosca, donna bruttissima e gravemente
ammalata. Alla fine Giorgio si convince che lunico amore vero della sua vita
quello per fosca e passa con lei una notte damore che sar fatale per la donna
e da cui egli esce affetto dagli stessi sintomi di epilessia che avevano colpito
lamante. Il tema romantico dellamore-morte assume qui tratti esasperati e
morbosi che sembrano anticipare problematiche decadenti.