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Domande sui canti 1 e 3 del paradiso

Canto 1
1) Comprensione:
qual il valore da attribuirsi alla lunga invocazione iniziale ad apollo?
Il primo canto del Paradiso comincia con un proemio che introduce le
tematiche di questa cantica: Dante questa volta non invoca una musa
ma, a causa della necessit di registro linguistico pi elevato possibile,
bisogna del patrocinio del dio stesso della poesia. questo ricorso ad
Apollo non ha solamente una valenza ornamentale ma si rivela, invece,
funzionale ad accentuare lo stacco che si crea tra il Paradiso e le altre
due cantiche, sia dal punto di vista linguistico che da quello della
materia.

a che cosa si riferiscono le espressioni la nobilt del suono e l grande


nume del verso 82?
Dante, dopo aver subito un mutamento interiore dovuto allascesa in
Paradiso, va incontro ad altre due esperienze che lo lasciano stupefatto:
la prima di tipo musicale, della quale lautore ci fa intuire il carattere con
la frase la nobilt del suono, un carattere che rispecchia larmonia
divina tra le sfere celesti orchestrate da Dio in persona. la seconda
invece visiva e consiste nella convinzione che la luce solare stia
dilagando improvvisamente tuttintorno, riassunta nella locuzione l
grande lume.

2) analisi ed interpretazione:
analizza la modalit dellascesa di Dante e commenta luso del verbo
trasumanar
Al termine della cantica precedente Dante lascia il lettore quando ancora
era nel Paradiso Terrestre, ora per, alla ripresa della narrazione, lio
poetico di Dante percepisce una vera e propria metamorfosi mentre fissa
i suoi occhi in quelli della guida: questo passaggio cos radicale e
sovrumano che lautore, al momento di mettere per iscritto la sua
esperienza, costretto ad usare un vocabolo di sua invenzione ovvero
trasumanar che significa andare oltre i confini dellumano ed
proprio questo il carattere principale dellascesa Dantesca.
3) approfondimento:
concentrati sulla componente lessicale dei versi individuandone il
registro linguistico e sottolineandone la diversit rispetto al lessico usato
nelle prime due cantiche.
Nelle prime due cantiche il poeta presenta un registro linguistico medio
andando in crescendo man mano che si avvicina al paradiso terrestre. Ora,
nel paradiso, lo stesso poeta si sente incapace di adottare un registro ed un
lessico adatti alla grandezza del tema: di qui la necessit del poeta di creare

dei neologismi che possano rendere il pi possibile lesperienza dellio


poetico. In questa cantica si nota anche un cambiamento del tono che Dante
ha nei confronti delle anime: se nellinferno aveva parole dure nei loro
confronti nel purgatorio questa componente si era smorzata, nellultimo
luogo lautore si rivolge con riverenza alle anime utilizzando latinismi e
strutture lessicali articolate.
Canto 3
1) comprensione:
metti in luce le diverse prospettive di Dante e Piccarda riguardo la
pienezza della gioia paradisiaca: quali sono le differenze tra il punto di
vista terreno e quello celeste?
Dante si trova in Paradiso e, come in ogni cantica, deve ancora comprendere
a pieno le dinamiche di questo nuovo mondo. La prima anima pia, oltre a
Beatrice, a dare delucidazioni allio poetico di Dante Piccarda Donati: il
poeta, che mantiene ancora un punto di vista terreno, pone quindi una
domanda legittima al suo interlocutore ovvero se le anime appartenenti ai
celi pi distanti da Dio non siano gelose rispetto a quelle che risiedono
invece nei cieli pi alti. Piccarda, che invece ha perso ogni legame con il
terreno, risponde con un certo dottrinarismo asserendo che la volont delle
anime quella di conformarsi al volere divino, in questo risiede la loro
beatitudine, perci il problema della gelosia non sussiste. In questo episodio
viene messo in luce il punto di vista terreno di Dante, che ragiona ancora
secondo i canoni umani, e quello di Piccarda, pi in generale dei beati, che
invece sono guidati solamente dalla fede: in questo consiste la differenza
sostanziale tra Dante che ancora vivo e i beati che invece popolano
lEmpireo.