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Transiti Poetici – volume II

TRANSITI POETICI
Volume II

Antologia
a cura di Giuseppe Vetromile

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano


nr. 7

Copertina di Ksenja Laginja

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 2


Transiti Poetici – volume II

Gli Autori

Lucianna Argentino
Maco Bellini
Luigi Cannillo
Domenico Cipriano
Stefania Di Lino
Federica Giordano
Antonietta Gnerre
Cinzia Marulli
Marialoreta Mucci
Adam Vaccaro

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 3


Transiti Poetici – volume II

Introduzione

È questa un'antologia poetica virtuale che si adatta bene ai


tempi tristi del ridimensionamento dei contatti sociali per
evitare il contagio di questa serissima epidemia influenzale, che
oltretutto sta condizionando e modificando le nostre abitudini di
vita. Bisogna rimanere a casa, proteggersi da eventuali
possibilità di prendere questo e altri tipi di malanni. Quindi,
rassegnarsi al fatto che, purtroppo, tutte le attività sono
rallentate ed alcune anche sospese. Pensare di pubblicare nel
modo tradizionale un libro, nel nostro caso un'antologia,
comporterebbe delle difficoltà che non è proprio il caso di
affrontare, come ad esempio il lavoro editoriale e tipografico che
richiederebbe continui contatti anche fisici con l'esterno, uscite,
incontri, eccetera.
Dunque, lavoriamo da casa, in modo sobrio, e soprattutto senza
alcun impegno economico. Ma nello stesso tempo, cerchiamo di
realizzare un'opera degna e utile, in qualche modo, alla
diffusione della cultura, utilizzando appieno i mezzi tecnologici
che ci vengono offerti dai social; e non è detto che nel futuro si
possa continuare così, almeno parallelamente, accostando i
lavori editoriali veri e propri a quelli artigianalmente elaborati e
prodotti in modo "virtuale".
Siamo così giunti a questo secondo volume. Ho preferito
realizzare l'antologia inserendo dieci Autori per volume,
soprattutto per un motivo di "snellezza" e fluidità di lettura. La
selezione, da parte mia, è del tutto libera e comunque gli inviti a
partecipare sono rivolti ad Autori che hanno già maturato una
considerevole esperienza poetica in ambito nazionale, non però
precludendo l'eventuale inserimento di giovani autori che si
stiano facendo apprezzare in questo periodo e che possano
costituire il futuro della nostra poesia italiana; o anche, il mio
invito sarà rivolto ad autorevoli voci estere che, in un modo o
nell'altro, abbiano contatti con la nostra realtà poetica.

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Transiti Poetici – volume II

Ringrazio intanto gli Autori che mi hanno permesso di realizzare


questo secondo volume. Sono anche loro poeti di grande
spessore e che si dedicano all'attività letteraria con grande
impegno, prodigandosi anche nella diffusione della cultura e
della poesia in particolare, non solo operando sul loro territorio
ma anche in ambito nazionale
Giuseppe Vetromile

LUCIANNA ARGENTINO

Lucianna Argentino, romana, è poetessa molto prolifica, ma la


quantità delle sue produzioni letterarie non ha mai pregiudicato
la qualità, sempre elevatissima, dei suoi progetti. Ogni libro
pubblicato, sempre con Case Editrici di grande spessore,
rappresenta un percorso completo e profondo, nell'ambito della
ricerca interiore come in quello del sociale. Attenta osservatrice,
riesce a tradurre in alta poesia le minime storie di ognuno, le
sofferenze e le speranze tanto proprie quanto altrui.

(Da Verso Penuel, Edizioni dell’Oleandro, 2003)

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Transiti Poetici – volume II

Baciata dall'attimo e da quel bacio all'attimo


consegnata sminuzzo la realtà per meglio amarla,
nell'ora in cui le rondini tornano
ad abitare le fessure di pietra e gli angoli
della stanza placano la loro aguzza forma.
Vorrei tornare a questa vita col privilegio
di chi non si è mai guardato in uno specchio
per darmi un'esitante certezza ora che esito soltanto.

***

Andare dove la luce dura l'infanzia


e il passo svelto di quanto in me riposa
in altra quiete e invecchia alla distanza
del fiato corto delle cose.
È tempo anche per me d'invecchiare
ma piano ancora come chi fa le cose a peso
confuso dallo sciabordio dell’eternità
contro la chiglia di ogni attimo.
E quella luce cui vado in trasparenza
in dismisura di te che al canto sfrondi il mio penare
è cronaca d'ombra, veste del mio nuziale esistere.

***

(Da Diario inverso, Manni Editore, 2006)

Trasalgo a Dio bestemmiato su una panchina


con la vernice bianca e sento il raccapriccio del legno
vedo l’immobilità attonita delle altalene
metronomi dell’infanzia
che è lode al cielo e alla terra
è carezza al tempo perché se ne stia buono

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Transiti Poetici – volume II

a godersi una zuffa di passeri e piccioni


e lasci ai pony, giro dopo giro, la misura del sacro.

***

È fatica attendere, sperare,


vivere strappati da se stessi
stare come vino nuovo in otri vecchie
col timore che il legno ceda
e ci si versi in terra e la terra ci ingoi
e il tempo faccia a meno di noi.

***

(Da L’ospite indocile, Passigli, 2012)

Dice che non c'è addio nelle asole


e asola allora sia:
poca materia intorno e vuoto.
Sia passaggio e allaccio
sia lo spazio dell'abbraccio
sia pertugio e rifugio
sia il chiuso esposto alla parola.

***

Sommale le storie, fanne cifre aguzze


come gli anni di quelli vissuti
sulla capocchia di uno spillo;
prendimi il fiato, la rincorsa;
trattienimi dentro silenzi
in ascolto delle radici,
del crescermi dell'anima
mentre scrivo per sapere cosa è natura
e cosa è sostanza e come fa a essere buono

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Transiti Poetici – volume II

un frutto o un uomo.

***

(Da Le stanze inquiete, La Vita Felice, 2016)

Ha un senso vivere e lavorare


se una bambina mi guarda a lungo
e poi mi dice sei bella
e alla sua voce io di lei mi accorgo
e del suo sguardo fermo su me assente
e sanata risalgo al mio presente.
E le sorrido pure se so che non è bello
il mio viso stanco, annoiato
e a disagio per il mio scoperto esilio
per quell’asilo in me la benedico,
per i suoi occhi patria al mio foglio là in apnea
e all’inchiostro calmo che spero sia tempesta.

***

Pina un metro e cinquanta di acciacchi


mi dà monete dal calore buono
e un po’ rassegnato come il suo sguardo
velato di pianto nel raccontarmi che il marito,
malato da tempo, l’ha svegliata in piena notte
e le ha detto Pina, Alberto se ne va…
E se ne è andato, come ce ne andiamo tutti,
già distanti gli uni dagli altri per certi invalicabili silenzi.

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Transiti Poetici – volume II

MARCO BELLINI

Marco Bellini, poeta brianzolo, noto in ambito nazionale, ha


pubblicato diversi libri di poesia con Case Editrici importanti, ed
inoltre è molto attivo nell'organizzare incontri ed eventi letterari
di spessore con la sua Associazione Artee20. La sua è una
poesia che indaga molto nella persona e nel sociale, con versi
che puntualizzano subito anche il minimo elemento: come in
questa poesia, dove il sentimento e l'umanità emergono in un
attimo da uno stato di smarrimento abitudinario della
quotidianità.

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Transiti Poetici – volume II

La firma

D’improvviso, mentre cammino


mi accorgo di non avere la tua firma.
È un passaggio della mente
senza preavviso
perché tu capiti e abiti.
Inconsapevole il passo rallenta
cercando nella memoria un foglietto
un appunto conservato che porti
quel tratto elegante delle linee
l’alternanza di curve e spigoli
a definire un profilo che non trovo.
D’improvviso, mentre cammino
mi accorgo di non avere
il tuo nome
scritto da te. Scrivere
è il verbo che ti perde.

LUIGI CANNILLO

Poeta e critico milanese, Luigi Cannillo è socio dell'Associazione


Culturale Milanocosa, insieme ad Adam Vaccaro, con il quale
organizza e coordina molteplici eventi letterari di grande rilievo.
La sua poesia è ben nota ed apprezzata in ambito nazionale e
anche internazionale, essendo anche un ottimo traduttore.

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Transiti Poetici – volume II

Riportiamo qui di seguito alcuni testi tratti da due suoi libri,


dove si evince una linea poetica cólta, discorsiva e fortemente
simbolica.

(Da Cielo privato, Joker Ed., Novi Ligure, 2005)

La stuoia di granturco stesa


senza ostacoli fino all’orizzonte
Corre l’estate d’ombre
uniformi sull’unica pianura
Vietati miraggi le illusioni
eppure non cancellano speranza
di avvistare finalmente dalle rogge
scintillante improvviso un parabrezza
Implorano un motore
scagliato nella quiete
prevalere su oche e cicale
Da un margine invisibile
per la luce assoluta di giugno
si sgretola l’attesa in abbandono
Resterà vigile di guardia nella gola
il grido di saluto alla catena
pronto allo scatto ad altri arrivi
Anche contando foglia a foglia
ogni filare sull’aia ad essiccare
ciò che si attende invano
non matura interessi e non si estingue

***

La natura ha un disegno evidente


fingendosi fragile affondare la spina
offrirsi armata all’aggressore
Mentre contempli o modifichi
prepara burrasca fuoco improvviso

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Transiti Poetici – volume II

detta la legge e il suo rovescio


Chiamando per nome raggiunge
il rifugio sommerso nell’isola
e nella moltitudine ogni singolo
Mio carnefice, insiste, figlio amato
Correvo inseguito dal richiamo
alfiere avvolto nella sua bandiera
Accendo i suoi misteri e quando cado
mi risolleva ancora incandescente

***

(Da Galleria del vento, Ed. La Vita Felice, Milano, 2014)

Quale rivelazione
pulsa dentro, quale tessuto
ansima al mondo. Non un dolore
da tagliare con la spada
né lo stordimento di un piacere
Ma una creatura roteante teste
in ogni direzione, magma di vulcano.
Estasi e tortura, in unico respiro
che tutto trafigge, come freccia ferma
Qui scolmano gli sguardi, le ossa
sfiorate, da qui si espandono fibre
Se il dominio umano si dichiara,
il potere del corpo esplode muto,
il mondo si offre e si distacca
per essere restituito

***

Dalla scintilla negli occhi


alle arcate del passo e della voce
tutto nel corpo risplende
compone un doppio tesoro

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Transiti Poetici – volume II

Presenza in sé compiuta
per il mondo che racchiude
E fenomeno nel cosmo
tramite di luci e di vuoto
Da qui appari come superficie
beato di luce e silenzio sospesi
Tutto orizzontale, l'azzurro
e l'oro estivi, la schiena e il muro
Scivola una barca non vista
si nasconde un'ombra, tu vedi altro
Nel tuo mondo senza numeri
ti restituisci agli elementi puri
Il desiderio ormeggia al confine
sulla soglia irremovibile del corpo
mentre ogni ramo e onda
sono vene e pelle bagnata di luce
Contemplo ad occhi spalancati
quello che tu vedi ad occhi chiusi

DOMENICO CIPRIANO

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Transiti Poetici – volume II

Domenico Cipriano è un riferimento importante della poesia


irpina e nazionale, essendo un autore di grande impegno ed
esperienza letteraria, nonché critico e organizzatore di eventi di
rilievo. La sua è una poesia molto vicina all'uomo, alla società e
alla storia: molto apprezzata è, ad esempio, la sua produzione
poetica (Novembre, Transeuropa, con una versione anche
bilingue: November, per Gradiva) in ricordo del terremoto che
colpì profondamente l'Irpinia nel fatidico 1980. Note anche le
sue incursioni in campo musicale con la creazione di brani di
poesia e musica.

Testi poetici tratti dalla sezione “Reminiscenze del sole” in


L’origine (L’arcolaio 2017)

Soffro la distanza dalla scrittura


l’indecifrabile cantabilità immaginata di un paese
le tue labbra friabili e distese
la logica imperfetta che ci unisce
e lenta svilisce, riappacifica ogni sogno.
Il disegno pieno
della valle coercitiva. Le linee frammentarie
oltre la collina, le persone
che si salutano virando, il canto affannoso,
il fiato, la speranza di una stanza vuota. Il mutare
dei suoni in lontananza
preclude
la voglia di scrivere che immutabilmente assale.

Irriverente il sole ci guarisce e le tracce


appaiono in superficie. Ci sono amici sfioriti ovunque
tra le dune sottostanti, distanti pochi giorni
o disseminati da un brivido che attende il freddo
nel piacere nascosto tra le mura, sottoscritto in questo spazio.

***

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Transiti Poetici – volume II

(per Maria Teresa)

Ti invito a pensare al microcosmo degli eventi


come induzione della vita
e se l’estensione svilisce
reclamane la forma nelle tue azioni giornaliere
e il taglio netto dello sguardo sulle cose.

Hai mura spesse


che ti vincono e proteggono,
tutti i sogni ciclostilati in questi oggetti
(dalle giunture perfette) sbiadiscono
se arrendi i tuoi pensieri e le parole.

Sei noi
scaraventati dal temporale,
la grandine che ha reso i suoi fregi alle piante
e spezzato i fiori.
Cerca – nell’acqua fragile – l’amicizia del sole.

***

Il calore ci riporta all’esistenza


e i corpi immobili chiedono calore
parole e gesti
anche se non daranno ritorno.

La timidezza di sentire il mondo


nel suo farsi giorno
mancherà in questa isola sospesa.

Il sole si restituisce alle galassie siderali


che si svelano
per la nostra comprensione già dissolta.

Le carezze sui muscoli indolenti sono le stesse di sempre

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Transiti Poetici – volume II

è lieve curarsi degli occhi chiusi


in questa distanza dalle cose.

STEFANIA DI LINO

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Transiti Poetici – volume II

Stefania Di Lino, romana, è poetessa e artista a tutto tondo di


eccezionale talento: in lei si invera l'arte pregevole e genuina
nelle sue varie ed originali forme, unita ad un'intensa attività
letteraria di alto livello, sia in ambito di critica letteraria e in
qualità di organizzatrice e conduttrice di eventi di spessore, sia
come poetessa. Il suo stile, colto elegante e del tutto originale,
si contraddistingue per i versi ritmati tramite cesure (barre). Ne
riportiamo qui di seguito alcuni esempi.

le distanze i perimetri / le angolazioni / il goniometro


giusto per la misurazione / e poi il metro lineare /
quadro o cubico / il rapporto in scala / (di Policleto la
proporzione) / la sezione aurea e non ultima / l’ispirazione.
// La distanza utopica che avanza all’orizzonte /
con quel punto di fuga a latere o a fronte //

tutto mi disorienta / tutto è mancanza,

***
se fosse contenere il tuo parlare / esperienza le parole
spese / se solo tu scrivessi col tuo sangue / che sgorga
da un dolore che non passa / sarebbe altro parlare /
certo / altro scrivere sarebbe //
se le parole fossero surrogato / medicamento elaborato /
di ferite leccate lenite / – come fa un cane con le sue

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Transiti Poetici – volume II

ferite – / se scrivere fosse sempre prelevare / cellule


dal nerbo osseo centrale / lembi sanguinolenti / dalla
propria spina dorsale / i versi sarebbero salvezza,
unguento / diventerebbero certezza, medicamento,

***

ecco il tempo in cui / il ricordo passa / di mano


in mano / passa / come un testimone / (di mano
in mano) / il ricordo perde / cedendo ogni volta /
all’oblio qualcosa / prosciugatezza di parole / quasi
fosse partita pari e patta / che non abbia come posta la
vita / se non fosse che sulla fronte / coli il sudore / di
una guerra mai finita / e di disfatta / e allora saranno
i poeti pessimisti / quelli seri severi / i maledetti / neri
come gatti neri / ad incendiare le notti / a dar fuoco
ai pensieri,

(testi tratti da La parola detta, La Vita Felice ed. 2017, Milano)

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Transiti Poetici – volume II

FEDERICA GIORDANO

Poetessa napoletana, nonostante la sua giovane età si è subito


fatta apprezzare per la qualità del suo dettato poetico, che si
sviluppa su temi di ricerca dell'essenzialità delle cose e della
possibile redenzione di una società troppo incline
all'esagerazione in ogni ambito. Federica ha un lessico diretto
ma simbolico, specchio di una realtà spesso mistificata e
ambigua. Ottima traduttrice e studiosa della poesia tedesca, è
anche valente critico letterario. Proponiamo qui di seguito
alcuni brani tratti dalle sue ultime pubblicazioni.

(Da Utopia fuggiasca, Marco Saya Edizioni, 2016)

Luoghi bianchi

Pochi i luoghi dove non nidifica il ribrezzo:


gli occhi del cavallo – ossi di nespola
il pianoforte e la scordatura avorio,
il sorriso alla sconosciuta.
Il volo del nibbio sulle case,
la giornata lenta di Morano.

Ifigenia siamo noi

Mani feroci arrangiano ancora

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Transiti Poetici – volume II

la nostra epopea.
Hanno imparato, antica,
la retorica del gesto.
Le stesse mani posano sui cocuzzoli
i monasteri e le tuniche segrete.
Invece noi conserviamo nell'asfalto
la nostra luce greca,
nell'addio lanciato sul binario,
nella folla sconfitta dal numero.
E non fa più effetto glaciale
che una donna muoia per sacrificio,
o la sua speranza.
Che resti almeno nascosta quella luce
dentro la voce di un narratore.
Che almeno possiamo riconoscerla
e sgranare gli occhi di paura come statue.
Il dettaglio moderno è la sutura greca.

***

(Da La luna è un osso secco, Marco Saya Edizioni, 2019)

Gli oceani intonano distanze sopra il fuoco


e le lontananza asiatiche cambiano la mente.
Gli uomini camminano, si parlano, si annientano:
un animale deforme con milioni di teste
che fa confusione e che sporca e che si fustiga da solo.
Invece nel verso dell'orso polare resta una pietà
dopo che ha macchiato di un sacrificio rosso
la santità del ghiaccio.

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Transiti Poetici – volume II

Mi chiedo dove finisca il silenzio


che mi regna in casa quando taccio.
Dove sia il suo perimetro e dove
le sue porte.
Provando ad abitare casa nostra,
noi, i grandi assenti,
viviamo di lacerti e dei richiami
indecifrabili delle nostre cose.
La tenda esibisce un'immobilità di marmo.

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La parola perfetta è il canto del gallo


a dire che il giorno
è il torso della mela che non mangiammo.
La voce lancinante che proviene dagli ovili
solo i morti la intendono.

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Transiti Poetici – volume II

ANTONIETTA GNERRE

Poetessa, scrittrice, critico letterario, giornalista, Antonietta


Gnerre, irpina, riunisce in sé molte attitudini e competenze
letterarie di grande spessore. Presidente del prestigioso Premio
Prata, la Cultura nella Basilica, ha il merito di aver saputo
concentrare nel territorio irpino un evento culturale di rilievo,
riconosciuto e apprezzato in ambito nazionale. Studiosa della
poesia religiosa dell'ultimo novecento, si distingue per una lirica
illuminata e pregna di valori spirituali.

C’è una cosa davanti a me,


si stende come una promessa.

Cammina lenta come una radice


ama i miei passi, la valigia bianca,
la metamorfosi delle spalle.

Di colpo la cerca il sole, ciò che non è trascorso:


il ritratto di una montagna
liberata dalla neve.

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Transiti Poetici – volume II

Questa cosa ha fede nella memoria.


È un dono, mi abbraccia,
perdona le assenze, le parole superbe.

Riceve comandi dalle nuvole,


quando la pioggia racconta
ogni cosa del cielo.

Dicono che sia un'ombra.


Io rispondo che è l’abito che trasforma il mio corpo
quando vado in giro.

***

Non ricordo quali alberi davano i frutti,


so solo che erano al centro di un luogo.
Che gli anni incisi in metri
segnavano correnti, venti,
gusci di tartarughe.
Non ricordo se tutti gli alberi
hanno avuto fretta come me
di riordinare i minuti.
So che sono stati veri
quando pulivo le pentole, i piatti.
Quando stringevo il telecomando,
il carrello della spesa.
Quando perdevo il diritto di riconoscermi.
Di riconoscere la talpa che mi fissava.
Gli alberi apparivano dietro le pareti della mia casa,
in vita nei momenti delle cose.
Questo è stato l’enorme traguardo
che ho dovuto superare:
sapere di non sapere più.

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Transiti Poetici – volume II

CINZIA MARULLI

Poetessa romana ma conosciutissima in ambito internazionale


per le sue molteplici attività e contatti con il mondo poetico
estero, in special modo con quello latino americano, avendo
partecipato a diversi Festival della poesia che in quei luoghi
sono celebrati in modo molto impegnativo e serio, coinvolgendo
voci poetiche da tutto il mondo. Cinzia Marulli ha una poesia
soave, delicata, con temi che trattano sovente la donna e il
sociale. Molto attiva anche nel campo della critica e
dell'editoria, con proposte di eccellenza con la collana Le
Gemme per le Edizioni Progetto Cultura.

(Da Percorsi, La Vita Felice Edizioni, 2016)

Eppure c’è un sentiero

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Transiti Poetici – volume II

che porta in alto


in quel luogo di sole
dove l’ombra è amica

un luogo piccino
che affaccenda il respiro
e il riposo saluta
come farebbe un amico

e questa chiave
che giace a terra sconsolata
sa che non ci sono serrature
in quella porta

il varco è aperto
e attende
attende il passo
lentamente sorridere
perché giocano i bambini
e loro non hanno segreti

e nulla è chiuso.

***

Tu mi guardi come fossi nebbia


eppure sento una voce
una voce chiara
e la tua risposta
che fulmina il pensiero.

Dimmi.
Copri questa domanda disperata.
«Dov’è il senso del sentiero?»
Lo chiedo a te che stai lì
con le mani nella terra
e i piedi in aria come radici celesti.

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Transiti Poetici – volume II

«Il senso del sentiero» mi dici


«non è nel percorso
e neanche nell’arrivo.»
Poi la certezza:
«È nel ritorno.»

***

Forse è nel silenzio che si ascolta


la musica più sublime
in quel vuoto che avvolge
tra la sospensione ansante del respiro
e l’attimo incerto sul bordo del destino.

Nell’apparente conclusione di un percorso


si sfiorano i sentieri del domani.

***

Mi sono sempre chiesta dove vanno le nuvole


a chi porteranno l’acqua della loro pioggia.

Non ci sono orme


nessuno che calpesti questa terra umida
eppure sento un sorriso avvicinarsi
l’abbraccio invisibile della luce a trafiggere il buio.

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Transiti Poetici – volume II

MARIALORETA MUCCI

Di origini abruzzesi, Marialoreta Mucci svolge la sua attività


lavorativa a Roma. Poetessa originale, si è distinta per il suo
originale dettato poetico, basato su un lessico ricco di figure
retoriche, quali la paronomasia e le allitterazioni. Il suo è un
dire immediato, sovente ironico, scevro da ogni falso
sentimentalismo. La sua recente pubblicazione, Ecolalia, per
RPlibri, ne è testimonianza diretta.

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Transiti Poetici – volume II

Liquida è la parola sotto il filo che soggiace


la lingua saliva
Saliva
Il misero scirocco chino sul rivo
Del tuo orecchio reclino
Al di là della parola s’intrecceranno le fugaci linee

(inedito)

***

Il tempo tecnico dell’abbandono

Il tempo tecnico dell’abbandono per i respiri connessi ai battiti


cardiaci rimbombano nel silenzio assordante del tuo dolore.
Lontano dalle carezze d’amore. Solo abbandonato dalla
Speranza
che in forma cieca saluta il mondo. Non accetterò di vederti
sparire in forma d’ossa. Saprò come onorarti al di là di chi
recide
la vita. Ti toccherò e sospirerò ancora anima mia ovunque tu sia.

(inedito)

***

Le parole sono sommerse sotto scaffali di libri


Sotto comizi d’autore
balzano sulle carreggiate come pubblicità
manifestano le loro intenzioni nella vanità
celano l’intensità della connessione
si immaginano gli idiomi che verranno

(da "Ecolalia", RPlibri, 2019)

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Transiti Poetici – volume II

***

Rubare il cielo che non era di Dio


Per convertirmi
Per salvare una nuvola dall’oblio
Per salvarmi io
Potenti le voci ma solo nei microfoni
Nelle radio, nelle tv
Afone ma potenti
Potenza saranno solo i battiti cardiaci
Si odono i voli degli uccelli diramati
Forti solo nell’aria

(da "Ecolalia", RPlibri, 2019)


***

La sera bruna
Mi spilla un valzer azero
Lontano il ricordo di un tè nero.

(da "Ecolalia", RPlibri, 2019)

***

La poesia è terroristica
Inoffensiva nel secolo algebrico
Delirio collettivo
Variazione mistica
Frattura avveniristica
Frantumazione di sogno
Zingara
Orfismo tattile
Crash
Bug
Vacuo è il software senz’hard
Secolo

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Transiti Poetici – volume II

Shakespeariano per mancanza

(inedito)

***

Sfinge oltre il cielo dipinge


La fissità dell'eterno ritorno
Ai piedi dell'enigma immobile e futura
La città eternamente densa di mura
Schiude la terra immobile e più non ha paura
Cura l'incudine della roccia i pori
E incandescente scioglie intorno

(inedito)

ADAM VACCARO

Nato in Molise ma residente a Milano da tantissimi anni, Adam


Vaccaro ha dedicato e dedica gran parte della sua vita all'arte e
alla letteratura, riuscendo a tessere trame culturali che
integrano altre arti e in particolare la musica. Attivo anche sul
piano delle iniziative di grande spessore, come la fondazione
dell'associazione Milanocosa, con la quale porta avanti incontri
e rassegne letterarie. Attento osservatore, la sua poesia tocca
argomenti fortemente sociali, con un lessico fluido e colto.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 30


Transiti Poetici – volume II

Chiara e l’Ignoto

Chiara che stai arrivando


e mi stai già parlando
con voce e parole che
non conosco non capisco –
sei tu l’Ignoto che parla
ridendo a questo tempo?
Tempo che pensa d’essersi
fermato come stampato
in me e guarda bambino
l’ignoto continuo che
solo tu sai – coperta
stretta nelle tue manine
da scoprire piano
piano aprendo ridendo
un ditino alla volta
nel cuore della notte

Inedita - 10 luglio 2018

***

L’acqua alata

C’era una fonte chiamata acqualata


limpida e lieve da veder volare quasi
l’anima infilzata dal don che bofonchiava
dalla grata del confessionale o col dito puntato
fulminava dal pulpito tutte le colpe e i peccati.

C’era una fonte che dicono avesse fatto miracoli


per un paese di sassi – ché irrorato dal suo canto di
latte aveva sentori di vita e d’infinito – un’acqua
che poteva dare anche l’illusione di tergere
tutti i peccati e gli orrori del mondo.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 31


Transiti Poetici – volume II

Milano, luglio 2016

(Da Identità Bonefrana, Di Felice Edizioni, gennaio 2020)

***

Nell’affollato metro

Nell’affollato metro è seduta lei


che mi sorride e il mio lui
ringalluzzisce memore
sedicenne – seducente
raggelato dall’offerta
del posto all’io canuto:
della gran festa dell’amore
sono rimaste le maniglie –
rotonde biglie sempre in attesa

Inedita, maggio 2019

***

Discantiche

Ruota ruota come un pavone


o un mestolo nel minestrone
se la iena non è ancora piena
ché la vittima va cotta al gelo
infarcita di paura – suo gustoso
piatto freddo di passione d’es
plosione – d’escrescente ridente
natura che ama la carne
condita dalla salita in cielo
di ogni respiro di coscienza
di ogni sospiro di speranza

Ruota ruota Drago tra i Monti

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 32


Transiti Poetici – volume II

prima di azzannare i nostri conti


debiti e tutto quello che ci manca
da esperto del Vuoto che ama
la follia d’hybris di dorarlo
dal palo più alto che splende
in cima al palazzo di menzogne
e lazzi – espansi in schermi e
onde – dolcemente cullanti a
farcire menti e mondi uccisi dal
suo dominio su questa gabbia
addobbata da drappi e stracci di
libertà – gioiosi cocci e lacci di
dura corona sul cuore d’Europa.
Ruota ruota mio cuore es
pulso quasi ucciso e re
cluso da questa banda ri
dente di catene e denti
d’oro – eredi perfetti di Cia
lis e ridicoli cazzuti di una
banda alla Meckie Messer

Inedita, 31 maggio 2019

***

Virus tra noi

Ciliegi e peschi stanno fiorendo


e se ne fottono di corone di
virus che pare irridano noi
incarcerati dall’invisibile
che dilaga in un fiume
di hybris e stupidità prona
arrogante e impotente mentre
si dimena e resiste ciò che resta
dell’umano invisibile

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 33


Transiti Poetici – volume II

11 marzo 2020

Altre terre, forse

Non compiacerti di quel poco in credenza


giusto per il bivacco del giorno
pur nella ricchezza del bastante necessario
(ora et labora, carpe diem!): s’apre
nel mattino un desiderio incauto
d’altre libagioni, nuove mele
dell’albero dell’eden. Guarda,
mia cara, il soverchio è lì nell’angolo
pronto a riciclarsi, non già
privo di profumi e di sapori. Ma

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 34


Transiti Poetici – volume II

conosco da millenni la sua origine


e il suo scopo. Abitudini note
d’un campare in superficie del pianeta.

Altre terre, forse,


non sappiamo né come né dove,
hanno atomi nuovi e nettari di dèi,
cieli diversi attendono sul confine del probabile
i nostri voli di angeli rinati.

Non rallegrarti di questa contingenza, mia cara:


in altre terre, forse,
quartieri hanno più vita di questa,
in monotona sequenza
e comprovata abitabilità.

Giuseppe
Vetromile

NOTE SUGLI AUTORI

Lucianna Argentino

Lucianna Argentino è nata a Roma nel 1962. Ha pubblicato i


seguenti libri di poesia: Gli argini del tempo (ed. Totem, 1991)
con la prefazione di Gianfranco Cotronei; Biografia a margine
(Fermenti Editrice, 1994) con la prefazione di Dario Bellezza;
Mutamento (Fermenti Editrice, 1999) con la prefazione di
Mariella Bettarini e postfazione di Plinio Perilli; Verso Penuel
(edizioni dell’Oleandro, 2003) con la prefazione di Dante Maffia;

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 35


Transiti Poetici – volume II

Diario inverso (Manni editori, 2006) con la prefazione di Marco


Guzzi; L'ospite indocile (Passigli, 2012) con una nota di Anna
Maria Farabbi; il poemetto Abele (Ed. Progetto Cultura, Le
gemme, 2015) con la prefazione di Alessandro Zaccuri; Le
stanze inquiete (Edizioni La Vita Felice, 2016); Il volo
dell’allodola (Edizioni Segno, 2019) con la prefazione di Gianni
Maritati; In canto a te (Samuele Editore, 2019). Il 29 settembre
del 2019 le è stato assegnato il Premio "Caro Poeta 2018"
durante la quinta edizione di “La parola che non muore” Festival
a cura di Massimo Arcangeli e Raffaello Palumbo Mosca presso
il Borgo La Commenda (Montefiascone, Viterbo).

Marco Bellini

Marco Bellini, nato nel 1964, vive in Brianza. Sue pubblicazioni


sono: Semi di terra (LietoColle, 2007); per le Edizioni
Pulcinoelefante la poesia Le parole (2008); la plaquette E in
mezzo un buio veloce (Edizioni Seregn de la memoria, 2010);
Attraverso la tela (La Vita Felice, 2010); Sotto l’ultima pietra (La
Vita Felice, 2013), La distanza delle orme @ – Poesie con CD
Inserti (La Vita Felice, 2015); il libro d’artista Tra le spine
(Edizioni Il ragazzo innocuo, 2018). Nel 2013 è risultato
vincitore con inedito nelle selezioni italiane per l’European
Poetry Tournament. Sue poesie hanno ottenuto riconoscimenti
in diversi concorsi e sono presenti in numerose antologie, su
blog e riviste di settore. È stato tradotto in diverse lingue
europee. Fa parte delle giurie del Premio Letterario Nazionale
Galbiate e del Premio Nazionale di Poesia Umbertide 25 Aprile.
Collabora con il semestrale di letteratura Incroci e con la rivista
Qui Libri. Ha curato l’antologia poetica Muri a secco (RPlibri,
2019). Cura la rassegna di eventi sulla poesia in collaborazione
con l'Associazione artistico culturale Artee20 di Merate (Lc).

Luigi Cannillo

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 36


Transiti Poetici – volume II

Luigi Cannillo, poeta, saggista e traduttore, consulente


editoriale, è nato e vive a Milano. Ha pubblicato, tra le sue
raccolte di poesia più recenti, Cielo Privato, Ed. Joker, Novi L.
(Al), 2005, e Galleria del Vento, Ed. La Vita Felice, Milano,
2014. È presente, come poeta, curatore o con interventi critici,
in antologie e raccolte di saggi. Ha curato recentemente con S.
Aglieco e N. Iacovella Passione Poesia - Letture di poesia
contemporanea (1990-2015), Ed. CFR, Milano, 2016. È stato
redattore della collana Sguardi dell'Editore “La Vita Felice” e
codirettore della rivista La mosca di Milano. Collabora alla
rivista internazionale Gradiva, Olschki Ed., New York/Firenze.

Domenico Cipriano

Domenico Cipriano, nato nel 1970 a Guardia Lombardi (AV),


vive e lavora in Irpinia. Vincitore del premio Lerici-Pea 1999 per
l’inedito, ha pubblicato: Il continente perso (Fermenti, Roma,
2000, premio Camaiore opera prima); Novembre (Transeuropa,
Massa, 2010, rosa finalista premio Viareggio); Il centro del
mondo (Transeuropa, ivi, 2014, premio G. Pisano); November
(edizione bilingue a cura di Barbara Carle, Gradiva Publications,
New York, 2015); L’Origine (L’arcolaio, Forlimpopoli, 2017) che
inaugura la “Collana ɸ”; La grazia dei frammenti (poesie scelte
2000-2020, Ladolfi editore, 2020), una antologia ragionata di
poesie a 20 anni dal primo libro.
Ha collaborato con vari artisti, realizzando libricini da collezione
e progetti specifici di incontro tra le arti, in particolare, con la
musica. Ha realizzato il CD di jazz e poesia JPband Le note
richiamano versi (Abeatrecords, 2004) e guida la formazione di
musica e poesia “e.Versi jazz-poetry”. Ha scritto i testi di
#Hirpiniafelix “Pecore, zappa, scalpello e computer” a cura del
Festival internazionale di media art FlussiTalk Rurality 2.0,
video-performance presentata a EXPO 2015. Nel dicembre 2019
una sua poesia ha accompagnato un’opera di Nina Maroccolo
per lo speciale annullo filatelico della Notte dell’Arte di Napoli,
a cura di Poste Italiane.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 37


Transiti Poetici – volume II

Sue poesie sono presenti in riviste e antologie ed è redattore


della rivista Sinestesie.
Altre notizie su: www.domenicocipriano.it

Stefania Di Lino

Stefania Di Lino è formatrice e docente abilitata per


l’insegnamento di materie artistiche nei Licei. Artista e poeta,
organizza e cura eventi artistici ed è membro di giuria in diversi
concorsi letterari. Ha partecipato al World Poetry Movement
con la Palabra en el Mundo in varie edizioni. Ha pubblicato le
sillogi: Percorsi di vetro, per DeComporre Ediz. nel 2012, e La
parola detta per La Vita Felice Ediz. nel 2017. I suoi testi si
trovano in diverse antologie e riviste specializzate. Cura
recensioni, è redattrice presso il Blog e rivista cartacea Bibbia
d’Asfalto, e presso il Blog ParolaPoesia. Ha partecipato al
Concorso Letterario indetto dall’ Unesco di Torino, e alcuni suoi
testi sono stati selezionati, pubblicati e tradotti in 14 lingue, in
occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione e Forum
sulla condizione della Donna nel Mediterraneo nel 2014. Con
alcuni testi critici e poetici ha partecipato al X Festival Mondiale
di Poesia di Caracas, al Festival delle Controculture a San
Lorenzo (Roma), al Festival Artisti di Strada, Tolfa; ha inoltre
partecipato a Leggere Poesie Galleria BiffiArte di Piacenza con
una sua performance poetica denominata ‘Dialoghi’ in occasione
di una mostra retrospettiva dedicata all’artista Jean Dubuffet.
Nel 2019 è risultata finalista al Concorso dedicato a Gianmario
Lucini, prima edizione, sia nella sezione libro edito con La
parola detta, che nella sezione inedito con una raccolta dedicata
al padre. Nel 2020, sempre con La parola detta, è finalsta al
Premio Bologna in Lettere 2020.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 38


Transiti Poetici – volume II

Le sue opere d’arte visiva sono state esposte in occasione di


numerose manifestazioni.

Federica Giordano

Federica Giordano è nata a Napoli nel 1989 ed è laureata in


Letteratura tedesca. Ha curato la sottotilazione dei
lungometraggi di Cynthia Baett "Cycling the frame" e "The
invisible frame", presentati nell'ambito delle rassegne
cinematografiche del Goethe Institut di Napoli.
Una selezione di sue poesie inedite è stata pubblicata nel
numero di novembre 2016 della Rivista Poesia. Si occupa di
critica letteraria e collabora a varie riviste italiane, tra le quali
"Nuovi Argomenti" e "Poesia" di Crocetti.
Dal 2019 è tra i collaboratori del blog di poesia della Rai, sul
sito di Rainews curato da Luigia Sorrentino.
La sua raccolta di poesie Utopia Fuggiasca (Marco Saya Editore,
2016) ha vinto il premio italo-russo Bella Achmadulina (2017)
sezione Tonino Guerra, e il premio L'Iguana (2017). Riceve
inoltre menzione di merito al Premio Lorenzo Montano e
menzione speciale al Premio Frascati.
Ha pubblicato nel 2019 la raccolta di poesie La luna è un osso
secco (Marco Saya Edizioni).
La silloge inedita "Una Suite dell'Innocenza" viene pubblicata
sulla rivista Gradiva nr. 53 con commento critico di Mario Fresa.

Antonietta Gnerre

Antonietta Gnerre, è docente, poetessa, critico letterario,


scrittrice, saggista, giornalista e promotrice culturale. Laureata
in Scienze Religiose si occupa come studiosa della poesia
religiosa del ‘900. Collabora con la Cattedra di Diritto e
Letteratura del Prof. Felice Casucci, Università del Sannio (BN),
e con l’Università Irpina del Tempo Libero. Ha pubblicato le
sillogi poetiche: Il Silenzio della Luna (Menna,1994), Anime di
Foglie (Delta 3, 1996), Fiori di Vetro- Restauri di Solitudine

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 39


Transiti Poetici – volume II

(Fara, 2007), Preghiere di una Poetessa (Lo Spirito della Poesia,


Fara, 2008), Pigmenti (Edizioni L’Arca Felice, 2010), I ricordi
dovuti (Le Gemme, Edizione Progetto Cultura, 2015). I Saggi:
Meditazione poetica e Teologica in Mario Luzi ( Delta 3, 2008),
Cristina Campo – Il viaggio silenzioso e spirituale, Forme di
pensieri, saggi di Diritto e Letteratura, a cura di Felice Casucci
(ESI, Napoli, 2013 - 2015). Ha curato insieme a Rita Pacilio
l’Antologia poetica Una luce sorveglia l’infinito sul tema del
Giubileo della Misericordia (La Vita Felice, 2016) e insieme alla
famiglia Bellofatto, l’antologia Abracci (D&P 2016). Consulenza
e postfazione del libro di Andrea Fazioli La beata analfabeta.
Teresa Manganiello, la sapienza delle erbe (San Paolo, 2016,
Collana Vite Esagerate). La favola La storia di Pilli (Scuderi
Editrice, 2019). È Presidente del Premio Internazionale Prata, la
cultura nella Basilica, giunto alla XIV ed. e Direttore artistico
della Festa dei Libri e dei Fumetti di Avella. Collabora come
opinionista con quotidiani e riviste religiose e come critico
letterario e intervistatrice con riviste cartacee e online di
cultura poetica. Le sue opere sono state tradotte in Messico,
Slovenia, Bosnia.

Cinzia Marulli

Cinzia Marulli ha studiato sino-indologia all’Università La


Sapienza di Roma dove ha insegnato per due anni nella cattedra
di religioni e filosofie dell’estremo oriente.
Ha fondato e cura la collezione di quaderni di poesia Le gemme
per le edizioni Progetto Cultura e il blog letterario ParolaPoesia.
Ha portato avanti per alcuni anni un laboratorio di poesia in una
casa di riposo per anziani e ha organizzato e diretto molti eventi
e rassegne letterarie.
Ha partecipato a molti festival internazionali di poesia in Italia,
in America Latina e in Europa.
Ha scritto su numerose riviste di settore e ha pubblicato i libri
di poesie: Agave (LietoColle, 2011) con prefazione di Maria
Grazia Calandrone; Las mantas de Dios (Progetto Cultura, 2013)
in edizione bilingue italiano–spagnolo con traduzione di Emilio

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 40


Transiti Poetici – volume II

Coco e prefazione di Mario Meléndez; Percorsi (La Vita Felice,


2016) con prefazione di Jean Portante; La casa delle fate (La
Vita Felice, 2017) con post fazione di Marco Antonio Campos.

Marialoreta Mucci

Marialoreta Mucci nasce nel 1990 in Abruzzo. Ha studiato


Lettere Moderne a Roma laureandosi con una tesi su Carmelo
Bene scrittore. Si occupa di comunicazione in una società di
consulenza ambientale dove lavora con la realtà virtuale per
scopi educativi.

Adam Vaccaro

Adam Vaccaro, poeta e critico nato in Molise nel 1940, vive a


Milano. Ha pubblicato varie raccolte di poesie, tra le ultime: La
casa sospesa (Novi Ligure, 2003); La piuma e l’artiglio,
(Editoria&Spettacolo, Roma, 2006); Seeds (New York, 2014),
raccolta scelta da Alfredo De Palchi per Chelsea Editions, con
traduzione e introduzione di Sean Mark; Tra Lampi e Corti
(Saya Ed, Milano, 2019) e Identità Bonefrana (Di Felice Edizioni,
Martinsicuro, 2020). Tra le pubblicazioni d’arte: Spazi e tempi
del fare, con acrilici di Romolo Calciati (Studio Karon, Novara,
2002); Sontuosi accessi - superbo sole, con disegni di Ibrahim
Kodra (Signum edizioni d’arte, Milano, 2003); Labirinti e
capricci della passione, con tecniche miste di Romolo Calciati
(Milanocosa, Milano, 2005). Con Giuliano Zosi e altri musicisti,
che hanno scritto brani ispirati da sue poesie, ha realizzato
concerti di musica e poesia. È stato tradotto in spagnolo e in
inglese.
È presente in molti blog e raccolte antologiche e collabora a
riviste e giornali con testi poetici e saggi critici.
Ha fondato e presiede Milanocosa (www.milanocosa.it,),
Associazione Culturale con cui ha realizzato numerose iniziative.
Cura la Rivista telematica Adiacenze, materiali di ricerca e
informazione culturale del Sito di Milanocosa.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 41


Transiti Poetici – volume II

Giuseppe Vetromile

Giuseppe Vetromile è nato a Napoli nel 1949. Attualmente


svolge la sua attività letteraria a Sant'Anastasia (Na), città in cui
risiede dal 1980. Ha ricevuto riconoscimenti sia per la poesia
che per la narrativa in importanti concorsi letterari nazionali.
Numerosissimi sono stati i primi premi.
Ha pubblicato più di 20 di libri di poesie, gli ultimi dei quali
sono Cantico del possibile approdo (Scuderi, 2005), Inventari
apocrifi (Bastogi, 2009), Ritratti in lavorazione (Edizioni del
Calatino, 2011), Percorsi alternativi (Marcus Edizioni, 2013),
Congiunzioni e rimarginature (Scuderi, 2015), Il lato basso del
quadrato (La Vita Felice, 2017), Proprietà dell'attesa (RPlibri,
2020), ed il libro di narrativa Il signor Attilio Cìndramo e altri
perdenti con (Kairos, 2010).
Ha curato diverse antologie, tra le quali, recentemente,
Percezioni dell'invisibile, L'Arca Felice Edizioni di Mario Fresa,
Salerno, 2013; Ifigenia siamo noi (2015) e Mare nostro
quotidiano (2018) per la Scuderi Editrice di Avellino. È il
fondatore e il responsabile del Circolo Letterario Anastasiano.
Fa parte di giurie in importanti concorsi letterari nazionali.
Organizza incontri ed eventi letterari, tra cui le rassegne
letterarie Il London Park Letterario a Sant'Anastasia, in
collaborazione con Vanina Zaccaria, e Un caffè da Mancini
presso la Libreria Mancini di Napoli in collaborazione con
Gennaro M. Guaccio.
È l’ideatore e il coordinatore del Premio Nazionale di Poesia
“Città di Sant’Anastasia", giunto alla XVII Edizione. È presente
in rete con diversi blog letterari (Circolo Letterario Anastasiano,
Transiti Poetici, Taccuino Anastasiano, Selezione di Concorsi
Letterari), ed inoltre collabora attivamente con altre
associazioni e operatori culturali del territorio nella
realizzazione di eventi letterari di rilievo, prodigandosi anche
nella ricerca di nuovi “talenti” poetici.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 42


Transiti Poetici – volume II

Indice

Introduzione Pag. 4

Lucianna Argentino " 5

Marco Bellini " 9

Luigi Cannillo " 10

Domenico Cipriano " 13

Stefania Di Lino " 16

Federica Giordano " 18

Antonietta Gnerre " 21

Cinzia Marulli " 23

Marialoreta Mucci " 26

Adam Vaccaro " 29

Giuseppe Vetromile " 33

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 43


Transiti Poetici – volume II

Note sugli Autori " 34

10 Aprile 2020

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 7 Pag. 44