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Transiti Poetici – Volume XXV

TRANSITI POETICI
Volume XXV

Antologia
a cura di Giuseppe Vetromile

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano


nr. 42

Copertina di Ksenja Laginja

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 2


Transiti Poetici – Volume XXV

Gli Autori

Gabriella Cinti
Mariella De Santis
Rosanna Frattaruolo
Rita Minniti
Raffaele Ragone
Daniela Sannipoli
Anna Santoliquido
Natalia Stepanova
Elena Verzì
Camilla Ziglia

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Transiti Poetici – Volume XXV

Introduzione

Ma come si fa a parlare di poesia quando la piaga della guerra continua a sanguinare


proprio a due passi da noi? Come si fa a parlare di poesia in un mondo sempre in
subbuglio, diviso e suddiviso, ormai perpetuamente ammalato e vaccinato (chissà
perché mi vengono in mente gli hacker informatici, per analogia!...), ormai destinato a
consumare più di quello che produce, a disinteressarsi completamente dell’ecosistema,
degli equilibri naturali, della fame dilagante nei paesi più poveri e tante altre assurde e
ingiuste situazioni?... Diremo: ma è naturale tutto ciò; da quando l’uomo è sulla terra,
ci sono sempre state le guerre, le ingiustizie, i conflitti, gli accaparramenti, gli sprechi:
in fondo è nella natura dell’uomo, e poi bisogna pure considerare che non tutto il male
viene per nuocere, le civiltà nascono e muoiono, si alternano ad altri assetti geo-politici,
i popoli vanno e vengono, trasmigrano, portano culture nuove. E poi ancora, tutto
sommato, l’uomo non è poi questo perfido mostro che si nutre dei suoi simili: sa anche
raggiungere vette altissime di grazia, di genialità, di splendore, di beneficenza, di
amore… Alti e bassi dell’umanità, che è questa specie di vita che va sempre avanti,
comunque, attraversando barriere invalicabili, aprendosi varchi inimmaginabili per
raggiungere confini imperscrutabili e misteriosi.
Eppure, nonostante ogni sforzo, ogni tentativo di giustificazione più o meno opinabile
e logicamente accettabile, sta di fatto che la situazione attuale non è delle migliori. Da
ogni angolatura o aspetto che la si voglia osservare, questa umanità pare che stia
veramente per raggiungere il fatidico punto di non ritorno, il confine oltrepassato il
quale non si può più tornare indietro. La reversibilità è ormai quasi negata per l’effetto
serra e per i ghiacciai che si stanno sciogliendo, per le foreste che si stanno
distruggendo, per l’inquinamento globale che sta infettando l’atmosfera. Per non
parlare della brutalità, della violenza, dello scempio e dello sfruttamento delle risorse a
discapito dei meno abbienti.
In questo scenario, dunque, che senso ha la poesia, l’estetica, la bellezza, la creatività
artistica?
Credo che, nonostante tutto, ancora una volta sia giusto affermare che la poesia (quella
autentica e nobile) non è morta, parafrasando la fatidica riflessione montaliana. Credo
effettivamente che la creatività artistica nell’uomo, la sua propensione innata a
utilizzare la materia a sua disposizione per creare forme nuove, al fine di stuzzicare, di
stimolare e di emozionare l’anima e lo spirito, sia un talento che non potrà mai essere
annullato: mortificato, represso, mercificato, questo forse sì, ma mai l’uomo potrà
privarsi della volontà e della capacità di esprimere arte.

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Transiti Poetici – Volume XXV

Per questo sono convinto che praticare l’arte, e in particolare la poesia, in un mondo
che sembra sprofondare nelle negatività di ogni tipo, abbia comunque senso. Anzi,
sarà proprio con la poesia e con la creatività artistica che l’uomo continuerà a
mantenersi umano, differenziandosi dagli altri esseri viventi, e a rimanere in
collegamento spirituale con i propri simili, a condividere con gli altri la gaiezza, la
libertà e la consapevolezza di poter mettere a frutto le proprie idee, le proprie creazioni,
i propri progetti, al fine di migliorarsi e di migliorare gli altri.
Una linea sottile e delicata ci unisce, continua a tenerci insieme, nella storia e nei popoli
di questa terra. Una linea fatta di sintonie, di accordi, di condivisioni emotive: una linea
armoniosa, quasi evanescente ma nello stesso tempo robusta e indissolubile: la poesia,
l’arte in generale.
Ringrazio dunque i dieci autori di questo venticinquesimo volume dell’antologia, per
aver aderito al mio progetto, confermando ancora una volta che anche in tempi di
guerra e di oscurità, il lume della poesia e dell’arte possono rischiarare e rinsaldare
questa nostra povera umanità in perenne cammino.

Giuseppe Vetromile

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GABRIELLA CINTI

Ecco un bellissimo poema che trae spunto dal pensiero poetante di Giacomo
Leopardi: e non si tratta né di emulazione, né di mero riadattamento sintetico della
poesia e della vita del grande recanatese, bensì di un canto che vive di luce propria, che
ripercorre in chiave attuale gli stessi dubbi, patemi e riflessioni sull’esistenza e sul senso
dell’essere. Gabriella Cinti, anche lei marchigiana, autrice di grande talento e notorietà
in ambito letterario nazionale, aderisce con questi suoi versi intrisi di alta liricità,
all’atmosfera leopardiana e alla sua profonda modalità di indagine filosofica e poetica.

Canto diurno a Recanati


a Giacomo Leopardi

La avresti amata,
questa mattutina neofania:
l’ultima pralina tecnologica,
il gigante di Memoria,
prodigiosa per salti di fotoni.
Anche la mia biosfera pullula
di rimbalzi corruschi e condensazioni,
tra nuvole di verità parallele,
le fratture ricongiunte negli scarti
del possibile, specchi tridimensionali
del tempo, ricomposti

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Transiti Poetici – Volume XXV

negli occhi che ricordano.


Discepola del tuo Sogno,
fuori dall’oggi, mi dilaga
il silenzio del futuro,
lo schermo bianco dell’espressione
non detta ancora, il sorriso,
maschera immaginata di luce.
Dopo, e all’indietro, fuori da noi,
stereoscopico, il divenire si gemma
dalla prima parola mammifera,
lallazione di primate,
per curare lo strappo,
ossicini di pensiero,
poi canto e ossessioni adulte
in parvenza di ragione,
la Tua indicibile Poesia.

- II -

Cresciuti, si colleziona come te,


Giacomo mio,
insaziabilità di cielo,
avidi di infinito in moto
dal tuo sguardo obliquo,
i tuoi interrogativi assidui dell’oltre,
direzione diagonale del sublime,
malati ancora di separatezza,
orfani di eterno: la trascendenza,
assillo di relitti viventi
in continua deriva d’altrove.
Precipita la traiettoria
dell’illuso conoscere, scivola

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Transiti Poetici – Volume XXV

in queste improvvise pendenze di strade,


come il compromesso incerto con l’assoluto:
il tuo infinitare il minuscolo
flusso di cangiante Differenza
e nulla guarisce la caduta, lo sai,
solo fiocchi insperati di sogno, colore
e materia bionda di luce marchigiana
a restituirci il volto domestico di un Dio.
Strana eternità di un pomeriggio di settembre,
insediata fuori dal tempo chiuso:
il sistema del dolore si smaglia,
i desideri - stormi di R.E.M. in volo -
dai vicoli del Borgo.
Se il riso canoro dei tuoi uccelli, qui,
lo stesso garrire, riecheggia da allora,
si fa pioggia multiforme di luce,
aperta nella voce;
a Recanati, le cellule del tuo canto
nei grani d’aria, piume
domestiche d’infinito,
satelliti tuoi di poesia,
ogni mio respiro del tuo raggio.

(da La lingua del sorriso. Poema da viaggio, con il saggio critico introduttivo di Francesco
Solitario, Prometheus edizioni, Milano, 2020)

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Transiti Poetici – Volume XXV

MARIELLA DE SANTIS

Notevole l’attività poetica di Mariella De Santis, originaria di Bari ma dividendo ora la


sua residenza tra Roma e Milano. Al suo attivo diverse pubblicazioni, anche di teatro.
Propone qui di seguito un lungo testo tratto dalla pièce in versi Disobbedienza d’amore,
dove traspare tutto il suo intuito poetico pensato all’amore, quello classico tra lui e lei:
vi è, nei versi melodici, un delicato sentire fisico e spirituale che avvolge nel dialogo
amoroso i due protagonisti, poeti l’una all’altro immersi nella dolcezza di consapevole
realtà esistenziale.

Per un’insistita luce

Non è finzione né invenzione


che tra affondo e risalita
necessita restar sospesi
nel buio di un fondale.
Ma qui noi siamo emersi,
nel cerchio del tuo letto
lo stagno ha un sogno esteso
e tu radice hai nel buio
mio caldo e nel mio seno.
Due lacrime – umido nell'umido –
avrei voluto darti, ma la gioia

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Transiti Poetici – Volume XXV

è pianto breve e vedi amor mio,


ora che un po' di me il limite
amo, mi fletto al tuo confine
di bianco e melograno.
Sei natura e splendore
nei tuoi angoli acuti
e di te conosco stanze
larghe d'improvviso.
Ami di me quello che
a nessuno ho permesso.
Tu di me conosci la segreta luna
ed io di te disvelo il sole ombrato
(pure notte e nebbie di te io amo)
Ora di me angelo e custode,
espugni dal silenzio
il liquido mio gelo.
Non rimproverarmi gli anni negati
io non ti imporrò le assenze
di memoria che ormai non so colmare.
Ritroverai in una piazza senza platani
il ricordo di un momento che al tempo
torna breve.
Mi germini nel petto e
mi germogli sangue.
Nei nostri nomi
ripetuti per conferma
s'appiana ogni rivolta.
Vengo a te mancante
e forse mi perdoni.
Ti dico che sei angelo
di corpo e sangue e
l'ala che mi stendi

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Transiti Poetici – Volume XXV

su occhi e bocca
non è farmaco né medicamento
ma pura verità che si fa vera.
Aspetterò il tuo ritorno nuda
sul bianco del ricamo,
dalle finestre a guardare
il tuo passo
che nel ventre mi sale.
Rallenterai il venire per
farmi soffrire d'attesa,
aprirai la porta, aprirai la bocca,
riceverai il mio pianto, la mia gioia
e il dileguato silenzio.
Mai più dirò che sono qui per te,
mai più saprai quel che volevo dirti.
Eppure non c'è parola che non
potrei donarti, né ansa di me
in cui tu non possa trattenerti.
Se tu sei su di me o su di te io,
nessuna ombra più ci tormenta.
Saremo, tu lo sai,
la somiglianza di
una unità che non
s'interrompe mai.
Per quanto insiste

(dalla pièce in versi Disobbedienza d’amore, L’infinito edizioni, 1999)

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Transiti Poetici – Volume XXV

ROSANNA FRATTARUOLO

Di origini pugliesi è Rosanna Frattaruolo, ora residente in Piemonte, dove oltre ad


occuparsi della sua attività professionale, frequenta volentieri e con meritati
riconoscimenti il mondo letterario e poetico, collaborando con varie realtà associative
importanti, come Periferia Letteraria. La sua è una poesia gradevolmente e dolcemente
intrigante, che sollecita emotivamente il lettore; sono versi fluidi, non privi di una certa
ironia, che cantano d’amore e di schiettezza, in un mondo che sovente opprime e
comprime.

(Inediti)

ho accomodato le spine sul fianco


e raccolto ogni foglia dal prato
ché non vi sia attrito al tuo arrivo
è il mio ventre che chiede aderenza al tuo
il cervello antico s'è armato
avanza mietendo vittime
ferito grave il buonsenso
scaccia ogni idea di contraddittorio
mi pare pure inutile

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Transiti Poetici – Volume XXV

la lite furibonda che avremo poi


fermenta la lingua
e ho i seni sulle punte
mi sento dio che tutto vuole
e che tutto può
mi sento nel giusto
nel presagio del gusto

***

sospendersi
senza avverbi di tempo
le braccia fluttuanti
i nodi vertebrali cedono
ad un complimento di compagnia
sono giovane con te
ammorbidirsi a burro sciolto
e nessun rumore
cadere informe al suolo
in gocce di sapone alla fragola
poi macchia rosa
a pensarci è bello

***

le parole non dette


restano in bilico sulle intenzioni
per ansie ed ansie
muoiono sole nelle anse
del monologo tra testa e cuore
un peccato non dire
non aprire le dighe

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Transiti Poetici – Volume XXV

per sversare parole


colme d'amore?
che peccato sarà poi dire
"ho aperto l'invaso
nel momento sbagliato"

***

(da Le case con gli occhi verdi, ediz. Babbomorto, 2021


sezione addomesticare la bestia)

iv

mi seduce l'idea
edulcorarne il ruggito
sentirla miagolare
imbellettandone i peli dritti
con un fiocco rosso

ix

Domanda senza premesse


e finte promesse
se lo voglio dentro
Soffro di vertigini
quando mi arrampico
sugli specchi della sua casa
Potrei ballare sulle doppie punte
spaccare il capello in quattro
Mi lascio scivolare

entrambi guardiamo
le case con gli occhi verdi

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Transiti Poetici – Volume XXV

con quelli mi dilata le labbra


le apre fino al molo
laggiù
poi l'eco s'inabissa
e sanguino di gioia
mi bacia il dito
bagnato di rosso

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Transiti Poetici – Volume XXV

RITA MINNITI

Nata a Castrovillari, Rita Minniti vive e lavora attualmente a Cava de’ Tirreni, in
provincia di Salerno. Poetessa pluripremiata e molto apprezzata in ambito nazionale,
ha pubblicato diverse raccolte poetiche, anche con altri autori. Il suo è un procedere
riflessivo e melodioso, con versi che parlano di ripensamenti e di nostalgie. La poesia
di Rita Minniti tende così ad una sublime ricerca di un senso nella vita che possa
rispondere alle voci e alle attese dell’anima.

Dovrei

Dovrei dire addio a questa voce,


a questo affanno
verso un oceano di storia e di memoria.
La notte,
con la sua porta chiusa,
ritorna sempre a quella luna
spogliata dai rimpianti,
e a un viaggio,
come conchiglia sfinita sulla riva,
a domandarsi
se la lontananza dal mare,

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Transiti Poetici – Volume XXV

fa male.
Qui in questo pensare assente
nel buio che m’ossessiona,
chiedermi se un treno
ha lasciato un’ombra alla stazione,
o è stato soltanto un fruscio
che m’è passato accanto.
Dovrei dire addio
all’inesattezza delle domande,
ai campi irrigiditi dall’inverno,
alle rondini andate via.
Dovrei sentirmi parte della pioggia che piove
su questo silenzio di rumore
e all’alba separarmi dal tormento

***

Il presente e l’attesa

Fummo l’espressione del tempo.


Pedine disordinate
di virtuali figure aggrappate
agli occhi sorpresi della luna.
Non ci voltammo mai indietro
Pur lasciando alle spalle
promesse da recuperare,
da ritrovare nei passi,
gocciolanti di sudore.
- E la stanchezza dell’andare
era insopportabile -
Fuggimmo
all’incontrollabile pregiudizio dei pensieri,
furtivi a volte,
a volte inconsueti,
e allo sminuirsi delle ombre

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Transiti Poetici – Volume XXV

all’urlo del silenzio


non ammettemmo mai di aver perso.
I giorni seguivano ai giorni.
Le notti tornavano a nascondersi
e a delimitare uno spazio preso in prestito.
Così trovammo il punto,
troppo tardi forse,
quando ormai l’estate era finita
e l’inverno ghiacciò il presente e l’attesa

***

Il silenzio dei versi

È quest’assenza di luce
ad apostrofare l’inesistenza dell’aria.
È questo indiscusso
peregrinare nel vuoto a decidere il poi.
Non ci sono sentenze a cancellare le intese,
gli incontri, occhi negli occhi.
Tutto rasenta la quasi perfezione della forma,
in questo cerchio dove il respiro,
respira ancora.
Forse ho trascurato l’inizio della fine
senza accorgermene.
- O forse ho voltato le spalle alle regole -
Ho sostituito il sogno
al grido d’un fare a pezzi
insinuatosi nella mente.
L’ho visto sbriciolarsi
senza darne importanza.
- La conseguenza non era prevista -
La luce non s’è più accesa,
la melodia non mi raggiunge.
Non si riflettono sulle pareti

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Transiti Poetici – Volume XXV

immaginifiche emozioni,
e la mano rigida nei gesti,
ha smesso di scrivere.
- Il silenzio ha allontanato i versi -
ha reso rumorosa la vita.
Ma nel distacco,
la parola,
non s’è mai specchiata nell’assenza.

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Transiti Poetici – Volume XXV

RAFFAELE RAGONE

Raffaele Ragone, nato a Castellammare di Stabia, ha svolto la sua attività professionale


e di ricerca in campo scientifico e accademico, essendo laureato in chimica e
specializzato in strutturistica molecolare. Accanto a questa attività, per la quale ha
anche prodotto numerosissimi articoli scientifici, Raffaele Ragone si dedica alla
letteratura e alla poesia, collaborando anche con associazioni per la promozione
culturale del territorio. Raffaele Ragone è poeta riservato, serio, che predilige lo studio
e la ricerca su tematiche naturali, ambientali e filosofiche della vita, mediante un dettato
poetico asciutto ma colto, diretto e incisivo.

Scilla (2012)

Tre anni, eppure ci sarà un perché,


Se ne parlano tuttora gli angoli retti
Degli incroci, le curve sbigottite
Strette ai marciapiedi, l'indolenza
Delle acque, che dentro ai fossi
Si trascina, dove si tuffa una pioggia
Livorosa, se poi ci sono esposte
Dove non fummo insieme le tue foto,
E a cosa vale conoscerne il perché.
Sicché, della predace Scilla son io
Tuttora un navigante, è questo ciò

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Transiti Poetici – Volume XXV

Che conta in fondo, e le sue braccia


Affonda la mia barca in questi flutti,
Dove diventa il sole dell'esistenza
Incerta sfera, e un viale ondeggia
Verso il suo tramonto, in ver l'oblio.
Ora ricordo: non progettammo mai
La flemma di lunghi viaggi in treno.

***

Crusoè (2013)

Forse speravo il mare che non c’è,


quasi una culla senza increspamenti,
la distesa rilassante senza anfratti,
senza spiriti che tramano l’agguato.
Sicché io stetti un giorno tra i flutti
d’una cala, quasi un disperso Crusoè.
M’immaginavo il mare che non c’è,
che mostri non occulta nei recessi
dell’orrido terraqueo, la vertigine
che abbraccia la risacca degli amanti
in gioventù, l’oceano senza abissi,
senza tetre risonanze di caverne,
però sonoro al fondo del palpito
di te, che fosti tu per me la spuma
di quel mare, il mare che non c’è.

***

Aprile (2014)
Fu notte, e mi sorprese la resa
dell’inverno alla nuova primavera.
L’albedo della luna sulla tua pelle

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Transiti Poetici – Volume XXV

bianca. I tuoi capelli neri chiome


di zafferano. Un fluttuar di steli
nella brezza vibrante della sera.
Eri avvolta nello scialle delle stelle.
Così mi rivelasti allora che molle
ferve aprile nella coltre delle zolle,
aspersa del profumo delle viole.

***

Ottobre (2015)

Ottobre impasta il cuore in un’argilla


gialla d’albatri, nel rosso che distilla
dai ricci dei castagni. L’autunno è fresco
d’equinozio, e già s’adagia in un affresco
impressionista. L’estate in clorofilla
scialba sbianca, stremata da un piovasco.
Tempo d’attese, già mese di promesse,
non più di feste, ma di memorie impresse!

***

Καλό ταξίδι (2016)

Καλό ταξίδι, amore mio lontano!


S’appresta ad imbarcarsi clamorosa
la ressa rinnovata dei bagnanti,
or che luglio ci tende la sua mano
e del saluto il gesto già ci freme
nelle braccia, ci pulsa nelle vene.
Quante spiagge per te, quanta calura,
quale amoroso indugio sulla tua pelle

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Transiti Poetici – Volume XXV

il sole, d’amplessi quante impazienti


spume, quante battigie di cobalto,
quant’acque smisurate azzurro-Ionio,
di moine avventurose quale attesa,
quanta speranza nella mia premura!
Καλό ταξίδι, amore, ed io lontano!

***

Ode al Sarno (2019)

O divo Sarno dalle verdi rive,


dall'acque scorse dall'età del bronzo
di Vesevo bagnando le pendici,
ricovero dei nomadi Sarrasti,
d'antichi paesaggisti ispiratore,
per te cullammo un tempo aspettative,
rincorremmo fanciulli le tue sponde.
O divo Sarno di sorgenti chiare,
oppresso dagli abusi quotidiani,
umiliato dall'uomo inquinatore,
stolto, incurante delle tue radici,
artefice di crimini nefasti,
scarichi d'industrie, liquami urbani,
possa levarsi ancora il gracidare
che le tue prode elesse a sua dimora,
delle ile che ne videro le fronde!

***

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Transiti Poetici – Volume XXV

I ciclamini (2021)

E se ne stanno intanto i ciclamini


addossati al margine dei vasi,
di fenditure memori e interstizi,
come nella penombra dei castagni
sperando negli abbracci maggiolini.
D'uguale sorte in vita siam compagni,
cercare schermo in passeggeri ospizi,
alla rabbia del vento incerta stasi.

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Transiti Poetici – Volume XXV

DANIELA SANNIPOLI

Daniela Sannipoli, docente di lingua e cultura spagnola, è poetessa di talento, molto


attiva nella promozione culturale anche attraverso rubriche radiofoniche, dedicandosi
in particolare alla realtà letteraria spagnola. Con due importanti pubblicazioni ha
ottenuto lusinghieri riscontri. La sua poesia è un canto che nobilita la persona
innalzandola dal grigiore della quotidianità e dalle pochezze della sopravvivenza. Nei
suoi versi traspare la bontà e la indispensabilità della parola poetica come suffragio e
preghiera di speranza per un possibile riscatto dell’uomo.

Pasquale

Pasquale
spacca i mattoni
sotto casa.
Lo vedo dal terrazzo
e mi sembra
– ogni tanto –
che un sogno
si sollevi
dalla polvere.
Chissà,

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Transiti Poetici – Volume XXV

forse ha mani
troppo grandi
che lo chiamano
alla terra;
o ha studiato
da cane
e non ha rime.
Per far volare un sogno
occorrono carezze
dalle unghie limate
e braccia
che ti portino
alle soglie del cielo.
Pasquale
spacca i mattoni
sotto casa.
Lo vedo
dal terrazzo.
È zoppo.
È Ferragosto.

(da Rosso fuoco, Casa Editrice Menna, Avellino, 2009)

***

Petrichor

Odore di terra bagnata


e fretta di panni
rientrati a braccia colme.
Paesaggi nascono alle narici;
mille autunni con te
e senza te.
Non so pensare la foglia
senza il lampo segreto

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Transiti Poetici – Volume XXV

del tuo cercarmi improvviso


che è già tuono
capillare rotto
sangue che ama la deriva.

(da Il mio amore è intraducibile, DeComporre Edizioni, Gaeta, 2015)

***

Inventarti dove non ci sei

Luglio alle cinque del mattino.


Già il traffico impazza
e tra gli appuntamenti
un po’ ti perdo.
Sei il gesto lento
che dalla fronte si alza
verso il finestrino,
l'alba lunga
dai miei pensieri al mare.
Vederti,
inventarti dove non ci sei.

(da Il mio amore è intraducibile, DeComporre Edizioni, Gaeta, 2015)

***

Continuo

E invece ho dovuto
lasciare la notte
lasciare l’alba
leggere su un autobus traballante

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Transiti Poetici – Volume XXV

e iniziare un altro giorno


pensando a quello che non ho fatto,
sapendo che dovrò dire altri no
piangendo
altri sì,
soffrendo,
pagare un’infinita bolletta del gas.
Non so perché amo così tanto la vita.

(da Il mio amore è intraducibile, DeComporre Edizioni, Gaeta, 2015)

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Transiti Poetici – Volume XXV

ANNA SANTOLIQUIDO

Personalità di spicco nel panorama letterario italiano, Anna Santoliquido è riferimento


prezioso in ambito poetico e culturale. È poetessa e letterata molto nota sia in Italia
che all’estero, con all’attivo moltissime pubblicazioni, anche in altre lingue. La sua è
una poesia impegnata, di carattere filosofico e sociologico, con un dettato breve, a
volte epigrammatico, ma denso di significati. La poesia è la sublime arte letteraria che,
forse unica, potrà dare un senso a tutte le cose, come recita, con grande consapevolezza
e intuito poetico, in alcuni suoi versi: può la poesia sorreggere il mondo? / e se fosse il silenzio
/ più efficace del ritmo? /… / resto in ascolto ai crocicchi / se passa il vento / lo afferro e combatto.

Sono poeta

a Ernest Hemingway
I
sono poeta
anche quando la lacrima si cristallizza
la nuvola si rovescia
il pescecane mi azzanna

II
nel mare dei sogni

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Transiti Poetici – Volume XXV

gli squali fendono l’onda


il pescatore si accanisce
con le mani sanguinanti

III
getto l’amo sul foglio
mi acquatto nella barca
respiro a stento
il sangue tinge l’acqua

IV
sono poeta
a Belgrado e a Zagabria
sotto il sole di Puglia
e nel covo dei briganti

V
un ragazzo vigila il mio sonno
con l’impetuosità dei vent’anni
la condanna del consumismo
e il profumo della pelle

VI
sono poeta
anche quando le alghe mi ammorbano
l’aria è stagnante
e il treno mi sveglia

VII
come Santiago
porto a riva la carcassa
forse pentita
di essermi spinta troppo al largo

VIII
la pesca nell’oceano

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Transiti Poetici – Volume XXV

ha svelato le voragini
acuito la sete
e scolpito la solitudine

5 luglio 2002

(da Ed è per questo che erro, Smederevo, Serbia, 2007)

***

Ritorni

I
chissà come sarò
tra cent’anni
se le gote saranno
muschio o terra

II
non sentirò il trapasso
mi rapirà la luce
le labbra non emetteranno rantoli
ma versi

III
vorrei accanto i ragazzi
il mulo nella stalla
i pulcini sotto il letto
le viole nel bicchiere

IV
ritornerò nei sogni
nei desideri delle madri
nella passione degli amanti
nelle nubi del mattino

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 31


Transiti Poetici – Volume XXV

2 gennaio 1997

(da Ed è per questo che erro, Smederevo, Serbia, 2007)

***

Stupor mundi
a Tommaso Pedio

ho l’energia del Mezzogiorno


la testardaggine di chi ha partorito nei campi
e lottato con il padrone
gli stenti non mi hanno sconfitta
ho mischiato miele e fiele
attinti dalla terra
sono brigante e allodola
canto e maledico gli stolti
in me un oceano di fierezza
per la murgia le cattedrali le laure
le colline i castelli le foreste
rabbia e dolcezza mi contendono
sono ulivo e quercia
ginestra radicata alla costa

27 agosto 2010

(da Casa de piatrǎ/La casa di pietra, Editura Tracus Arte, Bucarest 2014)

***

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 32


Transiti Poetici – Volume XXV

La profetessa Anna

la profetessa Anna
si guadagnò il cielo nel tempio
quanto distante la mia sorte!
scarabeo nell’ambra
mi dimeno
rido e piango
il mio regno è la pagina
in preda al delirio
mi avvinghio alle colonne
può la poesia sorreggere il mondo?
e se fosse il silenzio
più efficace del ritmo?
resto in ascolto ai crocicchi
se passa il vento
lo afferro e combatto

3 febbraio 2014

(da Profetesha, Milosao, Sarandë, Albania, 2017)

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 33


Transiti Poetici – Volume XXV

NATALIA STEPANOVA

Natalia Stepanova, di origini russe e residente da anni a Roma, è impegnata cultrice e


frequentatrice del mondo letterario e poetico, sia russo che italiano, con all’attivo
diversi apprezzamenti e premi in concorsi di poesia, nonché alcune pubblicazioni di
raccolte poetiche. La sua poesia si fonda essenzialmente su una ricerca di libertà e di
autenticità nelle cose, eliminando ogni superflua sovrastruttura, conferendole un ruolo
centrale e privo di ogni sorta di costrizioni: le mie poesie non hanno una casa, recita,
ribadendo la sua massima apertura poetica al mondo.

Io sto con le rose,


loro tutto sanno di me,
e di nulla mi giustifico,
io sto con le rose
come sto con il sole
quando si alza
da dietro i monti:
in quel preciso instante
io sto con le rose
e nulla mi serve,
e nulla mi tange,
e nulla può farmi del male.
Le rose porteranno con loro
il mio ricordo e i miei occhi,
(per sempre)
nei giardini dell’Eden.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 34


Transiti Poetici – Volume XXV

***

Le mie poesie non hanno una casa


né bella né brutta, non hanno un tetto
le mie parole, vento e nebbia sono
fratelli alle mie poesie.
Le mie poesie non cercano strade,
non cercano vie nuove, non usano
le parole scomposte per essere
altro e per piacere. Le mie poesie
sono povere, e raccontano
la terra al confine di vita e morte –
di acqua – sono le mie parole
e di pane – perché ho bisogno
di credere nel verbo di Dio
per restare al confine.
Senza un tetto è la dimora delle
mie poesie, né bella né brutta –
stelle, farfalle, ghiandaie, rose,
gatti, serpi, pettirossi, oche –
senza le pareti, e senza nessuno
che decide se sono belle o brutte
le mie poesie – di giorno e di notte,
e non vi sono stanze in questo luogo,
non ci sono le porte per entrarvi,
mancano le scale per salire nell’alto
e le finestre per guardare fuori.
Non hanno scarpe le mie poesie –
cammino scalza e canto sola
nel mio giardino d’alba al confine.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 35


Transiti Poetici – Volume XXV

***

Io sono una creatura di Dio,


il mio corpo è materia sacra,
la mia mente è complessa
come l’universo intero
e il cuore fa parte
del mio intelletto,
sono stata pensata
perfetta in grazia
del mio Signore, e Dio
di tutte le creature della terra.
Non sia mai la mia anima
in uso al demonio.
Nessuno osi toccare
la materia sacra dell’essere.
A te, mio Dio, volgo il mio
cuore – preservaci dal male,
e accogli la preghiera
di una tua creatura,
peccatrice e povera.
Io credo in Te, Signore,
e mi custodiscono gli angeli –
la mia vita e la mia anima
in terra e in cielo, e
in una rosa eterna.
E tutte le cose avrò
riposte nel cuore.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 36


Transiti Poetici – Volume XXV

ELENA VERZÌ

Una poesia molto perspicace, diretta come lancia nell’intelletto e nell’intimo emotivo
del lettore, quella di Elena Verzì, poetessa autentica e determinata. di origini calabresi.
All’attivo una pubblicazione e un premio importante, il che conferma il suo già mirabile
percorso in campo poetico. Il suo è un dettato basato sulla fulmineità del contenuto,
andando nel nucleo fondamentale delle cose e degli aspetti della vita, con un linguaggio
ricco di metafore e di allusioni.

Il volto della madre è il sogno di Dio sulla terra,


ha generato spine dal suo stelo
con dolce premura scrive passi
come una danzatrice sul ghiaccio.
Il suo abbraccio è l’incastro perfetto delle nostre pene.
L’infinito sgorga dai suoi palmi,
Amore ha posto l’amore sopra ogni cosa
per insegnare bene a farlo meglio
a donare il cerchio della vita di luce generosa

(da L’amore misurato, CartaCanta ed. 2021)

***

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 37


Transiti Poetici – Volume XXV

Non hai cognome.


Alle radici rispondi con una lingua di spine
tagli il silenzio con la colonna,
una scala di vertebre conduce ai tuoi occhi.
Li vedo scrutare l’interno del mio vaso
allora mangio la terra per conquistarmi il paradiso
ma tu bevi dal mio pezzo di cielo.
Non mi resta che raccogliere gli ultimi fiori
e aspettare che nuove radici mi crescano dall’ombelico.

(da L’amore misurato, CartaCanta ed. 2021)

***
Dall’altopiano dei tuoi giorni ti offri
come trasparenza su occhi di opaca presenza.
Perché ingoiarmi nello scatto di un sorriso
che è solo affranto giudizio?
Incrinato lo specchio col tuo grido
l’ho lasciato di fronte allo zerbino.
Vibra l’aria nella fenditura
come la distanza silenziosa che ci frantuma.

(Inedito)

***
Sale svelta la saetta:
preludio del boato, la luce
mostra l’uscita ai più fortunati
che il segno lasceranno,
mentre a turno
gli altri, ormai spenti,
attraverseranno il loro riflesso.

(Inedito)

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 38


Transiti Poetici – Volume XXV

CAMILLA ZIGLIA

Una voce poetica molto interessante, quella di Camilla Ziglia, da Brescia; lo


testimoniano i premi e i riconoscimenti ottenuti in vari concorsi letterari nazionali
importanti, come il Premio Montano. Impegnata nell’attività culturale con la
partecipazione a diversi incontri ed eventi di carattere letterario e poetico, già dimostra
di aver raggiunto un pregevole livello qualitativo con la sua opera d’esordio, Rivelazioni
d’acqua, dove esprime un dettato poetico ricco di simboli e liricamente elevato, con al
centro immagini d’albe e delicate evanescenze emotive.

Un taglio di luna piena


il breve alone ceruleo che separa
il chiarore dalle ombre
quello è il filo del cammino,
dove si ferma lo sguardo
e non trova.

***

Le dita dell’Aurora brancolano nel buio


tastano sogni, li sbriciolano.
Solo gli ultimi le sfuggono

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 39


Transiti Poetici – Volume XXV

aggrappati ai disegni degli occhi


e si consegnano alla premonizione.
Si intravede una culla
– parola nuova –
non il colore del fiocco.

***

C’è un momento dell’alba


che torna al tramonto:
riaffiora la costante del tempo
trattiene il respiro
come labbra schiuse appena
per dire
e non dice.
Poi cadono le spalle
l’aria si sgonfia
in un attimo è giorno.

***

Vibrazioni sommesse di ciglia


e ti sfioro ora, prima io del risveglio
prima che il dolore si ricordi
– o la gioia –
di afferrarti la gola.

(da Rivelazioni d’acqua, Puntoacapo Edizioni, 2021)

***

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Transiti Poetici – Volume XXV

The floating piers


sul Lago d’Iseo

A Christo Javašev (Gabrovo 13/6/1935 - New York 31/5/2020)


nel primo anniversario di morte.

Le luci delle sponde


si allungano in ordito
sul lago quieto, scie
di vele al rientro
tessono fili di trama
nel passo delle correnti.
Chi ricama occhi
alle caviglie si annoda
saldo alla costa
ma chi srotola tappeti
volanti come ponti
ti porta con sé
a camminare sull'acqua.

(Inedito)

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Transiti Poetici – Volume XXV

Umanamente siamo così disumani

Nella storia incidiamo solchi millimetrati con parole scritte col sangue
e tu mia cara non ascoltare il duro lascito di Abele che ancora sancisce
vendetta infinita :ci saranno veleni nuovi e la terra

avrà le sue altre scritture burocratiche suddivise in capitoli alterni


di pace e di guerra

Mi consulto dunque un inventario apocrifo per disporre il cuore


nella ridondanza amorfa e proterva dell’indomani :sono io ormai
l’esperimento terreno per nuove vie e nuovi organismi cellulari

La città non ha più nulla da dire ha scritto già da tempo


l’iter nelle bacheche degli androni e dei condomìni
e nei reparti del supermercato il vortice dello spaziotempo
involve in infinito nulla

Mi trasporto nel silenzio delle stelle con un cono d’ombra


e sulle labbra un sorriso vespertino
che duri fino all’alba :mi scriverò addosso

parole di sfinge che racchiudano il mio enigma


e che nessuno saprà mai più tradurre

in uomo ossequioso ai riti ed al destino d’ecatombe

(da Inventari apocrifi, Bastogi Ediz., 2009)

Giuseppe Vetromile

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Transiti Poetici – Volume XXV

NOTE SUGLI AUTORI

Gabriella Cinti

Gabriella Cinti, nata a Jesi (AN), è italianista, grecista, poeta, scrittrice, saggista, critica
letteraria, performer in greco antico.
Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: Suite per la parola (Péquod, 2008), Euridice è Orfeo,
(Achille e la Tartaruga, 2016), Madre del respiro, (Moretti e Vitali, 2017), La lingua del
sorriso. Poema da viaggio, (Prometheus, 2020). Ha inoltre pubblicato i saggi: Il canto di
Saffo-Musicalità e pensiero mitico nei lirici greci (Moretti e Vitali, 2010); Emilio Villa e l’arte
dell’uomo primordiale: estetica dell’origine (I Quaderni del Bardo editore, 2019, Ebook
Amazon); All’origine del divenire. Il labirinto dei Labirinti di Emilio Villa, (Mimesis, 2020).
Su di lei: Franco Manzoni, Femminea estasi. Sulla poetica di Gabriella Cinti (Algra editore,
Catania, 2018).
Vincitrice di numerosi premi nazionali e internazionali, sue poesie sono presenti in
numerose importanti Antologie poetiche. Partecipa a diversi Festival Letterari e
Rassegne poetiche internazionali. È tradotta in inglese e greco moderno.

Mariella De Santis

Mariella De Santis è nata a Bari nel 1962. Vive tra Roma e Milano. Il suo primo libro
di poesia esce nel 1993, a seguito della segnalazione al Premio Internazionale Eugenio
Montale. Ha pubblicato testi di poesia, prosa, saggistica, teatro correntemente
rappresentati. Collabora con radio nazionali ed estere, case editrici, compositori e
artisti. È tradotta in arabo, inglese, croato, tedesco. La cordialità uscito nel 2014 (Nomos
Ed.), in edizione bilingue con traduzione in inglese di Anthony John Robbins, raccoglie
il lavoro di ricerca poetica degli scorsi otto anni e nel 2015 è stato ripubblicato per la
terza volta Vinerotiche e altre delizie (Leggeredizioni) libro di poesie che legano eros e
vino, agape e cibo. In prosa ha pubblicato il volume di microtesti narrativi Dodici piccole
lune (Ulivo Ed.) e suoi racconti sono presenti nelle antologie Milano per le strade, Canti
di Venere, Mia madre era, Il segreto manifesto, e in riviste.
Scrive per tentare di metter ordine tra le cose senza smarrire il sorriso.

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Transiti Poetici – Volume XXV

Rosanna Frattaruolo

Rosanna Frattaruolo, laureata in Economia, dalla Puglia si trasferisce in Piemonte dove


attualmente vive a Rivarolo Canavese, occupandosi di consulenze fiscali.
Del 2017 è la sua prima pubblicazione Fragile, edizioni LunaNera. Alcuni testi poetici
e racconti per l’infanzia sono pubblicati in antologie ed in vari blog letterari. Le sue
poesie sono presenti altresì in riviste e quotidiani, tra cui “La bottega della poesia” de
La Repubblica, e la rivista online di cultura mediterranea “Arenaria” diretta da Lucio
Zinna. Diverse le partecipazioni a letture pubbliche e ad eventi culturali.
Dopo aver intervistato alcuni protagonisti significativi del panorama artistico, letterario
e delle arti figurative in genere, dal 2019 è redattrice nel lit-blog di letteratura larosainpiu.
Dal 2020 nell’ambito dell’associazione culturale Periferia Letteraria collabora
nell’organizzazione e realizzazione di eventi culturali.
Nel 2021 ha pubblicato la plaquette Le case con gli occhi verdi, Babbomorto edizioni.

Rita Minniti

Rita Minniti, è nata a Castrovillari (CS) nel 1958 e abita a Cava Dei Tirreni (SA). È
funzionario nella P.A. di Salerno. Pubblica la sua prima raccolta Nei vicoli di un’anima
nel 2001. Seguono: Così vuole il cuore, Respiro pensieri nel vento, Piume d’anima, Appoggiata su
una nuvola, Al passaggio delle rondini, Pensieri capovolti, Dove il pensiero non annega. Ha altresì
pubblicato insieme a tre autori la raccolta Piume d’Anima e insieme a un autore rumeno
una silloge in rumeno-italiano dal titolo Iubire fara sfarsit (Amore senza fine). Ha inoltre
pubblicato la silloge Come se fosse polline e a breve uscirà la raccolta dal titolo Solitudini
mai arrese.
Ha conseguito tantissimi riconoscimenti e primi premi in importanti concorsi letterari
nazionali. Numerose le menzioni d’onore e i premi speciali. Suoi testi poetici sono
apparsi su svariate riviste e prestigiose antologie. Molte sue poesie sono state tradotte
in lingua spagnola e rumena. Scrive prefazioni per sillogi di poesia e romanzi. Si dedica
alla stesura di racconti brevi.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 44


Transiti Poetici – Volume XXV

Raffaele Ragone

Raffaele Ragone è nato nel 1950 a Castellammare di Stabia e vive ad Ercolano.


Laureato in Chimica e specializzato in Strutturistica molecolare, è stato attivo in ambito
accademico, essendo anche autore di numerosi articoli scientifici (Raffaele Ragone -
Google Scholar). Nel 1990, dopo una pausa di circa quindici anni, si riaccende il suo
interesse per la poesia, che culmina nella pubblicazione de La ruggine degli aghi (Manni,
2012) e de L'amaro delle noci (Guida, 2018). Nel contempo, cura il blog RaffRag’s Una
Tantum, che dal 2008 è la sede deputata alla pubblicazione dei suoi scritti. La
partecipazione ai concorsi letterari è sporadica e, pertanto, i riconoscimenti sono scarsi;
tra questi, si menziona il primo premio ex aequo per la sezione in lingua italiana nella
prima edizione del concorso Poesia a Napoli, curato da Guida editori. È anche attivo su
Facebook, dove di recente ha proposto analisi grafiche originali sul decorso della
pandemia da SARS-CoV-2. Si diletta di fotografia e rielaborazioni grafiche. Aderisce
al movimento artistico-letterario Immagine & Poesia. È socio dell’associazione stabiese
Certamen Plinianum, che afferisce all'Associazione Italiana di Cultura Classica. Collabora con
l’Associazione Achille Basile – Le Ali della Lettura.
(https://raffrag.wordpress.com)

Daniela Sannipoli

Daniela Sannipoli è insegnante di Lingua e cultura spagnola in un liceo linguistico.


Perfezionata formatrice autobiografica presso l’Università Suor Orsola Benincasa di
Napoli, è referente di progetti di scrittura creativa. È ideatrice e speaker del programma
radiofonico “Scioglilingua” dedicato alla lingua e cultura spagnola per l’emittente Radio
Civita InBlu. Ha pubblicato le raccolte Rosso fuoco e Il mio amore è intraducibile ed è presente
in varie antologie poetiche.

Anna Santoliquido

Anna Santoliquido, nata a Forenza (Pz) nel 1948, vive a Bari dove ha insegnato Inglese.
Poeta, scrittrice e saggista, dal 1981 ha pubblicato ventuno raccolte di poesia, tra cui
Città fucilata (Kragujevac, 2010), Med vrsticami (Lubiana, 2011), Casa de piatrǎ (Bucarest,
2014), Versi a Teocrito (Bari, 2015), I have gone too far (Stepanakert, 2016), Profetesha

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Transiti Poetici – Volume XXV

(Saranda, 2017), Parole e grappoli (Teheran, 2018), un volume di racconti. Ha curato


diverse antologie. È autrice dell’opera teatrale Il Battista, rappresentata nel 1999.
Traduttrice e operatrice culturale ha fondato e presiede il Movimento Internazionale
“Donne e Poesia”. È componente del Coordinamento della Sezione Nazionale
Scrittori SLC-CGIL e responsabile per “Puglia-Basilicata”. È anche responsabile per
la Puglia del PEN Club Italia. Le sue poesie sono state tradotte in ventitré lingue. È
presente in numerose riviste, saggi critici e antologie nazionali e straniere. È redattrice
e collaboratrice di varie riviste e giornali. Nel 2010 le è stata assegnata la cittadinanza
onoraria a Mrcajevci (Serbia). È membro onorario dell’Associazione Scrittori della
Serbia e dell’Unione degli Scrittori Indipendenti della Bulgaria. Nel 2017 le è stata
conferita la Laurea Apollinaris Poetica dall’Università Pontificia Salesiana di Roma. Dello
stesso anno è Anima mundi. La scrittura di Anna Santoliquido, saggio di Francesca
Amendola. Nel 2018 sono apparsi i volumi Parole in festa per Anna Santoliquido, a cura
del Laboratorio Don Bosco oggi e Una vita in versi, a cura di F. Amendola.
Nel 2019 all’Università di Bari è stata discussa una tesi di laurea sulla sua scrittura.

Natalia Stepanova

Natalia A. Stepanova è nata a Saratov, in Russia. Dal 1972 vive a Roma.


Interprete, traduttrice e pubblicista, ha pubblicato articoli e poesie su diverse testate
italiane e russe. Ha condotto la rubrica Russia in versi per la Russia Beyond.it. Ha ricevuto
diversi premi di Poesia. Ha pubblicato in lingua italiana 3 raccolte di poesie. Fa parte
della giuria del Premio Internazionale Pushkin.

Elena Verzì

Elena Verzì è nata a Catanzaro nel 1990. Logopedista, vive e lavora in Calabria.
Ha partecipato a vari concorsi di poesia. Alcuni suoi componimenti sono presenti in
antologie delle Edizioni Ursini.
Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di poesie Fiori e Fango con Eretica Edizioni.
Nel 2020 alcune poesie appaiono sulla rivista ClanDestino di Davide Rondoni.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 46


Transiti Poetici – Volume XXV

È vincitrice dell’ottava edizione del Premio letterario Le stanze del tempo edizione 2020
promossa dalla Fondazione Claudi. Nel 2021 pubblica la raccolta di poesie L’amore
misurato con CartaCanta - Capire Edizioni.
Alcuni suoi componimenti vengono tradotti e pubblicati in spagnolo per riviste
internazionali come il “Centro Cultural Tina Modotti” e la “Revista Literaria Taller
Igitur”.

Camilla Ziglia

Camilla Ziglia è nata e vive a Brescia, dove si è laureata all’Università Cattolica del
Sacro Cuore. Insegna Discipline letterarie, Latino e Greco in un liceo. Suoi inediti
hanno ottenuto il primo posto in alcuni concorsi letterari (I colori dell’anima, Il Sublime
di Lerici) e riconoscimenti a vario titolo (Premio speciale Ossi di seppia ediz. XXV,
Menzione d’onore al Premio L. Montano 2019; Finalista Bologna in Lettere).
Compare nelle antologie cartacee di diversi premi, su Atelier online e altri siti o blog,
nell’ebook iPoet, lunario in versi. Tredici poeti italiani (LietoColle 2019), nell’agenda poetica
Il segreto delle fragole (ivi 2019).
Ha partecipato a numerose letture, condotto eventi e presentazioni di poeti
contemporanei. Rivelazioni d’acqua è il suo libro di esordio.

Giuseppe Vetromile

Giuseppe Vetromile è nato a Napoli nel 1949. Attualmente svolge la sua attività
letteraria a Sant'Anastasia (Na), città in cui risiede dal 1980. Ha ricevuto riconoscimenti
sia per la poesia che per la narrativa in importanti concorsi letterari nazionali.
Numerosissimi sono stati i primi premi.
Ha pubblicato più di 20 di libri di poesie, gli ultimi dei quali sono Cantico del possibile
approdo (Scuderi, 2005), Inventari apocrifi (Bastogi, 2009), Ritratti in lavorazione (Edizioni
del Calatino, 2011), Percorsi alternativi (Marcus Edizioni, 2013), Congiunzioni e
rimarginature (Scuderi, 2015), Il lato basso del quadrato (La Vita Felice, 2017), Proprietà
dell'attesa (RPlibri, 2020), ed il libro di narrativa Il signor Attilio Cìndramo e altri perdenti
con (Kairos, 2010).

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 47


Transiti Poetici – Volume XXV

Ha curato diverse antologie, tra le quali, recentemente, Percezioni dell'invisibile, L'Arca


Felice Edizioni di Mario Fresa, Salerno, 2013; Ifigenia siamo noi (2015) e Mare nostro
quotidiano (2018) per la Scuderi Editrice di Avellino. È il fondatore e il responsabile del
Circolo Letterario Anastasiano. Fa parte di giurie in importanti concorsi letterari
nazionali. Organizza incontri ed eventi letterari, tra cui le rassegne letterarie Il London
Park Letterario a Sant'Anastasia, in collaborazione con Vanina Zaccaria, e Un caffè da
Mancini presso la Libreria Mancini di Napoli in collaborazione con lo scrittore Gennaro
M. Guaccio.
È l’ideatore e il coordinatore del Premio Nazionale di Poesia “Città di Sant’Anastasia".
È presente in rete con diversi blog letterari (Circolo Letterario Anastasiano, Transiti
Poetici, Taccuino Anastasiano, Selezione di Concorsi Letterari), ed inoltre collabora
attivamente con altre associazioni e operatori culturali del territorio nella realizzazione
di eventi letterari di rilievo, prodigandosi anche nella ricerca di nuovi “talenti” poetici.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 48


Transiti Poetici – Volume XXV

Indice

Introduzione Pag. 4

Gabriella Cinti “ 6
Mariella De Santis “ 9
Rosanna Frattaruolo “ 12
Rita Minniti “ 16
Raffaele Ragone “ 20
Daniela Sannipoli “ 25
Anna Santoliquido “ 29
Natalia Stepanova “ 34
Elena Verzì “ 37
Camilla Ziglia “ 39

Giuseppe Vetromile “ 42

Note sugli Autori “ 43

20 maggio 2021

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 42 Pag. 49