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VITTORIO BACCELLI

PAGINE LIBERE
TRE
dalle scie chimiche al giovane holden
I MIEI ARTICOLI 2009 - 2010

TESSERATTO EDITORE

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In queste pagine ho voluto raccogliere alcuni dei miei articoli che nel 2009 2010 ho
pubblicato su vari giornali e riviste:
−Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia
−forum immoderato degli immoderati
−miei blog su splinder e my space
−Lo Schermo
−La Voce di Lucca
−Parliamone
−Neteditor
−Progetto Babele
−l'Eco
−Il legno storto

© Vittorio Baccelli 2009 2010


Pagine Libere tre – i miei articoli – dalle scie chimiche al giovane holden
Tesseratto Editore

Stampato nel 2010 a Seville (E) dalla Lulu.com per Tesseratto Editore

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SCIE CHIMICHE

LUCCA– Dopo la tempesta magnetica che sabato scorso ha colpito la lucchesia


tenendo tutti incollati col naso in aria, stamani (mercoledì per chi legge) chi ha alzato
gli occhi al cielo di prima mattina ha potuto osservare un inconsueto spettacolo: le
scie chimiche coprivano tutto l'azzurro, fenomeno analogo a quello verificatosi lo
scorso febbraio. Ma questa volta il fenomeno è stato di breve durata, infatti alle 11 di
mattina il cielo ha ripreso il solito aspetto. Molte comunque sono state le persone che
si sono fermate a scrutare il cielo attraversato da queste bianche scie che si incrociano
e s'intersecano in angoli sempre diversi e fantasiosi. Ma di cosa si tratta? Le scie degli
aerei, anche chiamate "scie di condensazione" o "contrails", sono un fenomeno del
tutto naturale. I gas caldi (mix tra vapore acqueo e gas combusti) che fuoriescono dai
motori degli aerei venendo a contatto con l'aria fredda dell'atmosfera innescano il
processo della condensazione: il vapore acqueo si trasforma in piccoli cristalli di
ghiaccio soggetti all'evaporazione. Per la loro natura, le scie di condensazione si
dissolvono in circa 30-50 secondi (in casi particolari posso permanere nell'aria per
pochi minuti) e pertanto non possono essere lunghe. Essendo un fenomeno del tutto
naturale, le scie di condensazione seguono determinate leggi fisiche, le quali si
possono riassumere in tre principali condizioni fondamentali:- quote superiori agli
8000 metri;- umidità relativa non inferiore al 70%;- temperatura inferiore ai -40 °C.
Vedendo una scia bianca nel cielo si pensa subito che sia una normale scia di
condensazione che segna il passaggio di un aereo di linea. Osservando attentamente,
però, sorgono alcuni dubbi, soprattutto se si confrontano le scie presenti nei nostri
cieli oggi e quelle che vedevamo 20 anni fa. Le scie degli aerei a cui eravamo abituati
20 anni fa si dissolvevano in pochi minuti e pertanto erano corte e strette. Le scie di
oggi, invece, sono molto diverse: larghe, persistenti anche per ore e si espandono
trasformandosi in uno strato biancastro. Le scie che potevamo osservare 20 anni fa
solcavano i nostri cieli poco frequentemente ed erano tutte uguali. Le scie di oggi,
invece, sono molto più frequenti e sono talmente diverse le une dalle altre che è
possibile suddividerle per tipologia: lunghe, corte, che si espandono, che non si
espandono, a "trattini", a "fusillo", a "filamenti", poco persistenti, molto persistenti.
Alcune scie si dissolvono in alcuni tratti ma permangono in altri. Altre hanno un
aspetto fibroso mentre altre sembra che contengano al loro interno scie di consistenza
diversa. Inconsueto e improbabile fenomeno se si trattasse di semplice vapore
acqueo. In alcuni giorni si possono contare nell'arco di un'ora decine e decine di scie
e in altri giorni si può assistere alla formazione di veri e propri reticolati nel cielo.
Queste scie sono state avvistate anche fuori dalle rotte degli aerei di linea, a quote
improbabili per gli aerei di linea e in spazi aerei non consentiti al traffico civile e/o
commerciale. Tra l'altro, mentre le scie dei normali aerei sono composte da vapore
acqueo, le scie che solcano i nostri cieli hanno una composizione assai più complessa
con la presenza anche di sostanze metalliche. Un dibattito aperto che non è per niente

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risolto, c'è chi le ha messe in relazione con il progetto HAARP, d'ispirazione Nikola
Tesla, che si suppone teso a controllare le contenere le variazioni climatiche del
globo. Ma vi sono anche delle ipotesi fantascientifiche che vedono l'inseminamento
della nostra atmosfera come frutto di un accordo tra noi e una razza aliena, che
dovrebbe contenere le possibilità di catastrofe globale quando nel 2012 vi sarà (forse)
l'inversione della polarità del campo magnetico terrestre. Altra ipotesi fantascientifica
vede le scie come catalizzatore per il salto quantico legato alla precessione degli
equinozi e ad un nostro salto dimensionale. Lasciando perdere le ipotesi, limitiamoci
ad ammirare il cielo azzurro di questi giorni, solcato e intrecciato, talvolta, da queste
misteriose scie.

ANCORA UNA TRASFERTA DELLA VIVIANI

Giovedì 27 agosto alle ore 21.30 a Calci (PI) per il ciclo del talk show “La Luna nel
pozzo”, Vittorio Baccelli interverrà sulle sue esperienze, non solo letterarie, legate al
fenomeno ufo. Letture fantascientifiche sempre sull'argomento saranno tenute da un
altro lucchese d'eccezione Marco Vignolo Gargini. Una serata che si preannunzia
sicuramente fantascientifica e che vedrà lucchesi e pisani uniti in questo nuovo
appassionante argomento, che unirà e non creerà fazioni contrapposte proprio nel
luogo ove quindici giorni fa si è svolto il primo round della disfida poetica tra
lucchesi e pisani. (Vinto dai pisani!)

UGL TAVOLO ANTICRISI


Sindacalisti aderenti al tavolo anticrisi promosso dall'UGL si sono incontrati
recentemente coi Sindaci di Borgo a Mozzano, Villa Basilica e Bagni di Lucca al fine
di monitorare le situazioni di criticità aziendale che hanno pesanti ricadute
sull'occupazione locale. Con il Sindaco Donati era stato fissato un incontro con la
direzione dell'Alce per meglio comprendere il piano aziendale di superamento della
crisi. Successivamente detto incontro è stato revocato, pertanto l'UGL ha richiesto
all'Associazione Industriali di fissarlo nuovamente. Nel disdire l'incontro l'Alce ha
precisato che incontrerà l'11 in Provincia anche l'UGL assieme alle altre forze sociali.
Ma poiché la Provincia – ci dicono al sindacato - non ha ancora inviato l'invito a
partecipare, su mandato del Segretario Nazionale Chimici dell'UGL, Luigi Ulgiati, è
stato richiesto ufficialmente l'invito al tavolo provinciale, visto che fin'ora questa
forza sindacale ne è stata esclusa pur avendo iscritti in azienda e pur muovendosi alla
ricerca di soluzioni. Basta vedere la pagina su facebook “Salviamo l'Alce!” per
comprendere l'impegno profuso.
RETROGUARDIE
Ad aprile 2009, con l'editore brianzolo Limina Mentis Editore è uscito il volume
Retroguardie. Antologia Poetica a cura di I.Pozzoni. Il testo, curato nei minimi

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dettagli, deriva da un lavoro di competenza che si ispira ai possibili modi di fare


poesia con l’intento di avvicinarsi alla poesia nelle sue varie forme. L’antologia offre
un panorama poetico di fine Novecento; secolo diventato l’espressione dell’instabilità
dei contenuti linguistici del parlato. Nel frantumato panorama del Novecento da una
parte resiste la lirica pura di antichi autori intransigenti, dall’altra, nasce una poetica
più intimista e autobiografica che si inserisce tra diari e memorie. Tutte le correnti e
le avanguardie del Novecento, partono dalla poetica dell’inespresso, del silenzio,
tanto quanto la corrente contraria colma il vuoto con frasi che abbandonano man
mano il verso per arrivare a componimenti prosastici. La poesia novecentesca si
oppone all’eredità simbolista insieme agli autori che rappresentano tutto il secolo:
Jahier, Bacchelli; Pavese, Bertolucci. La poesia in prosa con versi lunghi e liberi fu
già di Riccardo Bacchelli per arrivare al massimo della comprensione di cui si era
occupato Saba, con i suoi contenuti dimessi e familiari in veste umile e desublimata.
Nel secondo Novecento, l’evoluzione dello stile prosastico si trova in polemica con la
linea ermetica e ungarettiana. Alla poesia discorsiva (Solmi e Luzi) si avvicinano
giovani autori: Sereni, Fortini, Zanzotto e Sanguineti. Il verso breve del segno poetico
sembra annientarsi nel quotidiano che si imprime nel verso lungo e rispetta il suono
del parlato, il quale, segue un veloce itinerario e varie evoluzioni nella creazione
poetica novecentesca, la quale, assume i tratti dello stile narrativo. Lo stesso Montale,
nella sua seconda produzione celebra un verso che non disdegna la prosa. In
Retroguardie troviamo tutti i modi possibili di fare poesia di fine Novecento, non a
caso, l’antologia poetica si pone come strumento atto a testimoniare il rinnovamento
della poesia, per ridare un senso alla stessa raggruppando residui tardoromantici,
liriche in cui si celebrano il languore sentimentale, l’astrattezza verbale e un
descrittivismo che con termini semplici offre uno scenario quotidiano. Retroguardie!
Perché? L’’esaltazione del testo-documento, senza nome e senza mercato, rafforzata
da relazioni di solidarietà tra editore, curatori ed autori, è estremo antidoto contro i
veleni del Post-modernismo e della «morte della cultura» registrati dall’oscillazione
schizofrenica moderna tra narcisismi e massificazione. Più che Achille sulla strada
d’Ilio (thumos) o Odisseo vittorioso sulla strada del ritorno a casa (logos) ci
sentiamo, e interpretiamo l’esperienza poetica attuale, nei panni d’un anonimo
Senofonte («emetto suoni stranieri»), sconfitti, in marcia coi diecimila sulla strada
dell’Ellade, decisi a resistere contro assalti e imboscate, dopo Cunassa; la nostra sorte
- menestrelli combattenti del terzo millennio- è resistere, vinti, in ritirata verso casa.
E si sa che valore acquisisca, in ritirata, una buona retroguardia. Gli autori inclusi:
Umberto Piersanti, Antonio Spagnuolo, Roberto Cogo, Elisabetta Abbondanza,
Giovanni Cavieziel, Luciana Chitterio, Oretta Dalle Ore, Edoardo Greco, Alessandro
Ramberti, Gilberto Antonioli, Andrea Lanfranchi, Gilberto Paraschiva, Luigi
Golinelli, Chiara Daino, Carina Spurio, Paolo Ottavini, Anna Pignatta, Francesca
Sensini, Paolo Melandri, Vittorio Baccelli, Antonio Di Giovanni, Paride Mercurio,
Eleonora Bellini, Maria Pina Ciancio, Rossella Luongo, Anita T. Giuga, Gabriella

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Bianchi, Anna De Rosa, Ivan Pozzoni.

AL BRIDGE

LUCCA– Mercoledì 2 settembre alle ore 16.00 presso la Casermetta delle Mura
Urbane, inizierà il ciclo letterario “al bridge con l'Autore” edizione 2009-10
promosso dall'associazione “cesareviani”. Come di consueto, l'inizio prevede letture
libere, uno spazio ove gli autori si cimenteranno con le loro nuove produzioni e
potranno saggiare in anteprima il loro eventuale gradimento. Il calendario, come
consuetudine, sarà ricco ricco di presenze e di eventi ed è consultabile alla pagina
web dell'associazione e su facebook. Le letture libere saranno condotte dalla scrittrice
e poetessa lucchese Andreina Manfredini. Oltre ai consueti incontri letterari,
l'associazione, reduce da due eventi a Calci (PI), la Disfida poetica LU-PI e l'incontro
sugli UFO, sta allestendo nuovi eventi: il secondo round della disfida poetica LU –
PI, la presentazione dell'Antologia 2008-9 di Autori della Viviani e la premiazione
del concorso di poesia “Piero Cervetti. Quest'ultimo evento sarà in collaborazione
con il circolo “il soffio”. Vi saranno infine quattro pomeriggi di conferenze inseriti
nel calendario delle manifestazioni del Settembre Lucchese. Le letture libere sono
anche un evento su facebook.

LA CITTA' DE-ANTROPIZZATA

Castelnuovo Garfagnana - Tutta la provincia di Lucca quest'anno ha sicuramente


profuso un forte impegno per essere presente nelle arti figurative con eventi di pregio
e spessore. Ha iniziato la Galleria Poleschi con “Grazie dei fiori” di Montesano,
seguita a ruota dagli interventi della Galleria numero38 con la Poesia Visiva e
Artspotting, mentre l'apertura del Centro d'Arte Moderno ha proposto il Gruppo
Origine e dintorni e la Ragghianti si è cimentata con l'Industrial Design. In Versilia
mostre di scultura di spessore disseminate in centro e nel territorio comunale di
Pietrasanta, Folon a Marina e Pier Luigi Puccini ancora a Pietrasanta. Questo solo per
citare i maggiori esempi. Non poteva mancare la Valle del Serchio che a Castelnuovo
Garfagnana nella Sala Suffredini, aperta fino al 6 di settembre, propone un Emilio
Cavani, in una veste assai diversa da come molti lo conoscono: il pittore delle Alpi
Apuane. E questa volta, a sorpresa, le opere presentate raffigurano Castelnuovo, la
sua architettura urbana, nuda, cruda, poetica e al tempo stesso ovattata e dilatata.
Espulsi del tutto i suoi abitanti, le mura, le vie, i palazzi assumono ad una dimensione
che sfiora il metafisico, senza intaccarlo. Sono gli edifici, essi stessi, i veri
protagonisti, i figli delle montagne che l'artista finora ha rappresentato: possiedono
un loro carattere, una loro vita, una loro storia. E questa pittura li incipria, con
l'amore verso la città che circonda l'autore e propone a noi spettatori le opere, che
turbati restiamo ad ammirarle. La città de-antropizzata di Cavani, che forse è andata

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oltre le intenzioni dell'autore stesso, è destinata a restare nel nostro immaginario.

CITY MANAGER

LUCCA – L'UGL in una sua nota dichiara d'aver appreso con sorpresa le
dichiarazioni del Sindaco e le indiscrezioni della Giunta, che fanno capire che siamo
alla vigilia della sostituzione dell'attuale City Manager, perché non gradito a parte
della maggioranza. La categoria degli Enti Locali dell'Ugl
(Federazione delle Autonomie) ricorda che il Sindaco Favilla, in campagna elettorale
più volte aveva parlato dell'abolizione del city manager trovando nell'Ugl ampi
consensi su questa proposta. A questo punto l'organizzazione sindacale ricorda ciò
che il Sindaco aveva proposto e lo invita non a compiere una sostituzione, ma a
cancellare del tutto questa inutile e dispendiosa figura.

ALCE

BAGNI DI LUCCA – Il Tavolo anticrisi dell'Ugl ha chiesto ufficialmente alla


Provincia, e per opportuna conoscenza al Prefetto, che l'Ugl sia presente al prossimo
incontro in Palazzo Ducale con la direzione aziendale dell'Alce, non condividendo
l'esclusione finora perseguita su questa criticità anche nei confronti della UIL.
L'attività del tavolo Ugl – ci dicono – è oggi concentrata su alcune aziende versiliesi
ove a breve termine saranno tenute assemblee. Intanto sulla pagina di facebook
“Salviamo l'Alce” si registrano oltre 220 adesioni, molte delle quali assai qualificate.
Ancora su facebook era sorta una pagina dedicata alla KME, che però è stata
velocemente oscurata e in molti se ne chiedono le ragioni.

PARTECIPAZIONI

“La proposta del ministro Tremonti sulla partecipazione è un’apertura significativa.


L’Ugl da sempre si batte per introdurre la partecipazione dei lavoratori agli utili e alla
gestione delle imprese, traguardo che rispetto ad altri paesi europei ci vede in ritardo
e sul quale è importante convergere”. Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl,
Renata Polverini, commentando l’auspicio espresso al meeting di Rimini dal ministro
Tremonti per uscire dalla crisi di un avviso comune sulla compartecipazione all’utile
dell'imprese. Secondo Polverini “nonostante le indicazioni a favore della
partecipazione arrivate anche dall’Europa e tentativi poi falliti anche in passato, come
l’istituzione di un apposito fondo che poi non è stato finanziato per incentivare le
aziende ad aprire la strada della partecipazione, l’Italia ha mancato questo obiettivo
per le resistenze, rilevanti, soprattutto da parte delle imprese, che di recente hanno
dato però qualche segnale di apertura”.“Per l’Ugl – aggiunge – la partecipazione deve
orientarsi verso una reale condivisione della gestione dell’impresa, oltre alla

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condivisione degli utili, come abbiamo ottenuto nell’intesa per il salvataggio di


Alitalia. Anche con la riforma della contrattazione si punta a favorire la
partecipazione attraverso il secondo livello e il testo di legge bipartisan al Senato
rappresenta un ulteriore segnale di concreta attenzione al tema della partecipazione.
Rispetto al passato – conclude Polverini – ci sono dunque molte condizioni
favorevoli perché la partecipazione dei lavoratori nelle imprese possa trovare
attuazione, un’occasione che non va sciupata”

NO ALLA CACCIA – NO ALLE PREAPERTURE

Che 600mila cacciatori prevarichino la volontà della stragrande maggioranza degli


italiani, dato che rappresentano solo l'1% della popolazione, è un atto
antidemocratico. E anche il recente referendum indetto dal quotidiano La Repubblica
ha dato dei risultati per i cacciatori veramente sconfortanti. Inoltre l'estremistica
proposta di legge del sen. Orsi è stata accantonata perché tutto sommato, il Premier è
molto sensibile ai sondaggi. Comunque è dagli anni ’70 che mi batto contro la caccia
e soprattutto contro le preaperture. Le battaglie che ho condotto nel passato mi hanno
visto attivo e partecipe assieme alla L.A.C. (Lega Abolizione Caccia) Toscana e a
Piero Baronti, oggi Presidente di Legambiente Toscana. Molti mi criticavano per
queste mie prese di posizione: è una battaglia contro i mulini a vento – mi dicevano –
le lobby dei cacciatori sono troppo forti. Però man mano che gli anni passavano, mi
accorsi che questa era una battaglia vinta: non oggi, ma in prospettiva. Infatti, tra
gente sta passando la convinzione che il divertimento ad uccidere animali, non è certo
una cosa “in” ma una cosa molto “out”, da non farsi, fuori moda, insomma ed
eticamente ripugnante. Inoltre le normative europee sulla caccia, erano sempre più
restrittive, e in Italia gli oneri sempre più gravosi. In base a tutto ciò, di anno in anno,
il numero dei cacciatori va costantemente diminuendo, e l’età media è sempre più
alta. Oggi siamo al minimo storico di 600mila con una bassissima percentuale
femminile. Certo, ogni volta che assisto ad una preapertura, e le doppiette mi
svegliano, un senso d’angoscia mi prende assieme ad una forte solidarietà nei
confronti di animali che vengono uccisi solo per puro divertimento. Come non può
che rattristarmi la lettura di prese di posizione di personaggi politici che per quattro
voti di fucilatori, si scagliano contro piccioni, gabbiani, cinghiali e storni, rei solo di
esistere. Ancor più penoso è, quando a scagliarsi contro le specie animali sono
esponenti del partito di maggioranza relativa, che a mio avviso dovrebbero avere ben
altre cose di cui preoccuparsi. Ma diamo un’occhiata più scientifica e meno etica alla
caccia oggi in Italia: secondo la legge nazionale sulla caccia (n. 157 dell'11 febbraio
1992, articolo 18) il periodo di caccia va dalla terza domenica di settembre al 31
gennaio. Le regioni, in relazione alle situazioni ambientali delle diverse realtà
territoriali, possono modificare tali termini che devono comunque essere contenuti tra
il 1° settembre ed il 3 gennaio, rispettando sempre l'arco temporale previsto dalla

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legge per le diverse specie. Fa eccezione la caccia agli ungulati che può iniziare il 1°
agosto, sempre nel rispetto del predetto arco temporale. La direttiva comunitaria sulla
conservazione degli uccelli selvatici (n.79/409/CEE del 2 aprile 1979) all'articolo 7
obbliga gli stati membri a far sì che gli uccelli non siano cacciati durante il periodo
della nidificazione né durante le varie fasi della riproduzione e della dipendenza.
Quando si tratta di specie migratrici, la direttiva obbliga gli stati membri a vietare la
caccia anche durante il ritorno ai luoghi di nidificazione. Il motivo di tali divieti
risiede nella necessità di proteggere le generazioni future, infatti, è chiaro che se si
uccide un uccello che si accinge a riprodursi, oltre ad esso si perderà anche la sua
prole potenziale, e inoltre l'uccisione di un uccello che sta allevando dei piccoli porta
con sé verosimilmente la morte dei piccoli stessi. Inoltre le anatre verso la fine
dell'estate compiono la muta, e in tale occasione per alcuni giorni sono incapaci di
volare e cadono quindi facilmente preda dei cacciatori. La caccia in questo periodo
può trasformarsi in una vera e propria strage. Vi è un altro motivo per cui la caccia
non dovrebbe protrarsi oltre la metà dell'inverno (convenzionalmente fissata il 31
gennaio). Vi sarebbe, secondo queste teorie, a causa della limitatezza delle risorse, un
numero massimo di individui che possono sopravvivere durante l'inverno. Pertanto,
se la caccia viene esercitata in autunno o all'inizio dell'inverno, la mortalità provocata
dalla caccia sarebbe compensata da una minore mortalità per cause naturali.
Che tale compensazione esista è tuttora una questione dibattuta, ma secondo la
maggioranza dei ricercatori vi sarebbe almeno una compensazione parziale.
Nessuna compensazione è però possibile se la caccia avviene dopo la metà
dell'inverno, quando la mortalità naturale è in gran parte già avvenuta.
Secondo gli esperti, tra le specie cacciabili in Italia, allodola e tordo
bottaccio iniziano la migrazione prenuziale già nella seconda decade di gennaio;
alzavola, canapiglia, codone e germano reale l'iniziano nella terza decade di
gennaio; marzaiola, mestolone, moretta e moriglione l'iniziano nella prima
decade di febbraio; beccaccino, cesena, combattente, folaga, frullino,
gallinella d'acqua, merlo, pavoncella, porciglione e tordo sassello l'iniziano
nella seconda decade di febbraio; il fischione l'inizia nella terza decade di
febbraio. Inoltre il colombaccio inizia la deposizione delle uova già nella
seconda decade di febbraio, mentre la folaga e il merlo l'iniziano nella terza
decade di febbraio. Pertanto, già la caccia nel mese di gennaio interferisce con
la migrazione prenuziale di alcune specie di uccelli, e questa interferenza si
estenderebbe a molte altre specie e alla deposizione delle uova, se la caccia
dovesse essere estesa anche al mese di febbraio, con gravissimi danni
riguardanti la grandezza delle rispettive popolazioni. Inoltre, l'apertura della caccia il
1° settembre anziché la terza domenica di settembre, applicata da molte Regioni
italiane, tra le quali purtroppo la Toscana, sebbene sia consentita dalla legge, tuttavia
è dannosissima per alcune specie di uccelli che ai primi di settembre sono ancora in
fase di deposizione delle uova o di dipendenza. Concludo auspicando che sempre un

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numero maggiore di cacciatori, si decida ad amare veramente la natura e cessi di


uccidere per divertimento specie animali. E al sen. Orsi va il mio invito ad occuparsi
di problematiche ben più serie.

SULL'ANTICA VIA

CAPANNORI - Un nuovo ciclo di conferenze si terrà nella Sala Riunioni del


Comune di Capannori, in piazza Aldo Moro, dal tema: “Sull’antica via tra il Ducato
di Lucca e il Gran Ducato di Toscana”. Ecco il calendario: venerdì 4 settembre ore
21.00: Alessandro Giannoni (archeologo) La viabilità ad est di Lucca in età romana -
Mauro Lazzaroni (gruppo Archeologico Capannorese) La strada nel bosco: dieci
anni di ricerche - Dario Donatini (Associazione Culturale Vivinaia) La strada
maestra postale lucchese, un possibile recupero - prof. Bruno Vecchio (Università di
Firenze) La strada: logiche, materialità, rappresentazione. Le conclusioni saranno
tenute dal prof. Amleto Spicciani (Università di Pisa).
Nella mattinata di domenica 6, è invece prevista una “Escursione sull'antica strada”,
con il seguente programma: Ore 9:00 – partenza dal Comune di Capannori - Ore
12:00 – Conclusione con una merenda offerta dal Gruppo Archeologico Capannorese
e dall’Antica Cantina Toti di Gragnano.

PARLIAMONE E GIAN GABRIELE BENEDETTI


intervista a Gian Gabriele Benedetti
LUCCA – In agosto la rivista d’arte Parliamone, fondata da Bartolomeo Di Monaco,
ha compiuto due anni. È una rivista nata e gestita a Lucca, che in così poco tempo è
riuscita a attrarre intorno a sé molto interesse con una media di visite mensili che si
aggira intorno alle 20.000. È divisa nelle seguenti sezioni: Arte, Cinema, Favole,
Fumetti, Gallerie di artisti, I Maestri, Leggende, Letteratura, Musica, Pittura, Storia,
Teatro, e si avvale di collaboratori di tutta Italia, esperti nei vari campi. Tra essi
alcuni lucchesi, come Gian Gabriele Benedetti, Marisa Cecchetti, Mariapia Frigerio,
Nicola Dal Falco, Marco Vignolo Gargini, Daniela Toschi, Dino La Selva, Giancarlo
Micheli, Stelvio Mestrovich, Vincenzo Moneta e Vittorio Baccelli. Vanta alcune
collaborazioni illustri come quella del prof. Giorgio Bárberi Squarotti, uno dei
maggiori studiosi della letteratura italiana del Novecento, Vincenzo Pardini, Gaetano
Cappelli. Una sezione particolarmente interessante è quella intitolata I Maestri, dove
si possono leggere articoli rari riprodotti dall’archivio personale di Di Monaco.
Una delle ambizioni di Di Monaco è quella che la rivista sia conosciuta e frequentata
dai lucchesi, ai quali rivolge sempre una speciale attenzione. Di Monaco è stato tra i
fondatori della "Cesare Viviani" e attualmente ne è presidente onorario. Gian
Gabriele Benedetti: una vita per la letteratura, così lo ha definito questa rivista. Ha
circa settant’anni. Vive a Fornaci di Barga. Ha fatto il maestro elementare e ancora

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oggi si dedica nella sua Media Valle, spesso insieme con Mario Lena, a tenere
conferenze sulla letteratura a vantaggio degli studenti e degli anziani. Al suo attivo,
oltre a molti libri di poesie, ha una antologia di propri racconti, “Paese”, del 1986,
che fa rivivere la Garfagnana di una volta. Per molti anni è stato membro di giuria dei
Premi letterari di Coreglia Antelminelli, quando presidente era il compianto
Guglielmo Lera. A Benedetti era quasi sempre affidato il compito di redigere le
motivazioni dei premi assegnati, tanto era lucida la sua analisi e succinta la sua
scrittura. Oggi è uno dei collaboratori più autorevoli della Rivista d’arte Parliamone
diretta da Bartolomeo Di Monaco. I suoi articoli e soprattutto i suoi commenti sono
stati definiti dai lettori l’anima della rivista.
Il giornale ne vuole parlare proprio con lui:
- Che cos'è per lei la rivista d'arte Parliamone?
La nascita di questa interessantissima rivista, che ha registrato un successo insperato,
è stato un punto d’incontro di tante opportunità ed uno spazio per dar voce alle varie
esigenze letterarie, non solo di autori già affermati, ma anche e soprattutto di tanti
aspiranti scrittori e saggisti. Inoltre questa rivista, raccogliendo materiali più disparati
e di grande interesse storico, umano e culturale, apre la possibilità a molti di
documentarsi, divenendo punto di riferimento indispensabile per gli studenti.
- Come ha fatto, secondo lei, la rivista ad ottenere in appena 2 anni di vita un risultato
così soddisfacente?
I grandi meriti di questa rivista sono soprattutto la sua integra serietà, la sua saggia
umiltà e lo spazio concesso alle più disparate valide e responsabili voci letterarie.
Iniziata quasi timidamente, ha allargato in maniera esponenziale i suoi orizzonti,
proprio perché è riuscita a suscitare un enorme interesse, che ha subito varcato i
“confini” locali, per proiettarsi in campo nazionale ed internazionale.
- Visto che, oltre che collaboratore coi suoi racconti, lei è diventato un commentatore
fisso degli articoli di altri autori pubblicati sulla rivista, e che i suoi commenti sono
attesi e divenuti l'anima della rivista stessa, può spiegarci che cosa la spinge a tanta
attenzione rivolta agli altri?
Grazie a Bartolomeo Di Monaco, anche io ho potuto pubblicare sulla rivista i miei
racconti e mi ha fatto piacere constatare che essi venivano letti da molti utenti e
spesso commentati. Così anch’io, avvalendomi della mia esperienza, ho desiderato
mettermi a disposizione degli autori sottolineando i vari aspetti e le peculiarità dei
loro articoli. Un umile lavoro che ho sentito il dovere di compiere quale contributo ad
una rivista lucchese che si è messa al servizio della cultura. Credo di aver realizzato
oltre un migliaio di commenti. Il loro successo presso i lettori e gli autori ha
rappresentato per me, oltre che una piacevole sorpresa, una gratificazione immensa.

OMAGGIO A CHET BACKER


LUCCA - Universo Jazz Club e Hotel Universo presentano: "Universo in jazz:
omaggio a Chet Baker" Per l'ottantesimo anniversario dalla nascita del grande

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trombettista americano, l'Universo Jazz Club e l'Hotel Universo di Lucca, nel quale lo
stesso ha più volte soggiornato nel corso degli anni '60, dedicano quattro concerti di
musica jazz durante i quali si esibiranno alcuni dei migliori talenti musicali italiani.
Lucca ama sempre ricordare il grande trombettista e proprio all'inizio dell'anno fu
ospitato un regista della tivù di stato olandese per la preparazione di un programma
radiofonico, andato in onda pochi mesi fa, proprio sulla vita lucchese di Chet Backer,
spaziando dalla sua casa a Borgo a Mozzano, alle sue esibizioni in Versilia e al
soggiorno obbligato che lo vide ospite della nostra casa circondariale. Furono i soci
della Viviani a far da anfitrioni nella realizzazione di questo programma. Tornando a
Universo in jazz, ecco il programma: sabato 19 settembre 2009 Alessia Obino - voce;
Luigi Vitale – vibrafono; Alessandro Fedrigo - basso acustico; Gianni Bertoncini –
batteria. Sabato 3 ottobre 2009 Fabrizio Bosso - tromba; Luca Mannutza – pianoforte.
Sabato 21 novembre 2009 - Chiara Pancaldi (voce), Diego Frabetti - tromba e
flicorno; Alessandro Todeschini - organo hammond; Vittorio Sicobaldi – batteria;
Chiara Pancaldi -voce. Sabato 19 dicembre 2009 Francesca Menotti (voce) Tiziano
Tancini - pianoforte; Igor Palmieri - sax; Nicola Mazzoni – contrabbasso; Roberto
Trebo - batteria; Francesca Menotti – voce. Sabato 30 Gennaio 2010 Matteo Raggi
- sax tenore ; Davide Brillante - chitarra ; Vittorio Sicbaldi - batteria; Stefano Senni –
contrabbasso.

SOPRINTENDENZA

LUCCA – Preoccupazioni vengono espresse dall'UGL di Lucca alla notizia della


nomina ad interim assegnata all'architetto Guglielmo Malchiodi per la
Soprintendenza di Lucca. L'architetto è infatti attualmente dirigente a Pisa. Potrebbe
esser questo un brutto segnale della volontà di riaccorpare Lucca a Pisa. L'autonomia
lucchese nacque nel 2005 e l'UGL si è sempre espressa a favore di questa ipotesi,
oggi tornare indietro è per l'organizzazione sindacale inaccettabile. Da qui un appello
a tutte le forze politiche, amministrative e sindacali affinché s'adoperino perché
quanto temuto non accada.

DISFIDA POETICA DIALETTALE LU - PI

LUCCA – L'idea della disfida poetica dialettale tra lucchesi e pisani nacque l'anno
passato nella sala dell'Autorità di Bacino mentre l'associazione Cesare Viviani stava
presentando l'Antologia annuale dei propri autori. Era nato un dibattito tra i soci e il
vicesindaco Giovanni Pierami, e dal dibattito nacque l'idea della disfida tra i poeti
dialettali. Il primo round si è svolto il mese passato a Calci (PI) e ha visto la vittoria
dei poeti pisani. Il secondo round, organizzato sempre dalla Viviani, si svolgerà a
Lucca martedì 8 settembre alle ore 21.00 presso la Casermetta Santa Maria delle
Mura Urbane. La squadra lucchese sarà composta da: Gavorchio, Renzo Tori,

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Giovanni Giangrandi e Lucia Fanucchi. A questi si contrapporrà la compagine pisana


che vedrà schierati: Luciano Testai, Diana Meini, Milena Puglia e Mauro Fortuna.
Renzo Zucchini condurrà l'evento, mentre per la giuria sono stati invitati: Giovanni
Pierami Vicesindaco di Lucca, Mario Pellegrini assessore a Calci (PI), Vittorio
Baccelli presidente della Viviani e Marco Vignolo Gargini vice presidente della
Viviani. L'augurio è che vinca la squadra migliore.

GLI SCRITTORI LUCCHESI


LUCCA - “Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi” è il tema della prima conferenza
della Viviani, organizzata per le manifestazioni culturali del Settembre Lucchese, che
sarà tenuta da Bartolomeo di Monaco, mercoledì 9 settembre alle 17.00 presso la
Casermetta Santa Maria delle Mura Urbane. É anche il titolo del libro di Di Monaco
edito dalla M.P.Fazzi nello scorso anno, un libro sui libri, per rubare la definizione a
Giampiero Mughini e al suo “La libreria”. Lucca non è soltanto la città della musica,
ma anche della letteratura. A ricordarcelo è stavolta lo scrittore Di Monaco attraverso
la sua pubblicazione "Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi",il testo presenta in
forma critica i maggiori narratori della lucchesia attraverso le loro stesse opere.
"Avevo intenzione - spiega Di Monaco, Presidente onorario della “Cesare Viviani” -
di creare qualcosa da dedicare alla mia città; già lo avevo fatto con un testo
pubblicato in passato, 'Lucchesia bella e misteriosa', dove ho ripercorso la storia
lucchese tramite leggende sia d'autore sia legate alla tradizione. È stata poi la volta di
'Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi', progetto nato dalla mia curiosità riguardo ai
nomi legati alla città di Lucca che incontravo nelle mie letture e dei quali sapevo
poco o niente. Procedendo con le ricerche ho potuto notare che il numero dei
narratori lucchesi andava oltre le mie aspettative. Ho scoperto autori notevoli come
Silvio Micheli, viareggino, e Remo Teglia, di Altopascio. Vorrei che il mio libro,
scritto con un linguaggio semplice pensando ad un possibile utilizzo nelle scuole,
invogliasse a leggere gli artisti che presento e spingesse gli amanti della narrativa a
confrontarsi con i miei punti di vista relativi alle diverse opere". Questo testo
rappresenta un tassello mancante nel panorama bibliografico della nostra città, è
inoltre il punto di partenza di un progetto più ampio, un "percorso degli scrittori" per
le vie della città, segnalando con targhe i luoghi dove i nostri autori hanno vissuto e
lavorato. Di Monaco ha evidenziato la creatività dei nostri concittadini del passato e
del presente. Emblematica la sua introduzione al progetto ove sono più volte nominati
molti degli assenti che, ben conoscendo l'autore, faranno sicuramente parte di una
nuova futura antologia di autori lucchesi. Il libro propone Lucca come terra di fertile
ispirazione letteraria. Dedicata solo alla narrativa, oltre agli autori affermati,
nell'opera sono citati anche gli emergenti di talento. Lucca può essere definita, oltre
che Città della musica anche Città degli scrittori. Da questo presupposto è nata l'opera
che vuole mettere in evidenza questa particolare vena creativa che a Lucca e nel suo
territorio "scorre copiosa". La pubblicazione, circoscrive l'attenzione agli autori la cui

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notorietà è già ampia e accreditata dalla critica ufficiale: l'autore ha però fatto alcune
eccezioni, inserendo autori non ancora assurti a fama nazionale, ma meritevoli. «Da
appassionato di letteratura, è sempre stato un mio sogno - sottolinea - quello di
raccogliere i maggiori narratori che hanno onorato la terra di lucchesia, oggi e nel
secolo appena trascorso. Molti di loro sono stati protagonisti della storia letteraria del
nostro paese. Si pensi a Enrico Pea, a Mario Tobino, a Manlio Cancogni, a Guglielmo
Petroni, ad Arrigo Benedetti. Alcuni sono stati dimenticati come Umberto Fracchia
che oltre ad essere romanziere, fondò la prestigiosa ‘Fiera letteraria', Silvio Micheli,
vincitore nel '46 del premio Viareggio con ‘Pane Duro', Remo Teglia, Fabrizio
Puccinelli. Altri tengono ancora oggi la scena godendo autorevolezza e prestigio,
come Francesca Duranti, Vincenzo Pardini, Pia Pera, i fratelli Giuseppe e Vittorio
Saltini, Giovanni Mariotti, Pietro Ghilarducci, Romano Battaglia, Paolo Buchignani,
che vanta una fama nazionale come storico del fascismo e il da poco scomparso
Marcello Venturi». In questa conferenza, che si preannuncia di ottimo spessore,
l'autore parlerà anche del suo ultimo libro giunto in libreria per i tipi di Marco Valerio
Editore, dal titolo “Uno sguardo sulla letteratura straniera di ieri e di oggi”. Di
Monaco è nato a San Prisco (Caserta) il 14 gennaio 1942 ma risiede a Lucca da
sempre. Vive a Montuolo. Ha pubblicato romanzi, gialli, saggi, raccolte di leggende e
guide della città e del suo territorio. Assieme a Cesare Viviani, fondò l'associazione
che poi prese il nome del poeta dialettale dopo la sua scomparsa.

BERLUSCONI LUCCHESE AD ONOREM


Sicuramente fa discutere la proposta di concedere a Silvio Berlusconi la cittadinanza
onoraria di Lucca. E fa discutere in positivo, non solo negli ambienti politici,
sindacali, e amministrativi del centro destra, ma tra gran parte della popolazione.
Basti pensare alle ovazioni che il Premier ha ricevuto, anche nel recente passato,
durante le sue visite in città. La stragrande maggioranza dei cittadini lucchesi ha
sempre dimostrato affetto e comprensione nei confronti del Presidente e sopratutto ha
espresso massima solidarietà per le ennesime volte che è stato oggetto di derisioni e
diffamazioni. Derisioni e diffamazioni che sempre più rafforzano il Premier e
screditano chi le lancia. Lucca è dunque senza tentennamenti con Silvio Berlusconi
ed è felice che a lui venga concessa la cittadinanza onoraria. Desta perplessità chi
paventa contestazioni da parte di “Spazi autogestiti” e “Direzione contro”,
gruppuscoli più che marginali, anzi quasi inesistenti. E disapprovazione è espressa ad
interventi come quelli di Nicola Pardini, sicuramente fuori dalla realtà cittadina,
intervento diffamatorio e zeppo solo di livore, come se la mancanza di credibilità del
PD fosse colpa non loro, ma del Premier. Ancor più perplessità desta che questi
signori abbiano spazio nei media, ma si sa, come diceva il grande Montanelli “... il
giornale quotidiano ha la maledizione di dover uscire tutti i giorni...”. D'altronde una
stampa, quasi tutta in mano alla sinistra, non può che parlare continuativamente di:

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resistenza, Sant'Anna di Stazzema, Scuole della pace, solidarietà, antifascismo, l'altra


mattina mi sono svegliato... e poi gridare all'attacco della libertà di stampa quando il
centrodestra dopo aver sopportato infiniti gossip decide di denunziare e chiedere i
danni. Ma fin'ora con Di Pietro che ha denunziato tout le monde, silenzio assoluto.
C'è chi può e c'è chi non può. Ma per favore!

RIFORMA GELMINI
Si torna a scuola e, nel frattempo sulla Gelmini e sulla sua riforma si è detto di tutto,
di più. Certo è che cambiare la scuola è in Italia una delle cose più difficili, seconda
solo alla privatizzazione della RAI. Perché nella scuola agisce una lobby che la rende
un feudo della sinistra, che è ostile ad ogni pur minimo cambiamento in una perenne
conservazione dell'esistente. A qualsiasi cambiamento, ovunque esso provenga, anche
da sinistra: Berlinguer docet! Ma con le scuole che già si vanno ad aprire, vediamo
assieme quali sono i cambiamenti realizzati che vanno dal maestro unico, o meglio
prevalente, al voto in condotta, fino a giungere alla pagella consultabile sul web e ai
libri di testo. Con il maestro unico, meglio dire prevalente, vengono abolite le co-
presenze e gli insegnanti in eccesso sono posti ad arricchire i corsi previsti per il
tempo pieno. Sono previste nelle scuole medie trenta ore di lezioni settimanali,
decadono così molti insegnamenti facoltativi e opzionali. Il voto finale è dato dal
risultato matematico della media di scritti, orali e ammissione. Nelle superiori viene
richiesto il sei in tutte le materie, condotta compresa – e questo mi sembra ottimo -
per poter poi accedere all'esame di maturità. Le pagelle saranno consultabili on line e
i genitori, con SMS, verranno immediatamente avvertiti delle assenze dei loro figli.
La materna ospiterà i bambini dai due anni e mezzo in su. Gli insegnanti nella scelta
dei libri di testo dovranno privilegiare quelli di minor costo e rispettare i tetti di spesa
previsti. I testi non potranno essere sostituiti prima di cinque anni nelle primarie, e sei
nelle secondarie. Si auspica la fornitura di testo on line a prezzo assai ridotto rispetto
al cartaceo. La pesante eredità del precariato verrà pian piano smaltita e la scuola non
dovrà mai più trovarsi in una situazione similare. Poche cose, dunque, ma è l'inizio di
una ben più ampia riforma assolutamente indispensabile per ridare dignità alla scuola,
al corpo docente e per riuscire a far uscire dalle nostre classi giovani d'eccellenza,
veramente preparati e pronti ad affrontare le sfide che il mondo del lavoro pone loro
all'uscita dalla scuola.
LIBRI DI TESTO
All'apertura delle scuole le famiglie si trovano ogni anno alle prese con il costo
eccessivo dei libri di testo, che malgrado i tetti di spesa, è pur sempre di cifre non
indifferenti. La proposta di mettere i testi scolastici on line in formato PDF è
sicuramente ottimale per il contenimento delle spese, ma dovranno passare ancora
anni, prima che si concretizzi a regime. Certo è che già oggi la maggior parte degli

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studenti ha varie console portatili che si prestano, oltre che ai giochi, anche alla
lettura di formati PDF, risultando dei veri e propri lettori di e-book. Nell'attesa che la
via informatica giunga a regime, oggi i mercatini del libro usato rappresentano un
alleggerimento notevole alle spese familiari. Ve ne sono diversi e ben attivi sparsi per
la provincia, e molti consultabili in rete. Avrei una proposta da fare: perché l'anno
prossimo la Provincia non si assume l'onere di coordinare tutte queste iniziative,
dando una mano a questo positivo volontariato, con una banca dati centrale e con la
pubblicizzazione dell'attività? Verrebbe in questo modo concretamente incontro sia
agli studenti che alle famiglie. Una ricerca coordinata per tutta la provincia, così
come già oggi avviene per il sistema dei prestiti bibliotecari.

MIKE BUONGIORNO

  A poche ore dalla morte voglio ricordare questo straordinario personaggio che nel
bene e nel male, sempre dello spettacolo, s'intende, ha accompagnato tutta la mia
vita: da quando poco più che bambino lo seguivo coi mie genitori, tutti incollati
davanti al bianco e nero di uno schermo tivù in un bar di periferia. L’Italia l’avrà
fatta il Garibaldi massone, ma gli italiani, se permettete, li ha fatti lui, che di italiano
non aveva neppure il nome. E qui per italiani non s'intendono le minoranze snob delle
metropoli, che lo hanno trattato con degnazione per tutta la vita e in morte lo
rimpiangono come capostipite di una società televisiva meno ignorante e volgare di
questa. Gli italiani veri, diceva Mike, vivono in provincia. E lui li aveva frequentati e
plasmati. Settimana dopo settimana nei suoi quiz. E sera dopo sera durante gli
interminabili tour estivi nelle piazze, organizzati per rimpinguare lo stipendio Rai: un
milione a puntata, che anche al cambio d’oggi sarebbe una paga di gran lunga
inferiore a quella di tanti non insostituibili eredi. La vera abilità di Mike è consistita
nell’arrivare sempre primo. Primo a condurre programmi radiofonici nell’Italia della
ricostruzione. Primo a fare quiz televisivi. Primo a lasciare la Rai per la tivù
commerciale, le televendite e i giochi a premi. Fra i primi anche ad andarsene verso
la nuova frontiera della tivù a pagamento, sulla scia di Fiorello e con la rabbia di chi
si sentiva trattato come un rudere da dirigenti ingrati. E questo forse non era vero, ma
lui sentiva così. Ogni volta che da qualche parte stava per cominciare il futuro,
arrivava lui. Il suo suggerimento ai giovani era proprio questo: per sfondare nella vita
non basta fare meglio di tutti quello che già fanno gli altri, dovete inventarvi qualcosa
di nuovo. È una strategia di marketing che si insegna nelle università, ma lui anziché
teorizzarla la applicava. Come dice un altro genio della tivù, Carlo Freccero, per
poter restare lo specchio immutabile degli italiani Mike era costretto a cambiare di
continuo. Ma senza dichiararlo apertamente, perché il pubblico è conservatore di
natura e non glielo avrebbe mai perdonato. Assieme alle sue esilaranti gaffe, ci
resteranno i suoi tormentoni: «fiato alle trombe», «un cantante che va per la
maggiore» e naturalmente «Allegria!», la cui ripetizione ossessiva serviva a marcare i
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vari passaggi del rito televisivo di cui era il serissimo officiante. Sì, serissimo, perché
sarebbe impossibile rintracciare un'ombra di ironia nelle sue celebri lavate di capo
alle vallette o nelle tecniche di seduzione con cui si rivolgeva agli stomaci degli
spettatori per piazzare latticini, insaccati e anche l'amico Silvio, al suo esordio in
politica: «Ci sono di nuovo le elezioni, come vola il tempo, e stavolta si presenta
anche Berlusconi, uno di cui vi potete fidare perché con me ha sempre mantenuto le
promesse». Umberto Eco lo aveva ormai elevato a icona della mediocrità ben poco
aurea dei tempi moderni, ma Eco ultimamente non è che ci coglie sempre, anzi...
Chissà se Mike lo avrà letto: credo di no, lui preferiva le cronache di atletica leggera,
l'unica materia in cui avrebbe potuto presentarsi come concorrente al Rischiatutto.
L’incontro con Berlusconi fu comunque memorabile. «Amici – disse Silvio ai suoi
sponsor televisivi - ho qui Mike Buongiorno che verrà a lavorare da noi, mi date una
mano?». Gliela diedero, e lui ne diede due a Mike. L’Italia di provincia, quella vera,
formata a immagine e somiglianza della tivù fu il regno di Mike. Nell’immediato
dopoguerra fu lui, torinese d'America naturalizzato milanese, la faccia del Nord
benestante che milioni di massaie e contadini analfabeti impararono a conoscere e a
sognare. Di quel popolo Mike parlava così: «È gente buona, semplice, sono ingenui
come bambini. Li conquisti con due parole, una speranza e un sorriso». Lo ripeteva a
tutti. I dirigenti della sinistra se ne infischiavano, Silvio prendeva appunti. Avveniva
intanto la definitiva trasformazione dei quiz di cultura in giochi e lotterie (anche
quelli, con la Ruota della Fortuna, li ha comunque battezzati lui) e questi lo fecero
invecchiare di colpo. Non era più il suo mondo. Mike, così serio, professionale, anche
cattivo e non solo con i concorrenti (ricorderete il Tapiro sfasciato sul pavimento e le
liti in diretta con Loretta Goggi e Vittorio Sgarbi) aveva però un debole per i
personaggi ossessivi di Lascia o Raddoppia? e del Rischiatutto. Gente monomaniaca,
ma il cui messaggio al pubblico era che i soldi bisognava guadagnarseli con la
schiena curva sui manuali di storia e di ornitologia (ahi ahi ahi signora Longari),
anziché accendendo risposte multiple o ricorrendo agli aiutini. Come capitò a
Montanelli, altro campione della piccola borghesia con il quale condivise la prigionia
nazista a San Vittore, negli ultimi anni di vita ha assistito alla rivalutazione della sua
opera da parte dell’intellighenzia che si era sempre presa beffe di lui. Il percorso
verso la santità fu accelerato dalla decisione di trasferirsi a Sky, la tivù del più grande
padrone di media del mondo. Ma mi resteranno indelebili nella mente le ultime gag
pubblicitarie con Fiorello, con il quale s'era instaurata un'empatia nella recitazione
senza pari, degna al confronto con le celebri coppie del cinema e del teatro.

LA DISFIDA POETICA LUCCA PISA

LUCCA – In una casermetta gremita, quella di Santa Maria sulle mura urbane che
ospita il Circolo sportivo lucchese del Bridge e, in questi giorni la personale tardo
pop del pittore lucchese Davide Sallustio sulla “Lira”, si è svolto il secondo round

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dell'attesa Disfida Poetica tra i poeti dialettali lucchesi e pisani. Se la prima manche,
giocata a Calci una decina di giorni fa, fu vinta dalla compagine pisana, questo
secondo incontro è stato aggiudicato alla squadra lucchese che era composta da
Gavorchio, Renzo Tori, Fanucchi Lucia e Gianfranco Casini. L'idea della disfida
poetica dialettale tra lucchesi e pisani nacque l'anno passato nella sala dell'Autorità di
Bacino mentre l'associazione Cesare Viviani stava presentando l'Antologia annuale
dei propri autori. Era nato un dibattito tra i soci e il vicesindaco Giovanni Pierami, e
dal dibattito nacque l'idea della disfida tra i poeti dialettali. Subito dopo il risultato, la
Cesare Viviani ha deciso di dar vita alla bella tra le due squadre, bella che si terrà
prima della fine dell'anno, in campo neutro, al teatro di Borgo a Buggiano e che vedrà
una giuria composta interamente da pistoiesi, onde evitare riflussi campanilistici.
Sarà anche l'occasione per presentare al pubblico presente alcuni autori dialettali
pistoiesi, ovviamente fuori concorso. Se solo oggi la politica scopre il dialetto, la
Cesare Viviani, dimostra ancora una volta di averlo presente fin dalla sua nascita.

ARTE DEL QUOTIDIANO – MOSTRA D'ECCELLENZA ALLA


RAGGHIANTI IN QUESTO SETTEMBRE LUCCHESE

LUCCA – Sicuramente tra tutte le iniziative culturali presenti in questo Settembre


Lucchese la mostra d'eccellenza è quella proposta dalla Fondazione Ragghianti, dal
titolo l'“Arte del quotidiano”. La mostra a cura di Isa Tutino, Antonia Jannone e
Mauro Lovi, ripercorre la storia del design d’artista italiano tra il '68 e il 2000, anni in
cui il fenomeno si sviluppa, parallelamente e in rapporto dialettico con l’industrial
design per l’arredamento e la casa. Circa sessanta artisti e architetti per oltre
centoventi opere esposte tra oggetti, mobili, lampade, suddivisi per periodo, per
tendenza, per “scuderia” o per autore (artista o architetto/artista). Oltre a una speciale
sezione, a cura dell’artista-designer lucchese Mauro Lovi, dedicata a La collezione
Megalopoli di Agneta Holst. In esposizione anche una serie di esempi italiani fra i più
significativi di quanto è stato proposto nell’ultimo trentennio del secolo scorso in
quella esigua striscia di terra di nessuno situata al confine, continuamente travalicato,
fra arte e design. La mostra nasce da una proposta di Mauro Lovi, che ne ha curato
l’allestimento e il catalogo. A ridosso degli anni '60 e '70, l'oggetto d'uso quotidiano è
formalmente e concettualmente ridefinito per un nuovo modo di concepire design e
arredamento. Ripensare l'habitat domestico diventa esercizio d'arte. L'irruzione
dell'ispirazione creativa nell'arredo domestico per mezzo del design: questa è la tesi
di fondo suggerita dalla mostra. Le contaminazioni fra arte e design nel nostro paese
sono esplorate in un percorso espositivo scandito cronologicamente, nel tentativo di
cogliere l'ambiente vitale delle tendenze affermatisi in quegli anni, incarnate da una
sessantina di artisti-architetti d’ingegno creativo. Le opere esposte, tra pezzi originali,
prototipi, prodotti artigianali e industriali, divise da discreti pannelli in legno, si
mostrano: eccentriche lampade, divertenti poltrone, spiritosi mobili e improbabili

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divani. Manca solo una sedia su cui riflettere e osservare questo silenzioso esercito di
oggetti violati nel loro essere stereotipi e spinti al parossismo, al gigantismo, al
protagonismo forzato, pur tenendo miracolosamente ferma, o quasi, la loro utilità e
funzionalità. L'oggetto si anima, quasi volesse parlare, prestandosi al linguaggio
dell'arte. Di fondamentale importanza è il titolo stesso attribuito alle creazioni-
creature in mostra, sempre profondamente ironico verso quel mondo del quotidiano
percepito così piatto, così scontato da aver bisogno di una rivoluzione di carattere
totalizzante: il Manutengolo di Adolfo Natalini è un mobile, Ecate di Toni Cordero è
una lampada, la Teiera serpente di Luigi Serafini è un rettile,il mastodontico Divano
bazar di Giovanetti è un nido rosa e bianco. Il percorso si apre con il cosiddetto anti-
design degli anni ‘70, influenzato dalla pop art, dal kitsch e dai motivi di una natura
artificiale, vivacizzata da effetti luminosi. Ci si sposta poi sul sistema poetico degli
oggetti "che comunicano" della decade degli anni ’80; per culminare nel "progetto
della bellezza" portato avanti dagli studi e laboratori Memphis e Alchimia, con
l'esecuzione di "mobili d'artista" che valicano gli anni ’90, interessando esponenti
della transavanguardia, impegnati a trasmettere nelle loro creazioni un senso
fiabesco, onirico, intimistico. Chiude l'esposizione la sezione su Megalopoli, la
galleria d'arte e show-room di Agneta Holst, animata dalle invenzioni di Enrico
Castellani, Alik Cavaliere, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Gianni Pettena,
Michelangelo Pistoletto, Giò Pomodoro, Ettore Sottsass, Shama, che risente di una
poetica dell'oggetto frammentaria quanto la nuova realtà mondiale che si va
delineando agli inizi del nuovo millennio. Un percorso tra arte e design che ripercorre
la storia del design d’artista italiano fino alle soglie del 2000, anni in cui il fenomeno
si sviluppa, parallelamente e in rapporto dialettico con l’industrial design per
l’arredamento e la casa: divani a forma di grande nido, armadi come cabine da
spiaggia, sedie a punto interrogativo, sgabelli-sasso, scaffali-fenicottero, cassettoni-
rinoceronte, tappeti di ceramica, caffettiere che si animano. Che cosa succede al
paesaggio domestico quando è un artista, o un architetto/artista, a mettere mano al
disegno di mobili e suppellettili? Questa mostra si propone di fornire una prima
risposta a tale domanda, raccogliendo una serie di esempi italiani fra i più
significativi di quanto è stato proposto nell’ultimo trentennio del secolo scorso in un
campo così attraente ma anche sottilmente inquietante, dato il precario equilibrio in
cui si trova, in quella esigua striscia di terra di nessuno situata al confine. I pezzi di
design sono sia prodotti industriali, anche fuori catalogo o tuttora in produzione, sia
prototipi, sia produzioni anche artigianali. I pezzi di ogni autore sono accostati a una
sua opera d’arte. Sono presenti la “natura artificiale” dei primi anni ‘70 (Gino
Marotta, Gilardi, Pesce, Gianni Ruffi), i “virtuosi del legno” come Urano Palma e
Mario Ceroli, che apre la serie dei Mirabili voluta da Cammilli (fra cui Natalini,
Bartolini); il gruppo di Zanotta con il Superstudio della serie Quaderna, poi Mendini,
Dalisi; i singoli casi come quelli di Enzo Mari, Nanda Vigo, Ettore Sottsass, Ugo La
Pietra, Aldo Rossi, Luigi Serafini, Cinzia Ruggeri, Antonio Annicchiarico, Michele

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De Lucchi. La collezione Megalopoli, è un approfondimento su un fenomeno di


ricerca e di produzione tra arte e design, una collezione di mobili di una galleria
laboratorio unica nel suo genere in quel periodo. Attiva negli anni ottanta a Milano,
animata da Agneta Holst, che dopo una lunga esperienza nel mondo delle gallerie
internazionali negli anni 60 e 70 (Leo Castelli, New York; Giorgio Marconi e Galleria
dell’Ariete Milano) decide di aprire uno spazio proprio, dove far confrontare gli
artisti con gli oggetti e i temi domestici in Corso Europa a Milano. Nella collezione
sono presenti opere che possono frequentare l’uso quotidiano, ideate dagli artisti e
realizzate in una tiratura a numero limitato dagli artigiani di varie città italiane,
alcune opere in legno a Lucca e alcune opere in marmo a Pietrasanta. Sono della
collezione i lavori di: Carla Accardi, Paolo Buggiani, Enrico Castellani, Alik
Cavaliere, Pietro Consagra, Agostino Ferrari, Mauro Lovi, Ugo Marano, Sandro
Martini, Mario Nigro, Mimmo Paladino, Luigi Parzini, Bobo Piccoli, Michelangelo
Pistoletto, Giò Pomodoro, Shama (Cinzia Tondoi), Ettore Sottsass, Tarshito ( Nicola
Strippoli). Questa mostra vuole fare il punto su un atteggiamento creativo e
progettuale, nello stesso tempo affrontare anche la presentazione completa di una
esperienza operativa. Ciò coinvolge molti livelli del fenomeno arte-design come
quello artistico-creativo, quello produttivo, quello espositivo-comunicativo e quello
commerciale-distributivo. Esperienza che ha proposto temi e mondi creativi da
considerare non del tutto esauriti. Nella panoramica del fare “design” contemporaneo,
si tende finalmente a considerare superata la divisione arte o design, dove la ricerca
attraverso percorsi creativi non ancora analizzati o valorizzati sufficientemente che
sviluppino le realtà produttive dei luoghi, diventa una risposta innovativa alla crisi da
omologazione. Lucca è comunque alla ribalta in questi ultimi mesi, sul tema della
rivisitazione di opere di un modernariato di frontiera: ricordo che si sono chiuse da
poco sia la rassegna dedicata alla Poesia Visiva che Artspotting entrambe ospitate alla
Galleria Numero 38 di via del Battistero e al Lucca Art Center: Origini e dintorni.

GIACOMO PUCCINI LA VITA E L'ARTE

LUCCA – Dopo il successo ottenuto dalla prima delle conferenze organizzate dalla
Cesare Viviani per il Settembre Lucchese, che è stata tenuta dallo scrittore
Bartolomeo Di Monaco, dal titolo “Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi, viene
proposta una seconda conferenza nella quale verrà presentata e discussa la biografia
"Giacomo Puccini, la vita e l'arte" dello studioso tedesco Dieter Schickling pubblicata
lo scorso anno dalla casa editrice pisana Felici Editore. È questa la più recente,
completa e aggiornata biografia di Giacomo Puccini, il volume, frutto di uno studio
meticoloso del materiale documentario, in particolare delle lettere del maestro, getta
nuova luce su episodi già noti, ne scopre di nuovi e descrive molti aspetti del
carattere e della vita del compositore. I capitoli di contenuto biografico si alternano a
brevi capitoli in cui sono sintetizzate le caratteristiche salienti del libretto e della

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musica di ogni singola opera. Le bellissime immagini si fondono perfettamente con


l'assoluto rigore scientifico con cui è stata realizzata la biografia. "Giacomo Puccini,
la vita e l'arte" ci offre un affresco dell'epoca in cui il Maestro visse. Il testo di Dieter
Schickling è la più recente, completa e aggiornata biografia del compositore che,
uscita in lingua tedesca nel 2007, è stata tradotta in italiano per i tipi della Felici
Editore, in una versione ancora più attuale che integra in qualche dettaglio l’edizione
tedesca, pur recentissima. La biografia, basata su uno studio meticoloso di tutto il
materiale documentario conosciuto, in particolare sulle lettere del maestro, getta
nuova luce su episodi già noti, ne scopre di nuovi e fa chiarezza su molti aspetti del
carattere e della vita del Maestro. Scritta in uno stile scorrevole e piacevole, alterna
capitoli di contenuto biografico a capitoli in cui vengono sintetizzate le caratteristiche
salienti del libretto e della musica di ogni singola opera. Condotto con assoluto rigore
scientifico, arricchito da una serie di bellissime immagini, la maggior parte delle
quali poco conosciute, la biografia di Giacomo Puccini di Dieter Schickling riveste
un particolare interesse per gli appassionati ed è un testo indispensabile per gli
studiosi. Dieter Schickling è professore, uno dei massimi studiosi di Puccini, è
membro fondatore, membro del consiglio direttivo e del comitato scientifico del
Centro Studi Giacomo Puccini, ha pubblicato, fra l’altro, il fondamentale Catalogo
delle opere di Puccini, oltre ad aver curato l’edizione critica di alcune composizioni
di Puccini. La conferenza sarà tenuta da Marco Vignolo Gargini mercoledì 16
settembre presso la Casermetta Santa Maria delle Mura Urbane alle ore 17.00.
Saranno presenti il vicesindaco Giovanni Pierami e i responsabili della Casa Editrice
Felici di Pisa. Ingresso libero.

MAN RAY

LUCCA – Ancora un evento di spessore in questo Settembre Lucchese, dal 12


settembre al 6 dicembre 2009, il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, alla
Madonna dello Stellario, proporrà la mostra Man Ray. The Fifty Faces of Juliet,
realizzata in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano. Verranno
presentati al pubblico i cinquanta ritratti che l’artista scattò alla moglie, Juliet
Browner, tra il 1941 e il 1955. The Fifty Faces of Juliet fu pensato da Man Ray agli
inizi degli anni ’50 come libro in omaggio a sua moglie Juliet, ma anche come un
saggio di opere foto-grafiche iniziato a Los Angeles nel 1941. Cinquanta fotografie,
stampe originali in diverse tecniche e stili, alcune colorate a mano, di diverso formato
che Man Ray ha dedicato a Juliet, la musa definitiva della sua vita. Man Ray è stato
uno degli esponenti più significativi dell’arte del XX secolo. Nato a Philadelphia nel
1890 da una famiglia ebrea di immigrati ucraini, entrò a contatto con gli artisti
europei e soprattutto con Marcel Duchamp attraverso la galleria di Alfred Stieglitz di
New York e gli artisti della prima edizione dell’Armory Show. Diventò in breve
tempo uno dei protagonisti del Dadaismo americano realizzando con materiali di

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recupero oggetti fantastici di ispirazione surrealista esaltandoli anche attraverso la


fotografia. Nel 1921 si stabilì a Parigi dove grazie a Duchamp si inserì nel milieu
artistico e intellettuale che avrebbe dato vita al Surrealismo. In quegli anni la sua
attività procedette di nuovo in molteplici direzioni parallele: la pittura, la fotografia,
la grafica, la realizzazione dei famosi oggetti d’affezione. Man Ray sviluppò nuove
tecniche di ripresa e stampa, come il rayograph, il fotomontaggio, la solarizzazione e
il cliché-verre. Divenne un fotografo ricercato da artisti, dalla moda e dalla borghesia
di quegli anni. Nel 1940 ritornò a New York da cui si allontanò quasi subito per
trasferirsi in California, ad Hollywood, dove incontrò Juliet Browner, un’affascinante
modella di ventotto anni dai lineamenti fauneschi e gli occhi a mandorla che le
davano un aspetto vagamente esotico. Nel 1946 Juliet sarebbe diventata sua moglie a
Beverly Hills dove anche Max Ernst e la pittrice Dorothea Tanning si sposarono e i
due amici si fecero da testimoni l’uno all’altro. Max Ernst dedicò all’avvenimento un
suo dipinto chiamandolo Doppio matrimonio a Beverly Hills. Nel periodo
californiano, Man Ray pur continuando ad occuparsi di fotografia, si dedicò
soprattutto alla pittura e ai suoi oggetti. Nel 1951 non appena la situazione in Europa
si normalizzò, Man e Juliet partirono alla volta di Parigi dove si stabilirono in rue
Férou 2 bis a Saint-Germain-des-Prés. Man Ray morì a Parigi il 18 novembre 1976 e
venne sepolto nel cimitero di Montparnasse. Sulla lastra ovale della sua tomba si può
leggere la scritta: Unconcerned but not indifferent-Love Juliet e su quella rettangolare
di Juliet che lo raggiunse nel 1991: Together again. Man Ray, attraverso la fotografia
ha offerto a se stesso e ai suoi modelli l’occasione di esplorare le possibilità creative
dell’io, muovendosi straordinariamente dai registri più onirici e surreali alla
pantomima, al puro divertissement. Juliet ne è stata uno dei soggetti più ricchi e
straordinari. The Fifty Faces of Juliet sono il racconto di un amore e di una vita.
Cinquanta ritratti in cui l’immagine di Juliet viene di volta in volta inventata, riscritta,
modificata, esaltata con il segno della matita, con un intervento grafico, con la
sovrapposizione di una stoffa, di un velo trasparente, occultata dietro una maschera, il
suo volto incorniciato con un grande cappello alato, svelata nella sua nudità,
trasformata in un ricamo. Una mostra questa che, siamo sicuri, ripeterà il successo
registrato con il gruppo Origine.

LORENZO NOTTOLINI

Quando frequentavo l'Università a Urbino, spesso mi recavo in Palazzo Ducale ove


era ospitata la Galleria Nazionale delle Marche e, con mia grande sorpresa constatai
che un intero piano della galleria era dedicata a Lorenzo Nottolini che ad Urbino
aveva fatto molte opere, ma mai quante a Lucca. E mentre qui veniva giustamente
ricordato, nella Lucca degli anni '80 era pressoché ignorato e le sue opere giacevano
nell'abbandono. E oggi cosa è cambiato? Leggo sui media che “l’amministrazione
comunale non sembra proprio intenzionata a valorizzare e salvaguardare il proprio

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patrimonio artistico. Questo è quanto possiamo dedurre alla luce della totale inerzia
da parte della giunta comunale in merito alla ristrutturazione dell’Acquedotto
monumentale del Nottolini”. Nell’ottobre 2008 il Consiglio Comunale aveva
approvato all’unanimità una mozione inerente la salvaguardia dell’Acquedotto.
Tutto nacque dalla “riesumazione” dagli archivi del Comune di una perizia tecnica
commissionata dal Comune di Lucca all'ing. Stefano Caramelli, che attestava la
necessità dell'immediata attuazione di interventi di consolidamento in modo da
evitare l'irreparabile rovina dell’Acquedotto. Tale perizia restò ignorata sia
dall’amministrazione che la commissionò, sia dall’attuale, peggiorando così lo stato
di conservazione dell’Acquedotto. Con la mozione si impegnava la giunta affinché
venissero consolidate e ristrutturate in tempi brevi le parti strutturali del manufatto
architettonico che richiedono un intervento urgente, e fosse resa fruibile l’area
circostante il tempietto al fine di ottenere una valorizzazione dell’area tesa a creare
uno spazio pubblico a servizio della cittadinanza. Inoltre si chiedeva la costituzione di
un apposito team di studio composto da tecnici interni che, oltre a definire un piano
successivo di ristrutturazione dettagliato del monumento nel suo insieme, finalizzato
a consolidare l’intero Acquedotto e alla realizzazione di un vero e proprio parco, si
attivasse al fine di reperire fondi esplorando tutte le possibilità di finanziamento,
come piani di sviluppo, risorse europee e fondazioni. Tutti questi impegni risultano,
dopo un anno dalla loro deliberazione, del tutto disattesi. Se si continua ad ignorare il
problema del degrado dell’Acquedotto del Nottolini si mette a serio rischio la
conservazione di un monumento che caratterizza il nostro territorio e che, per le sue
dimensioni e importanza culturale, è secondo solo alle Mura Urbane. Anche questo
mio intervento è teso a sottolineare quella che reputo una inadeguatezza sul come
viene gestita la cultura a Lucca e si riallaccia alle critiche che recentemente ho
sollevato sulla mostra Batoni, sul ricordo di Pannunzio, su i fondi elargiti alle
associazioni, sulla gestione del teatro del Giglio in particolare e le partecipate più in
generale.

11 SETTEMBRE

Quell'11 settembre di otto anni fa, ero entrato in mattinata a prendere un caffè in quel
bar di via San Giorgio, che adesso più non c'è, ove in anni più verdi si trovava il
Minibar d'Emilio, ritrovo dei giovani impegnati di quel periodo. Stavo recandomi al
mio ufficio di piazza San Frediano quando, appena entrato, l'occhio mi cadde sul
televisore acceso. E non poteva essere diversamente: sia la barista che l'unico
avventore erano letteralmente incollati alla tivù. C'erano le Torri Gemelle e il fumo
usciva da entrambe.
«Ma che è successo? » chiesi.
«Hanno attaccato New York. È la guerra. I terroristi».
E poi silenzio, e anch'io mi trovai confuso, senza aver più niente da dire, mentre nel

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televisore le scene si ripetevano e mostravano le due torri cadere su se stesse.


Impietrito, per un tempo indefinito rimasi a guardare anch'io ipnotizzato le scene che
si susseguivano ripetendosi nella loro drammaticità. E non ricordo se poi quel caffè lo
bevvi o meno. Sicuramente me ne era passata la voglia. Telefonai a casa, rispose il
mio figlio più grande, sì avevano visto, lo sapevano già. Restai inorridito, era iniziata
la IV Guerra Mondiale, niente sarebbe più stato come prima, il mondo era attonito, io
con esso. Sì, la IV Guerra Mondiale, la III era stata la guerra fredda, vinta
dall'occidente, ma l'oriente aveva fatto tutto da solo per perderla. Rimasi esterrefatto
per quell'attacco sfrontato non solo agli USA, che si dimostrarono maledettamente
superficiali e impreparati, ma all'intero mondo civile. Proprio in quei giorni stavo
scrivendo uno dei miei due romanzi, se si può definirli così, dato che sono formati da
un insieme di racconti, uno nell'altro, nel solco della vera letteratura, quella antica,
fantastica, come le Upanisad, la Bagavad Gita, il Talmud, il Vecchio Testamento. Sì
romanzi fantastici come quelli antichi, mentre il romanzo moderno è nato
nell'ottocento come costruzione borghese, ben definita dal Gruppo 63 in particolare
da Manganelli in Letteratura come menzogna, e c'era anche Eco, prima che scoprisse
che coi romanzi mallopposi poteva tirar su un sacco di soldi. E le torri entrarono nella
mia letteratura, erano più fantastiche della realtà fantascientifica che stavo
descrivendo. Ma poi l'occidente alzò quella testa sonnecchiante stimolato anche dalla
sveglia della Fallaci, ma questa è un'altra storia.

LE MURA URBANE

Ci fanno sapere che sono un bel pacco le richieste per la gestione delle Casermette
delle Mura Urbane, giacenti negli uffici comunali. Ma tutti dovranno aspettare come
minimo fino alla fine dell'anno per avere una risposta. Per questa scadenza è infatti
prevista la riassegnazione. Le Mura è un argomento che mi intriga e mi riguarda da
vicino, dato che ipotizzai l'Opera delle Mura con nome leggermente diverso “La
fabbrica delle Mura”, dieci anni prima che Fazzi la realizzasse. La mia idea allora
ebbe un forte risalto sulla stampa, ma riscosse un totale disinteresse da politici e
amministratori. C'era una variante rispetto alla realizzazione attuale: il CISCU
doveva essere assorbito dalla mia Fabbrica, invece esiste autonomamente tutt'oggi.
Per le riassegnazioni dovranno esser stabiliti criteri certi e dovranno esser favorite le
associazioni culturali e quelle di carattere sociale. Nell'ottica del rilancio dell'anello
alberato il requisito principe dovrà essere la fruibilità dello spazio casermetta, non
solo all'assegnatario, ma dovrà essere garantita al cittadino, al visitatore, alle
associazioni culturali e tenerlo disponibile per quanto sulle Mura viene organizzato.
Un esempio in questo senso è già ora dato dai gestori della Casermetta Santa Maria
che da sempre ospitano gli eventi settimanali che l'associazione, della quale sono
Presidente dal 2004, la Cesare Viviani, offre alla cittadinanza. Inoltre il gestore, che è
il Circolo Sportivo del Bridge di Lucca, organizza gare e corsi, e rende utilizzabili le

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sale a mostre di pittura, fotografia, convegni e presentazioni di tipo sociale e


culturale. Per tutti questi motivi ritengo che la gestione della Casermetta Santa Maria
da parte del Circolo del bridge sia un esempio da seguire. Le Mura urbane non sono
solo un parco cittadino, ma uno storico monumento simbolo della città da oltre 500
anni. Per questo motivo sono scettico all'apertura di nuovi centri commerciali.
Restauriamo con attenzione l'Antico Caffè delle Mura e preserviamo l'altro caffè,
basta così. Dotare i sotterranei di strutture similari mi sembra improponibile, sia per
l'umidità dei luoghi sia per non snaturarne l'aspetto. Sono necessari eventi che siano
in armonia col monumento e ne valorizzino i pregi architettonici interni ed esterni. Sì
a mostre mercato temporanee quali Verde Mura e Murabilia, sì anche a
rappresentazioni teatrali e musicali, a caffè letterari, mostre d'arte e anche sì alla
recente idea di trasferire qui il cinema all'aperto.

LE IDEE DELLA VIVIANI

Interessanti dibattiti, a volte controversi, sorgono alla Viviani durante l'apertura di


ogni evento. Ultimamente si è parlato della figura di Giacomo Puccini, ormai
accreditato testimonial della città. Anche se, è emerso, la sua figura potrebbe non
essere musicalmente prevalente rispetto a Boccherini e a Mascagni, sui quali e sulle
loro opere, dovrebbe esser fatto un serio ripensamento culturale. Se c'è un Puccini
testimonial nella musica, manca un Puccini in campo letterario anche se molti sono
gli autori di prestigio che la città ha dato. Allora perché non creare una Fondazione
degli autori lucchesi di chiara fama che hanno operato in tutto il '900 fino al 2000? Al
posto della Fondazione Tobino, tra l'altro autore sovraesposto rispetto ad altri
altrettanto validi. Altro punto della discussione ha riguardato i soci “onorari”
dell'associazione. Oggi abbiamo il solo Bartolomeo Di Monaco che è Presidente
Onorario, ma perché si sono chiesti, non nominare anche dei soci onorari, tra quelli
che si sono affermati in Italia e all'estero? E i nomi sono venuti fuori: Stelvio
Mestrovich noto anche in Germania e in Austria e non solo come scrittore ma anche
come valente musicologo; Vittorio Baccelli con collage esposti in tutto il mondo e coi
suoi testi tradotti in varie lingue, vincitore a Melbourne di un prestigioso premio
letterario; Grazia Maria Tordi, scrittrice e poetessa nota a livello nazionale e proposta
con nomination nel 2008 per il Nobel della Letteratura; Marco Vignolo Gargini
conosciuto a livello nazionale non solo come scrittore ma anche come traduttore,
autore di un importante intervento per l'università della Sorbona; Mario Lena, colto
poeta da anni alla ribalta nel panorama poetico italiano per i suoi libri e anche per i
suoi dotti interventi alle Giubbe Rosse di Firenze; Gavorchio (Domenico Bertuccelli)
che porta il dialetto lucchese a raduni poetici in giro per l'Europa.
Soci onorari per servire da stimolo ad altri concittadini letterati a divenire autori
affermati e a uscire dal recinto degli esordienti.

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LA BANCA D'ITALIA

LUCCA – La notizia della chiusura della filiale lucchese della Banca d'Italia,
avvenuta lo scorso venerdì, ha lasciato l'amaro in bocca ai componenti del Tavolo
Anticrisi dell'UGL. Anche se questo evento non è da attribuirsi alla crisi economica
attuale e ha più lontane radici legate alla ristrutturazione dell'Ente, l'UGL si è attivata
per scongiurarlo in tutti i modi possibili, anche quando altre forze politiche e
sindacali si erano ormai arrese. L'organizzazione sindacale ha però trovato tutte le
porte chiuse e nessuno è voluto tornare indietro su decisioni già prese. Anche l'ultimo
appello ai politici è caduto nel vuoto. Così un importante servizio all'intera economia
cittadina è cessato e adesso l'immobilile di via Matteo Civitali è vuoto e si presume
una sua prossima vendita. Gli utenti lucchesi dovranno da adesso rivolgersi
all'agenzia pisana per tutti i servizi, esclusi quelli di tesoreria che saranno gestiti dalla
sede livornese. Per quanto riguarda l'occupazione, sei dipendenti sono andati in
pensione e gli altri dodici sono stati trasferiti nelle sedi di Perugia, Bologna, Firenze,
La Spezia e Pisa.

CONFERENZA

LUCCA – Dopo il successo delle due conferenze sugli scrittori lucchesi di


Bartolomeo di Monaco e su Giacomo Puccini di Marco Vignolo Gargini, mercoledì
23 settembre alle ore 17.00 presso la Casermetta Santa Maria delle Mura Urbane, si
terrà la terza conferenza della Cesare Viviani, inserita nel calendario del Settembre
Lucchese, dal titolo "Turismo e Cultura". Relatore: Roberto Giancarlo Lupetti.
Roberto Giancarlo Lupetti è esperto di finanza e marketing, autore di numerose
pubblicazioni sul tema e già in passato ha tenuto a Lucca conferenze su “Marketing e
Comunicazione” e su “Strategie di sviluppo economico”. Introdurrà Vittorio Baccelli,
presidente dell'Associazione. Intanto alla Viviani si stanno preparando alle vicine
scadenze, fuori della consueta programmazione settimanale: la “Bella” della disfida
poetica dialettale tra pisani e lucchesi, che si terrà sabato 24 ottobre alle 21.00 presso
il teatro di Borgo a Buggiano, in campo neutro pistoiese, vedrà la partecipazione
anche di poeti dialettali pistoiesi, fuori concorso, e sarà condotta da Aldo Baiocchi. È
prossima anche la serata di premiazione del II Premio Internazionale di Poesia Piero
Cervetti, che in un sabato di ottobre si terrà a Ghivizzano e sarà condotta da Maria
Puccini, presidente del circolo “il soffio” e da Vittorio Baccelli. Un calendario che si
preannunzia pieno, per ottobre, per l'attiva associazione letteraria che dal 1992 offre
alla cittadinanza con continuità incontri settimanali.

MERCATO DEL CARMINE

LUCCA – Quello che era nei decenni passati uno dei punti nodali della vita cittadina,

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il Mercato del Carmine, giace da tempo nel degrado. Eppure negli anni trascorsi più
volte s'era parlato di una sua riqualificazione e c'erano anche imprese del nord pronte
a rilevarlo e ad accollarsi le spese di restauro. Ma poi, dopo il susseguirsi di varie
voci, le più disparate, tutto svaniva nel nulla e, il vecchio Mercato del Carmine, semi
abbandonato e con sempre più acciacchi, passava nel dimenticatoio cittadino.
Ricordo quando ero bambino la vita che in questa struttura si svolgeva, i venditori di
frutta e verdura all'interno, gli alimentari, i bar, le trattorie sempre piene di gente lì
accanto, la vendita del pesce e le massaie indaffarate che andavano in su e in giù alla
ricerca della migliore offerta per far quadrare il bilancio familiare che era assai più
esiguo di quello d'oggi. Anche all'esterno, sul retro, c'erano i venditori di pollame e
d'animali da cortile e i contadini che portavano i loro prodotti direttamente dai campi,
poi due volte la settimana, lì attorno c'era il mercato ambulante. Tutto sparito, perché
le varie imprese interessate al recupero dopo un po' si dileguavano nel nulla: corre
una voce insistente che la fuga fosse dovuta allo scoprire che il tetto del mercato è in
amianto, e che prima o poi – meglio prima che poi – dovrà esser bonificato, altrimenti
potrebbe divenire una mina a cielo aperto sulla città. E adesso il progetto di recupero
torna in Comune e approda ad una delle prossime giunte. C'è stato il lavoro del
gruppo di studio del Pasl coadiuvato da Polis che dovrebbe poi provvedere alla sua
ristrutturazione e alla futura gestione. Non ci resta che attendere, nella speranza che
sia la volta buona, e che destinazione e gestione siano discusse e accettate in
maniera ampia e condivisa dalla cittadinanza e dalle forze economiche. Quello che
tutti si augurano è che non venga snaturata la vocazione di questa struttura, ma che al
contrario si ritrovi la sua collocazione originaria, capace di catalizzare attorno a se,
sia la cittadinanza che le numerose attività collaterali compatibili, com'era un tempo.
Comunque il Mercato è una delle tre criticità architettoniche del Comune, assieme ai
manufatti del Nottolini e all'albergo fermo nella costruzione da decenni in fondo a
via dei Borghi.

UGL A CONGRESSO

Dal gennaio, in tutta la provincia si sono svolte le assemblee precongressuali


nell'UGL che si appresta a celebrare il proprio III Congresso provinciale, e moltissimi
sono stati gli argomenti dibattuti. Sicuramente questa OS ha dimostrato una spinta di
attivismo e di partecipazione che mai prima aveva conosciuto. Complice anche la
figura mediatica della Polverini che a livello nazionale ha condotto battaglie di
rilievo, a cominciare dalla vertenza Alitalia, e ha saputo sapientemente usare i media,
da quello della carta stampata a quello televisivo. Sull'onda del nuovo anche a livello
locale molte sono le attività che l'UGL ha messo in piedi, non solo sul campo, con
una presenza tradizionale, ma anche dal punto di vista mediatico. In questo senso si è
distinta la nuova “Federazione delle Autonomie” che ha saputo creare attorno a sé
vasti consensi. Anche l'apertura delle pagine sul web e su facebook hanno rivelato un

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notevole radicamento nel territorio. La pagina dedicata all'UGL lucchese e il Tavolo


UGL Anticrisi hanno superato entrambe i 600 aderenti. E questo Tavolo, che non è
solo una realtà virtuale, ma agisce nel concreto, è stato protagonista anche in questi
giorni sul fonte delle criticità che purtroppo hanno colto molte aziende della
provincia e minacciano forti ricadute occupazionali. Anche se all'interno non sono
mancate frizioni tra coloro che conoscevano il sindacato vecchia maniera, più
burocratico e assistenzialista e la nuova anima attiva, presenzialista e informatizzata,
quella che ha dato vita al Tavolo Anticrisi, si è raggiunta una sintesi condivisa, così
che, chi si aspettava da questo Congresso uno scontro, ne resterà deluso. Se il
Congresso che si prevede unitario, alla fine del mese esprimerà il proprio Segretario
e un direttivo che vedrà la presenza di tutte le categorie e le componenti, lunedì l'area
che fa capo al Pubblico Impiego terrà un'ultima assemblea precongressuale.

FEDERAZIONE DELLE AUTONOMIE

LUCCA - Nuove strutture si sta dando il sindacato UGL per affrontare le sfide di
questo periodo storico e sindacale. Dopo il Tavolo Anticrisi promosso da questa OS
che è coordinato da Vittorio Baccelli e che si è attivato per tutte quelle criticità
aziendali della provincia che rischiano purtroppo di aver ripercussioni
sull'occupazione, è la volta della neo nata Federazione delle Autonomie che ha visto
la luce ad opera del Comitato Federale UGL e vede come responsabile nazionale
Fulvio Depolo. La nuova federazione raggruppa i lavoratori del comparto Autonomie
Locali e coloro che operano nel vasto ambito dei servizi che fanno riferimento agli
enti locali e al mondo della cooperazione sociale. Al fine di armonizzare questi
passaggi, Giuliana Bardoni, rappresentante sindacale di Lucca Holding, è stata
nominata a coordinare la fase di transizione. Si avvicina intanto la data della
celebrazione del III Congresso provinciale dell'UGL che vedrà il rinnovo delle
cariche sindacali.

SI CELEBRA IN III CONGRESSO UGL

LUCCA – Cresce in questi giorni sempre più l'attività sindacale in provincia: se l'Uil
entra in questi giorni nella stagione dei congressi, l'Ugl si appresta a celebrare il
proprio III Congresso provinciale a termine di tutta una serie di assemblee
precongressuali che da gennaio si sono svolte in tutte le sedi sindacali, e moltissimi
sono stati gli argomenti di attualità dibattuti. Sicuramente questa OS ha dimostrato
una spinta di attivismo e di partecipazione che mai prima aveva conosciuto. Complice
anche la figura mediatica di Renata Polverini che a livello nazionale ha condotto
battaglie di rilievo, a cominciare dalla vertenza Alitalia, e ha saputo sapientemente
usare i media, da quello della carta stampata a quello televisivo. Sull'onda del nuovo
anche a livello locale molte sono le attività che l'Ugl ha intrapreso, non solo sul

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campo, con una presenza tradizionale, ma anche dal punto di vista mediatico. In
questo senso si è distinta la nuova “Federazione delle Autonomie” che ha saputo
creare attorno a sé vasti consensi. Anche l'apertura delle pagine sul web e su facebook
hanno rivelato un notevole radicamento nel territorio. La pagina dedicata all'Ugl
lucchese e il Tavolo Ugl Anticrisi hanno superato entrambe i 600 aderenti. E questo
Tavolo, che non è solo una realtà virtuale, ma agisce nel concreto, è protagonista,
anche in questi giorni, sul fonte delle criticità che purtroppo hanno colto molte
aziende della provincia e minacciano forti ricadute occupazionali. Anche se
all'interno non sono mancate frizioni tra coloro che conoscevano il sindacato vecchia
maniera, più burocratico e assistenzialista e la nuova anima attiva, presenzialista e
informatizzata, quella che ha dato vita al Tavolo Anticrisi, si è raggiunta una sintesi
condivisa, così che, chi si aspettava da questo Congresso uno scontro, ne resterà
deluso. Se il Congresso che si prevede unitario, alla fine del mese esprimerà il
proprio Segretario e un direttivo che vedrà la presenza di tutte le categorie e le
componenti, lunedì l'area che fa capo al Pubblico Impiego terrà un'ultima assemblea
precongressuale. Nuove strutture si sta dando la confederazione Ugl per affrontare le
sfide di questo periodo storico e sindacale. Dopo il Tavolo Anticrisi che è coordinato
da Vittorio Baccelli e che si è attivato per tutte quelle criticità aziendali della
provincia che rischiano purtroppo di aver ripercussioni sull'occupazione, è la volta
della neo nata Federazione delle Autonomie che ha visto la luce ad opera del
Comitato Federale UGL e vede come responsabile nazionale Fulvio Depolo. La
nuova federazione raggruppa i lavoratori del comparto Autonomie Locali e coloro
che operano nel vasto ambito dei servizi che fanno riferimento agli enti locali e al
mondo della cooperazione sociale. Al fine di armonizzare questi passaggi, Giuliana
Bardoni, rappresentante sindacale di Lucca Holding, è stata nominata a coordinare la
fase di transizione. Ormai mancano pochi giorni alla data della celebrazione del III
Congresso provinciale dell'Ugl che vedrà il rinnovo di tutte le cariche sindacali.

MARCO VIGNOLO GARGINI LEGGE EDGAR ALLAN POE

LUCCA – Mercoledì 30 settembre, alle 17.00, nei locali della casermetta di Porta
Santa Maria delle Mura Urbane, quarta e ultima conferenza del ciclo organizzato
dall'Associazione Cesare Viviani inserito nel calendario del Settembre lucchese.
Dopo il successo delle conferenze: sugli scrittori lucchesi di Bartolomeo di Monaco,
la biografia e la presentazione di Giacomo Puccini, la vita e l'arte dello studioso
tedesco Dieter Schickling e la conferenza su Turismo e Cultura che ha visto relatore
Roberto Giancarlo Lupetti, in occasione delle celebrazioni del bicentenario della
nascita di Edgar Allan Poe (1809-1849), il noto scrittore e traduttore Marco Vignolo
Gargini ripercorrerà la biografia e la formazione intellettuale dell’autore bostoniano
mettendole in relazione con le opere narrative e poetiche, rese immortali dai Racconti
e da liriche come Il Corvo. Ma è la produzione critico-saggistica di Poe, piuttosto

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ignorata e poco divulgata, ad essere il vero oggetto della conferenza di Vignolo


Gargini, nata dall’intento di mostrare che Poe, oltre che narratore e versificatore, fu
soprattutto uno studioso coltissimo della grande letteratura classica ed europea. Non
solo, è grazie alle sue osservazioni sulla composizione e alla visione logica del
metodo della scrittura che Poe contribuisce in modo decisivo a sfatare il mito
romantico dell’ispirazione, così tanto in voga nel XIX secolo e talvolta rispolverato
anche ai giorni nostri. Opere quali La filosofia della composizione, La logica del
verso, Il principio poetico, Marginalia e Eureka avranno un’influenza decisiva per la
formazione di tanti intellettuali che faranno tesoro della sintesi operata da Edgar
Allan Poe tra le visioni umanistica e scientifica. Il Poe che Vignolo Gargini
descriverà è una sorta di analista prestato alla letteratura che tenta di spiegare
razionalmente i fenomeni, non certo l’autore tradotto e tradito dai suoi epigoni
convinti che il lascito più significativo sia l’invenzione del genere poliziesco e del
thriller. Purtroppo, aver confinato Poe nel genere è stato il modo migliore per
fraintendere l’autentica originalità della sua scrittura, così che a distanza di due secoli
occorre rileggerlo e ripulirlo da certi sedimenti in giallo. In fondo, basterebbe tornare
là dove si è partiti, ossia ricominciare daccapo con Baudelaire che, a pochi anni dalla
scomparsa dell’autore americano, fu il primo critico-artista a studiare a tutto tondo e
imporre l’opera di Poe all’attenzione dei lettori di tutto il mondo senza ricorrere ai
riassunti asfittici dei recensori e dei critici-non-artisti. Marco Vignolo Gargini, già
traduttore di Baudelaire, Jarry, Rimbaud, Shakespeare, Wilde, presenterà le sue
versioni da Poe dei saggi La filosofia della composizione, La logica del verso, Il
principio poetico e de Il Corvo.

NO AL CANONE RAI

Adesso anche i lettori de “il Giornale” sono scesi in campo contro l'odioso balzello e
a far passare anche loro sulla barricata di quei tanti cittadini che da tempo di questa
tassa assurda e impropria non ne possono più, è stato il caso Santoro. E allora dietro
la frase “basta, non paghiamo più la tassa a Santoro e compagni” si sono mossi in
tanti, da Zefirelli a Moser, da Reale a Zamparini, e la Gelmini ha dichiarato: ”La tivù
di stato tradisce la sua missione”.Ma il canone RAI non c’è più, un ventennio fa un
referendum radicale l’ha cancellato con voto popolare: o canone o pubblicità.
Ma le risorse degli impositori sono infinite, e così per lasciare tutto com’era
inventarono “l’imposta sul possesso di apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle
radioaudizioni”. La RAI è sempre più schiava di partiti e di sindacati corporativi. E
così ho fatto un giro sul nuovo sito RAI che dovrebbe contenere tutte le informazioni
utili per il cittadino atte al pagamento dell’odioso balzello. L’unica cosa che risulta
chiara è che si deve pagare sempre e comunque: non solo chi ha un televisore in casa
e lo usa (magari solo per la Mediaset), ma anche chi dispone di un computer, un
videocitofono, un lettore MP3, un iPod, un cellulare, e chi ne ha più ne metta. Questo

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perché tutti questi apparecchi possono o potrebbero essere adattati per la ricezione
della tivù e pertanto rientrano nella casistica dell’imposta sul possesso. Bisogna
pagare anche se questi apparecchi non li usiamo e se non sono per niente predisposti
a guardare la tivù o ascoltare la radio. Vorrei conoscere chi fa queste cose col
videocitofono! Da anni le associazioni dei consumatori si battono inutilmente per
l’abolizione del balzello, reputato ingiusto e sostanzialmente inutile, dato che è la
pubblicità la fonte di guadagno delle emittenti. Esistono anche sistemi per evitare del
tutto di pagare il canone, che consistono nel suggellare i dispositivi che addirittura
dovrebbero esser rinchiusi in sacchi di iuta piombati da un Ufficiale di Polizia
Giudiziaria in modo che non possano esser usati: roba da matti!
Bene, a dispetto del referendum vinto, delle battaglie portate avanti dalle associazioni
dei consumatori, la RAI pretende che si paghi il canone, non solo, addirittura chiede a
gran voce che venga aumentato. Colpa di Bersani, che quando iniziò le
privatizzazioni, proprio dalla RAI avrebbe dovuto iniziare, oggi con Berlusconi la
cosa risulta assai più difficile, anche se qualcosa dopo Santoro si sta muovendo,
poiché i soliti salterebbero su col conflitto d’interessi, ma Bersani aveva le mani più
libere per farlo. Non si capisce perché lo stato debba gestire in proprio l’emittenza
radiotelevisiva, ritengo che ci si debba muovere in fretta, per togliere una assurda
tassa, per rompere un monopolio sinistroso, ma anche per evitare che la RAI faccia la
fine dell’Alitalia. Vendiamo la RAI, liberalizziamola, mettiamola sul mercato e
togliamo questa ennesima tassa inutile e impropria che grava sulle già disastrate
famiglie.

I BUONI PROPOSITI

Mesi addietro era tutto un gran parlare della detassazione delle tredicesime, poi
adesso che il momento della riscossione s'avvicina, della detassazione non ne parla
più nessuno. Eppure proprio in questi giorni cominciamo ad intravedere i primi
segnali d'una uscita dalla recessione e, riflessioni su competitività e produttività
dovrebbero esser fatte nel tentativo di rimuovere i numerosi ritardi nel controllo, nella
riqualificazione, nel contenere la spesa pubblica e nel controllo e recupero
dell'evasione e dell'elusione fiscale. Così da più parti si torna a sollecitare la riduzione
della tassazione dei redditi da lavoro, sia dipendente che autonomo, con la riduzione
del prelievo fiscale sui premi e sugli incrementi salariali e la detassazione della
tredicesima. La detassazione della tredicesima dovrebbe integrare le azioni strutturali,
rafforzando così il badget familiare proprio nel periodo delle festività, dando così
respiro alle famiglie e una spinta all'acquisto e, di riflesso all'intera economia. È un
provvedimento che va incontro a tutte le famiglie, perché non attuarlo?

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DISPERATAMENTE TUO

Mai come in questo periodo Francesco Colucci è stato così massivamente presente
sulla stampa, colpito da un forte presenzialismo. E mano a mano che l'insediamento
di Icilio Disperati a direttore dell'Apt s'avvicina, sempre più il nostro imperversa.
Manca ancora un mese e il molti affermano che Disperati stia navigando a vista
pronto a sbarcare in un incarico che lo vedrà occupato per un solo anno e mezzo, e c'è
chi ha scritto che nel frattempo abbia partecipato anche ad altri bandi di Apt.
Comunque vada, resta sempre irrisolto il problema di fondo: perché fu divisa in due
l'Apt di Lucca? Quando comprendeva l'intera provincia c'era la possibilità d'offrire un
pacchetto mare-monti unico, pacchetto che la divisione in due Apt ha di fatto
cancellato. Disperati o soddisfatti, non sarebbe meglio tornare ad un unico Apt
provinciale, con un più qualificato ritorno d'immagine e con un risparmio di costi?

SETTING FOR PRODUCTION

LUCCA – Mentre al Lu.C.C.A. Center of Contemporary Art è presente la mostra di


Man Ray, sabato 17 ottobre alle ore 18.00 si inaugura Setting for production, la
primissima mostra collettiva di P 38: nuovo spazio espositivo per l’arte
contemporanea situato a Lucca, in pieno centro storico in via del Battistero 38, La
galleria nasce come spazio di produzione artistica, ma anche come luogo di relazione,
aperto a progetti e a collaborazioni con artisti e istituzioni internazionali. Per Setting
for production sette artisti, nati fra gli anni settanta e ottanta e provenienti da diverse
parti d'Europa (Rabea Eipperle, Jan Haubelt, Helena Hladilova, Filippo Manzini,
Gian Andrea Poletta, Namsal Siedlecki, Filip Smetana), sono stati invitati a lavorare
per gli spazi del nuovo progetto sull’idea di set nella sua più vasta accezione di
apparato di disposizione e di esposizione di persone o di cose, materiali e immateriali.
Tenendo conto del fatto che la costruzione di un set – sia la preparazione di
un’immagine, la disposizione di oggetti, o di un’azione al pubblico – è spesso
orientata alla produzione di un’immagine con fini economici e spettacolari, l’atto
della messa in produzione può anche essere letto come una sorta di rappresentazione
totale e totalizzante che condiziona e ritraduce ogni piega dell’esistente. E dato che il
set è spesso finalizzato al momento della produzione (sia pure una ripresa video o
cinematografica, oppure una foto, una mostra, una performance o un evento, etc.), si
tratta di scoprire lo scarto eventuale tra il processo di partenza e il prodotto finale; ciò
che resta e ciò che scompare dopo la produzione. Setting for production si apre in
contemporanea con il Lucca Film Festival 2009 (www.vistanova.it) attivando con
esso, già a partire dall’idea di set presente nel titolo della mostra, una sorta di link
concettuale attraverso la città.

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III CONGRESSO UGL LUCCA

LUCCA – I delegati eletti nei precedenti congressi di categoria dell'UGL provinciale,


hanno celebrato il loro terzo congresso provinciale. Da gennaio erano state dibattute
in moltissime assemblee le linee di politica sindacale da attuare anche nella nostra
provincia, fino a giungere ad una sintesi unitaria che ha visto raggiungere l'unanimità
nell'elezione degli organi statutari. Segretario Provinciale è stato eletto Fabio Massei;
fanno parte del direttivo Daniela Scarpellini, Giuliana Bardoni, Maria Luisa Livi,
Simona Puccetti, Augusta Fantoni, Cristiana Pieroni, Vittorio Baccelli, Amerigo
Notini, Tiziano Genovali, Giuseppe Valentini, Marco Visibelli, Mirko Lucchesi,
Fabrizio Dalilati, Eugenio Mastronaldi, Massimiliano Turini, Daniele Marchi,
Luciano Bassoni, Alessandro Cinquini, Luca Cianelli, Maurizio Baratta, Ruggiero
Razzauti, Fabio Bonini, Giovanni Martinelli; revisori dei conti Claudio Landucci,
Eugenio Mastronaldi, Roberto Rocchi, Francesco Puccinelli, Luana Ricci; delegati al
congresso regionale Fabio Massei, Daniele Marchi, Mirko Lucchesi, Marco Visibelli,
Fabrizio Dalilati, Cristiana Pieroni, Giovanni Martinelli.
Gli organi statutari resteranno in carica per quattro anni.

DR. HOUSE SECONDO VAZZAZ

LUCCA – Terminate le conferenze inserite nel calendario delle manifestazioni


culturali del Settembre Lucchese, la cesareviviani riprende i consueti incontri
settimanali. Mercoledì 7 ottobre alle ore 17.00 presso la Casermetta Santa Maria delle
Mura Urbane, per il ciclo “al bridge con l'Autore” saranno presentati i libri: “I
Telefilm a test” e “Dr. House a test” entrambi di Igor Vazzaz. Il primo (Alpha Test,
252 pagine, prefazione di Aldo Grasso) è dedicato a tutti gli appassionati di telefilm
che troveranno ben 336 domande a risposta multipla sulle serie tivù trasmesse in
Italia negli anni 1975 – 1990 (non sono dunque presenti le serie degli ultimi anni, ma
ci sono serie e sit-com prodotte negli USA dagli anni 1950 in poi): tra le tante, sono
oggetto di domande I Jefferson, Happy Days, Hazzard, Il prigioniero, Le strade di
San Francisco, Vita da strega e Batman. Il libro è suddiviso in sei capitoli tematici:
“Streghe, maghi, alieni e robot”, “Capi, colleghi e posti di lavoro”, “Inseguimenti e
pallottole”, “Scuole e scolari”, “Eroi e supereroi”, ”Telecase e telefamiglie”.
Il secondo testo è “Dr. House a test”, sempre di Igor Vazzaz, (Alpha Test, 190 pagine;
prefazione del doppiatore Sergio Di Stefano) dedicato a tutti gli appassionati della
serie di successo Dr. House – Medical Division, telefilm che è trasmessa (la nuova
serie) da giovedì 1 ottobre 2009 su Canale 5. Il volume, dopo un’introduzione della
voce italiana di House, Sergio Di Stefano, propone tante domande suddivise in alcuni
capitoli tematici: “Il personaggio, i personaggi – Storie ed intrecci”, “L’attore, gli
attori – Carriere e curiosità”, “Il famoso filosofo Jagger – House tra cultura e
spettacolo” e “Tutti mentono, i sintomi no – Etica e casi per Gregory House”.

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Il libro di Vazzaz è stato tradotto e pubblicato in Francia con il titolo "Le monde de
Dr House" per le Editions Belin. Igor Vazzaz, viareggino di origine friulana, è dottore
di ricerca in Storia del teatro e ha pubblicato saggi su Roberto Benigni e Alessandro
Benvenuti. Collabora con le Università di Pisa e Firenze, è critico teatrale e scrive su
Giudizio Universale. Insieme a Eva Marinai e Sara Poeta ha pubblicato "Comicità
negli anni Settanta. Percorsi eccentrici di una metamorfosi tra teatro e media" per la
ETS. Presente l'Autore, il pomeriggio sarà introdotto da Marco Vignolo Gargini.

LA CONFCOPERATIVE RILANCIA LA VERSILIA MODENA

Il rilancio dell’ipotesi viaria Versilia Modena è questa volta da imputarsi alla


Confcooperative, che però pecca d’imprecisione nel definirla Lucca-Modena. La
Confcooperative ha infatti espresso soddisfazione per la strada imboccata dal summit
di Roma sulla viabilità con il ministro Matteoli, al quale erano invitati i
rappresentanti dei Comuni di Anas e della Regione Toscana. Queste le parole dei
dirigenti delle Confcooperative di Lucca, Giuliano Borselli e Roberto Madrigali: “ É
veramente una svolta storica per il territorio lucchese che ora può guardare al futuro
con altro spirito. La realizzazione dei due assi viari, nord-sud ed est- ovest, offrirà
nuove opportunità all'intero comparto produttivo lucchese, con ricadute positive, non
solo sul lavoro delle nostre cooperative, ma di tantissime aziende che oggi si vedono
costrette ad affrontare una difficile situazione. La nostra associazione guarda con
grande attesa e conseguente interesse, lo sviluppo del piano, sugli assi viari del nostro
territorio e auspica, come confermato da tutti gli enti interessati, che i tempi
annunciati possano esser confermati. L'ipotesi di un collegamento autostradale tra
Lucca e Modena, che sembrava accantonato dopo che si era parlato del Tambura,

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crediamo che ora possa tornare d'attualità, dopo che, sia il ministro Matteoli che gli
enti modenesi, hanno espresso il proprio parere positivo ad approfondire di nuovo
l'argomento. Riteniamo che questa viabilità posso oggi concretamente realizzarsi”.
Apprezzamenti per il rilancio di questa ipotesi viaria sono stati anche espressi
dall'Ugl che è sempre stata fautrice del progetto. Nel XVIII secolo, quando i duchi di
Modena vollero la Via Vandelli, per collegare la capitale del loro stato al mar Ligure,
la Repubblica di Lucca si agganciò al progetto attraverso la 'variante del Broglio'.
Altrettanta lungimiranza, nello stesso secolo, lo stato lucchese la ebbe nel connettersi
alla nuova strada Giardini-Ximenes, che rendendo carrozzabile il passo dell'Abetone,
pose la media val di Serchio e Lucca sulla via principale tra la Padania centro-
orientale ed il porto di Livorno. Questo ruolo di Lucca fu riconosciuto nel secolo
seguente dal nuovo stato nazionale italiano. Ebbene gran parte della vecchia Statale
del Brennero è divenuta autostrada. Stranamente però questa autostrada si interrompe
a Modena. Da lì a Livorno il progetto non è mai stato completato. Tornando
all'attuale Versilia Modena, è giusto ricordare che questo progetto di massima al quale
si fa riferimento è quello che fu depositato da Berlusconi presso la Comunità
Europea, e che nel 2000 fu presentato pubblicamente a Castelnuovo Garfagnana
dall’ing. Moutier, nella sala del Parco delle Alpi Apuane, presenti e favorevoli anche
alcuni Sindaci di giunte di sinistra del modenese. Tutto questo spinge ad ulteriori
riflessioni. Per parlare della Versilia Modena bisogna andare indietro nel tempo fino a
diverse decine d’anni fa. Fu allora presentato un progetto di viabilità autostradale da
Lucca a Modena da parte dell’Associazione Industriali (che auspicava nuovi
collegamenti per lo sviluppo economico della provincia) e della SALT, ma questo
progetto si attirò un’alzata generale di scudi - cittadini, politici e ambientalisti -
poiché era veramente irrispettoso dell’ambiente essendo stato concepito su un
modello autostradale assai discutibile, sul tipo della bretella autostradale Viareggio-
Lucca. Passarono gli anni ed emerse un nuovo progetto più attento all’ambiente e per
la maggior parte del proprio tracciato in galleria (circa l’80%). Questo ebbe fin
dall’inizio un seppur timido consenso da parte di molti e, il percorso probabile fu
presentato anche al Parlamento Europeo. Questo progetto di massima fu inoltre, come
ho già detto, nel 2000 illustrato dall’ing. Moutier a Castelnuovo Garfagnana in
un’affollata riunione alla quale parteciparono anche amministratori del modenese. Più
che della LU-MO è giusto parlare della Versilia-Modena, anche perché il tracciato
viario dalla Versilia sbucherebbe in lucchesia, precisamente a Valdottavo. Questo
tracciato diverrebbe parte integrante di una delle più importanti autostrade europee
previste: l’asse Berlino-Palermo. Si andrebbe a collegare il nord d’Europa a tutto il
versante tirrenico, con importanti ricadute per le nostre aziende e, per quelle
dell’Europa settentrionale che potrebbero così scegliere anche gli scali marittimi
tirrenici e, cesserebbero d’essere obbligate ad usare quelli dell’Adriatico come oggi
succede. L’altro beneficio, più locale, secondario e di riflesso, riguarderebbe
l’alleggerimento del transito lungo la Valle del Serchio – viabilità troppo spesso

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ingolfata da traffico pesante e dai pendolari - recentemente compromesso da


situazioni come la frana alla cava Maddaleni, dai perpetui lavori in corso, dal
movimento franoso di Bolognana, dalla strettoia dopo Rivangaio e dall’insufficiente e
vetusta rete ferroviaria.

FUTURISMO BALNEARE

Fin'ora in lucchesia il centenario del Manifesto Futurista era stato ricordato solo dalla
cesareviviani, dalla pagina che il circolo culturale il soffio ha aperto su facebook,
“Futurismo 1909 2009” con oltre 1500 fan e da alcune opere proposte recentemente
sia da Lucca Art Center che dalla Fondazione Ragghianti. Oggi anche la Versilia
vuole dare il suo contributo a questo movimento che ha anticipato la modernità in più
campi, dall'estetica all'industrial design, dalla poesia visiva alle sperimentazioni
letterarie, dall'architettura alle implicazioni etiche, dall'uso della pubblicità alla
trasgressione delle serate futuriste. Infatti dal 10 ottobre al 20 dicembre l'assessorato
alla cultura del Comune di Viareggio e l'associazione Caleidoscopio dedicano al
Futurismo un’esposizione che attraverso quaranta opere porta alla luce il rapporto,
fino ad ora poco esplorato, tra il più importante movimento culturale italiano della
prima metà del novecento con la Versilia e, in particolare, con la città del
Burlamacco. La mostra, ospitata alla Galleria d’arte moderna e contemporanea
(GaMC), presenta oltre quaranta opere di Fortunato Depero, Enrico Prampolini,
Primo Conti, Achille Lega, Alberto Magnelli, Ardengo Soffici, Moses Levy, Lorenzo
Viani, Alberto Magri, Mario Guido Dal Monte, Antonio Marasco, Gerardo Dottori,
Uberto Bonetti. I riflettori si accendono sul clima intellettuale e mondano animato da
Filippo Tommaso Marinetti, sulle stupefacenti realizzazioni dell’aereopittura, grazie
all’idroscalo allestito all’epoca sul lago di Massaciucccoli, sugli spettacoli e sugli
eventi che sbocciarono lungo uno dei più famosi arenili del mondo, dando vita ad
un’irripetibile stagione, culla tra l’altro del Premio Viareggio. La rassegna è anche
l’occasione per visitare, o rivisitare, la giovanissima Galleria intitolata a Lorenzo
Viani, del quale custodisce il maggior complesso di opere, insieme a numerose
testimonianza di artisti del XIX e del XX secolo, da Manet ad Alberto Burri.
Alla soglia dell’autunno, periodo ideale per godere appieno le molte suggestioni della
Versilia, questa mostra suggerisce nuovi itinerari, dove l’arte si intreccia con un
paesaggio unico, con la buona cucina e con un’ospitalità collaudata. Ancora una volta
Filippo Tommaso Marinetti, si confronta con le terre che videro l'imperversare
poetico di Gabriele D'Annunzio.

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Lu.C.C.A
Il Lu.C.C.A ospita, dal 10 di ottobre fino all'1 novembre, uno degli eventi collaterali
più interessanti del festival lucchese del fumetto: “Parallel Evolutions – Un viaggio
nell'arte di Rick Berry e Phil Hale, autori dei promotion poster di Lucca Comics and
Games 2009”. Nell’area al piano terra e nel seminterrato del museo sarà in mostra lo
studio e lo sviluppo creativo dei manifesti che i due illustratori americani hanno
creato per l'immagine del Lucca Comics & Games 2009. Due interpretazioni per un
unico tema: l'evoluzione della specie. Nella tavola a olio di Phil Hale, Lucca
Underway, l'uomo contemporaneo sotto forma di cyborg nasce dalla scimmia e sogna
la città, per trovare poi la sua residenza artistica e una nuova vita perfetta, costruendo
una Nova Familia, nella splendida composizione di Rick Berry. In mostra, oltre ai
visual originali, anche i disegni, gli studi preparatori e altre opere a testimonianza
dell'eclettismo artistico dei due autori.

SABATO AL Lu.C.C.A

Lu.C.C.A – Lucca Center of Contemporary Art presenta “Parallel Evolutions – Un


viaggio nell'arte di Rick Berry e Phil Hale, autori dei promotion posters di Lucca
Comics and Games 2009” evento prodotto da Lucca Comics & Games 2009. In
occasione del vernissage della mostra, vi sarà spazio alla performance live Natural
Selection di No Curves. Nuovo appuntamento dunque con le contaminazioni
artistiche al Lu.C.C.A. sabato 10 ottobre alle ore 17,30 con Parallel Evolutions –
Un viaggio nell'arte di Rick Berry e Phil Hale, autori dei promotion posters di Lucca
Comics and Games 2009; fino al primo di novembre sarà visitabile l'esposizione che
vede protagonisti Rick Berry e Phil Hale, due tra i più importanti illustratori del
panorama internazionale, nonché autori dei poster promozionali dell'edizione 2009
del Lucca Comics and Games. Per l'occasione il museo rimarrà aperto fino alle 24 e
farà spazio alla performance live Natural Selection di No Curves, con ingresso libero
dalle ore 21,30. Mutazioni,visioni del futuro, protozoi, umani e scimmie: questi gli
elementi che caratterizzeranno l'opera realizzata dal vivo per un vero e proprio
omaggio al bicentenario della nascita di Charles Darwin, lo scienziato padre della
teoria dell'evoluzionismo. Dopo le importanti collaborazioni con “Rolling Stone”,
rivista culto del rock, con il brand londinese Firetrap e le grandi fiere della moda di
Pitti Immagine e Bread&Butter di Berlino, l'arte di No Curves si sposta a Lucca in
compagnia del suo nastro adesivo, per mostrare il suo stile geometrico, senza curve e
rotondità. L'opera si materializzerà attraverso una serie di tagli e applicazioni del
materiale scelto: un mix di action art, free style ed essenzialità formale.
Più che un excursus nella carriera di Rick Berry e Phil Hale - universalmente
riconosciuti tra i più significativi autori in grado di muoversi al confine tra fumetto,

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illustrazione e arte contemporanea - la mostra è un piccolo omaggio a una


collaborazione creativa, che già nel 1998 aveva arricchito la città di Lucca con
un’esposizione dei lavori realizzati dal vivo durante la rassegna autunnale. Dopo aver
collaborato per dieci anni e dopo aver intrapreso strade diverse e parallele, i due
creativi hanno accettato la sfida di una nuova collaborazione, lavorando insieme ai
poster promozionali del festival lucchese dedicato al fumetto. L'esposizione del
Lu.C.C.A. realizzata in partnership con Lucca Comics and Games, è soprattutto un
viaggio nel percorso creativo che ha portato alla produzione dei manifesti del
Festival, ma presuppone un passo indietro, cominciando dai lavori realizzati dieci
anni fa. Quattro gli ambienti all'interno del museo lucchese nei quali si sviluppa la
mostra. Nella sala espositiva, appena oltrepassato l'ingresso, una serie di schizzi a
carboncino e le illustrazioni preparatorie che hanno condotto fino alle immagini
definitive dei poster di Lucca Comics and Games 2009. In mostra anche alcuni stralci
di e-mail nelle quali gli artisti, i curatori della rassegna e il graphic designer si
scambiano idee e punti di vista, aprendo uno scorcio interessante sul backstage
dell'evento. Nel corridoio che accompagna alla basement room si possono ammirare
quattro tavole della performance pittorica del 1998, efficaci esempi dello stile
cooperativo sviluppato dai due artisti nel corso della loro lunga collaborazione tra
1980 e il 1994. Nella basement room si trovano oli più recenti ed inediti, espressioni
di un lavoro personale di ricerca che ha visto entrambi compiere il passaggio
dall’illustrazione commerciale all’arte contemporanea. Sempre in quest'area si trova
un'installazione di Phil Hale dal titolo East West Kent Sheet. E per finire, nello spazio
museale dedicato alla video arte, un filmato girato dal giovane regista Callum
Thompson Hale incentrato sul profilo artistico del padre. Nel corso della serata
inaugurale sarà comunque possibile visitare la mostra “Man Ray. The Fifty Faces of
Juliet”, allestita ai piani superiori. Phil Hale, col suo stile dinamico e iperrealistico,
che mescola il senso della luce dei grandi pittori a olio del sette-ottocento con l'amore
per il pop e il surreale dei migliori illustratori contemporanei, è stato fonte di
ispirazione per un'intera generazione di artisti contemporanei. Dalle pagine di
Playboy alle copertine della DC comics, dalle illustrazioni per la Torre Nera di
Stephen King a quella per la graphic novel di Halo, la sua movimentata carriera di
illustratore ha seguito un percorso sempre sorprendente. Nel frattempo la sua potente
visione pittorica ha ottenuto riconoscimenti editoriali (i volumi monografici Goad e
Mockingbirds/Relaxeder sono entrambi esauriti, la Penguin gli ha commissionato le
copertine per i classici di Conrad) e il plauso del mondo dell'arte contemporanea
inglese. L'ambito riconoscimento della National Portrait Gallery di Londra lo ha
persino portato ad una commissione di grande rilevanza quale il ritratto ufficiale di
Tony Blair, nel quale ha unito straordinaria maestria e visionaria potenza. Rick Berry
è un pioniere nel campo dell'immagine digitale, e tra i primi a sperimentare la
computer grafica in tre dimensioni, la carriera di Rick Berry è iniziata a 17 anni con
copertine di libri, fumetti, giochi e cd. La notorietà è arrivata nel 1984, con la

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creazione della la prima illustrazione di copertina totalmente digitale, quella del


volume Neuromante di William Gibson. In seguito, con il gruppo Braid Media Arts
insieme a Darrel Anderson ha firmato le sequenze del ciberspazio per il film Johnny
Mnemonic della Tristar, e da lì la sua strada è stata sempre in ascesa. Negli ultimi
anni, dopo aver influenzato un'intera generazione di creatori digitali, ha praticamente
abbandonato il mouse per ritornare alla realizzazione di grandi opere ad olio, nelle
quali riesce a fondere il suo sensazionale senso scultoreo della figura con i guizzi
autoironici di un fumettista underground. Berry è particolarmente interessato all'arte
collaborativa, alla quale ha dedicato dei master universitari e delle conferenze.
Numerose sono state le sue collaborazioni artistiche e le sue jam creative, da Jon
Foster a Michael Kaluta, a Dave Seeley.

DR. FRAME

LUCCA – Mercoledì 14 presso la Casermetta Santa Maria delle Mura Urbane alle ore
17.00 per il ciclo di incontri letterari “al bridge con l'Autore” organizzati dalla
cesareviviani, evento d'eccezione che vedrà la presenza del giovane autore
barghigiano David Tazioli e la presentazione del suo lavoro “3 fasi di un introspazio”.
La capacità di scrittura è un dono raro, specialmente tra le giovani generazioni.
Questo autore, David Tazioli, che si cela dietro il Dr.Frame, ha delle capacità
letterarie veramente significative e dimostra una padronanza del linguaggio che è
difficile oggi cogliere anche in autori affermati. Sono qui raccolti in questo tomo i
suoi scritti che spaziano dal 2003 al 2009, quasi a creare quattro capitoli di una sua
trilogia. I primi due, “77 Inferni” e “Il Salasso”, hanno già visto la luce per le
Edizioni della Mirandola, negli anni passati. Il terzo capitolo, composto da
“L'Universo 27” e da “Direllæ” è inedito. Questa opera nasce da una scrittura
saltuaria e rilassata dove i propri significati stanno incastrati in una metrica di per sé
spigolosa, la quale rafforza le estreme situazioni di cui si tratta. In altre parole, come
espresso da alcuni lettori, è un lavoro musicale e semi poetico. La stessa
punteggiatura troverebbe il suo massimo dentro performance teatrali
d'interpretazione che diano grande spazio alla suspense creata dalle immagini estreme
che vi si trovano. Molte pagine sono in realtà descrizioni di quadri immaginati, altre
brevi storie, altre ancora analisi degli umani sintomi di angoscia scaturiti dal nostro
sentimento di esser noi singolarmente una nullità rispetto alla grandezza della realtà
naturale. Gli Inferni, in particolare, rimandano ad una più attenta lettura di Dylan Dog
e in particolare ai suoi contatti con il personaggio bonelliano Duefacce. C'è sempre
un allaccio alla meritocrazia dello svolgersi del destino, secondo il quale come spesso
immaginato dall'essere umano conduce a una nuova natura dopo la morte in relazione
al nostro comportamento da vivi. L'obiettivo semantico è la sintesi di ogni frase,
dalla quale dovrebbe scaturire di riga in riga un significato multiplo, ossia, la ricerca
di comunicare nel breve spazio il maggior numero di idee e sensi. Non essendo un

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grande lettore Dr. Frame scrive un libro breve. Un libro breve che però man mano che
il tempo scorre, va ingrandendosi sempre più. Se “Il Salasso” da un anno giace quasi
inattivo e non scoperto in internet, il primo capitolo, quello degli Inferni, è stato
presentato con successo al qualificato pubblico della “Viviani” e l'accoglienza è stata
delle migliori, il testo è stato accolto come se si trattasse di un'opera scaturita da un
autore ormai affermato e, pressante è stata la richiesta di proporre le sue opere più
recenti. Richiesta pienamente accolta, concretizzatasi in questo testo che, attirerà su
di sé l'attenzione dei lettori più accorti. L'Introspazio è sezionato in tre parti, che
spaziano dalla memoria alla fisicità dell'autore, fino a giungere ad un lavorio sulla
parola di cifra encomiabile. Assonanze desuete si mescolano al linguaggio corrente e
generano nel lettore stati d'animo attenti e coinvolgenti. Questa scrittura dalla mente
dell'autore passa ai fogli di carta e si diffonde in digitale e cartaceo per ogni dove.
Una lettura che è una esperienza, una lettura che è un rischio. Ci eravamo assuefatti
ad una lettura perfetta, morbida, computerizzata: qui, come in un crogiolo alchemico,
avviene il risveglio e la mutazione della stessa parola. Ingresso libero, letture critiche
di Marco Vignolo Gargini.

Lu.C.C.A. A FIRENZE

Metamorfosi Urbane è un evento che si svolgerà presso il Festival della creatività


in viale Strozzi, 1 - Fortezza da Basso – a Firenze dal 15 al 18 ottobre 2009 (orari ed
eventi www.festivaldellacreativita.it). Il progetto Metamorfosi Urbane vuole indagare
le trasformazioni in atto in alcune città del mondo. Questi contributi verranno messi
in dialogo con la realtà artistica toscana attraverso la presenza di opere, video e
fotografie selezionate da curatori e direttori di alcune tra le più importanti istituzioni
del territorio: Fondazione Teseco per l'Arte, Lu.C.C.A. (Lucca Center for
Contemporary Art), Villa Romana, Fondazione Studio Marangoni e Galleria
Continua. Il Lu.C.C.A. museum sarà presente con un proprio spazio dove saranno
esposte tre opere di artisti che collaborano attivamente con la nuova realtà culturale
lucchese: Ciboideale, Carlo Pettinelli e Rudy Pulcinelli. Questi artisti, con linguaggi e
punti di vista diversi, volgono lo sguardo sulle evoluzioni cittadine, sui microcosmi
interni alle metropoli, sulle possibili conseguenze di repentini mutamenti, sulla
rapidità con cui l'uomo moderno vive la propria esistenza. Passato e futuro, tradizione
e innovazione, staticità e trasgressione, prevedibilità e anticonvenzionalità: tutto si
muove, ma non ri-nasce e non può estinguersi, semplicemente si trasforma.
Sabato 17 ottobre 2009 dalle ore 18:00 alle 19:00: City Talk sul Lu.C.C.A con
Maurizio Vanni (direttore Lu.C.C.A – Lucca Center of Contemporary Art), Flora
Rovigo chef curator Lu.C.C.A – Lucca Center of Contemporary Art, Ciboideale video
artisti, Carlo Pettinelli fotografo, Rudy Pulcinelli pittore e scultore.

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LUCCA COMICS & GAMES DAL 29 OTTOBRE AL 1 NOVEMBRE

Arriva il più grande evento dedicato ai comics e ai games d’Italia, ecco una
breve ‘guida’ per orientarsi nella quattro giorni lucchese, dove è previsto un
evento ogni 120 secondi… Per il Forbes, Lucca è un Paradiso terrestre, infatti
qualche settimana fa la prestigiosa rivista economica aveva nominato Lucca
come il ‘paradiso terrestre europeo’ dove vivere è bello e confortevole,
collocandola addirittura come la seconda città al mondo in cui è meglio vivere.
Proprio in queste ore nella stessa città partono i ‘preparativi logistici’ per
allestire la grande macchina che dal prossimo 29 ottobre al 1 novembre
trasformerà la città nella più grande manifestazione italiana dedicata al gioco
alla creatività in generale. Lucca Comics & Games diventa Festival: la più
importante rassegna italiana dedicata al fumetto, all'animazione, ai giochi da
tavolo, all'immaginario fantasy e fantascientifico, e ai videogiochi si trasforma.
Archiviata la scorsa manifestazione con oltre 130.000 presenze, il 2009 è infatti
l’anno dei grandi cambiamenti, primo fra tutti “L’evoluzione della specie” che
converte la manifestazione in Festival, proprio per celebrale la maturazione
dell’evento. Giobbe Covatta ama Rat-Man, Roberto Vecchioni e Carlo
Luccarelli divorano sistematicamente fumetti, mentre Dario Argento e
Francesco Guccini sono addirittura stati ospiti presiedendo la prestigiosa giuria
in più di un'occasione nel ruolo di presidenti di giuria della manifestazione.
Questi e molti altri, come Lello Arena, Maurizio Nichetti, sono solo alcuni tra i
tantissimi personaggi famosi che ogni volta si aggirano tra le Mura per
soddisfare la loro voglia di ‘comics’. Misteri, avventure e sotterranei tra
vampiri, maghi e guerrieri! Oltre alla città visibile, avvolta gelosamente dalle
possenti Mura, esiste una seconda città sotterranea, che affonda nelle viscere di
Lucca! Quest’anno in occasione della manifestazione saranno aperti sei
sotterranei delle Mura cittadine entro cui si svolgeranno moltissime avventure,
ricostruzioni di battaglie, e tornei dal vivo. Sempre in questo ambito verrà
ricavato uno scorcio dai marcati tratti gotici dove si ritroveranno i vampiri, i
maghi e i guerrieri di tutto il paese. L'appuntamento è vicino, non mancate in
città per il grande evento.

UN TE' ALLE 5

Domenica 17 alle ore 17.00 a Orbicciano presso la chiesa di San Lorenzo si


terrà un nuovo incontro per il ciclo “Un tè alle cinque” organizzato dagli “Amici
delle seimiglia”. Sarà la volta del noto scrittore lucchese Bartolomeo Di
Monaco, Presidente onorario della Cesare Viviani, che presenterà il suo ultimo

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lavoro “Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi”, in libreria da alcuni mesi per i
tipi della Maria Pacini Fazzi Editrice. "Avevo intenzione, spiega Di Monaco,
di creare qualcosa da dedicare alla mia città; già lo avevo fatto con un testo
pubblicato in passato, 'Lucchesia bella e misteriosa', dove ho ripercorso la storia
lucchese tramite leggende sia d'autore sia legate alla tradizione. È stata poi la
volta di 'Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi', progetto nato dalla mia
curiosità riguardo ai nomi legati alla città di Lucca che incontravo nelle mie
letture e dei quali sapevo poco o niente. Procedendo con le ricerche ho potuto
notare che il numero dei narratori lucchesi andava oltre le mie aspettative. Ho
scoperto autori notevoli come Silvio Micheli, viareggino, e Remo Teglia, di
Altopascio. Vorrei che il mio libro, scritto con un linguaggio semplice pensando
ad un possibile utilizzo nelle scuole, invogliasse a leggere gli artisti che presento
e spingesse gli amanti della narrativa a confrontarsi con i miei punti di vista
relativi alle diverse opere". Questo testo rappresenta un tassello mancante nel
panorama bibliografico della nostra città, è inoltre il punto di partenza di un
progetto più ampio, un "percorso degli scrittori" per le vie della città,
segnalando con targhe i luoghi dove i nostri autori hanno vissuto e lavorato. Di
Monaco ha evidenziato la creatività dei nostri concittadini del passato e del
presente. Emblematica la sua introduzione al progetto ove sono più volte
nominati molti degli assenti che, ben conoscendo l'autore, faranno sicuramente
parte di una nuova futura antologia di autori lucchesi. Il libro propone Lucca
come terra di fertile ispirazione letteraria. Dedicata solo alla narrativa, oltre agli
autori affermati, nell'opera sono citati anche gli emergenti di talento. Lucca può
essere definita, oltre che Città della musica anche Città degli scrittori. Da questo
presupposto è nata l'opera che vuole mettere in evidenza questa particolare vena
creativa che a Lucca e nel suo territorio "scorre copiosa". La pubblicazione,
circoscrive l'attenzione agli autori la cui notorietà è già ampia e accreditata dalla
critica ufficiale: l'autore ha però fatto alcune eccezioni, inserendo autori non
ancora assurti a fama nazionale, ma meritevoli. “Da appassionato di letteratura,
è sempre stato un mio sogno - sottolinea - quello di raccogliere i maggiori
narratori che hanno onorato la terra di lucchesia, oggi e nel secolo appena
trascorso. Molti di loro sono stati protagonisti della storia letteraria del nostro
paese. Si pensi a Enrico Pea, a Mario Tobino, a Manlio Cancogni, a Guglielmo
Petroni, ad Arrigo Benedetti. Alcuni sono stati dimenticati come Umberto
Fracchia che oltre ad essere romanziere, fondò la prestigiosa ‘Fiera letteraria',
Silvio Micheli, vincitore nel '46 del premio Viareggio con ‘Pane Duro', Remo
Teglia, Fabrizio Puccinelli. Altri tengono ancora oggi la scena godendo
autorevolezza e prestigio, come Francesca Duranti, Vincenzo Pardini, Pia Pera, i
fratelli Giuseppe e Vittorio Saltini, Giovanni Mariotti, Pietro Ghilarducci,
Romano Battaglia, Paolo Buchignani, che vanta una fama nazionale come
storico del fascismo e il da poco scomparso Marcello Venturi”. In questo

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incontro, che si preannuncia di spessore, l'autore parlerà anche del suo ultimo
libro giunto in libreria per i tipi di Marco Valerio Editore, dal titolo “Uno
sguardo sulla letteratura straniera di ieri e di oggi”. Di Monaco è nato a San
Prisco (Caserta) il 14 gennaio 1942 ma risiede a Lucca da sempre. Vive a
Montuolo. Ha pubblicato romanzi, gialli, saggi, raccolte di leggende e guide
della città e del suo territorio. Assieme a Cesare Viviani, fondò l'associazione
che poi prese il nome del poeta dialettale dopo la sua scomparsa. Al termine
dell'incontro verrà offerto ai presenti il tè, preparato secondo la tradizione
orientale, accompagnato da dolci casalinghi offerti dalle signore di Orbicciano.

ROBERT CAHEN ALLA FONDAZIONE RAGGHIANTI

LUCCA – Ancora un evento di prestigio per le arti figurative contemporanee nella


nostra città. Alla Fondazione Ragghianti sarà proposto un protagonista della videoarte
europea e internazionale, Robert Cahen (Valence, Francia 1945) che non è stato solo
un pioniere della ricerca con l’ immagine elettronica, misurandosi con le
strumentazioni degli studi televisivi francesi col suo bagaglio di compositore di
musica concreta. È stato anche un iniziatore di generi e stili, ha aperto la strada al
“documentario di creazione”, ha saputo coniugare ricerca artistica rigorosa con il
dialogo culturale con istituzioni, musei, committenze televisive. Inoltre, musicista,
fotografo, cineasta, videoartista, ha realizzato opere sulla danza e la musica, il teatro e
l’arte; ha lavorato in pellicola (dal super 8 al 35 mm.) e con l'immagine elettronica, in
video e con le videoinstallazioni. È un maestro nella rappresentazione del paesaggio,
dello spazio urbano, del viaggio; premiato in tutto il mondo, trasmesso da numerose
reti tivù, è oggi al centro di numerosi omaggi e retrospettive, iniziative culturali,
attività di stage e laboratori con allievi e giovani. La sua opera, che si intreccia con
altre arti (prime fra tutte la musica e la pittura) presenta un nucleo di riflessione
approfondita e intensa che ruota intorno all’immagine del tempo: sia a livello
percettivo che figurativo, sia come tempo della visione che come tempo della vita.
Fuggevolezza e stasi, movimento e immobilità, fluidità e imprendibilità
dell’esistenza, il transito, il passaggio, sono il fulcro della sua attività artistica e della
sua costruzione poetica per immagini e suoni, che in questi ultimi anni trova
asciuttezza ed essenzialità sia nelle installazioni che nei lavori video. Ma è forse
importante dire che Cahen, così parsimonioso nell’uso della parola, è uno dei pochi

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artisti in grado di “parlare” anche a un pubblico di non addetti ai lavori, perché le sue
astrazioni non dimenticano mai il reale e le sue evocazioni non dimenticano mai il
piacere di condividere una storia: fosse anche “solo” la storia di uno sguardo. La
mostra visitabile alla Fondazione Ragghianti (23 ottobre 2009-10 gennaio 2010) è la
più completa esposizione di videoinstallazioni di questo autore allestita in Italia.
Presenta 13 opere che coprono un arco temporale che va dal 1979 al 2008: 11
installazioni e due video (questi presentati in mostra come vere e proprie opere
“installate” per l'occasione). Il viaggio, la contemplazione del paesaggio, le
metamorfosi dello sguardo; ma anche un tempo rallentato e meditativo, la riflessione
sull'idea di passaggio; il tempo della vita, la memoria, l'incontro con l'altro.
L'ingresso è gratuito, offerto come consuetudine dalla Fondazione Cassa di
Risparmio di Lucca. L'inaugurazione è per venerdì 23 ottobre alle ore 17.30.

SIGILLUM SALOMONIS

LUCCA – Mercoledì 21 alle ore 17.00 presso la Casermetta Santa Maria delle mura
Urbane, per il ciclo “al bridge con l'Autore” organizzato dalla cesareviviani, Giovanni
Ranieri Fascetti, storico pisano presenterà le sue ultime pubblicazioni, tra queste
“Sigullum Salomonis” e “Vicopisano – immagini di un viaggio”. Il Tempio di
Minerva Medica a Montefoscoli, costruito per volere del medico Andrea Vacca
Berlinghieri negli anni '20 dell'800, era fino a qualche anno fa un monumento
assolutamente sconosciuto. Oggi, grazie all'azione di studio e promozione del gruppo
culturale "Ippolito Rosellini"del quale l'Autore è l'animatore, si comincia a parlare
molto di questo tempio non solo in Italia, ma anche all'estero. Dopo un primo
contributo conoscitivo, dedicato all'analisi dell'architettura di questo edificio, curato
dall'architetto Fabio Lazzareschi, il libro di Giovanni Ranieri Fascetti dischiude alla
conoscenza del pubblico il segreto itinerario simbolico che Andrea Vicca Berlinghieri
e l'architetto Ridolfo Castinelli hanno voluto racchiudere in questa straordinaria e
affascinante costruzione. A questo itinerario sono collegati fatti e persone di quel
rinascimento dell'Italia che la massoneria stava preparando. Il libro “Sigillum
Salomonis” propone infine un metodo di indagine che permette di comprendere
meglio quegli elementi della storia, della letteratura, dell'architettura e dell'arte che
racchiudono i messaggi della liberamuratoria.

LA DOGANA

Dopo al partenza della filiale lucchese della Banca d'Italia e i timori per mantenere la
presenza della Soprintendenza, un altro servizio essenziale sembra essere a rischio:
l'Ufficio Dogane che sembrerebbe dover lasciare la città per essere assorbito da
quello di Pisa o di Viareggio. Mentre l'Ufficio per le Entrate ha lasciato la città per
Capannori, in una zona carente di servizi. È dal 2002 che l'Ufficio della Dogana è
stato a Lucca istituito proprio per la presenza di numerose imprese sul territorio che
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fanno import export, pertanto la vicinanza di detto Ufficio permette ad esse di


svolgere al meglio il loro lavoro. L'attuale crisi ha sicuramente diminuito la mole di
lavoro nell'Ufficio lucchese, ma ciò non è sufficiente a determinarne la chiusura.
Anzi, invece di venir incontro alle aziende, con questa chiusura se ne aumenterebbero
le difficoltà. Questi sono i motivi che hanno spinto il Tavolo Anticrisi dell'Ugl a
mobilitarsi in difesa della permanenza sul territorio di questo importante Ufficio.

DISFIDA POETICA LUCCA vs PISA : ATTO FINALE

L'idea della disfida poetica dialettale tra lucchesi e pisani nacque quasi per gioco
l'anno passato nella sala dell'Autorità di Bacino mentre l'associazione Cesare Viviani
stava presentando l'Antologia annuale dei propri autori. Era nato un dibattito tra i soci
e il vicesindaco Giovanni Pierami, e dal dibattito nacque l'idea della disfida tra i poeti
dialettali. Così la partita fu giocata sul serio. Si iniziò a Calci (PI) e vinse la squadra
pisana, si fece il ritorno a Lucca e questa volta fu premiata la squadra lucchese.
Subito dopo il risultato, la Cesare Viviani decise di dar vita alla bella tra le due
squadre, bella che si terrà sabato 24 ottobre 2009 alle ore 21.00 a Borgo a Buggiano
(PT) presso il Teatro Polisala Gambrinus, in campo neutro, e che vedrà una giuria
composta interamente da pistoiesi, onde evitare riflussi e riflessi campanilistici. Sarà
anche l'occasione per presentare al pubblico presente alcuni autori dialettali pistoiesi,
ovviamente fuori concorso. Se solo oggi la politica scopre il dialetto, la Cesare
Viviani, dimostra ancora una volta di averlo presente fin dalla sua nascita.
Condurranno l'evento Aldo Baiocchi e Mario Pellegrini, l'organizzazione è della
Cesare Viviani coadiuvata da “Poesie a Veglia” e da “ I Vegliarini”. La squadra
lucchese sarà così composta: Gavorchio, Renzo Tori, Giovanni Giangrandi, e Lucia
Fanucchi. La squadra pisana vedrà scendere in campo: Luciano Testai, Diana Meini,
Milena Puglia e Mauro Fortuna. L'ingresso è libero e gratuito.

LA SQUADRA DEI POETI LUCCHESI VINCE LA DISFIDA POETICA


BATTUTI I PISANI!

Al teatro Gambrinus di Borgo a Buggiano si è conclusa la Disfida poetica che vedeva


affrontarsi le due squadre dialettali, lucchese e pisana, senza esclusione di colpi, in
rima naturalmente. La serata svoltasi davanti ad un folto pubblico è stata condotta da
Vittorio Baccelli, Aldo Baiocchi, Sileno Lavorini e il neo assessore calcesano Mario
Pellegrini. La giuria, composta interamente da operatori culturali pistoiesi ha
assegnato la vittoria alla squadra lucchese che era così composta: Gavorchio, Renzo
Tori, Lucia Fanucchi e Giovanni Giangrandi. Ricordiamo che il primo round della
Disfida è stato giocato a Calci e si è concluso con la vittoria dei pisani, il secondo
round si è tenuto a Lucca e ha visto la vittoria dei lucchesi. La bella di Borgo a
Buggiano segna così la definitiva vittoria dei lucchesi in questa prima disfida poetica

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alla quale, secondo gli organizzatori, ne seguiranno altre: infatti la cesareviviani si è


già mossa per il secondo torneo che si terrà nel 2010. Durante l'evento si sono avuto
vari interventi poetici, fuori concorso, presentati dagli autori presenti e si è auspicato
che il prossimo torneo possa vedere coinvolte altre squadre dialettali toscane. Targhe
e coppe ai vincitori sono state offerte dalle Coop di Borgo a Buggiano e di Firenze.

DENTRO IL PASCOLI

LUCCA - Mercoledì 28 ottobre alle 17.00 presso la Casermetta di Porta Santa Maria,
Passeggiata Mura Urbane, per il ciclo “al bridge con l'Autore” organizzato dalla
cesareviviani si terrà un nuovo incontro letterario con la presentazione del libro:
“Poesia, scuola, formazione umana – Dentro il Pascoli: un’immersione divulgativa
nel suo pensiero pedagogico “ di Antonio Corsi, editore La Rondine, 2008.
Esaminando poesie e prose pascolane da un inedito punto di vista, il saggio
ricostruisce quella che può a buon diritto considerarsi la pedagogia di Giovanni
Pascoli, una complessa riflessione che giunge a suggerire un autentico itinerario
formativo per il recupero degli esseri umani (fin dall'infanzia e nelle età adulte,
singolarmente e come comunità e popoli) dallo stato di violenta ferità nel quale sono
precipitati ad un ammansimento generatore di solidarietà e pace. E' un percorso
risultante dal convergere e interagire di tre fondamentali fattori formativi: la poesia,
se capace di fare, della scienza, coscienza; una religiosità deista e laica, cui egli
pervenne attraverso la febbrile ricerca di valori comuni a cristianesimo evangelico,
socialismo, ideali massonici. All'interrogativo circa l'eventuale, persistente attualità e
praticabilità, oggi, della proposta formativa pascoliana, Antonio Corsi offre inoltre
una documentata, attendibile e non scontata risposta. Introduzione, letture e
commenti critici a cura di Marco Vignolo Gargini.

LUCCA COMICS 2009

LUCCA – Ormai mancano pochi giorni alla kermesse e la città si sta preparando
all'accoglienza della manifestazione principe della città. Come ogni anno non
mancano le voci dissenzienti che accusano questa manifestazione di togliere spazi
alla città. Voci che non hanno compreso la valenza internazionale dell'evento che
dona alla città di Lucca l'appellativo, meritato, di capitale mondiale del fumetto. Ma
si sa i critici ci sono sempre stati: ricordo le prime edizioni del Salone, quando i
commercianti si scagliavano contro l'evento reo di toglier il parcheggio auto di piazza
Grande, che questa categoria, allora, giudicava indispensabile al commercio. Ma di
acqua ne è passata sotto i ponti ed oggi questa categoria, e molte altre accolgono con
gran favore l'iniziativa. L’opportunità unica in campo nazionale che Lucca Games
offre mettendo insieme i magnifici autori dei personaggi della fantasia, della
fantascienza e del gioco non è mai stata, come quest’anno, così forte. La cultura

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letteraria di categoria è raffigurata probabilmente dal maggiore esperto attuale della


fantasy, vale a dire il maestro Michael J. Moorcock, in esclusiva in Italia per essere
presente alla convention. Il maestro Michael J. Moorcock interverrà accompagnato da
uno degli artisti che lo hanno meglio identificato in questi anni: Robert Gould che
presenterà per la prima volta in assoluta in Europa l’Art Show intitolato allo stregone
albino. Per quanto concerne l’Artist Guest of Honor di Lucca Games ci sarà, invece
una rivoluzione epocale. In assoluta per la prima volta in quarantatré anni di
avvenimenti nella sfera delle mostre concomitanti dell’evento dedicato ai fumetti,
l’artista illustratore della fantasy, Donato Giancola, verrà mostrato nel sancta
sanctorum dell’arte a fumetti italiana. Successivamente Mr. Knizia e Christian T.
Petersen il Game Designer Guest of Honor si ripresenta come autore di Giochi di
Ruolo: Monte Cook. Tra gli artisti che interverranno al Lucca Comics anche
l’espertissimo autore del gioco da tavolo europeo Bruno Faidutti, che parteciperà in
virtù del contributo di Nexus Editrice per la promozione di Ad Astra, che celebrerà lo
spazio dedicato alla revisione dei modelli di prova. Per conoscere meglio gli ospiti
internazionali che saranno presenti a Lucca Comics 2009, riporto di seguito alcune
delle loro biografie professionali: Vittorio Giardino bolognese pubblica nel 1979,
sulla nota rivista il Mago, il personaggio Sam Pezzo, detective privato. Sam Pezzo
rappresenta il personaggio del suo primo libro, stampato successivamente anche in
Francia. Nell’anno 1981, per conto della rivista Orient Express, lancia un
protagonista più raffinato e articolato, sia sotto il punto di vista del disegno che sotto
l’aspetto della scrittura, ossia l’ex-agente dei servizi segreti francesi Max Fridman. La
prima avventura, Rapsodia ungherese, viene pubblicata in un libro nel 1982,
conferendo al suo autore la l’investitura internazionale e i più rilevanti premi.
Nell’anno 1984, lascia il personaggio di Sam Pezzo per approdare con Little Ego,
riesame sarcasticamente erotico di Little Nemo di Winsor Mc Cay, con una sua
provocante protagonista femminile. Nel frattempo si occupa per la realizzazione
della seconda avventura di Max Fridman, La Porta d’Oriente, che uscirà nell’anno
1986. Dall’anno 1986 a seguire crea svariate storie corte di richiamo quotidiano e
focalizzate sulla tematica della falsità, dell’eros e del raggiro, per diversi giornali e
pubblicazioni periodiche d’attualità, tra le quali I L’Espresso, Il Messaggero, Giochi,
La Repubblica. Le storie sono pubblicate in 3 album della raccolta Vacanze fatali.
Nell’anno 1991 inizia a occuparsi di un altro protagonista di elevato peso, Jonas Fink,
pubblicato sulle pagine della rivista Il Grifo. L’avventura, che si svolge nella Praga
comunista all’inizio degli anni '50, viene pubblicata su 3 volumi. Il primo volume,
intitolato L’Infanzia, viene diffuso nell’anno 1995, il secondo volume L’Adolescenza,
viene pubblicato nell’anno 1998. Vittorio Giardini riceve il premio Alph-Art ad
Angoulême nell’anno 1995 e l’Harvey Awards al San Diego Comic Con nell’anno
1998. Nell’anno 1999 ricomincia a lavorare con l’eroe Max Fridman con No
pasarán, un racconto sulla guerra civile in atto in Spagna in 3 volumi cominciata
nell’anno 2000 e terminata nell’anno 2008. Nell’anno 2005, nasce il personaggio di

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Eva Miranda, su testi di Giovanni Barbieri, soap-opera a fumetti. Nell’anno 2008,


Vittorio Giardini è il vincitore del Gran Guinigi per un Maestro del Fumetto a Lucca
e uno spezzato delle sue opere è presente già in Palazzo Ducale. Enrico Marini è di
nascita Svizzera, ma di nazionalità italiana. Già dall’età adolescenziale, partecipa a
diversi concorsi di fumetti. Dall’anno 1987 all’anno 1991 studia grafica all’Ecole des
Beaux-Arts di Basilea. Durante quegli anni il suo stile è molto ispirato dai manga ed
è uno dei primi a inserirli nel suo lavoro: i suoi maestri hanno il nome di Giraud,
Hermann e Otomo. Nel 1987, durante il concorso dei nuovi talenti del Festival de la
Bande Dessinée di Sierre, le Èditions Alpen Publishers viene notato tanto che verrà
incaricato successivamente di disegnare una sceneggiatura di Marelle denominata La
Colombe de la place Rouge. Nell’anno 1992, Thierry Smolderen, consiglia a Marini
di percorrere un altro genere, propone dogli il protagonista di Gipsy, una sequela in 6
volumi pubblicata dall’anno 1993 all’anno 2002. La conoscenza con Stephen
Desberg, gli permetterà di conseguire un sogno che coltivava fin da piccolo, ossia
quello disegnare un western.

COMICS DAY

Lucca Comics & Games in accordo con l'Assessorato alla Cultura e alle Politiche
Giovanili del Comune di Lucca, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, del Ministero della Gioventù, dell'Anci (progetto inserito nella Rete dei
Festival cofinanziato dal Ministero della Gioventù) e la collaborazione del Comitato
nazionale per i cento anni del Fumetto e il Museo del Fumetto e dell'Immagine di
Lucca, ha deciso di dare vita ad un evento autonomo in grado di coniugare Arte e
Cultura, Promozione Professionale e Promozione Comunicativa, che riesca a scandire
definitivamente il ruolo dei giovani quali attori principali di un medium comunicativo
dalle infinite potenzialità espressive: il COMICS DAY. La Giornata Nazionale del
Fumetto specificatamente progettata per la Rete dei Festival, si terrà nel corso di
Lucca Comics & Games (il 30 ottobre 2009) e costituirà il momento culminante di
un'attività di interazione tra i giovani e di protagonismo dei giovani, finalizzata alla
formazione ed alla valorizzazione della creatività italiana, soprattutto per quanto
riguarda gli aspiranti autori di fumetti. Il tutto in una cornice tale da far emergere le
capacità comunicative ed artistiche delle nuove giovani leve, enfatizzando, inoltre, il
ruolo aggregativo positivo e le potenzialità educative di tale mezzo. In questo
contesto, il Comics Day si pone quindi l'obiettivo di valorizzare e promuovere il
Fumetto non solo nel nostro Paese, ma anche all'Estero. Nei suoi oltre 40 anni di vita,
Lucca Comics è riuscita a sdoganare il Fumetto dal ruolo di semplice intrattenimento
per bambini e ragazzi nel quale per anni era stato ingiustamente confinato, mettendo
in luce i suoi contenuti artistici e culturali ed evidenziando, inoltre, le infinite
opportunità offerte da questo medium nel campo della formazione scolastica, essendo
in grado di sviluppare programmi educativi integrati e di supporto comunicativo e

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didattico alle varie discipline nel loro specifico contesto culturale e pedagogico, in
modo gradevole e senza dubbio coinvolgente. Esempio eclatante del percorso
proposto e supportato dal Comics Day, è il primo Workshop Intensivo di Teoria e
Pratica del Fumetto per giovani autori non professionisti, tenuto da tutor di livello
nazionale e internazionale. Ma il Comics Day sarà anche una lunghissima giornata
che avrà inizio con La carica dei 101 organizzata in collaborazione con Telethon.
Tanti saranno infatti i disegnatori che si daranno appuntamento, nel corso della
mattinata, all'Auditorium di San Romano per una performance d'eccezione: la
creazione di una storia a fumetti composta per l'appunto da 101 vignette. Questa
storia andrà poi a unirsi alle altre realizzate dagli studenti del Workshop per comporre
un volume testimone della vitalità creativa targata COMICS DAY. Gli originali creati
dagli artisti saranno poi venduti e il ricavato sarà donato a Telethon. A seguito, nel
pomeriggio, sul palco di Music & Comics, home band formate da addetti ai lavori,
autori e musicisti, si alterneranno per un concerto imperdibile, per il Comics Day
Show . Ma il momento culminante del COMICS DAY sarà la consegna di un premio,
da parte di un Ministro della Repubblica, ad una personalità del mondo del Fumetto
Italiano. Tale premio sarà il primo riconoscimento ufficiale e istituzionale conferito
ad un autore di narrativa disegnata.

I COMICS SBARCANO ANCHE ALLA CESAREVIVIANI

Prima dell'incontro letterario


settimanale organizzato tutti i mercoledì alle 17.00 dalla Cesareviviani alla
Casermetta Santa Maria delle Mura Urbane, saranno presentati al pubblico i primi
volumi della serie, attualmente presente in edicola, “100 anni di fumetto italiano”. “Il
piacere della paura”: questo è il titolo del primo volume della collana , proposta
settimanalmente in allegato ai quotidiani “La Gazzetta dello Sport” e “Corriere della

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Sera”. A tenere a battesimo l’iniziativa, troviamo Dylan Dog, protagonista della


prima uscita con ben quattro storie, interamente a colori. Si parte con la danza dei
morti raccontata in “Totentanz”, scritta da Tiziano Sclavi e disegnata da Giampiero
Casertano, e si prosegue con un importante capitolo legato al passato dell’Indagatore
dell’Incubo, “Finché morte non vi separi” – di Mauro Marcheselli, Sclavi e illustrato
da Bruno Brindisi – per poi proporre due storie brevi, sempre opera del papà del
personaggio e rese graficamente da Angelo Stano: “La bambina” e “La piccola
biblioteca di Babele”. A completare il volume, oltre alle prefazioni firmate da Fabio
Licari e Gianni Bono e ai testi introduttivi di Davide Barzi e Claudio Riva, troviamo
altre due storie da “brivido”. La prima è “Il vampiro”, scritta e disegnata da Fernando
Carcupino e originariamente apparsa, nel 1969, sulla rivista “Sgt. Kirk”, mentre la
conclusiva, tratta dal primo numero di “Horror” (uscito anch’esso nel 1969), è
“Ditelo coi fiori”, con testi di Alfredo Castelli e Tito Monego per i disegni di Sergio
Zaniboni. I temi affrontati nei prossimi libri dell’iniziativa spazieranno dall’Eros alla
Fantascienza, dal fumetto Nero a quello Umoristico, dal Western ai Super-Eroi , tutti
rigorosamente “made in Italy”. Tra i tanti personaggi vedremo sfilare anche Nathan
Never (nel numero 5 della collana) e Zagor (numero 9), seguiti da Julia, Magico
Vento, Brendon, Tex, Dampyr e Gea, accompagnati da uno stuolo di grandi
protagonisti del primo secolo di “nuvole parlanti” nel nostro Paese: da Topolino a
Sam Pezzo, dalle protagoniste dei fumetti di Manara a Rat-Man, da Kerry il Trapper
al Commissario Spada, fino ai classicissimi Dick Fulmine e Saturno contro la Terra.
Una carrellata davvero imperdibile per gli appassionati di fumetti! Tra l'altro è
doveroso ricordare la presenza di Vittorio Giardino, con il suo impareggiabile Little
Ego nell'uscita dedicata all'eros d'autore che vede Manara come capofila.

PRIMO GIORNO A LUCCA COMICS


Fin dal primo giorno d'apertura, Lucca ce lo fa con forza sapere: è la madre di tutti i
festival, è la capitale del fumetto nell'era della globalizzazione, ombelico e origine del
grande circo vagante degli addetti ai lavori, appassionati, curiosi o soltanto passanti
del mondo delle nuvole parlanti. È un periodo di rilancio della nostra città: al
recentissimo Lubec si è parlato di Lucca capitale della seta in occidente e molto si sta
già muovendo in questo senso. Da oggi e fino a domenica si torna a celebrare il rito
annuale di Lucca Comics & Games, e pensare che tutto iniziò a Bordighera nel
lontano 1965 con la Comic Art di Rinaldo Traini. Ne è passata di acqua sotto i ponti e
la fiera, festa, kermesse, si è trasportata a Lucca l'anno successivo per ripetersi
ciclicamente come mostra, anzi, da quest'anno festival. E subito a migliaia i visitatori
e i primi cosplay sono a giro per il centro. Ma questo è ancora nulla, da domani
confusione da capogiro, in questi giorni, fino a lunedì compreso, di immersione nel
fumetto e in tutto quello che gli gira attorno. E non è esatto affermare che tutto quello
che gli gira attorno, come eventi, spettacolo, gadget, giochi, tornei e gare in costume
di piccoli, grandi e super eroi, abbia preso il sopravvento. Il fumetto, quello vero, di

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carta, degli albi e dei giornalini conosce un suo stabile spazio, nel cuore dei più in su
con gli anni, all'insegna della nostalgia e, nei giovani che lo integrano con rete, blog,
tivù, DVD, DVX, telefonini, gadget; ed proprio questa integrazione multimediale la
chiave del suo rilancio e del suo costante riproporsi rinnovato. E di spazio, per il
vecchio e caro fumetto, ce ne sarà sempre e comunque, con gioia e sollievo per tutti,
per gli addetti ai lavori, per i collezionisti, per i fan ad ogni costo, per il curioso del
fine settimana. Non mancheranno comunque le novità editoriali dell'anno, già esposte
negli stand degli editori grandi e piccoli; le rarità da collezione e gli arretrati per chi
si è perso qualche cosa per strada nell'onda della nostalgia. Sono già tutte aperte le
mostre sparse nei magnifici palazzi storici della nostra città e qui si va dalle raffinate
ed erotiche donne di Vittorio Giardino (che venerdì alle 15.30 sarà presente nell'area
conferenze nello stand di piazza Grande) all’improbabile quanto amato lupo
Pugaciòff di Giorgio Rebuffi, dall’omaggio a Max Bunker e al suo Alan Ford, con
tanto di agenzia camuffata da negozio di fiori ricostruita fedelmente nelle sale di
Palazzo Ducale, dalle mutazioni creative di Marco Corona, dalle autrici giapponesi
del gruppo Clamp allo spagnolo Paco Roca, dalla storia disegnata di Enrico Marini
alla storia della scienza con un omaggio, ovviamente a fumetti, a Charles Darwin e
come poteva mancare l'indimenticato Tiramolla? E poi il lancio del Comics Day,
premi, proiezioni, incontri, conferenze, giochi a non finire, spazi per gli autori nei
quali si potranno toccare con mano autori e nomi celebri e meno celebri del fumetto
e, solo per citarne qualcuno: Jean Claude Mezières, Eddie Campbell, Edoardo Risso,
Charles Vess e, tra gli italiani, Vittorio Giardino, Milo Manara, Ivo Milazzo, Davide
Reviati. Stamani intanto è arrivata l'apertura ufficiale della kermesse con tanto di
autorità e di taglio del nastro, il tutto davanti al rituale del tè come ad ingraziarsi lo
spirito dei manga che aleggiano con forza nelle sale dei palazzi e nei costumi per
strada. Nello stesso palazzo dell'inaugurazione, oggi con manga e geishe, solo pochi
giorni fa c'era ospitata anche la delegazione cinese e si parlava di Lucca capitale delle
sete.

LETTURE LIBERE CON VITTORIO BACCELLI

LUCCA – Mercoledì 4 novembre, presso la Casermetta Santa Maria delle Mura


Urbane, alle ore 17.00, nuovo appuntamento della cesareviani per il ciclo “al bridge
con l'Autore”, con libere letture dei soci e non. L'evento sarà condotto dallo scrittore
lucchese Vittorio Baccelli, presidente dell'associazione. In apertura Baccelli
presenterà i suoi ultimi due libri, entrambi usciti da pochi mesi per la Tesseratto
Edizioni: “2002” e “Pagine libere 2”. Il primo volume tratta di tutte le profezie che si
concentrano su questa fatidica data, mentre il secondo raccoglie gli interventi
giornalistici da lui pubblicati su quotidiani e riviste nei primi mesi dell'anno. E di
questo autore vediamo wikipedia cosa ne dice.
“Mailartista presente negli anni d’oro della Mail Art (arte postale), attivo a partire

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dagli anni settanta, aderì al movimento beat C.13 e diresse vari fogli underground
(Fuck e La rivolta degli straccioni). È autore di Mail art terzo millennio e Luther
Blissett dossier (entrambe pubblicazioni auto-edite artigianalmente nel 1997
all'interno del millennium project) e coordinatore del progetto multimediale luther
blissett eXperience lanciato nel 2000. Nello stesso anno divenne noto agli
appassionati del genere fantastico con le Storie di fine millennio (Prospettiva
Editrice). È vincitore del premio Fantascienza e dintorni - 2004. Dal 2004 è
presidente dell’associazione letteraria Cesare Viviani. Di lui il critico letterario del
gruppo editoriale Monti (La Nazione, Il resto del carlino, Il Giorno) ha scritto:
"Quello percorso da Vittorio Baccelli è un territorio vasto come la letteratura. Da
Platone a Pascoli, da Verne a Welles, da Berto a Calvino si tratta dell'ineffabile
contrada di coloro che hanno voluto immaginare il radicale mutamento delle regole
naturali della vita e della morte. Alcuni hanno praticato tale fantasia soltanto in una
occasione, altri invece per tutta la vita, producendo libri su libri, fantasie a catena e
scatenando le risorse più rischiose tra il meraviglioso e l'inverosimile. Due punti
restano fermi: la creazione di un altro mondo e la morte, che chiude il teatro. Nel
racconto di Baccelli i due punti si fondono e il nero della morte fa pensare al buco
nero e luminoso del tolstoiano Ivan Ilic, una delle più grandi creazioni del russo,
aderentissima alla norma naturale della morte e della fine di tutto. Al di là di questo,
nel racconto ospitato qui vince il senso dello spazio e del tempo, la cancellazione dei
loro parametri e della vita stessa, sino a quella immobilità che coincide con una fine
che è principio. A questo punto la letteratura svela la sua eterna tensione a rifare
l'uomo e il mondo, palesando l'ottimismo inguaribile di chi insieme persegue
l'azzeramento, nel momento in cui lancia il grido afono della speranza".Riguardo
all'impegno politico fu candidato alla Camera dei Deputati nel 1978 per il Partito
Radicale nella sua circoscrizione, che allora comprendeva le province di Lucca, Pisa,
Livorno e Massa Carrara. Successivamente è stato candidato al Senato della
Repubblica nella circoscrizione 9 (Lucca, MediaValle, Garfagnana e Versilia) per la
lista Sgarbi-Pannella (2812 preferenze).
Diplomatosi presso l'Istituto Tecnico Industriale "Enrico Fermi" di Lucca nel 1975, fu
poi allievo del prof. Guglielmo Pescetto (docente di neuropsicologia presso
l'Università di Pisa), del prof. Aldo Testa (filosofo, Università di Urbino) e del prof.
Antonio Russi (docente di Estetica alla Scuola Normale di Pisa). Si laurea in Lettere
Moderne ad indirizzo artistico all'Università di Pisa nel 1979 con il massimo dei voti
discutendo la tesi in Estetica con il prof. Antonio Russi. Consegue poi una Libera
Laurea in Scienze Umane e Sociali con il massimo dei voti e lode discutendo una tesi
sulla Dialogica con il filosofo Aldo Testa; consegue successivamente un Master in
Scienze Biomediche con la Pacific Western University di Los Angeles (USA).
Negli anni '80 è nella redazione di "Carcere Informazione" con Giovanni Marini e
Giovan Battista Lazagna. È membro onorario con Piergiorgio Odifreddi del Centro
Studi e Ricerche "Aleph". Attualmente collabora con numerose testate giornalistiche

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come opinionista e critico d'arte.”

DARKSIDERS

Darksiders è un gioco d'azione, la cui uscita è prevista per il gennaio del 2010, ed è
impreziosito dal nome di Joe Madureira, fumettista di fama mondiale di lunga
militanza in casa Marvel, nel ruolo di direttore artistico. La trama riguarda War uno
dei Quattro Cavalieri dell'Apocalisse, pronto a scatenare tutta la sua furia contro
Angeli e Demoni che l'hanno ingannato e tradito. Ed è proprio questo gioco che in
anteprima è stato presentato nello spazio incontri di Lucca Games, davanti ad un folto
e molto interessato pubblico. Presente Madureira, accolto da numerosi applausi e
presente pure Luis Gigliotti executive producer dello studio OZ. Entrambi giunti
appositamente dagli USA per questa presentazione che vede anche quattro postazioni
all'interno dei Games ove è possibile provare in anteprima il gioco. Molto attesa
questa uscita dai fan di questa disciplina poiché il gioco risulta innovativo per la sua
totale interazione del set e per la propria memoria panoramica. Ottima e innovativa
anche la definizione. Ma guardiamo più da vicino questo autore di fama, già noto agli
addetti ai lavori. Joseph Madureira nasce a Filadelfia, il 3 dicembre 1974, ed è un
autore di fumetti statunitense, conosciuto in particolare per aver disegnato il fumetto
Marvel X-Men e per il suo fumetto fantasy Battle Chasers. Dopo essersi diplomato
alla scuola specialistica di New York, High School of Art and Design Joe fu notato
dalla Marvel, che lo assunse all'età di soli 16 anni. Il suo primo lavoro ad essere
pubblicato fu una storia di otto tavole per la serie Marvel incentrata su Northstar.
Negli anni seguenti, Madureira completò svariati lavori sempre sugli X-Men, e nel
1994 divenne il disegnatore regolare di Uncanny X-Men, una delle serie più vendute

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negli USA. Grazie a quest'incarico, ridisegnò le uniformi presenti nella saga L'era di
Apocalisse, e creò nuovi costumi per la serie, dopo la saga di Onslaught, con un
taglio simile allo stile dei manga. Nel 1997 lasciò la testata, con l'intenzione di
dedicarsi a una sua serie personale, Battle Chasers per l'etichetta Cliffhanger di cui è
uno dei creatori, insieme a J. Scott Campbell e Humberto Ramos. Il lavoro fu
cancellato dopo i primi nove numeri, usciti in maniera incostante, sebbene i disegni -
e i colori ad opera dello Studio Liquid! - gli avessero fatto conquistare i primi posti
nella classifica delle vendite. Madureira decise dunque di abbandonare il mercato dei
comics per passare al più remunerativo mondo dei videogiochi. Ha lavorato come
concept artist ai videogiochi Dragon Kind per la Trilunar, a diversi progetti per la
Exarch e la Tabula Rasa. Nel frattempo si è dedicato saltuariamente ad alcune pin-up
e copertine per svariati fumetti, e ha disegnato alcune tavole del primo numero di
Street Fighter. Nell'agosto 2005 fu annunciato il suo ritorno nel mondo dei comics,
insieme allo scrittore Jeph Loeb, in una delle testate più importanti della Marvel,
Ultimates. Inoltre, proprio a testimonianza dell'amicizia, e della stima verso Jeph
Loeb, ha collaborato al numero 26 di Superman/Batman, dedicato alla scomparsa del
figlio dello scrittore, morto giovanissimo per una grave malattia. Joe Madureira è
considerato uno dei più abili disegnatori della sua generazione, e ha il grande merito
di aver concepito un nuovo stile, rielaborando l'insegnamento di Art Adams, uno dei
suoi modelli, e riuscendo a fondere il dinamismo tipico dei manga ai canoni tipici dei
comics book statunitensi. Il suo stile, in continua evoluzione, ha influenzato diversi
disegnatori.

VITTORIO GIARDINO

Tra i molteplici eventi che hanno caratterizzato questa edizione di Lucca Comics &
Games, quattro sono quelli che sono destinati a lasciare un segno nella memoria in
coloro che vi hanno partecipato: 1) la presenza di Vittorio Giardino con le sue opere
in mostra e in vendita, 2) la partecipazione dello scrittore Giorgio Faletti come co-
autore con Mario Gomboli del libro “Disturb?”, 3) la presentazione in anteprima del
videogioco Darksiders con la presenza del suo autore Joe Madureira, che segna il
punto d'incontro tra i comics e i games, 4) la presenza in ogni angolo della città dei
cosplay.
Vittorio Giardino è un disegnatore bolognese e pubblica per la prima volta nel 1979,
sulla nota rivista il Mago, il personaggio Sam Pezzo, detective privato. Sam Pezzo
rappresenta il personaggio del suo primo libro, stampato successivamente anche in
Francia. Nell’anno 1981, per conto della rivista Orient Express, lancia un
protagonista più raffinato e articolato, sia sotto il punto di vista del disegno che sotto
l’aspetto della scrittura, ossia l’ex-agente dei servizi segreti francesi Max Fridman. La
prima avventura, Rapsodia ungherese, viene pubblicata in un libro nel 1982,
conferendo al suo autore la l’investitura internazionale e i più rilevanti premi.

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Nell’anno 1984, lascia il personaggio di Sam Pezzo per approdare con Little Ego,
riesame sarcasticamente erotico di Little Nemo di Winsor Mc Cay, con una sua
provocante protagonista femminile. Nel frattempo si occupa per la realizzazione della
seconda avventura di Max Fridman, La Porta d’Oriente, che uscirà nell’anno 1986.
Dall’anno 1986 a seguire crea svariate storie corte di richiamo quotidiano e
focalizzate sulla tematica della falsità, dell’eros e del raggiro, per diversi giornali e
pubblicazioni periodiche d’attualità, tra le quali L’Espresso, Il Messaggero, Giochi,
La Repubblica. Le storie sono pubblicate in tre album della raccolta Vacanze fatali.
Nell’anno 1991 inizia a occuparsi di un altro protagonista di elevato peso, Jonas Fink,
pubblicato sulle pagine della rivista Il Grifo. L’avventura, che si svolge nella Praga
comunista all’inizio degli anni '50, viene pubblicata su due volumi. Il primo volume,
intitolato L’Infanzia, viene diffuso nell’anno 1995, il secondo volume L’Adolescenza,
viene pubblicato nell’anno 1998. Vittorio Giardini riceve il premio Alph-Art ad
Angoulême nell’anno 1995 e l’Harvey Awards al San Diego Comic Con nell’anno
1998. Nell’anno 1999 ricomincia a lavorare con Max Fridman con No pasarán, un
racconto sulla guerra civile in atto in Spagna in tre volumi cominciata nell’anno 2000
e terminata nell’anno 2008. Nel 2005, nasce il personaggio di Eva Miranda, su testi di
Giovanni Barbieri, soap-opera a fumetti. Nell’anno 2008, Vittorio Giardino è il
vincitore del Gran Guinigi per un Maestro del Fumetto a Lucca e uno spezzato delle
sue opere è stato presente in Palazzo Ducale con tavole originali di Little Ego.

AMARCORD - LUCCA COMICS & GAMES

E così anche quest'anno si è concluso Comics & Games 09 all'insegna dell'evoluzione


della specie, con un bilancio più che positivo per presenze, coinvolgimenti e qualità,
anche se non sono mancate le sempre presenti polemiche che dovranno servire per
migliorare la manifestazione in futuro: si va dalle scontate lamentele di alcuni abitanti
che non hanno ancor compreso che il sacrificio di qualche giorno serve ad un rilancio
mondiale dell'intera città; poi c'è stata una polemica tra coloro che vedono il fumetto
sorpassato dagli eventi collaterali, quali gadget, giochi e cosplay. Su quest'ultimo
punto, reale, dovrà essere trovato un equilibrio. Qualche protesta anche per il fatto
che il settore antiquariato avrebbe dovuto esser più caratterizzato. Ma vorrei riandare
indietro con la memoria, alle prime edizioni, quando la kermesse si chiamava “Salone
dei Comics” e così è rimasta per coloro che da allora l’hanno seguita. La
manifestazione veniva da Bordighera dove nel 1965 si era svolta la prima edizione ed
era organizzata dalla Comics Art romana di Rinaldo Traini. Sembrava un qualcosa
piovuto a Lucca per puro caso nel 1966 e, onestamente alle prime apparizioni la città
non ne fu entusiasta, soprattutto perché toglieva i posti auto di Piazza Grande, allora
considerati indispensabili per il commercio cittadino. E poi quegli strani personaggi
che giravano per la città, e avevano pure occupato il Teatro del Giglio, ovvia…
Erano altri tempi, ma c’era anche allora il Sindaco Favilla, e lui tenne duro e riteneva

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che il Salone in un futuro avrebbe dato prestigio alla città. Un futuro che arrivò alle
prime edizioni dato che sul New York Times, Lucca proprio con il suo Salone finì già
allora in prima pagina. Di lucchesi che seguivano i comics ce n’erano poco più di una
decina, io tra questi, e facevamo allora riferimento al giornaletto locale “Lo
Zibaldino” che era diretto da Fioravante Lucii (Fiore per gli amici). Un solo lucchese
era nello staff organizzativo di Traini, Stefano Beani, divenuto nel 2003 direttore del
Salone, purtroppo recentemente scomparso. E pure, sempre dissidente, Angelo
Nencetti nella redazione di Fumo di China (fu uno dei fondatori). E questa decina di
lucchesi era anche assai attiva. Avevamo un nostro stand ove diffondevamo i
supplementi dello Zibaldino a fumetti, disegnati dagli autori lucchesi Guerrini,
Cordovani, Tregnaghi, Franchini e altri. Eravamo tutti quanti accreditati, amici nostri
compresi, sia con lo stand sia con tessere stampa rilasciate dallo Zibaldino o
dall’amico romano Marcello Baraghini, direttore (anche adesso) di Stampa
Alternativa. Avevamo anche lanciato varie idee che poi si sono realizzate come la
Scuola del Fumetto e il Museo del Fumetto. Da allora sono transitati a Lucca i più
grandi autori mondiali del fumetto che qui evito di ricordare perché la lista dei loro
nomi riempirebbe una intera pagina di giornale. Abbiamo in anteprima visto i
migliori esempi di animazione sia italiana che straniera. Abbiamo avuto per le mani
fascicoli speciali di cartoni unici e introvabili, abbiamo potuto ammirare le tavole
originali dei maggiori fumettisti mondiali e in questi ultimissimi anni abbiamo
assistito allo sfilare dei cosplay in città: insomma ormai da molti anni Lucca è
divenuta la indiscussa capitale mondiale del fumetto. E attorno a questa
manifestazione sono girate molti, moltissimi eventi. Uno di questi voglio ancora una
volta raccontarlo. A Lucca Comics, alla fine degli anni ’70 nel corso di un’intervista
nella quale gli si chiedeva perché non pubblicasse mai autori italiani e perché le storie
di fantascienza non erano mai ambientate in Italia, Carlo Fruttero che all’epoca
assieme a Lucentini era curatore di Urania, per esprimere efficacemente il concetto
che la fantascienza italiana mai avrebbe avuto la possibilità di competere con quella
americana e, per proclamare una sorta d’incapacità congenita da parte degli scrittori
italiani ad essere buoni autori di fantascienza, dichiarò pubblicamente che un disco
volente avrebbe plausibilmente potuto atterrare a New York, a Londra, a Pechino, a
Mosca, ma a Lucca mai! Fu così che in risposta a quanto affermato da Fruttero
scrissi il racconto “Il furto” ove un disco volante atterrava proprio a Lucca! Questo
racconto fu subito pubblicato da Bruno Baccelli su “Re Kong” e su “La rivolta degli
straccioni” che allora editavo. Successivamente vide la luce su “L’anima delle cose”
(di Baccelli e Bocconi, Tipografica Pistoiese, Pistoia 1980) ed ebbe pure una
traduzione in inglese apparsa non ricordo dove. Venti anni dopo rimaneggiai il testo
che assunse il titolo di “Fortuna” e apparve su le mie “Storie di fine millennio” (ed.
Prospettiva, 2000 Civitavecchia) ristampate anche dall’OLFA di Ferrara e dal
“Progetto Siderurgiko” di Rionero sempre nello stesso anno, e poi trasformate in un
e-book ancora scaricabile da diversi siti in rete. Fortuna, sempre nel 2000 apparve

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nella “Antologia di Autori Lucchesi”, edita dalla “Cesare Viviani”e infine nella
raccolta “Scaglie Dorate” (Nicola Calabria Editore, Patti 2004). Nuovamente
leggermente modificato appare su “Fantastica Lucca” antologia di autori della
“Cesare Viviani” edita da Nicola Calabria, Patti 2006. Da ricordare che l’editrice
Perseo Libri nel 1996 ha pubblicato un’antologia di autori italiani di fantascienza dal
titolo “A Lucca mai!”, a cura di Ugo Malaguti e Mario Tucci.

RICORDANDO ALDA MERINI

LUCCA – Non poteva mancare all'appuntamento odierno (4/11) promosso dalla


cesareviviani nella Casermetta Santa Maria delle Mura Urbane alle 16.00, un ricordo
e una lettura dell'opera della poetessa Alda Merini. La Merini era, e forse lo è stata
fin dall'inizio, anticonvenzionale. Aveva una concezione della letteratura, specie
quella espressa con la poesia, decisamente fuori della norma imperante e delle
consuetudini più comuni e abituali. Non seguiva la corrente dominante degli addetti
ai lavori, e i critici assai spesso si sono trovati in difficoltà nel recensire i suoi scritti,
quasi impossibilitati a decifrare il confine estremo fra il suo genio e la sua
sregolatezza, che spesso faceva trasparire in modo provocatorio e forse voluto. Era
sicuramente più apprezzata e benvoluta all'estero che nel territorio nazionale, e lascia
costernati il pensare che questo ostracismo derivasse dall'incredibile e beffardo
pregiudizio per il suo supposto modo stravagante di interpretare la vita. La Merini ci
dimostrò che l'arte poetica altro non è che la risultante del modo di vivere in rapporto
agli stimoli e al condizionamento dell'ambiente circostante. Poche volte, come nel
caso della collana Più bella della poesia è stata la mia vita, ci siamo ritrovati a
riflettere: in questa opera si percepisce l'essenza della sua grandezza. Anche gli
addetti ai lavori lucchesi la vogliono ricordare con la dovuta riconoscenza. Ci ha
trasmesso innumerevoli perle poetiche con una straordinaria e feconda ricchezza
d'intenti. Sarà oggi Marco Vignolo Gargini a leggere alcune delle sue liriche.

GARFAGNANA IN GIALLO
Andrea Giannasi, patron di Prospettiva, è da qualche tempo tornato ad occuparsi della
sua terra, la Garfagnana e i frutti non tardano ad arrivare. La Garfagnana è la terra dei
lupi e dei briganti di Ludovico Ariosto. È la terra del massacro della legione del
console romano Quinto Marcio avvenuta nel 568 a.C. Sponda di sanguinose battaglie
e lunghi assedi medievali. Luogo di Castruccio Castracani e della Linea Gotica della
Seconda guerra mondiale. La Garfagnana è da sempre terra di confine e luogo di fatti
criminosi. Per questo, ed altro ancora, vi è nato il concorso letterario Garfagnana in
Giallo che è ormai giunto alle battute finali. Centinaia i partecipanti che hanno
inviato i loro racconti criminali ambientati nella valle dell’Altra Toscana. L’evento è
organizzato da Il Giornale di Castelnuovo e patrocinato dal Comune di Castelnuovo
di Garfagnana, dalla Rivista letteraria Prospektiva e dall’Associazione per il Turismo

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in Garfagnana e Media Valle del Serchio. In scena due autori molto noti
nell’ambiente giallo e noir italiano: Giampaolo Simi, scrittore Einaudi e autore delle
serie televisive “L’ispettore Coliandro” (RaiDue) e de “I Ris” (Canale 5) ed Enrico
Luceri scrittore della Mondadori e vincitore del premio “Tedeschi”. A far da cornice
alla premiazione che avverrà sabato 28 novembre, una mostra, presso la sala
“Suffredini”di Castelnuovo, delle copertine e le pagine più macabre della famosa
rivista “Crimen”. In evidenza alcuni numeri degli anni ‘50. Il Teatro Alfieri sarà
invece il luogo della rappresentazione dello scrittore noir Giampaolo Simi. In scena,
sabato mattina per le scuole, “Un inferno d’amore” che racconta la storia di un delitto
che diventa irrisolvibile non appena se ne scopre il colpevole. È anche la storia di una
questione privata che diventa inesorabilmente pubblica. E infine è la storia di una
passione indomabile e maledetta. Tutto inizia una notte d’estate di quattrocento anni
fa, nella ricca e minuscola Repubblica di Lucca. E precisamente la notte del 1 giugno
1593, quando viene massacrato con diciannove coltellate Lelio Buonvisi,
appartenente alla famiglia di mercanti più ricchi della città. Due anni prima Lelio ha
sposato Lucrezia Malpigli, una giovane bellissima, cresciuta alla corte di Ferrara,
dove con gli Estensi regnano anche i piaceri del lusso e della raffinatezza. La notizia
galoppa veloce e viaggia fino a Bruges, Lyone, Anversa, dove i lucchesi gestiscono
commerci e credito, o in Svizzera, dove i lucchesi che hanno abbracciato la Riforma
Protestante e sono fuggiti anni prima. Ma arriva anche alla minacciosa Firenze e alla
Santa Sede, che diffida di questa Repubblica di scaltri e orgogliosi temporeggiatori.
Nel pomeriggio di sabato 28 alle 17,30 verrà presentata alla sala “Suffredini”
l’antologia criminale del Garfagnana in Giallo (edita dalla Prospettiva editrice) con i
racconti di Lino Bologna, Franca Colonna, Luca Scognamiglio, Luca di Bartolomeo,
Luca Dini, Francesca Fasulo, Fabrizio Gabrielli, Jundra Pinelli, Pietro Taddei.
L’evento prevede la presenza, oltre che dello scrittore giallista della Mondadori,
Enrico Luceri, della conduttrice di Giallo-Noir, Sabina Marchesi. I racconti finalisti
presenti nell’antologia criminale del Garfagnana in Giallo sono:Il cadavere che rideva
di Lino Bologna; Una lettera dal passato di Franca Colonna; Radio Lago di Luca
Scognamiglio; La vendetta del pellegrino di Luca di Bartolomeo; La locanda
dell’Omo morto di Luca Dini e Francesca Fasulo; Una manciata di gusci di
chiocciola di Fabrizio Gabrielli; Il libro non letto di Jundra Pinelli; L’esplorazione a
Fornovolasco di Pietro Taddei.
STUDI SULLE FONDAZIONI
LUCCA – Seguito intervento introduttivo quello che ha tenuto l'avv. Alberto Del
Carlo al Seminario di Studi sulle Fondazioni di origine bancaria, tenutosi presso
l'auditorium della Fondazione Banca del Monte. Del Carlo Presidente della
Fondazione dopo aver affrontato il tema della nascita delle Fondazioni bancarie in
Italia con l'iter burocratico parlamentare che ne è seguito, ha poi dichiarato:
“ L'intervento delle Fondazioni, salvo eccezioni, è ancora prevalentemente rivolto al
territorio di appartenenza della banca d'origine, ma si sta assistendo ad un

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allargamento del concetto del territorio di riferimento, sino a comprendere quello


nazionale e il mondo intero e, di conseguenza al sorgere di rilevanti progetti, specie
delle Fondazioni più grandi o realizzati tra più Fondazioni, spesso coordinate
dall'Acri o dalle consulte regionali di essa, a sostegno di bisogni emergenti, per
iniziative nei paesi più poveri, per l'housing sociale, per lo start up di imprese
innovative. Le Fondazioni che hanno mantenuto vincoli con le banche conferitarie
hanno contribuito a salvaguardarne la funzione creditizia, sicché essa non fosse
posposta all'attività finanziaria, tanto meno a velleità speculative. Sono state
guardiane della correttezza e della tenuta del sistema bancario, compartecipi della sua
ricapitalizzazione e quindi garanti del credito alle imprese e alle famiglie, del
reinserimento degli utili sul territorio di provenienza dei risparmi e di destinazione
degli impieghi, strumenti insomma di sviluppo economico del territorio, di riduzione
degli effetti della crisi in atto. L'azione delle Fondazioni bancarie, anche di quelle che
non hanno più nel loro patrimonio le banche conferitarie, può costituire utile
contributo a superare definitivamente la crisi economica e sociale in atto e ad evitarne
di nuove in futuro, se detta azione si orienta a programmi di sostegno della ricerca, di
stimolo alle innovazioni, di crescita culturale delle popolazioni, con particolare
attenzione all'educazione civica, giuridica ed economica degli imprenditori, delle
famiglie, dei giovani, perché la conoscenza è condizione per la capacità critica e
questa impedisce d'essere preda di bolle speculative e permette di intraprendere
investimenti prudenti, e di scegliere consulenti idonei e adeguati”.

II PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA


“PIERO CERVETTI”

Sabato 7 novembre a Ghivizzano, presso la Sala Comunale, alle ore 21.00 si terrà la
premiazione dei finalisti del II Premio Internazionale di Poesia dedicato a Piero
Cervetti:

1. Il silenzio delle rose di Giovanna Li Volti Guzzardi di Melbourne (Austr.),


2. Sub-Poema di Teresinka Pereira di Bluffton (USA),
3. Gesù e la lucertola di Claudio Pagelli di Milano,
4. Isola nel mondo di Maurizio Alberto Molinari di Noviglio,
5. L'uomo d'argilla di Claudio Parenti di Roma,
6. Quiete di Fiorella Defons di Lucca,
7. Infuso Rilassante di Adriana Carbone di Milano,
8. Tristezza di Fabiola Ballini di Verona,
9. Il più rumoroso dei silenzi di Alessio Magnolfi di Firenze
10.Differenze di Daniele Marchi di Lucca

Tutti i finalisti riceveranno in omaggio l'Antologia del Premio - saranno comunicati i

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vincitori del I, II e III premio – Condurranno l'evento Maria Puccini e Vittorio


Baccelli, presidenti delle due associazioni promotrici. Parteciperanno, dr. Mosè
Cervetti, fratello di Piero e la prof. Grazia Maria Tordi poetessa. Dopo la premiazione
i poeti intervenuti potranno leggere una loro opera.
Ecco le motivazioni che hanno portato all'indizione di questo Premio, così come sono
riportate nell'antologia del premio stesso pubblicata l'anno passato.
“Con l’indizione del Premio di Poesia a lui dedicato, giunto alla sua seconda
edizione, abbiamo voluto ricordare Piero Cervetti soprattutto nella sua veste di poeta:
la sua poesia nasce dalla confluenza di due esperienze vitali e tra loro diversissime,
gli studi letterari compiuti all’Università di Pisa e coronati da una dotta tesi di laurea
sugli sviluppi della sestina nei vari secoli della letteratura italiana e il suo
addestramento e la permanenza tra i paracadutisti della Folgore.
…e s’apre d’irreale silenzio
la beanza d’infinito azzurro;
lo strappo che frena la caduta…
Un poeta paracadutista è quanto di più anomalo possa concepirsi nella storia della
nostra letteratura, anche se i rimandi al poeta-soldato D’Annunzio sono evidenti nei
suoi versi. Eppure Piero è riuscito a fondere nella sua poesia, in un modo che è da
dirsi unico, una tematica del rischio e dell’ebbrezza con una tecnica poetica non
ignara dei più sottili procedimenti metrico linguistici. I suoi testi sono ricchi di
citazioni straniere e di termini esotici secondo una tradizione espressiva che vede
Pound e Eliot come precursori; pertanto accostamenti sono stati fatti trai versi di
Piero e questi due autori. Erede di questa tradizione assieme a Peter Russell
anch’esso in Toscana recentemente scomparso. Molto attivo nel volontariato, è stato
tra i fondatori del circolo culturale "il soffio"e nei confronti dei soci e degli amici è
sempre stato disponibile ad ogni dibattito e approfondimento. Pur essendo uno
studioso in molti campi dello scibile umano, dall’esoterismo ai miti nordici,
dall’evoluzione della poetica alle lingue antiche, aveva da tempo interrotto ogni
rapporto col mondo culturale e accademico, lasciandosi solo poche aperture: il prof.
Blasucci, il poeta Pasciuti e l’animatore del Centro Internazionale Spirituale e
Culturale del Sillico, don. Benedetto. E il suo ultimo libro "Col ciglio asciutto", che
segue d’un decennio "Sognocieli" è stato proprio presentato al Sillico dal circolo
culturale "il soffio" e dalla cesareviviani.

LUCCA RICORDA ALDA MERINI

LUCCA – Toccante e partecipato ricordo della poetessa Alda Merini, si è tenuto


presso la sede della Viviani ove Marco Vignolo Gargini ha dato letture di una decina
dei suoi poemi. La Merini era, e forse lo è stata fin dall'inizio, anticonvenzionale.
Aveva una concezione della letteratura, specie quella espressa con la poesia,
decisamente fuori della norma imperante e delle consuetudini più comuni e abituali.

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Non seguiva la corrente dominante degli addetti ai lavori, e i critici assai spesso si
sono trovati in difficoltà nel recensire i suoi scritti, quasi impossibilitati a decifrare il
confine estremo fra il suo genio e la sua sregolatezza, che spesso faceva trasparire in
modo provocatorio e forse voluto. Era sicuramente più apprezzata e benvoluta
all'estero che nel territorio nazionale, e lascia costernati il pensare che questo
ostracismo derivasse dall'incredibile e beffardo pregiudizio per il suo supposto modo
stravagante di interpretare la vita. La Merini ci dimostrò che l'arte poetica altro non è
che la risultante del modo di vivere in rapporto agli stimoli e al condizionamento
dell'ambiente circostante. Poche volte, come nel caso della collana Più bella della
poesia è stata la mia vita, ci siamo ritrovati a riflettere: in questa opera si percepisce
l'essenza della sua grandezza. Anche gli addetti ai lavori lucchesi la vogliono
ricordare con la dovuta riconoscenza. Ci ha trasmesso innumerevoli perle poetiche
con una straordinaria e feconda ricchezza d'intenti.

II PREMIO CERVETTI

Si è tenuta presso la sala comunale di Ghivizzano la premiazione del II Premio


Internazionale di Poesia titolato al poeta Piero Cervetti. L'evento era promosso dal
circolo culturale “il soffio”, che ha sede proprio a Ghivizzano, con la collaborazione
della cesareviani, ed è stato condotto da Vittorio Baccelli. Presente anche il fratello
di Piero, Mosè stimato medico locale, è stata ricordata la figura del poeta, grecista di
fama e uno dei massimi conoscitori della sestina antica. Brevemente riassunta anche
la storia del circolo “il soffio” che vide Piero tra i suoi fondatori. Tra i presenti anche
Piero Santi che venti anni fa diede il nome al circolo. Si è passati poi alla
premiazione: I Premio a Maurizio Alberto Molinari di Noviglio (MI) con la lirica
“Isola nel mondo”; II Premio a Fiorella Defons di Lucca con “Quiete”; III Premio a
Daniele Marchi di Lucca con “Differenze”. Ai vincitori e ai finalisti è stata
consegnata una copia dell'Antologia del premio che contiene tutte le liriche
partecipanti e che on line può essere acquistata presso la lulu.com. È stato poi
sottolineato l'afflato internazionale di questo concorso che anche nella sua seconda
edizione ha visto la presenza di poeti provenienti da varie nazioni: USA, Australia,
Svizzera, Francia, ecc. Un ringraziamento è andato al circolo ALIAS di Melbourne
che ha collaborato alla diffusione del bando all'estero. In chiusura la poetessa Grazia
Maria Tordi, ha letto alcune liriche di Piero Cervetti tratte dalla sua silloge
“Sognocieli”. L'appuntamento è alla terza edizione del premio.

LA VIA VANDELLI

LUCCA - Mercoledì 11 novembre alle 17.00 presso la Casermetta Santa Maria delle
Mura Urbane, per il ciclo “al bridge con l'autore” organizzato dalla cesareviviani,
attraverso le immagini, curate da Paolo Rabassini, e la storia narrata da Massimo

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Giambastiani, si parlerà della antica via Vandelli. L'antica via Vandelli, strada di
notevole importanza storica, poi sostituita dalla moderna e più praticabile via
Giardini, fu costruita, su commissione del Duca di Modena Francesco III d’Este, dall'
ingegnere Abate Domenico Vandelli nel 1738, per mettere in comunicazione Modena
con Massa, attraverso il valico appenninico e le Alpi Apuane. Partendo da Massa, e
percorrendo la via della Bassa Tambura si giunge a Resceto, da dove ha inizio il
sentiero che per ragioni territoriali, non doveva attraversare lo Stato Pontificio, il
Granducato di Toscana e il Ducato di Lucca. Il percorso risentì di questi impedimenti.
La strada, una volta costruita, risultò bella da vedere ma in verità poco praticabile,
soprattutto per il clima e la neve tipici dell'alta montagna che resero difficile
l'attraversamento della catena appenninica. Ancora una volta, Paolo Rabassini
intratterrà i convenuti con le sue immagini in un pomeriggio che, anche se diverso dal
consueto, sicuramente riuscirà gradito agli intervenuti. Introduce Vittorio Baccelli.

LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

Oggi è l'anniversario della caduta del Muro di Berlino che ha sancito la fine della
guerra fredda, o della III Guerra Mondiale come molti storici l'hanno definita. Sono
passati solo vent'anni e già sembra un secolo. È cambiata l'Europa, è cambiato il
mondo ed è cambiata l'Italia, la caduta del Muro ha segnato la fine del comunismo e
anche la fine (in ritardo) della II Guerra Mondiale in molti paesi. Alcuni giornali
umoristici, tempo fa hanno scritto che il Muro non era stato costruito per preservare
la purezza comunista dei paesi dell'est, ma per salvare noi, l'Occidente, dalle
popolazioni dell'est. E qualcosa di vero c'è anche in questa battuta. Il fatto più
rilevante prodotto dalla caduta del Muro è stato la fine delle ideologie, o almeno così
avrebbe dovuto essere. Tutti si rallegrarono, sembrò qualcosa di simile alla rottura di
un cordone ombelicale, un'immensa svolta di libertà, il passaggio dalla società
dell'infanzia sottoposta a ferrea tutela ad una fase finalmente adulta di
consapevolezza e di responsabilità. Era questo il mutamento? Così fu festeggiato, non
soltanto dai berlinesi e dalla Germania finalmente unificata, ma dal mondo intero. Ma
alla caduta delle ideologie, doveva necessariamente seguire la rivincita delle idee: ma
così non è stato. Niente più ideologie e finalmente una democrazia compiuta, così si
sperò. Nel resto d'Europa non vi furono, almeno in apparenza, posizioni così decise,
anche perché in quasi in nessuna delle grandi democrazie esistevano partiti comunisti
di massa. In alcune, per loro fortuna non ce ne era neanche l'ombra. La caduta del
Muro sancì la sconfitta storica del comunismo e liberò energie insofferenti di ogni
regola, anche di quelle che presidiavano lo Stato sociale. L'implosione del
comunismo produsse effetti anche sui partiti socialisti e socialdemocratici. Il pendolo
non si arrestò a mezza strada. Non ci furono traumi, ma una graduale erosione della
sinistra europea che durò a lungo per poi esplodere in tutta Europa. Da alcuni anni è
stato istituito il «Giorno della libertà» in ricordo di quell’evento. Anche Lucca

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partecipa alle celebrazioni, con una serie di iniziative che sono state illustrate in una
conferenza stampa tenutasi a Palazzo Orsetti.
Alle 12 presso il Liceo Artistico, su proposta dell’Assessorato alla cultura e politiche
giovanili del Comune, con la collaborazione del preside Walter Rinaldi e dello staff di
«Lucca Comics and games» guidato da Gian Luca Del Carlo, il sindaco e gli studenti
abbatteranno il «Muro», creato in occasione della recente edizione di «Lucca Comics
and games» in piazza San Francesco. Alle 16,30, convocata dal presidente del
Consiglio comunale Marco Agnitti ci sarà una seduta straordinaria del consiglio
dedicata alla commemorazione del ventennale del crollo del Muro di Berlino, con una
relazione del professore Sandro Rogari ordinario di storia contemporanea
all’Università di Firenze. Al termine della seduta consiliare il governo cittadino
accenderà la «Fiaccola della libertà», grazie alla collaborazione con l’Opera delle
Mura alle principali porte della città. Infine alle 21 al cinema Centrale verrà proiettato
il film «Le vite degli altri» che indaga il dramma dello scenario culturale della
Berlino est controllata dalle spie del Ministero per la sicurezza dello stato sovietico.
Un’iniziativa a ingresso gratuito dovuta alla collaborazione con l’associazione
culturale «Il mosaico» di cui è presidente Mauro Macera.

ANCORA SULLA CADUTA DEL MURO

Ecco come la nostra concittadina Costanza Caredio ricorda la caduta del muro: “Il
mio muro . Nel dicembre dell' '89 dopo Natale un'agenzia di Lucca, non ricordo
quale, organizzò un viaggio a Berlino per vedere il muro e per festeggiare l'ultimo
dell'anno. Io vi andai insieme a molti lucchesi e fu veramente un viaggio
indimenticabile. Passammo e ripassammo il Charlie Check Point e visitammo la città
che aveva ancora le ferite della guerra (Il Dente Cariato, cioè i resti di un edificio,
una chiesa mi sembra, dimezzato). Il pomeriggio dell'ultimo dell'anno ci
incamminammo verso il grande viale che conduce alla porta di Brandeburgo. l'Under
den Linden, con alla sinistra il grande edificio che ospitava il Parlamento. nel
passato. gli alti muri non erano stati ancora demoliti , ma sopra vi salivano ragazzi e
ragazze festanti. da un lato, in prossimità del muro una specie di cimitero-giardino
con i nomi delle vittime cadute nel tentativo di oltrepassarlo. Nel viale si radunò a
poco a poco una fiumana di gente, enorme, singoli e gruppi, agitavano bandiere e
cantavano e si muovevano tutte nella direzione della Porta di Brandeburgo. I gruppi
italiani erano numerosi, festanti, riconoscibili. Lo stato d'animo era di buttare le
braccia al collo di chiunque fosse vicino, con una grande emozione per l'era di pace e
di felicità che ne sarebbe seguita per tutti. I giorni seguenti ritornammo per aiutare la
demolizione di pezzi di muro -era lunghissimo perché tagliava in due tutta la città- I
Berlinesi si erano subito organizzati .Arrivavano pullman di turisti e trovavano
frammenti di muro incapsulati e in vendita , inconfondibili perché completamente
ricoperti di grafiti rossi e azzurri. Io comprai il mio souvenir, ma poi riusci anche a

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tirare giù due pezzetti che ho sempre serbato come reliquie. Quindi sono in possesso
di tre autentici pezzetti di muro disponibili per trovare una giusta collocazione.”

PHOTOSHOW
LUCCA - Alla galleria38 in via del Battistero, in occasione del Digital Photo Festival
si inaugura sabato 14 novembre 2009 una mostra di foto senza progetto comune,
senza tema, se non immagini del mondo come foglie sottili radunate casualmente.
Questa galleria ultimamente ha presentato rassegne di spessore legate al
contemporaneo nell'arte: dalla poesia visiva a transpotting fino a giungere a P.38. Ci
auguriamo che sempre più anche a Lucca le avanguardie e le sperimentazioni
artistiche, anche nelle arti visuali, prendano sempre più piede e riescano a trovare un
buon numero di estimatori. Gli artisti in mostraostraostraostraostraostra sono: Paolo
Baratella, Sarah Binotto, Antonino Bove, Filippo Brancoli Pantera, Romano
Cagnoni, Clinica Estetica, Luca Gaddini, Alyssia Lazin, Mauro Moriconi, Eleonora
Rossi e Francesco Tommasi.
SCATTI DAL WEB

LUCCA - Giunta alla sua terza edizione, Scatti dal web torna nella saletta della
Consulta di corte dell'Angelo nel periodo coincidente con il LuccaDigitalPhotoFest.
La mostra-rassegna, organizzata dal circolo fotografico MicroMosso, è riconosciuta
dalla federazione Italiana Associazioni Fotografiche e sarà visitabile dal 14 novembre
al 13 di dicembre. Quest'anno sono state selezionate 86 foto dalle migliaia che sono
apparse sul sito web del circolo. Un circolo che conta oltre 750 iscritti ed è ben noto
in Italia e all'estero. Sicuramente anche l'attuale edizione ripeterà il successo delle
precedenti, l'anno scorso in particolare, la mostra travalicò i confini dell'informazione
specialistica e di genere, sì che ne parlò pure Hacker Journal, oltre che la stampa
quotidiana.

GLI ULTIMI APPUNTAMENTI DELLA CESAREVIVIANI

Alla Casermetta Santa Maria, il Presidente della cesareviviani, Vittorio Baccelli, ha


presentato il programma di questo ultimo mese e mezzo dell'anno. In tutto sono 13
eventi già definiti con luogo e data e un ultimo ancora da definire che concerne la
presentazione dell'Antologia annuale dei soci. Il calendario prevede tre incontri con il
dialetto, la presentazione di nuovi cinque libri, due autori che proporranno i loro
inediti e un pomeriggio di letture libere. Gli incontri del mercoledì si terranno presso
la Casermetta Santa Maria, gli altri presso la circoscrizione 7 di San Concordio, al
Circolo dei Forestieri di Bagni di Lucca e alle Chiavi d'Oro di Lucca. Di particolare
interesse sarà la presentazione del film “Puccini e la fanciulla” che vedrà la presenza
del regista Paolo Benvenuti e che si terrà in Palazzo Ducale, sala Tobino, lunedì 23
novembre alle 21.00 a ingresso libero. Altro incontro di particolare attualità

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“Amianto: smaltimento e prevenzione” con la presentazione del libro di Ezio


Bonanni “Lo stato dimentica l’amianto – KILLER - Diritti negati. Ricorso a
Strasburgo”, pubblicato dal Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e
nel territorio, che si terrà sabato 21 novembre alle ore 15.00 sempre presso la
Casermetta Santa Maria. Eventi dunque a raffica proposti da una associazione che dal
1992 ininterrottamente presenta alla cittadinanza proposte culturali di sempre
maggior spessore.
FARE PER CAPIRE
Lab4Kids, la sezione didattica del Lu.C.C.A, è l’area del museo che si propone di
divenire luogo di creazione privilegiato dove bambini e ragazzi possono divenire i
protagonisti di liberi momenti di creatività, fantasia, gioco e apprendimento del
mondo dell’arte contemporanea tramite l’esperienza del fare per capire. Spaziando
dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla videoarte verranno realizzate attività
didattiche che toccheranno le diverse tecniche artistiche. Molte le attività proposte:
dal laboratorio pratico di condivisione tra genitori e figli, ai momenti ludico-creativi
dedicati ai bambini dai 4 agli 11 anni (martedì e giovedì dalle 16 alle 17:30 e il sabato
dalle 11 alle 12:30), fino ad uno spazio particolare per i compleanni e gli eventi
organizzati durante periodi speciali come le vacanze di Natale, Pasqua e durante
l’estate. Il programma della sezione didattica Lab4Kids, verrà proposto durante il
workshop organizzato dalla Borsa del Turismo Scolastico e Studentesco in corso a
Genova, alla quale il Lu.C.C.A. partecipa su invito del Comune di Lucca insieme ad
altre realtà museali del territorio. Nascono “Una mattina a spasso tra fumetti e
fotografie” e “Lab4Kids”, percorsi guidati e laboratori didattici per scoprire il
mondo dell’arte e del fumetto. Dai laboratori didattici fino a dei percorsi guidati
organizzati in partnership con il Comune di Lucca e il Muf – Museo Italiano del
Fumetto. Il Lu.C.C.A. mette a disposizione dei ragazzi delle scuole primarie e
secondarie di primo grado i suoi luoghi, cercando di educare i bambini all’arte con
l’arte. Nascono “Una mattina a spasso tra fumetti e fotografie” e “Lab4Kids”. Al 
Lu.C.C.A. percorsi guidati e laboratori didattici per scoprire il mondo dell’arte e del 
fumetto, dai laboratori didattici fino a dei percorsi guidati organizzati in partnership
con il Comune di Lucca e il Muf .Il Lu.C.C.A. mette a disposizione dei ragazzi delle
scuole primarie e secondarie di primo grado i suoi luoghi, cercando di educare i
bambini all’arte con l’arte. Per promuovere questo tipo di contatto con il mondo delle
arti il museo lucchese sta sperimentando degli strumenti che permettano ai bambini di
entrare in confidenza e di sviluppare una forma di curiosità, sia attraverso i laboratori
della sezione didattica del museo, sia attraverso percorsi guidati. Da questa idea
nascono una serie di proposte che spaziano dall’utilizzo del laboratorio del museo
alla partnership col Comune di Lucca e con il Muf, con il quale il 19 novembre
partiranno una serie di percorsi mirati alla scoperta di due mondi paralleli e
complementari. Facendo leva sulla sensibilità del museo nei riguardi del mondo
dell’infanzia, è appena stato siglato un accordo con il Comune di Lucca e il Muf che

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consentirà di dare il via ad una serie di percorsi interattivi e di laboratori tematici che
condurranno i bambini alla scoperta delle collezioni, delle opere e degli artisti del
mondo dell’arte contemporanea e del fumetto. Il primo modulo didattico si svolgerà
presso il Lu.C.C.A mentre il secondo avrà luogo nelle sale del Muf. Per l’anno
scolastico 2009/2010 verranno proposti quattro differenti percorsi. Il tema scelto nel
primo progetto didattico, che prenderà avvio giovedì 19 novembre e durerà fino a
giovedì 3 dicembre, affronterà il tema del ritratto e dell’autoritratto: “Una mattina a
spasso tra fumetti e fotografie… il ritratto e l’autoritratto: alla scoperta di noi stessi e
dell’altro!”. Al Lu.C.C.A. i bambini saranno accompagnati nella scoperta della
fotografia. Girando per le sale del museo, in compagnia di educatori,
comprenderanno innanzitutto come il fotografo surrealista Man Ray abbia potuto
immortalare il volto e l’anima della sua ultima e definitiva musa, la moglie Juliet
Browner. Successivamente saranno invitati a dare libero sfogo alla creatività,
misurandosi con la tecnica dell'autoritratto. Nella parte di percorso che invece si
svolgerà al Muf i bambini apprenderanno le nozioni base di tecnica del fumetto e
proveranno a realizzare il ritratto di un compagno. I lavori dei ragazzi saranno poi
raccolti ed esposti a conclusione dell’esperienza fatta, evidenziando quelli che hanno
dimostrato una maggiore sensibilità e creatività. Gli educatori che accompagneranno i
bambini lungo questo percorso di apprendimento, si ispireranno alle fondamentali
metodologie pedagogiche nel rispetto della personalità di ciascun bambino. A
conclusione del progetto, verrà fatta infine una valutazione delle nozioni apprese e a
ogni bambino sarà rilasciata una sorta di certificazione delle competenze acquisite.

WOLVERINE MADE IN LUCCA

Sorpresa nelle edicole cittadine, per la settima uscita della serie “Cento anni di
fumetto italiano” dedicata ai super eroi made in Italy “Wolverine”. Il disegnatore è il
lucchese Simone Bianchi! Ma vediamo un po' la sua storia da una fonte attendibile
quale wikipedia. Simone Bianchi nasce proprio a Lucca,dove vive e lavora ancora
oggi. È cresciuto con l'amore per i supereroi e prese a seguire e a copiare disegni
dell'Uomo Ragno, Daredevil, Fantastici Quattro, Batman e Superman prima ancora di
imparare a leggere e a scrivere. All'età di 15 anni pubblica strisce umoristiche sul
quotidiano Il Tirreno e continua nella produzione di vignette e fumetti su varie altre
pubblicazioni nazionali e regionali. Nel 1994, Bianchi incontra l'artista di fumetti
Claudio Castellini che diventa il suo insegnante e mentore. In seguito, Bianchi illustra
la prima edizione di Nembo e Rivan Ryan e venti tavole di Brendon per la Sergio
Bonelli Editore. Nel 1998 i suoi lavori vengono esibiti al Lucca Comics & Games
accanto a noti artisti americani come Will Eisner, Andy Kubert e Adam Kubert. Nello
stesso periodo, la Metal Blade Records commissiona a Bianchi la copertina del cd
Timeless Crima della band italiana Labyrinth. Quello stesso anno viene assunto come

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assistente di Ivo Milazzo nell'insegnamento delle tecniche artistiche dei fumetti


all'Accademia delle Belle Arti di Carrara. Nel 1999 Bianchi disegna la copertina dei
Fantastici Quattro e un albo a fumetti unico (cioè non parte di una serie o miniserie)
di Conan il Barbaro, entrambi pubblicati dalla Marvel Italia. In quell'anno Bianchi
torna alla musica illustrando la copertina dell'album di debutto della band Vision
Divine, che è stata poi considerata dai fan dell'hard rock e del metal la seconda
miglior illustrazione al mondo. Il lavoro di Bianchi in campo musicale comprende
anche Sigma dell'Athreia Records e l'album dei Labyrinth Sons of Thunder sempre
per la Metal Blade Records. Sempre nel 1999 Bianchi diventa un insegnante a tempo
pieno in Anatomia per Fumetti nella Scuola Internazionale del Fumetto di Firenze.
Nel 2000, la Scuola, assieme alla Calvin Edizioni, pubblica Echi, il primo art book di
Bianchi, che mette in evidenza i vari lavori dei tre anni precedenti. Un anno dopo
inizia a lavorare per Direct to Brain, uno degli studi leader per la produzione di video
3D in Europa, disegnando personaggi, storyboard, scene e supervisionando la
creazione di modelli 3-D. Fra i suoi clienti figurano il gruppo 99 Posse e la loro "Stop
the Train" per la BGM Records, "Kitchen tools" per la Virgin Records e "Per me per
sempre" per la BGM. Nel Novembre e nel Dicembre dello stesso anno, Bianchi
lavora per il Gioco di ruolo della Fantasy Flight Games, Dragonstar. Disegna inoltre
un poster per la Scuola Internazionale del Fumetto di Firenze, illustra il secondo
album dei Vision Divine Send me an Angel e conduce il suo secondo corso di
illustrazione all'Accademia delle Belle Arti di Carrara. Nell'Estate del 2002, Bianchi
pubblica il suo secondo art book, L'arte di Simone Bianchi. Disegna inoltre cinque
illustrazioni per Eldec e lavora di nuovo per Direct to Brain. Il Dicembre successivo,
inizia a lavorare sul primo volume di Ego Sum, per Vittorio Pavesio. Le 44 pagine, da
scrivere e illustrare, gli richiedono tutto il 2003. Il primo volume di Ego Sum viene
pubblicato il 16 gennaio del 2004 in Italia, Francia, Canada e Lussemburgo. Nel 2004
Bianchi assiste all'annuale Festival International de la Bande Dessinée (Festival
Internazionale del Fumetto) a Angoulême in Francia, dove incontra Sal Abbinanti,
l'agente personale del disegnatore di fumetti americano Alex Ross che fa diventare
Bianchi uno dei clienti di Abbinanti. Per la fine dell'anno, Bianchi disegna la
copertina di un'uscita di Atomika. Nell'Ottobre del 2005 il terzo art book di Bianchi,
Onirika, viene pubblicato dalla Vittorio Pavesi Productions e presentato al pubblico
alla convention di Lucca per la quale disegna il poster ufficiale assieme alla sorella
Gloria. E tutto quanto a dimostrazione che il nostro Salone dei Comics sforna autori
di pregio anche in città.

LA VIVIANI SI FA IN TRE
LUCCA– Triplo appuntamento questa settimana per la cesareviviani. Lunedì 16 alle
16 presso la sede della Circoscrizione 7 a San Concordio, lettura di poesie dialettali
condotta da Mario Pellegrini. Mercoledì 18 alle 17 presso la Casermetta Santa Maria
delle Mura Urbane, per il ciclo “al bridge con l'Autore, Eliana Favilla presenta la sua

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ultima silloge “Fiore di nulla” con letture di Marco Vignolo Gargini. Infine sabato 21
alle ore 15 sempre presso la Casermetta è la volta di Ezio Bonanni che presenta
“Killer” testo sui fatti e misfatti dell'amianto, introduce Vittorio Baccelli. Eliana
Favilla, che presenta la sua ultima silloge dal titolo “Fiore di nulla”, Edizioni Del
Cerro, vive a Lucca ove è nata, è vincitrice di numerosi premi letterari, ha già
pubblicato tre raccolte, "L'erba delle rondini", "Il tempo del Liocorno" e "L'intimo
golfo", sempre per i tipi delle Edizioni Del Cerro. È tra le poche autrici a realizzare
poesia con una competenza frutto di un profondo studio dell’arte della versificazione,
in un panorama letterario nazionale che sembra ormai rassegnato al dilettantismo,
all’omologazione linguistica, al trionfo delle “buone cose di pessimo gusto”.
Introduzione e letture a cura di Marco Vignolo Gargini. Sarà presente l’autrice.

CHET BAKER
LUCCA- Sabato 21 alle ore 21.30 nel Salone dell'Hotel Universo, Chiara Pancaldi e
Diego Fabretti si esibiranno nell'ambito della rassegna “Universo in jazz – omaggio a
Chet Baker” organizzata dall'Universo e da Universo Jazz club con il patrocinio del
Comune di Lucca e della casa del jazz di Roma, per celebrare il grande musicista
americano a ottant'anni dalla sua nascita. Chiara Pancaldi, voce e Diego Fabretti ,
tromba e filocorno, saranno accompagnati nella loro esibizione da Alessandro
Todeschini all'organo hammond e da Vittorio Sicibaldi alla batteria. Questo concerto
è il terzo dei cinque grandi eventi organizzati per evocare le atmosfere più pure del
jazz nello storico albergo, frequentato assiduamente da Chet nei suoi soggiorni
toscani degli anni '60, soggiorni movimentati dalle note disavventure ma anche dai
successi di quegli anni ruggenti. Dalla casa di Borgo a Mozzano ai locali della
Versilia, dall'ospitalità in San Giorgio alle comode stanze dell'Hotel in pieno centro. Il
costo del biglietto è di 6 euro.

LA BIBLIOTECA DI CAPANNORI
Capannori – Il trasferimento della biblioteca comunale seguita a non piacere a molti
cittadini che indicano ancora una volta il Supercinema come l'ambiente più idoneo.
Adesso a sostenerlo è Giovanni Marchi segretario comunale dell'UDC che
testualmente dichiara: “ La biblioteca potrebbe esser ospitata nel locali del
Supercinema, con orari di apertura anche serali per poter permettere anche a studenti
e lavoratori di poterne usufruire. Oltretutto l'edificio è posto davanti alla scuola
elementare di Capannori ed è inoltre facilmente raggiungibile. Il Comune di
Capannori paga attualmente l'affitto dei locali che ospitano l'attuale biblioteca e il
progetto faraonico del cosiddetto Giardino d'inverno , da realizzarsi nell'ex
Supercinema, non è assolutamente voluto dalla gente”. La questione dell'utilizzo di

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questo locale, a quanto sembra non è per nulla definita, almeno per quanto riguarda i
cittadini.

AMIANTO: SMALTIMENTO E PREVENZIONE


LUCCA- Sabato 21 novembre alle ore 15.00 presso la Casermetta Santa Maria delle
Mura Urbane, organizzato dal circolo culturale cesareviani con la partecipazione
dell'Ugl di Lucca e del Movimento Difesa del cittadino, vi sarà la presentazione del
libro di Ezio Bonanni “Lo stato dimentica l’amianto - KILLER. Diritti negati.
Ricorso a Strasburgo”, pubblicato dal Comitato per la difesa della salute nei luoghi di
lavoro e nel territorio. Questo libro racconta la storia dell’amianto e raccoglie gli atti
e le argomentazioni giuridiche contro lo Stato italiano e la direzione centrale
dell’Inail, presentate a Strasburgo alla Corte dei Diritti dell’Uomo dalle associazioni
che da anni si battono per ottenere giustizia per tutte le vittime dell’amianto. La
decisione di ricorrere a Strasburgo viene dalla convinzione che il governo italiano,
con il decreto del 12 marzo 2008 del Ministro del Lavoro, e successivamente l’Inail
con l’atto del 19 maggio 2008, hanno discriminato e leso gli interessi e i diritti di
centinaia di migliaia di lavoratori italiani esposti all’amianto. L'autore Ezio Bonanni è
avvocato giuslavorista e professore di Diritto del Lavoro. E’ uno dei pionieri nelle
cause degli esposti e delle vittime dell’amianto, da sempre impegnato nella difesa dei
lavoratori. Le Associazioni e i Comitati di lotta che da anni si battono per mettere al
bando l’amianto - per ottenere giustizia per i morti, i malati e tutte le vittime
dell’amianto- tramite l’avv. Ezio Bonanni del foro di Roma hanno inoltrato una
Istanza/Denuncia contro il governo italiano, per violazione delle norme (art.249 e art.
10) del trattato CE, per mancato recepimento nei termini della Direttiva 89/391/CEE
del 12 giugno 1989, che imponeva l’obbligo di attuare misure volte a promuovere il
miglioramento della sicurezza e della salute durante il lavoro e della Direttiva
477/83/CEE la Comunità Europea imponeva agli stati membri di intervenire in tema
di sostanze chimiche, agenti tossici e cancerogeni quali l’amianto, ma la Repubblica
Italiana è stata inadempiente e per questo è stata più volte sanzionata.
Con questa reiterata e persistente violazione delle norme europee lo Stato Italiano si è
reso responsabile del fatto che, per decenni, gli operai, i lavoratori con le loro
famiglie, i cittadini contraessero gravi malattie e morissero a causa del lavoro, per
aver avuto contatto con l’amianto e altre sostanze cancerogene usate nei processi
produttivi e lavorativi. Ogni anno 1.300 lavoratori in Italia perdono la vita a causa
degli infortuni sul lavoro, tre volte di più sono le vittime delle malattie professionali,
26 mila i morti per tumori all’apparato respiratorio con un incremento nell’ultimo
decennio di oltre il 50%, e quasi 5 mila uomini e donne vengono uccisi dall’amianto
fra l’indifferenza di associazioni padronali e istituzioni silenti e complici (per non
parlare del rischio indotto dall’amianto sotterrato, come rinvenuto in Praia a Mare e

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ad Atripalda [Borgo Ferrovia] - nei pressi di Avellino ed in altri siti d’Italia, molti
sconosciuti). Tra il 2020 ed il 2030 le statistiche prevedono un incremento dei morti
per amianto, ma il Governo e gli Enti preposti alla tutela della salute non fanno nulla
per arginare questa emergenza sanitaria, umana e ambientale. Lo stato, non
applicando il dettato costituzionale e le leggi europee, costringe i lavoratori e i
famigliari delle vittime di sostanze cancerogene a intraprendere lunghe cause legali
che spesso si concludono dopo la morte degli operai che invocavano giustizia. Inail e
Inps, contestano il danno come se gli esseri umani fossero la carrozzeria di una
automobile, e le centinaia di migliaia di cause intraprese da questi enti contro i diritti
dei lavoratori contribuiscono all’indebitamento della P.A. e all’aumento del debito
pubblico italiano. In nome del profitto, imprenditori, amministratori pubblici, uomini
politici, e - fatto ancor più grave- i vari governi succedutosi negli anni, cioè lo Stato,
hanno accettato che migliaia di lavoratori e le loro famiglie fossero distrutte da
produzioni di morte, in particolare dal killer amianto. Nella Carta Costituzionale
Italiana e in quella europea ci sono i principi fondamentali che il governo dovrebbe
applicare: il diritto alla salute, all’uguaglianza dei cittadini, contro ogni
discriminazione per il rispetto della persona e della dignità umana, diritti ancora non
applicati e per i quali continuiamo a lottare ricorrendo anche ai Tribunali Europei.
Non è accettabile che delle vite umane vengano sacrificate sull’altare del profitto.
Non possiamo accettare che l’unico diritto riconosciuto sia quello di fare soldi sulla
pelle dei lavoratori e che gli altri diritti costituzionali siano fruibili solo se compatibili
con il profitto. Assieme all'autore Ezio Bonanni, partecipano partecipano:
Vittorio Baccelli presidente della "cesareviviani", Fabio Massei Segretario Ugl di
Lucca, Mirko Lucchesi Segretario Ugl Metalmeccanici Lucca, Riccardo Lorenzi
Segretario Movimento Difesa del Cittadino di Lucca, Marco Visibelli - Segretario
Chimici Ugl Lucca e Alessandro Cinquini Segretario Assocasa di Lucca.
KILLER

LUCCA– Presso la casermetta di Porta Santa Maria, a cura del sindacato Ugl con la
collaborazione dell’Associazione Culturale Cesare Viviani e del Movimento Difesa
del Cittadino, si è svolto un convegno sul tema: Amianto: Smaltimento e
prevenzione. Questo interessante e affollato evento fa seguito al primo intervento
realizzato a Pistoia sullo stesso tema dall'Ugl. Nel corso della manifestazione è stato
presentato il libro “Lo stato dimentica l’amianto killer” scritto dall’avvocato Ezio
Bonanni. L’avvocato Bonanni rappresenta da un decennio le famiglie delle vittime
causate dall’amianto, in numerosi processi a livello nazionale, tra i quali anche quello
che a Torino vede chiamata in causa la ditta Eternit. Oltre allo stesso autore hanno
preso la parola anche il segretario del Movimento dei Diritti del Cittadino: avvocato
Riccardo Lorenzi e il presidente della Viviani che è anche dirigente sindacale Ugl:
Vittorio Baccelli. Tra il pubblico erano numerosi i lavoratori o ex lavoratori di settori
della lavorazione dell’amianto, tra questi lavoratori dell'Alce e della Breda. Sono

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state affrontate le tematiche legate ai misfatti causati da questa mortale sostanza,


riconosciuta nociva dalla legislazione italiana fin dal 1909. Si è sottolineato come
queste fabbriche di morte (Eternit) non siano ancora soppresse sull'intero pianeta, ma
seguitano a produrre, a guadagnare e a seminar lutti in alcune parti del globo: Europa
dell'est, Cina, Sud America. Vista l'importanza dell'argomento e le ricadute negative
anche sulla nostra realtà toscana, altri seminari si terranno, sempre a cura dell'Ugl, a
breve in Versilia e a Prato.

PUCCINI E LA FANCIULLA

LUCCA- Lunedì 23 novembre alle ore 21.00, l'Associazione Culturale "Cesare


Viviani", in collaborazione con la Provincia di Lucca, organizza la proiezione del
film di Paola Baroni e Paolo Benvenuti "Puccini e la fanciulla" nella Sala Mario
Tobino del Palazzo Ducale. Il film è stato presente fuori concorso nel 2008 alla 65ª
Mostra del Cinema di Venezia. Introdurranno la proiezione gli interventi di Vittorio
Baccelli, Aldo Baiocchi e Marco Vignolo Gargini. La trama del film:1908 Torre del
Lago. La cameriera di casa Puccini, Doria, viene accusata dalla moglie del Maestro,
Elvira, di essere l'amante di suo marito. La ragazza, incapace di sopportare l'ingiuria,
si toglierà la vita. Solo una visita medica post mortem verificò la sua verginità. Una
pagina drammatica che pervase la vita e la musica del Maestro. La figura di Doria
Manfredi ispirerà al Maestro il personaggio di Liù della Turandot. L'ingresso è
gratuito.

GIANCARLO GALLIANI

LUCCA– Mercoledì 25 alle ore 17.00, presso la Casermetta Santa Maria delle Mura
Urbane, per il ciclo “al bridge con l'Autore” organizzato dalla cesareviviani, sarà
presentato il libro di poesie “Notti di guardia” di Giancarlo Galliani edito da Mauro
Baroni Editore. Questo evento vuol essere un omaggio e un ricordo che la
cesareviani ha voluto donare all'amico medico-scrittore- poeta.
Giancarlo Galliani è nato nel 1934 e ha vissuto, fino all'anno della sua morte (1996) a
Camigliano, nei pressi della Villa Torrigiani. Dopo la morte del padre si iscrive alla
facoltà di medicina. Una volta laureato, lavora per il Servizio Sanitario diventando
direttore del Distretto socio-sanitario e dell'Ufficio di Igiene del Comune di
Capannori. Il Galliani ha coltivato, oltre agli hobby della pittura e della ceramica, la
passione per le poesie, raggiungendo importanti riconoscimenti come, ad esempio,il
primo premio nei seguenti concorsi: "La pantera" (Lucca 1978), "Primavera
strianese" (1980), e "Le due Riviere" (Genova 1996). Partecipava con entusiasmo alle
varie iniziative sociali e culturali e in occasione del centenario (1993) della Corale
Giacomo Puccini di Camigliano, ha scritto "Un secolo di Canti".
Nel 1998, due anni dopo la morte, le sue poesie vengono raccolte e pubblicate in un

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libro dal titolo "Notti di Guardia". In suo ricordo è stato creato anche un premio di
poesia che porta il suo nome ed è giunto alla sesta edizione. Ingresso libero, letture
critiche di Michela Innocenti e Marco Vignolo Gargini.

ALFREDO BIANCHI

“Si è spento ieri all’ospedale di Lucca, dove era ricoverato per una banale caduta,
Alfredo Bianchi.” Così ha voluto commentare la morte il noto scrittore lucchese,
Bartolomeo Di Monaco. “Era nato a Camaiore nel 1922, ma viveva a Lucca dal
1959, dove è stato direttore didattico del I Circolo. Pochi sanno che Alfredo Bianchi
era un grande scrittore. Appassionato anche di pittura, dava il meglio di sé quando si
metteva a scrivere, raccontando. Il suo stile ricordava quello aspro, asciutto, di Viani
e di Pea, con il respiro in più della grande tradizione legata a Manzoni, Bacchelli,
Pratolini, Dessì. L’Associazione culturale “Cesare Viviani”, fece pubblicare nel
maggio 2001 uno dei suoi manoscritti, “Il fiore rosso”, che narra la storia di Vincè di
Bugio, un contadino che vuol cambiare lavoro e va a Viareggio ad imparare il
mestiere di imbianchino. Sono gli anni dell’anarchia e del socialismo. Quando
preparavo il mio “Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi”, volli inserire anche lui,
metterlo insieme a Petroni, Tobino, Viani, Pea, Pardini, Duranti e altri. Feci in tempo
a portagli il volume. Era confuso, gli pareva che io avessi esagerato. Chi leggerà “Il
fiore rosso”, vedrà che non è così, e il suo posto è meritatamente tra i grandi narratori
della nostra terra. Spero che qualche editore legga i restanti suoi inediti e li
pubblichi”.

LUCCA E FIRENZE

Una lettera fatta girare da Claudio Ferri, certamente fa riflettere, proprio in queste ore
che si sta celebrando la festa della Regione Toscana. Eccola in forma integrale: “Sono
stato nei decenni 1970-1980 consigliere comunale e assessore al bilancio a Lucca e
da tempo mi preoccupo della situazione di sottomissione alle prepotenze della
Regione Toscana e al predominio arrogante della città di Firenze sul Comune di
Lucca. La questione dell'ospedale cosiddetto monoblocco, che la Regione vorrebbe
imporci di far costruire a San Filippo, tra l'altro una zona, a parere del sottoscritto
completamente inadatta a tale scopo, costituisce una delle ultime manifestazioni dello
strapotere di Firenze sulla nostra città. Ritengo non più sopportabile il perpetuarsi del
predominio di Firenze su Lucca, la cui storia, fino al 1847, è stata quella di uno stato
indipendente e sovrano e, fino al basso Medio Evo, il ruolo di capitale della Tuscia,
con sede della zecca regale e imperiale, e invece Firenze, al tempo della Contessa
Matildeee, nei documenti ancora esistenti negli archivi statali e arcivescovili, era a
mala pena designata come 'in loco ubi dicitur Florentia'. Chiedo, anche rispondendo

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ad alcune profonde esigenze di autonomia, espresse di recente, a partire dal 20 Luglio


2009, anche dal consiglio di circoscrizione, che il consiglio di circoscrizione Centro e
il consiglio comunale si esprimano su una mozione in cui si chieda al governo di
staccare Lucca e il suo territorio dalla giurisdizione amministrativa della regione
Toscana e di trasformare Lucca e il territorio della sua Repubblica e poi del suo
Ducato in una provincia Autonoma come Trento e Bolzano.”
Si può essere più o meno d'accordo sulla localizzazione dell'ospedale, ma certo
qualcosa di vero c'è. Lucca ha sempre nel tempo subito scelte imposte dalla Regione,
che riguardavano la viabilità, la scuola, lo sviluppo economico e storicamente il
Granducato è sempre stato antagonista della libera città di Lucca. Certo che parlare di
provincia autonoma stride con il desiderio, dettato dal risparmio e dalla
semplificazione amministrativa, d'abrogare ogni provincia, sbandierato e mai
realizzato. Ma ricordare e riflettere su questo certo ci giova.

PREMIO MARINO MATTEONI

PONTETETTO - Il Premio letterario Marino Matteoni anche quest'anno è nelle sue


fasi finali. Indetto dalla Pro Loco di Pontetetto e dal Circolo Umbrina, con al
collaborazione della cesareviviani, per la prima volta è, in questa edizione, aperto non
solo alla poesia, ma anche ai racconti. Circa cento sono gli elaborati giunti da tutta
Italia e martedì primo dicembre la commissione giudicatrice si metterà al lavoro per
selezionare e premiare i migliori elaborati giunti. La premiazione è prevista per
sabato 19 dicembre, sempre a Pontetetto presso la Sala Parrocchiale.

SULL'ONDA DEL RICORDO

LUCCA- Inconsueto incontro letterario, l'ultimo che si è come consueto svolto alla
Casermetta Santa Maria. La cesareviviani appena uscita dai positivi riscontri degli
eventi della settimana passata, presentazione del testo sui misfatti dell'amianto e
proiezione del film “Puccini e la fanciulla”, ha voluto dedicare un intero pomeriggio
all'ombra dei ricordi. È stato ricordato il socio Marino Matteoni in occasione del
concorso letterario che porta il suo nome, e Alfredo Bianchi in questi giorni
scomparso, è rivissuto nella lettura di un intervento di Bartolomeo di Monaco. Il testo
poetico presentato era “Notti di guardia” del compianto Giancarlo Galliani con
introduzione di Ilio Micheloni. Sia Giancarlo che Ilio erano ben conosciuti dagli
intervenuti e i ricordi si sono miscelati alle letture poetiche svolte con rara maestria
da Marco Vignolo Gargini. L'editore di questo volume era Mauro Baroni, anch'esso
recentemente scomparso e che ha lasciato un vuoto in tutti gli amanti bibliografi, par
la pulizia, correttezza e signorilità delle sue edizioni, anche quelle economiche.

CARCERI

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Ormai la criticità dei carceri italiani in materia di sovraffollamento, è una ricorrenza


ciclica. E sicuramente indulti e condoni non possono esser più la soluzione per due
motivi: il primo è che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria, e il
secondo è che dopo pochi mesi i condonati riaffollano i carceri dopo aver commesso
tutta una serie di reati. Anche il carcere lucchese, come tutti gli altri, è in sofferenza e
vi sono già state manifestazioni pacifiche di protesta da parte dei detenuti, e prese di
posizione da parte degli agenti di custodia. San Giorgio ha la capacità di accogliere
fino a 82 detenuti, oggi ve ne sono 196, con un sovraffollamento del 139%.
E allora, quali possono essere le soluzioni per alleggerire il numero dei detenuti,
senza far correre rischi inutili alla civile popolazione? Io qualche suggerimento ce
l'avrei.
1. introdurre il braccialetto per i detenuti in attesa di giudizio definitivo;
2. regolamentare la prostituzione, riaprendo le case in coerente ottica liberale,
garantendo le operatrici (gli operatori), la clientela (anche in un'ottica sanitaria)
e fornendo pure gettito al fisco;
3. rendere i reati legati alla droga punibili solo con pene alternative: braccialetto,
arresti domiciliari, , permanenza in centri di recupero, pene pecuniarie;
4. depenalizzazione della cannabis e derivati, in considerazione anche che alcol e
tabacco sono ancor più dannosi alla salute;
5. far scontare agli stranieri condannati a pene detentive, la carcerazione nei loro
paesi d'origine.
Se si attuassero questi 5 punti le carceri italiane sarebbero praticamente vuote.

ATTIVO DEL PUBBLICO IMPIEGO

LUCCA- Lunedì alle ore 15.00 presso la sala riunioni dell'Ugl in via Passaglia 109, si
terrà un attivo degli iscritti Ugl nel pubblico impiego. Oltre ad una valutazione della
tornata congressuale sarà fatto il punto dell'incidenza del P.I. nell'attuale periodo di
crisi e sarà valutata l'efficacia del tavolo anticrisi voluto da questa OS. Interventi
anche sulla rappresentatività sindacale nel comparto pubblico e nuove nomine a
completamento dell'organigramma dei dirigenti sindacali. Sarà anche ufficialmente
presentata la nuova Federazione Nazionale delle Autonomie, che raccoglie oltre ai
dipendenti degli enti locali, anche quelli delle ex municipalizzate, partecipate e
cooperative sociali: Vittorio Baccelli è stato nominato Commissario per la provincia
di Lucca. A fine anno vi saranno poi le elezioni RSU nel comparto Scuola e il P.I. si
sta preparando alla scadenza.

ANTOLOGIA VIVIANI 2008-9

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LUCCA– Mercoledì 2 dicembre alle ore 17.00 presso la Casermetta Santa Maria
delle Mura Urbane, sarà presentata l'Antologia 2008-9 degli autori della
cesareviviani. Quest'anno l'antologia è uscita per la Tesseratto Edizioni, stampata a
Seville (E). Gli autori presenti con le loro opere sono: Maurizio Bassani, Raffaello
Belli, L. Damiano Battistoni, Piero Cervetti, Caterina Davinio, Giovanni De Liguoro,
Bartolomeo Di Monaco, Fiorella Defons, Martino De Vita, Giuseppe Dovichi, Maria
Rosa Foscarini, Daniele Marchi, Dr. Frame (David Tazioli), Olinto Guerrini Da
Libbiano, Dino La Selva, Stefano Lattari , Mario Lena, Vittorio Baccelli, Andreina
Manfredini, Daniele Marchi, Claudia Mei, Diego Mereu, Gabriele Panigada, Elisa
Pellegrini, Giusi Piccinini, Mario Pellegrini, Grazia Maria Tordi-Rustici, Marco
Vignolo Gargini e Cesare Viviani.
Gli autori presenti leggeranno alcuni dei loro brani, la presentazione sarà a cura dei
curatori dell'opera, Vittorio Baccelli e Marco Vignolo Gargini. Giunta alla sua nona
edizione, l’Antologia si presenta ancora come una raccolta che abbraccia le
esperienze, la varietà e l’impegno di molte scritture diverse. È questa la particolarità
del testo che il lettore si troverà davanti. Gli stili, le tematiche, i generi si intrecciano
formando un insieme che non sfigura affatto di fronte ai florilegi di altre realtà
associative nazionali. Ogni autore della cesareviviani ha i propri interessi, le proprie
letture, i propri specifici riferimenti letterari, e il contributo devoluto per la
formazione di questa antologia ne è un esempio significativo.
L'Antologia di quest'anno, e anche quelle degli anni passati possono essere acquistate
alla pagina http://stores.lulu.com/baccelli1

ATTIVO UGL PUBBLICO IMPIEGO

Si è tenuto a Lucca un partecipato attivo degli iscritti al pubblico impiego dell'Ugl.


Sono state affrontate varie problematiche riguardanti il mondo del lavoro in lucchesia
con particolare attenzione alle situazioni di crisi e alle possibilità di sostegno
dell'occupazione. Il pubblico impiego vuol fare la sua parte a sostegno dell'economia
comprensoriale ed è disposto ad attivarsi con le proprie specificità nel superamento
dell'attuale situazione economica sfavorevole. Si è parlato anche del riuscito
pomeriggio di approfondimento sui rischi dell'amianto e della possibilità di affrontare
ancora lo stesso tema con convegni in Versilia e a Prato. È stato anche completato
l'organigramma del pubblico impiego che ha visto l'elezione dei propri dirigenti
sindacali. Vittorio Baccelli è stato confermato Coordinatore e avrà come vice Daniela
Scarpellini (enti pubblici) , gli altri membri del coordinamento sono: Alberto Massa
(enti locali), Giuseppe Casula (polizie locali), Amerigo Notini (scuola), dott. Siamak
Barahmandpour (medici), Giuseppe Valentini (CFS), Giuliana Bardoni (partecipate),
Francesco Puccinelli (ex municipalizzate), Giancarlo Bevilacqua (ministeri), Daniele
Marchi (coop. Sociali), Luciano Bassoni (pensionati P.I.), Gianfranco Galli
(pensionati P.I.).

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BABBO NATALE COCACOLIZZATO

Babbo Natale, ovvero Santa Claus, ovvero San Nicola, è certamente il santo più
amato e più atteso dai bambini di tutto il mondo. In questi giorni, anche se manca
ancora un mese al suo fatidico giorno, la sua effige è dovunque, sui giornali alle tivù,
nei manifesti, sui gadget, nelle icone di facebook, ecc. Per non parlare poi delle
persone travestite da Babbo Natale, che già incontriamo per strada e nei negozi. Il
Babbo Natale come lo vediamo noi, con l’aspetto da anziano signore bonario, sempre
vestito in rosso e pericolosamente soprappeso, è una “ricostruzione” abbastanza
recente e porta la data dell’inverno del 1931. Come l’attuale era un periodo di
recessione e nell’America Settentrionale, per la precisione ad Atlanta, nella stanza dei
bottoni di un palazzone di centoventi piani, lo stato maggiore della Coca-Cola
s’interrogava su come rilanciare il consumo della mitica bevanda che anch’essa stava
subendo gli effetti della recessione, per la prima volta dopo la sua nascita. La scelta
su quello che noi oggi chiameremmo un creativo, cadde sul disegnatore americano
Haddon Sundblom, di origini svedesi e noto come forte bevitore. A lui fu affidata la
missione di creare una campagna pubblicitaria per rialzare le vendite che stavano
cadendo in picchiata. Haddon Sundblom era un genio delle trovate pubblicitarie, e
così si mise alla ricerca di un testimonial. La sua palese incoscienza, anche alcolica,
lo portò ad una scelta quanto meno azzardata: niente meno che San Nicola, l’ex
vescovo di Myra, vecchio di quasi mille anni che aveva la nomea di portar doni ai
bambini. San Nicola era già stato messo in versi da Dante nel Purgatorio (XX 31-33)
ed era noto agli storici perché le sue ossa furono trafugate dalla Turchia da un
manipolo di marinai per poter offrire alla città di Bari un patrono che a lei mancava.
La nomea di gran dispensatore di doni che l’accompagnava da sempre aveva anche
colpito il Nord Europa ove il nostro San Nicola vestiva per l’occasione i panni d’un
folletto, ovviamente gran dispensatore di doni ai bambini. Tutto ciò non poteva non
colpire la fantasia – i maligni sostengono anche alcolica – di Haddon Sundblom che
pensò di utilizzare il grande spacciatore di doni molto prosaicamente, per risollevare
le vendite e le finanze della Coca-Cola. Però lo rese quasi irriconoscibile. Lo fece
scendere immediatamente dagli altari per spianargli la via ad altri più sostanziosi
altari, quelli degli scaffali del consumismo. Poi via l’aureola, via gli abiti curiali, e
via anche i verdi abiti dei folletti. Dal reparto costumi di un grande magazzino di
Atlanta scovò uno strano costume bianco e rosso che sarebbe piaciuto sicuramente
alla Marvel, o che forse era stato proprio disegnato su ispirazione Marvel. Ingrassò il
personaggio e così conciato lo presentò allo staff dell’azienda e, l’idea piacque, sì che
partì immediatamente una forte campagna pubblicitaria con l’incongruo testimonial.
Anche il nome di Babbo Natale fu coniato dal nostro Haddon Sundblom. Da allora
Babbo Natale è entrato nell’immaginario collettivo, talvolta è rientrato pure nelle
chiese, è sopravvissuto alla seconda guerra mondiale e a quella fredda, alla Corea, al
Viet-Nam, alle due del Golfo, al terrorismo islamico, ai terremoti e allo tsunami. È

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comparso da allora in tutti i calendari della Coca-Cola, ha visto pin up su Play Men
(s)vestirsi dei suoi panni, nelle immagini è sempre circondato da bambini come un
nonno generoso, oppure come un vecchio pedofilo. E la sua icona divenuta troppo
ingombrante, s’è sganciata dalla Coca-Cola per apparire in una miriade di film
hollywoodiani, o agli angoli della strada come uomo sandwich, sì che molteplici
individui gratificando la propria pulsione al travestitismo, con la scusa di far sorridere
figli e nipoti, cedono alla tentazione di presentarsi come Babbo Natale portatore di
doni. Ma oggi tutti i miti traballano e Babbo Natale rischia di essere travolto
dall’atmosfera horror di Stephen King che già ha travolto i clown – vedi It – e di
assumere un’atmosfera inquietante con l’alito puzzolente di whisky quasi a far
trapelare le sue origini alcoliche ereditate da Haddon Sundblom. E seguitiamo ancora
a vederlo impiccato o appeso ai balconi delle case che anni fa scalava. Comunque,
buon Babbo Natale!

NOVITA' SU FACEBOOK

Facebook, un drastico cambio di rotta: in questi giorni tutti gli iscritti hanno ricevuto
una comunicazione da Mark Zuckerberg, fondatore del social network.
L'azienda ha deciso di informare i propri utenti delle importanti e drastiche modifiche
in merito alla gestione della privacy, un tema da tempo oggetto di dibattito non solo
sul web, ma anche fra sociologi ed esperti di marketing. In sostanza verrà dismesso il
sistema delle reti geografiche (che coprono ormai intere nazioni e sono dunque
troppo estese per ricadere nel significato di social network), mentre sarà semplificata
la gestione dei dati personali, cioè la possibilità per gli utenti di decidere chi può
accedere ai propri contenuti. Come scrive Zuckerberg: “Con la crescita della base di
utenti, alcune aree geografiche contano oggi milioni di membri. Esaminando reti così
vaste, siamo giunti alla conclusione che il modello attuale non sia più quello adatto
per consentire agli utenti di controllare la propria privacy. Una maggiore riservatezza
consentirebbe quindi ad oltre 100 milioni di persone di avere un maggiore controllo
sulle proprie informazioni riservate. Il nostro piano prevede l'eliminazione delle reti
geografiche e la creazione di un modello semplificato per il controllo della privacy,
dove ciascuno può decidere a chi rendere disponibili i contenuti: esclusivamente agli
amici, agli amici degli amici, o a tutti gli utenti”.
La gestione dei dati personali è per il social network più noto al mondo una materia
decisamente delicata, che l'azienda sta affrontando negli ultimi mesi con una politica
di maggior trasparenza. Il fatto è che a fronte di questa attenzione verso la privacy dei
propri iscritti c'è la tendenza, per certi versi contraria, ad una maggiore apertura dei
contenuti ospitati sulla piattaforma. I profili e gli aggiornamenti possono essere resi
comunque pubblici, mentre negli ultimi tempi erano partite sperimentazioni per
effettuare più ricerche in tempo reale. Sembra evidente, agli osservatori del settore,
la frizione fra l'obbligo di tutelare la prossimità e l'intimità individuale in una rete

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sociale che favorisce l'amicizia, dall'altro il desiderio di sfruttare economicamente


l'enorme bacino di informazioni, notizie e contenuti depositati dagli utenti.
Per ora di grosse novità non se ne sono ancora viste, ma forse l'area lucchese è un po'
marginale rispetto all'intero network, basti pensare che la nostra Lucca, fino a poco fa
era sotto “Fargo – ND” e molti lucchesi sono ancora in questa rete americana.

"UNA VITA ROCAMBOLESCA" DI ROBERTO CAPPERUCCI

LUCCA- Presso la Casermetta Porta Santa Maria, Passeggiata delle Mura


Urbane,mercoledì 9 dicembre alle ore 17.00 per il ciclo letterario “al bridge con
l'Autore” organizzato dalla cesareviviani con il patrocinio del Comune di Lucca, vi
sarà la presentazione dell'ultimo libro di Roberto Capperucci, "Una vita
rocambolesca", Edizioni Tassinari, Firenze. Introduzione a cura di Mario Pellegrini.
Roberto Capperucci è nato a San Vincenzo (LI) il 16 febbraio 1927 e risiede
attualmente a Calcinaia in provincia di Pisa. Dopo aver frequentato il Liceo Classico
si è laureato on veterinaria nel 1952 presso l'Università di Pisa. Ha svolto
principalmente l'attività di libera professione sui grandi e piccoli animali, inoltre ha
ricoperto la carica di veterinario comunale in tre Comuni della provincia di Pisa:
Vicopisano, Calcinaia e Cascina, quest'ultima in qualità di Direttore del Mattatoio
Comunale. Dopo la pensione, continuando inizialmente ad esercitare la libera
professione, ha iniziato a scrivere racconti, aneddoti e poesie che per lui
rappresentano un modo di trascorrere più serenamente la "vecchiaia" e di sentirsi
sempre vivo partecipando con gli altri ai dolori e alle gioie che la vita ci riserva,
pronto con le sue "battute" a colpire, quando lo ritiene necessario, personaggi che per
lui vanno contro corrente. Per le Edizioni Tassinari ha già pubblicato nel 2006 "Il
capostazione" e nel 2007 "Viaggio premio in Polinesia". Tutte le sue opere sono state
in questi ultimi anni presentate a Lucca dalla cesareviviani e hanno riscosso un buon
successo di pubblico e di critica. Da segnalare inoltre che venerdì 11 alle ore 16.00
alle Chiavi d'Oro, vi sarà una lettura di poesie dialettali condotta da Mario Pellegrini
e sabato 12 al Circolo dei Forestieri di Bagni di Lucca, alle ore 21.00, Gavorchio e
Vittorio Baccelli presenteranno una serata tutta in dialetto.

III PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA PIERO CERVETTI

Coreglia Antelminelli – Il Circolo culturale il soffio ha bandito il III Premio


internazionale di Poesia “Piero Cervetti”con la collaborazione della cesareviviani. Si
partecipa con una sola poesia da inviare in duplice copia a: Concorso di Poesia –
c.p.46 – 55100 Lucca. Il bando è integralmente pubblicato alla pagina:
http://www.modulazioni.it/Concorsi/concorsi_aprile.htm
Le selezioni delle opere avverranno tramite via telematica, come già accaduto nella
scorsa edizione, e i dieci finalisti riceveranno una copia dell'Antologia del premio in

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omaggio. L'antologia conterrà tutte le opere selezionate e tra queste verranno scelte
le meritevoli, del primo, secondo e terzo premio. Le prime due antologie del Premio
possono essere acquistate presso la www.lulu.com

PREMIO CESARIN' DER VIVIANI

LUCCA- Il Premio Cesarin' der Viviani è un premio letterario che si rinnova anno
dopo anno, nel ricordo di Cesare Viviani, noto poeta e scrittore di commedie in
dialetto lucchese. Per partecipare è necessario inviare una poesia breve in onore della
Befana. Al vincitore verrà offerto un dono della Befana, la targa in terracotta del
gruppo Il Baluardo e l’anno successivo il testo vincitore sarà messo in musica e
cantato per il centro storico di Lucca. Il premio ha il patrocinio della Provincia di
Lucca, de La Nazione, di Noi-TV, e come sempre è in collaborazione con
l’associazione letteraria cesareviviani. Lo scopo del concorso è quello di conservare
e accrescere l'antica tradizione della "befanata lucchese" e di onorare la memoria di
Cesare Viviani, che ne fu interprete fedele e sensibile e che fu altresì fecondo autore
di poesie, commedie e stornelli nel nostro dialetto. I testi, scritti in dialetto lucchese o
in lingua italiana, necessariamente inediti e non premiati ad altri concorsi dovranno
essere inviati (farà fede il timbro postale) in sei copie entro e non oltre il 15 dicembre
2009 al seguente indirizzo: Premio Cesarin' der Viviani - Gruppo vocale lucchese Il
Baluardo presso Elio Antichi via Vaccoli III traversa, 8 - 55100 S. Lorenzooo a
Vaccoli – Lucca – per informazioni o domande: elioantichi@gmail.com Il concorso
prevede un premio riservato agli studenti di scuole pubbliche e private che sarà
comunque aggiuntivo e non escluderà dall’assegnazione del premio Cesarin der
Viviani . Ogni autore può partecipare con una sola opera. I testi, dattiloscritti, non
firmati, non dovranno recare contrassegni atti a farli riconoscere. Le generalità
dell'autore (nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e indirizzo e-mail)
dovranno essere allegate in separata busta chiusa. Gli studenti partecipanti dovranno
apporre una S sulla busta. La commissione, in assenza di testi significativi, ha facoltà
di non attribuire il premio. Il giudizio della Commissione è insindacabile. I testi che,
pur spediti in tempo utile, per disservizio postale perverranno dopo la prima
riunione della Commissione non potranno comunque essere esaminati. La
proclamazione del vincitore avverrà la sera del 5 gennaio 2010 in piazza S. Michele
sotto la loggia del Palazzo Pretorio, al termine della "befanata" eseguita dal gruppo
vocale lucchese “Il Baluardo”. Il testo vincitore sarà musicato a cura de ”Il
Baluardo” e sarà eseguito nella "befanata" dell'anno successivo. Inoltre il vincitore
riceverà una targa ricordo de” Il Baluardo” oltre ad un dono della Befana.

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TUTTI I SANTI
LUCCA- “Le ore dei Santi di ieri erano oziosamente legate al divenire del martirio…
quelle di oggi si sciolgono rapide sui marciapiedi e l’asfalto delle strade del mondo e
dei Nuovi Santi. Di questo non resta nulla se non i titoli vistosi del frame della
cronaca e del vuoto televisivo di un quotidiano votato al tedio e all’angoscia
dell’attesa”. Con queste parole il pittore Omar Galliani introduce la serie dei 15
disegni a cui si aggiunge una grande installazione, costituenti la mostra “Tutti i Santi”
ospitata dalla Galleria 38, sita in via del Battistero 38, dal 18 dicembre al 17 gennaio.
L’artista emiliano, espone nella nostra città reduce da un ciclo di prestigiose mostre
che lo hanno visto protagonista in spazi pubblici importanti come quelli del Gabinetto
dei disegni e delle Stampe del Museo degli Uffizi a Firenze, Sichuam Art Museum in
Cina, Urban Planning Museum a Shangahi, Museo Michetti a Francavilla al Mare, il
Museo Diocesano di Venezia nell’ambito della Biennale del 2009, Museo d’arte di
San Paolo in Brasile, Hedendaagse Religieuse Kunst a Bruxelles, Museo Nazionale
delle Belle Arti di Buenos Aires, Museo Hassam a Rabat in Marocco e rinomate
gallerie d’arte come Shangeye Gallery a Shanghai, la k 35 Gallery a Mosca, Angle
Art Gallery a Saint Paul de Vence. I disegni esposti rappresentano un aggiornamento
del ciclo dedicato ai nuovi santi, con cui Galliani confronta l’iconografia classica con
quella contemporanea, utilizzando il disegno come strumento di indagine allo stesso
tempo artistica ed etica. Il disegno inteso nella doppia accezione di segno e progetto
dell’opera assume in questa mostra un’importanza particolare; i quindici disegni
realizzati a carboncino, matita, biro traducono una sorta di cahier de voyage, sul
quale Galliani ha annotato nel corso del tempo riflessioni in forma di immagine,
giocate sul dualismo luce-tenebre, nel solco della tradizione del chiaroscuro.
Riflessioni legate al ruolo dell’artista e della tradizione tecnica in una società
ipertecnologicizzata, sul senso delle immagini, dell’inesorabile scorrere del tempo e
sulla memoria. Una serie di disegni questa, che testimonia la capacità dell'artista di
pescare nel biografico, traducendolo in immagini che dalla dimensione personale
ascendono ad una valenza universale, facendo leva sulla memoria collettiva e allo
stesso tempo pesca dall’immenso repertorio della storia dell’arte occidentale – e non
solo – per attualizzarla in soluzioni formali e linguistiche di assoluta attualità. Una
sorta di guerra condotta da Galliani con la matita contro la pervasività dell’immagine
priva di sostanza e passiva dei media contemporanei a favore di un’immagine
ineluttabile, dalla quale lo sguardo dello spettatore tragga alimento e stimolo
soggettivo.

RENDER PIÙ BELLA LA CITTÀ

LUCCA– Render più bella la nostra città dovrebbe esser l'interesse primario di
cittadini e amministratori. Ma invece c'è sempre chi rema in senso contrario. L'idea di

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rimpicciolire la rotatoria del Giannotti per recuperare stalli per la sosta delle auto,
vince sicuramente il premio per la più recente follia. Un ambiente come il Giannotti
deve essere ulteriormente riqualificato, e mai, dico mai, deve esser ridotto lo spazio
verde attorno alle Mura, anzi deve costantemente essere ampliato. Si si vogliono
ottenere nuovi parcheggi, si pensi semmai a parcheggi sotterranei, anche sotto gli
spalti. E nella tutela degli spalti occorre mettere anche il Campo Balilla, troppe volte
violentato: la sezione Games potrebbe esser ospitata al Palazzetto dello Sport, ove un
tempo c'era l'intera kermesse dei comics. E all'interno della città, perché non restituire
piazza Guidiccioni, com'era all'inizio del '900, con un ampio spazio verde che
occupava quasi tutta la piazza? Sono certo che questo non è stato mai fatto solo per
salvaguardare quei quattro posti auto dei residenti: ma se si facesse un bel parcheggio
sotterraneo, o più di uno, forse si potrebbero far sparire quasi tutte le auto dal centro
storico, senza ricorrere a varchi telematici, che non servono se non a far cassa, a
brutture come quelle di piazza San Francesco e di piazza San Frediano, e sopratutto
senza i parcheggi a pagamento in periferia, così osteggiati da tutti. “Il giorno che
dovrò pagare per venire in città, non ci verrò mai più” frase storica e quanto mai
attuale che dissi anni addietro al vice-sindaco Riccio, quando il Chiari, già allora,
cominciò ad intervenire sui parcheggi. E penso che siano in tanti a pensarla come me.

BIOMASSE

VALLE DEL SERCHIO – Impianto a biomasse all'Alce: l'avevo già detto appena
cominciò la cassa integrazione, ma allora tutti a smentirmi! Però, nella Valle del
Serchio sono stati proposti ben sedici impianti per la combustione di non meglio
specificate biomasse. Da solo quello dell'Alce dovrebbe bruciare 150mila tonnellate
l'anno di legname e, impianti analoghi, sono stati richiesti a Fabbriche di Vallico e
Gallicano. Acqua calda e energia elettrica da vendere all'Enel, ma così siamo a
400mila tonnellate annue di biomasse, cioè di legname, che dovrebbero esser
incenerite nella Valle se gli impianti venissero autorizzati. I calcoli sulla sostenibilità
ci dicono che occorrerà una massa di materiale da bruciare di circa quattro volte
superiore alla sostenibilità. Non dimentichiamoci che la presenza dell'Alce, oltre ad
aver reso maleodorante una vasta area per decenni, segnò storicamente la distruzione
del castagno nella Valle del Serchio. Oggi si rischia una deforestazione selvaggia, e
poi cosa volgiamo fare della Valle? Un insieme di camini fumanti? E l'inquinamento?
E le statistiche sui tumori? Proprio l'altro giorno c'è stata una conferenza inquietante a
Gallicano su i pericoli dei fumi emessi da questi impianti. Personalmente sono
fortemente contrario alla proliferazione di impianti di questo tipo e credo che la
stragrande maggioranza della popolazione la pensi come me, non a caso sono sorti
infiniti comitati. E l'occupazione, allora? Va salvaguardata: i lavoratori vanno
riqualificati e nuovamente reinseriti nel mondo del lavoro, che potrà anche non essere
il solito: per questo bisogna darci tutti da fare. Certo è che se il Casinò di Bagni di

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Lucca divenisse reale, a regime, e non solo virtuale come oggi, quelle centinaia di
posti di lavoro da reperire non sarebbero certo un problema.

EL TORO

LUCCA– Suggestivo percorso quello proposto dal Lucca Center of Contemporary


Art, ove la mistica dell'Uomo Toro sembra nuovamente farsi strada dall'antico
passato per erompere nel presente. Tori sbuffanti, tori possenti, tori inferociti,
meditativi, in calore, silenti o protagonisti della propria sorte. La figura dell’animale
risulta idealizzata, posta come metafora dell’essere umano, protagonista di una
corrida come l’uomo nella propria vita, al centro dell’azione, pronto a ribellarsi
davanti al suo carnefice o a subire passivamente la propria situazione. Ci troviamo di
fronte ad un dilemma esistenziale: andare incontro agli eventi, rischiando di vivere la
vita da protagonisti, o rimanere in disparte, guardando il mondo da una prigione
ovattata dalla quale tutto è meravigliosamente sbiadito? Abbiamo di che riflettere
sull’importanza delle nostre scelte: osservare è come guardarsi dentro e divenire
artefici del proprio destino.

Di fronte alle teste di


toro, ognuno ha la
possibilità di percepire una semplice forma oppure di vedere un percorso, un iter da
intraprendere. Un po’ come nella vita quando, in poco tempo, dobbiamo prendere una
decisione che offrirà alcune opportunità e ne precluderà altre. Ogni testa animalesca è
una scelta, ovvero una certezza raggiunta e una rinuncia fatta, d’altronde arriva il
momento in cui è necessario “tagliare la testa al toro”. Scegliere è andare oltre, non
farlo significa rimanere con un rimpianto. Luci del destino, lampadari onnipresenti,
odore di sangue e di stalla, possibilità di toccare con mano il cuore del toro nella buia

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stanza. Mistico procedere nel confessionale come sulla sedia davanti all'animale che
carica. Inquietudine e sangue del sacrificio che ci porta per assonanza allo Stephen
King di "Rose Madder": Rose, maltrattata dal marito poliziotto e psicopatico alla
fine decide di ribellarsi per un particolare, il più insignificante tra le dimostrazioni di
violenza del marito: una piccola goccia di sangue sul lenzuolo, che però fa traboccare
il fatidico vaso. Tra ricoveri per mogli maltrattate ed escursioni nel mondo al di là di
un quadro, Rose potrà trovare la soluzione ai suoi problemi legati ad entrambe le
realtà e potrà finalmente sconfiggere il marito, letteralmente tramutatosi in un mostro
mitologico, simile al Minotauro. Del Toro si innamorò Pasifae, moglie di Minosse,
che, unendosi a lui, generò il Minotauro, metà uomo e metà toro. Le icone del
sacrificio del Toro si mescolano con quelle delle religioni cattolica e buddhista, ma è
il neopaganesimo del Dio Toro qui a farla da padrone. Nella Divina Commedia il
Minotauro è posto a guardia del girone dei violenti, perché nel mito greco esso
simboleggia proprio la parte istintiva e irrazionale della mente umana, quella che ci
accomuna agli animali (la «matta bestialità») e ci rende inconsapevoli. I violenti sono
proprio quei peccatori che hanno peccato cedendo all'istinto e non hanno seguito la
ragione. Per la teologia cristiana rappresenta un grave peccato, perché mentre agli
animali non si può dare alcuna colpa, perché fanno ciò che è necessario per
sopravvivere e nulla più, l'uomo dovrebbe usare la ragione per non compiere atti di
pura crudeltà. La scena di Virgilio che vince il Minotauro rappresenta
allegoricamente il trionfo della ragione sull'istinto. Per gli antichi egizi fin dalla I
dinastia il culto del toro Apis è vivo come divinità rurale simbolo della generazione e
della forza fecondatrice. Adorato a Menfi, fu presto assimilato a Ptah, patrono della
città, di cui fu riconosciuto come incarnazione. A Ra, Apis deve il disco solare
piantato, con l'ureus tra le sue corna. I sacerdoti di Apis a Menfi, conosciuti
durante l'Antico Regno come "Bastoni di Apis" battevano la campagna alla ricerca
del toro recante il marchio divino, marchio che doveva essere presente su più parti del
corpo dell'animale. Lo scopo era quello di fare di esso il successore dell'Apis
regnante. Quando un Apis moriva, veniva sepolto secondo un rituale preciso, dopo
essere stato sottoposto a mummificazione. Al termine del cerimoniale funebre, veniva
calato nei sotterranei del Serapeum, dove andava a raggiungere le precedenti
incarnazioni del dio. Veniva allora posto sul trono il nuovo Apis, fatto che costituiva
un'occasione di festa. Dopo essere stato mostrato al popolo, il toro divino veniva
condotto nel santuario, dove era destinato a vivere con il suo harem di giovenche, per
non uscire più se non in occasioni di processioni che richiedessero la sua presenza.
Oltre a ricevere offerte dai fedeli, nell'Apeion, il Dio Toro rendeva anche responsi in
qualità di oracolo. Flash-back forniti da questa mostra-istallazione-percorso-mistico-
riflessivo: l'Uomo Toro che è in noi, potrebbe anche risvegliarsi tra icone e uso della
foglia d'oro e del pellame, tra quadri e sculture, tra la carnalità più sudamericana e le
nostre strade...
− Al Lu.C.C.A. Lucca Center of Contemporary Art: Luci del destino | Lights of

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destiny di Christian Balzano dal 13 Dicembre 2009 al 14 Febbraio 2010.

L'INFELICITÀ PERFETTA

LUCCA– Mercoledì 16 dicembre alle ore 17 presso la Casermetta di Porta Santa


Maria, Passeggiata delle Mura Urbane, per il ciclo “al bridge con l'Autore”
organizzato dalla cesareviani con il patrocinio del Comune di Lucca, vi sarà la
presentazione de “L’infelicità perfetta” di Marco Ciaurro, Società Editrice Fiorentina,
2009. Introduzione a cura di Vittorio Baccelli. Una lunga cavalcata nella cultura
occidentale, fatta con microracconti di poche righe. Una forma letteraria poco usata
in Italia e per questo nuova, vitale, brillante. Questo libro usa tutti i registri narrativi,
dall'invenzione alla cronaca, dall'autobiografia al racconto filosofico, fino alla prosa
poetica, con una scrittura asciutta, piena di senso e ironia. In queste brevissime storie
si incrociano destini umani, si addensano riflessioni ultime. Il bello si scopre nella
compattezza di una scrittura frugale, sempre lucida e impietosa, dove la morte va
spesso incontro ai protagonisti in modo paradossale e ambiguo. Perché la vita è più
complessa delle nostre memorie, e l'esistenza mal sopporta la riducibilità alla netta
comprensione. Marco Ciaurro, nato a Taranto nel 1964, vive nella campagna
lucchese. È laureato in filosofia. Ha pubblicato La stanza dei fili (2000) e sta curando,
insieme a Manlio Iofrida, Les intellectuelles en question di Maurice Blanchot. È
segretario del Premio dei Lettori di Lucca dal 2006.

NON È VERO MA CI CREDO

“Non è vero ma ci credo”, questo il titolo dell'imponente scultura-toro firmata


dall'artista livornese Christian Balzano, che da martedì 15 dicembre campeggia in
piazza degli Scalpellini, slargo da cui si accede alla celebre piazza Anfiteatro di
Lucca. L'installazione è parte integrante della mostra “Christian Balzano. Luci del
destino”, inaugurata al Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art domenica 13
dicembre e che andrà avanti fino al prossimo 14 febbraio (data in cui verrà rimossa
anche la scultura dalla piazza). “L'idea di una scultura posta all'esterno del museo –
sottolinea Christian Balzano - serve a far vivere e fruire l'opera d'arte in maniera più
vera. È un modo per togliere i cordoni che solitamente separano il fruitore dall'opera:
non c'è solo la possibilità di vedere, ma anche di toccare”. Il protagonista
dell'installazione nella piazza lucchese è un toro dorato, soggetto tra i più amati
dall'artista, che campeggia al centro dello spiazzo con le zampe rivolte verso l'alto,
come se si fosse appena “ribaltato”. La scultura è stata esposta per la prima volta a
Milano nel marzo 2008 per poi fare tappa, nel corso dello stesso anno, al Lido di

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Venezia, Chiavenna, fino ad arrivare a Lucca. Il progetto di creare una grande


scultura con l'immagine del toro è nata a Milano, da un mosaico che si trova sul
pavimento della famosa Galleria Vittorio Emanuele. Per augurarsi una buona sorte,
chi si trova a passare accanto al mosaico compie un rito scaramantico: col tacco delle
scarpe sui testicoli del toro, gira su se stesso per tre volte consecutive. Il gesto
dovrebbe portare virilità agli uomini e più in generale fortuna. “Da qui – racconta
l'artista – mi è venuta l'idea di creare un grande toro, una figura che si ricollegasse al
tema del destino e della predestinazione. Ho tirato fuori dal mosaico il toro e l'ho reso
'vivo' così che tutti possano usufruire in un modo alternativo dei suoi 'attributi'
toccandolo”. La scultura, del peso di 400 chili, realizzata interamente in resina, è
lunga 3 metri e 70 centimetri, alta 2 metri e 10, e larga 1 metro e 65. “È molto
interessante e suggestivo – ribadisce il presidente della Fondazione Lu.C.C.A.,
Angelo Parpinelli - portare l'arte contemporanea nel quotidiano e in mezzo alle
persone. Si tratta di un'operazione che rafforza la filosofia del nostro museo ovvero
quella di condividere e percepire in modo collettivo l'arte della nostra
contemporaneità che va non solo guardata, ma vissuta”.

ACCENTI DIVERSI, STORIE DIVERSE


SABATO 19 DICEMBRE A SAN MINIATO – VITTORIO BACCELLI TRA I
CAOAUTORI
Un viaggio attraverso l'Italia con le sue tradizioni, le sue culture, i suoi 'accenti
diversi' Questo viaggio inizia partendo da un piccolo paesino di mare situato sulla
costa ionica calabrese, Camini, e da qui strada facendo, presi per mano dagli autori,
siamo portati in diverse regioni a conoscere molte storie che effettivamente fanno
parte della nostra vita quotidiana. Attraverso le loro fantastiche storie, i nostri autori
ci hanno dato un saggio della loro bravura, ma allo stesso tempo, con i loro scritti, ci
hanno fatto conoscere culture diverse, radicate al posto dove siamo nati, posti che al
primo impatto si differenziano tra loro per la cadenza degli accenti che caratterizzano
il suono della voce. Nel racconto di Vittorio Baccelli, un incontro ravvicinato, tra
realtà dubbi e fantasia. Sabato 19 ci sarà la presentazione dell'Antologia a San
Miniato (PI). La presentazione si terrà, con il supporto del Comune, presso il circolo
Arci di Isola ( piccola frazione di San Miniato) alle ore 18,00.Nell'antologia racconti
di Francesco Galeota, Mariella Musitano, Silvana Ferrario, Katia Croci, Francesco
Meccariello, Anna Rossetto, Gian Battista Taddei, Vittorio Baccelli, Marco Sessi,
Simona Vassetti, Annalisa Maria Alessandra Margiotta, Antonio Caiulo, Martino
Piras, Maddalena Farruggia, Teresa Regna, Andrea Saviano, Selene Coccato,
Maristella Occhionero, Andrea Michele Vincenti, Marisa Amadio, Virginia
Alessandri, Sergio De Angelis. La presentazione dell'Antologia sarà a cura del
giornalista, collaboratore del "Tirreno", Riccardo Cardellicchio e Pietro Gerardo
Violi. Durante la serata saranno letti alcuni brani dell'antologia dalla viva voce di

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alcune attrici facenti parte d'una nota compagnia teatrale. La serata sarà oltremodo
allietata ed onorata dalla presenza, già confermata, di Pietro Gerardo Violi, coautore.
Il nome di Pietro Gerardo Violi è legato a quello di Padre Pio: prima per avere
lavorato come medico per tutta la vita all'ospedale di San Giovanni Rotondo e poi per
avere contribuito scientificamente alla beatificazione del Santo.

NATALE AL LU.C.C.A CON NOTES COLOUR

Il 23 dicembre ci saranno gli auguri del museo con un'anteprima del cd musicale by
Meme Lucarelli. Il Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art vuole augurare
Buon Natale con un particolare evento musicale: Meme Lucarelli suonerà due pezzi
del cd “Notes Colour”, colonna sonora creata appositamente per la mostra “Christian
Balzano. Luci del destino”. A partire dalle ore 18, i visitatori avranno l'opportunità di
ascoltare dal vivo due tracce delle otto già messe in audio in tutto il museo. Per
l'occasione, il disco sarà in vendita presso il bookshop del Lu.C.C.A. al prezzo
promozionale di 10 euro, e alle persone che lo acquisteranno Meme Lucarelli e
l'artista Christian Balzano autograferanno rispettivamente la cover del cd e il poster
contenuto al suo interno. Il cd, che rimarrà in vendita per tutta la durata della mostra,
è stato prodotto interamente dal Lu.C.C.A. e registrato da Mirko Latino negli studi
Abbey Fede Studio di Lucca e mixato da Giacomo Luporini al Lupo Studio Records
di Lucca. Alla realizzazione hanno partecipato come special guest molti musicisti
lucchesi con il sostegno di Jam Centro Musica Moderna, Punto Musica e Discoring.
“Notes Colour” è un esempio di alta produzione musicale low cost unica nel settore.
La serata del 23 dicembre darà l'opportunità di dialogare con due artisti, militanti in
discipline diverse, che hanno unito le loro capacità creative per un unico progetto
culturale. L'evento, che anticipa il concerto su invito che Meme Lucarelli terrà al
Lu.C.C.A. il 16 gennaio 2010, darà anche la possibilità di visitare la mostra di
Balzano fino alle 21,30.

NONO CONVEGNO UFOLOGICO TOSCANO

LUCCA– Una notizia è rimbalzata sul web e, lascia perplessi, almeno tutti coloro che
nella nostra città da anni seguono le vicende legate all'ufologia. Dopo 8 anni
l'amministrazione comunale di Lucca avrebbe negato il patrocinio all'associazione
Shado che si occupa di ufo e il 9° Convegno Ufologico Toscano si terrà altrove. Il
convegno è ancora una volta organizzato dal Gruppo Ricerche Ufologiche Shado, e la
realizzazione sarebbe stata messa in pericolo da questa retromarcia del Comune di
Lucca. Vero? Falso? Comunque si susseguono gli interventi su questa notizia e un
lettore si chiede: ”Io non ho nulla contro gli ufo e chi se ne occupa, quindi non ho un'
opinione sulla scelta di Lucca di tagliare lo studio degli extraterrestri. Credo che
ormai queste cose siano superate, anche se ogni tanto qualcuno le tira fuori, come la

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moglie del primo ministro giapponese che ha dichiarato di essere stata rapita dagli
alieni 16 anni fa. Una domanda è interessante: quanti a Lucca credono agli alieni e
alle forme di vita nello spazio?”
A parte il fatto che nelle passate edizioni il Convegno Ufologico tenutosi a Lucca
ebbe una risonanza mediatica nazionale, vorrei rispondere nel merito di quanto
affermato e dimostrare che la tematica ufo è ormai da decenni parte del tessuto
culturale lucchese. Personalmente gli ufo li ho visti più volte e proprio a Lucca, da
piazza San Michele con altre decine di persone, o sugli spalti delle Mura davanti al
campo Balilla, con centinaia di persone, o dietro il palazzaccio INA assieme ad un
giornalista lucchese - ne ho parlato spesso nei miei racconti: ma come mai questo
rifiuto di patrocinare in città il Convegno?
A Lucca Comics (allora si chiamava “Salone dei comics”), alla fine degli anni ’70 nel
corso di un’intervista nella quale gli si chiedeva perché non pubblicasse mai autori
italiani e perché le storie di fantascienza non erano mai ambientate in Italia, Carlo
Fruttero che all’epoca assieme a Lucentini era curatore di Urania, per esprimere
efficacemente il concetto che la fantascienza italiana mai avrebbe avuto la possibilità
di competere con quella americana e, per proclamare una sorta d’incapacità congenita
da parte degli scrittori italiani ad essere buoni autori di fantascienza, dichiarò
pubblicamente che un disco volante avrebbe plausibilmente potuto atterrare a New
York, a Londra, a Pechino, a Mosca, ma a Lucca mai!
Fu così che in risposta a quanto affermato da Fruttero scrissi il racconto “Il furto” ove
un disco volante atterrava proprio a Lucca! Questo racconto fu subito pubblicato da
Bruno Baccelli su “Re Kong” e su “La rivolta degli straccioni” che allora editavo.
Successivamente vide la luce su “L’anima delle cose” (di Baccelli e Bocconi,
Tipografica Pistoiese, Pistoia 1980) ed ebbe pure una traduzione in inglese apparsa
non ricordo dove. Venti anni dopo rimaneggiai il testo che assunse il titolo di
“Fortuna” e apparve su le mie “Storie di fine millennio” (ed. Prospettiva, 2000
Civitavecchia) ristampate anche dall’OLFA di Ferrara e dal “Progetto Siderurgiko” di
Rionero sempre nello stesso anno, e poi trasformate in un e-book ancora scaricabile
da diversi siti in rete. Inoltre Fortuna, sempre nel 2000 apparve nella “Antologia di
Autori Lucchesi”, edita dalla “Cesare Viviani”e anche in “Fantastica Lucca” nel 2007
sempre edita dalla “Cesare Viviani”. Da ricordare che l’editore Perseo ha pubblicato
un’antologia di autori italiani dal titolo “A Lucca mai!”a cura di Ugo Malaguti e
Mario Tucci. Ma ritornando alla notizia iniziale, è vero che il Comune di Lucca ha
negato il patrocinio al Convegno Ufologico? E se sì, quali sono le motivazioni?

GLI ULTIMI DUE INCONTRI

LUCCA - Per il ciclo al bridge con l'Autore organizzato dalla cesareviviani con il
patrocinio del Comune di Lucca, mercoledì 23 dicembre alle ore 17.00 presso la
Casermetta Santa Maria delle Mura Urbane, Claudia Mei e Maria Rosa Foscarini

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presenteranno i loro editi e inediti. Trattandosi dell'ultimo incontro del 2009,


l'associazione invita tutti i soci, gli amici di Facebook e i simpatizzanti vari a
partecipare alla compilazione in diretta, da parte del comitato scientifico, del
calendario degli incontri gennaio-giugno 2010. Ognuno potrà proporre un testo, un
evento, un'idea per i pomeriggi a venire, da aggiungere alle proposte già pervenute
nel corso dell'anno. Chi, per vari motivi, non ce la facesse ad essere presente sarà in
grado comunque di intervenire, per esempio, su Facebook, con un suggerimento, che
potrebbe essere anche la presentazione di una propria opera. Ogni segnalazione è
bene che venga corredata con una piccola scheda dell'iniziativa che si propone di
presentare. Un'occasione questa per ribadire lo spirito di apertura e collaborazione
che l'associazione persegue da anni dando la possibilità di farsi conoscere a molti
autori, solitamente ignorati dai salotti ufficiali e non, per motivi non certo artistici. La
cesareviviani ricorda inoltre che martedì 22 alle ore 18.00, alle Chiavi d'Oro, Mario
Pellegrini condurrà una serie di letture natalizie composte in dialetto lucchese.

CHRISTIAN BALZANO

LUCCA – Adesso che la morsa di neve e ghiaccio attorno alla città si è allentata,
anche se ha lasciato il posto alle piogge, si sono rivisti i turisti con ombrelli e
macchine fotografiche digitali che hanno ripreso a girare per le strade medioevali.
Una tappa d'obbligo è l'Anfiteatro e sono in molti quelli che sono rimasti incuriositi
dal toro dorato posto in piazza degli Scarpellini, sì che ieri mattina era circondato da
turisti curiosi che lo stavano fotografando. Ma l'assenza di indicazioni, forse voluta,

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ha spinto i curiosi a chiedere di cosa si trattasse. E le domande non sono rimaste


senza risposta: “Non è vero ma ci credo”, questo è il titolo dell'imponente scultura-
toro firmata dall'artista livornese Christian Balzano, che campeggia nella piazza
adiacente all'Anfiteatro. L'installazione è parte integrante della mostra “Christian
Balzano - Luci del destino”, inaugurata nei giorni scorsi al Lu.C.C.A. - Lucca Center
of Contemporary Art e che sarà fruibile fino al prossimo 14 febbraio (data in cui
verrà rimossa anche la scultura dalla piazza). “L'idea di una scultura posta all'esterno
del museo – sottolinea Christian Balzano - serve a far vivere e fruire l'opera d'arte in
maniera più vera. È un modo per togliere i cordoni che solitamente separano il
fruitore dall'opera: non c'è solo la possibilità di vedere, ma anche di toccare”. Il
protagonista dell'installazione nella piazza lucchese è un toro dorato, soggetto tra i
più amati dall'artista, che campeggia al centro dello spiazzo con le zampe rivolte
verso l'alto, come se si fosse appena “ribaltato”. La scultura è stata esposta per la
prima volta a Milano nel marzo 2008 per poi fare tappa, nel corso dello stesso anno,
al Lido di Venezia, a Chiavenna, fino ad arrivare a Lucca. Il progetto di creare una
grande scultura con l'immagine del toro è nata a Milano, da un mosaico che si trova
sul pavimento della famosa Galleria Vittorio Emanuele. Per augurarsi una buona
sorte, chi si trova a passare accanto al mosaico compie un rito scaramantico: col tacco
delle scarpe sui testicoli del toro, gira su se stesso per tre volte consecutive. Il gesto
dovrebbe portare virilità agli uomini e più in generale fortuna. “Da qui – racconta
l'artista – mi è venuta l'idea di creare un grande toro, una figura che si ricollegasse al
tema del destino e della predestinazione. Ho tirato fuori dal mosaico il toro e l'ho reso
'vivo' così che tutti possano usufruire in un modo alternativo dei suoi 'attributi'
toccandolo”. La scultura, del peso di 400 chili, realizzata interamente in resina, è
lunga 3 metri e 70 centimetri, alta 2 metri e 10, e larga 1 metro e 65. “È molto
interessante e suggestivo – ribadisce il presidente della Fondazione Lu.C.C.A.,
Angelo Parpinelli - portare l'arte contemporanea nel quotidiano e in mezzo alle
persone. Si tratta di un'operazione che rafforza la filosofia del nostro museo ovvero
quella di condividere e percepire in modo collettivo l'arte della nostra
contemporaneità che va non solo guardata, ma vissuta”.
E molti incuriositi dalla scultura si sono recati allo Stellario per visitare la mostra di
cui la scultura è figlia. Suggestivo percorso quello proposto dal Lucca Center of
Contemporary Art, ove la mistica dell'Uomo Toro sembra nuovamente farsi strada
dall'antico passato per erompere nel presente. Tori sbuffanti, tori possenti, tori
inferociti, meditativi, in calore, silenti o protagonisti della propria sorte. La figura
dell’animale risulta idealizzata, posta come metafora dell’essere umano, protagonista
di una corrida come l’uomo nella propria vita, al centro dell’azione, pronto a
ribellarsi davanti al suo carnefice o a subire passivamente la propria situazione. Ci
troviamo di fronte ad un dilemma esistenziale: andare incontro agli eventi, rischiando
di vivere la vita da protagonisti, o rimanere in disparte, guardando il mondo da una
prigione ovattata dalla quale tutto è meravigliosamente sbiadito? Abbiamo di che

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riflettere sull’importanza delle nostre scelte: osservare è come guardarsi dentro e


divenire artefici del proprio destino. Di fronte alle teste di toro, ognuno ha la
possibilità di percepire una semplice forma oppure di vedere un percorso, un iter da
intraprendere. Un po’ come nella vita quando, in poco tempo, dobbiamo prendere una
decisione che offrirà alcune opportunità e ne precluderà altre. Ogni testa animalesca è
una scelta, ovvero una certezza raggiunta e una rinuncia fatta, d’altronde arriva il
momento in cui è necessario “tagliare la testa al toro”. Scegliere è andare oltre, non
farlo significa rimanere con un rimpianto. Luci del destino, lampadari onnipresenti,
odore di sangue e di stalla, possibilità di toccare con mano il cuore del toro nella buia
stanza. Mistico procedere nel confessionale come sulla sedia davanti all'animale che
carica. Inquietudine e sangue del sacrificio che ci porta per assonanza allo Stephen
King di "Rose Madder": Rose, maltrattata dal marito poliziotto e psicopatico alla
fine decide di ribellarsi per un particolare, il più insignificante tra le dimostrazioni di
violenza del marito: una piccola goccia di sangue sul lenzuolo, che però fa traboccare
il fatidico vaso. Tra ricoveri per mogli maltrattate ed escursioni nel mondo al di là di
un quadro, Rose potrà trovare la soluzione ai suoi problemi legati ad entrambe le
realtà e potrà finalmente sconfiggere il marito, letteralmente tramutatosi in un mostro
mitologico, simile al Minotauro. Del Toro si innamorò Pasifae, moglie di Minosse,
che, unendosi a lui, generò il Minotauro, metà uomo e metà toro. Le icone del
sacrificio del Toro si mescolano con quelle delle religioni cattolica e buddhista, ma è
il neopaganesimo del Dio Toro qui a farla da padrone. Nella Divina Commedia il
Minotauro è posto a guardia del girone dei violenti, perché nel mito greco esso
simboleggia proprio la parte istintiva e irrazionale della mente umana, quella che ci
accomuna agli animali (la «matta bestialità») e ci rende inconsapevoli. I violenti sono
proprio quei peccatori che hanno peccato cedendo all'istinto e non hanno seguito la
ragione. Per la teologia cristiana rappresenta un grave peccato, perché mentre agli
animali non si può dare alcuna colpa, perché fanno ciò che è necessario per
sopravvivere e nulla più, l'uomo dovrebbe usare la ragione per non compiere atti di
pura crudeltà. La scena di Virgilio che vince il Minotauro rappresenta
allegoricamente il trionfo della ragione sull'istinto. Per gli antichi egizi fin dalla I
dinastia il culto del toro Apis è vivo come divinità rurale simbolo della generazione e
della forza fecondatrice. Adorato a Menfi, fu presto assimilato a Ptah, patrono della
città, di cui fu riconosciuto come incarnazione. A Ra, Apis deve il disco solare
piantato, con l'ureus tra le sue corna. I sacerdoti di Apis a Menfi, conosciuti
durante l'Antico Regno come "Bastoni di Apis" battevano la campagna alla ricerca
del toro recante il marchio divino, marchio che doveva essere presente su più parti del
corpo dell'animale. Lo scopo era quello di fare di esso il successore dell'Apis
regnante. Quando un Apis moriva, veniva sepolto secondo un rituale preciso, dopo
essere stato sottoposto a mummificazione. Al termine del cerimoniale funebre, veniva
calato nei sotterranei del Serapeum, dove andava a raggiungere le precedenti
incarnazioni del dio. Veniva allora posto sul trono il nuovo Apis, fatto che costituiva

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un'occasione di festa. Dopo essere stato mostrato al popolo, il toro divino veniva
condotto nel santuario, dove era destinato a vivere con il suo harem di giovenche, per
non uscire più se non in occasioni di processioni che richiedessero la sua presenza.
Oltre a ricevere offerte dai fedeli, nell'Apeion, il Dio Toro rendeva anche responsi in
qualità di oracolo. Flash-back forniti da questa mostra-istallazione-percorso-mistico-
riflessivo: l'Uomo Toro che è in noi, potrebbe anche risvegliarsi tra icone e uso della
foglia d'oro e del pellame, tra quadri e sculture, tra la carnalità più sudamericana e le
nostre strade...

GLI UFO AD ALTOPASCIO

Come anticipato dal nostro giornale il IX Convegno Ufologico Toscano, non si è


svolto a Lucca, ma ad Altopascio. Si è trattato del primo incontro di questo genere
realizzato in questa cittadina, dato che lo storico convegno è finito in "trasferta" dopo
ben otto (più un numero zero) edizioni realizzate a Lucca. Il convegno è stato ancora
una volta organizzato dal Gruppo Ricerche Ufologiche Shado, e la realizzazione non
è stata assolutamente scontata, dato che ormai si era data per annullata l'edizione
2009, essendo venuta meno la sponsorizzazione del Comune di Lucca. Si deve infatti
ringraziare la lungimiranza e la disponibilità dell'assessore alla cultura del Comune di
Altopascio, Nicola Fantozzi, se gli appassionati hanno potuto assistere anche
quest'anno alle varie e interessanti relazioni di ricercatori provenienti dalla Toscana e
da altre parti d'Italia. Rapimenti alieni, ufo nello spazio, fenomeni anomali, si è
parlato di tutto questo e di più; i lavori si sono tenuti nei locali suggestivi della Sala
Mediateca, in piazza Ospitalieri, nel centro di Altopascio e presso il Comune stesso, e
le relazioni, tutte molto documentate e ricche di immagini e video, hanno proposto le
ultime novità in fatto di ricerca ufologica e sperimentazione, tra i relatori è
intervenuto Roberto Pinotti, segretario generale del Centro Ufologico Nazionale, la
maggiore e più qualificata associazione di ricerca privata sul fenomeno degli oggetti
volanti non identificati meglio conosciuti come ufo. Pinotti ha presentato il suo
ultimo lavoro letterario, "Alieni: Un contatto annunciato" ultimo di una lunga serie di
titoli iniziata nel 1974 con i "Visitatori dallo Spazio". Hanno condotto l'evento
Moreno Tambellini e Maurizio Rossi, entrambi del gruppo Shado. Sempre riguardo
all'avvenuto cambio di località e al maltempo di questi giorni, Moreno Tambellini ci
ha dichiarato: “Il Comune di Lucca probabilmente ha dovuto fare delle scelte relative
al suo budget annuale in merito alla cultura. Ha pensato così, non di impedire la
realizzazione del convegno, ma di chiederci il pagamento di una sala adibita (Pia
Casa o Villa Bottini). Ovviamente noi non potevamo permetterci di sborsare cifre di
quella entità e così in un primo momento avevamo deciso di chiudere con l'ottava
edizione questo evento, poi però stimolati da vari amici ci siamo mossi e abbiamo
trovato, anche grazie ad una solerte collaboratrice del CUN e alla lungimiranza
dell'assessore Fantozzi una sistemazione presso il Comune di Altopascio. Sì il

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convegno si è tenuto regolarmente (non poteva essere altrimenti), ovviamente la


presenza dei relatori provenienti da varie parti d'Italia e del pubblico è stata
fortemente condizionata dal maltempo, ma posso con certezza asserire che chi ha
avuto il coraggio di muoversi e arrivare fino da noi era sicuramente interessato al
tema.” Mentre auguriamo una continuità a questo interessante evento, ricordiamo
ancora una volta il titolo scaramantico e profetico dell'antologia pubblicata da Perseo
Libri: “A Lucca mai!”

CALENDARIO AL BRIDGE 2010

LUCCA - E' stato varato il calendario della rassegna letteraria "al bridge con
l'Autore" per i mesi gennaio/giugno del 2010. La rassegna è organizzata
dall'associazione Cesareviviani e si tiene tutti i mercoledì non festivi dalle ore 17.00
alla Casermetta Santa Maria delle Mura Urbane. Sono previsti 23 incontri che
coinvolgeranno 25 autori con la presentazione di 18 nuovi libri. Saranno 5 i
pomeriggi dedicati alle libere letture, mentre sarà mantenuta la riflessione sulla
Giornata della Memoria e verrà ampiamente osservata la Giornata Nazionale per la
Promozione della Lettura. Anche quest'anno un programma di spessore che vedrà
autori noti avvicendarsi con esordienti, come è d'altronde la politica culturale di
questa associazione. Saranno graditi ospito Alberto Rizzi e Rolando Zucchini.

L'ALLUVIONE

Può anche darsi che dica cose sbagliate, in questo caso correggetemi. Penso che vi
siano anche delle cause umane ad aver creato questo evento calamitoso. Alla base di
tutto sta il fatto che dopo una abbondante nevicata, la temperatura si è rialzata in
maniera abnorme ed è cominciato a piovere alla grande. Questo il fatto iniziale
imputabile al solo dio pluvio, però ci sono altre due cause che mi frullano per la testa.
1. non si sono monitorati a sufficienza gli argini: se sono lì da cento anni, non è detto
che restino integri per sempre, sono arrivate anche le nutrie nel frattempo.. questo
compito era pertinenza della Provincia?
2. si è attuata una deforestazione selvaggia dell'alveo del fiume: deforestazione che è
andata anche contro il mantenimento delle bellezze naturali. Il lungofiume è divenuto
uno squallido scenario da disastro ambientale: e il disastro ambientale è arrivato
puntuale poche ore dopo. Una massa d'acqua, molto rilevante ma simile a quelle
assorbite anni addietro, non trovando gli alberi a rallentarla, si è riversata a tutta
velocità contro gli argini, disastrandoli. Gli alberi lungo l'alveo del fiume dovevano
esser sfoltiti, abbattuti quelli che potevano esser portati via dalle piene, tolti quelli già
caduti: non fare tabula rasa come è stato fatto. Deforestazione è uguale a disastro

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ambientale: si legge sui libri, e questo è avvenuto.

L'ULTIMA FATICA DI STELVIO MESTROVICH

LUCCA - Per i tipi prestigiosi dell'Editore Carabba di Lanciano, è in libreria l'ultima


fatica di Stelvio Mestrovich “Vita e opere dei compositori dimenticati dal 1600 al
1900” che segue di due anni il romanzo giallo "Delitto in casa Goldoni" pubblicato
anch'esso con la stessa casa editrice. Quest'ultima opera non vuole essere una piccola
enciclopedia di compositori un tempo famosi e poi dimenticati o quasi, bensì un libro
che, senza pretese di giudizi tecnici, ha un unico intendimento: fare conoscere "ai
più", in particolare modo "ai non addetti ai lavori", la vita dei compositori presi in
esame (il quadro non è completo, molti grandi nomi mancano ancora all'appello e
saranno studio di una futura pubblicazione), le loro gioie, i loro dolori, i trionfi e i
fiaschi, insomma la loro umanità, prima delle opere che, volenti o nolenti, hanno
caratterizzato positivamente lo scenario musicale di quasi tre secoli. Stelvio
Mestrovich da tanti anni ormai lucchese d'adozione, è musicologo del tardo barocco,
con particolare conoscenza della vita e delle opere di Antonio Salieri (grazie alla sua
tenacia, nel 2000, è stata posta a Vienna una lapide commemorativa sulla facciata
della casa in Goettweihergasse n. 1, in cui il compositore legnaghese visse per oltre
trent’anni), di Anton Diabelli, di Pietro Alessandro Guglielmi, di Andrea Luca
Luchesi, di Baldassare Galuppi e di altri ancora. Sempre da una iniziativa di
Mestrovich è nata l’idea di intitolare al direttore d’orchestra e compositore triestino
Victor De Sabata il ridotto del Teatro Giuseppe Verdi” di Trieste. Relativamente alla
musica, Mestrovich ha pubblicato i libri "Appunti di archeologia musicale”, Pagnini e
Martinelli Editori, Firenze 2002 e "W. Mozart, il Cagliostro della Musica", Edizioni
Portaparole, Roma. Mestrovich è anche un romanziere ed esordisce nella narrativa
gialla, dopo avere pubblicato due romanzi in forma di diario e cioè “Suor Franziska”
e “Il diario di Lucida Mansi”, creando il personaggio dell’ispettore capo della Polizia
di Stato Giangiorgio Tartini, al quale ha trasmesso la conoscenza della musica
classica e l’amore per Venezia e che lo vede protagonista de “La sindrome di Jaele”
Edizioni Kimerik, di “Venezia rosso sangue”Dario Flaccovio, 2004 e “Delitto in Casa
Goldoni” Editore Carabba. In città il libro è già disponibile presso la Libreria
“Tuttolibri-Mondadori per Voi” snc, Via Roma 18, Lucca.

CAHEN – ULTIMI GIORNI

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LUCCA – Fino al 10 gennaio è ancora visitabile la mostra delle opere di Robert


Cahen allestita nelle sale della Fondazione Ragghianti nel complesso di San
Micheletto con ingresso gratuito. Sono presenti undici installazioni allestite e
presentate in modo impeccabile negli spazi della Fondazione. L’acqua e il ghiaccio,
in questi giorni fortemente presenti in lucchesia, tornano come temi ricorrenti nei
lavori di Cahen. Infatti la vera tomba, quella che davvero avvolge nel gelo della
morte, e rende tutto diafano, bianchissimo, dai contorni sfumati e dai tratti
evanescenti sembra proprio essere lui, il ghiaccio: il ghiaccio eterno. Ma vediamo
una ad una le undici istallazioni.
1. Suaire (sudario). Una tela sospesa a mezz’aria dove si susseguono volti
evanescenti come intravisti attraverso una cascata di nulla. I volti appaiono,
scompaiono e battono le palpebre. A terra un cerchio di ghiaino bianco, come
segno lasciato da civiltà diverse. Un ground zero, una premonizione sul tema
ricorrente nei lavori di Cahen: l’evanescenza delle immagini e delle persone
nel bianco accecante, nel ghiaccio sconfinato.
2. Paysages d’hiver (paesaggi invernali). Cahen ama il ghiaccio, il bianco
accecante, le distese sconfinate del grande nulla. Ma qui ci sono anche i colori
sgargianti dei personaggi che si aggirano al rallentatore negli spazi senza
limiti. È un paesaggio nordico e, potrebbe anche essere estate. Due schermi
contigui su due pareti d’angolo ci ricordano con le loro immagini discordanti
che il tempo può incasinarsi e scorrere a velocità diverse.
3. Attention, ça tourne! (Attenti che gira!). Uno schermo circolare e rotante gira,
la superficie dello schermo è sufficientemente ruvida da far apparire le diverse
velocità allontanarsi dal centro e quindi da provocare una sensazione di
sfasatura rotante e di pittura con colori pastello. Una folla di cinesi in bicicletta
avanza verso l’obiettivo come per travolgerlo, le persone, le biciclette, i volti
sfumano nella rotazione che sembra non avere fine.
4. Horizontales couleurs (colori orizzontali). Righe, diversamente spesse,
variamente distanziate, dipinte, verticali, poi con bande orizzontali...
5. Cartes postales vidéo (cartoline video). Immagini da cartolina si animano
divenendo mini video da affrancare e spedire a casa durante il viaggio.
6. Sept visions (sette visioni). Sette casse da morto realizzate con tavole
assemblate. Sette bare sospese a mezz’aria da cavi d’acciaio e tenute in
posizione da contrappesi. Su un lato di ogni bara c’è una finestrella alla quale
ci si può affacciare per vedere... un monitor all’altra estremità della cassa che
manda un loop d'immagini di quotidianità orientale.
7. Paysage/Passage (Paesaggio/Passaggio). Diciotto monitor posti direttamente
sul pavimento. Tubi catodici con chassis in plexiglas che ci permette di
sbirciare nella loro essenza elettronica. Sui monitor scorrono immagini
elettroniche, a diverse velocità, disturbate/disturbanti di paesaggi ferroviari.
8. Sanaa, passages en noir (Sanaa, passaggi in nero). È un video e avvicinandoci

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alla saletta in cui viene proiettato si odono le note del coro d’apertura della
Passione Secondo Giovanni di Johann Sebastian Bach. Contrariamente alla
modalità dell'autore questa video/installazione non è muta, ma gode di musica
preziosa. Donne vestite di nero da capo a piedi compaiono come in
dissolvenza, fanno qualche passo nel vicolo in cui l'inquadratura è presa, e
prima di uscirne, o prima di entrare in una porta, si dissolvono nel nulla. È la
visione agghiacciante della donna invisibile, sottomessa, rimossa. È un grido
alla liberazione delle donne islamiche...
9. Traversées (attraversamenti). Un grande schermo bianco su una parete bianca
con immagini bianche di persone che lentamente si materializzano in
dissolvenza e camminano verso lo spettatore.
10. Françoise en mémoire (Françoise nella memoria). Primo piano spietato e
impietoso di un’anziana signora con il volto solcato di rughe. Talmente vecchia
e immobile la signora che a tratti sembrano immagini fotografiche invece che
video. A volte accenna un sorriso, o una smorfia, o una parola. Le parole
cadono per terra, rotolano, scivolano via da lei sul pavimento, roteando e
volteggiando, fino a scomparire definitivamente nel nulla. Sono le parole
dell'esistere: Silenzio, Metamorfosi, Sedia, Caso, Scomparsa.
11. Tombe – Tombe (avec les mots) – Le cercle [Tomba – Tomba (con le parole) –
Il cerchio]. Un trittico di video proiettati sulle pareti della sala. La tomba sullo
sfondo, proiettata dal basso, riprende paesaggi di ghiaccio. Uno degli schermi
laterali mostra parole che roteando affondano nel nulla di uno sfondo blu.
Sull’altro schermo di fianco annegano nell’acqua, lentamente trascinati verso il
fondo, oggetti di trovarobato: un berretto, un giocattolo, una Barbie, un guanto,
un vestito; e una ragazza in costume da bagno.

ARTE POSTALE

L’arte postale è sopratutto un lavoro collettivo, ogni mostra alla quale partecipano, di
norma, centinaia d’operatori è un corpus a se stante. Un operatore invia il suo lavoro
ad un altro che postalmente risponde: si crea così un feed-back che è una delle
componenti essenziali della mail art. Altra componente è che la mail art non è solo
un’arte spedita per posta, ma essa viene concepita fin dall’inizio, proprio
espressamente per la posta, dunque non è uno scambio d’immaginine più o meno
artistiche tra operatori. Dalla posta si è poi passati ad altri più sofisticati mezzi di
comunicazione quali telefono, telex, telegrammi, radio, TV, computer, fax ed internet.
Molte sono le motivazioni che hanno contribuito alla creazione d’un circuito
d’interscambio postale, ed una di esse è stata sicuramente la continuazione delle
esperienze underground che si trovavano ovunque in un impasse totale, non sono
mancati tuttavia notevoli agganci con le esperienze delle passate avanguardie

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artistiche, dalla pop art ai situazionisti, infine ad alimentare ulteriormente il circuito


postale vi è stata l’immissione dei giovani poeti, visivi e non, che erano alla ricerca
d’un loro nuovo ruolo e di nuove collocazioni.
L’idea di partenza sulla quale poggiano le teorie mail, è la seguente: non esiste più
l’artista, tutti hanno la possibilità e la capacità d’esprimersi creativamente e
d’immettersi all’interno del circuito, la comunicazione è liberata e tendenzialmente
indipendente dalle istituzioni, dalle mafie culturali o dalle censure capestro di critici e
galleristi. Il medium postale scavalca ogni filtro culturale per aprirsi ad una
comunicazione intima, gratuita, personale, al di fuori d’ogni binario prefissato.
L'interdisciplinarità e la marginalità d’ogni operazione è assoluta, con tutti i risvolti,
negativi e positivi, insiti nell’operazione stessa; la barriera autore/fruitore crolla
definitivamente in quanto il destinatario è stimolato a sua volta a rispondere in
maniera creativa, se viene a mancare l’andata e ritorno il messaggio perde di valore,
se un anello della comunicazione s’interrompe anche la mail art s’interrompe, essa
sussiste se è solo nei due sensi e se poi l’arte postale non circola, non è fruita, pian
piano essa muore. Invii postali, cartoline, xerox, poesie visive, fax, messaggi che
navigano in internet, fanzine, ingolfano l’etere, i cavi ed i sacchi dei nostri già
affaticati postini, così si scriveva almeno fino a qualche anno fa; anche se è
impensabile poter effettuare un censimento globale della mail art, la sua popolazione
è stata stimata dai già citati Michael Crane e Mary Stofflet in Corrispondence Art,
aggirarsi attorno dalle dieci alle ventimila unità nel periodo della fine degli anni
settanta. Se teniamo conto che il numero di esposizioni, progetti e praticanti è
certamente aumentato nel corso del decennio successivo che segna il periodo di
massima espansione della mail art, segnando il passo solo in questi ultimi anni, non
dovrebbe esser troppo lontano dal vero una stima complessiva di almeno cinquanta o
centomila individui che per periodi più o meno brevi di tempo hanno fatto parte della
rete postale, questo almeno è quanto afferma Baroni. Un numero certo troppo elevato
per un qualsiasi gruppo o movimento artistico che voglia presentarsi con una sua
precisa ed unitaria identità, ma anche un numero, in fin dei conti risibile rapportato
alla popolazione del pianeta se vogliamo considerare l’arte postale alla stregua d’un
fenomeno culturale. Se vogliamo invece considerarlo anche in prospettiva statistica,
la mail art è qualcosa d’indefinibile che si colloca a metà strada fra due estremi con
sue caratteristiche peculiari: è molto di più d’una confraternita d’amici di penna, ma
molto di meno di una moda planetaria, risulta impossibile da censire materialmente –
chiunque può inventarsi o scoprirsi mail artista – anche se a ben vedere sono poche
centinaia i networker rimasti attivi in rete per più di un decennio o addirittura poche
decine quelli attivi per due decenni o più. Uno sguardo d’insieme sulla metamorfosi
avvenuta nella scena mailartistica dalle origini ad oggi può servire a questo punto per
dissipare qualche dubbio sulle reali dimensioni del fenomeno. Lasciando da parte i
precursori, di cui si è detto, l’arte per corrispondenza degli anni ’60 è un’attività quasi
carbonara, che si sviluppa più o meno contemporaneamente in diverse parti del

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globo, soprattutto grazie alle liste FLUXUS sia in Europa sia negli USA, alle reti di
corrispondenza tessute da Ray Johnson, ed i contatti fra poeti sperimentali
nell’America Latina. Il fatto che non esistessero ancora modelli a cui conformarsi,
rende la mail art di questo decennio, estremamente varia, fresca ed imprevedibile. Il
numero relativamente ridotto di praticanti permette di mantenere alto il livello di
comunicazione personale, lo scambio intimo ed approfondito. Questi primi praticanti
lo sperimentalismo intermedia si considerano artisti tout court che usano anche il
mezzo postale, a fianco di numerosi altri. Le posizioni mutano con le prime grandi
esposizioni degli anni ’70, che agiscono come veri e propri virus, contagiando ed
ispirando diecine di nuovi praticanti. Il processo poi si replica a catena, dando vita ad
una seconda generazione di operatori che non hanno problemi ad autodefinirsi
specificatamente artisti postali. Si consolida così una serie di consuetudini per quanto
riguarda l’organizzazione di mostre e progetti, cominciano a distinguersi autori
specializzati in particolari aspetti dell’attività postale: timbri, francobolli, cartoline,
buste, ecc. Prende forma anche lo spirito di rete, il senso d’appartenenza ad una
comunità internazionale con la formazione di numerosi gruppi e sottogruppi ad
imitazione della New York Correspondance School. Dopo la metà degli anni ’70,
parallelamente all’esplodere del fenomeno punk, inteso nel suo complesso di
ramificazioni sub-culturali, grafico-visive e comportamentali, oltre che come corrente
musicale, l’arte postale subisce una graduale, ma sostanziale trasformazione: da
espressione in fin dei conti coltivata da una più o meno cerchia d’artisti e poeti
professionisti e semiprofessionisti, si passa ad una pratica allargata che coinvolge
migliaia di persone dei più diversi starti sociali col conseguente disturbo di un buon
numero d’artisti e pionieri del genere, che non vedono di buon occhio questo
processo di popolarizzazione. La crescita del numero di operatori si accompagna ad
una progressiva diffusione dei contatti in paesi diversi da quelli ove la mail art ha
avuto origine. Negli anni ’80 mentre nell’arte ufficiale, dopo le eccentricità dei due
decenni precedenti, le redini tornano saldamente in mano ai mistificatori delle leggi
del mercato, critici, galleristi, mafie culturali, ecc., con un reazionario ritorno in auge
della pittura da cavalletto, transavanguardie, ecc., la strada della mail art diverge
sempre più da quella delle biennali, piene di tele gigantesche e costosissime, ma prive
di aura, cercando invece spazi in aree spiritualmente più affini, privilegiando sempre
la propria miniaturizzazione del mondo all’insegna del "piccolo è bello". Con un’età
media dei praticanti che da 30, 40 dei decenni precedenti, tende ad abbassarsi sui 20,
30 ed anche meno, la terza generazione di arte postale s’avvicina a quelle sub-culture
giovanili che hanno mantenuto in vita attitudini di ricerche interdisciplinari: il mondo
delle fanzine autoprodotte, delle etichette musicali indipendenti, della small press
alternativa, circuiti d’autori impegnati in tendenze artistiche messe in disparte dal
mercato, quali body art, performer, copy art, video art, poesia visiva e concreta, ecc.
fino alle nascenti comunità di hacker e navigatori (cow boy) del cyberspazio.

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LUCCA LIBRI
LUCCA - Venerdì 15 gennaio alle ore 17,30 presso Lucca Libri in Corso Garibaldi,
54 si terrà la rassegna “Quelli che… incontri con i libri, i loro Autori, i Lettori e gli
Editori” per capire dove va la scrittura,se serve ancora e a chi. Qual è oggi il rapporto
tra chi scrive e il mercato culturale? E questo rapporto deve proprio esserci?
Insomma, purezza o compromesso? Uno sciamano, il narratore, oppure un onesto
artigiano che lavora con le parole e le storie? Tutto questo e altro ancora nel primo
incontro della rassegna organizzata da Libreria Lucca Libri e Daris libri e stampe.

MISTERO
Venerdì 8 gennaio alle ore 21,00 sul canale televisivo ITALIA 1 ci sarà la
trasmissione di Enrico Ruggeri intitolata "Mistero" Nella trasmissione potremo
assistere all'intervista di Pietro Gerardo Violi coautore dell'antologia “Accenti
diversi, storie diverse”, che ha contribuito con un racconto dal titolo, "Respiro
infinito". Il nome di Pietro Gerardo Violi è legato a quello di Padre Pio: prima per
avere lavorato come medico per tutta la vita all'ospedale di San Giovanni Rotondo e
poi per avere contribuito scientificamente alla beatificazione del Santo. Altro
coautore dell'antologia è Vittorio Baccelli che propone un'intrigante racconto tra
fantasia e realtà. La prossima presentazione di questa antologia è prevista per sabato
30 gennaio alle 17.00 a San Miniato (PI) presso il circolo Arci di Isola.

MANARA VALGIMIGLI

COREGLIA ANT.LLI - Sabato 9 alle ore 10.00 presso il Teatro Comunale si terrà un
convegno sulla figura e l'opera di Manara Valgimigli. Tra i relatori, Claudio Moreschi
interverrà su “Manara Valgimigli nella storia degli studi classici – Considerazioni su
testi greci e latini”, Angelo Turchini su “Manara Valgimigli e la biblioteca Classense
di Ravenna”, infine Luciano Luciani su “Manara Valgimigli, socialista fuori dagli
schemi”. Nel pomeriggio si terrà la premiazione del Premio Manarino. Il premio
"Manara Valgimigli" nacque con il titolo "La Veglia d’inverno" nel 1969, una sera
d’agosto, quando un gruppo di amici decise di ricreare l’atmosfera delle vecchie
"veglie" coregline, con il ciocco, la polenta di neccio e la salsiccia arrostita sotto la
brace. Un’occasione per rivedere vecchi amici, chiacchierare, scherzare, parlare di
letteratura ed evocare, una volta all’ anno, uno scrittore come protagonista della
serata. Fu ideato così il premio per un racconto inedito e fu titolato a "Manara
Valgimigli" uno degli ospiti più illustri e graditi di Coreglia al tempo in cui il paese
era un ricercato luogo di villeggiatura, frequentato da illustri personalità della cultura.
Giorgio, suo figlio, affezionato a Coreglia per averci soggiornato da bambino,

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acconsentì volentieri a far parte della giuria. Così partì il premio. A questo si è
aggiunto il "Manarino" dedicato alla fiaba. È stata un’intuizione felice, anche in
considerazione del fatto che Giovanni Pascoli nelle lettere che inviava a Manara
Valgimigli, usava l’appellativo "Manarino".
Manara Valgimigli nacque a S. Piero in Bagno il 9 luglio 1876 e morì a Vilminore di
Sclave il 29 agosto 1965. Figlio di Antonio, maestro elementare poi ispettore
scolastico, frequentò il Ginnasio e il Liceo a Lucca, e a Bologna l’ Università, ove fu
allievo del Carducci e si laureò nel 1898. Appena laureato insegnò al Ginnasio di
Messina chiamatovi dal Pascoli, poi a Lucera, Massa e La Spezia. Nel '22 ottenne la
cattedra di letteratura greca all’Università di Messina, quindi passò a Pisa e infine a
Padova. Collocato fuori ruolo nel '48 accettò lo stesso anno la direzione della
Biblioteca Classense di Ravenna, ove rimase fino al '55. Successivamente ritornò a
Padova. Fu un vero maestro, un grande umanista, a lui si debbono impareggiabili
traduzioni di Platone e dei lirici greci, e uno scrittore dalla spiritualità e dallo stile
inconfondibili. Traduttore e interprete dei filosofi e dei poeti greci, fu vero maestro di
grande umanità.

ELEZIONI REGIONALI

Siamo appena entrati nel nuovo anno che già si respira aria di elezioni primaverili. Sì,
perché la tornata delle regionali è alle porte e i mass media non perdono occasione
per ricordarcelo quotidianamente. Parliamo allora un po' di politica: dal discorso dal
predellino capii che s'andava verso un Popolo delle Libertà con tante idee e niente
tessere. Forse capii male perché siamo già passati alla fase del tesseramento. Va beh!
Quelli come me, che se pur hanno una collocazione, le tessere non piacciono per
niente, s'arrangino... Dunque niente di nuovo sotto il sole, ma veniamo ai candidati
Governatori, e cerchiamo tra essi le persone più innovative, quelle cioè che possono
contribuire a modificare in positivo le situazioni anche amministrative. In Lazio
Renata Polverini è sicuramente l'ideale, autonoma dai vari partiti, benvoluta
bipartisan e vicina ai bisogni reali della gente. Inoltre è sempre pronta e preparata e...
coi media ci va a nozze! E allora perché contrapporle Emma Bonino? La Bonino è un
altro candidato di spessore, d'eccellenza. Perse un po' del suo smalto col Governo
Prodi, ma potrà fare ancora grandi cose: perché allora presentarla proprio in Lazio?
Mettiamola in un'altra regione scoperta di candidati innovativi. E veniamo alla nostra
Toscana, da sessanta anni in mano alle sinistre, e questa non è democrazia. Se non c'è
alternanza, non c'è democrazia. Pur con tutte le più buone volontà, si genera un
regime. In Toscana, dicevo, i candidati fin'ora proposti mi lasciavano del tutto
indifferente, forse anche perplesso. Poi è arrivato Oliviero Toscani, e qui il discorso
cambia, altro nome d'eccellenza, già amministratore nella Salemi di Sgarbi. Poi ha
litigato con Sgarbi (ma chi non litiga con Lui?) ed è stato sostituito da Alessandro
Cecchi Paone. Ma Oliviero Toscani potrebbe rappresentare in Toscana il

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cambiamento da molti auspicato. Ma quanti a destra e a sinistra, saranno disposti a


seguirlo?
NOTES COLOUR
Dopo il successo dell'anteprima del disco Notes Colour, svoltasi il 23 dicembre
scorso, il Lu.C.C.A. il 16 gennaio alle ore 21.00 ospita l'intero concerto di Meme
Lucarelli e la sua band composta da Fabrizio Bertolucci, basso e contrabbasso,
Alessandro Criscino, batteria e percussioni, e Alessia Ferrari, vocals. Il musicista
lucchese suonera' tutti i pezzi del cd ideati come colonna sonora della mostra
Christian Balzano. Luci del destino. Il cd e' stato prodotto interamente dal Lu.C.C.A.
e registrato da Mirko Latino negli studi Abbey Fede Studio di Lucca e mixato da
Giacomo Luporini al Lupo Studio Records di Lucca. Notes Colour è un esempio di
alta produzione musicale low cost unica nel settore. Alla realizzazione hanno
partecipato come special guests molti musicisti lucchesi con il sostegno di Jam
Centro Musica Moderna, Punto Musica e Discoring. Per tutta la durata della mostra il
disco sarà in vendita presso il bookshop del Lu.C.C.A. al prezzo promozionale di 10
euro. L'evento gratuito darà la possibilità di visitare in contemporanea anche la
mostra di Balzano dalle ore 21,00 alle 23,00 (chiusura biglietteria ore 22,00).

PERCORSO FORMATIVO
Sono aperte le iscrizioni al percorso formativo gratuito "Giovani e istituzioni,
istruzioni per l'uso". Un percorso verso la crescita del Paese attraverso l'incontro
necessario. Il percorso organizzato da Promo PA Fondazione ,che ha sede a Lucca in
Via Luporini, in collaborazione con la Provincia di Livorno e sostenuto dalla Regione
Toscana, si terra' presso Palazzo Granducale sede dell' Amministrazione Provinciale
di Livorno da gennaio a marzo 2010. Il percorso mira ad offrire ai giovani
lopportunita' di vivere con consapevolezza il processo di mutamento in atto nella
Pubblica Amministrazione, dare opportunita' di incontro che favoriscano la
conoscenza pia' diretta e puntuale delle risorse e delle opportunita' dei diversi soggetti
istituzionali, sostenere i giovani nellacquisire coscienza critica su fatti e azioni, cosi'
da promuovere una cultura della partecipazione alla cosa pubblica e
contemporaneamente valorizzare le loro risorse. Le lezioni frontali saranno alternate
da testimonianze dirette e da un laboratorio su piattaforma di e-learning. Dal
laboratorio dovra' scaturire La carta della gioventa' per una nuova politica, che sara'
presentato in una cerimonia ad hoc. Al corso possono partecipare giovani tra 18 e 30
anni, per un numero massimo di 30 iscritti. Per informazioni: Tel: 0583-582783 -
Fax: 0583-317352
ANTONIO SALIERI

La giunta comunale su proposta della Commissione Viaria ha proceduto alla

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denominazione di circa sessanta traverse e di alcune nuove strade e piazze comunali.


Alcune titolazioni: Bettino Craxi, Giuseppe Saragat, Enrico Berlinguer, Ugo La
Malfa, Sandro Pertini, Gandhi, Madre Teresa di Calcutta e Ian Palach. Adesso
abbiamo anche “Piazza Coppi e Bartali”, e sono stati ricordati scrittori quali Gadda,
Capuana, Boiardo, D’Annunzio, Fenoglio. Nè sono mancati coloro che hanno dato
lustro alla città: Ragghianti, Tobino, Del Beccaro e la Zareschi. Fra le strade
neonominate (era ora!) - su proposta di Stelvio Mestrovich, approvata dalla
Commissione Viaria presieduta, allora, da Mauro Macera nel 2001 (sic!) - c'è anche
quella dedicata ad Antonio Salieri, compositore nato a Legnago nel 1750 e morto a
Vienna nel 1825, vale a dire la strada di collegamento tra via del Giardino e via
Pattana in frazione Pontetetto. C'è un legame abbastanza stretto tra Salieri e Lucca.
Moltissime delle sue opere furono scritte dal librettista lucchese Gastone Boccherini,
fratello del più celebre Luigi. E per questa titolazione dobbiamo essere grati al nostro
scrittore musicologo Mestrovich, che dalla sua richiesta del 2001, aveva quasi perso
ogni speranza!

IL GIORNO DELLA MEMORIA

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio
2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale
di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime
dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i
perseguitati. Anche quest'anno la giornata dedicata alla memoria rischia di svolgersi
come negli anni passati, cioè in modo retorico, continuando a prediligere la
celebrazione a scapito della conoscenza: si ricorda e contemporaneamente si rimuove.
E soprattutto si tralasciano tutte le altre shoah del mondo che vedono ridotti a martiri
minoranze oppresse come i rom, i sinti, i testimoni di Geova, gli omosessuali. Si
continua a documentare la follia hitleriana e non se ne ricercano le cause vere che
purtroppo hanno coinvolto interi popoli. Si parla di nazifascismo senza distinguere le
profonde diversità tra i due movimenti. Si banalizza sulle cause che non furono da
attribuirsi ad una ventata di pazzia, ma al contrario esse maturarono in ambienti
politici dell'epoca, economici, religiosi, culturali ed esoterici. Siamo così bombardati
da immagini, precise nei dettagli, agghiaccianti, condite da commenti politicamente
corretti, ma di una semplicità sconcertante. E questo bombardamento si è
intensificato negli ultimi anni soprattutto nelle scuole. Ci si dimentica che nel recente
passato, e purtroppo anche oggi, si è giunti ad ipotizzare vicinanze tra l'attuale
politica d'Israele e la Germania nazista. Vittime e carnefici sullo stesso piano anche se
in tempi diversi, e ciò è riprovevole e inaccettabile. Distorsioni dovute
all'avvelenamento mentale prodotto da cattive e mal digerite ideologie. Si
giustificano movimenti terroristici come hezebollah e hamas e non si comprendono le
ragioni di Israele che ha in ballo la sua stessa esistenza. Diciamoci la verità: c'è

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ancora una parte d'umanità, e non solo europea, che mal digerisce l'esistenza dello
stato democratico d'Israele e tende costantemente a delegittimarlo; delegittimazione
che significa annullamento. Non si affrontano seriamente le problematiche legate ad
un antisemitismo tuttora diffuso ed estremamente pericoloso. Eppure i fatti sono sotto
gli occhi di tutti, ma chi ricorda l'amichevole incontro tra Hitler e il Gran Muftì di
Gerusalemme? Chi ricorda che la prima intifada in Egitto fu finanziata dal
nazionalsocialismo? Chi ricorda i battaglioni arabi inquadrati nell'Asse che si
fregiavano della svastica tra due foglie di palma? Ricordi inquietanti che vengono
rimossi a tutto vantaggio dell'ideologia nazislam che continua a seminare morte e
odio. Si insiste nel descrivere nel dettaglio la vita e la morte nei campi di sterminio e
mai ci si domanda seriamente perché sia successo tutto questo proprio nella
civilissima Europa. Non ci si sforza di capire e di spiegare: è più semplice e più
comodo dare la colpa alla ventata di follia e tollerare che in tutto il mondo vengano
bruciate le bandiere di Israele. Per l'islam invece c'è oggi un atteggiamento ben
diverso, si cerca di comprenderne la cultura (?), s'incoraggia la lettura del Corano,
magari allegandolo a quotidiani, si cercano giustificazioni, eppure i fondamentalisti
dell'islam vorrebbero, non solo la morte di Israele, ma la nostra civiltà distrutta e un
califfato in Europa, pardon in Eurabia. E non si limitano a volere a parole la
distruzione della nostra civiltà occidentale, materialmente hanno già iniziato a
colpire, dalle Torri Gemelle a Beslan, dall'uccisione di Theo Van Gogh agli attentati a
Londra, Madrid, ecc. Allora, giornata della memoria sì, ma non solo celebrativa, ma
di studio sulle cause, sui motivi, quelli veri: dall'intolleranza religiosa all'alibi
economico, dai piani esoterici del nazismo all'intolleranza di razza. Anche giornata
della memoria per tutte quelle stragi, superiori di numero, che il comunismo ha
perpetrato contro l'umanità. E memoria per le minoranze vessate da Hitler e vessate
anche oggi dai cittadini onorabili: rom, sinti, omosessuali, testimoni di Geova. Una
giornata della memoria che dovrebbe anche spiegare le ragioni dell'esistenza dello
stato d'Israele. Dare una mano a Israele oggi aprendolo all'Europa cioè alla Comunità
Europea e sostenendolo in ogni senso è ricordare degnamente la Shoah! Una giornata
della memoria che dovrebbe vedere l'intera civiltà occidentale schierata a sostegno
della guerra globale contro il terrorismo nella quale il popolo d'Israele da decenni è in
prima fila anche per affermare il proprio diritto ad esistere.
E come negli anni passati la Cesareviviani ha voluto dedicare l'incontro di mercoledì
27 gennaio, che si terrà a Lucca presso la Casermetta Santa Maria delle Mura Urbane
alle 17.00, ad una riflessione sul Giorno della Memoria, istituito per ricordare il 27
gennaio 1945, data dell’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di
Auschwitz. Marco Vignolo Gargini, scrittore, traduttore, saggista e studioso del
movimento GLBTQ, parlerà della persecuzione e sterminio degli omosessuali nei
Lager sulla base del Paragrafo 175 del codice penale tedesco. Un’occasione questa
per commemorare e informare su di un aspetto di solito, non senza motivo, poco
divulgato della Shoah.

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LE POLEMICHE INUTILI

LUCCA - Sarà forse complice la tregua dataci dal maltempo, ma in questi ultimi
giorni si è assistito a polemiche a mio avviso inutili e poco edificanti. La prima è stata
quella seguita alla titolazione di una via a Bettino Craxi. E questo non è andato giù ad
un gruppo di protestatari che di Craxi hanno visto solo la questione morale e non si
sono soffermati minimamente sulla strada delle riforme che lui aveva indicata e che
solo oggi s'è deciso di affrontare, spero con la collaborazione anche delle sinistre.
Ecco cosa scrive David Giacalone: “Bettino Craxi commise reati gravissimi,
inestinguibili, per i quali meritò condanne inappellabili. Sul piano penale, morì da
pregiudicato e latitante, inseguito da sentenze e processi vergognosamente falsi e
bugiardi. Ma queste son faccende cui s’attaccano, tremolanti, quelli che per ben altro
lo considerarono colpevole, e che, oggi, vogliono seppellirlo nel luogo comune, in
modo da non essere seppelliti dal comune disgusto. Due, per citare solo i più gravi,
sono i crimini da lui commessi: l’avere accettato di schierare gli euromissili e l’avere
accettato la sfida comunista al referendum sulla scala mobile. La prima scelta, che lo
accostava ai socialdemocratici tedeschi, ma lo poneva contro il pacifismo
guerrafondaio, violento e dittatoriale dei comunisti e contro il terzomondismo di certo
cattolicume, ovvero contro le forze che hanno sempre avversato l’Alleanza Atlantica,
la Nato e l’Europa, salvo far finta di averci sempre creduto, segnò la rottura con ogni
ipotesi frontista, mostrando la matrice occidentale e democratica del suo sano
anticomunismo. La seconda, che gli procurò l’odio del sindacato rosso, come quello
di quanti preferivano il consociativismo alla democrazia, confermò che l’Italia poteva
essere governata anche senza patire l’appoggio del PCI e di Berlinguer, umiliati nelle
urne. Meritava la pena di morte, Craxi, per questi misfatti. L’ebbe”.
Potrei aggiungere altre cose, parlando delle strade italiane titolate a Palmiro Togliatti,
ma preferisco lasciar perdere...
L'altra inutile polemica è quella nata in seguito alla mostra fotografica organizzata da
Casa Pound sugli spazi dismessi nella nostra città. Mostra veramente egregia e ben
organizzata. Le polemiche sono nate “a prescindere”, da quella parte di cittadinanza
che attacca solo per attaccare, che trova pretesti, solo perché quell'organizzazione a
loro ideologicamente non piace. Se fossero persone serie dovrebbero plaudire agli
organizzatori e stimolarli nelle attività propositive, così come giustamente sono stati
attaccati quando hanno preso posizioni discutibili. Invece di dire: Bravi! Proseguite
su questa strada! Si riesumano fobie antifasciste fuori dal tempo e dalla storia. Mi
fanno rilevare che a quelli che non piace Craxi, neppure piace Casa Pound; che dire
ancora, se non che mi dispiace per loro.

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RIPARTE LA RASSEGNA LETTERARIA

LUCCA – Mercoledì 20 alle ore 17.00 presso la Casermetta Santa Maria, per il ciclo
“al bridge con l'Autore” riparte l'edizione 2010 organizzata dalla Cesareviviani.
Questa rassegna va ormai delineandosi come una delle più significative a livello
regionale, sia per la costante durata (un incontro settimanale per tutto l'anno), sia per
lo spessore degli interventi e degli intervenuti. Nel corso degli anni, oltre ai soci e
agli esordienti, si sono alternati autori e personaggi di spessore quali: Mario Luzi,
Giorgio Saviane, Alberto Fremura, Paolo Di Mizio, Romano Battaglia, Gaetano
Giani-Luporini, Luca Telese e ultimo in ordine di tempo il regista Paolo Benvenuti.
Come consueto, il primo evento dell'anno, riguarda le letture libere che stavolta
saranno condotte dallo scrittore lucchese Martino De Vita nato a Lucca il 9 maggio
1949. Conseguito il diploma di Ragioneria, frequenta per alcuni anni la Facoltà di
Lettere presso l'Università di Pisa. Esordisce giovanissimo come paroliere e
compositore di canzoni. Abbandonato presto questo campo, si dedica completamente
alla letteratura, occupandosi in un primo tempo di poesia per passare successivamente
alla prosa con racconti, diari e romanzi. È anche autore di lavori teatrali e di
sceneggiature cinematografiche tratte dai suoi racconti.
Nel 1989 pubblica il suo primo romanzo "Il Bimbo Nero" con la Casa Editrice
"Gazebo" di Mariella Bettarini e Gabriella Maleti, fondatrici della rivista fiorentina
"Salvo Imprevisti". Presentato prima a Firenze da Daniela Marcheschi e poi a Lucca
da Giampiero Neri, il libro è stato accolto dalla critica italiana con notevole interesse.
Lusinghieri apprezzamenti sono stati formulati, infatti, da scrittori come Giuseppe
Pontiggia, Stefano D'Arrigo, Giorgio Barberi-Squarotti, Alessandro Tamburini e
Paolo Ruffilli. In "La fuga di Atalanta" di Daniela Marcheschi, lungo saggio sulla
letteratura giovane italiana pubblicato dalla rivista "Stazione Di Posta" di Paolo
Codazzi, nel numero di ottobre del 1990 si legge: "…Il tema dell'opera è di per sé
singolare: la storia di un sognatore a occhi aperti a mezzo tempo, la cui massima
aspirazione è quella di diventare "un vero sognatore" a occhi aperti e a tempo
pieno… ci riuscirà all'apice di un delirio che la scrittura di De Vita… sa rendere con
un ritmo ed un montaggio funambolico, esaltati da rime, allitterazioni etc., a
sottolineare le valenze ironiche e grottesche della vicenda." Nello stesso numero
della rivista è anche pubblicato il racconto "Gli Indiani", tratto da "Qualcosa scritto
ad Ithaca", suo diario americano del 1980. Un altro racconto, "La ragazza con gli
occhiali" del 1997, appare nel N°17 di "Noialtri", bimestrale di cultura ideato da
Andrea Trimarchi. Nel 2003 pubblica per l'ETS di Pisa, “L'uomo del Congresso”: in
questo testo per gran parte della notte il dondolio è impellente per il personaggio
raffigurato. Poi finalmente verso l'alba si addormenta. Quando si sveglia è in preda a
crampi nelle gambe, tutto sudato e col bisogno di fare subito una doccia. Un'insegna,
tornata a lampeggiare, manda strani presagi. Il lieve rumore della veneziana lo fa
sobbalzare, si avvicina alla finestra, vede la ragazza. Vede se stesso in quell'assurdo

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abbigliamento da letto. Va sotto la doccia, torna in camera, s'infila un accappatoio e


non distoglie lo sguardo dal nudo.
OLIVIERO TOSCANI

LUCCA – Negli ambienti radicali, ma anche nel centro destra, la notizia sta facendo
scalpore: parlo della candidatura di Oliviero Toscani a Governatore delle Toscana. I
nomi che sono girati fino ad adesso sono fotocopie di una nomenclatura, che forse in
Toscana, non ha niente di nuovo da offrire. Il nome proposto dai radicali, è invece di
spessore, è un volto che può far uscire la Toscana da un regime, che s'è verificato per
forza di cose dopo sessant'anni di amministrazioni dello stesso colore. Per questo la
candidatura è rivolta sopratutto al Popolo delle Libertà. Ma questo popolo saprà
veramente comprenderla? O rimarrà ancorato a vecchie ambizioni di bottega,
chiaramente perdenti. «Allora, cos`ha deciso Berlusconi? Vuole perdere da solo o
vincere con me?». Non gli basta più essere un fotografo di raro talento e il
pubblicitario italiano più famoso nel mondo, adesso vuol anche contare in politica
«Guardi, sia chiara una cosa: io non agisco mai né per la gloria né per i soldi. Il mio
vero e unico godimento è potermi esprimere. Possibilmente, destando stupore».
Oliviero Toscani ha 68 anni, il volto che abbiamo visto mille volte sui giornali, il
maglione a collo alto, la voce roboante, e durante la sua presentazione che si è svolta
alle Giubbe Rosse invita il Pdl ad andare con lui, a votare per lui. «Non ho capito: il
Cavaliere, che fa? Accetta, dimostra d'essere anche lui un creativo o si spaventa?» «A
me, intanto, Altero Matteoli ha già detto che è una ideona». «Avevo bisogno di una
grande idea. In questo caso è stato un lampo. Perché il Pdl, in Toscana, perde
sistematicamente. Con me invece, vincerebbe. Sono un personaggio credibile, nuovo,
spiazzante. Non mi candido per il potere, non me ne frega niente del potere...»
Siamo appena entrati nel nuovo anno che già si respira aria di elezioni primaverili. Sì,
perché la tornata delle regionali è alle porte e i mass media non perdono occasione
per ricordarcelo quotidianamente. Parliamo allora un po' di politica: dal discorso dal
predellino capii che s'andava verso un Popolo delle Libertà con tante idee e niente
tessere. Forse capii male perché siamo già passati alla fase del tesseramento. Va beh!
Quelli come me, che se pur hanno una collocazione, le tessere non piacciono per
niente, s'arrangino... Dunque niente di nuovo sotto il sole, ma veniamo ai candidati
Governatori, e cerchiamo tra essi le persone più innovative, quelle cioè che possono
contribuire a modificare in positivo le situazioni anche amministrative. In Lazio
Renata Polverini è sicuramente l'ideale, autonoma dai vari partiti, benvoluta
bipartisan e vicina ai bisogni reali della gente. Inoltre è sempre pronta e preparata e...
coi media ci va a nozze! E allora perché contrapporle Emma Bonino? La Bonino è un
altro candidato di spessore, d'eccellenza. Perse un po' del suo smalto col Governo
Prodi, ma potrà fare ancora grandi cose: perché allora presentarla proprio in Lazio?
Mettiamola in un'altra regione scoperta di candidati innovativi. E torniamo alla
nostra Toscana, da sessanta anni in mano alle sinistre, e questa non è democrazia. Se

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non c'è alternanza, non c'è democrazia. Pur con tutte le più buone volontà, si genera
un regime. In Toscana, dicevo, i candidati fin'ora proposti mi lasciavano del tutto
indifferente, forse anche perplesso. Poi è arrivato Oliviero Toscani, e qui il discorso
cambia, altro nome d'eccellenza, già amministratore nella Salemi di Sgarbi. Poi ha
litigato con Sgarbi (ma chi non litiga con Lui?) ed è stato sostituito da Alessandro
Cecchi Paone. Ma Oliviero Toscani potrebbe rappresentare in Toscana il
cambiamento da molti auspicato. Ma quanti a destra e a sinistra, saranno disposti a
seguirlo? Adesso è volato a Seul, nella Corea del Sud, dove ha organizzato una
mostra per un consorzio italiano di conciatori di pelli al naturale, e al suo ritorno,
sono certo, ne vedremo delle belle.

DOVE VA LA POSTA?

LUCCA – Numerose sono le polemiche che in continuazione si aprono su questo


servizio, che mai ha perso l'abitudine d'essere di stato e, malgrado la privatizzazione
continua a portarsi dietro tutti i difetti del pubblico impiego. In questi anni vi è stata
una ristrutturazione selvaggia, con tagli gravosi al personale e chiusura di numerosi
uffici periferici. Non sono ancora sopite le polemiche su l'aver trasferito fuori città, in
zona disagevole, la consegna delle raccomandate, e sempre sulle raccomandate si
sono segnalate numerose proteste: sul biglietto lasciato per il ritiro, non c'è quasi mai
scritto chi invia la raccomandata, di modo che le famiglie sono sempre in apprensione
quando ricevono il foglietto giallo: tutti pensano subito ad Equitalia che sta
mandando cartelle (spesso inesigibili) a raffica. Quando arriva una raccomandata c'è
quasi sempre da pagare e oltre a questo il cittadino deve star col patema d'animo
perché non sa chi gliela sta mandando. Eppure scrivere il mittente sull'avviso non
dovrebbe esser troppo complicato. Ma non finisce qui: in una situazione d'inflazione
vicino allo zero, le Poste spa hanno aumentato il costo d'invio delle raccomandate e
addirittura le caselle postali sono passate da 50 euro a 100 e 200. Addirittura le
caselle un tempo erano gratuite, dato che tolgono il lavoro di consegna alle poste.
L'aumento è clamorosamente ingiustificato e i casellisti sono tutti sul piede di guerra:
ma l'Authority non ha niente da dire?

IMPIANTI A BIOMASSE

VALLE DEL SERCHIO – Basta girare per i bar della Valle e chiedere agli avventori
cosa ne pensino su l'aprire impianti a biomasse, per ricevere solo dei secchi «NO!»
Ha colpito anche il fatto che a Lucca, l'inquinamento da polveri sottili, è dovuto
principalmente agli impianti domestici che bruciano legna. Sì perché le legna sono
uno dei fattori inquinanti, più delle auto. E allora che senso ha porpore di aprire
impianti inquinanti di questo tipo? Su l'impianto a biomasse all'Alce c'erano forti voci
fin da quando cominciò la cassa integrazione, ma allora tutti a smentire chi aveva

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diffuso la notizia, poi rivelatasi esatta. Nella Valle del Serchio sono stati proposti ad
oggi ben sedici impianti per la combustione di non meglio specificate biomasse. Da
solo quello dell'Alce dovrebbe bruciare 150mila tonnellate l'anno di legname e,
impianti analoghi, sono stati richiesti a Fabbriche di Vallico e Gallicano. Acqua calda
e energia elettrica da vendere all'Enel, e così saremo a 400mila tonnellate annue di
biomasse, cioè di legname, che dovrebbero esser incenerite nella Valle se gli impianti
venissero autorizzati. I calcoli sulla sostenibilità ci dicono che occorrerà una massa di
materiale da bruciare di circa quattro volte superiore alla soglia di sostenibilità. Gli
abitanti non si dimenticano che la presenza dell'Alce, oltre ad aver reso maleodorante
una vasta area per decenni, segnò storicamente la distruzione del castagno nella Valle
del Serchio. Oggi si rischierebbe una deforestazione selvaggia, e poi cosa su vuol fare
della Valle? Un insieme di camini fumanti? E l'inquinamento? E le statistiche sui
tumori? Intanto le varie conferenze che si sono fino ad oggi svolte in zona (Gallicano,
Bagni di Lucca) su questo tema, hanno dato parere contrario a questo tipo d'impianti
e, anche i consigli comunali di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano sembrerebbero
accogliere queste posizioni. A favore si sono levate solo le voci della RSU dell'Alce,
dalla CGIL e della Coldiretti; contro tutti i comitati. UIL, CISL e UGL per ora sono
rimaste prudentemente in silenzio, ma giova ricordare che l'UGL già per
l'inceneritore di Diecimo aveva espresso il parere «...non siamo pregiudizialmente
contro gli impianti di termovalorizzazione, ma riteniamo la Valle del Serchio inadatta
ad accogliere impianti di questo tipo...» E per la lontana vicenda della Bertolli che
voleva costruire un impianto di raffineria accanto alla città, la UIL già allora si
espresse a salvaguardia dell'ambiente contro ogni ricatto occupazionale. E
l'occupazione, allora? Va salvaguardata: i lavoratori vanno riqualificati e nuovamente
reinseriti nel mondo del lavoro, che potrà anche non essere il solito: per questo
bisognerebbe che tutti si dessero da fare in questo senso. Certo è che se il Casinò di
Bagni di Lucca divenisse reale, a regime, e non solo virtuale come oggi, quelle
centinaia di posti di lavoro da reperire non sarebbero certo un problema.

TOSCANI IN TOSCANA

Oliviero Toscani, uno spot per la sua campagna elettorale a Governatore della
Toscana, l'ha già pensato, subito dopo la sua presentazione alle Giubbe Rosse:
«Toscani alla Toscana». Anche se non è ben chiara da chi sarà sostenuto in questa
campagna. Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera lo intervista, ed ecco alcuni
stralci interessantissimi. «Non ho capito: il Cavaliere, che fa? Accetta, dimostra
d'essere anche lui un creativo o si spaventa?». Silvio Berlusconi, per ora, tace. «A me,
intanto, Altero Matteoli ha già detto che è una ideona». Quando le è venuta? «Subito.
Appena Marco Pannella m'ha proposto la candidatura, ho pensato: accetto, ma voglio
vincere». E per vincere? «Avevo bisogno di una grande idea. In questo caso è stato un
lampo. Perché il Pdl, in Toscana, perde sistematicamente. Con me; invece,
vincerebbe. Sono un personaggio credibile, nuovo, spiazzante. Non mi candido per il

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potere, non me ne frega niente del potere...». Lei è davvero radicale? «Da sempre». E
quando ha deciso di accettare la proposta del partito? «Era un'idea che covavo
nell'animo. Da quando ho cominciato a collaborare, per svariati lavori, con la
Regione Toscana. Dopo un po`, ho pensato: questi sono matti». Matti, in che senso?
«In tanti anni di governo, quei governatori stalinisti non hanno mai saputo sfruttare il
potenziale di una regione pazzesca... La Toscana è turismo, arte, bellezza naturale,
cucina, vino, mare... Se mi ci fanno mettere le mani, beh...». Lei propone un accordo
con il Pdl, però la Bonino, nel Lazio, l'accordo l'ha fatto con il PD. «E chissenefrega!
Siamo radicali. Siamo oltre...». Di certo, da tempo, lo è lui. Una volta spiegò: «Da
bambino passavo ore a guardare il monoscopio della Rai». Sincero pacifista, dopo
due matrimoni falliti vive da trentanni con l'ex fotomodella norvegese Kirsti Moseng,
in una bella casa a Casale Marittimo (Pisa). Almeno tre sue campagne pubblicitarie
vengono studiate nelle università: la foto dell'uomo morente malato di Aids, il corpo
nudo dell'attrice francese Isabelle Caro ridotta a 31 chili nella campagna contro
l'anoressia, i bambini con tutti i colori di pelle del mondo. Quando gli dissero che
sull'enciclopedia sapere della De Agostini aveva 13 righe ed Henri Cartier-Bresson
quattro di meno, rispose: «E il minimo». Un predestinato. Suo padre Fedele è stato il
primo fotoreporter del Corriere della Sera. «E sua la foto di Montanelli seduto su una
pila di giornali mentre batte a macchina l'articolo con olivetti Lettera 22 appoggiata
sulle ginocchia». Intanto “Oliviero Toscani Governatore della Toscana” è già un
evento su Facebook!

Lu.C.C.A. NUOVI APPUNTAMENTI

Ancora un nuovo appuntamento del Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art,


è previsto per il 19 gennaio alle 18,30: apre i battenti “Arene. Luci ed ombre della
vittoria”, mostra personale di Olivia Fontana, fino al 28 gennaio, giovane artista
lucchese trasferitasi a Madrid, dove da anni lavora come pittrice. In mostra sei suoi
lavori, di cui tre inediti, legati all'ultima produzione sul tema della corrida e del
torero. Protagonista assoluto è il matador, intento nella sfida con il toro, ritratto in
piena azione nell’arena e colto in tutta la sua eleganza e fierezza. L’attenzione dello
spettatore viene catalizzata dall’uomo/torero, nei momenti di riflessione e
concentrazione che precedono gli affondi della spada. Le opere di Olivia Fontana
sembrano esaltare tutto lo stile e il coraggio del torero, presentato come vincitore a
prescindere dal risultato della corrida: l’accento ricade sul fascino di un carnefice
dall’aspetto e dalle movenze ricercate e da un arguto intelletto pronto a studiare i
movimenti e i riflessi della sua vittima. Proprio perché la corrida può essere
considerata una metafora della vita e simbolo della lotta per la sopravvivenza, dove la
vittima designata può trasformarsi in carnefice non sopperendo al colpo mortale e
umiliando così il suo giustiziere, il Lu.C.C.A. ha pensato di mettere a confronto due
punti di vista diversi sul destino e sulle figure di sconfitti e vittoriosi. Per questo il 28

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gennaio, giornata conclusiva della mostra di Olivia Fontana, alle ore 21,00 si
svolgerà il talk show “Arena, tori e toreri: vincitori e vinti nella vita”: prendendo
spunto dall’arte e dal pensiero di Olivia Fontana e Christian Balzano, si discuterà dei
ruoli del carnefice e della vittima sacrificale, di chi subisce la vita e di chi ne è
protagonista, e come, se possibile, si possono sovvertire le parti. All'incontro
parteciperanno anche Maurizio Vanni, Direttore del Lu.C.C.A., Francesco Bovenzi,
primario dell’Unità Operativa Cardiologia di Lucca e Agnese Sargentelli, psicologa.
Inoltre appuntamento al 20 gennaio alle ore 21.00 con il primo dei due “incontri con
il destino”. Sempre al Lu.C.C.A. per parlare di fato, scelte personali, “psicomagia” e
tarocchi ci saranno Antonio Bertoli, poeta, scrittore, uomo di teatro e performer, ma
soprattutto esperto di tarocchi, e l'artista Christian Balzano. Mentre Bertoli, che da
quarant'anni si occupa delle antiche carte e ha collaborato col regista e drammaturgo
cileno Alejandro Jodorowsky, parlerà dell'origine dei tarocchi e delle loro figure
simboliche, Balzano descriverà la sua personale rilettura iconografica dei ventidue
arcani maggiori: ventitré con il personale “Torocco”.
Il successivo appuntamento è fissato per il 3 febbraio alle 21,00 sempre con Antonio
Bertoli che questa volta sarà affiancato dall'artista Adriano Buldrini, pittore fiorentino
che esporrà, dal 2 al 7 febbraio, i suoi lavori raffiguranti alcuni degli arcani maggiori
nella sala al piano terra del museo. Antonio Bertoli, poeta e scrittore, uomo di teatro e
performer, si occupa da sempre di poesia e di arte e della loro interazione con la
società, la conoscenza e la vita. Dopo Gurdjef e la scuola di autoconoscenza di Silo,
incrocia la psicanalisi, si laurea con una tesi sulle avanguardie storiche del
Novecento, dirige teatri, fonda City Lights in Italia, pubblica libri, dirige collane
editoriali, lavora per circa 15 anni con Alejandro Jodorowsky (teatro, poesia,
letteratura, esposizioni, stage di psicomagia e tarocco), collabora con F. Arrabal, L.
Ferlinghetti, L. Anderson, J. Baudrillard, D. Dumas e vari esponenti della cultura
contemporanea, della transgenealogia e dell’arte. Esperto di Tarocco da circa 40 anni,
conduce stage di psicogenealogia e di tarocco in Italia e all’estero.

ERNESTO VEGETTI
È morto all’età di soli 66 anni Ernesto Vegetti, considerato il guru della fantascienza
in Italia nonché animatore di tante iniziative dei fan di questi genere letterario e
dintorni. Ho appreso da un articolo su “il Giornale” della sua scomparsa e subito sul
web ho trovato una serie d'interventi che ne delineano efficacemente la vita e le
opere, e che sono un valido esempio di testimonianza personale. Interventi che a
caldo ho voluto subito proporre. Nato a Nerviano, nel milanese, il 24 ottobre 1943,
Ernesto Vegetti iniziò a leggere fantascienza nel settembre 1956, all’età di 13 anni,
diventando più tardi uno dei massimi esperti del genere. Ha pubblicato articoli,
organizzato convention dei fan e redatto cataloghi e bibliografie. Vegetti ha
contribuito ad organizzare l’Eurocon di Stresa (1980) e le Italcon di Borgomanero

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(1983) e Montepulciano (1986). Presidente del Circolo «Il Pentacolo» dal 1979, ha
contribuito alla realizzazione della fanzine «Loculus». Iscritto alla World Sci-Fiction
dal 1981, membro dell’esecutivo dal 1982, Vegetti dal 1988 era presidente della
World Sci-Fiction Italia, l’associazione dei professionisti e degli operatori del campo
della fantascienza, che gestisce la cura e l’assegnazione del Premio Italia, il
riconoscimento italiano per le opere e le attività nel campo della fantascienza, del
fantasy e dell’horror. Ha ideato e curato il «Catalogo della SF, Fantasy e Horror» con
Pino Cottogni ed Ermes Bertoni, disponibile su internet dal 1998
(http://www.fantascienza.com/catalogo). Il «Catalogo» è punto di riferimento
documentale fondamentale per tutte le indagini e ricerche bibliografiche sulla
narrativa fantastica prodotta in Italia. Era anche amministratore del sito internet
Urania Mania. Oltre al «Catalogo», vasti sono i repertori preparati in oltre trent’anni
di lavoro da Ernesto Vegetti, composti da bibliografie di autori, raccolte e
compilazione di liste di uscite di libri. Fui da lui contattato poiché stava catalogando i
racconti inseriti nelle antologie che avevo pubblicato, voleva sapere chi erano gli
autori delle copertine e poi cercava alcuni volumi pubblicati dalla Prospettiva, che io
non avevo, ma gli inviai quelli in mio possesso editi da Nicola Calabria. Avrei poi
dovuto spedirgli i libri editi con la Lulu.com, ma poi il tempo è trascorso in fretta e
non gli ho più mandato nulla. Ricordo che l'ultimo contatto con lui lo ebbi qualche
anno fa quando per e-mail mi inviò le schede da lui compilate sui miei libri, perché
correggessi eventuali errori. Vittorio Catani conosceva Ernesto Vegetti da tantissimi
anni, e con lui condivideva la passione per i libri e per la fantascienza, ecco cosa ha
rilasciato: «Oggi, 17 gennaio 2010, apprendo della morte di Ernesto. L’ho saputo
bruscamente. Un vero “colpo”, che mi ha lasciato sconvolto. Scompare troppo presto
un amico da trent’anni, un uomo dalla forte personalità, talora un po’ suscettibile, ma
con pregi decisamente non comuni di onestà, schiettezza, serietà, simpatia. La perdita
di una persona cara è sempre un evento estremamente doloroso. Nel caso di Ernesto,
la tristezza aumenta perché la sua dipartita è una grave perdita per il mondo della
fantascienza. Come ben noto a noialtri frequentatori di quell’universo alternativo che
è la science fiction, per Ernesto non è stato lavoro da poco creare di sana pianta,
lentamente, con metodo, dedizione, direi con ostinazione, mese dopo mese e anno
dopo anno, un Catalogo della fantascienza e dei generi fantastici. Dapprima cartaceo
e poi trasferito in rete, gratuitamente consultabile, il Catalogo è da tempo un
riferimento imprescindibile per chiunque abbia a che fare con questi argomenti. A
giugno scorso, esso registrava circa 115.000 voci, concernenti 27.000 volumi, per
circa 15.000 autori; i collaboratori — molti dei quali occasionali — sono una
quindicina. Si spera, quindi che tra costoro vi sia chi sarà disponibile a proseguire
nell’opera. Perché la creazione (l’aggiornamento) di un catalogo è, per definizione,
“infinita”. Non solo: un simile strumento di consultazione è qualcosa di più del suo
nome. Esso è anzitutto lo specchio del mondo “alternativo” di cui dicevo: la
fantascienza; universo narrativo a sua volta specchio del nostro mondo. Che poi il

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tutto sia situato in quell’altro cosmo speculare che è la rete, non fa che moltiplicare le
valenze. Non per nulla Ernesto aveva attribuito al “suo” Catalogo un significativo
motto, scherzoso ma mica tanto: “Quod non est in Catalogo non est in mundo”. A me,
di Ernesto mancherà — già manca — anzitutto una cosa: la sua personale risata,
particolarmente esplosiva e contagiosa. Capitava di udirla spesso, quando si era in
molti, magari con qualche bottiglia sul tavolo, a far mattina in chiacchiere e
sbevazzamenti durante le convention annuali. E so già — senza voler sminuire
nessuno — che mi mancheranno la sua perpetua disponibilità, la gentilezza,
l’immediata e sorridente collaborazione, quando per telefono gli chiedevo notizie su
libri o personaggi del mondo della sf italiana; o gli preannunciavo l’invio di titoli di
opere, mie o altrui, ancora non in Catalogo; o lo informavo di aver scoperto in esso
un buco, un’imprecisione, un refuso, onde provvedere e renderlo più completo.
Perfetto. E far sì che contenesse quanto più “mondo” possibile… in quell’istante. Alle
volte, specie nella lista di fantascienza, ci punzecchiavamo. Per motivi politici: lui
convinto conservatore, io di idee diametralmente opposte, e volavano frasi ironiche, a
volte anche pesanti. Ma queste schermaglie non avevano una vera motivazione
profonda, altrimenti non avremmo continuato, lui ed io, ad avere amichevolissimi
contatti per oltre trent’anni. Nel 2000 Ernesto ebbe occasione di venire a Bari con
altri esponenti del mondo fantascientifico italiano. Avvenne in occasione del Primo
Congresso Nazionale di Fantasy e Poesia, organizzato nella Sala del Castello del
comune di Bitritto (Bari), dal gruppo dei poeti de La Vallisa, in collaborazione con
Yorick e con il patrocinio del Comune di Bitritto e della World SF Italia, il 17
settembre 2000. Erano presenti, e relatori, Massimo Tassi, Roberto Fuiano,
Gianfranco de Turris, Adalberto Cersosimo, Enrico Rulli, e il sottoscritto. Nella
circostanza Ernesto tenne la relazione Il Catalogo telematico degli autori fantasy, in
cui si parlava anche della nascita e delle caratteristiche della sua Creatura. Era
presente tuttavia un pubblico molto generico, che poco masticava di fantascienza e
fantasy, per non dire di misteri ed estasi della “catalogazione”: rammento ancora, non
senza un involontario sorriso, lo stupore di quella gente che, inchiodata in platea,
cercava di seguire un Vegetti che s’inerpicava sulle vette di astrusi dettagli tecnici,
statistici, numerici, informatici e — direi — metafisici di uno sterminato Catalogo
della Fantascienza, del Fantasy e generi attigui; e lui mostrava un’aria vagamente
contrariata, percependo forse uno smarrimento sui volti degli astanti. In quelle
giornate baresi fu mio gradito ospite. Ma fu anche un ospite fantasma. Aveva con sé
la sua protesi, l’immancabile computer con il prodigioso programma idoneo alla
Catalogazione. Mi chiese il permesso — da me concesso col massimo piacere — di
rovistare nella mia libreria: “Dovunque io vada” mi assicurò “riesco sempre a trovare
materiale non ancora preso in considerazione”. Quindi trascorreva molte ore della
giornata seduto alla mia scrivania, alla tastiera, estraendo libri e riviste dagli scaffali,
per poi riporli soddisfatto, a dati inseriti. Non molti mesi addietro gli avevo promesso
di spedirgli una massa notevole di miei materiali, per una serie di motivi non ancora

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catalogata. Si trattava di miei articoli e mini-racconti apparsi nel corso degli anni sul
quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno. In totale, qualcosa come 2000 titoli, riferiti
a venti anni di lavoro. La mole dei dati, da me improvvidamente lasciata crescere nel
tempo, mi scoraggiava. Avrei dovuto fare fotocopie e inviargliele; oppure avrei
dovuto chiedergli che, evitando di redigergli un elenco, potessi io stesso compilare
direttamente le voci, evitando così un doppio lavoro. Poi però della faccenda non ebbi
più modo di parlare e proprio in questi giorni mi ripromettevo di riproporgli una volta
per tutte l’argomento. Non potrò più farlo con lui. Me ne duole tantissimo. Certo,
questa notevole crescita delle voci nel suo Catalogo, questo lavoro seppure massiccio
e certosino, avrebbe contribuito ad allietargli qualche giornata.» Ed ecco un ricordo
di Ernesto Vegetti scritto da Gianfranco Viviani: «Ci eravamo conosciuti in una
Italcon di Ferrara e subito tra noi si era creata una sintonia e amicizia che sarebbero
durate tutta la vita. Nel 1978 costituimmo il comitato per l’organizzazione
dell’Eurocon di Stresa. In quella occasione Ernesto lavorò due anni senza
risparmiarsi con il risultato che a quella manifestazione parteciparono oltre tremila
persone in delegazione del fandom di tutto il mondo. Anche grazie al suo lavoro,
l’Eurocon di Stresa è ricordato come il più grande congresso di fantascienza che sia
mai stato organizzato in Europa. Poi si impegnò con World SF Italia, compiendo
numerosi viaggi all’esterno per promuovere autori e artisti italiani; sua fu l’idea di
istituzionale il Premio Italia garantito dalla World SF, la cui ultima edizione si è
svolta nel 2009 e che da oggi in poi proporrei di sospendere, così che il Premio Italia
rimanga legato al ricordo di Ernesto Vegetti. La sua passione per la narrativa di
fantascienza era diventata una professione. Era un grande bibliofilo e collezionista,
curatore del mastodontico Catalogo generale della Fantascienza, Fantasy, Horror che
per trent’anni ha assorbito ogni attimo della sua attenzione e che purtroppo si fermerà
al 31 dicembre 2009, perché credo che nessuno altro sarà in grado di portare avanti
il lavoro con la dedizione e l’attenzione che lui gli dedicava. Ma soprattutto c’è lui,
l’uomo. Una grande figura morale: nessuno potrà mai affermare di aver subito un
torto da Ernesto Vegetti, perché con lui ogni cosa si componeva semplicemente
parlandone. Era un uomo d’altri tempi: correttezza, senso dell’onore erano il suo
credo e chiunque avesse bisogno di lui, poteva essere certo che non si sarebbe negato.
I ricordi di trent’anni di amicizia, ora che lui non c’è più, rimarranno custoditi
gelosamente, con quelli di tanti altri amici, solo nella mia mente. Questo è quello che
Ernesto mi ha lasciato. Grazie amico mio. Ciao Ernesto, come tutti in questo mondo
siamo delle meteore che si spengono in un batter di ciglia ma la tua scia rimarrà
accesa e luminosa per tanto tempo».

I BABBIONI DEL PDL

LUCCA - Il Comitato spontaneo che era sorto a sostegno della candidatura di


Oliviero Toscani che aveva dato la sua disponibilità a correre per Governatore della

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Toscana, si è autosciolto dopo le dichiarazioni di Toscani, rilasciate ieri. A Lucca,


subito dopo la notizia della candidatura, era nato un comitato spontaneo a sostegno e
subito si erano manifestate entusiaste adesioni bipartisan. Era anche stata aperta una
pagina su Facebook che aveva subito ottenuto numerose adesioni. Adesso che il
sogno di cambiamento è sfumato, il comitato desidera ringraziare tutti coloro che
avevano dato la loro entusiastica adesione al progetto innovativo: l'unico possibile
nella Toscana odierna. Ecco uno stralcio delle dichiarazioni di Toscani.
«Non ho avuto risposta dal Pdl alla mia proposta di correre per la presidenza della
Regione Toscana anche per loro. Quindi, non ho voglia di andare al macello, di
andare a perdere in un sistema di potere che non c’è neppure nella Cuba di Fidel
Castro. Per questo mi sono tirato indietro». «Non ho tempo da perdere e avrei corso
solo per vincere, sono un Radicale che chiedeva un passaggio al Pdl». «Pannella e
Bonino sapevano della mia indisponibilità a fare la figura del solito radicale che corre
per perdere. Per dieci giorni ho aspettato inutilmente la risposta dal Pdl alla mia
proposta di correre per la presidenza della Regione Toscana anche per loro. Ho
tentato di sgessare una Regione bloccata, ma questi babbioni del Pdl evidentemente
non sono interessati a correre con il rischio di vincere e battere la sinistra dopo
sessanta anni di sconfitte elettorali. Purtroppo, la Toscana è il sogno avverato di
Stalin, un sistema perfettamente stalinista, i gulag ci sono, come si vede, anche se non
sono proprio come quelli sovietici.»

ERNESTO VEGETTI

LUCCA - L'associazione Cesareviviani nel suo ultimo incontro settimanale ha voluto


ricordare la figura di Ernesto Vegetti, autentico guru della fantascienza italiana,
venuto a mancare il 17 di questo mese. È morto all’età di soli 66 anni Ernesto Vegetti,
considerato il guru della fantascienza in Italia nonché animatore di tante iniziative dei
fan di questo genere letterario e dintorni. Nato a Nerviano, nel milanese, il 24 ottobre
1943, iniziò ad appassionarsi alla fantascienza nel 1956, a soli 13 anni, divenendo più

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tardi uno dei massimi esperti del genere. Ha pubblicato articoli, organizzato
convention dei fan e redatto cataloghi e bibliografie. Vegetti ha contribuito ad
organizzare l’Eurocon di Stresa, le Italcon di Borgomanero e Montepulciano. È stato
presidente del circolo «Il Pentacolo», ha contribuito alla realizzazione della fanzine
«Loculus», è stato membro dell’esecutivo della World Sci-Fiction e presidente della
World Sci-Fiction Italia. Ha ideato e curato il «Catalogo della SF, Fantasy e Horror»
con Pino Cottogni ed Ermes Bertoni, disponibile su internet. Il «Catalogo» è il punto
di riferimento documentale fondamentale per tutte le indagini e ricerche
bibliografiche sulla narrativa fantastica prodotta in Italia. Sono state poi lette le
dichiarazioni che Vittorio Catani e Gianfranco Viviani hanno rilasciato alla stampa
subito dopo la morte dell'amico Vegetti. È stato anche ricordato l'impegno con il
quale aveva catalogato molti lavori letterari provenienti da autori della Cesareviani e
gli ultimi contatti avuti con lui sono avvenuti l'anno passato quando inviò le schede di
catalogazione per un ultimo controllo prima di metterle in rete. Tutta la produzione
bibliografica, in primis Urania, tiene conto del Catalogo e sempre ne pubblica le
schede. Un'opera questa che ci si augura verrà portata avanti dai suoi collaboratori,
poiché veramente fondamentale nel panorama della letteratura fantastica.

I RINGRAZIAMENTI DEL WEBNAUTA

Da poco è finito il vecchio anno e desidero ringraziare il mondo globalizzato per


tutte le gradite e-mail che mi sono state inoltrate negli ultimi mesi. Ringrazio chi mi
ha mandato la mail che parlava della cacca di topo nella colla delle buste, così adesso
uso una spugnetta bagnata ogni volta che devo chiudere una lettera. Grazie anche
perché adesso lavo ogni lattina prima di aprirla, per la stessa ragione. Ho terminato i
miei risparmi perché ho mandato tutto alla ragazzina malata che sta per morire in
ospedale per la millesima volta. Ma andrà meglio dopo che avrò ricevuto le 15.000
sterline che Bill Gates e la Microsoft mi manderanno per aver partecipato al loro
speciale programma di e-mail. Oppure quando avrò negoziato col cassiere capo della
banca di Nigeria che vuole dividere con me 7.000.000 dollari dicendo di essere un
lontano parente di un correntista che è morto senza lasciare testamento. Non mi
preoccupo per me, perché ci sono 363.214 angeli che mi guardano le spalle e molte
ragazze dell'est che vogliono conoscermi. Ho imparato che le mie preghiere vengono
ascoltate ed esaudite solo se inoltro le e-mail a sette amici ed esprimo un desiderio
entro i successivi cinque minuti. Non bevo più Coca Cola perché è in grado di
rimuovere le macchie dalla tazza del cesso. Non faccio più benzina senza portare con
me un amico che controlli che un serial killer non si nasconda sul sedile di dietro
mentre riempio il serbatoio. Non vado più ai centri commerciali perché qualcuno
potrebbe drogarmi con un campione di profumo e derubarmi. Non rispondo più al
telefono perché qualcuno potrebbe chiedermi di digitare un numero e poi riceverei

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una bolletta telefonica con chiamate in Giamaica, Uganda, Singapore e Uzbekistan.


Non posso neppure raccogliere la banconota da 5 euro che ho trovato per terra in
parcheggio perché probabilmente è stata lasciata lì da un molestatore sessuale che
aspetta sotto la macchina per afferrarmi ad una caviglia e abusare di me. Se non
mandate questa mail ad almeno 144.000 persone nei prossimi 70 minuti un enorme
gabbiano con la diarrea passerà proprio sopra la vostra testa domani pomeriggio alle
5 della sera. Lo so per certo perché è successo ad un amico di un vicino dell'ex
suocera del secondo marito di mia cugina. E, a proposito, uno scienziato sud
americano, dopo lunghi studi, ha scoperto che le persone con un basso quoziente di
intelligenza e che non fanno abbastanza sesso leggono sempre le e-mail tenendo la
mano sul mouse. Non prendetevi il disturbo di levare la mano adesso: è troppo tardi
Detto questo devo lasciarvi perché sia le Poste Italiane che altre 35 banche, che
sostengono che io abbia il conto con loro, vogliono che passi dal loro sito per
convalidare le mie password. E poi c'è un centinaio di casinò on line che mi hanno
regalato una cinquantina di euro perché giochi con loro. E ancora sono molto
fortunato, sono il 100millesimo utente che è entrato in un sacco di siti internet: ora ho
da ricevere i gadget!

MAI UNA GIOIA

E' un vero spreco nel Lazio: due candidate innovatrici: era assai meglio se la Bonino
fosse stata candidata altrove, dato che d'innovatori candidati a Governatore se ne
contano sulla punta delle dita di una sola mano. Nonostante questo è iniziata una
caccia a impallinare le due. Alla Bonino rinfacciano d'esser radicale: e lo è, è giusto
che lo sia, sta proprio qui la sua novità. S'è appannata col Governo Prodi e con
l'alleanza con le sinistre, ma è pur sempre una persona di rango e qualità. Ricordo che
l'85 per cento della popolazione è favorevole alla legge sull'aborto (non all'aborto,
alla Legge) e Ferrara questa dimenticanza l'ha pagata a caro prezzo.
Altri attaccano la Polverini sulle tessere dell'UGL, e chi l'attacca? gli altri sindacati?
neppure per idea, sono frange all'interno del centro destra: e anche questi signori,
oltre ad essere masochisti, non hanno capito nulla! La Polverini è innovativa e come
la Bonino non gestibile dai partiti: dunque è ok!
Io che sono radicale, di destra e berlusconiano, sono anche dirigente sindacale
dell'Ugl!!! Meno male che voto altrove: un c....o! Abito in Toscana, dove l'unica
candidatura alternativa e innovativa (Toscani) è sfumata per colpa dei "babbioni" del
Pdl. In Toscana, mai una gioia, con Migliori la vittoria alle sinistre è assicurata.

ARENA, TORI E TORERI: VINCITORI E VINTI NELLA VITA

Al Lu.C.C.A. giovedì 28 gennaio ci sarà un talk-show con Christian Balzano e Olivia


Fontana: un faccia a faccia tra due artisti che parlano la stessa lingua. Il 28 gennaio

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giornata conclusiva della mostra di Olivia Fontana nell'area al piano terra del museo,
alle ore 21,00 si svolgerà il talk show “Arena, tori e toreri: vincitori e vinti nella vita”,
dibattito che metterà a confronto dal vivo il pensiero di Christian Balzano e quello di
Olivia Fontana. Prendendo spunto dall’arte e dal pensiero dei due artisti: da una parte
l'uomo/toro di Balzano che fa rivivere la possenza del toro e l'intelletto dell'uomo
durante le scelte determinanti per la propria vita e dall'altra il matador della Fontana,
una sorta di semi-dio che in uno scontro all'ultimo sangue mette a repentaglio la
propria vita nel tentativo di sopprimere, seppur con rispetto, il toro. Si discuterà dei
ruoli del carnefice e della vittima sacrificale, di chi subisce la vita e di chi ne è
protagonista, e come, se possibile, si possono sovvertire le parti. Completeranno il
parterre degli ospiti, moderati dal direttore Maurizio Vanni, il prof. Francesco Maria
Bovenzi, primario dell’Unità Operativa Cardiologia di Lucca, che cercherà di far
capire l'importanza del cuore per la vita e nelle scelte della vita, e Agnese Sargentelli,
psicologa, che approfondirà il concetto di predestinazione legato al ruolo di vincente
o di perdente che assumiamo nella vita. La mostra “Arene. Luci e ombre della
vittoria” di Olivia Fontana, che chiuderà i battenti con il talk-show, è un viaggio tra
otto lavori, di cui tre inediti, legati alla sua ultima produzione sul tema della corrida e
del torero. Protagonista assoluto è il matador, intento nella sfida con il toro, ritratto in
piena azione nell’arena e colto in tutta la sua eleganza e fierezza. L’attenzione dello
spettatore viene catalizzata dall’uomo/torero, nei momenti di riflessione e
concentrazione che precedono gli affondi della spada. Le opere di Olivia Fontana
sembrano esaltare tutto lo stile ed il coraggio del torero, presentato come vincitore a
prescindere dal risultato della corrida: l’accento ricade sul fascino di un carnefice
dall’aspetto e dalle movenze ricercate e da un arguto intelletto pronto a studiare i
movimenti ed i riflessi della sua vittima Olivia Fontana nasce a Lucca nel 1982. Si
laurea in Scienze dei Beni Culturali, con indirizzo storico-artistico, presso
l’Università Statale di Milano. Trasferitasi a Madrid, coltiva la sua passione per l’arte
iscrivendosi ai corsi di pittura della scuola “El Estudio”. Apprende la tecnica pittorica
anche nello studio dell’artista Adriano Pompa, a Milano, e presso l’atelier “Eduard
Mac D’Avoy” di Parigi. Diventa assistente del fotografo Gonzalo de Alvear e lo aiuta
nei suoi reportage a Capri e Lucca, realizzati tra il 2001 e il 2005; insieme pubblicano
nel 2006 il libro Lucca Lux Dei. Nel 2006, a Madrid, frequenta e termina un master
in disegno grafico. A dicembre del 2009 ha esposto con una personale a Lucca,
mentre a giugno del 2010 presenterà le sue opere a Las Ventas, Madrid. Attualmente
vive e lavora come pittrice nella capitale spagnola.

CHRISTIAN BALZANO
Christian Balzano nasce il 12 febbraio 1969 a Livorno, dove tuttora vive e lavora. Nel
1986 si iscrive all’Istituto d’Arte di Pisa dove nel 1988 si diploma in Arte applicata
con una specializzazione nella lavorazione del vetro. Durante gli studi partecipa a
diversi concorsi artistici di pittura e scultura e realizza una mostra personale. Nel

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1989 apre poi una vetreria artistica denominata “Riflesso” a Cascina (Pisa) dove
lavorerà fino al 1997. La sua attività espositiva però non si arresta. Nel 1995 e nel
1996 partecipa rispettivamente alla terza e alla quarta edizione dell’esposizione-
concorso Giovani e Materia: Ricerca e Tendenza, all’interno della Mostra
Internazionale dell’Artigianato, presso la Fortezza da Basso, a Firenze. Da questo
momento comincia anche a intraprendere una serie di viaggi che lo porteranno ogni
anno verso destinazioni lontane, dall’America all’Africa e fino in Asia, lungo circuiti
non turistici per arricchire il proprio bagaglio culturale e trovare nuovi stimoli
artistici: nel 1996 è in Messico e Florida; nel 1997 in Marocco; nel 1998 in Nepal; nel
1999 in India; nel 2000 è in Tanzania e Zanzibar mentre l’anno seguente in
Thailandia; nel 2002 è in Indonesia; nel 2003 a Myanmar (Birmania); nel 2004 a
Bali; nel 2005 a Sarawak (Borneo Malese); nel 2006 compie un tour in diversi paesi
sudamericani tra cui Venezuela, Guatemala, Panama, Costarica, Nicaragua, Honduras
e Belize; nel 2007 è la volta di Cuba e nel 2008 degli Stati Uniti. In questi anni non
manca di visitare le maggiori città europee, in particolar modo in Francia, Inghilterra,
Olanda e Spagna. Nel frattempo continua ad esporre: nell’agosto 1998 partecipa ad
una mostra estemporanea, all’interno della manifestazione Serate Illuminate,
organizzata presso il Centro intitolato a Franco Basaglia, a Livorno. Lo stesso anno,
in novembre, partecipa ad una mostra collettiva, presso i locali dell’Atelier delle Arti
di Livorno. Nel 1999 apre un negozio di arredamento etnico moderno, “Deserto”, a
Livorno occupandosi della progettazione d’interni, lavorandovi fino al 2005. Sempre
nel 1999, ripete l’esperienza dell’anno precedente, prendendo parte alla seconda
edizione di Serate Illuminate. Nell’agosto del 2001, 2002, 2003 e 2004 realizza una
mostra personale durante l’evento Effetto Venezia nella sua città natale. A dicembre
2003 espone presso la Galleria East Weast di Milano mentre a luglio dell’anno
successivo lo troviamo impegnato con una mostra personale presso la Galleria
Artomat di Pietrasanta. Sempre nell’ottobre del 2004 espone presso i locali del
Supper club di Roma. Nel 2005 ripete l’esperienza della mostra personale durante
l’evento Effetto Venezia mentre nel 2006 realizza una mostra a due presso lo spazio
Tiberti di Rovato (Brescia). Nel 2007 partecipa a due collettive: una presso lo spazio
Poliform di Bologna, l’altra presso la Galleria Stragapede/Perini di Milano. Prende
poi parte alla collettiva Segni, a cura di Mimmo Di Marzio, presso la Galleria San
Lorenzo di Milano. Nel 2008 realizza la mostra-evento Non è vero ma ci credo sul
tema della superstizione, curata da Mimmo Di Marzio, presso la Galleria San
Lorenzo di Milano realizzando una scultura in vetroresina collocata durante la
mostra, con il patrocinio del Comune di Milano, in Largo La Foppa. Sempre nello
stesso anno partecipa ad OPEN XI, esposizione internazionale di scultura ed
istallazioni a Venezia Lido, a cura di Paolo De Grandis, e alla collettiva Il vuoto e le
forme 1, esposizione internazionale di scultura, istallazioni e dipinti a Chiavenna
(Sondrio), a cura di Anna Caterina Bellati. Da maggio 2009 Balzano è impegnato in
Argentina con un’esposizione itinerante dal titolo Luci del destino, curata da

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Massimo Scaringella e organizzata dal Lu.C.C.A. in collaborazione con il Pabellón


de las Bellas Artes dell'U.C.A. di Buenos Aires, il CEC - Centro de Expresiones
Contemporáneas di Rosario e il Museo Provincial de Bellas Artes Franklin Rawson di
San Juan. A ottobre 2009 ha partecipato con una sua opera alla mostra
“Milanogallerie”, tenutasi al Palazzo della Triennale di Milano, promossa dalla
Camera di Commercio di Milano e organizzata dall’Associazione Nazionale Gallerie
d’Arte Moderna e Contemporanea.

ACCENTI DIVERSI, STORIE DIVERSE

SAN MINIATO - Un viaggio attraverso l'Italia con le sue tradizioni, le sue culture, i
suoi 'accenti diversi' Questo viaggio inizia partendo da un piccolo paesino di mare
situato sulla costa ionica calabrese, Camini, e da qui strada facendo, presi per mano
dagli autori, siamo portati in diverse regioni a conoscere molte storie che
effettivamente fanno parte della nostra vita quotidiana. Attraverso le loro fantastiche
storie, i nostri autori ci hanno dato un saggio della loro bravura, ma allo stesso tempo,
con i loro scritti, ci hanno fatto conoscere culture diverse, radicate al posto dove
siamo nati, posti che al primo impatto si differenziano tra loro per la cadenza degli
accenti che caratterizzano il suono della voce. Nel racconto di Vittorio Baccelli,
troviamo un incontro ravvicinato, tra realtà dubbi e fantasia. Sabato 30 ci sarà la
presentazione dell'Antologia a San Miniato (PI). La presentazione si terrà, con il
supporto del Comune, presso il circolo Arci di Isola (piccola frazione di San Miniato)
alle ore 18,00.Nell'antologia racconti di Francesco Galeota, Mariella Musitano,
Silvana Ferrario, Katia Croci, Francesco Meccariello, Anna Rossetto, Gian Battista
Taddei, Vittorio Baccelli, Marco Sessi, Simona Vassetti, Annalisa Maria Alessandra
Margiotta, Antonio Caiulo, Martino Piras, Maddalena Farruggia, Teresa Regna,
Andrea Saviano, Selene Coccato, Maristella Occhionero, Andrea Michele Vincenti,
Marisa Amadio, Virginia Alessandri, Sergio De Angelis. La presentazione
dell'Antologia sarà a cura del giornalista Riccardo Cardellicchio e di Pietro Gerardo
Violi. Durante la serata saranno letti alcuni brani dell'antologia dalla viva voce di
alcune attrici facenti parte d'una nota compagnia teatrale. La serata sarà oltremodo
allietata e onorata dalla presenza, già confermata, di Pietro Gerardo Violi, coautore. Il
nome di Pietro Gerardo Violi è legato a quello di Padre Pio: prima per avere lavorato
come medico per tutta la vita all'ospedale di San Giovanni Rotondo e poi per avere
contribuito scientificamente alla beatificazione del Santo. Nella recente trasmissione
Misteri di Enrico Ruggieri su Italia 1, abbiamo potuto ascoltarlo su questi temi.
Saranno presenti anche Vittorio Baccelli e Francesco Galeota, curatore dell'antologia.

LA REGIONE VARA UNA VERGOGNOSA LEGGE SULLA CACCIA

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Mentre dai recenti sondaggi, l'80% degli italiani non ne può più dei residuali 500mila
cacciatori, la Regione Toscana in controtendenza ha varato una legge bipartisan che
recupera le istanze più retrive dei cacciatori estremisti. Eppure il Pdl che
vergognosamente s'è astenuto, dovrebbe essere sensibile ai sondaggi. Il Giornale
ultimamente ha infatti pubblicato interessanti articoli anticaccia, discostandosi dalle
sue posizioni tradizionali. Ma questa legge è anche un bufala perché sarà sicuramente
cassata visto che è zeppa di norme incostituzionali e in contrasto con le normative
comunitarie. La sinistra Regione Toscana in alleanza con l'opposizione ha dunque
compiuto un ulteriore passo verso l’anarchia venatoria. Ecco alcuni dei punti
inaccettabili contenuti nel testo della nuova legge, secondo il WWF che ha già
presentato vari ricorsi:
- Eliminazione della competenza a vigilare sulla caccia per guardie ambientali
volontarie e guardie zoofile, con conseguente riduzione dei controlli sul campo a
favore di chi non rispetta le norme.
- Deregulation per gli abbattimenti fuori stagione per soprannumeri faunistici, veri o
presunti, con la presenza alle battute di una guardia venatoria volontaria delle
associazioni venatorie e non di un agente della Polizia provinciale (quale garanzia?) e
non necessità in alcuni casi di parere ISPRA.
- Esclusione degli appostamenti fissi di caccia dalle norme di licenza edilizia in
contrasto con le leggi regionali e nazionali in tema di urbanistica.
- Utilizzo di trappole da parte di comuni cacciatori ‘autorizzati dalle Province’.
- Addestramento cani con sparo fuori periodo e addirittura in aree recintate, una vera
e propria ‘corrida venatoria'.
- Apertura al commercio della fauna selvatica abbattuta con pericoloso stimolo al
bracconaggio e connessi.
- Conferma e aumento del finanziamento pubblico alle associazioni venatorie.
Inoltre è in approvazione una legge sulle procedure di valutazione di impatto
ambientale dei vari piani e progetti che delega ai Comuni gran parte delle competenze
relative alla fondamentale Valutazione di Incidenza sui Siti di Interesse Comunitari,
strumento principale di tutela di queste aree. Ciò aumenta fortemente il rischio tutela
in quanto i Comuni non hanno in genere competenze specifiche di questo tipo nel
loro organico, sono in genere più influenzabili dalle pressioni locali rispetto alla
tutela di aree di interesse invece sovranazionale nell’ambito della Rete Europea
Natura 2000, evidentemente potranno muoversi in modo disomogeneo quando invece
questi siti richiedono una conservazione coordinata e di insieme.

SALINGER E LIBERE LETTURE

LUCCA – Mercoledì 3 febbraio, alle ore 17.00, presso la Casermetta Santa Maria

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delle Mura Urbane, si terrà un pomeriggio organizzato dall’Associazione Culturale


Cesare Viviani con letture libere, in prosa o poesia, editi o inediti, aperte ai soci e
non. Condurrà Olinto Guerrini da Libbiano, noto poeta pisano, da anni collaboratore
dell'associazione, presente in numerose antologie e vincitore di prestigiosi premi
poetici. Nel corso del pomeriggio verrà reso un tributo a Jerome David Salinger, lo
scrittore americano scomparso lo scorso 27 gennaio e autore del celeberrimo Il
giovane Holden. Salinger iniziò a pubblicare racconti sul The New Yorker, poi nel '51
conobbe il successo con l'uscita di The Catcher in the Rye, tradotto in italiano con il
titolo Il giovane Holden. Salinger raccontò spesso che il romanzo era una specie di
autobiografia, spiegando che la sua adolescenza fu molto simile a quella del ragazzo
del libro, Holden Caulfield. «È stato un grande sollievo parlarne alla gente» disse.
Dal 1965 aveva smesso di scrivere. Dal 1980 non dava interviste. Nato il 1 gennaio
1919 e cresciuto a Manhattan, lo scrittore si era trasferito a Cornish nel New
Hampshire riducendo progressivamente i contatti. Lo scrittore da allora ha rilasciato
pochissime interviste. Non ha mai effettuato apparizioni pubbliche, né pubblicato
nulla di nuovo dal 1965, anno in cui apparve sul The New Yorker un ultimo racconto.
Il Giovane Holden sconvolse il corso della letteratura americana liberando la mano a
discepoli geniali come Dom DeLillo e Thomas Pynchon. Il suo protagonista, Holden
Caulfield, divenne il prototipo dell'adolescente ribelle e confuso in cerca della verità
e dell'innocenza al di fuori dell'artificiale mondo degli adulti. Tra gli altri libri di
Salinger, Nove Storie, Alzate l'Architrave Carpentieri, Franny e Zooey. Adesso si
parla già di numerosi inediti da lui lasciati.

SBATTI IL RAGAZZINO IN CRONACA

LUCCA - Ed eccoci all'ennesimo arresto per un po' di piante di marijuana trovate in


casa al solito ragazzo sprovveduto di turno. È questa una notizia? Sì è la notizia del
fallimento dell'ideologia del proibizionismo. Tutti i giorni: sgominata banda di
spacciatori, fermato il giro della droga, coltivazione di canapa scoperta... E questo da
decenni, senza comprendere che la via del proibizionismo serve solo a mandare in
galera gente e ragazzini sprovveduti, oltre a far guadagnare miliardi alla criminalità
organizzata che gestisce il business. Il proibizionismo negli USA sembra non esser
stato compreso da nessuno: eppure Cosa Nostra ci fece la sua fortuna a suon di
miliardi di dollari. Ogni tipo di civiltà ha le sue droghe, da noi quelle legali principali
sono alcolici, superalcolici e tabacco... eppure proprio i superalcolici secondo il
rapporto ONU del '58 sulle droghe, sono la droga più pericolosa in circolazione. A
mio avviso altrettanto pericoloso è il tabacco. Eppure queste droghe sono di libera
vendita, giustamente con il solo blocco dell'età. A questo punto occorre riflettere,
perché non legalizzare le droghe, accompagnando la legalizzazione alle fasce d'età e
ad una corretta informazione su gli effetti nocivi? In questo modo taglieremo le
risorse finanziarie alla malavita organizzata, e potrà esser controllata la qualità delle

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sostanze. Ma è chiedere troppo, forse perché si vuole che la mafia seguiti a


guadagnare. Ci troviamo in uno stato che si dice liberale, anche i governi di
centrosinistra, a parole erano liberali. Allora mettiamo un po' di liberalismo nella
concezione delle libertà del cittadino. L'etica liberale, lo stato liberale, dovrebbe
tutelare le libere scelte individuali. A parole fin'ora. Sull'aspetto droga, lo stato
liberale dovrebbe almeno iniziare dalla canapa e derivati, legalizzandoli. Potrebbe
esser questo un primo passo per non più veder sbattere in cronaca il ragazzino trovato
con la pianta di marijuana. I tempi forse sono maturi perché il legislatore intervenga
in senso liberale; la Comunità Europea sta varando progetti per l'utilizzo della
canapa, pianta fenomenale che si può mangiare, fumare, tessere, da essa si può trarre
olio combustibile e medicinali.

SALINGER: I SEGRETI DEL TITOLO THE CATCHER IN THE RYE CHE


IN ITALIA DIVENNE IL GIOVANE HOLDEN

J. D. Salinger, l'autore del Giovane Holden, è morto a 91 anni per cause naturali nella
sua casa di Cornish, New Hampshire. A dare l'annuncio il figlio. Salinger iniziò a
pubblicare racconti sul The New Yorker, poi nel '51 ci fu l'uscita di The Catcher in
the Rye, in italiano Il giovane Holden. Salinger raccontò spesso che il romanzo era
una specie di autobiografia, spiegando che la sua adolescenza fu molto simile a quella
del ragazzo del libro, Holden Caulfield. «E' stato un grande sollievo parlarne alla
gente» disse. Dal 1965 aveva smesso di scrivere. Dal 1980 non dava interviste. Nato
il 1 gennaio 1919 e cresciuto a Manhattan, lo scrittore si era trasferito a Cornish nel
New Hampshire riducendo progressivamente i contatti con tutti. Lo scrittore da allora
ha rilasciato pochissime interviste. Non ha mai effettuato apparizioni pubbliche, né
pubblicato nulla di nuovo dal 1965, anno in cui apparve sul The New Yorker un
ultimo racconto. Il Giovane Holden sconvolse il corso della letteratura americana
liberando la mano a discepoli geniali come Dom DeLillo e Thomas Pynchon. Il suo
protagonista, Holden Caulfield, divenne il prototipo dell'adolescente ribelle e confuso
in cerca della verità e dell'innocenza al di fuori dell'artificiale mondo degli adulti. Tra
gli altri libri di Salinger, Nove Storie, Alzate l'Architrave Carpentieri, Franny e
Zooey. A suo tempo fece persino scandalo, per il punto di vista contestatario, per il
linguaggio disinibito, per come affrontava temi quali la religione e il rapporto con i
genitori. Holden è un classico e negli USA lo si legge a scuola, da quando lo riscoprì
e lo esaltò la generazione bruciata del rock, che vi vide una sorta di fratello ideale di
James Dean, un anticipatore delle insofferenze del '68. Così si è conquistato un posto
nell'immaginario di tanti giovani, divenendo un personaggio emblematico. Salinger
racconta della ribellione e dell'impossibilità a essere adulti, come ha fatto tanta
letteratura americana da Tom Sawyer di Mark Twain a Mr. Vertigo di Paul Auster,
quasi fosse il paese a non poter diventare adulto, orfano e lacerato tra la libertà
personale e la necessità di una comunità di appartenenza. In Italia uscì una prima

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volta nel 1952 col titolo Vita da uomo, la sua fortuna da noi è legata all'edizione
Einaudi del 1961 e, soprattutto, alla felicissima traduzione di Adriana Motti, che
seppe rendere il college slang originale con assoluta colloquiale vivacità e
immediatezza di modi di dire, trovando tante diverse espressioni per il continuo
intercalare «and all» del protagonista, da «e compagnia bella» a «e quel che segue» o
«e tutto quanto». Una rabbia forse per qualcuno oggi datata, ma che è quella di
Salinger stesso, che rifiuta contatti e non pubblica più nulla, vivendo asserragliato
nella piccola cittadina di Cornish nel New Hampshire, dove comunque gli arrivano
gli echi di critiche e attacchi, come le acide memorie di sua figlia o quelle di una ex
amante, cui fa rispondere al suo avvocato. Jerome David Salinger era nato a New
York, a Manhattan, da un commerciante di carni ebreo di origini polacche. Finito il
college in America, abbandonò tutto imbarcandosi su una nave da crociera e solo più
avanti accettò di entrare nell'impresa del padre, che lo mandò alla filiale di Vienna
della società, da dove fuggì giusto un mese prima dell'annessione nazista. Tornato in
patria frequentò il corso di scrittura della Columbia, dove il suo insegnante gli
pubblicò il primo racconto nel 1940. Era il periodo in cui si dimostrava entusiasta del
buddismo Zen e aveva una relazione con Oona ÒNeill, figlia del celebre
drammaturgo, che lo lasciò quando si innamorò di Charlie Chaplin. Dal 1942 prese
parte alla guerra in Europa, presente allo sbarco in Normandia e alla battaglia delle
Ardenne, quindi assegnato al controspionaggio, col quale fu tra i primi a entrare nei
lager tedeschi. «È impossibile non sentire più l'odore dei corpi bruciati, non importa
quanto a lungo tu viva», la figlia ricorda di avergli sentito dire. Anche in guerra non
smise mai di scrivere e, al ritorno, quando mandò al New Yorker Una perfetta
giornata per i pescibanana, ebbe un contratto di prelazione per tutti i suoi futuri
lavori. Prima di partire soldato aveva scritto un racconto con protagonista Holden
Caulfield e diceva che era una figura che avrebbe meritato un romanzo, come poi
accadde. Dopo la pubblicazione di Nove racconti nel 1953, lo scrittore cominciò a
ritirarsi dalla vita pubblica e a difendere la propria privacy, sino a raggiungere una
sorta di isolamento totale quasi maniacale. Si sa che si sposò nel 1955 con una
studentessa, Claire Douglas, da cui ebbe due figli, Margaret e Matt, e dalla quale fu
lasciato nel 1966. Pubblicò ancora nel 1961 Franny e Zoooey e nel '63 Alzate
l'architrave, carpentieri. All'inizio degli anni settanta ebbe un'amante, che, finita la
relazione, disse che Salinger scriveva regolarmente e aveva completato almeno altri
due romanzi. Pare avesse messo un segno rosso sui manoscritti che si potranno
pubblicare così come sono e uno blu su quelli da revisionare. C'è chi proclamò di
avergli sentito dire di avere completato «un romanzo romantico, ambientato negli
anni della guerra». Nel 1997 fu annunciata l'uscita di un suo vecchio, breve racconto
mai edito in volume, Hapworth 16, 1924, più volte rimandata e poi sospesa. Negli
anni ottanta, per impedire la pubblicazione di una sua biografia non autorizzata,
Salinger fu costretto a recarsi in tribunale. A domanda del giudice rispose: «Mi
occupo di narrativa, non saprei come meglio definire il mio lavoro. Seguo i miei

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personaggi nella loro naturale evoluzione. È quello il mio punto di partenza». Adesso,
ne siamo sicuri, vedremo assai presto in libreria i suoi inediti.

POLVERI SOTTILI

Mai come in questi giorni le famigerate polveri sottili stanno tenendo banco. L'Arpat
regionale afferma che sono calate in tutta la Toscana, lucchesia compresa, ma a
questo molti ribattono che il monitoraggio regionale non tiene conte delle centraline
site nei posti più inquinanti. C'è poi l'ordinanza del sindaco di Capannori che vieta
l'uso di stufe a legna e caminetti nelle case ove vi sono presenti altri tipi di
riscaldamento, e il bruciare legname all'aperto. Una ordinanza che trova la sua ragion
d'essere sempre nei monitoraggi Arpat, questa volta quelli lucchesi, dai quali risulta
che una buona parte dell'inquinamento da polveri sottili è dovuto alla combustione
del legname. E sono in molti a chiedersi allora che senso abbia autorizzare aziende
alla costruzione di centrali a biomasse, quando proprio la combustione del legname
aumenta questo tipo d'inquinamento. Nella Valle del Serchio sono stati proposti ad
oggi ben sedici impianti per la combustione di non meglio specificate biomasse. Da
solo quello dell'Alce dovrebbe bruciare 150mila tonnellate l'anno di legname e,
impianti analoghi, sono stati richiesti a Fabbriche di Vallico e Gallicano. Acqua calda
e energia elettrica da vendere all'Enel, e così saremo a 400mila tonnellate annue di
biomasse, cioè di legname, che dovrebbero esser incenerite nella Valle se gli impianti
venissero autorizzati. I calcoli sulla sostenibilità ci dicono che occorrerà una massa di
materiale da bruciare di circa quattro volte superiore alla soglia di sostenibilità. Oggi
si rischierebbe una deforestazione selvaggia, e poi cosa su vuol fare della Valle? Un
insieme di camini fumanti? E l'inquinamento? E le polveri sottili? E le statistiche sui
tumori?

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stampato nel febbraio 2010


a Seville (E)
dalla lulu.com per
Tesseratto Editore

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