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Transiti Poetici – Volume XXII

TRANSITI POETICI
Volume XXII

Antologia
a cura di Giuseppe Vetromile

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano


nr. 34

Copertina di Ksenja Laginja

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 2


Transiti Poetici – Volume XXII

Gli Autori

Laura Accerboni
Domenica Caponiti
Beppe Costa
Graziella Di Grezia
Michela Gorini
Tiziana Marini
Maria Teresa Murgida
Lidia Popa
Daniela Quieti
Giancarlo Serafino

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 3


Transiti Poetici – Volume XXII

Introduzione

Zona Rossa, Zona Arancione, Zona Gialla, ora anche Zona Bianca da qualche parte.
L’Italia multicolore, il Mondo suddiviso e diviso in zone di alta, media e bassa
pericolosità. Il contagio da Covid-19, come forse era prevedibile, continua a dilagare e
a condizionare la nostra esistenza, colorando di tristezza, di illusioni e di speranze le
nostre giornate e i nostri territori. Giusto un anno è trascorso e nulla pare sia cambiato,
purtroppo. Le sofferenze aumentano, le preoccupazioni pure e le misure cautelative
sembra non ci rassicurino poi tanto. E poi c’è da sperare nella vaccinazione, malgrado
quel po’ di confusione in merito che continua a intimorirci.
Iniziammo questo viaggio antologico giusto un anno fa, per tenerci impegnati, per
confortarci vicendevolmente sussurandoci l’un l’altro quel adda passa’ ‘a nuttata di
eduardiana memoria, per condividere le nostre emozioni e le nostre poesie. La scena è
simile a quella di un nonno accanto al caminetto acceso che irradia calore, e non solo
dalle fiamme dei ceppi ardenti, ma anche dalla voce suadente e rasserenante di lui
mentre narra le favole ai nipotini, in una serata oscura e fredda, dilaniata da una
incombente tempesta di neve: fuori si sentono gli ululati dei lupi, il mondo è in balia
del demonio e dei pazzi, la casa è un rifugio sicuro, il calore del focolare è
indiscutibilmente confortevole e rassicurante: qui dentro nessuno potrà entrare, neanche il
peggiore dei virus influenzali! C’è il nonno a proteggerci, c’è il focolare a riscaldarci.
Siamo stati colti alla sprovvista, nessuno se l’aspettava. Forse la situazione attuale è
simile alle recenti epoche storiche di quelli che hanno vissuto il dramma della guerra.
Possiamo solo immaginare lo stato di continua tensione, che spesso sconfinava nel
terrore, causato dai bombardamenti, dalle incursioni fin dentro il cuore delle città, della
mancanza di ogni tipo di sostentamento. Adesso questo stato di tensione serpeggia
subdolo tra di noi e, consapevolmente o inconsapevolmente, influisce sul nostro stato
d’animo: un nemico invisibile, stavolta, che può bombardarci da un momento all’altro,
cogliendoci impreparati.
Tendiamo così a richiuderci nella casa del nonno, a trascorrere la nostra esistenza
quotidiana accanto a quell’unico caminetto che è e rimane la fonte del nostro calore,
della nostra serenità e della nostra sicurezza. Rischia di spegnersi, quel caminetto, ma
dobbiamo mantenerlo sempre acceso, dobbiamo alimentarlo continuamente con il
nostro coraggio e la nostra speranza.
E dobbiamo narrarci le nostre favole, i nostri sogni, i nostri progetti futuri, accanto a
quel caminetto. Il nonno è il nostro cuore e la nostra anima, la nostra Poesia e la nostra
arte.

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Transiti Poetici – Volume XXII

Uniamo in questi grigi momenti di sconforto e di preoccupazioni i nostri caminetti.


Condividiamo i nostri valori e la nostra umanità.
Anche questo ventiduesimo volume dell’Antologia rappresenta il legame caloroso che
esiste tra di noi, un legame artistico e poetico che contribuisce a rafforzare la serenità
e la speranza per un domani libero da ogni condizionamento virale e psicologico.
Ringrazio per questo i dieci validissimi autori presenti in questo volume, tappa
importante di questo mio viaggio senza confini nel mondo della poesia
contemporanea.
Giuseppe Vetromile

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Transiti Poetici – Volume XXII

LAURA ACCERBONI

Genovese di origine, Laura Accerboni vive a Ginevra. Autrice di diverse raccolte di


poesia, è stata tradotta in molte lingue, a dimostrazione della sua intensa e impegnata
attività letteraria, peraltro molto apprezzata. La sua poesia, come negli esempi qui
proposti, si caratterizza per una spiccata propensione alla schiettezza e alla autenticità
della vita: la figura del bambino rappresenta il perno principale del suo dettato poetico
in quanto simbolo ed effigie di una umanità che può riscattarsi solo con l’affermazione
dei propri autentici valori sociali e spirituali, al di là di meri materialismi. Versi che
prendono, non privi di una vaga vena di ironia.

Ieri il bambino più alto


ha messo una pietra
tra i denti
e ha iniziato a masticare.
Ha dimostrato
a sua madre
ciò che una bocca può fare
se messa all'orlo
e che una casa distrutta
è solo una casa distrutta.
Ieri tutti i bambini più alti
hanno messo alla fame i nemici
e raccolto i loro giochi in fretta.
Hanno dimostrato alle madri
l'ordine
e la disciplina dei morti

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Transiti Poetici – Volume XXII

poi sono corsi


a lavarsi le mani
e ad ascoltare
le notizie
in forma di ninnenanne.
(da La parte dell’annegato, Nottetempo, 2015)

***

L’acqua
sta sotto
al letto
se non dormi
arriva
alle lenzuola
e annega
ogni cosa
fino al tetto.
(da Acqua acqua fuoco, Einaudi, 2020)

***

La fabbrica
chiude
di continuo
si annida
sotto pelle
moltiplicandosi.
Dalle analisi
risulta
asportabile
il corpo

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Transiti Poetici – Volume XXII

di mio figlio
mentre lei
rimane.

(da Acqua acqua fuoco, Einaudi, 2020)

***

Sono stili
di vita
sbagliati
dice
il ministro
con la salute
serrata
tra i denti.

(da Acqua acqua fuoco, Einaudi, 2020)

***

Aveva delle
strade e
tre piazze
in tasca
per questo
il bambino
stava fermo
potevano
scivolargli
in qualsiasi
momento
e la polizia
era proprio lì
a due passi.

(per il film “Lockdown 2020 - L’Italia invisibile” di Omar Rashid)

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Transiti Poetici – Volume XXII

DOMENICA CAPONITI

Da Messina la voce poetica di Domenica Caponiti è un canto dell’anima dolente verso


speranze di cieli e di luce. Autrice di due raccolte poetiche e segnalata con Premi
Speciali in importanti concorsi letterari nazionali come il San Domenichino e
l’Histonium, Domenica Caponiti investe nella sua poesia tutta la sua solarità e fiducia
nell’aspetto salvifico e redimibile di questa. Le vicissitudini familiari hanno infatti
rafforzato la sua creatività poetica fin dalla giovane età, accompagnandola in una
continua ricerca del sublime e della purezza in natura e nell’uomo, e manifestandola
poi con versi di alta liricità.

Un sogno d’azzurro

Di luce è il mite silenzio,


piega d’amore sui fianchi della notte.
In cerca di sogni
nella valle disincantata.
Poi un farfuglio di vertigini
tesse spasmi nella dimenticata
aria. Lentamente la voce si smarrisce
nel sudore fuligginoso della vita,
e cerca il nuovo sentiero
sulle mani di stelle rannicchiate

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Transiti Poetici – Volume XXII

al pianto di momenti mai scritti.


E dipinge un sogno d’azzurro:
l’ultimo tra camicie consumate dal tempo.
Non possiamo farci inverno,
negli occhi che non videro
lampeggiare i lunghi viaggi
tornati soli. Senza quelle fiaccole
lontane, di quei morbidi domani
ricamati dalle parole accese nel petto.
“Ci sarà ancora un sogno,
e sarà d’azzurro nelle cose
ancora sconosciute.
E sarà pane per le tremule ossa,
sarà l’ombra dell’anima
inzuppata d’amore
tra laghi di poesia, sui seni del paradiso”.

***

Ditemi, la voce dei miei fiori

Ditemi dove
gli spazi strappati
agli occhi non sono tristi
dove il vento dipinge
i sorrisi incorniciati ai gigli
dove l’arcobaleno conduce
ai campi che abbracciarono
la smarrita stagione.
Ditemi dove accarezzare
l’orma che suona

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Transiti Poetici – Volume XXII

il ruscello delle ombre…


s’amano assopendosi
nello stesso passo del pensiero.
Ditemi dove sta l’amore mio,
se legge nei fiori di maggio
gli sguardi che s’inseguono
negli annunciati ritorni.
Ditemi se scrivo
per vivere in lui
camminando il sole
caduto del giorno.
Ditemi,
la voce dei miei fiori.
Dove hanno fermato le parole?

***

Io abito le stagioni del vento

Pacata solitudine
con l’aroma di cielo
s’incolla sulla pelle
…e sordo diviene il mio canto.
Muto si dirada nel volo degli angeli,
unico abbraccio sentito
nella foschia di scheletri in festa.
E le finestre d’argilla si chiudono,
le case degli spasmi
sono spoglie abbandonate.
Io abito le stagioni del vento.

(da Dove viaggio l'infinito, Ediz. Ibiskos Uliveri)

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Transiti Poetici – Volume XXII

BEPPE COSTA

Una vita profusa nell’arte e nella letteratura ad altissimi livelli, nel costante e intenso
impegno come scrittore, come poeta, e professionalmente come editore: Beppe Costa,
originario di Catania ma da più di quaranta anni residente a Roma, città che lo ha visto,
e lo vede tuttora, protagonista in molti nobili e importanti eventi culturali, autore di
tantissimi libri, anche di teatro. Della sua vastissima produzione letteraria, ci onoriamo
di proporre qui alcuni esempi del suo pensiero, fortemente incentrato sul valore della
parola poetica, capace di affrontare in modo sublime qualsiasi tematica e qualsiasi stato
d’animo. Dai suoi versi caldi e accorati emerge anche un forte sentimento per la vita e
per la natura: un canto appassionato colmo di cuore e di amore, ma non privo di una
velata ironia.

la poesia

Sublime la poesia che scopre i sogni


cela ai vicini i tormenti
frequentata da pochi
Sublime la poesia che non sceglie il tempo
che non sceglie i luoghi
che soprattutto non ha nazione
Sublime la poesia
che diventa vita
Sublime la poesia

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Transiti Poetici – Volume XXII

che nasconde desideri e incubi


non saprai mai o
sarà troppo tardi
chi sei
chi potresti essere
e intanto regalo a molti
ciò che vorrei offrire solo a te
Sublime la poesia
che resta inganno
che illude il tempo
che non è tiranna
Sublime la poesia quando non è egoista

Avrei voglia di terra

Avrei voglia di terra


l’odore di foglie e formiche
di erba alberi rami secchi
potrei sedere e guardare il mio corpo
ricoprirsi d’insetti
Avrei voglia di mare
lasciarmi coprire d’acqua
andare giù fino in fondo
scoprire e spegnersi la luce poco a poco
e morire come un pesce pescato
Avrei voglia di cielo
passare in mezzo a nuvole e oltre
incuriosire gli uccelli
che infine senza paure comincerebbero a beccare
e ricadere indietro senza più cuore
Avrei voglia di sentirlo battere il cuore
amplificarsi fino a scoppiare

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Transiti Poetici – Volume XXII

Avrei voglia di pensare ai miei anni tutt’insieme


esser sconfitto e riprender daccapo
Avrei voglia di bere tanto vino
impazzire ubriaco senza più occhi per raccontare
Avrei voglia di correre all’infinito
e vedermi arrivare sempre prima di me
Avrei voglia di radermi per bene i polsi
bere il mio sangue ritornare pulito e bambino
e
Avrei tanta voglia di te

(da Anche ora che la luna, Multimedia, Casa della Poesia, 2010)

***

Rosso

Del rosso abbondante in strade morenti


del rosso di cuori che non vedono sole
del rosso di sole che non vedono cuori
di cuori al macello
di albe infuocate da spari di cielo
di rosso del sangue di fuochi
di giochi
di rosso del sangue d’una vita
che nasce
di rosso della madre che muore
di rosso annerito da miniere e sudori
del rosso del vino che ha sconfitto
la vita
del rosso del vino che ubriaco di te
del rosso di palco di sera da sballo
di rosso d’amore a volte al tuo fianco
del rosso tramonto che scambia

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Transiti Poetici – Volume XXII

i miei giorni
del giorno che vita che mi riporta a te
del rosso di luce di quadri d’autore
di rosso di fiamma al camino che scalda
del rosso di croce quand’è solidale
di rosso che brucia ma non porta calore
di rosso d’un fiore per errore raccolto
di rosso di viscere di lava
alla terra che lava
di rosso chiarore che esplodendo non vedi
di rosso che vesti quando svesti il pudore
di rosso di labbra che apri alle labbra
del rosso ferita al tuo ventre e così
la mia vita comincia

Rifugio

così m’era parso di vederlo il mare


andavo incontro senza scarpe
non ricordando di non saper nuotare
forse avrei potuto camminarci sopra
qualcuno prima di me lo aveva fatto
devo fidarmi di una storia antica
d’un gommone non c’è da fidarsi
sapevo già che l’onda m’avrebbe
per amore preso senza esitazione
ero quasi certo che camminando sull’acqua
non avrei trovato recinti né fucili puntati
e nessuna frontiera mi avrebbe mai fermato

(da Rosso, poesie d’amore e di rivolta, Associazione Pellicano, 2015-2017)

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Transiti Poetici – Volume XXII

***

Poeti

sapete bene che i poeti sanno mentire


parlando di vita credendo di morire
invocano la morte per rimanere eterni
dicono di lei quando non esiste,
e se esiste non si accorge della loro presenza
sono grossi imbroglioni perché come dice Pacheco
vivono per uno e soffrono per tanti
vorrebbero poi entrare nei sogni di ciascuno
mentre nessuno riesce a vederli
s’immaginano stretti fra labbra rosse
mentre di rosso vedono solo sangue
diffidate di loro ma non fatene a meno

(da Il poeta che amava le donne (e parlava coi muri), Pettirosso Editore, 2019)

***

covid 19

siamo sono statistica


costante metodica estrema
senza concedere soste
mentre l’amore tiene qualche vecchio vivo
non l’amore per i vecchi
bensì l’amore dei vecchi – l’amore che ho –
costante metodico estremo
mentre tu figura per me sempre più invisibile
siamo sono un numero

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Transiti Poetici – Volume XXII

fra quelli che in terzo turno


aspetta quel miracolo nato
come un bambino in nove mesi: miracolo per la vita
siamo solo fantasmi
presenti ma tenuti prigionieri
in attesa del vaccino
che ci renda immune dal dolore d’assenza d’amore

sono solo un uomo


non certo unico che aspetta l’abbraccio
sapendo che presto ci sarà
e sarà l’ultimo che mi sbatte alla terra ridotto in cenere

(Inedito)

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Transiti Poetici – Volume XXII

GRAZIELLA DI GREZIA

Medico radiologo di Avellino, Graziella Di Grezia frequenta il mondo letterario da


molti anni e con ammirevoli risultati, avendo pubblicato alcune raccolte poetiche; ma
il suo impegno in campo artistico non si ferma alla poesia, in quanto eccelle anche
come pianista, ideando e conducendo progetti poetico-musicali molto interessanti,
come Pianoterra, insieme a Susanna Puopolo. La sua poesia si caratterizza per un dettato
sobrio e immediato, privo di titoli, ma intenso nella sua proposta etica e civile: versi
che stimolano riflessioni profonde sulla vera essenzialità dei comportamenti sociali.

Oggi ho soltanto
desiderio delle
mie stanze,
delle mie scale,
dei luoghi
che sono nati con me
e che mi hanno cresciuto.
Ho voglia di sentire
le mura che mi hanno
abbracciato quando
le crepe li stavano aprendo.
Ho voglia del bianco
dei miei soffitti
e delle mie porte chiuse

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Transiti Poetici – Volume XXII

a chiave.
Ho voglia delle tazze
in cui ho preparato tutti i miei tè.
Ho desiderio di rimetterle
in ordine le stanze.
Non dei loro oggetti,
ma dei loro soggetti.

***

Fate a pezzi l’odio,


come un puzzle al contrario.
Staccate ogni parte e lasciatela
nella scatola.
Riempite la scatola
di pezzi di odio
che non combaciano
tra loro.
Resteranno isolati, inutili,
capovolti, stravolti.
Vi accorgerete che non
avete bisogno dell’odio
per essere vivi.
Perdonate l’odio
ma non l’indifferenza.

***

Siamo noi
Quando diciamo di no
Quando gestiamo il coraggio
Con coraggio.
Siamo noi
Quando il rossetto si cancella
Quando la camicia si stropiccia
Quando ci scottiamo le labbra

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 19


Transiti Poetici – Volume XXII

Con la tazza del caffè.


Siamo noi quando
Siamo noi
Quando siamo soli
Quando non c'è nessuno
a guardarci,
A sentirci,
Ad aspettarci.
Siamo noi.
Siamo io e me.

***

Baciate chi odiate


Baciate chi avete smesso di amare.
Baciate chi vi ha lasciato.
Baciate chi vi detesta.
Soltanto grazie a loro
potete rimettervi in gioco,
potete rifarvi una vita
diversa da quella che vi
eravate cuciti addosso.
Amate la vostra nuova vita.
Baciatela.
Abbracciatela.
E coloro che vi hanno detestato,
si detesteranno.
perché non si sapranno
baciare,
abbracciare,
neppure da soli.

***

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 20


Transiti Poetici – Volume XXII

Siate cardiaci
quando abbracciate le persone,
siate cardiaci quando fate le cose
facili da fare.
Siate cardiaci quando vi alzate il lunedì,
quando la notte vi bussano
i ragazzi che girano per strada.
Non siate mansueti con una vita
che si dimostra cinica nei vostri
riguardi.
Siate cardiaci contro i cinici,
come una farfalla contro una cimice.
Schiacciate la cimice e fatelo col cuore.
Si ammazza d’amore.
Il nemico.
Oppure se stessi.

***

Il mio corpo
non è mio,
ma di chi lo
accarezza
dentro una poesia.

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Transiti Poetici – Volume XXII

MICHELA GORINI

È una poesia dilaniata, nervosa, frammentata, quella della pesarese Michela Gorini, ma
proprio per questo è da ritenersi profondamente incisiva e originale, soprattutto sotto
l’aspetto psicologico del comportamento personale. Autrice di diverse raccolte
poetiche e vincitrice di importanti concorsi letterari nazionali, molto presente anche in
varie rassegne e riviste online, Michela Gorini ci dona dunque, come negli esempi qui
proposti, una poesia il cui dettato è caratterizzato da una forte ricerca del senso
dell’esistenza: carne e spirito appaiono dimidiati, separati, e ogni frammento dell’anima
è analizzato con rigore, nel tentativo di dare e di darsi una risposta anche vaga, affidata
alla parola poetica. Resta comunque il mistero, l’equilibrarsi tra comparire e scomparire.

onore al corpo

ogni frammento sempre addosso


una sacra appendice mi sporge dentro
scopro il suo peso alle viscere
mi resta intestina – fuori
l’anima viaggia fuori e
giunge il

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Transiti Poetici – Volume XXII

Sacro
l’insolita ambigua questione di corpo a placarmi
la voce
copro il corpo
ciò che si iscrive m’invade l’anima –
speravo fosse comoda all’essere
ma svuota la mia forma
ecco il Sacro
dio l’animale che mi scrive
mi copre d’estraneità
mi ristoro vuota apparente
mi nutro in briciole
ecco
la Parola si fa carne
riproduco suoni
mal di vivere – adoro il suo odore
la penso sostanza
negli occhi sogno cani
mentre scendo a un’altra stanza
li conduco alla luce mi disturbano fuori
vanno – resto
resto fuori mentre la luce che intende avvolgerti
braccarti farti dono mi sconcerta fino stringermi
all’uscio farne uscire l’essenza e starci di nuovo
senza

ovunque ti spargi fai carne di questa mia

ovunque ti spargi fai carne di questa mia


menzogna d’essere

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Transiti Poetici – Volume XXII

un volto un suono che riponi


allora esisto ai tuoi occhi
se mi desideri
corpo

(da La produzione di amore Dot.com Press Poesia, 2018)

***

labbra lingua e croci

tu l’ami
[tu]
appostata lì, sempre
governata dal moto
del linguaggio
ma lui non resiste in lei
e muta si apposta
e nuoce e delizia la
maturazione di versi in
un corpo audace
non piove addosso
sei semplicemente
acqua, acqua [cit.]
sei [dentro]
sola dentro
armata di
sensi avversi di
labbra lingua e croci
non posso essere libera da tutto

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 24


Transiti Poetici – Volume XXII

si vede si mostra si plagia


[ancora subisco plagi]
nonostante [cit.]
adoro lui lei le forme
in ottemperanza al dire
non si può [vivere] senza.

ricetta d’onore

40 gr. di fegato
spigliata
titolo accattivante
[la migliore offerta]
comparire poi
sparire
il nulla che sei
una fontana amara un bosco disboscato
acqua non potabile ritratti sbiaditi
cuciture sparse riverenze ardite
lettere seminate
il nulla che sei
[la migliore offerta]
poi comparire
poi sparire

(da la tua formula invertita femmina Edizioni Kolibris 2020)

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 25


Transiti Poetici – Volume XXII

TIZIANA MARINI

Tiziana Marini è poetessa romana di grande sensibilità e delicatezza: una poesia in cui
si avverte il melodico ritmo del mondo e della natura, una poesia fortemente intrisa di
quel velo di pacata nostalgia che commuove ma che rafforza l’anima e il cuore anche
del lettore, che fa propri i sentimenti fondamentali dell’essere umano. Una poesia del
ricordo, tesa a recuperare quei lacerti di luce e di calore che da sempre educano e
formano la buona personalità e ne temprano il carattere. Una poesia che è, anche, in
perfetta osmosi con altri aspetti della sua arte creativa, come la pittura e la fotografia.

L’ultimo raggio

Sopravvivendo
benché di vetro
l’ultimo raggio
magnifico
prima della sera
vedrai quello che io vidi
in quella luce
dal mare all’entroterra.
Lo stesso cielo
la stessa solitudine
che provammo appena nati.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 26


Transiti Poetici – Volume XXII

Tenacemente
restano le cose
s’incarnano
e il colore hanno dei cipressi
inclinati e imperfetti.

(da Lo scatto della lucertola, La Vita Felice, 2016)

***

Globuli d’amore

Mi donavano globuli d’amore


le sexy scarpe di mia madre
con la rosa sulle dita
come un bottone
per aprire il mondo
e nel laccio alla caviglia
tutto intero il mio equatore.
Allo specchio le indossavo
ognuna con la sua solitudine
ognuna con la sua strada
com’era lei
com’ero io
piccola efelide
della sua galassia.
Va giù il cuore nel ricordo
ma sempre un po’ sopra la fine.

(da La farfalla di Rembrandt, Ensemble, 2019)

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 27


Transiti Poetici – Volume XXII

***

Aria che muove l’aria

Non chiudo la finestra di notte


non ancora.
Le ombre allungate degli alberi
si somigliano a fine autunno.
Hanno fattezze che riconosco.
Ecco il platano. E questo era un pioppo
dico, guardando nelle loro ombre.
Poi il vento, aria che muove l’aria
diventa assordante
e il cactus al centro dell’aiuola
il nastro appeso al cancello
i rami davanti al lampione
sono la sua voce, il suo movimento.
Li ho sentiti misteriosi, potenti, umani
forse soffiati da un’invocazione
che l’orizzonte attraversa
nelle rientranze dei balconi
nei portoni socchiusi, leggeri sulla fronte.
Finché mi sovvengono altre ombre
soprattutto la tua, madre
di cui trovo in me forme
uguali, specchiandomi.

(da La farfalla di Rembrandt, Ensemble, 2019)

***

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 28


Transiti Poetici – Volume XXII

L’alfabeto e il cielo

Incrèspati come il mare di notte


impercettibile
quel movimento minimo
che lambisce docilmente.
Accarezza la terra che poi sei tu
ti devi amare in delicata misura
almeno un poco.
Che ti contenga il buio senza sbavature
e che basti a splenderti in luce.
Comprendi in te l’alfabeto e il cielo
falli entrare forzando il bordo
nel capoverso dell’abbraccio.

(Inedito)

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 29


Transiti Poetici – Volume XXII

MARIA TERESA MURGIDA

È un inno alla terra, la poesia di Maria Teresa Murgida, autrice calabrese molto
apprezzata e premiata in diversi importanti concorsi letterari di rilevanza nazionale.
Sono versi accorati e lirici che cantano l’essenza della natura, i luoghi campestri, le
reminiscenze di borghi, di piazze e campagne di una civiltà ora confinata al di là del
cosiddetto progresso. Risalta nei suoi versi la capacità di riproporre sensazioni, ricordi
d’infanzia, emozioni e profumi autentici di un mondo forse ormai poco frequentato,
ma sempre ricco di esemplari valori storici e civili, capisaldi del buon vivere onesto e
genuino.

Luglio brucia nei campi


arde nelle scarse nubi
canta con i grilli.
Bacia a bocca piena il fieno
spoglia i cieli
ride nei girasoli
Lascia le finestre aperte
ansima sulle lenzuola
lusinga le gambe scoperte.
Ingravida i garofani
solleva le polveri nelle strade
cuoce i cocci sui balconi

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 30


Transiti Poetici – Volume XXII

Guarda una luna sudata


difende quell’unica nube
beffarda e senza vergogna.

Certi giorni il paese è un antro senza suono.


La nebbia scioglie garze su strade e tetti.
Certi giorni il paese è tutto dentro alle case.
Le finestre sono spettri opachi
– non hanno ciglia e non guardano fuori –
Il grigio da qui non può scappare,
stagna nella pozza scura dei giardini.
I cani tacciono contro i tronchi dei tigli.
Sono giorni in cui leggo ad alta voce
ai muri della casa.
Allento la fretta delle dita.
Ascolto il suono dell’acqua.

Sono solo un passo


sotto il tetto colorato
un passo soltanto
provvisorio ed incerto
Non ho appiglio di bastone
né spuntone di sassi
ma occhi di meraviglia
– ciglia slegate –
È la mia preghiera
che si leva potente
non è più piombo
ma aria senza polvere

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 31


Transiti Poetici – Volume XXII

Dovremmo imparare dalle margherite selvatiche.


Aspettare il sole e le api,
bagnarsi di pioggia.
Ascoltare un mezzogiorno di grilli,
sfiorare un papavero
– quasi impercettibilmente –
nella polvere dello scirocco.
Dormire sotto la neve
– far assopire i battiti –
prepararsi al fulmine,
al caos del tuono
– disincantarsi del buio –
e poi splendere

(da Il filo quotidiano, Compact Edizioni)

***

Mi ha generata un ventre

Mi ha generata un ventre
lo stesso che dorme nel mio mezzo.
Mi meraviglia il vento alla sua prima luce
e la notte di nera rondine.
Verrà un amore e mi spazzolerà i capelli
sciogliendo i nodi
tessuti sopra l’erba

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 32


Transiti Poetici – Volume XXII

Le piume dell’infanzia

Non indovinavo quanti giri


facevano gli angeli sul letto
solo contavo, ferma nella nenia
di quante piume era fatta l’infanzia.

La prima preghiera

La mia voce sgorgherà dal fondo


Dal cerchio che fanno le piazze.
Non sarà niente, un inciampo
l’urto d’aria che sposta la
soglia di un passo soltanto.
Sentirò le mie ossa recitare
la prima preghiera conosciuta.

(Inediti)

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 33


Transiti Poetici – Volume XXII

LIDIA POPA

Di origini rumene ma residente da tempo in Italia, a Roma, Lidia Popa è apprezzata


poetessa in grado di esprimersi in entrambe le lingue, italiano e rumeno, conservando
sempre la brillantezza e la profondità del suo dettato poetico. Ha infatti uno stile
sobrio, conciso, ma diretto e incisivo. La sua è una poesia altamente riflessiva,
meditativa, sugli aspetti del mondo che maggiormente influiscono sul proprio essere,
in special modo l’ambito spirituale. Sono versi che anelano ad una libertà esistenziale,
scevra da ogni possibile meccanismo di costrizione e di inquadramento psichico e
sociale.

Bio_me_graf(f)ia

Ho iniziato così,
avevo le ali e sentivo i voli
dentro di me,
e non mi importava molto
del pensiero degli altri,
della paranoia,
della critica,
dei bottoni cuciti,

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 34


Transiti Poetici – Volume XXII

delle maniche scucite,


degli orli strappati,
dei tuorli mischiati al fango,
ero la sintonia dei miei pensieri.
E dopo tutto mi sono venuti
molti capelli bianchi,
e ho capito che è facile
rimanere sé stessi
in mezzo agli alberi secolari
e non dove sono
i disboscamenti forzati.
E se avvisto qualcuno
volo più alto come l'uccello errante
che non ha perso di vista i sogni.

***

Monacale

In quell'ombra della Grecia


ho intrecciato parole
e ho ricamato le lettere
con gocce dell'anima.
Come un'Acquasanta del battesimo
ho riscritto il Vangelo del cuore
sul davanzale della finestra
verso il Nord.
Contavo i giorni
nella cella scavata nella roccia,
ognuno era una Stella Alpina
di Redenzione.
Tutto ciò di cui avevo bisogno era
una Luce – sfarfallio opaco
di lanterna con olio

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 35


Transiti Poetici – Volume XXII

per decifrare il mio sogno.


Dagli inchiostri di Spirito
ho scritto versi
e li ho dispersi nell'aria
come Canto Oratorio e Alleluja.

***

Rimangono solo le pietre

Ce ne andremo uno per uno


più tristi e più soli
magari con un fiore sul petto,
una croce di cera tra le mani
e un salmo da tenere a mente
pregare oltre
per il resto
gemellato con il dolore
lavato con lacrime amare.
Ce ne andremo uno per uno
come una nuvola al cielo,
verso i mari, oltre
da nessuna parte.
Rimangono solo le pietre
per proteggere l'argilla.
Qui riposa in eternità
il poeta senza ombra.

***

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 36


Transiti Poetici – Volume XXII

Dei miei sogni

Hai ragione,
Mi sono trascurata a favore degli altri.
Ma a chi importa?
Ho vissuto la felicità
di vedere gli altri felici,
e questo mi bastava,
quel luccichio nei loro occhi
e l'anima ho confortato
con i miei sentimenti.
Non ho cercato la gloria
ma l'ho evitata il più possibile,
come eviti il fotografo quando ci prova
per attirare la tua attenzione.
Ma lui la sorprende ancora,
sorpresa sorridi come se
volevi scappare e ti hanno preso.
È stato solo un momento, dopo sei partita
con l'equinozio ai confini del mondo
lasciandoti alle spalle il ricordo.
Uno, due, tre, sorridi per favore!

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 37


Transiti Poetici – Volume XXII

DANIELA QUIETI

Da Pescara, città in cui risiede ed opera, la Voce autorevole e preziosa di Daniela


Quieti, poetessa, scrittrice e giornalista attivissima, autrice di moltissime opere
letterarie di poesia, di narrativa e di saggistica, ed inoltre vincitrice di numerosi e
importanti premi letterari in ambito nazionale. Una personalità di indubbio spessore
nel campo letterario, la sua poetica assume caratteristiche di elevata ricerca stilistica e
di contenuti. Nei brani che qui propone, si evidenzia il canto lirico improntato da un
forte afflato di umanità, quel senso di nobiltà e di dignità dell’uomo che spesso va
disgregandosi nell’amarezza delle vicende storiche e sociali di ogni tempo. Traspare
anche una sorta di rimpianto e di nostalgia per l’età passata, ma la speranza ancora
dirada il fremito dell’attesa come fiamma d’amore che sfiora il tuo il nostro cammino.

Il lato oscuro della storia

Sgomenta il lato oscuro della storia


antro desolato alla sorte
intricate vele a sostenere il peso
d’alberi caduti alla deriva.
Approdi di pane e giustizia
ostaggi di segrete evasioni
ragioni a sfidare la follia d’amore

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 38


Transiti Poetici – Volume XXII

oltre la stanca innocenza


che redime libertà e radici d’abisso
su ali aperte di cielo.

***

Somigliano i nostri anni

Somigliano i nostri anni


a un ventaglio colorato
che s’apre a mezzo cerchio
e schiude nel palmo d’una mano
ricordi e sogni d’una intera età.
In quest’ultima che vacilla
ci coglie inerti il giorno
che s’approssima e si consuma.
Se talora la neve copre i rami
del giardino
o punge il freddo le ossa
l’incantamento di un nuovo cielo
di te di noi riverbera
il piccolo sentiero
dove camminiamo nel tepore di un’ora
fra ciò ch’eravamo e ciò che siamo.
Da una lama di luce ho appreso
la dolcezza d’una pena che va via
come una tenerezza mai espressa
che oggi fino a noi procede
e colma il male che ci oscura
o assiepa l’onda
nell’unico solco d’un fondale.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 39


Transiti Poetici – Volume XXII

***

Terre martoriate da battaglie

Terre martoriate da battaglie


sognano chiare primavere
oltre gli steccati
e consonanze di stellari altezze
disgregano catene
alla schiavitù fatta ricordo
in campi fioriti di promesse.
Si perderanno le mille verità
nel fulgore che sovrasta
vittorie e sconfitte
esiliate da un riverbero di cielo.
Una parola un tepore di speranza
dirada il fremito dell’attesa
come fiamma d’amore
che sfiora il tuo il nostro cammino.

(da Il reale e l’immaginario, Pegasus Edition, 2018)

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 40


Transiti Poetici – Volume XXII

GIANCARLO SERAFINO

Giancarlo Serafino, dal cuore del Salento, è poeta incline alla riservatezza e alla
riflessione, pur avendo una intensità espressiva che prende e coinvolge. Autore di
diverse raccolte, premiato in tantissimi concorsi letterari di rilevanza nazionale, la sua
è una poesia di spessore, che si sofferma sulla autenticità della persona e sul valore
sacro della vita e dell’esistenza, al di là di ogni mera sovrastruttura materiale. Il
sentimento, le emozioni, fanno parte dell’uomo e devono essere accolti e
accompagnati nella quotidianità con garbo e con dignità: è quanto traspare dai suoi
versi suadenti, in un susseguirsi di afflati lirici di grande resa.

Non imporre silenzi al dolore

Non imporre silenzi al dolore


lascialo gocciolare nello scavo del dubbio,
impasta con lacrime le labili parole
che solo il tuo cuore può ascoltare.
Dal ventricolo strappa la gramigna
e scopri la carne che palpita
quando dissolta l’indifferenza
la natura ti reclama nella luce.
Semina chicchi di comprensione
per tutto ciò che ti sembra esistenza
e cerca tra i fili che partono dal cervello
quelli sottili e più argentati d’impulsi

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 41


Transiti Poetici – Volume XXII

che tengono legati ad una ipotesi


di vita. Anche quando sei perduto
o ferito come un uccello che sta
per precipitare, raccogli le ossa
e pensa a quanto ti è costato
lo spettacolo e se hai battuto cassa.

Il sogno di un ragazzo

Chini la testa e deponi gli occhi


al di là…
cerchi nell’iride
uno ad uno
i fili d’erba
che nascono sul cuscino
e
ti distendi come luce
che discopre
la polvere nei gorghi.
Altra età altro canto
è lecito il pianto
nella fatica di conoscersi
e
intanto preme il sesso
e l’inganno.

(da D’incondizionato Amore, Terra d’ulivi, 2015)

***

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 42


Transiti Poetici – Volume XXII

Granello

Così imperfetto tra la perfezione


della natura intorno
mi trascino con il ruggito degli anni
che reclamano nuova giovinezza.
Ma sospeso tra coscienza e sogno
ho negli occhi lo specchio delle stagioni
che sospirano nel vortice del ritorno.
Vorrei l'incoscienza del granello
che non sa di essere duna.

L’amore è il mio bisogno

L’amore è il mio bisogno


se mi lascio scuotere
dalla brezza dei tuoi occhi
come giunco che si rallegra
nel sentir movenza d’ardori
per sfuggir allo stagno, noia
di quel che non cambia mai.
Così il piacere della forza
che mi trasmetti è per me
uno spuntar d’ali, un invito
a volare tra i tuoi segreti…
Si! Turbami con l’ampiezza
dei tuoi sorrisi e precipitami
in fantasie d’amplessi
e capire quanto possono essere
grandi le mani che abbracciano
e parlano al corpo d’alchimie

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 43


Transiti Poetici – Volume XXII

che ricongiungono all’Amore


Infinito, cosmico unisono
che spinge al desiderio.

(da Padrona è la Luce, Etabeta, 2020)

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 44


Transiti Poetici – Volume XXII

Quest’ancòra stare: un cumulo d’anni


s’addensa in questa stanza e subito svapora:
come il guizzo d’un ricordo che nell’angolo dell’occhio
fugge appena contattato. Ad un passaggio d’ora
studiato a punto, emerge un minimo momento:
lampo di vita in questa usuale penombra,
in questo gregario andar su e giù per il mondo.
Qui ti riconosco infallibile e ineluttabile,
arcano vecchio ingranaggio corroso, incastrato
tra i mille denti dell’organigramma, pronto
a non cedere nemmeno un giro
alla sincronia del grande aggeggio che mi spinge:
quotidiano io per necessità! E dunque
qui oso un distacco, in questo canto minimo
che non è più suono di terra
né cantilena di quietovivere,
ma diapason d’altre armonie
e setticlavio di nonsoché d’amore,
di cui disperato nutro ancora
il mio persistente, sfiatato
fantasma della sera.

Giuseppe Vetromile

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 45


Transiti Poetici – Volume XXII

NOTE SUGLI AUTORI

Laura Accerboni

Laura Accerboni è nata a Genova nel 1985, vive a Ginevra. Si occupa di poesia e
fotografia.
Ha pubblicato le raccolte poetiche Acqua acqua fuoco (Einaudi, 2020), La parte
dell’annegato (Nottetempo, 2015), Attorno a ciò che non è stato (Edizioni del Leone, 2010).
Sue poesie sono state pubblicate su diverse riviste italiane e straniere tra cui “Nuova
corrente”, “Poesia”, “Steve”, “Italian Poetry Rewiew”, “Gradiva”, “Loch Raven
Review”, “Kluger Hans”, “InVerse”, “10TAL”, “The List”. Ha conseguito diversi
premi letterari tra cui: Lerici Pea giovani (1996), Premio internazionale di poesia Piero
Alinari (2011), Premio Achille Marazza Opera Prima (2012). Sue poesie sono state
tradotte in 18 lingue ed è stata ospite di numerosi festival internazionali tra cui: Poetry
International Rotterdam (Olanda), Felix Poetry Festival (Belgio), Struga Poetry
Evenings (Macedonia), Poetas D(in)versos (Coruña), Babel Festival (Svizzera),
Chiasso Letteraria (Svizzera), Poetry on the Road (Germania), 10Tal / The Stockholm
Poetry Festival (Svezia), Ritratti di Poesia (Italia, Roma), Fiera Internazionale del Libro
di Buenos Aires. Ha presentato il suo lavoro presso le Università di Cork, di Dublino
e di Zurigo. Dal 2016 è tra i poeti selezionati nell’ambito del progetto Versopolis
promosso dall’Unione Europea. È tra i fondatori dell’agenzia letteraria
transnazionale Linguafranca.

Domenica Caponiti

Domenica Caponiti nasce a Messina. Inizia a scrivere le sue prime poesie all’età di otto
anni, periodo che coincide con un lungo percorso di malattia della madre. È, quindi,
nell’infanzia in cui entra in contatto con la dura realtà, ma sono proprio questi anni ad
essere determinanti nella sua prima riflessione sui veri valori della vita. Figura dolce ed
estremamente sensibile, inizia a cogliere la gioia nelle piccole cose, a infondere coraggio
e speranza alla famiglia e si abbandona alla scrittura come luogo libero della sua voce
concentrandovi tutto il suo sentire. In questa tenera fase vince il Premio Letterario
“Tradizioni” - Messina. Al 2005 risale la pubblicazione di una sua raccolta poetica
adolescenziale: La Melodia del Cuore (Libroitaliano World), mentre nel 2014 viene
pubblicata la silloge Dove viaggio l’infinito a cura della casa editrice Ibiskos Uliveri.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 46


Transiti Poetici – Volume XXII

Partecipa a concorsi letterari ricevendo consensi e premi. Tra gli ultimi riconoscimenti
ottenuti: Premio speciale per la poesia inedita al Premio Letterario “San
Domenichino“. Premio Speciale della Giuria per la poesia inedita al Premio Letterario
“Histonium”. Una sua lirica è pubblicata in “Gradiva”. Altri suoi testi sono inseriti in
altre antologie e riviste: “Il Convivio”, “Omaggio a Giovanni Paolo II”, “Emozioni in
bianco e nero”, “Jonia news”.

Beppe Costa

Beppe Costa, nato a Catania nel 1941, vive dagli inizi degli anni ’80 a Roma. Scrittore,
traduttore ed editore, fonda l’editrice Pellicanolibri. Autore di oltre 20 libri di narrativa,
poesia, teatro; fra i più importanti: Romanzo siciliano (1984/2017/19); Impaginato per
affetto (Premio Alfonso Gatto, 1990); Due o forse più cose che so di lei (1995); Anche ora che
la luna (2010), pure in versione CD; Rosso: poesie d’amore e di rivolta (2013/2016); L’ultima
nuvola (2016); Per chi fa turni di notte (2017), e Il Poeta che amava le donne (e parlava coi muri)
(2017/2019). Per diversi anni in tour con video spettacoli di musica e poesia. Presente
e tradotto in diverse lingue quali inglese, tedesco, spagnolo, turco, arabo, ebraico,
albanese. Fa applicare per la prima volta in Italia la “Legge Bacchelli”, 1985, a favore
di Anna Maria Ortese. La medesima legge è stata approvata per Costa nel luglio 2020
dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Di prossima pubblicazione un secondo CD:
Metà del tempo, Poesia a Due Voci con musiche di Nicola Alesini (sax) e Beppe Costa
(piano) e in lavorazione con le musiche di Marcos Vinicius (chitarra) e Nicola Alesini
(sax).
(https://it.wikipedia.org/wiki/Beppe_Costa)

Graziella Di Grezia

Graziella Di Grezia (su Facebook: Grazi DG) è nata e vive ad Avellino. Pianista
classica, a 22 anni ha conseguito il diploma al Conservatorio di Musica “Domenico
Cimarosa” di Avellino.
Medico Radiologo, Dottore di Ricerca, si occupa in particolare di diagnostica
senologica integrata.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 47


Transiti Poetici – Volume XXII

Ha pubblicato Anima (2000), Crisalide – Monologhi di una gravidanza (2015), Viva (2016),
Quest’anno non vado al mare (2017), Versi immersi (Graus edizioni, 2020).
Si occupa de L'angolo della poesia per la rivista IrpiniaTimes. È socia Fondatrice
dell'Associazione Pabulum e Consigliere del Direttivo dell'Università Irpina del
Tempo Libero.
Si occupa tra l'altro del progetto #pianoterra (Voce: Susanna Puopolo, Piano: Grazi
Di Grezia) che coniuga versi e musica.

Michela Gorini

Michela Gorini è nata a Pesaro nel 1971). Psicoanalista. Ha pubblicato: La produzione


di amore (Dot.com Press Poesia, 2018, nota al testo di Franz Krauspenhaar, prefazione
di Giovanna Frene); La tua formula invertita femmina, Edizioni Kolibris, 2020, prefazione
di Chiara De Luca). Nel 2019 partecipa alla V ed. del Festival Bologna In Lettere, al
Forum Anterem nella giornata in memoria di Gio Ferri. È segnalata alla 33esima ed.
del Premio L. Montano per l’Opera Edita. Nel 2020 è seconda alla XXXVIII ed. del
Premio di Poesia “Umbertide” per la Poesia Inedita. Riceve il Premio Speciale del
Presidente delle Giurie alla VI ed. di Bologna in Lettere. Vince la XXVI ed. del Premio
di Poesia Renato Giorgi nella sez. Cantiere.
Numerosi testi, inediti e editi, tradotti in inglese e spagnolo, articoli e videoletture,
compaiono online su riviste e canali letterari: Bologna In Lettere, Anterem Edizioni e
Premio Lorenzo Montano, Atelier Poesia, Edizioni Kolibris, Irisnews.net, Tele
Kolibris, Poesia del Nostro Tempo, Poesia Ultracontemporanea, Bibbia d’Asfalto,
Poetarumsilva, Laboratori Poesia, La rosa in più, Versante Ripido, Pioggia Obliqua.
Sul n.78 della rivista Le Voci della Luna sono pubblicati i 4 testi con cui si è classificata
al 1° al premio R. Giorgi.

Tiziana Marini

Tiziana Marini è nata a Montalcino e vive a Roma, dove ha studiato Lingue e


Letterature Straniere, in particolare la lingua russa e inglese, presso l’Università La
Sapienza, dedicandosi in seguito all’insegnamento, alle traduzioni e all’adattamento dei
dialoghi per cinema e tv. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Solo l’anima vede (Pagine,

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 48


Transiti Poetici – Volume XXII

2011), Passa il cuore sulla terra (Tracce, 2014), e La farfalla di Rembrandt (Ensemble, 2019)
con le prefazioni del poeta e critico letterario Plinio Perilli, e Lo scatto della lucertola (La
Vita Felice, 2016), con la prefazione dello scrittore e saggista Sabino Caronia. È
presente con i suoi testi in varie antologie tra le quali ricordiamo: Novecento non più –
Verso il Realismo Terminale, a cura di Guido Oldani (La Vita Felice, 2016), Il posto delle
fragole (LietoColle, 2016), Mia madre era, donne e famiglie del Novecento (prefazione di Elio
Pecora e Franco Ferrarotti, Gattomerlino, 2018), Il graffio della piuma, a cura di Marco
Onofrio (Edilet, 2017) e su riviste e siti di letteratura tra i quali Italian Poetry. Autrice
di prefazioni e recensioni, è anche pittrice e fotografa. Collabora come redattrice al sito
La Consulta delle donne, scrive inoltre sul suo blog di poesia, letteratura, cinema e viaggi
“Icon”. Tra i concorsi in cui è stata premiata ricordiamo il Premio San Domenichino
e il Premio di poesia dell’Università Salesiana “Certamen Apollinare Poeticum”.

Maria Teresa Murgida

Maria Teresa Murgida è nata a Catanzaro nel 1976. Si afferma in diversi concorsi
nazionali. La sua opera prima è il frutto del primo posto al concorso nazionale
“Metropoli in versi”, ottobre 2017, che le riconosce la pubblicazione de Il filo quotidiano
(Compact Edizioni) con la prefazione di Michela Zanarella. A settembre 2017 si
classifica prima al concorso di poesia estemporanea “Città di Latina”. A dicembre dello
stesso anno le viene riconosciuto il premio speciale della giuria “l’Aurora Cultura” alla
XV edizione del concorso nazionale di poesia città di Sant’Anastasia. Nel 2019 si
classifica al primo posto al concorso con poesia e immagine indetto dall’Accademia
Mondiale poesia, Verona. Suoi versi sono apparsi su Clandestino con nota di Davide
Rondoni, Interno Poesia, Poetarum Silva, Inverso, Laboratori poesia, il visionario.
Attualmente vive e lavora in Calabria dove gestisce un centro per la prima infanzia.

Lidia Popa

Lidia Popa è nata in Romania, vive a Roma da molti anni. Scrive dall’età di sette anni
poesie, saggi e narrativa. Scrive correntemente sia in italiano che in rumeno. Scrive
anche in altre lingue come esercizio di apprendimento e formazione, essendo
un'autodidatta per le lingue straniere. Ha debuttato nel 2014 in antologie con più

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 49


Transiti Poetici – Volume XXII

autori, edite Italia, in Romania e altre nazioni. Collabora con riviste letterarie,
associazioni culturali e altri enti in ambito internazionale come scrittrice e traduttrice
di classici o contemporanei. Ha pubblicato tre monografie poetiche in italiano o
bilingue italiano / rumeno: Punto differente (essere) con Aletti Editore, 2016; Nell'antro dei
miei pensieri (Dacia), sempre con Aletti Editore, 2016; Anfora di cielo con le Edizioni
Divinafollia, 2017. Ha vinto vari premi letterari e riconoscimenti internazionali, il più
recente dei quali è il premio conferito da “Unione Hispanomondiale Escritori” (UHE)
Premio César Vallejo 2020, come unico scrittore premiato per Italia. Ha numerosi altri
progetti in corso per i quali lavora con impegno e serietà.

Daniela Quieti

Daniela Quieti, laureata in Lingue e Letterature Straniere, giornalista, è direttore


editoriale della Pegasus Edition, presidente dell’Associazione Logos Cultura e direttore
responsabile dell’omonimo Periodico. Cura rubriche per Radio Speranza, Il
Porticciolo, L’eterno Ulisse, Thema L’Informazione, Agricoltura Oggi. Ha pubblicato
i libri di poesia, narrativa e saggistica: I colori del parco, Terenzio 2007; Cerco un pensiero,
Tracce 2008; Altri Tempi, Tracce 2009; Uno squarcio di sogno, Tracce 2010; Echi di riti e
miti, Ibiskos Ulivieri 2010; L’ultima fuga, Tracce 2011; Francis Bacon La visione del futuro,
Tracce 2012; Quel che resta del tempo, Ibiskos Ulivieri 2013; Atmosfere Dal mito alla storia,
Tracce 2014; T. S. Eliot La Travolgente domanda Cent’anni di Prufrock, Ibiskos Ulivieri
2015; Grendel e il poeta Da Beowulf a Shakespeare, Ibiskos Ulivieri 2016; Cupido nella rete,
Pegasus Edition 2017; Il reale e l’immaginario, Pegasus Edition 2018; Cronache di letteratura
inglese Dall’angelo ribelle a Frankenstein, Ibiskos Ulivieri 2019. Per le opere e l’attività
culturale ha ricevuto numerosi premi, tra cui: Città di Penne, Un Bosco per Kyoto,
Città delle rose, Città di Empoli D. Rea Cultura-Saggistica, Città di Pontremoli Cultura,
Città di Cattolica Cultura, Parigi World Literary Prize Carriera, Letteratura Spoleto Art
Festival, Tigulliana Incontri, Milano International Carriera, Comunicare l’Europa,
Camilla Cederna Saggistica, Giglio Blu Firenze Saggistica.

Giancarlo Serafino

Giancarlo Serafino è nato a Campi Salentina nel 1950. Ha pubblicato nel 2003 Passaggio
d’estate, Zane editrice, con la presentazione di Giuseppe Vese. Sempre nel 2003 è stato

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 50


Transiti Poetici – Volume XXII

Premio Athena per la poesia. Ancora per la Zane Editrice nel 2007 ha pubblicato Per
canto e per amore, con la presentazione di Giuliana Coppola. Nel 2011 per i caratteri della
CFR edizioni, ha pubblicato Poesie sociali e civili a cura di Gianmario Lucini, con note di
Enzo Rega e di Antonio Spagnuolo. Nel 2012 ha ottenuto il terzo posto al premio
Don Milani per la legalità e la responsabilità con la silloge Città Fenicie che è stata poi
pubblicata nel 2012, per i caratteri della CFR, con prefazione di Arnaldo Èderle. Con
la casa editrice Terra d’ulivi ha pubblicato nel 2015 D’incondizionato amore, ottenendo il
Premio Vitruvio-libro edito 2016, e Asimmetriche Coincidenze. Del 2020 sono le due
edizioni di Padrona è la Luce (Etabeta).
È presente nelle antologie Impoetico mafioso, SalentoSilente, La giusta collera, Oltre le nazioni,
Ai propilei del cuore, A che punto è la notte, Il ricatto del pane, Mille voci per Alda, Fondamenta
instabili, Keffiyec-Intelligenze per la pace, I poeti e la crisi, Enciclopedia degli autori di poesia dal
2000.

Giuseppe Vetromile

Giuseppe Vetromile è nato a Napoli nel 1949. Attualmente svolge la sua attività
letteraria a Sant'Anastasia (Na), città in cui risiede dal 1980. Ha ricevuto riconoscimenti
sia per la poesia che per la narrativa in importanti concorsi letterari nazionali.
Numerosissimi sono stati i primi premi.
Ha pubblicato più di 20 di libri di poesie, gli ultimi dei quali sono Cantico del possibile
approdo (Scuderi, 2005), Inventari apocrifi (Bastogi, 2009), Ritratti in lavorazione (Edizioni
del Calatino, 2011), Percorsi alternativi (Marcus Edizioni, 2013), Congiunzioni e
rimarginature (Scuderi, 2015), Il lato basso del quadrato (La Vita Felice, 2017), Proprietà
dell'attesa (RPlibri, 2020), ed il libro di narrativa Il signor Attilio Cìndramo e altri perdenti
con (Kairos, 2010).
Ha curato diverse antologie, tra le quali, recentemente, Percezioni dell'invisibile, L'Arca
Felice Edizioni di Mario Fresa, Salerno, 2013; Ifigenia siamo noi (2015) e Mare nostro
quotidiano (2018) per la Scuderi Editrice di Avellino. È il fondatore e il responsabile del
Circolo Letterario Anastasiano. Fa parte di giurie in importanti concorsi letterari
nazionali. Organizza incontri ed eventi letterari, tra cui le rassegne letterarie Il London
Park Letterario a Sant'Anastasia, in collaborazione con Vanina Zaccaria, e Un caffè da
Mancini presso la Libreria Mancini di Napoli in collaborazione con lo scrittore Gennaro
M. Guaccio.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 51


Transiti Poetici – Volume XXII

È l’ideatore e il coordinatore del Premio Nazionale di Poesia “Città di Sant’Anastasia".


È presente in rete con diversi blog letterari (Circolo Letterario Anastasiano, Transiti
Poetici, Taccuino Anastasiano, Selezione di Concorsi Letterari), ed inoltre collabora
attivamente con altre associazioni e operatori culturali del territorio nella realizzazione
di eventi letterari di rilievo, prodigandosi anche nella ricerca di nuovi “talenti” poetici.

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 52


Transiti Poetici – Volume XXII

Indice

Introduzione Pag. 4

Laura Accerboni “ 6
Domenica Caponiti “ 9
Beppe Costa “ 12
Graziella Di Grezia “ 18
Michela Gorini “ 22
Tiziana Marini “ 26
Maria Teresa Murgida “ 30
Lidia Popa “ 34
Daniela Quieti “ 38
Giancarlo Serafino “ 41

Giuseppe Vetromile “ 45

Note sugli Autori “ 46

11 marzo 2021

I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano – nr. 34 Pag. 53