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Il pensiero di Agostino (compendio da Reale/Antiseri cap.

XV)
Le fasi della vita, indispensabili per capire il suo percorso spirituale:
1 influsso della personalit della madre, Monica, fervente Cristiana. Agostino si
convertir solo molti anni dopo, ma questo primo influsso lascer il suo segno.

2 incontro con la filosofia attraverso lOrtensio di Cicerone, avviciner Agostino alla


filosofia, ma tuttavia lascer anche un senso di insoddisfazione in Agostino che inizia a
leggere la Scrittura pur senza comprenderla.

3 a 19 anni abbraccia il Manicheismo, che gli sembrava conciliare la razionalit con


Cristo

4 di seguito si avvicina allo Scetticismo, pur senza aderirvi


5 a Milano avverr la svolta: Ambrogio gli insegna il modo corretto di leggere la
Scrittura; i testi neoplatonici gli rivelano la realt dellimmateriale e la non-realt del
male (non sostanza ma privazione); le letture di San Paolo gli insegnano il senso
della Fede, della Grazia e del Cristo Redentore.
E quindi Agostino che, riunendo queste componenti, inaugura la filosofia cristiana,
dove la fede stimola e promuove lintelligenza

6 lultima fase caratterizzata dalle battaglie contro gli eretici (Manichei, Donatisti,
Pelagiani)
Il capolavoro teologico La Trinit; quello apologetico La citt di Dio; di particolare
valore, anche letterario, Le Confessioni e Le Ritrattazioni

I punti principali del pensiero di Agostino, quindi, sono:

Compatibilit e complementariet tra fede e ragione. La fede non sostituisce


lintelligenza, al contrario la stimola e promuove. La fede un modo di pensare
assentendo, senza pensiero non vi sarebbe fede, e lintelligenza quindi la rafforza.
La radice in Isaia 7,9: se non avete fede non potrete intendere. Agostino la
traduce cos: lintelligenza la ricompensa della fede. Siamo stimolati alla
conoscenza dal duplice peso dellautorit e della ragione. Io ritengo dunque come
certo definitivamente di non dovermi allontanare dallautorit di Cristo perch non
ne trovo altra pi valida.
Oggetto del suo studio luomo inteso come individuo irripetibile, io, persona,
e non esita a parlare di s come oggetto di una questione centrale: quella di non
conoscersi sufficientemente. Agostino pu farlo con maggior liberta dei
predecessori, ad esempio Plotino, per aver superato il pregiudizio negativo nei
confronti della propria esistenza fisica. Agostino pone la questione della volont
come centrale, non subordinata allintelletto come per i greci, e la volont assume il
suo ruolo proprio quando abdica il suo potere alla volont di Dio. La nuova visione
1

del corpo, per Agostino, una diretta conseguenza dei concetti di creazione,
incarnazione e resurrezione di Cristo. Luomo interiore limmagine di Dio e della
Trinit, ed in questa unit sostanziale delle tre persone che anche luomo diviene
egli stesso persona. E unimmagine distante, da perfezionare infinitamente, ma
comunque la pi vicina a Dio che esista. Ed la pi certa per noi, perch labbiamo
dentro, non abbiamo bisogno dei sensi per percepirla, come le cose esterne, ma ne
abbiamo una coscienza immediata: ci conosciamo, sappiamo di conoscerci,
sappiamo di amarci, riproducendo il carattere triadico del ricordo di Dio, della
conoscenza di Dio, e dellamore che procede dallUno allAltro. E nellanima
delluomo, quindi, il segreto di Dio, non va cercato nel cosmo circostante.

La verit dunque dentro di noi, ed occorre trascendere noi stessi per trovarla,
ma trascendere la nostra anima razionale non significa certo trascendere la
razionalit, perch giungiamo alla verit, che altro non che lobiettivo della nostra
ricerca razionale. Il processo conoscitivo di Agostino procede cos: cos come
affermava Plotino, lanima non subisce la sensazione, ma la subisce il corpo
attraverso i sensi. Poi lanima attivamente, e di conseguenza, trae dallinterno di s
quella rappresentazione delloggetto che la sensazione. Sulla sensazione
delloggetto, mutevole ed imperfetto, lanima giudica (attraverso la ragione) con
criteri immutevoli e perfetti, esattamente come in matematica ragioniamo con
processi mentali necessari. Ma larmonia, la simmetria, non sono nelle cose in s,
la nostra intelligenza che le riconosce attraverso una pre-conoscenza della bellezza
increata. Questa preconoscenza ci deriva da una Verit che superiore a noi, che
misura di tutte le cose e dalla quale il nostro stesso intelletto giudicato. Si tratta
delle Idee di Platone che Agostino riforma identificandole con i pensieri di Dio
(come medioplatonici e neoplatonici) e rifiutando la reminiscenza in quanto
presuppone la preesistenza dellanima, incompatibile con il creazionismo, che
sostituisce con la dottrina dellilluminazione, secondo cui Dio esiste, intelligibile,
rende intelligibili tutte le altre cose. Quindi Dio partecipandoci del Suo essere crea,
partecipandoci della Sua Verit ci illumina, partecipandoci del Suo amore ci attira
a S. Tutto ci avviene solo conseguendo quella purezza dellanima, gi sviluppata
dai Platonici, che in Agostino diviene adesione ai principi evangelici (purezza del
cuore e volont buona).
La Verit, nel suo significato supremo, coincide con Dio, ed in particolare con la
sua seconda Persona. E per questo che provare lesistenza della Verit coincide
con provare lesistenza di Dio. Altre prove dellesistenza di Dio, Agostino le
consegue ricorrendo alla perfezione del creato (come gi fecero i greci), al
consensum gentium (secondo cui la ragione non corrotta porta necessariamente
alla conclusione che Dio esiste), alla conoscenza dei diversi gradi del bene,
attraverso cui si giunge al Bene in s. Il Bene per Agostino lAmore di Dio, ci che
ci render felici nella vita eterna ma che pu in parte renderci felici anche nel
mondo, attraverso la sua contemplazione. Dio quindi, per Agostino,
principalmente Essere, Verit e Amore. LEssere di Dio lunica essenza
possibile, dalla quale tutti ricevono il proprio essere in misura differente. La natura
dellEssere di Dio non comprensibile, ed ogni qualit che gli attribuiamo in realt
coincidente con lessenza stessa, non si tratta di propriet. Dio tutto il positivo che
si riscontra nella Creazione senza i limiti di questultima, un principio che si pu
riassumere solo nella formula IO SONO COLUI CHE SONO.

La Trinit costituita da Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, inseparabili


nellessere, quindi una sola essenza (o sostanza) e tre persone. La distinzione si
opera sulla base del concetto di relazione: infatti mentre normalmente si pu
predicare o secondo la sostanza o secondo laccidente, nel caso di Dio, che non ha
aspetti accidentali, oltre che secondo la sostanza si pu predicare secondo la
relazione. Quindi di Dio Padre si pu dire che Padre rispetto al Figlio, ma non
rispetto a S stesso altrimenti lo sarebbe in senso sostanziale, ed in questo
divergerebbe dalla sostanza del Figlio. La relazione, inoltre, non accidentale
perch ciascuna persona da sempre nella stessa relazione con le altre, il Figlio
da sempre tale rispetto al Padre, non ha mai cominciato. E sulla base di questo che
possiamo affermare che le tre Persone della Trinit non sono eguali perch la
relazione tra loro li rende differenti, ma sono della stessa sostanza.
La creazione, per Agostino dal nulla, quindi non dalla sostanza di Dio
(neoplatonici) o da qualcosa di preesistente (Platone, chora, demiurgo), e
rappresenta un dono gratuito mosso dalla libera volont di Dio. Unitamente al
mondo, Dio ha creato il tempo, che strettamente unito al movimento, prima della
creazione non vi era tempo ma leterno: un infinito presente atemporale. Ogni cosa
stata creata sulla base di unidea presente nella mente di Dio da sempre, ed
lidea la vera la realt, il vero essere, partecipando al quale esistono le cose
create. Dio crea anche le cose non attuate attraverso le ragioni seminali che mette
nelle cose, cio tutte le possibili realizzazioni virtuali che nel tempo si attuano con il
concorso di varie circostanze. Luomo stato creato come animale razionale, al
vertice della creazione, la sua anima immagine di Dio-Trinit ed immortale,
come possiamo dedurre dalla presenza dellautocoscienza e dal fatto che in essa
presente la verit eterna.
Il tempo esiste nello spirito delluomo, perch solo l che esiste presente,
passato e futuro, cio memoria, intuizione ed attesa. Quindi bench il tempo sia in
relazione con il movimento non nel movimento ma nellanima, e costituisce una
sua estensione.

Il male non una sostanza, perch in quel caso sarebbe un bene, invece privazione
di essere. Possiamo considerare il male su tre livelli:
1. Male ontologico-metafisico: come abbiamo visto privazione di essere, o
partecipazione in gradi minori. Ma ci che spesso definito un male pu esserlo
solo da un determinato punto di vista, in un contesto ristretto, allargando il quale le
cose assumono un loro senso ed una loro utilit nellarmonia delluniverso.
2. Male morale: si tratta del peccato ed legato alla dimensione della volont. In
particolare fa riferimento alla scelta che la volont compie verso i beni inferiori al
bene sommo, preferire la dimensione creaturale a Dio.
3. Male fisico: la malattia, la morte, il dolore, sono conseguenze del peccato
originale, cio del male morale. Quindi non il corpo che corrompe lanima, ma
viceversa.

Agostino desunse la centralit della volont dallo studio intenso della filosofia
latina, dal momento che i greci posero in secondo piano questo aspetto
privilegiando lintellettualismo. Ed su questa base che Agostino analizza il suo
travaglio interiore ed il suo percorso spirituale. La libert, con Agostino, propria
della volont, non della ragione. Per questo motivo la ragione pu conoscere il
bene ma la volont pu respingerlo, ed quanto accadde per la prima volta con il
peccato originale. La ragione per cui la volont rifiuta il bene la superbia, lanimo
diviene principio a se stesso e non sceglie pi quel bene che dovrebbe amare pi di
s.

Ma larbitrio libero realmente quando non fa il male, ed in questa condizione si


trovava prima del peccato originale che invece ha indebolito la volont, rendendola
bisognosa della Grazia divina, il superamento dellautarchia del pensiero
classico greco, da solo luomo cade vittima del peccato, ma con latto libero di
adesione a Dio ha il potere di accogliere la Grazia. La Grazia non sopprime la
volont ma la rende buona liberandola dalla corruzione che ha subito a causa del
peccato originale. Per questo ladesione a Cristo rappresenta latto pi libero che si
possa compiere perch la libert , appunto, il potere di usare il libero arbitrio
affrancandosi dallattrazione verso il male.

Linsieme degli uomini che amano il Bene (Dio) pi di se stessi, fino a disprezzarsi,
costituisce la Citt celeste, gli altri la Citt terrena.Le due citt hanno un
corrispettivo in cielo, tra le schiere degli angeli buoni e quelle degli angeli ribelli.

La storia ha inizio con la creazione e termina con la fine del mondo. Ha tre
momenti intermedi essenziali: il peccato originale, lattesa della venuta del
Salvatore, lincarnazione e la passione del Figlio di Dio con la costituzione della Sua
Chiesa. Agostino insiste sul principio della risurrezione della carne, integrata e
trasfigurata, ma che rester carne, non spirito, per vivere come prefigura lottavo
giorno consacrato con la risurrezione di Cristo, in un regno senza fine dove
riposeremo, vedremo, ameremo.
Quando lamore delluomo diretto verso Dio, ed ama gli uomini e le cose in
funzione di Dio (non secondo il giudizio degli uomini), Charitas, quando diretto
verso s ed il mondo cupiditas. Principio delluti e del frui: i beni finiti non devono
essere oggetti di fruizione e godimento (fini) ma devono essere mezzi. In base a ci
la virt, che per i greci era in funzione della conoscenza, diviene ordo amoris
amare se stessi, gli altri e le cose secondo la dignit ontologica che propria di
ciascuno di essi. La conoscenza definita anchessa in questi termini: lamore
quello che conosce. Luomo reinterpretato secondo il paradigma dellamore,
coerentemente con una filosofia che prende le mosse da un atto di creazione e poi
di redenzione gratuiti. La consistenza delluomo, quindi, data dal peso del suo
amore, e da questo determinato il suo destino terreno ed ultraterreno. Agostino
riassunse questa prospettiva nellesortazione ama e fa ci che vuoi.