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La tradizione cattolica

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0 Indice
0 INDICE ...................................................................................................................... 2
1 LA TRADIZIONE E I PADRI DELLA CHIESA ............................................................ 3
1.1 NOTE ..................................................................................................................................................... 4
2 RISPOSTE AI LETTORI ............................................................................................. 5
2.1 DOMANDA: CHI ERANO IANN E IAMBR DI CUI PARLA LAPOSTOLO PAOLO? PERCH I CATTOLICI FANNO
RIFERIMENTO AD ESSI PER GIUSTIFICARE LA LORO TRADIZIONE? ................................................................... 5
2.2 DOMANDA: I CATTOLICI AFFERMANO CHE IL NUOVO TESTAMENTO UNA TRADIZIONE ANCHESSO E CHE
QUINDI LE TRADIZIONI VANNO ACCETTATE. COSA NE PENSI? ......................................................................... 6
























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1 La tradizione e i padri della chiesa
La chiesa cattolica romana, con il Concilio di Trento (XVI secolo) dichiar che la rivelazione di Dio non
contenuta solo nella Bibbia, ma anche nella tradizione cattolica. Ancora oggi, la tradizione il
fondamento di gran parte della teologia e delle pratiche della chiesa romana.

Confronto tra il catechismo cattolico (CCC) e il Nuovo Testamento
Chiesa Cattolica Nuovo Testamento
LEconomia cristiana, in quanto alleanza
nuova e definitiva, non passer mai e non da
aspettarsi alcuna nuova rivelazione pubblica ...
Tuttavia, anche se la Rivelazione compiuta, non
per completamente esplicitata; toccher alla
fede cristiana coglierne gradualmente tutta la
portata nel corso dei secoli (CCC, che cita il
Concilio Vaticano II).
Perch non vi scriviamo altre cose, se non quelle
che potete leggere o comprendere ... Nel leggere
questo, voi potete capire quale sia la mia
intelligenza del mistero di Cristo ... Anche se un
angelo dal cielo vi predicasse un Vangelo diverso
da quello che vi abbiamo annunziato, sia
maledetto (Paolo: 2 Corinzi 1,13; Efesini 3,4;
Galati 1,8).
Chiesa Cattolica Nuovo Testamento
Le esplicitazioni successive al Nuovo
Testamento sono formulate nel corso dei secoli
dalla Tradizione, cio dalla trasmissione viva
(orale e man mano scritta), che distinta dalla
Sacra Scrittura, sebbene ad essa strettamente
legata. Cos Dio continua a parlare ai credenti e
li informa su tutta la verit. Tradizione e Sacra
Scrittura formano in certo qual modo una cosa
sola (CCC, sempre richiamando il Vaticano II).
La fede stata trasmessa una volta per sempre
ai santi (Giuda v. 3). Guardate che nessuno vi
faccia sua preda con la filosofia e con vano
inganno, secondo la tradizione degli uomini e gli
elementi del mondo, e non secondo Cristo
(Paolo: Colossesi 2,8). Invano mi rendono un
culto, insegnando dottrine che sono precetti di
uomini ... annullando cos la Parola di Dio con la
vostra tradizione, che voi avete tramandata
(Ges: Marco 7,7-13).
Chiesa Cattolica Nuovo Testamento
Interpretare e gestire la Rivelazione scritturale e
la Tradizione spetta solo al Magistero della Chiesa
(ossia ai vescovi in comunione col santo padre,
cio il pontefice): Sacra Tradizione, Sacra
Scrittura e Magistero della Chiesa ... sono tra loro
talmente connessi e congiunti che non possono
indipendentemente sussistere (CCC; Vaticano
II).
Ma voi non fatevi chiamare maestro, perch uno
solo il vostro Maestro: il Cristo ... E non
chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perch
uno solo vostro Padre, colui che nei cieli. N
fatevi chiamare guida, perch una sola la vostra
Guida: il Cristo (Ges: Matteo 23,8-10).

Siccome la tradizione cattolico-romana non sostenuta dalla Sacra Scrittura, vogliamo vedere quello
che alcuni di quegli antichi scrittori che essa chiama padri della Chiesa hanno detto doversi fare a
proposito di ci che non pu essere confermato dalla Bibbia, o che non fa parte della Scrittura e la
contraddice:
Giustino Martire (morto nellanno 165 dopo Cristo) disse: Non abbiamo alcun comandamento di
Cristo che ci faccia obbligo di credere alle tradizioni e alle dottrine umane, ma soltanto a quelle
che i beati profeti hanno promulgate e che Cristo stesso ha insegnate, ed io ho cura di riferire ogni
cosa alle Scritture e chiedere ad esse i miei argomenti e le mie dimostrazioni (Giustino Martire,
Dialogo con Trifone);
Basilio (330-379 d.C.) disse: Rigettare alcuna cosa che si trova nelle Scritture, o ricevere alcune
cose che non sono scritte, un segno evidente dinfedelt, un atto di orgoglio... il fedele deve
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credere con pienezza di spirito tutte le cose che sono nelle Scritture senza togliere o aggiungere
nulla (Basilio, Lib. de Fid. - regul. moral. reg. 80);
Ambrogio (340 ca. - 397) disse: Chi ardir parlare quando la Scrittura tace?... Noi nulla dobbiamo
aggiungere al comando di Dio; se voi aggiungete o togliete alcuna cosa siete rei di
prevaricazione (Ambrogio, Lib. II de vocat. Gent. cap. 3 et lib. de parad. cap. 2).
Girolamo (347 ca. - 419-20 ca.) disse: Se voi volete chiarire le cose in dubbio, andate alla legge e
alla testimonianza della Scrittura; fuori di l siete nella notte dellerrore. Noi ammettiamo tutto
ci che scritto, rigettiamo tutto ci che non lo . Le cose che si inventano sotto il nome di
tradizione apostolica senza lautorit della Scrittura sono colpite dalla spada di Dio(Girolamo, In
Isaiam, VII; In Agg., I; citato da Roberto Nisbet in op. cit., pag. 28).
Cipriano (200 ca. - 258) disse: Che orgoglio e che presunzione luguagliare delle tradizioni
umane alle ordinanze divine...!(Cipriano, Epist. 71);
Tertulliano (160 ca. - 220 ca.) disse: Ci mostri la scuola di Ermogene che ci chessa insegna sta
scritto: se non scritto, tremi in vista dellanatema fulminato contro coloro che aggiungono alla
Scrittura, o ne tolgono alcuna cosa (Tertulliano, Contro Ermogene, cap. 22).
Leggendo queste dichiarazioni si deduce che gli stessi scrittori che la chiesa cattolica romana prende
per sostenere le sue dottrine, erano contro tutte quelle dottrine e pratiche che non potevano essere
dimostrate con le Scritture e che venivano fatte passare per tradizione apostolica.
Dunque la chiesa cattolica romana non si attiene completamente a quello che hanno detto i padri, e
non rigetta tutto ci che non scritto nelle Sacre Scritture. Essa da un lato dice che bisogna interpretare
le Scritture per mezzo dei padri, e dallaltro afferma che bisogna accettare le tradizioni nella stessa
maniera in cui si accetta la Scrittura (il concilio Vaticano II ha dichiarato infatti che la Scrittura e la
tradizione devono essere accettate e venerate con pari sentimento di piet e rispetto [Concilio
Vaticano II, Sess. VIII, cap. II]), il che, come abbiamo visto, va apertamente contro il consenso dei
padri.
1.1 Note
Perci, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso cos dalla nostra parola come
dalla nostra lettera (2 Tessalonicesi 2:15). La chiesa cattolica insegna che le tradizioni cui si riferisce
questo verso sono le verit riguardanti la fede e la vita cristiana, che lapostolo Paolo avrebbe ricevuto
dalla Chiesa Cristiana primitiva e che a sua volta insegnava alle comunit. Con ci si cerca si sostenere
la tradizione cattolica che, secondo la curia romana, linsegnamento degli apostoli trasmesso a voce
ma non scritto. In realt Paolo non ricevette verit riguardanti la fede e la vita cristiana dalla Chiesa
primitiva perch lui lEvangelo non lo impar da nessun uomo, ma lo ricevette per rivelazione di Ges
Cristo, dal giorno del suo incontro sulla via di Damasco in poi. Vi dichiaro, fratelli, che il vangelo da
me annunziato non opera duomo; perch io stesso non lho ricevuto n lho imparato da un uomo,
ma lho ricevuto per rivelazione di Ges Cristo. Infatti voi avete udito quale sia stata la mia
condotta nel passato, quandero nel giudaismo; come perseguitavo a oltranza la chiesa di Dio, e la
devastavo; e mi distinguevo nel giudaismo pi di molti coetanei tra i miei connazionali, perch ero
estremamente zelante nelle tradizioni dei miei padri. Ma Dio che maveva prescelto fin dal seno di
mia madre e mi ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo
perch io lo annunziassi fra gli stranieri. (Galati 1:11-16)







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2 Risposte Ai Lettori
2.1 Domanda: Chi erano Iann e Iambr di cui parla lapostolo Paolo? Perch i cattolici
fanno riferimento ad essi per giustificare la loro tradizione?
Iann e Iambr (o Iannes e Iambres) erano due maghi egizi che si opposero a Mos e di cui parla la
tradizione ebraica. Il fatto per che Paolo li citi non pu in nessuna maniera giustificare o legittimare
la tradizione della chiesa cattolica, perch Paolo non li cita per introdurre una pratica o una dottrina
contraria allinsegnamento della Scrittura, ma solo per fare un paragone tra questi due antichi
contrastatori della verit e coloro che contrastavano la verit ai suoi giorni. Infatti, Paolo dice: E come
Iann e Iambr contrastarono a Mos, cos anche costoro contrastano alla verit: uomini corrotti di
mente, riprovati quanto alla fede. Ma non andranno pi oltre, perch la loro stoltezza sar manifesta
a tutti, come fu quella di quegli uomini (2 Timoteo 3:8-9). In altre parole, Paolo li cita per fare un
esempio di uomini antichi che contrastarono alla Parola di Dio.
Bisogna ricordare che Paolo era un Ebreo secondo la carne, e precisamente un Fariseo, e queste cose le
sapeva perch lui conosceva la tradizione dei padri. La tradizione ebraica per conteneva (e contiene
tuttora) molti precetti duomini ed anche storie che voltano le spalle alla verit. Ges infatti riprese gli
scribi e i Farisei proprio perch a causa della loro tradizione avevano annullato la Parola di Dio. Ecco
quello che Egli disse loro: Voi, lasciato il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli
uomini. E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la
tradizione vostra! Mos infatti ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre
sia punito di morte; voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei
assisterti Corban, (vale a dire, offerta a Dio), non gli permettete pi di far cosa alcuna a pro di suo
padre o di sua madre; annullando cos la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata.
E di cose consimili ne fate tante! (Marco 7:8-13).
Quindi, attenzione alla tradizione, non importa se quella ebraica o quella cattolica romana. A
proposito di questultima, essa annulla in molte parti la Sacra Scrittura, per cui non si pu mettere sullo
stesso livello della Scrittura come invece la chiesa romana vorrebbe che noi facessimo.
Certo, non tutto quello che la tradizione cattolica romana dice sbagliato, io ho letto tanto degli scritti
dei cosiddetti padri della Chiesa e posso dire che diverse cose che insegnavano erano giuste, ma occorre
stare molto attenti perch spesso in mezzo alla verit ci sono delle menzogne e delle superstizioni.

La stessa cosa ti posso dire per la tradizione ebraica, ho letto sia parti dellHaggadah che dellHalakah
(la parte legislativa della tradizione) e ti posso dire che ci sono dei precetti e delle storie che confermano
la legge e i profeti ma anche tante storie e tanti precetti che lannullano, cio contrastano sia la legge
che i profeti. Favole giudaiche ce ne sono tante, veramente tante. Precetti umani che annullano la Parola
di Dio altrettanto. Ci sono per anche delle parabole o dei precetti che confermano sia la legge che i
profeti.
Quindi, quando si legge la tradizione ebraica o cattolica romana che sia, latteggiamento da tenere
questo, mai pensare che essa sia di origine divina, ma comunque, se ci sono delle notizie utili che
confermano la Parola di Dio, si possono pure accettare. Ma a livello informativo e basta, come fa
lapostolo Paolo con Iann e Iambr.
A proposito, Paolo in una sua predicazione tenuta ad Atene ha citato persino un poeta greco per
confermare la Parola di Dio. Ecco le sue parole: Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo, come
anche alcuni de vostri poeti han detto: Poich siamo anche sua progenie. Essendo dunque progenie
di Dio, non dobbiam credere che la Divinit sia simile ad oro, ad argento, o a pietra scolpiti dallarte
e dallimmaginazione umana (Atti 17:28-29). Lo vedi? Paolo cita dei poeti pagani antichi; lui
conosceva quella citazione poetica e considerandola conforme a verit la cit in quella circostanza in
cui lo ascoltavano dei greci, e in quel suo discorso, per confermare che noi siamo progenie di Dio. Ma
questo non significa che Paolo accettava tutto quello che dicevano gli antichi poeti greci, ovvio questo.
come, insomma, se io in un mio discorso citassi un passo della cosiddetta Divina Commedia per
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confermare un qualche cosa di vero; non per questo ci significherebbe che io accetto tutto quello che
scrisse Dante Alighieri! So bene che quel poeta credeva nel purgatorio e in tante altre menzogne.

Altri esempi simili sono la citazione da Epimenide in Tito 1:12, o quella dal libro apocrifo di Enoch in
Giuda 14; entrambe le fonti non fanno parte della Sacra Scrittura, e il fatto che siano citate non
costituisce affatto prova della validit della tradizione.
Quindi, quando si parla della tradizione, non importa se quella ebraica o quella cattolica, bisogna
tenere presente queste cose. Rimani attaccato alla fedele Parola di Dio cos come scritta e ne avrai
sempre del bene.
2.2 Domanda: I cattolici affermano che il Nuovo Testamento una tradizione anchesso
e che quindi le tradizioni vanno accettate. Cosa ne pensi?
Anzitutto va detto che le tradizioni cattoliche non sono parola di Dio, ma semplicemente
interpretazione religiose degli uomini. La tradizione cattolica racchiude tutti questi insegnamenti
dedotti nel corso dei secoli dalla chiesa di Roma. C anche da fare una considerazione. In Giovanni
21:23 puoi leggere come tra i discepoli di Ges si diffuse il pensiero che Pietro non sarebbe mai morto;
eppure quel verso dice che anche se i discepoli credettero a quellidea, essa era basata su
uninterpretazione sbagliata delle parole del Signore. Se questo avvenuto tra i discepoli mentre Ges
era con loro, figuriamoci quanti errori e quante dottrine errate sono state diffuse attraverso la
tradizione nellarco di ben duemila anni.
Questo il motivo per cui i credenti dei primi secoli si attenevano solo alla Parola scritta di Dio, e
rifiutavano di accettare le tradizioni. Abbiamo visto prima le dichiarazioni di persone come san
Girolamo: Se voi volete chiarire le cose in dubbio, andate alla legge e alla testimonianza della
Scrittura; fuori di l siete nella notte dellerrore. Noi ammettiamo tutto ci che scritto, rigettiamo
tutto ci che non lo . Le cose che si inventano sotto il nome di tradizione apostolica senza lautorit
della Scrittura sono colpite dalla spada di Dio (Girolamo, In Isaiam, VII; In Agg., I).
Unaltra conferma della pericolosit delle tradizioni viene dal fatto che la Scrittura non contraddice mai
se stessa, mentre invece le tradizioni cattoliche si contraddicono luna con laltra, e molto spesso
contraddicono le parole della Sacra Scrittura. Come pu Dio affermare una cosa nella Bibbia e poi una
cosa diversa nelle tradizioni cattoliche? Come gli apostoli, diciamo:Giudicate voi se giusto, davanti
a Dio, ubbidire a voi anzich a Dio.
Lapostolo Paolo disse di non praticare oltre quello che scritto (1 Corinzi 4:6). La chiesa cattolica
non segue questo insegnamento, e purtroppo insegna ai suoi fedeli a fare lo stesso.
Diversi cattolici dicono che giusto espandere le parole della Scrittura; ma questo significa
aggiungere o togliere qualcosa agli insegnamenti scritti di Dio, e Dio ha comandato che nessuno si
permetta di farlo (vedi Proverbi 30:5, Apocalisse 22:18-19).
La chiesa cattolica afferma che le sue dottrine provengono dagli insegnamenti di quelli che essa
definisce padri della chiesa. Eppure nella realt la chiesa cattolica fa proprio il contrario di quello che
hanno detto i primi padri. Quelle che seguono sono alcune delle loro dichiarazioni, che puoi verificare
tu stesso.
Tertulliano (160 ca. - 220 ca.) era contro il primato del vescovo di Roma sostenuto dalla chiesa
romana. Scrivendo al vescovo di Roma che si era appellato al tu sei Pietro per sostenere la propria
autorit, dice: Chi sei tu che sovverti e deformi lintenzione manifesta del Signore? (Tertulliano, De
pudicitia 21). Tertulliano era anche contro la perpetua verginit di Maria, infatti disse che Maria non
rimase vergine dopo avere partorito Ges. Era contrario alla dottrina della transustanziazione, ed era
contrario al battesimo dei neonati. Tertulliano condann pure luso dellincenso nel culto, e il fare
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statue e immagini religiose: Il diavolo ha introdotto nel mondo le statue e le immagini e tutte le altre
rappresentazioni (...) Dicendo Dio: tu non farai alcuna somiglianza delle cose che sono sul cielo n
sulla terra n nel mare, ha proibito ai suoi servi in tutto il mondo di abbandonarsi allesercizio di
coteste arti (Tertulliano, Sullidolatria, libro 3, IV).
Origene (185 ca. - 254) si espresse contro il primato di Pietro: Se tu immagini che solo su Pietro sia
stata fondata la Chiesa che cosa potresti tu dire di Giovanni, il figlio del tuono, o di qualsiasi altro
apostolo? Chiunque fa sua la confessione di Pietro pu essere chiamato un Pietro (Origene,
Commento a Matteo 12:10-11).
Anche san Cipriano (200 ca. - 258) era contrario al primato di Pietro: Ges parl a Pietro, non
perch gli attribuisse una autorit speciale, ma solo perch rivelandosi ad uno solo fosse visibile il
fatto che la chiesa devessere tutta unita nella fede di Cristo. Pietro solo il simbolo, il tipo di tutti
gli apostoli e di tutti i vescovi (Cipriano, De catholica ecclesiae unitate c. 4-5).
Eusebio (260 ca. - 340) condann la dottrina dellimmacolata concezione di Maria: Nessuno esente
dalla macchia del peccato originale, neanche la madre del Redentore del mondo. Ges solo esente
dalla legge del peccato, bench nato da una donna sottoposta al peccato (Eusebio, Emiss. in Orat. II
de Nativ.).
Ambrogio (340 ca. - 397) di Milano era contrario al primato di Pietro infatti disse: Pietro ottenne un
primato, ma un primato di confessione e non donore, un primato di fede e non di ordine (Ambrogio,
De incarnationis dominicae sacramento IV). Ambrogio era anche contro limmacolata concezione di
Maria infatti afferm: Ges il solo che i lacci del peccato non abbiano avvinto; nessuna creatura
concepita per laccoppiamento delluomo e della donna, stata esente dal peccato originale; ne stato
esente Colui solo il quale stato concepito, senza quellaccoppiamento, da una Vergine per opera dello
Spirito Santo (Ambrogio, In Psalm. 118).
Ireneo (150 ca.- 200 ca.) condann luso di immagini e afferm che i primi ad introdurre nella Chiesa
il culto delle immagini furono gli Gnostici: Si denominano gnostici ed hanno alcune immagini dipinte,
altre fabbricate anche con altro materiale, dicendo che sono limmagine di Cristo fatta da Pilato nel
tempo in cui Ges era con gli uomini... riservano ad esse tutti gli altri onori, proprio come i pagani
(Ireneo, Contro le eresie, Lib. I, cap. 25,6).
Atenagora (II sec.) era contro loffrire incenso a Dio (Atenagora, Supplica per i cristiani, Alba 1978,
pag. 62).
Epifanio (310 ca. - 403), vescovo di Cipro, era contro le immagini di Cristo e dei santi (Jerome, Lettres,
Paris 1951, pag. 171), come anche Lattanzio (sec. III-IV). Epifanio era anche contro il culto a Maria,
infatti scrisse: Non si deve onorare i Santi oltre il loro merito, ch Iddio Colui cui dobbiamo servire.
La Vergine non stata proposta alla nostra adorazione, poich ha adorato ella stessa Colui il quale
secondo la carne nacque da essa. Nessuno dunque adori Maria. A Dio solo, Padre, Figlio e Spirito
Santo, appartiene questo mistero, e non a qualsiasi uomo o donna. Dunque, cessino certe donnicciuole
dal turbare la Chiesa, smettano dal dire: Noi onoriamo la Regina del cielo, perciocch con questi
discorsi adempiono ci che stato preannunziato: Alcuni apostateranno dalla fede, dandosi in
braccio a spiriti seduttori e alle dottrine dei demoni. No, questerrore del popolo antico non prevarr
su noi, per farci scostare dal Dio vivente ed adorare le creature (Epiph. lib. III, Comment. II, tom. 2,
Haeres 79).
Giovanni Crisostomo (344-407) era contrario al vietare il matrimonio ai vescovi e alla confessione
auricolare. E sempre Crisostomo era contro la transustanziazione, infatti scrisse: Prima della
consacrazione lo chiamiamo pane, ma poi... perde il nome di pane e diventa degno che lo si chiami il
Corpo del Signore, sebbene la natura del pane continui tale in esso (Crisostomo, Epistola a Cesario).
Crisostomo era anche contrario al primato di giurisdizione di Pietro (Crisostomo, Or. 8,3 Adv. Jud.).
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Anche santAgostino (354-430) non riteneva che Pietro fosse la pietra sulla quale stata edificata la
Chiesa di Cristo. Egli disse: ...ho esposto spessissimo le parole dette dal Signore: Tu sei Pietro e sopra
questa pietra edificher la mia Chiesa; come se per, sopra questa, si dovesse intendere quello che
Pietro ha affermato quando ha esclamato: Tu sei il figlio di Dio vivo; e che Pietro ha preso nome da
questa pietra, perch raffigura la persona della Chiesa edificata sopra questa pietra, ed ha ricevuto
le chiavi del regno dei cieli. Non gli stato detto infatti: Tu sei pietra, ma Tu sei Pietro; pietra era il
Cristo, e Simone che lo aveva riconosciuto come lo riconosce tutta la Chiesa, fu detto appunto
Pietro. (Agostino, I due libri delle ritrattazioni, Firenze 1949, Libro primo, cap. XXI, pag. 117-118).
Agostino era anche contro la transustanziazione, e parafrasando le parole di Ges
afferm: Comprendete in senso spirituale quello che vi dissi: Non mangerete questo corpo che vedete,
e non berrete questo sangue che sar sparso da quelli che mi crocifiggeranno. Vi ho raccomandato
un sacramento che vi dar la vita, se lo intendete spiritualmente, e quandanche sia necessario
celebrarlo in modo visibile, bisogna tuttavia intenderlo spiritualmente (Agostino, Enarrationes in
Psalmos 98,9).
Papa Gelasio I (dal 492 al 496) dichiar che sbagliato comunicarsi sotto una sola specie, quindi la
dottrina cattolica che priva i laici del calice, era considerata da Gelasio un sacrilegio. Sempre Gelasio
non accettava la transustanziazione infatti scrisse: Il sacramento del corpo e del sangue di Cristo
veramente cosa divina; ma il pane e il vino vi rimangono nella loro sostanza e natura di pane e
vino (Gelasio, Delle due nature).
Gregorio di Nissa (335 ca. - 394 ca.) denunci con forza, in una delle sue epistole, linutilit e la follia
dei pellegrinaggi ai luoghi santi (Gregorio di Nissa, Epist. II, De euntibus Hieros, Opera, III, 1010, ed.
Migne).
Girolamo (347 ca. - 419-20 ca.) dichiar inutili i pellegrinaggi in terra santa, e disse: I credenti
vengono apprezzati, personalmente, non in base al diverso posto in cui risiedono, ma in base al merito
della loro fede. I veri adoratori non adorano il Padre n a Gerusalemme n sul monte Garizim, perch
Dio Spirito, ed necessario che i suoi adoratori lo adorino in spirito e verit (Girolamo, Le lettere,
Roma 1962, vol. 2, Lettera a Paolino, pag. 94,95).
Arnobio (IV secolo) era contro loffrire incenso (Arnobio, Lib. VII, 26, pag. 227).
Papa Leone I (dal 440 al 461) era contro lidea dellimmacolata concezione di Maria: Cristo solo tra
gli uomini stato innocente, perch Egli solo stato concepito senza la sozzura e la cupidigia carnale
(Citato da Teofilo Gay in op. cit., pag. 130).
Papa Gregorio Magno (dal 590 al 604) non accett come canonico il libro dei Maccabei che la chiesa
cattolica invece usa. Gregorio Magno era anche contro lassunzione del titolo di vescovo universale da
parte di qualsiasi vescovo infatti afferm: Colui che vuol farsi chiamare pontefice universale diventa
per il suo orgoglio il precursore dellanticristo; nessun cristiano deve prendere questo nome di
bestemmia (Greg. Ep. Lib. VI, 80). E, scrivendo a Giovanni, patriarca di Costantinopoli, che si era
proclamato vescovo universale, gli disse: ...che dirai tu Giovanni a Cristo che capo della Chiesa
universale nel rendimento dei conti il giorno del giudizio finale? Tu che ti sforzi di preporti a tutti i
tuoi fratelli vescovi della Chiesa universale e che con un titolo superbo vuoi porti sotto i piedi il loro
nome in paragone del tuo? Che vai tu facendo con ci, se non ripetere con Satana: Ascender al cielo
ed esalter il mio trono al di sopra degli astri del cielo di Dio? Vostra fraternit mentre disprezza (gli
altri vescovi) e fa ogni possibile sforzo per assoggettarseli, non fa che ripetere quanto gi disse il
vecchio nemico: Mi innalzer al di sopra delle nubi pi eccelse (...) Possa dunque tua Santit
riconoscere quanto sia grande il tuo orgoglio pretendendo un titolo che nessun altro uomo veramente
pio si giammai arrogato (Gregorio, Epistolarum V, Ep. 18, PL 77, pag. 739-740).
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Teodoreto, vescovo di Ciro (393-458), si dichiar contro la transustanziazione e afferm: I simboli
mistici (il pane e il vino) non abbandonano la loro natura dopo la consacrazione, ma conservano la
sostanza e la forma in tutto come prima (Teodoreto, Dialogus, Liber II).
Anche papa Vigilio (dal 537 al 555) era contro la transustanziazione, infatti afferm: Quando la carne
di Ges Cristo era sulla terra, essa certamente non era nel Cielo; ed ora chessa nel Cielo, non
sicuramente sulla terra (Vigilio, Contro Eutich. Lib. IV).
Ci sarebbero ancora tante cose da dire, ma davanti a queste affermazioni provenienti proprio dai padri
della chiesa cattolica ci si pu rendere conto che la chiesa cattolica romana non la chiesa cattolica dei
primi secoli, ma una chiesa che si allontanata dagli insegnamenti del Signore e dalla volont dei suoi
stessi padri.
Questa situazione fu prevista dagli apostoli Pietro e Paolo, che riguardo al futuro della chiesa
avvertirono solennemente i credenti: Ci saranno tra di voi falsi dottori che introdurranno
occultamente eresie di perdizione (2 Pietro 2:1). Allo stesso modo Paolo disse: Io so che dopo la mia
partenza si introdurranno fra di voi lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge; e anche tra
voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli. Perci
vegliate, ricordandovi che per tre anni, notte e giorno, non ho cessato di ammonire ciascuno con
lacrime (Atti 20:29-31).
Questo proprio quello che successo. Dopo i primi due secoli del vero Cristianesimo, nato con Cristo
e proclamato dai suoi apostoli, sono comparsi quei dottori che si sono lasciati alle spalle il semplice
Cristianesimo, aggiungendo pian piano agli insegnamenti di Cristo quelli degli uomini.
La Chiesa Cristiana dei primi secoli si chiamava anche cattolica, cio universale, perch abbracciava
in una sola famiglia spirituale tutte le persone veramente convertite a Ges Cristo. Quella che sorse un
paio di secoli dopo non era pi la Chiesa Cristiana, perseguitata e odiata dal mondo, ma la religione di
Stato che divenne persecutrice di milioni di Cristiani.