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Proposta di legge di iniziativa

popolare per ripartire fra i cittadini il


reddito monetario del capitale
amministrato dallo Stato
A norma dellart. 71, 2 comma della Costituzione e degli Artt. 48 e 49 L. 25 maggio 1970, n. 352
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Da Propriet di popolo, di Giacinto Auriti


Roma Il presente Progetto di Legge, si basa su dei principi di fondamentale buon senso ed
idoneo a risolvere razionalmente i maggiori problemi di politica economica del nostro tempo. Posto
che il proprietario di un bene essenzialmente chi ne gode e percepisce i redditi con la garanzia
dellordinamento giuridico, attribuendo al cittadino il diritto al dividendo del capitale produttivo dello
Stato, gli si viene ad attribuire una quota ideale di propriet e quindi si realizza, con una formula
effettivamente sociale, lespropriazione dello Stato a favore dei cittadini. Ogni cittadino verr cos a
conseguire, in aggiunta alla sua propriet personale e a quanto sa produrre col suo lavoro, anche un
diritto personalissimo e inalienabile a una parte del reddito monetario del capitale comune. Il progetto
che sottoponiamo allapprovazione dei cittadini, pur risolvendo il problema sociale con una formula
pi avanzata di qualunque altra finora proposta, non in antitesi con i principi basilari della propriet
privata e delleconomia di mercato. Siamo certi che al di l e al di sopra di ogni spirito di parte, se il
parlamento trover in se la forza di approvare questa legge, render un incomparabile servizio alla
Nazione. Solo finalizzando, infatti, la programmazione economica della Persona Umana, si potr dare
alla politica sociale il suo vero, intrinseco significato, che altrimenti non resta altra possibilit che il
vuoto linguaggio della demagogia.

Per ripartire fra i cittadini il reddito monetario affidato allo Stato


Su iniziativa del Centro Studi Politici e Costituzionali, il 13 aprile 1976 stato depositato, presso la
Corte di Cassazione di Roma, un disegno di legge di iniziativa popolare, per ripartire fra i
cittadini il reddito monetario del capitale amministrato dallo Stato (G.U. n. 98 del 14 4 1976),
tutto il sistema normativo proposto stato organicamente concepito sul principio essenziale che la
propriet di un capitale di chi ha diritto al reddito. Come il socio di una societ commerciale ha una
quota di capitale in quanto ha diritto al dividendo, cos il cittadino, mediante il diritto alla quota di
reddito, consegue una quota ideale di propriet del capitale amministrato dallo Stato.

La proposta - Parte I
Art. 1 Il patrimonio produttivo di reddito appartenente allo Stato o ad Enti Pubblici viene attribuito
in compropriet a tutti i cittadini italiani, ai quali riconosciuta pro quota un diritto con contenuto
patrimoniale uguale per tutti, non trasferibile n per atto tra vivi n per successione mortis causa.
Art. 2 La programmazione della produzione e lamministrazione dei beni di cui al precedente
articolo, viene affidato ad un organo della produzione economica, composto dai legali rappresentanti e
dai rappresentanti sindacali di ogni complesso aziendale, denominato Comitato Nazionale della
Produzione Socializzata. Il C.N.P.S. ha il compito di ripartire pariteticamente fra tutti i cittadini
a norma della presente legge il reddito monetario proveniente da tutte le attivit produttive oggetto
della sua amministrazione.

Le due categorie produttive fondamentali


I membri del C.N.P.S. sono raggruppati in sezioni e sottosezioni corrispondenti alle varie attivit
produttive. Le due categorie produttive fondamentali sono: Sezione prima (aziende produttive di
beni e servizi); Sezione seconda: banche ed istituti di credito.
La sezione prima ha la competenza di programmare le attivit produttive; la sezione seconda ha
la funzione di approntare e predisporre i mezzi finanziari per lattuazione della programmazione
stabilita dalla prima sezione. Ogni sezione designer i propri rappresentanti nel Consiglio
Direttivo con compiti di coordinamento tra i vari settori della produzione.

Poteri di rappresentanza
Lassemblea proceder alla nomina di un Presidente al quale saranno demandati tutti i poteri
di rappresentanza del C.N.P.S. e di attuazione delle deliberazioni degli organi competenti per le
varie attivit produttive. Il C.N.P.S. sottoposto a norma di regolamento al controllo di un
Comitato interministeriale composto dai ministri del Tesoro, Agricoltura, Industria e
Commercio, il quale per in ogni caso escluso da ogni forma di gestione diretta e indiretta.

Poteri del Comitato Nazionale della Produzione Socializzata


Art. 3 Il C.N.P.S. ha pieni poteri di procurare i finanziamenti necessari alle attivit
produttive con i mezzi ordinari a norma dellArt. 12 della presente legge.
Art. 4 Il C.N.P.S. tenuto a presentare annualmente un bilancio preventivo e
uno consuntivo che dovranno essere controllati nel merito dal Comitato interministeriale di cui
allart. 2, ultimo comma, e nella legittimit della Corte dei Conti, con una organizzazione aggiornata ai
compiti predetti e pubblicati nella G.U. della Repubblica Italiana. Le attivit delle aziende socializzate
che dovessero manifestare caratteristiche non occasionali di antieconomicit, dovranno essere
liquidate ed i proventi della liquidazione dovranno essere destinati ad altri fini produttivi
con chiare caratteristiche di convenienza economica. Qualora motivi di particolare interesse sociale
dovessero essere rilevati per la conservazione di attivit produttive con bilanci deficitari,
il Parlamento dovr prevedere lintegrazione di tale deficit nel proprio bilancio di
previsione come costo di un servizio sociale.

Gestione dei fondi


Detti fondi dovranno essere approntati a norma dellart. 11 della presente legge ed accreditati al
C.N.P.S. a titolo di pagamento del servizio sociale effettuato. Il motivo di interesse sociale dovr
essere stabilito tenendo conto della natura delle finalit di cui i beni o i servizi prodotti sono destinati.
Art. 5 Ogni cittadino nella qualit di socio comproprietario dei beni suddetti ha diritto
di sporgere denuncia per eventuali irregolarit amministrative e contabili allapposito
organo costituito presso la Corte dei Conti, o al Comitato interministeriale i quali, una volta accertati
gli estremi, dovranno promuovere azione giudiziaria dinanzi alle magistrature competenti.
Art. 6 Le quote di reddito spettanti ai singoli cittadini sono corrisposte alle famiglie a
chiusura dei bilanci annuali delle aziende socializzate.

Art. 7- Perdita al diritto del reddito


Art. 7 Perde il diritto al reddito il cittadino che, avendo la possibilit di lavorare, non
lavora. La prova di tale rifiuto al lavoro si realizza quando il disoccupato respinge lofferta di un lavoro
adeguato alle sue possibilit. Tale prova a carico dellUfficio inquirente.

Parte II Regime della funzione monetaria e creditizia


Art. 8 Competente a decretare la creazione di nuova moneta il Presidente del
Consiglio sentito il parere del Consiglio dei ministri. Ogni provvedimento di creazione di nuova carta
moneta deve essere preceduta dalla formula: In nome del popolo italiano, e pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Art. 9 Allatto della creazione la moneta di propriet di tutti i cittadini italiani. Il Ministro
del Tesoro, il Governatore della Banca dItalia, gli organi monetari la conservano e amministrano in
nome e per conto dei cittadini italiani.
Art. 10 competenza del Ministro del Tesoro curare lesecuzione del conio o della emissione
della carta moneta. Il Governatore della Banca dItalia ne cura la conservazione e la erogazione in
conformit delle esigenze sociali pubbliche e private.

Erogazione e accreditamento del denaro per le pubbliche utilit


Art. 11 Le somme di denaro di nuova emissione, necessarie ai fini di pubblica utilit, indicati nei
bilanci di previsione, sono erogate dalla Banca dItalia, accreditate al Popolo italiano e riscosse
dal Governo tramite il Ministro del Tesoro, il quale le ripartisce tra i vari organi in conformit
delle esigenze contemplate nel bilancio di previsione.
Art. 12 Le somme di nuova emissione necessarie per le attivit produttive delle Aziende socializzate
e private, sono date in prestito agli operatori economici ed una volta restituite, dopo il
completamento dei cicli produttivi, vanno ripartite fra i cittadini.
Art. 13 fatto divieto agli Istituti bancari prestare denaro oltre i limiti delle somme presso di loro
depositate (brillante superamento del signoraggio bancario secondario o da riserva frazionaria).

Parte II Norme transitorie e di attuazione


Art. 14 Per i proventi del patrimonio produttivo dello Stato gi impegnati nei bilanci di
previsione allatto della promulgazione della presente legge, rimesso alla disciplina transitoria
governativa, reintegrarne la disponibilit di bilancio con mezzi idonei.
Art. 15 Lattuazione della presente legge sar disciplinata entro sei mesi dalla sua entrata in
vigore, da un apposito regolamento.