Sei sulla pagina 1di 70

La Legge Bancaria in Italia

1926 1936 1938 1940 1944


Compilato da Domenico Bevilacqua

Indice
Indice ................................................................................................................................................................ 2
Regio DecretoLegge 6 maggio 1926IV, n. 812. Unificazione del servizio dellemissione dei biglietti di
banca ................................................................................................................................................................ 3
Legge 25 giugno 1926IV, n. 1262. Conversione in legge, con approvazione complessiva, di decreti aventi per
oggetto argomenti diversi. ................................................................................................................................. 6
Regio DecretoLegge 7 settembre 1926, n. 1511. Provvedimenti per la tutela del risparmio. ............................. 7
Regio DecretoLegge 6 novembre 1926V, n. 1830. Norme regolamentari per la tutela del risparmio. ............. 9
Legge 23 giugno 1927V, n. 1107. Conversione in legge del R. decretolegge 7 settembre 1926IV, n. 1511,
recante provvedimenti per la tutela del risparmio............................................................................................. 13
Legge 23 giugno 1927V, n. 1108. Conversione in legge del R. decretolegge 6 novembre 1926, n. 1830, recante
provvedimenti per la tutela del risparmio. ........................................................................................................ 14
Regio DecretoLegge 22 dicembre 1927VI, n. 2574. Costituzione dellIstituto Nazionale di Previdenza e di
Credito delle Comunicazioni. ......................................................................................................................... 15
Regio Decreto 11 giugno 1936XIV, n. 1067. Approvazione dello Statuto della Banca dItalia. ..................... 20
Legge 7 marzo 1938XVI, n.141. Conversione in Legge, con modificazioni, del R. DecretoLegge 12 marzo
1936XIV, n. 375, contenente Disposizioni per la difesa del risparmio e per la disciplina della funzione creditizia.
....................................................................................................................................................................... 34
Legge 7 aprile 1938XVI, n. 636. Conversione in legge, con modificazioni, del Regio decretolegge 17 luglio
1937XV, n. 1400, contenente disposizioni per la difesa del risparmio e per la disciplina della funzione
creditizia. ........................................................................................................................................................ 58
Regio DecretoLegge 8 dicembre 1938XVI, n. 2152 Modificazioni al Regio DecretoLegge 22 dicembre 1927
VI, n. 2574, riguardante la costituzione dellIstituto Nazionale di Previdenza e Credito delle Comunicazioni. . 64
Legge 10 giugno 1940XVIII, n. 933. Modificazioni alle norme per la difesa del risparmio e per la disciplina della
funzione creditizia. .......................................................................................................................................... 67
Legge 3 dicembre 1942XXI, n. 1752. Modificazione dellart. 12 della legge 7 marzo 1938XVI, n. 141, che ha
convertito in legge, con modificazioni, il regio decretolegge 12 marzo 1936XIV, n. 375, contenente
disposizioni per la difesa del risparmio e per la disciplina della funzione creditizia. ........................................ 69
DECRETO MINISTERIALE 28 Giugno 1944XXII, n. 400. Nomina dellAvvocato Giovanni Orgera a
Commissario Straordinario della Banca dItalia. .............................................................................................. 70

Regio DecretoLegge 6 maggio 1926IV, n. 812.


Unificazione del servizio dellemissione dei biglietti di banca.
Gazzetta Ufficiale n. 118 del 22 maggio 1926
VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONT DELLA NAZIONE

RE DITALIA
Veduta la legge (testo unico) 28 aprile 1910, n. 204, sugli istituti di emissione e sulla circolazione dei biglietti di
banca;
Veduto il R. decreto 27 settembre 1923, n. 2158, che proroga la facolt di emissione dei biglietti di banca e del
loro corso legale;
Veduto lart. 3, comma 2, della legge 31 gennaio 1926, n. 100;
Ritenuta la necessit urgente ed assoluta di unificare il servizio dellemissione dei biglietti di banca;
Udito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per le finanze;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1. La facolt di emettere biglietti di banca o altri titoli equivalenti, pagabili al portatore e a vista, che, a
tenore del R. decretolegge 27 settembre 1923, n. 2158, scade il 31 dicembre 1930, cessa, per il Banco di Napoli
e il Banco di Sicilia, col 30 giugno 1926.
Art. 2. Le valute auree e quelle effettivamente equiparate alloro, appartenenti alle riserve destinate a
guarentigia della circolazione dei biglietti, di propriet del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, passeranno,
col 1 luglio 1926, alla Banca dItalia.
Le dette valute saranno provvisoriamente conteggiate a favore dei Banchi al prezzo medio ufficiale del mese di
aprile 1926 ragguagliato per la lira oro. Il prezzo definitivo da applicare alle valute medesime sar determinato,
con convenzione a parte, fra il Tesoro dello Stato e la Banca dItalia e i detti due Banchi.
Art. 3. La Banca dItalia autorizzata a emettere biglietti propri in corrispondenza dellammontare dei biglietti
in circolazione a debito del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia accertati alla sera del 30 giugno 1926.
Art. 4. I biglietti della Banca dItalia, emessi come al precedente articolo, serviranno a sostituire gradatamente,
a cominciare dal 1 luglio 1926, quelli costituenti la circolazione del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, e
saranno attribuiti, innanzi tutto, a diminuzione del credito dei Banchi stessi verso la Sezione speciale autonoma
del Consorzio per sovvenzioni su valori industriali in sino a piena copertura di esso; in secondo luogo a riduzione
della circolazione dei due Banchi per conto dello Stato in sino a estinzione; e da ultimo allassorbimento della
loro circolazione residua per conto del commercio.
Per il 30 giugno 1926 lo Stato rimborser al Banco di Napoli e al Banco di Sicilia lammontare delle anticipazioni
statutarie ordinarie attualmente in corso, in tutto 125 milioni di lire, corrispostegli a tenore dellart. 25 del testo
unico di legge sugli istituti di emissione, dei Regi decreti 16 settembre 1912, n. 1068; 19 settembre 1914, n. 1007,
e 23 maggio 1915, n. 710, convertiti in legge.
Art. 5. Le valute auree e equiparate di che allart. 2 costituiranno riserva speciale per guarentigia della
circolazione a fronte dei biglietti da emettersi dalla Banca dItalia a tenore degli articoli 3 e 4.
Art. 6. A cominciare dal 1 luglio 1926 il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia eseguiranno tutte le loro
operazioni, comprese quelle di cambio dei rispettivi biglietti, con biglietti della Banca dItalia.
Art. 7. Tutti i biglietti del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, che si troveranno rispettivamente nelle casse
dei medesimi la sera del 30 giugno 1926, o che saranno in viaggio, o comunque in potere dei due Istituti emittenti,
3

cesseranno di essere disponibili, e non potranno pi essere messi in circolazione. A tal fine, questi biglietti saranno
chiusi immediatamente nelle rispettive casse speciali, sotto la custodia del rappresentante del Regio Governo.
Nello stesso modo saranno immobilizzati i biglietti dei due Banchi via via che dalla circolazione rientreranno
nelle casse dei medesimi. Tali biglietti, previo accertamento del detto rappresentante e contro consegna alla Banca
dItalia, che ne costituir un deposito intangibile, saranno sostituiti mediante una corrispondente
somministrazione di biglietti della Banca dItalia.
Art. 8. I biglietti che la Banca dItalia emetter a tenore dellarticolo 3, esclusi quelli corrispondenti alle
operazioni dei due Istituti con la Sezione speciale autonoma del Consorzio per sovvenzioni su valori industriali,
non saranno soggetti n a tassa n a contributo di sorta, e staranno allinfuori del limite normale indicato al
seguente art. 14.
I biglietti della Banca dItalia, destinati al baratto di quelli dei due Banchi impiegati nelle operazioni con la
Sezione speciale autonoma del Consorzio per sovvenzioni su valori industriali avranno, a tutti gli effetti,
trattamento eguale a quello ora fatto ai biglietti cui devono essere sostituiti.
Art. 9. A datare dal 1 luglio 1926, le partite costituenti le attivit della Sezione speciale autonoma del
Consorzio per sovvenzioni su valori industriali di pertinenza del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, a fronte
dei biglietti da loro emessi, saranno riconosciute dalla Sezione medesima come pertinenti alla Banca dItalia.
Le inscrizioni esistenti, al 30 giugno 1926, nei bilanci del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, e riguardanti
cos i fondi di accantonamento di che agli articoli 3, 4 e 5 del decretolegge 27 settembre 1923, n. 2158, come
gli interessi dovuti dal Tesoro sui rimborsi effettuati dalla detta Sezione, saranno trasportate nel bilancio della
Banca dItalia.
Art. 10. A cominciare dal 1 luglio 1926 i biglietti del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, che entreranno
nelle casse della Banca dItalia per operazioni col pubblico, saranno dalla medesima giornalmente sostituiti con
biglietti propri, mediante prelevamento dal fondo di biglietti di che allarticolo 3.
I detti biglietti del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, dalla Banca dItalia saranno immessi nel deposito
intangibile previsto al precedente art. 7.
Dallammontare della circolazione dei biglietti della Banca dItalia sar dedotto leventuale suo credito
dipendente dalla riscontrata decadale dei detti due Istituti per i titoli nominativi, ai fini dei conteggi della tassa di
circolazione.
Il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia hanno facolt di continuare a emettere fedi di credito e vaglia cambiari.
Per questi ultimi, tale facolt cesser col 31 dicembre 1930.
Gli attuali accordi esistenti fra i tre Istituti per la reciproca accettazione dei titoli nominativi da essi emessi
cesseranno a quella data.
Art. 11. I biglietti del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia cesseranno di avere corso legale il 30 giugno
1927.
La Banca dItalia e i detti due Banchi ne effettueranno il baratto con biglietti della Banca dItalia sino a tutto il
31 dicembre 1930. Scaduto questo termine, i biglietti dei due Banchi che non fossero stati presentati pel cambio
rimarranno prescritti. Limporto dei biglietti prescritti spetter allErario dello Stato.
Art. 12. Con altro decreto, sar provveduto allordinamento del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, alla
determinazione del rispettivo capitale, e sar disposto circa i rispettivi fondi di riserva.
Art. 13. Sino a nuove disposizioni, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia, anche dopo il 30 giugno 1926,
continueranno, alle attuali condizioni, le operazioni di sconto e di anticipazione di carattere speciale cui sono
presentemente autorizzati.
Essi continueranno a partecipare, sempre alle attuali condizioni, alla Sezione ordinaria del Consorzio per
sovvenzioni su valori industriali.
Art. 14 Il limite normale della circolazione della Banca dItalia per conto del commercio potr elevarsi,
mediante decreti Reali, sino a raggiungere, come massimo, la somma globale dei limiti attualmente consentiti ai
tre Istituti di emissione.
4

Art. 15. Sotto la vigilanza del Ministro per le finanze data facolt alla Banca dItalia di concedere operazioni
di risconto e di anticipazione al Banco di Napoli e al Banco di Sicilia, a un saggio di favore sino a uno per cento
al di sotto del saggio ufficiale dello sconto e dellinteresse.
I limiti e le modalit di tali operazioni saranno stabiliti col decreto di che al precedente art. 12.
La tassa di circolazione riguardante i biglietti della Banca dItalia impiegati in tali operazioni non sar superiore
alla misura del saggio di favore ad esse applicato.
Art. 16. A cominciare dal 1 luglio 1926, il Comitato centrale amministrativo della Sezione speciale autonoma
del Consorzio per sovvenzioni su valori industriali, di che allart. 8 del R. decretolegge 30 dicembre 1924, n.
2103, sar costituito del direttore generale della Banca dItalia, presidente; di un funzionario della Banca stessa
da esso designato, e di due delegati governativi, nominati con decreto del Ministro per le finanze.
Per la validit delle adunanze del detto Comitato sar necessaria la presenza di tre membri. A parit di voti, quello
del presidente sar prevalente.
Art. 17. Le Commissioni di sconto della Banca dItalia fungeranno, a partire dal 1 luglio 1926, quali Comitati
locali della detta Sezione speciale autonoma sotto la presidenza del direttore locale della Banca dItalia, ferma
rimanendo leccezione fatta dallart. 9 del ripetuto decretolegge n. 2103, per quanto concerne il Comitato presso
la dipendenza di Roma.
Art. 18. Lesercizio delle Stanze di compensazione, dal 1 luglio 1926, sar affidato esclusivamente alla Banca
dItalia.
Art. 19. Il Governo del Re autorizzato a stipulare apposite convenzioni con la Banca dItalia, col Banco di
Napoli e col Banco di Sicilia, in ordine allesecuzione del presente decreto.
Tali convenzioni saranno approvate per decreto Reale.
Il presente decreto sar presentato al Parlamento per la conversione in legge. Il Ministro proponente autorizzato
alla presentazione del relativo disegno di legge.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e
dei decreti del Regno dItalia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a San Rossore, add 6 maggio 1926.
VITTORIO EMANUELE.
MUSSOLINI VOLPI
Visto, il Guardasigilli: ROCCO
Registrato alla Corte dei conti, add 19 maggio 1926.
Atti del Governo, registro 248, foglio 112. COOP

Legge 25 giugno 1926IV, n. 1262.


Conversione in legge, con approvazione complessiva, di decreti aventi per oggetto argomenti diversi.
Gazzetta Ufficiale n. 173 del 28 luglio 1926
VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONT DELLA NAZIONE

RE DITALIA
Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato;
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:
Articolo unico.
Sono convertiti in legge i decretilegge indicati nella tabella A annessa alla presente legge, salvi gli effetti dei
provvedimenti di modifica o di revoca adottati in virt di delegazione di poteri legislativi.
Sono altres convalidati i decreti Reali indicati nella tabella B, annessa alla presente legge, per prelevamenti di
somme dal fondo di riserva per le spese impreviste.
TABELLA A
[omissis]
Ministero delle finanze.
6 maggio 1926, n. 812, concernente lunificazione del servizio dellemissione dei biglietti di banca.
[omissis]
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti
del Regno dItalia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a San Rossore, add 25 giugno 1926.
VITTORIO EMANUELE.
MUSSOLINI FEDERZONI LANZA DI SCALEA
ROCCO VOLPI FEDELE GIURIATI BELLUZZO CIANO
Visto, il Guardasigilli: ROCCO

Regio DecretoLegge 7 settembre 1926, n. 1511.


Provvedimenti per la tutela del risparmio.
Gazzetta Ufficiale n. 210 del 9 settembre 1926
VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONT DELLA NAZIONE

RE DITALIA
Veduto il R. decretolegge 5 maggio 1926, n. 812;
Veduta la legge 31 gennaio 1926, n. 100, sulla facolt del potere esecutivo di emanare norme giuridiche;
Ritenuta lurgente necessit di provvedimenti per gli enti che raccolgano depositi;
Udito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per le finanze, di concerto col Ministro Segretario di Stato
per leconomia nazionale e col Ministro Segretario di Stato per la giustizia e gli affari di culto;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1 Le societ ed altri enti esercenti il credito e le ditte bancarie in genere, sia nazionali che straniere, le
quali raccolgano depositi, sono soggette, oltre che alle norme del Codice di commercio, alle disposizioni del
presente decreto.
Tali societ, enti e ditte sono inscritte in apposito albo presso il Ministero delle finanze, che ne dar
comunicazione al Ministero delleconomia nazionale e allIstituto di emissione.
Art. 2. Le societ, enti e ditte di che allart. 1, non possono iniziare le operazioni, n aprire sedi o filiali nel
Regno, nelle Colonie e allestero, se non ne abbiano ottenuta autorizzazione con decreto del Ministro per le
finanze, di concerto col Ministro per leconomia nazionale, sentito il parere dellIstituto di emissione.
Le societ, gli enti e le ditte, che gi funzionano alla data di pubblicazione del presente decreto, debbono
denunciare la propria esistenza al Ministero delle finanze con le norme e modalit stabilite nel regolamento.
Art. 3. Con effetto dalla chiusura dellesercizio in corso alla entrata in vigore del presente decreto le societ,
enti e ditte in esso contemplate, debbono prelevare annualmente dagli utili non meno di un decimo da destinare
alla riserva ordinaria, sino a che questa abbia raggiunto il quaranta per cento del capitale.
Per le quote, eccedenti il ventesimo dellutile, che abbiano la predetta destinazione, limposta di ricchezza mobile
applicabile con aliquota ridotta a met.
Art. 4. obbligatoria la comunicazione delle situazioni periodiche e dei bilanci annuali allIstituto di
emissione, nei modi e termini stabiliti dal regolamento.
Art. 5. Sulla osservanza delle norme contenute nel presente decreto e di quelle che saranno contemplate nel
relativo regolamento, vigila lIstituto di emissione. Esso disporr, di tempo in tempo, ispezioni, delegandovi
funzionari tecnici, i quali, nellesercizio delle loro funzioni, sono considerati pubblici ufficiali e vincolati al
segreto di ufficio.
Art. 6. Il Governo del Re ha facolt di emanare il regolamento per la esecuzione del presente decreto e di
determinare, altres, col regolamento stesso:
a) lammontare del capitale minimo necessario per le nuove aziende che intendano raccogliere depositi, tenuto
conto dellambito della loro azione e delle loro caratteristiche fra gli istituti od enti esercenti il credito;
b) la proporzione tra il patrimonio netto (capitale versato e riserve) e lammontare dei depositi;
c) le altre norme correlative ai fini della difesa del risparmio, ivi comprese quelle concernenti la misura dei
rischi;
7

d) le norme transitorie per le societ, enti e ditte gi esistenti alla data di pubblicazione del presente decreto, che
non si trovino nelle condizioni previste dal predetto regolamento;
e) le penalit da comminarsi in confronto dei trasgressori.
Il presente decreto sar presentato al Parlamento per la conversione in legge. Il Ministro proponente autorizzato
alla presentazione del relativo disegno di legge.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e
dei decreti del Regno dItalia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Racconigi, add 7 settembre 1926.
VITTORIO EMANUELE.
MUSSOLINI VOLPI BELLUZZO ROCCO
Visto, il Guardasigilli: ROCCO
Registrato alla Corte dei conti, add 9 settembre1926.
Atti del Governo, registro 252, foglio 45. COOP

Regio DecretoLegge 6 novembre 1926V, n. 1830.


Norme regolamentari per la tutela del risparmio.
Gazzetta Ufficiale n. 289 del 16 dicembre 1926
VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONT DELLA NAZIONE

RE DITALIA
Veduto lart. 3, n. 2, della legge 31 gennaio 1926, n. 100;
Veduto il R. decretolegge 7 settembre 1926, n. 1511;
Ritenuta lurgente necessit di emanare il regolamento di cui allart. 6 del decretolegge predetto;
Udito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per le finanze, di concerto col Ministro Segretario di Stato
per leconomia nazionale e col Ministro Segretario di Stato per la giustizia e gli affari di culto;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1. Le disposizioni del R. decretolegge 7 settembre 1926, numero 1511, e quelle del presente regolamento
si applicano alle societ, enti e ditte bancarie indicate nel decreto stesso, qui designate con la denominazione
generica di aziende di credito, in quanto le aziende stesse raccolgano depositi.
Le predette disposizioni non si applicano nei riguardi delle aziende industriali e commerciali, le quali accettino
in deposito, per funzione accessoria della loro attivit, somme di spettanza dei loro amministratori o del
dipendente personale impiegatizio ed operaio o ricevano, eventualmente, depositi in conto corrente per conto di
terzi.
Art. 2. Per le Casse di risparmio, i Monti di piet, gli Istituti di credito agrario e gli altri enti che, per leggi
speciali, operano sotto la vigilanza del Ministero delleconomia nazionale, restano ferme le disposizioni delle
leggi vigenti.
tuttavia obbligatoria per gli enti anzidetti anche losservanza delle norme contenute nel presente regolamento,
per quanto concerne:
a) la costituzione di nuovi enti, la fusione di pi enti fra loro e la istituzione di nuove filiali, nel senso che la
relativa autorizzazione accordata con decreto del Ministro per leconomia nazionale, di concerto con quello
per le finanze, sentito il parere dellIstituto di emissione;
b) la iscrizione nellalbo istituito presso il Ministero delle finanze;
c) la misura del fido che pu essere concesso ad uno stesso obbligato e la riduzione delle eventuali eccedenze,
a norma dellart. 16 del presento regolamento;
d) la comunicazione delle situazioni periodiche e del bilancio annuale allIstituto di emissione, ai sensi dellart.
14 del presente regolamento.
Per linosservanza delle norme dettate in questo articolo sono applicabili le sanzioni contemplate dallart. 10 del
presente regolamento. La relativa applicazione riservata al Ministero delleconomia nazionale.
Per le Casse di risparmio ordinarie, di nuova istituzione, il limite minimo fissato dallart. 3 della legge 15 luglio
1888, n. 5540, serie 3a, per il primo fondo di dotazione, elevato a L. 1,000,000.
Art. 3. Le aziende di credito gestite da societ cooperative a responsabilit illimitata (Casse rurali), sono
soggette alle norme del presente regolamento, solo per quanto concerne:
a) la costituzione di nuove aziende;
b) la iscrizione nellalbo istituito presso il Ministero delle finanze;
c) la compilazione e la comunicazione del bilancio, a norma dellart. 13;
9

d) lesercizio della vigilanza da parte dellIstituto di emissione.


Esse debbono destinare i nove decimi degli utili annuali alla formazione di un fondo di riserva, fino a che questo
abbia raggiunto il decimo dellammontare dei depositi,
Art. 4. Le aziende di credito che sintenda di creare dopo la data di pubblicazione del presente decreto, debbono
costituirsi con un capitale minimo versato di:
L. 50,000,000, se si tratta di societ per azioni di credito ordinario, che esplichino una attivit diffusa in pi
regioni;
L. 10,000,000, per le societ predette, che esplichino unattivit regionale;
L. 5,000,000, per le medesime societ, che esplichino unattivit provinciale;
L. 300,000, se si tratti di societ cooperative di credito a responsabilit limitata (Banche popolari) che
esplichino la loro attivit nellambito di una sola Provincia. In caso di pi larga espansione, tali societ
dovranno uniformarsi a quanto prescritto per le societ di credito ordinario.
Per le ditte bancarie, che appartengano a persone singole o che si costituiscano in forma di societ in nome
collettivo o in accomandita semplice, si applicano le stesse norme dettate per le societ di credito ordinario.
Art. 5. Le aziende di credito, che intendano iniziare la propria attivit nel Regno o nelle Colonie, debbono
richiedere lautorizzazione del Ministro per le finanze con istanza che deve essere presentata al direttore della
filiale dellIstituto di emissione, nel capoluogo della Provincia nel cui territorio lazienda intende fissare la sua
sede centrale.
Nella domanda debbono essere indicati gli estremi seguenti:
a)
b)
c)
d)
e)

la denominazione dellazienda;
la forma sotto la quale intende sorgere;
la specie di attivit bancaria che si propone di esplicare;
lammontare del capitale;
la sede centrale e quella delle eventuali filiali.

Alle aziende di credito estere, le quali intendano istituire un proprio stabilimento nel Regno o nelle Colonie, si
applicano le disposizioni dei Regi decreti 4 settembre 1919, n. 1020, e 20 febbraio 1921, n. 483, in quanto non
siano in contraddizione con quelle contenute nel R. decretolegge 7 settembre 1926, n. 1511, e nel presente
regolamento, con facolt al Ministro per le finanze di imporre la prestazione di una cauzione, in correlazione alla
entit delle operazioni che le predette aziende compiono nel Regno o nelle Colonie.
Art. 6. Le aziende di credito, che intendano fondersi fra loro, non possono procedervi senza autorizzazione
del Ministro per le finanze.
Questa autorizzazione deve essere chiesta con domanda motivata da presentarsi per il tramite dellIstituto di
emissione, a norma del precedente art. 5, e deve contenere gli estremi seguenti:
a) la denominazione dellazienda che intende incorporare altre aziende di credito e alla quale incombe lobbligo
della domanda;
b) la denominazione dellazienda o delle aziende che saranno incorporate e che verranno pertanto a cessare;
c) la denominazione dellazienda risultante, per il caso che la denominazione originaria venga a mutare per
effetto della fusione.
Art. 7. Il Ministro per le finanze, udito il parere dellIstituto di emissione, si pronuncier, in via preventiva, su
laccoglimento delle istanze di che ai precedenti articoli 5 e 6, prescrivendo le condizioni che le aziende dovranno
osservare per ottenere il decreto di riconoscimento o di autorizzazione di che al successivo art. 8.
Art. 8. Quando le aziende di credito abbiano ottemperato alle prescrizioni di cui al precedente art. 7,
presenteranno la relativa documentazione al Ministro per le finanze, il quale, accertatane la regolarit, emetter,
di concerto col Ministro per leconomia nazionale, il decreto di riconoscimento della nuova azienda, o di
autorizzazione alla fusione di pi aziende esistenti.
Art. 9. Lapertura di nuove filiali, tanto nel Regno quanto in Colonia o allestero, da parte di aziende di credito
nazionali subordinata allautorizzazione del Ministro per le finanze, da promuoversi con domanda motivata,
presentata sempre per il tramite dellIstituto di emissione a norma del precedente art. 5.
10

Le aziende di credito straniere, gi funzionanti nel Regno o nelle Colonie, sono egualmente tenute a domandare,
con identico procedimento, lautorizzazione del Ministro per le finanze per la eventuale istituzione di nuove
filiali.
Il Ministro per le finanze, sentito lIstituto di emissione, ove riconosca la utilit e la convenienza di accordare
lautorizzazione, emette il relativo decreto, di concerto col Ministro per leconomia nazionale, e, nel caso di filiali
di aziende straniere, anche di concerto col Ministro per gli affari esteri.
Art. 10. Presso il Ministero delle finanze istituito un albo, nel quale debbono essere iscritte tutte le aziende
di credito che raccolgano depositi.
Questo albo, da aggiornarsi annualmente, deve contenere per ogni singola azienda:
a)
b)
c)
d)
e)
f)

la denominazione;
la forma di costituzione;
gli estremi dellatto costitutivo e la data di fondazione;
il capitale o fondo di dotazione e le riserve, secondo le risultanze dellultimo bilancio;
la sede centrale e quella delle filiali;
la data di apertura, in quanto si tratti di sedi o di filiali istituite od aperte dopo la entrata in vigore del R.
decretologge 7 settembre 1926, n. 1511.

Art. 11. Ai fini della iscrizione nellalbo di che allarticolo precedente, le aziende di credito, attualmente in
esercizio, faranno pervenire direttamente al Ministero delle finanze (Direzione generale del tesoro), entro il
termine di mesi tre, decorrenti dalla data di pubblicazione del presente decreto, una dichiarazione in carta libera
dalla quale risultino tutti gli estremi che lalbo deve contenere.
La iscrizione nellalbo, delle aziende gi in esercizio, ha gli stessi effetti del decreto di riconoscimento ad operare,
prescritto, per le nuove aziende, dal precedente art. 8.
Art. 12. Le situazioni prescritte allart. 177 del Codice di commercio, per le aziende di credito gestite da societ
per azioni, saranno redatte bimestralmente, anzich mensilmente.
Una copia delle situazioni stesse sar trasmessa allIstituto di emissione dallazienda di credito, entro il termine
di quindici giorni successivi alla scadenza di ciascun bimestre.
Art. 13. Le aziende di credito, obbligate dalla legge vigente alla compilazione del bilancio e del rendiconto
annuale, debbono trasmetterne copia, con le relative relazioni, allIstituto di emissione, entro il mese successivo
alla data di approvazione del bilancio stesso.
Le ditte bancarie, costituite da persone singole o sotto forma di societ in nome collettivo o in accomandita
semplice, le quali non sono attualmente obbligate per legge alla formazione di bilanci e di situazioni periodiche,
debbono compilare e comunicare allIstituto di emissione il solo bilancio annuale, entro il termine di tre mesi
dalla data di chiusura di ogni esercizio.
Art. 14. La presentazione delle situazioni e dei bilanci di che ai precedenti articoli 12 e 13 fatta al direttore
dellIstituto di emissione del capoluogo di Provincia nel cui territorio le aziende di credito hanno la sede centrale.
Art. 15. Il patrimonio (capitale versato e riserve) delle aziende di credito non pu essere inferiore ad un
ventesimo dellimporto dei depositi comunque costituiti. Lammontare di questi depositi, nelle loro diverse forme
considerati, deve essere esattamente specificato nelle situazioni periodiche.
Le aziende di credito, le quali abbiano una somma di depositi superiore a venti volte allammontare del
patrimonio, debbono investire leccedenza in titoli dello Stato o garantiti dallo Stato, da depositarsi presso
lIstituto di emissione, o versarla in conto corrente fruttifero presso lIstituto medesimo, entro il termine di sei
mesi dalla constatata eccedenza. in facolt del Ministro per le finanze di concedere, caso per caso, eventuali,
proroghe, sentito lIstituto di emissione.
Alle aziende di credito le quali, alla data di pubblicazione del presente decreto, non si trovino nelle condizioni
volute da questo articolo accordato il termine di quattro anni, dalla data predetta, per uniformarsi alle condizioni
medesime.

11

Art. 16. Il fido, che pu concedersi da una singola azienda di credito ad uno stesso obbligato, non dovr
superare il quinto del capitale versato e delle riserve dellazienda predetta.
I fidi che, alla data dellentrata in vigore del presente decreto, eccedano il limite suindicato, saranno denunciati
dallazienda di credito, entro tre mesi, al direttore dellIstituto di emissione del capoluogo di Provincia nel cui
territorio lazienda medesima ha la sua sede centrale, e saranno regolarizzati entro il termine di anni tre.
data facolt allIstituto di emissione di consentire, caso per caso, eventuali deroghe alle norme contenute nel
presente articolo.
Art. 17. Le aziende di credito sono obbligate ad esibire ai funzionari dellIstituto di emissione, cui deferita
la vigilanza prevista dallart. 5 del R. decretolegge 7 settembre 1926, n. 1511, tutti gli atti e i documenti che
verranno richiesti dai funzionari stessi nellesercizio delle loro attribuzioni.
Art. 18. Quando lIstituto di emissione rilevi che taluna delle norme contenute nel R. decretolegge 7 settembre
1926, n. 1511, e nel presente regolamento sia stata violata, ne dar comunicazione al Ministro per le finanze.
Art. 19. Per la inosservanza delle norme dettate dal R. decretolegge 7 settembre 1926, n. 1511, e dal presente
regolamento spetta al Ministro per le finanze di provvedere, con proprio decreto, allapplicazione di pene
pecuniarie, nella seguente misura:
a) da L. 50 a L. 2000 per linosservanza delle norme di cui agli articoli 11, 12, 13 e 17;
b) dal 0.50 al 2 per cento dellammontare della somma cui si riferisce linosservanza, per i casi contemplati dagli
articoli 15 e 16.
Qualora la violazione delle norme predette rivesta, a giudizio insindacabile del Ministro, carattere di eccezionale
gravit, pu essere anche disposta la revoca dellautorizzazione allesercizio dellazienda.
Contro lapplicazione delle sanzioni contemplate in questo articolo non ammesso alcun gravame n in sede
amministrativa, n in sede giudiziaria.
Il presente decreto andr in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
del Regno e sar presentato al Parlamento per la conversione in legge.
Il Ministro proponente autorizzato alla presentazione del relativo disegno di legge.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e
dei decreti del Regno dItalia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a San Rossore, add 6 novembre 1926.
VITTORIO EMANUELE.
MUSSOLINI VOLPI BELLUZZO ROCCO
Visto, il Guardasigilli: ROCCO
Registrato alla Corte dei conti, add 6 novembre1926.
Atti del Governo, registro 254, foglio 36. COOP

12

Legge 23 giugno 1927V, n. 1107.


Conversione in legge del R. decretolegge 7 settembre 1926IV, n. 1511, recante provvedimenti per la
tutela del risparmio.
Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 1927
VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONT DELLA NAZIONE

RE DITALIA
Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato, Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:
Articolo unico.
convertito in legge il R. decreto-legge 7 settembre 1926, n. 1511, recante provvedimenti per la tutela del
risparmio.
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a San Rossore, add 23 giugno 1927 Anno V
VITTORIO EMANUELE.
VOLPI BELLUZZO

Visto, il Guardasigilli: Rocco.

13

Legge 23 giugno 1927V, n. 1108.


Conversione in legge del R. decretolegge 6 novembre 1926, n. 1830, recante provvedimenti per la tutela
del risparmio.
Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 1927
VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONT DELLA NAZIONE

RE DITALIA
Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato, Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:
Articolo unico.
convertito in legge il R. decretolegge 6 novembre 1926, n. 1830, recante provvedimenti per la tutela del
risparmio.
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a San Rossore, add 23 giugno 1927 Anno V
VITTORIO EMANUELE.
VOLPI BELLUZZO

Visto, il Guardasigilli: Rocco.

14

Regio DecretoLegge 22 dicembre 1927VI, n. 2574


Costituzione dellIstituto Nazionale di Previdenza e di Credito delle Comunicazioni
Gazzetta Ufficiale del Regno dItalia n. 11 del 14 gennaio 1928
VITTORIO EMANUELE III
per grazia di Dio e per volont della Nazione
RE DITALIA
Visto lart. 3, n. 2, della legge 31 gennaio 1926, n. 100;
Ritenuta la necessit urgente ed assoluta di costituire un Ente autonomo con personalit giuridica propria che,
sotto la vigilanza governativa, adempia alle funzioni di mutuo soccorso, di previdenza e di credito, che sono ora
finalit della Associazione nazionale dei ferrovieri Societ di mutuo soccorso costituita il 3 novembre 1881,
con sede in Roma, riconosciuta ente morale in virt del R. decreto 20 settembre 1914, n. 1221 della Cassa
nazionale dei ferrovieri, Societ anonima cooperativa di credito, con sede in Bologna, costituita il 26 settembre
1889, e della Cassa nazionale delle comunicazioni. Societ anonima cooperativa di credito, con sede in Roma,
costituita il 10 gennaio 1926;
Ritenuta inoltre la opportunit di estendere con la creazione del nuovo Ente autonomo a favore di tutti i dipendenti
del Ministero delle comunicazioni, le finalit della Cassa nazionale delle comunicazioni;
Udito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per le comunicazioni, di concerto con i Ministri per
leconomia nazionale e per le finanze;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1. LAssociazione nazionale dei ferrovieri, la Cassa nazionale dei ferrovieri e la Cassa nazionale delle
comunicazioni, sono trasformate in un unico Ente autonomo, con personalit giuridica propria.
Il nuovo Ente assume la denominazione di Istituto nazionale di previdenza e credito delle comunicazioni.
Art. 2. LIstituto ha sede in Roma ed ha lo scopo:
a) di assicurare ai soci sussidi giornalieri per casi di malattia, sussidi per vecchiaia, assegni esigibili alla morte,
somme da pagarsi a tempo determinato;
b) di favorire, in genere, atti di previdenza fra i soci e il risparmio;
c) di promuovere e favorire istituzioni ed aziende che tendano a migliorare moralmente ed economicamente le
condizioni dei soci;
d) di esercitare il credito con losservanza delle norme stabilite nel regolamento di cui allart. 20;
e) di assumere la rappresentanza di Istituti di credito e di previdenza, di assicurazioni mutue e cooperative e
lesercizio di esattorie e ricevitorie;
f) di assumere limpresa, lappalto e la gestione diretta o indiretta, ed in quel modo che il Consiglio di
amministrazione stabilir, di servizi aventi comunque carattere di accessoriet e di connessione con i servizi
delle comunicazioni;
g) di assumere servizi di natura bancaria, inerenti lesercizio dei trasporti. (Articolo cos sostituito dallart. 1 del
RDL 2152 del 1938)
Art. 3. Il capitale dellEnte costituito dal patrimonio mobiliare ed immobiliare della Associazione nazionale
dei ferrovieri, della Cassa nazionale dei ferrovieri e della Cassa nazionale delle comunicazioni, della quota di
partecipazione degli iscritti, degli utili devoluti ad aumento di capitale come allart. 19.
Saranno pure assunti dallIstituto i debiti e gli oneri contabilmente accertati dellAssociazione nazionale dei
ferrovieri e della Cassa nazionale delle comunicazioni.
15

Art. 4. Possono essere inscritti allEnte tutti i dipendenti del Ministero delle comunicazioni, i funzionari e gli
agenti delle ferrovie esercitate dallindustria privata e quelle delle reti tranviarie.
Sono invece inscritti dufficio allEnte, e senza diritto di recesso, i soci dellAssociazione nazionale dei ferrovieri
e gli azionisti della Cassa nazionale dei ferrovieri e della Cassa nazionale delle comunicazioni.
Art. 5. I nuovi iscritti debbono versare almeno una quota di partecipazione al capitale dellIstituto, di L. 50.
Art. 6. LIstituto amministrato da un Consiglio composto del presidente e di otto consiglieri.
Il presidente e i cinque consiglieri sono designati dal DUCE, Primo Ministro Segretario di Stato, Presidente del
Comitato dei Ministri per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito; gli altri tre consiglieri sono designati
rispettivamente dal Ministero delle comunicazioni, dal Ministero delle corporazioni e dallIspettorato per la difesa
del risparmio e per lesercizio del credito.
Il presidente e i consiglieri durano in carica quattro anni.
Il Consiglio elegger ogni anno, fra i consiglieri, un vice presidente. (Articolo cos sostituito dallart. 1 del RDL
2152 del 1938)
Art. 7. Nel regolamento generale, da approvarsi a norma dellart. 20, verranno determinati i poteri del
presidente, del vice presidente e del Consiglio di amministrazione e saranno determinati gli emolumenti da
corrispondere al presidente, al vice presidente, ai consiglieri ed ai sindaci.
Con lo stesso regolamento potr essere stabilita la creazione, in seno al Consiglio, di un Comitato esecutivo, con
indicazione delle relative facolt ed attribuzioni. (Articolo cos sostituito dallart. 1 del RDL 2152 del 1938)
Art. 8. Lordinaria sorveglianza della gestione dellIstituto esercitata da un Collegio di sindaci, composto di
tre effettivi e tre supplenti, che durano in carica quattro anni.
I tre sindaci effettivi sono designati rispettivamente dal Ministero delle comunicazioni, dal Ministero delle
corporazioni e dallIspettorato per la difesa, del risparmio e per lesercizio del credito.
I tre sindaci supplenti sono designati rispettivamente dal Ministero delle comunicazioni, dal Ministero delle corporazioni e dallispettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito. (Articolo cos sostituito
dallart. 1 del RDL 2152 del 1938)
Art. 9. Lesercizio annuale dellIstituto comincia il 1 gennaio e finisce il 31 dicembre.
Alla chiusura di ogni esercizio il Consiglio damministrazione compila il bilancio secondo le norme contabili e
le disposizioni regolamentari.
Entro due mesi dalla fine dellesercizio il bilancio dovr essere comunicato con la relazione e con i documenti
giustificativi al Collegio dei sindaci.
Art. 10. I sindaci esamineranno il bilancio dellIstituto e lo invieranno al Consiglio con la propria relazione,
entro quindici giorni dalla comunicazione, di cui allarticolo precedente.
Art. 11. Entro i quindici giorni successivi, copia del bilancio, con la relazione del Consiglio di amministrazione
e dei sindaci, sar trasmessa, a cura del presidente, ai ministeri delle comunicazioni e delle corporazioni e
allIspettorato per la difesa, del risparmio e per lesercizio del credito.
Il bilancio sar approvato con proprio decreto dal Ministro per le comunicazioni, su conforme parere del Ministro
delle corporazioni e dellIspettorato anzidetto. (Articolo cos sostituito dallart. 1 del RDL 2152 del 1938)
Art. 12. LIstituto soggetto alla vigilanza dei Ministeri delle comunicazioni e delle corporazioni e
dellIspettorato per la difesa del risparmia e per lesercizio del credito. (Articolo cos sostituito dallart. 1 del
RDL 2152 del 1938)
Art. 13. LIstituto dovr trasmettere ai Ministeri delle comunicazioni, Ispettorato per la difesa del risparmio e
per lesercizio del credito ed economia nazionale copia degli ordini del giorno delle adunanze del Consiglio di
amministrazione almeno cinque giorni prima di quello fissato per la convocazione e copia dei verbali delle
deliberazioni non oltre gli otto giorni successivi a quello delle singole adunanze. (Comma cos modificato dallart.
2 del RDL 2152 del 1938)
16

Le deliberazioni prese diverranno esecutive dopo otto giorni da quello in cui saranno pervenute ai Ministeri, se
essi entro tale termine non avranno fatto conoscere le proprie osservazioni allIstituto.
Art. 14. LIstituto dovr rimettere bimestralmente, ai Ministeri delle comunicazioni e delle corporazioni e
allIspettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito, la situazione dei conti, e ci entro trenta
giorni dalla data cui la situazione stessa si riferisce. (Articolo cos sostituito dallart. 1 del RDL 2152 del 1938)
Art. 15. I Ministeri delle comunicazioni e delleconomia nazionale, di concerto anche con lIspettorato per la
difesa del risparmio e per lesercizio del credito, potranno disporre che in qualsiasi momento siano eseguite
ispezioni allIstituto, il quale ha lobbligo di mettere a disposizione dellincaricato dellispezione tutti i libri,
registri e documenti e di fornire tutti i chiarimenti che dal medesimo fossero richiesti. (Comma cos modificato
dallart. 2 del RDL 2152 del 1938)
I risultati di ogni ispezione dovranno essere accertati per mezzo di processo verbale, in cui sar fatta menzione
anche delle eventuali contestazioni dei rappresentanti dellIstituto.
Il processo verbale sar firmato da tutti gli intervenuti i quali potranno farvi inserire le dichiarazioni che
ritenessero necessarie.
Il processo verbale comunicato dal funzionario incaricato dellispezione ai Ministeri delle comunicazioni,
lIspettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito ed economia nazionale, con apposita relazione,
in cui egli dovr esporre le proprie osservazioni e i giudizi intorno allandamento dellIstituto, alle cause degli
inconvenienti eventualmente accertati ed ai provvedimenti necessari per rimuoverli. (Comma cos modificato
dallart. 2 del RDL 2152 del 1938)
Una copia del processo verbale dellispezione consegnata allAmministrazione dellEnte e dovr essere
comunicata al Consiglio di amministrazione, al quale pure saranno fatte conoscere le osservazioni dei predetti
Ministeri sui risultati dellispezione.
Art. 16. Con decreto del DUCE, Primo Ministro Segretario di Stato, Presidente del Comitato dei Ministri per
la difesa del risparmio e per lesercizio del credito, e del Ministro per le comunicazioni, di concerto col Ministro
per le corporazioni, sentito lIspettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito, lamministrazione
ordinaria pu essere disciolta quando ne sia ravvisata la necessit o lopportunit. Con lo stesso decreto, sono
nominati un commissario straordinario e un Comitato di sorveglianza.
Lesercizio e la durata dellamministrazione straordinaria sono disciplinati dalle norme, in quanto applicabili,
del titolo VII, capo II, del R. decretolegge 12 marzo 1936XIV, n. 375, modificato con le leggi 7 marzo 1938
XVI, n. 141, e 7 aprile 1938XVI, n. 636.
Le attribuzioni demandate dalle norme anzidette allIspettorato sono esercitate da questo congiuntamente ai
Ministeri delle comunicazioni e delle corporazioni. (Articolo cos sostituito dallart. 1 del RDL 2152 del 1938)
Art. 17. (Articolo abrogato dallart. 3 del RDL 2152 del 1938) [Lazione di responsabilit contro gli
amministratori promossa dal Ministero delle comunicazioni di concerto con i Ministeri delleconomia nazionale
e delle finanze, ed esercitata dal Regio commissario se sciolta lAmministrazione ordinaria o, se
lAmministrazione stessa non sciolta, dal Collegio dei sindaci, ovvero da un commissario speciale, dintesa col
Collegio dei sindaci.
Il commissario speciale sar pure nominato con decreto Reale proposto dal Ministero delle comunicazioni di
concerto con gli altri due delleconomia nazionale e delle finanze.]
Art. 18. LIstituto pu essere messo in liquidazione con decreto da emanarsi dal DUCE, Primo Ministro
segretario di Stato, Presidente del Comitato dei Ministri per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito, e
dal Ministro per le comunicazioni, di concerto col Ministro per le corporazioni, sentito lIspettorato per la difesa
del risparmio, e per lesercizio del credito.
La liquidazione sar regolata dalle norme, in quanto siano applicabili, del titolo VII, capo III, del R. decretolegge
12 marzo 1936XIV, n. 375, modificato con le leggi 7 marzo 1938XVI, n. 141, e 7 aprile 1938XVI, n. 636.
Le attribuzioni demandate dalle norme anzidette allIspettorato sono esercitate da questo congiuntamente ai
Ministeri delle comunicazioni e delle corporazioni.
17

Lattivo netto eventualmente risultante dalla liquidazione sar devoluto, previo rimborso delle quote di capitale
versate dagli iscritti ad istituzioni che esercitano la loro attivit a favore delle categorie di funzionari e agenti che,
possono essere soci dellIstituto e che saranno designate con decreto da emanarsi nello forme indicate nel primo
comma. (Articolo cos sostituito dallart. 1 del RDL 2152 del 1938)
Art. 19. Agli iscritti allIstituto sar corrisposta, sugli utili netti del bilancio approvato di ogni esercizio, una
quota parte non superiore al sei per cento delle somme apportale dagli iscritti stessi a capitale dellEnte.
Gli utili rimanenti saranno cos destinati:

il venti per cento al fondo di previdenza per il personale;

lottanta, per cento in aumento del patrimonio dellIstituto. (Articolo cos sostituito dallart. 1 del RDL 2152
del 1938)

Art. 20. Con decreto Reale da emanarsi ai sensi dellart. 1, n. 1, della legge 31 gennaio 1926, n. 100, su
proposta del DUCE, Primo Ministro Segretario di Stato, Presidente del Comitato dei Ministri per la difesa del
risparmio e per lesercizio del credito, e del Ministro per le comunicazioni, di concerto coi Ministri per le finanze
e per le corporazioni, sentito il Comitato suddetto, sar approvato il regolamento generale dellIstituto.
Nel regolamento generale saranno stabilite le norme di carattere tecnicofinanziario per disciplinare i vari servizi
dellIstituto ed in particolare quelli della previdenza, delle assicurazioni e del credito. (Articolo cos sostituito
dallart. 1 del RDL 2152 del 1938)
Art. 21. Gli atti e i contratti dellIstituto per il raggiungimento dei fini sociali sono soggetti al trattamento
tributario per gli atti stipulati dallo Stato.
I lasciti e le donazioni a beneficio dellEnte, sono esenti da qualsiasi tassa ed imposta sugli affari.
Disposizioni transitorie
Art. 22. Il primo esercizio dellIstituto si inizier il 1 gennaio 1928 e si chiuder il 31 dicembre 1928.
Per il primo quadriennio i membri del Consiglio di amministrazione, da nominarsi a norma dellart. 6, ultimo
capoverso, dagli inscritti dellIstituto, saranno invece nominati dal Capo del Governo.
Art. 23. Lassociazione nazionale dei ferrovieri e la Cassa nazionale dei ferrovieri a mezzo dei propri
commissari prefettizi compileranno con le norme dei rispettivi statuti i loro bilanci al 31 dicembre 1927.
Detti bilanci saranno dai commissari stessi sottoposti, entro il mese di febbraio 1928, al Collegio sindacale
dellIstituto, di cui allart. 8.
I bilanci con la relazione dei sindaci saranno presentati al Ministero delle comunicazioni, delleconomia nazionale
e delle finanze per ottenere lapprovazione giusta il precedente art. 11.
Art. 24. Tutte le azioni della Cassa nazionale dei ferrovieri saranno ritirate ed annullate ed il loro valore,
determinato con laggiunta al valore nominale dellammontare delle riserve risultante dal bilancio di cui
allarticolo precedente, sar attribuito ai singoli possessori delle azioni stesse come quota di compartecipazione
al capitale di esso.
Qualora ad un singolo possessore delle predette azioni sia attribuita una quota di partecipazione al capitale del
nuovo Istituto inferiore a L. 50, sar accreditata, fino a completamento della quota medesima, la parte degli utili
netti che potr spettargli in base alla ripartizione dellarticolo 19.
Le infrazioni di somma che risultassero in pi delle singole quote di L. 50 potranno essere, dai possessori delle
azioni, annullate, o ritirate oppure completate con laggiunta della differenza per formare una nuova quota.
Art. 25. LIstituto assumer tutto il personale dipendente dellAssociazione nazionale dei ferrovieri, dalla
Cassa nazionale dei ferrovieri e dalla Cassa nazionale delle comunicazioni con lanzianit, diritti ed obblighi
risultanti da contratti e da regolamenti.
Art. 26. Fino a che non sar approvato il regolamento generale di cui allart. 20 ed ove non provvedano le
disposizioni del presente decreto, saranno applicate dallIstituto le norme degli statuti dellAssociazione
nazionale dei ferrovieri e della Cassa nazionale dei ferrovieri, in quanto non siano incompatibili.
18

Art. 27. La Cassa nazionale delle comunicazioni cesser il 31 dicembre 1927 ed alla stessa data chiuder il
proprio bilancio, che dal commissario sar sottoposto allesame dei sindaci e comunicato ai Ministeri delle
comunicazioni, delleconomia nazionale e delle finanze per lapprovazione giusta lart. 11.
Il valore reale delle azioni gi sottoscritte sar determinato in base allattivo netto accertato in bilancio e sar
computato come compartecipazione al capitale del nuovo Istituto secondale norme dellart. 24.
Art. 28. Il presente decreto entrer in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
del Regno e sar presentato al Parlamento per la conversione in legge.
Il Ministero delle comunicazioni autorizzato a presentare il relativo disegno di legge.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e
dei decreti del Regno dItalia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, add 22 dicembre 1927

19

Regio Decreto 11 giugno 1936XIV, n. 1067


Approvazione dello Statuto della Banca dItalia
Gazzetta Ufficiale del Regno dItalia n. 140 del 18 giugno 1936

VITTORIO EMANUELE III


PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONT DELLA NAZIONE
RE DITALIA
IMPERATORE DETIOPIA
Visto il R. decreto 21 giugno 1928VI, n. 1406, con il quale venne approvato lo statuto della Banca dItalia;
Visto il R. decretolegge 12 marzo 1936XIV, n. 375, recante disposizioni per la difesa del risparmio e per la
disciplina della funzione creditizia;
Sulla proposta del Capo del Governo, Primo Ministro Segretario di Stato, di concerto col ministro per le finanze;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Articolo unico. E approvato lo statuto della Banca dItalia conforme al testo allegato al presente decreto, visto,
dordine Nostro, dal Ministro per le finanze.
Il presente decreto entrer in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e
dei decreti del Regno dItalia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di, farlo osservare.
Dato a San Rossore, add il giugno 1936 Anno XIV
VITTORIO EMANUELE.
MUSSOLINI DI REVEL.
Visto, il Guardasigilli: Solmi.
Registrato alla Corte dei conti, add 17 giugno 1936 Anno XIV
Atti del Governo, registro 374, foglio 103. MANCINI.

20

STATUTO DELLA BANCA DITALIA.


TITOLO I.
COSTITUZIONE E CAPITALE DELLA BANCA DITALIA.
Art. 1. La Banca dItalia un istituto di diritto pubblico, ai sensi del R. decretolegge 12 marzo 1936XIV, n.
375. Essa esercita funzioni bancarie, pu emettere titoli al portatore e, quale unico istituto di emissione, emette
biglietti nei limiti e con le norme stabilite dalla legge.
Nel suo nuovo ordinamento la Banca dItalia riassume tutte indistintamente le attivit, i diritti, i privilegi e le
passivit, gli obblighi e gli impegni dellIstituto creato con la legge 10 agosto 1893, n. 443.
Art. 2. La Banca dItalia ha lamministrazione centrale in Roma.
Le sue filiali si distinguono in sedi, succursali e agenzie.
Ha sedi nelle citt di Ancona, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Livorno, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino,
Trieste e Venezia.
Deve avere succursali o agenzie nei capoluoghi di provincia nei quali non ha sedi.
Quando occorresse apportare variazioni allo stato attuale delle sedi e delle altre filiali, i relativi provvedimenti
debbono riportare lapprovazione del Consiglio superiore e del Ministro per le finanze.
Art. 3. Il capitale della Banca dItalia di 300 milioni di lire rappresentato da quote di partecipazione di lire
mille ciascuna.
Le dette quote sono nominative e non possono essere possedute se non da:
a)
b)
c)
d)

Casse di risparmio;
Istituti di credito e Banche di diritto pubblico;
Istituti di previdenza;
Istituti di assicurazione.

Le quote di partecipazione possono essere cedute, previo consenso del Consiglio superiore, solamente da uno ad
altro ente compreso nelle categorie indicate nel comma precedente.
Art. 4. I certificati attestanti le quote di partecipazione sono rilasciati dallAmministrazione centrale della
Banca dItalia, con le formalit approvate dal Consiglio superiore.
La cessione di cui allultimo comma dellart. 3 deve risultare da girata attergata al certificato originale con la
sottoscrizione delle parti autenticata da notaio. Il certificato deve essere presentato alla Amministrazione centrale
della Banca che provveder al rilascio di un nuovo certificato intestato al cessionario, e solo dal momento della
presentazione del certificato ceduto il cessionario potr fare valere i diritti di partecipante.
TITOLO II.
AMMINISTRAZIONE DELLA BANCA.
Art. 5. I poteri dellIstituto risiedono:
a) nellassemblea generale dei partecipanti;
b) nel Consiglio superiore e nel Comitato del Consiglio superiore;
c) nel governatore, nel direttore generale e nel vice direttore generale.
1. Assemblea generale dei partecipanti.
Art. 6. Lassemblea generale ordinaria dei partecipanti, convocata dal Consiglio superiore non meno di 15
giorni innanzi a quello fissato per ladunanza, si riunisce in Roma non pi tardi del 31 marzo di ciascun anno.
presieduta dal governatore.
Hanno diritto di intervenire i partecipanti che posseggano da tre mesi almeno 100 o pi quote di partecipazione.

21

Il diritto dintervento spetta al titolare delle quote di partecipazione, qualunque sia il vincolo a cui queste siano
sottoposte ed a chiunque spetti la loro propriet.
Art. 7. Lordine del giorno dellassemblea ordinaria viene stabilito dal Consiglio superiore e deve comprendere
lapprovazione del bilancio e la nomina dei sindaci e del due supplenti.
Deve pure comprendere tutte le proposte presentate al Consiglio superiore entro il mese di gennaio, con domanda
sottoscritta da uno o pi partecipanti possessori da tre mesi almeno di 5000 o pi quote di partecipazioni
cumulativamente.
La data e lordine del giorno dellassemblea sono comunicati al partecipanti con avviso inserito, almeno 15 giorni
prima della assemblea, nella Gazzetta Ufficiale del Regno.
Art. 8. I partecipanti aventi diritto di intervenire allassemblea generale hanno un voto per ogni 100 quote sino
a 500 quote, ed un voto per ogni 500 quote in pi delle 500, purch possedute da non meno di tre mesi.
Ogni partecipante avente diritto dintervenire allassemblea generale rappresentato dal proprio rappresentante
legale ovvero da altra persona che non faccia parte del Consiglio superiore della Banca n del Collegio sindacale,
mediante mandato speciale rilasciato su appositi moduli con firma autenticata dal direttore di una sede o di una
succursale o dal capo di unagenzia della Banca.
Ogni delegato non pu rappresentare pi di due partecipanti.
Gli intervenuti in qualit di rappresentanti legali di partecipanti, o in qualit di mandatari di partecipanti o nelluna
e nellaltra qualit insieme, non hanno diritto in alcun caso a pi di 50 voti.
Art. 9. Lassemblea generale valida quando intervengano, in persona dei loro rappresentanti legali ovvero di
mandatari, almeno 30 partecipanti possessori di un decimo o pi del capitale dellIstituto.
Non raggiungendosi questo numero di partecipanti e di quote, lassemblea viene rimandata a non meno di 8 n a
pi di 15 giorni di distanza dalla prima convocazione. In questa seconda riunione lassemblea valida qualunque
sia il numero degli intervenuti e la quantit delle partecipazioni rappresentate.
Il rinvio dellassemblea sar annunziato nella Gazzetta Ufficiale nellintervallo tra la prima e la seconda riunione,
con avvertenza che trattasi di una seconda convocazione.
Il presidente dellassemblea pu prorogare al giorno successivo lassemblea, quando lordine del giorno non sia
stato esaurito nel giorno stabilito.
Avvenendo che nel secondo giorno manchi il numero legale, sono ritenute valide le deliberazioni che fossero
state prese nel primo giorno, e, per la discussione degli altri argomenti iscritti allordine del giorno, si deve
procedere ad una nuova convocazione con le formalit indicate nel presente articolo per le riconvocazioni in caso
di mancanza di numero legale.
Nellassemblea di seconda convocazione non possono essere prese deliberazioni estranee agli oggetti rimasti
allordine del giorno della prima.
Art. 10. Sono valide le deliberazioni che ottengono la maggioranza dei voti dei partecipanti, presenti.
Art. 11. Le proposte non comprese nellordine del giorno non possono essere discusse, ma lassemblea pu
prenderle in considerazione e deliberare che siano inscritte nellordine del giorno della successiva riunione.
Art. 12. Con la osservanza delle norme stabilite per le assemblee ordinarie possono essere convocate assemblee
straordinarie in seguito a deliberazione del Consiglio superiore o a domanda dei sindaci o dei partecipanti che
siano complessivamente possessori, da tre mesi almeno, di 20.000 o pi quote.
Il Consiglio superiore, entro 30 giorni dalla legale presentazione della domanda di cui al comma precedente,
stabilisce lordine del giorno dellassemblea straordinaria, da riunirsi entro due mesi dalla presentazione della
domanda stessa.
Lordine del giorno anche di queste assemblee viene compilato dal Consiglio superiore, il quale deve
comprendervi le proposte presentate dai sindaci e dai partecipanti.
Art. 13. I verbali dellassemblea generale sono stesi da pubblico notaio e devono essere firmati, entro un mese
da quello delladunanza, dal presidente dellassemblea e da due partecipanti a ci delegati dallassemblea.
22

Art. 14. Le assemblee generali dei partecipanti presso le sedi sono annualmente convocate dal Consiglio
superiore nei modi e nelle forme stabiliti negli articoli .6, 7 e 8 e hanno per oggetto la nomina e la rinnovazione
del consigliere superiore della rispettiva sede.
Sono valide quando intervengano, in persona del loro rappresentanti legali o di mandatari, almeno 15 partecipanti
possessori di un ventesimo del capitale.
Sono presiedute dal presidente del rispettivo Consiglio di reggenza, o, in assenza di lui, dal reggente pi anziano
in ordine di nomina e di et.
Lufficio di segretario e di estensore del verbale dellassemblea spetta al segretario del Consiglio di reggenza, e,
in assenza di lui, a uno dei presenti allassemblea, da designarsi dal presidente della medesima.
La convocazione, dopo lapprovazione del presente statuto, della prima assemblea dei partecipanti presso le sedi
pu aver luogo mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, contenente la data e lordine del giorno da
spedirsi almeno 5 giorni innanzi alla data fissata per la riunione. In tale assemblea non si osserva il disposto
dellart. 6, comma 2, circa la data del possesso delle quote di partecipazione.
Art. 15. Ladunanza delle assemblee generali dei partecipanti delle sedi, qualora non sia valida per mancanza
del numero legale dei partecipanti o delle quote rappresentate, rinviata con losservanza delle formalit stabilite
nellart. 9.
Art. 16. Le nomine demandate alle assemblee generali in Roma e presso le sedi devono farsi per schede
segrete. Sintendono nominati soltanto coloro che raccolgono la maggioranza assoluta.
2. Consiglio superiore.
Art. 17. Il Consiglio superiore si compone:

del governatore;
di 12 consiglieri nominati nelle assemblee generali dei partecipanti presso le sedi della Banca in ragione di
uno per ciascuna sede. Le assemblee generali per le sedi di Firenze e di Livorno si riuniscono presso la sede
di Firenze per la nomina di un unico rappresentante;
di 3 consiglieri designati dalla Corporazione della previdenza e del credito.

I consiglieri rimangono in carica 3 anni e sono rieleggibili.


Le rinnovazioni avverranno per un terzo in ciascun anno: mediante sorteggio nei primi due anni, per anzianit in
quelli successivi.
I consiglieri che scadono dalla carica sono rieleggibili.
Il direttore generale interviene alle riunioni del Consiglio e, quando non sostituisce il governatore, ha soltanto
voto consultivo.
II vice direttore generale assume lufficio di segretario.
Il governatore, i membri del Consiglio superiore, il direttore generale e il vice direttore generale debbono essere
cittadini italiani.
Art. 18. Il Consiglio superiore tiene le sue adunanze in Roma sotto la presidenza del governatore.
Esso nomina nella prima sua tornata di ciascun anno quattro dei propri componenti per costituire assieme al
governatore il Comitato, che parimenti presieduto dal governatore e al quale interviene pure il direttore generale
con voto consultivo.
Il vice direttore generale assume lufficio di segretario.
I membri del Comitato che scadono di carica sono rieleggibili.
Le adunanze del Consiglio superiore sono ordinarie e straordinarie. Le prime si tengono di regola una volta al
mese su invito del governatore; le altre ogni qual volta il governatore lo ritenga necessario o per domanda
motivata di almeno quattro del membri del Consiglio stesso.
Il Consiglio legalmente costituito quando intervengono almeno dieci dei suoi componenti, compreso il
governatore o chi ne fa le veci.
23

Le deliberazioni si prendono a maggioranza assoluta. In caso di parit di voti, prevale quello del presidente o di
chi ne fa le veci. Le votazioni, quando riguardino persone o quando lo richiedano almeno due consiglieri, si fanno
per scrutinio segreto; negli altri casi si fanno per voti palesi.
Art. 19. Il Consiglio superiore nomina e revoca il governatore, il direttore generale e il vice direttore generale.
Per ladozione di siffatti provvedimenti il Consiglio e convocato in seduta straordinaria per invito del governatore,
se trattasi della nomina o della revoca del direttore generale e del vice direttore generale, e per invito del pi
anziano in ordine di nomina e di et dei suoi componenti, se trattasi della nomina o della revoca del governatore.
Per la nomina e la revoca del governatore, il Consiglio presieduto dal componente pi anziano; le deliberazioni
devono essere prese con la presenza di almeno due terzi dei membri del Consiglio, escluso il governatore, e con
il voto favorevole di almeno due terzi dei presenti.
Per la nomina e la revoca del direttore generale e del vice direttore generale le deliberazioni devono essere prese
con la presenza di almeno due terzi dei membri del Consiglio e con il voto favorevole di almeno due terzi dei
presenti.
La convocazione del Consiglio in seduta straordinaria per deliberare sui provvedimenti, di cui ai commi
precedenti, deve aver luogo a cura del governatore o, secondo i casi, del componente pi anziano, quando ne
facciano istanza scritta almeno i due terzi dei membri del Consiglio, non compreso il governatore. La
convocazione deve aver luogo non oltre venti giorni dalla richiesta.
Le nomine e le revoche debbono essere approvate con decreto Reale promosso dal Capo del Governo di concerto
col Ministro per le finanze, sentito il Consiglio dei Ministri.
Art. 20. Al Consiglio superiore spetta lamministrazione generale della Banca.
In conformit alle disposizioni legislative e regolamentali, il Consiglio:
1 delibera sulla forma e sui distintivi dei biglietti al portatore per la parte che riguarda la Banca, del vaglia
cambiari e degli assegni bancari;
2 delibera la creazione e lemissione dei biglietti e la distruzione di quelli ritirati ed annullati;
3 determina le norme e le condizioni per le operazioni della Banca;
4 assegna alle sedi e alle succursali i fondi per i rispettivi impieghi mensili;
5 nomina i corrispondenti della Banca allinterno e allestero;
6 delibera i regolamenti interni dellIstituto;
7 delibera la istituzione di speciali casse di servizio per la cauta custodia dei valori non rinchiusi nelle sagrestie
e ne regola lesercizio;
8 stabilisce le norme riguardanti la cassa centrale;
9 disciplina il servizio delle casse di previdenza degli impiegati e stanzia le somme necessarie al regolare
esercizio di esse;
10 determina il numero dei reggenti e dei consiglieri presso le sedi e le succursali;
11 determina la pianta organica del personale, fissa gli stipendi, nomina e revoca gli impiegati;
12 nomina e revoca i reggenti e i consiglieri stabilendo quali tra essi debbano assumere lufficio di censore e il
servizio di apertura e chiusura delle casse. Del conferimento di siffatte attribuzioni d comunicazione al
Collegio dei sindaci;
13 stabilisce le cauzioni dei cassieri e degli altri impiegati aventi responsabilit materiale, e ne delibera lo
svincolo;
14 delibera lo svincolo delle cauzioni dei funzionari;
15 esamina ed approva il bilancio annuale ed il conto dei profitti, delle spese e delle perdite, e ne delibera la
presentazione ai sindaci e allassemblea generale dei partecipanti per la definitiva approvazione. Sentita la
relazione dei sindaci, delibera i dividendi e gli acconti sui medesimi da pagarsi ai partecipanti;
16 autorizza i contratti che importano alienazione di immobili per somma superiore a 100.000 lire e le
transazioni, i concordati e le cessioni riguardanti crediti di somma superiore a 400.000 lire, e si pronunzia su
tutti quegli altri contratti e sulle azioni giudiziarie che, per la loro importanza, il governatore creda di
sottomettere alla sua approvazione;

24

17 delibera le cancellazioni, le riduzioni e le restrizioni di ipoteche iscritte a favore della Banca, nonch le
surrogazioni a favore di terzi, quando il credito non sia interamente estinto, salvo quanto disposto negli
articoli 25 e 26;
18 adotta le deliberazioni occorrenti in relazione al disposto dellart. 2;
19 delibera su tutte le materie che non siano esplicitamente demandate allassemblea generale dei partecipanti,
o che non siano attribuite ad altri organi, giusta le disposizioni degli articoli 22, 25 e 26.
Art. 21. I verbali e gli estratti delle deliberazioni del Consiglio superiore o degli organi che da esso emanano
sono autenticati dal governatore o da chi ne fa le veci e dal segretario.
Art. 22. Il Comitato, su richiesta del governatore, chiamato a dar parere intorno a questioni di speciale
importanza, e, occorrendo, a decidere sulle proposte da farsi al Consiglio superiore in ordine ad esse.
Il Comitato pu, inoltre, prendere decisioni che, essendo di competenza del governatore, questi ritenga di
demandargli.
Esso pu altres adottare determinazioni particolari in relazione a deliberazioni di massima del Consiglio
superiore o in esecuzione di apposite facolt da esso demandategli.
3. Sindaci e censori.
Art. 23. I sindaci sono cinque.
I censori non possono essere pi di quattro presso ciascuna sede o succursale.
I sindaci funzionano collegialmente ed esercitano direttamente presso lAmministrazione centrale e, direttamente
o per mezzo del censori, presso le sedi e le succursali, il controllo sullamministrazione della Banca per
losservanza della legge, dello statuto e del regolamento generale.
I sindaci si tengono in relazione coi censori sia per le verificazioni delle casse o dei portafogli presso ciascuna
sede e succursale, sia per tutte le osservazioni che possono occorrere sullandamento del servizio in ordine al loro
mandato.
I sindaci esaminano le situazioni, i bilanci e i conti dei profitti, delle spese e delle perdite, ed esprimono il loro
parere sulla distribuzione del dividendo annuale e di un acconto sul dividendo stesso.
Possono intervenire alle tornate del Consiglio superiore.
Comunicano, ove occorra, al governatore le loro osservazioni e quelle che avessero ricevute dal censori.
Ai sindaci viene corrisposto un assegno fisso stabilito anno per anno dallassemblea generale, oltre al rimborso
delle spese.
Art. 24. I censori prendono contezza dellandamento degli affari delle sedi e delle succursali presso le quali
sono stati nominati e ne rivedono semestralmente il bilancio.
Hanno facolt di assumere dai direttori le informazioni che credono utili alladempimento del loro mandato.
Per incarico dei sindaci, possono chiedere di esaminare i registri, il portafoglio e la situazione della cassa per
farne la verificazione, la quale in ogni caso deve essere eseguita in modo completo da due di essi almeno una
volta ogni trimestre.
Riferiscono ai sindaci, per le eventuali comunicazioni al governatore, le proposte e le osservazioni che credono
utili allandamento dellIstituto, dandone contemporaneamente notizia al direttore della filiale e, nelle sedi, anche
al Consiglio di reggenza.
A questo scopo esiste presso ciascuna sede e ciascuna succursale un apposito libro per raccogliere le osservazioni
che credano di dover notare.
4. Governatore.
Art. 25 Il governatore rappresenta la Banca dItalia di fronte ai terzi in tutti gli atti e contratti e nei giudizi. Egli
ha la firma dellistituto.
Dispone circa la ripartizione, fra le varie categorie delle operazioni, dei fondi assegnati alle sedi e alle succursali
per i rispettivi impieghi mensili.
25

Provvede alle operazioni in titoli dello Stato e in divise estere.


Fa al Ministro per le finanze le proposte circa le variazioni alla ragione dello sconto e alla misura dellinteresse
per le anticipazioni.
Ha facolt, in casi eccezionali, di allargare o di restringere le assegnazioni mensili alle sedi e alle succursali, salvo
a riferirne al Consiglio superiore nella prima adunanza.
Propone al Consiglio superiore la nomina e la revoca degli impiegati della Banca, dei reggenti delle sedi e dei
consiglieri della succursali.
Regola le promozioni nel personale superiore; nomina i direttori nelle sedi e nelle succursali e i capi delle agenzie;
dispone lassegnazione di essi e i trasferimenti.
Fa al Consiglio superiore tutte le proposte che egli giudichi utili alla Banca e al buon andamento
dellamministrazione, su le quali sia di competenza del Consiglio superiore il deliberare.
Al governatore rimesso tutto quanto nel presente statuto non espressamente riservato al Consiglio superiore e
al Comitato.
Il governatore pu, quando crede, riunire presso di se, in sedute di direttorio, il direttore generale e il vice direttore
generale per lesame di questioni o di situazioni che comportino decisioni di massima o di affari di speciale
importanza, la decisione essendo riservata al governatore.
Art. 26. Il governatore, con il concorso del Comitato:
a) presta il consenso a transazioni, concordati, cessioni, relativamente a crediti non superiori alle L. 400.000, e
ne d comunicazione al Consiglio superiore;
b) delibera sulle operazioni straordinarie proposto dalle sedi e dalle succursali e rie d comunicazione al
Consiglio superiore.
Il governatore, inoltre, in riunioni di direttorio:
a) sopraintende alle riserve in valute metalliche, divise estere e conti correnti sullestero;
b) delibera sullammissione al cambio dei biglietti danneggiati;
c) stende lordine del giorno per le adunanze del Consiglio superiore.
5. Direttore generale e vice direttore generale.
Art. 27. Il direttore generale ha la firma dellIstituto per gli atti di ordinaria amministrazione con facolt di
delegazione previa approvazione del governatore.
Eseguisce le deliberazioni del Consiglio superiore, nelle riunioni del quale, quando non sostituisca il governature,
interviene con voto consultivo.
Pu assistere alle adunanze nei Consigli di reggenza delle sedi e delle Commissioni delle succursali o delegate
ad assistervi il vice direttore generale.
Regola le promozioni nel personale e lassegnazione, di esso negli uffici dellAmministrazione centrale e delle
filiali, salvo quanto disposto nellart. 25.
Stipula i contratti, salva autorizzazione o approvazione del Consiglio superiore nei casi indicati nellart. 20, n.
16, e osservando la disposizione dellart. 26, comma 16, lettera a). Pu delegare per la stipulazione, anche
mediante semplice lettera, funzionari o impiegati della Banca.
Ha facolt di consentire, senza alcuna preventiva autorizzazione, alla traslazione ed al trattamento delle rendite
nominative sul Debito pubblico appartenenti alla Banca, nonch alla cancellazione dei vincoli e, delle ipoteche
annotate a favore della Banca stessa, tanto sulle dette rendite nominative quanto su qualunque altro titolo di debito
dello Stato.
Consente la cancellazione di ipoteche o la restituzione di pegni, nonch le surrogazioni a favore di terzi quando
il credito della Banca, garantito con lo ipoteche e con i pegni, sia integralmente estinto. Pu consentire altres la
postergazione nonch la riduzione e la restrizione delle ipoteche, la restituzione parziale dei pegni e la parziale
surrogazione in favore di terzi in proporzione della avvenuta diminuzione del credito.
26

Di fronte ai terzi ed al conservatore delle ipoteche, il direttore generale ha facolt in tutti i casi, compresi quelli
indicati nellart. 20, n. 17, senza alcuna limitazione o condizione, di consentire la cancellazione, la postergazione,
la riduzione, la restrizione, le annotazioni e i subingressi nelle ipoteche e nei pegni, ed in genere qualsiasi
formalit ipotecaria.
Art. 28. Il direttore generale surroga il governatore nel caso di sua assenza o dimpedimento in tutte le funzioni
che competono al governatore medesimo in virt della carica.
Di fronte ai terzi, al conservatore delle ipoteche, allamministrazione del debito pubblico ed agli altri pubblici
uffici, la firma del direttore generale fa piena prova dellassenza o dellimpedimento del governatore.
Art. 29. Il vice direttore generale coadiuva il direttore generale nellesercizio delle sue attribuzioni e lo surroga
in caso di assenza o di impedimento. Nelleventualit di assenza contemporanea del governatore e del direttore
generale, surroga anche il governatore.
Di fronte al terzi, al conservatore delle ipoteche, allamministrazione del debito pubblico ed agli altri pubblici
uffici, la firma del vice direttore generale fa piena prova dellassenza o dellimpedimento del direttore generale.
8. Amministrazione delle sedi.
Art. 30. In ciascuna sede vi un Consiglio di reggenza.
I reggenti sono scelti tra le persone aventi profonda conoscenza della economia locale. Essi sono in numero da
sette a quattordici in ragione dellimportanza degli affari delle sedi.
Il direttore della sede fa parte del Consiglio con voto deliberativo.
I reggenti sono nominati dal Consiglio superiore, sopra una lista doppia proposta dal governatore, per sei anni e
scadono per met ogni triennio.
Essi sono rieleggibili.
I membri del Consiglio superiore nominati dallassemblea sono di diritto reggenti, oltre quelli di cui al comma
26, presso le sedi ove sono stati rispettivamente eletti.
Ogni Consiglio nomina annualmente fra i reggenti un presidente e un segretario, i quali possono essere rieletti.
Art. 31. Il Consiglio si aduna di regola una volta al mese, e tutte le altre volte che il presidente lo giudichi
necessario, o quando tre reggenti ne facciano domanda.
Non valida alcuna deliberazione senza la presenza della maggioranza dei reggenti in carica, con esclusione di
quelli aventi funzione di censore, che intervengono con voto consultivo.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assolute dei votanti.
In caso di parit prevale il voto del presidente o di chi ne fa le veci.
Le votazioni riguardanti persone sono fatte per voto segreto.
Art. 32. Il Consiglio di reggenza incaricato dellamministrazione della sede, nei limiti stabiliti dal presente
statuto, del funzionamento delle Commissioni di sconto, del servizio dellapertura e chiusura giornaliera delle
sacrestie e delle verifiche di cassa. Esso stabilisce i turni del caso.
Al reggente di turno avente lattribuzione dellapertura e chiusura giornaliera di cassa viene consegnata una delle
tre chiavi della sacrestia. A sua volta il detto reggente consegna la chiave direttamente nelle mani del proprio
collega subentrante.
Il Consiglio di reggenza vigila affinch siano osservate le prescrizioni e le istruzioni dellAmministrazione
centrale.
Rivede il conto mensile delle operazioni della propria sede e ne esamina i bilanci semestrali.
Presenta al governatore il preventivo delle spese damministrazione della sede.

27

Esamina le proposte di transazione e di concordato dei debitori della sede, pronunciandosi sullaccettazione o sul
rigetto.
Per mezzo del consigliere superiore pu richiamare lattenzione del governatore e del Consiglio superiore su
provvedimenti che crede utili alla sede e allIstituto.
Art. 33. Due reggenti per turno, esclusi quelli aventi funzioni di censore, e il direttore compongono la
Commissione chiamata a deliberare sullammissione delle cambiali presentate.
Nessuna cambiale pu essere ammessa senza il voto favorevole del direttore e di un altro membro della detta
Commissione.
Non possono essere ammesse cambiali con firme di impiegati della Banca.
Le cambiali, che portino la firma di reggenti o di consiglieri o di loro ditte o di societ commerciali nelle quali
essi esercitino qualche funzione, non possono essere ammesse se non da una Commissione alla quale essi non
partecipino.
7. Succursali.
Art. 34. Le succursali hanno un direttore e dei consiglieri.
I consiglieri sono non meno di quattro e non pi di dieci; sono nominati dal Consiglio superiore, sopra una lista
doppia proposta dal governatore, per due anni e si rinnovano per met ogni anno.
Ove il numero sia, dispari, la rinnovazione ha luogo nel primo anno pel numero minore.
Essi sono rieleggibili,
Art. 35. Due consiglieri per turno, esclusi quelli aventi funzioni di censore, e il direttore, che la presied,
compongono la Commissione chiamata a deliberare sullammissione delle cambiali presentate.
Nessuna cambiale pu essere ammessa senza il voto favorevole del direttore e di un consigliere.
Per le cambiali munite delle firme dimpiegati della Banca o di consiglieri di sconto, si osservano le disposizioni
dei commi 3 e 4 dellart. 33.
Art. 36. I consiglieri, sotto la presidenza del direttore, si riuniscono due volte ogni anno per esaminare ed
approvare i bilanci semestrali, con il concorso di almeno due consiglieri aventi funzioni di censore.
Il direttore, sentito il parere dei consiglieri di turno, propone al governatore le transazioni e i concordati coi
debitori della succursale.
nelle attribuzioni dei consiglieri aventi funzioni di censore il servizio della apertura e della chiusura delle
sacrestie. A questo scopo viene ad essi, per turno, consegnata una delle tre chiavi delle sacrestie stesse. La
consegna ha luogo direttamente nelle mani del funzionario subentrante.
8. Direttori.
Art. 37. La direzione degli uffici e delle operazioni di ciascuna sede e succursale della Banca esercitata da
un direttore alle dipendenze e sotto la sorveglianza dellAmministrazione centrale e, nelle sedi, sotto la
sorveglianza anche del rispettivo Consiglio di reggenza.
I direttori rappresentano la Banca di fronte ai terzi, sia nei giudizi sia in tutti gli atti e contratti che riguardano la
rispettiva sede o succursale, senza bisogno di speciale delegazione, salvo quella del direttore generale di fronte
al conservatore delle ipoteche per le formalit ipotecarie menzionate nellart. 27, e salvo la preventiva
deliberazione del Consiglio superiore nei casi specificati allart. 20.
I direttori propongono allAmministrazione centrale le transazioni ed i concordati con i debitori della Banca,
sentiti i Consigli di reggenza nelle sedi e le Commissioni nelle succursali.
Firmano la corrispondenza, i vaglia, gli assegni bancari, i mandati di pagamento, le quietanze delle cambiali su
piazza, le girate, e i trasferimenti di titoli nominativi intestati ad essi, nella loro qualit, o alla Banca, in garanzia
di operazioni o per cauzioni di cariche nelle rispettive sedi e succursali. Previo consenso del direttore generale e
sotto la propria responsabilit, possono delegare al cassiere e ad altro impiegato alcuna delle suddette firme.
28

Ripartiscono le somme poste a disposizione della rispettiva sede o succursale nelle varie categorie di operazioni,
osservate le istruzioni del direttore generale.
Art. 38. Qualora avvenga improvvisamente la mancanza o limpedimento del direttore di una sede, il
presidente del Consiglio di reggenza o chi ne fa le veci, provvede, l dove non vi sia un Vice direttore, alla
surrogazione provvisoria, assumendo egli stesso la direzione o delegandovi un altro reggente, e dando immediato
avviso al governatore.
Se le ipotesi prevedute nel comma precedente si verificano nelle succursali non provviste di vice direttore, assume
la direzione provvisoria il pi anziano di nomina e di et dei consiglieri presenti, che ne riferisce immediatamente
al governatore.
Art. 39. Il governatore ha facolt in ogni caso di delegare un ispettore o un altro impiegato della Banca ad
assumere temporaneamente la direzione di sedi o succursali.
I reggenti, i consiglieri, gli impiegati delegati dal governatore e i vice direttori, che sostituiscono
temporaneamente i direttori delle sedi e delle succursali, hanno tutte le attribuzioni e le facolt di questi.
9. Agenzie.
Art. 40. Le agenzie sono alla dipendenza di una sede o di una succursale designata dal Consiglio superiore.
Questo pu eccezionalmente consentire la temporanea dipendenza diretta di agenzie dallAmministrazione
centrale, quando speciali circostanze giustifichino leccezione.
Lordinamento amministrativo e il regime delle operazioni delle agenzie sono stabiliti dal Consiglio superiore su
proposta del governatore.
Ad esse proposto un Capo di agenzia.
TITOLO III
OPERAZIONI DELLA BANCA.
Art. 41. Le operazioni che la Banca pu compiere sono le seguenti:
1 risconto di cambiali e assegni bancari secondo le disposizioni delle leggi vigenti a favore delle aziende di
credito sia di diritto pubblico che di diritto privato, sottoposte al controllo dellIspettorato per la difesa del
risparmio e per lesercizio del credito;
2 sconto di buoni del Tesoro, di note di pegno, emesse da magazzini generali e da depositi franchi legalmente
costituiti, e di cedole dei titoli sui quali lIstituto pu fare anticipazioni;
3 sconto di cambiali e assegni bancari, ai sensi e nel limiti di che allart. 99 del R. decretolegge 12 marzo
1936XIV, n. 375;
4 anticipazioni contro pegno del titoli, dei valori e delle merci indicati dalla legge;
5 impiego di somme in titoli emessi o garantiti dallo Stato;
6 emissione di vaglia cambiari e di assegni bancari;
7 acquisto e vendita di oro o valute auree, di cambiali e di assegni sullestero, e impiego di somme, sia in conto
corrente sia in valute di primo ordine, in quei Paesi nel quali vige il cambio dei biglietti in oro.
Loro o valute auree, le divise e i crediti della Banca su lestero, attribuiti alla riserva di garanzia dei biglietti e di
altri debiti a vista, devono essere considerati a parte, e non possono essere oggetto di operazioni, le quali non
rispondano ai fini della garanzia.
Art. 42. La Banca pu inoltre:
1 ricevere depositi a custodia, a cauzione, o in altro modo vincolati;
2 ricevere somme in conto corrente, con o senza interesse, rimborsabili a vista o a termine;
3 tenere impiegato, nel limite stabilito dal Consiglio superiore e approvato dal Ministro per le finanze, il capitale
dellIstituto in edifizi ad uso dellAmministrazione centrale, delle sedi, delle succursali e delle agenzie;
4 riscuotere per conto dei privati, di societ e di enti morali titoli esigibili nel Regno e allestero, e, a generale,
fare il servizio di cassa per conto e a rischio di terzi.

29

Art. 43. La Banca dItalia esercita il servizio di Regia tesoreria provinciale, a tenore di speciali convenzioni;
e, alle condizioni che sieno deliberate dal Consiglio superiore, pu disimpegnare altri servizi per conto del Tesoro
dello Stato.
Art. 44. La Banca dItalia esercita il servizio delle Stanze di compensazione esistenti e di quelle che, su
conforme parere della Banca stessa, potranno essere istituite.
Presso le Stanze di compensazione la Banca dItalia pu compiere operazioni di prorogati pagamenti.
NORME PER LE OPERAZIONI.
Art. 45. Le cambiali e gli assegni bancari relativi alle operazioni di che ai numeri 1 e 3 dellart. 41 devono
avere una scadenza non maggiore di quattro mesi ed essere muniti di due o pi firme di persone notoriamente
solvibili.
I buoni del Tesoro, le cedole e le note di pegno contemplati dallo stesso art. 41, non possono essere scontati a una
scadenza maggiore di quattro mesi.
Art. 46. Le operazioni di cui ai numeri 1, 2 e 3 dellart. 41 devono essere fatte col voto delle apposite
Commissioni di che agli articoli 33 e 35.
Art. 47. Le cambiali pagabili dove la Banca non ha una filiale possono essere rimesse per lincasso ad un
corrispondente nominato dal Consiglio superiore.
Art. 48. Le anticipazioni contro pegno si fanno per mezzo di polizza in doppio originale, portante ciascuna la
indicazione della durata nel limiti di legge e il riferimento al presente statuto. Ad esse non si applica quanto
disposto dallart. 709 del vigente Codice di commercio.
I titoli, valori o merci dati in pegno stanno a garantire qualsiasi ragione o diritto che, nei confronti della persona
o ditta che ha costituito il pegno, spetti alla Banca anche in dipendenza di altre operazioni.
Il valore delle merci, sulle quali si possono consentire anticipazioni, deve essere accertato da periti designati dalla
Banca.
Art. 49. I titolari delle anticipazioni debbono avere domicilio o eleggerlo in una delle citt dove esista una
filiale della Banca.
Art. 50. Chi riceve lanticipazione assume lobbligo del rimborso entro il termine indicato nella polizza. Deve
esservi sempre una differenza in pi non inferiore al quindici per cento, fra il valore della cosa data in pegno e
lammontare della anticipazione.
Ogni qualvolta il prezzo corrente dei titoli o delle merci depositate subisca una diminuzione, che riduca della
met la differenza risultante fra il valore dei titoli o delle merci e lammontare del credito aperto, il depositante
deve, in ragione dellavvenuto ribasso di prezzo, o reintegrare il pegno o restituire una parte proporzionale
dellimporto dellanticipazione. Qualora peraltro vi sia differenza sufficiente in confronto dellammontare
dellanticipazione, la reintegrazione avr luogo mediante corrispondente riduzione del credito aperto.
Art. 51. Qualora nei due giorni successivi alla scadenza, o quando, avvenuto il deprezzamento, di che
allarticolo precedente, il debitore non adempia agli obblighi assunti, la Banca gli intimer il pagamento con atto
di ufficiale giudiziario, notificato al domicilio dichiarato o eletto nella polizza. Trascorsi tre giorni dalla data
dellintimazione, la Banca, senza altra formalit, pu far vendere, in tutto o in parte, i titoli o le merci depositate.
La vendita deve esser fatta per mezzo di un agente di cambio o di un mediatore.
Per la vendita dei titoli esteri, la Banca pu valersi dei suoi corrispondenti esteri.
La procedura indicata nei commi precedenti non toglie o sospende gli altri modi di esecuzione di cui pu valersi
la Banca, come la omissione della stessa procedura non implica alcuna responsabilit per la Banca, n menoma
le sue ragioni di credito e di privilegio.
La Banca, col prodotto della vendita, si rimborsa del suo credito in capitale, accessori e spese, e d al debitore
nota del ricavato. Qualora risulti una deficienza, il debitore deve rimborsarla entro due giorni; ove invece risulti
una eccedenza, la Banca la restituisce al debitore, salvo quanto disposto dallart. 53.

30

Art. 52. Le operazioni di prorogato pagamento si effettuano presso le Stanze di compensazione su titoli della
specie ammesse nelle anticipazioni e depositati presso le Stanze stesse.
Le operazioni devono essere liquidate giornalmente, e, in ogni caso, non possono essere protratte oltre il quarto
giorno.
In caso di insolvenza, la Banca, in applicazione degli articoli 362, 363 e 458 del vigente Codice di commercio, ha
facolt di vendere i titoli depositati, soddisfacendo con le somme ricavate dalla vendita ogni suo credito, compresi
gli interessi fino al giorno della vendita stessa. Questa dovr essere fatta per mezzo di un agente di cambio.
Ai titoli depositati per operazioni di prorogato pagamento sono applicabili le disposizioni dellarticolo seguente.
Art. 53. Le garanzie pignoratizie a qualsiasi titolo costituite a favore della Banca dItalia stanno di pieno diritto
a garantire, con lintiero loro valore, anche qualsiasi altro credito diretto ed indiretto della Banca stessa, pur se
non liquido ed esigibile, verso lo stesso debitore, ed anche se sorto anteriormente o successivamente alla
operazione garantita.
TITOLO IV.
BILANCI, UTILI, SPESE E PERDITE, RISERVE.
Art. 54. Ogni anno devono essere fatti il bilancio e linventario dellattivo e del passivo dellIstituto.
Deve essere pure fatto il conto dimostrativo del profitti, delle spese e delle perdite dellesercizio annuale.
I profitti sono quelli conseguiti ed incassati durante lanno tanto dalle operazioni ordinarie quanto da quelle
straordinarie e dai ricuperi sulle sofferenze ammortizzate.
Le spese comprendono quelle di ordinaria amministrazione, quelle pel rifornimento della riserva metallica, quelle
per lemissione dei biglietti al portatore e simili, le tasse e gli altri oneri prescritti dalle leggi, e le somme
eventualmente erogate a scopo di beneficenza o per contributi a opere di interesse pubblico nel limiti annualmente
fissati dal Consiglio superiore.
Alle dette spese e tasse e agli accennati oneri devono aggiungersi, per accertare lammontare degli utili netti
disponibili, anche le sofferenze dellesercizio, gli occorrenti ammortamenti e le rate di ammortizzazione delle
spese che il Consiglio superiore giudicasse ripartibile in pi esercizi.
Gli utili netti, conseguiti secondo il bilancio approvato, dopo di avere da essi prelevata la somma che il Consiglio
superiore creder di stabilire per la graduale costituzione di un fondo di riserva ordinaria fino a concorrenza di
non oltre il 20 per cento degli utili netti, e lannualit di interessi 4 per cento a favore del Credito fondiario della
gi Banca Nazionale nel Regno relativa alle riserve trasferite alla Banca dItalia nellesercizio 1913, sono
distribuiti tra i partecipanti, per un dividendo non superiore al 6 per cento.
Lassemblea generale, su proposta del Consiglio superiore e con lapprovazione del Ministro per le finanze, ha
sempre facolt di deliberare la costituzione di fondi speciali e di riserve straordinarie con parte degli utili netti
sino a concorrenza di un ulteriore 20 per cento.
Il residuo sar destinato in conformit degli accordi che verranno stipulati ai sensi del R. decretolegge 5
settembre 1935XIII, n. 1647.
La riserva ordinaria, se diminuita per ammortizzazione di perdite o per qualsiasi altra ragione, deve essere al pi
presto interamente reintegrata,
Art. 55. Le riserve sono impiegate nel modi e nelle forme stabilite dal Consiglio superiore con lapprovazione
del Ministro per le finanze.
I frutti relativi agli investimenti delle riserve sono destinati in aumento delle medesime.
Art. 56. La riserva ordinaria di mano in mano destinata come fondo di dotazione del Credito fondiario della
cessata Banca Nazionale nel Regno sino a concorrenza di un importo non inferiore al decimo della effettiva
circolazione delle cartelle del Credito fondiario medesimo, da ripagarsi in titoli emessi o garantiti dallo Stato o
anche in cartelle fondiarie della gi Banca Nazionale, oltre limpiego, previsto dalle leggi, nella formazione del
capitale dellIstituto italiano di credito fondiario e nel contributo riguardante il Consorzio per la concessione dei
mutui ai danneggiati dal terremoto del 28 dicembre 1908.
31

La riserva medesima eccedente il fondo di dotazione sopra accennato applicata di mano in mano agli
investimenti ora in essere dei fondi che costituivano le varie specie di riserve preesistenti.
Art. 57. Il conto dei profitti, delle spese e delle perdite deve essere presentato ai sindaci, insieme col bilancio
annuale, non pi tardi del 15 febbraio dogni anno. Con la scorta del conto medesimo, il Consiglio superiore,
udita la relazione dei sindaci, delibera lassegnazione degli utili e il dividendo da distribuirsi ai partecipanti, o da
pagarsi effettivamente dopo lapprovazione del bilancio da parte dellassemblea generale.
Art. 58. Nel mese di luglio di ogni anno, il governatore deve presentare al Consiglio superiore il conto del
profitti, delle spese e delle perdite del 1 semestre. Su le risultanze di questo conto, il Consiglio superiore, sul
parere favorevole dei sindaci, previo consenso del Ministro per le finanze, pu deliberare la distribuzione ai
partecipanti di un acconto di dividendo.
TITOLO V.
FUNZIONI DELLA BANCA NELLIMPERO ETIOPICO, NELLE COLONIE E NEI POSSEDIMENTI.
Art. 59. La Banca pu avere filiali nellImpero Etiopico, nelle Colonie italiane e negli altri Possedimenti italiani.
Esse sono amministrate con speciale disciplina e possono compiere tutte le operazioni che siano riconosciute
meglio adatte alleconomia delle regioni nelle quali svolgono lazione loro.
Alle filiali suindicate assegnato un fondo di dotazione. Esse hanno pure riserve speciali.
Art. 40. Su proposta del governatore, per deliberazione del Consiglio superiore approvata dal Capo del
Governo sentiti i Ministri per le colonie e per le finanze, la Banca pu provvedere alla istituzione di un ente
coloniale autonomo mediante apporto delle attivit e passivit delle proprie filiali coloniali.
TITOLO VI
DISPOSIZIONI GENERALI.
Art. 61. Il governatore, il direttore generale, il vice direttore generale, i funzionari generali, i direttori delle sedi
e succursali e tutti gli altri impiegati non possono appartenere ad altri enti di credito, esercitare commercio, fare
operazioni di borsa, essere amministratori, institori o sindaci in qualsiasi societ, interessarsi in societ in nome
collettivo, n assumere responsabilit in societ in accomandita.
Il Consiglio superiore pu tuttavia consentire eccezionalmente che si assumano i compiti di cui al comma
precedente, purch limitati alle funzioni di amministratore presso societ o altri enti, quando si riconosca che ci
sia nellinteresse della Banca.
Pu identicamente consentire che si assumano funzioni di sindaco da parte soltanto di impiegati aventi grado non
superiore a quello di capo servizio o equiparato.
Art. 62. I senatori e i deputati e le altre persone che dedicano la loro attivit al disimpegno di cariche di
carattere politico non possono far parte dei Consigli della Banca.
Sono altres esclusi da far parte del Consiglio superiore della Banca, per le nomine demandate alle assemblee
generali dei partecipanti, gli amministratori, institori, sindaci, dirigenti e impiegati degli Istituti menzionati agli
articoli 5 e 41 del R. decretolegge 12 marzo 1936XIV, n. 375, e delle aziende di credito in genere.
Le disposizioni dei commi precedenti si osservano anche per le nomine deferite al Consiglio superiore ai sensi
dellart 20, n. 12 del presente statuto e si estendono pure, in tali casi, ai dirigenti e impiegati della pubblica
amministrazione e di qualsiasi altra azienda di carattere pubblico o privato.
Art. 63. I reggenti delle sedi e i consiglieri delle succursali devono essere domiciliati nel Comune dove sono
chiamati ad esercitare il loro ufficio, o almeno nella Provincia.
I non regnicoli devono essere domiciliati nello Stato almeno da tre anni.
Art. 64. I funzionari e gli impiegati sono obbligati al pi rigoroso segreto per tutto ci che riguarda la Banca
ed i suoi rapporti con i terzi.
Art. 65. I funzionari della Banca, nel caso di fallimento o anche di semplice sospensione di pagamenti, nonch
negli altri casi accennati allart. 151 del vigente Codice di commercio, cessano immediatamente dal loro ufficio.
32

Art. 66. I funzionari della Banca ricevono medaglie di presenza, limporto delle quali fissato dallassemblea generale.
I membri del Consiglio superiore ricevono per questo ufficio, in luogo di medaglie di presenza, unassegnazione
che viene fissata complessivamente dallassemblea generale del partecipanti oltre a rimborsi di spese.
Art. 67 Devono possedere, in piena e libera propriet, titoli dello Stato o garantiti dallo Stato, valutati al corso
corrente alla data del deposito:
i membri del Consiglio superiore

ciascuno

60.000

lire

il governatore

70.000

il direttore generale

60.000

il vicedirettore

50.000

ciascuno

25.000

i consiglieri delle succursali e delle agenzie di 1a classe

10.000

i funzionari generali e i capi servizio e i direttori delle sedi

25.000

i sotto capi servizio e i direttori delle succursali

15.000

i Vice direttori

10.000

i capi di agenzia

10.000

i reggenti delle sedi

Art. 68. I titoli posseduti a tenore del articolo precedente sintendono costituiti dalle persone indicate
nellarticolo stesso a garanzia della rispettiva carica, e rimangono vincolati e inalienabili per tutta la durata delle
funzioni e degli uffici rispettivi. Per quelli dei membri del Consiglio superiore e dei membri del direttorio non
pu essere deliberato lo svincolo se non dopo approvato dallassemblea generale dei partecipanti il bilancio
dellanno nel quale sono cessate le loro funzioni; per tutti gli altri lo svincolo non pu essere deliberato se non
sei mesi dopo che il Consiglio abbia preso atto della cessazione delle rispettive funzioni.
Tutti i detti titoli rimangono depositati, finch dura il vincolo, nelle casse della Banca.
Visto, dordine di Sua Maest il Re:
Il Ministro per le finanze:
DI REVEL.

33

Legge 7 marzo 1938XVI, n.141


Conversione in Legge, con modificazioni, del R. DecretoLegge 12 marzo 1936XIV, n. 375, contenente
Disposizioni per la difesa del risparmio e per la disciplina della funzione creditizia.
Gazzetta Ufficiale del Regno dItalia n. 061 del 15 marzo 1938
Preambolo
VITTORIO EMANUELE III
Per grazia di Dio e per volont della nazione
RE DITALIA
IMPERATORE DETIOPIA
Il senato e la camera dei deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:
Articolo unico convertito in Legge il Regio DecretoLegge 12 marzo 1936XIV, n. 375, contenente
Disposizioni per la difesa del risparmio e per la disciplina della funzione creditizia con le modificazioni risultanti
dal testo seguente:
TITOLO I.
DISPOSIZIONI GENERALI.
Art. 1. La raccolta del risparmio fra il pubblico sotto ogni forma e lesercizio del Credito sono funzioni di
interesse pubblico regolate dalle norme della presente Legge.
Tali funzioni sono esercitate da Istituti di Credito di Diritto Pubblico, da Banche di Interesse Nazionale; da Casse
di Risparmio e da Istituti, Banche, enti ed imprese private a tale fine autorizzati.
Art. 2. Tutte le Aziende che raccolgono il risparmio tra il pubblico ed esercitano il Credito, siano di diritto
pubblico che di diritto privato, sono sottoposte al controllo di un organo dello Stato che viene a tal fine costituito
e che denominato Ispettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del Credito.
Tale organo sar in appresso indicato pi semplicemente Ispettorato.
Le parole Banca, banco, Cassa di risparmio, Credito, risparmio e simili non potranno in alcun caso
usarsi nella denominazione di Istituti, enti o imprese che non siano soggetti al controllo dellIspettorato o che
comunque non ne abbiano avuto lautorizzazione.
soggetta ad autorizzazione dellIspettorato ogni emissione di azioni, di obbligazioni, di buoni di Cassa, di valori
mobiliari di ogni natura, quando sia da realizzare a mezzo delle Aziende soggette al controllo dellIspettorato o i
relativi titoli si vogliano ammettere al mercato dei valori mobiliari nelle borse del Regno.
Art. 3. La Banca dItalia un Istituto di diritto pubblico. Sono apportate alla sua costituzione, al suo
ordinamento ed allesercizio delle sue funzioni le modificazioni risultanti dal TITOLO III della presente Legge.
Art. 4. La costituzione e lordinamento degli Istituti di Credito di Diritto Pubblico e delle Banche di Interesse
Nazionale sono regolate dal TITOLO iv della presente Legge.
Art. 5. Il controllo dellIspettorato sulla raccolta di risparmio a breve termine si attua in confronto:
a) degli Istituti di Credito di Diritto Pubblico e delle Banche di Interesse Nazionale di cui allArt. 4;
b) delle Banche ed Aziende di Credito in genere, comunque costituite, che raccolgano fra il pubblico depositi a
vista o a breve termine, a risparmio, in conto corrente o sotto qualsiasi forma e denominazione, ivi comprese
le Banche cooperative popolari;
c) delle filiali esistenti nel Regno di Azienda di Credito straniere;
d) delle Casse di Risparmio;
e) dei Monti di Pegni;
34

f) delle Casse Rurali ed Agrarie.


Il controllo disposto dal presente articolo si attua secondo le norme contenute nel TITOLO V della presente
Legge.
Tutti gli Istituti, enti e persone elencati nel presente articolo sono indicati in appresso complessivamente come
Aziende di Credito.
Art. 6. Il controllo dellIspettorato sulle operazioni di raccolta di risparmio a medio e lungo termine e sulle
Aziende che le esercitano si attua secondo le norme del TITOLO VI della presente Legge.
Art. 7. Per le Aziende di Credito di cui allArt. 5 stabilita una procedura speciale per le fusioni,
lamministrazione straordinaria e la liquidazione secondo le disposizioni del TITOLO VII della presente Legge.
Art. 8. Le funzioni di cui allArt.24, libro secondo, del Testo Unico 2 gennaio 1913, n. 453, sulla Cassa depositi
e prestiti e quelle previste dal comma secondo dellArt. 1 del R. DecretoLegge 26 dicembre 1924, n. 2106, sono
esercitate sentito lIspettorato.
Art. 9. I funzionari dello Stato e degli Istituti parastatali non possono coprire cariche di amministratori e
direttori nelle Aziende di Credito e negli Istituti ed enti indicati nellArt. 41, sottoposti al controllo
dellIspettorato, salvo autorizzazione espressa del Comitato dei Ministri.
Gli amministratori delegati, i dirigenti, funzionari, impiegati delle Aziende di Credito e degli Istituti ed enti
indicati nellArt. 41, non possono coprire cariche di amministratori, sindaci e direttori in altre Aziende, anche se
non sottoposte al controllo dellIspettorato, se no autorizzati dallIspettorato stesso.
Nel caso di autorizzazioni concesse ai sensi dei due precedenti comma, gli emolumenti spettanti ai funzionari per
le cariche loro consentite sono devoluti agli enti da cui dipendono, salvo che lIspettorato ne consenta la
devoluzione ai funzionari stessi.
Art. 10. Tutte le notizie, le informazioni o i dati riguardanti le Aziende di Credito sottoposte al controllo
dellIspettorato sono tutelati dal segreto dufficio anche nei riguardi delle pubbliche amministrazioni.
I funzionari dellIspettorato nellesercizio delle loro funzioni sono considerati pubblici ufficiali; essi hanno
lobbligo di riferire esclusivamente al Capo dellIspettorato tutte le irregolarit constatate anche quando assumano
le vesti di reati.
I funzionari e tutti i dipendenti dellIspettorato sono vincolati dal segreto dufficio.
TITOLO II.
COSTITUZIONE DELLISPETTORATO PER LA DIFESA DEL RISPARMIO E PER LESERCIZIO DEL CREDITO.
Art. 11. La difesa del risparmio ed il controllo dellesercizio del Credito sono attuati dallo Stato mediante
apposito organo denominato Ispettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del Credito.
Art. 12. LIspettorato alle dipendenze di un Comitato di Ministri presieduto dal Capo del Governo e
composto dei Ministri per le Finanze, per lAgricoltura e le Foreste e per le Corporazioni.
Il Governatore della Banca dItalia Capo dellIspettorato e provvede, nellambito delle direttive fissate dal
Comitato dei Ministri, alla esecuzione dei compiti attribuiti allIspettorato, anche mediante deleghe.
Il Capo dellIspettorato partecipa alle sedute del Comitato dei Ministri predetto.
Il Comitato dei Ministri si riunisce ordinariamente ogni mese.
Art. 13. Il Comitato dei Ministri di cui allarticolo precedente fissa le direttive per lazione da svolgere
dallIspettorato, per le direttive di carattere generale il Comitato dei Ministri sentir il Comitato Corporativo
Centrale al fine di adeguare le esigenze per lo sviluppo della economia della Nazione e della vita dello Stato alla
formazione del risparmio ed alle possibilit di Credito del Paese.
Art. 14. Ferme restando le disposizioni concernenti la vigilanza del Ministro per le Finanze sullIstituto di
emissione, tutte le attribuzioni attualmente deferite ai Ministri per le Finanze, per lAgricoltura e Foreste e per le
Corporazioni, concernenti la materia del risparmio e del Credito e la ingerenza e Sorveglianza sugli Enti che
35

esercitano le funzioni di cui allArt. 1, sono devolute al Comitato dei Ministri di cui allArt. 12 ed i provvedimenti
relativi sono emanati con decreto del Capo del Governo.
Alla esecuzione ditali decreti e in generale a tutte le funzioni di carattere esecutivo provvede lIspettorato.
I provvedimenti per i quali, a tenore della presente Legge, necessaria la deliberazione del Comitato dei Ministri,
possono, in caso di urgenza, essere adottati dal Capo del Governo; di essi sar data comunicazione al Comitato
dei Ministri nella sua prima adunanza.
Art. 15. Con deliberazione del Comitato dei Ministri saranno stabilite le norme per lorganizzazione degli
uffici, lassunzione del personale, la nomina dei funzionari, la determinazione delle loro attribuzioni.
Art. 16. LIspettorato ha diritto di corrispondere con tutte le pubbliche amministrazioni e con gli enti di diritto
pubblico, nonch con tutti gli organi corporativi e di richiedere ad essi, oltre alle notizie ed informazioni
occorrentigli, la collaborazione per ladempimento delle sue funzioni.
Art. 17. Con provvedimenti delle amministrazioni interessate, pu essere comandato a prestare servizio
temporaneamente presso lIspettorato, a richiesta di questo, personale di qualsiasi gruppo o ruolo delle
amministrazioni dello Stato, nonch personale appartenente a Istituti di Credito di Diritto Pubblico, ad altri Enti
di diritto pubblico e a Banche di Interesse Nazionale.
Art. 18. Le Aziende di Credito e gli Istituti ed enti indicati nellArt. 41 sottoposti al controllo a norma della
presente Legge contribuiscono alle spese di gestione e di amministrazione dellIspettorato nella misura e con le
norme che saranno determinate con deliberazione del Comitato dei Ministri, il quale approva il rendiconto
annuale presentato dal Capo dellIspettorato.
Art. 19. I provvedimenti presi dal Capo dellIspettorato nellesercizio delle funzioni discrezionali di controllo
sono soggetti al solo sindacato del Comitato dei Ministri, al quale gli interessati possono proporre i loro reclami
che non hanno effetto, sospensivo entro il termine di un mese dalla data della comunicazione del
provvedimento.
TITOLO III.
LISTITUTO DI EMISSIONE.
Art. 20. La Banca dItalia, creata con la Legge 10 agosto 1893, n. 449, dichiarata Istituto di diritto pubblico.
Il capitale della Banca di trecento milioni di lire ed rappresentato da trecentomila quote di mille lire ciascuna,
interamente versate.
Ai fini della tutela del pubblico Credito e della continuit di indirizzo dellIstituto di emissione, le quote di
partecipazione al capitale sono nominative e possono appartenere solamente a:
a) Casse di Risparmio;
b) Istituti di Credito di Diritto Pubblico e Banche di Interesse Nazionale;
c) Istituti di previdenza;
d) Istituti di assicurazione.
Art. 21. In conseguenza del nuovo ordinamento della Banca dItalia, agli attuali azionisti verr rimborsato, a
partire dall1 giugno 1936XIV, il valore delle azioni in relazione con la situazione della Banca al 31 dicembre
1935XIV, nella misura fissa di L. 1.300 (milletrecento) per ciascuna azione, rappresentante il capitale versato e
la quota di riserva afferente a ciascuna azione.
Limporto relativo alle azioni che sono vincolate per qualsiasi motivo, o intestate a minori o a persone non aventi
la piena capacit, rester depositato presso lIstituto di emissione in attesa della definizione delle pratiche per la
sua liberazione o per il reimpiego ai fini e con i vincoli preesistenti.
Entro il 15 aprile 1936XIV, sar costituito, sotto la presidenza del Governatore della Banca dItalia, un consorzio
fra gli Istituti e gli enti di che allArt. 20 per lassunzione delle trecentomila quote di partecipazione del capitale
della Banca dItalia.

36

Le Casse di Risparmio saranno chiamate ad impiegare nella sottoscrizione delle dette quote di partecipazione
somme non eccedenti quelle che ad esse saranno rimborsate in base al primo comma del presente articolo.
Le rimanenti quote di partecipazione saranno assegnate agli altri Enti ed Istituti di che allArt. 20.
Art. 22. Il consiglio superiore della Banca si compone del Governatore e di quindici consiglieri, dei quali
dodici da nominarsi nelle assemblee generali dei soci presso le sedi della Banca; e tra da designarsi dalla
Corporazione della Previdenza e del Credito.
I consiglieri rimangono in carica tre anni e sono rieleggibili.
Le rinnovazioni avverranno per un terzo in ciascun anno; mediante sorteggio nei primi due anni, per anzianit in
quelli successivi.
Il nuovo Consiglio Superiore entrer in funzione non oltre l1 luglio 1936XIV.
Art. 23. A partire dall1 luglio 1936XIV, le operazioni di riscontro potranno essere fatte solamente nei
confronti delle Aziende di Credito, sia di diritto pubblico che di diritto privato, sottoposte al controllo
dellIspettorato.
Le operazioni di sconto in essere al 30 giugno 1936XIV, con la clientela privata saranno avviate a graduale
completa estinzione.
Le operazioni di anticipazioni su titoli continueranno ad essere compiute in conformit delle Leggi vigenti anche
nei confronti dei privati. Ad esse non si applica quanto disposto dallArt. 709 del Codice di Commercio.
Art. 24. Con Decreto Reale, su proposta del Capo del Governo, di concerto col Ministro per le Finanze, sar
approvato il nuovo statuto della Banca dItalia, in armonia con le disposizioni della presente Legge.
TITOLO IV.
ISTITUTI DI CREDITO DI DIRITTO PUBBLICO E BANCHE DI INTERESSE NAZIONALE.
Art. 25. Sono confermati Istituti di Credito di Diritto Pubblico il Banco di Napoli, il Banco di Sicilia, la Banca
Nazionale del Lavoro e lIstituto di S. Paolo in Torino, e viene dichiarato Istituto di Credito di diritto pubblico il
Monte dei Paschi di Siena.
Sono Banche di Interesse Nazionale quelle che, costituite nella forma di Societ Anonima per azioni ed aventi
una vasta organizzazione di carattere nazionale, siano riconosciute tali con Decreto Reale promosso dal Capo del
Governo. Non pu essere riconosciuta tale qualifica alle Banche che non abbiano stabilito filiali in almeno 30
provincie.
Art. 26. Le azioni rappresentative del capitale delle societ anonime dichiarate Banche di Interesse
Nazionale dovranno trasformarsi in azioni nominative.
Le azioni delle Banche suddette, che nel termine di due mesi dalla data che sar fissata con decreto del Ministro
per le Finanze, non risultino nominative, saranno rimborsate, dallente indicato dallIspettorato, e secondo le
modalit e condizioni fissate dallIspettorato medesimo, al prezzo risultante da certificato del Comitato direttivo
degli agenti di cambio della borsa di Roma riferito alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Decreto
Reale che le riconosce Banche di Interesse Nazionale.
I cittadini e gli Enti stranieri, i quali siano portatori di azioni delle Banche dichiarate di interesse nazionale,
potranno conservarne la propriet, purch, entro il termine stabilito nel comma secondo, provvedano a
trasformarle in azioni nominative e dichiarino esplicitamente di rinunziare allesercizio del diritto di voto nelle
assemblee dei soci delle Banche indicate. Qualora non ottemperino a queste prescrizioni, le azioni saranno
rimborsate ai sensi dello stesso comma secondo.
Art. 27. Gli statuti degli Istituti di Credito di Diritto Pubblico e delle Banche di Interesse Nazionale sono
approvati con decreto del Capo del Governo, su proposta del Comitato dei Ministri, sentito il Comitato Tecnico
Corporativo del Credito.
Nel caso di cambiamenti degli statuti delle Banche di Interesse Nazionale, deliberati dalle relative assemblee, il
Tribunale non potr ordinare la trascrizione e la pubblicazione dei relativi atti, ai sensi dellArt. 96 del Codice di
37

Commercio, se i cambiamenti stessi non siano stati approvati con decreto del Capo del Governo, sentito il
Comitato dei Ministri.
Il Comitato Tecnico Corporativo del Credito sar costituito con Decreto del Capo del Governo in seno alla sezione
del Credito della Corporazione del Credito e della Previdenza, entro un mese dalla entrata in vigore della
presente Legge e sar composto di cinque membri.
Con la nomina del Comitato Tecnico Corporativo del Credito, di cui al comma precedente, cesser di funzionare
quello costituito con Decreto del Capo del Governo in data 7 febbraio 1936XIV.
TITOLO V.
DISCIPLINA DEGLI ISTITUTI, IMPRESE ED ENTI RACCOGLITORI DI RISPARMIO A BREVE TERMINE.
Art. 28. Le Aziende di Credito indicate nellArt. 5 non possono costituirsi, n iniziare le operazioni, n istituire
sedi, filiali, succursali, agenzie, dipendenze, recapiti (in appresso indicati complessivamente come sedi e filiali)
nel Regno, nelle colonie e allestero, se non ne abbiano ottenuto lautorizzazione dallIspettorato.
in facolt dello Ispettorato di determinare lammontare del capitale o del fondo di dotazione minimo cui dovr
essere subordinata la costituzione di nuove Aziende esercenti il Credito.
Le formalit prescritte dallArt. 91 del Codice di Commercio per la legale costituzione delle societ non possono
eseguirsi relativamente alle Aziende di Credito che si costituiscono in tale forma se non esibito alle competenti
autorit loriginale o la copia autentica della autorizzazione dellIspettorato.
Art. 29. Presso lIspettorato istituito un Albo nel quale debbono essere iscritte tutte le Aziende sottoposte
alle disposizioni del presente TITOLO.
Tale Albo, che sar tenuto aggiornato, dovr contenere, per ogni singola Azienda, le seguenti indicazioni:
a) la denominazione;
b) la forma giuridica assunta, la data di costituzione e gli estremi delle pubblicazioni richieste dalle vigenti
disposizioni;
c) il capitale o fondo di dotazione e le riserve secondo le risultanze dellultimo bilancio;
d) la sede centrale e quella delle sedi e filiali.
Liscrizione nellAlbo ha luogo:
1) dufficio, per le Aziende attualmente iscritte nellAlbo esistente presso il Ministero delle Finanze, in base agli
articoli 1 e 2 del R. DecretoLegge 7 settembre 1926, n. 1511;
2) dietro domanda allIspettorato per le Aziende che intendono iniziare la propria attivit.
Art. 30. A partire dalla data di pubblicazione della presente Legge, non potranno essere concesse nuove
autorizzazioni a norma dellArt. 28 alle Aziende di cui alla lettera b) dellArt. 5 se non siano costituite in forma
di Societ Anonima o in accomandita per azioni, con le norme di cui al comma seguente.
Le Aziende di cui al comma precedente attualmente iscritte nello Albo esistente presso il Ministero delle Finanze,
costituite in forma di Societ Anonima o in Accomandita per Azioni, devono rendere nominative le loro azioni
entro il termine che sar stabilito con decreto del Ministro per le Finanze. LIspettorato pu autorizzare la
formazione di una speciale categoria di azioni al portatore, a condizione che i voti spettanti a tali azioni non
superino il 45 per cento dei voti spettanti a tutte le azioni della societ.
Analoga autorizzazione potr essere concessa dallIspettorato a Societ Anonime o in Accomandita per Azioni
che ottengano lautorizzazione di cui allArt. 28.
Art. 31. Le Aziende sottoposte alle disposizioni del presente TITOLO sono tenute a trasmettere allIspettorato
nei modi e nei termini da esso stabiliti, le situazioni periodiche ed i bilanci, nonch ogni altro dato richiesto.
LIspettorato potr inoltre disporre ispezioni periodiche e straordinarie a mezzo di funzionari che avranno facolt
di chiedere la esibizione di tutti i documenti e gli atti che riterranno opportuni per lo esercizio delle loro funzioni.
38

Per quanto riguarda le Aziende di Credito Individuali, le ispezioni dellIspettorato potranno estendersi anche alle
attivit del titolare estranee allo esercizio dellAzienda Bancaria, anche se amministrativamente distinte.
I titolari di tali Aziende hanno lobbligo di inviare allo Ispettorato, oltre ai dati di cui al primo comma del presente
articolo, anche le situazioni ed i bilanci riguardanti lattivit non Bancaria, secondo le norme che verranno
stabilite dal regolamento.
Le Aziende sottoposte alle disposizioni del presente TITOLO nei loro avvisi pubblicitari di ogni genere sono
tenute ad indicare il capitale versato e le riserve secondo lultimo bilancio approvato.
Art. 32. Le Aziende di Credito soggette alle disposizioni della presente Legge dovranno attenersi alle istruzioni
che lIspettorato comunicher, conformemente alle deliberazioni del Comitato dei Ministri, relativamente:
a) alle forme tecniche dei bilanci e delle situazioni periodiche delle Aziende sottoposte al suo controllo ed ai
termini e modalit per la formazione, la pubblicazione e linvio allIspettorato delle situazioni periodiche
stesse;
b) ai limiti dei tassi attivi e passivi ed alle condizioni delle operazioni di deposito e di conto corrente;
c) alle provvigioni per i diversi servizi Bancari;
d) alla proporzione fra le diverse categorie di investimenti considerate in rapporto sia alla liquidit, sia alle
diverse branche di attivit economiche alle quali si riferiscono gli investimenti;
e) alle percentuali minime degli utili da destinarsi alle riserve, anche in maggior misura di quanto dispongono
le Leggi vigenti;
f) al rapporto fra il patrimonio netto e le passivit ed alle possibili forme di impiego dei depositi raccolti in
eccedenza allammontare determinato dal rapporto stesso;
g) alla rigorosa osservanza dellobbligo cui debbono sottostare i debitori e i Creditori delle Aziende di Credito
di far pervenire alle stesse in iscritto entro un termine stabilito le loro eventuali contestazioni in merito agli
estratti di conto o posizioni di conto ad essi inviati con la tassativa conseguenza che, in mancanza di reclamo
specificato entro tale termine, il conto si intender senzaltro riconosciuto esatto ed approvato;
h) alle cautele per evitare gli aggravamenti di rischio derivanti dal cumulo dei fidi. Restano in ogni caso salve
le disposizioni statutarie e di Legge per le Casse di Risparmio che regolano la materia di cui al presente
articolo.
Art. 33. Il Comitato dei Ministri ha facolt di stabilire che determinate forme di impiego debbano essere
preventivamente autorizzate dallIspettorato.
I provvedimenti di cui al precedente ed al presente articolo possono essere di carattere generale ovvero particolari
a categorie di Aziende o a singole Aziende, e possono essere sempre modificati, con congruo periodo di
preavviso.
Art. 34. Con deliberazione del Comitato dei Ministri potr essere ordinata la chiusura di determinate sedi e
filiali, sia in seguito a manchevolezze di esercizio, sia ai fini di una migliore distribuzione territoriale delle
Aziende di Credito, sentito il Comitato Tecnico Corporativo del Credito circa i criteri generali di tale
distribuzione.
Art. 35. Lo Ispettorato ha anche facolt, nei confronti delle Aziende sottoposte alla sua vigilanza:
a) di ordinare la convocazione delle Assemblee dei Soci e degli Enti partecipanti, nonch dei Consigli di
Amministrazione e di altri organi amministrativi, per sottoporre allesame i provvedimenti ritenuti utili alle
Aziende e di provvedere direttamente a tali convocazioni quando gli organi competenti non vi abbiano
ottemperato;
b) di ordinare lesperimento delle procedure esecutive contro i debitori per i quali, a giudizio dellIspettorato,
lAzienda di Credito sia incorsa in eccessivi ritardi;
c) di fissare modalit per leliminazione, la riduzione o, comunque, la sistemazione di immobilizzi riscontrati
nella situazione delle Aziende predette.
Lo Ispettorato ha inoltre facolt:
39

a) di disciplinare il rapporto fra il patrimonio sociale e gli investimenti in immobili e titoli azionari;
b) di determinare i limiti massimi dei fidi concedibili e di stabilire norme e termini per le riduzioni in casi di
constatate eccedenze;
c) di emanare norme relative alle dichiarazioni che i richiedenti i fidi devono rilasciare sulle loro condizioni
patrimoniali ed economiche perch i fidi stessi vengano concessi.
Art. 36. Sono devolute al Comitato dei Ministri le facolt e le funzioni relative alla emissione degli assegni
circolari che gli articoli 9, 10, 11 del R. DecretoLegge 7 ottobre 1923, n. 2283, attribuiscono al Ministero delle
Finanze ed a quello delleconomia nazionale.
Il Comitato predetto ha facolt di disciplinare lemissione degli assegni circolari di cui al citato regio decreto,
con particolare riguardo alle garanzie da prestarsi dagli Istituti emittenti ed alle limitazioni da porre allammontare
degli assegni emessi da ciascun Istituto, anche in deroga a quanto disposto dallArt. 11 del predetto Regio
DecretoLegge 7 ottobre 1923, n. 2283.
Art. 37. I verbali delle sedute delle assemblee dei partecipanti e dei soci delle Aziende di Credito indicate
dallArt. 5 dovranno essere approvati nella stessa giornata delle deliberazioni ed essere trasmessi in copia, entro
il termine di giorni dieci, allIspettorato.
fatto obbligo alle Aziende di Credito di tenere un libro aggiornato nel quale siano trascritte, ai sensi delle
istruzioni da darsi dallIspettorato, le concessioni di fido. Per ogni fido devono essere indicati i nomi dei
funzionari che lo propongono.
Le proposte, gli accertamenti e le contestazioni del collegio sindacale o degli organi di Sorveglianza dovranno
essere trasmessi in copia allIspettorato nel termine di giorni dieci dalla loro presentazione e nello stesso tempo
dovranno essere trascritti in apposito libro.
Ai libri indicati in questo articolo si applicano le disposizioni del primo comma dellArt. 23 e dellArt. 25 del
Codice di Commercio.
Art. 38. Gli amministratori, liquidatori, direttori ed i membri degli organi di Sorveglianza delle Aziende
indicate nellArt. 5 non possono contrarre obbligazioni di qualsiasi natura, n compiere atti di compra vendita,
direttamente o indirettamente, con lAzienda che amministrano o dirigono o sorvegliano, se non dietro conforme
deliberazione, che dovr essere presa allunanimit, del Consiglio di Amministrazione e col voto favorevole di
tutti i componenti lorgano di Sorveglianza.
Restano in vigore le disposizioni riguardanti le obbligazioni di amministratori di Casse di Risparmio e di Monti
di Pegni di prima categoria, nonch degli altri Monti di Pegni e delle Casse Rurali ed Agrarie.
Art. 39. Lo Ispettorato ha facolt di stabilire per gli amministratori delegati, gerenti, direttori generali, direttori
centrali, capi servizio e per i direttori delle filiali delle Aziende di Credito indicate nellArt. 5 (in appresso) tutti
denominati dirigenti), lobbligo di costituire una cauzione speciale, vincolata presso lIstituto di emissione,
nella misura che sar determinata, per i singoli casi o in base a criteri generali, dallo stesso Ispettorato. Tale
cauzione pu costituirsi dagli interessati in azioni o carature dello Ente o Istituto a cui gli obblighi appartengono,
o in titoli di Stato o garantiti dallo Stato o in cartelle fondiarie o titoli assimilati. La cauzione non pu svincolarsi
prima di un anno dalla data della cessazione delle funzioni in relazione alle quali stata costituita.
Per gli amministratori delegati di Societ Anonime o in Accomandita per Azioni e per i gerenti di queste ultime,
tale cauzione speciale sar costituita in pi di quella disposta dallArt. 123 del codice di Commercio.
LIspettorato ha facolt di disporre che la cauzione costituita a norma del presente articolo sia aumentata con una
trattenuta non maggiore del 3 per cento degli emolumenti comunque corrisposti ai dirigenti, durante lesercizio
delle loro funzioni. La somma risultante da tale trattenuta dovr essere semestralmente investita in titoli di Stato
o garantiti dallo Stato, da depositare presso lIstituto di emissione col vincolo di cui ai precedenti comma.
Linteressato potr indicare in quali titoli dello Stato o garantiti dallo Stato preferisca sia fatto linvestimento.
I depositi cauzionali costituiti a norma del presente articolo potranno essere utilizzati, con le modalit di cui ai
comma seguenti, per la copertura delle perdite dipendenti da operazioni effettuate dai dirigenti eccedendo dai
limiti delle facolt loro consentite dalle disposizioni interne, di statuto o dellIspettorato, o contro le disposizioni
40

stesse; salvo ogni altro diritto a risarcimento e salva lapplicazione delle sanzioni previste dalla presente Legge e
da altre Leggi.
LAzienda di Credito, la quale abbia subito perdite dipendenti da operazioni effettuate da un dirigente eccedendo
i limiti delle facolt a lui consentite, pu chiedere, con un ricorso al Presidente del Tribunale del luogo dove
trovasi la sede o la filiale, a cui il dipendente addetto, che sia autorizzato lo svincolo della cauzione a suo favore
fino a concorrenza dellammontare delle perdite anzidette. Il ricorso notificato, a cura dellAzienda, al dirigente,
il quale, nel termine di trenta giorni dalla notificazione, pu presentare le sue deduzioni nella Cancelleria del
Tribunale. LAzienda pu replicare entro venti giorni dalla scadenza del termine anzidetto, presentando le sue
memorie nella stessa Cancelleria del Tribunale.
Il Presidente, esaminati gli atti ed, ove lo creda sentite le parti ed assunte le informazioni che fossero del caso,
decide sul ricorso con provvedimento non soggetto ad alcuna impugnazione, salva rimanendo in ogni caso
lazione delle parti innanzi alla competente autorit giudiziaria nelle forme ordinarie.
In base al provvedimento del presidente del Tribunale, il quale abbia accolto, anche parzialmente, il ricorso,
lIstituto di emissione, presso il quale i titoli dati in cauzione sono depositati, procede, su richiesta dellAzienda
di Credito, alla vendita dei titoli svincolati in luogo e vece di colui a cui i titoli stessi appartengono e consegna il
prezzo realizzato allAzienda di Credito fino alla concorrenza della somma dovutale, secondo il provvedimento
del presidente del Tribunale, e trattiene leventuale parte residua a disposizione degli aventi diritto.
Qualora il dirigente abbia cessato dal servizio, il ricorso deve essere presentato al presidente del Tribunale del
luogo di residenza del dirigente stesso e, se questi sia deceduto, la notificazione del ricorso pu effettuarsi
collettivamente agli eredi nel luogo dellultimo domicilio del defunto, qualora la notificazione stessa avvenga
entro un anno dalla morte.
Art. 40. La disposizione dellArt. 14 della presente Legge si applica a tutte le funzioni di vigilanza ed alle altre
facolt comunque attribuite nei riguardi degli Istituti di Credito di Diritto Pubblico e Banche di Interesse
Nazionale di cui al TITOLO iv della presente Legge, spettanti al Ministero delle Finanze, al Ministero delle
corporazioni ed al Ministero dellAgricoltura e Foreste.
Sono in particolare deferite al Comitato dei Ministri, a norma dellArt. 14:
a) le funzioni di vigilanza e le altre attribuzioni spettanti al Ministero dellAgricoltura e Foreste, al Ministero
delle Finanze ed allIstituto di emissione a norma del Testo Unico 25 aprile 1929, n. 967, sulle Casse di
Risparmio, sui Monti di Pegni di prima categoria e loro federazioni ed a norma del relativo regolamento
approvato con R. Decreto 5 febbraio 1931, n. 225; la vigilanza e le altre attribuzioni demandate ai predetti
Ministeri sugli Istituti Federali Regionali fra le Casse di Risparmio e sullIstituto di Credito delle Casse di
Risparmio Italiane sono pure esercitate, a norma delle disposizioni vigenti, dallIspettorato;
b) le funzioni di vigilanza e le altre attribuzioni demandate al Ministero dellAgricoltura Industria e Commercio
dalla Legge 4 maggio 1898, n. 169, ed al Ministero dellIndustria del R. Decreto 14 giugno 1923, n. 1396,
sui Monti di Pegni;
c) le funzioni di vigilanza e le altre attribuzioni riguardanti le Casse Rurali ed Agrarie che la Legge 6 giugno
1932, n. 656, e la Legge 25 gennaio 1934, n. 186, attribuiscono al Ministero dellAgricoltura e Foreste ed al
Ministero delle Finanze;
d) le funzioni di vigilanza e le altre attribuzioni riguardanti le sedi e succursali di Banche estere nel Regno, che
il R. Decreto 4 settembre 1919, n. 1620, attribuiva al Ministero del Tesoro e al Ministero della Industria e
Commercio.
In deroga a quanto dispongono gli articoli 8 e 9 del Testo Unico approvato con R. Decreto 25 aprile 1929, n. 967,
la istituzione delle Casse di Risparmio e dei Monti di Pegni di prima categoria, nonch lapprovazione dei relativi
statuti hanno luogo mediante decreto del Capo del Governo in seguito a deliberazione del Comitato dei Ministri,
su proposta del Capo dellIspettorato. Nello stesso modo si provvede alla modificazione degli statuti delle stesse
Casse di Risparmio e dei Monti di Pegni di prima categoria, anche se approvati in conformit delle norme
anteriori.

41

Sono abrogate le disposizioni del R. DecretoLegge 7 settembre 1926, n. 1511, e del R. DecretoLegge 6
novembre 1926, n. 1830, convertiti nelle Leggi 23 giugno 1927, n. 1107, e n. 1108, recanti provvedimenti per la
tutela del risparmio, in quanto non siano compatibili con le disposizioni della presente Legge.
Sono abrogate tutte le disposizioni contrarie o incompatibili con la presente Legge regolanti lattivit degli Istituti
di Credito di Diritto Pubblico e Banche di Interesse Nazionale, di cui al TITOLO IV della presente Legge.
Sono parimenti abrogate, in quanto non siano compatibili con le disposizioni della presente Legge, le disposizioni
contenute nelle Leggi speciali concernenti le Casse di Risparmio, i Monti di Pegni e le Casse Rurali ed Agrarie,
ed in particolare nel Testo Unico 25 aprile 1929, n. 967, sulle Casse di Risparmio e Monti di Pegni di prima
categoria e nel R. Decreto 5 febbraio 1931, n. 225, nella Legge 4 maggio 1898, n. 169, e nel R. Decreto 14 giugno
1923, n. 1396, sui Monti di Pegni; nelle Leggi 6 giugno 1932, n. 656, 25 gennaio 1934, n. 186, e nel R. Decreto
Legge 17 ottobre 1935, n. 1989, sullordinamento delle Casse Rurali ed Agrarie.
TITOLO VI.
DISCIPLINA DELLA RACCOLTA DEL RISPARMIO A MEDIO E LUNGO TERMINE.
Art. 41. Sono deferite al Comitato dei Ministri, in conformit dellarticolo 14:
a) le attribuzioni spettanti al Ministero dellAgricoltura e Foreste e al Ministero delle Finanze a norma del Testo
Unico sul Credito Fondiario, approvato con R. Decreto 16 luglio 1905, n.646, e successivi decreti modificativi
e applicativi di esso, a norma del R. DecretoLegge 18 settembre 1934 n. 1463 e del R. DecretoLegge 25
marzo 1927, n. 435, relativamente agli Istituti ed alle operazioni di Credito Fondiario;
b) le attribuzioni spettanti al Ministero delleconomia nazionale a norma degli articoli 1 e 8 del R. Decreto
Legge 2 maggio 1920, n. 698, relativamente allIstituto Nazionale di Credito Edilizio ed a norma del R.
DecretoLegge 4 maggio 1924, n.993, relativamente agli Istituti e Societ di Credito Edilizio in genere;
c) le attribuzioni spettanti, a norma del R. DecretoLegge 29 luglio 1927, n. 1509, e successivi decreti
modificativi e applicativi di esso, nonch dei relativi regolamenti, al Ministero dellAgricoltura e Foreste ed
al Ministro delle Finanze relativamente al Consorzio Nazionale per il Credito agrario di miglioramento e agli
Istituti autorizzati ad esercitare il Credito agrario;
d) le attribuzioni spettanti, a norma del R. DecretoLegge 13 novembre 1931, n. 1398, al Ministero
dellAgricoltura e Foreste relativamente allIstituto Mobiliare Italiano;
e) le attribuzioni spettanti, a norma del R. DecretoLegge 2 settembre 1919, n. 1627, e della Legge 14 aprile
1921 n. 488, al Ministero delle Finanze relativamente al Consorzio di Credito per le Opere Pubbliche;
f) le attribuzioni spettanti, a norma del R. DecretoLegge 20 maggio 1924, n. 731, al Ministero delle Finanze
relativamente allIstituto di Credito per le Imprese di Pubblica Utilit;
g) le attribuzioni spettanti, a norma del R. DecretoLegge 5 luglio 1928, n. 1817, e dello statuto approvato con
decreto Ministeriale 29 gennaio 1929, ai Ministeri delle Finanze e dellEconomia Nazionale relativamente
allIstituto di Credito Navale;
h) le attribuzioni spettanti, a norma del R. DecretoLegge 3 ottobre 1929, n. 1717, al Ministero delle Finanze
relativamente allIstituto Nazionale di Credito per il Lavoro Italiano allEstero.
Art. 42. LIspettorato ha facolt di disporre nei riguardi degli Istituti indicati nellArt. 41 ispezioni periodiche
o straordinarie a mezzo di funzionari che avranno facolt di chiedere la esibizione di tutti i documenti e degli atti
che riterranno opportuni per lesercizio delle loro funzioni.
Tali Istituti sono tenuti a trasmettere allIspettorato i bilanci annuali ed ogni altro dato richiesto.
Si applicano ai dirigenti e ai membri degli organi di Sorveglianza degli Istituti predetti le disposizioni del primo
comma dellArt. 38.
Art. 43. Sono devolute al Comitato dei Ministri e, rispettivamente, allIspettorato, le funzioni e facolt
attribuite al Ministero delle Finanze ed allIstituto di emissione dalle disposizioni sullordinamento delle borse
dalla Legge 20 marzo 1913, n. 272, sullordinamento delle borse di Commercio e dai successivi provvedimenti
42

modificativi di essa, dai relativi regolamenti di esecuzione, nonch dal R. DecretoLegge 30 giugno 1932x, n.
815.
Art. 44. Gli Istituti di cui allArt. 41 non possono procedere ad aumentare il loro capitale, n possono emettere
obbligazioni senza la preventiva approvazione dellIspettorato, salva la applicazione delle altre limitazioni
disposte dalle Leggi vigenti e dagli Statuti che li regolano.
Art. 45. Le Aziende di Credito sottoposte alle disposizioni del TITOLO V e gli Istituti indicati nellArt. 41 del
presente TITOLO non possono partecipare a sindacati di collocamento di azioni, obbligazioni, buoni di Cassa e
altri valori mobiliari che non siano di Stato o garantiti dallo Stato, n prestare lassistenza della loro
organizzazione per il collocamento, se la emissione non ha ricevuto la preventiva autorizzazione dellIspettorato.
Le nuove emissioni di azioni ed obbligazioni gi quotate nelle borse del Regno devono essere preventivamente
autorizzate dallIspettorato.
Art. 46. Lautorizzazione a contrarre prestiti e ad assumere partecipazioni finanziarie fuori del Regno, di cui
al R. Decreto 11 settembre 1919, n. 1674, come pure lautorizzazione a collocare nel Regno titoli esteri di Stato,
nonch obbligazioni e valori azionari di qualsiasi specie di cui al R. Decreto 11 dicembre 1917, n. 1955, sono
concesse sentito il parere dellIspettorato.
TITOLO VII.
DELLE FUSIONI, DELLAMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA E DELLA LIQUIDAZIONE DELLE AZIENDE
RACCOGLITRICI DI RISPARMIO A BREVE TERMINE.
Capo I.
Delle fusioni.
Art. 47. Nel caso di fusione, anche mediante incorporazione, fra Casse di Risparmio e Monte di Pegni, le
modalit della fusione e le nuove norme statutarie che si rendessero necessarie sono stabilite dal Comitato dei
Ministri, sentita lassociazione nazionale fra le Casse di Risparmio Italiane. La fusione disposta con Decreto
Reale, su proposta del Capo del Governo, il quale poi approva, con suo decreto, le nuove norme statutarie.
Nel caso di incorporazione, da parte di una Cassa di Risparmio o di un Monte di Pegni, di unaltra Azienda di
Credito, si dovr richiedere il preventivo nulla osta dellIspettorato, sentita lAssociazione Nazionale fra le Casse
di Risparmio Italiane.
Art. 48. Le Banche di Interesse Nazionale e le altre Aziende di Credito costituite in forma di societ conservano
la facolt di fondersi o di procedere ad incorporazione a norma degli articoli 193, 194, 195 e 196 del Codice di
Commercio o delle altre disposizioni di Leggi vigenti.
La proposta relativa deve essere sottoposta dagli organi amministrativi delle Aziende al preventivo nulla osta
dellIspettorato, sentito il Comitato Tecnico Corporativo del Credito.
Non pu essere autorizzata la trascrizione della deliberazione di fusione sul registro delle societ commerciali, a
norma dellArt. 96 del Codice di Commercio, se non sia presentato il nulla osta suddetto.
Nel caso di incorporazione da parte di Istituti di Credito di Diritto Pubblico di altre Aziende di Credito, si dovr
richiedere il preventivo nulla osta dellIspettorato, sentito il Comitato Tecnico Corporativo del Credito.
Art. 49. Per le Aziende di Credito di cui alle lettere a) e b) dellArt. 5 che svolgono il loro esercizio in almeno
tre provincie, pu essere disposta la fusione, su richiesta dei consigli di amministrazione delle Aziende, anche in
deroga alle disposizioni degli articoli 193 e seguenti del Codice di Commercio. A queste fusioni si applicano le
disposizioni del presente articolo e degli articoli 50, 51 e 52.
In questi casi la fusione e le relative condizioni devono essere deliberate dai consigli di amministrazione con la
presenza di almeno tre quarti dei consiglieri in carica e della maggioranza dei sindaci.
Quando la deliberazione di fusione abbia avuto il parere favorevole dellIspettorato, la fusione pu essere
autorizzata mediante decreto reale che approva latto di fusione, su proposta del Capo del Governo, da pubblicarsi
43

nella Gazzetta Ufficiale del Regno, nella parte disposizioni e comunicati, in apposita rubrica intestata
Ispettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del Credito.
Un estratto della Gazzetta Ufficiale del Regno recante la pubblicazione, dovr, entro dieci giorni dalla
pubblicazione stessa, essere depositato, a cura degli amministratori, nelle cancellerie dei tribunali civili nella cui
giurisdizione sono stabilite le sedi o le filiali delle Aziende.
Lestratto medesimo dovr anche pubblicarsi entro un mese, a cura degli amministratori, nel bollettino ufficiale
delle societ per azioni e nel foglio degli annunzi legali e giudiziari dei luoghi ove le Aziende fuse hanno sedi e
filiali.
La pubblicazione nel bollettino ufficiale delle societ per azioni dovr effettuarsi secondo le norme del R.
DecretoLegge 2 dicembre 1935, n. 2134.
Latto di fusione deve essere comunicato anche ai consigli provinciali delleconomia corporativa dei luoghi ove
le Aziende hanno sedi e filiali.
LIspettorato potr disporre che alla deliberazione di fusione si diano altre forme di pubblicit da stabilirsi di
volta in volta.
Art. 50. LIspettorato, con suo provvedimento da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, parte disposizioni e
comunicati, rubrica Ispettorato, nomina, scegliendoli fra gli amministratori delle Aziende che si fondono, non
meno di cinque e non pi di undici amministratori, designando fra essi il presidente. LIspettorato nomina altres
uno o pi commissari con funzioni di vigilanza fino alla nomina dei sindaci di cui appresso.
Dal giorno della pubblicazione di cui al comma precedente, cessano dallufficio gli amministratori in carica ed i
sindaci salvo lobbligo del rendiconto agli amministratori nominati dallassemblea a norma del comma seguente.
Gli amministratori designati dallIspettorato assumono lamministrazione della societ e provvedono a convocare
entro 45 giorni dalla data della pubblicazione suddetta, lassemblea generale straordinaria dei soci, la quale, oltre
che trattare gli altri oggetti posti allordine del giorno, deve:
d) approvare il nuovo statuto dellAzienda;
e) nominare gli amministratori a norma del nuovo statuto;
f) nominare i sindaci. Le modalit di convocazione e di funzionamento della assemblea sono approvate con
provvedimento dellIspettorato.
Quando fra le Aziende che si fondono sia compresa una Banca di interesse nazionale, lo statuto della Banca di
interesse nazionale risultante dalla fusione formato ed approvato a norma dellArt. 27.
Art. 51. Non compete ai soci o ai partecipanti dissenzienti dal provvedimento di fusione, emesso a norma
dellArt. 49, il diritto di recesso, n ammessa contro la fusione la opposizione dei Creditori.
Qualora taluno dei Creditori ritenga che la fusione sia lesiva dei propri interessi, pu fare reclamo nel termine di
giorni 15 dalla pubblicazione del decreto di cui allArt. 49, mediante lettera raccomandata allIspettorato, il quale
ha facolt di disporre che lAzienda risultante dalla fusione costituisca un congruo deposito vincolato a favore
del Creditore reclamante, presso lIstituto di emissione.
Entro lo stesso termine di giorni 15 di cui al comma precedente, il Creditore reclamante deve citare davanti
allautorit giudiziaria competente lAzienda risultante dalla fusione perch sia accertato lammontare dovutogli
e disposto, in quanto possa ritenersi in pericolo la sua esazione, per le opportune cauzioni, previo svincolo del
deposito di cui al comma precedente.
In mancanza della citazione predetta il deposito di cui al primo comma svincolato.
Art. 52. Gli atti di fusione di cui agli articoli 47, 48 e 49, gli atti di conferimento di Aziende individuali di Credito
in altre Aziende di Credito indicate nelle lettere a) e b) dellArt. 5, il trapasso dei beni, attivit e passivit dipendenti
dagli atti di fusione e di conferimento stessi, sono oggetti a tassa fissa di registro ed ipotecaria di L. 10.
La gestione e le cauzioni delle esattorie, delle tesorerie ricevitorie provinciali spettanti alle Aziende che si
fondono, sono trasferite con i diritti e gli obblighi relativi allAzienda risultante dalla fusione. Gli atti
eventualmente richiesti da questi trasferimenti sono soggetti a tassa fissa di registro ed ipotecaria di L. 10.
44

Lamministrazione del debito pubblico e della Cassa Depositi e Prestiti, nonch le conservatorie delle ipoteche
sono autorizzate ad eseguire le necessarie operazioni sui titoli cauzionali e sugli esistenti vincoli ipotecari.
Art. 53. Quando unAzienda di Credito indicata nellArt. 5 convenga con unaltra anche se questa sia in
liquidazione di sostituirsi ad essa per lesercizio in proprio nome di una sede o filiale, la convenzione non pu
essere eseguita se non sia preventivamente autorizzata dallIspettorato.
Art. 54. In tutti i casi in cui, con lautorizzazione dellIspettorato, abbia luogo la sostituzione di unAzienda
di Credito ad unaltra per lesercizio di una sede o di una filiale, si deve dare notizia mediante pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale del Regno (rubrica Ispettorato) del provvedimento che autorizza la sostituzione.
Entro quattro mesi dalla pubblicazione suddetta, tutti i Creditori per effetto di rapporti in corso con le sedi o filiali
suddette hanno facolt di esigere il pagamento dei loro crediti, scontati secondo il saggio ufficiale dello sconto
se si tratti di crediti infruttiferi a termine.
Trascorso il termine di quattro mesi sono responsabili per i debiti derivanti dai rapporti suddetti solo le Aziende
di Credito subentranti, contro le quali i Creditori potranno far valere le loro ragioni.
Le gestioni e le cauzioni di esattorie, tesorerie e ricevitorie provinciali affidate alle sedi e filiali di cui al presente
articolo sono trasferite, con tutti i diritti e gli obblighi relativi e senza bisogno di altre formalit, alle Aziende
subentranti.
Tuttavia, su reclamo delle amministrazioni interessate alle esattorie, ricevitorie e tesorerie suddette, da presentarsi
mediante lettera raccomandata allIspettorato nel termine di giorni 30 dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
del Regno, indicata nel primo comma del presente articolo, lIspettorato stesso pu, qualora ritenga fondato il
reclamo, dichiarare risoluto il contratto di gestione oppure disporre per opportuni provvedimenti cautelativi.
Art. 55. Il trapasso dei beni, attivit e passivit attinenti a singole sedi e filiali nel cui esercizio, con
autorizzazione dellIspettorato, una Azienda di Credito si sia sostituita ad unaltra, soggetto a tassa fissa di
registro ed ipotecaria di L. 10.
Art. 56. Nel caso che uno degli Istituti che esercitano il Credito Fondiario nel Regno deliberi di rendersi
cessionario in base a regolari accordi con gli altri Istituti interessati di tutti i diritti spettanti ad altri Istituti
pure esercenti il Credito Fondiario, relativi a determinate operazioni di mutuo, dovr richiedere la preventiva
autorizzazione dellIspettorato. Quando in rapporto ai mutui, cui la suddetta cessione si riferisce, siano in
circolazione cartelle, lIstituto cedente deve ritirare dalla circolazione ed annullare tante cartelle di sua emissione
a saggio dinteresse uguale a quello di detti mutui, quante al valore nominale corrispondono al residuo capitale
dei mutui stessi; e correlativamente lIstituto cessionario, in sostituzione delle dette cartelle annullate deve
emettere e consegnare allIstituto cedente altrettante proprie cartelle di eguale saggio dinteresse.
Inoltre lIstituto cedente deve consegnare allIstituto cessionario tutti i depositi di somme e valori eventualmente
esistenti in dipendenza dei mutui ceduti.
Le ipoteche iscritte a garanzia dei mutui ceduti conserveranno, senza bisogno di espressa riserva, la loro validit
ed il loro grado a favore dellIstituto cessionario.
La cessione sar fatta risultare da annotamento in margine alliscrizione o alle iscrizioni ipotecarie di ogni singolo
mutuo ceduto, e tale annotamento dovr contenere altres lelezione di domicilio dellIstituto cessionario a mente e
per gli effetti dellArt. 26 del Testo Unico sul Credito Fondiario approvato con R. Decreto 16 luglio 1905, n. 646.
A cura dellIstituto cessionario la cessione dovr essere, entro trenta giorni, notificata per atto dufficiale
giudiziario, al debitore, al domicilio da questo eletto nel contratto di mutuo ovvero al suo domicilio reale.
Per la prova della cessione non necessaria lesibizione del relativo atto.
Per effetto di tale notifica il mutuo ceduto deve ritenersi come se fosse Stato direttamente stipulato con lIstituto
cessionario.
Conseguentemente il debitore tenuto senzaltro a pagare allIstituto cessionario, presso la sede di questo, le
semestralit alle rispettive scadenze, e, nel caso in cui intendesse di restituire anticipatamente in tutto o in parte
il capitale ancora dovuto, giovandosi della facolt di cui al secondo comma dellArt. 29 del citato Testo Unico
45

delle Leggi sul Credito Fondiario, tale restituzione non potr essere fatta che in cartelle al valore nominale
dellIstituto cessionario.
A tutti gli effetti dellArt. 20 dellanzidetto Testo Unico, i successori a titolo universale o particolare del debitore
e gli aventi causa dovranno notificare giudizialmente allIstituto cessionario presso la sua sede come essi sono
sottentrati nel possesso e godimento del fondo ipotecario.
Similmente il marito dovr denunciare la costituzione in dote del fondo ipotecato.
Gli atti di cessione sono sottoposti alla tassa fissa di registro di Lire 10 per ciascun mutuo ceduto.
Nessunaltra tassa n alcun contributo a TITOLO di abbonamento alle tasse sono dovuti per la sostituzione delle
cartelle di cui al presente articolo e per le altre operazioni ed atti dipendenti dalla cessione.
Agli atti di cessione applicata la riduzione dei diritti notarili ad un ottavo da liquidarsi sul solo ammontare del
residuo capitale del mutuo ceduto.
Capo II.
Dellamministrazione straordinaria.
Art. 57. Con decreto del Capo del Governo, su proposta dellIspettorato, pu disporsi lo scioglimento degli
organi amministrativi di Aziende di Credito:
a) qualora risultino gravi irregolarit nellamministrazione delle Aziende di Credito, ovvero gravi violazioni
delle norme legali e statutarie che ne regolano lattivit, oppure gravi infrazioni delle disposizioni emanate
dallIspettorato;
b) nel caso in cui risultino gravi perdite del patrimonio;
c) quando tale scioglimento sia richiesto dagli stessi organi amministrativi delle Aziende. Nel caso di societ
anonime o in accomandita per azioni, lo scioglimento degli organi amministrativi pu altres essere richiesto
dallassemblea dei soci, con deliberazione da prendersi a norma dellArt. 158 del Codice di Commercio.
Il decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno.
I poteri dei disciolti organi amministrativi sono provvisoriamente assunti da un funzionario dellIspettorato, che
assume il nome di commissario provvisorio a ci designato dal Capo dellIspettorato. Il commissario
provvisorio, previo sommario processo verbale dinventario, prende temporaneamente in consegna lAzienda
dagli organi predetti, fermo il disposto dellArt. 60.
Spettano al detto funzionario, sempre in via provvisoria tutte le facolt gi spettanti ai disciolti organi
amministrativi, nonch quelle attribuite dalla presente Legge ai commissari di cui allarticolo seguente.
Lapplicazione della procedura di amministrazione straordinaria di cui al presente articolo, pu altres essere
richiesta allIspettorato dal titolare delle Aziende individuali di Credito; in tal caso lIspettorato provveder
secondo le norme del presente Capo.
Al commissario nominato dallIspettorato competono le facolt normalmente comprese in un mandato institorio
generale.
Art. 58. Con provvedimenti da emanarsi non oltre quindici giorni dopo la pubblicazione del decreto di cui
allarticolo precedente, il Capo dellIspettorato:
a) nomina uno o pi commissari straordinari per lamministrazione delle Aziende;
b) nomina un Comitato di Sorveglianza composto da tre a nove membri, scelti fra persone che siano esperte
nellattivit Bancaria, o che siano comprese fra i Creditori o che siano ritenute dallIspettorato specialmente
adatte a vigilare sugli interessi degli enti fondatori o dei soci.
A maggioranza di voti, il Comitato nomina il suo presidente.
I provvedimenti del Capo dellIspettorato di cui al presente articolo, nonch il verbale di nomina del presidente,
sono pubblicati nel termine di giorni 15 nella Gazzetta Ufficiale del Regno, parte disposizioni e comunicati,
rubrica Ispettorato.
46

Per i provvedimenti concernenti societ, copia della Gazzetta Ufficiale sar depositata, entro 15 giorni dalla
pubblicazione suddetta, presso la Cancelleria del Tribunale civile del luogo ove la societ ha sede e sar
provveduto alla loro trascrizione nel registro delle societ ed alla comunicazione al Consiglio Provinciale
dellEconomia Corporativa del luogo ove la societ ha sede.
Quando il provvedimento del Capo dellIspettorato emanato contemporaneamente al decreto di scioglimento di
cui allArt. 57, lamministrazione delle Aziende assunta direttamente dai commissari nominati dal Capo
dellIspettorato stesso.
Con le medesime modalit, stabilite per la nomina, lIspettorato, quando lo ritenga opportuno, provvede alla
revoca ed alla sostituzione dei commissari straordinari e dei membri del Comitato di Sorveglianza.
Le funzioni dei commissari straordinari e del Comitato di Sorveglianza durano per il periodo massimo di sei mesi,
quanto un termine pi breve non sia prescritto dal decreto di cui allArt. 57. solo in casi eccezionali potranno
essere prorogate per un periodo non superiore ad altri sei mesi.
Le indennit spettanti ai commissari ed al Comitato di Sorveglianza sono fissate dallIspettorato e sono a carico
delle Aziende.
Art. 59. Per effetto del provvedimento di cui allArt. 57, sono sospese le funzioni delle assemblee dei soci, dei
partecipanti e dei fondatori.
Il Comitato di Sorveglianza sostituisce in tutte le funzioni gli organi di vigilanza statutari e particolarmente quelli
sindacali che sono sciolti dalla pubblicazione del provvedimento suddetto.
Art. 60. Gli organi delle disciolte amministrazioni ed i titolari delle Aziende individuali sono tenuti a redigere
linventario e a fare le consegne ai commissari, ai quali dovranno anche presentare il rendiconto, certificato dagli
organi di vigilanza, dal tempo dellultimo bilancio.
Alle operazioni relative assistono il Comitato di Sorveglianza od uno o pi dei suoi delegati e il funzionario
delegato dallIspettorato per la gestione provvisoria.
Art. 61. Sono attribuite ai commissari tutte le facolt spettanti ai disciolti organi amministrativi delle Aziende
che non siano individuali.
I commissari delle Aziende individuali nominati a norma dellultimo comma dellarticolo 57 possono, quando ne
risulti lopportunit nellinteresse dei Creditori, richiedere al Tribunale competente la nomina di uno o pi
sequestratari giudiziali del patrimonio non investito nellAzienda Bancaria. lIspettorato, con disposizioni
notificate ai commissari ed ai membri del Comitato di Sorveglianza, pu prescrivere speciali cautele e limitazioni
nella gestione delle Aziende, dellinosservanza delle quali i commissari sono personalmente responsabili.
Quando i commissari siano pi duno, essi deliberano validamente a maggioranza ed impegnano lAzienda con
la firma congiunta di almeno due fra di essi.
Il Comitato di Sorveglianza delibera a maggioranza di voti; in caso di parit prevale il voto del presidente.
Art. 62. Spetta esclusivamente ai commissari, sentito il Comitato di Sorveglianza, previa autorizzazione
dellIspettorato leventuale esercizio dellazione di responsabilit contro i membri degli organi amministrativi e
di Sorveglianza.
Gli organi amministrativi succeduti ai commissari sono obbligati a proseguire le azioni di responsabilit iniziate
dai commissari quando questi siano cessati di carica, ed a riferirne allIspettorato.
Art. 63. Ai fini della tutela degli interessi dei Creditori, quando ricorrano circostanze eccezionali, i commissari
possono, sentito il Comitato di Sorveglianza ed in base ad autorizzazione dellIspettorato, sospendere per un
periodo non superiore ad un mese, prorogabile eventualmente con le stesse formalit di altri due mesi, il
pagamento delle passivit di qualsiasi genere da parte delle Aziende.
Il provvedimento non sospende lobbligo di esecuzione dei contratti di borsa ma si applica in confronto dei
portatori dei certificati di cui allArt. 12 del R. DecretoLegge 30 giugno 1932, n. 815.
Durante il periodo della sospensione e con lautorizzazione dellIspettorato, possono essere corrisposte agli aventi
diritto quote proporzionali di rimborso.
47

Durante il periodo della sospensione non possono essere intrapresi o proseguiti atti di esecuzione forzata od atti
cautelativi sui beni delle Aziende, n possono essere iscritte ipoteche sugli immobili, od acquistati diritti di
prelazione sui mobili delle Aziende medesime, se non per effetto di sentenze esecutive anteriori allinizio del
periodo di sospensione.
La sospensione di cui al presente articolo non costituisce Stato di cessazione dei pagamenti.
Le norme per lattuazione del provvedimento di cui al presente articolo sono determinate dallIspettorato.
Art. 64. I commissari straordinari cessano dalle loro funzioni al termine previsto dallArt. 58, ovvero anche
prima col consenso dellIspettorato.
I commissari straordinari ed il Comitato di Sorveglianza, al termine delle loro funzioni, redigono separati rapporti
sulla attivit svolta e li rimettono allIspettorato.
La chiusura dellesercizio in corso allinizio della gestione commissariale protratta fino al termine della gestione
stessa. Il commissario redige il bilancio ed il conto profitti e perdite che vengono presentati per lapprovazione
allo Ispettorato e pubblicati nei modi di Legge.
Prima della cessazione della loro funzione i commissari provvedono perch siano ricostituiti gli organi della
normale amministrazione mediante nuove nomine da farsi a norma di Legge, degli atti costitutivi e degli statuti
delle societ e degli altri enti.
A tali organi i commissari fanno le consegne, accompagnate da un inventario aggiornato, e, nel pi breve termine
possibile, presentano ai detti organi il rendiconto dallinizio della loro gestione.
Le eventuali contestazioni sul rendiconto saranno comunicate entro 60 giorni allIspettorato al quale spetta di
decidere al riguardo e di prendere i provvedimenti che riterr opportuni.
Nessuna azione di responsabilit contro i commissari ed i membri del Comitato di Sorveglianza pu essere
promossa senza lautorizzazione dellIspettorato.
Art. 65. I commissari ed i membri dei comitati di Sorveglianza non possono contrarre obbligazioni di
qualsiasi natura, n compiere atti di compravendita, direttamente o indirettamente, con lAzienda che
amministrano o sorvegliano, se non dietro conforme deliberazione, che dovr essere presa allunanimit, degli
altri commissari e col voto favorevole di tutti i componenti il Comitato di Sorveglianza.
Sono applicabili ai commissari ed ai membri dei Comitati di Sorveglianza di Casse di Risparmio e di Monte dei
Pegni di prima categoria, nonch di altri Monti di Pegni e di Casse Rurali ed Agrarie, le disposizioni riguardanti
le obbligazioni degli organi dellamministrazione ordinaria di tali Istituti.
Art. 66. Senza pregiudizio di quanto stabilito nei precedenti articoli, il Capo dellIspettorato, nei casi indicati
nel comma primo dellArt. 57 e qualora concorrano ragioni di assoluta urgenza, pu disporre che un funzionario
dellIspettorato, previo sommario processo verbale dinventario, assuma la gestione provvisoria dellAzienda con
i poteri spettanti agli organi amministrativi, le cui funzioni sono frattanto sospese. La gestione provvisoria non
pu mai avere una durata superiore ai due mesi. Il provvedimento del Capo dellIspettorato pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale del Regno.
Procedutosi allo scioglimento degli organi amministrativi dellAzienda, a norma del comma primo dellArt. 57,
il funzionario dellIspettorato investito senzaltro delle facolt indicate nel comma quarto dello stesso Art. 57.
Ultimata la gestione provvisoria e ove non sia Stato disposto lo scioglimento degli organi amministrativi, il
funzionario dellIspettorato fa la consegna agli stessi organi amministrativi e si applicano le disposizioni dellArt.
64, comma quinto, sesto e settimo. Il comma settimo si applica altres nei riguardi del funzionario dellIspettorato
indicato nellArt. 57.
Capo III.
Della liquidazione.
Art. 67. Con decreto del Capo del Governo, su proposta dellIspettorato, pu essere disposta la revoca
dellautorizzazione allesercizio del Credito e la messa in liquidazione delle Aziende secondo le norme dei
successivi articoli:
48

a) quando le irregolarit o le violazioni delle norme legali e statutarie o le perdite previste dallArt. 57 siano di
eccezionale gravit;
b) su istanza del titolare delle Aziende individuali ovvero di chi pu chiedere lo scioglimento degli organi
amministrativi delle Aziende, ai sensi dellArt. 57, comma primo.
La liquidazione regolata dal presente Capo pu essere disposta anche quando le Aziende siano amministrate dai
commissari straordinari di cui allArt. 58, ovvero sia in corso la loro liquidazione secondo le norme ordinarie.
Anche i commissari straordinari e i liquidatori possono chiedere che si faccia luogo alla liquidazione di cui al
presente Capo, la quale pu essere disposta, pure di ufficio, in luogo della liquidazione volontaria allo scopo di
rendere questa pi sollecita. In questi casi le relative procedure si arrestano e vengono sostituite da quella di
liquidazione regolata dalle presenti disposizioni.
La liquidazione regolata dal presente Capo si applica anche alle Aziende individuali di Credito, il titolare delle
quali, per effetto del decreto di cui al primo comma del presente articolo, viene a trovarsi nelle condizioni previste
dallArt. 699 del Codice di Commercio. In tal caso i poteri del commissario nominato dallIspettorato si estendono
su tutto il patrimonio del titolare, anche se non investito nella Azienda di Credito.
Il decreto che ordina la messa in liquidazione pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno. Per effetto del
decreto suddetto sono sciolti gli organi amministrativi e di Sorveglianza delle Aziende e restano sospese le
funzioni delle assemblee dei soci, partecipanti o fondatori.
Con suo provvedimento, da pubblicarsi nelle forme indicate nel comma terzo dellArt. 58, il Capo dellIspettorato
nomina:
a) uno o pi commissari liquidatori;
b) un Comitato di Sorveglianza composto da tre a nove persone scelte come alla lettera b) dellArt. 58.
Nelle stesse forme pu essere disposta la revoca o la sostituzione dei commissari e dei membri del Comitato di
Sorveglianza.
Il Comitato nomina, a maggioranza di voti, il suo presidente. Il relativo verbale di nomina pubblicato, nel
termine di giorni 15, nella Gazzetta Ufficiale del Regno, parte disposizioni e comunicati, rubrica Ispettorato.
Le indennit spettanti ai commissari ed ai comitati di Sorveglianza sono fissati dallIspettorato e sono a carico
delle Aziende.
Art. 68. Il decreto di messa in liquidazione impedisce la dichiarazione di fallimento; tuttavia, qualora la
procedura di liquidazione di cui al presente Capo venga applicata a unAzienda individuale ovvero a una societ,
che allatto in cui viene posta in liquidazione si trovi in stato di cessazione dei pagamenti, il Tribunale, dufficio
o su istanza dei commissari, dichiara con sentenza lo stato di cessazione dei pagamenti.
La sentenza determina il giorno, non anteriore a due anni dalla sentenza stessa, in cui la cessazione dei pagamenti
ebbe luogo. Essa rende applicabili le disposizioni degli articoli 707 Capoverso, 708, 709, 710 e 711 e dellArt. 9,
secondo comma, della Legge 10 luglio 1930, n. 995.
La sentenza rende altres applicabili le disposizioni relativi ai reati in materia fallimentare: a tal fine, il presidente
del Tribunale deve trasmettere, entro ventiquattro ore, al Procuratore del Re copia della sentenza ed i commissari
devono, con apposita relazione, informarlo delle principali cause e circostanze del dissesto, fornendogli inoltre
tutti gli elementi e le notizie di cui siano richiesti.
Gli interessati hanno diritto di fare opposizione alla sentenza avanti allo stesso Tribunale che lha pronunciata
entro 40 giorni dallaffissione di essa alla porta esterna del Tribunale.
La data dellaffissione sar pubblicata nel bollettino degli annunzi legali.
Lopposizione proposta in contraddittorio dei commissari ed decisa nel giudizio di cui al successivo Art. 78.
Art. 69. Quando si verifichino le condizioni previste dalla Legge per la dichiarazione di fallimento di una
Azienda di Credito, il Tribunale dichiara lo Stato di cessazione dei pagamenti ed ordina che la sua sentenza sia
entro tre giorni comunicata dufficio, per cura del cancelliere, allIspettorato, il quale provvede alla messa in
liquidazione secondo le norme del presente Capo. Si applicano in tal caso le disposizioni degli articoli 68 e
seguenti.
49

Il Tribunale pu anche emanare i provvedimenti conservativi che ritenga opportuni nellinteresse dei Creditori,
fino allinizio della suddetta procedura di liquidazione.
Art. 70. Dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno del decreto di messa in liquidazione,
sospeso il pagamento delle passivit di qualsiasi genere, comprese quelle derivanti dai certificati di cui allArt.
12 del R. DecretoLegge 30 giugno 1932, n. 815, salvo il disposto dellArt. 80; dalla stessa data sono applicabili
alla liquidazione gli articoli 700 e 701 del Codice di Commercio e non possono essere intrapresi o proseguiti per
alcun titolo atti di esecuzione forzata ed atti cautelativi sui beni delle Aziende poste in liquidazione, n possono
essere iscritte ipoteche sugli immobili od acquistati diritti di prelazione sui mobili delle Aziende medesime, se
non per effetto di sentenze esecutive anteriori alla messa in liquidazione.
Dalla stessa data nessuna azione pu essere promossa o proseguita contro lAzienda in liquidazione, salvo quanto
disposto dagli articoli 77 e 78.
Se lAzienda posta in liquidazione sia conduttrice di immobili, i commissari liquidatori hanno facolt di
provvedere al subaffitto, nonostante ogni patto contrario.
Il provvedimento non sospende lobbligo di esecuzione dei contratti di borsa.
Art. 71. I commissari procedono a tutte le operazioni della liquidazione secondo le direttive dellIspettorato e
sotto la vigilanza del Comitato di Sorveglianza di cui allArt. 67.
I commissari, tosto che abbiano assunto il loro ufficio, devono formare, linventario e ricevere la consegna dei
libri, delle carte e del patrimonio dellAzienda. Alla formazione dellinventario ed alla consegna assistono il
Comitato di Sorveglianza o uno o pi suoi delegati. Alle relative operazioni possono inoltre sempre assistere
delegati dellIspettorato.
Qualora, per mancato intervento degli amministratori o liquidatori cessati di carica o dei titolari delle Aziende, o
per mancato accordo od altre ragioni, non sia possibile la formazione consensuale dellinventario e leffettuazione
delle consegne, sar provveduto di autorit e con lassistenza di un regio notaio, dai commissari i quali,
occorrendo, richiederanno lintervento della forza pubblica.
Gli organi di amministrazione devono rendere ai commissari il conto relativo al tempo posteriore allultimo
bilancio.
Tale obbligo si estende anche ai titolari delle Aziende individuali.
I commissari sono dispensati dal formare il bilancio annuale se la liquidazione si protrae oltre lanno, ma sono
tenuti a presentare annualmente allIspettorato una relazione sulla situazione contabile e patrimoniale
dellAzienda e sullandamento della liquidazione. Tale relazione deve essere accompagnata da un rapporto del
Comitato di Sorveglianza.
Art. 72. I commissari hanno tutti i poteri occorrenti per realizzare lattivo e per esperire tutte le azioni
comunque spettanti alle Aziende poste in liquidazione, oltre a quanto disposto negli articoli 73 e 74 rispetto ai
soci responsabili senza limitazione, qualora la procedura di liquidazione venga applicata aduna societ in nome
collettivo o in accomandita.
LIspettorato pu stabilire che per talune categorie di operazioni od atti esso sia sentito preliminarmente e che sia
preliminarmente sentito il Comitato di Sorveglianza; ma queste limitazioni non sono opponibili ai terzi che non
ne abbiano avuto conoscenza.
La inosservanza da parte dei commissari delle norme emanate dallIspettorato li rende responsabili verso le
Aziende dei danni che ad esse ne derivino. Tuttavia le relative azioni di responsabilit non potranno essere
promosse senza lautorizzazione dello Ispettorato.
Quando i commissari siano pi di uno, essi deliberano a maggioranza ed i loro poteri di rappresentanza sono
validamente esercitati con la firma congiunta di due di essi; salvo il caso di deleghe speciali conferite ad una
persona mediante deliberazione presa con la maggioranza suddetta.
Il Comitato di Sorveglianza delibera a maggioranza di voti; in caso di parit prevale il voto del presidente.
Art. 73. Quando la procedura di liquidazione viene applicata ad una societ in nome collettivo ovvero in
accomandita, i commissari possono chiedere al presidente del Tribunale nella cui giurisdizione trovasi la sede
50

della societ, lautorizzazione ad iscrivere, nellinteresse della massa creditrice, ipoteca sui beni dei soci
responsabili senza limitazione; la iscrizione ha luogo senza spese.
I commissari hanno inoltre facolt di agire contro i soci responsabili senza limitazione allo scopo di ottenere la
somma necessaria per soddisfare tutti i debiti sociali. Alluopo essi, sentito il Comitato di Sorveglianza,
compilano il piano di ripartizione della somma predetta fra i soci. La ripartizione avviene per contributo, osservate
le disposizioni dellArt. 1717 del codice civile. I contributi, che dovrebbero essere corrisposti dai soci ritenuti
non facilmente solvibili, possono essere proporzionalmente ripartiti tra tutti gli altri soci per la parte non
facilmente esigibile. Tuttavia ciascun socio avr diritto di ottenere dal liquidatore, sulle somme che residuassero
dopo chiusa la liquidazione, la restituzione di quanto avesse pagato in pi rispetto alla quota che a lui farebbe
carico, in conformit alle disposizioni dellArt. 1199 del codice civile.
Il piano di ripartizione , a cura dei commissari, comunicato per lettera raccomandata ai soci allindirizzo
risultante dai documenti dellAzienda, ed i soci, entro il termine di quindici giorni dalla comunicazione del piano
di ripartizione, possono alla loro volta comunicare per lettera raccomandata ai commissari le loro osservazioni
sul piano stesso. Scaduto il termine predetto i commissari presentano il piano di ripartizione al Tribunale, il quale,
esaminate le osservazioni fatte dai soci e le eventuali controsservazioni dei commissari ed apportata al piano di
ripartizione la modificazione che in conseguenza ritenesse opportuna, lo rende esecutivo con decreto non soggetto
a impugnazione.
In virt del piano di ripartizione, reso esecutivo a termini del comma precedente, i commissari possono senzaltro
agire sui beni dei soci, qualora questi non eseguano il pagamento entro il termine che sar fissato dagli stessi
commissari in calce al piano esecutivo di ripartizione da comunicarsi a ciascun socio. I commissari, in seguito ad
autorizzazione dellIspettorato, possono chiedere che i soci eseguano in tutto o in parte i versamenti a cui sono
tenuti in base al piano di ripartizione, anche prima che si addivenga alla liquidazione dellintero attivo della
societ.
I commissari hanno pure facolt di esercitare, nellinteresse della massa creditrice, lazione revocatoria, ai sensi
dellArt. 1235 del codice civile, per gli atti compiuti dai soci responsabili senza limitazione.
Art. 74. Senza pregiudizio di quanto disposto nellarticolo precedente, i commissari, qualora concorrano
particolari circostanze, possono procedere, in seguito ad autorizzazione dellIspettorato, alla trascrizione del
decreto di messa in liquidazione in ciascun ufficio delle ipoteche del luogo in cui sono situati i beni immobili dei
soci responsabili senza limitazione. Dalla data della trascrizione del decreto e per tutta la durata della liquidazione
il socio, senza il consenso dei commissari, non pu alienare, n sottoporre ad ipoteca i beni suddetti.
Dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno del decreto di messa in liquidazione della societ
nessuna azione pu essere promossa o proseguita contro i soci responsabili senza limitazione da parte dei
Creditori della societ.
Le facolt di cui allarticolo precedente e al comma primo di questo articolo, possono essere esercitate dai
commissari liquidatori, anche nei riguardi dei soci receduti od esclusi dalla societ per quanto concerne le
operazioni fatte dalla societ stessa anteriormente al giorno in cui il recesso o la esclusione pubblicata.
Nel caso in cui abbia avuto luogo la dichiarazione di stato di cessazione dei pagamenti da parte della societ, si
presumono fatti in frode dei Creditori della societ e in mancanza della prova contraria sono annullati rispetto
alla massa degli stessi Creditori, qualora siano stati compiuti dai soci responsabili senza limitazione
posteriormente alla data della cessazione dei pagamenti:
a) gli atti, i pagamenti e le alienazioni menzionati nel comma secondo, numeri 1 e 2, dellArt. 707 del Codice di
Commercio;
b) gli atti e i contratti commutativi in cui i valori dati o le obbligazioni assunte dal socio sorpassino notevolmente
ci che a lui Stato dato o promesso;
c) i Pegni e le ipoteche costituiti sui beni dei soci quando la costituzione non sia contemporanea al sorgere del
Credito.
Art. 75. I commissari possono, nei casi di ritenuta necessit e nellinteresse del migliore realizzo del
patrimonio, previa autorizzazione dellIspettorato, continuare lesercizio dellAzienda secondo le norme e le
cautele disposte dal Comitato di Sorveglianza.
51

Sempre secondo le norme e con le cautele disposte dal Comitato di Sorveglianza e con lautorizzazione
dellIspettorato, i commissari possono contrarre mutui, fare altre operazioni finanziarie passive e costituire in
garanzia attivit sociali, anche ai fini di eventuali distribuzioni di quote di reparto agli aventi diritto.
I commissari non possono cedere in blocco le attivit se non col parere favorevole del Comitato di Sorveglianza
e con lautorizzazione dellIspettorato.
Art. 76. Entro un mese dalla loro nomina, i commissari comunicano a ciascun Creditore, per lettera
raccomandata, con riserva delle possibili contestazioni, le somme risultanti a Credito di ciascuno secondo le
scritture ed i documenti dellAzienda.
Unanaloga comunicazione deve essere fatta a coloro che risultino titolari di diritti di propriet o di altri diritti
reali sulle cose in possesso dellAzienda in liquidazione.
I commissari inoltre provvedono con le forme di pubblicit prescritte dallo Ispettorato a rendere nota la scadenza
dei termini per la presentazione delle domande di insinuazione.
Entro due mesi dalla ricevuta comunicazione i Creditori, compresi gli impiegati dellAzienda ed i titolari dei
diritti di cui al primo Capoverso, possono presentare od inviare mediante lettera raccomandata i loro reclami ai
commissari.
Entro tre mesi dalla pubblicazione del decreto che mette in liquidazione lAzienda, i Creditori i quali non abbiano
ricevuto dai commissari la comunicazione di cui al primo comma del presente articolo, devono richiedere, con
lettera raccomandata, ai commissari, di essere ammessi al passivo dellAzienda e presentare i documenti atti a
dimostrare lesistenza, la specie e lammontare dei loro crediti, e coloro cui spettino diritti di propriet od altri
diritti reali sulle cose in possesso dellAzienda o che agiscano in base ai diritti riconosciuti dagli articoli 802, 803
e 804 del Codice di Commercio, debbono proporli, quando non abbiano ricevuto la comunicazione suddetta dal
commissario, mediante lettera raccomandata accompagnata dai documenti giustificativi, ai commissari stessi.
La omessa presentazione, nei termini, della domanda di cui al comma precedente, fa concorrere ai soli reparti che
venissero in scadenza dopo la presentazione della domanda di ammissione secondo le disposizioni dellArt. 80.
Art. 77. I commissari, trascorso il termine di cui al penultimo comma dellarticolo precedente e non oltre trenta
giorni successivi, presentano allIspettorato lelenco dei Creditori ammessi e delle somme riconosciute a
ciascuno, indicando i diritti di prelazione e lordine degli stessi e lelenco dei titolari di diritti di propriet o di
altri diritti reali di cui allarticolo precedente. Entro lo stesso termine, i commissari dovranno depositare presso
la sede legale dellAzienda, a disposizione degli aventi diritto, lelenco dei Creditori privilegiati e di coloro a cui
i commissari riconoscono diritti di propriet od altri diritti reali sulle cose in possesso dellAzienda, con
lindicazione dei documenti giustificativi.
Pure entro lo stesso termine, i commissari devono comunicare, mediante lettera raccomandata, a coloro cui
intendano negare, in tutto o in parte, il riconoscimento delle loro pretese, la decisione presa nei loro riguardi.
I Creditori e gli altri interessati suddetti possono proporre i loro reclami con atti depositati nella Cancelleria del
Tribunale civile, previa notifica ai commissari entro un mese dal giorno in cui avranno ricevuto la lettera
raccomandata di cui al comma precedente.
Il reclamo dovr contenere la elezione di domicilio nella citt sede del Tribunale medesimo, in difetto della quale
ogni notifica sar eseguita alla porta del Tribunale.
Entro un mese dal deposito dellelenco indicato nel secondo comma del precedente articolo, qualunque
interessato pu reclamare contro il riconoscimento dei diritti effettuato dai commissari a favore delle persone
comprese nellelenco stesso, con atti depositati alla Cancelleria del Tribunale, previa notifica ai commissari ed
alle persone cui si intende contestare il riconoscimento suddetto.
Art. 78. I reclami devono essere decisi in unico giudizio.
Il Presidente del Tribunale, su richiesta dei commissari, stabilisce la sezione e ludienza per la discussione della
causa.
Il provvedimento del presidente del Tribunale reso noto a tutti gli interessati mediante laffissione alla porta
esterna del Tribunale medesimo per i quindici giorni precedenti alludienza, e mediante avviso ai reclamanti per
52

lettera raccomandata, a cura dei commissari, al domicilio eletto. Ad esso data altres diffusione a cura dei
commissari stessi con le altre forme di pubblicit prescritte dal Tribunale o disposte dallIspettorato.
Nel caso di mancata comparizione dei reclamanti il Tribunale pronuncia in contumacia.
Nel giudizio i commissari esibiscono al Tribunale perch se ne valga, ove occorra, per decidere sulle
contestazioni, ma senza darne comunicazione alle parti in causa, allo scopo di tutelare il segreto Bancario,
lelenco dei Creditori di cui al primo comma dellArt. 77.
Art. 79. La sentenza pronunciata nel giudizio di cui allarticolo precedente fa Stato anche riguardo ai non
intervenuti.
Essa affissa alla porta esterna del Tribunale a cura del Cancelliere. A cura dei commissari viene dato avviso
alle parti in causa della data di affissione, mediante lettera raccomandata al domicilio eletto.
Lappello deve essere proposto entro trenta giorni dallaffissione con citazione ai commissari a comparire avanti
la corte dappello in un termine non maggiore di trenta giorni n minore di dieci, a pena di nullit.
Quando lappello sia proposto dai commissari, esso deve essere notificato alle persone i cui reclami siano stati
accolti dal Tribunale ed sottoposto ai termini suddetti.
La Corte dAppello riunisce nellultima udienza fissata i diversi reclami che decide con unica sentenza.
Al giudizio di appello si applicano le disposizioni del quarto e quinto comma dellarticolo precedente.
Il termine per il ricorso in Cassazione decorre dal giorno dellaffissione della sentenza di appello ed abbreviato
della met.
In base alla sentenza definitiva, i commissari compilano a depositare presso lo Ispettorato le variazioni allelenco
dei Creditori e degli altri aventi diritto di cui al primo comma dellArt. 77.
Art. 80. I commissari, sentito il Comitato di Sorveglianza e previa autorizzazione dellIspettorato, possono
eseguire parziali distribuzioni agli aventi diritto anche prima che siano realizzate tutte le attivit ed accertare tutte
le passivit.
I Creditori e gli altri interessati i quali, pur non avendo avuto comunicazione di essere compresi negli elenchi di
cui allArt. 77, non abbiano presentato le loro domande ai commissari nei termini indicati nellarticolo stesso,
possono tuttavia far valere i loro diritti secondo le norme stabilite dagli articoli 77, 78 e 79. Essi per concorrono
ai soli reparti che venissero in scadenza dopo la loro domanda di ammissione, salvo che si tratti di far valere diritti
di propriet od altri diritti reali su cose non ancora alienate.
I commissari, quando possano presumere che le passivit dello ente eccedono quelle risultanti dai libri e dalle
scritture o dalle sentenze emanate nei giudizi, di cui agli articoli 78 e seguenti, prima di provvedere a qualsiasi
reparto, hanno facolt di accantonare un fondo sul quale hanno diritto di prelazione, per i reparti ad essi non
corrisposti, i Creditori che abbiano presentato le loro domande di ammissione tardivamente a norma del secondo
comma di questo articolo, purch entro il termine massimo di due anni.
Le contestazioni alle quali potessero dar luogo le domande tardive di cui al presente articolo sono decise, ad
istanza dei commissari delle Aziende, nel giudizio indicato allarticolo 77, qualora esso sia tuttora pendente
davanti al Tribunale, qualora, invece, esso sia chiuso, le contestazioni di cui al precedente comma sono parimenti
riunite in unico giudizio da svolgersi secondo le norme degli articoli 77 e seguenti.
Le domande dirette ai commissaria norma del presente e del precedente Art. 77 valgono ad interrompere i termini
di prescrizione e di decadenza.
Art. 81. Sentito il Comitato di Sorveglianza e con lautorizzazione dellIspettorato, i commissari possono
limitare la distribuzione di un primo reparto ai piccoli Creditori, secondo norme da approvarsi dallIspettorato.
Tale precedenza deve essere contenuta in limiti che non intacchino le possibilit della definitiva assegnazione
delle quote spettanti a tutti i Creditori.
Art. 82. Compiuta la liquidazione dellattivo, ma prima di avere integralmente distribuito lultimo reparto
spettante ai Creditori, i commissari redigono il rendiconto finale di liquidazione, indicando il residuo reparto
disponibile.
53

Tale rendiconto, accompagnato da un rapporto del Comitato di Sorveglianza, deve essere sottoposto
allapprovazione dello Ispettorato e quindi depositato presso la Cancelleria del Tribunale civile, insieme col
rapporto del Comitato di Sorveglianza.
Il Tribunale, sullistanza dei commissari, determina le forme di pubblicit da darsi al rendiconto finale e fissa le
modalit ed i termini entro i quali i Creditori ammessi, ai quali non siano stati corrisposti i reparti loro spettanti
gi maturati, nonch i titolari dei crediti sorti durante la liquidazione e non soddisfatti, possono proporre i loro
reclami mediante atti depositati nella Cancelleria del Tribunale civile, previa notifica ai commissari.
Ai giudizi sui reclami contro il rendiconto finale sono applicabili le disposizioni di cui agli articoli 78 e 79.
Con la sentenza che decide sui reclami, il Tribunale provvede alle variazioni eventualmente necessarie allo Stato
di reparto ed al rendiconto finale ed ordina la esecuzione del reparto stesso, disponendo che i commissari,
mediante un avviso nella Gazzetta Ufficiale e con quegli altri mezzi che esso riterr opportuni, ne diano notizia
agli interessati.
Le somme non riscosse entro due mesi dalla pubblicazione dellavviso di cui sopra sono depositate alla Banca
dItalia al nome degli aventi diritto.
Compiuta la liquidazione e la distribuzione o il deposito di cui al comma precedente, i libri dellAzienda sono
depositati nella Cancelleria del Tribunale civile o presso lente od Istituto che a tale scopo venisse con opportune
modalit determinato con decreto del Tribunale, per esservi conservato per cinque anni.
Valgono per i commissari ed i membri del Comitato di Sorveglianza di Aziende che siano liquidate a norma dei
precedenti articoli, le disposizioni dellArt. 64 comma settimo, e dellArt. 65.
Art. 83. In qualsiasi stadio della procedura di liquidazione, i commissari possono, sentito il Comitato di
Sorveglianza e con lautorizzazione dellIspettorato, proporre al Tribunale civile competente un concordato,
indicandone le condizioni e le eventuali garanzie, per le quali non si applicano le limitazioni dellArt. 23 della
Legge 10 luglio 1930, n. 995.
Lobbligo di pagare le quote di concordato pu essere assunto da enti e persone autorizzate allesercizio del
Credito, con simultanea liberazione, parziale o totale, dellAzienda concordataria; in tal caso, e qualora il
concordato venga approvato, lazione dei Creditori per lesecuzione di questo non pu esperirsi se non contro i
suddetti assuntori per le quote da essi assunte.
Gli atti contenenti lobbligo di cui al comma precedente sono soggetti a tassa fissa di registro e ipotecaria di L. 10.
Art. 84. Della proposta di concordato data notizia agli interessati mediante deposito nella Cancelleria del
Tribunale accompagnata da apposita relazione del Comitato di Sorveglianza e con le altre forme di pubblicit
disposte dallIspettorato.
Entro un mese dal deposito di cui ai comma precedenti, i creditori, e, in genere, tutti gli interessati, possono
presentare le loro opposizioni mediante ricorso da depositarsi in Cancelleria e da notificarsi ai commissari.
A cura dei commissari, copia dei ricorsi viene inviata allo Ispettorato, il quale, entro un mese dalla scadenza del
termine di cui sopra, esprime il suo parere nellinteresse della massa creditoria e nellinteresse generale della
tutela di credito, sulla proposta di concordato, sulla efficienza delle garanzie offerte ed anche, ove ne sia il caso,
sulla proposta di assunzione delle quote previste nel secondo comma dellarticolo precedente, da parte di Aziende
autorizzate allesercizio del Credito.
Il Tribunale decide, in unico giudizio, sulla proposta di concordato, tenendo conto delle opposizioni e del parere
espresso dallIspettorato, che deve essere depositato in Cancelleria almeno 20 giorni prima delludienza fissata.
La sentenza fa stato in confronto di tutti gli interessati.
I termini per appellare contro la sentenza del Tribunale sono di 15 giorni dallaffissione di una copia della
sentenza stessa a cura del cancelliere alla porta esterna del Tribunale.
Della pronuncia della sentenza e della data di affissione sar data notizia mediante avviso da pubblicarsi in almeno
due giornali quotidiani da determinarsi dal Tribunale stesso con la sentenza o con decreto del presidente.
Non ammesso lintervento nel giudizio di appello di interessati che non abbiano partecipato al giudizio di primo
grado.
54

Art. 85. Durante la procedura di concordato, i commissari possono procedere a parziali distribuzioni dellattivo
agli aventi diritto secondo le norme degli articoli 80 e 81.
Art. 86. Lesecuzione del concordato affidata ai commissari secondo le direttive dellIspettorato e sotto la
vigilanza del Comitato di Sorveglianza.
Quando il concordato sia Stato eseguito, i commissari cessano dalle loro funzioni, salvo che sia stabilito che essi
restino in funzione nellinteresse di eventuali assuntori dellobbligo di pagare le quote concordatarie, purch per
un tempo non maggiore di un anno dalla scadenza delle ultime quote. Cessano pure dalle loro funzioni i membri
del Comitato di Sorveglianza.
Valgono per i commissari ed i membri dei comitati di Sorveglianza di Aziende che abbiano proceduto al
concordato secondo le norme dei precedenti articoli, le disposizioni dellArt. 64, comma settimo, e dellArt. 65.
TITOLO VIII.
DISPOSIZIONI PENALI.
Art. 87. Per linosservanza delle norme contenute nella presente Legge sono applicabili le seguenti pene
pecuniarie:
a) fino a L. 5.000 per il mancato invio, nei termini stabiliti, dei bilanci, situazioni, verbali e dati da inviarsi
allIspettorato e per linosservanza delle altre norme prescritte dagli articoli 31, 37 e 42;
b) fino a L. 100.000 per linosservanza o per la mancata esecuzione delle disposizioni generali e particolari che
lIspettorato ha facolt di impartire in base agli articoli 32, 33, 34, 35, 39 e 61 comma terzo, 72 comma
secondo, e per infrazioni al disposto degli articoli 28, 30, 53 e 60.
Per ogni altra infrazione delle disposizioni di cui al TITOLO VII della presente Legge commessa dai commissari
straordinari o dai commissari liquidatori o dai membri dei comitati di Sorveglianza pu essere applicata la pena
pecuniaria fino a L. 5.000.
Le pene pecuniarie sono comminate ai dirigenti, liquidatori, commissari, iustitori o impiegati, alla cui azione od
omissione debbano imputarsi le infrazioni sopraindicate: gli Istituti ed Aziende a cui essi appartengono ne
rispondono civilmente e sono obbligati ad esercitare il diritto di rivalsa verso i responsabili.
Art. 88. Sono soggetti alla pena pecuniaria fino a L. 10.000, salva lapplicazione delle maggiori pene disposte
dal codice penale e da altre Leggi, i sindaci delle Aziende ed Istituti sottoposti al controllo dellIspettorato ed i
membri del Comitato di Sorveglianza di cui agli articoli 58 e 67 che violino le disposizioni della presente Legge,
in quanto siano tenuti alla loro osservanza od a vigilare perch siano osservate da altri.
Art. 89. Quando le trasgressioni siano ripetute entro un anno da altra infrazione seguita dalla applicazione di una
pena, la misura delle pene pecuniarie non pu essere inferiore al doppio della pena comminata nella precedente
applicazione, purch in misura non eccedente il doppio dei limiti massimi previsti negli articoli 87 e 88.
Art. 90. Il Capo dellIspettorato, sentite le persone colpevoli e lAzienda di Credito civilmente responsabile,
riferisce sulle infrazioni alle disposizioni della presente Legge per lapplicazione delle pene pecuniarie di cui agli
articoli 87, 88 e 89.
Il Ministro per le Finanze sulla base dei fatti esposti nella relazione dellIspettorato, quando ne sia autorizzato dal
Comitato dei Ministri, provvede con proprio provvedimento contenente le indicazioni di cui allArt. 37 della
Legge 7 gennaio 1929, n. 4, ad applicare le dette pene pecuniarie.
Contro il provvedimento del Ministro per le Finanze ammesso reclamo alla corte dappello di Roma. Il reclamo
deve essere presentato allIspettorato nel termine di giorni 30 dalla data di comunicazione del provvedimento
impugnato. lIspettorato trasmette il reclamo alla corte di appello insieme con gli atti che vi si riferiscono, e con
le sue osservazioni.
La Corte dAppello, ad istanza dello interessato fatta nel reclamo, pu fissare dei termini per la presentazione di
memorie e documenti; se occorrono investigazioni uno dei consiglieri incaricato di eseguirle in via sommaria.
Il giudizio della Corte dato in camera di consiglio, sentito il pubblico Ministero, mediante decreto motivato,
non soggetto ad alcun gravame.
55

Le parti interessate potranno chiedere di essere sentite personalmente.


Copia del decreto trasmessa, a cura della Cancelleria della Corte dAppello allIspettorato, per lesecuzione.
Art. 91. Quando le infrazioni di cui agli articoli precedenti derivino da gravi manchevolezze di direttori e
funzionari, anche se rivestano la qualit di consiglieri delegati, il Capo dellIspettorato ha facolt di invitare gli
organi amministrativi competenti a prendere, nei riguardi dei direttori e funzionari suddetti, salva lapplicazione
delle maggiori pene disposte dal codice penale e da altre Leggi, i seguenti provvedimenti:
a) la sospensione dallimpiego;
b) la risoluzione del contratto dimpiego.
In questo secondo caso, gli organi suddetti avranno il diritto di ottenere che lo Ispettorato dichiari se, a suo
giudizio, linfrazione commessa costituisca giusta causa per la risoluzione immediata del contratto secondo il
disposto dellArt. 9, comma terzo, del R. DecretoLegge 13 novembre 1924, n. 1825, sul contratto di impiego
privato.
Le persone colpite dal provvedimento che si ritengano lese nei loro diritti possono farli valere dinanzi allautorit
competente, a norma delle Leggi vigenti.
Art. 92. Le disposizioni penali della Legge 4 giugno 1931, n. 660, sono applicabili anche ai dirigenti,
commissari, liquidatori, membri degli organi di Sorveglianza delle Aziende di Credito elencate nellArt. 5 e degli
Istituti ed enti elencati nellArt. 41, bench non costituiti nelle forme previste dal TITOLO IX, libro I, del Codice
di Commercio.
Art. 93. Sono puniti a norma del primo comma dellArt. 6 della Legge 4 giugno 1931, n. 660, i contravventori
alle disposizioni degli articoli 38 e 65 della presente Legge.
Art. 94. LArt. 9 della Legge 4 giugno 1931, n. 660, applicabile anche ai commissari nominati a norma delle
disposizioni del TITOLO VII della presente Legge ed ai funzionari ed impiegati dellIspettorato. Art. 95.
punito con la reclusione fino a un anno e con la multa fino a Lire 100.000, salvo lapplicazione delle maggiori
pene disposte dal codice penale e da altre Leggi, chi, al fine di ottenere concessioni di Credito per s o per le
Aziende che amministra, o di mutare le condizioni cui il Credito venne primamente concesso, fornisce
dolosamente ad Aziende di Credito notizie o dati falsi sulla costituzione o sulla situazione economica,
patrimoniale e finanziaria delle Aziende comunque interessate alla concessione del Credito.
Art. 96. Chiunque svolga lattivit prevista dallArt. 1 per la raccolta del risparmio tra il pubblico sotto ogni
forma senza averne ottenuto lautorizzazione dallIspettorato o contravvenga al disposto del terzo comma
dellArt. 2, punito con una ammenda da L. 10.000 a L. 100.000.
Quando i funzionari delegati dal Ministero delle Finanze o dallIstituto di emissione, nellesercizio delle funzioni
loro attribuite dal decreto Ministeriale 26 maggio1934, regolante le operazioni in cambi o divise, vengano a
conoscenza che da qualche ente o persona sia esercitata lattivit prevista dallArt. 1 senza lautorizzazione
dellIspettorato, ne faranno denuncia a questultimo per i provvedimenti a norma del precedente comma.
Art. 97. La denuncia allautorit giudiziaria dei reati preveduti dagli articoli 92, 93, 94, 95, 96 potr essere
fatta tanto dallIspettorato quanto dalle Aziende interessate.
Art. 98. Chiunque divulghi, in qualunque forma, notizie false, esagerate o tendenziose circa Aziende esercenti
il Credito, atte a turbare il mercato dei titoli e dei valori, o a indurre il panico nei depositanti, o comunque a
menomare la fiducia del pubblico, punito con le pene stabilite dallArt. 591 del codice penale.
TITOLO IX.
DISPOSIZIONI VARIE, TRANSITORIE E FINALI.
Art. 99. Le disponibilit liquide dei comuni, delle provincie, delle associazioni sindacali ed Istituti collaterali
degli enti anzidetti, ivi compresi quelli organizzati a norma dellArt. 4 della Legge 3 aprile 1926, n. 563, non
possono essere depositate che presso lIstituto di emissione, la Cassa depositi e prestiti, le Casse postali di
risparmio, gli Istituti di Credito di Diritto Pubblico, le Banche di Interesse Nazionale, le Casse di Risparmio ed i
Monti di Pegni.
56

Degli stessi Istituti di Credito gli enti suddetti debbono valersi per i propri servizi di Cassa, per la custodia di
titoli e valori e per ogni altra operazione di Banca inerente alle loro gestioni ed ai loro patrimoni.
In casi speciali, la Giunta Provinciale Amministrativa o gli altri organi di vigilanza competenti, sentito
lIspettorato, possono autorizzare gli enti dipendenti, a valersi di altre Aziende di Credito per la costituzione di
depositi in denaro e in titoli e per la effettuazione di ogni altra operazione di Banca.
Sono abrogate le disposizioni contrarie e incompatibili con le norme della presente Legge contenute nei Regi
DecretiLegge 17 novembre 1932, n. 1361, 12 ottobre 1933, n. 1399, e nei successivi decreti modificativi ed
esecutivi delle disposizioni stesse.
Art. 100 Durante un periodo non superiore a tre anni, a partire dalla data di entrata in vigore del R. Decreto
Legge 12 marzo 1936XIV, n. 375, la Banca dItalia potr essere eccezionalmente autorizzata, con deliberazione
del Comitato dei Ministri, ad operazioni di sconto per provvedere ai bisogni straordinari di determinati settori
dellattivit produttiva.
Art. 101. Sono abrogate tutte le disposizioni di Legge e di Regolamenti anche se non espressamente richiamate
nella presente Legge, che risultino incompatibili o contrarie con le disposizioni della Legge stessa.
Art. 102. LIstituto di emissione e gli Istituti di Credito di Diritto Pubblico possono chiedere il decreto di
ingiunzione ai sensi dellArt. 3 del R. Decreto 7 agosto 1936, n. 1531, anche in base allestratto dei loro
saldaconti, certificato conforme alle scritturazioni da uno dei dirigenti dellIstituto interessato.
La precedente disposizione si estende alle Banche di Interesse Nazionale.
Art. 103. Il riconoscimento, quali Banche di Diritto Pubblico della Banca Commerciale Italiana, societ
anonima con sede sociale in Milano, del Credito Italiano Societ Anonima con sede sociale in Roma, compiuto
in virt del R. Decreto 12 marzo 1936XIV, n. 377, deve intendersi avvenuto, a tutti gli effetti, come Banche di
Interesse Nazionale, a norma della presente Legge.
Gli atti compiuti dalle Banche anzidette nella qualit di Banche di Diritto Pubblico si considerano da esse
compiuti nella qualit di Banche di Interesse Nazionale. La medesima disposizione vale per i provvedimenti
adottati nei riguardi delle stesse Banche, compresi quelli di approvazione dei relativi statuti.
Art. 104. Con successivi decreti reali, su proposta del Capo del Governo, di concerto con i Ministri per le
Finanze e per lAgricoltura e Foreste, e sentito il Comitato Tecnico Corporativo del Credito, saranno emanate le
norme complementari e di attuazione occorrenti per la esecuzione della presente Legge.
Art. 105. Con i provvedimenti da emanarsi a norma dellArt. 104, potr essere disposta la pubblicazione di
uno speciale bollettino dellIspettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del Credito, nel quale saranno
pubblicati, con le modalit e gli effetti determinati dai provvedimenti stessi, le disposizioni interessanti lesercizio
del Credito e la raccolta del risparmio, i comunicati, gli avvisi, i bilanci ed altri dati e notizie concernenti le
Aziende autorizzate allesercizio del Credito, lordinamento e lattivit delle borse valori, le emissioni di valori
mobiliari e, in genere, ogni attivit od operazione connessa con la raccolta e limpiego del risparmio.
Con detti provvedimenti potr essere altres disposto che le pubblicazioni da farsi, a norma della presente Legge
nella Gazzetta Ufficiale, parte disposizioni e comunicati, rubrica Ispettorato, possano essere sostituite, con
gli stessi effetti, da pubblicazioni da farsi nel bollettino suddetto.
Lentrata in vigore delle disposizioni contenute nellArt. 43 in materia di borse di Commercio sar fissata con
decreto del Capo del Governo, di concerto con il Ministro per le Finanze. Con lo stesso decreto saranno stabilite
le modalit di attuazione delle predette disposizioni.
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei
decreti del Regno dItalia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, add 7 marzo 1938 anno XVI
Vittorio Emanuele.
Mussolini Solmi Di Revel Rossoni Lantini.
V. Il Guardasigilli: Solmi.
57

Legge 7 aprile 1938XVI, n. 636


Conversione in legge, con modificazioni, del Regio decretolegge 17 luglio 1937XV, n. 1400, contenente
disposizioni per la difesa del risparmio e per la disciplina della funzione creditizia.
Gazzetta Ufficiale del Regno dItalia n. 125 del 3 giugno 1938
Preambolo
VITTORIO EMANUELE III
Per grazia di Dio e per volont della nazione
RE DITALIA
IMPERATORE DETIOPIA
Il senato e la camera dei deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:
Articolo unico.
convertito in legge il regio decretolegge 17 luglio 1937, n. 1400, col seguente titolo:
Modificazioni alle disposizioni del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, per la difesa del risparmio e
per la disciplina della funzione creditizia e con le seguenti modificazioni e aggiunte:
Gli art. da 1 a 29 sono soppressi.
Lart. 30 sostituito dal seguente:
Allart. 30 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, aggiunto il seguente comma:
Trascorso il termine stabilito per il tramutamento delle azioni al portatore in azioni nominative, gli
azionisti, fino a quando non abbiano effettuato il tramutamento stesso, non possono intervenire alle
assemblee, riscuotere i dividendi sociali, n in generale esercitare i diritti ad essi spettanti. Il divieto di
esercitare questi diritti non impedisce il corso dei termini di prescrizione o di decadenza ai quali i diritti
stessi fossero soggetti.
Lart. 31 sostituito dal seguente:
Lart. 31 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, modificato come segue:
Al quarto comma le parole: stabilite dal regolamento sono sostituite dalle parole: stabilite
dallispettorato.
Il quinto comma sostituito dal seguente:
Le aziende sottoposte alle disposizioni del presente titolo in ogni atto, lettera o annuncio, anche
pubblicitario, che ad esse si riferisca, devono indicare il capitale versato ovvero il fondo di dotazione e le
riserve, secondo lultimo bilancio approvato.
Gli articoli da 32 a 34 sono soppressi.
Lart. 35 sostituito dal seguente:
Allart. 35 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, aggiunta la lettera seguente:
d) di esprimere il proprio parere in merito al ricorso che lazienda intenda presentare al tribunale per la
convocazione dei creditori al fine di proporre un concordato preventivo. Il ricorso dichiarato
inammissibile dallautorit giudiziaria, se non accompagnato dal suddetto parere o dalla semplice
dichiarazione di questo che nulla osta alla presentazione del ricorso.
Lart. 36 soppresso.
Lart. 37 sostituito dal seguente:
Il primo comma dellart. 37 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, sostituito dal seguente:
58

I verbali delle sedute nelle assemblee dei partecipanti e dei soci delle aziende di credito indicate nellart.
5 dovranno essere approvati dal consiglio di amministrazione e dal collegio dei sindaci o dalle persone
espressamente delegate dallassemblea dei partecipanti e dai soci, non oltre il giorno successivo a quello
delle deliberazioni, ed essere trasmessi in copia entro il termine di giorni dieci allispettorato.
Gli art. 38 e 39 sono soppressi.
Lart. 40 sostituito dal seguente:
Il terzo comma dellart. 40 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, sostituito dal seguente:
In deroga a quanto dispongono gli art. 8 e 9 del testo unico approvato con regio decreto 25 aprile 1929, n.
967, la istituzione delle casse di risparmio e dei monti di pegni di prima categoria e lapprovazione dei
relativi statuti, nonch lapprovazione delle modificazioni statutarie, regolarmente deliberate, hanno luogo
mediante decreto del Capo del governo, sentito il comitato dei ministri, in seguito a proposta del capo
dellispettorato.
Gli art. 41, 42 e 43 sono soppressi.
Lart. 44 sostituito dal seguente:
Allart. 44 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, aggiunto il seguente comma:
Lapprovazione di cui al precedente comma non richiesta per lammissione di cartelle fondiarie da parte
degli istituti debitamente autorizzati ad esercitare il credito fondiario.
Gli art. 45 46 sono soppressi.
Lart. 47 sostituito dal seguente:
Nei comma primo e secondo dellart. 47 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, alle parole: sentita
lassociazione nazionale fra le casse di risparmio italiane sono sostituite le seguenti: sentito il comitato
tecnico corporativo del credito.
Lart. 48 sostituito dal seguente:
Nellart. 48 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, il terzo comma sostituito dai seguenti:
Gli istituti di credito di diritto pubblico possono procedere alla incorporazione di altre aziende di credito,
con il preventivo nulla osta dellispettorato, sentito il comitato tecnico corporativo del credito.
La incorporazione deve essere deliberata dagli organi competenti, in conformit delle relative norme
statutarie e regolamentari, osservando, nel caso che lazienda da incorporare sia costituita sotto forma di
societ commerciale, le disposizioni del codice di commercio, fermo il divieto di cui al comma secondo, di
procedere alla trascrizione della deliberazione di incorporazione, ove manchi il nulla osta dellispettorato.
La incorporazione deve essere, poi, comunicata ai consigli provinciali delle corporazioni, ove i due enti
hanno la sede legale.
Lart. 49, sostituito dal seguente:
Nellart. 49, settimo comma, del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, alle parole: consigli
provinciali delleconomia corporativa sono sostituite le seguenti: consigli provinciali delle corporazioni.
Gli articoli da 50 a 53 sono soppressi.
Lart. 54 sostituito dal seguente:
Lart. 54 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, modificato come segue:
Al terzo comma sono aggiunte le parole: salvo rivalsa dellazienda di credito subentrante verso quella cui
si sostituita per i crediti non risultanti dalla situazione di trapasso.
Fra il terzo e quarto comma inserito il seguente:
La pubblicazione della Gazzetta Ufficiale del regno, di cui al primo comma, produce gli effetti della
intimazione prevista dallart. 1539 del codice civile.
59

Lart. 55 sostituito dal seguente:


Allart. 55 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, aggiunto il seguente comma:
Ad eguale tassa soggetto il trapasso per cessione, rilievo od acquisto delle attivit e delle passivit di una
azienda di credito in liquidazione da parte di altra azienda, quando essa avvenga con lautorizzazione
dellispettorato per agevolare la liquidazione dellazienda cedente.
Sono soppressi gli art. 56 e 57.
Lart. 58 sostituito dal seguente:
Lart. 58 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, modificato come appresso:
Nel quarto comma alle parole: consiglio provinciale delleconomia corporativa sono sostituite le
seguenti: consiglio provinciale delle corporazioni.
Nel settimo comma, alle parole: per il periodo massimo di sei mesi sono sostituite le seguenti: per il
periodo massimo di un anno.
Lart. 59 sostituito dal seguente:
Nellart. 59 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, di seguito al primo comma, sono aggiunte le
parole: I commissari, peraltro, qualora lo ritengano necessario ed in seguito ad autorizzazione
dellispettorato, possono convocare le dette assemblee.
Gli art. 60, 61 e 62 sono soppressi.
Lart. 63 sostituito dal seguente:
Allart. 63 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, quarto comma, le parole: n possono essere
iscritte sono sostituite dalle seguenti: durante lo stesso periodo non possono essere iscritte.
Lart. 64 sostituito dal seguente:
Nellart. 64 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, di seguito al primo comma, sono aggiunte le
parole seguenti: In ogni caso lispettorato curer che della fine della gestione straordinaria sia data notizia
mediante avviso da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale del regno, parte disposizioni e comunicati,
rubrica ispettorato.
Sono soppressi gli art. 65 e 66.
Lart. 67 sostituito dal seguente:
Lart. 67 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, modificato come segue:
Al secondo comma sostituito il seguente:
La liquidazione regolata dal presente capo pu essere disposta, qualora ricorra alcuna delle condizioni
indicate nelle lettere a) e b) del comma precedente, pure quando le aziende siano amministrate dai
commissari straordinari di cui allart. 58, ovvero sia in corso la loro liquidazione secondo le norme
ordinarie, anche in seguito alla conclusione di un concordato. Pure i commissari straordinari ed i liquidatori
possono chiedere che si faccia luogo alla liquidazione regolata dal presente capo, la quale pu altres essere
disposta, anche di ufficio, in luogo della liquidazione secondo le norme ordinarie, allo scopo di rendere la
liquidazione stessa pi sollecita. In questi casi le relative procedure si arrestano e vengono sostituite da
quella di liquidazione regolata dal presente capo.
Nel quinto comma alle parole: nel terzo comma sono sostituite le seguenti: nei commi terzo e quarto.
Lart. 68 sostituito dal seguente:
Nellart. 68, secondo comma, del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, dopo i numeri 710 e 711
sono aggiunte le parole: codice di commercio.
Lart. 69 soppresso.
Lart. 70 sostituito dal seguente:
60

Nellart. 70, primo comma, del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, alle parole: n possono essere
iscritte ipoteche sono sostituite le seguenti: Dalla data anzidetta non possono essere iscritte ipoteche.
Gli artt. 71 e 72 sono soppressi.
Lart. 73 sostituito dal seguente:
Lart. 73 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, modificato come segue:
Nel secondo comma, alle parole: I commissari hanno inoltre facolt di agire contro i soci responsabili
senza limitazione, allo scopo di ottenere la somma necessaria per soddisfare tutti i debiti sociali sono
sostituite le seguenti: I commissari, in seguito ad autorizzazione dellispettorato, hanno inoltre facolt di
agire contro i soci responsabili senza limitazione allo scopo di ottenere la somma necessaria per soddisfare
tutti i debiti sociali, anche prima che si addivenga alla liquidazione dellintero attivo della societ.
Al comma terzo e quarto sono sostituiti i seguenti:
Il piano di ripartizione depositato, a cura dei commissari, nella sede legale dellazienda e, nei cinque
giorni successivi, comunicato ai soci, con la indicazione dellavvenuto deposito, mediante lettera
raccomandata allindirizzo risultante dai documenti dellazienda. Entro quaranta giorni dallanzidetto
deposito, i soci possono comunicare per lettera raccomandata ai commissari le loro osservazioni sul piano
di ripartizione. Scaduto il termine predetto di quaranta giorni, i commissari presentano il piano di
ripartizione al tribunale, il quale, esaminate le osservazioni fatte dai soci e le eventuali controsservazioni
dei commissari ed apportate al piano di ripartizione le modificazioni che in conseguenza ritenesse
opportune, lo rende esecutivo con decreto non soggetto a impugnazione.
In virt del piano di ripartizione, reso esecutivo a termini del comma precedente, i commissari possono
senzaltro agire sui beni dei soci, qualora questi non eseguano il pagamento entro il termine che sar fissato
dagli stessi commissari in calce al piano esecutivo di ripartizione da comunicarsi a ciascun socio, mediante
lettera raccomandata.
Lart. 74 sostituito dal seguente:
Lart. 74 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, modificato come segue:
Nel primo comma, alle parole: in ciascun ufficio sono sostituite le parole: nellufficio.
Nel terzo comma, alle parole: pubblicato sono sostituite le seguenti: sono divenuti efficaci.
Il quarto comma, sostituito dal seguente:
Nel caso in cui abbia avuto luogo la dichiarazione di stato di cessazione dei pagamenti da parte della
societ, si presumono fatti in frode dei creditori della societ e in mancanza della prova contraria sono
annullati rispetto alla massa degli stessi creditori, qualora siano avvenuti posteriormente alla data della
cessazione dei pagamenti:
a) gli atti, i pagamenti e le alienazioni di cui al secondo comma, numeri 1 e 2 dellart. 707 del codice di
commercio, compiuti dal socio responsabile senza limitazione;
b) gli atti e i contratti commutativi, compiuti dal socio predetto, in cui i valori dati o le obbligazioni assunte
sorpassino notevolmente ci che a lui stato dato o promesso;
c) i pegni e le ipoteche costituiti sui beni del socio suindicato, quando la costituzione non sia
contemporanea al sorgere del credito.
Gli art. 75 e 76 sono soppressi.
Lart. 77 sostituito dal seguente:
Nellart. 77, sesto comma, del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, alle parole: precedente articolo
sono sostituite le parole: presente articolo.
Gli art. da 78 a 82 sono soppressi.
Lart. 83 sostituito dal seguente:
61

Lart. 83 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, modificato come segue:
Nel secondo comma, alle parole: enti e persone autorizzate allesercizio del credito sono sostituite le
seguenti: enti e persone, anche autorizzati allesercizio del credito.
Di seguito al terzo comma sono aggiunte le parole seguenti: Alla stessa tassa fissa di registro e ipotecaria
sono soggetti gli atti di trapasso di beni, attivit o passivit che lazienda concordataria effettui a favore del
garante in relazione agli obblighi da questo assunti.
Gli art. 84, 85 e 86 sono soppressi.
Dopo lart. 86, titolo VII, del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, inserito il seguente:
Art. 86 bis. Se una azienda di credito si trovi in stato di liquidazione secondo le norme ordinarie, anche
a seguito della conclusione di un concordato, e la relativa procedura non si svolga con regolarit ovvero
con speditezza, il Capo del governo pu disporre sia la sostituzione dei liquidatori, sia quella dei membri
degli organi di sorveglianza. Il decreto di sostituzione dei liquidatori pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
e, quando riguarda una societ, si osserva il disposto dellart. 58, quarto comma.
Il decreto di sostituzione non importa mutamento della procedura di liquidazione alla quale lazienda sia
sottoposta.
Le precedenti disposizioni non pregiudicano quanto stabilito nellart. 67, qualora ricorrano le condizioni
ivi prevedute; esse si applicano anche alle casse rurali ed artigiane e sostituiscono per queste ultime le
norme contenute nellart. 27 del testo unico approvato con regio decreto 26 agosto 1937, n. 1706.
Gli art. 87, 88 e 89 sono soppressi.
Lart. 90 sostituito dal seguente:
Nellart. 90, primo comma, del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, alle parole: sentite le persone
colpevoli, sono sostituite le seguenti: sentite le persone cui venne contestata linfrazione.
Gli articoli da 91 a 98 sono soppressi.
Lart. 99 sostituito dal seguente:
Lart. 99 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, modificato come segue:
Nel primo comma alle parole: degli enti anzidetti sono sostituite le parole: delle associazioni stesse.
Nel terzo comma, dopo le parole: aziende di credito sono aggiunte le seguenti: per i propri servizi di
cassa.
Di seguito al medesimo comma sono aggiunte le seguenti parole: La giunta anzidetta, in casi di particolare
rilevanza, pu altres autorizzare i comuni ad affidare il servizio di cassa ai privati che gestiscono lesattoria
dei comuni stessi.
Dopo il terzo comma sono aggiunti i seguenti:
Quando unazienda di credito sia titolare di una esattoria o di una ricevitoria provinciale delle imposte, il
comune o i comuni interessati ovvero la provincia, rispettivamente, possono valersi della azienda stessa per
la costituzione di depositi in danaro o in titoli e per la effettuazione di ogni altra operazione di banca.
Le aziende di credito non possono rendersi aggiudicatarie o comunque assumere la gestione di esattoria,
senza il preventivo nulla osta dellispettorato. Il tasso di interesse per le anticipazioni di cui allart. 5 del
regio decretolegge 14 febbraio 1927, n. 125, non pu comunque essere inferiore ai limiti fissati ai sensi
dellart. 23, primo comma lettera b), della presente legge.
Gli art. 100 e 101 sono soppressi.
Lart. 102 sostituito dal seguente:
Lart. 102 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, modificato come segue:
62

Di seguito al primo comma sono aggiunte le parole: il quale deve altres dichiarare che il credito vero e
liquido.
La precedente disposizione sestende alle banche dinteresse nazionale, nonch alle casse di risparmio
aventi un patrimonio di almeno 50 milioni di lire.
Lart. 103 soppresso.
Lart. 104 sostituito dal seguente:
Lart. 104 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, sostituito dal seguente:
Con successivi decreti reali, su proposta del Capo del governo, in seguito a deliberazione del comitato dei
ministri e sentito il comitato tecnico corporativo del credito, saranno emanate le norme complementari e di
attuazione occorrenti per lesecuzione della presente legge, ai sensi della legge 31 gennaio 1926, n. 100.
Lart. 105 sostituito dal seguente:
Lart. 105 del regio decretolegge 12 marzo 1936, n. 375, modificato come segue:
Nel primo comma, alle parole: borse valori sono sostituite le parole: borse di commercio.
Nel terzo comma alle parole: Con lo stesso decreto saranno stabilite le modalit di attuazione delle predette
disposizioni sono sostituite le seguenti: Con decreto reale saranno stabilite le modalit di attuazione delle
predette disposizioni, ai sensi dellart. 1, n. 1, della legge 31 gennaio 1926, n. 100. soppresso il primo
comma dellart. 106.
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei
decreti del Regno dItalia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, add 27 maggio 1938 anno XVI
Vittorio Emanuele.

63

Regio DecretoLegge 8 dicembre 1938XVI, n. 2152


Modificazioni al Regio DecretoLegge 22 dicembre 1927VI, n. 2574, riguardante la costituzione
dellIstituto Nazionale di Previdenza e Credito delle Comunicazioni.
Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 1939
VITTORIO EMANUELE III
per grazia di Dio e per volont della Nazione
RE DITALIA
IMPERATORE DETIOPIA
Visto il R. decretolegge 22 dicembre 1927VI, n. 2574, convertito in legge con la legge 31 maggio 1928, n.
1351, concernente la costituzione dellIstituto nazionale di previdenza e credito delle comunicazioni, modificato
con R. decretolegge 26 gennaio 1933XI, n. 59, convertito in legge con la legge 15 giugno 1933, n. 850;
Visto lart. 3, n. 2, della legge 31 gennaio 1926VI, n. 100;
Ritenuta la necessit urgente ed assoluta di apportare alcune modificazioni al R. decretolegge 22 dicembre 1927,
numero 2574, suddetto;
Visto lart. 14, comma 2, del R. decretolegge 12 marzo 1936XIV, n. 375, sulla difesa del risparmio e sulla
disciplina della funzione creditizia, modificato con le leggi 7 marzo 1938XVI, n. 141, e 7 aprile 1938XVI, n.
636;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del DUCE, Primo Ministro Segretario di Stato, Presidente del Comitato dei Ministri per la difesa
del risparmio e per lesercizio del credito, e del Ministro per le comunicazioni, di concerto coi Ministri per le
finanze e per le corporazioni;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1. Sono apportate le seguenti modificazioni al R. decretolegge 2 dicembre 1927VI, n. 2574, modificato
con R. decretolegge 26 gennaio 1933XI, n. 59;
Art. 2 sostituito come appresso:
LIstituto ha sede in Roma ed ha lo scopo:
a) di assicurare ai soci sussidi giornalieri per casi di malattia, sussidi per vecchiaia, assegni esigibili alla morte,
somme da pagarsi a tempo determinato;
b) di favorire, in genere, atti di previdenza fra i soci e il risparmio;
c) di promuovere e favorire istituzioni ed aziende che tendano a migliorare moralmente ed economicamente le
condizioni dei soci;
d) di esercitare il credito con losservanza delle norme stabilite nel regolamento di cui allart. 20;
e) di assumere la rappresentanza di Istituti di credito e di previdenza, di assicurazioni mutue e cooperative e
lesercizio di esattorie e ricevitorie;
f) di assumere limpresa, lappalto e la gestione diretta o indiretta, ed in quel modo che il Consiglio di
amministrazione stabilir, di servizi aventi comunque carattere di accessoriet e di connessione con i servizi delle
comunicazioni;
g) di assumere servizi di natura bancaria, inerenti lesercizio dei trasporti.
Art. 6, sostituito come appresso:
LIstituto amministrato da un Consiglio composto del presidente e di otto consiglieri.
64

Il presidente e i cinque consiglieri sono designati dal DUCE, Primo Ministro Segretario di Stato, Presidente del
Comitato dei Ministri per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito; gli altri tre consiglieri sono designati
rispettivamente dal Ministero delle comunicazioni, dal Ministero delle corporazioni e dallIspettorato per la difesa
del risparmio e per lesercizio del credito.
Il presidente e i consiglieri durano in carica quattro anni.
Il Consiglio elegger ogni anno, fra i consiglieri, un vice presidente.
Art. 7, sostituito come appresso:
Nel regolamento generale, da approvarsi a norma dellart. 20, verranno determinati i poteri del presidente, del
vice presidente e del Consiglio di amministrazione e saranno determinati gli emolumenti da corrispondere al
presidente, al vice presidente, ai consiglieri ed ai sindaci.
Con lo stesso regolamento potr essere stabilita la creazione, in seno al Consiglio, di un Comitato esecutivo, con
indicazione delle relative facolt ed attribuzioni.
Art. 8, sostituito come appresso:
Lordinaria sorveglianza della gestione dellIstituto esercitata da un Collegio di sindaci, composto di tre
effettivi e tre supplenti, che durano in carica quattro anni.
I tre sindaci effettivi sono designati rispettivamente dal Ministero delle comunicazioni, dal Ministero delle
corporazioni e dallIspettorato per la difesa, del risparmio e per lesercizio del credito.
I tre sindaci supplenti sono designati rispettivamente dal Ministero delle comunicazioni, dal Ministero delle corporazioni e dallispettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito.
Art. 11, sostituito come appresso:
Entro i quindici giorni successivi, copia del bilancio, con la relazione del Consiglio di amministrazione e dei
sindaci, sar trasmessa, a cura del presidente, ai ministeri delle comunicazioni e delle corporazioni e
allIspettorato per la difesa, del risparmio e per lesercizio del credito.
Il bilancio sar approvato con proprio decreto dal Ministro per le comunicazioni, su conforme parere del
Ministro delle corporazioni e dellIspettorato anzidetto.
Art. 12, sostituito come appresso:
LIstituto soggetto alla vigilanza dei Ministeri delle comunicazioni e delle corporazioni e dellIspettorato per
la difesa del risparmia e per lesercizio del credito.
Art. 14, sostituito come appresso:
LIstituto dovr rimettere bimestralmente, ai Ministeri delle comunicazioni e delle corporazioni e allIspettorato
per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito, la situazione dei conti, e ci entro trenta giorni dalla data
cui la situazione stessa si riferisce.
Art. 16, sostituito come appresso:
Con decreto del DUCE, Primo Ministro Segretario di Stato, Presidente del Comitato dei Ministri per la difesa
del risparmio e per lesercizio del credito, e del Ministro per le comunicazioni, di concerto col Ministro per le
corporazioni, sentito lIspettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito, lamministrazione
ordinaria pu essere disciolta quando ne sia ravvisata la necessit o lopportunit. Con lo stesso decreto, sono
nominati un commissario straordinario e un Comitato di sorveglianza.
Lesercizio e la durata dellamministrazione straordinaria sono disciplinati dalle norme, in quanto applicabili, del
titolo VII, capo II, del R. decretolegge 12 marzo 1936XIV, n. 375, modificato con le leggi 7 marzo 1938XVI,
n. 141, e 7 aprile 1938XVI, n. 636.
Le attribuzioni demandate dalle norme anzidette allIspettorato sono esercitate da questo congiuntamente ai
Ministeri delle comunicazioni e delle corporazioni.
Art. 18, sostituito come appresso:
65

LIstituto pu essere messo in liquidazione con decreto da emanarsi dal DUCE, Primo Ministro segretario di
Stato, Presidente del Comitato dei Ministri per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito, e dal Ministro
per le comunicazioni, di concerto col Ministro per le corporazioni, sentito lIspettorato per la difesa del risparmio,
e per lesercizio del credito.
La liquidazione sar regolata dalle norme, in quanto siano applicabili, del titolo VII, capo III, del R. decreto
legge 12 marzo 1936XIV, n. 375, modificato con le leggi 7 marzo 1938XVI, n. 141, e 7 aprile 1938XVI, n.
636.
Le attribuzioni demandate dalle norme anzidette allIspettorato sono esercitate da questo congiuntamente ai
Ministeri delle comunicazioni e delle corporazioni.
Lattivo netto eventualmente risultante dalla liquidazione sar devoluto, previo rimborso delle quote di capitale
versate dagli iscritti ad istituzioni che esercitano la loro attivit a favore delle categorie di funzionari e agenti che,
possono essere soci dellIstituto e che saranno designate con decreto da emanarsi nello forme indicate nel primo
comma.
Art. 19, sostituito come appresso:
Agli iscritti allIstituto sar corrisposta, sugli utili netti del bilancio approvato di ogni esercizio, una quota parte
non superiore al sei per cento delle somme apportale dagli iscritti stessi a capitale dellEnte.
Gli utili rimanenti saranno cos destinati:

il venti per cento al fondo di previdenza per il personale;

lottanta, per cento in aumento del patrimonio dellIstituto.

Art. 20, sostituito come appresso:


Con decreto Reale da emanarsi ai sensi dellart. 1, n. 1, della legge 31 gennaio 1926, n. 100, sii proposta del
DUCE, Primo Ministro Segretario di Stato, Presidente del Comitato dei Ministri per la difesa del risparmio e per
lesercizio del credito, e del Ministro per le comunicazioni, di concerto coi Ministri per le finanze e per le
corporazioni, sentito il Comitato suddetto, sar approvato il regolamento generale dellIstituto.
Nel regolamento generale saranno stabilite le norme di carattere tecnicofinanziario per disciplinare i vari servizi
dellIstituto ed in particolare quelli della previdenza, delle assicurazioni e del credito.
Art. 2. Negli articoli 13 e 15 del R. decretolegge 22 dicembre 1927VI, n. 2574, modificato con R. decreto
legge 26 gennaio 1933XI, n. 59, alle parole Ministero delle finanze e dellagricoltura e delle foreste sono
sostituite le seguenti:
Ispettorato per la difesa del risparmio e per lesercizio del credito.
Art. 3. Lart. 17 del R. decretolegge 22 dicembre 1927VI, numero 2574, soppresso.
Art. 4. Il R. decretolegge 26 gennaio 1933, n. 59, convertito nella legge 15 giugno 1933, n. 850, abrogato.
Art. 5. Il presente decreto entrer in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale del Regno e sar presentato al Parlamento per la conversione in legge.
Il Ministro per le comunicazioni autorizzato a presentare il relativo disegno di legge.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e
dei decreti del Regno dItalia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma add 8 dicembre 1938XVII

66

Legge 10 giugno 1940XVIII, n. 933.


Modificazioni alle norme per la difesa del risparmio e per la disciplina della funzione creditizia.
Gazzetta Ufficiale del Regno dItalia n. 176 del 29 luglio 1940
Preambolo
VITTORIO EMANUELE III
Per grazia di Dio e per volont della nazione
RE DITALIA
IMPERATORE DETIOPIA
Il Senato e la Camera dei Fasci e delle Corporazioni, a mezzo delle loro Commissioni legislative, hanno
approvato;
Articolo unico.
Al R. decretolegge 12 marzo 1030XIV, n.375, gi modificato con le leggi 7 marzo 1938VI, n. 141, e
7 aprile 1938XVI, n. 630, sono apportate le seguenti modificazioni ed aggiunte:
Art. 12. Il comma primo sostituito dal seguente:
LIspettorato alle dipendenze di un Comitato di Ministri presieduto dal DUCE del Fascismo, Capo del
Governo, e composto dei Ministri per le finanze, per i lavori pubblici, per lagricoltura e le foreste, per le
corporazioni e per gli scambi e le valute. Alle riunioni del Comitato partecipa anche il Ministro per lAfrica
Italiana, quando debbono essere esaminati argomenti che interessano la competenza del suo ministero.
Art. 28. aggiunto il seguente comma:
Per le aziende di credito di cui allart. 5, lettera h), costituite nella forma di societ commerciali, non possono
parimenti
eseguirsi
le
formalit
prescritte
dal
Codice
di
commercio
in
ordine
alle modificazioni degli atti costitutivi e degli statuti, se non esibito alle competenti autorit loriginale o
la copia della comunicazione dellIspettorato che approva le anzidette modificazioni.
Art. 42. aggiunto il seguente comma:
Agli istituti indicati nellart. 41 applicabile la procedura di amministrazione straordinaria regolata dal capo
II del titolo VII della presente legge, quando ricorrano le ipotesi prevedute nellart. 57.
Art. 49. Nel comma terzo, alle parole:
Quando la deliberazione di fusione abbia avuto il parere favorevole dellIspettorato, sono sostituite le parole:
Quando le deliberazioni di fusione abbiano avuto il nulla osta dellIspettorato, sentito il parere prescritto per
le fusioni prevedute negli articoli 47 e 48.
aggiunto il comma seguente:
Le precedenti disposizioni e quelle degli articoli 51 e 52 si applicano anche nel caso in cui la fusione
ha luogo mediante incorporazione.
Art. 53. Alle parole di una sede o filiale, sono sostituite le altre: di sedi o filiali.
Art. 54. aggiunto il seguente comma:
Le disposizioni dei primi quattro commi di questo articolo sono applicabili anche alla cessione delle attivit
o delle passivit di una azienda di credito in liquidazione ad unaltra azienda, qualora la cessione stessa abbia
luogo con lautorizzazione dellIspettorato per agevolare la liquidazione dellazienda cedente. Il termine di
quattro mesi indicato nel comma terzo ridotto alla met.
Art. 72. Al comma primo aggiunta la seguente disposizione:

67

Spetta esclusivamente agli stessi commissari, sentito il Comitato di sorveglianza, previa autorizzazione
dellIspettorato, leventuale esercizio dellazione di responsabilit contro i membri degli organi amministrativi
e di sorveglianza.
Art. 73. Nel comma primo, alle parole: la iscrizione ha luogo senza spese, sono sostituite le altre: la
iscrizione e la successiva cancellazione o riduzione hanno luogo gratuitamente.
Art. 74. Al comma primo sono aggiunte le seguenti parole: La trascrizione ha luogo gratuitamente.
Art. 99. sostituito dal seguente:
I mutui a favore dei Comuni, delle Provincie, delle Associazioni sindacali e degli Istituti e delle Aziende
collaterali dei predetti Enti, ivi compresi quelli organizzati a norma dellart. 4 della legge 3 aprile 1926IV, n.
563, possono essere effettuati, in quanto siano previsti dai rispettivi statuti, dagli Istituti di credito di diritto
pubblico, dalle Casse di risparmio e dai Monti di credito su pegno di prima categoria ed, in casi eccezionali,
previo benestare dellIspettorato, anche dalle altre aziende di credito indicate nellarticolo 5 della presente legge.
Ferma la disposizione del comma precedente, gli Enti predetti, per il deposito delle disponibilit liquide, i
servizi di cassa, la custodia di titoli e valori e per ogni altra operazione di banca, non possono servirsi che delle
aziende di credito indicate allart. 5.
Deve per essere sentito il preventivo parere dellIspettorato per lattribuzione ad aziende di credito dei
servizi di cassa e di deposito delle disponibilit liquide degli Enti suddetti che abbiano carattere nazionale od
organizzazione diffusa in almeno trenta provincie del Regno.
In casi speciali, i servizi di cassa dei Comuni possono essere affidati ai privati che gestiscono lesattoria dei
Comuni stessi con lautorizzazione della Giunta provinciale amministrativa, previo benestare dellIspettorato.
Le aziende di credito non possono rendersi aggiudicatarie o comunque assumere la gestione di esattorie,
senza il preventivo benestare dellIspettorato. Il tasso dinteresse per le anticipazioni di cui allart. 5 del R.
decretolegge 14 febbraio 1927V, n. 123, non pu comunque essere inferiore ai limiti fissati ai sensi dellart.
32, comma primo, lettera b), della presente legge.
Sono abrogate le disposizioni contrarie od incompatibili con le norme della presente legge, contenute nei
Regi decretilegge 17 novembre 1932XI, n. 1631, 12 ottobre 1933XI, n. 1309, e nei successivi decreti
modificativi od esecutivi delle disposizioni stesse, nonch in qualsiasi altro provvedimento legislativo,
regolamentare o ministeriale.
Alla scadenza dei contratti in corso ovvero, quando non sia prevista alcuna scadenza, entro il 30 giugno
1941XIX, il conferimento dei servizi bancari preveduti nel comma terzo sar effettuato con losservanza
della disposizione del comma medesimo.
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei
decreti del Regno dItalia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a
Roma, add 10 giugno 1940XVIII
VITTORIO EMANUELE
Mussolini TERUZZI GRANDI DI REVEL SERENA TASSINARI RICCI RICCARDI
Visto, il Guardasigilli: GUNDI

68

Legge 3 dicembre 1942XXI, n. 1752.


Modificazione dellart. 12 della legge 7 marzo 1938XVI, n. 141, che ha convertito in legge, con
modificazioni, il regio decretolegge 12 marzo 1936XIV, n. 375, contenente disposizioni per la difesa del
risparmio e per la disciplina della funzione creditizia.
Gazzetta Ufficiale del Regno dItalia n. 33 del 10 febbraio 1943
Preambolo
VITTORIO EMANUELE III
Per grazia di Dio e per volont della nazione
RE DITALIA
IMPERATORE DETIOPIA
Il Senato e la Camera dei Fasci e delle Corporazioni, a mezzo delle loro Commissioni legislative, hanno
approvato;
Articolo unico.
Il primo comma dellart. 12 della legge 7 marzo 1938XIV, n. 141, che ha convertito in legge, con modificazioni,
il regio decretolegge 12 marzo 1936XVIII, n. 375, modificato dalla legge 10 giugno 1940, n. 933, contenente
disposizioni per la difesa del risparmio e per la disciplina della funzione creditizia, sostituito dal seguente:
Lispettorato alle dipendenze di un comitato di ministri presieduto dal Duce del fascismo, Capo del governo,
e composto del segretario del P.N.F., ministro segretario di Stato e dei ministri per le finanze, per i lavori pubblici,
per lagricoltura e le foreste, per le corporazioni e per gli scambi e le valute. Alle riunioni del comitato partecipa
anche il ministro per lAfrica italiana quando debbono essere esaminati argomenti che interessano la competenza
del suo ministero.
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e
dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare conte legge dello
Stato.
Data a Roma, add 3 dicembre 1942-XXI
VITTORIO EMANUELE
MUSSOLINI GRANDI DI REVEL
PARESCHI RICCI
Visto, il Guardasigilli: GRANDI

69

DECRETO MINISTERIALE 28 Giugno 1944XXII, n. 400.


Nomina dellAvvocato Giovanni Orgera a Commissario Straordinario della Banca dItalia.
Gazzetta Ufficiale dItalia n. 159 del 10VII1944XXII
IL MINISTRO DELLE FINANZE
Visto il decretolegge 21 agosto 1943, n. 739 relativo allo scioglimento degli organi deliberativi degli enti
pubblici e alla nomina dei Commissari straordinari;
Visto lo statuto della Banca dItalia, istituto di diritto pubblico, approvato con decreto 11 giugno 1936, XIV,
numero 1067;
Ritenuta la necessit urgente di provvedere alla regolare gestione della Banca dItalia i cui organi deliberativi non
sono in grado di funzionare a causa dellattuale situazione bellica;
Visto il decreto del Duce della Repubblica Sociale Italiana 8 ottobre 1943XXI, riguardante la sfera di
competenza e il funzionamento degli organi di Governo;
Decret a:
Art. 1.
Il Consiglio Superiore e il relativo Comitato della Banca dItalia sono sciolti e le funzioni delle assemblee generali
dei partecipanti sono sospese.
LAvv. Giovanni Orgera nominato Commissario straordinario per lAmministrazione della Banca dItalia con
i poteri del Consiglio Superiore, del Comitato del Consiglio stesso, del Governatore, e del Direttore Generale,
entro i limiti fissati dallo Statuto della Banca dItalia medesima.
Art. 2.
Il presente decreto che entrer in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale dItalia previa registrazione alla Corte dei Conti, sar sottoposto alla ratifica del Consiglio dei Ministri
e, munito del sigillo dello Stato, sar inserito nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti.
Posta Civile, add 28 giugno 1944XXII
Il Ministro delle Finanze: PELLEGRINI
V. Il Guardasigilli: PISENTI
Registrato alla Corte dei Conti Add 1 luglio 1944XXII
Atti ministeriali di governo Registro 3, Foglio 132.

70