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Giacinto Auriti

Giacinto Auriti
Giacinto Auriti (Guardiagrele, 10 ottobre 1923 Roma, 11 agosto 2006) stato un giurista, saggista e politico italiano. Celebre per avere elaborato una personale teoria sulla moneta (da lui definita teoria del valore indotto della moneta[1]), le sue tesi vengono oggi usate per sostenere gli argomenti propri delle teorie del complotto sul signoraggio[2].

Biografia
Laureatosi a Roma, qui insegna diritto della navigazione, diritto internazionale, diritto privato comparato e teoria generale del diritto. Nel 1993 tra i docenti fondatori della facolt di giurisprudenza dell'Universit di Teramo, della quale stato anche preside. autore di alcuni testi di diritto della navigazione. Nell'ultimo periodo della sua vita, pur senza aver mai compiuto studi di teoria economica ma partendo dagli argomenti trattati dal poeta statunitense Ezra Pound[3], fonda la scuola di Teramo nel campo del diritto monetario[4], sviluppando una teoria economica che intende la moneta come unit di misura del valore e come tale accettata convenzionalmente da chi la usa come mezzo di scambio, divenendo cos uno "strumento" dello scambio di beni[5] (teoria del valore indotto della moneta). Nel suo carattere convenzionale risiederebbe il diritto di chi ne accetta la convenzione, ossia il popolo, di esigerne la propriet (propriet popolare della moneta). In questo senso, le banche centrali che sono delle societ per azioni private, secondo Auriti ricaverebbero profitti indebiti dal signoraggio sull'emissione di cartamoneta, assumendo una importante responsabilit nell'origine del debito pubblico. Tale teoria trarrebbe ancora pi forza dall'abolizione del rapporto diretto fra moneta (convertibile in oro) e riserva aurea, gi stabilita dagli accordi di Bretton Woods, avvenuta su iniziativa di Richard Nixon il 15 agosto 1971, che avrebbe trasformato l'attivit dell'emissione della moneta in un puro esercizio tipografico, sottolineando ancor di pi il carattere convenzionale del valore monetario creato dall'accettazione del popolo di tale convenzione.[6] Il prof. Auriti esponeva questo aspetto della sua teoria con una suggestiva metafora. Immaginate che Antonio Fazio, governatore della Banca d'Italia, sia in volo sul Pacifico. L'aereo precipita e lui si lancia con il paracadute atterrando su un'isola abitata solo da indigeni. Fazio porta con s una valigetta con 100 milioni di lire. Va dagli indigeni, chiede da mangiare, un alloggio e propone di pagare con le banconote che ha al seguito. Gli indigeni lo guardano e si mettono a ridere. Ovviamente essi non riconoscono il valore convenzionale di quei pezzi di carta. Perci dove sta il loro valore? Nel popolo che l'accetta!Wikipedia:Uso delle fonti Le teorie di Giacinto Auriti tuttavia non hanno mai trovato accoglimento in ambito economico, n alcun suo articolo mai stato pubblicato su riviste scientifiche di rilievo e ricadono tra quelle catalogabili come teorie del complotto. In particolare le teorie di Auriti vengono usate per sostenere le tesi relative alle teorie del complotto sul signoraggio diffuse attraverso Internet, in particolar modo all'interno di siti che si occupano di sovranit popolare della moneta.

Il SAUS e la Banca d'Italia


Negli anni '90 Giacinto Auriti conduce una serie di iniziative come segretario generale del "Sindacato Antiusura" ("SAUS") e come legale rappresentante dell'associazione culturale "Alternativa sociale per la propriet di popolo". Tra queste chiede al Tribunale di Roma di dichiarare "la moneta, all'atto della emissione, di propriet dei cittadini italiani ed illegittimo l'attuale sistema dell'emissione monetaria, che trasforma la Banca Centrale da ente gestore ad ente proprietario dei valori monetari". La Banca d'Italia, opponendosi alla richiesta di Auriti, scrive: "La visione della moneta e delle funzioni monetarie che l'attore intende accreditare palesemente distorta e completamente infondata" ... "l'accettazione da parte della collettivit, lungi dall'essere causa del valore della moneta, ne rappresenta in realt solo l'effetto, sicch il sillogismo deve essere rovesciato: non vero che la moneta vale in quanto accettata, ma semmai, come la storia e la cronaca stanno a dimostrare, che essa accettata solo in quanto abbia un valore. Di qui la necessit che tale valore,

Giacinto Auriti rispondendo ad un fondamentale interesse pubblico, sia difeso e garantito dalle Pubbliche Autorit, funzione nei moderni stati affidata alle banche centrali."[7] Il batter moneta, continua la Banca d'Italia espressione della sovranit statale, e quindi "il valore della moneta trae il proprio fondamento solo ed unicamente da norme dell'ordinamento statale, che, per solito, disciplinano minutamente la creazione e la circolazione della moneta, ne sanciscono l'efficacia liberatoria, ne sanzionano la mancata accettazione in pagamento e tutelano la fede pubblica contro la sua falsificazione ed alterazione." A proposito della questione della propriet della moneta, sollevata da Auriti nell'ambito dello stesso procedimento, la Banca d'Italia sostiene: "La domanda attorea poi, anche nel merito, destituita del bench minimo fondamento." perch si basa sulla "premessa, completamente errata" che manchi "nel nostro ordinamento una norma di legge che indichi il proprietario della moneta all'atto dell'emissione". L'appropriazione della moneta da parte della Banca d'Italia, continua il ragionamento della Banca, secondo Auriti "si baserebbe su una consuetudine interpretativa contra legem." Ma, fa notare la Banca, "i biglietti appena prodotti dall'officina fabbricazione biglietti della Banca d'Italia costituiscono una semplice merce di propriet della Banca centrale, che ne cura direttamente la stampa e ne assume le relative spese (art. 4, comma 5, del T.U n. 204/1910)." Acquistano la funzione e il valore di moneta solo quando la Banca d'Italia li immette nel mercato e ne trasferisce la propriet ai percettori. L'immissione dei biglietti avviene con operazioni che la Banca in autonomia conclude "con il Tesoro, con il sistema bancario, con l'estero e con i mercati monetari e finanziari, operazioni tutte previste e compiutamente disciplinate dalla legge e dallo statuto della Banca d'Italia (artt. 25 - 42 del T.U. n. 204/1910 e artt. 41 - 53 dello Statuto)". Quindi definisce "abnorme e campata in aria" la teoria di Auriti per la quale "esisterebbe una consuetudine interpretativa contra legem, in base alla quale la Banca centrale all'atto dell'emissione mutua allo Stato italiano ed alla Collettivit Nazionale, tutto il denaro che pone in circolazione". La moneta immessa nel mercato in base ad operazioni previste e disciplinate dalla legge, con le quali la Banca d'Italia cede la propriet dei biglietti. Questi come circolante vengono registrati nel passivo nella contabilit della Banca che acquista in contropartita o riceve in pegno beni o valori mobiliari (titoli, valute, ecc.) che finiscono nell'attivo. Inoltre la Gazzetta Ufficiale, come prescrive la legge, riporta mensilmente tali operazioni. Aggiunge la Banca che considerato che essa stessa si assume le spese di fabbricazione dei biglietti e l'imposta di bollo, mentre gli utili annuali, effettuati i prelevamenti e le distribuzioni di cui parla l'art. 54 dello Statuto vengono devoluti allo Stato ai sensi dell'art. 23 del T.U. n. 204/1910, si evidenzia "l'assoluta inconsistenza ed insensatezza delle tesi" di Auriti, secondo il quale "l'erogazione della moneta sarebbe effettuata dalla Banca d'Italia addebitandone allo Stato ed alla collettivit l'intero ammontare senza corrispettivo." Pertanto, conclude la Banca, "non dato riscontrare alcunch di arbitrario o di illegittimo nelle prerogative esercitate in campo monetario dalla Banca centrale, perch, contrariamente a quanto preteso dall'attore, l'intera materia compiutamente disciplinata dal legislatore, in modo tale che nessun aspetto attinente all'attribuzione o all'esercizio della funzione di emissione pu dirsi regolamentato da consuetudini interpretative e, meno che mai, da consuetudini contra legem." La richiesta viene respinta e il Tribunale condanna Auriti al pagamento delle spese di giustizia. In seguito due progetti di legge, il n.1282 dell'11 gennaio 1995, presentato dal senatore Luigi Natali e sottoscritto da altri 17 Senatori della Repubblica facenti parte di 5 diversi partiti, che andavano da Rifondazione Comunista ad Alleanza Nazionale[8] e il n.1889 dell'11 febbraio 1997 del senatore Antonino Monteleone di Alleanza Nazionale, ripropongono le tesi di Auriti, anche se il Senato non li discuter mai.

Giacinto Auriti

L'esperimento del SIMEC


Auriti nel 2000, con l'aiuto dell'allora sindaco Mario Palmerio, condusse un esperimento nella sua cittadina natale Guardiagrele emettendo il SIMEC, con lo scopo di provare le sue teorie sulla creazione di valore della moneta da parte della cittadinanza. L'esperimento si svilupp in due fasi: l'avviamento serv per immettere il SIMEC negli usi della comunit quel valore indotto che lo oggettivizza come un bene reale, oggetto di propriet del portatore diventando cos una moneta parallela, la seconda consistette nella creazione di un Assessorato per il Reddito di Cittadinanza per promuovere l' iniziativa che ebbe un discreto successo, perch i SIMEC erano ceduti alla pari in cambio di lire e ritirati al doppio del valore originario. I costi relativi furono sostenuti dallo stesso Giacinto AuritiWikipedia:Uso delle fonti. In seguito ad un intervento della Guardia di Finanza su disposizione della Procura di Chieti, i SIMEC in circolazione vennero per confiscati. Questo evento fece s che l'esperimento fosse interrotto prima di produrre i suoi effettiWikipedia:Uso delle fonti. Nonostante la successiva revoca del sequestro, l'esperimento fu interrotto. Il Sindacato antiusura nel 2001 promuove un disegno di legge di iniziativa popolare ("Accettazione dell'EURO: reddito di cittadinanza propriet del portatore"), che per non raccoglie le firme necessarie. Nel 2004 si candid alle elezioni del Parlamento europeo nella lista "Alternativa Sociale" di Alessandra Mussolini. In una interrogazione alla Camera dei Deputati nel dicembre 2005, il deputato Antonio Serena, dopo aver sostenuto per tre legislature una battaglia al SenatoAiuto:Chiarezza a sostegno dell'attivit di Auriti, chiedeva l'intervento del governo in materia di abolizione del signoraggio bancario.[9] Il 30 maggio 2011 le teorie di Auriti vengono ribadite in un'interpellanza parlamentareAiuto:Chiarezza da Antonio Di Pietro, che chiede interventi nelle sedi competenti europee.[10]

Pubblicazioni
Compropriet navale e societ fra caratisti, Milano, Giuffr, 1952 Sulla Teoria delle societ commerciali, Roma, Ed. Sallustiana, 1953 Azione di rescissione per lesione nella liquidazione di quota sociale per recesso, Roma, Sallustiana, 1953 Brevi cenni sulla natura giuridica del contratto di arruolamento, Roma, Sallustiana, 1953 Lo spedizioniere-vettore e commerciante di servizi, Roma, Sallustiana, 1953 Compendio di storia della cultura giapponese dalla et arcaica alla Restaurazione del meigi (1868), Firenze, Vallecchi, 1954 Applicazione di una teoria dell'utilit ad una teoria del diritto e delle persone giuridiche, Roma, Failli, 1954 Considerazioni sull'istituto dell'abbandono dell'assicuratore con particolare riguardo all'art. 546, 2. comma, Cod. Nav, Torino, UTET, 1955 In materia di rischi per l'attesa della nave allo sbarco, Milano La polizza di carico, Padova, CEDAM, 1957 Richiesta della riconsegna della merce da parte del destinatario dopo un precedente rifiuto, Milano, F. Vallardi, 1957 Brevi cenni in tema di revoca di concessione d'impianti d'aeroporto e di legittimazione all'esercizio della rappresentanza dell'esercente negli aerodromi, Milano, Giuffr, 1959 La norma giuridica come oggetto della scienza del diritto, Milano, Giuffr, 1960 Il potere della produzione economica nello stato di diritto, Roma, Centro di studi politici e costituzionali, 1961 Il diritto di propriet nello Stato socialista, Roma, Ed. Internazionali Sociali, 1962 Precisazioni sul concetto di efficacia rappresentativa nella vendita contro documenti, Milano, Giuffr, 1962 Considerazioni sull'interpretazione letterale e logica del diritto, Milano, Giuffr, 1962

Caratteristiche e natura giuridica dell'ingaggio marittimo, Milano, Giuffr, 1965 Contributo allo studio del contratto di noleggio, Milano, Giuffr, 1970 Appunti di diritto della navigazione, Roma, Tip. Tecnolitograf, 1970?

Giacinto Auriti La nave in costruzione: contributo ad una teoria dei beni, Padova, CEDAM, 1972 La propriet di popolo, Palermo, Edizioni Thule, stampa 1977 Principi ed orientamenti per una moneta europea, Chieti, Marino Solfanelli, 1977 Considerazioni sul regime giuridico del trasporto multimodale, Chieti, M. Solfanelli, 1979 Il valore del diritto, stampa 1993 (S. Atto di Teramo, Edigrafital) L'ordinamento internazionale del sistema monetario, Edigrafital, Teramo, 1993 Il paese dell'utopia. La risposta alle cinque domande di Ezra Pound, Tabula Fati, Chieti, 2002. ISBN 88-87220-36-0

Collaborazioni
Nel 1998 ha collaborato con Beppe Grillo alla realizzazione dello spettacolo "Apocalisse morbida".

Note
[1] IL VALORE INDOTTO DELLA MONETA di Giacinto Auriti (http:/ / digilander. libero. it/ onizuka. host/ auriti/ documenti/ Auriti - Il Valore Indotto della Moneta. pdf) [2] Signoraggio FAQ (http:/ / www. comedonchisciotte. org/ site/ modules. php?name=News& file=article& sid=10067& mode=thread& order=0& thold=0) [3] Il paese dell'utopia. La risposta alle cinque domande di Ezra Pound (http:/ / www. ibs. it/ code/ 9788887220360/ auriti-giacinto-zzz99-solfanelli/ paese-dell-utopia-la-risposta. html) [4] La teoria della moneta della "Scuola di Teramo: conferenza presso il Lions Club di Teramo (http:/ / www. lionsclubteramo. it/ Auriti. htm) [5] Bruno Tarquini: La Banca, la Moneta e l'Usura. La costituzione tradita, Controcorrente, febbraio 2010 [6] Giacinto Auriti: lesperimento monetario di Guardiagrele: A cura del Dott. Gianluigi Mucciaccio - 18 settembre 2006 (http:/ / www. disinformazione. it/ giacinto_auriti. htm) [7] Sentenza contro Auriti su Googledoc (https:/ / docs. google. com/ document/ d/ 1xIp1zGcy-N4cwhymvD3nRCMe-6wyl0v0bJLXhOuvuPU/ edit?hl=it& pli=1) [8] Tesoretto: la combutta di chi deruba il Popolo per interessi degli usurai-banchieri! di Antonio Pantafono (http:/ / www. ariannaeditrice. it/ articolo. php?id_articolo=10979) [9] Atti Parlamentari, Camera dei Deputati, interrogazione n. 4/19342 del 22/12/2005 [10] Di Pietro cita Auriti e Tarquini sul signoraggio: da Youtube (http:/ / www. youtube. com/ watch?v=j1cQVDtF-jw)

Bibliografia
Tarquini, Bruno: La Banca, la Moneta e l'Usura. La costituzione tradita, Controcorrente, febbraio 2010 Rossano, Orlando: Ma l'euro di chi ? L'esperimento del Simec, la moneta del popolo, tra lira e valuta unica europea, Tabula, 2006

Collegamenti esterni
Sito dedicato a Giacinto Auriti ed al SIMEC (http://www.simec.org/)
Portale Biografie Portale Economia Portale Politica

Fonti e autori delle voci

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Giacinto Auriti Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=62869015 Autori: 2010071210025884, Achillu, Aedo89, Alexander505, AmMayer, Antonio serena, Ary29, Basilero, Beechs, Bella Situazione, Bramfab, Brownout, Bultro, Castro123, Crisarco, Cruccone, Dans, Dedda71, Diego.facciola, Doc.mari, Dome, Dylan--86, ElGatoLopezz, Etrusko25, Eustace Bagge, Faustoeu, Flavio.filoni, Formica rufa, Fotogian, Frigotoni, Gac, Gaelle, Gialloitalocentrico, Gianfranco, GrandeKapo, Hal8999, Hamed, Harrod, Hellis, Ignisdelavega, Iiiioo, Ivano Rasti, Jalo, Jaqen, Kammback, Klaudio, L'osservatore, LaPizia, Larry Yuma, LordZero, Lou Crazy, Lucas, Luciodem, M7, MM, Manatarms, Marcod, Mr buick, Nicolabel, No2, PerseoProlife2008, Plasm, Pracchia-78, Rago, Ripepette, Rodomonte21, Ron Paul, Sbisolo, Shivanarayana, SquallLeonhart ITA, Starlight, Superchilum, Ticket2009082110052454, Timiotatongenos, TintoMeches, Trikke, Turgon, Unbeliver, Veneziano, Vereenigde Oostindische Compagnie, Vituzzu, Yoruno, 187 Modifiche anonime

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