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L'età dell'imperialismo e la società di massa.

Pagine 415-425.

.I nuovi caratteri del colonialismo.


Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX,si sviluppa un nuovo tipo di colonialismo.

A differenza del colonialismo setto-ottocentesco in cui i paesi industrializzati erano


interessati al controllo degli scambi commerciali tra consumatori/paesi ricchi e
fornitori/paesi poveri,il nuovo colonialismo di tipo imperialistico,aveva invece come
obbiettivo il dominio delle colonie per renderle entità assoggettate alla madrepatria.

Hobson definì questo processo 'cosmopolitismo del capitale', la tendenza da parte dei
paesi industrializzati era quella di ricercare costantemente nuovi spazi e nuovi mercati
in cui far circolare i propri prodotti al riparo dalla concorrenza internazionale nel
tentativo di evitare il pericolo della sovrapproduzione che già si aggirava in Europa.

.Boom speculativo del '71-'73, scoppio della crisi economica.


La crisi del 1873 fu causata dal boom speculativo seguito al termine della guerra franco-
prussiana.

La Germania ricevette in tempi molto rapidi il pagamento dell'indennità da parte della


Francia.
Questa rapidità fece affluire nelle banche tedesche molto denaro che entrato nel
circuito finanziario, rese possibili investimenti nei settori più disparati.
La prospettiva di guadagno che seguì questi investimenti,causò un'ondata di speculazioni
basate sulla tendenza al rialzo dei prezzi,questi però, erano troppo superiori rispetto al
loro reale ed effettivo valore.

Nel maggio 1873 alcune banche austriache fallirono e i titoli di borsa sia austriaci che
tedeschi crollarono,questo diede inizio a una reazione a catena:
le imprese finanziarie più deboli dichiararono fallimento,i disoccupati aumentarono
causando quindi una minore domanda di beni di consumo.
La crisi toccò ora anche le industrie leggere divenendo una crisi generale.

.Le cause strutturali della crisi.


La crisi che durò dal 73 al 96 aveva cause molto profonde.
Nella prima metà dell'ottocento, il settore leader dello sviluppo era stato quello delle
ferrovie.
Queste avevano consentito la formazione di mercati nazionali,favorito trasporto e
commercializzazione dei beni di consumo,avevano mantenuto alta la domanda di
materiale rotabile e quindi sostenuto l'industria meccanica,siderurgica,estrattiva.

Intorno al 1870 le reti ferroviarie erano state quasi del tutto completate e restavano da
allestire le linee più difficili e meno redditizie
L'arresto degli investimenti nel settore ferroviario causò il rallentamento dell'intera
economia.

Altre cause furono quelle dell'agricoltura e dell'industria.


Negli Stati Uniti si era potuta sviluppare un'agricoltura di tipo estensivo e meccanizzato.
Senza il peso della rendita fondiaria e grazie a un territorio favorevole,in America era
facile produrre a costi molto inferiori rispetto a quella europei.
Il prezzo del grano americano importato era notevolmente inferiore rispetto a quello
prodotto in Europa,che si rivelò fuori mercato.

Nell'industria, la produzione autonoma di acciaio e tessuti da parte di Russia e Giappone


che prima acquistavano i prodotti europei,causò un grave squilibrio, aggravato
dall'avvento in Europa di una nuova potenza industriale, la Germania, che si affiancò
all'Inghilterra.
Il crollo delle vendite in agricoltura e nell'industria fu causa del fallimento di numerose
imprese.

.Il protezionismo e la concentrazione monopolistica.


Tra il '78 e l'82 agricoltori e industriali di tutta Europa (ad eccezione dell'Inghilterra)
chiesero ed ottennero l'adozione di dazi sull'importazione delle merci.

Abbandonando i principi del liberalismo, gli Stati cominciarono a investire e a sostenere


le industrie siderurgiche fornendo loro aiuto e sostegno nei momenti di difficoltà e
facendo sviluppare di conseguenza le industrie belliche.

Nascono i monopoli. Le industrie in fallimento vengono acquistate da grandi imprese che


concentrano il capitale economico nelle loro mani.Questo però rischiava di lasciare
l'intero mercato nelle mani di pochi, era quindi indispensabile allargare il numero di
consumatori e da qui la necessita di 'conquistare' nuove colonie.

Alla crisi agricola si reagì in maniera differente:


-in Inghilterra si andò verso la sua liquidazione, il Paese divenne sempre più dipendente
dalle importazioni alimentari
-in Danimarca si reagì orientandosi sulle produzioni pregiate e legate alla trasformazione
industriale
-in Italia il protezionismo permise all'agricoltura arretrata di evitare il rinnovamento
tecnologico e questo rese ancora più drammatica la situazione nel Meridione.

.I paesi industrializzati e la 'corsa alle colonie'.


Le conquiste coloniali permisero il superamento della crisi da sovrapproduzione,
ottenendo con maggiore facilità le materie prime e potendo commerciare con facilità i
prodotti.

La prima nazione a dare il via al nuovo fenomeno di colonizzazione fu l'Inghilterra che


agli inizi del XX secolo arrivò a possedere un quarto delle terre emerse.
Alcune colonie erano state quasi completamente popolate dai bianchi, come il Canada e
l'Australia, in altre la minoranza inglese dominava sulla maggioranza indigena privandola
di ogni diritto sociale e politico,come in Birmania,Malesia...

In Africa nella seconda metà dell'800 gli inglesi avevano il controllo di una larga fascia di
territori che andava dal Mediterraneo al capo di Buona Speranza.
Nel 1882 occupò l'Egitto dando il via a tensioni con la Francia che aveva investito
denaro per la costruzione del canale di Suez.
Successivamente fu la volta del Sudan,Uganda, Kenya, mentre dal XIX gli olandesi si
erano stabiliti nelle zone più interne del Transvaal (dal sottosuolo ricchissimo) ma dopo
una guerra (1899-02) passarono sotto l'influenza inglese.
La Francia aveva da tempo Senegal e Algeria, ma via via arrivò ad includere nel proprio
dominio Tunisia,Madagascar, Annam e Laos (Unione indocinese).

L'Italia occupò Eritrea e Somalia, la Germania ebbe domini in territori dislocati: Togo,
Camerun, Africa sud-occidentale tedesca...

.La spartizione dell'Africa fra le potenze europee.


La conquista dell'Africa fu abbastanza semplice per i paesi europei, superiori
militarmente alle popolazioni originarie.
La spartizione dei territori da parte delle potenze europee, avvenne a tavolino, sulla
carta, senza tener conto dei reali confini esistenti (tribù,etnie...) e finendo col causare
lotte fra le diverse tribù ed etnie costrette a condividere spazi, che durano ancora oggi.

Le tribù indigene opposero più di una volta resistenza nei confronti dei dominatori ma
furono facilmente sconfitti dall'enorme superiorità tecnica degli europei. Solo nel secolo
successivo la formazione di movimenti indipendentistici porto infine alla
decolonizzazione del continente.

.La difficile conquista dell'Asia.


Diverso fu il tentativo di conquista avvenuto in Asia, dove gli europei dovettero
affrontare società più sviluppate di quelle africane e senza contare l'interessamento per
questi territori di Russia,Giappone e Stati Uniti.
L'espansione della Russia verso la Cina avvenne dopo la conquista della Siberia e fu
opera di Alessandro III.
Gli S.Uniti dopo l'ampliamento della loro influenza nel pacifico si estesero infine pure
all'Asia e quindi alla Cina.
Infine vi era il Giappone.
Nel 1904 tra Russia e Giappone scoppiò una guerra che decretò il paese nipponico come
potenza di primo piano.
Contemporaneamente in tutto il paese si diffuse la rivolta dei boxers (la popolazione
cinese si ribellò agli stranieri,primi fenomeni di nazionalismo) che fece capire agli
europei che la spartizione operata in Africa era qui improponibile che finirono con
l'accettare la politica delle 'porte aperte'. Europei,russi, giapponesi e statunitensi
riconobbero l'indipendenza del paese e si 'accontentarono' di controllare i porti (e quindi
l'intero mercato...) e di installare basi militari.

.Due differenti modelli di colonialismo.


In Africa.
l'Inghilterra mantenne le colonie con prevalente popolazione africana al diretto
controllo di Londra, mentre dove gli emigrati bianchi erano numerosi vennero create
colonie che godevano di una certa autonomia.
La Francia non fecero distinzioni, tutte le colonie erano direttamente controllate dal
governo francese.

Leopoldo II, re belga, ebbe la colonia belga nel bacino del Congo come possedimento
personale gestito come una sua personale azienda.
I tedeschi invece, costruirono un impero più votato al mantenimento di un certo
equilibrio militare con gli altri paesi che all'utilità economico/strategica.

Nel continente asiatico tutto ciò non poté nascere. Ci si uniformò al modello inglese del
'direct rule',già applicato in India.
Fu 'grazie' agli stranieri che in Africa e in Asia si ebbero i primi movimenti nazionalistici .

.L'ideologia della conquista.


Le politiche di conquista vennero giustificate come 'missioni' di civilizzazione dei
selvaggi.

Si diffuse presto attraverso diverse opere letterarie l'ideologia della conquista, i


colonizzatori si sentivano portatori di benessere economico e di progresso civile.
Rudyard Kiplig (il libro della giungla, Kim) costituì il prototipo dell'intellettuale
militante favorevole al colonialismo, di ideali razzisti e convinto della visione del
colonizzatore come portatore del progresso.

L'invasione di territori avvenne anche grazie alla copertura della ricerca scientifica,
scienziati europei venivano mandati in esplorazione in territori sconosciuti, con l'inganno
ottenevano trattati di amicizia che poi si rivelavano di fatto autorizzazioni alla conquista
del territorio.