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Il boom economico

Il miracolo

 Il «miracolo economico» Italiano . Nel periodo che va dal1953 al1963 un impetuoso e


veloce sviluppo industriale trasformò in Italia il modo di vivere, le abitudini della
popolazione, l'aspetto delle città e il paesaggio.
 Si parlò allora di un «miracolo» perché nessuno aveva previsto uno sviluppo simile,
nonostante le indubbie capacità di ripresa mostrate dall'economia italiana negli anni del
dopoguerra.
 Questa fase viene chiamata anche boom economico
Un aiuto

 Il 5 giugno1947 il generale George Marshall, segretario di Stato americano, nominato dal


presidente Truman, pronunciò in occasione della cerimonia di conferimento delle lauree
all’Università di Harvard un discorso in cui annunciava che se i paesi europei avessero
presentato una richiesta di assistenza congiunta e coerente, il governo statunitense avrebbe
risposto positivamente, con la concessione degli aiuti richiesti.
 Questo piano rialzò l’economia europea aiutando così gli sati a ricostituirsi dopo la fine
della grande guerra.
L’Italia si apre all’Europa

 Con la stabilizzazione e l’invigorimento dell’economia europea si formò un clima


tranquillo e per un momento I danni provocati dalla grande Guerra vennero trascurati.
 In questo momento di tranquillità l’Italia decise di aprire I propri confine al commercio
globale, rinnegando così il protezionismo e introducendo uno scambio più acceso di merci
con l’estero.
 Da questo nuovo decennio, l’Italia divenne una nazione decisamente industriale, mentre
prima era un paese prevalentemente basato sull’agricoltura.
 Lo sviluppo dell’industria venne favorito da una grande quantità di manodopera a basso
costo, spesso fornita da lavoratori meridionali, che in questo periodo iniziavano a emigrare
in moltissimi, verso le regioni industrializzate.
 Il basso costo, consentì di mantenere bassi i prezzi dei prodotti italiani, che risultavano
così molto competitivi sul mercato.
Una Crescitá Inequa

 Questo benessere però non toccava gli operai meno qualificati, che rappresentavano la
stragrande maggioranza della popolazione; i salari erano troppo bassi, le condizioni di
lavoro erano molti pesanti e gli ambienti dove lavoravano erano spesso malsani.
 Lo sviluppo industriale fu rapido e travolgente, ma anche pieno di squilibri e di limiti.
Le migrazioni

 L’agricoltura non era più in grado di produrre i generi alimentari necessari, che dovettero
essere importati, sottolineando la dipendenza italiana dell’estero.
 Le emigrazioni di molti meridionali verso il Nord spopolò alcune zone del Sud; inoltre la
questione meridionale si fece più grave perché, mentre il Nord era industrializzato, il Sud
rimaneva sottosviluppata e ancora legata all’agricoltura, caratterizzata da analfabetismo,
arretratezza e zone spopolate o popolate da anziani.
La Cassa del Mezzogiorno

 Nel quadro della politica di riforme che caratterizza l'opera del governo De Gasperi,
veniva istituita con legge del 10 agosto 1950 la Cassa per il Mezzogiorno. Questo
provvedimento si poneva l'obiettivo di favorire la realizzazione di opere di infrastrutture
(sistemazione dei bacini montani e corsi d'acqua, bonifiche, irrigazioni, viabilità,
acquedotti, fognature ecc.), di programmazione e di sostegno ai fini dello sviluppo delle
regioni meridionali e di alcune aree depresse del Centro-nord.
 Certamente non furono trascurabili i benefici di questi provvedimenti ai fini dello sviluppo
del Mezzogiorno, tuttavia non riuscirono a sanare gli squilibri sociali ed economici delle
regioni del Sud, né a colmare il dislivello nei confronti delle regioni settentrionali.
Il Consumismo

 Con l'avanzamento economico, la sempre maggiore facilità di produzione e disponibilità


di tutti gli oggetti ha modificato il rapporto con le cose. Lo sviluppo illimitato è divenuto
la sola regola dell'economia e ha dato luogo ad un rapporto immediato tra la produzione
degli oggetti, il loro consumo e la loro distribuzione.
L'Autunno Caldo

 Settembre 1969: l’Italia è attraversata da una ondata di proteste e lotte sindacali operaie,
favorita dal clima politico del Sessantotto. La mobilitazione avviene in coincidenza con la
scadenza triennale dei contratti di lavoro, in particolar modo quella dei metalmeccanici.
Comincia così “l’autunno caldo”.
 Gli operai delle grandi fabbriche, che si battono per l’adeguamento dei salari, trovano
degli alleati negli studenti, che hanno dato vita ad agitazioni con cui reclamano il "diritto
allo studio" per tutti gli strati sociali.
 Questo portò alla formazione di nuovi gruppi e movimenti politici extraparlamentari,
alcuni dei quali sfoceranno nel terrorismo e nella lotta armata.