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Impossibile: una parola che si trova solo nel

vocabolario degli stupidi


15 agosto 1769 ad Ajaccio, in Corsica
Secondo figlio di Carlo Maria Buonaparte
e Letizia Ramolino
NASCITA
VITA
A 9 anni frequent la scuola militare di Brienne
1785: tent di passare in Marina, ma non riuscendoci
pass in artiglieria
1792: venne eletto tenente colonnello, ma in seguito fu
retrocesso al rango di capitano
Ottenne la nomina a sottoluogotenente a soli 16 anni e
pochi mesi dopo quella a luogotenente
Fu nominato generale del Corpo d'armata dell'Interno
Fu nominato comandante della piazza di Parigi
1784: fu ammesso alla Regia Scuola Militare di Parigi
Per poter comprendere l'ascesa al potere di Napoleone, bisogna cominciare a
cercare sue imprese verso la fine della Rivoluzione Francese.
Il 27 luglio 1794 vi fu il colpo di stato del Termidoro, e nel 1795 entr in vigore la
costituzione moderata con il potere in mano al Direttorio.
L'esercito era popolare, ovvero assoldava combattenti tra la popolazione e
credeva fortemente nell'idea repubblicana; proprio l'esercito sar uno strumento
di ascesa sociale, per un componente della piccola borghesia come Napoleone.


Dopo aver sedato alcune sommosse in patria, Napoleone venne posto a
comando dell'armata Italiana, una branca dell'esercito che fu inviata in Italia per
diffondere gli ideali della rivoluzione.
Qui i francesi combatterono gli austriaci a Milano, creando cos la Repubblica
Cisalpina nel 1796. Napoleone si spinse oltre e liber anche il regno di Venezia,
acquistando ancora pi carisma e potere, tanto che contratt direttamente con
gli austriaci pattuendo che il Veneto e la Dalmazia sarebbe rimasti sotto il
dominio asburgico, con il trattato di Campoformio (1797).


Il Direttorio intimorito dalla sua fama, richiam Napoleone in patria, per poi
riassegnarlo alla campagna d'Egitto contro gli inglesi (1798).
Sulla terraferma il generale francese ottenne numerose vittorie, conquistando
Alessandria d'Egitto e Malta, ma la flotta francese fu sconfitta pesantemente per
mano dell'ammiraglio Nelson, sancendo cos una sorta di sostanziale pareggio.
Intanto in Italia le truppe francesi cominciarono a subire le prime sconfitte da parte
degli austriaci.


Il 18 Brumaio (9 novembre) 1799 fu
organizzato da Napoleone un colpo di
stato, che segn la fine del Direttorio e
della Rivoluzione francese, dando inizio
al consolato guidato da Napoleone,
Sieyes e Ducos, che si
autoproclamarono consoli della
repubblica. Il vero potere era nelle
mani di Napoleone, che contava
sullappoggio dellesercito.

La nuova costituzione, approvata alla fine del 1799, manteneva il
regime repubblicano ma introduceva il consolato, composto da un
Primo Console (Napoleone) e due membri con funzioni consultive.

Cerano due camere:
-Tribunato: discuteva le leggi presentate dal Consiglio di Stato
-Corpo legislativo: approvava o respingeva le leggi

Il senato controllava la costituzionalit delle leggi.
Il Primo Console nominava i membri del Consiglio di Stato, ministri,
prefetti e sindaci.
La costituzione prevedeva il suffragio universale maschile.
ORGANIZZAZIONE DELLO STATO E
DELLA SOCIET
I pilastri della societ napoleonica furono:
Burocrazia
Esercito
Ceto medio imprenditoriale
Nuova nobilt imperiale
La classe sociale pi forte era la borghesia.

Napoleone cerc di reinserire esponenti della nobilt di antico regime ai vertici
della societ, purch fossero disposti a sottostare al suo potere questa
strategia di fusione fu chiamata dagli storici amalgama.

Il territorio francese era diviso in dipartimenti, ognuno dei quali era governato e
controllato da prefetti (vivevano nel capoluogo e applicavano ordini e direttive che
arrivavano da Parigi).
Ogni dipartimento era diviso in cantoni, con a capo i sottoprefetti; ogni cantone
era diviso in comuni, con al vertice i sindaci.

ASPETTI POSITIVI E NEGATIVI DEL
CENTRALISMO NAPOLEONICO
Miglioramento delle
condizioni sanitarie
Miglioramento del
livello di istruzione
Miglioramento
dellamministrazione e
della finanza statale
Soffocamento della
libert politica
Sottomissione della
societ
Vincoli dellattivit
individuale
POSITIVI NEGATIVI
Napoleone ottenne cos un grande prestigio politico sia interno che estero,
tanto che nel 1802 si fece eleggere console a vita; Una volta ottenuta tale
carica, torn in Italia, sconfiggendo gli austriaci e riaffermando il potere
francese.
Dopo questo periodo di battaglie ci fu un periodo di pace che fece aumentare
la popolarit di Napoleone tra la popolazione contadina.

Ci fu una pace con la Chiesa che stabiliva in modo preciso i rapporti che
dovevano avere questultima e la repubblica francese.
Nonostante gran parte dell'esercito sostenesse Napoleone ce nera un'altra
che cominciava ad essere contraria al troppo potere che il generale aveva
acquisito, tanto che fu organizzato un colpo di stato, per subito sventato.

Napoleone allora indisse un plebiscito popolare e venne eletto imperatore
(1804). La sua politica fu comunque tipicamente illuministica, dato che favor
l'ascesa della classe borghese e diminu i privilegi feudali della nobilt.

Il punto di forza di Napoleone era la grande armata
che comandava con grande maestria.
Tale abilit nella guerra spavent gli Stati confinanti
e nel 1805, la Gran Bretagna, insieme a Svezia,
Austria, Napoli e Russia, organizz la terza
coalizione antifrancese.

La Francia, alleatasi nel frattempo con la Spagna,
respinse i nemici e vinse ad Austerlitz nello stesso
anno; nel 1806 conquist il Regno di Napoli.
Tali guerre fecero diminuire l'influenza austriaca in
Italia, ma grazie alla trattato di Campoformio
l'Austria mantenne comunque un discreto potere
sulla penisola.
Il nord divent regno d'Italia, mentre il sud Regno
di Napoli.


Bonaparte cerc di inserire sui troni pi importanti persone a lui fidate, come
familiari o amici molto stretti. A Napoli govern suo fratello, Giuseppe Bonaparte,
che per una sere di vicissitudini divent anche re di Spagna nel 1808.
Nel 1806 in Germania cre una confederazione di Stati, chiamata Confederazione del
Reno. In realt era un protettorato francese, dove Napoleone sceglieva chi mettere al
governo.

Sempre nello stesso anno nacque la quarta coalizione antifrancese (formata da Gran
Bretagna, Russia, Prussia e Svezia) che attacc la Francia, ma il conflitto si chiuse poco
dopo con la pace Tislit, dove si stabil che la Confederazione del Reno, con annesso il
Ganducato di Varsavia, sarebbe diventata il Regno di Wetsfalia, governato da
Girolamo Bonaparte e che l'Olanda sarebbe stata sotto il controllo di Luigi
Bonaparte.

Napoleone, decise di attaccare la Gran Bretagna, ma data l'inespugnabilit dell'isola,
la attacc economicamente, ponendo un blocco continentale che prevedeva il
mancato commercio con i britannici in tutta Europa.
L'Inghilterra resse poich aveva nelle colonie una grossa risorsa, tanto che il resto
dell'Europa cominciava a sentire la mancanza delle manifatture inglesi.


Cominciarono le prime rivolte, la
maggiore in Spagna, dove fu inviato
l'esercito che soppresse a fatica la rivolta.
Proprio per questo motivo venne messo
al trono Giuseppe Bonaparte (1808).
Anche l'Austria si rivolt, ma perse delle
province che verranno annesse al Regno
d'Italia.

Contemporaneamente agli eventi
spagnoli, nel 1809 lInghilterra si alle con
lAustria nella quinta coalizione, sconfitta
per rapidamente da Napoleone
(battaglia di Wagram).

Nel 1810 avvenne, favorito da
Metternich, ambasciatore austriaco a
Vienna, il matrimonio tra Maria Luisa
d'Asburgo-Lorena e Napoleone, che sanc
la fine delle discordanze tra Austria e
Francia.



Osservando la carta politica
europea del 1811 si pu
vedere come Napoleone
controllasse ormai,
direttameente o
indirettamenrte, gran parte del
territorio. Limpero
comprendeva 130 dipartimenti
e contava circa 44 milioni di
abitanti.

Nel 1810 la Russia viol il blocco antibrittanico imposto da Napoleone che dichiar guerra
allo Zar Alessandro I.
La grande armata messa in campo nel 1812 varc la frontiera russa con circa 650mila
uomini; lobbiettivo era di infliggere rapidamente al nemico una sconfitta decisiva.
L'avanzata verso Mosca per procedette con numerosi intoppi a causa degli errori dei
luogotenenti, delle difficolt del territorio e soprattutto a causa della strategia della terra
bruciata messa in atto dai russi; una volta arrivati nella capitale russa, i francesi la
trovarono disabitata e semi saccheggiata.

Fino a quel momento i russi si erano limitati ad azioni di disturbo contro la grande armata
ma durante la ritirata cominciarono delle azioni di guerriglia sempre pi consistenti contro
l'armata francese, che (a grazie anche al sopraggiungere dell'inverno) sub numerose
sconfitte.

Nel 1813 le altre potenze europee, approfittando della sconfitta di Napoleone , crearono la
sesta coalizione antifrancese (Russia, Prussia e Gran Bretagna); lAustria si un alla
coalizione, pronta a scavalcare un matrimonio di stato pur di sconfiggere lodiato nemico. I
Francesi furono sconfitti a Lipsia. Napoleone fu costretto all'esilio sull'Isola d'Elba
nell'aprile del 1814.

Nel 1815 Napoleone riusc a scappare e a reinsediarsi a Parigi, con il consenso della
popolazione.


Arrivato in Francia, Napoleone venne proclamato nuovamente imperatore. Ebbe cos
inizio lultima fase della parabola napoleonica, i cosiddetti Cento giorni (dal marzo
al giugno 1815), durante la quale Napoleone cerc di andare incontro alle aspettative
di coloro che avevano consentito il suo ritorno al potere.
Le potenze antinapoleoniche, riunite in congresso a Vienna, si unirono militarmente
nella settima coalizione (Inghilterra, Prussia, Russia, Austria, Svezia). Teatro delle
nuove operazioni belliche fu il Belgio; seguendo la sua abituale strategia Napoleone
cerc di evitare che le truppe nemiche, inglesi e prussiane, si riunissero. I francesi,
pur riportando una vittoria a Ligny, persero contatto con il nemico, che invece di
ripiegare verso le retrovie, corse a dare manforte al resto dellesercito della coalizione
nella piana di Waterloo, dove il 18 giugno 1815 avvenne lo scontro decisivo con la
sconfitta del grande comandante.

Il 22 giugno 1815 limperatore abdic simbolicamente a favore del figlio Napoleone II,
mentre le potenze della coalizione avevano gi deciso di restaurare i Borbone sul
trono di Francia. Si rec poi al porto di Rochefort, dove il blocco navale inglese lo
costrinse a consegnarsi. Fu trasferito ai primi di agosto sullisola di Sant Elena
nellOceano Atlantico.

Il 5 maggio 1821 Napoleone, gi da tempo malato di cancro, si spense nella sua
dimora a SantElena.
La notizia suscit una grande emozione: alcuni dei suoi pi strenui seguaci si
rifiutarono di credervi oppure accusarono gli inglesi di averlo avvelenato.
In generale vi fu un moto di commozione e un sentimento di ingiustizia per il
trattamento riservato a Napoleone.
COME FECE A RAGGIUNGERE IL POTERE
STRATEGIE
Sorprendere il nemico arrivando rapidamente sul posto
Ingannare il nemico simulando ritirate e cedimenti
Attaccare ai fianchi con la cavalleria e il corpo dlite
Creare panico facendo fuoco concentrato di artiglieria
LE 8 REGOLE
Acquisire profonda conoscenza del ambiente in cui si opera
Definire la propria strategia
Preparare un piano di battaglia chiaro
Realizzare un efficiente sistema di comunicazione
No compromessi con la qualit dellesecuzione
No compromessi con la qualit dei collaboratori
Ricompensare chi eccelle nel perseguire gli obiettivi
Focalizzare le migliori risorse su pochi obiettivi
SantElena era una piccola isola, per gran parte dellanno avvolta dalla nebbia,
scarsamente popolata e raggiunta solo da navi inglesi. Consapevole
dellimpossibilit di fuga, Napoleone passava gran parte delle sue giornate
impegnato in una nuova particolare battaglia, quella della ricostruzione della
memoria storica degli eventi che lo avevano visto protagonista per quasi ventanni e
che egli temeva fossero consegnati travisati ai posteri dai suoi nemici.

Cos nacque Il Memoriale di Sant'Elena, un libro costituito da riflessioni e ricordi
raccolti da Emmanuel de Las Cases nella forma letteraria di memoriale di
Napoleone Bonaparte, da egli stesso esposti durante conversazioni quasi quotidiane
tenute dall'imperatore con i suoi amici, tra i quali il Las Cases, durante il suo esilio
sull'isola di Sant'Elena.
L'opera contiene, in forma essenziale, riflessioni dell'imperatore sulla sua
giovinezza, il racconto delle sue campagne militari e le vicissitudini del suo esilio a
Sant'Elena, espresse anche attraverso giudizi particolarmente critici verso la politica
adottata nei confronti di Napoleone dal governatore britannico dell'isola, Hudson
Lowe.

Ritratto politico di Napoleone dettato da lui
"In pochissime parole, questa la mia storia. Invano, gli storici inglesi
taglieranno, sopprimeranno, mutileranno, sar per loro molto difficile farmi
scomparire totalmente.
E uno storico francese dovr pure occuparsi dell'Impero! Dovr pure, se avr
un po' di coraggio, restituirmi qualcosa, darmi la mia parte! Il suo compito sar
facile, poich i fatti parlano, poich i fatti brillano come il sole.
Io richiusi l'abisso anarchico, e districai il caos: ripulii la Rivoluzione, nobilitai i
popoli e consolidai i re. Eccitai tutte le emulazioni, premiai tutti i meriti, ed
allargai i limiti della gloria. Tutto questo, pure qualcosa! E poi, per quali fatti
mi si potrebbe accusare, senza che uno storico potesse difendermi? Forse per
le mie intenzioni? Ma non mancano ragioni per assolvermi. Forse per il mio
dispotismo? Ma si potr sempre dimostrare che la dittatura era
assolutamente necessaria. Si dir che ridussi la libert? Ma uno storico potr
dimostrare che la licenza, l'anarchia, i grandi disordini erano ancora alle porte.
Sar accusato di aver troppo amato la guerra?
Ma lo storico spiegher ch'essa fu soltanto opera
fortuita delle circostanze, e che furono i nostri
nemici che ad essa condussero gradatamente.
Mi si rimproverer, infine, la mia ambizione? Ah,
certo, lo storico me ne trover molta; ma della pi
grande e della pi alta che, forse, sia mai esistita:
quella di stabilire, di consacrare finalmente l'impero
della ragione, ed il completo esercizio, l'intero
godimento delle facolt umana. E qui lo storico si
trover forse ridotto a dover rimpiangere che una
simile ambizione non sia stata compiuta,
soddisfatta!... In pochissime parole.... questa la mia
storia!"

"Tutti nascono anonimi come me, in una anonima
Ajaccio, in un'anonima isola, in un anonimo 15
agosto, di un anonimo 1769, da due anonimi Carlo e
Letizia Ramolino; solo dopo diventano qualcuno; e
se prima di ogni altra cosa sono capaci di non
deludere se stessi, anche la volont divina si
manifesta sull'uomo....."

Il codice napoleonico uno
dei pi celebri codici civili
del mondo, creato da una
commissione con il compito
di raccogliere in un unico
corpus giuridico la tradizione
giuridica francese; corpus
che port, il 21 marzo del
1804, alla promulgazione, da
parte di Napoleone
Bonaparte, del "Code civil
des Franais" .
Il codice fu applicato in tutti i
territori che si trovavano
sotto il suo potere.

ORIGINI

Lo scopo che si prefiggeva il legislatore
era di dar vita ad un testo che ponesse
fine in maniera definitiva alla tradizione
giuridica dellAncien Rgime.

Il codice si ispira sia al diritto della
tradizione franco-germanica che a quello
caratteristico del nord della Francia, ma
prende, come ulteriore modello di
riferimento, il diritto romano (Corpus iuris
civilis) e quello canonico.


Fu chiesto il parere anche del Consiglio di Stato, presieduto
da Napoleone, ed infine inviato al Parlamento per
lapprovazione. Grazie al prestigio personale
dellimperatore si riuscirono a superare gli ostacoli
rappresentati dalle Corti e lostruzionismo dellapparato
burocratico. Le vicende personali di Napoleone influirono
su alcuni aspetti specifici, quali divorzio e adozione. Si deve
proprio a Napoleone, privo di nozioni giuridiche, la
particolare chiarezza dell'articolato.

La commissione incaricata era composta da quattro grandi
giuristi: dal presidente della Corte di Cassazione Tronchet,
dal giudice della medesima corte Maleville, da un alto
funzionario ammistrativo Protalis e da Bigot de Prameneu
membro del vecchio Parlamento di Parigi soppresso dalla
Rivoluzione, sotto la direzione di Jean Jacques Rgis de
Cambacrs. In soli quattro mesi fu presentata una bozza
inviata alla Corte di Cassazione con lo scopo di ottenere
osservazioni in merito.




STRUTTURA

Il Codice di Napoleone, composta da 2281 articoli, ha la
seguente struttura di tradizione gaiano-giustinianea:

Titolo Preliminare: Della publicazione, degli effetti e della
applicazione della legge in generale (Articoli dal 1 al 6)

Libro Primo: Sulle persone (Articoli dal 7 al 515)

Libro Secondo: Dei beni e della differente modificazione
della propriet (Articoli dal 516 al 710)

Libro Terzo: Dei differenti modi dacquisto della propriet
(Articoli dal 711 al 2302)

Karl Marx fu tra le altre cose anche un profondo studioso della Rivoluzione francese
cos come della seconda repubblica francese e del secondo impero a lui
contemporanei. Egli utilizz il termine bonapartista per riferirsi alla situazione
particolare nella quale i militari controrivoluzionari ottengono i loro poteri dai
rivoluzionari, usando poi un radicalismo riformista sulle classi popolari.
Marx cap anche che il ruolo del bonapartismo era stato quello di aver mascherato la
classe dominante in quanto sia Napoleone I che Napoleone III erano stati espressione
di un governo rivoluzionario che poi avevano utilizzato per il loro prestigio personale e
per l'emergere delle loro figure. Marx offr la sua definizione ed un'analisi del
bonapartismo nel suo "Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte", composto nel 1852. In questo
documento egli pone la sua attenzione su quello che definisce come il fenomeno
ripetitivo della storia dal quale trae la citazione "La storia si ripete, ora come tragedia,
ora come farsa".
Il regime bonapartista per Marx sembra disporre di un grande potere, ma solo perch
non ha una classe al proprio interno sufficientemente confidenziale o potente da
stabilire fermamente la sua autorit e pertanto il leader del movimento prende il
sopravvento grazie anche al proprio carisma.


La sua altezza spesso viene stimata in 1,59 ma
secondo la misurazione fatta dopo la sua morte
dal medico di SantElena era di 1,68 m: una
taglia media per quellepoca, non cos piccola
come da molti stata descritta.

Aveva stili e abitudini semplici: mangiava in
fretta, indossava sempre gli stessi vestiti, non
perdeva tempo in cerimonie di corte, lavorava
e decideva.

Durante le sue fulminee campagne militari,
poteva stare in piedi quattro o cinque giorni,
concedendosi solo poche ore di sonno. Sfiniva
gli uomini e ammazzava i cavalli di fatica
senza dare il minimo segno di stanchezza.
Spesso era agitato e violento, addirittura isterico. Era
irregolare nei suoi umori: spesso sonnolento di giorno,
passava invece notti febbrili e insonni, costringendo le
penne dei suoi segretari a correre dietro il flusso
incessante della sua mente e dei suoi discorsi.
Sprezzante dei formalismi e delle buone maniere, si
annoiava ai ricevimenti e alle feste. Esprimeva
sempre senza ritegno quello che pensava; nei
colloqui privati, andava diritto al centro del
problema senza far uso di perifrasi o eufemismi.
Ebbe molte donne ma un unico vero amore. Spos
Josephine Tascher de la Pagerie, vedova del generale de
Beauharnais. Durante le campagne in Italia e in Egitto,
Napoleone le scriveva quasi tutti i giorni lettere piene di
passione ma lei non rispondeva n si decideva a
raggiungerlo. Josephine lo tradiva con vari amanti ma
lamore che egli nutriva per lei superava i sospetti che
spesso lo attanagliavano.
Il vero motivo di rancore di Napoleone verso Josephine,
per, fu la mancanza di un figlio a cui lasciare in eredit
lImpero. Nel 1810 divorzi da Josephine e spos, per
ragioni di Stato, Maria Luisa dAsburgo, la figlia
dellImperatore dAustria Francesco I.
Per lei prov sempre grande devozione: nel 1811 gli diede il
sospirato erede, Francois-Joseph-Charles, che tuttavia mor
in giovane et. Maria Luisa gli rimase abbastanza
indifferente: infatti,non si occup mai di lui durante la
prigionia e lesilio.

Il cuore di un uomo di stato dovrebbe
essere nella sua testa
IL MITO DI NAPOLEONE TRA STORIA
E LETTERATURA

La figura di Napoleone Bonaparte ha ispirato nel corso del tempo molti uomini di
cultura che hanno visto in lui, di volta in volta, lincarnazione stessa della libert
dei popoli o un feroce tiranno, lo stratega invincibile o un uomo sconfitto dalla
storia. In tutta lEuropa, il suo arrivo e quello delle sue truppe vittoriose
risuonarono come squilli di libert. Quella del giovane generale vittorioso nella
campagna dItalia e quella dellImperatore che sottomette lintera Europa con
dirompente forza sono le due immagini napoleoniche pi ricorrenti nelle opere a
lui contemporanee, soprattutto in quelle degli artisti e degli scrittori francesi e
italiani, che sono stati coinvolti in prima persona nelle vicende storiche del
tempo.

Limmortalit il ricordo che si lascia nella memoria degli
uomini. Meglio sarebbe non aver vissuto che non lasciare tracce
della propria esistenza


Napoleone fu il principale artefice del proprio mito. Fin dai primi successi egli
dimostr di avere perfettamente compreso l'importanza della pubblica
opinione nelle nuove forme della lotta politica e non trascur alcuno
strumento per accrescere la propria popolarit.


La discesa del giovane Generale in Italia accese lentusiasmo politico del
poeta Ugo Foscolo, che si impegnava per la causa rivoluzionaria. Quando
Napoleone cedette Venezia all Austria con il Trattato di Campoformio la
delusione di Foscolo fu grande e venne espressa nella Lettera di Jacopo Ortis
a Lorenzo Alderani dalle Ultime lettere di Jacopo Ortis.
Foscolo contin a seguire gli eserciti Napoleonici, ma il suo atteggiamento
divent sempre pi antifrancese. Tuttavia, pur avversando il dispotismo
napoleonico, ne comprese limportanza storica e riconobbe la sua funzione
nel merito di aver svegliato in Italia la coscienza nazionale e lansia di libert.


F
O
S
C
O
L
O

Il filosofo Hegel, tuttavia, manifest grande ammirazione per Napoleone, che
intravise nel 1806 a Jena, dove insegnava, e lo defin in una celebre lettera
l'incarnazione dello spirito del mondo, espressione di quella Rivoluzione
Francese che egli considerava la splendida aurora della modernit. In
questa prospettiva il trionfo di Napoleone appariva un evento necessario sul
piano storico e razionale.


Il 5 maggio 1821 Napoleone muor nellisola di SantElena, dove era stato
esiliato dopo la sconfitta di Waterloo. Pochi mesi dopo, quando la notizia
giunse a Milano, Manzoni che mai aveva lodato n criticato leroe di fronte
ai trionfi e alle sconfitte della sua vita compose in pochissimi giorni unode in
suo onore. Il poeta rievoca le gesta di questuomo straordinario, che a suo
parere stato scelto da Dio per testimoniare la propria grandezza e per
realizzare i propri disegni. Ma pi che la vicenda terrena di Napoleone, a
Manzoni interessa la sorte della sua anima. Mosso dalla sua profonda fede, il
poeta immagina infatti gli ultimi attimi di vita del Bonaparte come un
momento di riscoperta e riavvicinamento a Dio. Nei suoi ultimi giorni,
abbandonato da tutti e preda dallangoscia dei ricordi, solo abbandonandosi a
Dio, Napoleone trova infine pace, conforto e salvezza.



H
E
G
E
L

M
A
N
Z
O
N
I

Napoleone, nel corso della sua vita, si circond di artisti per
immortalare le sue gesta militari e politiche. Nel corso del tempo il
giovane generale si trasform nellimperatore, ritratto in posa
solenne e quasi ieratica.
In opposizione a queste iconografie vi fu in tutta Europa una
imponente produzione di stampe e disegni satirici in cui Napoleone
veniva paragonato ad un orco affamato di carne umana, oppure
raffiguarto come un figlio del demonio o ancora accusato di essere
un despota senza scrupoli.
Tutte queste opere sono oggi per gli storici fonti iconografiche
preziose per ricostruire la vicenda politica e umana di Napoleone.
Anche dopo la sua morte, la guerra delle immagini continu, e
tra i temi pi trattati vi furono gli anni dellesilio a SantElena.

Bonaparte che valica le Alpi
Bonaparte che valica le Alpi al
Gran San Bernardo
Napoleone a bordo del Bellerophon
Napoleone sul trono imperiale