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venerd 6 novembre 2015

LItalia Giolittiana
La svolta liberale
1901 - Governo Zanardelli concede a Giolitti il ministro degli Interni
Sviluppo delle organizzazioni sindacali e decollo industriale

Governo Giolitti
1903 - Giolitti sale al governo come liberal-progressista. Il suo riformismo limitato dalla
partecipazione degli elementi conservatori e dallinteresse per la conservazione degli
equilibri parlamentari.
1904 - leggi speciali per il Mezzogiorno per incoraggiare la modernizzazione
dellagricoltura e lo sviluppo industriale: stanziamenti statali e agevolazioni fiscali.
1905 - statizzazione delle ferrovie
- prime dimissioni: salgono al governo Fortis e Sonnino
1906 - Giolitti torna al governo
- realizza la conversione della rendita: la riduzione del tasso di interesse versato
dallo stato ai possesso di titoli del debito pubblico, che serviva a ridurre gli oneri gravanti
sul bilancio statale.
1907 - LItalia subisce i sintomi di una crisi internazionale, superata grazie allintervento
della Banca dItalia.
1908 - riprende la crescita ma si inaspriscono le lotte sociali
1909 - seconde dimissioni di Giolitti, Sonnino e poi Luzzatti al governo
1911 - Giolitti torna al governo con un programma di sinistra i cui punti cardini sono la
proposta del suffragio universale maschile e il monopolio statale sulle assicurazioni sulla
vita.

Critica al giolittismo
Giolitti esercit una dittatura parlamentare caratterizzata dal sostegno costante alle forze
pi moderne della societ italiana (borghesia industriale e proletariato organizzato), dal
tentativo di controllare i gruppi pi radicali e la tendenza a intervenire per correggere gli
squilibri sociali. Queste caratteristiche si manifestarono concretamente in una
dimensione liberal-parlamentare di stampo ottocentesco e nel controllo delle Camere.

venerd 6 novembre 2015


Leffetto fu una limitazione della sua politica progressista, che si profila come
conservatrice.

- Sonnino e Albertini lo accusano di attentare alle tradizioni risorgimentali


- I meridionalisti, come Salvemini, denunciano il mal costume politico e la politica
economica che favorisce solo le industrie del Nord.

La politica estera
LItalia favorisce accordi con la Francia, allontanandosi dalla Triplice e creando tensioni
con la Germania.
1911 - Intervento militare in Libia: quando appare chiaro che la Francia vuole imporre il
suo protettorato sul Marocco, lItalia manda il suo esercito in Libia dove si scontra con
limpero turco che deteneva il potere su quei territori. Occupa Rodi e il Dodecaneso.
1912 - pace di Losanna, lItalia ha il controllo sulla Libia, non smette la resistenza araba.
Economicamente la Libia un pessimo affare.

Socialisti e cattolici
Socialisti: A causa dei limiti del liberalismo giolittiano, si afferma tra i socialisti una
corrente rivoluzionaria che vuole opporsi allo stato monarchico e borghese.
1904 - I rivoluzionari conquistano la guida del partito socialista e indicono il primo
sciopero generale nazionale.
1906 - I riformisti fondano la CGL (confederazione generale del lavoro) ed emarginano i
rivoluzionari
Dopo il 06 i riformisti riprendono il potere del partito e si dividono dai revisionisti, i quali
ispirati dal laburismo inglese desiderano un partito del lavoro che collabori con le forze
democratico-liberali.
1912 - Espulsione dal PSI dei riformisti di destra
- tra i riformisti rimasti nel partito emerge la figura di Benito Mussolini, direttore
dell Avanti!, quotidiano del partito.
Cattolici: si afferma il movimento democratico-cristiano, capeggiato da Murri.
1904 - Papa Pio X osteggia lazione dei democratici-cristiani e scioglie lOpera dei
congressi, riportando il controllo politico nelle mani della gerarchia ecclesiastica. Murri
viene sconfessato e sospeso.

venerd 6 novembre 2015


Vengono favorite le tendenze clerico-moderate, che miravano a bloccare
lavanzata delle sinistre e che si alleano con i partiti dordine.
Giolitti vede nelle nuove alleanze la possibilit di allargare i suoi spazi di manovra.
Tra il 1904 e il 1907 viene sospeso il non expedit.
1913 - Patto Gentiloni: i cattolici appoggiano i liberali nelle prime elezioni a suffragio
universale.

Crisi del sistema giolittiano


Lallargamento del suffragio non sconvolge gli equilibri parlamentari: i liberali
mantengono la maggioranza
1914 - Giolitti da le dimissioni e indica come successore del suo governo Salandra,
esponente della destra liberale. Incoraggia dunque un governo conservatore.
Dal 1913 la situazione economica si deteriora ulteriormente.
Il dibattito politico concentrato nello scontro tra destra conservatrice e sinistra
rivoluzionaria.
Sintomo di questo clima la settimana rossa: durante una manifestazione
antimilitarista muoiono tre dimostranti. Ci provoca scioperi e agitazioni. La protesta
appoggiata anche dai socialisti rivoluzionari e in particolare dall Avanti! di Mussolini,
con un carattere insurrezionale.
Unico risultato, rafforzamento delle tendenze conservatrici.