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CRISI DI FINE SECOLO ED

ETA’ GIOLITTIANA
Dalla Belle Epoque alla Prima
Guerra mondiale
La sinistra al governo

 Con la Destra Storica (al governo fino al 1876) si


raggiunsero risultati positivi: furono risanati i conti
pubblici, si creò un mercato unitario, venne
avviato il sistema scolastico nazionale e
l’unificazione fu completata con l’annessione
del Veneto e di Roma;
 Nel Marzo 1876 il potere passò alla Sinistra
Storica;
 Venne eletto Primo Ministro Agostino Depretis;
 La Sinistra proteggeva gli interessi degli industriali
secondo i quali occorreva proteggere l’industria
italiana dalla concorrenza internazionale.
Interventi della sinistra

 Nacquero importanti industrie: le officine


metallurgiche Ernesto Breda, gli stabilimenti
chimici Pirelli e le prime centrali elettriche
 Sul piano delle riforme sociali:
 Si rese obbligatoria l’istruzione primaria
 Fu abolita la tassa sul macinato
 Fu modificata la legge elettorale
 Fu introdotta la prima legislazione sociale
per limitare il lavoro giovanile.
Politica del Trasformismo

 La Sinistra avviò delle riforma, cercando di comprendere i


cambiamenti della società e del mondo del lavoro;
 Alcuni parlamentari fecero delle inchieste per conoscere
meglio i problemi del Paese e suggerire possibili interventi
(il mondo dell’industria, le condizioni di vita dei contadini
meridionali e la situazione sanitaria del Regno);
 Per approvare le riforme, Depretis ottenne i voti che gli
servivano chiedendoli di volta in volta a singoli o a gruppi
parlamentari; questi gli davano il voto ma in cambio di
qualcosa: un’altra legge che a loro interessava,
finanziamenti a livello locale, nomine a posti statali;
 Tutto questo assicurò a Depretis la continuità di governo
 Nacque il Clientelismo (rapporto di scambi e favori tra
politici ed elettori che danneggia la correttezza della vita
politica).
Il Trasformismo
Primo tentativo di
espansione coloniale
 Motivi: prestigio internazionale
 Dove?
 Baia di Assab (Eritrea), Mar Rosso
 Massaua, Eritrea
 Reazione di Menelik d’Etiopia (imperatore)
 1887 battaglia di Dogali (Eritrea), colonia italiana
completamente annientata
 Si infranse il sogno di una politica coloniale.
Il governo Crispi
 Depretis morì nel 1887
 Dopo di lui divenne
Primo ministro Francesco Crispi
che governò fino al 1896;
 Rappresentante della Sinistra Storica
 Ideale politico: Bismark
 Avviò una politica fortemente autoritaria concentrando
molti poteri nelle sue mani: fu presidente del consiglio e
ministro degli Esteri e degli Interni
 Avviò il protezionismo doganale, favorendo i prodotto
italiani a discapito di quelli esteri: in questo modo i
produttori agricoli avevano potuto alzare i prezzi senza
temere la concorrenza straniera.
Il malcontento popolare
viene represso con la forza
 A causa del rincaro sorsero accesi movimenti di
protesta
 In Sicilia tra il 1892 e il 1893 molti braccianti
agricoli, minatori e operai, si organizzarono nei
Fasci dei lavoratori, organizzazioni socialiste che
manifestavano contro il governo;
 Reazione di Crispi: ordinò alla polizia di
disperdere le manifestazioni degli scioperanti;
 Proclamazione dello Stato d’assedio
(provvedimento che sospende la libertà e le
garanzie giuridiche normali dei cittadini,
affidando al governo poteri eccezionali per
l’ordine pubblico).
Politica estera di Crispi

 Con il Trattato di Uccialli (1889) firmato da Crispi


e l’imperatore etiope Menelik II, l’Italia ottenne il
controllo dell’Eritrea; l’imperatore Menelik II
riconosceva le conquiste italiane in Eritrea;
 Poco tempo dopo l’Italia ottenne il protettorato
della Somalia;
 Successivamente le truppe italiane tentarono di
espandersi di nuovo verso l’interno del
continente africano provocando la reazione di
Menelik II;
 Nel 1896 ad Adua (Etiopia) morirono più di 7000
italiani;
 Crispi fu costretto a dimettersi.
Conquiste coloniali in Africa
Dopo Crispi
In Italia iniziò un periodo di gravi agitazioni operaie e sindacali (la
crisi economica aveva peggiorato le condizioni di vita degli operai)
Si susseguirono al Governo:
 Di Rudinì
 Bava Beccaris
Nel 1900 salirono al potere i radicali (liberali che chiedevano riforme
più forti: suffragio universale, libertà di stampa e abolizione titoli
nobiliari) e i repubblicani (eredi della Giovine Italia) che chiedevano
un governo progressista;
In questo clima di agitazione l’anarchico Gaetano Bresci assassinò il
re Umberto I; fu condannato all’ergastolo e il trono passò a Vittorio
Emanuele III;
1901-1903: primo ministro Giuseppe Zanardelli (sinistra liberale) che
promosse una legislazione sociale avanzata.
Giovanni Giolitti

 Piemontese, esponente
della generazione che
non aveva partecipato
al Risorgimento.
 Appartenente alla
sinistra moderata
liberale.
 Diventò Primo Ministro
nel 1903;
 Cercò di conciliare gli
interessi della
borghesia con quelli
delle classi popolari.
ETA’ GIOLITTIANA

 Prima vera rivoluzione industriale in Italia;


 Favorevole alla conciliazione tra gli
interessi della borghesia industriale e
quelli delle classi popolari.
I governi Giolitti
(1903-1914)

 novembre 1903 – marzo 1905


 maggio 1906 – dicembre 1909
 marzo 1911 – marzo 1914
Giolitti e i socialisti
 Giolitti cercò l’appoggio dei
Socialisti italiani divisi in due
correnti :
✓ i rivoluzionari o massimalisti
(lottavano per l’abbattimento
della società borghese
attraverso una rivoluzione);
✓ i riformisti
Nel 1903 invitò Filippo Turati al
governo;
Egli rifiutò ma iniziò una
collaborazione con Giolitti;
Giolitti emanò riforme di carattere
sociale (leggi per le tutela del
lavoro delle donne e dei
bambini, leggi sugli infortuni e
invalidità).
GIOLITTI - Le prime riforme

 Politica sociale:

 pensioni di invalidità

 Introduzione della giornata di riposo festivo

 normativa sul lavoro di donne e minori.


Conquista coloniale
 Fortemente voluta dai Nazionalisti, Giolitti riprese la
conquista coloniale;
 Giolitti diede il via libera al progetto di conquistare la
Libia;
 La Libia era sotto il dominio dell’Impero ottomano;
 Nel 1911 ebbe inizio la spedizione;
 Le tribù autoctone organizzarono una forte resistenza
 Gli italiani occuparono il Dodecaneso (arcipelago
dell’Egeo Sud-orientale con capitale Rodi);
 L’Italia minacciò di occupare lo Stretto dei Dardanelli,
allora la Turchia fu costretta a firmare la Pace di Losanna
(1912): l’Italia ottenne la Libia dalla Turchia.
GIOLITTI (1911-1914)

Politica riformista che aumentò la sua influenza sulla


società italiana:
 Primo vero decollo industriale italiano
✓ Settori metallurgico
✓ meccanico (automobili)
✓ Chimico
Cercò l’appoggio dei cattolici (accordo con
Gentiloni, presidente dell’Unione elettorale cattolica);
Con questo patto i cattolici si impegnavano a votare
per i liberali;
Il Patto Gentiloni garantì a Giolitti l’appoggio di oltre
300 deputati ma la Maggioranza non era solida
Riforme sociali del 1912

Politica di riforme sociali:


 fondi all’istruzione elementare;
 riforma elettorale: suffragio universale maschile (da 3
milioni e mezzo a 8 milioni di votanti);
 Votarono per la prima volta anche operai e contadini.
La FIAT

 La FIAT (acronimo di Fabbrica Italiana


Automobili Torino, denominazione
conservata fino al 1918) nasce l'11 luglio
1899 come casa produttrice italiana di
automobili, ad opera di Giovanni Agnelli
e di diversi altri soci per poi svilupparsi in
numerosi settori dando vita al più
importante gruppo finanziario e
industriale privato italiano. Ha da sempre
sede a Torino.
PUNTI DI FORZA DEL
GOVERNO GIOLITTI
 Sviluppo del settore terziario
 Sviluppo della ferrovia
 Sviluppo del sistema bancario
 Crescita del benessere
PUNTI CRITICI

 Non crebbe la produzione agricola;


 C’erano Squilibri tra nord-sud dove
permaneva il latifondo;
 Giolitti aveva l’appoggio grandi
proprietari meridionali e per questo
non poteva mettere in atto riforme
agrarie per lo sviluppo del Sud ;
 Emigrazione;
 Triangolo industriale (Milano, Genova,
Torino).
L’emigrazione di massa

(1901-1913) circa 8 milioni di italiani emigrarono


all’estero, 3,7 milioni provenienti dal Sud Italia;
Meta principale: Stati Uniti
Chi partiva?
 I più poveri, analfabeti che contavano
sull’appoggio di altri migranti che li avevano
preceduti;
La maggior parte degli italiani non si integrava
nella comunità locale ma si ghettizzava nei
quartieri italiani.
L’ABBANDONO
 Giolitti aveva appoggiato un
liberalismo riformista;
 In Parlamento c’erano forze
conservatrici, ciò portò a una
crisi che costrinse Giolitti a
dimettersi nel 1914;
 Nell’estate del 1914 scoppiarono
delle rivolte popolari: Settimana
rossa: insurrezione popolare
contro il carovita verificatasi ad
Ancona tra il 7 e il 14 giugno
1914.
 In seguito si estese in Romagna,
Toscana e altre parti d'Italia.
 Atmosfera ostile alla sua politica;
 Giolitti lasciò il governo ad
Antonio
Salandra
I cattolici e la questione
sociale
 Papa Pio XIII nel 1891 pubblicò l’enciclica Rerum
Novarum che aveva per argomento la Questione
operaia;
 Fu ribadita la condanna del socialismo e dei
movimenti politici che predicavano la lotta di
classe e l’eliminazione della proprietà privata;
 La Chiesa ammetteva l’esistenza di differenze
sociali ed economiche ma invitava ad accettare la
propria posizione nella società;
 Però esprimeva anche una critica contro i «padroni
disumani» che sfruttavano i lavoratori per il loro
guadagno.