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Ananda K.

Coomaraswamy
Questo saggio fu pubblicato per la prima volta in Speculum, XI (1936).-ED.

Negli ultimi tempi, in alcuni testi islamici, sono state riscontrate alcune importanti analogie che hanno un valore singolare per la comprensione della Divina Commedia di Dante, non solo riguardo alla forma base della narrazione1, ma anche per quel che riguarda il metodo di comunicare le argomentazioni2. Un riconoscimento assolutamente valido, di l di ogni considerazione su eventuali questioni di influenza che potrebbero essere considerati dal punto di vista pi ristretto della storia della letteratura. H. A. Wolfson3 ha sottolineato proprio che la letteratura filosofica medievale, araba, ebraica e latina, erano in realt un'unica filosofia espressa in lingue diverse e tradotte quasi letteralmente da un linguaggio allaltro4. Questo vero e non semplicemente come risultato della vicinanza o dell'influenza di una cultura sullaltra, n di uno sviluppo parallelo ma proprio perch la cultura umana un tutto unico e le varie culture sono i dialetti di un'unica lingua spirituale5, perch evidente tra tutti i popoli una grande linea di metafisica universale6. Senza andare troppo lontano nel tempo o nello spazio - e si potrebbe spaziare dalla Sumeria alla Cina - sar sufficiente per questi fini, dire che quanto Wolfson afferma dell'arabo, l'ebraico e il latino, resta ugualmente valido se si unisce alla lista il sanscrito. In anni recenti ho richiamato ripetutamente l'attenzione sulle notevoli equivalenze dottrinali, perfino verbali che si possono dimostrare tra la letteratura tradizionale latino-medievale e quella indiana-vedica. Se si facessero trasposizioni, la priorit dovrebbe essere attribuita al canto vedico, anche se non necessario sobbarcarsi tali trasposizioni. Siccome non probabile che queste equivalenze
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Vedere Miguel Asn Palacios, l'escatologia musulmana nella divina commedia (Madrid, 1919) e la traduzione abbreviata di H. Sunderland, l'Islam e la divina commedia (Londra, 1926). 2 Luigi Valli, Il Linguaggio segreto di Dante e dei Fedeli d'amore "(Roma, 1928); inoltre L'esoterismo di Dante (Parigi, 1925); il linguaggio segreto di Dante e i Fedeli DAmore e Fedeli dAmore e "le corti dAmore di Ren Gunon. Indiani e zoroastriani confronti di Angelo de Gubernatis, sono diventati !Dante & C. Giornale della Societ Asiatica Italiana, III (1889) e Larchetipo del Lucifero indiano presso Dante, Atti del X Congresso degli Orientalisti; e j. j. Modi, Dante Papers: Viraf Adamnan e Dante e altri documenti (Londra, 1914). Molti dei problemi sono collegati con la storia dei Cavalieri Templari e Rosacroce. 3 Harry Austryn Wolfson (2 novembre 1887 - 20 settembre 1974) stato uno studioso, filosofo e storico presso l'Universit di Harvard, fu il primo presidente di Studi Giudaici Center nel Stati Uniti . conosciuto per il suo lavoro sul filosofo ebreo Filone ma stato autore di una sorprendente variet e quantit di altre opere su Hasdai Crescas, Maimonide, Averro, Spinoza, il Kalam , i Padri della Chiesa, e le fondamenta della religione occidentale . Il suo pi grande contributo pertanto, contribuendo ad abbattere tutte le barriere artificiali che hanno isolato lo studio della filosofia cristiana dalla filosofia islamica dalla filosofia ebraica (Twersky 1975). Essendo il primo studioso ebreo a far carriera in un alto livello universitario (Mendes-Flohr 1998 ) 4 The Philosophy of Spinoza, Cambridge, Mass. (1934), I, 10. 5 Alfred Jeremias, Handbuch Der Altorientalischen Geisteskultur (Berln, 1929), p. X. 6 J. Sauter, Die altchinesische Metaphysik und ihre Verbundenheit mit der abendlandischen, Archiv fr Rechtsund Sozial-philosophie, XXVIII (1934), 90.

siano familiari agli attuali lettori, qui si troveranno alcuni esempi, pochi ma appariscenti, tra innumerevoli altri dello stesso tipo.
Esempi di corrispondenze di linguaggio tra testi cristiani e opere di altre tradizioni con speciale riguardo ai Veda

1. Consideriamo la dottrina ortodossa delle due nascite di Cristo: quella eterna e quella temporale, nella Somma Teologica detto che per quel che riguarda il figlio c' realmente una sola affiliazione, anche se ci sono due aspetti;7 ugualmente in Mastro Eckhart la sua nascita spirituale in Maria fu per Dio pi gioiosa della sua nativit in lei in carne e ossa.8. E ancora in San Tommaso: la figliolanza di Cristo in ogni caso una operazione vitale di un principio congiunto e la figliazione eterna non dipende da una madre temporanea,9 ne consegue che il Cristo maternizzato nell'eternit non meno che al momento; e che ovviamente la madre nell'eternit, la Maria spirituale del Maestro Eckhart, la natura divina con la quale il padre genera,10 cio quella natura che ha creato ed ordinato tutte le altre nature.11 Natura naturans, Creatrix universalis, Deus, poich l'essenza e la natura sono uno, nell'identit suprema, che l'unit dei principi comuni. Infine, poich la vita divina senza eventi, non c', naturalmente, un singolo atto di generazione, anche se sono due in apparenza, corrispondenti alle due relazioni genitoriali, quando si consideri l'intelletto.12 Quindi, nella dottrina cristiana latina c' una singola generazione, per da due madri distinguibili logicamente. L'equivalente esatto di queste parole ben riassunto nella Gopatha Brahmana I.33: due vagine per un unico atto di generazione13. Questo breve testo riassume, da un lato, la dottrina vedica familiare della doppia maternit di Agni, che detto, dvimata14 - divenne il figlio di due madri. Fu generato in diverse matrici15 e, per cui la Notte, dopo aver concepito il fuoco del sole, cede la formazione a [sua sorella] lAurora - e, daltro lato, il dogma derivato dalla maternit duale (o in alternativa maternit e maternit di latte) con cui l'Avatar eterno si manifesta in Gaudiya. Nel Buddismo, e nel Giainismo, con una formulazione piuttosto materializzata, il bambino divino trasferito efficacemente dal potere spirituale alla matrice del potere temporale rappresentati rispettivamente dalle regine Devananda e Tisala16. 2. Un esempio su di altra questione potrebbe essere quello nellAitareya Brahmana III.43, dove il modello del sacrificio, fatto a imitazione di ci che stato fatto all'inizio, descritto come "senza inizio n fine. Il suo inizio anche una fine, la cui fine anche un inizio, non discriminare ci che sopra e ci che dietro. Parole che si possono confrontare con Boezio: possibile conoscere l'inizio di tutte le cose senza conoscere il loro scopo?;17 o con la Summa Theologica18: la fine di una cosa corrisponde al suo inizio; o con Maestro Eckhart19 il primo avvio a causa del suo obiettivo finale e con Dante, Paradiso XXIX.20 e 30,

(III.35.5 annuncio 3) ed. Evans, I, 418 9 Summa Theologica I.27.2C e III.35.5 a 2 10 Summa Theologica I.41.5C 11 s. Agostino, De trinitate XIV.9 12 Somma Teologica III.35.5 ad 3 13 dve ekam mithunam yoni 14 Rg Veda Samhit III. 2.2 e 11 15 Rg Veda Samhit I.113.1-3 16 Coomaraswamy, vedi per ulteriori paralleli, ' la "vita del conquistatore" nella pittura Jaina, giornale del Indian Society of Oriental Art, III (1935), 132. 17 De consolatione philosophiae I, prosa 6 18 I.103.2C 19 ed. Evans, I.224
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n prima n poscia20. sanza distinzione in esordire21. 3. Inoltre: la definizione di natura umana, in quanto distinguibile dalla natura animale, nell Aitareya ranyaka (II.3.2) cos formulata: un essere umano (purua) dotato di comprensione e parla di ci che ha discriminato, stabilisce distinzioni, conosce il domani, conosce quel che non mondano e distingue l'immortale dal mortale, mentre per quanto riguarda gli altri animali, la loro percezione efficace solo se riguarda la fame e la sete, non parlano di cose che siano state discriminate. Una definizione che quasi identica a quella classica di Boezio, Contra Eutychen II: non c' persona22 in un bue o qualsiasi altro animale, che, sordo e irrazionale e vive una vita di sole sensazioni; ma diciamo che c' persona in un uomo, o in Dio o in un angelo. Non c' persona come nelluomo, in un animale n di genere. 4. COLUI CHE il padre di tutti i nomi applicati a Dio, dice San Giovanni Damasceno;23 Cos nella Katha: (VI.13) deve essere appreso come "Egli ". Rispetto al pensiero di Dio che non raggiungibile con argomenti (Katha: II. 9), dato che: L Atman pi sottile del pi sottile e non pu essere conosciuto con la discussione. corrisponde a San Dionigi (De mystica theologica I): che non vedere n sapere davvero vedere e conoscere, ed Ep. ad Caium Mon: se qualcuno vedendo Dio capisse che cosa ha visto, non ha visto Dio stesso, ma una di quelle cose che sono di Dio. 5. Riguardo allImmacolata Concezione, San Tommaso24 evidenzia che, sebbene in questo caso lo Spirito entr nella forma materiale senza mezzi, nella normale generazione il potere dell'anima, che nel seme, mediante lo spirito racchiuso in essa, d forma al corpo. Ci corrisponde non solo alla breve formulazione nel Rg Veda VIII.3.24 Samhit, "lo spirito la parte del padre, rivestito dal corpo25, o pi esplicitamente: Jaiminiya Brahmana III.10.5, lalito della vita abita il seme emesso, cos chi nato prende forma.26 e nella Kausitaki: III, il Soffio (prna), lo Spirito intelligentificante (prajnatman) che afferra e costruisce il corpo. Nella Somma Teologica I.45.1C, la creazione, l'emanazione di tutti gli esseri, dal non-essere, che nulla,27 e ancora in I.14.8C, "la conoscenza di Dio la causa delle cose. La conoscenza di Dio per tutte le creature come la conoscenza dell'artista per le cose fatte con la sua arte28. la dottrina dello spirito come il potere animante nell'atto di generazione, umana o divina e tutto questo rappresentato con brevi parole del Rg Veda.
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N prima quasi torpente si giacque; ch n prima n poscia procedette lo discorrer di Dio sovra quest' acque. 21 cos 'l triforme effetto del suo sire ne l'esser suo raggi insieme tutto sanza distinzone in essordire. 22 [n.d.t.]La persona una sostanza individuale di natura ragionevole (persona est rationalis naturae individua substantia) (Contra Eutichen et Ne-storium, c. 4). lunione di individualit, natura e sostanza fa ancora la persona; questi elementi appartengono anche a un sasso o a un gatto, che non sono persone. Sono ancora elementi che rientrano nel genere prossimo. Per definire adeguatamente la persona occorre aggiungere ai tre elementi precedenti la differenza specifica che distingue gli uomini dagli animali, la quale consiste nella razionalit. Cos si ottiene esattamente quanto ha scritto Boezio: rationalis naturae individua substantia. 23 De fide orthodoxa I 24 Summa Theologica III.32.1 annuncio 1 25 atma pitus tanur vasah 26 bla hyeva retas prana avisaty tat sambhavati tha siktam 27 Creatio, quae est emanatio totius esse, est non ex ente, quod nihil est 28 scientia artificis sicut habet annuncio artificiata

Rg Veda Samhit X.72.2: il maestro del potere spirituale, come un fabbro con il suo mantice, mise insieme tutte queste generazioni di Angeli; nelleone primordiale, lessere fu generato dal non essere, dove fabbro29 come Tvastr30 (il carpentiere, che nel Rg Veda scolpisce con l'intelletto [Morganti taksati], nel senso scolastico di per verbum in intellectu conceptum, predicato dallartefice della Somma Teologica I.45.6C) e Visvakarman (onnipotente creatore, successivamente aspetto del modello di divinit del commercio e adorato come tale nei suoi misteri minori), corrisponde al Deus sicut artifex del simbolismo scolastico; e con il soffietto (samadhamat) allude all insufflazione dello spirito, il vento animante (vata, vayu) da cui il figlio stesso risvegliato31 fatto incandescente32, quando Vata soffia sulla tua fiamma33, questo vento, il tuo Spirito che tuona in tutto l'universo34 Vayu, il respiro degli Angeli, il cui suono sentito, anche se la sua forma non si mai vista35 (Rg Veda Samhit X.168.4). 6. Generalmente la definizione scolastica di peccato, di qualsiasi tipo, : il peccato una parola, unopera o un desiderio contro la legge eterna,36 e nell'ambito del peccato artistico, Tommaso d'Aquino continua spiegando che un peccato dell'arte se un artista produce una brutta cosa, quando ha intenzione di produrre qualcosa di buono; o fa qualcosa di buono, o quando ha intenzione di produrre qualcosa di brutto. Nella Katha Upanisad: II. 1.1, colui che sceglie quello che pi gli piace (preyas) piuttosto che ci che pi bello (sreyas) si dice che "devia dallo scopo (hiyate arthat); nel Satapatha Brahmana II.1.4.6, se qualche parte del rito eseguita erroneamente, che sarebbe un peccato (aparaddhi)37, nello stesso modo di quando uno fa qualcosa con lintenzione di fare altro; o se uno dice una cosa quando intende dire altro; o se uno va per una strada quando ha intenzione di andare per unaltra. 7. Nella Somma Teologica I.103.5 ad 138: Si dice che sono sotto il sole le cose che sono generate e corrotte secondo il movimento del sole e III (Supp.) 91,1 annuncio 1: Lo stato di gloria non sotto il sole. Nel Satapatha Brahmana II.3.3.7, [il sole] questa morte [un nome divino essenziale ab intra]; Pertanto, tutte le creature sotto di lui sono mortali, ma quelle al di l del sole sono angeli (o Di) che sono vivi; e X.5.1.4, tutto quello al di qua del sole qui soggetto alla morte (mrtyunptam). Possiamo ancora citare un paio di esempi di origine pi antica, dalla parte europea. San Matteo 10.16, prudente sicut serpentes, et sicut columbae simplices, corrisponde al Rg Veda Samhit X.63.4, ahimy39 angasah40. E ancora una volta, mentre in Genesi 02.21-22 Dio ha preso una delle sue costole [di Adamo]. E con la costola che il Signore Iddio aveva preso dall'uomo, fece una don29

karmara, creatore, lavoratore), Questa immagine del Maestro fabbro con suo mantice illustra egregiamente le parole della Summa Theologica I.1.9C: la verit spirituali sono insegnati correttamente sotto la somiglianza di cose materiali. 30 In qualche modo mancano motivi validi e sufficienti perch Ges sia stato chiamato il "figlio del falegname", quindi, certamente, c' un legno con cui il maestro falegname fa il mondo 31 (Agni, vatajutah) Rg Veda Samhit 1.65.4,VI.6.3, etc. 32 (dhamitam) Rg Veda Samhit II.24.7 33 Rg Veda Samhit IV.7.10 34 (atma si vatah) ecc., Rg Veda VII.87.2 Samhit , 35 (Rg Veda Samhit X.168.4). 36 Summa Theologica II - I.21.1C e 2 annuncio 2 37 . Aparaddhi derivato da aparadh, definito da Monier-Williams, come Errare il proprio obiettivo. 38 Sta scritto [Qo 9, 11]: Ho visto anche sotto il sole che non degli agili la corsa n dei forti la guerra, e neppure dei sapienti il pane e degli accorti la ricchezza, e nemmeno degli intelligenti il favore; perch il tempo e il caso raggiungono tutti. Ora, le cose soggette al governo di qualcuno non sono casuali. Quindi le cose che sono sotto il sole non soggiacciono al governo divino. 39 ahimy= multiforme o versatile come un serpente [n.d.t.] 40 angasah = an- gasah= senza colpe o peccato

na e 03.20 Adamo chiam Eva sua moglie; perch lei era la madre di tutti i viventi", cos anche nel Rg Veda, il nome della figlia di Manu costola41 (par sur ha nma mnavi), che, sotto un altro nome, Ida, la madre con cui [Manu] cre questa razza di uomini (Satapatha Brahmana I.8.1.10); Manu nella tradizione ind l'archetipo e progenitore degli uomini, allo stesso modo di Adamo nella tradizione ebraica e in entrambe le formulazioni la condizione dellincesto dipende dalla parentela di sangue (jmitra) dei genitori originali. possibile aggiungere un esempio islamico. Mentre s. Agostino42, riferendosi alle cose create, dice che hanno un essere, dato che sono Tue: tuttavia, nessun essere, a causa di ci che non sei, esiste, e San Tommaso, Summa Theologica, I.44.1C, dice che tutte le cose oltre a Dio non hanno un proprio essere, ma esistono per partecipazione e troviamo che Jami, nella Law'ih XIII, dice che In terra manca il vero Essere e tuttavia tutto dipende da Esso - Tu solo sei il vero essere . Non solo si potrebbero citata altre dottrine e paralleli verbali di questo tipo, quasi ad infinitum43 - per esempio, in relazione a questioni quali lEsemplarismo44, la Transustanziazione e l'infallibilit - ma si potrebbe mostrare, anche pi facilmente, simili equivalenze nel dominio del simbolismo visuale45, una modalit di comunicazione che, ancor pi del simbolismo verbale, caratteristica del linguaggio della metafisica tradizionale. Ad esempio, stata spesso notata la comune valenza delle rose cristiane e dei fiori di loto indiani come rappresentazioni del supporto della manifestazione, il sostegno dellessere quando procede o sembra procedere al divenire. Il caso della forma musicale lo stesso: un esempio della tenacia con cui sopravvive la musica di un culto lo fornisce in occidente, la musica della Chiesa cattolica, che, derivando dal canto dei tempi ebraici, viene mantenuto come un blocco anomalo completamente a parte e diverso da quel che oggigiorno la musica classica. In Oriente ci sono esempi simili, come tracce del Samaveda indiano e in Giappone il canto delle recitazioni No, che, anche nel recente contorno cortigiano e profano in cui lo sentiamo, hanno conservato il loro originale significato liturgico.46 In realt, il caso anche quello della musica "laica" dell'India, che infatti, non pu mai essere definita come interamente secolare, che ha preservato qualit sinfoniche come sono descritte in un passaggio della citata Aitareya Brhmana, qualit che sono riconosciute come conservate anche nel canto piano cristiano. La formula, che comunemente accettata, l'esistenza di un abisso che separa l'Europa dall'Asia, cos fuorviante, nel senso che mentre c' una divisione, la linea di demarcazione, considerato come normativa, pu essere tracciata tra Europa e Asia ma solo tra l'Europa medievale e Asia insieme, da un lato e dall'altro lEuropa moderna: in generale e in linea di principio tutto ci che vero per l'Europa medievale si scoprir che vero anche per l'Asia e viceversa. Per quanto riguarda l'ambito di tutti questi parallelismi sulla validit della dottrina ed esegesi cristiana: dal punto di vista ind, il naturale risultato del confronto sar per richiamare la considerazione, anche la dottrina cristiana, giudicata su modelli vedici, ortodossa.

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par sur ha nma mnavi confessioni VII.11 43 Semplici paralleli potrebbe essere riferiti a coincidenze, che semplicemente un mezzo per sostituire ogni spiegazione. Tuttavia, se noi crediamo con s. Agostino (De diversis quaestionibus LXXXIII.24) che "Nel mondo non succede mai niente per caso" (una proposizione con cui ogni scienziato potr difficilmente essere disaccordo ma nemmeno i teologi, per cui se Dio non governata da cause mediane, il mondo sarebbe privo della perfezione di causalit", Tommaso d'Aquino), quindi ci sono solo tre possibilit per spiegare coincidenze precise e ripetute: (1) un'appropriazione alla sorgente o pi tardi; (2) uno sviluppo parallelo, (3) una derivazione da una precedente fonte comune. 44 Cf. Coomaraswamy, lEsemplarismo Vdico. 45 Cf. J. Baltrusaitis, Art sumrien, art romain (Pars, 1934), e Coomaraswamy, L'albero di Jesse e Paralleli Orientali, Parnassus, VII (1935). 46 Robert Lachmann, Musik des Orients Breslau, 1929, pp. 9-10
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Ci si potrebbe aspettare, e dovrebbe essere previsto a priori, il riconoscimento inverso, che la dottrina vedica, giudicata da norme cristiane, anche ortodossa ma dato lassunzione cristiana, non solo di conoscere la verit (che le pu essere concessa tranquillamente), ma anche di possedere questa conoscenza in modo esclusivo47 (attestazione che gli ind non pretendono per se stessi o concedono ad altri) tutto ci che si pu raccomandare, per il momento, un'accettazione dei dati vedici come argomenti estrinseci e probabili ,48 nello stesso modo in cui lo stesso San Tommaso ha fatto uso, in pratica, di Aristotele e nello stesso modo in cui San Gerolamo, ha trattato la superiorit dello stato di verginit sullo status degli sposati,49 richiamando effettivamente la dottrina dei Gimnosofisti dell'India, tra i quali si tramanda il dogma che il Buddha, il capo del loro insegnamento, nato dal costato di una vergine. Nella misura in cui sono in questione, i vasti confronti che sono stati fatti fra cristianesimo e buddismo (nel cui campo san Gerolamo sembra essere stato il pioniere, anche se il caso di Giosafat = Bodhisattva dovrebbe essere presente), o tra neoplatonismo e buddismo, va ricordato che, anche se i paralleli sono reali, tuttavia, deduzioni per quanto riguarda derivazioni o influenze non sono saldamente fondate, posto che le dottrine buddhiste sono a loro volta derivate e che possono esserci analogie neoplatoniche e cristiane con testi pre-buddisti, in numero maggiore e con maggiore consistenza. Per esempio, i dettagli della Nativit del Buddha, non escludendo il particolare della nascita dalle costole, sono, di fatto, rintracciabili nelle nascite vediche di Indra e Agni, rispettivamente archetipi del potere temporale e spirituale spesso combinati nel duale Indragni, re e sacerdote. In altre parole, mantenendo una relativa indipendenza della tradizione cristiana, sia San Dionigi che Dante, allo stesso modo, si riferiscono ad un insegnamento ortodosso, di cui anche la stessa espressione vedica un'espressione relativamente recente, rifacendosi a una singola origine comune e sovrumana (come si pu aggiungere, anche se questo non essenziale per il limitato argomento attuale). I problemi non sono essenzialmente, ma solo accidentalmente, problemi di storia della letteratura. Ora si detto abbastanza per indicare i principi coinvolti, e forse per convincere il lettore che non pu essere irragionevole cercare, in sanscrito, nei testi islamici, paralleli o anche spiegazioni, e non necessariamente fonti di particolari espressioni di pensiero impiegate da Dante, nessuno delle cui idee nuova, anche se indossa il tradizionale insegnamento di una forma vernacolare di incomparabile splendore, veritatis splendor. I due passaggi selezionati per un commento non selezionato a causa della sua particolare importanza, o perch possono controllare pi facilmente di altri, ma perch essi hanno presentato particolari difficolt per i commentatori che si basano solo su fonti europee. Nel Paradiso XXVII.136-138 si legge: Cos si fa la pelle bianca nera nel primo aspetto de la bella figlia di quel chapporta mane e lascia sera. Nel commento di P. H. Wicksteed: Cos annerita nel primo aspetto, la pelle bianca della bella figlia che porta la mattina e lascia dopo il buio. Notiamo innanzitutto il parallelo in Maestro Eckhart, ed Evans I, 292: l'anima, nella ricerca ardente di Dio, si assorbe in lui allo stesso modo in cui il sole sar inghiottito e si estinguer all'aurora; e idem, p. 365: riconciliato con il suo creatore, l'anima ha perso il suo nome, perch lei stessa non esiste; Dio lha assorbita al suo interno, nello stesso modo in cui la luce del sole inghiotte l'Aurora fino a quando scompare. Questo testo del Paradiso stato chiamato "un passaggio difficile e controverso", anche se, in ogni caso, vero che il sole che, nel versetto 138, "porta la mattina e lascia dopo il buio". Le parole di Mastro Eckhart indicano che la 'figlia' deve essere l'Aurora. vero che nella mitologia classica, Aurora
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nihil salus ex ecclesia Somma Teologica I.1.8 annuncio 2 49 Adversus Jovinianum I.42
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la sorella e non la figlia del sole, ma proprio qui che aiuter la tradizione vedica. Perch l lAurora a volte sorella del sole o del fuoco (Rg Veda Samhit VI.55.5 e X.3.3), ma, costantemente sia la figlia e la moglie del sole, che chiamato suo rapitore (jara). Certamente, dal punto di vista ind, equivale a dire "Vergine Madre, figlia del tuo figlio" come in Dante50; la madre di Dio, la madre di Cristo, per il quale "tutte le cose sono state fatte" (San Giovanni 1:3), perch da lui sono state create tutte le cose, (Colossesi 01.16), e, come tale, la madre di tutte le cose, un'Eva nello stesso senso che Cristo uno con Adamo. Nello stesso modo in cui la Magna Mater, die eine Madonna (Geremia), Usas, lAurora, chiamata anche Surya (la dea sole, che si distingue da Surya, il Dio sole), diventa la moglie del sole.51 I riferimenti vedici a questi eventi e soprattutto alla distruzione dell'Aurora dal suo amante, il sole, che le va dietro in un ardente inseguimento (l'inverso della formulazione di Eckhart citata sopra), sono innumerevoli. Il famoso inno di Rg Veda Samhit X.189, usato comunemente come una oratio segreta, la regina serpente (un altro nome dell'Aurora e Madre Terra), che si muove all'interno di sfere luminose, lei, con la sua voce (vc, femmina), si da al sole alato; Quando egli inspira, ella espira52. Lora gloriosa dell'Aurora molto breve; Vergine incontrollata, lei lascia, precursore del sole e il sacrificio e il fuoco (Rg Veda Samhit VII.80.2), ma presto il sole la cattura, lui e lei insieme brillano congiunti (VII.81.2); fino a brillare privatamente con una propria radiazione, ma vestita di sole, lei ora brilla negli occhi radianti del suo seduttore (I.92.11). Spesso Indra, in quanto Sole, che si dice abbatte il carro dellAurora (X.73.6), che diventa cos Indrani, la regina del cielo, per senza distinzione tra re e regina. Inoltre, questa una purificazione, come prima della processione, l'Aurora era un serpente senza piedi53,ofidica invece di angelica, perch la notte legata a sua sorella Aurora come Lilith ad Eva. proprio questa natura ofidica quello di lei che muore quando procede, e la sua assunzione (di lei) seguita dalla sua ascensione (di lui). Passata attraverso il mozzo della ruota solare, le dato, come ad Apala (la Senza Difesa nel senso di non-sposata), una pelle di sole anzich la sua vecchia veste di pelle di serpente (VIII.91) che la fa adatta a essere accarezzata (samslistika; Styyana Brhmana, citato da Sayana). Ci sono il cielo e la terra abbracciati, (samslisyatah, Jaiminiya Upanisad Brhmana I.5)54- che non un mito nel senso della mala interpretazione antropologica corrente della parola, ma un'Unione (mithuna) che deve essere effettuata entro il vuoto del cuore (hrdayakasa) dallIlluminato reale (samvit) e che la "suprema beatitudine (paramo hy esa nandah, Satapatha Brhmana X.5.2.11), l'eterno piacere di Dante (Paradiso XVIII). Tutto questo significativo dal punto di vista dell'interpretazione del nostro testo di Dante, poich stato suggerito che la bella figlia del Sol l'umanit, dal momento che il sole il "padre di ogni mortal vita" (XXII.116 Paradiso) e poich l'uomo "generato dall'uomo e dal sole (cf. De monarchia I.9 e 6-7). Non c' alcuna discrepanza qui, perch come abbiamo visto, l'Aurora e la madre terra, nello stesso senso che Adamo ed Eva, cio seminalmente, sono tutti gli uomini, lintera umanit,55 e lumanit la Chiesa, la sposa di Cristo. Per essere Uniti con Lui, l'umanit, la Chiesa, deve trasformarsi - nel linguaggio vedico, deve spogliarsi della sua pelle di serpente e scrollarsi di dosso il male. Questo stesso descritto, non solo nel50 51

Paradiso XXXIII.1 nella Liebesgeschichte des Himmels infinite (e. Sieke). 52 asya prnt apnti 53 Per una presentazione pi dettagliata, vedere Coomaraswamy, il lato oscuro dell'aurora, 1935. 54 Questo nel senso di "Il matrimonio del cielo e dell'inferno" di William Blake, poich tutte le propriet terrene da cui le individualit sono determinate sono inferno, come esplicito nel: Jaiminiya Brahmana IV.26; CFR. S X.5. 55 Non dimenticare che dal punto di vista della scolastica, l'umanit un modo che non ha nulla a che fare con il tempo;non l'umanit dell "umanesimo", ma un principio creativo che informa ogni uomo, e secondo il quale esso dovrebbe essere giudicato. Cos, Thierry di Chartres parla di forma humanitatis che nunquam perit, e Tommaso d'Aquino dice che "l'umanit e la parte formale di un uomo" (Summa Theologica 3.3). [Dios ha preso l'umanit e non uomo (Maister Eckhart, a cura di Pfeiffer, p. 250)].

la storia di Apala, ma anche nella storia del matrimonio di Surya (Rg Veda Samhit X.85.28-33), dove la moglie si spoglia della forma squamosa, krty (potenziale), mala e ingloriosa e con una felicissima apparenza (sumangali) (la pi bella di tutte le belle forme, come descrive nel Styyana Brhmana descritta Apala, che prima era rettile) assume il suo Signore come fa una moglie ( jy visate patim, Rg Veda Samhit X.85.29). E questo lo dice nella medesima maniera San Bonaventura del Matrimonio di Cristo con la sua Chiesa: Cristo presenter sua moglie, che egli amava nella sua bassezza e tutta sporca, gloriosa dalla sua stessa gloria [di Lui], senza ruga o macchia (Dominica prima post octavum epiphaniae II.2). Abbiamo presentato la tradizione riguardante l'Aurora in qualche dettaglio per ricordare che al lettore com pericoloso, a proposito di scrittori di questo calibro e con problemi come quelli di Dante e Maestro Eckhart, che, anche se sono considerati i "padri" della loro lingua, non sono scrittori di belle lettere56, attribuire all'invenzione o all'abilit poetica individuale ci che in realt sono formule e simboli tecnici con connotazioni note. Le citazioni dai Veda servono per dare un significato coerente alle parole di Dante e Maestro Eckhart. Entrambi sono sempre consapevoli di molto di pi di quello che dicono; come Dante stesso avverte il lettore, , mirate la dottrina, che sasconde sotto il velame degli versi strani (Inferno IX.61). Va anche ricordato che lillustrazione della dottrina cristiana, con simboli pagani, non era solo completamente legittima dal punto di vista medievale, ma ha persistito con una pratica consentita fino a tempi relativamente moderni, si pu citare come esempio lopera di Calderon.57 Non irragionevole supporre, quindi, che sia Maestro Eckhart che Dante, avessero familiarit con dottrine tradizionali - probabilmente iniziatiche e trasmesse solo oralmente o forse tuttavia non registrate nei documenti esistenti - tali come sono state citate sopra a proposito del sommo sole e della bella figlia. Il secondo passaggio apparir nel Paradiso XVIII.110-111: ... e da lui si rammenta quella virt ch forma per li nidi.58 Nella versione di Wicksteed, integrando solo la maiuscola, E da lui si rammenta quella virt ch' forma per li nidi. appena necessario ricordare che forme va inteso qui, nel suo senso usuale scolastico ed usuale esemplare, come "forma essenziale" (come quando si dice che l'anima la forma del corpo) e nel senso moderno di forma come fattura. Trascurando completamente paralleli che citeremo di seguito, si pu notare che i nidi implicano gli uccelli e che entrambi coinvolgono gli alberi, e che uccelli sono tradizionalmente una denominazione degli Angeli, o le sostanze intellettuali; le ali per denotare l'indipendenza del moto locale, e che la lingua uccelli la comunicazione angelica59; o che uccelli, in modo pi generale, possono significare gli esseri viventi(in tutti i sensi della parola), in quanto si distinguono dalle cose inanimate e immobili.

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Maestro Eckhart, tutta la felicit a coloro che hanno ascoltato questo sermone. Se non ci fosse stato nessuno qui, avrei predicato al sacchetto delle elemosine; lavorare come se niente esistesse, come se nessuno dovesse sopravvivere, come se nessuno fosse mai venuto sulla terra (a cura di Evans, I, 143 e 308). Dante, tutto il lavoro stato intrapreso, non per uno scopo speculativo, ma per uno scopo pratico, lo scopo di tutta questa parte [Paradiso], rimuovere coloro che vivono in questa vita dello stato di afflizione e portarli ad uno stato di beatitudine "(epistola ad Can Grande 15, 16); Bhagavad Gita II.47, tu compi soltanto le opere, non i loro frutti e III, "questo mondo incatenato dalle opere, a meno che non le offra al sacrificio; che le tue opere non abbiano un fine, nessun interesse '. 57 Vedi Ren Allar, "Calderon e l'unit della tradizione, il velo di Iside, XL (1935), 407 GIS. ' 58 [Quei che dipinge l, non ha chi 'l guidi; ma esso guida,] e da lui si rammenta quella virt ch' forma per li nidi. 59 RG Veda VI.9.5 Samhit , "l'intelletto il pi veloce degli uccelli". Cfr. Ren Gunon, il linguaggio degli uccelli.

Da questo punto di vista, i nidi sarebbero le stanze degli Angeli e di tutti gli esseri viventi sui rami dell'albero della vita; con nido sintende l'ambiente fenomenico-corporale, o un altro ambiente appropriato agli individui, allanima e il potere che la forma del nido sar di colui che ha fatto l'uomo a sua immagine e somiglianza. Tuttavia, il passaggio stato considerato oscuro; nei loro commenti di Wicksteed e Oelsner60, si chiedono, Da quali nidi? Questi nidi sono i cieli, annidati uno dentro l'altro? ecc., sono particolarmente tortuosi, forse perch prendono in considerazione la M dei versi del cielo di Giove (94-96). Anche se riconoscono che si riferisce alla somiglianza di un uccello, non prendono in considerazione che cosa voglia dire esattamente la somiglianza di un'aquila cio la somiglianza di Dio stesso "esemplificato" qui da Giove [Jpiter] - e di conseguenza, non capiscono che i nidi, in quella stessa immagine sono quelli degli esseri umani. Tutto ci che stato detto sopra esplicito nella tradizione vedica, dove, tra laltro, ci sono due parole per "nido", nida e kulaya, e la prima ricorda immediatamente i nidi di Dante. Il significato generale di "nido" definito nel Pancavimsa Brahmana XIX.15.1: Il nido sono i figli, il nido [grandi possessi, potenzialit di realizzazione], il nido dimora. Nel Rg Veda Samhit I.164.20-22, appaiono le immagini di due aquile compagne che abitano l'albero della vita e che sono l'aspetto duale della divinit, che da una parte vede tutte le cose61, e da altro si nutre di fichi,62 e l'immagine di altri uccelli seduti di sotto, che cantano con gli occhi sempre aperti loro partecipazione alla vita63 (amrtasya bhgam animesa abhi svaranti), gustano il miele e generano i propri figli ", ma quelli che non conoscono il padre, il Pastore grande dell'universo, non possono raggiungere la sommit dellalbero.64 Ma, dato che lessere Contemplativo (dhirah), ha fatto anche la Sua casa in me, che sono gi qui65, troviamo che altrove ci si riferisce a Lui non solo come al denidato66, ma anche come al cigno (hamsa), che con il Soffio della vita protegge i rami pi sotto67, cui proprio " appollaiato come un uccello:68 dove denidato e nidato corrispondono alla natura della divinit che Uno

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Temple Classics Edition, Paradiso, p. 227. Il sole l'occhio di Varuna, con il quale il S presenzia in tutto l'universo (Rg Veda Samhit, passim); Nessuno pu illuminarsi senza la sua conoscenza (VII.86.6 Samhit Rg Veda); Egli comprende lo sfavillio degli occhi degli uomini e sa tutto quello che l'uomo fa, pensa o vede (Atharva Veda, Samhit IV.16.2, 5), la Sua conoscenza speculativa (visvam sa vedo varuno yath dhiy, Rg Veda 1Samhit X.11.). Cfr. Luca 12:6 -7, Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete pi di molti passeri; Ebrei 04.12-13, Infatti la parola di Dio viva, efficace e pi tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v' creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto; Summa Theologica I.14.16C e annuncio 2, Dio ha di S stesso solo una conoscenza speculativa. [la quale] comprende una conoscenza sia speculativa che pratica di tutte le cose. 62 San Luca 7:34, venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve; Deuteronomio 4:24, Poich il Signore tuo Dio fuoco divoratore Agni il Destriero Celeste, lo Spirito, il sole alato quello che da qui si alzato al cielo, il pi vorace dei mangiatori.** Il "mangiare" Dio la nostra vita, perch in Lui lo Spirito si riveste di carne, diventando Anna-Maya (il corpo fisico). 63 Come anche nel Rg Veda Samhit VIII.21.5, Appollaiati come uccelli, oh Indra, eleviamo la nostra canzone a Te; cfr. Paradiso XVIII.76-77, s dentro ai lumi sante creature / volitando cantavano .... 64 Cfr. Paradiso X.74, chi non s'impenna s che l s voli su questo si potrebbero addurre numerosi di paralleli in sanscrito - ad esempio, Pacavimsa Brhmana XIV. 1.13, quelli che salgono alla parte superiore del Grande Albero, come viaggiano l cos veloci? Quelli hanno le ali volano, quelli che non le hanno cadono e similmente, Jaiminiya Upanisad Brhmana III.13.9. 65 m dhirah pkam atrvivesa 66 [anidah, Rg Veda Samhit X.55.5 - 6, Svetasvatara: v] San Matteo 8:20, gli uccelli dell'aria hanno nidi; ma il figlio dell'uomo non ha dove posare la sua testa. 67 avaram kulyam, Brhadranyaka Upanisad IV.3.12 68 sadanam yath veh, Rg Veda Samhit III.54.5-6

come Egli l e anche molteplicemente presente nei suoi figli69, da cui il parlare di Lui come Nsad, che risiede negli uomini, o Ncaksus, Presente agli uomini e Vaisvanara, Comune a tutti gli uomini.70 Tuttavia, i nidi di pi gi non sono solo quelli delle sostanze individuali nel senso spiegato qui sopra, ma questi, allo stesso tempo, sono tutti gli altari sacrificali, sia quelli concreti che quelli all'interno di voialtri71, dove si incendia il fuoco sacro; ed in questo senso che la Deit, abbandonando il suo trono doro, si affretta al luogo di nascita apparente del Falco, la sede costruita con il [mezzo della] speculazione 72 dove il Falco, come al solito, il Fuoco, il luogo di nascita, come al solito, l'altare, il grembo della Madre Terra, la matrice della madre, e l'aspetto della divinit (deva), a cui si allude dicendo che corre il Soma, la linfa dell'Albero della Vita, il "vino" della vita, il sacrificio e la volont (kriluh).73 Di conseguenza, troviamo un elaborato simbolismo dell'Altare, che il trono pi basso della divinit e somiglia proprio a un nido di uccello e anche che l'altare stato preparato da assomigliare chiaramente ad un nido, per esempio, nellAitareya Brahmana I.28, dove il sacerdote, nellinvocare il sacro Fuoco e lospite Angelico a presentarsi presto al luogo della prima nascita con ricche lane(descritto con ci che sparso perch queste parole sono prese da Rg Veda Samhit VI.1516), proseguendo con la frase facendo un nido consacrato per Savitr (il sole in quanto "vivificatore") e, di fatto, preparando per cos dire, un nido, circondato con pali di legno pitturato, da bedellium74, velli di lana e erbe aromatiche, e questo davvero una rappresentazione del nido della Fenice, in cui la vita dell'Aquila, il Fuoco perpetuamente rinnovato. Resta solo da aggiungere ci che gi implicito nelle parole "costruito per [mezzo della] speculazione" (dhiy krtam, citata, in quanto dhi e dhyana nel Sanscrito Vedico, sono usati come sinonimi, e significano contemplazione), vale a dire, che il potere di Agni nel suo nido pi in basso, dove resta fintanto che acceso, non che latente, in altre parole porta Dio alla nascita, che altrimenti rimarebbe sconosciuto. Questo avviene solo simbolicamente nel rituale o nel sacrificio della Messa, che in realt costituito da uno che capisce (ya evam vidvn il Comprensore (evamvit), lo gnostico (jnanin), nello spazio vuoto del cuore (hrdaykse), nella camera nuda delluomo interiore ((antar-bhtasya khe); un'oscurit interiore che brilla. "Nessun uomo, per le opere o sacrifici raggiunge Chi vive in eterno" (Rg Veda Samhit VIII.70.3), ma solo quelli che hanno subito lultima morte dell'anima e che, alle porte del cielo, e in risposta alla domanda "Chi sei?" si qualificano nel rispondere, non con un nome o cognome di persona, ma con le parole: Quello che tu sei, io sono la Luce, sono te stesso", solo questi sono benvenuti alla benedizione, "Quello che tu sei, io sono, e ci che sono, tu sei, benvenuto" (Jaiminiya Upanisad Brhmana III.14), perch allora non c' pi nulla della persona, o come 'nome' o come "somiglianza" (nama-

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Satapatha Brhmana X.5.2.16-17 Cf. Coomaraswamy, LEsemplarismo Vdico. 71 Sul divampare di Agni dentro voialtri, si veda Satapatha Brhmana VII.4.1.1 y X.5.3.3. 72 syeno na yonim sadanam dhiy krtam hiranyayam sadam deva esati, Rg Veda Samhit IX.71.6), 73 A cui si partecipa a titolo di transustanziazione: "Gli uomini immaginano che quando si schiaccia la pianta, si distilli il vero Soma, ma i bramini comprendono che nessuno ha mai assaggiato il vero Soma, non quelli che abitano sulla terra" (Rg Veda Samhit X.85.3-4). "Il Nyagrodha Re Soma simbolicamente, una parabola con cui il potere temporale ottiene una somiglianza con il potere spirituale, in un certo modo, attraverso il sacerdote, ottiene l'iniziazione e l'invocazione" (Aitareya Brahmana VII.31). L'unico accesso a Lui nelliniziazione e nella combustione (Satapatha Brahmana 6.2.10-11), cfr. Genesi 3:22, "egli non stenda pi la mano e non prenda anche dall'albero della vita, ne mangi e viva per sempre." 74 Commiphora africana o Gukkulu. Una pianta indigena dellIndia, da cui si trae una resina, che, quando fresca, bagnata, fragrante e caratterizzato da tonalit dorata. Quando viene diluita con acqua la sostanza forma unemulsione che esposta al sole si scioglie e pu essere bruciata sul fuoco. comunemente usata come alternativa alla pi costosa mirra.[n.d.t.]

rupa), ma solo il suo Spirito (atman) che sembrava fosse stata interamente determinato e spartito, ma in realt impartibile75. Il cos liberata, entrando attraverso il centro del Sole ("Io sono la Via nessuno viene al Padre se non per mezzo di me" Giovanni 14:6, solo conoscendo - si oltrepassa la morte, non c' nessun altro modo per andare l, " Vjasaneyi Samhit XXXI.18)," la porta attraverso la quale tutte le cose ritornano perfettamente libere alla loro felicit suprema "(Eckhart, ed. Evans, I, 400), diventa un" Movitore per volont "(kmacrin), che sar, in effetti, non pi sua, ma si confonde con quella di Dio."Questo sua forma propria, che ha relativa volont76; lo Spirito la sua volont [di lui], e lui non ha volont, n alcun desiderio" (Brhadaranyaka Upanisad IV.3.21), "va su e gi [e verso il basso] di questi mondi, mangiando ci che vuole, e assumendo che la somiglianza che vuole "(Taittiriya Upanisad III.10.5), nello stesso modo, come in San Giovanni 10:9:" Io sono la porta: se uno entra attraverso di me sar salvato, ed entrer ed uscir, e trover pastura "e ancor pi esplicitamente nella Pistis Sophia. Abbiamo esaminato sopra un profilo ricapitolando le implicazioni del simbolo del nido nella tradizione gnostica dei Veda. E 'vero che l'uso della parola da Dante avrebbe dovuto essere compresa, sia da altri passaggi (ad esempio Paradiso XXIII: 1-12, dove la stessa Beatrice paragonata ad un uccello nel suo nido all'alba per dare il benvenuto al sole), oppure confrontandola con i testi biblici, come Matteo 7:20, citato in una nota precedente, ma al tempo stesso, come serve in relazione con il Sole, si pu stabilire che Dante, la cui conoscenza della simbologia cristiana e pagana cos vasta e cos precisa77, era sommamente a conoscenza di tutti i significati tecnici dei simboli utilizzati. "Tecnici", perch tali termini non sono usati come ornamento, n possono essere spiegati secondo un suo arbitrio, perch appartengono al vocabolario di un consistente linguaggio simbolico.78 Pensiamo che ha dimostrato che i riferimenti di un esponente di principi cristiani ortodossi, che scriveva alla fine del Medioevo e, per cos dire, che riassume tutta la sua dottrina, in realt pu essere chiarito da un confronto con le Scritture ci che erano vive nell'altra met del mondo e tre millenni prima e che questo pu essere spiegato solo partendo dal presupposto che tutte queste "formulazioni alternative di una comune dottrina (dharma-paryya)" sono "dialetti unici di una lingua dello spirito", rami di un solo e unica" tradizione universale e unanime, il Sanatana Dharma, la Philosophia Perennis, la "Sapienza increata, identica oggi a come sempre stata e sempre sar " S. Agostino (Confessioni IX.10 ).

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L'anima presa dallinappagamento divino non pu avere comprensione in nulla che abbia nome. Ella fugge da tutti i nomi dentro a un qualcosa senza nome. Questi sono i morti benedetti. Sepolti e beatificati nella Divinit. In questo stato noi siamo liberi come mai siamo stati, liberi come la divinit nella sua non-esistenza (Meister Eckhart, ed. Evans, I, 373, 381-382). "Scendi fino allannichilimento e alla morte eterna, non sia che la venuta del Giudizio Finale mi trovi non-annientato, allora sar preso e messo nelle mani del mio stesso Egoismo " (W. Blake). 76 Cf. Paradiso XXII.64-65, Ivi perfetta, matura e intera / ciascuna disanza;. 77 Cfr., ad esempio, la descrizione metafisicamente tecnica dei tre mondi nel Paradiso XXIX.28-36 e il trattamento del punto in XIII.11-13, 18-XVII.17 e XXVIII.16, 25-26 e 41-42, per tutti questi passaggi si potrebbero portare paralleli indiani; per esempio, in punta dello stelo, cui la prima rota va dintorno. "Da quel punto dipende il cielo, e tutta la natura (XIII.11-12 e XXVIII.41 - 42) corrisponde al Rg Veda I.35.6 Samhit , anim na rathyam tasthuh adhi amrta. 78 San Clemente, Miscellanea VI.15, la profezia non impiega forme figurative in espressioni solo a causa della bellezza di dizione; Summa Theologica I.1.10C, "mentre in ogni altra scienza le cose sono definite dalle parole, questa scienza ha la propriet che le cose definite dalle stesse parole hanno in s un significato ulteriore, mile Male si riferisce certamente al linguaggio del simbolismo cristiano come un calcolo.