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Madre Teresa di Calcutta LAMORE COMINCIA NELLA CASA PATERNA Credo che il mondo oggi sia sconvolto e soffra

tanto, perch nei focolari domestici e nella vita familiare c' veramente poco amore. Non abbiamo tempo per i figli, non abbiamo tempo per rallegrarci a vicenda. Penso che se potessimo semplicemente riportare indietro nelle nostre esistenze la vita che Ges, Maria e Giuseppe hanno vissuto a Nazaret, se potessimo fare delle nostre case un'altra Nazaret, la pace e la gioia regnerebbero nel mondo. L'amore comincia nella casa paterna; l'amore vive nelle case: la sua mancanza il motivo per cui oggi nel mondo c' tanta sofferenza e tanta infelicit. Se prestassimo ascolto a Ges, egli ci farebbe sentire quel che ha detto una volta: Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi. Egli ci ha amati soffrendo e morendo sulla croce per noi, e cos, se dobbiamo amarci a vicenda, se dobbiamo riportare quell'amore nella vita, dobbiamo cominciare a farlo in seno alle nostre famiglie. Dobbiamo fare delle nostre case dei centri di compassione e perdonare senza fine. Oggi sembra che tutti siano in preda a una terribile frenesia e si affannino per raggiungere mete sempre pi alte e raggranellare ricchezze sempre maggiori e altre cose, cosicch i figli hanno ben poco tempo da dedicare ai genitori, i genitori hanno ben poco tempo da dedicare l'uno all'altro, con la conseguenza che nelle case comincia la dissoluzione della pace del mondo. Le persone che si amano a vicenda in maniera reale, vera e piena, sono le pi felici del mondo e noi lo costatiamo in mezzo alla nostra gente cos povera. Amano i figli e amano la loro casa. Possono anche possedere assai poco, forse non hanno nulla, eppure sono felici. Lamore vivo fa male. Ges, per dimostrare il suo amore per noi, morto in croce. La madre, per dare alla luce il figlio, deve soffrire; se vi amate per davvero gli uni gli altri, non potete farlo senza sacrificio. FEDE Rinuncerei alla vita piuttosto che rinunciare alla mia fede. La fede un dono di Dio. Senza di essa non ci sarebbe vita. E la nostra opera, se vuol essere fruttuosa, tutta per Dio e bella, deve essere costruita sulla fede, sulla fede in Cristo, il quale ha detto: Avevo fame, ero nudo, ero infermo, senza casa e voi mi avete servito. Tutta la nostra attivit basata su queste sue parole. La fede scarseggia, perch c' troppo egoismo e troppa sete di guadagno solo per s. La fede, per essere

SORRIDERE A DIO

vera, ha bisogno di essere un amore che dona. L'amore e la fede vanno di pari passo e si completano a vicenda. Cari amici, credo di capirvi meglio adesso. Temo di non saper rispondere alla vostra profonda sofferenza. Non so perch, per voi siete per me come un Nicodemo, e son sicura che la risposta la medesima: Se non diventate come un fanciullo.... Sono sicura che capirete bene tutto, solo se diventerete come fanciulli nelle mani di Dio. Il vostro desiderio di Dio tanto profondo, eppure lui continua a mantenersi lontano da voi. Egli fa certamente violenza a se stesso nell'agire cos, perch vi ama al punto da aver mandato Ges a morire per voi e per me. Cristo desidera essere il vostro Cibo. Circondati come siete dalla pienezza del Cibo di vita, monte di fame. L'amore personale che Cristo ha per voi infinito, mentre la piccola difficolt che voi provate nei riguardi della Chiesa limitata. Superate il finito con l'infinito. Cristo vi ha creati perch vi voleva. So che cosa provate: un desiderio tormentoso, unito a un senso di vuoto e di oscurit; eppure lui che vi ama. Non so se avete mai letto le righe seguenti; a me esse dnno un senso di pienezza e di vuoto nello stesso tempo: Mio Dio, mio Dio, che cosa un cuore, che tu lo spii e lo corteggi a quel modo, profondendo su di esso tutto il tuo cuore come se non avessi altro da fare...? Quel che oggi sta avvenendo sulla superficie della Chiesa passer. Per Cristo la Chiesa sempre la stessa, oggi, ieri e domani. Gli Apostoli hanno provato i medesimi sentimenti di paura e di sfiducia, di insufficienza e di infedelt, eppure Cristo non li ha rimproverati e si limitato a dir loro: Figli di poca fede, perch avete avuto timore?. Vorrei che potessimo amare come ha amato lui, ora. SOFFERENZA La sofferenza va oggi aumentando nel mondo. La gente ha fame di qualcosa di pi bello, di qualcosa di pi grande di quel che i circostanti possano dare. Oggi nel mondo c' una grande fame di Dio. C' tanta sofferenza dappertutto, ma c' anche una grande fame di Dio e di amore reciproco. C' fame del pane ordinario, e c' fame di amore, di cortesia e di riflessione; e c' la grande povert, che fa soffrire tanto la gente. La sofferenza presa in se stessa niente: ma la sofferenza condivisa con la passione di Cristo un dono meraviglioso. Il dono pi bello che uno possa ricevere di poter prendere parte alla passione di Cristo. S, un dono e un segno del suo amore; perch questo il modo con cui il Padre ha dimostrato di amare il mondo: mandando il Figlio a morire per noi. Cos in Cristo stato dimostrato che il dono pi grande l'amore: perch la sofferenza stata il segreto con cui egli ha pagato per il peccato. Senza di lui non potremmo far nulla. Ed all'altare che noi incontriamo i nostri poveri sofferenti. Ed in lui che vediamo come la sofferenza pu diventare un mezzo per amare di pi ed essere pi generosi. Senza la sofferenza la nostra attivit sarebbe un'attivit sociale, un'attivit molto buona e giovevole, ma non sarebbe l'opera di Ges Cristo e parte della redenzione. Ges ha

voluto soccorrerci con dividendo la nostra vita, la nostra solitudine, la nostra agonia, la nostra morte e ci ha redenti solo unendosi strettamente a noi. Noi siamo chiamati ad agire allo stesso modo; dobbiamo redimere tutta la desolazione dei poveri: non soltanto la loro povert materiale, bens anche la loro miseria spirituale. E dobbiamo condividerla, perch solo unendoci strettamente a loro possiamo redimerli, portando Dio nella loro vita e portando loro a Dio. La sofferenza, quando accettata insieme e portata insieme, diventa gioia. Tra i nostri collaboratori abbiamo degli ammalati e degli handicappati, che molto spesso non possono svolgere alcuna attivit. Cos essi adottano una Sorella o un Fratello e offrono tutte le loro sofferenze e tutte le loro preghiere per quel Fratello o quella Sorella, che a loro volta coinvolgono pienamente il collaboratore ammalato in tutto ci che essi fanno. I due diventano come una sola persona e si chiamano l'un l'altro il loro secondo se stesso. Io ho una seconda me stessa di tal genere in Belgio, e quando sono stata ultimamente l, lei mi ha detto: Son sicura che avrai molto da fare, molto da camminare, lavorare e parlare. Lo so dal dolore che provo alla spina dorsale e dalla operazione molto dolorosa che ho dovuto subire poco tempo fa. Si trattava della diciassettesima operazione, e tutte le volte che ho qualcosa di speciale da compiere, lei che mi sta dietro e che mi d la forza e il coraggio necessari a fare quel che devo fare per compiere la volont di Dio. questa la ragione che mi rende capace di fare quel che sto facendo: la mia seconda me stessa compie per me la parte indubbiamente pi difficile dell'opera. Mie care sorelle e miei cari fratelli sofferenti, siate certi che ognuno di noi fa leva sul vostro amore davanti al trono di Dio, e l ogni giorno noi vi offriamo, o meglio ci offriamo a vicenda a Cristo per le anime. Quanto grate dobbiamo essere noi Missionarie della Carit: voi perch soffrite e noi perch lavoriamo. Completiamo a vicenda quel che manca nella nostra relazione con Cristo. La vostra vita di sacrificio il calice, o piuttosto i nostri voti sono il calice e la vostra sofferenza e la nostra attivit sono il vino, il cuore immacolato. Stiamo insieme in piedi sostenendo il medesimo calice e siamo cos in grado di placare la sua ardente sete di anime. Trovo il lavoro molto pi facile e riesco a sorridere pi sinceramente quando penso a ognuno dei miei fratelli e delle mie sorelle sofferenti. Ges ha bisogno di voi per continuare a versare nella lampada della nostra vita l'olio del vostro amore e del vostro sacrificio. Voi state veramente rivivendo la passione di Cristo. Contusi, sezionati, pieni di dolori e di ferite come siete, accettate Ges cos come egli viene nella vostra vita. Se qualche volta la nostra povera gente morta di fame, ci non avvenuto perch Dio non si preso cura di loro, ma perch voi ed io non abbiamo dato, perch non siamo stati uno strumento di amore nelle sue mani per far giungere loro il pane e il vestito necessario, perch non abbiamo riconosciuto Cristo quand'egli venuto, ancora una volta, miseramente travestito nei panni dell'uomo affamato, dell'uomo solo, del bambino senza casa e alla ricerca di un tetto. Dio ha identificato se stesso con l'affamato, l'infermo, l'ignudo, il senza tetto; fame non solo di pane, ma anche di amore, di

cure, di considerazione da parte di qualcuno; nudit non solo di abiti, ma anche di quella compassione che veramente pochi sentono per l'individuo anonimo; mancanza di tetto non solo per il fatto di non possedere un riparo di pietra, bens per non aver nessuno da poter chiamare proprio caro. IMITAZIONE DI CRISTO Figlie carissime, amiamo Ges con tutto il cuore e con tutta l'anima. Siate sempre sorridenti. Sorridete a Ges nelle vostre pene, perch per essere una vera Missionaria della Carit bisogna essere una vittima gioiosa. Quanto sono felice di avervi! Voi mi appartenete tanto quanto mi appartengono le Suore di qui. Spesso, quando il lavoro molto duro, penso ad ognuna di voi e dico a Dio: Guarda alle mie figlie sofferenti e per il loro amore benedici quest'opera. La risposta immediata. Perci, come vedete, voi siete la nostra tesoreria, la centrale elettrica delle Missionarie della Carit. Non potendo vedere Cristo con gli occhi, non possiamo esprimergli il nostro amore; possiamo per vedere sempre il prossimo e fare per lui quel che faremmo per Cristo, se lo vedessimo. Oggi quel medesimo Cristo vive nelle persone emarginate, disoccupate, trascurate, affamate, ignude e senza tetto. Sembrano persone inutili allo stato e alla societ; nessuno ha tempo per loro. Sei tu e sono io nella nostra qualit di cristiani - degni dell'amore di Cristo se il nostro amore vero - che dobbiamo trovarli e aiutarli; essi sono l perch noi li troviamo. C' sempre il pericolo che lavoriamo per amore del lavoro. qui che il rispetto, l'amore e la devozione entrano in gioco: dobbiamo agire per Dio, per Cristo e questa la ragione per cui cerchiamo di agire nel modo pi bello possibile. I cristiani sono come la luce per gli altri... per la gente del mondo. Se siamo cristiani, allora dobbiamo essere simili a Cristo. Se imparerete l'arte di essere riflessivi, diventerete sempre pi simili a Cristo, perch il suo cuore era mite ed egli pensava sempre agli altri. La meditazione l'inizio di una grande santit. La nostra vocazione, per essere bella, deve pensare continuamente agli altri. Ges venuto per fare del bene. La Madonna a Cana si preoccupata solo dei bisogni degli altri e li ha manifestati a Ges. Un cristiano un tabernacolo del Dio vivente. Egli mi ha creato, mi ha scelto, venuto ad abitare in me, perch mi ha voluto. Ed ora che sai quanto Dio ti ama, semplicemente naturale che tu spenda il resto della vita per irraggiare tale amore. Essere veri cristiani significa accettare veramente Cristo e diventare un altro Cristo gli uni per gli altri. Significa amare come siamo amati e come Cristo ci ha amati dalla croce. Dobbiamo amarci a vicenda e donare agli altri. Quando Cristo ha detto: Avevo fame e mi avete dato da mangiare, non pensava solo alla fame di pane e di cibo materiale, ma pensava anche alla fame di amore. Anche Ges ha sperimentato questa solitudine. E venuto tra i suoi e i suoi non lo hanno ricevuto e la cosa lo ha fatto

soffrire allora e continua a farlo soffrire. Si tratta sempre della stessa fame, della stessa solitudine, del fatto di non essere accettati da alcuno, di non essere amati e benvoluti da nessuno. Ogni essere umano che si trova in quella situazione assomiglia a Cristo nella sua solitudine: e quella la situazione pi dura, la vera fame. PORTATRICI DELLAMORE DI CRISTO Cerchiamo di vivere lo spirito delle Missionarie della Carit fin dall'inizio, spirito fatto di totale abbandono a Dio, di amorevole fiducia reciproca e di gioia in ogni situazione. Se accettiamo veramente questo spirito, allora saremo sicuramente delle autentiche cooperatrici di Cristo, le portatrici del suo amore. Questo spirito deve irraggiare dal vostro cuore sulla vostra famiglia, sul vostro vicinato, sulla vostra citt, sul vostro paese, sul mondo. Cerchiamo di aumentare sempre pi il capitale dell'amore, della cortesia, della comprensione e della pace. Il denaro verr, se cerchiamo anzitutto il regno di Dio: allora ci sar dato il resto. Preferirei commettere degli errori con gentilezza e compassione piuttosto che operare miracoli con scortesia e durezza. Sappiamo che, se vogliamo veramente amare, dobbiamo imparare a perdonare. Non saremmo capaci di capire e di aiutare effettivamente coloro che mancano di tutto, se non vivessimo come loro. Ogni manifestazione di amore, per quanto piccola, in favore dei poveri e degli indesiderati importante agli occhi di Ges. Non aspettate i leaders; fatelo da sole, da persona a persona. Ogni Sorella deve diventare una cooperatrice di Cristo nei bassifondi e perci ognuna di loro deve comprendere quel che Dio e le Missionarie della Carit si attendono da lei. Lasciate che Cristo irraggi e viva la sua vita in lei e attraverso di lei nei bassifondi. Fate in modo che i poveri, vedendola, siano attratti a Cristo e lo invitino a entrare nelle loro case e nella loro vita. Lasciate che gli infermi e i sofferenti trovino in lei un vero angelo confortatore e consolatore. Lasciate che i piccoli per le strade le si facciano attorno, perch lei richiama alla loro mente lui, l'amico dei piccoli. La nostra vita di povert necessaria quanto la nostra stessa attivit. Solo in paradiso vedremo quanto dobbiamo ai poveri per averci aiutate ad amare meglio Dio tramite loro. Le nostre vite sono intessute con Ges nell'eucaristia, e la fede e l'amore che promanano dall'eucaristia ci rendono capaci di scorgerlo sotto le vesti misere dei poveri, per cui vi un solo amore di Ges, non essendovi che una sola persona nei poveri, quella di Ges. Facciamo voto di castit per amare Cristo con amore indiviso; facciamo voto di povert, che ci libera da ogni possesso materiale al fine di essere capaci di amarlo con amore indiviso; con quella libert possiamo amarlo con amore indiviso e in forza di questo voto, fatto di amore indiviso, ci abbandoniamo totalmente a lui nella persona che lo rappresenta. Cos anche il nostro voto di obbedienza un altro modo per dare e per essere amate. Infine il quarto voto che facciamo quello di servire generosamente e senza compenso i pi poveri fra i poveri. Con questo voto ci obblighiamo ad essere come loro, a dipendere unicamente dalla divina provvidenza, a non aver niente, pur possedendo tutto dal momento che possediamo Cristo.

Non inorgogliamoci, n siamo vanitose nella nostra attivit. Quell'opera opera di Dio, i poveri sono poveri di Dio. Mettetevi completamente sotto l'influenza di Ges, in modo ch'egli possa pensare i suoi pensieri nella vostra mente e compiere il suo lavoro attraverso le vostre mani, perch con lui che vi sorregge sarete onnipotenti. State attente a lasciare che la grazia di Dio lavori nelle vostre anime, accettando tutto quel che egli vi dona e donandogli tutto quel ch'egli prende da voi. La vera santit consiste nel fare la volont di Dio con un sorriso. Dio la stessa purezza; niente di impuro pu comparire davanti a lui; per non credo che Dio possa odiare, perch egli amore e ci ama a dispetto della nostra miseria e della nostra peccaminosit. Egli il Padre pieno di amore, per cui non abbiamo che da rivolgerci a lui. Dio non pu odiare; ama perch amore; per l'impurit costituisce un ostacolo, che impedisce di vederlo. Non si tratta solo del peccato di impurit, bens di qualsiasi attaccamento, di qualsiasi cosa che ci tiene lontano da lui e ci rende meno simili a Cristo; tutto ci che sa di odio, di mancanza di carit, anche una impurit. Se siamo ripiene di peccato, Dio non pu riempirci, perch neppure lui pu riempire quel che gi pieno. Per questo abbiamo bisogno del perdono, per svuotarci, e allora Dio ci riempir di se stesso. Le collaboratrici devono amare agendo. Le nostre opere di amore non sono altro che opere di pace. Compiamole con un amore e con una efficienza pi grande: ognuno e ognuna nel suo lavoro, nella vita quotidiana, in casa, nel vicinato. Continuate a dare Ges alla vostra gente non con le parole, ma con l'esempio, amando Ges, irradiando la sua santit e diffondendo la sua fragranza di amore ovunque andate. La gioia di Ges sia la vostra forza. Siate felici e in pace. Accettate tutto quello che vi d, e date con un largo sorriso tutto quello che vi toglie. Appartenete a lui. Ditegli: Sono tua, e se mi tagliassi a pezzi, ogni frammento sarebbe ancora tutto tuo. Lasciate che Ges sia la vittima e il sacerdote in voi. Noi tocchiamo effettivamente il corpo di Cristo nei poveri. il Cristo affamato che nutriamo in essi, il Cristo nudo che rivestiamo di indumenti, il Cristo senza tetto che ospitiamo. Non esiste solo la fame di pane, o il bisogno dell'ignudo di essere rivestito o del senza tetto di avere una casa fatta di mattoni. Anche i ricchi hanno fame di amore, di attenzioni, di benevolenza, di qualcuno da poter chiamare proprio caro. Ges Cristo ha detto che agli occhi del suo Padre noi siamo molto pi importanti dell'erba, degli uccelli e dei fiori della terra; perci, se egli si prende gi cura di queste cose, quanto pi si prender cura della sua vita in noi. Egli non pu ingannarci, perch la vita il dono pi grande fatto da Dio agli esseri umani. Dal momento che l'uomo creato a immagine di Dio, appartiene a lui e noi non abbiamo alcun diritto di distruggerlo. Siamo ben coscienti che quanto stiamo facendo una goccia d'acqua nell'oceano. Ma

credo che, se quella goccia non fosse nell'oceano, questo sarebbe pi piccolo e ne sentirebbe la mancanza. Non sono d'accordo con i metodi grandiosi di fare le cose. Quel che a noi importa l'individuo. Per poter amare una persona, dobbiamo entrare in stretto contatto con lei. Se aspettiamo finch ne potremo contattare molte, finiremo per perderci nei numeri, n saremo mai in grado di mostrare quell'amore e quel rispetto per la persona. Io credo nel contatto da persona a persona; per me ogni persona Cristo, e siccome c un solo Ges, quella persona in quel dato momento l'unica persona al mondo. Impegniamoci sempre pi affinch ogni Sorella, ogni Fratello e ogni collaboratore cresca nella somiglianza di Cristo e affinch possa vivere la propria vita di compassione e di bont nel mondo attuale. Il vostro amore per Cristo deve essere grande. Mantenete sempre accesa la sua luce nel vostro cuore, perch lui solo la via che dobbiamo percorrere, lui la vita che dobbiamo vivere, lui l'amore che dobbiamo amare. Corriamo sempre il pericolo di diventare semplicemente delle assistenti sociali o di lavorare per amore del lavoro; e corriamo questo pericolo quando dimentichiamo chi colui per il quale lavoriamo. Le nostre attivit sono solo un'espressione del nostro amore per Cristo. I nostri cuori hanno bisogno di essere ripieni di amore per lui, e dal momento che dobbiamo esprimere quell'amore nell'azione, i pi poveri tra i poveri sono naturalmente il mezzo per esprimere il nostro amore per Dio... Un signore ind diceva che tanto essi quanto noi stiamo compiendo un'opera di assistenza sociale e che la differenza tra loro e noi sta nel fatto che essi lo fanno per qualcosa, mentre noi lo facciamo per Qualcuno. Questa bella esperienza che noi facciamo servendo, dobbiamo comunicarla a coloro che non l'hanno fatta. Si tratta di una delle grandi ricompense del nostro lavoro. Se vi sono persone che si sentono chiamate da Dio a cambiare le strutture della societ, ci costituisce una faccenda tra loro e Dio. Dobbiamo servirlo, qualunque sia la via per cui ci chiama a farlo. Io sono chiamata ad aiutare gli individui, ad amare ogni persona povera, non a occuparmi di istituzioni. Non sono in grado di giudicare. Non ho bisogno di pubblicit. No, no, non ne ho bisogno. Le opere di Dio vanno fatte nel modo suo caratteristico; e lui possiede le sue vie e i suoi mezzi per far conoscere il nostro lavoro. Guardate quel che successo nel mondo e come le Sorelle sono state accettate in luoghi, dove nessuno aveva mai saputo niente di loro. Esse sono state accettate dove molti altri trovano difficile vivere o rimanere. Io penso che Dio stesso provi in tal modo che questa una sua opera. Siate gentili e misericordiose. Nessuno venga a voi senza andarsene via migliore e pi contento. Siate l'espressione vivente della gentilezza di Dio; gentilezza sul vostro viso, gentilezza nei vostri occhi, gentilezza nel vostro sorriso, gentilezza nel vostro caldo modo di salutare. Nei bassifondi noi siamo la luce della gentilezza di Dio per i poveri. Regalate sempre un sorriso gioioso ai bambini, ai poveri, a tutti coloro che soffrono e sono soli. Date loro non solo le vostre cure, ma anche il vostro cuore. Le nostre labbra devono sempre avere un sorriso per ogni bambino che aiutiamo, per ognuno cui

offriamo la nostra compagnia o una medicina. Sbaglieremmo veramente a offrire solo le nostre cure: dobbiamo offrire il nostro cuore a tutti. Le istituzioni governative svolgono molte attivit nel campo dell'assistenza. Noi dobbiamo offrire qualcos'altro: l'amore di Cristo. Dovremmo parlare di meno; un luogo dove si predica non ancora un luogo di incontro. Che dobbiamo fare allora? Prendete la scopa e pulite la casa di qualcuno. Ci dice abbastanza. Tutte noi siamo solo strumenti di lui, che fanno la loro piccola parte e passano oltre. LA MADONNA Maria la madre di Dio, la madre di Ges e la nostra madre, la madre della Chiesa. Ella la madre di tutto il mondo, perch, quando l'angelo le port la novella, la buona novella che sarebbe divenuta la madre di Cristo, accett di diventare la serva del Signore e accett cos di diventare anche la madre nostra, la madre di tutta l'umanit. Maria madre la speranza dell'umanit. Ella ci ha dato Ges. Divenendo gioiosamente la madre di Lui, diventata la mediatrice della salvezza dell'umanit. diventata nostra madre anche ai piedi della croce, perch Ges, morendo, disse che affidava sua madre a San Giovanni e San Giovanni a sua madre. In quel momento noi diventammo figli di lei. Il lato pi bello della Madonna questo: quando Ges entr nella sua vita, ella si alz subito e in tutta fretta and a trovare Santa Elisabetta, per dare Ges a lei e al suo figlio. E nel vangelo leggiamo che il bambino di Elisabetta "sobbalz di gioia" a quel primo contatto con Cristo. Io penso che, se Ges stato capace di prestar ascolto a Maria, anche noi dovremmo essere capaci di prestarle ascolto. Sotto la croce la troviamo mentre condivide la passione di Cristo. Ella viene continuamente nella nostra vita, nella vita del mondo, a portare gioia e pace e a riportarci a Dio. Io non sono che un piccolo strumento nelle mani di Dio. Nostro Signore e la Madonna diedero ogni gloria a Dio Padre: sui loro esempio, in maniera molto piccola, intendo dare anch'io ogni gloria a Dio Padre. Chiediamo a nostra Signora che renda i nostri cuori "miti e umili" come quello di suo Figlio. cos facile essere superbi, duri ed egoisti: cos facile! Ma siamo stati creati per cose pi grandi. Quanto possiamo imparare dalla Madonna! Ella stata tanto umile, perch era tutta dedita a Dio. Era piena di grazia. Dite alla Madonna di dire a Ges: Non hanno vino; hanno bisogno del vino dell'umilt e della mitezza, della cortesia e della dolcezza. Ed ella ci dir certamente: Fate tutto quello che egli vi dir. I RICCHI

Non accontentiamoci di dare del denaro; il denaro non basta, perch uno pu procurarselo. I poveri hanno bisogno delle nostre mani per servirli, hanno bisogno dei nostri cuori per amarli. La religione di Cristo amore, l'irraggiamento dell'amore. Ci deve pur essere qualche ragione che spiega perch certe persone possano vivere agiatamente. Devono aver lavorato per quello scopo. Io mi arrabbio solo quando vedo degli sprechi, quando vedo della gente che butta via cose che noi potremmo usare. Il guaio che i ricchi, la gente agiata, molto spesso non conoscono veramente chi siano i poveri; e per questo possiamo perdonar loro, perch la conoscenza li porterebbe solo ad amare e l'amore a servire. Se essi non si sentono toccati dai poveri, perch non li conoscono. Io cerco di dare alla gente povera per amore quel che i ricchi possono procurarsi con il denaro. No, non toccherei un lebbroso per mille sterline, mentre lo curo spontaneamente per amor di Dio! UNA GEOGRAFIA DELLA COMPASSIONE In realt non c' molta differenza fra un paese e l'altro, perch sono sempre persone quelle che incontri dappertutto. Le persone possono avere un aspetto diverso, vestire diversamente, avere una diversa istruzione o posizione, ma sono sempre persone, sempre persone da amare, sempre persone affamate di amore. Mi sento indiana fin nel pi profondo dell'anima. Il sari permette alle Sorelle di sentirsi povere tra i poveri, di identificarsi con gli infermi, con i bambini, con i vecchi e con i diseredati. Le Missionarie della Carit, con il loro modo di vestire, condividono lo stile di vita della gente pi povera di questo mondo. L'India ha naturalmente bisogno di tecnici, di esperti, di economisti, di medici, di infermiere per il suo sviluppo. Ha bisogno di piani e di un'azione globale coordinata. Ma quanto dovremmo aspettare prima che quei piani producano i loro effetti? Non lo sappiamo. Nel frattempo la gente deve vivere, ha bisogno di qualcosa da mangiare, di cure e di indumenti. Il nostro campo d'azione l'India attuale. Finch continuer questo stato di bisogno, continuer anche la nostra opera. Abbiamo raccolto un giovane nelle strade di Calcutta. Aveva ricevuto una ottima istruzione e conseguito vari titoli. Era caduto in cattive mani e gli avevano rubato il passaporto. Dopo un po' di tempo gli domandai perch aveva abbandonato la famiglia. Mi disse che suo padre non lo poteva vedere. Non mi ha mai guardato negli occhi fin da ragazzo. Era geloso di me e cos io me ne sono andato. Dopo molte preghiere le Sorelle lo aiutarono a tornare a casa, a perdonare il padre, e ci riuscito utile a tutti e due. Questo un caso di povert veramente grande. Alcune settimane fa venni a sapere che una famiglia - una famiglia ind - non mangiava da alcuni giorni, cos presi un po' di riso e andai a trovarla. Non avevo ancora fatto in tempo a rendermi conto di dove ero, che la madre di quella famiglia aveva gi diviso il riso in due parti e ne aveva portato una met alla famiglia accanto,

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che era musulmana. Allora le domandai: Quanto ne avrete a testa? Siete in dieci a dividere quel poco di riso!.... Ma ella mi rispose: Neppure loro hanno da mangiare. Questa vera grandezza. In Calcutta le nostre Sorelle e i nostri Fratelli lavorano per i pi poveri fra i poveri, che non sono benvoluti, non sono amati, sono malati e muoiono, per i lebbrosi e i bambini piccoli; per posso dirvi che in questi ventitr anni non ho mai sentito un povero lamentarsi, imprecare o sentirsi miserabile. Ricordo che una volta raccolsi dalla strada un infelice ch'era quasi divorato dagli insetti, e lui disse: Sono vissuto come un animale per le strade, ma morir come un angelo, amato e curato. E mor come un angelo... una morte molto bella. Una ragazza arriv un giorno in India per unirsi alle Missionarie della Carit. Noi abbiamo una regola secondo cui le nuove venute, il giorno dopo il loro arrivo, devono recarsi alla Casa dei Moribondi. Perci dissi a quella ragazza: Hai visto il prete durante la santa messa, hai visto con quale attenzione e amore ha toccato Ges nell'ostia. Fa' lo stesso, quando andrai alla Casa dei Moribondi, perch lo stesso Ges che troverai l nei corpi consunti dei nostri poveri. Partirono. Dopo tre ore la nuova venuta torn e mi disse con un largo sorriso, un sorriso quale mai avevo visto: Madre, ho toccato il corpo di Cristo per tre ore. Io le domandai: Come, che cosa hai fatto?. Ella rispose: Quando siamo arrivate, hanno portato un uomo che era caduto in un canale di scarico e che era rimasto l per un po' di tempo. Era coperto di ferite, di sporcizia e di insetti; io l'ho ripulito e sapevo che, cos facendo, stavo toccando il corpo di Cristo. Alcune persone arrivarono a Calcutta e, prima di partire, mi pregarono: Ci dica qualcosa che ci aiuti a vivere meglio. E io dissi loro: Sorridete gli uni agli altri; sorridete a vostra moglie, a vostro marito, ai vostri figli, sorridetevi a vicenda - poco importa chi sia quello a cui sorridete -, e questo vi aiuter a crescere nell'amore reciproco. Allora uno di quelli mi domand: Lei sposata? e io gli risposi: Si, e qualche volta trovo difficile sorridere a Lui. Ed vero: anche Ges pu essere molto esigente, ed proprio quando egli cos esigente che molto bello rispondergli con un gran sorriso. Mentre visito le nostre case in India, passo delle ore meravigliose con Ges in treno. La sofferenza nei campi dei rifugiati grande. Essi sembrano tutti un unico grande Calvario, dove Cristo ancora una volta crocifisso. C' bisogno di aiuti, ma se non ci sar perdono, non ci sar pace e questo vero anche per Belfast e il Vietnam. A Melbourne abbiamo una casa per alcolizzati privi di famiglia, e un giorno uno di loro fu gravemente ferito da un altro. Io pensai che fosse il caso di chiamare la polizia e la facemmo avvertire. Venne un poliziotto e domand a quell'uomo: Chi stato a conciarvi cos?. Quello cominci a raccontare ogni sorta di bugie, ma non volle dire la verit e fare il nome di chi lo aveva ferito, tanto che il poliziotto fu costretto ad andarsene senza poter far niente. Noi gli domandammo: Perch non ha detto alla

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polizia chi stato a farle del male?. Egli mi guard e disse: La sua pena non avrebbe diminuito la mia. Aveva taciuto il nome del suo compagno per non farlo soffrire. Quanto bello e quanto grande l'amore della nostra gente! L'amore che irradia fra loro un miracolo continuo. Alcuni mesi fa nelle strade di Melbourne abbiamo raccolto un uomo che era stato percosso. Era un alcolizzato cronico, che si trovava da anni in quella situazione, e le Sorelle lo portarono nella loro "Casa della Compassione". Il modo con cui esse lo trattavano e le premure che avevano per lui gli rivelarono improvvisamente una cosa: Dio mi ama!. Lasci la casa, non tocc pi l'alcol, fece ritorno alla sua famiglia, ai suoi figli, al suo lavoro. Poi, quando ricevette il primo salario, ritorn dalle Sorelle, lo consegn loro e disse: Voglio che siate per altri l'amore di Dio come lo siete state per me. In un quartiere di Melbourne ho visitato un vecchio, che sembrava dimenticato da tutti. Diedi uno sguardo alla sua stanza e la trovai in condizioni spaventose. Volevo pulirla, ma lui mi diceva: Va bene cos. Non gli risposi e alla fine lui lasci che io dessi una ripulita. C'era l una bella lampada, coperta da una polvere di anni. Gli domandai: Perch non l'accende?. E per chi dovrei accenderla? rispose. Da me non viene nessuno e io non ho bisogno di accenderla. Gli domandai ancora: L'accenderebbe se una Sorella venisse a trovarla?. Rispose: Si; se sentir una voce umana, l'accender. Il giorno dopo mi mand a dire: Dica alla mia amica che la luce ch'ella ha acceso nella mia vita sta ancora splendendo. Le Sorelle stanno facendo piccole cose a New York, aiutano i bambini, visitano le persone sole, gli infermi, gli abbandonati. Ora noi sappiamo che il fatto di essere abbandonati il male pi grande di tutti. E questa la povert che qui troviamo attorno a noi. In una delle case visitate dalle Sorelle una donna, che viveva sola, era morta da parecchi giorni allorch finalmente la gente se ne accorse, perch il cadavere aveva cominciato a corrompersi. Non sapevano neppure come si chiamasse. Qualcuno mi ha detto che le Sorelle non hanno avviato alcuna attivit grandiosa e che compiono silenziosamente piccole opere; ho risposto che, anche se aiutassero una sola persona, avrebbero gi fatto abbastanza; Ges sarebbe morto per una sola persona, per un unico peccatore. Il Ministro della corte imperiale di Addis Abeba mi ha fatto alcune domande inquisitorie: - Che cosa volete dal governo? - Niente; sono soltanto venuta a offrire le mie Sorelle, affinch possano lavorare fra la gente povera e sofferente. - Che cosa faranno le sue Sorelle? - Noi serviamo gratuitamente e senza compenso i pi poveri tra i poveri. - Quale lavoro specifico sanno svolgere? - Cerchiamo di portare un po' di amore e un po' di tenerezza e di compassione agli emarginati, a coloro che non sono amati. - Predicate alla gente, cercando di convertirla? - Le nostre opere di amore rivelano ai poveri sofferenti l'amore che Dio ha per loro. In Inghilterra avete uno stato assistenziale, per io sono andata girando di notte, sono entrata nelle vostre case e ho trovato della gente che moriva senza amore. Qui avete un

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altro tipo di povert, una povert di spirito, una povert fatta di solitudine e di emarginazione. E oggi questo il male peggiore del mondo, non la tubercolosi o la lebbra. Penso che in Inghilterra la gente abbia bisogno di conoscere di pi chi sono i poveri. Qui la gente dovrebbe offrire il proprio cuore per amare i poveri e anche le proprie mani per servirli. Ma non lo potr fare se non li conosce, mentre la conoscenza guider ad amare e l'amore a servire. Qui in Inghilterra e in altri luoghi, a Calcutta, Melbourne, New York troviamo delle persone sole, che sono conosciute unicamente in base al numero del loro appartamento. Perch non entriamo l? Sappiamo veramente che l c' qualcuno, forse nella stanza accanto alla nostra? Forse vi abita un cieco, che sarebbe felice di sentirsi leggere qualche pagina di giornale; forse vi abita un ricco, che non ha nessuno che vada a trovano; magari possiede un mucchio di altre cose, quasi vi affoga dentro, ma non possiede quel contatto umano e ha bisogno del vostro contatto. Qualche tempo fa un uomo molto ricco venuto da noi e mi ha detto: Per favore, venite a casa mia, lei o qualcun altro. Sono quasi mezzo cieco e mia moglie sta dando i numeri; i nostri figli sono tutti emigrati e moriamo di solitudine. Abbiamo un gran desiderio di sentire il suono di una voce umana. Non accontentiamoci di dare del denaro. Il denaro non basta, perch uno se lo pu anche procurare; la gente ha bisogno del vostro cuore, ha bisogno di un po' d'amore. Perci irraggiate amore ovunque andate e anzitutto nella vostra propria casa. Amate i vostri figli, vostra moglie o vostro marito, il prossimo che abita accanto a voi. Mi chiedete come vedrei il compito delle Missionarie della Carit se fossi una suora o un sacerdote nel Surrey o nel Sussex. Ebbene, il compito della Chiesa in questi luoghi molto pi difficile di quello che noi stiamo affrontando a Calcutta, nello Yemen o altrove, dove la gente ha bisogno di qualche benda per le proprie ferite, di una ciotola di riso e di un abbraccio affettuoso, di qualcuno che dica loro che sono amati e considerati. Nel Surrey e nel Sussex i problemi della vostra gente sono molto pi profondi e giacciono nel fondo del loro cuore. Essi devono arrivare a conoscervi e ad aver fiducia in voi, a vedervi come persone che portano la compassione e l'amore di Cristo, prima che i loro problemi emergano e voi possiate aiutarli. Ci prende molto tempo! Tempo per voi, per essere persone di preghiera, e tempo da donare a ogni individuo della vostra gente. SCHIAVE VOLONTARIE DELLA VOLONTA DI DIO Ama il Signore tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo il comandamento del grande Iddio, che non pu comandare l'impossibile. L'amore un frutto di stagione in tutti i tempi e alla portata di qualsiasi mano. Ognuno pu afferrarlo e farlo proprio senza alcun limite. Ognuno pu raggiungerlo attraverso la meditazione, lo spirito di preghiera e di sacrificio e con una intensa vita interiore. Non c' limite nell'amare, perch Dio amore e l'amore Dio, per cui ami veramente Dio, quel Dio il cui amore infinito. Ma il difficile sta nell'amare e nel dare fino a soffrire. E qui sta la ragione del fatto che non tanto importante quel che fai, quanto

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piuttosto la quantit di amore che metti nell'azione, la quantit di amore che mettiamo nei nostri doni. Per questo le persone, - forse anche molto ricche - incapaci di dare e di ricevere amore, sono le pi povere tra i poveri. E io penso che questo sia invece quanto le nostre Sorelle posseggono: la capacit di irraggiare gioia, come vedete in molte religiose che si sono donate senza riserva a Dio. La nostra attivit soltanto l'espressione dell'amore che nutriamo per Dio. Dobbiamo riversare il nostro amore su qualcuno, e la gente il mezzo per esprimere il nostro amore per Dio. Abbiamo bisogno di trovare Dio, ma Dio non pu essere trovato nel rumore e nell'agitazione. Dio l'amico del silenzio. Guardate come la natura - gli alberi, i fiori e l'erba - cresce in silenzio; guardate come le stelle, la luna e il sole si muovono in silenzio. La nostra missione non forse quella di dare Dio ai poveri che vivono nei bassifondi? Non un Dio morto, ma un Dio vivo e pieno di amore. Quanto pi riceviamo nella preghiera silenziosa, tanto pi possiamo dare nella nostra vita attiva. Abbiamo bisogno di silenzio per poter entrare in contatto con le anime. La cosa essenziale non quel che diciamo noi, ma quel che Dio dice a noi e attraverso di noi. Tutte le nostre parole saranno inutili, se non vengono dal di dentro; le parole che non irraggiano la luce di Cristo aumentano solo l'oscurit. Il nostro progetto nella santit dipende da Dio e da noi stesse, dalla grazia di Dio e dalla nostra volont di essere sante. Dobbiamo avere una determinazione veramente viva di raggiungere la santit. Voglio essere una santa significa che voglio spogliarmi di tutto ci che non Dio, che voglio staccare il mio cuore da tutte le cose create, che voglio vivere in povert e distacco, che voglio rinunciare alla mia volont, alle mie inclinazioni, ai miei capricci e alle mie fantasie, per fare di me stessa una schiava vivente della volont di Dio. AMATE LA PREGHIERA Signore, facci degni di servire i nostri fratelli in mezzo al mondo, che vivono e muoiono nella povert e nella fame. Da' loro oggi attraverso le nostre mani il loro pane quotidiano, e dona loro pace e gioia attraverso il nostro amore e la nostra comprensione. Signore, fa' di me un canale della tua pace, fa' che, dove c' odio, possa portare amore, dove ci sono torti, possa portare lo spirito del perdono, dove c' la discordia, possa portare l'armonia, dove c' l'errore, possa portare la verit, dove c' il dubbio, possa portare la fede, dove c' la disperazione, possa portare la speranza, dove c' buio, possa portare la luce, dove c' tristezza, possa portare la gioia. Signore, concedi che io mi sforzi di confortare, pi che di essere confortata; di capire, pi che di essere capita; di amare, pi che di essere amata; perch solo dimenticandoci, ritroviamo noi stessi, solo perdonando, noi siamo perdonati, solo morendo, noi risorgiamo per la vita eterna. Mio Signore, fa' che oggi e tutti i giorni io possa vederti nella persona dei tuoi infermi e, mentre curo loro, serva te. Anche se ti nascondi dietro la figura poco attraente del permaloso, dell'esigente, dell'irragionevole, fa' che possa riconoscerti egualmente e dire: Ges, paziente mio, quanto dolce servirti.

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Signore, dammi questa fede perspicace, e allora il mio lavoro non sar mai noioso. Prover sempre gioia nell'assecondare le voglie e nel soddisfare i desideri di tutti i poveri sofferenti. O infermi amati, quanto mi siete doppiamente cari, quando personificate Cristo; e quale privilegio il mio di potervi assistere! Dolcissimo Signore, fa' che io apprezzi la dignit della mia alta vocazione e le sue molte responsabilit. Non permettere mai che la disonori dando via libera alla freddezza, alla scortesia o all'impazienza. O Dio, dal momento che sei Ges, mio paziente, degnati anche di essere un Ges pieno di pazienza per me, sopporta le mie mancanze, guarda solo alla mia intenzione, che quella di amarti e di servirti nella persona di ognuno dei tuoi infermi. Signore, aumenta la mia fede, benedici i miei sforzi e il mio lavoro, ora e sempre. Signore, aiutaci a vedere nella tua crocifissione e risurrezione un esempio di come dobbiamo sopportare e morire nell'agonia e nei conflitti della vita quotidiana, in maniera che possiamo vivere pi pienamente e pi creativamente. Tu hai accettato con pazienza e umilt i contrattempi della vita umana, nonch le torture della crocifissione e della passione. Aiutaci ad accettare le pene e i conflitti di ogni giorno quali occasioni per maturare come persone e diventare pi simili a te. Rendici capaci di sopportare ogni cosa con pazienza e con coraggio, fidando nel tuo aiuto. Facci capire che solo morendo continuamente a noi stessi e ai nostri desideri egoistici diventiamo capaci di vivere pi pienamente, perch solo morendo con te che possiamo con te risorgere. Non possibile impegnarsi nell'apostolato diretto senza essere anime di preghiera. Dobbiamo essere coscienti della nostra stretta unione con Cristo, cos come lui era cosciente della sua stretta unione con il Padre. La nostra attivit veramente apostolica solo nella misura in cui gli permettiamo di agire in noi e attraverso di noi con la sua forza, i suoi desideri e il suo amore. Dobbiamo diventare santi non perch vogliamo sentirci santi, ma perch Cristo deve poter vivere pienamente la sua vita in noi. Dobbiamo essere tutto amore, tutta fede, tutta purezza per amore dei poveri che serviamo. E una volta che avremo imparato a cercare Dio e la sua volont, i nostri contatti con i poveri diventeranno il mezzo per raggiungere una grande santit per noi e per gli altri. Amate la preghiera, sentite spesso il bisogno di pregare durante il giorno e trovate il modo di farlo. La preghiera dilata il cuore fino a renderlo capace di contenere il dono che Dio fa di se stesso. Chiedete e cercate, e il vostro cuore diventer grande a sufficienza per riceverlo e trattenerlo come qualcosa di proprio. Diventiamo tutte un tralcio genuino e fruttuoso della vite Ges, accettandolo nella nostra vita cos come a lui piace di venire: come la verit - che dobbiamo dire; come la vita - che dobbiamo vivere; come la luce - che dobbiamo accendere; come l'amore che dobbiamo amare; come la via - che dobbiamo percorrere; come la gioia - che dobbiamo dare; come la pace - che dobbiamo diffondere; come il sacrificio - che dobbiamo offrire nelle nostre famiglie e nel nostro vicinato. Nella Santa Comunione abbiamo Cristo sotto le apparenze del pane. Nel nostro lavoro lo troviamo sotto le apparenze della carne e del sangue. Ma sempre lo stesso Cristo.

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La Messa il cibo spirituale che mi sostiene e senza il quale non potrei vivere un solo giorno o una sola ora della mia vita; nella Messa abbiamo Ges sotto le apparenze del pane, mentre nei bassifondi vediamo Cristo e lo tocchiamo nei corpi affranti e nei bambini abbandonati. GIOIA La gioia preghiera - la gioia forza - la gioia amore - la gioia una rete di amore con cui potete catturare le anime. Dio ama il datore gioioso. D di pi chi d con gioia. Il modo migliore di mostrare la nostra gratitudine a Dio e alla gente quello di accettare ogni cosa con gioia. Un cuore gioioso il risultato inevitabile di un cuore ardente di amore. Non permettete che niente vi riempia di tristezza, fino al punto di farvi dimenticare la gioia di Cristo risorto. Aspiriamo tutti ardentemente al cielo, dove c' Dio, ma possiamo essere in paradiso con lui gi ora ed essere felici con lui gi in questo stesso momento. Ma essere felici con lui gi ora significa: amare come lui ama, aiutare come lui aiuta, dare come lui d, servire come lui serve, redimere come lui redime, essere con lui ventiquattro ore su ventiquattro, toccare lui nei suoi umili travestimenti.