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I MOVIMENTI D’AVANGUARDIA

Visione del video dello stile liberty


Lo stile di Munch e di Van Gogh è uno stile post impressionista, si ritrovano in entrambi degli
elementi simbolisti e il loro stile è definito proto espressionista ovvero anticipatore
dell'espressionismo. Anticipava l'espressionismo la deformazione della realtà attraverso forme
alterate e colori innaturali→c’è un allontanamento del naturalismo per una visione antinaturalistica.
Il termine espressionismo viene utilizzato per qualificare gli elementi di avanguardia. Le
avanguardie o movimenti espressionisti sono tutti quei movimenti nati in Europa alla vigilia della
prima guerra mondiale (=nei primi anni del 900) fino ai primi anni venti del 900. Dopo ci sarà una
pausa e si verificheranno altri movimenti artistici.
Il termine avanguardia deriva dal francese e lo utilizzò per la prima Baudelaire che lo prese dal
gergo militare e lo utilizzava per ironizzare l’estremismo di sinistra.
Avanguardia significa guardare avanti, ovvero anticipare. I militari che “andavano avanti” erano
quelli che venivano mandati avanti per perlustrare il territorio nemico, riferivano ciò che avevano
visto e si pianificava la strategia di usare.
Arte avanguardista ovvero arte che anticipa, che fa qualcosa di nuovo non esistente sulla base delle
macerie della guerra dichiarata con la tradizione del passato. Gli avanguardisti rifiutano la
tradizione del passato e vogliono la sua distruzione perché solo con il suo azzeramento si potranno
gettare le base per un nuovo movimento.

Principali movimenti di avanguardia


- il primo movimento di avanguardia nasce in Francia nel 1905 a opera di Matisse che crea il
movimento dei Fauves.
- nel 1910 in Germania nasce il Movimento del Ponte che ha il suo massimo rappresentante in
Kirchner
- nel 1911 compare a Monaco di Baviera il movimento Der Blaue Reiter (=il cavaliere azzurro) che
vede i rappresentati in Kandins, Klee e Marc
- in Italia nel 1909 nasce il Futurismo ad opera di Marinetti, ma i maggiori artisti sono Giacomo
Balla, Carlo Carrà e Umberto Boccioni
- nel 1911 in Francia nasce il Cubismo ad opera di Georges Braque e Pablo Picasso
- nel 1915-17 nasce il Dadaismo ad opera di Marcel Duchamp
- nel 1924 apparve il Surrealismo rappresentato da Salvador Dalì che nacque grazie alla metafisica
di Giorgio de Chirico

Caratteristiche genetiche dei movimenti d’avanguardia


- la volontà di rottura rispetto al passato è espressa tramite forzature della realtà tanto che essa si
allontana da qualunque forma di oggettività. È una visione soggettiva, deformante attraverso i colori
e le forme.
- spesso la pratica è preceduta dalla teoria, ovvero dai manifesti (→non accadrà però per il cubismo)
- spesso gli artisti interagiscono con il pubblico
- improbabili accostamenti di colore, che tra di loro stridono e sono in varianti estremamente
anomale per l'epoca (es: verdi acidi, gialli limone)→colori che avevano un impatto emotivo molto
forte sullo spettatore che si sentiva coinvolto, ma anche su chi lo produceva in quanto erano lo
strumento per comunicare emozioni
- spesso si utilizzano oggetti di uso comune come la scodella perché l'artista vede un potenziale
estetico
- c'è la volontà da parte degli artisti di andare controcorrente perché in questo modo si sentivano
partecipi della modernità. Come l'art nouveau rappresenta la società borghese, l’avanguardia si
vuole opporre alla società borghese. Vuole essere una contro-egemonia, un'alternativa
- esaltano la singolarità, la soggettività
- non volevano privarsi della totalità delle esperienze→spesso usano droghe in quanto viste come
mezzi che non veicolavano fantasie che altrimenti non avrebbero mai avuto
- fondamentale è il clima storico nel quale si vive: progresso, elettricità, aviazione. Inoltre poco
tempo prima era nata la psicoanalisi attraverso Freud, che mise in evidenza l'esistenza
dell'inconscio, mondo che non si pensava esistesse.

I FAUVES - Matisse
Nel Salon del 1905 Matisse e un altro gruppo di artisti presentano delle opere destinate a
sconvolgere le regole del tempo. Nel Salon c’era una stanza con al centro una scultura tradizionale,
mentre sulle parete dei dipinti di giovani pittori e un critico disse: “Ecco Donatello tra le belve”
(non era effettivamente una statua di Donatello ma era stata costruita seguendo modelli tradizionali
e i quadri che la circondavano erano considerati “belve” perché erano nati per distruggere l’arte
precedente ovvero quella tradizionale)

LUSSO, CALMA E VOLUTTÀ (1904)


Riprende il titolo da un'opera di Baudelaire (→è come se si facesse interprete di questo passo
letterario). Due sono gli elementi caratteristici del dipinto: la tecnica pittorica e il trattamento del
soggetto. La tecnica del pointillisme appare in maniera decisa nella scelta dei colori, piuttosto
insoliti e innaturali, che preannunciano la prossima svolta fauve. Matisse rappresenta una colazione
in riva al mare, che si trasforma in una composizione simbolica, che segna un ulteriore distacco
dalle poetiche realiste a favore di uno stile decorativo. Figure femminili nude (→ripresa del nudo
all'aperto ripreso per la prima volta da Renoir) su un litorale mediterraneo ritratte durante un
momento di ricreazione e di conversazione. Citazione di:
- Manet: Colazione sull'erba
- Gauguin: primitivismo (semplificazione delle immagini, figure totalmente immerse nella natura)
- Saurat: pointillisme (possiamo distinguere i vari colori puri), ma a differenza di Seurat dove
abbiamo il punto applicato sulla tela con un metodo scientifico, qui il punto s’ingrandisce fino a
creare una tassella di colore. È un mondo costruito con la luce e il colore e le linee sono libere dalle
regole del passato. Idea di trasmettere un'immagine fatta da luce e colore in cui le forzature
cromatiche hanno il fine di comunicare una bellezza che è di natura esclusivamente estetica.

LA TAVOLA IMBANDITA (1897)


Dipinto fatto nella sua fase giovanile con tagli obliqui e fotografici (→Degas). Tutto ancora riflette
le leggi della realtà secondo l'impressionismo.
Il disegno non risulta visibile e la stesura dei colori è frammentata (→influenza del pointillisme). Le
superfici sono piatte e il disegno, molto sintetizzato, è reso evidente dai contorni tracciati con il
nero. Ciò a cui il pittore presta attenzione sono i riflessi creati dalla luce sopra gli oggetti.

LA STANZA ROSSA (1908)


Stessa donna e finestra ma tutto è cambiato perché non c'è prospettiva, non c’è tridimensionalità ma
bidimensionalità, colore piatto, contorno netto e marcato (→Gauguin, ma qui con una funzione
estetica), il paesaggio ha perso ogni connotato reale, gli oggetti sembrano quasi sospesi. Cambia che
mentre prima nel tavolo la luce è data come riflesso degli oggetti, qui la luce è data dalla
combinazione dei colori→giocare con le linee con una funzione estetica. Matisse si allontana dalla
tradizione del passato. Gli arabeschi incidono molto sul modo di rappresentare la linea (decori tipici
del mondo arabo con colori puri e molto intensi). È una linea molto morbida, con una funzione
decorativa; interessa dare una gradevolezza estetica.

MOVIMENTO DEL PONTE - Kirchner


Mentre in Francia accadeva tutto questo, in Germania nasceva un altro movimento artistico: il
movimento del ponte (“Die Brucke”), il quale nasce a Desdra e vede come massimo rappresentante
Kirchner. Il movimento intendeva affrontare l'arte in chiave anti-impressionista: prese nome di
"ponte" in quanto intendeva collegare tutte le tendenze espressioniste dell'epoca, ovvero quelle
tendenze che mirassero a comunicare, all'osservatore di un quadro, uno stato interiore e una
condizione, piuttosto che raffigurare una scena o un paesaggio.

CINQUE DONNE NELLA STRADA (1913)


Si vedono i profili di cinque donne quasi filiformi, spigolose, spettrali, dalla figura allungata, tutte
più o meno vestite allo stesso modo, e che si muovono sullo sfondo della luce accesa di una vetrina,
mentre sulla sinistra si intravede un automobile passare.
Con i suoi dipinti Kirchner intende mostrare all'osservatore la frenesia, il grigiore, il senso di
oppressione della grande città: i colori infatti sono pochi e cupi, le donne sono tutte uguali (segno
che la loro condizione ne ha annullato la personalità), il loro essere attratte dalla vetrina da cui
proviene la luce quasi abbagliante è segno che le donne stanno esercitando il loro istinto, più che le
loro facoltà intellettive.
La struttura è fortemente simmetrica e ricorda gli archi ogivali delle cattedrali gotiche tedesche. Il
tratto è nervoso e sintetico come se si trattasse di uno schizzo; si può quasi ricostruire il gesto della
mano che lo ha tracciato, comunicando un senso di velocità unita a rumore stridente.
Quadro avanguardista con colore piatto, realtà bidimensionale, forme alterate con il compito di
trasmettere emozioni. Ma nei francesi tutto questo avveniva per una questione estetica, qui lo si fa
per uno scopo di disagio sociale e interiore. Stato d'animo inquieto che è condizionato dalla
situazione sociale e filosofica che si sta diffondendo in Germania (Kierkegaard, Nichilismo). Uso di
colori intensi accostati con forzature cromatiche. Non c'è la ricerca di accostamenti armoniosi, ma
sono accostamenti stridenti per creare un sentimento di straniamento nello spettatore. Colori non
morbidi come in Francia,ma spigolosi che portano allo disorientamento con forme sfaccettate.
Forme allungate, stiracchiate,appuntite, deformate, sproporzionate (→primitivismo).
Nelle forme appuntite c'è un influenza dell'incisione tedesca del 400 (incisione di Schongauer
“Tormento di Sant’Antonio”→contorni netti, marcati, spigolosi, forme allungate). Recuperano
queste tecniche per uno spirito di patriottismo.

CUBISMO - Picasso
Un altro movimento d'avanguardia è il cubismo che nasce introno il 1909 con l'apparizione del
quadro “Demoiselles D’Avignon” di Pablo Picasso, opera che nacque come un esperimento
(Picasso mise mano intorno al 1907, lo lascia stare e poi lo riprese e concluse nel 1909).
Picasso è un pittore del XX secolo, origine spagnole, con una cultura immensa perché si forma
come autodidatta fin da fanciullo, poi svolse i suoi studi in un'accademia e dopo va in Francia.
Mentre frequentava l'accademia, Picasso approfondita gli studi della tradizione spagnola e fu
attratto da Velázquez e Goya. A Parigi entra poi in contatto con l’arte dei Fauves e in particolare con
Cézanne e Matisse. Cézanne era il pittore che veramente aveva ammodernato l'arte secondo
Picasso.
Attraversa diversi periodi:
- periodo blu→opere prodotte nel periodo precedente al cubismo (→1905) basate sulle variazioni
del blu. È molto vicino ai Fauves: vede nei colori e nelle forme degli strumenti per veicolare le
emozioni. (Picasso aveva visto morire la sorella→crisi esistenziale→visione triste dell'esistenza in
quel momento). Durante questo periodo trasmette tristezza e solitudine. Il colore usato in funzione
emotiva deriva da Matisse, le forme solide e geometrizzate da Cézanne, il profilo e i contorni da
Degas. Rappresenta il mare, simbolo dell’ignoto, di ciò che non si conosce del futuro e del proprio
destino.
- periodo rosa→protagonisti sono gli uomini del circo e le donne che lavorano nel mondo circense
- cubismo (con le Demoiselles D’Avignon). Tende a demolire ciò che è venuto prima per creare
qualcosa di nuovo. Rispetto agli altri movimenti d'avanguardia, il cubismo si distingue per il fatto
che per gli altri prima era nata la teoria e poi c'era la pratica, nel cubismo avviene il contrario: prima
Picasso e Braque inventano il cubismo in pittura, poi Apollinaire crea il manifesto dove cerca di
teorizzarlo e afferma che ci sono diversi tipi di cubismo:
1- analitico: cubismo che parte dall’analisi della realtà
2- sintetico: si concentra sulla sintesi delle forme
3- orfico: introduce la componente del dinamismo e quella del colore. Alcuni esempi sono “Tour
Eiffel” di Delaunay oppure l'orinatoio di Marcel Duchamp, artista che eleva a dignità questo
oggetto (Duchamp ha vissuto una fase cubista prima di diventare dadaista). Il cubismo orfico
introduce nel cubismo di Picasso e Braque il movimento e il dinamismo (le loro opere erano cubiste
ma statiche e grazie a Duchamp e al cubismo orfico vieni introdotto il movimento e il colore→
dinamismo e luminosità). Il movimento introdotto nel cubismo è un fatto che generò un distacco tra
francesi e gli italiani: la critica francese sostiene che il colore e il dinamismo sia stato introdotto dai
francesi, gli italiani sostenevano che fossero stati alcuni artisti italiani che si erano trasferiti in
Francia (come Umberto Boccioni).

LES DEMOISELLES D'AVIGNON (1907)


Les Demoiselles d’Avignon di Pablo Picasso è considerato universalmente il manifesto del
Cubismo (anche se alcuni invece lo considerano come un quadro protocubista). Sono rappresentate
cinque ragazze (inizialmente dovevano essere aggiunti anche due uomini tra cui un marinaio)
disposte frontalmente e mostrano in modo sfacciato la loro nudità. Si pongono come modelle e la
loro posizione prende direttamente in considerazione l’esistenza di qualcuno che le sta osservando.
Lo sfondo è rappresentato da zone frammentate di diversi colori che si integrano con quelle dei
corpi delle ragazze.
Le due ragazze centrali hanno uno sguardo più riconoscibile e diretto; le due donne laterali a destra
invece richiamano, con la deformità del loro volto, le maschere di tradizione africana amate da
Picasso. L’immagine della ragazza di sinistra poi ricorda lo stile egizio con l’occhio frontale e con il
volto disegnato di profilo.
Il colore è forte, non modulato dal chiaroscuro e steso in campiture piatte. Il rosa carne delle
ragazze entra in competizione complementare con quello azzurro del fondo dipinto con frammenti e
campiture di colore. Non vi è profondità nello spazio rappresentato ma una integrazione
bidimensionale tra le forme e lo sfondo.
Influenza di Cézanne nella geometrizzazione delle forme, nel primitivismo (→maschere nere che
pose al posto delle facce delle donne in quanto sono caricate di una potenzialità
espressiva+riferimento arte egizia).
Picasso tenta di mostrare in un’unica immagine più parti del corpo umano→vuole mostrare la
totalità della figura in un’unica immagine. La realtà è scomposta nella realtà tridimensionale e
ricomposta sul piano bidimensionale.
Influenza della “Visione di San Giovanni Battista” (metà 1500) di El Greco, artista di origine greca
che poi va in Spagna a Toledo. Figure nude avvolte da un lenzuolo. Picasso lo considera come
l’artista più cubista. Forme allungate, no naturali, egli deforma la realtà, modellando le figure esse
sembrano ruotare su se stesse.

RITRATTO DI AMBROISE VOLLARD (1909-1910)


Le varie parti che compongono il dipinto paiono schegge monocrome che si compongono nel
formare il Ritratto di Ambroise Vollard. Nel dipinto si riescono ad identificare gli occhi il naso e la
bocca. La barba e la sommità della testa sono riconoscibili attraverso il colore che li ritaglia dal
fondo. Il resto della superficie è costruita con altre schede e incastri di colore bruno tendente al
marrone scuro.
Il tentativo della pittura cubista fu quello di rappresentare la quarta dimensione, il tempo. I cubisti,
per rappresentare il passaggio del tempo pensavano di rappresentare il soggetto da più punti di vista.
Il Ritratto di Ambroise Vollard, infatti, è costruito mettendo insieme la rappresentazione di più
prospettive della stessa immagine. Queste parti vengono poi geometrizzate e riassemblate in una
specie di mosaico ad incastro. A dare questa sensazione di frantumazione è l’uso di un colore
monocromatico che confonde piani e figure.
Il tempo fisico è annullato perché hai una visione simultanea della realtà, ma c’è il tempo mentale e
concettuale (→ci metti tempo per capire cosa è cosa)→parallelismo del tempo oggettivo vs tempo
soggettivo di Bergson.

Braque e Picasso si sfidano a chi fa la cosa più moderna, che non si identificava immediatamente,
fino ad arrivare al dipinto “Violino e brocca” in cui Bacque pianta un chiodo finto che getta
un'ombra sulla parete→elemento che sembra imitare un vero chiodo. Nacque così una nuova
esigenza ovvero quella dei papier collé.
I papier collé sono dei collage con delle parti prelevate dall'oggetto e applicate poi sulla tela per
permettere allo spettatore di capire l'oggetto rappresentato a partire dall'oggetto stesso o dalla pittura
che imita l'oggetto.

FUTURISMO – Balla, Carrà, Boccioni


Mentre in Francia si diffonde il cubismo, in Italia c'è il futurismo che nasce nel 1909 ad opera del
poeta Marinetti che getta le basi teoriche del nascente movimenti artistico. Il futurismo punta
all'esaltazione del progresso, della velocità, del dinamismo, del lavoro e della modernità. Si
sosteneva che l'Italia dovesse rompere i rapporti con la tradizione (es: non usare la punteggiatura
perché blocca il flusso dei pensieri). I futuristi sono interventisti per quando si deve decidere se
entrare in guerra o no. Puntavano sull'efficacia della parola che arriva subito alla popolazione
(→manifesti con tanti ritagli di colore e parole chiavi, come guerra-rosso, che hanno un forte
impatto comunicativo). I più grandi artisti futuristi furono Boccioni, Balla, Carrà

BALLA
LAMPADA AD ARCO (1910-1911)
Viene rappresentata una lampada che brilla nella notte; dal vetro che protegge il filamento si
sprigiona una intensa luminosità che si propaga a raggiera. A destra, oltre l’alone creato dai tratti di
colori puri, si intravede una falce di luna. Balla aveva l’intenzione di esaltare l’utilizzo dell’energia
elettrica e dimostrare che vi era della bellezza anche nell’emissione luminosa di una lampada
industriale (→l’elettricità è talmente potente da oscurare la luna→metafora delle capacità
tecnologiche dell'uomo e esaltazione del progresso e elettricità) . I colori sono stati posti sulla tela
senza fusione tra le pennellate→si osservano i colori nella loro saturazione originaria. In centro i
colori sono chiari e si identificano gialli e verdi. Man mano che l’alone si espande infine i colori
diventano rossi, arancio e indaco.
Dal punto di vista pittorico vi è l’influenza del pointillisme francese, il colore intenso, puro e
innaturale rimanda all'espressionismo.

BAMBINA CHE CORRE SUL BALCONE (1912)


Nel dipinto si individua con una certa difficoltà una figura ripetuta. In basso, in modo più evidente,
si riconoscono immagini di stivaletti, riprodotte in modo regolare e ritmico. Si percepisce con
maggiore fatica, in alto, la capigliatura di una bambina con una treccia che ricade verso il basso.
Alla base del dipinto Bambina che corre sul balcone vi furono alcuni studi disegnati su carta. In
questi disegni Balla scompose infatti molto attentamente il movimento disegnando le gambe della
bambina in rotazione e sovrapposte. Gli artisti futuristi asserirono che per conoscere la realtà
occorreva studiare la dinamica del movimento nella quotidianità. Balla qui scompone la corsa del
soggetto rappresentandola attraverso una serie di immagini in sequenza. Per comprendere un
dipinto futurista è possibile paragonare l’immagine all’osservazione di una pellicola fotografica
dell’epoca (→si sta affermando il cinema grazie ai fratelli Lumière)
Balla dipinse dei tasselli colorati che accostati creano la continuità dell’immagine e al tempo stesso
frammentano la visione delle forme in movimento. La superficie dipinta è realizzata con la tecnica
divisionista (=pointillisme italiano).

CARRÀ
MANIFESTAZIONE INTERVENTISTA (1914)
Carrà raffigura un volo di foglietti propagandistici lanciati da un aereo su Piazza del Duomo a
Milano. Nel dipinto non rappresenta figure umane o elementi del paesaggio. I volantini interventisti
volteggiano nel cielo creando una immagine astratta. Al centro è dipinto un cerchio pieno dal quale
partono alcuni elementi rettilinei a raggiera. La struttura poi ricorda l’elica frontale di un aereo e le
scritte, di diversi formati e colori, sembrano riprodurre i rumori della folla che manifesta.
Il riferimento dell’opera va alle attività di sostegno a favore della dichiarazione di guerra contro
l’Austria da parte dell’Italia. Sono infatti evidenti nel dipinto le immagini del tricolore italiano e le
scritte inneggianti come Trieste italiano.
Fu realizzato con la tecnica del collage e grazie a questa soluzione la superficie bidimensionale del
dipinto conferma la volontà di astrazione del maestro. L’impianto cromatico di Manifestazione
interventista è caldo, con maggior uso di toni sul giallo e rosa. Al centro compaiono linee nere che
sbiadiscono verso i lati, mentre in basso compare il tricolore della bandiera italiana in verde, bianco
e rosso.

BOCCIONI
LA CITTÀ CHE SALE (1910)
In primo piano è rappresentato un cavallo, di fronte a esso si trovano altri due cavalli: uno bianco e
uno rosso. Sullo sfondo ferve l’attività degli operai e si intravedono altri cavalli che portano avanti i
carichi. L’edificio, ancora in fase di costruzione è circondato dalle impalcature e svetta su tutte le
figure. La città che sale è un dipinto che si ispira alla costruzione di una centrale elettrica nella
periferia di Milano. Il progresso industriale, tanto amato dai pittori futuristi, è qui rappresentato
dalla costruzione della centrale elettrica: i tram che passano velocemente, le case in costruzione e,
sul fondo, le ciminiere delle fabbriche che producono.
Per raffigurare lo spostamento e la rapidità del movimento i pittori futuristi ricorsero alla fusione fra
soggetto e ambiente attraverso un turbinio di colori e scie cromatiche.
Non vi sono ombre e luci tradizionalmente chiaroscurale. Le figure quindi, non creano un senso di
profondità attraverso la prospettiva aerea che crea la resa atmosferica del dipinto.
Cavallo al centro = emblema della forza lavoro, no chiese sullo sfondo ma fabbriche e palazzi con
dei ponteggi (→progresso del popolo). Il colore è applicato attraverso la tecnica divisionista, mentre
l’intensità del colore è espressionista. Il senso del dinamismo, del progresso, della velocità è
tipicamente futurista.

Nel 1911-1912 andò in Francia dove incontra Picasso e i cubisti.

GLI STATI D’ANIMO I: GLI ADDII (1911)


Gli addii fa parte della seconda serie serie degli Stati d'animo in cui Boccioni porta avanti la sua
ricerca sul dinamismo interiore dell'animo e rappresenta sensazioni ed emozioni attraverso le linee e
i colori. Presenta una visione caotica: la locomotiva s'incunea in un aggrovigliato gioco di linee
ondulate e orizzontali che ricordano il disordine della partenza. Il rumore, le voci, la confusione e la
tristezza di persone che si abbracciano e si salutano all'arrivo del treno che sta per separarle
vengono tradotti con i colori e le linee del dipinto. Il disordine visivo rinvia al disordine
emozionale, alla sensazione di disagio e scompiglio dovuta alla separazione. La locomotiva è
identificata dal muso, dal numero e dalla ciminiera con il vapore. Il treno è simbolo di progresso
tecnologico e industriale→progresso, dinamismo, velocità. Il numero ha la funzione della scritta nei
quadri cubisti→permette allo spettatore di ricostruire cos'era l'oggetto prima di essere scomposto.
L'artista utilizza la scomposizione cubista, ma in funzione dinamica e psicologica. I colori sono
scelti in funzione simbolica ed emozionale. È chiaro  anche il riferimento all'espressionismo, in
particolare all'opera di Munch. Il flusso vitale delle emozioni che invade lo spazio e lo spazio che si
compenetra con gli uomini riprendono anche il concetto filosofico dello spirito vitale di Bergson.
Compaiono le linee curve, le traiettorie (elemento nuovo, è un elemento futurista). L'elemento
nuovo che introducono i futuristi è il potenziamento degli aspetti cromatici: rafforzamento della
componente coloristica tipica italiana, ma anche rafforzamento della luce. Non sono figure statiche
ma dinamiche grazie all’uso delle linee curve. La pittura è di tipo ambientale, è come se il quadro si
aprisse completamente per accogliere al loro interno lo spettatore.

FORME UNICHE DELLA CONTINUITÀ NELLO SPAZIO (1913)


La scultura rappresenta una figura umana mentre avanza nell’ambiente. Il modellato, infatti, è
trasformato per presentare dinamicamente la sua aerodinamicità nell’aria. Le parti del corpo
diventano spazi concavi e convessi. Sono comunque ancora riconoscibili per via della posizione che
ricorda una persona che sta compiendo un ampio passo. Le gambe, infine, sono trasformate in scie
di bronzo lasciate dietro di sé dall’arto in movimento. Lo stile futurista, che esaltava il movimento e
l’avanzare dell’Industria moderna nella società italiana, venne utilizzato per realizzare una scultura
che intendeva rappresentare il movimento umano. Umberto Boccioni scolpì questa scultura
trasformando le scie di movimento, dipinte nei suoi lavori, come in La città che sale, in scie
materiche di bronzo. La superficie della statua in bronzo è scura e luminosa. Attraverso una
opportuna illuminazione, si creano, quindi, effetti di ombre e luce molto evidenti.
Opera presente sulle monete e scelta in quanto opera molto rappresentativa dell'arte del 900.

METAFISICA – Giorgio de Chirico


In Italia nel 1910 circa nasce un movimento che tentava di ricomporre la figura umana o la solidità
degli oggetti (≠cubismo e futurismo), si ritorna all'ordine ad un’arte figurativa. Questo movimento
artistico si chiama metafisica il cui inventore fu Giorgio de Chirico, il quale da piccolo si trasferì in
Italia a Ferrara. Fece anche un viaggio a Monaco di Baviera che per lui fu determinante in quanto
entra in contatto con l’artista Arnold Bocklin e con la filosofica di Nietzsche.
La parola metafisica deriva dal greco e significa al di là della realtà, del visibile.

BOCKLIN
ISOLA DEI MORTI (1880)
Böcklin immagina un luogo isolato nel quale i sepolcri sono scavati nella roccia. Gli alti cipressi
sono tipici dei luoghi di sepoltura e rimandano al lutto. La barca accompagna il defunto nel suo
ultimo viaggio. Infatti, la figura umana è in piedi e avvolta da una tunica bianca.
Un uomo conduce la barca a remi. La sua figura evoca il personaggio di Caronte, il traghettatore
delle anime dell’Inferno di Dante Alighieri.
Arnold Böcklin nel dipinto L’Isola dei morti rivela la tendenza a subordinare il disegno al colore.
Infatti i toni dell’opera sono fortemente contrastati e accesi. Volontariamente, l’artista non utilizzò
lo sfumato leonardesco che prevede la perdita di saturazione dei toni. Infatti, i colori usati da
Böcklin sono brillanti grazie ad una tecnica adatta ad accentuare la luminosità delle tinte pure.
Dal punto di vista pittorico presenta elementi di realismo. I cipressi sono esageratemene grandi e
nonostante il loro apparente realismo per il modo in cui sono dipinti, creano un disorientamento
nello spettatore dato dal fatto che sono presenti elementi realisti ma allo stesso tempo anche
elementi simbolisti. No figure che parlano e comunicano, ma è vuoto, c'è un silenzio che si impone
nel vuoto e sembra investire lo spettatore.

DE CHIRICO
LE PIAZZE METAFISICHE
Piazza ripresa in un pomeriggio assolato dove sono presenti architetture tipiche della tradizione
italiana (porticati, monumento civico al centro, ciminiera di una fabbrica), cielo che crea
un'atmosfera cupa (→ lo vede da Cosmè Tura, artista del 400 che forza le immagini). Edifici che
con la loro monumentalità sembrano quasi interrogare lo spettatore perché sono delle piazze
deserte, sono concepita come dei vuoti teatri dell'anima. Gli edifici sono i veri protagonisti ma non
è presente nessuna persona. Le prospettive sono introvabili→ congruenza prospettica che crea
disorientamento.

LE MUSE INQUIETANTI (1918)


È raffigurata una grande piazza come un palcoscenico teatrale, infatti il pavimento è costituito da
assi di legno. L’effetto è quello di un palcoscenico teatrale inclinato verso il pubblico e rialzato
verso il fondo. In primo piano, a sinistra, De Chirico ha dipinto una strana figura composta da un
basamento circolare, il fusto di una colonna un busto scolpito e coperto da una tunica e la testa di un
manichino da sartoria. A destra, invece, si trova un’altra forma che ricorda una persona seduta: le
parti che rappresentano le braccia sono unite sulle gambe e sembrano conserte; il torace è aperto e
mostra un’apertura scura mentre al posto della testa vi è il pomello di un manichino.
In secondo piano, più arretrata si può osservare una terza statua, in ombra, con fattezze umane ma
con la stessa testa arrotondata. Sul fondo del palcoscenico si riconoscono il castello estense di
Ferrara, a destra, sulla sinistra invece si riconosce una fabbrica con due ciminiere (→mondo
moderno che convive con il mondo antico).
Giorgio de Chirico abbandona il linguaggio sperimentale dei futuristi rivolto a celebrare la velocità
e la complessità del mondo moderno, per recuperare classicità. Nella Metafisica viene celebrata
l’immobilità della tradizione e delle opere da museo. Caratteristiche della pittura metafisica sono le
citazioni classiche che si concretizzano con forme statuarie. Infatti la base del manichino di destra
ricorda il fusto di una colonna. Sul busto di pietra è scolpito un abbigliamento che ricorda le statue
greche.
Sono presenti degli elementi che pongono degli interrogativi nella persona che guarda l'opera. Sono
elementi che non hanno un legame logico con gli altri e ciò dà al quadro una carica simbolica. Lo
spettatore è portato a pensare il fine di porre una pomello, ma in realtà gli oggetti non hanno dei veri
significati→la metafisica porta a pensare che ci sono più possibilità rispetto a quelle che la logica
aveva contemplato (→Montale).