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IL SIMBOLISMO

Il simbolismo è un movimento artistico e culturale che nasce in Francia nella seconda metà dell’Ottocento. La sua data di nascita ufficiale è il 18
settembre 1886, data in cui il poeta Jean Moréas pubblica sul quotidiano francese “Le Figaro” il Manifesto Simbolista ma le prime manifestazioni
del movimento risalgono già agli anni Sessanta dell’Ottocento.

Il Simbolismo nasce in contrapposizione al naturalismo e all’impressionismo. Per gli artisti simbolisti la realtà autentica non va individuata
nell’esistenza oggettiva delle cose ma nelle idee: per i simbolisti l’essenza della realtà non sta in ciò che si vede con gli occhi ma in ciò che si
percepisce con l’anima.

A tale proposito il Simbolismo vede affermarsi temi legati alla religione, alla mitologia, al sogno e alla nostalgia decadente di un mondo antico,
ormai cancellato dalla tirannia della ragione che impone una realtà unica imposta dall’oggettività della scienza.

Secondo i simbolisti la pittura deve comunicare idee e stati d’animo ed esprimere la complessità del sogno, dell’immaginazione. La
natura dev’essere reinterpretata dall’artista secondo la propria visione soggettiva e tra essa e il mondo interiore si possono
ricostruire delle sottili corrispondenze, sotto forma di simboli. Il simbolo quindi è la parola chiave di questo movimento: compito dell’artista è
quello di evocare le corrispondenze, i simboli che la natura racchiude e pertanto elabora un linguaggio nuovo, non più logico, ma analogico.

Nei simbolisti e in generale negli artisti della fine della seconda metà dell’Ottocento si manifesta un disagio nei confronti della società borghese
emergente, che acclamava il trionfo della scienza, e di conseguenza una reazione a tutti gli aspetti ideologici, morali del Positivismo, corrente di
pensiero che propugnava la scienza come fondamento di ogni forma di conoscenza. Questi artisti avvertivano infatti la crisi dei valori di fine
Ottocento, sconvolto dalla Rivoluzione Industriale, dai conflitti di classe, da un progressivo scatenarsi degli imperialismi, dal decadere dei più nobili
ideali romantici;percepivano il fallimento del sogno più ambizioso del Positivismo: la persuasione che la scienza, distruggendo le “superstizioni”
religiose, sarebbe riuscita a dare una spiegazione razionale ed esauriente del mistero della vita e avrebbe posto i fondamenti di una migliore
convivenza degli uomini grazie alla forza illuminante ed assoluta della ragione, già emblema dell’Illuminismo. Viene manifestata, dunque, la sfiducia
verso la scienza, la quale non è capace di penetrare nell’animo umano, né di spiegare i desideri dell’inconscio (quel mondo che Sigmund Freud
esplorerà) e il bisogno per gli uomini di esplorare l’ignoto.

Il legame tra la letteratura e le opere d’arte simboliste è molto stretto. Saranno infatti le emozioni evocate dai sinistri racconti di Edgar Allan Poe o
dalle poesie dei “poeti maledetti” Baudelaire, Rimbaud, Verlaine e Mallarmé a fornire spunto di ispirazione per le opere dei pittori simbolisti.
Antesignano del Simbolismo in Francia è il pittore Gustave Moreau, le cui opere sono cariche di un erotismo strettamente legato alla morte, come nel
dipinto Edipo e la Sfinge.
Anche le opere del celebre Paul Gauguin presentano molti tratti in comune con l’arte simbolista, come è evidente in uno dei suoi dipinti più noti:
Visione dopo il sermone (1888) in cui l’artista rende esplicito quanto sia labile il confine tra ciò che vedono gli occhi e ciò che percepisce l‘anima.

Sarà proprio uno degli allievi di Gauguin, Paul Sérusier a dare vita al gruppo dei Nabis, confraternita di artisti che segnerà uno dei punti più alti
nella storia del Simbolismo, grazie all’ampio uso di simboli storici e mitologici all’interno delle loro opere.
Una delle opere più significative dell’arte simbolista è L’isola dei morti, dell’artista svizzero Arnold Böcklin. Esistono cinque versioni del dipinto,
una delle quali fu acquistata dal dittatore tedesco Adolf Hitler, fervente ammiratore dell’artista elvetico.
Dopo il 1890 il movimento si diffuse anche in altri paesi europei.
In Austria il Simbolismo trova in Gustav Klimt uno dei più importanti esponenti: opere come Nuda Veritas (1899) o Pallade Athena (1898)
rispecchiano fedelmente i parametri dell’arte simbolista, legandosi al mito e al significato profondo celato dietro l’immagine visibile.
In Inghilterra il Simbolismo si lega all’idealismo romantico degli artisti preraffaelliti come Dante Gabriel Rossetti e Edward Burne-Jones,
assumendo toni sensuali e onirici, in cui la bellezza si fonde con la malinconia.
Il Simbolismo attecchisce anche in Italia, anche se con caratteristiche molto diverse e più legate all’attualità. Il pittore Giovanni Pellizza da Volpedo
ad esempio trova ispirazione nelle rivolte operaie e contadine per realizzare opere che traducano sotto forma di simboli i problemi politici del
tempo. Una su tutte: Il quarto stato, dipinto diventato manifesto dell’orgoglio e della consapevolezza del popolo, che marcia deciso verso il futuro.