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Auguste Rodin

L’Età del bronzo 1877, fusione in bronzo, altezza. 180.5 cm ; larghezza 68.5 cm ; profondità 54.5 cm.
Meudon, Musée Rodin
August Rodin scultore parigino, ebbe una capacità unica di plasmare l'argilla creando superfici complesse, vigorose e
profonde. Molte delle sue opere più famose alla sua epoca furono diffusamente criticate in quanto si scontravano con
la tradizione scultorea figurativa dominante, secondo la quale le opere dovevano essere decorative, stereotipate o
strettamente riferibili a tematiche conosciute. La grande originalità del lavoro di Rodin sta nell'essere partito dai temi
mitologici e allegorici tradizionali per modellare le figure umane con realismo esaltando il carattere e la fisicità
dell'individuo. Rodin fu consapevole delle polemiche che i suoi lavori suscitavano ma rifiutò di cambiare stile. Le
opere successive finirono per incontrare maggiormente il favore sia del governo che della comunità artistica.
All’età di circa trent’anni, Rodin, era impegnato come garzone nella bottega di uno scultore. Il lavoro era duro e
permetteva una stentata vita a lui e alla moglie Rose. A quel tempo l’artista era intenzionato a diventare uno scultore
rinomato. Così, nel 1877 decise di presentare l’opera l’età del bronzo alla giuria del prestigioso Salon di Parigi.
Rodin non apparteneva ad un gruppo influente e forse con la partecipazione al Salon, avrebbe potuto ottenere qualche
commissione importante.
L’età del bronzo fu la sua prima grande opera; un nudo maschile in gesso di grandezza naturale concepita in
occasione di un viaggio in Italia, dove l’artista rimase come folgorato dalla potenza della scultura di Michelangelo, il
grande artista del Rinascimento per il quale Rodin mantenne per tutta la vita un’ammirazione smisurata Rodin.
Aveva già esposto l’opera presso il Circolo Artistico di Bruxelles nello stesso anno. Il nudo era molto realistico e fu
proposto con il titolo di Età del Ferro..
La giuria, funzionari, critici e membri delle belle arti, criticarono pesantemente l’opera, egli fu contestato lo stile
considerato lontano dai modelli decorativi dell’epoca poiché, per la sua sintesi, così ben risolta, di studio della
natura e di plasticità michelangiolesca, si contrapponeva nettamente alla staticità della scultura di tradizione neoclassica. Inoltre, fatto ancora più
grave, considerarono la figura del giovane nudo un calco. Fu, quindi, istituita una commissione di inchiesta che lo condannò.
Per dimostrare la propria onestà Rodin fece, così, realmente il calco del modello, un soldato belga di nome Auguste Ney. Spedì poi la documentazione
e il calco alla giuria del Salon che, però, non aprì nemmeno la cassa. Venne inoltre pubblicato un articolo su L’Etoile belge che denunciò l’opera
accusando che fosse appunto stata ricavata dal calco di un modello vivente, insinuando che l’astista non era veramente capace di scolpire. Ne nacque
un piccolo caso internazionale. Rodin, offeso, volle mostrare pubblicamente alcune fotografie che lo mostravano al lavoro.
Alla fine, Edmond Turquet, sottosegretario del governo parigino per l’Istruzione alle Belle Arti, acquistò il gesso e commissionò il bronzo alla
fonderia dei fratelli Thiébaut. Questo primo esemplare, oggi conservato al Musée d’Orsay, venne esposto al Salon del 1880, dove Rodin ricevette una
medaglia. L’età del bronzo ottenne subito un successo internazionale e negli anni a venire fu riprodotta dall’artista in molte copie.
La scultura Età del bronzo di Auguste Rodin raffigura un giovane uomo, nudo e in piedi. Il volto del ragazzo è sollevato e leggermente ruotato
a sinistra. Il braccio destro è in alto, con la mano posata sul capo, tra i capelli corti. Il braccio sinistro, invece, è flesso verso il corpo. Il busto
assume una leggera torsione per via della posizione assunta dalle gambe. I piedi poggiano vicini su una piccola base. La gamba sinistra
sostiene il corpo mentre la destra è flessa e abbandonata in posizione di riposo. Questa asimmetria determina la leggera rotazione del busto.
L’opera si intitola anche L’uomo che veglia o I vinti. Nell’intenzione di Rodin la scultura evoca un uomo appartenente alle prime civiltà.
Infatti, in origine, il protagonista aveva una lancia nella mano sinistra. Rodin rimosse in seguito l’arma per rendere più pulito il gesto del
ragazzo. Il protagonista, rappresentante della prima umanità, sembra sospeso in un momento di risveglio espressivo.

Borghesi di Calais
Tra il 1885 e il 1895, Rodin realizzò il monumento dedicato ai Borghesi di Calais. Dopo essersi
aggiudicato la commissione in competizione con Jean-Charles Cazin e Alphonse Legros.
Rodin vinse grazie alla fama conquistata ricevendo la commissione della Porta dell’Inferno.
L’opera, destinata alla città omonima, celebrava l’eroica resistenza opposta nel XIV secolo dagli
abitanti di Calais agli invasori inglesi. Quindi Auguste Rodin realizzò I borghesi di Calais per
commemorare un episodio accaduto durante la guerra dei cent’anni del 1347.
Rodin rappresentò i sei cittadini, con a capo Eustache de Saint-Pierre, nel momento in cui escono
dalla città per consegnarsi all’esercito inglese. Ogni personaggio è caratterizzato con la postura e
l’espressione del viso. I sei volontari sono vestiti con abiti poveri e sacrificali. Indossano infatti
tuniche che li coprono fino ai piedi. Intorno al collo portano inoltre una corda a significare la loro
intenzione di sacrificarsi per la città di Calais.
Il municipio di Calais commissionò l’opera a Rodin il 28 gennaio 1885. L’inaugurazione del
monumento avvenne poi il 3 giugno 1895. Inizialmente l’amministrazione decise di collocare il
monumento sopra un piedistallo di fronte al parco Richelieu, benché l’artista avesse pensato a una
soluzione differente: nella piazza davanti al Municipio a contatto con gli abitanti.
Esistono diversi modelli in gesso del monumento. Il primo del 1889 andò probabilmente distrutto in seguito alla fusione. Il secondo modello fu
realizzato per la prima grande mostra personale dell’Artista durante l’Esposizione universale del 1900. Rodin per l’occasione finanziò il suo
padiglione, Pavillon Rodin, a Place de l’Alma. Ne esiste una copia conservata a Ca’ Pesaro a Venezia acquistata dal municipio veneziano, si tratta del
terzo esemplare realizzato in occasione della IX Mostra della Secessione di Vienna e della IV Biennale di Arti figurative di Venezia.
La copia utilizzata per l’Esposizione Universale fu conservata fino al 1901 con le altre opere al Pavillon Rodin. L’artista spostò tutta l’esposizione a
Meudon nello stesso anno. Infine fu spostata davanti al Municipio, dopo la Seconda Guerra Mondiale.