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Storia dell’arte

Neoclassicismo
La cultura dell’illuminismo
L’illuminismo è un movimento intellettuale sviluppatosi in Inghilterra e Francia, in cui si riconoscono
personalità con idee politiche e religiose legate da una comune fede nel progresso e nel riscatto
dell’uomo sotto la guida della ragione (lume della ragione; luce che illumina). I philosophes voleva
sconfiggere l’ignoranza e tagliare tutti i legami con il passato e la tradizione.
Grazie a ciò, succede la Rivoluzione francese del 1789 combattuta in nome degli ideali illuministi di
fratellanza, uguaglianza e libertà.
Enciclopedia e Grand Tour
La Rivoluzione francese e la Guerra di indipendenza degli Stati Uniti dall’Inghilterra, furono gli eventi
che segnalarono una svolta in quel periodo. Sull’esempio dell’Enciclopedia, pubblicata dal 1751 al
1772, anche lo studio dell’arte si evolve verso un approccio scientifico e razionale: si attua un’analisi
storica dei fenomeni artistici, esaminando gli stili e le opere.
Con il Grand Tour si assiste ad una copiosa produzione di guide di città e di raccolte di informazioni
sulla storia e sull’arte locale. Sorgono i primi musei pubblici con funzione educativa e conservativa:
Londra “British Museum” nel 1753, Berlino “Kaiser Friedrich Museum”, Italia “Museo Pio-
Clementino” nel 1771.

Anton Mengs, Il Parnaso. Mengs ritiene che in


campo artistico la bellezza ideale si manifesti
attraverso un assoluto controllo della struttura
compositiva dei gesti e delle espressioni dei
personaggi. In questo affresco viene raffigurato
Apollo, protettore delle arti, circondato dalle nove
muse. L’autore ha pensato di architettare un
bassorilievo mantenendo il suo status di opera
d’arte con funzioni narrative e decorative, da
osservare e ammirare senza coinvolgimenti
sentimentali. La staticità dell’opera è interrotta
solo dalle due danzatrici a sinistra. Apollo
richiama la tecnica di Raffaello.

Durante la seconda metà del Settecento, gli stati italiani attraversano una .
lunga fase di pace politica ed economica che favorisce un governo retto da
ideali illuministici. Si progettano grandi residenze capaci di competere con la
Francia. Negli anni del regno di Luigi XVI in Francia, si afferma il gusto
classicista nelle decorazioni degli arredi e degli ambienti e nella progettazione
architettonica, che talvolta assumeva tratti utopistici di un nuovo modo di
immaginare il mondo. Per Etienne-Louis Boullée, la progettazione è la parte
più creativa dell’architettura, in cui liberare la propria fantasia. Egli dava ai
monumenti che disegnava una funzione ben specifica, progettando le sue
costruzioni con forme geometriche regolari e semplici da identificare. Il
cenotafio di Newton è un monumento utopico celebrativo alla scienza. La
sfera è racchiusa in blocchi cilindrici circondata da tre anelli di cipressi.
L’ingresso avviene attraverso un passaggio sotterraneo, e l’interno è
illuminato da una sfera che rimanda al sistema eliocentrico. In basso c’è una
pedana che permette di ammirare il tutto come se fosse un planetario. La
struttura allude alla grandezza universale di Isaac Newton e alla perfezione
della ragione umana.
Claude-Nicolas Ledoux – Saline di Chaux. L’autore progetta
una città operaia strutturata per anelli ellittici concentrici: quello
interno era riservato agli uffici amministrativi, quello esterno alle
strutture di servizio e alle abitazioni con rispettivi spazi per il
mercato ed il cimitero. Il progetto rimase incompiuto, ne rimase
quest’immagine, che rappresenta strutture decorate con motivi
antichi e volumi severi e squadrati. L’abitazione a pianta
cruciforme è coperta da un’alta lanterna coperta da un tetto a
falde ed è preceduta da un portico con colonne composte da
blocchi cubici e cilindrici alternati. Questo fu uno dei primi
progetti industriali promossi dalla cultura illuminista.

L’ideale classico di Antonio Canova


Le teorizzazioni di Winckelmann sul bello ideale e sui valori estetici della “nobile semplicità” e della
“quieta grandezza” sono alla base della poetica neoclassica che riconosce tra i suoi più straordinari
interpreti lo scultore Antonio Canova.

Lo scultore si dedicava con cura meticolosa al trattamento della


superficie marmorea, raggiungendo livelli di straordinaria levigatezza.
Amore e psiche si ispira alla favola narrata da Apuleio in L’asino
d’oro. L’amore che lega i due personaggi non è rappresentato nel
massimo momenti di coinvolgimento passionale, ma è bloccato
nell’attimo precedente il bacio. La tensione emotiva è suggerita dal
delicato sfiorarsi dei due corpi e dell’avvicinarsi dei due volti,
incorniciati dalle due braccia. La scultura era collocata su un
piedistallo per facilitarne la visione e permettere di osservarne la
complessità da più punti di vista.

Teseo sul Minotauro fu la sua prima


opera commissionatagli (Canova)
dall’ambasciatore Zulian. Segue i principi
di pacatezza e compostezza, riposo e
riflessione che seguono l’azione e la
battaglia. Teseo è l’incarnazione della
bellezza, seduto sopra il Minotauro,
stanco e malinconico si tiene ad una
clava. Costruito in marmo bianco di
Carrara, è posizionato in maniera tale da
poterlo osservare da vari punti di vista.

Il monumento funerario di Maria Cristina D’Austria ha forma


triangolare e viene concepita come forma eterna e proporzionale e
immutabile. La figura inscena un’antica cerimonia funebre, con figure
che seguono l’urna verso l’ingresso della tomba. La donna che porta
le ceneri è seguita da due ancelle che rappresentano la Verità e la
Virtù. Il secondo gruppo, composto dalla Pietas romana che sostiene
un vecchio cieco e dalla bambina in preghiera, rappresenta le tre età
della vita. Sull’altro lato il genio alato della Morte e il leone, segno di
Fortezza, si stanno per addormentare come la vita che si spegne.
Sopra la porta, la Fama sostiene l’effige di Maria Cristina d’Austria,
incorniciata dal serpente che si morde la coda, simbolo di eternità.
Canova vuole far riflettere con serenità sul significato universale della
morte.
Nel 1804 Canova viene incaricato di eseguire il ritratto
di Paolina Borghese. Inizialmente decide di
rappresentarla con le sembianze di Diana, cambiando
poi idea e rappresentandola come la Venere Vincitrice.
La figura è adagiata sul divano in marmo, drappeggiato
come un antico triclinio, con all’interno un meccanismo
che permette di far girare la scultura. Il braccio destro
sostiene la testa, ed è appoggiato a dei cuscini, nella
mano stringe una mela, simbolo di vittoria.
Nell’espressione intensa e pensierosa, non si coglie
alcuna emozione di imbarazzo. Ella è coperta da un telo
che avvolge la morbida linea del corpo. Il collo e le spalle
sono volontariamente resi visibili.

Antonio Canova durante il periodo Napoleonico, raggiunge


l’apice della propria fama, mantenendo comunque la sua
indipendenza artistica. A lui segue Bertel Thorvaldsen, suo
rivale che ottiene anch’egli importanti incarichi da
Napoleone, tra cui Ganimede e l’aquila di Giove, esempio
chiarissimo si un gusto neoclassico. Raffigura un tema della
mitologia greca: Zeus, invaghitosi di Ganimede, considerato
il più bello tra i mortali, si tramutò in aquila e lo rapì,
conducendolo sull’Olimpo. Ganimede divenne il coppiere di
Zeus: il suo compito era versare il nettare nella coppa del re
degli dèi. Perciò Ganimede è raffigurato accanto a un’aquila
e con una coppa. L’eleganza formale è perfettamente in
linea con gli ideali del Neoclassicismo europeo. La posa del
fanciullo è composta e ferma, l’espressione è formale: nulla
doveva contrastare l’idealizzazione astratta delle forme.

LaThorvaldsen
classicitàsicome
attienevalore morale ai modelli classici,
scrupolosamente
depurando la figura da ogni espressione di sentimento. La
Inlevigatezza
questa fase i pittori hanno un rifiuto dei soggetti galanti in pittura. L’artista viene considerato un
e la lucentezza del marmo contribuiscono a
educatore cheopere
rendere le sue trasmette al pubblico
impassibili e pure. valori civili e morali, pescando dalla mitologia episodi esemplari.
Le pennellate sono più rapide e vaporose con colori più controllati e rigorosi, introducendo il
contorno ed il colore lucido. L’artista esempio di questo periodo è Jacques-Louis David.

Marat assassinato – David. Ha un


incredibile forza comunicativa, con
coinvolgimento emotivo. Non viene
riprodotto l’episodio dell’assassinio
ma il momento successivo. Marat è
solo nella vasca con un lenzuolo
sporco di sangue. Accanto una
cassa di legno trasformata in lapide
con dedica. In mano la lettera
dell’assassina facilmente leggibile
ed in terra il coltello contrapposti a
simboli positivi quali la penna e
l’assegno (generosità). La sua
postura ricorda la Pietà di
Michelangelo.

Il giuramento degli Orazi, segna per David il raggiungimento della piena maturità pittorica con sintonia fra forma e
contenuto. Il quadro rappresenta la priorità del bene e degli interessi pubblici. Racconta del duello fra i tre fratelli Orazi e
Curiazi, per risolvere la guerra fra Roma e Albalonga. Nel quadro essi giurano al padre di difendere la patria fino alla
morte, ripetendo all’unisono lo stesso gesto, mentre il padre sostiene le spade incrociate. Sulla destra un gruppo di donne
e bambini colti in disperazione, illuminati da un fascio di luce spento. David si ispira molto a Raffaello.
Napoleone attraversa le Alpi al
Gran San Bernardo. Il dipinto
rievoca il viaggio affrontato da
Napoleone per scendere in Italia e
combattere contro Gli austriaci. Egli
ha la tipica divisa blu ufficiale, con
un mantello rosso gonfiato dal
vento. Il dito alzato indica volontà
della gloria, invitando l’esercito e
l’intera nazione a seguirlo.
Bonaparte è inciso sulla pietra
accanto a quelli cancellati dal
tempo.

Consacrazione di Napoleone I e Giuseppina. Documento visivo della cerimonia, ricostruendo la scena con dettagli
meticolosi, riducendo le monumentali dimensioni della cattedrale di Notre-Dame. Il Papa e i membri della chiesa assistono
impassibili alla scena; Giuseppina viene incoronata in ginocchio. Napoleone e la moglie si considerano scelti dal popolo a
differenza di altri re francesi.

Napoleone I sul trono imperiale - Dominique


Ingres. E’ rappresentato come Zeus in Olimpo. A
destra sostiene lo scettro appartenuto a Carlo
Magno e a sinistra è posata la mano d’avorio
della giustizia.

Il Romanticismo
Questo movimento è caratterizzato da dipinti malinconici che provocano sentimenti a chi lo
contempla. Rousseau lo definisce come un non so che di magico e di sovrannaturale che rapisce
lo spirito ed i sensi. Forza espressiva, modernità interpretativa e visione tragica dell’esistenza
umana sono elementi che compongono i protoromantici, tra cui lo spagnolo Goya.

Il parasole. Sono rappresentati due giovani intenti in un innocente gioco


amoroso. La maja (ragazza del popolo) è elegantemente vestita e un
cagnolino le si accovaccia sopra, mentre il fidanzato le fa ombra con il
parasole. Il soggetto di per sé insignificante, viene trattato dall'artista con
grande raffinatezza cromatica ma anche visiva. Viene composta una piramide
dalle due figure che si collocano al centro del cartone. La spontaneità del
colore, la stesura in campiture larghe e squillanti, risultano elementi inconsueti
per una pittura di corte. Un raffinato gioco di luci e di ombre contribuisce a
dare immediatezza alla scena. Particolare interessante di questo cartone è
l'uso del rosso puro: infatti un colore primario direttamente sulla tela, senza
alcuna preparazione sulla tavolozza, prelude gli sviluppi futuri della pittura
romantica se non addirittura quella impressionista.
Maya desnuda – Il nudo è raffigurato per la
prima volta fuori da un contesto mitologico.
Rivela tutta la sensualità e la naturalezza
che saranno alla base del realismo. L’artista
rivisita i modelli classici attraverso un occhio
attento alla resa della realtà anche per
mezzo di una pennellata densa, vivace e
non definita.

La famiglia di Carlo IV- Goya sostituisce Mengs


nel ruolo di pittore di corte. Egli si ritrae sul lato
sinistro della tela, in penombra. Essedo in primo
piano, pare che la famiglia fosse stata dipinta
attraverso il riflesso di un ipotetico specchio che
c’era di fronte. Guardando bene il dipinto, pare una
parodia della famiglia reale, pensiero che sorge
dal momento in cui Goya non aveva buoni rapporti
con la corte, essendo un artista liberale e attento
alle contraddizioni sociali che esprime nei suoi
dipinti.

Los caprichos sono le prime opere di Goya non realizzate su commissione


e ritraggono - in chiave allegorica, umoristica e satirica - vizi e miserie
umane, ma anche soggetti fantastici o grotteschi che prevalgono nella
seconda metà della serie. La scena del sonno della ragione genera
mostri rappresenta un uomo addormentato (probabilmente Goya stesso)
mentre prendono forma, attorno a lui, sinistri uccelli notturni, inquietanti
volti ghignanti e diabolici felini che, come suggerisce il titolo, sono il parto
della sua mente.

Fucilazione del 3 maggio 1808 – Napoleone in Spagna.


Il dipinto raffigura l’esecuzione dei patrioti spagnoli,
durante la notte. Tutto è evidenziato sul primo piano. I
prigionieri, tutti con un atteggiamento diverso, stanno per
essere uccisi. La lampada illumina il prigionieri bianco e
giallo che ricorda cristo, necessario per rivolgere
l’attenzione sulle vittime. I soldati non sono eroi, bensì
macchine da guerra disumane, senza volto.

L’incubo – Johann Heinrich Füssli. La giovane donna


dormiente in preda riversa sul suo letto con le braccia e la
testa inclinate all’indietro, in una posa volutamente
innaturale per simboleggiare il dolore e la sofferenza che
si delineano con chiarezza sul viso dolente e passionale
della fanciulla. Preme sul petto una creatura dal viso
vagamente ghignante, che per la gobba, il sorrisetto
sinistro, la pelliccia e le orecchie a punta si riallaccia con
facilità all’iconografia dei goblin (incubo). L’ambiente
d’intorno è una semplice stanza in penombra tipicamente
borghese, lo specchio in cui non si riflette l’immagine
inquietante dell’incubo, chiara dimostrazione che esso non
ha una realtà materiale e concreta. Dallo sfondo nero si va
a delineare l’immagine evanescente della testa di una
giumenta con i grandi occhi bianchi spalancati, come
voleva l’immaginario tradizionale inglese della leggenda
dell’incubo -nightmare, incubo, è infatti una parola inglese
composta da “night” notte e “mare” cavallina- che si diceva
cavalcasse nella notte una giumenta per andare a
tormentare il sonno delle fanciulle.
Caspar Friedrich
Non viene apprezzato molto dalla critica, egli interpreta appieno gli umori protoromantici. Egli si
concentra sul dettaglio naturalistico, immagini sempre allusive che rimandando alla propria
condizione esistenziale.

Viandante sul mare di nebbia. In primo piano, un uomo dalla figura scura,
dando la schiena all'osservatore, si staglia su un precipizio roccioso. È avvolto
in un soprabito verde scuro e nella mano destra, appoggiata al fianco,
impugna un bastone da passeggio. Con i capelli scompigliati dal vento, il
viandante contempla il panorama, coperto da un mare di nebbia, da cui il titolo
dell'opera. In secondo piano, si ergono diverse cime sulle quali si può notare
la presenza di alberi e vegetazione. In lontananza, a sinistra si ergono sbiadite
montagne che digradano verso destra. Più oltre, la nebbia si espande in modo
indefinito arrivando a mescolarsi con l'orizzonte e a diventare indistinguibile
dal cielo nuvoloso. L'opera è fedele allo stile romantico. Il viandante porta già
nel suo nome l'emblema del personaggio romantico, irrequieto, tormentato,
alla ricerca dell'infinito rappresentato dal paesaggio e dall'orizzonte in
lontananza; l'individuo si perde di fronte alla stupefacente grandiosità della
Natura, in un atteggiamento contemplativo visto come estrema esperienza
interiore e spirituale.

John Constable e William Turner


Constable è l’interprete del paesaggio; i suoi soggetti sono semplici, immediati e luminosi. Egli
rappresenta la natura senza mediazioni, alcuni dei suoi paesaggi sono ricordi d’infanzia. William è
anticipatore di un realtà naturale che si svilupperà negli impressionisti francesi. La sua tecnica
pittorica parte dal versare colore sulla tela, grattando e raschiando la vernice, scalfendo
l’immagine. I suoi paesaggi sono senza tempo, con onde di colore e macchie senza limiti.
Il mulino di Flatford –
Constable. Lungo
questo fiume,
transitano i barconi di
suo padre nel villaggio
verso Londra. Un
ragazzo libera il cavallo
dalla corda. La scena è
occupata da una fila di
alberi in cui il pittore
sfoggia le proprie
abilità tecniche. Tutto è
tranquillo, quasi
nostalgico.
Pioggia, vapore e velocità – Turner.
Jean-Auguste-Dominique Ingres Opera moderna, nell’immagine spunta
la sagome di un treno (metafora della
Allievo di David, ha una tecnica pittorica che ha caratteristiche e modernità). La tela è un impasto di
sensibilità romantica. colori indefiniti che non danno
La grande odalisca – Ingres. E’ un un’immagine molto riconoscibile. Il
opera neoclassica e manieristica, come taglio decisamente inusuale dato dalla
dimostrano le dimensioni volutamente diagonale del ponte, il dinamismo che
sproporzionate del soggetto. Distesa nel suggerisce la velocità del treno, ma
letto di un harem mentre si fa vento con soprattutto la tecnica fatta di macchie
una ventaglio di piume. Se si esclude il di luce che rendono vaghi gli oggetti,
suo turbante, la donna ritratta è rendono questo quadro uno degli esiti
completamente nuda e voltata di più sintomatici delle ricerche formali di
schiena; viene ripresa nel momento Turner
stesso in cui ruota la testa per osservare
lo spettatore. La pelle della figura
femminile risalta dal fondo scurissimo
della stanza, che si presume essere
enorme.
La bagnante di Valpinçon – Ingres. Il dipinto raffigura un nudo
femminile seduto su un letto e voltato di schiena. L'intero lato sinistro
della stanza in cui si trova il soggetto è occupato da una tenda che
suddivide verticalmente l'immagine in due parti. I colori caldi della
pelle della donna fanno contrasto con lo sfondo pressoché grigio. La
modella, che esprime riservatezza e sensualità, presenta un
complesso impianto costruttivo, come dimostrato, ad esempio,
dall'arco generato dal collo e dalla spalla destra. Fra le fonti di
ispirazione del dipinto vi sono la pittura di Raffaello

La zattera della Medusa - Théodore Géricault. Il dipinto rappresenta


un momento degli avvenimenti successivi al naufragio della fregata
francese Méduse, Géricault scelse accuratamente il soggetto del suo
primo grande lavoro, una tragedia che stava avendo risonanza
internazionale, per alimentare l'interesse di un pubblico quanto più
vasto possibile e per lanciare la sua carriera. Scrupoloso e attento ai
dettagli, l'artista si sottopose ad un intenso periodo di studio sul corpo
umano e sulla luce, producendo moltissimi disegni preparatori,
intervistando due dei sopravvissuti e costruendo un modellino del
naufragio.

I famosi ritratti di alienati di Géricault rappresentano ancora oggi


un mistero. Innanzi tutto, sembra che Gericault ne abbia dipinti
dieci, ma se ne conoscono soltanto cinque. Gli altri sono dispersi.
Inoltre, manca una datazione precisa, perché è molto difficile
stabilire con certezza se Gericault ha concepito i suoi ritratti di
alienati prima o dopo la sua partenza per Londra. Alla
comprensione del mondo interiore, misterioso e irrazionale, si
affianca il tema dell'infelicità e sofferenza umana, e della
condizione sociale. E' una denuncia contro l'emarginazione dei
malati mentali

Eugene Delacroix
La suggestiva pennellata tipica di Delacroix e il suo studio sugli effetti ottici ottenibili per mezzo del
colore influenzarono profondamente l'opera degli impressionisti, mentre la sua passione per i temi
esotici fu fonte di ispirazione per gli artisti del movimento simbolista.
La libertà che guida il popolo – Delacroix. Il personaggio della libertà costituisce
il primo tentativo di riprodurre un nudo femminile in abiti contemporanei; fino ad allora
i nudi venivano solitamente accettati dal pubblico filtrati attraverso rappresentazioni
di carattere mitologico o di storia antica. Il dipinto rappresenta la lotta per la libertà di
varie classi sociali, incitate da una figura femminile che incarna la Libertà, ella
indossa il berretto frigio, simbolo di libertà, stringe nella destra la bandiera
repubblicana francese e nella sinistra un fucile. La Libertà ha una posa esortatrice
ed è monumentale anche se in movimento impetuoso. È rappresentata come una
dea; ma al contempo è anche donna del popolo; è una figura irreale, indifferente alla
morte e alla sofferenza che la circondano. Come per Géricault, il quadro segue uno
schema piramidale ed i corpi ricordano certe posizioni de La zattera della Medusa.
Alla ricerca e alla perfezione anatomica che conferisce importanza a ciascuno dei
personaggi si è contrapposto una massa indistinta del popolo senza connotazioni
particolari. I colori scuri sono resi più vivaci da quelli brillanti della bandiera della
Francia repubblicana, colori che si ripetono negli abiti della figura ai piedi dalla
Libertà
Donne di Algeri – Delacroix. L’autore compie un viaggio in Marocco che gli
consente di conoscere ambienti e soggetti del tutto nuovi, di cui ritrae nei
disegni del suo album. Il quadro testimonia la profonda riflessione sulla pittura
veneziana, filtro per rappresentare la sensualità delle donne nella stanza
semibuia. Secondo Baudelaire, la stanza porta a considerare l’ambiente
malfamato e pieno di tristezza. Si scorgono tre donne sedute e una nera in
piedi, vista di spalle, mentre sta per uscire. E' un quadro che affascina per la
luce che rimbalza, accende i colori, fa risplendere i bianchi. Tutto si compone
in modo armonioso e si respira un clima di silenzio, calma e sensualità, le
figure sono assorte nel loro languore. Sulle pareti, sulle stoffe e in vari punti
del quadro si nota lo studio dei riflessi colorati accostati tra loro in modo da
ottenere la massima luminosità. E' presente una sperimentazione
che precede quella sulla divisione dei colori che sarà propria dell'Impressionismo. I tendaggi, le stoffe, i costumi e i
particolari d'ambiente, concorrono a ricostruire l'incantevole interno algerino. Il fascino dell'esotismo, inteso anche
come fuga verso altri mondi, rifiuto della civiltà occidentale e del "progresso", o anche verso altri stili di vita, alternativi
a quello occidentale, è un elemento tipicamente romantico.

La scuola di Barbizon
Con il termine Scuola di Barbizon o Barbisonniers si identifica un gruppo di pittori e una Corrente
Paesaggista del Realismo collegata alla località di Barbizon a Parigi. Gli artisti sperimentarono il
concetto di "studio dal vero", espressione del sentimento per la natura, legato al movimento
Romantico negli anni intorno al 1830. I pittori di questa scuola desideravano dipingere il mondo che
li circondava ed in modo particolare la natura ancora incontaminata delle zone boscose ed impervie
della Francia. Temi principali erano il paesaggio e la gente al lavoro nei campi. I loro occhi
osservavano mentre le loro anime erano unite alla natura. In un secondo tempo, nel riportare le
immagini sulla tela, attingevano a loro stessi ed ai loro sentimenti senza tenere conto degli artifici
suggeriti dalla scuola dell'Arte accademica. L’esecuzione dei quadri non avveniva totalmente
all'aperto, in presenza dell’oggetto naturale, ma, veniva completato, in un secondo tempo, nel chiuso
dell’atelier. La cultura ufficiale li giudicò semplici e ingenui pittori, ma sarà proprio dalle loro
esperienze che si originerà l’Impressionismo.
Gustave Courbet: la poetica del vero
È il pittore francese che per primo usò il realismo pittorico in funzione polemica nei confronti della
società del tempo. Courbet iniziò a realizzare quadri di grandi dimensioni con figure monumentali
ma che rappresentavano persone comuni prese in situazioni del tutto ordinarie. La sua pittura
suscitò notevole scandalo tanto che le sue opere furono sempre rifiutate dai Salon.
Il Funerale a Ornans – Courbet. È un quadro spettacolare e di dimensioni
enormi, viene giudicato molto aspramente come un omaggio alla volgarità e
alla bruttezza, offensivo perché troppo vero. Il tema della morte, i colori cupi,
i personaggi a grandezza naturale, risucchiano lo spettatore in uno spettacolo
desolante, pieno di angoscia. Di fatto Courbet crea uno spettacolo come
volutamente sgradevole. Mostra la realtà com'è, senza filtri. Figurano tutti, il
padre, gli amici del pittore, il sindaco, le donne più anziane, i chierichetti, il
cane...Ognuno di loro si reca dal pittore per posare in questo quadro. Domina
il nero e una gamma di colori spenti, sui quali spiccano a contrasto i bianchi, i
rossi e i verdi molto vivi. L'effetto di tristezza è accentuato anche dal
paesaggio desolato, immerso in un tramonto invernale e con lo sfondo del
cielo velato

come il bambino intento a osservare la tela. Nella penombra dell'atelier si


trovano una trentina di personaggi: sono i sogni, le allegorie e gli amici
dell'artista. La coppia in primo piano simboleggia gli intenditori d'arte e,
accanto alla finestra, i due amanti rappresentano l'amore libero. A sinistra,
gli altri, il popolo, la miseria, la ricchezza: un rabbino, un pagliaccio, un prete,
un operaio indolente ed una mendicante che raffigurano la povertà. La
L’Atelier – Courbet "E' il mondo che viene a farsi chitarra, la daga e il cappello sono l'arte accademica. Nel dipinto la luce è
dipingere da me" precisa Courbet. Rappresenta frontale ed illumina solo il centro della composizione, lasciando nel buio le
l'insieme di tutti i suoi ideali artistici oltre che zone più esterne. E’ cupa e scura in opposizione al drappo bianco della
umani. Al centro della tela c’è l'artista, la figura musa. I colori sono prettamente scuri, ma chiari per la donna nuda e la tela
femminile, la verità, che l'artista vede nuda e paesaggistica. Le linee sono curve e movimentate, mentre morbide per la
innocente come la musa stessa, e innocente, musa.
Francesco Hayez: il realismo storico in Italia
Francesco Hayez ebbe una formazione giovanile neoclassica. Originario di Venezia, a Roma
incontrò Antonio Canova di cui divenne amico ed allievo. A Milano raccolse l’eredità del maggiore
pittore neoclassico italiano: Andrea Appiani. Il suo stile pittorico si formò di un linguaggio
decisamente neoclassico che non perse mai neppure nella sua fase romantica. Il suo
romanticismo è infatti una scelta solo tematica.
I profughi di Parga – Hayez. La tematica della tela è tratta da un
episodio del poemetto polimetrico di Giovanni Berchet su una delle
tante vicissitudini degli abitanti di Parga, la città albanese dal 1815
sotto la protezione dell'Inghilterra. L'Hayez mette in risalto le
risorse di un popolo che difende la patria e la fede, e che anche
nell'esilio mantiene con orgoglio il legame alle proprie tradizioni: le
navi in mare aperto sulla destra. In primo piano pone il popolo
albanese che vive in prima persona la tragedia. Gli uomini con gli
occhi al cielo, le donne con i bambini in braccio. La città arroccata
sul colle ha una doppia funzione. La prima è quella di creare uno
sfondo scenografico spettacolare, giocato negli effetti di controluce
e dei colori degradanti del paesaggio al tramonto. La seconda
funzione è quella di separare la parte centrale dalle ali laterali viste
in lontananza. Ogni personaggio è rappresentato nei costumi
tradizionali dai colori vivaci e ben accordati e con abbondanza di
dettagli, sottolineando l’ideale patriottico.
Il bacio – Hayez. Il tema ripropone l'ultimo bacio dato a Giulietta da
Romeo. La resa cromatica dei colori e sapiente resa delle luci e
soprattutto delle ombre, atmosfera di mistero e vaga ambientazione
medievale, i componenti di effusione sentimentale, sensualità e
colorismo vivace fanno di questo dipinto uno dei più belli. La scena
è tradotta in termini di un coinvolgimento emotivo dello spettatore
tipicamente teatrale, e con una seminascosta allusione politica agli
ideali del Risorgimento. L’ interpretazione politica è suggerita da
alcuni dettagli: il ragazzo coperto dal mantello, col berretto calato
sugli occhi, il viso in ombra e un pugnale nella cintura, suggerisce
l'idea di un cospiratore o un rivoluzionario. Il piede sullo scalino,
come se dovesse scappare e l'ombra dell'uomo misterioso tagliato
fuori dall'immagine (come se ci fosse qualcuno ad aspettarlo: un
complice?) fanno pensare a un delitto o un'azione violenta, o a una
fuga, insomma al dettaglio di una storia che sembra un soggetto per
il. Per contrasto al dinamismo della figura maschile, la ragazza è
completamente abbandonata, il corpo arcuato all'indietro e la mano
che sembra più aggrapparsi che abbracciare. Raffinatissimo e di
grande effetto il contrasto tra il rosso e l'azzurro, dei riflessi luminosi
della seta dell'abito della fanciulla e dell'opacità e consistenza del
mantello del ragazzo.

Il significato
secondo contenuto–nel
Ottocento
politico Impressionismo
quadro va posto anche il
relazione all'esposizione di questo dipinto, avvenuta a Brera il 9
L’impressionismo
settembre del 1859, pochi è unmesimovimento
dopo l'arrivo pittorico francese
di Vittorio Emanuele chee deriva direttamente dal realismo, in
Napoleone
quanto III nella
come città disiMilano.
questo interessa soprattutto alla rappresentazione della realtà quotidiana. Ma,
rispetto
Il confrontoal tra
realismo,
la versione non delsiBrera
occupae quelladeiparigina,
problemi ma solo dei lati gradevoli della società del tempo.
solo
Non è azzardato
recentemente scoperta,diremette
che in è luce
l’impressionismo
in modo ancora ad più aprire la storia dell’arte contemporanea. La
tecnica impressionista si occupa solo dei fenomeni
sorprendente il messaggio politico risorgimentale. Nella ottici della visione. E per far ciò cerca di
versione
parigina compare infatti un velo bianco
riprodurre la sensazione ottica con la maggior fedeltà abbandonato sugli scalinipossibile.
e Dal punto di vista della poetica
il risvolto del mantello del ragazzo verde. Il tricolore italiano,
l’impressionismo sembra indifferente ai soggetti. Sono paesaggi visti con occhi da cittadini. La
accostato all'azzurro della veste della ragazza allude all'alleanza
grande
tra Italia especificità
Francia, che del linguaggio
aveva permessopittorico
il formarsiimpressionista
del nuovo stato sta soprattutto nell’uso del colore e della
luce. La
italiano. realizzazione dei quadri, non negli atelier ma direttamente sul posto è ciò che, con
termine usuale, viene definito en plein air.
Édouard Manet
Manet è stato un pittore poco incline alle posizioni avanguardistiche. Egli voleva giungere al
rinnovamento della pittura operando all’interno delle istituzioni accademiche. E, per questo motivo,
egli, pur essendo il primo dei pittori moderni, non espose mai con gli altri pittori impressionisti.
Rimase sempre su posizione individuale e solitaria anche quando i suoi quadri non furono più
accettati dalla giuria del Salon. Tra tutti i pittori dell’Ottocento francese, Manet è quello che più ha
creato una cesura con l’arte
precedente. Dopo di lui la pittura non è Colazione sull’erba – Manet. La giuria lo rifiutò e fu esposto nel Salon
dés Refusée. Il quadro scandalizzava sia per il soggetto, sia per lo stile.
stata più la stessa. E la sua importanza In esso vi sono raffigurati, in primo piano, una donna completamente nuda
va ben al di là del suo contributo alla che conversa con due uomini completamente vestiti. In secondo piano vi
nascita dell’impressionismo. è una seconda donna che si sta bagnando in uno stagno. Non è il nudo
della donna a scandalizzare, ma la sua rappresentazione troppo realistica
in una situazione apparentemente quotidiana ma decisamente insolita.
Ciò che in sostanza urta è che la nudità della donna rende volgare una
conversazione tra normali borghesi. La donna nuda di spalle, con il flauto
in mano, sta insegnando la musica ai due pastorelli innanzi a lei. L’altra
sta versando dell’acqua in una vaschetta, per simboleggiare un rito di
purificazione. Le due donne sono nude perché rappresentano due ninfe.
Sono la natura, mentre i due uomini appartengono alla civiltà e perciò
sono vestiti, l’uomo civile riceve dalla natura il dono della musica. Ad una
visione ravvicinata il quadro si presenta come una somma di macchie.
Acquista maggior suggestione, e senso di verità, solo ad una visione
distanziata. Manet rendeva manifesto come l’occhio riesce a percepire
un’immagine anche tra colori che non definiscono una forma precisa da
vicino, la possibilità di usare i colori in totale libertà, svincolandosi dal
problema di creare prima una forma e poi attribuirgli un colore.
Olympia - Manet. Il quadro di Manet è realizzato con la stessa
tecnica del contrasto cromatico e luministico, qui usato nella voluta
ambiguità dei passaggi tonali bianco su bianco e nero su nero che
rendono difficile una immediata comprensione dell’immagine. Le
piccole macchie di colore rosso e verde danno il punto di
saturazione del tono luminoso in bilico tra il bianco-luce e il nero-
oscurità. Anche questo quadro di Manet scandalizzò per il
soggetto. Olympia, infatti, era una nota prostituta parigina che qui
si mostra con una sfrontatezza decisamente volgare. Lo sguardo
così diretto della donna, la sua posa, i particolari eccessivamente
realistici, come le pantofole ai piedi, non permettono
all’osservatore di trascendere la vera realtà di ciò che è
rappresentato sul quadro. La nurse diviene una serva per altre
funzioni. Il mazzo di rose è il chiaro segno di unaInrichiesta
questa che è l’ultima opera importante realizzata de Manet, assistiamo
galante
di tipo non nunziale. Il gattino è attributo demoniaco.
ad una adesione piena allo stile impressionista, stile che il pittore aveva
contribuito a far nascere, ma dal quale aveva sempre mantenuto le distanze.
Il soggetto raffigura l’interno del bar delle Folies-Bergère. Lo spazio di
. rappresentazione è molto ristretto, comprendente appena il piano del
bancone, e lo spazio retrostante in cui è raffigurata la cameriera Suzon,
personaggio reale. L’effetto di grande spazialità è dato dal grande specchio
sulla parete di fronte nel quale si riflette lo spazio dilatato del locale. Nel
riflesso dello specchio vediamo a destra, molto decentrati, il riflesso della
donna di spalle e il riflesso di un uomo che le sta di fronte. Questa visione
non è possibile dal punto di vista frontale, e ci attesta come Manet, nei suoi
ultimi quadri è ormai al superamento definitivo delle leggi della prospettiva,
Benché Manet anche in questo quadro resti fedele all’uso del colore nero,
le abbreviazioni formali che vi introduce, insieme al gioco di luci e colori
sapientemente ottenuti, lo portano a realizzare una delle più belle opere in
assoluto dell’impressionismo.
Claude Monet
Tra tutti i pittori dell’impressionismo, può essere considerato il più impressionista di tutti. Il suo stile
impressionistico è fatto di tocchi di colore a
rappresentare autonomi effetti di luce senza
preoccupazione per le forme. I suoi soggetti sono
sempre ripetuti infinite volte per esplorarne tutte le
varianti coloristiche e luministiche. Ogni quadro
risulta così diverso dall’altro, anche se ne rimane
riconoscibile la forma di base pur come traccia
evanescente e vaporizzata. Dal 1909 esegue una
serie di quadri aventi a soggetto «Le ninfee». In
questi fiori acquatici sono sintetizzati i suoi interessi
di pittore, che rimane impressionista anche quando
le avanguardie storiche hanno già totalmente
demolito la precedente pittura ottocentesca.
Claude Monet - Impression. Soleil levant. Esso è divenuto uno dei simboli della pittura impressionista. In questo
quadro ci sono molti degli elementi caratteristici di questa pittura: la luce che svolge il ruolo da protagonista, il colore
steso a tocchi e macchie, la sensazione visiva che fa a meno della definizione degli oggetti e delle forme, il soggetto
del tutto casuale e al di fuori della ordinaria categoria di paesaggio. L’immagine è colta all’aurora quando il sole inizia
a filtrare attraverso la nebbia mattutina. Monet è del tutto indifferente a ciò che ha innanzi. Non ne cerca la
riconoscibilità ma abbozza forme indistinte. Due barche sono solo due ombre scure, il cerchio del sole rimanda alcuni
riflessi nell’acqua, un insieme di gru e ciminiere fumose si intravedono in lontananza. Egli, tuttavia, è attento a
registrare ciò che l’occhio coglie d’istinto: la luce e il colore. Alle forme e allo spazio egli è del tutto indifferente. La
registrazione che dà il quadro della percezione riguarda un attimo fuggente. Un istante dopo la visione può essere
già diversa, perché la luce è cambiata Ma rimane una sensazione, fatta di suggestioni ambientali e atmosferiche,
che il pittore coglie come testimonianza del suo vedere e del suo sentire. L’acqua svolge sempre un ruolo
fondamentale. Essa riflette le immagini distorcendole.
La stazione Saint-Lazare - Claude Monet. Gli
impressionisti mostrano sempre un grande interesse per la
città, ed in particolare per Parigi. A questo interesse si
aggiunge anche la predisposizione per tutto ciò che è
moderno. Monet dedica diversi quadri alle stazioni
ferroviarie. In questo vediamo la grande struttura in ferro e
vetro che copre la stazione, ma che nel quadro racchiude
soprattutto una grande massa di vapore nella quale si
intravedono le sagome dei treni, delle persone e degli edifici
sullo sfondo. In pratica, come l’acqua, anche il vapore creato
dai treni, ben si prestava a quella evanescenza delle
immagini che dà alle cose un’impressione di movimento.
Nel 1894 Monet realizzò una serie di
trenta tele dedicate alla facciata della
cattedrale di Rouen. In queste tele ciò Ninfee – Monet si concentrò
che l’artista cerca è la luce, e come essa sempre più sulla
riesce a modificare la percezione della rappresentazione dei colori della
realtà. Così egli rappresenta la cattedrale natura, facendo scomparire del
in diverse ore del giorno e con diverse tutto nei suoi quadri la figura
condizioni atmosferiche, giungendo ogni umana. Tra le tele realizzate in
volta a risultati pittorici diversi. L’insieme questo periodo, grande
delle trenta tele è davvero rilevanza hanno i quadri con le
impressionante e suggestivo. E in ciò ninfee, fiore d’acqua che non ha
Monet cerca di dimostrare che ogni radici e che quindi si muove
istante della percezione è sempre diverso continuamente sulla superficie,
da un altro, anche immediatamente è quasi il simbolo di quella realtà
successivo. perennemente mobile che gli
impressionisti cercavano di
rappresentare. In questi quadri
Monet giunse ad una ulteriore
semplificazione della sua pittura.
"I covoni" sono una tra le meno note riproduzioni seriali
dell'autore impressionista Claude Monet. Questa serie di opere
divengono principalmente un pretesto per analizzare il mutamento
e le qualità della luce proprio dei covoni di grano ed avena disposti
in aperta campagna. Così facendo l'autore riesce, in un certo
senso, a rappresentare fondamentalmente tre elementi: Lo
scorrere del tempo. L'istantaneità. La "luminosità delle cose".

Pierre-Auguste Renoir
È il pittore che, dopo Monet, ha meglio sintetizzato la poetica del nuovo stile pittorico. Renoir è
anche insuperabile nella resa delle figura femminile, specie nei nudi. Le sue immagini sono create
dalla luce stessa che, attraverso mille riflessi e rifrazioni, compone una immagine insolita ma di
grande fascino. Dopo il 1881 la sua pittura tese ad un maggior spirito neoclassico, e a ciò non fu
estraneo un viaggio che egli fece in Italia e che gli permise di conoscere i grandi pittori del passato.

Bal au Moulin de la Galette - Auguste Renoir. Questo quadro è


divenuto anch’esso un simbolo dello spirito giovane e ottimista che
caratterizza i pittori. Il Moulin de la Galette era un locale popolare di
Montmartre ove si andava a ballare all’aperto. Molti dei personaggi
raffigurati sono amici del pittore. Tutto il quadro è pervaso da una
sensazione rilassata e tranquilla. Le persone sono tutte sorridenti. Sono
protetti da una ombra fresca che riflette su di loro una luce chiara ma non
accecante. La sua pennellata, in questo quadro, non è il solito tocco
virgolettato ma si allunga in un andamento sinuoso e filamentoso. La
sensazione è che il quadro sia il fotogramma di un film in continuo
svolgimento. E ciò serve appunto non a raccontare una storia ma ad
esprimere in profondità una sensazione vitale.

Colazione dei canottieri - Auguste Renoir. La tela raffigura


il ristorante dove si ritrovavano abitualmente i canottieri che
praticavano questo sport sul fiume Senna. La donna in primo
piano, che ha tra le mani un cagnolino, è la futura moglie di
Renoir. Il quadro è uno degli ultimi dipinti "impressionisti" di
Renoir e di fatti già si avverte un distacco dalle precedenti
opere. Non vi è più il suo caratteristico tocco un po'
filamentoso e le figure acquistano una solidità più classica.
Anche gli effetti di luce sono meno curati, mentre vi è più
attenzione agli equilibri cromatici tra le varie superfici che
compongono la tela.

Le bagnanti – Renoir. Sotto l’influenza della pittura


rinascimentale di Raffaello, da cui Renoir era stato
particolarmente colpito nel suo viaggio in Italia. Le figure
femminili sono ben delineate dai contorni, raffinate
nell’espressione e nell’acconciatura dei capelli.
Edgar Degas
I suoi quadri non propongono mai immagini di evanescente luminosità ma rimangono ancorati ad
una solidità formale assente negli altri pittori, originato dalla sua formazione giovanile che lo portava
ad essere un pittore più borghese degli altri. Viaggiò molto in Italia, suggestionato dalla pittura
rinascimentale di Raffaello e Botticelli. Fu tra i fondatori del gruppo di impressionisti. Le forme non
si dissolvono e non si confondono con la luce. Sono invece rese plastiche con la luce tonale e non
con il chiaroscuro, e in questo segue la tecnica impressionista. Tra i suoi soggetti preferiti ci sono le
ballerine e le scene di teatro. Degas coincide con l’impressionismo: la scelta poetica di dar immagine
alla vita urbana, con i suoi riti e i suoi miti, a volte borghesi, a volte bohemiène.

L’assenzio – Degas. La scena di questo quadro è ambientata in un bar. Nel quadro sono
raffigurate due persone. La donna è un’attrice, l’uomo è un incisore. Rispetto ai quadri
impressionisti, qui permane una certa abbreviazione esecutiva. È invece assente qualsiasi
indagine sulla luce. Il quadro ha un senso cupo. Il pittore, più che indagare sull’istante della
visione ottica, cerca di cogliere un istante di sensazione psicologica. Le due persone nel bar
sono vicine ma si ignorano completamente. La solitudine della donna viene accentuata proprio
dal bicchiere che ha innanzi. La donna ha lo sguardo perso nel vuoto, l’uomo è una vicinanza
che non le dà compagnia, beve da sola: è l’immagine stessa della solitudine. Ciò che risulta
tipico della pittura di Degas è l’inquadratura di una macchina fotografica con un grandangolo.
Se ne deduce che nella scena c’è un terzo personaggio e che ha il punto di vista del pittore.
Un musicista, probabilmente, che sta guardando la donna che beve e l’uomo che fuma. Il bar
non è più un luogo per incontri piacevoli ma per solitudini confortate solo dall’alcol.
La classe di danza – Ballerina di 14anni –
Degas. Le ballerine Degas. Composto da
vengono osservate e cera e terracotta.
dipinte con una tecnica L’abito, le scarpe ed i
dettagliata che lascia capelli sono reali. La
sedimentare i critica non accetta la
movimenti. Anch’essa scultura, paragonando
ha una prospettiva la bimba ad una
fotografica. Il dipinto scimmia. L’autore
viene fatto in una scuola invece cercava di
di ballo. riportare la realtà della
danza su un qualcosa
che ne è riflesso.

La fotografia
La fotografia è qualsiasi sistema che permetta di convertire, in modo più o meno permanente e
visibile, immagini prodotte su supporto con l’azione di radiazioni ultraviolette e infrarosse. La
sostanza chimica che, per le sue doti di fotosensibilità, è stata più usata è l’argento in alcuni suoi
composti come il nitrato d’argento e lo Ioduro d’argento. La data di nascita ufficiale è 9 luglio 1839.
Nasce così il Dagherrotipo, una lastra ricoperta d’argento che, esposta ai vapori dello iodio messa
in camera oscura e posizionata davanti al soggetto da riprendere, dopo una posa decisamente
lunga e un lavaggio in sale marino e mercurio, mostra un’immagine speculare dell’oggetto ripreso.
Di una nitidezza e lucentezza sconvolgente per l’epoca, questa tecnica rivoluziona il mondo del
ritratto, ora alla portata di tutti, e della memoria familiare e collettiva. La fotografia ha sempre avuto
un rapporto molto contrastato con la pittura, dal confronto con la quale non è mai riuscita a liberarsi,
sia che la si ritenesse serva, sia che la si considerasse forma d’arte superiore, tanto che è stata
spesso, e continua ad esserlo, erroneamente giudicata con gli stessi parametri estetici.
Pittura giapponese
La pittura giapponese, ma non solo la pittura, in generale la cultura tradizionale giapponese, ha
sempre qualche collegamento con la natura e con le quattro stagioni. Per ogni stagione ci sono
diverse usanze; fin dall’antichità, ed anche oggi, ai giapponesi piace molto godere dei vari aspetti
delle diverse stagioni. Anche nella pittura, si può osservare che i soggetti rappresentati hanno
sempre un collegamento diretto con le stagioni dell’anno, tutto ciò mette in luce la sensibilità ed il
grande rispetto che i giapponesi nutrono nei confronti della natura e di tutto quello che ne fa parte,
uomo compreso.
Le stampe di Hiroshige e Utamaro
Questa tecnica artistica divenne molto popolare. All'inizio, si utilizzava soltanto inchiostro cinese, in
seguito alcune stampe vennero colorate a mano con dei pennelli.
Hiroshige
E’ tra i principali paesaggisti giapponesi dell'Ottocento e fra i più celebri rappresentanti della corrente
artistica Ukiyo-e (stampa). La produzione artistica di Hiroshige annovera diversi generi, tra cui
stampe di attori, guerrieri, cortigiane, ma l'oggetto principale della sua arte fu la natura nelle sue
molteplici espressioni. La contemplazione della natura e la successiva rappresentazione in chiave
morfologicamente armonica, è ciò che distingue Hiroshige dagli altri pittori-incisori del suo tempo,
creando una dialettica tra il finito e l'infinito, ossia il sentimento umano scaturente dall'ascolto quasi
religioso della natura e il respiro del cosmo.
Utamaro
Fu un pittore e disegnatore giapponese, considerato uno dei maggiori artisti dell'ukiyo-e, la stampa
a blocchi di legno. È conosciuto principalmente per i suoi studi di donne. Compì anche degli studi
su soggetti naturali, in particolare libri illustrati sugli insetti. Le sue opere vennero diffuse in Europa
dove divenne molto famoso, in particolare in Francia. Influenzò così gli impressionisti europei,
soprattutto per il suo uso di scorci, con una certa enfasi su luci e ombre.
Impressionismo al femminile
Alla donna non era consentito frequentare le accademie, era una vergogna che viaggiasse da sola,
entrasse nei locali, dipingesse en plein air, per non parlare dello studio del nudo, a lei vietato. Ma a
Parigi, una ventata di modernità porta un folto numero di donne a intraprendere una rivoluzione
degli schemi e delle consuetudini, scegliendo di “vivere di arte”, farne una vera professione al pari
dell’uomo. Tra quelle donne spiccarono Berthe Morisot e Mary Cassatt. Berthe conobbe Renoir,
Degas, Monet e Manet, di cui divenne modella, dopo un primo incontro fortuito al Louvre, e poi
cognata, sposandone il fratello Eugene. I suoi lavori furono molto apprezzati, tanto che venivano
quotati maggiormente rispetto a quelli degli altri impressionisti. Soggetti principali della sua opera
furono i ritratti di famiglia, le maternità, spaccati ripresi dal quotidiano, che rispecchiavano da una
parte la condizione femminile compressa da convenzioni stereotipate, ma dall’altra riflettevano un
punto di vista più poetico e sensibile verso la vita interpretata attraverso la forma, i colori, la luce
dell’impressionismo ma con la leggerezza della pennellata personale e quasi classicista.
L’americana Mary Cassatt dovette caparbiamente combattere contro il padre che rifiutava di
accettare la sua scelta di dedicarsi all’arte. Riuscì a frequentare l’Accademia delle Belle Arti di
Philadelphia, si trasferì definitivamente a Parigi nel 1874 e si unì agli impressionisti, con i quali
espose nel 1879 su proposta di Degas, che divenne suo grande amico e mentore. Come Berthe,
Mary prediligeva ritrarre l’universo femminile, le maternità, i bambini e le scene di vita quotidiana,
soggetti studiati con passione e ripetuti.
Il puntinismo
È un movimento pittorico caratterizzato dalla scomposizione dei colori in piccoli punti. Si era iniziato
infatti a constatare l'inesistenza di un colore locale; ciascun colore è influenzato dal colore cui è
posto accanto e quindi i colori non dovranno essere mescolati ma anzi accostati. Il puntinismo si
basa sull'applicazione delle scoperte della percezione visiva e sulle teorie del colore. Il metodo
utilizzato presenta un'elevatissima precisione. Rende le composizioni statiche, artificiali, fredde, con
mancanza di cangiantismo e movimento.

La grande Jatte – Seurat. Il dipinto rappresenta una


domenica pomeriggio all’isola della grande Jatte. La
borghesia è colta in un momento di svago, con una
tecnica innovativa. Tutto è geometricamente statico, lo
spazio è progettato e diviso in tre parti, quella in ombra,
quella soleggiata e le acque. E’ un dipinto lontano dalla
realtà e più vicino all’astrattismo.

Paul Gauguin
Uno dei protagonisti della fase artistica che definiamo post-impressionismo. Egli è l’artista che
vuole evadere dalla società e dai suoi problemi per ritrovare un mondo più puro ed incontaminato.
La pittura di Gauguin è una sintesi delle principali correnti che attraversano il variegato e
complesso panorama della pittura francese di fine secolo. Egli partì dalle stesse posizioni
impressioniste. Fornì notevoli suggestioni agli espressionisti francesi del gruppo dei «Fauves».
Ma, soprattutto per l’intensa spiritualità delle sue immagini, diede un importante contributo a quella
pittura «simbolista», che si sviluppò in Francia ed oltre, in polemica con il naturalismo letterario di
Zola e Flaubert e con il realismo pittorico di Courbet, Manet e degli impressionisti.
La visione dopo il sermone - Paul Gauguin. Fase simbolista e sintetista Il
quadro è idealmente diviso in due parti dalla diagonale del tronco d’albero. Nella
parte in alto a destra compaiono Giacobbe che combatte con un angelo. Nella
metà inferiore sinistra vi sono le donne che assistono alla scena. Qui non vi è
assolutamente naturalismo. Il rapporto prospettico tra le figure è molto equivoco e
dubbio. Il quadro si presenta con una evidente bidimensionalità che nega qualsiasi
costruzione naturalistica e prospettica. Ciò viene ulteriormente confermato dal
colore rosso steso da non far capire se rappresenta un piano orizzontale, verticale,
o di altra inclinazione. Già il soggetto non può essere considerato naturalistico.
Non appartiene alla normale esperienza visiva vedere un angelo e un demonio
che lottano. E’ frutto della fantasia. Il contenuto dell’opera è quindi un’allegoria
dell’eterna lotta tra il bene e il male, con una grande religiosità. Il quadro si
costruisce solo di simboli.
Il Cristo giallo è una tela di intenso valore mistico.
La scena è dominata da un grande crocefisso, sotto
il quale tre donne, nei tradizionali costumi bretoni,
sono inginocchiate a pregare. Fa da sfondo un
paesaggio rurale che trasmette un sentimento di
calma e di serenità. Il significato è ben chiaro:
rivivere nell'esperienza quotidiana il mistero del
sacrificio come dimensione sacra della rinascita
della vita. Da questa visione proviene anche il
colore giallo che domina nel quadro, assumendo il
valore di unione simbolica tra le messi di grano e il
Messia.
Dipinto Tahitiano. Questa composizione è tipica delle opere dipinte agli inizi del
suo primo soggiorno nel Pacifico. Si tratta di tele che mostrano spesso donne
tahitiane intente nello svolgimento di semplici incombenze quotidiane. I visi che
disegnano una maschera o un profilo sono piuttosto simili ma segnati dalla
malinconia. Le figure disegnate da Gauguin sono definite da una spessa linea di
contorno, elegante e decorativa che l'artista traccia con perfetta padronanza. Con la
scelta di atteggiamenti un po' statici, l'artista realizza così quello cha ha tutta l'aria
di essere un autentico duplice ritratto.
Vincent Van Gogh
Prototipo più famoso di artista maledetto che vive la sua breve vita tormentato da enormi angosce
ed ansie esistenziali, al punto di concludere tragicamente la sua vita suicidandosi. L’attività di Van
Gogh è stata breve ed intensa. I suoi quadri più famosi furono realizzati nel breve giro di quattro o
cinque anni. Egli, tuttavia, in vita non ebbe alcun riconoscimento o apprezzamento per la sua
attività di pittore. Van Gogh rappresenta il pittore maledetto che identifica completamente la sua
arte con la sua vita, vivendo l’una e l’altra con profonda drammaticità.
I mangiatori di patate – Van Gogh. Vi è il tratto di pennello doppio che plasma
le figure dando loro un aspetto di deformazione molle. Rappresenta la scena in
un interno, con la luce debole che illumina solo parzialmente la stanza e il
gruppo di persone sedute intorno al tavolo. In una povera casa, un gruppo di
contadini sta consumando un misero pasto a base di patate. Sono cinque
persone: una bambina di spalle, un uomo di profilo, di fronte una giovane donna
e un altro uomo con una tazzina in mano, e una donna anziana che sta
versando del caffè in alcune tazze. Hanno pose ed espressioni serie e
composte. Esprimono una dignità che li riscatta dalla condizione di miseria in
cui vivono. Questo quadro di Van Gogh esprime solo la sua profonda
solidarietà con i lavoratori dei campi che consumano i cibi che essi stessi hanno
ottenuto dalla terra.

Vincent Van Gogh - Campo di grano con volo


di corvi. È un artista oramai giunto alla soglia della
disperazione interiore, talmente tanto che riesce a
trasfigurare la visione che il pittore ha innanzi: un
campo di grano diviene una immagine di massima
Vincent Van Gogh - La intensità drammatica. Nelle sue tele compaiono i
chiesa di Auvers. Ad tipici soggetti impressionisti. Il quadro è realizzato
essere rappresentata è la Vincent Van Gogh - con pochi colori fondamentali. Su una
zona absidale della chiesa Autoritratto con cappello di preparazione rossa, traccia dei segni gialli per
del paese, con in primo feltro. Il tema dell’autoritratto indicare il grano, altri segni verdi e rossi per
piano una stradina che si occupa un posto notevole nella indicare le strade che attraversano i campi. Il cielo
biforca e una contadina produzione di Van Gogh, nel è di un blu cobalto cupo ed innaturale. Un cielo
vista di spalle. La grande caso suo esercitarsi sul proprio pesante ed oppressivo. Pochi tratteggi neri
massa architettonica si ritratto indica non tanto spirito di raffigurano un volo di corvi. La loro è una presenza
staglia contro un cielo color narcisismo ma quanto di inquietante.
cobalto, tipico della profonda solitudine. Quasi che
produzione di questo non abbia possibilità di trovare
periodo, la vitalità della altri modelli se non se stesso. I
pennellata di Van Gogh suoi occhi sono gli unici punti
rende l’immagine visionaria fermi del quadro. I colori sono
e quasi inquietante. sempre molto intensi, e si noti
L’edificio prende in effetti soprattutto nel volto l’audace
un aspetto "molle" e accostamento di tinte diverse.
Caffè di notte – Van Gogh. I colori sono accesi e
sembra quasi animarsi di L’effetto è decisamente inedito.
discordanti, danno una sensazione di disagio: Van Gogh
vita propria. La sensazione Nel suo insieme questa
infatti voleva esprimere la violenza delle passioni
è di trovarsi al cospetto di inafferrabile figura trasmette un
umane, che degeneravano soprattutto nei caffè. La
un artista talmente profondo senso di vitalità
scena è statica, manca la vivacità tipica di un locale
ipersensibile da vedere con psichica, segno di un carattere
pubblico: i personaggi raffigurati sono isolati, come
occhi sovraeccitati tutta la quanto mai energico e
chiusi in sé stessi. La sedia vuota in primo piano, simile
realtà che lo circonda. prorompente.
a quella dipinta da Van Gogh nello stesso periodo, vuole
sottintendere il significato dell'assenza. L'orologio sul
fondo denota la tarda ora notturna, le pareti rosse ed il
soffitto verde conferiscono al locale un aspetto di fornace
infernale.
Henri de Toulouse-Lautrec
Egli è soprattutto un grande disegnatore, portando la sua arte su un piano che era sconosciuto agli
altri pittori impressionisti: quello della linea funzionale. Egli con la linea coglie con precisione
espressionistica le forme, i corpi e lo spazio. Non solo. Anche le superfici vengono tutte intessute di
linee che si intrecciano a formare suggestivi intrecci. Lautrec fornì anche un nuovo ambito di
applicazione: quello del manifesto d’autore. Egli, infatti, fu il primo pittore ad utilizzare le sue capacità
artistiche per la produzione di grafica d’autore, soprattutto in occasione di spettacoli teatrali e
cabarettistici.

Henry de Toulouse-Lautrec - Moulin Rouge. I manifesti che realizza


per il mondo dello spettacolo parigino, nascono più dall’amicizia che egli
intrattiene con i personaggi di questo ambiente che non per calcolo
particolare. L’occasione è quindi casuale, e rappresenta la prima
esperienza di un artista nel linguaggio più popolare quale quello della
pubblicità. Dopo di lui, non saranno pochi i pittori che non disdegneranno
di realizzare manifesti pubblicitari. Del resto, lo stile sintetico e lineare di
Toulouse-Lautrec ben si prestava ad esiti più grafici che pittorici, ed i
suoi manifesti riescono, più di molti quadri, a dare immagine suadente e
affascinante a quel bel mondo parigino che si affacciava alla Belle
Epoque.

Paul Cezanne
La sua pittura seguiva già agli inizi un diverso cammino che la differenziava nettamente da quella
di un Monet o di un Renoir. Cezanne cerca di sintetizzare nella sua pittura anche i fenomeni della
interpretazione razionale che portano a riconoscere le forme e lo spazio. Ma, per far ciò, egli ricorse
solo al colore senza chiaroscuro ecc. La sua grande ambizione era di risolvere tutto solo con il
colore, arrivando lì dove nessun pittore era mai arrivato: sintetizzare nel colore la visione ottica e la
coscienza delle cose. Egli non perde mai di vista la realtà e il suo aspetto visivo. Come per i pittori
impressionisti, egli è del tutto indifferente ai soggetti. Li utilizza solo per condurre i suoi esperimenti
sul colore. Ed i suoi soggetti sono in realtà riducibili a poche tipologie: i paesaggi, le nature morte, i
ritratti a figura intera. La sua tecnica pittorica è decisamente originale ed inconfondibile. Egli
sovrapponeva i colori con spalmature successive, senza mai mischiarle.

Natura morta – Cezanne. È uno degli esempi più La casa dell’impiccato – I giocatori di carte. Due uomini in
noti di natura morta con mele realizzati da Cezanne. Cezanne. Il quadro un'osteria di paese stanno giocando a
La mela è infatti un frutto che appare molto di appartiene alla fase carte davanti ad uno specchio. Tutta la
frequente nelle nature morte dell'artista, divenendo impressionista nonché tela è costituita da abbassamenti di
quasi un suo marchio di fabbrica. E a tal proposito è collezionista d'arte. Il tono dei colori blu, giallo e rosso. Le
sorta la leggenda che l'intento di Cezanne era di quadro è stilisticamente pennellate si compongono a tasselli, e
«stupire Parigi con una sola mela». Vale a dire che diverso dalle successive talvolta si presentano solitarie e
l'artista voleva ottenere la perfezione nella forma più tele di Cezanne. La forma sintetiche, come il riflesso sulla bottiglia
semplice possibile: quella di una sfera pura. In realtà, geometrica rimane ancora o il semplice tratto che descrive l'occhio
dato lo stile che il pittore adotta, riuscire nella salda, il colore più infossato del giocatore di destra. Inoltre
costruzione tridimensionale di una sfera non era filamentoso che vuol Cèzanne fa un sapiente uso delle linee;
semplice, ma rappresentava un notevole traguardo rendere gli effetti cangianti Caratteristiche dell'impressionismo.
non solo tecnico ma di grande sensibilità percettiva. della luce. Colore steso velocemente.
Il simbolismo
Movimento artistico che nasce dal naturalismo e dall’impressionismo e si caratterizza per immagini
simboliche, mitologiche e religiose. La natura viene spesso rappresentata in modo atipico.

L'Apparizione – Moreau La
testa di San Giovanni Battista,
cinta con un'aureola, ricorda
una stampa giapponese.
Quest'immagine evoca,
inoltre, la celebre testa di
Medusa, brandita da Perseo.
Per gli arredi del palazzo di
Erode, l'artista s'ispira
direttamente all'Alhambra di
Granada. Partendo da
elementi molto diversi tra loro,
Moreau dà vita ad un Oriente
ideale.

I macchiaioli
Il termine venne coniato nel 1862 da un recensore della «Gazzetta del Popolo» che così definì quei
pittori che intorno al 1855 avevano dato origine ad un rinnovamento anti-accademico della pittura
italiana in senso verista. Questo movimento vorrebbe rinnovare la cultura pittorica nazionale. La
poetica macchiaiola è verista opponendosi al Romanticismo, al Neoclassicismo e al Purismo
accademico, e sostiene che l’immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro,
ottenuti tramite una tecnica chiamata dello specchio nero, utilizzando uno specchio annerito con il
fumo permettendo di esaltare i contrasti chiaroscurali all’interno del dipinto.
In vendetta – Giovanni Fattori. Si tratta di un quadro di piccole dimensioni, che
offre uno scenario di alcuni soldati costretti a soffrire, visti come vittime in un
paesaggio desolato, dominato da un’intensa luminosità. Il senso della prospettiva
è dato dalla parete sulla destra, la cui perfetta geometria interrompe con un taglio
netto la linea dell'orizzonte. Le ombre create dalla fonte luminosa ci fanno pensare
che la scena si svolga in una afosa giornata d’estate, immobile e sonnolenta che
ferma anche le attività degli uomini. Vi è la presenza di forti contrasti chiaroscurali:
i berretti bianchi che fanno contrasto con le giubbe nere e il cielo di colore blu
intenso, e le vesti e i cavalli neri che contrastano con il suolo e il muricciolo. In
questo quadro si può percepire un nuovo rapporto fra uomo e natura, non più
romantico ma realista. La figura umana, infatti, è immersa nel paesaggio senza
esserne protagonista, senza prevalere cioè sulla natura.
La rotonda dei bagni Palmieri – Fattori. Vi è ritratto un gruppo di
signori, probabilmente borghesi, sulla "rotonda" dello stabilimento
balneare di Livorno, all'ombra di un tendone giallo ocra. Ogni donna
e uomo sono colti in un diverso atteggiamento. Il colore è disteso su
piani orizzontali, e il quadro può essere nettamente suddiviso in fasce,
partendo dal basso: spiaggia, mare, uno scorcio di monti, il cielo di un
azzurro pallido, il giallo del tendone. Le figure sono nitidamente
definite nonostante ogni cosa sia rappresentata da macchie di colore
e i volti siano privi di lineamenti. Il pergolato – Lega. Silvestro Lega raffigura una
semplice scena domestica: quattro figure
femminili siedono sotto un pergolato, mentre
una cameriera porta una caffettiera su un
vassoio. La bambina in fondo alla scena,
appoggiata alla madre, ha le braccia aperte e le
mani levate come se stesse recitando una
poesia alla signora vestita di nero che l'ascolta
con attenzione.
Il divisionismo
ll divisionismo nasce in Italia sul finire dell'Ottocento beneficiando dell'apporto di numerosi pittori del
nostro paese, tra i quali Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini e Gaetano Previati, sebbene tutti i
maggiori artisti del periodo siano stati (almeno parzialmente) influenzati dalla corrente pittorica
ispiratasi al pointillisme francese. Nuovo modo di dipingere attraverso piccoli tocchi di colori, spesso
dei minuscoli punti, di diversi colori puri che l'occhio dello spettatore unisce inconsapevolmente
percependoli come macchie di intense tonalità. In questo modo la mescolanza dei colori non
avviene per opera del pittore, bensì di coloro che ammirano un quadro unendo le fugaci pennellate
fra loro separate a creare una composizione armoniosa.

Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo. Per il monumentale dipinto,


che richiese tre anni di lavoro, sottolineando nel percorso dei lavoratori
il passaggio da un’età più oscura ad un tempo più felice, segnato da
progresso della classe lavoratrice. Lo studio della schiera in secondo
piano venne articolato in tre cartoni, dai quali emerge come il pittore
non fosse più interessato ad approfondire le singole azioni, ma a
cogliere i reciproci rapporti, suggeriti dal concatenarsi e dal ripetersi
dei gesti, una schiera compatta che avanza in modo cadenzato
secondo linee forza ben evidenti, sottolineate dalla tonalità generale
giallo rosata che creava una nuova armonia cromatica.

Le avanguardie
L’appellativo è dato da questi movimenti di cambiamento dal passato. Lo spazio temporale di questo
fenomeno coincide con gli anni a cavallo della prima guerra mondiale. Le prime avanguardie
sorgono intorno al 1905, con l’Espressionismo; le ultime agli inizi degli anni ’20, con il Surrealismo
(1924). Le prime due avanguardie sorsero infatti nella capitale francese. Nel 1905, si costituì il
gruppo dei Fauves, che rappresenta il primo movimento di ispirazione espressionistica. Nel 1907,
grazie a Picasso e Braque, sempre a Parigi sorse il movimento del Cubismo. Anche il Futurismo,
che è un’avanguardia decisamente italiana, partì da Parigi. Anche la seconda avanguardia italiana
di quegli anni, la Metafisica, in embrione nacque a Parigi, dove Giorgio De Chirico, il massimo
rappresentante del movimento, svolse parte della sua attività giovanile. A Zurigo, nella neutrale
Svizzera, si rifugiarono numerosi artisti ed intellettuali e qui nacque, nel 1916, il movimento di
maggior rottura tra le avanguardie storiche: il Dadaismo. Dal Dadaismo e dalla Metafisica, nel 1924,
nacque quella che viene considerata l’ultima delle avanguardie storiche: il Surrealismo. Infine, pur
se non può essere considerato un movimento omogeneo e compatto, le avanguardie storiche
produssero il fenomeno di maggior novità nell’arte del Novecento: l’Astrattismo.
Espressionismo
Il termine espressionismo indica, in senso molto generale, un’arte dove prevale la deformazione di
alcuni aspetti della realtà, così da accentuarne i valori emozionali ed espressivi. In tal senso, il
termine espressionismo prende una valenza molto universale. Al pari del termine «classico», che
esprime sempre il concetto di misura ed armonia, o di «barocco», che caratterizza ogni
manifestazione legata al fantasioso o all’irregolare, il termine «espressionismo» è sinonimo di
deformazione. Nell’ambito delle avanguardie storiche con il termine espressionismo indichiamo una
serie di esperienze sorte soprattutto in Germania, che divenne la nazione che più si identificò, in
senso non solo artistico, con questo fenomeno culturale.
Edvard Munch
Nella pittura di Munch troviamo anticipati tutti i grandi temi del successivo espressionismo:
dall’angoscia esistenziale alla crisi dei valori etici e religiosi, dalla solitudine umana all’incombere
della morte, dalla incertezza del futuro alla disumanizzazione di una società borghese e militarista.
L’urlo – Munch. Lo spunto è quindi decisamente autobiografico. Il quadro ha una
indubbia capacità di trasmettere sensazioni universali. E ciò soprattutto per il suo
crudo stile pittorico. Sulla destra vi è un innaturale paesaggio, desolato e poco
accogliente. In alto il cielo è striato di un rosso molto drammatico. L’uomo è
rappresentato in maniera molto visionaria. Ha un aspetto sinuoso e molle. Più che
ad un corpo, fa pensare ad uno spirito. La testa è completamente calva come un
teschio ricoperto da una pelle mummificata. Gli occhi hanno uno sguardo allucinato
e terrorizzato. Il naso è quasi assente, mentre la bocca si apre in uno spasmo
innaturale. Da esso le onde sonore del grido mettono in movimento tutto il quadro:
agitano sia il corpo dell’uomo sia le onde che definiscono il paesaggio e il cielo. È
tutta l’angoscia che si racchiude in uno spirito tormentato che vuole esplodere in un
grido liberatorio.

Edvard Munch – Pubertà. Non vi è alcun compiacimento


sensuale in questo nudo, anzi, l’immagine trasmette, ad
uno sguardo più attento, un intenso sentimento di angoscia.
Il nudo, in questo caso, è allegoria di condizione indifesa,
soprattutto da parte di chi è ancora giovane ed acerbo, nei
confronti dei destini della vita. E che ognuno ha un destino
che lo aspetta, in questo quadro è simboleggiato dall’ombra
che la ragazza proietta sulla parete. Non è un’ombra
naturale, ma un grumo nero come un fantasma che si
materializza dietro di noi, senza che possiamo evitarlo: è
un po’ il simbolo di tutti i dolori che attendono chi vive.

La Sera nel corso Karl Johann – Munch. Il passeggio per la via


principale della città è visto come una processione di zombie in abiti
alla moda. Tutte le fisionomie sono stravolte, hanno gli sguardi fissi, le
teste ricordano dei teschi, hanno anche un colore bianco-giallastro, i
corpi sembrano dei fantocci. Sembrano venire avanti inesorabilmente,
come degli automi telecomandati, senza espressione, senza vita,
senza umanità. Sulla destra la figura nera che cammina in direzione
opposta. Eppure nonostante l'aspetto esile, - sembra un'ombra, non si
vede il volto, non è un essere svuotato e mostruoso come quelli in primo
piano. E' la metafora della libertà e dell'artista, che procede
controcorrente e non viene compreso dalla società (mostruosa).

L'entrata di Cristo a Bruxelles – James Ensor. Come annunciato dal titolo,


il disegno raffigura un ipotetico ingresso trionfale di Gesù nella capitale del
Belgio, in onore del quale viene realizzata un'immensa parata, talmente
sgargiante e carnevalesca da apparire ridicola e quasi sinistra. La
cittadinanza è accorsa in massa all'evento, tuttavia nessuno dei partecipanti
ha lo sguardo rivolto verso il Cristo: c'è chi chiacchiera, chi giudica, chi critica,
chi si diverte, chi si fa largo, addirittura chi si bacia. Questa circostanza è
fortemente simbolica: rappresenta l'allontanamento del popolo dai valori del
Vangelo; il disegno è intenzionalmente grossolano, affidato a linee spezzate
di grande potere emotivo, con deformazioni di stampo espressionista,
autonome rispetto al colore, con una loro precisa valenza segnica, mentre il
colore - che gioca un ruolo determinante in dialogo paritario con il segno,
violento ed acceso nel trionfo dei rossi stesi in pennellate brevi e nervose

La famiglia – Egon Schiele. Si noti come il complesso famigliare emerge


dall'oscurità dello sfondo ma non riesca a creare una vera e propria armonia;
complice è la forma dei corpi, poco proporzionati e distratti. Mentre il volto
dell'uomo è quello di Schiele, quello della donna non rispecchia la vera compagna
del pittore. Le tre figure, posizionate una sopra l'altra come una matrioska, con
occhi stanchi guardano ad un futuro troppo incerto.
Art Nouveau
Una delle caratteristiche più importanti dello stile è l'ispirazione alla natura, di cui studia gli elementi
strutturali, traducendoli in una linea dinamica e ondulata, con tratto «a frusta». Semplici figure
sembravano prendere vita e evolversi naturalmente in forme simili a piante o fiori. L'Art Nouveau in
architettura e design d'interni superò lo architettura storica che permeava l'epoca vittoriana. Gli
artisti dell'Art Nouveau selezionarono e modernizzarono alcuni tra gli elementi del Rococò, come le
decorazioni a fiamma e a conchiglia, al posto dei classici ornamenti naturalistici vittoriani.
Prediligevano invece la Natura per fonte di ispirazione ma ne stilizzarono evidentemente gli elementi
e ampliarono tale repertorio con l'aggiunta di alghe, fili d'erba, insetti.

Casa Batllo – Antoni Gaudi. È un'opera del celebre


architetto catalano Antoni Gaudí che sorge a
Barcellona, in Spagna. Considerata una delle opere
più originali del celebre architetto. Gaudí ebbe
l'incarico di rimettere a nuovo un modesto palazzo
del quartiere dalla borghesia catalana dell'epoca.
Gaudí modificò notevolmente l'aspetto dell'edificio,
rivoluzionando la facciata principale, ampliando il
cortile centrale ed elevando due piani inesistenti
nella costruzione originale. Al piano terreno
sorgevano le scuderie, destinate successivamente a
magazzini, e l'androne comune.

La sagrada familia – Gaudì. È una grande basilica cattolica, tuttora in costruzione, capolavoro dell'architetto Antoni
Gaudí, massimo esponente del modernismo catalano. La vastità della scala del progetto e il suo stile caratteristico ne
hanno fatto uno dei principali simboli della città, nonché una delle tappe obbligate del turismo di massa. Gaudí subentrò
come progettista dell'opera nel 1883, all'età di 31 anni, fu ridisegnato completamente. Per il resto della propria vita Gaudí
lavorò alla chiesa, dedicandovi interamente gli ultimi 15 anni. Secondo gli auspici del comitato promotore l'opera
potrebbe essere completata, nella migliore delle ipotesi, per il 2026, a 144 anni dalla posa della prima pietra, tuttavia il
procedere dei lavori è discontinuo e dipende in larga parte dall'afflusso delle donazioni.

La scuola di Chicago
La scuola di Chicago è un movimento od una vera e propria scuola di architettura che si è formata
a Chicago tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Ad essa parteciparono due generazioni
di architetti ed ingegneri di cui la prima era forte delle esperienze maturate durante la Guerra di
secessione americana. La scuola, promosse, tra le prime, l'uso della nuova tecnologia delle strutture
in acciaio nella costruzione degli edifici commerciali, e sviluppò anche nuovi canoni estetici
influenzata anche dal corrispondente evolversi delle avanguardie architettoniche in Europa
antecedenti al Movimento Moderno. Alcune delle forme e caratteri distintivi della scuola di Chicago
sono l'uso della struttura in acciaio come elemento portante degli edifici con murature di rivestimento
in terracotta, larghe aree finestrate e ripetitive e un uso limitato della decorazione esterna. Elementi
neoclassici comunque si ritrovano nei grattacieli della scuola di Chicago molti dei quali si riassumono
in un ridisegno di colonne. Il primo piano funziona come base, i piani intermedi come un albero di
colonne verticali, mentre la cima dell'edificio è sormontata da una cornice semi-tradizionale.
Gustav Klimt
La Secessione viennese fu un vasto movimento culturale ed artistico che vide coinvolti architetti e
pittori. La Vienna in cui questi artisti si trovarono ad operare era una delle capitali europee più
raffinate e colte. Klimt rimane il personaggio più vitale ed emblematico della Secessione viennese,
tramite la sua pittura simbolista. Klimt nei suoi primi lavori mostra una precisione di disegno e di
esecuzione assolutamente straordinarie, più avanti il suo stile si fa decisamente bidimensionale,
da quel momento l’oro, già presente in alcune opere precedenti, acquista protagonismo nelle sue
opere.
Il bacio – Klimt. È probabilmente il quadro più famoso ed uno di quelli che meglio
sintetizza la sua arte. Le figure presenti sono due: un uomo ed una donna inginocchiati
nell’atto di abbracciarsi. Un prato ricco di fiori colorati funge da indefinibile piano di
giacitura, mentre l’oro di fondo annulla l’effetto di profondità spaziale. Il quadro ha quindi
un aspetto decisamente bidimensionale. Delle due figure, le uniche parti realizzate in
maniera naturalistica sono i volti, le mani e le gambe della donna. Per il resto l’uomo e la
donna sono interamente coperte da vesti riccamente decorate. Quella dell’uomo è
realizzata con forme rettangolari erette in verticale, mentre la veste della donna è
decorata con forme curve concentriche. La differente geometria delle due vesti è
espressione della differenza simbolica tra i due sessi. Dell’uomo è visibile solo la nuca
ed un parziale profilo molto scorciato. La donna ci mostra invece l’intero viso. Nell’arte di
Klimt la donna occupa un posto decisamente primario.

Giuditta I – Klimt. Da questo


momento in poi, per circa un decennio,
l'uso del colore oro diviene uno dei
tratti stilistici del Klimt più noto. Il
soggetto è la metafora del potere di
seduzione delle donne, che riesce a
vincere anche la forza virile più bruta.
L'immagine ha un taglio verticale molto La stanza rossa – Matisse. In questa sua opera
accentuato con la figura di Giuditta, di emblematica del periodo fauves, Matisse visualizza la
grande valenza erotica, a dominare scena in un interno borghese, una camera con una
l'immagine quasi per intero. La testa di finestra, in angolo a sinistra, attraverso la quale si
Oloferne appare appena di scorcio, in intravede un paesaggio. Al colore si sono sostituite
basso a destra, tagliata per oltre la grandi superfici di colore pieno e la bidimensionalità
metà dal bordo della cornice. decorativa; tutta la composizione inoltre, e persino la
Riuscendo a fondere figura e natura, non ha profondità spaziale. Essa assume invece
decorazione astratta. una bidimensionalità illusionistica. Questi motivi floreali e
ondulati presenti sulla tovaglia, si ripetono nella
tappezzeria e assumono un valore decorativo e
musicale. Da ciò si capisce che l’artista con questo
Fauves e Die Brücke quadro non vuole rappresentare uno spazio reale, ma
invece una dimensione interiore ed emotiva.
Fauves, in francese, significa «belve». La loro caratteristica era il colore steso in tonalità pure. Le
immagini che loro ottenevano erano sempre autonome rispetto alla realtà. Il dato visibile veniva
reinterpretato con molta libertà, traducendo il tutto in segni colorati che creavano una pittura molto
decorativa. Nello stesso 1905 che comparvero i Fauves si costituì a Dresda, in Germania, un
gruppo di artisti che si diede il nome «Die Brücke» (il Ponte). In essi sono presenti i tratti tipici
dell’espressionismo: la violenza cromatica e la deformazione caricaturale, ma in più vi è una forte
carica di drammaticità che, ad esempio, nei Fauves non era presente.

La Danza – Matisse. Il dipinto è considerato la prima


grande opera di Matisse a dare esclusivamente
rilievo alle relazioni fra i suoi elementi (colori, ritmo
delle figure ecc.) rispetto al soggetto trattato. Le linee
sono semplificate e i colori piatti, mentre le figure
suggeriscono un forte senso di ritmo. Viene
particolarmente evidenziata, la stesura cromatica, la
sagoma delle figure.
La torre rossa di Halle – Kirchner. L'opera mostra la piazza del mercato della città
tedesca di Halle, dominata da una grandiosa torre gotica. La piazza è vista dall'alto, da
una finestra o da un balcone che si affacciano su di essa. Sullo sfondo, grandi nuvole
violacee, dipinte come una massa solida, si innalzano quasi minacciose sulla città. La
piazza, deserta e immobile, sembra abbandonata. L'unico segno di movimento e di vita è
rappresentato dal tram rosso-arancio che scorre sulle rotaie. Prevalgono i colori freddi e
gli edifici, spigolosi e slanciati verso l'alto, non sono definiti in modo accurato. Kirchner si
allontana da una rappresentazione realistica per comunicare un senso di inquietudine di
fronte alla città vista come simbolo della vita moderna.
Il sogno – Henri Rousseau. L'aspetto
peculiare è che Rousseau non era mai uscito
dalla Francia, pertanto l'artista si ispirava,
nella realizzazione dei suoi dipinti, a
descrizioni letterarie, oltre che alla visita di
musei di storia naturale e di giardini botanici.

Cubismo
Era rimasto da smontare l’ultimo pilastro su cui era costruita la pittura accademica: la prospettiva.
Ed è quando fece Picasso nel suo periodo di attività che viene definito «cubista». Picasso,
meditando la lezione di Cezanne, portò lo spostamento e la molteplicità dei punti di vista alle
estreme conseguenze. Nei suoi quadri le immagini si compongono di frammenti di realtà, visti tutti
da angolazioni diverse e miscelati in una sintesi del tutto originale. Nella prospettiva tradizionale la
scelta di un unico punto di vista, imponeva al pittore di guardare solo ad alcune facce della realtà.
Nei quadri di Picasso l’oggetto viene rappresentato da una molteplicità di punti di vista così da
ottenere una rappresentazione «totale» dell’oggetto. E da ciò nacque anche il termine «Cubismo»,
dato a questo movimento, con intento denigratorio, in quanto i quadri di Picasso sembravano
comporsi solo di sfaccettature di cubi.
Pablo Picasso
Lo stile di Picasso iniziò a mostrare dei tratti originali. Ebbe inizio il cosiddetto «periodo blu» che si
protrasse fino al 1904. Il nome a questo periodo deriva dal fatto che Picasso usava dipingere in
maniera monocromatica, utilizzando prevalentemente il blu in tutte le tonalità e sfumature possibili.
I soggetti avevano un’aria mesta e triste. Poi iniziò quello che, infatti, viene definito il «periodo rosa».
Oltre a cambiare il colore nei quadri di questo periodo cambiarono anche i soggetti. Ad essere
raffigurati sono personaggi presi dal circo, saltimbanchi e maschere della commedia dell’arte, quali
Arlecchino. La fase cubista fu un periodo di grande sperimentazione. Il passaggio dal cubismo
analitico al cubismo sintetico rappresentò un momento fondamentale della sua evoluzione artistica.
Il pittore appariva sempre più interessato alla semplificazione della
forma, per giungere al segno puro che contenesse in sé la struttura della
cosa e la sua riconoscibilità concettuale.

Demoiselles d’Avignon – Picasso. Il quadro non rappresenta un risultato definitivo:


semplicemente ad un certo punto Picasso ha smesso di lavorarci. Lo abbandona nel suo
studio, e quasi per caso suscita la curiosità e l’interesse dei suoi amici. Il soggetto del
quadro è la visione di una casa d’appuntamento in cui figurano cinque donne. Il risultato a
cui giunge è in realtà disomogeneo. Le due figure centrali hanno un aspetto molto diverso
dalle figure ai lati. In queste ultime, specie le due di destra, la modellazione dei volti ricorda
le sculture africane che in quel periodo conoscevano un momento di grande popolarità tra
gli artisti europei. Ogni angolazione è il frutto di una visione parziale per cui lo spazio si
satura di materia annullando la separazione tra un corpo ed un altro.

Guernica – Picasso. È stata la prima città in assoluto ad aver subìto


un bombardamento aereo. L’operazione fu decisa con freddo
cinismo dai comandi militari nazisti. Il quadro è realizzato secondo gli
stilemi del cubismo: lo spazio è annullato per consentire la visione
simultanea dei vari frammenti che Picasso intende rappresentare. Il
colore è del tutto assente per accentuare la carica drammatica di
quanto è rappresentato. Il posto centrale è occupato dalla figura di
un cavallo. Ha un aspetto allucinato da animale impazzito. Guernica
è l’opera che emblematicamente rappresenta l’impegno morale di
Picasso nelle scelte democratiche e civili.
Natura morta con sedia impagliata – Picasso. È un collage di
pittura a olio, tela cerata, carta e corda su tela. Rappresenta la
superficie di un tavolo ovale decorato lungo il bordo, coperto da
un ritaglio di tela cerata su cui sono visibili: un giornale, una pipa,
un bicchiere, un cucchiaio, uno spicchio di limone ed una
conchiglia (o un guscio d'uovo). Sono oggetti che l'autore ha già
inventariato nella sua produzione precedente. La visione (mai da
un solo punto di vista nel lasso di tempo) avviene dall'alto. La
natura morta dipinta segue le regole visive del Cubismo analitico,
mentre la superficie su cui è collocata appare tattile. Questo
quadro, fondamentale nella storia dell'arte, crea le premesse al
successivo Cubismo sintetico.

Astrattismo
Nelle arti figurative il concetto di astratto assume il significato di «non reale». L’arte astratta è quella
che non rappresenta la realtà. L’arte astratta crea immagini che non appartengono alla nostra
esperienza visiva. Essa, cioè, cerca di esprimere i propri contenuti nella libera composizione di linee,
forme, colori, senza imitare la realtà concreta in cui noi viviamo. L’astrattismo nasce, invece, quando
nei quadri non vi è più alcun riferimento alla realtà. Nasce quando i pittori procedono in maniera
totalmente autonoma rispetto alle forme reali, per cercare e trovare forme ed immagini del tutto
inedite e diverse da quelle già esistenti. In questo caso, l’astrattismo ha un procedimento che non
è più definibile di astrazione, ma diviene totale invenzione.
Wassilj Kandinskij
L’artista affronta la pittura astratta attraverso tre gruppi di opere, che anche nelle loro denominazioni
indicano il legame dell’arte di Kandinskij con la musica: "impressioni", "improvvisazioni" e
"composizioni". Impressioni sono i quadri nei quali resta ancora visibile l’impressione diretta della
natura esteriore; improvvisazioni, quelli nati improvvisamente dall’intimo e inconsciamente;
composizioni quelli alla cui costruzione partecipa il cosciente, definiti attraverso una serie di studi.
Kandinskij dopo questo passaggio, non ritornerà mai più alla pittura figurativa.

Primo acquarello – Kandinskij. Al quadro Studio II – Kandinskij. Una


manca una qualsiasi spazialità. Si compone Su bianco II – Kandinskij.
quantità enorme di segni-colore
unicamente di macchie di colore e segni neri creano una molteplicità di
L’artista paragona
che non compongono delle forme precise e situazioni osservabili, anche se si
la conoscenza
riconoscibili. Non è quindi possibile ritrovarvi fa fatica a cogliere un motivo
della natura da
una organizzazione di lettura precisa. Lo si unitario.
parte dell’uomo,
può guardare partendo da un qualsiasi punto Strade primarie e alle radici
e percorrerlo secondo percorsi a piacere. Ma, secondarie. Klee dell’albero da cui
come le opere musicali, che hanno un tempo sembra divertirsi a cresce la linfa che
preciso di esecuzione, anche i quadri di depurare le immagini attiva le funzioni
Kandinskij hanno un tempo di lettura. Non
fino a giungere a delle del tronco.
possono essere guardati con un solo rappresentazioni che
sguardo. Sarebbe come ascoltare un sono più ideografiche
concerto eseguito in un solo istante: tutte le che astratte. In questo
note si sovrapporrebbero senza creare alcuna caso realizza un quadro
melodia.
a linee incrociate che
simulano la planimetria
di una città
I due fratelli, periodo rosa – Picasso.
Il Periodo Blu ha lasciato il posto a un
mondo più idillico e sereno, ispirato
prevalentemente alla vita del circo e il
colore si vale delle sfumature più tenere
e chiare. In quest’opera il fraterno aiuto
mette in comunicazione le due figure
che, anche se velate di malinconia, sono
lontane dalla desolante solitudine della
precedente fase creativa. La nudità
esprime qui tutta la freschezza e la
salute del giovane circense. La solidità
delle figure e della composizione
ricordano quelle delle statue greche
Malevich - Quadrato nero Quadro I – Mondrian.
arcaiche. Il volume dei corpi viene
su fondo bianco. I dipinti Egli utilizza un linguaggio
modellato tramite un caldo rosa dalle
suprematisti di Malevich astratto e vigoroso poco
sfumature mediterranee.
rappresentano costellazioni apprezzato. Qui applica
di forme in uno spazio le sue teorie sulla Il nome di questo periodo blu
bianco. Forme definite da semplificazione dello deriva dal fatto che Picasso
un’algebra elementare che spazio in aree usava dipingere in Blu in tutte le
ha un codice primario: il geometriche collocate tonalità per la sua forza
quadrato nero. Il quadrato sparse nella tela. Utilizza espressiva, ma, anche e
nero è l'icona del colori primari tra cui il soprattutto, per la valenza
suprematismo. È il simbolo nero per i contorni. Per psicologica che gli permetteva di
iniziale di un sistema che Mondrian bisognava andare oltre alla naturalistica
genera tutte le forme esprimere le proprie descrizione; l'artista guarda con
suprematiste e costellazioni emozioni tramite un compassione in faccia alla realtà,
mediante un repertorio di linguaggio universale più alla miseria e alla sofferenza, oltre che alla morte. I soggetti
distorsioni, spostamenti, semplificato possibile. I erano soprattutto poveri ed emarginati. Un vecchio
moltiplicazioni, allineamenti colori dovevano essere chitarrista mendicante, con l’abito sgualcito, stinge una
e sovrapposizioni. espressione dell’essere e chitarra che a fatica riesce a suonare tutto blu tranne la
le figure geometriche chitarra cui è riservata una colorazione bruna. Sia
dovevano fisicamente che simbolicamente lo strumento riempie lo
rappresentarle. spazio che l’esile corpo lascia vuoto. La chitarra è,
probabilmente, l’unico mezzo che il povero mendicante
possiede per sopravvivere alla fame.

Futurismo
Il futurismo è un’avanguardia storica di matrice totalmente italiana. Nato con il poeta e scrittore
Filippo Tommaso Marinetti, il futurismo divenne in breve tempo il movimento artistico di maggior
novità nel panorama culturale italiano. Si rivolgeva a tutte le arti, comprendendo sia poeti che
pittori, scultori, musicisti, e così via, rifiutando il concetto di un’arte élitaria e decadente, confinata
nei musei e negli spazi della cultura aulica. Proponeva invece un balzo in avanti, per esplorare il
mondo del futuro, fatto di parametri quali la modernità contro l’antico, la velocità contro la stasi, la
violenza contro la quiete, e così via. (l’esaltazione della modernità; l’impeto irruento del fare
artistico.) Forme uniche nella continuità dello spazio – Boccioni, produce un capolavoro
plastico di valore assoluto. Il titolo manifesta l’intenzione di Boccioni di sperimentare,
attraverso la scultura, la possibilità di rendere unica la percezione di pieni e vuoti, quasi
che la materia sia solo una manifestazione accidentale di un’energia dinamica che
riempie tutto lo spazio. Ciò avviene soprattutto attraverso l’uso sapiente di cavità e
convessità, che scompone il corpo in parti non più plasmate dall’anatomia ma dal
dinamismo del movimento. Il senso di potenza che la figura trasmette è decisamente
straordinario. La forma antropomorfa senza braccia diviene così il simbolo dell’uomo
moderno lanciato a conquistare il futuro.
La città che sale – Boccioni, per alcuni tratti è un’opera simbolista; ha una visione
dinamica e movimentata. Solo nella parte superiore del quadro è possibile cogliere
una visione da periferia urbana con dei palazzi in costruzione, impalcature e ciminiere
a gran parte del quadro è invece occupata da uomini e cavalli che si fondono in un
esasperato sforzo dinamico. Vengono così messi in risalto alcuni elementi tipici del
futurismo: l’esaltazione del lavoro umano e l’importanza della città moderna come
luogo plasmato sulle esigenze dell’uomo futuro. La tecnica pittorica che egli utilizza è
ancora quella del divisionismo.
Ragazza che corre sul balcone – Giacomo. Il dipinto la
ricerca volta ad indagare la percezione dinamica di un
corpo nello spazio, concetto chiave della poetica futurista
in letteratura come nelle arti figurative. L’atto della corsa
è qui definito mediante una serie di istanti bloccati che
scompongono l’azione in momenti successivi. Si tratta di
una registrazione sequenziale di singole fasi del moto, un
tipo di osservazione e di ricerca affine a quello della
cronofotografia.

La Metafisica
Protagonista ed inventore di questo stile fu Giorgio De Chirico. Nel futurismo è tutto dinamismo e
velocità; nella metafisica predomina la stasi più immobile. Non solo non c’è la velocità, ma tutto
sembra congelarsi in un istante senza tempo, dove le cose e gli spazi si pietrificano per sempre. Il
futurismo vuol rendere l’arte un grido alto e possente; nella metafisica predomina invece la
dimensione del silenzio più assoluto. Il futurismo vuole totalmente rinnovare il linguaggio pittorico;
la metafisica si affida invece agli strumenti più tradizionali della pittura: soprattutto la prospettiva. La
prospettiva, che sembrava costruire uno spazio geometricamente plausibile, è invece quasi sempre
volutamente deformata, così che lo spazio acquista un aspetto inedito.
L’enigma dell’ora – De Chirico. Gli elementi ricorrenti di queste tele sono spazi
vuoti delimitati da edifici urbani. La vista è sempre prospettica, a volte centrale e
a volte accidentale, ma mostra sempre dei voluti errori di costruzione geometrica:
la scena che sembrava a prima vista scontata diviene inedita. In questo quadro,
a differenza di tanti altri, sono assenti le statue e presenti due figure umane: una
donna è vista di spalle ed appare in primo piano, mentre un uomo è inserito nella
seconda arcata da destra. La luce si diffonde, rifrangendosi nell’atmosfera, ma ha
una direzionalità precisa, creando una forte differenza tra zone chiaramente
illuminate e ombre nette e oscure. Il titolo del quadro nasce probabilmente dalla
volontà di De Chirico di rappresentare un orologio fermo. Appare tuttavia logico
che, su un quadro, un orologio non potrà mai camminare. E così, guardando la
raffigurazione di un orologio, non sapremo mai se funziona o non funziona .
Le muse inquietanti – De Chirico. Ferrara fornisce la cornice ideale a questo quadro. Spazi urbani
vuoti con prospettive deformate e manichini al posto di persone. Entrambi gli elementi hanno la
funzione di devitalizzare la realtà: sono forme prese dalla vita, ma che non vivono assolutamente.
Al posto della pavimentazione ha delle assi di legno che ci ricordano più l’immagine di un palco che
di una piazza urbana. Sullo sfondo appare a destra il castello estense di Ferrara, sulla sinistra vi è
invece una fabbrica con delle alte ciminiere. Esse rappresentano la polarità antico-moderno, ma
entrambi gli edifici appaiono vuoti ed inutilizzati: il castello ha le finestre buie, mentre la fabbrica ha
ciminiere che non fumano. L’altro manichino ha la testa smontata ed appoggiata ai suoi piedi.
Questa testa ricorda quelle maschere africane che fornirono grandi spunti artistici a Pablo Picasso
e all’ambiente parigino degli inizi del secolo. Ciò che egli decisamente rifiuta è quel concetto di
modernità, secondo il quale ha maggior valore ciò che supera il passato per proiettarci nel futuro, o
quel concetto di progresso, per cui i valori sono scanditi dalla maggiore o minore novità dell’opera
prodotta: il vero senso delle cose sta oltre il tempo.

Il Dadaismo
E’ un movimento artistico che nasce in Svizzera, a Zurigo, vi è l’intento di stupire con
manifestazioni inusuali e provocatorie, così da proporre un’arte nuova ed originale. Ed in effetti i
due movimenti, futurismo e dadaismo, hanno qualche punto di notevole differenza: soprattutto il
diverso atteggiamento nei confronti della guerra. I futuristi, nella loro posizione interventista, sono
tutto sommato favorevoli alla guerra, mentre ne sono del tutto contrari i dadaisti. La parola Dada,
che identificò il movimento, non significava assolutamente nulla, e già in ciò vi è una prima
caratteristica del movimento: quella di rifiutare ogni atteggiamento razionalistico. La funzione
principale del dadaismo era quello di distruggere una concezione vecchia e desueta dell’arte.
Fontana – Duchamp. Il «ready-made» rappresenta il momento di maggior provocazione
dell’opera di Duchamp. Duchamp mise in atto la sua provocazione in incognito. Presentò alla
giuria della mostra un orinatoio firmandolo con lo pseudonimo R. Mutt. La giuria non capì e,
sull’imbarazzo di come considerare la cosa, non fece esporre il pezzo; ha creato un nuovo modo
di pensare quell’oggetto. L’orinatoio originale utilizzato da Duchamp stranamente andò smarrito
quando fu smontata la mostra nel 1917. Opera che segna un punto di non ritorno: accettarla tra
i capolavori d’arte significa essere disponibili al gioco ironico del non prendersi mai sul serio.
Egli, nel suo studio a Parigi,
decise di montare una ruota
di bicicletta su uno sgabello.
Gioconda con baffi – Duchamp. L’operazione non aveva
Nascerebbe da una segreta e divertita alcuna finalità precisa, e
allusione "ermetica" all'androginia probabilmente non fu
dell'effigiata. L'androgino, come unione realizzata per essere
del maschile e del femminile. Gioconda è esposta.
in fondo mascolinizzare una figura
femminile.

Il surrealismo
La nascita della psicologia moderna, grazie a Freud, ha fornito molte suggestioni alla produzione
artistica della prima metà del Novecento. Sempre da Freud, i pittori, che dettero vita al Surrealismo,
presero un altro elemento che diede loro la possibilità di scandagliare e far emergere l’inconscio: il
sogno. Il sogno è quella produzione psichica che ha luogo durante il sonno ed è caratterizzata da
immagini, percezioni, emozioni che si svolgono in maniera irreale o illogica. L’automatismo psichico
significa quindi liberare la mente dai freni inibitori, razionali, morali, eccetera, così che il pensiero è
libero di vagare secondo libere associazioni di immagini e di idee. In tal modo si riesce a portare in
superficie quell’inconscio che altrimenti appare solo nel sogno.
Il carnevale di Arlecchino –
Cadeau – Man Ray. Un ferro Mirò. Il quadro rappresenta le
da stiro in ghisa a cui l'artista emozioni del pittore, egli tinge
incolla in riga 14 chiodi sul dal proprio inconscio per
fondo, la parte piana del ferro, rappresentare una festa
rendendolo così inutilizzabile. animata con esseri strani
Oggi questo multiplo è molto all’interno della stanza. Sul
ricercato dai collezionisti fondo si apre una finestra che
d'arte. raffigura la Tour Eiffel
stilizzata. La presenza del
tavolo dà l’inizio del cammino
della surrealtà.
Il tradimento dell’immagine – Magritte. La
sua arte è del pensiero, in cui stimola il ruolo L’impero
dell’intelligenza. Quella che abbiamo di fronte delle luci –
non è una pipa, ma la sua immagine. Per Magritte. In
l’autore, l’immagine non è la questo quadro
rappresentazione della realtà. esistono due
realtà quali il
Giraffa in fiamme
giorno e la
– Dalì. L’animale
La condizione umana – notte. La
che brucia
Magritte. Il quadro è visione data è
rappresenta la
un’illusione ottica dovuta cupa e
guerra civile. La
alla sovrapposizione del misteriosa.
donna invece è
paesaggio con la tela.
scomponibile e
Entrambi i paesaggi non
piena di cassetti
sono reali ma dipinti.
segreti Il sogno – Dalì. Egli si
Ovvero si ha undella
La persistenza dipinto
memoria –
nel dipinto.
Dalì. La mollezza degli orologi immagina il sogno come un
rappresenta la fragilità della essere mostruoso, gigantesco
memoria umana durante lo e pesante sorretto dalle
trascorrere del tempo. Notiamo stampelle della realtà. Un
un pezzo di viso di Dalì, un albero quadro che regala emozioni
spoglio e delle rocce frastagliate. esasperanti.
Scuola di Parigi
Termine utilizzato per indicare il gruppo di artisti non francesi che visse e lavorò a Parigi nel
periodo seguente allo scoppio della Prima guerra mondiale e che diedero vita al
Postimpressionismo, al Cubismo, Fauvismo. Tra questi bisogna ricordare, non solo artisti non
francesi come Pablo Picasso, Amedeo Modigliani ma anche altri francesi come Henri Matisse.
Molti di questi artisti continuarono ad operare a Parigi anche nel periodo del primo dopoguerra e a
loro si aggiunsero Constantin Brâncuși… che diedero vita a nuovi stili compreso il Surrealismo e il
Dadaismo.
Nudo rosso sdraiato – Modigliani. Il pittore in
questo periodo dipinge una serie di nudi
facendo riferimento all’arte Trecentesca italiana
per quanto riguarda il colore. Egli torna alla
pittura ispirandosi a Manet, Goya e Tiziano. I
corpi prendono forma naturalistica, i colli si
allungano i volti si svuotano dei particolari
realistici, gli occhi perdono le pupille ed il naso
e la bocca si assottigliano.

Il compleanno – Chagall. Dedicato alla


moglie, il dipinto è ambientato in una stanza
con colori intensi. Prevale l’immaginazione
fantastica del poeta, con alcune tecniche che
ricordano il cubismo. Addirittura i due
personaggi vengono fatti lievitare per
celebrare il mistero dell’amore. La sua pittura
è autonoma e originale.

Musa addormentata – Brancusi. Egli è attratto


molto dall’arte primitiva, cercando simboli ed
emozioni dalle forme universali. La donna ha gli
occhi chiusi ed una testa ovale, allusione alla
nascita, alla bellezza e alla perfezione della
forma. Il naso e la bocca sono piccolissimi; egli
prende spunto dalla sua infanzia e dalle sue
esperienze.

L’arte totalitaria tra le due guerre


Il cinema cambia dopo la prima guerra, rielaborando forme di espressionismo in chiave sociale, es.
horror, guerre civili ecc. L’arte invece si focalizza sull’analisi dell’uomo negli scontri bellici.
Il fotomontaggio e il collage di matrice dadaista, seppur due tecniche distinte tra loro, sono da
considerarsi tra le prime forme di riappropriazione e di rovesciamento dei linguaggi della cultura
ufficiale. Scrive Hans Richter: "Bisognava escogitare qualcosa di nuovo: le foto venivano ritagliate,
incollate insieme in modo provocante, collegate tra loro con disegni i quali pure venivano tagliati e
intramezzati con pezzi di giornale o di vecchie lettere o quel che capitava, pur di cacciare nella fauci
di un mondo impazzito la sua stessa immagine.” L'utilizzo di materiale di scarto (foto, giornali) ed
una certa violenza del gesto dadaista si univano in una miscela anti-estetica di grande impatto
percettivo: inizialmente fu un «accozzo esplosivo di prospettive e di campi visivi intersecantesi, [...]
una immagine visivamente e concettualmente fedele di quel caotico periodo di guerra e rivoluzione»
Ritorno all’ordine
Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, nasce la volontà di recuperare un ordine espressivo,
metafora del desiderio di pace e quiete. Ritornare dunque alle pratiche tradizionali.
La nuova oggettività tedesca si ispira a De Chirico e alla metafisica. Critica alla contemporaneità
tedesca, la borghesia è infatti considerata la causa della degenerazione guidata dal lusso e dalla
ricchezza.
Arte americana
In America, dagli anni 20 si comincia a rappresentare la realtà urbana ed industriale della città, con
composizioni fredde e impersonali.
International Style
Concetto di "stile" e quello di "internazionalità”, Individuabile come un'architettura dominata dalla
componente formale attraverso un linguaggio che sarà applicato in modo pressoché identico in ogni
contesto geografico, eludendo le particolari condizioni ambientali e sociali di ciascuna regione.
Fonte di modelli alla quale attingere senza troppi scrupoli da parte di architetti astuti o
semplicemente incapaci alla ricerca di soluzioni formali di immediato utilizzo e legittimate da un'aura
di modernità.

Concetto spaziale – Fontana. Una


dimensione nuova dello spazio. La tela non
è più una superficie ma un oggetto nello
spazio in una stanza; invoca un
cambiamento nell’essenza e nella forma
dell’arte, il superamento della pittura, della
scultura, della poesia. Poco dopo realizza i
primi fori nelle tele, aprendo l’infinito e
smorzando la superficie creando una realtà
tridimensionale. Sono opere caratterizzate Sacchi, combustioni, cretti – Burri. Assoluta
da un unico taglio o da una serie di tagli originalità nel prendere le distanze dalle
verticali, netti, decisi, con cui l’artista incide superfici pittoriche e dallo stile gestuale propri
la tela monocroma. È un gesto perentorio. A sia dell'Espressionismo astratto americano sia
Fontana interessa il segno gestuale sulla dell'Arte informale europea, proprio in virtù di
superficie e il suo valore grafico. “Conta un rivoluzionario uso della materia.
l’idea, basta un taglio”.
Calder – Mobiles.
Strutture mobili
appese al soffitto e
moventi. Arte
cinetica.

Natura morta – Morandi. Gli oggetti Superficie 154 – Capogrossi.


sono disposti in modo tale da Egli fu ispirato da un bambino
comporre un unico corpo, collocati in cieco che tendeva a disegnare su
una posizione alquanto avanzata una superficie sempre le stesse Pollok - pittore statunitense, considerato
verso l'osservatore. In molti dipinti, forme. Sviluppo il senso ritmico uno dei maggiori rappresentanti
Morandi ritrae una bottiglia ai margini dell’immagine studiando il dell'Espressionismo astratto o Action
della composizione, al limite rapporto fra il segno e lo spazio. I painting. Arte diretta dall’inconscio.
dell'orizzonte, alla quale è affidato il segni vengono riprodotti e Compie l’opera con procedimenti
compito di alludere al profondo senso ingigantiti. automatici, gesti incondizionati e
di solitudine che ha caratterizzato tutta spontanei, come i surrealisti. I suoi lavori
la sua vita. non nascono come “arte studiata” ma si
affidano in parte anche a il caso
New Dada
Il movimento New Dada in America e il gruppo dei Nouveaux Realistes in Europa riprendono in
parte negli anni Cinquanta l'atteggiamento mentale del Dada che può essere così riassunto:
- rifiuto del concetto e della volontà di produzione dell'opera d'arte tradizionale;
- elevazione a valore estetico e artistico di oggetti trovati, (ready-made), dando così una sorta di
"battesimo artistico" ad oggetti d'uso comune;
- predilezione dell'uso di elementi derivati dalla comunicazione di massa, fotografie, ritagli, manifesti,
ecc., rielaborate con montaggi o ricomposizioni.
In linea con tali principi il New Dada recupera l'uso dell'oggetto e dell'esperienza quotidiani rispetto
alla prevalenza dell'uso della pittura e della scultura.

Piero Manzoni attua una tabula rasa dei


referenti delle implicazioni cromatiche e
materiche attraverso l'azzeramento, il
monocromo bianco, anzi l’” acrome",
l'assenza del colore ottenuto con stesure di
anonima biacca su teli di stoffa o con garze,
cotone, lana, di vetro e altri materiali
contraddistinti dall'assenza del colore e di
una forma qualificabile espressivamente
con termini di aderenza a fattori di psicologia
individuale.

Pop art
La pop art documenta quindi in maniera precisa la cultura popolare, trasformando in icone le
immagini più note o simboliche tra quelle proposte dai mass-media. L’apparente indifferenza per le
qualità formali dei soggetti proposti, così come il procedimento di pescare tra oggetti che apparivano
triviali e non estetici, ha indotto molti critici a considerare la pop art come una specie di nuovo
dadaismo. Se ciò può apparire in parte plausibile, diverso è il fine a cui giunge la pop art. In essa
infatti è assente qualsiasi intento dissacratorio, ironico o di denuncia.

Andy Warhol – Minestra in scatola. Visto Hopeless – Lichtenstein.


che l’immagine non ha un valore estetico, si Date le caratteristiche con cui
è ricercata in essa un valore etico: la si stampa, non si possono
scatoletta, rappresentando usare colori sfumati ma solo
l’omogeneizzazione della società moderna tinte piatte. In pratica
che propone alimenti preconfezionati uguali Lichtenstein procede alla
per tutti, può divenire implicitamente una stessa maniera: non solo
critica a tale società; l’arte di Warhol, troppo produce quadri che sembrano
americana anche nei suoi più piccoli risvolti, vignette estrapolate da albi di
sembra che abbia un solo intento reale: storie a fumetti, ma li realizza
demolire il mito dell’arte europea come con una tecnica che simula
espressione di una cultura "alta". perfettamente la procedura di
stampa. La retinatura, che una
Optical art
volta stampata è spesso
L'Optical Art è un tipo di Arte Astratta, strettamente invisibile a occhio nudo, nei
suoi ingrandimenti prende
legato ai movimenti dell'Arte Cinetica e dell'Arte invece una evidenza molto
Costruttivista. Il movimento conosciuto anche come superiore. Nel caso di
Pop-Art nasce intorno agli anni sessanta e Lichtenstein il ricorso al
approfondisce l'esame e lo studio dell'illusione linguaggio dei fumetti non ha
bidimensionale. Nata utilizzando solo il Bianco ed il probabilmente una valenza
ironica o polemica, ma sembra
Nero, l'Optical Art ingloba in seguito anche i colori,
nascere da una precisa
convinzione estetica.
sempre allo scopo di offrire allo spettatore opere in due dimensioni che danno l'impressione di
movimento, di immagini nascoste o lampeggianti, oppure che si gonfino o si deformino.