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Itinerario dal Neoclassicismo all'Impressionismo

Arte intorno a noi: NEOCLASSICISMO E ROMANTICISMO arteintornoanoi.blogspot.it Arte intorno a noi arteintornoanoi.blogspot.it Arte intorno a noi arteintornoanoi.blogspot.it

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arteintornoanoi.blogspot.it LILLUMINISMO La seconda met del Settecento e il primo ventennio dellOttocento sono periodi di grandi cambiamenti. Le scoperte di Galileo Galilei e Isaac Newton e la diffusione del pensiero scientifico avevano prodotto in molti la convinzione che la scienza avrebbe potuto recare la felicit agli uomini. Tale idea era anche rafforzata dalla realizzazione di macchine che, sfruttando le nuove scoperte, aumentavano a ritmo vertiginoso la produzione ed erano in grado di alleviare il lavoro degli operai. Le macchine contribuirono notevolmente alla creazione delle grandi insustrie e modificarono radicalmente ritmi e modi di lavoro. Questo fenomeno, che prese il nome di Rivoluzione Industriale, port alla scomparsa di numerose botteghe artigiane, allabbandono delle campagne e al relativo affollamento delle citt (urbanesimo), specie di quelle industriali. Coloro che riuscirono a creare grandi industrie possedevano non solo i mezzi di produzione (cio i macchinari), ma anche il capitale (cio il denaro per procurarseli e mantenerli). Chi, invece, prestava il proprio lavoro (gli operai) era ricco solo della prole (cio dei figli da mandare a loro volta a lavorare) e veniva pertanto definito proletario. Le condizioni di vita dei proletari erano molto disagevoli e le abitazioni in cui essi vivevano spesso di propriet degli stessi datori di lavoro erano malsane. Tale situazione fu alla base della nascita, tra il 1815 e il 1848, sia del socialismo utopistico sia di quello detto scientifico. Contrariamente a quel chera capitato nei secoli precedenti, non fu la nobilt ad approfittare della nuova situazione economica, ma la borghesia. Contemporaneamente allo svilupparsi del processo dindustrializzazione si fecero spazio nuove idee ottimistiche, maturate assieme alla convinzione di una sicura felicit per luomo che, non pi soggetto alla durezza del lavoro fisico, era aiutato anche dai progressi della scienza. Lottimismo veniva dalla fede nelle capacit intellettive degli uomini i quali, con la sola ragione, sarebbero stati in grado di liberarsi dalle vecchie idee, dai pregiudizi, dallignoranza e dalla superstizione. Le tenebre in cui luomo si dibatteva, quindi, sarebbero state rischiarate dalla luce della ragione. Da ci il termine Illuminismo, che indica latmosfera culturale caratterizzante il secolo XVIII, detto pure secolo dei lumi.

Agricoltura, tavola illustratadallEncyclopdie di Diderot e DAlembert, 1751-72 Le idee dellIlluminismo -fiducia nel progresso, tensione verso una societ giusta, uguaglianza di tutti gli uomini, tolleranza politica e religiosa, internazionalismo della cultura vennero diffuse soprattutto dalla monumentale Encyclopdie ou Dictionnaire raisonn des sciences, des arts et des mtiers (Enciclopedia o dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri). Diretta dal filosofo Denis Diderot e dal matematico Jean-Baptiste Le Rond DAlembert, il primo dei ventotto volumi apparve a Parigi nel 1751, mentre lultimo vide la luce nel 1772. LIlluminismo non poteva non influenzare anche la vita politica. Si deve ad esso, infatti, quel diffuso clima di desiderio di libert e di eliminazione dei soprusi per la costruzione di un mondo migliore che condusse ad cosiddetto dispotismo illuminato: i sovrani andarono cio incontro alle esigenze dei sudditi, ma senza rinunciare al proprio potere assoluto. Se questo era quanto accadeva in tutta Europa, in Francia, dove lEncyclopdie era stata proibita gi dal 1752 come contraria al re e alla religione, i sovrani si rifiutarono di tener conto delle nuove idee e ci condusse allavvenimento pi significativo e radicale del secolo, la grande e drammatica rivoluzione del 1789. Dal cosiddetto terzo stato, sensibile al pensiero illuminista, stanco dei privilegi del clero e della nobilt, parti lazione rivoluzionaria che cominci con la presa della fortezza della Bastiglia il 14 luglio 1789. La Francia, dilaniata dalla dittatura e dal Grande Terrore, dopo la decapitazione del re Luigi XVI e la nascita della repubblica, trov uno sbocco alla crisi con il colpo di stato del 1799 a opera del generale Napoleone Bonaparte. IL NEOCLASSICISMO Il Neoclassicismo la logica conseguenza sulle arti del pensiero illuminista. Nel secondo Settecento si affermano orientamenti estetici nei quali prendono importanza finalit come la promozione di unumanit nuova, pi semplice e libera, vicina alla natura e al tempo stesso capace di seguire la ragione. Il nuovo intellettuale, come era prospettato dalla voce Filosofo dellEnciclopedia, doveva, tra laltro, attribuire un valore pratico ed utile al sapere ed essere socialmente impegnato. Assieme al rifiuto degli eccessi del Barocco e del Rococ, il Neoclassicismo guardava allarte dellantichit classica, specie a quella della Grecia che si era potuta sviluppare grazie alle libert di cui godevano gli uomini delle poleis. In un primo momento questa ripresa classicistica si connot soprattutto come reazione allo stile barocco e alle sue frivolezze, contrapponendo ai soggetti piacevoli ed edonistici temi di maggiore impegno e ai virtuosismi e agli illusionismi pittorici degli effetti pi misurati, basati sulla compostezza della linea e sulla stesura uniforme del colore. Il termine fu coniato alla fine dellOttocento con intento dispregiativo per indicare unarte non originale, fredda e accademica.

Tuttavia esso ben comunica il desiderio di ritorno allantico e la volont di dar vita a un nuovo classicismo. Gli scavi di Ercolano e di Pompei proponevano agli sguardi attoniti dei contemporanei architetture, affreschi, statue, arredi, gioielli duso quotidiano di due cittadine di provincia sepolte dalleruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Il movimento neoclassico ebbe come sede privilegiata Roma, fonte inesauribile dispirazione classica, il suo massimo teorico fu il tedesco Johann Joachim Winckelmann. Il mondo dei Greci e dei Romani assumeva il volto, negli scritti di Winckelmann e di altri teorici del movimento, di una perfezione ideale, confinata in una lontananza irrecuperabile eppure ancora capace di spingere gli artisti contemporanei allemulazione del repertorio iconografico e figurativo e della mentalit degli antichi per farne rivivere lo spirito e, soprattutto, per interpretare gli ideali e sogni del presente. La riflessione su ci che bello dal punto di vista dellarte affonda le sue radici nel pensiero filosofico greco, ma solo col secolo XVIII si assiste alla nascita di una disciplina filosofica apposita, lEstetica, finalizzata alla comprensione del bello e dellarte. Il primo ad utilizzare in questi termini la parola estetica fu, nel 1735, il filosofo tedesco Alexander Gottlieb Baumgarten nel libro Aesthetica, e furono riprese poi da Immanuel Kant nella Critica del giudizio. La novit che si fa strada nel corso del secondo Settecento invece proprio una concezione unitaria delle varie arti, per cui esse hanno in comune un medesimo riferimento ad un ideale di bellezza e si distinguono nettamente dalle tecniche, alle quali pure in passato veniva attribuito il nome di arti. La spinta alla trasformazione era cos profonda e radicale da sopportare per a fatica forme di compromesso o aggiustamenti dellesistente, e da promuovere piuttosto progetti totalmente innovativi con soluzioni mai sperimentate prima. Gli architetti pi in linea con simili tendenze, nella Francia degli anni precedenti e successivi alla Rivoluzione o nella Milano napoleonica, progettarono dunque interventi poco rispettosi della forma urbana quale si era sviluppata nel corso dei secoli (si veda il progetto di Giovanni Antonio Antolini per il Foro Bonaparte a Milano) oppure addirittura citt pensate in forme del tutto inedite.

Foro Bonaparte, Giovanni Antonio Antolini, veduta aerea Simili personalit sono chiamate architetti rivoluzionari, animati da una carica utopistica assoluta, cos spinta in una direzione razionalista e funzionalista da rendere ben poco praticabile la traduzione in atto dei loro convincimenti. Al francese Etienne-Louis Boulle, per esempio, dobbiamo fantasie architettoniche, affidate a una serie di progetti conservati presso la Bibliothque Nationale de France a Parigi.

tienne-Louis Boulle, Sezione del Cenotafio di Newton, 1784, inchiostro e acquarello su carta, 40 x 66cm., Parigi, Bibliothque Nationale. A partire da tali presupposti nellOttocento nasce una nuova idea di bellezza basata sulla semplicit, che coniuga funzionalit, luminosit ed economicit mediante luso dei nuovi materiali: ferro e vetro. Joseph Paxton realizz il Palazzo di Cristallo, Gustave Eiffel progett la Torre per lEsposizione universale del 1889, alta 300 metri con nessun altro scopo se non dichiarare lo slancio creativo della tecnologia e della modernit.

Joseph Paxton, Crystal Palace a Londra,1851, (distrutto), linterno in una stampa dellepoca Parallelamente alla diffusione del Neoclassicismo, in tutta Europa si manifest la tendenza a impiegare elementi architettonici e decorativi tratti dal mondo orientale. Il caso forse pi interessante in Italia costituito dalla Palazzina cinese nel Parco della Favorita a Palermo, progettata da Giuseppe Venanzio Marvuglia (1729- 1814) per Ferdinando IV tra il 1799 e il 1802. Si tratta di un curioso edificio in parte neoclassico e in parte ispirato a modelli cinesi. Limpianto neoclassico evidente nella composizione proporzionata e simmetrica, nel pronao, nella loggia del piano pi alto. Elementi di derivazione orientaleggiante, esotici e stravaganti, sono riscontrabili invece nel

baldacchino che sovrasta il portico dingresso, nei pennacchi posti sugli angoli della costruzione e nelle scale cilindriche che affiancano ledificio. La stessa compresenza di elementi di origine diversa si ritrova allinterno, dove alcune stanze presentano motivi decorativi dispirazione cinese, altre mostrano affreschi in stile pompeiano. La libert di accostamenti nellarchitettura e nellapparato decorativo giustificata dalla destinazione duso delledificio, sorto allinterno del parco voluto dal re come riserva di caccia e luogo di diletto della corte

Giuseppe Venanzio Marvuglia, Palazzina cinese nel Parco della Favorita a Palermo, 1799-1802, facciata principale. NEOCLASSICISMO E ROMANTICISMO Neoclassicismo e romanticismo costituiscono due importanti fasi di uno stesso processo storico e, pur sembrando a prima vista assolutamente antitetiche, risultano in realt tra loro profondamente connesse sul piano artistico e culturale. Secondo lo storico dellarte Giulio Carlo Argan il Neoclassicismo non altro che una fase della concezione romantica dellarte, in quanto in entrambe le correnti si avrebbe il prevalere di un fattore ideologico, talora esplicitamente politico in sostituzione del principio metafisico della natura come rivelazione. Mentre il Neoclassicismo si fa promotore del ritorno allordine, alla regolarit e alla disciplina, ispirandosi ai modelli classici, il Romanticismo esalta la fantasia, la sensibilit personale e la malinconia, esasperando il sentimento e rifiutando tutto ci che si poteva in qualche modo ricollegare con il razionalismo illuminista che del Neoclassicismo aveva costituito la base teorica. Gli artisti e gli intellettuali romantici, pur contrapponendosi in modo vivace a quelli neoclassici, hanno di fatto una formazione assai simile e sono nutriti degli stessi studi. I Neoclassici fanno appello direttamente al mondo della classicit greco-romana, mentre i Romantici, dal canto loro, tendono a riconoscersi nella spiritualit del Medioevo, visto come periodo di origine dei sentimenti e dellorgoglio nazionali. Il modo di vedere e di sentire la natura, ad esempio, rende perfettamente lidea della radicale contrapposizione ideologica dei due movimenti. Luomo romantico si sente parte integrante della natura e vi si immerge profondamente, personalizzandole e modificandola in funzione dei propri stati danimo e delle proprie necessit espressive. Luomo neoclassico, al contrario, si sforza di rimanerne estraneo e di indagarne razionalmente le caratterisitche al fine di padroneggiarla, negandole volutamente qualsiasi valore poetico ed espressivo. In un caso e nellaltro, comunque, larte tende a diventare stile, cio insieme omogeneo di regole, di tecniche e di contenuti facilmente individuabili e altrettanto facilmente trasmissibili attraverso le scuole darte e le accademie. In questo modo si arriva a creare una sorta di gusto nazionale egemone, generalmente ritenuto valido sia sul piano formale (estetico) sia su quello dei contenuti (etico) ottenendo il risultato di controllare (ed eventualmente contrastare) lemergere di personalit o movimenti artistici in disaccordo con gli indirizzi ufficiali. Inoltre nel corso dellOttocento si afferm una nuova soggettivit dellesperienza artistica, da cui dipese il superamento della tradizionale suddivisione dei generi artistici e del sistema di regole convenzionale,

un fatto di portata enorme che diede avvio alla grande pittura inglese, tedesca e francese (Turner e Constable, Runge e Friedrich, Delacroix e Daumier). Per quel che riguarda la pittura, al perfetto rigore formale di artisti quali David si preferiscono rappresentazioni di pi immediata presa sul pubblico. Ai soggetti della mitologia classica se ne sostituiscono altri legati alle leggende ossianiche, alla tradizione favolistica locale e alla rappresentazione di una natura fortemente personificata. Alle atmosfere chiare e definite del repertorio neoclassico vengono cos a sovrapporsi ambientazioni volutamente fosche, ricche spesso di riferimenti simbolici, magici e misteriosi. In questo modo gli artisti cercano di toccare il tasto dellemozione e della sensazionalit piuttosto che quello della ragione e del contenuto, promuovendo il coinvolgimento emotivo e ladesione passionale. A questo tipo di pittura strettamente connesso il sentimento del sublime. Secondo E. Burke, scrittore e uomo politico inglese del Settecento, il sublime consiste in quel misterioso e affascinante insieme di sensazioni che possibile provare solo di fronte a certi Grandiosi spettacoli naturali. Nella sensibilit romantica il sublime si pone dunque allestremo limite superiore della percezione del bello. Un pittore neoclassico come David si fece interprete dei valori emergenti, collaborando fattivamente, con lopera dipinta e con lorganizzazione delle feste repubblicane, allaffermazione degli ideali rivoluzionari. Negli anni dopo la Restaurazione, in relazione ai movimenti politici del primo Ottocento, talvolta come in Italia connessi al tema dellindipendenza, i pittori e gli scultori assecondarono il dibattito teorico con un impegno costante e sincero (Delacroix per la Francia, Hayez per lItalia). Questa partecipazione agli eventi, anche drammatici ed esaltanti, convisse in alcune figure con la ricerca di una dimensione pi intima e raccolta, come nel tedesco Friedrich, interessato a scrutare oltre il visibile e i limiti terreni, con una tensione verso linfinito che un altro cardine del Romanticismo.

Caspar David Friedrich, Viandante sopra il mare di nebbia, 1818, olio su tela, 95 x 75 cm, Amburgo, Kunsthalle. Alla base degli sviluppi della teoria estetica ci fu un allargamento del pubblico coinvolto nel mondo dellarte, a livello di fruizione ma anche di produzione. Cambi anche la committenza, o per meglio dire si allarg, estendendosi dai soggetti tradizionali, la Chiesa e la nobilt, a settori della borghesia che vedevano nellacquisizione di un dipinto o di una scultura un mezzo di promozione sociale la cui efficacia era universalmente riconosciuta. Di qui la fortuna di generi quali quello del ritratto o quello del paesaggio. Fatto fondamentale per lo sviluppo dellarte nellOttocento fu linvenzione della fotografia (dagli anni Trenta) con la sua rapida espansione. Tra le conseguenze, accanto alla

possibilit di ottenere immagini assai fedeli e a basso costo in settori come la ritrattistica o la veduta, ci fu una crisi significativa della tradizionale modalit di visione dei pittori. Se la fotografia era in grado di riprodurre il reale in termini oggettivi, venivano meno le finalit mimetiche proprie dellarte. Accanto alla fotografia vanno inoltre considerate, per quanto riguarda la moltiplicazione delle immagini, nuove tecniche di riproduzione pi rapide, economiche ed efficaci di quelle tradizionali: la litografia, lacquatinta, lincisione a colori. Ne deriv un collezionismo borghese interessato alle stampe da arredo ispirate alle opere pittoriche dei filoni pi popolari. Ne fu incrementato anche il mercato librario. Contemporaneamente a un vistoso allargamento del pubblico degli amatori e degli appassionati darte, si and sviluppando una critica darte impersonata, al livello pi alto, da Charles Baudelaire, il quale inizi la sua carriera letteraria proprio con gli articoli dedicati al Salon del 1845. Fonti: Le basi dellarte, Dal Neoclassicismo a oggi, Elena Demartini, Chiara Gatti, Lavinia Tonetti, Elisabetta P. Villa. Storia dellarte, LOttocento, Gillo Dorfles, Francesco Laurocci, Angela Vettese. Itinerario nellarte. Volume 3, DallEt dei Lumi ai giorni nostri. Giorgio Cricco, Francesco Di Teodoro. arteintornoanoi.blogspot.it

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arteintornoanoi.blogspot.it IL REALISMO Il 1848 rappresenta, per tutta lEuropa, lanno delle grandi e sanguinose sommosse popolari. Molte delle manifestazioni parigine del 48 vengono per sanguinosamente represse e in breve anche Luigi Napoleone, inizialmente eletto quale esponente del Partito dellOrdine, torner a schierarsi apertamente con la forte borghesia industriale, compiendo unopera di restaurazione politica e sociale cosi radicale da culminare addirittura con il ripristino dellimpero. LEuropa, dalla seconda met del secolo XIX e fino alla Prima Guerra Mondiale, caratterizzata da una crescita che appare inarrestabile in tutti i settori delleconomia e del lavoro, con la nascita di nuove industrie e di nuove tecnologie e lo sviluppo dei modi di produzione capitalistici. let della borghesia, in cui per luomo europeo cresce lillusione di poter controllarerazionalmente la realte di poterla effettivamente dominare con la propria capacit imprenditoriale, con il proprio spirito diniziativa, con gli strumenti che levolversi della scienza mette a disposizione. Al tempo stesso si forma il proletariato industriale, non pi solamente in Paesi come lInghilterra, la Francia e la Germania, ma ovunque in Europa, caratterizzato da una crescente presa di coscienza del proprio peso e delle possibili rivendicazioni. Lepoca si connota, dal punto di vista filosofico, per laffermazione del Positivismo,una tendenza basata sulla fiducia nelle possibilit conoscitive da parte della scienza, considerata in grado di intervenire nellanalisi della societ e della storia, e sulla fiducia nel progresso scientifico e tecnologico,di cui si aspettava la soluzione di tutti i problemi delluomo, materiali ma anche spirituali. Il termine Positivismo aveva designato un vero e proprio indirizzo filosofico con Auguste Comte, che nel 1830 pubblic un Corso di filosofia positiva, punto di partenza per varie, successive rielaborazioni. A partire dalla met dellOttocento il Positivismo coincise con la diffusione di una letteratura e di unarte di tipo realistico, definita Naturalistica in ambito francese da quando lo scrittore Emile Zola si serv per primo del termine Naturalisme per indicare una narrativa che fosse in grado di rispecchiare le forme concrete del reale. La parola Naturalismo si riferisce a quelle ricerche ed esperienze aliene da ogni metafisica, interessate solo alla natura delle persone e delle cose e intenzionate a fornire un contributo alla soluzione dei problemi, soprattutto di quelli sociali. Questo atteggiamento fiduciosonel progressosi diffuse in particolare in Francia, mentre laccezione specifica del naturalismo che si ebbe in Italia, e che ebbe in nome di Verismo , si connot in termini pi pessimistici, scetticiper quanto riguarda un possibile miglioramento delle strutture sociali propiziato dalle arti.

Honor Daumier, Il vagone di terza classe, 1863-65, Metropolitan Museum of Art

In questo contesto complessivo di grandi fermenti politici e sociali anche larte attraversa una sorta di crisi di identit. Di fronte ai nuovi fatti accaduti, lartista non sembra poter pi nascondersi fuggendo nel mondo incantato della mitologia o dello storicismo romantici. I movimenti realisti nascono pertanto proprio per rispondere in modo artistico a questaprepotente richiesta di vero e quotidiano. In pittura come in letteratura non si vuole pi ingannare, proponendo soggetti falsi o inconsistenti, ma se cerca di documentare la realt nel modo pi distaccato possibile, quasi analitico.

Jean-Francois Millet, Le spigolatrici, 1857, Parigi, Muse dOrsay In Francia, in modo particolare, il Realismosi sviluppa come metodo scientifico perindagare la realt, spiegandone le contraddizioni e le miserie senza esserne per coinvolti emotivamente. Il primo e unico fine dellartista sar quello di annotare minuziosamente le caratteristiche del mondo che lo circonda, astenendosi il pi possibile da qualsiasi giudizio di tipo soggettivo. Laspirazione al Realismo era gi presente negli artisti romantici, nei vari ambiti in cui essi si esprimevano: laritrattistica, che aveva guadagnato in resa fisiognomica, il paesaggio, visto di frequente con profonda aderenza al vero, la rappresentazione storica, in cui si ricercava la perfetta verosimiglianza . LA FOTOGRAFIA La fotografia fece la sua comparsa ufficialmente nel 1838, quando Louis-Jacques-MandDaguerre comunic allAccademia delle Scienze un procedimento, che egli aveva perfezionato e denominato dagherrotipo, per fissare unimmagine proiettata nella camera oscura sopra una lastra dargento precedentemente trattata con dei vapori di iodio. Poich largento cos trattato tende per sua natura a ossidarsi in presenza di luce, sulla lastra rimaneva impressa la scena ripresa al negativo, cio con le zone in luce annerite, quindi scure. Limpiego di speciali sali di mercurio, infine, serviva a invertire limmagine riconvertendo gli scuri in chiari e viceversa, come nella realt, e a fissarla, cio a stabilizzare in modo definitivo i livelli di annerimento. Louis-Jacques-Mand Daguerre, Veduta del Boulevard du Temple a Parigi, 1838.

Louis-Jacques-Mand Daguerre, Veduta del Boulevard du Temple a Parigi, 1838. La prima ripresa fotografica vera e propria venne realizzata nel 1827 dal francese NicphoreNiepce, che mise a punto anche il relativo apparecchio. Si trattava di una camera ottica che al posto del vetro smerigliato aveva una lastra di pltro, resa sensibile alla luce da una emulsione a base di bitume.

Joseph Nicphore Nipce, Veduta dalla finestra a Le Gras, 1827 In Inghilterra si sperimenta, quale supporto per i negativi, una particolare carta sensibile(1834), mentre ancora ai francesi spetta linvenzione della cosiddetta lastra, un semplice vetro reso sensibile alla luce grazie a un composto a base di albumina. Nel 1877 langlo-americano Eadweard Muybridge esegue la prima serie di fotografie di soggetti in movimento, riuscendo in tal modo a bloccarne e ad analizzarne le varie fasi e ponendo direttamente le basi per quelli che saranno i futuri sviluppi della cinematografia. Nel 1888, infine, viene commercializzato in America il primo rullino di pellicola

Kodak. Sin da questo periodo pionieristico, la fotografia ebbe subito rapporti non facili con la pittura, nel senso che, sviluppando soprattutto il genere della ritrattistica, sottrasse occasioni di lavoro ai pittori, fornendo prodotti pi accessibili e meno costosi. Fotografi come Felix Nadarsi specializzano nella ritrattistica arrivando a sviluppare abilit compositive e di indagine psicologica del tutto analoghe a quelle di un ottimo pittore. Gaspard Flix Tournachon, detto Nadar, Ritratto di Sarah Bernardt, 1859 Per quello che riguarda i reportagese le fotografie documentarie, lesperienza pi significativa si matura a Firenze, dove a partire dal 1850 la famiglia Alinari si dedica un metodico e meritorio censimento per immagini di tutte le bellezze artistiche e paesaggistiche della Toscana e dellintera Italia e addirittura di alcuni paesi esteri. Fonti: G. Cricco, F. P. Di Teodoro, Itinerario nellarte, Volume B, Dal Seicento a oggi. Zanichelli G. Dorfles, F. Laurocci, A. Vettese, Storia dellarte, LOttocento, Atlas. arteintornoanoi.blogspot.it

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arteintornoanoi.blogspot.it IMPRESSIONISMO Nel 1870 la Francia proclama la sua Terza Repubblica. Ci avviene senza un ricambio della classe dirigente al potere e questo favorisce la progressiva ascesa di una borghesia moderata e conservatrice che instaura una politica di rigida difesa dei propri interessi di classe. Nellultimo trentennio del secolo Parigi consolida il proprio aspetto borghese e festoso arricchendosi di teatri, musei, ristoranti, sale da ballo, casin, e soprattutto di caff. Ovunque erano novit e progresso: dalle imponenti stazioni ferroviarie (strutture in acciaio e vetro), fino ai grandi magazzini e a una delle pi efficienti rete di metropolitana del mondo. E in questa grande citt che maturano i presupposti per la nascita dellImpressionismo. Gli Impressionisti sono figli di quella borghesia imprenditoriale che aveva contribuito al prodigioso sviluppo economico della Parigi di fine secolo. La borghesia di cultura modesta e conservatrice era legata alla produzione artistica accademica. (fedelt pedante, priva di originalit e fantasia, alle norme e al gusto tradizionali cos come venivano insegnati nelle Accademie). Ed proprio contro tale accademismo che gli impressionisti si scaglieranno. In primo luogo esso non organizzato n preordinato e si costituisce piuttosto per aggregazione spontanea, senza manifesti o teorie che ne spieghino le tematiche e le finalit. Giovani artisti che avevano in comune una gran voglia di fare e una forte insofferenza per la pittura ufficiale del tempo iniziarono a riunirsi nel Caf Guerbois, allinizio era un ritrovo casuale e saltuario e divenne in breve un appuntamento rigorosamente settimanale.

Claude Monet, Impressione, sole nascente, Parigi, Museo Marmottan

LImpressionismo una corrente artistica eterogenea che privilegia la spontaneit artistica. Si

svilupp soprattutto nella Francia del nord e in particolare a Parigi durante la belle epoque. La sostanziale diversit degli Impressionisti risiede nel diverso modo che essi hanno di porsi in rapporto con la realt esterna. Non pi ammesso imprigionare gli spazi della rappresentazione pittorica nella ristretta visione del reticolo prospettico, ecco dunque spiegata, nei loro dipinti la quasi totale abolizione della prospettiva geometrica. Alla pittura impressionista manca la solida volumetria del disegno perch la volont di bloccare lattimo fuggente contrasta con le esigenze rappresentative convenzionali Ci che conta in ogni rappresentazione dunque limpressione che un determinato stimolo esterno suscita nellartista il quale, partendo dalle proprie sensazioni opera una sintesi sistematicamente tesa ad eliminare il superfluo per arrivare a cogliere la sostanza delle cose e delle situazioni, nel continuo tentativo di ricercare limpressione pura. Il pittore impressionista rappresenta il soggetto nel suo insieme, come giustapposizione di varie pennellate di colore puro tendenti a darci lidea complessiva, pi che a descrivercelo minuziosamente. Sul piano tecnico questo fine viene perseguito con vari artifici. Innanzi tutto si ha labolizione quasi totale delle linee che contornano gli oggetti definendone i volumi.

Edouard Manet, Colazione sull'erba, Parigi, Muse d'Orsay Per quello che concerne il colore, gli impressionisti tendono ad abolire i forti contrasti chiaroscurali e a dissolvere il colore locale (cio quello proprio dei singoli oggetti) in giustapposizioni di colori puri. Prendendo spunto dai progressi scientifici che si stavano compiendo nel campo dellottica de dei meccanismi della visione, essi teorizzavano che ogni colore non esiste di per s ma in rapporto agli altri colori che ha vicino. La Luce determina in noi la percezione dei vari colori e lesperienza quotidiana ci insegna che ogni colore ci appare pi o meno scuro in relazione alla quantit di luce che lo colpisce e alla presenza o meno di altri colori che ne esaltino o ne smorzino la vivacit. La pittura impressionista vuol darci conto di questa estrema variabilit dei colori con la maggior immediatezza possibile, cercando di cogliere lattimo fuggente, cio le sensazioni di un istante, con la precisa consapevolezza che listante successivo potr generare sensazioni del tutto diverse. Le pennellate, pertanto, non sono fluide e lungamente studiate come avveniva nei

dipinti accademici, ma date per veloci tocchi, virgolati, per picchiettature, per trattini e per macchiette con luso di pochi colori puri e con la rigorosa esclusione del nero e del bianco che, in effetti, sono dei non-colori.

Illustrazione 1: Claude Monet, La Cattedrale di Rouen Lartista impressionista non rappresenta pi la realt ma le sensazioni che essa gli suscita. E per questo motivo che egli deve essere il pi rapido possibile nellesecuzione del dipinto, al fine di evitare che le condizioni che determinano in lui tali impressioni vengano meno. Quasi tutti i pittori impressionisti prediligevano dipingere en plein air, cio allaria aperta. Gli Impressionisti rifuggono dagli ateliers, preferendo i boschetti, i fiumi, un boulevard affollato di gente o, in caso di interni, quelli autentici offerti dalla loro citt: un bar, un teatro o un cabaret. Per questi artisti, la realt soggetta a unevoluzione continua, un continuo divenire. Partendo da questi presupposti gli Impressionisti cercano nei loro dipinti di rendere il senso della mobilit di tutte le cose. Ricorrente, a tale riguardo, il tema dellacqua che per sua stessa natura non si acquieta mai e che permette agli artisti di sbizzarrirsi nel riprodurne le mille possibili increspature di colore. Ci avviene con la giustapposizione di colori puri (primari e secondari) che, pur essendo diversificati sulla tela, si fondono nella rtina del nostro occhio consentendo al cervello di percepirli come colori omogenei di intensit e brillantezza enormemente superiori a quelle che avrebbero i corrispondenti colori separati. Tutti gli Impressionisti imprimono alle proprie opere qualcosa di profondamente personale e soggettivo, rendendole interessanti non tanto per quello che narravano, che poteva essere anche banale, ma per come lo narravano, il che avveniva sempre in modo spregiudicato e personalissimo. A questa importante maturazione ha contribuito linvenzione della fotografia. Gli Impressionisti si sono spesso serviti, per la realizzazione delle loro opere, di molti materiali fotografici, giacch tale metodo di riproduzione meccanica della realt li aiutava a cogliere dettagli e aspetti che locchio umano poteva non essere sempre in grado di percepire. La loro pittura,

venuto definitivamente meno lobbligo di riprodurre la realt, poteva partire da dove la fotografia si fermava, testimoniando impressioni e stati danimo che anche il pi perfetto obiettivo di una fotocamera non avrebbe comunque mai potuto percepire. La data precisa dinizio del movimento impressionista il 15 aprile 1874 quando alcuni giovani artisti (fra i quali ricorderemo Claude Monet, Edgar Degas, Paul Czanne, Pierre-Auguste Renoir) le cui opere erano state ripetutamente rifiutate dalle principali e prestigiose esposizioni ufficiali (i cosiddetti Salons), decisero di organizzare una mostra alternativa dei loro lavori e lunica sede espositiva adatta alle loro tasche fu quella messa a disposizione dal celebre fotografo Felix Nadar che, tra i primissimi estimatori di quel nuovo modo di dipingere, cedette loro gratuitamente i locali del proprio rinomato studio. Fonte: Itinerario nellarte G. Cricco F. P. Di Teodoro arteintornoanoi.blogspot.it

Una visita al Muse d'Orsay


Consiglio questo sito http://www.musee-orsay.fr/en/collections/overview.html per fare una visita virtuale al Museo d'Orsay che conserva la maggior parte di opere impressioniste. Archive All Download Newest