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ESPRESSIONISMO

ESPRESSIONISMO FRANCESE

1905 FAUVE : Esposizione al SALON d’AUTOMNE (Parigi) da Desvalleres: opere che


vennero esposte nella “gabbia centrale”; FOLLIA DEI COLORI: (MACCHIE DI COLORI,
BLU, GIALLO, ROSSO e VERDE;
- I colori descrivevano il gusto di vivere, sentire, esercitare al massimo il potere di
emozionarsi (Scoperta dell’arte Africana: Gauguin, Van Gogh)

ESPONENTE: Matisse:
1905 Donna con cappello (moglie di Matisse)
Stile: Forma circolare: La Danza (1909-10)
Ripetizione ritmica: La Musica (1910)
Più che al colore in se, Matisse era interessato ai rapporti tra i colori;
“due tonalità sono un accordo”
Tavola Imbandita (1897 e 1908)

L’ESPRESSIONISMO TEDESCO
“Una rivoluzione dell’arte tedesca”

- Espressione del tempo in cui si vive e come lo si vive tramite la pittura, Gli
avvenimenti politici e il clima sociale (Società Guglielmina), trovarono
nell’espressionismo, il modo più congeniale per esprimersi;
- Aggressività sia estetica che morale, uso violento del colore, emotività esasperata,
desiderio di polemica e di provocazione sociale.
- Accomunati da una vita scandita dal ritmo della natura, opposto a quello del ciclo
lavorativo del sistema industriale.
- Alla guerra attribuiscono una valenza catartica in grado di annientare il vecchio ed
erigere sulle sue rovine una società migliore.

1905 – 1920: (Prima Guerra Mondiale) Nascita della “Die Brucke”

1905 DIE BRUCKE (Dresda):

Nasce dal desiderio di approvazione e amicizia che poteva offrire una comunità, che la
società borghese non avrebbe potuto dare.
Motivo privilegiato per la Brucke è l’uomo nel suo ambiente naturale, non corrotto dalla
società industriale; la figura umana nuda come modello di una condizione originaria e
paradisiaca; gli artisti adattavano il loro stile all’impianto teorico (dato da Kirchner);
diluivano il colore con la benzina per renderlo più fluido e per una pittura più immediata e
carica della loro espressione.
L’utilizzo del contrasto fra i colori complementari determinava la presenza visiva delle
immagini.
Heckel era l’amministratore del gruppo, l’organizzatore e colui che trovo la bottega dove si
stabilirono. Dipingevano oltre che a Dresda, nei mari del Nord (Dangast), Moritzburg;
Pechstein fu il primo a trasferirsi a Berlino e da li egli stesso inizio tramite una serie
epistole ad esortare gli altri componenti a seguirlo;
Via via infatti si trasferirono gli altri in cerca di nuovi stimoli per la loro produzione artistica.
A questo punto, in una città piena di concorrenza, sentirono il bisogno di crearsi una
propria identità, ricercandosi ed identificandosi in una stile personale. Da qui la rottura, che
avvenne nel 1913, a causa de “La cronaca KG Brucke” scritta da Kirchner.
ESPONENTI: Kirchner, Bleyl, Heckel, Schmidt-Rottluff
1911 DER BLAUE REITER (Monaco):
Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro o Il cavaliere blu) fu un gruppo di
artisti espressionisti formatosi a Monaco nel 1911. Fondato da Kandiskij e Marc ai quali
si aggregarono presto Macke, Klee, Jawlensky, fondarono il gruppo in risposta
all'esclusione da una mostra fatta dalla Nuova Unione degli Artisti. Il nome Der Blaue
Reiter, ebbe origine dalla passione di Kandinsky per il colore blu e dall'amore di Marc per i
cavalli. Per Kandinsky, il blu è il colore della spiritualità; egli aveva inoltre creato un'opera
d'arte con lo stesso nome: Der Blaue Reiter (1903);
Senza un programma preciso, ma con un orientamento decisamente spiritualistico, lo
scopo è di coordinare e sostenere, mediante mostre internazionali accuratamente scelte e
con scritti teorici e polemici, tutte le tendenze per le quali la sfera dell'arte è nettamente
distinta da quella della natura e la determinazione delle forme artistiche dipende
esclusivamente dagli impulsi interiori del soggetto. Il movimento è anti-classico perché
nega all'arte ogni fondamento naturalistico e va verso valori molto più spirituali, ma non
religiosi.
Infine nel 1914 si sciolsero a causa dello scoppio della prima guerra mondiale.

ESPRESSIONISMO AUSTRIACO:
Non si sviluppa come in Germania, a partire da gruppi organizzati, ma come opera di
artisti che non erano in relazione diretta; questo individualismo li portava così a non
credere in un’arte totale di valenza collettiva, ciò spiega i numerosi autoritratti e le
figurazioni di carattere autobiografico.
ESPONENTI: Schiele, Kokoschka.

L’ARCHITETTURA ESPRESSIONISTA

Nasce per superare un modo di progettare che aveva come riferimento la geometria
rigida; si cerca di introdurre un’architettura che prendesse uno spunto maggiore dalla
scultura e che dimenticasse a progettare per moduli ripetitivi. Qualità plastiche del
cemento vennero utilizzate per creare forme totalmente; storcendo l’edificio fino quasi
creare la cosiddetta “quarta dimensione” , cioè il senso del movimento nell’architettura.

MENDELSOHN: Torre Einstein (1921): Osservatorio astronomico a forma di


torre; bandito l’angolo retto e prevale la linea curva: Trionfo della quarta
dimensione.
L’ÉCOLE DE PARIS:
Non si tratta di un’Avanguardia consapevole e riunita in gruppo di artisti compatto e
portatore di tecniche teoriche precise, ma di artisti forestieri a Parigi poveri e votati all’arte.

ROUAULT: La sua arte si rivolse di più al versante esistenziale che alla denuncia
sociale; i temi delle sue opere furono sempre soggetti diseredati: prostitute,
pagliacci…tecnica pittorica rigida, dura, fatta di colori scuri ma lucidi e brillanti;
Molte opere Sacre.

MODIGLIANI: Ambiva a diventare scultore, ma per debolezza fisica si diede alla


pittura dove gli occhi sono vuoti come quelli delle statue; Nobilita la realtà
accentuandone gli aspetti geometrici allungandole i colli e rendendo i seni sferici.
Rigidità delle linee (come sculture), colori riempitivi piatti ma decisi ed effetti
chiaroscuro.

SOUTINE: Non si curò delle avanguardie, ma si interesso ai classici. Inizialmente


dipingeva paesaggi con aspetto apocalittico e tempestoso, e nature morte (animali),
era interessato alla decomposizione e al tema della morte. Anche nei ritratti
immetteva la stessa attrazione per i tessuti decomposti.
Grossi grumi di colore sulla tela, generando carnosità di superficie.

CHAGALL: La meraviglia è uno dei suoi punti forti. Non lo si può definire
espressionista perché il colore non è l’unico protagonista dei suoi quadri. Difficile da
catalogare sotto un unico stile. I quadri sono ricchi di simboli personali
continuamente ripetuti (infanzia) e privi anche di prospettiva. Le favole rimasero
sempre il suo stimolo principale
IL CUBISMO
L’arte non imita la natura, il soggetto non importa, la pittura non rappresenta nulla. Il
cubismo, come pittura piatta, geometrica, tendente a una forte deformazione del soggetto
e della realtà; viene fatto risalire al 1907 con “Le demoiselle d’Avignone” di Picasso.
Neanche in questo caso si tratta di un gruppo specifico e privo di un manifesto
programmatico, ma si può parlare di movimento unitario solo in relazione alle grandi
mostre che lo presentarono a Parigi.
Si studiò la possibilità di rappresentare il movimento attraverso un immagine ferma,
mettendo in evidenza, e sovrapponendo nell’immagine, i molti punti di vista da cui un
oggetto o una persona possono essere visti.

PICASSO:
Si discosta dalla copia del vero con “Les Demoiselle d’Avignone”;
Più o meno vicino ai suoi esordi è il:
PERIODO BLU (1901/04): Influsso impressionista, il blu simboleggia malinconia:
- Madre e figlio (1903)
- Pasto frugale (1904)
PERIODO ROSA (1904/06): Periodo circense con maggiore estetizzazione e colori
luminosi; - Acrobata e giovane Arlecchino (1905)
- Ragazzo con la pipa (1905)
NASCITA DEL CUBISMO (1907/08): Les demoiselle d’Avignone
CUBISMO ANALITICO (1908/11): Sodalizio con Braque; introduzione delle formi ovali;
CUBISMO SINTETICO (1911/17): Introduzione nel 1912, sempre con Braque, la tecnica
del collage;
CLASSICISMO (1917/24): Ritorna al classico come per comunicare una stabilità morale;
Molto più surreale e lavora anche in teatro come scenografo (Parade);
L’ETÁ DEI MOSTRI (1925/37): Le fisiognomie delle figure perdono ogni legame con la
realtà; - Guernica (1937)
ULTIMA FASE (1937/73): Intensissima attività creativa rivota anche a tecniche della
ceramica e la grafica; numerosi omaggi ad altri pittori…

LEGER: Cubista importante per le forme cilindriche (definito “Tubista”); nel suo
primo periodo, la sua pittura fluida, brulicante di volumi e tesa a suggerire il
movimento; i colori erano misti e impuri; poi divennero decisi e puri, dando staticità
ai suoi quadri. Il colore gli sembrò rilevante al fine di “creare il senso dello spazio
dove prima non esisteva”.

CUBISMO ORFICO
Il cubismo orfico (Francia 1910) è un atteggiamento sacrale, che innesta sull'originario
cubismo ricerche sulla luce e sul colore, fondate su analogie con la musica che preludono
a soluzioni astratte( Orfeo era il mitico musico-poeta dell'antichità dotato quasi di poteri
magici ). L'orfismo di Delaunay mira ad una pittura assoluta, che trova la sua base
nell'armonia e nel ritmo prodotti da contrasti cromatici simultanei.

DELAUNAY: Intuì che il colore è da solo in grado di creare ritmo e movimento;


Nelle prime opere sono presenti oggetti reali, anche se filtrati attraverso i colori
cangianti della luce, mentre i dipinti successivi sfociano in una pittura del tutto
astratta, basata sull'espressività dei colori puri che infondono una vibrazione ritmica
alla superficie pittorica. La geometria cubista è così resa sensibile e viva dal colore.
Molto importante la serie dei DISCHI, simboli della luce e del movimento; definito
precursore dell’astrattismo.

SCULTURA CUBISTA: Brancusi: - Il Bacio; - Colonna senza fine; - Uccello;


FUTURISMO

Fu un movimento artistico italiano fondato dallo scrittore Marinetti che nel 1909 ne
pubblicò un Manifesto sul quotidiano francese “Le Figaro”. Interessò tutte le discipline
artistiche; I futuristi rifiutavano la tradizione e si opponevano alla cultura del passato,
esaltando la modernità e le sue tecnologie nei suoi aspetti più caratteristici: la velocità, le
macchine, le metropoli, i complessi industriali.
Si ha una vera e propria SCOMPOSIZIONE DELL’IMMAGINE [4°Movimento] (vicini al
cubismo e simbolismo della nuova società)
1909: Primo Manifesto Futurista;
1910: Manifesto della Pittura, firmato da Russolo, Balla, Boccioni, Severini e Carrà;
1912: Manifesto della scultura, firmato da Boccioni;
1914: “Pittura e Scultura Futurista” firmato da Boccioni;

Balla: 1912: Dinamismo di un cane al guinzaglio;


Le mani del violinista;

Boccioni: - La città che sale (1911)


- Materia (1912)
- Forme uniche della continuità dello spazio (1913)  Scultura

ASTRATTISMO
1910 -In seguito alla retrodatazione di un acquerello-

Opere che astraggono dalla rappresentazione e da ogni narrazione realistica; Kandiskij ne


è il fondatore, ci arriva (per poco) prima di tanti altri artisti che vi erano molto vicini; Giunge
alla non figurazione partendo dalla pittura espressionista, ovvero da una accentuazione
del ruolo del colore.
Con l’Astrattismo, l’arte perde anche il suo compito più comune, quello di rappresentare o
raccontare; dato che ormai fotografia, cinema, stampa, si rivelano mezzi molto più fedeli e
adatti a quell’obiettivo.
L’arte si pone come puro veicolo espressivo.

KANDISKIJ: Colore libero dal disegno come mezzo privilegiato per l’espressione dello
spirito; concepiva lo spazio figurativo come un campo in cui si incontrano energie fisiche
(colori, punti, linee, superfici) più che immagini. Nel 1909 diede il via ai quadri intitolati
Improvvisazioni, nel 1910 alle Composizioni e nel 1911 Impressioni; scrive “Lo spirituale
nell’arte”, in cui schematizza i colori secondo i loro risvolti psicologici e spirituali; per lui
l’artista è come un veggente che cammina nel buio, rivolgendo il suo sguardo verso una
realtà più profonda e nascosta da quella conosciuta.
I° FASE (1910/21): Uso pastoso del colore, contorni poco segnati, composizioni con
aspetto gestuale (è la mano e l’occhio a guidare l’operato del pittore);
II° FASE (1922= Gropius/Bauhaus): Dà ai suoi quadri un reticolo geometrico più severo,
minore libertà del gesto, abbassamento del colore, cromatismo più piatto, meno
istintivo; elementi geometrici sempre più complessi nella loro intersezione.
Privo di prospettiva, fine del quadro finestra.
SUPREMATISMO
Il Suprematismo è una corrente artistica di sviluppatasi a Mosca. Le linee guida di questo
movimento propongono una pittura astratta, fondata sull'utilizzo di forme puramente
geometriche, estranee e lontane da qualsiasi riferimento al mondo visibile.

MALEVIČ: Fu costumista e scenografo; arrivò all’astrattismo accentuando il valore


simbolico e sintetico dell’immagine; Il primo a definirsi “suprematista”; fu in una delle sue
scenografie che gettò le basi dell’astrattismo geometrico che definì suprematismo: un
termine che voleva significare la distanza rispetto al naturalismo e il necessario contatto
dell’arte con una sovrarealtà spirituale. I suoi quadri del periodo suprematista sono
composti tra il 1915 e il 1927 e dovevano proporsi come fonti di emozioni e non di
immagini illusorie. L’elemento simbolico è fortissimo; stretto contatto con l’arte religiosa;
pittura di icone, l’immagine si pone come elemento di congiunzione fra terra e spirito.
• Quadrato nero su fondo bianco (1915):
Il quadro viene posto sulla congiunzione delle due pareti e il tetto, proprio
come si usava per le immagini sacre; Il quadrato nero identifica un elemento
umano che eclissa la luce naturale e quella divina (la sua prima comparsa
fu nell’opera “Vittoria sul sole”(Matjusin), dove rappresentava un nuovo sole
costruito dall’uomo).

COSTRUTTIVISMO
1915/17

TATLIN: Monumento alla terza internazionale (1919/20)

MONDRIAN: Arrivò all’astrattismo accentuando il carattere formale delle linee dettate dal
cubismo; il fine dell’arte doveva essere quello dell’elevazione spirituale, semplificando le
forme tramite la geometria; abolizione dei mezzi toni per favorire la campitura uniforme,
priva di chiaroscuro e delle tracce del pennello; affascinato dai colori primari utilizzati da
Leger, diventano il suo unico vocabolario cromatico (giallo, blu e rosso); abbandono di
qualsiasi oggetto e del centro geometrico del quadro a favore dell’equilibrio formale,
sbilanciamenti corretti dal delicato rapporto tra pieno e vuoto; abbandona l’emozione del
soggettivismo romantico e si definì NEOPLASTICISTA (=Le opere neoplastiche, si
caratterizzano per la presenza di elementi semplici, come linee e quadrati, rappresentati
con colori primari. ).
• Evoluzione (1910/11)
• Composizione (1929)
• Victory Bolgie-Woogie (1943)

THEO VAN DOESBURG: Fondatore della rivista “De Stijl”.

BAUHAUS (1919): Dal tedesco “Haus-Bau”= costruzione di case. L’istituto nasceva per
volontà dall’architetto Walter Gropius, come riunione di un’Accademia delle belle arti e di
una scuola di arte e mestieri, con la volontà di unificare il campo dell’artigianato a quello
della pittura e della scultura. Operò a Weimar, Dessau e Berlino e vi insegnarono anche
Kandiskij e Klee.

PAUL KLEE: Figura (molto isolato, preferiva dipingere a casa badando a suo figlio,
mentre la moglie si guadagnava da vivere insegnando il piano) presente in tutti i momenti
salienti dell’avanguardia, dall’astrattismo al dadaismo, dal surrealismo ai docenti del
bauhaus, ma la sua vasta produzione non può essere ascritta a nessuna di queste
tendenze; prese parte al Blaue Reiter ma senza condividerne il tono mistico; Molto
importante per lui il colore, diceva che “Il colore lo possedeva”, Spiritualità del colore.
IL DADAISMO
1915/16

Arte contro l’arte; nasce nel periodo della guerra, contro la guerra e la sua cultura (spirito
di rivolta contro tutte le istituzioni e i valori tradizionali); tema unificante del movimento fu il
caso; tagliò qualsiasi rapporto con il passato (anche se comprendeva tutte le precedenti
avanguardie artistiche); Nasce a Zurigo e a New York; il termine “Dada”, non ha un
significato preciso e il suo manifesto venne redatto e pubblicato nella rivista “Dada” nel
1918 da Tzara; portatori di un modo di fare e di conoscere fondato sul dubbio e perdita di
fiducia in qualsiasi sistema, quindi privo di teoria o idea di fondo; l’intento era quello di
dissacrare l’arte esistita fino a quel momento, accomunato dal futurismo per il rifiuto delle
pratiche tradizionali, ma non alimentati dallo stesso amore per la guerra; per loro
bisognava fare piazza pulita e ricominciare da zero, liberi da qualsiasi vincolo. A New York
si incontravano nella “Galleria 291”, artisti come Picabia (quadri ispirati al mondo delle
macchine con allusioni sessuali, fondò la rivista 391), Man Ray (collabora con M.D, vicino
ai ready-made; scultore e fotografo), e Duchamp.

DADAISMO IN GERMANIA: Si diffuse a Berlino (Hoch e Hausmann), Colonia (Harp e


Ernst) e Hannover (Schwitters) operarono con fotomontaggi, collage e caricature contro la
società hitleriana.

SCHWITTERS: Inventore dell’opera ambiente (enviroment): Merzbau (1923-1943),


era un vero e proprio accumulo di oggetti prelevati dalla vita di tutti i giorni che, con
spirito collezionistico, l'artista assemblava in una sorta di opera ambientale.

DUCHAMP: Esempio più eclatante del dadaismo; provocatorio e critico d’arte; iniziò come
cubista, Inventore del ready-made (bell’e fatto);
• Nudo che scende le scale (1912): analisi e scomposizione del movimento;
• Ruota di bicicletta (1913 e 1951);
• Scolabottiglie (1914);
• L.H.O.O.Q. (1919);
• Il Grande vetro (1915/23) –Volutamente Incompiuto
SURREALISMO
1924

Termine inventato da Apollinaire; il primo manifesto fu pubblicato nel 1924 da Breton; il


movimento si propose come altitudine mentale e filosofia di vita; lotta alla logica e dunque
l’accettazione di ogni aspetto dell’irrazionale; punto focale fu soprattutto l’amore per la
donna; Stretto contatto con la psicoanalisi di Freud; nel 1929 Breton redasse un secondo
manifesto; L’arte surrealista aveva l’obiettivo di fare uscire allo scoperto la complessità
della psiche umana; I soggetti sono onirici e le scene immaginarie.

ERNST: Vergine che sculaccia il Bambino Gesù davanti a tre testimoni (1920):
Ernst, Breton ed Eluard: parlare di ciò che la cultura dominante comunemente
occulta; Vestizione della sposa (1939/40);

MIRÓ: Si avvicinò al Surrealismo modificando il suo primo stile cubo-realista verso


una pittura infantile, ovvero semplificando le forme e rifiutando qualsiasi impianto
prospettico; Mancanza di simmetria e centralità, pittura all-over (tutto campo);
voleva “ammazzare la pittura” come modulo di comunicazione borghese,
sottoponendo le proprie opere a torture; scolpiva bronzo e ceramica; si dedico a
opere per spazi pubblici.

DALÍ: Definì la sua pittura “critico-paranoica”, cioè “guardare un oggetto e vederne,


dunque dipingerne, un’altro”; Stile “perverso-polimorfo”:
• Persistenza della memoria o “orologi molli” (1931)
• Il grande masturbatore (1929)
• La Venere a cassetti (1936)
Antesignano della performance sul proprio corpo.

MAGRITTE: Surrealista di maggior successo al pubblico; Nei suoi quadri al


consueto contrappone l’assurdo (paradossi visivi); coniuga all’umorismo un senso
del macabro; sottolineò la sua passione del pensiero più che delle emozioni.
• Golconde (1953)
• Gli amanti (1928)
• L’uso della parola (1928/29) [arte come linguaggio convenzionale]
• L’impero delle luci (1950)

BELLMER; MASSON; TANGUY; DELVAUX; BRAUNER;


LAM; ROBERTO MATTA; America Latina
GIACOMETTI;  Scultore
METAFISICA
1910/15

Precede cronologicamente sia il dadaismo che il surrealismo; Entrambi vennero molto


influenzati da esso; rappresenta il tramite che dal simbolismo condusse al surrealismo;
rifiuto delle avanguardie; ritorno alle tecniche tradizionali e alla mitologia greca; nessun
manifesto mai formulato;
• Descrizione di una realtà che oltre le apparenze sensibili;
• Immagini che conferiscono un senso di mistero, allucinazioni o sogno;
• Immagini statiche, che si svolgono al di fuori del tempo stesso;
• Assenza della figura (manichini, statue, ombre);
• Colore piatto e uniforme;
• Riferimenti filosofici a Nietzsche e alla mitologia greca;
Il termine nasce con De Chirico e il suo incontro con Carrà; Indica una realtà che va oltre
quella conosciuta dai nostri sensi: “Oltre Natura”.
I quadri metafisici spesso ritraggono piazze Italiane considerate misteriose e romantiche: i
personaggi presenti in queste piazze sono spesso statue greche o manichini. Nelle opere
tutta l'attenzione va alla scena descritta, una scena immobile senza tempo (come un
sogno), spesso un luogo silenzioso e misterioso, un palcoscenico teatrale senza emozioni.

DE CHIRICO: Passione per la mitologia greca molto ricorrenti nella sua pittura;
Opere dell’enigma: tecniche semplici, assenza di chiaro-scuro o virtuosismi,
l’attenzione è rivolta alla scena descritta, assenza di movimento e di emozioni vitali;
presenze di un’architettura classica ; dipinge una serie intitolata “Le piazze d’Italia”.
La figura umana: appare solo come manichino, statua, automa, macchina; figure
immobili;
Il ritorno al mestiere (Anni 20): La sua fase”metafisica” volge al termine e inizio la
fase da lui stessa definita “ritorno al mestiere”; Ritornare al mestiere è tornare
allo studio delle linee e delle forme, dei materiali preferendo la tempera
su tavola; si definisce “pictor classicus”

CARRÀ: Dopo una carriera futurista si stacca da quel movimento per cercarne
l’opposto: l’immagine statica. Nel 1917 incontra De Chirico.
• Il dio ermafrodito (1917)
• Il cavaliere dello spirito (1917) Futurismo associato alla metafisica “Carrà
Futurista”.
ALBERTO SAVINIO ;
IL RITORNO ALL’ORDINE
1920

Alla fine della grande guerra si comincia a diffondere un rifiuto degli eccessi portati avanti
dalle Avanguardie. Queste variegate esigenze prenderanno il nome di “ritorno all'ordine”. Il
ritorno all'ordine si diffuse rapidamente in tutta Europa, non rimase un fenomeno legato a
poche illustri figure di artisti… Il recupero dei grandi repertori classici, in termini di tecniche
e iconografie era per molti la strada da percorrere (Ritorno al Realismo). In Italia una
generale diffusione del clima di ritorno all'ordine certamente fu esercitata dalla rivista
“Valori plastici”, pubblicata dal 1918 fino al 1922 da Broglio; puntava sul recupero del
grande patrimonio classico; fece da collante per gli ex-futuristi; i pittori italiani fecero una
mostra a Berlino dove fu coniato il nome di “Realismo magico”; vi parteciparono: Carrà,
De Chirico, Moranti e Martini.

IL REALISMO IN GERMANIA: Il Realismo Magico influenza l’arte tedesca; Realismo


Tedesco: di chiara derivazione espressionista e mostrò una forte impronta politica;
Grosz; Beckmann; Dix;

CLASSICISMO E PURISMO IN FRANCIA: Il Purismo è un movimento artistico nato nel


1918 ad opera di Ozenfant e Le Corbusier. L'origine di questa corrente viene segnata
dalla pubblicazione del manifesto "Après le Cubisme", dove si affermava che "il
Cubismo era degenerato sostanzialmente in una forma decorativa e quindi necessitava in
un rinnovamento." Questo rinnovamento, secondo gli artisti rappresentanti del movimento,
doveva passare attraverso un'espressione visiva più immediata e meno celebrale ed
attraverso l'utilizzo di forme più stilizzate tratte da elementi meccanici.

IL NOVECENTO ITALIANO: Novecento è il nome di un movimento artistico italiano degli


anni Venti. Il movimento è nato nel 1922 a Milano e si è presentato nel 1923 con
un'esposizione alla Galleria Pesaro delle opere di 7 artisti; un'arte che dopo le eccessive
sperimentazioni delle avanguardie (Futurismo soprattutto) torna ad avere di nuovo come
supremo riferimento l'antichità classica, la purezza delle forme e l'armonia nella
composizione. Il nome deriva dal fatto che si sentono traduttori dello spirito del
Novecento.

MORANDI: Non aderì alle avanguardie ma i critici gli consentirono fama all’estero;
ossessione analitica e concettuale; dipinge svariati quadri dal titolo “Natura morta”
con brocche, bicchieri e altre stoviglie, il primo è del 1918 ed è metafisico.

Mentre in Germania il recupero del Realismo assunse connotazioni politiche e in Italia si


rifece alla tradizione, negli USA si ispirò alla rappresentazione del presente.
ARCHITETTURA RAZIONALISTA
Movimento architettonico nato nei primi anni del 1900 con la necessita funzionale della
ricostruzione postbellica che mirò a realizzare edifici economici, ma forniti dei comfort
necessari. Dal punto di vista costruttivo il razionalismo adottò pienamente la progettazione
in serie di pezzi pre-fabbricati (come gli infissi in acciaio), da porre velocemente su
strutture portanti a griglia in cemento armato, rifuggendo da qualsiasi decorazione
applicata e privilegiando superfici pure a intonaco (che si sono rivelate di veloce
deperimento). Ferro, vetro e cemento furono i protagonisti di un evoluzione che decise di
lasciarli a vista, senza più mascherarli nemmeno con volute decorative; massiccio
abbandono delle campagne, sovraffollamento delle città; si risolse il problema di conciliare
l'alta densità abitativa e il mantenimento degli spazi verdi con edifici alti ma intervallati da
aree comuni dotati di servizi collettivi.
• LE CORBUSIER;
• WALTER GROPIUS;
• LUDWIG MIES VAN DE ROHE;
• FRANK LLOYD WRIGHT
ESPRESSIONISMO ASTRATTO AMERICANO
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale viene abbandonato il ritorno all’ordine e
l’astrattismo geometrico; l’arte si fa espressione di un pessimismo individuale che li
corrodeva entrambi. L’opera nasce in un processo di improvvisazione, psichica per prove
ed errori.
L'espressionismo astratto è una forma alternativa dell’espressionismo tradizionale. Il
movimento nasce a New York negli anni quaranta e si sviluppa principalmente tra i pittori
gestuali. Le opere di espressionismo astratto sono facilmente riconoscibili: in gran parte gli
espressionisti astratti dipingevano su grandi tele con forte energia e rapidità, utilizzando
grossi pennelli o direttamente gettando il colore puro sulla tela. Esistono diverse
interpretazioni di questa corrente, in quanto molti artisti considerano l'espressionismo in
forma astratta come una rappresentazione violenta, mentre altri si approcciano a questa
tecnica in modo più sereno, ovvero interpretando con la pittura espressionista le immagini
astratte.

ACTION PAINTING
L'Action Painting (pittura d'azione, in francese "Tachisme") è una corrente di arte
contemporanea che vede l'utilizzo di strumenti pittorici più svariati per la realizzazione di
opere d'arte. Per questo tipo di pittura vengono utilizzati sia i tradizionali strumenti
ortodossi sia le innovazioni più volgari. Ne sono esempi lo spruzzare, sgocciolare e il
gettare materia sul dipinto. Questa pittura viene realizzata attraverso l'impiego di spazzole
e cazzuole. L'introduzione di questa nuova visione permise così all’artista di “sentirsi più
vicino, quasi parte integrante della pittura”. Il primo artista a sperimentare l'action painting
fu Jackson Pollock nel 1947.

POLLOCK: Fu il primo artista a cimentarsi in questa tecnica nel 1947, quando inizio
ad ingigantire i pennelli e a staccarli dalla tela (Pittura gestuale):
• DRIPPING: (sgocciolamento) diretto dal pennello o dal barattolo; il segno
proveniva dall’azione di tutto il corpo dell’artista
• ACTION PAINTING: (pittura d’azione) utilizza più il braccio e la sua
gestualità che la mano; comunque tutto il corpo veniva coinvolto.
• ALLOVER: (a tutto campo) lo spazio dipinto non ha più centro, né periferia;
è come se continuasse oltre i bordi.
La tela non era più uno spazio da progettare, ma un’arena in cui combattere in trance,
lasciando agire l’inconscio e il pulsare del ritmo vitale
DE KOONING; KLINE; GORKY; MOTHERWELL;

COLOR FIELD
Non tutto l’Espressionismo astratto ha avuto una natura gestuale, a molti suoi protagonisti
fu congeniale una pittura dell’emotività più controllata; le opere del “Color field” (campo
colorato) rappresentano campiture uniforme, piatte e liquide.
ROTHKO: Ne è l’esponente maggiore; dopo sperimentazioni surrealiste, decise di
abbandonare la figura e a concentrarsi sugli sfondi con stesure monocrome, rotte
da tre o quattro presenze quadrangolari dai margini sfumati; il colore tende ad
essere opaco, diverso per spessore da zona a zona; intensi studi fra le diverse
bande di colore avvolgono lo spettatore in un silenzio meditativo; opere grandissime
e verticali.
STILL: Dipinti con carattere visionario, accentuato dai contrasti di colore;
GOTTLIEB: I suoi quadri ricordano il conflitto tra bene e male; mistico religioso.
NEWMAN: Quadri giganteschi, imprimono nello spettatore piccolezza; titoli biblici.
REINHARDT: “arte come arte” quadri scuri; Black Paintings.
“Newman ha chiuso le finestre, Rothko ha tirato le tende e Reinhardt ha spento la luce”.
SCUOLA DEL PACIFICO: Anticipato da “TOBEY”: Affascinato dalla filosofia orientale;
dipinge “White Paintings” (dipinti bianchi: pennellate bianche riempivano la tela di disegni
ritmici); somiglianza solo apparente con Pollock, il suo stile è determinato dal movimento
della mano.

GRUPPO GUTAY: Gettavano secchi di colore su enormi tele ondeggiando su un’altalena


o dipingevano muri con le mani (fondato da: YOSHIHARA).

INFORMALE EUROPEO
Si sviluppo contemporaneamente all’Espressionismo astratto; aveva un’impronta
principalmente drammatica in seguito alla guerra; non c’è il gigantismo americano;
L’Informale si sviluppò seguendo due traiettorie:
• SEGNO-GESTO: Vicino all’Action Painting americana (WOLFS; MATHIEU;
HARTUNG; SOULAGES;).
• INFORMALE MATERICO: Valorizzando i rifiuti, gli scarti, ma anche il colore
ad olio utilizzato come una pasta densa e trattata come fosse scultorea
(FAUTRIER; DUBUFFET; TÀPIES; GRUPPO COBRA;):
DUBUFFET: Art Brut (arte rozza), pittura infantile e pensiero
antirazionalista; pittura fatta di gesso, sabbia, terra che mescolava al
colore a olio; vicina ad uno spirito giocoso.

INFORMALE IN ITALIA: A. BURRI: i Sacchi; i Cretti; il Grande Cretto di Ghibellina (1981).

L. FONTANA: Partecipò all’astrattismo e collaborò con i grandi architetti per la


decorazione di edifici pubblici; redasse il Manifesto Bianco(1946), che riprendeva la
vocazione futurista verso le nuove tendenze scientifiche e fondò in Italia lo Spazialismo,
in omaggio all’esplorazione nello spazio, che allora iniziava il suo corso.
LA SERIE DEI BUCHI (1947): Arrivò alla pittura partendo dalla scultura, da qui la
maggiore attenzione alla superficie del quadro; in questa serie, ricerca il rapporto
fra il bianco della materia e il nero del vuoto; privo di provocazione, voleva portare
lo spettatore dentro e oltre il quadro; lavorò a questa serie per 30 anni; i grandi ovali
denominati La fine di Dio, rivelano nella forma il mistero della nascita e il ciclo vitale.
LA SERIE DEI TAGLI (1970): Depurò la forma portandola ad una essenzialità
minimale; l’artista eseguiva dei tagli sulla tela (o fondo bianco o colorata con toni
brillanti); la luce passa attraverso il taglio, sintesi radicale del problema del
chiaroscuro.
LE INSTALLAZIONI AMBIENTALI (1949): A Milano (Galleria del Naviglio), un
apparato di luci disorienta lo spettatore; ambienti labirintici con decorazioni spesso
fosforescenti che mettevano in crisi il sistema percettivo e l’apparato di credenze di
chi lo percorreva.

F. BACON: Viene considerato il maggior pittore inglese del secolo; abbraccia e


abbandona la pittura durante gli anni ’30, vi ritorna dopo anni di pausa con uno stile nuovo:
Tre studi per figure alla base di una crocifissione, un trittico in cui l’iconografia sacra è
riletta attraverso figure urlanti e mostruose; … degradazione del corpo umano (ispirato alle
foto sul movimento di Muybridge); numerosi autoritratti;
Tecnica pittorica: compenetrazione di ordine e disordine, fondi uniformi, figure ottenute
con grumi di colore mescolato sulla tela o lanciato con le dita a fionda.
- Tre studi sulla schiena maschile (1970)
ARTE CONCRETA o ASTRATTISMO GEOMETRICO
(Parigi 1930)

Non riproduce la natura e nemmeno ”astrae” da essa, perché si pone fin dall’inizio come
un’estetica che non ha legami con la natura esteriore né con i ricordi, ma semmai con la
natura del pensiero. Furono nemici del Surrealismo e del Ritorno all’Ordine e risultarono
piuttosto isolati.
L’arte astratto-geometrica, o comunque quella legata ai giochi ottici o matematici, non si
fonda sull’emotività del singolo.

NICHOLSON: Predilessi soggetti come: paesaggi, nature morte, strutture


architettoniche, stilizzate da renderle irriconoscibili; Due tipi di Astrattismo:
- Lirismo e forme libere, nato da Kandiskij;
- Razionalismo basato su forme geometriche nato da Mondrian, Delaunay;
HERBIN: Linguaggio al limite dell’esoterico;
VASERELY: Pittura basata su illusioni ottiche e sugli inganni visivi;
BILL: Il suo approccio alla pittura e alla scultura fu di carattere matematico e logico.

ASTRATTISMO GEOMETRICO IN ITALIA: Magnelli; Radice; Rho; Licini; Dorazio;


Castellani.

ARTE CINETICA, PROGRAMMATICA E OPTICAL


(1950)

Il MOVIMENTO È AL CENTRO DI TUTTO; nacquero in anni opere che descrivevano il


movimento, o che si muovevano, o che imponevano il movimento allo spettatore, o che
sfruttavano il movimento del suo corpo o anche solo del suo occhio;

B. MUNARI: Non abbracciò correnti; messaggi tattili: opere composte da molti materiali;
scrisse libri leggibili al tatto; libri per bambini; inventò le sculture da viaggio; “Forchette
parlanti”; Nel 1962 organizzò una mostra itinerante tra Milano e New York di “Arte
Programmata” (Opera Aperta: priva di un significato dato e conchiuso, ma al contrario
consente una forte interazione col pubblico); Inventore della lampada “Falkland” e
“l’Abitacolo”; Nel 1948 fu tra i fondatori dell’”Arte Concreta” e propose i Negativi Positivi
(quadri che giocano sull’ambiguità tra pieno e vuoto e tra figura e sfondo).

HAPPENING, NEO DADA E POP ART


(1950 in poi)

In seguito al Boom economico avutosi nel Dopoguerra, nelle case iniziarono ad entrare
oggetti ritenuti come indispensabili, ma inesistenti prima: automobili, lavatrici, cibi in
scatola…entrano a far parte della vita quotidiana; e allo stesso modo iniziarono a
diffondersi opere che li includevano; era la nuova forma assunta dal “Realismo”; si ha un
ritorno al dadaismo (legame tra opere d’arte e oggetto comune);

HAPPENING (1950/60): (accadimento) Nasce dal completo superamento dall’idea di


“opera”; il primo evento di questo genere nacque da J.Cage (composizione: Theater Piece
#1= dava soltanto inizio e fine; pianista suonava, ballerino danzava, poeta proclamava, pittori dipingevano; il
tutto avveniva nella completa casualità); Kaprow (1927): organizzò i primi happening, la
distinzione tra pubblico e artista è perduta, visto che tutti dovevano interagire= Yard
(1961), riempie un chiostro con pneumatici;
FLUXUS (1962): Aggregazione spontanea di artisti nata in Germania; spesso rivolta ai fini
politici: “l’internazionale situazionista” (1952/72 di Debord); l’opera d’arte non venne più
concepita come un oggetto, ma come una “situazione” rivolta a criticare le convenzioni
estetiche borghesi; Yoko Ono e Lennon a letto per la pace; Vautier buttò l’idea di Dio a
mare.

NEW DADA AMERICANO: Aveva lo scopo di unire l’opera d’arte all’oggetto comune; La
definizione venne attribuita per la prima volta a 4 artisti: Kaprow, Twombly,
Rauschenberg e Johns;
TWOMBLY: Si orientò verso la pittura di graffiti che ha molti punti in comune con
l’Espressionismo Astratto e l’Informale; dipingeva su grandi superfici segni banali
che diventavano un mezzo lirico per costruire trame, ricami, nodi che raccontano
piccole storie e grandi epopee; Epitaffio (1960);
JOHNS: A partire dal 1955 incomincia a dipingere bandiere americane, bersagli,
mappe geografiche americane…Il soggetto doveva essere banale in
contrapposizione all’Espressionismo Astratto e per non attirare l’attenzione e
consentire all’artista di concentrarsi sul metodo; fa un indagine sulla natura della
pittura e non si lega al ready-made; High School Days (1964) scarpa da tennis,
ricordo qualunque della scuola; Ale Cans (1964) due lattine di birra di cui una
aperta…visita di un amico.
RAUSCHENBERG: (1951) Black, Red, White Paintings= Monocromi concepiti
come specchi che riflettevano i segni intorno a loro; mise a punto la tecnica del
Combine Painting: assemblaggi di disegni, fotocopie, pagine stampate, istantanee
e oggetti sovrapposti; Bed (1955): letto trasformato in quadro e ripassato con
pennellate vigorose (che ricordano l’Action Painting); costruita tenendo conto del
rapporto tra Ordine-Disordine che regnava nelle antiche pale d’altare; qui accade il
contrario (rinnovamento del linguaggio artistico; sovverte le antiche regole).

LE NOUVEAU REALISME (Francia 1960): (Primo Manifesto nel 1960 di Restany) è un


movimento artistico degli anni '60, soprattutto di artisti francesi, che ha per oggetto
"materiali desunti dalla realtà, anche quella più banale", anche rifiuti, che vengono raccolti
per esempio in sculture tridimensionali. Il suo critico più importante è Restany. Autori
importanti sono TINGUELY, RAYSSE, BALDACCINI, SPOERRI, VILLEGLÉ, CHRISTO,
ROTELLA. Questo movimento è collegato al New Dada.
- Compressioni di ferraglie di César Baldaccini.

YVES KLEIN: Cominciò a trasporre sulla tela le sue idee sui rapporti tra arte e universo
spirituale. I suoi quadri erano solo monocromi arancioni, rosa, più spesso dorati o blu:
questi colori gli sembravano adatti a parlare di luce e di infinito. Si concentrò soprattutto su
una certa tonalità di blu, ottenuta e brevettata da lui stesso sotto la sigla IKB (International
Klein Blue); [Modugno nella sua “Nel blu dipinto di blu”, si ispira forse a Klein;]
- Le Vide (1958) stanza completamente vuota che ospitava soltanto la “sensibilità
dell’artista”.

PIERO MANZONI: Legami importanti con Fontana e Klein con i quali fonda la rivista
“Azimuth” e anche l’omonima galleria. Dissacra la tipologia romantica dell’artista geniale;
Le opere della Prima fase sono dette “Achromes”, cioè “Senza colori” (Panini 1961-62);
Esaltò e derise la figura dell’ ”autore-artista” (Fiato d’Artista; Merda d’Artista (1961); cilindri
con dentro semplici linee disegnate di suo pugno;); Con l’opera “Socle du Monde”(1961), e
“Base Magica” l’ironia sul parallelismo artista-creatore divino aveva raggiunto il culmine;
Firmava anche delle persone come se fossero sue opere d’arte (tra cui Umberto Eco);
Manzoni seppe provocatoriamente proporre questioni relative al fare artistico e alla crisi
del concetto di autore che sarebbero state determinanti per la corrente del
Concettualismo.
POP-ART INGLESE: (Arte popolare, di massa prodotta in serie) Si sviluppa in Inghilterra;
È un’arte indifferente che si propone come il Primo Movimento Artistico che prende in
considerazione la rivoluzione dei media e il consumismo, ma senza condannarli. Si rifà al
gusto del popolo, alle nuove consuetudini urbane e ai nuovi miti. Riflette lo spirito della
“Swinging London”: la Londra mondana e disimpegnata, ricca di divertimento ma povera di
comunicazione (Antonioni: Blow Up).
- Just What is it that Makes Today's Homes So Different, So Appealing? (1956)
opera di Richard Hamilton; è quasi un manifesto della corrente; un collage che
presenta oil vocabolario della Pop-Art in sintesi.

POP-ART AMERICANA: Venne rappresentata alla Biennale di Venezia nel 1964


decretando un successo a livello internazionale mai riscosso da nessun altro movimento.
Gli artisti prendevano spunto dall’immaginario di massa e da ciò che lo eccitava:
pubblicità, fumetti, oggetti di consumo, ritratti delle star. Il soggetto veniva manipolato
secondo strategie differenti e ricondotto a una nuova forma di attenzione. “L’Idolatria”, era
ciò che voleva rappresentare questa nuova arte.
ARTISTI: DINE; OLDENBURG; BRUGGEN; LICHTESTEIN; INDIANA;
WESSELMANN; RAMOS; SEGAL; WARHOL;

LICHTESTEIN: Isolava la vignetta dal fumetto, così da farle assumere


indipendenza dalla narrazione e dalla composizione; Isolava riproducendo la
stampa con toni brillanti in tricromia, riportando in pittura le tecniche di colorazione
del fumetto; l’artista mostro di rispettare l’arte che si compra in edicola, ma anche di
volerla trasfigurare e portare nei musei.

ANDY WARHOL: Esordisce a New York come pubblicitario, ottenendo diversi


premi. Fonda la factory, un centro di produzione artistica (una sorta di bottega, in
cui il maestro viveva con gli allievi). Dedito alla vita mondana, collezionista,
collabora ai primi film sperimentali [Sleep (1963); Empire (1964)]. Ciò che gli
interessava era il modo in cui il mondo delle comunicazioni e del “modo di vedere”
si trasformava attorno a lui, senza mai prendere una distanza critica. Rappresenta il
suo tempo come se lo vedesse dall’esterno; Dipinge il quotidiano e lo iconizza (Liz
Taylor, Marilyn Monroe, Marlon Brando); personaggi famosi, soffermandosi solo
sulla loro immagine pubblica; La partecipazione emotiva era quasi nulla; Lui stesso
diventa un’icona.

IL MINIMALISMO
È un’arte fondata sull’utilizzo di forme primarie ed elementari, spesso tratte dal mondo
della produzione industriale e sviluppate in sequenze ripetitive animate da minime
variazioni sul tema. Le radici di questa poetica vanno individuate nel Costruttivismo russo
o De Stijl;
FRANK STELLA: Fu precursore e promotore del Minimalismo; Egli giunse alla
conclusione che un dipinto è una superficie piatta con sopra della pittura, più che
una metafora che indica qualcos’altro; Semplifica il quadro fino a ridurlo a “ciò che
si può vedere”. Per rendere le opere ancora meno emozionali utilizzò smalti
metallici; il quadro non suscita o riporta emozioni; Quadri con righe nere alternati da
intercapedini bianche.
ARTE CONCETTUALE
Si assume un atteggiamento analitico nei confronti del linguaggio dell’arte. Operano
centrando il loro lavoro sui processi, sugli atteggiamenti, sulle idee più che sul materiale
del risultato finito; Definita anche “Arte Smaterializzata”, cioè sempre meno dipendente dai
materiali e dalla manualità; L’opera può essere costruita dall’artista o è già fabbricata o
non è necessario che l’opera venga realizzata;
KOSSUTH: - Una e tre sedie (1965) = Mettere in evidenzia le relazioni dei processi
mentali che pervengono nel pensiero quando si cerca di formulare un
concetto; Il quale deriva dalla cosa, la sua immagine e la sua
rappresentazione verbale (descrizione).

EARTH WORKS E LAND ART


(Lavori nella terra) (arte nel paesaggio)

SMITHSON: - Spiral Jetty (1970) = Un molo a spirale costruita con materiale preso dalla
collina; Un omaggio alla natura che a essa ritorna; la spirale rappresenta la vita.
HEIZER: - Double Negative (1969-70) = Ha disegnato sul deserto del Nevada come fosse
un foglio servendosi di ruspe.
DE MARIA: - Lightining Field (Messico 1971-77) = Una struttura di 400 pali alti 6mt. Si
ergono dal terreno orizzontale; al caos della natura si oppone l’ordine dei pali.

CHRISTO & JEANNE-CLAUDE: Valorizzavano e rendevano misteriose opere d’arte già


esistenti “impacchettandole”: scogliera/isole/Montagna nel Colorado (1970/72)
- Palazzo del Parlamento a Berlino (1995)  Happening
È difficile definire se l’opera è il risultato finito o il processo di preparazione; L’opera può
definirsi anche Happening perché coinvolge altre persone; Opere temporanee,
contraddicendo “l’eternità” di un’opera d’arte.

LA PERFORMANCE
A partire dalla Body-Art si sviluppa la Performance. E’ un’azione non casuale come
l’happening, ma programmata. Non genera immagini materiali, ma memorie di vissuti
estetici ed emotivi. C’è chi si feriva in pubblico, chi sacrificava animali in scena, chi moriva,
chi si flagellava, chi si fece sparare; Schwarzkogler; Nitsch; Brus; Burden; Acconci; …

L’ARTE POVERA
L'arte povera (o arte processuale) è un movimento sorto negli anni sessanta così definita
in riferimento al teatro povero di Gotovski. L'intento di questa corrente è la valorizzazione
dell'arte nella sua semplicità, lasciando in secondo piano l'oggetto o il processo creativo.
Esplode in tutto il mondo il fenomeno di un'arte realizzata attraverso l'uso di materiali
primari, fortemente incentrata sull'esperienza personale dell'artista ma tendente anche a
coinvolgere emotivamente e concettualmente lo spettatore. In Italia la declinazione di
questo particolare momento ha trovato la sua espressione più complessa negli artisti riuniti
sotto la comune definizione di "Arte Povera":
PAOLINI: - Doppia verità (1995)
PISTOLETTO: - La Venere degli stracci (1967)
NEOESPRESSIONISMO
In neoespressionismo è un movimento caratterizzato dalla revisione dei tratti
espressionisti delle opere dei principali artisti leader del movimento, artisti
prevalentemente tedeschi e statunitensi. Il neoespressionismo si presenta come una
violenta rappresentazione d'arte figurativa, caratterizzata dalla forte personalizzazione
delle opere, spesso eseguite con estremo fervore. In Italia il movimento perse anche il
nome di Transavanguardia.

GRAFFITISMO
Il movimento del graffitismo ha origine nei primi anni 70. Nata come corrente innovativa, la
graffiti art costituisce un momento di rottura con l'arte tradizionale anche se presto la forza
e la seduzione di questo movimento lo trasformeranno in una disciplina con tutte le
caratteristiche degli altri movimenti artistici, lasciando che si perda il significato
"metropolitano" che ha dato origine alla corrente. La vera rivoluzione creata dal graffitismo
sta nel supporto sul quale vengono realizzate le opere; non si parla infatti di tele o tavole,
ma vagoni ferroviari e pareti urbane, chiaramente non vendibili. Altro punto di forza della
graffiti art è il target: il graffitismo infatti non necessita dell'appoggio di critici o galleristi, ma
viene indirizzato direttamente al pubblico "di massa". Simbolo per eccellenza di questa
disciplina è Haring. L'artista ebbe il merito di promuovere per primo l'uso di dipingere,
scrivere e disegnare sulle pareti e sui treni del metro, sfidando le autorità che proibivano
tale pratica. Haring disegnava sagome di uomini con il simbolo dell'atomica sulla testa,
cani che abbaiano contro il video del televisore o davanti alle immagini dei manifesti. Le
sue opere sono caratterizzate da schizzi rapidi e sintetici che raccontano le ossessioni
dell'artista o commentano ironicamente i cartelloni della pubblicità ufficiale.