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Due parole almeno sulle due opere pi
famose: la Venere sorgente dal mare e la
Primavera. In esse potrete comprendere
quale equilibrio sappia raggiungere
Sandro tra unesaltata vibrazione di
corpo singolo, e la concomitanza totale
della linea in un ritmo. Se guardate infatti
alla Venere non tarderete ad accorgervi
come sia chiaro il commento crepitante
delle figure laterali allapparizione
centrale della Dea. Ma lungi da voi il
pensiero di paragonare questa linea
allalgosit subacquea di quella di Simone
Martini. Voi non potete non godere
della apparsa creazione di questo corpo
superiore nellaria salsa e verdetta
espresso senza chiaroscuro da una nota
di contorno solitaria e unita come
un acutissimo trillo di violino, e dal
timbro fuso come di soprano in un
a solo. Un a solo per linea funzionale,
vi dico. Non percepite infatti, quando
a quando, il pizzicato leggero del
contorno alle nocche e alle giunture
acerbe, lontanamente pungenti sotto
lepidermide chiara, e pulita? Non
sentite, almeno, quanto pesa ancora nei
mannelli ondulati ed umidi dei capegli,
che il vento saffanna a sciogliere e
pettinare, stridendo? Quale tristezza che
Botticelli non sia giunto a commentare il
ritmo totale con una stilizzazione analoga
dellacqua marina, come vi giunsero
mirabilmente i grandi dellEst; i quali,
di certo, avrebbero emersa la figura da
una improvvisata conca liquida sospesa
in creste ricamate ai lati della figura
mentre Botticelli ne cerca un pallido
surrogato nella conchiglia non riuscendo
che ad intaccare superficialmente la
massa amorfa del mare!
Roberto Longhi, Breve ma veridica storia
della pittura italiana, 1914
Uno sguardo critico
Lartista
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La maturit
Nel 1481 Botticelli si reca a Roma
per partecipare alla realizzazione degli
affreschi della Cappella Sistina: qui
dipinge tre storie con le Prove di Mos,
La punizione dei ribelli e le Prove di Ges,
oltre ad alcune figure di pontefici. Con
questopera lartista tocca il suo momento
pi classico, ottenendo il massimo
equilibrio tra ispirazione naturalistica e
tendenza allastrazione formale.
Questo stesso equilibrio si ritrova in opere
successive al 1480, come lAdorazione
dei Magi (Washington, National Gallery
of Art) o la Madonna del libro (Milano,
Museo Poldi Pezzoli). Nella Nascita di
Venere (Firenze, Galleria degli Uffizi) si
Sandro Filipepi detto
Botticelli
(Firenze 1445-1510)
La giovinezza
Gli esordi dellattivit pittorica di Sandro
Botticelli sono legati alla prestigiosa
bottega di Filippo Lippi, ma gi nel 1467
egli si avvicina a quella di Andrea del
Verrocchio, presso la quale si formavano i
pittori pi vivaci della nuova generazione
del Rinascimento fiorentino.
La corte dei Medici
La lunga carriera dellartista caratterizzata
dal vincolo costante con la committenza
dei Medici: per Giuliano dipinge uno
stendardo destinato alla giostra del 1475,
cantata dal poeta Agnolo Poliziano, ma
soprattutto al raffinato clima umanistico
creato intorno a Lorenzo il Magnifico
che il pittore deve la sua
ispirazione.
di questi anni la serie di
bellissimi ritratti (Ritratto di
Giuliano de Medici, Ritratto di
uomo con medaglia di Cosimo
il Vecchio, ecc.) nonch
lAdorazione dei Magi degli
rileva invece un ritmo pi teso, una nuova
ricerca espressiva che parallela alla
profonda tensione religiosa del pittore. La
crescente inquietudine in rapporto con
la caduta delle certezze umanistiche, che
nella pittura di Botticelli trova espressione
nella complessa Pala di San Marco, intorno
al 1490, o nella successiva Calunnia
(entrambe a Firenze, Uffizi). Questultima
opera, nel ritmo spezzato delle linee
e nella complessa simbologia, riflette
il sentimento di estraneit che isola il
Botticelli, al termine della carriera, rispetto
alla cultura contemporanea.
Gli ultimi anni
Nellultimo decennio del Quattrocento,
il Botticelli resta profondamente toccato
dagli avvenimenti politici e religiosi della
fine del secolo e dalla predicazione del
frate domenicano Girolamo Savonarola
che sembra aver ispirato la Nativit mistica
del 1500 (Londra, National Gallery) e la
Crocifissione, oggi a Cambridge.
Sandro Botticelli,
Annunciazione di
Cestello,
particolare,
1488-1489.
Firenze, Galleria
degli Uffizi.
Sandro Botticelli,
Adorazione dei
Magi, particolare
con probabile
autoritratto del
pittore, 1475 circa.
Firenze, Galleria
degli Uffizi.
Sandro Botticelli,
Nativit mistica,
particolare, 1500.
Londra, National
Gallery.
Uffizi, in cui compaiono alcuni esponenti
della famiglia de Medici; dagli stessi
committenti ordinata nel 1478 anche la
realizzazione della Primavera, dalla raffinata
iconografia legata alla cultura promossa
dalla corte fiorentina.
Sandro Botticelli,
La Primavera,
particolare,
1481-1482.
Firenze,
Galleria degli Uffizi.
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Madonna col Bambino
e due angeli
1468-1469
tempera su tavola, cm 100 71
Napoli, Museo Nazionale di
Capodimonte
La tavola, di cui signora il
committente, costituisce una
delle prime opere del catalogo
di Botticelli e dimostra quanto
grande inizialmente fosse il
suo debito nei confronti di
Filippo Lippi, suo primo
maestro nella pittura. La scena
si svolge entro un recinto
marmoreo che isola il gruppo
rispetto a un paesaggio
roccioso, delimitato da un
filare di cipressi e in cui si
scorge un tempio a pianta
esagonale. Fin da questa prova
della sua prima maturit,
databile nella seconda
met degli anni Sessanta, si
avverte la maniacale cura di
Botticelli nella resa di ogni
dettaglio decorativo, dai
veli trasparenti e increspati
che coprono lacconciatura
della Vergine alle pieghe
elegantemente accomodate
del suo manto azzurro, dalle
aureole puntinate doro di
tutti i componenti del gruppo
sacro fino alla veste percorsa
da profonde increspature, con
finiture dorate, dellangelo di
spalle a sinistra.
Le opere maggiori
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San Sebastiano
1474
tempera su tavola, cm 195 75
Berlino, Gemldegalerie
Della tavola sappiamo soltanto
che al tempo di Vasari era
appesa a un pilastro nella
chiesa fiorentina di Santa
Maria Maggiore e che la
sua cornice, oggi perduta,
riportava la data del gennaio
1474. Si pu pertanto
ragionevolmente ipotizzare
che la sua commissione da
parte di qualche ignota famiglia
fiorentina dovesse avere
qualcosa a che fare con la
peste, passata e futura, flagello
endemico che colp Firenze
e molte altre citt, contro
cui il santo martire, insieme
a san Rocco, era invocato
come protettore. Dipinta
presumibilmente entro il 20 di
quel mese, ricorrenza festiva
del santo, la figura lunga e
dinoccolata del giovane dal
corpo scultoreo legato a un
tronco spoglio, trafitto dalle
frecce e dai fianchi avvolti in
un perizoma drappeggiato
e dorato, il prodotto della
piena maturit stilistica di un
pittore sui ventinove anni, che
sa ormai cimentarsi anche in
pezzi di bravura virtuosistica
come il difficile scorcio del
piede destro, poggiato, come
laltro, su un ramo tagliato
dellalbero. Botticelli
concentra tutta la
propria attenzione
sul giovane stoico,
trafitto dalle frecce,
rimasto solo e
abbandonato dai
suoi carnefici,
uno dei quali
lo contempla
da lontano
mentre gli altri si
allontanano lungo
un sentiero verso
unimprobabile citt
turrita di matrice
fiamminga, sulle
sponde di un lago e
circondata da alture
spoglie.