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SPRINGER

Corrado RICCI

Ant.

LE DI
iumii!

IL

RINASCIMENTO

IN

ISTJTVID ITALIANO D ARTI

EDT0RE "

MHK|

GRAFICHE

BERGAMO
</

V'/^MW'Si

Presented to the

LIBRARY

ofthe

UNIVERSITY OF TORONTO
from
the estate of

GIORGIO BANDINI

MANUALE

DI

STORIA DELL'ARTE

Tav.

ANDREA MANTEGNA:
Venezia,

RR.

S.

GIORGIO.

Gallerie.

I.

ANTONIO SPRINGER

MANUALE
DI

STORIA dellARTE
IL

RINASCIMENTO

IN ITALIA

LARGAMENTE AMPLIATO NELLE ILLUSTRAZIONI

CORRADO
Con 480

Illustrazioni nel testo e

NEL TESTO DA

RICCI
15 Tavole colorate

TERZA EDIZIONE

BERGAMO
ISTITUTO ITALIANO D'ARTI GRAFICHE

EDITORE

TUTTI

DIRITTI RISERVATI

Officine dall'Istituto

Italiano

.1

\rti

Grafiche

Bergamo

AVVERTENZA

Di quel nubile lavoro che


il

volume

terzo

presso

Avendo

Manuale

il

di Storia dell'Arte

interamente dedicato all'Arte Italiana, dal

1200, a tutto

il

il

d'Antonio Springer
suo primo risorgere

XVI.

secolo

quindi, pei lettori del nostro paese, importanza specialissima,

ci

parso

che richiedesse da parte nostra una cura speciale.

Abbiamo

perci verificato

condotto

alle

risultanze degli odierni studi, date,

fatti e

apprezzamenti; abbiamo offerta notizia d'alcune scuole minori

artisti

ragguardevoli, negletti nell'edizione tedesca; abbiamo, infine, portato

mero

delle illustrazioni, che in essa

Vittorio Alinari,

il

quale

ci

ha concesso

L'accoglienza del pubblico


pretissi,

buono

ci

contenuto

di

di

parecchi
il

nu-

alla cortesia di

riprodurre molte sue fotografie.

dir se stato raggiunto lo scopo che

mettendo tutto l'impegno


nel

sono 331, a 480, grazie su tutto

possibile

perch

il

libro

riuscisse

ci

siamo

ugualmente

nella veste.

Corrado

Ricci.

INDICE DELLE MATERIE

A.

Affreschi del Camposanto

Nicol Pisano e Giotto.

La pittura
pag.

Scolture dell'Alta Italia

Verona,

Parma

(Antelami),

Simone Martini: Affreschi nel Palazzo Pubblico (Ritratto di Guido Riccio, Maest), 25

Firenze, Pistoia, 2,3,4. Lucca, Pisa, Siena,

Le

in

B.

scoltura

fiorentina

suc-

Influenza di Giotto: Bassorilievi della porta

Venezia, 10

Duomo

Firenze,

Sepolcro Caracciolo in S. Giovanni a Carbonara in Napoli (Andrea da Fi Seconda porta meridionale del
renze)
di

La pittura. Giotto

Il

Quattrocento.

ARCHITETTURA

pag. 31

dell'Architettura

Rina34

del

Brunelleschi

di

13

Giotto:

Madonna

Crocifisso di

di

Giunta

Cimabue: MaRanieri di Pisa, 13


donna Rucellai in S. Maria Novella a FiMadonna nella Galleria dell'Acrenze, 13
nuovo ed il carattericademia, 13
Il
Affreschi in
stico nell'arte di Giotto, 13
S. Francesco d'Assisi e a Firenze, 16, 17.
S.

di

Giotto

17

Gaddi, Tommaso di Stefano, Daddi, Giovanni da Milano, Orcagna, Spinello Aretino


e Gerini, 17
Indirizzo spirituale del tempo,
17
Affreschi della Cappella degli Spa-

18.

38

TemCupola del Duomo di Firenze, 38


pio degli Angeli, Cappella de' Pazzi, 41

Sagrestia di S. Lorenzo e di S. Spirito, 41.


Palazzi fiorentini

43

Alberti

48

12.

Cimabue

La pittura prima
Guido da Siena, 13

glinoli,

Alberti), 32.

Campanile, del Duomo, 10


Tabernacolo dell'Orcagna in Or' S. MiCapitelli del Palazzo Ducale di
chele, 10

seguaci

29
29

Primi lineamenti
scimento

del Battistero, del

Emiliane

Venete,

10

cessiva

in

1.

la

L'essenza del Rinascimento Italiano e la


sua relazione con l'Antico (Leon Battista

Pilastri della facciata del


Pisa, 8, 9
limimi di Orvieto, 10.

Andrea Pisano

Mal Go-

Altichiero da Zevio e Avanzo,' 29.

Cambiamento di stile: vivacit dell'espresPulpito di Pistoia e


si! me e delle figure

il

Primo Rinascimento.

Giovanni Pisano

Romagnole

Fuorcivitas a Pistoia), 8.

di

Buono

(Il

Crocifissione del Chiostro

Lombarde,

Scuole

vanni

La

La\Scuola Umbro-Marchigiana"

Pulpito del
Rapporti con l'antico, 6
Deposizione-di Lucca,
Battistero di Pisa, 6
Col7
Pulpito del Duomo di Siena, 7
laboratori di Nicol: Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio (Sepolcro Braye), Donato,
Lapo, Fra Guglielmo (Rilievi dell'Arca di
Pulpito di S. Gios. Domenico a Bologna

Taddeo di Bartolo:
di S. Francesco, 27
Affreschi nella Cappella del Palazzo Pubblico
(Vita di Maria), 27.

Decorazioni plastiche dell'epoca di FedeBusto di Ravello, 6.


rico II, 6
Nicol Pisano.

Siena

di

verno), 27

Scolture dell'Italia inferiore

Palazzo

Fratelli Lorenzetti: Affreschi nel

Pubblico

5.

4,

22

Duccio e la Scuola Senese: L'espressione


vivace ed angelica dei dipinti sacri, 23

2.

Alta Toscana

20

Pisa

di

Siena

in

fratelli

51

Sangallo

Bernardo Rossellino

51

Pienza, 52.

Gli edifici di

Giuliano da Maiano
Il

Duomo

Edifici del

di

52

Faenza, 52.

Rinascimento

Roma

in

52
53

Alta Italia

Milano, 53
La Certosa di
S. Francesco a Ferrara, 55
Pavia, 54
di Bopalazzi
I
Il Duomo di Torino, 55

Bramante

logna,

Venezia

in

Verona

Brescia, 56. 57.


=.

57

INDICE DELLE MATERIE

9
.

La gara per

crni-riiDA
SLULIUKA

o
pag.

Bertoldo

di

ra

9g

jn

porta del Battistero

la

ci
bl

Giovanni). 96-97

L'incisione

Firenze 61

di

Venezia

;',"'":
Le PT* e d el Battistero,
f

Or

'

bl

Statue

in

Le decorazioni della facciata del Duomo,


Campanile e d'Or' San Michele, 65
Busti in terracotta colorata, 67
Collabor.
con Michelozzo, h7
Lavori in bronzo (Dadel

Giovanni Battista). Rilievi della Can1


Duomo, 68
lavori dell'et
matura, 69
Donatello a Padova: La
statua equestre del Gattamelata, 69
Scoiture nella Basilica del Santo. 70
Porte ed il Pulpito di S. Lorenzo in Fivid, S.

del

Scolture in marmo ed in bronzo (bassoridella Cantoria del Duomo), 72


Bas^rilievi smaltati, 73
La famiglia dei Robbia (Andrea Girolamo Luca, Paolo Marco
e Giovanni), 74
medaglioni della Loggia
dello Spedale degli Innocenti, 75
Il fregio
del Portico dell'Ospedale del Ceppo a Pistoia, 75 Agostino d'Antonio di Duccio, 76.

Jacopo

della

Quercia

76

Sepolcro d'Ilaria del Carretto in Lucca,


La Fonte Gaia, il fonte battesimale
76
di S. Giovanni in Siena, 76
Decorazioni
della porta maggiore di S. Petronio in Bologna, 76
Tomba di Galeazzo Bentivoglio
in S. Giacomo di Bologna, 76
Scultorifonditori di Siena (Vecchietta, Martini), 78;
Cozzarelli, 77
La scoltura decorativa (Barili, Marrina), 77.

La scoltura fiorentina in marmo nella seconda


meta del secolo XV
77
Bernardo e Antonio Rosselli, Desiderio
da Settignano (Tomba Marsuppini, Bruni e
del Cardinale di Portogallo), 80. S.

"

qm

fratelli

Poliamolo, 85

85

Verrocchio (Mo-

numento Colleoni, il David,


maso in Or' San Michele)"

Cristo e
85-88.

s.

Alta Italia

128

Botticelli

Allegoria: Affreschi della Cappella Sistina, 128


Quadri di cavalletto, 129.

Mitologia

,,,
131

cili
.
Fil.pp.no
L.pp.
,

Affreschi in S. Maria sopra Minerva, Cappella Strozzi in S. Maria Novella, Cappella


Brancacci, quadri di cavalletto, 131.

132

Ghir andaio
,

ricchezza delle composizioni. Affreschi della Cappella di S. Fina a S. Gimignano, Cappella Sistina, Cappella Sassetti a
Firenze, Coro di S. Maria Novella, 134; Scolari ed imitatori (Mainardi, Raffaellmo del
Garbo), 134.

Variet

sua scuola
Battesimo di Ges, 134
Lorenzo di Credi, 135; Piero
,->
,,
,,n
^

Verrocchio

la

pl

ticini,
'

stiche della Certosa di Pavia (fratelli Mantegazza, Amadeo, Solari, Bambaja),


L'arte
plastica minuta, medaglie e placchette (Pisa-

96

De' Pasti, Geremia, l'Antico, Sperandio,


Boldu, Caradosso, Nicol di Forzore Spinelli,

nello,

134

Botdi Co-

Simo, Cosimo Rosselli, 138.


,,

,.

Italia Centrale:

p ler
.

Della Francesca

,,

,-> n
Melozzo 139
,

,,
d U a Francesca /Affreschi in Arezzo^
.

.\
, 1?
h \Forh
h (feschi
"L; in
Melozz da
41
f
allegorie), 142.
figure scorciate,

La perfetta modellazione

Alta

nello studio dei

Affreschi in Loreto, nella Cappella Sin a, a Monte Oliveto ed Orvieto, 146.

nudi
st

D n !,i'
Roma,
.,(
1 46

S.gnorell.

Bellano, Briosco, Gagim, Laurana, 91-93


Plastica in terracotta: Nicol Dall'Arca,
Mazzoni, Begarelh, 93-94 Decorazioni pia-

contempo-

Tom91

122

pittura

affreschi narrativi della vita

Sandro

bronzo. Verrocchio

nei dipinti sacri; gli

ranea: Benozzo di Lese, 122; Baldovinetti,


fratelli Poliamolo, 125.
124; Pesellino,

''

in

mondano

affreschi di Prato e di Spoleto, 120.

La nuova

'

La scoltura

118

L'indirizzo

115

Filippo Lippi

'

113

Lorenzo Monaco, 1 15
Quadri d'altare ed
affreschi del Convento di S. Marco, 117
Affreschi della Cappella Vaticana, 118.

d'Empoli, 81
Civitali
altare di S. Regolo Tabernacolo del Duomo), 81
Mino da Fiesole e
suoi collaboratori nelle scolture romane
(Isaia da Pisa, Mino del Reame, Giov. Dal-

,,

transizione

di

Frate Angelico

Sebastiano

mata, Bregno, Capponi), 81-84


Benedetto
d
M a " < L ;?'; ar ma ?g' ore di S Domefr
n
t
a tar
S Fm
S G"
" "
.
! di S. Croce),
? 84.
r
migliano il t
pulpito
v h

Collegiata

nella

(Tomba Noceto,

..

Paoio uccello, Andrea del Castagno, Do13-1 15.


menico Veneziano,

,.

1U4

Masolino 104

Maestri

P a 8-

72

lievi

...

,.

- -Le

Robbia

della

Pili

L '" dirizz0 realistico studio della natura,


colorito e prospettiva 104
Masaccio e gli
Ila Cappella Brancacci in Firenze,
? re s chi de
" l4
Masol.no (Affreschi in S. Clemente d,
Roma e a Castiglione d Olona), 106.

renze, 70, 71.

Luca

"

Marco), 100-103.

S.

La pittura fiorentina: Masaccio

Piazza

di

~~ DITTIID
UKA,

,
6m

Vendramin,

sepolcrale

antenne

delle

64

Pietro

(Sepolcro Mocenigo), Leopardi

e figli

(Monumento

Donatello

toria

So ar

Michele, 6_.

S.

100

Antonio Rizzo (Tomba Tron), 100

Italia:

Mantegna
e Jacopo

Squarcione

146

(Senso di
realt dello spazio, lo scorcio nella prospettiva, l'efficacia plastica della rappresentaBellini

INDICE DELLE MATERIE


C.

Introduzione.

Affreschi in Padova e Mantova,


Quadri d'altare,
Trionfi di Cesare, 148, 149
zione).

Lo sviluppo

Incisioni in rame,
cisione in Italia, 153.

La

Veneziana

pittura

fino

159

Crivelli,

Carpaccio, 164

159

Bellini,

Cima

Bastiani,

Milano

Pisanello, Liberale, Buonsignori, Montagna,


Foppa, Zenale, BergoMarescalco, 167
gnone, Bramantino, 168.

Ferrara, Bologna

Marche

Santi,

177.

Umbria: Perugino
Francesco

Ghissi detto FranNuzi, Fratelli Salim-

Cecco

pag. 210

la

sua scuola

211

Affreschi gi nella casa PaniL'architetto: Canonica di


S. Ambrogio e S. Satiro a Milano, Cancelleria, 213; Palazzo Vaticano, S. Pietro, Chiostro di S. Maria della Pace, S. Pietro in Montorio, 214; Loreto, 214; Chiesa della Consolazione a Todi, 217
La scuola del Bramante, 217.

Fra Giocondo. Antonio da Sangallo

217

....

220

Peruzzi

Farnesina, Palazzo
220.

177

Pintoricchio

di

pittore:
garola, 212
Il

- ARCHITETTURA

Bramante

di

Carattere dell'Architettura del Rinascimento 210

169

Cossa (Affreschi del Palazzo Schifanoja),


Cosimo Tura, 172
Lorenzo Costa ed
171
Ercole Roberti, 172
Francesco Francia e
la pittura sacra a Bologna, 172
Gli scolari:
Giacomo, Giulio, Giovanni Battista Francia,
174-177
Boateri, Tamarocci,
Chiodarolo,
Giovanni
Aspertini, 177;Timoteo Viti, 177

morte

Ba-

165

la

polari, 204.

1.

Verona, Vicenza

dopo

Firenze

164

165.

salti,

Cinquecento.

Lorenzo il Magnifico; Influenza del SavonaPrimato di Roma, 202


rola sull'Arte, 201
Scavi e studi di antiche opere d'arte,
Distacco dell'Arte dagli elementi po203

Anto160

olio,

Il

Rinascimento.

Giorgione 153

da Messina e la pittura ad
Gentile
Giovanni Bellini, 161
nello

dell'in-

Murano (Giovanni Alemanno,

pittori di

Vivarini),

152

Massimo

dalle Colonne,

Laurana

Raffaello.

221

cescuccio, Allegretto
beni, Nelli Gentile da Fabriano, 177
Fra
Carnevale e Giovanni Boccati, 178
Vittore Crivelli, Alamanni, Folchetti, Lorenzo

Raffaello: architetto (Palazzo Brariconio


dall'Aquila, Palazzo Vidoni-Caffarelli, S. Eligio degli Orefici, Cappella Chigi, Palazzo
Pandolfini), 221
Decorazioni delle facciate

Giovane, Bernardino di Mariotto e Cola


dell'Amatrice, 178
Alunno, Lorenzo da Vi-

(Palazzo Spada); Architettura delle finestre


(Palazzo dei Duchi di Urbino in Pesaro del
Laurana), 222.

il

terbo, Mesastris, 178

Buonfigli, Caporali,

Fiorenzo di Lorenzo, 180


Andrea di Aloigi,
Perugino, 182
Affreschi della Cappella Sistina e in S. Maddalena de' Pazzi a Firenze,
182-184
nel Cambio a Perugia, 184
Progressi della pittura ad olio (Vita di Maria), 185
Pintoricchio: La tecnica personale, impiego decorativo dei freschi, variet
dei soggetti, 188
(Affreschi della Cappella

Giulio

Borgia,

S.

Duomo

di

Maria in Aracoeli, Appartamento


Maria del Popolo, Libreria del
Siena),

188-190

Pastura, Antonazzo

Romano,

seguaci: il
Matteo Bal-

ducci, Eusebio da S. Giorgio, 194


lievi

del

d'Assisi,

Roma,

architettoniche
224.

di

Firenze

Gli

di

224

San Pietro

230

imitatori di Michelangelo

Vasari (Uffizi), Ammannati (Palazzo Negami), Alessi (Palazzo Marino, Villa Scassi,
Palazzo Grimaldi, S. Maria di Carignano),

Gli al-

Caporali, 195.

230.

Romagna

195

L'ibridismo: Giovanni Francesco da Rimini, 195


Coda, Palmezzano, Scaletti,
Utili, Foschi, Bertucci seniore, Tonducci,
Marchetti, Rondinelli,
Cotignola, 195-197.

197

Periodo di sosta; Domenico di Bartolo,


Giovanni di Paolo, Vecchietta, 198
Matteo
di Giovanni, Sassetta, Sano di Pietro, Martini, Landi, Benvenuto di Giovanni, Girolamo
di Benvenuto, 198
Cozzarelli, Fungai,
Pacchiarotto, 199.

231

ecc

teorici: Vignola, Serlio,

nuovo

indirizzo architettonico, 231


Vignola (Palazzo Caprarola, Villa di Papa
Giacomo
Giulio III e Chiesa del Ges), 231
della Porta (S. Pietro, Chiesa del Ges), 232.
Il

Alta

Siena

223

Opere

Perugino: Spagna, Manni, Tiberio


Ibi,

222

Palazzo del Te, 223.

Michelangelo

Sistina, S.

Romano
Madama,

Villa

Italia.

Genova

Bologna

233

Alessi e
La viva attivit artistica, 233
Terribilia, Formigine,
G. B. Castello, 234
Triachini, Pellegrini, 235.

Veneto: Jacopo Sansovino

235

Falconetto e Sanmicheli (Palazzi BeviSansovino (Palazzi


lacqua e Canossa), 236

INDICE DELLE MATERIE

XII

Zecca, Loggetta, BiCornaro, Manin,


Scamozzi (Procuratie Nuoblioteca), 236
ve), 237.
la

Siena:

La decorazione

nell'Architettura

in

3.

Ornamento plastico e pittorico delle facPolidoro


ciate; la pittura a graffito, 241
da Caravaggio, Maturino, 244
interna (Grotteschi,
lievo), 246.
razione

LEONARDO, MICHELANGELO

RAFFAELLO

pag. 276

La deco-

stucchi

in

ornatisti della scuola Raffaellesca

Gli

273

sua scuola

Rina240

del

scimento

la

In S. Domenico,
Farnesina, Roma, 275
S. Bernardino, nel Palazzo Comunale di
Pacchia (Affreschi in
Siena; quadri, 275
S. Bernardino), Peruzzi, Beccafumi (PaviGiorno
mento del Duomo di Siena, 275
del Sodoma, Rustico, Riccio, 276.

Studio delle forme architettoniche classiche (Teatro Olimpico, Chiostro della Carit);
Palazzi e Ville di Vicenza (Basilica), 238
FacLe chiese Palladiane di Venezia, 239
ciate ad un solo ordine di colonne, 240.

238

Palladio

Sodoma

li

L'inferiorit della pittura senese nella seconda met del 400; gli affreschi'del Sodoma
Gli affreschi nella
in Monteoliveto, 274

ri-

a.

Origine, studi, lavori'giovanili (Adorazione


dei Magi), 277
Il suo ingegno molteplice,
279
Al servizio di Lodovico il Moro a
Milano (Statue di Francesco Sforza e del

249

Leonardo da Vinci.

Pintoricchio, Giovanni da Udine, 249


Mazzoni, Brandani, Giulio Romano, Perin
del Vaga, 250.

Trivulzio,

femminili,

ritratti

281;

nell'Italia Centrale al principio

L'Annunciazione

pag. 254

1500

del

Caratteri

Ferrucci, Benedetto da Rovezzano, Baccio


Rustici (Predica di
da Montelupo, 252
Giovanni nella porta del Battistero), 253.

Rovere

in

Venezia: Jacopo Sansovino

S.

La

pittura

b.

Petronio a Bologna
S.

mano, 264

Andrea del Sarto


La perfezione

Primo periodo Romano


Chiamata a Roma, lavoro intorno

306
al

se-

polcro di Giulio IL Decorazioni della Cappella Sistina, 306.

270

del colorito nei suoi affreschi e quadri di cavalletto (Affreschi del Chiostrino dell'Annunziata e Confraternita dello
Scalzo, 270
Deposizione di Cristo, Madonna delle Arpie, Annunciazione), 270
Gli scolari (Rosso Fiorentino, Pontormo,
Granacci, Puligo), 272.

302

302

II

nico,

Bartolommeo 261

Mariotto Albertinelli, 267

Giulio

s. Giovannino, Cupido dormiente) e ritorno a Roma (La Piet, il Bacco, Cupido,


Le sue prime pitture
Davide), 303-304
(Madonna con gli Angeli, il Cristo deposto e
Episodio della
la Sacra Famiglia), 306
guerra di Pisa (cartone), 306.

e dello

Bugiardini, Franciabigio, Ghirlandaio, 268.

di

La maniera personale della sua arte. Educazione. Sue opere giovanili (Lotta dei Centauri coi Lpiti, la Madonna e il Bambino);
fuga a Bologna e breve ritorno a Firenze;
l'Angelo di destra della tomba di S. Dome-

Domenico, 260.

fiorentina. Fra'

Michelangelo, fino alla morte

Periodo Fiorentino

dipinto sacro di grande stile, 262


Il
perfezionamento della tecnica pittorica, 263
L'effetto pittorico raggiunto col disegno a
Il

292

257

Bologna: Tribolo, Properzia, Lombardi, ecc. 259


di

leone,

297
Macrino d'Alba, Defendente Ferrari, Cane,
Giovenone, Gaudenzio Ferrari (Affreschi di
Varallo, Saronno, Vercelli), Lanino, 299.

Giganti a Venezia; Scolari e seguaci (Campagna, Vittoria), 258-259.

Rilievi

290

de' Pre-

Piemonte

Della

Bronzi e rilievi
Statua del Bacco, 257
della Loggetta, Porta della Sagrestia di
di Padova,
Marco,
Rilievi
in
Antonio
S.
S.
Statue di Marte e Nettuno sulla Scala dei

zoccolo dell'Arca di

Ambrogio

253
nella porta del Batti-

Monumenti Sforza

Maria del Popolo, 253.

S.

284

disegni, 291
Melzi, 292.

S.

stero di Firenze;

Monna

col

Solario (immag. dell'Ecce Homo),


Boltraffio, 294; Luini (Transito di S. Caterina, Affreschi della chiesa dei Pellegrini a
Saronno e di S. Maria degli Angeli a Lugano),
295
Bernardino de' Conti, Sala, Marco
d'Oggiono, Cesare da Sesto, Giampietrino,
Magni, Francesco Napoletano, 297.

Scultori fiorentini del periodo di transizione 252

Andrea Sansovino
Battesimo di Ges

dis,

Girolamo

Andrea

Rinascimento 251

del

s.

La scuola pittorica lombarda

Baccio d'Agnolo, 251.

della scoltura

291

251

Firenze culla della vita artistica

Cronaca,

della battaglia di Anghiari, 288


Lisa, 289
Madonna con s. Anna,

SCOLTURA E PITTURA

2.

Vergine

delle Rocce, 284; Sala delle'* Asse, Cenacolo


Il cartone
in S. Maria delle Grazie, 284)

e.

311

Raffaello

Periodo

Umbro

1
primi anni
Intluenza di
Viti e del Perugino (Incoronazione
Nicola da Tolentino, Crocifisso, Incoro-

L'origine

Timoteo
di s.

311

INDICE DELLE MATERIE


nazione, Sposalizio della Madonna, Madonna
11 Sogno del Cavadi Casa Ansidei), 311
liere ed altre opere giovanili, 312.

312

Periodo Fiorentino

Madonne

mona: la famiglia Piazza, Boccaccino, 365;


Campi, 366; Sojaro, Anguissola, Malosso,
369.

L'APOGEO DELLA PITTURA

5.

della

maniera fiorentina, Cristo

VENEZIANA

deposto, 316.

Periodo

Romano

317

370

delle

Caratteristiche della sua arte. Efficacia del


colorito, paesaggio di fondo, 370; la pala di

Castelfranco, la Tempesta o la famiglia di


Giorgione,
Tre Filosofi, 371; la Venere dormente, 372.

stanze in Vaticano: La
Disputa, La Scuola d'Atene, gli altri dipinti
della prima stanza, 318; la seconda stanza:
Eliodoro, 320
Attila, s. Pietro liberato
la
dal carcere, la Messa di Bolsena, 320
terza e la quarta stanza: Prigionieri di Ostia,
di
l'Incoronazione
Carlo
l'Incendio di Borgo,
Collaborazione
Magno, Leone 111,320-322
Affreschi

pag. 370

Giorgione

degli scolari,

324

Madonne

Ritratti e

del

periodo romano (Giovanna d'Aragona, Leone X, 324; Donna velata, Madonna di Loreto, Madonna col diadema ed altre), 326
Cartoni per
Ritratto di Giulio II, 327
arazzi, 327
Decorazioni delle Loggie, 328

Affreschi
Affreschi delle Sibille. 329
della vlta e della parete della Farnesina, 329.
lavori
La versatilit della sua arte, 330
di architettura, incisioni in rame, ricostituzione di Roma antica ecc., 331
la Madonna Sistina, 332
Gli ultimi lavori (la
Sacra Famiglia di Francesco I, la Trasfigurazione), 334
La scuola di Raffaello, 334.

d.

L'opera tarda

di

334

Michelangelo

Monumento sepolcrale dei

Medici, 334
Sepolcro di Giulio 11, 338
Il
Giudizio Universale della Cappella Sistina, 341
Affreschi della Cappella Paolina, 341
Composizioni degli scolari e seguaci (Venusti, Condivi, Allori, Daniele da Volterra, 341; Sebastiano del Piombo, 342)
La Piet del
Duomo di Firenze; studi dell'architettura,
343.

4.
LA PITTURA DEL 1500
NELL'ALTA ITALIA
pag. 345

Romano

345

vanni Evangelista, la cupola del Duomo),


350
Quadri allegorici e mitologici (Danae,
Leda, Io), 351
Quadri di Budapest, Londra,
Parigi, Dresda, 353
Scolari e seguaci (Gandini del Grano, Rondani, Anselmi, MazzolaBedoli), 359
Parmigianino (quadro di

Margherita, affreschi della chiesa della


Steccata e di Fontanellato, ritratti), 361-363
Giulio Romano (affreschi del palazzo del
Te e del castello Ducale), 364-365
1
suoi
aiutanti (Pagni, Rinaldo Mantovano, Ghisi
Primaticcio), Leonbruno, 365
Lodi e Cres.

380

Tiziano Vecellio

Suoi rapporti con Giorgione. Opere giovanili (Amor sacro e Amor profano, il Tributo),
381
Lavori del Palazzo Ducale, 381
Rapporti con le Corti principesche (Baccanali, Festa di Venere, Bacco ed Arianna,
La Venere
Satiri e Baccanti), 383-384
di Urbino, 384
Ritratti virili (Carlo, V,
Strada, duchi d'Urbino, Aretino, Duca di
Norfolk, Papa Paolo III. l'Uomo dal guanto),
Ritratti femminili (figlia di Roberto
385
Strozzi, la Flora, l'amante di Tiziano, Laura

Quadri d'altare
Dianti, la Bella), 385-386
tre Santi, Madonna delle cil'Assunta, Madonna di C Pesaro, il
Martirio di s. Pietro Martire), 387-390
Pitture degli ultimi anni. Soggetto mitologico:

(Madonna con
liege,

Venere ed Amore, Danae, Venere ed Adone,


390. Soggetto sacro: il Martirio di s. Lorenzo, l'Ecce Home, l'Addolorata, 390-393.

contemporanei

di

Tiziano

393

Considerazione sulle scuole d'arte locali.


L'indirizzo della scuola di Ferrara (Garofalo,
Mazzolino, Ortolano, Dosso, 346; Scarsellino,
Bonomi), 348
Correggio: educazione artistica, lavori giovanili, 349; maniera personale, 350; Correggio a Parma (decorazione del
Monastero di S. Paolo, affreschi di S. Gio-

Violante, le Tre Sorelle, s. Barbara), 375


Sebastiano del Piombo: Quadri d'altare
(S. Giovanni Crisostomo), 376
Ritratti (la
Fornarina, Andrea Doria), 376-377 Lorenz
Lotto: quadri sacri, ritratti (Gentiluomo dalla
barba rossa, il Cardinal Rossi), 377-380.

Pittori

Correggio e Giulio

Palma Vecchio, Sebastiano e Lorenzo Lotto 373


Palma Vecchio: Bellezza femminile (la

Giovanni Antonio da Pordenone, 393


Licinio, Bonifazio dei Pitati, Antonio Palma,
Battista di Giacomo, 394; Polidoro de' Renzi,
Marconi, 396; SchiaParis Bordon, 396
Influenza della pitvone,
Bassano, 397
tura veneziana sulla lombarda: Moro, Brusasorci, Badile a Verona; Cariani, G. B. Moroni a Bergamo, 397; Savoldo, Romanino,
Moretto a Brescia (quadri d'altare delle

Chiese e Pinacoteca), 402.

402

Tintoretto e Paolo Veronese

Influenza di Michelangelo sulle composizioni. Peggioramento della tecnica. Forte contrasto d'ombre e luci, 402
Le sue tele colossali delle chiese veneziane, Palazzo Ducale
e

Scuola

di S.

Rocco, 402

Paolo Vero-

nese: toni argentei del colore, 404; la riproduzione della vita veneziana nelle Cene (Nozze
di Cana, Cena in casa di Levi, Cena in casa di

Simone, il Convito di S. Gregorio Magno),


405
Quadri di chiesa (s. Antonio, s. Se-

INDICE DELLE MATERIE

\l\

Quadri di soggetto storico


407
L'elemento de(la Famiglia di Dario), 407
confavo delle sue pitture (dipinti co ossali del
Villa Maser),
della
Palazzo Ducale, affreschi
bastiano)

Decorazione

LA FINE DEL RINASCIMENTO


j

j-

industriali, trascuratezza del di-

segno, immiserimento della fantasia, 412


ritratti e le statue (Carlo V a Madrid, CoSimo I a Firenze, Filippo 111 a Madrid), 413
Plastica decorativa: la Fontana delle TarBenvenuto Celtarughe del Landini, 413
lini e Guglielmo della Porta (statua del Perseo.
416
Ammannati,
Paolo
III),
statua di
Pierino da
Bandinelli (Ercole e Caco), 417
Vinci, Leone Leoni, Giambologna (Fontana
dei Nettuno, Ratto delle Sabine, Mercurio),
418-419
Decadenza della pittura: ritratti
(Vasari, Bronzino, Salviati, Allori, Zuccari,
Le pitture di
Arpino Barocci), 420-421
Palazzo Vecchio a Firenze del Vasari, 421
Quadri figuranti supplizi del Pomarancio, 422
Accademie e Societ d'Arte delle piccole
citt (famiglie Procaccini in Milano, Cambiaso a Genova; Pupini, Marchesi, Francucci,
Bagnacavallo, Fontana, Sabbattini, Tibaldi,
Passarotti e Samacchini a Bologna), 423-426.
1

D.
del

L'Arte Industriale

Rinascimento

Italiano.

Influenza dell'Architettura nell'arredamento 427

Produzione industriale, rivestimento delle


Leggi fisse dei
pareti, camini ecc., 428
campi decorativi, 429.

db(jri

chiese 430
fe t

bat .
del

dei

431

palazzi

Portafiaccole, lanterne (Caparra), picchiotti


ecc., 431.

...
pag. 412

_,....
Produzioni

acquasantiere, cancelli, stalli


'
ca nde bri) lampade ecc., 430.

Arredamento
-

delle

i(j

411.

6.

arredamento

Mobili

431

,-.-..

Cofani, forzieri,

letti,

coperte, 433.

433

Bronzi

"Vi"
-ini" 'l\''\
Cancellate, candelabri (Chiesa del Santo di
Padova, del Riccio), lampadari, 433. 434.
,'

,'

_.

4^
ta>

pialli nnhiii
metani
nooiu

Bacini, anfore, coppe, orecchini, anelli, armature, saliere (Celimi, Bernardo da Castelbolognese), la pittura a smalto, 435-437.

439

Legno

,",.'" '"."*".
.' ''.',.'.'.'.",
ln
10 - tarsia (Giovanni Barili frati conBrunelleschi Benedetto
ventilali lombardi
,

}^\

da Maiano Fra Giovanni da Verona, Fra


Damiano da Bergamo), 439.
maioliche

Arte Vasaria: Deruta, Faenza, Gubbio


(Mastro Giorgio Andreoli), Pesaro, Urbino
(Xanto Avelli, Dario Fontana), Casteldurante Cafa gg iol > R avenna > Ferrara 44 '- 444
'

'

Vetri e vetrate

444

vetri artistici: Venezia e Murano. Le veI


trate (Giacomo da Ulma, Marcillat, i Vivarini, Cristoforo de Motis, Antonio da Pandino, Pandolfo da Pisa, Pastorini ecc.), 444445.

COLLOCAZIONE DELLE TAVOLE FUORI TESTO

I.

II.

Andrea Mantegna:

S.

Giorgio.

nella

Frontispizio

Venezia, Gallerie

Masaccio: La cacciata dal Paradiso.

Firenze, Cappella Brancacci

Carmine

chiesa del

Pag.

suonano. Roma, Sagrestia

III.

Melozzo da

IV.

Bramante: L'uomo dall'alabarda

Forl: Angeli che

(affresco).

di S. Pietro.

Milano, Brera

V. Decorazioni murali nel Palazzo Doria a Genova


VI.

Sodoma:

S.

VII.

Leonardo da Vinci: La Vergine

Vili.

Michelangelo: Sacra Famiglia. Firenze, Galleria degli Uffizi

IX. Raffaello:

Madonna

delle

della Seggiola

Roccie. Parigi, Louvre ...

Firenze, Galleria

....

Pitti

X. Raffaello: Madonna Sistina. Dresda, Galleria


XI. Correggio:

Madonna

XII. Sebastiano del

del

La

XV.

Il

ricco

212

del

quadro

di

250

274

284

306

326

332

348

s.

376

Firenze, Galleria Pitti

386

Epulone. Venezia, Gallerie

394

440

Bella di Tiziano.

XIV. Bonifacio:

Francesco. Dresda, Galleria

Piombo: Tre Donne. Particolare

Giovanni Grisostomo
XIII.

s.

145

>.

Sebastiano. Firenze, Galleria degli Uffizi

107

Venezia

Maioliche d'Urbino. Raccolta Spitzer

A.

Mentre

NICOL PISANO

GIOTTO

coloro che studiano la storia

la dividono, per darle maggiore chiaepoche distinte, l'umanit procede per periodi fluenti uno
che solo l' occhio sperimentato di chi guarda dietro a s
punto di separazione. Anche nel campo dell'arte lo stile

rezza, in tante
nell'altro cos,

pu scorgere qualche
muta man mano, o inconsciamente abbandonando
continuare accanto

Germania, per,

In

verso che in

nome

si

associa all'arte

in Italia

nuova

in

modo

una ragione

ci per

del periodo degli Hohenstaufen, in Italia

quell'ordinamento politico

quella cultura nazionale che

di

senso

dagnando potenza

Roma

si

nuovi tentativi

Dacch
secolo XII,

e autorit.

fantasia e serve d'impulso e

la

ricomincia

il

fervore di una

vita

esempio nei

di

si

si

al

segue soprattutto nelle opere di scoltura

risvegli

prima

la fresca

cio

art'stica,

progresso, bench pi lento, pi costante che

Questo progresso

dove par che

rinvigorisce

affermano, gua-

si

artistici.

in Italia
il

basi

Agli occhi dei contemporanei, l'immagine dell'antica

sempre pi viva, eccita

fa

le

dovevano condurre

municipale, forti personalit

sorge l'orgoglio

politico,

storica.

gettarono

si

paese ad un costante progresso. Le citt salgono a grande altezza,

il

assai di-

caratteri che saranno quelli propri all'arte

Rinascimento appaiono gi nel Medio Evo.

Infatti, alla fine

di

antiche forme o lasciandole

molti elementi gotici vengono ripresi dall'arte che porta

Rinascimento tedesco,

di

del suo

il

medioevale

l'arte

Mentre

Italia.

le

nuove.

alle

di

nel corso del


l

dell'Alta

delle Alpi.
Italia,

ispirazione artistica.

prendano, per esempio, come punto di partenza


bassorilievi della facciata
a Verona, rappresentanti leggende, scene del Vecchio e de! Nuovo Testamento (fig. 1) e le occupazioni di ogni mese, per procedere innanzi fino alle
Si

di S.

Zeno

scolture del secolo XII (Deposizione


di

Parma -

di

Verona -

un

soffio

forma.
essere

fig.

fig. 2), e si

nuovo

di

canicamente

anche
in

meschino autore,

frammento

di

pulpito nel

Duomo

XIII (fonte battesimale in S. Giovanni

vedr come venga gradualmente spirando da queste ultime


un'impronta personale pi forte, un migliore senso della

in

Germania

figure semitonde,
si

secolo

vita,

Nelle scolture del portale di

nate

dalla Croce,

3) o del principio del

Verona manca ogni individuaiit; potrebbero


Francia. Si direbbero disegni tradotti mec-

in
e,

nullostante

le

direbbe ch'ei neppure conoscesse

iscrizioni
le leggi

che glorificano

del bassorilievo.

il

loro

Anche

MANUALE

2
la tavola

conservata nel

maestranza

Duomo

STORIA DELL ARTE

DI

Parma

di

(fig.

3) e scolpita dal

discendente d'una

d'Antlamo, Benedetto Antlami,

di scalpellini della valle

1178,

nel

forme par che derivi da antichi modelli. Ancora ai lati della


due figure simboleggianti la Sinagoga e la Chiesa, pi piccole delle

nel soggetto e nelle

croce

vedono

si

le

contraddistinte l'una dal calice, l'altra dall'abito pontificale. La composizione

altre,

come un quadro,

intesa

maggior verit

di

manca

movenze.

In

concezione plastica;

di

ci

fonte battesimale di Verona, nel quale


e

Antlami

l'

sono mosse con singolare giustezza

le

singole figure

hanno

figure snelle

hanno

le

vesti a ricche pieghe,

v*~

1.

le

con vivace energia. Manca per ancora quel

<

Fig.

ma

superato ancora dal maestro del

L'Adorazione dei Magi. Bassorilievo

di

Nicol, sul portale della chiesa di

senso dello spazio, che insegna a disporre con equilibrio

Zeno

in

simmetria

Verona.

le

figure;

difetta ogni conoscenza della tecnica meglio acconcia al bassorilievo.

Da questo punto
gresso,

bench

Toscana

il

offriva

di vista

le

scolture toscane appaiono pi suscettibili di pro-

disegno ne sia pi greve

anche minor campo

pi rozzo. L'architettura romanica della

alla scoltura

che

la

lombarda. Le scolture dei

portali del secolo XII (per es. a Pistoia) sono di piccole dimensioni e di esecuzione

povera.
il

Invece

l'uso

di

senso plastico

loro

adornare
di

canti e dei frati predicatori,

e fu

il

d occasione agli [artisti


Furono
nuovi ordini dei

pulpiti

di esercitare
frati

mendi-

favore col quale venne accolta dal popolo

la pre-

perfezionarlo.

La predica divenne parte indimezzo alla chiesa, isolato, sorretto

dicazione, che diedero tanta importanza al pulpito.

pendente del servizio divino,

da colonne,
ascoltatori.

invase

cos

il

da permettere

La scoltura

si

pulpito sorse in
al

predicatore di raccogliere tutti intorno a s

gett avidamente sul

parapetti del pulpito di ornati

nuovo campo che

di figure.

le

si

offriva,

gli

NICOLO PISANO

Fig. 2.

Fonte battesimale

in

S.

La ripetizione dei soggetti (Giovinezza


Angeli) condusse

(iloTTn

Giovanni

in

Fonte

Verona.

di

Passione di Cristo, Giudizio universale,

dar maggiore importanza alla

Profeti,

Evangelisti,

forma

a tentare di ricondurla alla verit e alla vita. Nei pulpiti toscani

gresso,

in

tal

l'Alta Italia,
bassorilievi,

si

senso,

costante;

gli

fin

artisti

dall'inizio,

confronto

in

il

pro-

alle scolture del-

scorge in essi una maggior conoscenza delle leggi della plastica.

che da un pulpito della distrutta chiesa di

renze furono trasportati in S. Leonardo d'Arcetri


al

(fig.

S. Pietro

4) e

Scheraggio a

Fi-

che appartengono circa

250, in un modellato pi rotondo dei drappeggi, nelle teste di profilo, nelle figure

Fig. 3. Depo*,izion

edetto Antclan

ei

Duomo

di

Pi

MANUALE

pi regolarmente rilevate dal fondu

DI

ci

STORIA DELL'ARTE

mostrano

il

tentativo di una decorazione pla-

stica dei piani.

Simili a questi sono

bassorilievi in S. Michele in Grappoli (1194)

in

S.

Bar-

opera questi di mastro Guido Bigarelli da Como (1250),


che attivamente lavor in Toscana (a Lucca, a Pisa, a Pistoia) dal principio del

tolomeo a Pistoia

(fig. 5),

Fig. 4. Nascita di Ges. Bassorilievo"

derpulpito

di.'S.

Leonardo d'Arcetri presso Fi

si distinguono dalle contemporanee toscane nelia compoChe anche all'epoca romanica si sapessero affrontare con
grandi problemi della statuaria, lo prova l'eccellente gruppo di San
buon successo
Martino col mendicante sulla facciata del Duomo di Lucca (fig. 6). La statua deve
essere della seconda met del secolo XIII e si rivela opera nata in quella Toscana

XIII secolo. Le sue opere

sizione evidente e felice.


i

che fu sin dall'antichit

la

non sa dare ancora grazia

culla dello sviluppo artistico.


e finezza alle

Per

singole figure, che

la

mano maldestra

non sono per anco

di-

NICOLO
rettamente
dal

in

forme

le

reali,

l'occhio
di

ed

zione,

che

rale

tempo
fosse

pulpito di S. Bartolon

ha

educa

matuquel

in

all'artista

pi facile

sicuro

forme plastiche

le

gi

Ed ecco

pronte.
arte

cercare

il

suoi modelli tra

l'

nel

pla-

una ben

lunga

pi

immagini

stiche

bisogno

W<i E CIOTTI

Per tra-

vero.

durre

ispirai

PIS

classica

ri-

comparir maestra
Si

guranti

comincio dallo studiare


l'

Annunciazione,

antica chiesa

di

Ponte

la

allo

dal

copiare

Nascita di Ges

le

figure isolate.

bassorilievi

raffi-

una

V Adorazione dei Magi, che da

Spino presso Siena furono trasportati

Duomo,

in

rivelano

conoscenza esatta del-

la

l'arte antica e

sopratutto

dei sepolcri etruschi. Per,

se

passato furono

in

come

considerati
saggi

nel secolo XIII

modelli

classici

la storia

posteriore

at-

li

tempo

ad un

conoscerli

oggi

dell' arte

tribuisce

crede di

ri-

come prodotto

scuola

della

che

prese in

modi ad imitare

diversi
i

primi

quell'arte

di

Nicol

di

Pisano.

L'imitazione dell'antico

si

riscontra contem-

poraneamente

due

in

punti diversi d'Italia.

Castel del Monte, in An-

Foggia, a

Capua

l'imperatore

Fede-

dria, a
ecc.

rico

II

serie

parte

fece costruire
di

castelli,

trasformati,

dovettero

offrir

una

ora

in

che
largo

MANUALE
campo

scoltura.

alla

mezzogiorno

il

Qui,

d'Italia,

grazie

STORIA DELL ARTE

DI

numerosi frammenti

ai

fece sentire

si

monete d'oro battute a Messina

decorazioni plastiche, di cui Federico

II

le

Capua

fortezza di

Un

(ora nel

Museo

di

antichi

ricco

frammenti
una porta marmorea

Brindisi (Augustali) e

onde era

come mostrano ancora

l'influenza classica,

nel 1247 rivest

delle

della

quella citt).

altro saggio di quest'arte nell'Italia

meridionale l'abbiamo nel busto che

Ravello presso Amalfi, indicato erroneamente come l'immagine di Sigilgaita Rufolo, posto (non par verosimile che l fosse in origine) sull'arco della porta del pulpito
a

costruito nel

1272. Nel puro ovale della testa, nei capelli ondulati e rovesciati al-

nella

l'indietro,

forma larga

guance,

delle

ritroviamo

caratteri stessi d'un'altra

Scala

Amalfi, ora nel Museo di Berlino

presso
(fig-

da

proveniente

somigliante,

testa

7).

L'altra regione, molto pi importante,

dove

secolo XIII torna al clas-

l'arte del

sicismo,

Qui

Pisa.

un

grande

Nicol Pisano, studier con


condi

l'antica

(1220?

sua

Della

scoltura.

1280 circa)

artista.

risultati fe-

vita

sua educa-

e Ideila

zione artistica non sappiamo quasi nulla

una cosa
nato

paia

Puglia,

in

ebbe sott'occhio

si

cinerarie etnische,

che

egli

trovano a Pisa stessa,

furono studiati da

modelli

quantunque

che,

sola sicura,

sul

lui

posto

un sarcofago

col

arche

mito

un vaso marmoreo con figurazioni bacchiche. Siccome a Pisa gi nel


d'Ippolito ed

secolo XII ferveva la vita artistica e oltre


alla

scoltura in legno fioriva l'arte di fon-

dere in bronzo,
i

lecito

supporre che Nicol

i.:

Pisano trovasse

l gli

elementi per la sua

educazione artistica.
L'opera sua prima,

fig. 8)

pi famosa,

che posa su sette colonne, ed ha

Annunciazione, Nascita

bassorilievi:

di

il

pulpito del Battistero di Pisa (del 1260


la

balaustrata ornata da cinque quadri a

Ges,

Magi

Adorazione dei

sentazione al tempio, Crocifissione e Giudizio universale. Naturalmente

quadri, per

lo stesso

soggetto,

non possono presentare analogia con

(fig.
i

ma

figure

da bassorilievi antichi, senza curarsi del loro significato originario;

sacerdote di Bacco diventa

il

sommo

altre teste e altri atteggiamenti

servivano di norma pi per

par chiaro a chi osservi


nunciazione
e

la

nella

il

nei tre primi.

L'artista prende tali e quali alcune

un
come

cos

sacerdote della Presentazione al tenwio,

sono presi da opere antiche. Per quei modelli

contorno del disegno che per

la figura e

Nascita

Pre-

figurazioni clas-

siche;

tanto pi palese essa

9),

due ultimi

(tolti

il

al

la

viso e l'acconciatura della

sarcofago di

gli

composizione. Ci ap-

Madonna

nella

Fedra nel Camposanto

An-

di Pisa)

testa dei cavalli nt\V Adorazione.

Se Nicol a Pisa

si

mostra ancora impacciato nell'imitare

modelli classici e

NICOLO PISANO E GIOTTO


timido nel rappresentare
(lunetta

sulla

scene della vita, a Lucca, nella Deposizione dalla Croce

le

porta sinistra della facciata del

Fig.

8.

Duomo), vediamo

il

maestro nella

Pulpito del Battistero di Pisa, di Nicol Pisano.

pienezza della sua forza. In questa infatti, che l'opera della sua maturit artistica, egli arriva

ad esprimere intero

Altro capolavoro del maestro


struttura

per

la

il
il

suo sentimento.
pulpito nel

Duomo

di Siena, simile per la

decorazione a quello del Battistero pisano. Quest'opera, alloga-

MANUALE

8
tagli

1266. fu compiuta con l'aiuto del figlio Giovanni e dei discepoli Arnolfo

nel

Cambio, Donato

di

STORIA DELL ARTE

DI

Tale

Lapo.

collaborazione

spiega

in

parte

l'allontanamento

dall'indirizzo classico,

ed anche mostra come l'arte classica non fosse la base sicura e generale dell'educazione artistica, ma anzi in principio non tosse che episodica. Nicol volle imitare quelle
opere isolate che pi
l'indole

ma appena

colpirono per la bellezza delle forme;

lo

anche

personalit scompare,

classicismo

il

perde

la

sua

influenza, e

si

la

sua

fa strada

artisti, dominati dalle tradizioni e dalle tendenze del


intravede nella stessa Crocifissione di Nicol, verso una pi
gruppi affollati di figure pi indidonde
ricca variet di figurazione

particolare

degli

tempo, dirette, come

si

vivace

viduali, pi mosse.

Adorazione dei Ma^i.

Fig. 9.

.Nel

La Madonna, collocata entro una nicchia del mal ricomposto sepolcro dercardiDomenico d'Orvieto (fig. 10), opera del famoso architetto Arnolfo
Cambio (f 1301), ha ancora qualche affinit coi tipi di Nicol. Cos nelle opere
domenicano fra' Guglielmo, cio nel pulpito di S. Giovanni Faorcivitas a Pistoia

nale di Braye in S.
di
del
e

nell'arca di

S.

Domenico

in

sente un'eco dell'arte classica

porzione delle figure


cuni) supera

Ma
la

gi

il

il

della scuola di

calma disposizione

Nicol

lo

(fig.

stesso Nicol,

11).

si

ri-

Nella giusta pro-

dei gruppi lo scolaro (secondo al-

maestro.
di

figlio

bellezza all'energica

pulpiti di

nella

Bologna, nella quale lavor


e

marmo

Nicol,

Giovanni Pisano

(f verso

espressione ed alla vivacit

per Sant'Andrea di Pistoia (1301)

delle
e

per

il

1320), sacrifica

sue" figure.
il

Duomo

di

anche

Egli esegu

Pisa (1311);

quest'ultimo ottagonale con sette bassorilievi della vita di Ges, sostenuto da un


pilastro centrale con
le

le

Strage degli innocenti

Speranza e della Carit. Le scene sono


quanto sono pi appassionate le singole figure! Nella
per esempio, con quanta maggior variet sono at-

figure della Fede, della

stesse scolpite dal padre,


(fig.

ma
12),

NICOLO PISANO
teggiati,

con quanta naturalezza

che non

si

contentano

di

muovono segnatamente

si

riempire

GIOTTO

vani,

ma

personaggi secondari

partecipano all'azione

Con Giovanni Pisano appare nell'arte


sentimento. Nelle stesse Madonne,
cume in quella del Camposanto di Pisa e nell'altra del Duomo di Prato (fig. 13),
il

Fig.

IO.

Sepolcro del cardinale

di

Braye

in

S.

Domenico d'Orvieto,

di

Arnolfo di Canibii

sforzo di esprimere un sentimento arriva all'esagerazione. Quanto alla bella riproduzione delle forme, che pur dote precipua della plastica, Giovanni se ne

lo

allontana di tanto, quanto pi

si

avvicina ad ottenere l'effetto drammatico.

Nel maggior numero degli scultori del secolo


del raccontare evidente, e lo dimostrano

XIV

il

desiderio, anzi

bassorilievi di cui sono ricoperti

la
i

smania
quattro

MANUALE

10
pilastri della facciata del

originale,

abbracciano

cos,

Bench

questo un
1310

rata, dal

il

Peccato

la storia della

quali

redenzione.

figure s'intrecciano con

le

forma

la delizia dell'os-

disteso in atteggiamento pieno di naturalezza e tutta la

nei

Giudizio finale

del

risorti

nudi ed espressi

non sapremmo

(fig.

14)

si

vede con

vari sentimenti di sbigottimento e

meraviglioso saggio, unico forse in

1330, che noi

al

il

Giudizio universale,

fresca vivacit della rappresentazione

la

che diligenza siano eseguiti


di gioia.

Vita di Ges e

distribuzione non sia altrettanto felice

chiaramente espressa;

di Orvieto, rappresentanti la Creazione,

secondo l'uso medievale, tutta insieme

Adamo dorme

servatore.
storia

la

vite

di

tralci

Duomo

Profezie messianiche, la

le

DELL'ARTE

DI STORIA

Italia,

di

decorazione figu-

dire se fiorentino o pisano

o',

come

sembra pi probabile, senese.


Con Andrea da Pontedera detto solitamente Andrea Pisano, figlio d'Ugolino di Nino (1273-1348) e sotto l'influenza invadente di Giotto, la plastica toscana
fece

maggiori progressi.

suoi

Firenze

(fig.

riassumere

15),

la

Anche

scena

bassorilievi in bronzo, nella porta del Battistero di

sono ammirabili per

poche figure

in

primi

21

composizione chiara

la

essenziali, disposte

del

bassorilievi

fregio

sono frutto della collaborazione di Giotto


modell

la

maggior parte.

In

inferiore

nel

per l'arte di

gli

stessi

Duomo

campanile del

d'Andrea Pisano,

sono evidenti

essi

e concisa,

abilmente nello spazio assegnato.


e fu

Andrea che ne

pregi formali dei basso-

delle'porte del Battistero, e interessano anche pi per l'affascinante ed in-

rilievi

genua" vivacit dei soggetti:

venivano

le

varie arti e

mestieri,

come furono inventati

come

esercitati.

d'Adamo T e d'Eva segue Adamo che lavora la terra, Eva che


No ebbro che dorme; poi pastori, agricoltori, naviganti, aunghi, vasai, pittori,
scultori, muratori; e, completati pi tardi in cinque esagoni da Luca della Robbia,
Alla creazione

fila,

maestri delle arti

sono

storia che

trover

tutti

liberali,

d'una

primi

serie

la

di

intenti al loro lavoro. Questi bassorilievi

che racconteranno

figurazioni

la

(fig.

16)

storia della civilt,

sua espressione definitiva e perfetta nella Scuola d'Atene di

Raffaello.

tempo
mal
si conviene agli anni che seguirono la morte di Andrea. Nella seconda met del
trecento, [la scoltura s'innalza per tutta Italia; a Firenze, che sempre la sede favorita dell'arte, vediamo
bassorilievi e le statuette nel tabernacolo di Or' San
Michele di Andrea di Cione Orcagna (1359); a Venezia
capitelli del Palazzo
Ducale (fig. 17) alquanto posteriori, ma lavorati al modo del secolo XIV; a Napoli
magnifico sepolcro del Caracciolo in S. Giovanni a Carbonara, opera di Andrea
da Firenze ecc. Dovunque si ha l'impressione di un'arte potentemente progredita.
Il

Petrarca, in una sua lettera,

che secondo

lui

non corrispondeva

si

mostra piuttosto

all'ufficio

ostile alla scoltura del

dell'arte plastica,

ma

il

giudizio

Gi
la

le

proporzioni sono pi esatte,

le

teste pi vive,

finezza del viso e la grazia degli atteggiamenti

pensare che se
la scoltura si

cos

limiti

le

pieghe pi molli; spesso

muovono

a maraviglia e fanno

imposti dall'architettura gotica non fossero stati d'impaccio,

sarebbe svolta anche con maggior libert. Giacch, pur non essendo

subordinata all'architettura come nel nord,

la

nostra scoltura era costretta dagli

uno spazio ben limitato.


l'architettura gotica assegna alla scoltura un ufficio piuttosto deco-

archi acuti e dagli angusti tabernacoli, in

Oltre a ci,
rativo, che

mal

si

conf allo scopo principale dello scultore, che

la

riproduzione

Fig

11

ARCA

DI

S.

DOMENICO NELLA SUA CHIESA

destra, di Michelangelo).
a sinistra, di Nicol dall'Arca; quello a

IN

BOLOGNA.

12

MANUALE

III

STORIA DELL'ARTE

umana in tutta la sua fresca e vigorosa naturalezza. Occorreva


mutar
o stile dell'architettura, e vediamo infatti l'arte
italiana lavorar energicamente onde
liberarsi una buona volta dagli ostacoli
architettonici. Senza troppo impensierirsi
dell muta del sistema edilizio,
essa vuole che le parti dell'edificio favoriscano
e facilitino le decorazioni plastiche.
della figura

rimarr singolare

decorative
di

della

Firenze

Fig._12.

svolge

(fig.

La strage

libera

il

fatto che

cattedrale
18),

della

gotica.

il

nuovo

Nella

stile si fece

seconda

meridionale del
fine del secolo XIV, gi s'annunzia,
nella linea

spesso

t.mr

del

s.

nei

secolo

putti

nudi tra

scoltura

la

viticci, la

si

[forma d'arte che sta per divenir


'

il

assume

posto d'onore,

Andrea da Pontedera)

a Giotto che

la

il

l'ufficio

imprime

di

condotter, nei primi anni

sulla scoltura del

la

tempo (Giovanni

suo carattere.

pittura deve tanto onore, all'opera di questo


che

artista italiano che abbia riempito

rimangono

che

del secolo XIV procede insieme


alla pittura, anzi le due
fondono, esercitando una sull'altra influenze
scambievoli. Mentre sul

pittura che occupa

Pisano

parti-

Duomo

degli innocenti. Particola

padrona del campo.


La scoltura toscana
art,

strada prima nelle

porta

il

mondo

della sua fama.

il

pi antico

Pochi monumenti

ci

della pittura toscana prima di


Giotto: qualche opera di un'arte chiamata
bizantina o greca, che segue ancora la
tradizione antica cristiana, arte spesso in-

NICHI. I)

dustriale

ma

meccanica,

Le due opere principali

di

lilo'ITo

13

di

figure.
di

questa antica pittura cristiana del principio del

se-

Madonna

la

Guido da Siena,
Domenico, ora

S.

qualche volta anche assai commovente per l'espressione

devota piet che spira dalle


colo XIII sono

PISANO

gi in

Pa-

nel

lazzo Pubblico di Siena,

Giunta in
San Ranieri di Pisa. Anche
fiorentino Giovanni Ciil
il

Crocifisso di

mabue

verso

(fin

1302),

il

ricordato da Dante, appartiene

maniera

questa

d'arte ormai finita. Giorgio

Vasari, pittore aretino (che

verso

met

la

Le

scrisse

libro che

tuttora

nomina

notizie),

XVI

la

principale

fonte

stra

del secolo

vite degli artefici,

come maestro
come quello,
vando
arte,

il

rinno-

che,

svincol

la

dalla tradizione greca.

il

Ma

Cimabue
poco che sappiamo

non

anzi

di

Cimabue

di Giotto, e

l'

ci

no-

fece

il

di lui ci lascia credere

che

per

gi

egli

lavorasse

su

modo. Due Madonne gli vengono attribuite e non senza conte-

all'antico

stazione:

la

pinta su

Maria

Madonna

tavola,

Novella

(Madonna

Firenze

Rucellai,

attri-

buita ora a Duccio -fig.


e quella

meno

di-

Santa

in

19)

riuscita del-

l'Accademia fiorentina. Giovanni Cimabue

fu,

comun-

que, anche abile musicista.


Il

di

liberatore fu

Bondone

(c.

anche perch con

Giotto

1266-1337),
le

chiamato ad essere guida

peregrinazioni

dell'arte

con l'opera sua attraverso

del

l'Italia,

suo

secolo,

da Padova

nuovo verbo. Giotto figura gli episodi della


sente, partecipandovi come
come la sua anima
uno spettatore immediato: non gli basta la nuda riproduzione del fatto, ma vuol

Napoli,

Bibbia

pot andar predicando

della vita dei santi cosi

il

li

MANUALE

14

esprimere anche l'impressione


parlano tra loro

gono estranei;

solo

circostanti;

pubblico che

il

Mentre

il

voce

modo

ci

di quelle

Cimabue non

nuovi nel

significati

quale

la

esterna che

la

personaggi del quadro

guarda

li

maggior vita che hanno ormai conquistato,

la

l'azione

sentiamo

di essa;

le

ma

drammatica, per

dell'azione

ture.

ne traggono

clie

non agiscono pi per

che rappresentano. Cosi riscontriamo nelle creazioni

l'azione

non^

STORIA DELL ARTE

DI

le

Giotto

ripete

le

stesse

ig.

14.

posta innanzi agli

anime ed entriamo
le

di raggrupparle.

si

estende in

disegna

gli

animali, n

lui

vesti

le

Particolare del Giudizio

bene riprodurre n

umano

non

teste;

singole

principio

nel carattere di quelle creafigure, Giotto

In Giotto le figure

oltre

cerca effetti e

sono

quasi
;

sempre

l'osservazione

una data cerchia, non molto ampia;


fissa, e ancora non sa

secondo un regola

facciata del

Universale

gli

il

una verit intrinseca:


occhi, ma anche le ragioni

medesime, diremmo quasi che appartengono ad una sola famiglia

stessa della natura

quale rimanspendono nel-

descrizioni acquistano

variare

fa

di

al
la

alberi,

Duomo

d'Orvieto.

paesaggi di fondo. Lo stesso tipo

torna costantemente ne' suoi dipinti, riconoscibile

alla

fronte diritta, agli

mezzo abbassate, al naso rientrante alla radice, alla linea larga delle guancie, al mento forte. Anche le vesti,
tutte simili, sono drappeggiate allo stesso modo, a piani larghi soprattutto sulle
spalle e assai gonfie sotto le braccia. Nelle donne la gonna, cinta in alto, ricade
in pieghe diritte fino al piede. Ben raramente nelle sue figure s'incontra vera bellezza o grazia vivace. Abbiamo quindi ferma fede che egli mettesse ogni studio e
tutta l'anima sua nel cercare l'azione e la movenza che meglio] esprimessero gli inocchi allungati, alle forti soppracciglia, alle palpebre

timi sentimenti di quelle sue creature.


-.'

cos la pittura narrativa risorse in virt di Giotto, e ci spiega l'influenza

egli esercit su

tutto

il

secolo,

anche per

l'arte di distribuire

che

gruppi negli affreschi

modo di svolgere una storia in un gran ciclo di figurazioni create e messe


armonia con l'ambiente architettonico.
La pittura murale (che in Italia ha sempre avuto una gran prevalenza su quella

per quel suo

in perfetta

da cavalletto) va considerata come ornamento architettonico, sottomessa com',

NICOLO PISANO E GIOTTO

anche nel distribuire


gruppare

le

sue

e nell'ag-

figure,

alle

leggi dell'architettura; le linee

composizione

della

dovranno

fondersi con quelle della cor-

conservare

nice, e

indispensabile

tria,

la

simme-

nella

di-

stribuzione dei piani. In tutto


ci

Giotto fu fecondissimo mae-

stro

non poco giov

allo

sviluppo del suo ingegno l'esser

chiamato a costruire
tetto,

il

Duomo, come

panile del

camarchi-

l'aver contribuito ad

ornarlo di bassorilievi(pag.

10),

interamente nuovi.

in soggetti

La vita

di

san Francesco

d'Assisi, che alla fantasia del

popolo italiano doveva allora

almeno

sorridere

quanto

vecchie scene bibliche, forn


pittori del secolo

mento

XIV

le

ai

l'argoFig.

preferito. Per, gli epi-

15.

La decollazione

Giovanni Battista,

di S.

di

Andrea Pisano.

Particolare della porta meridionale del Battistero di Firenze.

sodi della vita del santo poverello

non permettendo pi la
meccanica di forme

ripetizione

artistiche tradizionali,
d'

pittori dovettero

inventare scene

avvenne

cos

che

avvicinati

biblici,

tempo presente, vennero


forme

tolte

effetto

alla

(nella

conseguenza che an-

di

quadri

sforzarsi

personaggi.

al

espressi con

ottenendo un

vita,

della

Passione

soprattutto) ben altrimenti

dramma-

storia

tico.

Giotto tenta prima

la

nuova via

nei quadri esprimenti la vita di san

Francesco:
di

Assisi,

che

il

punto

partenza del suo glorioso viaggio,

pu chiamarsi patria di quello stile


una maravigliosa ascensione,

che, in

arriva a Raffaello. Assisi,

Padova

Firenze

dove

furono

luoghi

spieg maggiore attivit.

come
Fig.

16.

del

Agricoltura. Bassorilievo nel campanile


di Firenze, di Andrea Pisano.

Duomo

ai

suoi

compagni

gran vantaggio

il

egli

Giotto,

d'arte, rec

dar vita allo stesso

soggetto in varie forme. Le linee fon-

MANUALE

II.

1)1

STORIA DELL ARTE

(lamentali della composizione rimangono quasi intatte, ma


con cura sempre maggiore, raggiungendo volta per volta

particolari sono condotti

una unit pi rigorosa

dopo aver dipinto la vita di san Francesco nella chiesa


superiore d'Assisi (opera, almeno in parte, giovanile), la ripeter nella cappella
Bardi in Santa Croce di Firenze; mentre alla vita di Ges dedicher pitture nella
chiesa inferiore d'Assisi e nella cappella dell'Arena o degli Scrovegni in Padova.
pi armonica. Cos egli,

forse nel

tempo

in

anche Dante

cui

trova a Padova (verso

si

Giotto intraprende quella pittura murale che, sia per


l'eccellente stato di conservazione, meglio rivela a noi
In ogni

quadro vediamo

tutti

che

1306)

il

la

vastit (38 quadri), sia per

la

natura artistica dell'autore.

modo conforme

personaggi partecipare alla scena in

quel loro particolar carattere, che Giotto

movenza.

sa esprimere in ogni intima

Ecco Gioacchino che discacciato dal


sacerdote

presenta, pensoso, addolorato

si

nullameno calmo, ai pastori che sono


nel campo. Un'intima dolcezza spira dal

quando abbraccia

suo aspetto, come


sposa sotto

la

due donne

la

Porta Aurea; mentre nelle

della Visitazione

si

legge chia-

commovente
amicizia. Nella Nativit di Maria, la madre
tende ansiosa le braccia alla bambina fa-

ramente

la

sciata, che

donne

pi

cordiale

l'assistente

generali sono qui,

porge

le

affacendano

si

come

le

altre

Le

linee

intorno.

in quasi tutte le

altre scene, quelle della tradizione;

cambiando ben poco


par

le

si

17.

Il

Giudizi

di

le

fa

di

ma

pur

aggrup-

alla

il

vivere; queste creature

muovono, parlano

tratti rapiti
ig.

modo

figure e di atteggiarle, Giotto

primo che
ora

nel

gestiscono con

natura stessa. Quanto

Salomone.
Ducale ni Venezia.

profondamente commovente, per esempio,


nella Presentazione di Maria al Tempio,
l'idea di mostrar la madre che sorregge la
sua timida bimba e la spinge leggermente a salir le scale! E non minore la verit
con cui rende le caratteristiche pi vivaci; si veda il ventruto cantiniere delle Nozze
ipitello del

di

Cuna,

Pala;

e la faccia

ti

patibolare di Giuda che conclude

E vivacissime sono

le

il

mercato

sullo zoccolo delle pareti, in un'azione

veramente conforme

le

potenti nel sentimento tragico sono

sione

plicit,
le

la

Piet

(fig.

raccontando

vesti di dosso,

sommo

col

sacerdote.

personificazioni delle Virt e dei Vizi, dipinte a chiaroscuro

20);

dove

gli

all'aria e al cielo

congiungono

le

angeli piangono
il

alle diciture sottostanti.

scene della Passione, soprattutto

veramente

la Crocifis-

con grande sem-

loro dolore e la loro disperazione. Si strappano

mani, aprono

le

braccia, e sono cos sinceramente

commossi dell'avvenimento, con tanta verit vi partecipano, che non vi accorgerete


dell'imperfezione helle testine e nei loro movimenti male aggraziati. Gli stessi tratti
caratteristici della fantasia di Giotto, la viva narrazione e l'evidente espressione dei

NICOLO PISANO E GIOTTO


moti dell'anima,
Croce

Assisi

in

due cappelle

delle

Santa

in

Nella cappella Bardi egli figur

Firenze.

di

san

di

ritroveremo negli affreschi della cappella

li

Maddalena

della

17

Francesco, nella cappella

Giovanni Battista

L'I)

(fig.

vita

la

vita

di

san

san Giovanni Evangelista.

di

Pernzzi

la

Giotto fu (a buon diritto)

tenuto

gran conto dai

in

suoi contemporanei. Gli antichi novellatori raccontano una

intorno a questa geniale

particolari e d'aneddoti

di

serie

merc

figura d'artista che,


gliare attraverso

Egli

secoli.

loro,

arriv chiara

ci

domin

rante tre generazioni, giacch per


fu

gi arduo

lui

fra

compito

sviluppare

Io

serbarsi

il

du-

seguaci

nomi

loro

raggiunta da

all'altezza

tendenze.

sue

scolari

gli

sono conosciutissimi.

loro opere

le

le

fami-

l'arte fiorentina

Fra

molte

pi

valenti

vanno noverati Taddeo Gaddi (f 1366) col figlio Agnolo


Gaddi (f 1396), Tommaso di Stefano detto Giottino vivente
ancora nel 1369), Bernardo Daddi, Giovanni da Milano,
Andrea di Bonaiuto (f 1377?), Andrea di Cione Orcagna
(f 1368) e suo fratello

Leonardo, Spinello Aretino (f 141(1),


altri,
quali sono per la mag-

Nicol di Pietro (Gerirli) ed

buona scuola, e qualche volta di particolar valore. Andrea Orcagna supera gli altri nel rendere
la vivace grazia femminile, come si vede nel suo Paradiso

gior parte artisti di

della cappella Strozzi in S.


brillante
l'altro

narratore,
vita

la

Pubblico

Firenze, e nel Palazzo

Alessandro

(fig. 23).

III

Parche

(fig.

22)

e,

come

Spinello, che dipinse tra

Benedetto

san

di

Maria Novella

distingue

si

San Miniato presso

in

Siena

di

vita

la

quelle pitture siano

di papa
animate

dallo stesso soffio di vita che spira nelle ingenue cronache


del

tempo. Ma, poich nessuno super Giotto nel secolo XIV,


pittori fiorentini del trecento sono nella storia del-

tutti

l'arte

chiamati giotteschi.

hanno

Da

Giotto, infatti, trassero quanto

di meglio.

Non

c'

da stupire

se,

data

la

grande influenza che

XIV

ebbero nell'attivit artistica del secolo


e

Domenicani,

coltivate

Francescani

pittori s'aggiravano nell'ambito delle idee

da quegli

ordini, idee che

corrispondevano

all'in-

dirizzo spirituale del tempo.

Gi Dante nella Divina Commedia


all'allegoria:

per

lo

pi

loro allegorie

umano

la

di

una gran parte

allegorica.

Francescani nelle
Mentre per
ispirati a un concetto semplice,
i

sono sempre

pur poetico,

sono intese ad

da

fa

poesia fiorita dalla leggenda francescana

un

le

senso

figurazioni

pi

care

didattico.

ai

Domenicani

Giotto

Fig. 18. Bassorilievo della seconda porta meridionale del


Duomo di Firenze.

(aiutato

aveva gi glorificato nella chiesa] inferiore d'Assisi


tre voti di Castit,
Povert e d' Ubbidienza in tante figurazioni allegoriche, vivificando la scena
scolari)

MANUALE
(ogni volta che

esempio,

e'

lida nelle

ma

anche

soggetto

lo

permetteva) con deliziosi episodi. Nella Povert, per

interessano non solo l'affascinante

vesti
i

il

STORIA DELL ARTE

DI

fanciulli che la

figura di

Madonna Povert,

da Cristo sposata a san Francesco

nella persona, che

percuotono

le

lanciano pietre,

il

squal-

(fig.

24),

falconiere e l'avaro

Rucellai, in S. Maria Novella a Firenze.

ostinati nel loro orgoglio. Un'altra figurazione allegorica, pi

che segue

quella

nicani.

la

dottrina di san

d'Aquino,

ampia ma menojgeniale,
il

protettore dei

nella cappella detta degli Spaglinoli, nel chiostro di S.

Firenze; nel grande affresco di


la

Tommaso

Chiesa militante,

il

papa

Andrea

di

l'imperatore

Bonaiuto, ad oriente della cappella, vediamo


(fig.

25) con

le

loro corti, e

il

popolo fedele,

protetto contro l'eresia dei cani del Signore (Domini canes). La predica
sione, la cacciata degli eretici

(i

Dome-

Maria Novella a

cani che attaccano

le

la

conver-

volpi) sono l'argomento della

NICOL PISANO E GIOTTO

met

19

mentre pi sopra l'Umanit che vive nella pace della


una mistica danza. Essa ha vinte oramai le tentazioni del
peccato (espresse nella donna che suona la viola, nell'uomo col falco, nella

inferiore destra del dipinto;

religione raffigurata in

mondo

donna

col

del

cane

in

grembo),

data

s'

alla vita

contemplativa (l'uomo

procede sulla via del Paradiso. Nella parete che sovrasta all'altare

Fig. 20. Giotto: Cristo morto. Cappella dell'Arena in

Passione

di

Cristo,

da Ges che porta

scene staccate, ma, secondo

scena unica

angeli,

vedono
e

tra

trionfo di

gli

col

Tommaso

evangelisti

medita/Ione)

raffigurata la

Padova.

croce fino alla discesa nel Limbo, non in


artisti del

nord, in una grande

paesaggio del fondo. La parte occidentale

d'Aquino.

profeti,

Il

come

santo siede

in

trono, in un

ci

nimbo

debellatore degli eresiarchi, che

si

atterratti a' suoi piedi. Sotto, sedute in stalli gotici, sono le Virt cardinali

teologali e
Il

il

la

maniera usata dagli

bene armonizzata

presenta infine
di

la

in

le

Scienze, personificate da figure storiche e da

Vasari attribuisce l'invenzione di questo dipinto

al

donne

allegoriche.

priore del convento dei

MANUALE

20

Domenicani:
Quest'opera,
le

e in esso
di

par di scorgere che Andrea segue faticosamente l'arida traccia.

allegorico

Morte nel Camposanto


zione di quelle

STORIA DELL ARTE

grandissimo interesse storico, non vale, come creazione artistica,

semplici narrazioni bibliche

Un quadro

DI

di

mura con

assai
Pisa.

le

ingenue poetiche leggende di Giotto.

diverso,

pieno di

Fin dal 1351

affreschi

vera

poesia,

il

Trionfo della

molti pittori intrapresero

rappresentanti storie della Bibbia

d'Erode.

senza compiila, ci che fece Benozzo nel secolo

S.

la

decora-

e dei santi,

Cr

XV.

Si

ultimi pittori, che furono chiamati a lavorarvi (secondo

conoscono solo

un piano

nomi

stabilito nel

degli

1369)

uno dopo l'altro. E furono: Francesco da Volterra (Storie di Giobbe. 1371), Andrea
di Bonaiuto nel 1376 e Antonio Veneziano nel 1386 (Storie di san Ranieri), Pietro
di

Puccio (1390, scene della Genesi). Solo tardi, dal 1469

nozzo

di

al

1485, segu a questi Be-

Lese, detto Gozzoli.

Non conosciamo

l'autore delle pi interessanti e pi antiche (del

1351) fra queste

pitture, cio della trilogia del Trionfo della Morte, del Giudizio e dell' Inferno,
della

come

Vita degli eremiti nella Tebaide. Esse possono esser nate sotto la direzione di

NICOLO PISANO E GIOTTO


un unico maestro,

rivelano influenze fiorentine

21

e senesi, cosi

fuse e mescolate

come

non le riscontriamo in nessuno dei grandi pittori noti; non pare che Andrea Orcagna,
nominato dal Vasari, sia l'autore di quelle opere, come non pare che Io siano altri
indicati pi recentemente, vale a dire

Daddi. pi probabile che

Fig. 22. Particolare del

Il

si

Trionfo della Morte supera

tuale, l'irrompere della


si

senese Lorenzetti e
al

Morte

fra

gli

altri

in

S.

fiorentino Bernardo

affreschi

Maria Novella a Firenze.

come forma

artistica e

contrasto dei piaceri mondani con

il

gaudenti,

la

si

bea

mostrato dal gruppo centrale, dove sopra

l'estremo giudizio). Essa corre dai

felici e

la

come

vita spiri-

sua potenza demoniaca. La ter-

avvicina improvvisa alla gaia brigata che

piaceri (ci che verr poi,

il

pisano Francesco Traini.

Paradiso di Andrea Orcagna

soggetto: in esso simboleggiato

ribile mietitrice

il

debbano

non ascolta

miseri che

la

di
i

musica

e di

morti pende

invocano. Nel

MANUALE

22

primo piano a
perti e
lo

una

sinistra

brillante schiera di cavalieri s'imbatte in tre feretri sco-

tre cadaveri

vede nei

sguardo spaventati,

STORIA DELL ARTE

DI

il

proprio aspetto avvenire. Mentre

romiti, dispregiatori della vita

tinuano ad occuparsi delle loro faccende. In alto


che si contendono le anime dei defunti, chiude
Siena ebbe

ma

gli

stessi

con-

sereni,

la lotta degli angeli e dei

demoni,

scena.

la

nominammo

quel Guido che gi

cavalieri torcono

(pag.

un discreto maestro;

15)

esagerato dire ch'ei gi intorno alla met del duecento super

forse

senesi e

in

mondana, calmi

altri

gli

toscani, compresi quelli a lui di poco posteriori. Certo che nel

Roma.

corso del secolo XIII in Siena l'arte

Affresco di Spinello, nel Palazzo Pubblico di Siena.

attiene pi tenacemente che altrove (soprattutto

si

a Firenze) alle tradizioni, cosicch per

il

suo carettere pi antiquato appare inferiore

alla fiorentina della stessa epoca.

posto pi eminente dell'antica arte senese

Il

occupato da Duccio di Buon-

ninsegna, celebrato contemporaneo del Cimabue, che lavora


Il

suo capolavoro

giore del
e

di

Duomo

timpani,

la

di

condata da angeli
Cristo.

Una

Siena.

la

1311

il

1308

in

da santi; a tergo

il

1285

il

1320.

l'aitar

mag-

portata processionalmente a suon di trombe

Duomo

custodita incompleta nell'Opera del

Madonna

tra

1311, per

il

trono
in

(fig.

di

quella citt.

26), di proporzioni assai grandi, cir-

34 scompartimenti

raccontata

la

Passione di

predella completa la figurazione con altre sette scene della vita di Ges.

Le opere
di

Siena, nel

ora

ed

Sul lato anteriore

grande pala eseguita, tra

di

Anche

Duccio rivelano chiaramente


se

la

forza e

la

composizione della Madonna non

la

debolezza della scuola


sua, questo

quadro

esecuzione tecnica conforme a quella della miniatura (preparazione verde con

le

di

luci

NICOL PISANO E GIOTTO


aggiunte
alle

accuratamente sfumate)

poi

antiche tradizioni, mostra

per

che nella forma

quelle

in

23

teste

si

attiene strettamente

leggermente inclinate

nella

espressione pi intensa un sentimento di vita e di verit affatto nuovo. Soprattutto

guardano devoti

negli angeli che

sopra

di

vace, veramente angelica, quale non

specchia anche nel

Fig. 24.

la

quale per

Lo Sposalizio

si

la spalliera del

trono c' una grazia

vi-

Cimabue. La soave festosit che si ricolore, diventa con Duccio una delle qualit della scuola senese,

risente

anche

sentazione della Passione

Duccio non ebbe

la

della

ha

il

Povert con san Francesco. Affresco della chiesa d'Assisi.

quel minore ingegno narrativo, che nella rappre-

di

lo tiene

quasi sempre al disotto di Giotto.

vigorosa personalit del fiorentino; forse

manc

gli

quel-

l'incitamento che alla fantasia degli artisti fiorentini veniva dalla vita di lotte e di

emozioni. Egli fu

fondo dolore,

si

il

pittore delle Addolorate e delle folle comprese di

vede bene nella Sepoltura

di

Maria

della predella

calmo

della

pro-

sua grande

ancona.
Uguali qualit, unite a miglior senso della forma, vediamo nelle opere di Simone

Martini
posto fra

(dal
i

1284 circa

pittori

al

italiani,

Nell'Ambrosiana

di

1344), che

il

Petrarca colloc con

Giotto

al

pi

alto

ed onor di viva amicizia.

Milano

si

conserva un

Virgilio

che Simone Martini don

NICOLO PISANO E GIOTTO


al

Petrarca dopo averne miniata

un'idea
d'Italia:

modesta

dell'arte

Napoli,

in

di

la

prima pagina;

Simone.

Assisi (Vita

di

Anch'egli

ma

25
tal

fu,

miniatura non

come

san Martino nella chiesa inferiore),

''"-

Fig. 26.

Duccio

di

suoi giorni in Avignone,


In patria, a Siena, nel
il

ritratto

rentini

Buoninsegna: Madonna

dove parecchi sono

Palazzo Pubblico,

equestre del capitano Guido

(fig.

gotico siede

28),
la

la

grande Maest

Madonna

col

Bambino

ci

(fig.

si

in

d che

Giotto, in varie citt


e

fin

''

tr

gli

affreschi che

conservano

Riccio da

le

si

fanno

risalire a lui.

sue opere migliori,

Fogliano,

il

27) nella sala del Consiglio. In

ritto sulle ginocchia,

come

vincitore dei Fio-

un trono

circondata di santi, otto

MANUALE

26
dei quali sorreggono

STORIA DELL ARTE

DI

un baldacchino,

di

angeli che inginocchiati offrono panieri

di fiori.
e vivaci, delle donne e degli angeli sono di grande e nobile belanche nella loro distribuzione e nel lieve accenno ad un pi libero modo
di raggrupparle si nota un progresso. Cos la generazione successiva, pur curando
pi di prima la pittura narrativa, preferisce sempre le semplici figurazioni della Ma-

Le figure, composte

lezza, e

Fig. 27.

donna,
ciano

le

quali

vanno man mano guadagnando

Siena.

di verit e di vita

in trono della Galleria degli Uffizi, di

1350) che, col fratello

pittori

di

pi che non fac-

grandi quadri murali narrativi.

La Madonna
il

Simone Martini: Maest. Palazzo Pubblico

senesi,

le

creazioni del secolo

Ambrogio, morto

Madonne
XIV. Non

Pubblico di Siena, nei quali


fetto artistico.

della

Galleria

di

cos gli affreschi


le

Pietro Lorenzetti

forse per la peste del 1348, fu tra

intenzioni

Siena appartengono

alle

(f verso

migliori

pi belle

che Ambrogio dipinse nel Palazzo

allegoriche indeboliscono alquanto

L'allegoria, che a Firenze e a Pisa usata

come commento

l'ef-

illu-

NICOLO PISANO E GIOTTO

27

Ambrogio

strazione a concetti religiosi, in Siena messa a servizio della politica.

Lorenzetti figura infatti in tre grandi quadri murali


citt di Siena, simboleggiata

il

Buono

primo quadro accompagnata dalle Virt che devono

tra

le

quali pi graziosa ed espressiva

sono trascinati

Mal

il

da un vecchio maestoso con scettro

nel

destra

prigionieri;

la

La

Governo.

appare

e scudo,

presiedere alla vita civile,

placida figura della Pace

da sinistra ventiquattro

(fig.

cittadini,

29).

reggendo

una corda tenuta dalla Concordia, s'avviano verso il Buon Governo. Sopra la Conpremi e le
cordia vediamo la Giustizia in trono coi due angeli che distribuiscono
i

da Fogliano. Pa

pene,

al

unisce

disopra della Giustizia

la

Sapienza, dalla quale

L'invenzione dell'allegoria, che non


maestria

rivela

si

nelle

diparte

la

corda che

frammenti

di

le

dell'artista,

spiegata

in

versi;

la

sua

Virt, specie la Pace e la Giustizia.

una Crocifissione

minario (prima chiostro

giuste proporzioni, nella vivacit piena di grazia e di di-

gnit con la quale egli esprime


I

si

buoni cittadini senesi.

di

S.

a figure maggiori del vero, conservati nel Se-

Francesco), sono di

mano d'Ambrogio

rivelano

la

influenza che Giotto ebbe anche sui senesi.

Quanto
freschi

di

lungo durasse

Taddeo

di

la

Bartolo

tendenza tradizionale
(f 1422)

nella

in

cappella del

Siena,

lo

dicono

gli

af-

Palazzo Pubblico, nei

MANUALE

28

Fig. 29.

l'

STORIA DELL ARTE

Ambrogio Lorenzetti: La Pace. Particolare

quali qualche episodio della


e

DI

Assunzione)

Vita di

condotto secondo

Gli artisti del secolo

XIV

del

Buon Governo. Palazzo Pubblico

Maria (particolarmente
lo

la

Morte,

di

la

Siena

Sepoltura

stile antico.

lavorano con ardore per tutta

Italia;

in

qualche scuola,

NICOLO PISANO E GIOTTO


per esempio

in

quella umbro-marchigiana, su cui torneremo,

pittorica.

rifioritura

viso in cui
la

trova

si

(1325-1376) autore di ragguardevoli affreschi

non manca qualche idea

Maria Maggiore,

di

rinnovamento.

A Roma

Jacopo Torriti

di

tura

non

la

Ma

il

ad affrescare nel 1376

a Giotto,

come

all'inizio del secolo

XIV

Pietro Cavallini,

ancora esercitata con

trasporto della sede patoglie alla pitdi

notevole se

Padova. Altichiero da Verona comincia

cappella di San

la

Felice nel

Santo,

continua

nella

cappella di S. Giorgio a lavorare insieme ad Avanzo. Soggetto delle figurazioni


vita di

Ges

e dei santi

Giacomo, Giorgio

avvicinano a Giotto nel


delle scene, e lo superano,

modo

di

e,

Tre-

Avignone (1309) produce un ristagno nell'attivit artistica, e


possibilit di un saldo sviluppo; infatti essa non crea nulla
dove s'appoggia

della

in

Filippo Rusuti)

successo; e qualche artista sale in grande riputazione.


pale ad

germe

modenese, ad esempio, con Barnaba (op, 1367-1383)

la

Tommaso Barisini

pittura a mosaico (tribune di Santa Maria in Trastevere, di

e di S.

il

appaiono talune scuole lombarde, venete,

pure

Interessanti

emiliane e romagnole;
meglio, con

29

(fig.

30),

Lucia

Caterina. Gli artisti

la
si

rendere movenze ed espressioni, nella vivacit

come fanno ormai

forza del colorito e nell'indagine del vero.

tutti, nella bellezza

delle forme, nella

B.

QUATTROCENTO: PRIMO RINASCIMENTO

IL

L'ARCHITETTURA

G
zione

L'Italiani
le

cominciarono dal chiamar Rinascimento

tenebre medievali, mentre

venuta

nascenza (Renaissance),
dell'arte

antica.

sciando supporre che

In

questo senso

gli artisti

italiani

scopo di riattaccarsi interamente

di
il

fin

arte

ma
rit.

l'arte classica

di

non

del Rinascimento,

le

ma

nome

si

si

d'una

l'idea

presterebbe

quattrocento

dal

all'equivoco,
fossero

si

ci

in

la-

prefissi

che non

lo

Essi

l'ebbero a modello d'ogni cultura;

quattrocento cercano anzitutto

citt pi ricche d'avanzi classici dell'antichit

Firenze, dove pi ferve la vita e dove

Quando

la

cure e

le

la

viva ve-

divengono culla
gli

interessi

nuda verit non baster

rivolger a quanto l'arte offre di pi perfetto, di pi squisito,

allora che entrer

Ri-

risurre-

Maria dei Miracoli a Venezia.

presenti occupano per intero l'animo di tutti.


pi, l'occhio

anche

Francia,

un'epoca eroica,

nelle loro opere gli artisti italiani del


infatti,

dopo

(soprattutto quella che conoscevano da vicino, ossia l'antica

romana) come prodotto

risorgere dell'arte

direttamente all'antico,

Fig. 31. Capitello di pilastro in S.

onoravano

il

Tedeschi vollero annettere alla parola

campo

l'arte

completa. Gli Italiani non vedono

classica,
in

che

gli

ed

aspetti della natura nobilita e

essa l'ideale che

contrasta

col

reale,

ma

la

via per arrivare ad una perfetta figurazione della vita. Tuttavia non poterono mai
iscorgere quella linea di bellezza che distingue

le

rarono anzitutto l'armonia

essi

e l'equilibrio,

che per

opere antiche, nelle quali


costituivano

la

ammi-

bellezza suprema.

MANUALE

32

Anche prima

DI

STORIA DELL ARTE

del quattrocento, anzi, l'Italia

luppo artistico ad una maggior vivacit

d segno

di

tendere nel suo svi-

ad un pi bell'accordo delle proporzioni;

abbiamo molti saggi che provano come questa aspirazione chiara e cosciente
Uno dei maggiori artisti italiani, a buon diritto chiamato precursore di Leonardo, famoso per la sua versatilit, Leon Battista Ale

fosse gi nell'anima italiana.

berti (1404-1472), che nei suoi


estetica.
trine;

Come

tutti gli eroi del

spi quindi, ardentemente,

bellezza,

l'uomo.

la

grazia

Tutto

am

dere in parzialit o

Raccomandava

l'eleganza

la

formale professione della sua fede

egli

ebbe

moti della esistenza,


delle

con entusiasmo,
in

lasci

scritti

Rinascimento,

la
le

vita

conforme

alle dot-

forme della natura,

la

piante, degli animali e segnatamente del-

ma

sorvegliandosi

severamente per non ca-

esagerazioni che turbassero l'insieme della sua personalit.

agli artisti di

prendere

la

natura a maestra, di dedicarle

il

pi

Fig. 33.

SAGRESTIA

DI

S.

SATIRO

IN

MILANO CON TERRECOTTE

DI

Vi

l\()

DE'

FONDUTI

MANUALE

34

DI

diligente studio, facendo della verit la

STORIA DELL'ARTE

prima condizione necessaria all'opera d'arte.

Soprattutto pensava esser l'armonia delle proporzioni come un accordo

di suoni,

membro, che

nulla to-

e tale, in

gliere

ogni parte e in ogni

danno.

senza

certo, per

Trattando

quali avviene che

il

nulla vi

dell'architettura

possa aggiungere

si

diceva:

Quei medesimi numeri

concento delle voci appare gratissimo negli orecchi

degli uomini, sono quegli stessi che

empiono anco

e gli occhi e lo

animo

di

piacere

meraviglioso.

Questa specie

di definizione

non

isvela l'essenza della bellezza,

ma

una chiave

per arrivare ad intendere l'arte del Rinascimento.

Oramai nuovi
che segna

la via;

e
e

grandiosi temi
se essa fornisce

si

offrono agli artisti.

ancora

gli

Non

pi

la

tradizione

argomenti dei quadri, non pu dare

per all'artista quell'acuta percezione della vita che

il

nuovo

fine,

n indicargli

quattrocento:

il

forme
cercar

movenze, n insegnargli

le

leggi

della vita

nel

il

architettura

35

misterioso accordo delle misure. Egli deve oramai

suo stesso temperamento

rivelare nell'opera la sua

personalit. La persona dell'artista acquista un significato quale

non ebbe mai nel


Medio Evo; nell'opera d'arte la voce principale quella dell'artista; la creazione
artistica, ora, porta un'impronta soggettiva che sar spiegata solo con la particolare
individualit dell'architetto, dello scultore, del pittore che

Questa nuova condizione

di cose

la

cre.

traspare anche esternamente dal fatto che

la

storia dell'arte diventa la storia degli artisti, tanta parte di essa presa dalla loro
biografia.

Bench

grandioso cambiamento nella vita artistica italiana non cominci dal-

il

Fig. 35. Cappella de'

chiostro di S. Croce in Firenze. (FU. Brunelleschi).

P;

l'architettura, in questa essa lasci l'impronta pi chiara, rilevabile


fani.
i

Il

progresso dell'architettura

libri e gli edifici,

tettura
e

la

ecco

plastica,

con pi forza,

e qui lo

le

dovuto

al

passioni del Rinascimento.

cio

nell'arte

alle fantasie

pi che

con ardore solo dai dotti,


tativo di
di

riunirli

in

nel

campo che

anche dai proin

quel tempo;

sta fra l'archi-

la nuova corrente si sente prima


romane si afferma pi palesemente.
degli antichi monumenti, che sorride-

decorativa,

studio delle antiche opere

S'incominci prima dalle singole parti

vano

favore che essa godeva

il

ma

complesso

anche dagli

la

pianta.

L'archeologia non fu studiata

artisti. Gli studi di

rovine romane,

il

ten-

quadri di assieme occuparono molti architetti, da Francesco

Giorgio fino a Raffaello e ad Antonio da Sangallo.

Da

principio per

costrut-

MANUALE

36
tori

DI

STORIA DELL ARTE

cominciarono dall'adottare singoli modelli di cornici,


costruttivi , come
temi

decorazione parietale. Poich

mandavano un procedimento

diverso, cos

si

di
le

capitelli,

chiese ed

di
i

pilastri,

di

palazzi, do-

limitarono a copiar dall'antico

le

parti

isolate e decorative.

Fig. 36. Palazzo Pitti in Firenze: particolare. (Fil.

La

finestra e la fronte inserte nell'arco sono

Brnnelleschi).

dell'Ammannati.

di questi elementi classici, che consapevolmente insepura bellezza delle proporzioni generali, rapita all'antichit.
L'effetto essenziale degli edifici del Rinascimento dato dall'armonia delle dimensioni e dalla bellezza dei contrasti; essi si distinguono dalle opere del Medio Evo

Ma non meno

rivano negli

importante

edifici, la

quattrocento:

il

per l'euritmia delle proporzioni, per


tra

le

la

37

grande finezza dei rapporti

il

perfetto equilibrio

singole parti. In ci e nella esecuzione artistica dei particolari sta

E dipende anzitutto

gior bellezza.

pura

completa.

modo

che sviluppa poi a


31),

il

Dai

modelli

in

classici

suo. Nei capitelli dei

capitello corintio ad

la

loro

mag-

dalla personalit dell'architetto se questo doppio

intento ottenutole se l'opera d'arte desta


bellezza

(fig.

architettura

una

foglia

il

guarda questa impressione di


non riceve che la prima idea
pilastri e delle colonne, per esempio
punto di partenza che conduce alle
chi la
egli

:^

Fig. 37. Palazzo Strozzi

in

Firenze. (Benedetto da

Majano

(?)

il

Cronaca).

forme svariatissime, sempre eleganti bench talvolta inorganiche, del Rinascimento.


anche nei casi in cui una parte architettonica tolta direttamente dall'arte ro-

Ma

mana, come

il

cornicione del palazzo Strozzi a Firenze, l'architetto

darle proporzioni che meglio

Quando vediamo
esempio,

quegli

pi felicemente
artisti

studiar

si

addicono

al

(il

Cronaca) sa

suo edificio

(fig.

attentamente ogni questione,

se,

37).

per

debba intendere come complemento dell'ultimo piano o


come coronamento dell'intero edificio, dovremo concludere che nell'animo degli
artefici del Rinascimento il senso della misura e delle proporzioni occupava il primo
posto. Quanto tardarono infatti a fissar le norme sicure da seguire! Nel primo Riil

cornicione

nascimento, allorch
architettonico,

la

si

la

nostra

ricchezza decorativa

attenzione

torna spesso a danno dell'organismo

attratta

dai

particolari.

Caratteristico

il

MANUALE

38

modo

di trattare

il

modo con

nare di viticci questi campi


svolgersi di quelle linee, e
si

campi profondi
primo Rinascimento sanno or-

pilastro a guisa di cornice con orli sporgenti e

il

incavati, e squisito

STORIA DELL ARTE

DI

e
il

annodano, per snodarsi

cui

gli

artisti del

queste cornici

modo

fine

(fig.

32

nuovo poco dopo

di

m H

e 33).

Si studi

con cui quelle foglie


e

attentamente

lo

quei viticci sorgono

riannodarsi ancora, se

si

vuol

IL

dzFr,
Fig. 38. Palazzo Strozzi in

facilmente

Firenze: sezione del cortile. (Cronaca).

con sicurezza afferrare un lato dell'arte del Rinascimento.

Ma

le

ripro-

duzioni non bastano a far intendere l'altro lato dell'architettura del Rinascimento,

che consiste nella divina armonia dei rapporti


la

nelle bellissime proporzioni: solo

visione delle opere originali nel loro complesso pu rivelarne l'essenza.

Brunelleschi (1377-1446) che, come Giotto, non


uno spirito poderoso, fra gli antesignani. A lui

L'architetto fiorentino Filippo

ebbe

fisico

appariscente,

erano famigliari cos

le

ma

fu

scienze

come

nica perfetta, nella lunga dimora a

le

arti; artista dall'alata fantasia e dalla tec-

Roma

si

rese

padrone dell'architettura romana

classica.

vero

che in uno de' suoi capolavori,

la

cupola del

Duomo

di

Firenze

(fig. 34),

Fig. 39.

Fig. 40. Palazzo

(L.

Rucellai in

Fimi

B. Alberti e B. Rossellino).

PalazzcTGuadagni

in

Firenze. (Cronaca).

Fig

41.

di S. Maria Novella
(Leon Batt. Mberti)

Facciata

MANUALE

40
egli

si

attenne

1367 per

lo

alla

meno,

la

DI

STORIA DELL ARTE

forma costruttiva anteriore (perche, essendo stabilita, fin dal


costruzione dell'alto cilindro o tamburo, l'opera sua si limit

all'esecuzione tecnica della volta della cupola a sesto acuto ed

ma

basterebbe

per rivelare una

l'inventiva

ingegnosa,

dimostrata

di quelle forti personalit, di

nella

cui ricco

Nell'ardente entusiasmo del Brunelleschi e di tutto

il

al

modello della lanterna);

costruzione della cupola,


il

Rinascimento.

popolo fiorentino per Tedi-

IL

Mentre

settentrionali spingono

l-

ARCHITETTURA

vediamo qual sentimento domini

fido a cupola noi


l'epoca.

QUATTROCENTO:

la

41

fantasia architettonica del-

loro torri verso

le

il

cielo,

gli

occhi degli

beano nella contemplazione di una cupola dalla linea bellissima. Il Pantheon maestoso, anche nel pi profondo Medio Evo considerato come una maraviglia e, quando l'anima par che torni all'antico, l'edificio a cupola acquista un signiItaliani

si

ficato ideale.
i

medaglisti e

pittori

gli

mettono come fondo

scultori la considerano

ai loro

come

quadri una costruzione a cupola:

l'edificio tipico,

architetti,

gli

attedrale, in

quando

Kn

(L. B. Alberti).

nei disegni

possono dar libero corso

alla fantasia

non sognano che

della costruzione,
In principio si

di erigere

dovettero limitare ad opere modeste. Cos

tempio degli Angeli, condotto poi poco pi su


cupola

cappelle

nicchie nel

muro

esterno

delle
e

della deliziosa cappella de' Pazzi, nel chiostro di


nel

1430.

Un

senza curarsi della ragion materiale

cupole.

atrio sorretto

da

sei

il

Brunelleschi ideo

il

fondamenta, ad otto facce con

disegn

l'edificio

Santa Croce

(fig.

a pianta centrale
35),

incominciata

colonne, con vlta a botte, conduce nell'interno,

il
cui centro coperto da una cupola semisferica; simile a questa, il Brunelleschi
aveva edificato fin dal 1428 la sagrestia vecchia di San Lorenzo. La chiesa di San Lorenzo, non ancora finita alla sua inerte, quella di San Spirito, incominciata appena

MANUALE

42
verso

il

DI

STORIA DELL ARTE

1436, conservano invece la forma tradizionale della basilica.

colonne recano, tra

il

capitello e la nascita dell'arco,

un frammento

In

ambedue

di

trabeazione.

le

Mti^m^i

Fig.

44. S. Maria delle Carceri in

Prato: esterno.

come lo si trova nelle vlte a crociera romane; del resto, le singole parti e la decorazione delle due chiese hanno carattere prevalentemente classico.
Ma allora in Firenze pi che chiese (tante ve n'erano di antiche!) si costruivano

il

palazzi

sempre era

quattrocento:

145(1

al

lasciata

man

libera

Fig. 45. S.

agli

architetti.

Maria

delle Carceri

da un assalto, rude

possibile, chiusa all'esterno,

architettura

4S

14/8 ne sorsero almeno trenta

solo dal

pietra, atta a difendersi

i.

non cedette subito

pei quali

pero non

L'antica casa toscana, costruita in

in

Prato: interne

per quanto era


nuova forma. Si con-

fiera nell'aspetto, e,
il

campo

alla

tinuarono ad impiegare, nelle facciate, dette perci rustiche

(fig.

36),

massi rettan-

Fig.146.

Fig. 47.

MADONNA

SAGRESTIA

DI

S.

DI S.

BIAGIO A MONTEPULCIANO.

SPIRITO IX

FI

REN'ZE.

(GII' LI

A \(

DA SANGALLO).

IL

QUATTROCENTO:

muro

nei piani superiori.

le

le

La struttura orizzontale

Fig. 48. Palazzo

immediatamente sotto

le

45

massicce muraglie

finestre a tutto sesto rientranti a terreno, coronate

porte

il

ARCHITETTURA

rozzamente lavorati (bugne), sopravvissero

golari

1.

quindi

le

da un largo tratto

di

indicata dai cornicioni, correnti

Pretorio di Pienza. (Bernardo Rossellino)

merlatura

finestre. Infine, al posto della

si

ha

la

morte

il

cornicione

tetto a travicelli fortemente sporgente.


Il

palazzo Pitti, disegnato dal Brunelleschi,

Luca Fancelli (1440-1492)

ma

eseguito dopo

palazzo allora pi stretto

di lui

da

che finiva con un'unica linea

di tetto, giacch fu allargato di sei finestre, tre per lato, e gli fu

dato

il

contrasto

MANUALE

46
delle

laterali

ali

DI

STORIA DELL ARTE

1620-1631

solo negli anni

il

palazzo de' Medici, poi Riccardi,

Michelozzo (13969-1472) (l'operoso collega del Brunelleschi


costruito nel 1444 per Cosimo de' Medici, e il palazzo Strozzi (fig.
di

Fig. 49.

al dir del

esempi

Ma

se

stile

nel

Majano

nel 1489, sono

pi

splendidi

rustico fiorentino.
costruir

le

costumanze, pi liberamente

facciate
essi

gli

architetti

lavorano nei

palazzo Guadagni

(fig.

39),

sono ancora legati dalle antiche

cortili (fig. 38),

profitto la conoscenza dei classici colonnati e

Nell'antico

Donatello),

cominciato.

Palazzo Ducale d'Urbino.

Vasari, dallo scultore Benedetto da

di

di

37),

il

dove sanno mettere

loro gusto decorativo.

opera

di

quel

Cronaca (Simone del

Fig. 50.

PORTA PRINCIPALE.
PA LAZZO DUCALE D'URBINO:

MANUALE

48

STORIA DELL

Di

ARTI-;

Pollaiuolo, 1454-1508), che fece anche


cornicione e il cortile del palazzo Strozzi,
vediamo gi un'opera pi raffinata, meno rude. Il bugnato serve soprattutto come
il

contorno,

un'altana, sotto l'ampio tetto sporgente, termina l'edificio.

Nell'architettura fiorentina appare una novit:

mente

facciata e che

la

cellai (fig. 40),

il

vediamo

pilastri

che suddividono vertical-

prima nel palazzo RuLeon Battista Alberti (v. pag. 32) ma


da Bernardo Rossellino (1409-1464)

associati allo stile rustico

cui disegno par che risalga a

che forse fu eseguito, dal 1446

1451,

al

poco dopo, anche del palazzo Piccolomini a Pienza, patria

costruttore,

di

Pio

II

Ducale d'L'rbinn

(Enea
(fig.

Piccolomini).

Silvio

Anche

facciata della chiesa di Santa Maria Novella

la

41) ed eseguita da Giovanni di Bettino nel 1470, da ritoner disegnata dall'Alberti.

Le incrostazioni marmoree di essa sono ancora secondo l'uso antico,

la

cordo tra
di

mezzo

il

frontone centrale

(fig.

scanalati,

il

42)

la linea

abbiamo un esempio

sott'arco a cassettoni e

orizzontale del piano inferiore. Nel portale

dello stile del

le

primo Rinascimento,

non, naturalmente, nell'esecuzione,


Alberti,

il

ma

coi pilastri

colonne corintie. Questa imitazione dell'arco

che protegge all'interno l'ingresso maggiore del Pantheon,

certo

opera dell'Alberti,

nel disegno; giacch certo che

Leon Battista

quale non esercit l'architettura se non avanti negli anni, confid ad

l'esecuzione tecnica delle sue opere,


sa inventare. Ci per
di

ma nuova

sostituzione delle volute ai semi-frontoni, che servono di passaggio e di rac-

non

come

se trovasse l'eseguire cosa

toglie nulla alla sua

nuovi concetti costruttivi.

non degna

fama basata anzitutto

altri

di chi

sulla scoperta

quattrocento: l'architettura

il

Nella facciata (incompleta fino dal 1468)

nei fianchi della chiesa di S.

cesco a Rimini, antico edificio rinnovato, egli non


alle

forme

antico

classiche,

(fig. 43).

romanamente

ma

si

limit a darci

anche

la

trasformazione interna,

intesa, sicuramente da riferire al disegno di

Fig. 52. S.

Fran-

particolari tolti

un sapore interamente

volle e riusc a dar l'impressione di

Gli era attribuita

1440-1468), sul quale

49

ma

Matteo

questa,

meno

de' Pasti (op.

Maria della Croce presso Crema. (Giov. Battagio).

Agostino d'Antonio

di

Duccio (1418-1481)

in

S.

suoi scolari

svolsero tutto un ciclo di scolture.

La piccola cappella del Santo Sepolcro


minuscola basilica ad una navata;

Pancrazio a Firenze ha figura di

capitelli corintii scanalati

portano una trabea-

zione severamente classica, sulla quale posa, sorretta da colonne, un'edicoletta ro-

tonda.

Mantova, dove

l'Alberti

era

nel

1459, abbozz

il

piano della chiesa di

Sebastiano, in forma di croce greca, chiesa che fu eseguita subito dopo; S. Andrea, incominciato appena dopo la morte dell'Alberti, rimasto notevole per la
S.

facciata, costruita in

ferma

forma

l'influenza classica

di fronte

sull'arte

del

d'un tempio antico. Con L. B. Alberti

Rinascimento;

egli

dea

s'af-

una forma chiara

quattrocento:

il

spiccata a quella chiesa ad una navata,


l'edificio

artisti del

51

croce, con cupola, che diventa

di

non dilegua mai pi dalla fantasia degli


fratelli
vi si attennero saldamente prima

Rinascimento. Dopo l'Alberti

Antonio da Sangallo
Madonna delle Carceri in Prato,

Giuliano (1445-1516)
chiesa della

architettura

forma

in

contemporanei

ideale dei suoi

seniore (1445-1534). Di Giuliano

con vlte a botte

a croce greca,

la

cupola, decorata nell'interno d'un fregio robbiano bianco e turchino. Fu finita

nel
S.

1491

44

(fig.

Allo stesso

45).

Spirito in Firenze

47).

(fig.

Francesco

Fig. 54. S.

cupola nella chiesa


al

di

attribuita

la

alla

pianta ed alla

Ferrara: esterno.

in

Biagio a Montepulciano

S.

graziosa sagrestia ottagonale di

Antonio diede maggior sviluppo

46), che appartiene per gi

(fig.

secolo seguente (fu incominciata nel 1518) e solo nelle decorazioni ricorda

il

primo

Rinascimento.
L'affinit tra Siena

palazzi: e

da Siena

Firenze

da Firenze,

Bernardo Rossellino,
architetto di papa Pio

II

come

palese,

due centri

in

gi ricordato, spieg in particolar

(pag. 48).

tipo delle chiese a sala, quali

Enea

Il

Duomo

ha

le

tre

si

decorato con

pilastri: solo la struttura


II:

riguardi, anche ne' suoi

dipende Pienza dove

modo

navate

la

di

sua attivit come

uguale altezza sul

Silvio dovette vedere spesso in

torna subito alla forma italiana, solida

nella facciata

Nelle altre opere di Pio

altri

dell'arte toscana,

verticale del

l'arcivescovado,

il

Germania;

e chiara, dell'edificio a

Duomo

ha qualcosa

palazzo Pretorio

(fig.

48) e

ma

frontone

di esotico.
il

palazzo

MANUALE

52

STORIA DELL ARTE

DI

il

vero

quale s'era formato intorno

alla

Piccolomini, appare
'

in

tutta

sua bellezza

la

''->.

stile

nazionale,

met

del secolo. Un'influenza dello stile fiorentino

del Brunelleschi

si

cominciare

(1447-1455),
in

Roma;

siderio

dalla

se

edilizia

si

di

Faenza,

1474.

papa

del secolo

umanista

anche

XV, avrebbe superato

Papa voleva trasformare

defin

ogni

monumentale.
ampliare

Pietro,

S.

il

Roma,

Nicol

risveglia

altra citt italiana in magnificenza


Il

di

nel

tutto fosse andato secondo

questo

met

Maiano

pontificato

dal

l'attivit

e,

di

Duomo

riscontra nel

cominciato da Giuliano da

il

pensava di creare un quartiere nuovo


da Castel S. Angelo a S. Pietro. Ma ad attuare
un piano cos grandioso mancavano ancora mezzi,
e a Roma le nuove costruzioni sorte da Nicol V
fino a Sisto IV (1471-84), confrontate con quelle
Vaticano;

di Firenze,

fanno una meschina figura.

Si

ricorse

a forze forestiere; troviamo architetti toscani che


si

trattengono a Roma, pi o

dicati

Francesco

Fig. 55. S.

spesso

come

meno

scalpellini:

oltre

Ferrara: interno.

in

Bernardo Rossellino, un altro Ber(di Lorenzo), Giacomo da

nardo

Pietrasanta, Francesco di Borgo


S.

Sepolcro, Giovannino de' Dol-

ci,

Baccio Pontelli ed
ad

occupati
palazzi

furono

chiese

a costruir fortificazioni.

Le chiese

facciate di chiese

e le

Agostino,

(S.

altri

innalzare

Maria del Po-

S.

polo, S. Pietro in Vincoli, S. Alaria

dell'Anima ed

altre) erette

da

quantunque leggiadre, non


hanno grande importanza, n riessi,

alcuna

velano
pera
pre

pi

noto col

li,

lazzo

Venezia,

oramai
giunte)

per

nome

di

riconosciuto
dell'Alberti.

rustico)
le

rimane sem-

cominciato

palazzo

il

Paolo

(non

idea nuova. L'o-

notevole

di

proporzioni

S.

da

di pa-

Marco,

(salvo

ag-

L'esterno
bell'effetto

semplici

Fig. 56. Palazzo

Fava

in

Bologna.

lungo, inall'Alberti,

il

grandiose,

il

quattrocento:

cortile rivela diretta e

architettura

influenza

visibile la

53
degli

edifici

romani (Co-

La pi insigne dimora principesca del tempo non per n fiorentina ne


Palazzo Ducale d'Urbino, che in quanto ha di pi bello opera del
romana, ma
dalmata Luciano da Laurana, e fu cominciato prima del 1467. Esternamente
losseo).

il

somiglia ad un castello

(fig.

mentre

49),

la

porta

(fig. 50),

il

cortile

(fig.

51)

la

decorazione interna sono splendida opera del pi puro Rinascimento.


Nella prima
altra

regione

met

del secolo

italiana

XV

Fig. 57.

met per
si

mette

si

comincia a

ristabilire

alla pari di Firenze. Ci

fluenze fiorentine (Michelozzo)


la

signoria di Lodovico

consacrata col

nome

del

il

Firenze e poi tutta

artistico

nell'ardore

Case Tacconi

un certo

nel

in

Toscana superarono ogni


progresso; nella seconda

Bologna.

equilibrio, e pi di

una provincia

Italia,

Moro, Milano svolge quella vivace attivit

Bramante. Arrivato

edilizia

che

a Milano in qualit di pittore e d'in-

gegnere nel 1474, vi oper fino alla caduta del duca:


milanese attenderemo di vederlo a

italiana

dove pur giovandosi d' insanno conservare una certa indipendenza. Sotto

avviene nell'Alta

gli artisti

la

rapido

ma

Roma, dove appare

per parlare dell'opera sua


in

tutta la sua grandezza,

quando descriveremo la sua rapida e prodigiosa carreria romana, di cui questa fase
lombarda la preparazione. difficile stabilire l'influenza esercitata direttamente o
indirettamente dal Bramante sull'architettura lombarda, e quali tra molti architetti
dell'Alta Italia fossero suoi scolari. Certo non solo tutti avevano gli occhi rivolti a
lui e agli esempi che venivano da lui; ma par certo che il duca ricorresse sempre
i

MANUALE

54
al

suo consiglio per

che

il

edifici

gli

Bramante lavorasse per

vincere

le

che fece costruire, mentre non

altri

si

(ad esempio per conventi)

distinguono per

la

semplicit della disposizione,


teristiche. In ogni

influenza, e

non

modo

lieve,

altrettanto sicuro

Lombardia, pi che svolgere uno

in

nel disegno delle piante

stile

ma non

rivelano forme assolutamente nuove e caratil mattone


cotto, ebbe la sua
devono attribuire molti dei caratteri pi im-

materiale proprio del paese,

il

ed

Bramante

ad esso che

Duomo

si

di Torino.

(Meo

del Caprina).

portanti e generali del Rinascimento lombardo. Predomina

si

che fosse in grado di

finezza dei particolari, la maggiore armonia, la nobile

Fig. 58.

zione

tradizioni architettoniche lombarde.

Infatti le opere, attribuite al

proprio,

STORIA DELL ARTE

DI

si

preferiscono

giova dell'aiuto del colore;

le

la

costruzione a pilastri;

linee circolari e semicircolari; la decora-

non manca

la

cupola, da principio poligonale,

col tetto schiacciato.

Un

all'interno,

chiesa

(fig.

Ma

col

mattoni

la

Pavia

la

chiesa di S. Maria della


1493, ottagonale

pronao. La cupola schiacciata, con loggetta

senz'altro

la

facciata della

non tanto come saggio d'arte costruttiva,


rivestimento marmoreo, che riduce l'architettura a

(fig.

grazia fastosa del

di

lanterna, somiglia assai a quella di S. Maria delle Grazie di

53),

servir di fondo all'ornamento plastico.

Mantegazza

costruita da Giovanni Battagio nel

capolavoro del Rinascimento lombardo

il

della Certosa di

quanto per

52),

esternamente rotonda,

aperta a colonnine
Milano.

lombardo

bell'esempio d'edificio

Croce presso Crema

Il

progetto

Giovan Antonio Amadeo.

per

la

massima parte opera dei

il

Gruppi

d'edifici

quattrocento:

architettura

essenzialmente differenti da questi

55

contraddistinti dalla ricca

decorazione pittorica delle parti costruttive noi troviamo a Parma, a Piacenza, e


ancora a Ferrara. La chiesa di S. Francesco a Ferrara (fig. 54), cominciata nel 1494

da Biagio Rossetti,

risale al

Municipale

centrale e
alle

le

navate

di

laterali coperte

laterali; la

nuovo, mentre

la

tipo della basilica a colonne;

tuttavia ha

la

navata

Brescia prima della

da una serie

di

basse cupole,

decorazione interna, ampollosa

pianta segue ancora

il

(fig. 55),

le

cappelle appoggiate

costituisce l'elemento

tipo della chiesa conventuale

lombarda del

secolo XIV.

Un edificio che deve la sua importanza non tanto al valore artistico ed alla
magnificenza della decorazione, quanto al carattere particolare della sua facciata,
il

Duomo

di

Torino; questa forma di facciata

la

troviamo ripetuta

in chiese

romane,

MANUALE

56

ad esempio
terminata

S.

serve di regola per

frontone, a due piani,

in

di raccordo,

Agostino,

come

in S.

Non

solo le chiese,

ma

1492

dal

anche

Bologna nel corso del secolo

XV

Firenze.

di
al

1498

(fig.

paesano (mattoni

La chiesa

mezzo

di

due alzate

fu costrutta

da

Meo

58).

palazzi sorgono belli e numerosi nell'Alta Italia.


costruisce

si

Fig. 60. Palazzo del Consiglio a

col materiale

chiese minori; la parte centrale

le

lega alle laterali per

e si

Maria Novella

del Caprina da Settignano

STORIA DELL ARTE

DI

cotti)

foggia di porticato aperto. Ma, se non

e
si

nelle

una

serie di palazzi (fig.

56

57)

Verona.

forme tradizionali,

trovano qui n

le

col pianterreno a

severe classiche nervature

n una grande variet di disposizione, pure gli occhi attenti possono osservare con
compiacenza la bellezza e la ricchezza degli archi e delle finestre, e la fantasia andar

indagando

rapporti che corrono tra questi edifici

palazzi comunali, orgoglio delle citt lombarde del

splendidi nel periodo del Rinascimento.

Non

la

vita del popolo.

Medio Evo, continuano

Anche

a sorgere

pi cos imponenti per grandiosit e

per ampiezza, serbano per l'antico carattere nel porticato aperto a terreno, ed hanno
fisonomia pi vivace merc

la

ricchezza

la

grazia delle decorazioni.

Tanto

il

pa-

quattrocento:

il

azzo Municipale

Brescia

di

(fig.

59),

sono trattati

pilastri e le pareti,

Anche

la

predilezione per

gli

che

il

architettura

57

palazzo del Consiglio a Verona

XVI; ma per

appartengono,

vero, al secolo

loro

il

carattere e

il

(fig.

60)

modo con

cui

sono piuttosto creazioni del primo Rinascimento.

ornamenti

pittorici

accenna a quel periodo.

11

palazzo

Tommaso Formenton nel 1492, non ebbe


suo compimento che verso la met del secolo XVI con la cooperazione del Palladio.
palazzo di Verona si pretende di Fra' Giocondo (1435-1514), uomo cui la patria
Il
Municipale

di

Brescia, cominciato da

Maria dei Miracoli a Venezia. (Pietro Lombardi).

Fig. 61. S.

non

offr

campo

il

sufficiente per la sua attivit, e che visse studiando, viaggiando e

operando.
L'architettura veneziana del secolo

XV, come

quella dell'epoca precedente

della successiva, deve tener conto delle speciali condizioni del suolo e dei costumi.

Dapprima
teristico;

un

poi

Rinascimento non prende che

costruzioni tradizionali;

marmo

variopinto,

neziano

forza

e la

uno

po' ritardataria, portandosi assai avanti con

dal

si

prediligono

pilastri

si

le

coprono

tarsie,
di

le

si

stile

gotico carat-

decorazioni, adattandole alle

riempiono

arabeschi, cos che

piani con dischi di

il

Rinascimento ve-

piuttosto stile di decorazione nelle superfici che delle parti costruttive,


bellezza delle quali contribuiscono

meno

all'effetto

che

la

la

deliziosa colora-

zione dei campi e la ricchezza degli ornamenti. Nella storia edilizia di Venezia del
secolo

XV

ricompare regolarmente

il

nome d'una

colonia d'artisti; quella dei

Lom-

58

ma

bardi;

tre soli

nato verso

il

di

essi

\M

IH

\I.I-:

Mi'M

l'Ili

\K1

I-

hanno importanza grande: Pietro

1435, f 1515) e

suoi

figli

Antonio

(di

Martino Solari,

Tullio

(f 1516) e

(1481-1489), la chiesa di Santa Maria dei Miracoli

giadra

creazione

porzioni, ad

una

del

(f 1531'), tre

comune

che rivedremo pi tardi nella loro qualit di scultori. L'opera

artisti

senza dubbio

(fig. 61),

la

ai

tre

pi leg-

primo Rinascimento veneziano. Nelle modestissime sue pro-

sola navata, col coro quadrato, essa procura

dimento con l'ornamento cromatico


coro; la facciata a campi variopinti

un senso

d'ineffabile go-

della sua facciata e lo splendore decorativo del


e divisi

per mezzo di pilastri, sui quali nel piano

(Pietro Lombardi?).

Palazzo Vendramin-Cal

un cornicione orizzontale, mentre il piano superiore adorno di archi


semplicemente decorativi; sopra questi si eleva il frontone semicircolare d'origine
bizantina, cos caro ai Veneziani (Scuola di S. Marco e altrove). Di Pietro Lominferiore posa

bardi da ritenere anche


pensi
in

il

palazzo Vendramin-Calergi

quel tempo, 1480, tanto oper in Venezia. Solo

di solito

(corpo centrale

pilastri usati fin allora,

hanno

deroso arco a tutto sesto.


meglio

si

due

ali
le

Non

meno

colonne, tra

le

62),

piano inferiore

il

traforate) e

quali

tanto belle come

(fig.

adattano a rivestimenti decorativi, sono

tripartito

si

allargano
le

come

le

bifore col po-

cui facciate limitate

grandi opere monumentali a

Venezia. Cos l'architettura del cortile del Palazzo Ducale, cominciato da

Rizzo (1483), proseguito da Pietro Lombardi

altri

(f 1504) che

piani superiori, al posto dei

palazzi,
le

quantunque

Mauro Coducci

disegno di questo pi probabilmente di quel

il

fino al 1511

e finito

nel

Antonio

1550 da An-

quattrocento:

il

architettura

59

ma compiuto solo in un Iato (fig. 63), con l'arco ancora acuto


primo piano, manca alquanto d'unit nella disposizione e di logica conseguenza

tonio Scarpagnino,
nel

innegabile peni che desta grande impressione anche,


memorie storiche che risveglia.

nelle sue parti.

L'architettura veneziana, anzi l'architettura

risce la ricca decorazione; la quale

ma

ili

non

se

non quello che

confe-

le

modesta struttura,
non si sa dove finisca

solo fa spesso dimenticare la

basta ad esercitare una potente attrattiva. Talora,

Fig. 63. Cortile del

Palazzo Ducale

in

infatti,

Venezia.

l'opera dell'architetto e dove cominci quella dello scultore, n se quella che

davanti

ci

sta

opera plastica o architettonica. Alcune porte magnifiche, interamente

sia

coperte di bassorilievi, come quella laterale del

maso Rodari
trasportata

le

tutta l'Alta Italia, fatta astrazione

non ha dunque altro significato

dagli edifici bramanteschi,

forse, per

architetto del

al

La fantasia

Louvre

degli

(fig.

italiani

Duomo
64),

del

non hanno
nord

motivi ornamentali che ricoprano


e volentieri, per ottenere

gi nel secolo

XV

si

(fig. 32),

maggior

Duomo

di

Como, disegnata da Tom-

o quella del palazzo Stanga di Cremona,


nell'Italia centrale nulla

inesauribile

loro pilastri e ravvivino


effetto, ricorrono

che

le

eguagli.

nell'invenzione di sempre nuovi

anche

accentua quella tendenza che nell'Alta

al

loro cornicioni. Spesso

colore.

Italia

Ed

condurr

cos

che

l'arte

ad

una ricchezza cromatica particolare. Quest'arte decorativa acquista un particolare significato storico, quando diventa il punto di partenza degli artisti tedeschi
pittori,

scultori e decoratori

del Rinascimento.

Fig. 64.

PORTA GI NEL PALAZZO STANGA

DI

CREMONA, ORA AL MUSEO DEL LOUVRE.

quattrocento: la scoltura

il

2S'

Rinascimento.

1401

tra

una mostra d'una

in

tempio

Non

del

Firenze nel

indetta a
loro

antichissimo

restano

zionale

si

Portano

tutti

Nuovo Testamento
la

appar

con

le

non

nell'arte

rappresentazione.

qui

da

L'artista

duzione della vita intima

ma

piuttosto

vorrebbe

cui

che, dato

il

stianesimo,
la

che

lo

la ricca e

la

grazia

come per

l'ambito degli scultori


Nicol

ligi

Pietro

di

alle

movimento,

il

anche

teste e alle
il

tipo con-

nelle linee l'indole e

nudi bastano a dimostrare come

il

bellezza alla vigorosa ripro-

la

Nei bassorilievi

lo

quale tutto

al

le

sforzo verso l'imiil

Rinascimento

rende dissimile dall'arte plastica classica. Era inevitabile


la

pittura occupa tra

scoltura cercasse in tutti

plastica

visibile negli

schietta vivacit della

natura d

la

fissare

commossa, ma

posto eminente che


la

appena

risorgere del classicismo,

il

che studia direttamente

di

nicchie all'esterno d'Or'

le

suo vertice. L'elemento nuovo

il

tazione della natura conduce a quel sentimento pittorico

1456),

Dottori della Chiesa.

e dei

tocca

fossero aperte al senso della bellezza.

rimarr fedele,

alla

Battistero

sacrificio d'Isacco.

1424 a figurar sulla porta episodi

al

statue che ornan

sentimento. Si sacrificano a volta anche

Per

il

anche valenti, come

artisti

caratteristiche del ritratto, cerca l'espressione,

formi ad ogni personaggio

anime

tema:

citt;

Evangelisti

la storia della plastica italiana

accessori decorativi e nei drappeggi,

le

per fare esperimento di

seconda porta del

la

presentati

lavor dal 1403

e le figure degli

porta del Ghiberti

San Michele,

figure

quella

di

me-

il

Con

bronzo per

furono

che

saggi

taglio netto l'arte plastica

racconta per esteso di una gara

migliori artisti d'Italia


di

principale

storia

uscito vittorioso nella gara,

che

un

Vasari

11

Jacopo della Quercia e Nicol di Piero Lamberti, ina nel Museo Naconservano
due che resero ai giudici difficile la scelta (figg. 55 e 56).
nome del Brunelleschi e di quel Lorenzo Ghiberti (1378-1455), che,

Donatello,

del

LA SCOLTURA

biografi degli artisti italiani separano con

dievale da quella

61

modi

di

Lamberti

come Bernardo

d'Arezzo

Duomo

seconda porta settentrionale del

sin dall'inizio del Cri-

(f 1456)

con Nanni

movimento

l'architettura, centro del

alla tradizione,

arti

le

avvicinarsele

d'emularla.

Firenze. Dal-

di Pietro Ciuffagni (1385-

occupato dal 1408 intorno


di

Banco

(f 1420),

sorgono

maestri innovatori: Lorenzo di Cione Ghiberti, Donato di Niccol di Betto Bardi,

detto Donatello,
in bronzo.

Luca

Compiuta

la

della Robbia. Il Ghiberti anzitutto eccellente scultore


prima porta del Battistero, nella quale ancor segue il modello

Andrea Pisano

di

quella pi antica, fusa da

al

1452 alla seconda porta, che ora

chelangelo, d'esser

la

(pag.

la principale,

porta del Paradiso.

10 e

15),

egli

degna, secondo

lavoio dal
le

incorniciata da un fregio a viticci e fe-

stoni di frutti, crescenti da vasi, e tutto avvivato da animali d'ogni sorta.

due battenti

1425

parole di Mi-

Anche

un telaio ornamentale con piccole nicchie


dove stanno figure dell'Antico Testamento e testine rese a ino' di ritratti. Queste
piccole scolture, tecnicamente perfette, sono tra le migliori del Rinascimento per
i

la

(fig.

67) sono inquadrati da

vivace naturalezza dell'espressione

partimenti

di

dell'uomo fino

ogni

battente

alla visita della

sono

e la bellezza dell'esecuzione.

storie

Regina

di

dell'Antico

Saba

Nei cinque scom-

Testamento, dalla creazione

Salomone. Qui tutte

le

tradizioni

MANUALE

62

DI

STORIA DELL ARTE


della composizione sono
audacemente infrante. An-

cora

si

sente
nel

classici

tar

di trat-

ma

nessun

vesti,

le

studio dei

lo

modo

ceppo trattiene pi

no-

il

stro artista, che arriva al

punto

di calpestare tutte

norme

le

stabilite

con

pittura.

la

per

il

gareggiando

bassorilievo,

Cos

nel

primo scomparto del battente di sinistra raccoglie

(come fanno

pittori del

un quadro solo
parecchi episodi della Getempo)

in

dalla creazione d'A-

nesi,

damo

fino

figure

cacciata

alla

Mentre

Paradiso.

dal

le

davanti sono

sul

quasi a tutto rilievo, quelle

fondo sono schiacciate

del
Fig. 65.

Bassorilievo

Filippo Bninelleschi: Sacrificio d'Isacco,


in

bronzo nel Museo Nazionale di Firet

proporzioni

di

col
al

bassorilievo

di

prospettiva

sempre con

po

una

il

sco-

fondo, con

pae-

architettonici, e

sfumando

va

che

composizione

la

effetto

pittorica;

folla di episodi

sistici

nella lontanan-

Delle statue del Ghi-

za.

berti

un

lo stesso

trattato

minori,

evidente di dare

fine

Michele

Or'San

in

san Giovanni Battista

Matteo (1419-

(1414), san

1422)

santo Stefano

quest'ultima

(fig. 68),

fusa

dopo le altre nel 1426,


paragonata al san Giorgio
di

Donatello

stra in
il

colari

san'to

al

mo-

chiarissimo

contrasto tra

tisti

Fig. 66. Lorenzo Ghiberti: Sacrificio d'Isacco.


Bassorilievo n bronzo nel Museo Nazionale di Firenze.

(fig. 72),

modo

due

caratteri

Ghiberti.

ar-

parti-

Nel

Stefano maggior

Fig. 67.

LORENZO GHIBERT1: PORTA PRINCIPALE DEL BATTISTERO

OI

ITRENZE

MANUALE

64

DI

STORIA DELL ARTE

bellezza formale, nell'altro maggior intensit di vita e carattere pi vigorosamente


espresso.

san Pietro

Il

recente

di

tolta

per

(fig. 69),

lungamente di Donatello, gli fu


immediato predecessore, Nanni di Banco

altra statua creduta

attribuirla

al

suo

Lorenzo Ghiberti: S. Stefano.


bronzo in Or' S. Michele a Firenze.

Fig. 68.

Statua

di

(m. 1421). Non v'ha dubbio,


e

lavori di

infatti,

Fig. 69.

Statua

di

Nanni

bronzo

di

in Or'

Banco: S. Pietro.
S. Michele a Firenze.

che esiste una grande affinit di

Nanni per Or'San Michele,

ossia

il

gruppo

stile

tra essa

dei quattro santi e la bella

figura di sant'Eligio.

Riferendosi alla giovinezza di

mente

della sua amicizia col

Donatello

(1386-1466)

il

Manetti narra piacevol-

Brunelleschi e del pellegrinaggio a

Roma

intrapreso

il

Anche

dai due artisti.


vella,

se

il

quattrocento: la scoltura
racconto pu,

fondo rimane veni. Fin dal

il

in

qualche particolare aver colore

Donatello di

14(17,

stimato come scultore da esser chiamato a cooperare


quel

momento occupavano

del

Campanile
un

quasi

d'Or'San

Nanni

Nel

di

Duomo

Banco:
di

S.

Luca.

ma

cui

Nel

segue

la

con

cosidetto Giosu)

una gamba,

si

la

animo fermo

sue pi antiche statue fatte per

si

grandi intraprese che

in

Duomo,

attese con ardore per

Fig. 71. Donatello: S.

Firenze.

Donatello segue evidentemente

Ala se

alle tre

lavori

no-

ventennio.

Fig. 70.

ranei,

Michele:

di

ventini anni, era gi cos

soli

fiorentini: le decorazioni della facciata del

gli artisti

dell'esterno

65

la

accostano nelle

via di
e

di

Banco

Giovanni Evangelista
di

Firenze.

altri

di

contempo-

cosciente della meta da raggiungere. Le

facciata
linee,

Nanni

Duomo

in

pel

campanile del

Duomo (come

alcune movenze, come

il

lo strascicar di

nella disposizione arbitraria delle pieghe, a quelle dei suoi colleghi.

osservano meglio,

(ora nelle navate del

e si

Duomo)

paragonano

il

tra loro,

san Marco

ci

le

quattro colossali statue sedute

Nicol d'Arezzo,

il

san Luca di

MANUALE

66

Nanni

Banco

di

70),

(fig.

71) di Donatello

(fig.

si

il

STOICA DELL ARTE

DI

san Matteo

scorge presto

Bernardo Ciuffagni

di

menti profondo, una fantasia ben pi schiettamente plastica.


stanno seduti, con

la testa di

san Giovanni

il

quest'ultimo un temperamento ben

in

mano

pieno prospetto, con una

altri-

quattro Evangelisti

Vangelo

sul

l'altra

(eccettuato san Marco) abbandonata sulla coscia:

ma

la

testa

si

sente

solo nel san Giovanni di Donatello


veramente personale, e nei movimenti

l'espressione,

ha gi rotto
brante

fin

secondo

disposte

pieghe delle vesti sono

le

un'intenzione

Come

vita e di carattere.

di

pensata.

vanni (che a molti par precorrere


supera

chelangelo)
del

Duomo,

Egli

barriere e creata una' figura vi-

le

cos

bellezza tutte

in

san Giorgio

il

san Gio-

il

Mos

il

(fig.

72)

di

Mi-

statue

le

tra

le

scolture di Or'San Michele, la maggiore.

Or'San

Per

tabernacolo

Michele,

dell'Arte

propriamente pel

Linaioli,

dei

Donatello

Marco (1411-1412),

esegui la sua statua di san

Michelangelo vantava l'espressione

di cui

di

o-

nesta dignit della testa caratteristica, l'atteg-

giamento vigoroso

Ma

drappeggio plastico.

bel

il

importante ancora per studiare

pi

proprio a Donatello, di interpretare

nuovo

il

indirizzo,

Come baldo

dell'intrepido

modo

vero,

san Giorgio gi

il

immagine

viva

dato,

il

il

ricor-

guerriero.

fiducioso s'avanza col viso gio-

vanile atteggiato a vivace corruccio! L'armatura

non

del santo

dalle spalle

che

Ci

sinistro.

grande scudo,
ed

il

Nelle

in

marmo

nel

Museo N

del

riproduzione in bronzo.

di

l'omero
il

coperto da una corazza aderente

statue dei

un

il

padrone

delle

forme

profeti

nel

Campanile

si

altro lato dell'ingegno di Donatello.

tare francamente,

ale di

San Michele da

non nasconde

corpo

del

questo

di

Qui l'impronta pittorica dell'opera

72. Donatello: S. G

Fig.

mantello allacciato

il

sicuro scultore del nudo.

palesa

renze, sostituita in Or'

solo

rivela gi nell'artista

Statua

presta a drappeggio artistico;

pende

coprendo parte

petto,

sul

si

gli

ma

in

modo

fatta risal-

diverso da quello

Ghiberti. Ogni figura studiata dal punto


vista in cui

guardata,

sar

tenendo conto

dell'altezza e del posto cui destinata, tanto nel

modellato, che

ducendo
fa

il

nelle

proporzioni,

anche nella scoltura

cos

Ghiberti,

limiti

dell'arte

che nelle teste, che hanno tutti


dualizzare

il

esecuzione,

intro-

come

rapporti

plastica.
i

modo

visione prospettica, senza varcare per,

nei
la

Qualche

nel

effetto

caratteri del ritratto.

tipo; tra la gente che gli sta vicino sceglie

pittorico

Non
il

di

gli

si

riscontra an-

basta pi di indivi-

suo personaggio, vivo di

QUATTROCENTO:

IL

una testa

vera, e ne fa

vita

profeta, assai

di

SCOLTURA

memi

67

bella che impressionante per

il

vigore dell'espressione. Delle quattro figure del Campanile, san Giovanni Battista,

Abacucco, Geremia
noto

74) ed

(fig.

ha

Davide

popolo sotto

al

lineamenti

(?),

pi famose sono

le

due ultime.

Il

cosidetto Davide

nome di Zuccone

il

un vecchio

di

popolano, macerato, indurito, inasprito


dalle angustie

vivace nell'aspetto,

ma

Geremia

(a

piti

torto

Salomone). Donatello,

detto
le

sventure. Simile

e dalle

anch'esso consunto,

questo,

due

quanto

statue
fosse

col

firmando
nome, mostr

suo

soddisfatto

gure, nelle quali per

queste

di

fi-

profeti pi nulla

conservano della sacra dignit propria


biblici.

ai tipi

diritto

l'anima

La tradizione perde ogni

quando non
dell'artista;

zione insorge

la

trova un'eco nelcontro alla

non soltanto

scultore, a cui appartiene,

ma

l'esecuzione,

tradi-

fantasia creatrice dello

tutta

concezione

la

dell'opera.

L'indole di Donatello' di quelle che

non soffrono freno. La forza,


verit, prima ancora che la

la vita, la

bellezza,

costituiscono l'ideale cui egli consacra


tutto s stesso, in armonia col suo tempo,

invaso da un nuovo potente

completa, gioconda.

remo dunque

Non

soffio di vita

meraviglie-

ci

nel veder gli antichi Fio-

rentini apprezzare la verit ritrattistica

chiamare

figure donatelliane, e

delle

nome di ben noti


Nei ritratti, come nel busto
profeti

col

cotta che

da Uzzano
di

ritiene

si

cittadini.
in

terra-

rappresenti Nicol

75 - Museo Nazionale

(fig.

Firenze) Donatello cerca di raggiun-

anche maggior verit col colore.


in un errore grossolano co-

gere

Ma

cadrebbe

lui

che

non considerasse

in

Donatello
Fig. 73.

che

il

verista; nell'opera sua c' quella e-

Statua

in

Donati

Da

bronzo nel Museo Nazio

levazione, quella sublimazione della vita

che non

si

che

le

comune.
Or'San Michele crebbe

riscontra nella verit

Coi lavori nel

molte

Duomo

imprese

e in

che

collaborazione (dal

1420)

Da

domanda

lontani paesi

si

di

gli

furono

Michelozzo

affidate

che

l'opera sua; a

lo

gi

Firenze

la

fama

Donatello tanto

di

obbligarono

ricorrere

nominammo come
egli

fa

nel

alla

architetto.

Battistero la gran

MANUALE

68

DI

STORIA DELL ARTE

papa Giovanni XXIII


come struttura ser-

tomba

di

(1426),

che

vir

modello ad

di

altre opere

consimili; la chiesa di S. Pietro a

Roma

arricchisce

si

con

tabernacolo
rilievi (1433);
il

in

Prato

pergamo esterno
gruppi

con

di

affida

cuzione
in

danzanti

egli

che
panile di

di

azione

gli

Cosimo

di

mentre
l'ese-

Brancacci
Napoli,

Nilo di

c', forse,

piccolo bassorilievo dell'A-

il

chiama ad ornare di opere plastiche il nuovo palazzo


dove l'Umanesimo, con la sua illuminata passione per

sepolcro

Donatello non

scensione.

Firenze.

giova

si

completamente

del

Angelo a

S.

dove

orna

Duomo

dell'aiuto di Michelozzo,
gli

basso-

egli

del

putti

Anche qui

(1438).

un suo

di

putti e

di

Un nuovo campo

de'

Medici

Via Larga (poi

che

lo

Riccardi)

classicismo, trover

il

di

aperto dall'amicizia

degna

sede; e qui Donatello entra nell'ambito classico. Nel cortile del palazzo Medici egli
imita antichi cammei in grandi medaglioni a bassorilievo, mentre col David pastorello del

Museo Nazionale

un corpo nudo
riuscirebbe

mente
e

con

in creta, egli

le

membra

primo dopo

Romani, fonde

in

bronzo

fine

solco del

arrotonda molle-

del corpo giovanile,

anche

stecca segna

la

73) egli,

rendere ogni pi leg-

giera curva, ogni pi

modello

(fig.

sicuro che la fusione

e,

pi

passaggi: arte che egli spinge al

lievi

limite

estremo della perfezione nelle forme

l'elmo del vinto Golia, dove

sono appena rilevate sul fondo, tanto


fine ne l'esecuzione.

lavora

Donatello
bronzo, in
e

squisitamente
di

teria

cui

prendente

in

rappresentar
gli

in

creta,

si

forme

le

ma-

alla

serve; anche pi sor-

vario

modo

lui

lo

stesso soggetto.

il

di

E-

ha una spiccata predilezione, na-

turale in

vanni

Ma

in

marmo adattando sempre

un

fiorentino, per san Gio-

Battista, patrono della citt.

quanta differenza

tra

la

figura

giovanile, Oserei dire febbricitante, del

pg
Busto

in

?5

Donatello: Nicolo da Uzzano (?)


Museo Nazionale di Firenze.

terracotta nel

quattrocento: la scoltura

il

69

Battista di Casa Martelli, ora nel Musco Nazionale di Firenze,

dove

di Siena (fig. 76),

macilento

corpo

il

di

colui

che

il

bronzo del

predic

Duomo

deserto

nel

di

una verit spaventosa! Come sono intima-

mente

diversi alcuni classici bassissimi rilievi

bronzo

in

Museo
v.

Duomo

fantasia

vita

danzano

1434, ora nel

(del

dell'Opera, di S. Maria
77) frementi di

fig.

ricca

che suonano

putti

sulla cantoria del

Fiore -

del

spiega

dell'artista

plastica

quasi sempre questa grande variet di


egli

non

per

le

stile;

stanca di cercar nuovi problemi

si

sue scolture, anche per procurarsi la

gioia di

forma

svolge senza che

si

ne risenta;

se

fondo della sua

il
t

ma

primi suoi lavori con

sua

la

senso della

il

senza artistica rimane intatto,

frontano

trionfalmente.

risolverli

personalit

vede sempre pi potente

si

La

gioia!

di

in

se

es-

con-

ultimi,

gli

lui

si

forza

la

drammatica.
Giunto

alla

maturit,

nezza; negli stessi


guranti

Donatello

della

espressione

marmo

sua scuola),
naturalezza,

mentre
gi
i

ci

nel

fin

rivela le

(fig.

forme

il

Tale con-

sec.

ha'J

pittori

XVI;
in

dell'arte donatelliana che


e

svilupparono.

Donatello cre l'opera sua maggiore,

lontano

dalla

patria.

chiamo ad abbozzare
altri

prende

78), anteriore al 1430,

tempi posteriori accolsero

Ma

ca^
una

bassorilievo dell'Annunciazione

Croce a Firenze

ricci

di

Madonna
che

nell'arte,

quest'indirizzo
il

dignitosa fierezza

importanza

seguono

la

sul fascino della belt.

cezione pi naturalistica della

tanta

raffi-

(a ragione attribuiti

alla

di

giovi-

stucco dipinto,

in

vivida

fresca,

sopravvento

S.

non crea pi

bassorilievi

piccoli

Madonna,

la

terracotta o in
a

egli

timide deliziose figure della sua

le

lavori,

innalzare

al

il

Nel 1444 Padova

lo

a fondere, oltre

ad

monumento
condottiero

che essa

voleva

veneziano Gatta-

melata (Erasmo da Narni). Gi aveva dato


prova della sua abilit come fonditore, a Firenze, col grande

gruppo

in

bronzo

di

S.

Giu-

nel

Giovanni Battista.
l

(uomo

di

Siena.

ditta e Oloferne (prima nel palazzo Medici,

ora nella Piazza della Signoria), che, forse per


colt tecniche, non riusc opera perfetta,

la

novit del soggetto

mancando

la

composizione

di

per

le

diffi-

chiarezza

MANUALE

70
di

movenze.

libert nelle

mirabile solo per


nalit e la

Ma

la

statua equestre del Gattamelata

monumentale interpretazione

scoltura classica.

11

cavallo

prima volta, restituisce

dove

mente

lo

l'aitar

77.

Fig.

si

rappresentanti

pass

quasi

nel

Ghiberti,

componeva per

le

scene

il

in

la

testa del

anni

dieci

Pa-

quattro .basso-

la

sua scoltura gareggia con

sua

anni

Donatello

felicit nel lavoro.

terracotta

misura un carattere

moEppure
quanto non fa-

norme

la pittura.

della plastica pi di
le

figure

isolate,

quadro sopra un fondo prospettico.


torna a

il

Firenze,

dove, modesto

Per ultimo oper nella chiesa

decorate con molte figure di santi,


e

ininterrottamente

importante sono qui

quale gi molto prima aveva fuso in bronzo

sti

cavallo;

quale, bench sapesse plasticamente rendere

il

sessantasette
la

del

Napoli) pu parere un pezzo di

miracoli del santo patrono, dove nell'espressione, nelle

drammatizzare

s'attien sempre, nella composizione, alle

Donatello: Particolare della

trova

di

non

vivace perso-

la

una vera opera del Rinascimento, anche perche, per


forma degna, questo soggetto che fu cos caro

maggiore. L'opera sua pi

venze

il

Museo

79)

(fig.

per

incaric di decorare la basilica del Santo (Antonio) e pi special-

rilievi

cesse

cavaliere

del

nel

ma

all'arte, in

all'antichit classica. Donatello

dova,

superate felicemente,

difficolt tecniche

le

cavallo (soprattutto nella variante che

la

STORIA DELL ARTE

DI

le

modellati

due porte
in

istucco

di

S.

semplice,

Lorenzo, per la

della vecchia sagrestia,


i

tondi degli Evangeli-

busto di san Lorenzo. Se a queste figure diede con sapiente

di

calma semplicit

insieme di sentimento profondo, nei bas-

QUATTROCEN

IL

sorilievdei due pulpiti, dove

si:ione

appaiono, su

mostrano

appassionate
motivi

classici

In

la

gloria di Cristo, egli lascio

Cruci fissione

la

Croce

potenti.

introdotti

di

71

(fig.

80)

la

Depo-

Firenze.

Donatello affid

da questi

negli

a'

suoi aiuti

accessori

ci

andava man mano esercitando


Donatello. Bertoldo, l'ultimo scolaro di Donatello, morto nel 1491,

l'influenza

sulla scuola di

SCOLTURA

passione

la

Donatello: Annun<

tutto,

l'esecuzione dell'opera;

narrata

drammatica, cosicch

libero corso alla sua foga

Fig. 78.

LA

In:

che

lo

studio

dell'antichit

MANUALE

72
fu

maestro

mente

Michelangelo: cosi

di

affini di lor

Da Giotto
Non

Donatelle.

Nella forza

in

poi,

movenze,

via ai pittori

due maggiori scultori

gi tanto intima-

italiani,

nessun artista esercit un'influenza estesa

solo gli scultori seguirono

drammatica

delle

STORIA DELL ARTE

natura, furono stretti insieme anche da un legame esteriore.

nuovo

il

ma

indirizzo,

tenace quanto
pittori.

stessi

gli

della narrazione, nella potente verit della rappresentazione,

nell'audacia con la quale rivela


tezza

DI

nella

pi intimi sentimenti, nella giustezza e nella schiet-

conoscenza del corpo umano,

sembra indicare

egli

la

costringerli a seguirlo.

Fig. 79.

Donateli. >: Statua equestre del Gattatnelata

Accanto a Donatello e al Ghiberti sta in prima linea, tra gli antichi artisti del
Rinascimento, Luca della Robbia (1400-1482).
Di carattere pi arrendevole, egli comincia dal subire l'influenza dei suoi due
grandi compagni d'arte, soprattutto
sorilievi

cantoria sopra

della

Firenze, ora nel

la

Museo dell'Opera

del

primo

L'esecuzione

qui

Rinascimento,
pi fine

venze sono meno ardite


lice.

fare

Un'altra volta Luca


le

porte di bronzo per

in

gara con

lui

egli

esegu

suonano

cantano

s'indovina

varie, e nel

sostituisce a

la stessa

81),

(fig.

facilmente

pergamo

una

l'indole
di

Donatello;

gli

di

aveva

li

delle pi

Donatello, quando questi non

Duomo, che

bas-

belle

speciale di Luca.

complesso l'invenzione non

sagrestia del

Duomo

ne ebbe l'ordinazione, nel 1441

graziosa che nel

meno
si

Donatello;

(nel 1431

gi messi al posto). Nei putti che

opere

di

porta della sagrestia settentrionale del

ma

le

mo-

cos fe-

si

cura di

erano state allogate

quattrocento: la scoltura

il

73

1436. Luca assume il lavoro con Michelozzo nel 1446 e lo finisce pi tardi
Bench Luca stesso apprezzasse, a quanto pare, la sua opera di scultore e di
fonditore, pure la sua maggiore rinomanza dovuta al piti modesto lavoro dei bassorilievi in terracotta invetriata, coi quali seppe ravvivare una forma d'arte specialmente
fino dal

da

solo.

cara
li

al

popolo. Con uno smalto qualche volta colorato,

rendeva pi durevoli

maggior

e di

ma

solitamente bianco, che

questo genere

effetto, egli cre in

le

opere pi

PmS.

Fig. 80. Donatello: Crocifissione. Bassorilievo

belle che

si

in

fossero viste in Italia fin allora e diede al

S.

Lorenzo a Firenze.

tempo

stesso la consacrazione arti-

Madonne, alla calma soaLa materi: ubbidiente favoriva la trattazione pi dolce


ricerche naturalistiche, e questo fu appunto il merito di Luca di

stica alle terrecotte, grazie alla deliziosa bellezza delle sue

vit delle sue figure


delle

forme

le

(fig. 82).

trar partito dalla materia per ottenere

monotonia come l'esagerazione. Non


misurato nel sentimento

miglior risultato stilistico, evitando cos

il

nel secolo

c'

nessuno che

egli

non usa che una

scolture in

limitata

serie

sono quasi sempre bianche,

marmo. Solo

gli

come
Ad animare

concilii

fresca vivacit e la plastica compostezza.


di

XV

colori;

le

non sfigurano, grazie

accessori, specie

lui

la

altro artista pi semplice e

l'intima espressione con

ed arricchire

la

suoi bassorilievi

figure rivelate su

fondo azzurro

alla loro lucentezza,

accanto

alle

festoni di fiori e di frutti che spesso

MANUALE

74
incorniciano

bassorilievi

soave maniera

sal

Lungo un
d'arte, cui d
e alla

morte

di

figli:

toni

gran favore

in

intero secolo la famiglia dei Della


il

lui

Andrea diventa capo

Girolamo,

Luca

Duomo,

Luca,

della

La

diversi.

tutta

in

nuova

il

nipote

in

la

questa forma

Andrea

(1435-1525),

della bottega, che a sua volta trasmette

Robbia: Putti cantori.

ora nell'Opera di S. M. del Fiore a Firenze.

Paolo,

Marco

Giovanni che

fu

il

pi valente

Questa forma d'arte sopravvisse innanzi nel secolo XVI.


bassorismaltati di Luca sono spesso decorativi e si legano indissolubilmente all'am-

(1469-1529).
lievi

tecnica

Toscana.

la

Robbia prosegue

suo nome. Luca prende come aiuto

Fig. 81.

cinque

STORIA DELL ARTE

sono colorati

rapidamente

Dalla cantoria del

ai

DI

biente
soffitto

architettonico
del

col

quale formano

protiro della cappella

cappella del cardinale di Portogallo


delle lunette sulle porte

Pazzi,
in

S.

un tutto:
e

cos

tondi con

Miniato. Le sue

(Museo Nazionale -

fig.

82 -

lacunari con rosette nel

le

figure delle Virt della

Madonne

e altri

nei bassorilievi

a Firenze; in S.

Dome-

il

quattrocento: la scultura

75

nico ad Urbino ecc.) s'ispirano ancora ad un sentimento severamente religioso. Solo


nelle

d'Andrea

opere

comincia

apparire

ad

grazia, quella soave amabilit che considerata


e

qualche volta par che ricordi

madre amorosa che


nocchiata

pi

di

in

ig.

Luca

82,

A poco

plastica

monumentale
le

sulla

soave

in

e commuove
Madonna ingi-

agita

si

Ges bambino disteso

allargando

la

terra,

in

cerchia dei suoi bassorilievi,

in creta cotta, e

Madonnaro

invade cos

Angeli. Terracotta nel

la
si

vivace;

tali

sono

quegli

in

tempo ed anche

questa tendenza

Ceppo

al di
il

volte

alle

il

campo

della

Museo Na

architettonica della decorazione.

osserva.

li

rinfocolassero

dale del

domina

Ma
la

sono sempre pi affa-

morbidezza

delle

forme

putti fasciati (medaglioni) d'Andrea della

Loggia dello Spedale degli Innocenti

diletto per chi

di

questo

per volta, col crescere dell'abilit tecnica,

semplici figurine in bassorilievo dove

e l'espressione

del

sempre

R.ibhia:

della

scinanti

Robbia

Robbia
La Madonna diventa una

rappresentazioni drammatiche, in gruppi; costruisce altari, fonti battesi-

mali, tabernacoli, fregi,

bambino,

composta devozione davanti

frequente.

scuola comincia a prender coraggio,

avventura

suo valore quella molle

motivo, cos caro anche alla pittura, della

Il

e in atto di

s'incontra

il

caratteristica dei Della

figure dell'Angelico.

le

volentieri scherza col suo

con ingenua vivacit.

tutto

in

come

in

Firenze

(fig. 83),

fonte d'infinito

comprende come la materia stessa e l'uso dei colori


artisti la smania del verismo, soprattutto con lo scorrer
fuori della stretta scuola robbiana. 11 pi famoso esempio
per

fregio che

si

adorna

in tutta la

sua lunghezza

a Pistoia, di Giovanni della Robbia,

il

portico dell'Ospe-

dove sono vivacemente descritte

sette quadri

Ma

le Opere di Misericordia (fig. 84).


ben s'intende come l'attivit dei grandi maestri non bastasse a tutta

la

Accanto a questi lavorano, pi o meno derivando da essi,


quali per con le opere loro non porteranno nessun nuovo elemento

vita artistica fiorentina.

numerosi

artisti,

nella scoltura fiorentina. Per le grandi imprese


di diverso valore:
di

il

Ghiberti per

la

venivan chiamati a collaborare

seconda porta

venti colleghi; Michelozzo fu per molti anni tra

di

bronzo

gli

si

aiuti di

fece aiutare

Donatello;

artisti

da pi

Maso

di

MANUALE

76

STORIA DELL ARTE

DI

Bartolomeo (detto anche Masaccio), tanto apprezzato da


Michelozzo

Luca

della Robbia. Perci difficilmente

delle singole personalit, e

avviene

Duccio,

di

opere principali sono a Perugia (facciata di


Francesco,

di S.

tata

v. pag. 49).

ad avere un'idea chiara

ad assegnare ad ognuno un indirizzo ben definito: cos

d'Antonio

Agostino

per

B. Alberti, lavor con

L.

riesce

si

(1418-1481),

fiorentino

Bernardino)

S.

Rimini

cui

le

(interno

Alcune 'delle sue teste ricordano con l'espressione

esal-

scuola pittorica umbra, altre figure nell'agitazione tortuosa dei veli o delle

la

lunghe vesti

per

di cui

si

hanno esempi

alcune rappresentazioni, molto mosse

classici

rasentano l'affettazione;

in

fortemente appassionate, raggiunge un'ap-

parente efficacia ed una grande variet, senza per rivelar una perfetta natura d'arCi valga anche per molti altri contemporanei di

tista.

Donatello, l'influenza del

quale s'esercita con pi prepotenza sulle personalit pi deboli.

Siena, mentre

nuove

svolge

(1371-1438)

Jacopo della Quercia

sua feconda attivit. Gi

la

prima opera che

nella

come

egli

XIV.

dello stile del secolo

per

mirabile

morta,

per

il

si

il

Lucca

di

nobile

la

conserva,

da molti
Infatti

Duomo

del Carretto nel

pera

di lui

liberato

sia

si

aprono

scultori fiorentini

gli

vie all'arte loro,

vede

si

degli impacci

sepolcro d'Ilaria
(fig.

86) un'odella bella

figura

fresco senso di vita che spira dai

un motivo

putti del fregio, tolto a

suo capolavoro, invece

la

Del

classico.

decorazione plastica

non rimangono che


della Fonte Gaia a Siena
frammenti (dal 1904 ricomposti nell'altana del
quali pur bastano a rivelare
Palazzo Pubblico),
i

degna concezione

la

e
Fig. 83.
fascie.

della Robbia: Bambino in


Terracotta nello Spedale degli In-

Andrea

battesimale
per,

Esso rivela

la

mano

del

uno

Ges

(fig.

pilastri
85),

la

la

tomba

agli

uditori

(fig.

e col

malgrado

la

loro
e

Petronio

S.

piccolezza,

Un

vigorose.

nello

il

tali

suoi ultimi

ne decor l'archi-

della giovinezza di

da mostrare

la

sua

S.

Giacomo Maggiore, con


in cattedra in mezzo

dottore

La sua forma d'arte personale rimase quasi senza influenza


la

quale seguiva con ardore

d'un'espressione piena di sentimento


fine esecuzione: Oltre a

altro suo lavoro del periodo

del dotto Galeazzo Bentivoglio in

87).

fonte

il

Ghiberti, autore d'altri due {Cattura

un bassorilievo rappresentante

sulla scoltura senese,

sei bassorilievi,

misura qui con Donatello,

si

con bassorilievi figuranti scene della Genesi

efficacissimi

parecchie statue

Giovanni. De'

largo

opera gran-

solo suo: quello raffigurante Zaccaria

porta maggiore di

maravigliosa padronanza delle forme vive


bolognese

S.

Battesimo di Ges), senza rimaner loro inferiore. Visse

anni a Bologna, dove architett


trave

modo

il

vesti. Altra

maestro nella bellezza formale delle figure

autore di uno dei bassorilievi (Cena d'Erode)

san Giovanni

in

commovente. Jacopo

schietto procedere della scena

di

le

diosa affidatagli dai suoi concittadini

nocenti a Firenze.

nel tempio.

delle figure e

possente di trattare

Jacopo

di

la

scuola pittorica nella ricerca

compostezza,

poneva ogni cura nella


XV non ha

della Quercia, la scoltura senese del secolo

pi artisti altrettanto grandi, pur producendo molte piccole opere (sopratutto

Ma-

quattrocento: la scoltura

ii.

donne

bassorilievo), che sono fra

in

creazioni del primo

migliori

mento. Gli scultori senesi

come

fonditori

abili

distinsero

si

bronzo;

in

le

Rinasci-

di

questa loro abilit restano begli esempi

maggiore del

nel tabernacolo sull'altar

Duomo

Pietro detto

di

1480,

il

88) e nei due

fig.

Martini

Come

1497).

nese

in

149J

dal

(lavorati

met

gruppo

della

il

Giacomo Cozzarelli
composizione

nella

al

terracotta nella seconda

Piet, all'Osservanza di Siena


di

lo

Gior-

di

saggio della plastica se-

400 ricorderemo

del

angeli che

Francesco

fiancheggiano, di

gio

di Lorenzo
Vecchietta (1412-

Siena, opera

di

(fig. 89),

(1435-1515),

nell'espressione

perfetto.

Contemporaneamente

la

scoltura

decorativa fiorisce in Siena per opera


degli intagliatori

Antonio

Barili

scultore

Mariano
1

dello

detto

fratelli Barili

il

Marrina(1476-1534).

lavorarono insieme nello

ornamento

splendido

e Giovanni
Lorenzo di

legno, inta-

di

gliato e dorato, che racchiude l'organo

sopra

zione

porta

la

Duomo,

della

Marrina

il

fronte

del

Cattedrale

sagrestia

la

ricca

Libreria nella

della

maggiore

l'aitar

del

decora-

chiesa in Fontegiusta (1516,

fig.

della
90), la

cui lunetta racchiude alcuni angeli che

piangono
di

vero

il

Salvatore morto con senso

profondo dolore.

La seconda met

XV

del secolo

non ha scultori grandi come Donatello,

ma una

serie di valorosi lavoratori che

continuano l'opera iniziata da

lui.

La

tecnica progredita permette loro di ot-

tenere nella parte decorativa un'esecuzione


ferire

splendida
alle

grazia gaia

geva

il

pratutto
ed

al

grandi
e

arrivare a

con-

composizioni

ima

di

tranquilla cui non giun-

loro antesignano, attento so-

all'espressione

movimento

caratteristica

delle figure.

Il

bu-

77

78

MANUALE

sto-ritratto e

sepolcro sono

DI

STORIA DELL'ARTE

temi prediletti dalla plastica fiorentina di questo


nota gi un realismo alquanto crudo, che non cerca la nobilt dei tratti a scapito della vivace espressione individuale. La
prova ce la porgono, tra gli altri, alcuni busti nel Museo di Berlino (gi propriet della famiglia
il

periodo. Nei ritratti

come ad esempio

Strozzi),

si

il

busto

in

marmo

calcare della cosidetta principessa di Urbino

gnano,

un

Majano,

F'g- 85.

busto

il

terzo
si

marmo

in

ritratto

di

conserva

cos

il

da questi

eseguiti

busti di Piero,

fig.

da

il

92, e di

busto del vescovo

in

91),

opere

Egitto.

terracotta (Berlino)

Bassorilievo in

trovano anche

di

marmo

come

quello in pietra

Desiderio da Setti-

il

busto

in

nel portale di S. Petronio a

in altri busti di

altri artisti fiorentini nel

di Pietro Mellini, opera di


e

si

in

Manetta Strozzi

Nicol Strozzi, opera forse di Mino da Fiesole. Di


quello di Filippo Strozzi, opera di Benedetto da

modello

Jacopo della Quercia: La fuga

(Louvre). Le stesse qualit

di

famiglia,

di

(fig.

terracotta e di

corso del secolo

XV

(si

marmo

Bologna

marmo

confrontino

Giovanni dei Medici, opere

Benedetto da Majano,

Salutati, pur

dovuto

al

di Mino da Fiesole; quello


Museo Nazionale di Firenze;

Mino, nel

duomo

di Fiesole), qualit

che spiccano naturalmente anche pi di quelli di terracotta dipinta. Il crescere


del favore per la scoltura colorata, d'altronde cos conforme alle tendenze allora
dominanti, mostra quanto fosse popolare l'arte plastica e spiega perch siano rari
i

busti

in

bronzo.

che esiste tra


vacit

la

scoltura, che

Infatti

la

vera arte popolare non conosce ancora

l'effetto plastico e quello

verit fisica;

pittorico: essa

non chiede che

perci difficilmente s'adatta a rinunciare

non vuol ridotta a pura arte formale.

la
la
al

separazione
schietta vicolore nella

MANUALE

80

monumenti

Nei

sepolcrali

la

DI

STORIA DELL ARTE

ricca

incorniciatura

sua grazia l'intonazione troppo aspramente realistica.

sume un
Evo,

che

alto edificio; lo

mentali,

porta

pilastri

al

rivolto quasi

Fig. 87.

laterali

che fiancheggiano

sempre

Jacopo

a chi

guarda; una nicchia

della Quercia:

Tomba

di

da un tondo con

la

e,

angeli

come architetto (1409-1464) e


capolavoro di Desiderio la tomba del
gi

Carlo Marsuppini (f 1455), in Santa Croce

o la stessa parete

in S.

Giacomo Maggiore

e col

viso

formano

il

a Bologna.

sopra, una lunetta, occupata di solito


e

pi belli fra questi sepolcri fiorentini sono di

parlammo

liscia

Galeazzo Bentivoglio

Madonna, sorretto da

sarcofago. Su questo posa,

il

morto, steso orizzontalmente

il

fondo, terminato con un cornicione ornato;

Il

la

secolo

su un catafalco o sopra una bara,

1464).

con

sepolcrale as-

e dal sarcofago isolato propri al Medio


XVI. Appoggiato alla parete, esso si svolge
zoccolo, adorno di festoni con frutta, grifoni e figure orna-

durer fino

come un

attenua

monumento

tipo fisso, diverso dalla lastra tombale

tipo

come

decorativa
11

di

un festone

di frutta.

Bernardo Rossellino,

del quale

incorniciato da

Desiderio da Settignano (1428-

segretario della Repubblica fiorentina,

(fig.

94);

di

Bernardo

il

monumento

Leonardo Bruni (segretario prima del Marsuppini, morto nel 1444 e sepolto pure
in S. Croce, fig. 93), dove il ritratto del morto ha una profondit di espressione maravigliosa. Di poco inferiore l'opera principale del fratello minore di Bernardo, Antonio
a

(1427-1478), ossia

il

monumento

che per ricchezza decorativa

Sorge naturale

la

si

al

cardinale di Portogallo in S. Miniato

(fig.

95),

avvicina a quello del Marsuppini.

domanda: quale

il

posto di questi artefici in confronto a

QUA rROC ENTO:

IL

Donatello? ben vero che


eredit ad

in

ma

altri;

sua grandezza non era

la

URA
di

delle sue qualit, tanto che davanti a tante opere minori,

possibile

che

pili

dubbio

il

che

artisti

degli

si

gli

solo per

predominanti

spesso

come

busti

qualcuna

di

bassorilievi,

quello

per

grazia

soave che sa dare

gran

ma

torme, per

delle

alle figure

elementi

gli

sue opere,

nelle

morbidezza

anche

la

trasmettono

si

avvicina, mentre dal maestro s'allon-

Antonio Russi-lumi, non

tana

decorativi

quelle che

sieno opera del maestro o

se

succedettero. Desiderio

gli

SI

poterono tuttavia impadronirsi

scolari

suoi

LA SCOLI

loro

alle

la

mo-

venze, qualit rese anche pi evidenti dalla perfetta


tecnica
glioso

sono

e di

Ges bambino,

deliziosi,

opere per

sellino e

di

la

massima parte d'Antonio Ros-

Desiderio da Settignano.

senza dubbio,

Duomo

nel

del segretario pontificio Pietro

l'altare

di

S.

Regolo (1484),

le

Lucca

di

proprio

Civitali

al

in

quali

risentono

si

carattere

il

come negli
stesso Duomo,

altre opere minori,

angeli del distrutto tabernacolo nello

alcune figure allegoriche femminili (ad esempio

Fede, nel Museo Nazionale di Firenze,

Homo

Ecce

nelle

la

da Noceto (1472)

modelli fiorentini. Pi chiaro appare

(.lei

in

l'amico suo

quale compi,

sua educazione artistica a Firenze.

la

provano due opere

tomba

san

di

cos frequentile cos

il

lo

busti

Ad Antonio Rossellino si avvicina


Matteo Civitali da Lucca (1436-1501),
Ce

Empoli
dove

di

fanciulli sotto l'aspetto

nobili

ritratti

maravi-

saggio

menzione meritano

Speciale

Giovannino

quali

delle

Sebastiano della Collegiata

san

96).

(fig.

marmo

del
il

Madonne

la

98), in vari

fig.

Spira da

in bassorilievo.

queste scolture una mistica piet, una fede serena,

d anche

cui

maggior

l'esecuzione accuratis-

risalto

sima, amorosa, che ritroveremo pure nelle sue opere

puramente decorative. Per malgrado questo carattere, per dir cos, commovente, dell'arte sua,
Civitali non ha n una grande potenza creatrice, n vigore
il

o ricchezza di fantasia.

Forse

imped

la

vita

calma

Civitali

al

sue energie

di

vuota della piccola

citt

completamente le
come Mino da Fiesole

sviluppare
cos

artistiche,

Fig

Lorenzo
I

(1431-1484),

perdere
nita

lavoro
di

man mano

alla

zione,

sopraffatto

fresca

rende
a

troppo

dal

fin

col

ih-i

Vecchietta):

ilir.ilt.il

>uomo

m.iL'.'-'i<>ri

'li

quella acuta personalit, che u-

naturalezza

cos

lavoro

B8

Pietro

li

..lui ii.H iilu

seducenti

Firenze per

la

e
i

alla

suoi

Badia (un altare

Bernardo Giugni, 1464-1481), ma

esecu-

schietta

primi

la

marmi, soprattutto
e

busti-ritratti.

sepolcri del conte

sua maggiore attivit

la

Ugo spieg

fig.

in

Egli

97 -

Roma,

MANUALE

82

dove oper un numero grande


S.

Cecilia,

S.

M.

Fig. 89.

molti

Mino da

della fine del

scultori,

Popolo,

M.

di

in

Trastevere

di

ecc.).

in terracotta nella Lllie^a

Fiesole, che gli

secolo

chiamati

STORIA DELL ARTE

tabernacoli scolpiti

di
S.

Giacomo Cozzargli Altare

della fecondit di

romane

del

l'I

sepolcri (Ss.

tanto

giunse

Apostoli,
la

fama

dell'Osservanza presso Siena.

vennero attribuite quasi tutte le scolture


che accanto a lui lavorarono

XV, mentre sappiamo

fuori (ad eccezione di Paolo Taccone, detto

Romano),

Fig.'90.

MARRINA: DECORAZIONE D'ALTARE NELLA CHIESA

HI

FONTEGIUSTA

IN SIENA.

MANUALE

84

IH

STORIA DELL ARTE

come

da Pisa, Mino del Reame,

Isaia

Giovanni Dalmata da Tran

in

Dal-

mazia, Andrea

Bregno da Osteno
Lugano, Luigi Capponi

lago di

sul

da Milano:

artisti tutti

impersonali,

diversi dei quali collaborarono con

Mino

nelle stesse opere. Dalle trac-

rimaste non

eie

fermare

romana

pu ancora

si

che

riscontro

faccia

af-

una scuola

esistenza di

la

alla

toscana ed abbia caratteri assoluta-

mente
che

propri; solo

si

l'intonazione,

ornare tabernacoli

pu affermare
costruire

nel

e sepolcri, fu

senza dubbio da Andrea Bregno,


cui primi

lavori del genere (1464)

trovano nella chiesa

data
i

si

Osteno.

di

L'ultimo degli scultori fiorentini,


in

Benedetto

ordine di tempo,

da Majano (1442-1497),
operosit

si

vasto.

assai

svolge

in

intarsio in legno, forse

occupa

egli

un

posto

tra

maestri di plastica decorativa

numentale. Loreto, Faenza


migliori

sua

l'opera

richiesero
di

le

rimaste

sono

lui

mo-

Napoli

ma

cose
nella

patria Toscana. La chiesa di S. Domenico a Siena ha sull'altar maggiore un suo ciborio di marmo, che

d una perfetta idea della lussureggiante decorazione cara al primo

Rinascimento.

mostrano come

se

egli

suoi

non

ritratti

fosse secondo

a nessuno nella fresca e schietta na-

turalezza,
S.

lavori nella Collegiata di

Gimignano

(altare di

Santa Fina)

sono testimoni della grazia vivace


della

ambito

Esperto nei lavori

di

da Settignano: Busto della principessa d'Urbino

io

tetto,

la cui ricca

un

morbidezza

arrivare.

di

forme cui sapeva

L'opera sua

pulpito in Santa Croce

migliore
(fig.

il

99) ric-

camente architettato e poggiante su


una mensola, le nicchie del quale

.Mino da Fiesole:
nel

Busto

il

Museo Na

anche archi-

Il

Simo ornate

statuette,

di

(.11

R0(

parapetto

il

concezione pittorica, pur ricordando


plastica.

dall' arte

in

unit

il

Al

quando

dall'altra

l'ima

primo

declinare
il

ciclo del

Altrettanto coltivata
bronzo, che per

le

s'

O:

LA SCOL

ili

bassorilievi.

quadri

secolo

del

secolo

II

Questi

scoltura

(fig.

di

100),

pittura, cosi

la

felice

non sconfinano

epoca,

stessa

della

la

85

RA

lontane

tanto da chiudere strette

iniziava, s'avvicinano

Rinascimento.
che

la

scoltura

marmo

in

era

difficolt tecniche eccitava la fantasia

d'altra parte, per lo studio delle forme e

la

Firenze

in

fusione

la

inventiva degli

artisti;

in

essa.

precisione del modellato richiesta dalla

natura del materiale, corrispondeva all'indirizzo realistico di quelle anime d'artisti.


fratelli Antonio (1432-1498) e Piero (1441-1489)
fonditori preferiti sono
Tra
i

POLLAIUOLO. Antonio studio

Fig.

'<;;.

lavoro

l'arte dell'orafo,

Bernardo Rossellino: Figura tombale

di

come

Leonardo Bruni,

Roma

pittore, e a

Croce

in S.

.1

nelle

Firenze.

tombe di Sisto IV e d'Innocenzo Vili (in S. Pietro) diede saggio della sua perizia
come scultore in bronzo.
primo Rinascimento, sorge Andrea (di Michele di
Quando sta per finire
Francesco Cioni) Verrocchhi (1436-1488), in origine orafo egli pure, e gran pitil

tore e gran
il

Perugino.

maestro

Come

se

ebbe

scultore,

Tornabuoni (Museo Nazionale),


che fu riserbato

il

equestre del secolo


di

Leonardo per

il

compito

XV

quali

allievi

di

sul
di

bassorilievi

all'opera di

s'ispir
fare,

dopo quella

monumento

Leonardo da Vinci, Lorenzo

giudicar dai

finir

della

Donatello,

e,

Francesco Sforza,

nascimento. Per incarico della Repubblica di Venezia


condottiero Bartolomeo Colleoni,

il

cui

del

Ma

Donatello.

sua vita,

la

poich

la

pi

egli

si

monumento non sorse

Credi

la

al

Verrocchio

pi grande statua

perduto

vigorosa

cre

di

sepolcro di Francesca

il

modello

forte del

Ri-

statua equestre del

pero che dopo

la

morti

compiuto da Alessandro Leopardi (fig. 101-102). Pur ammirando quella


Donatello, pi classicamente ideata e finamente eseguita, si deve riconoscere nel

del Verrocchio,
di

Colleoni del Verrocchio un'opera pi matura. Cavallo e cavaliere sono pi vigorosi

Fig.

94.

DESIDERIO DA SETTIGNANO:
IN

MONUMENTO SEPOLCRALE DEL SEGRETARIO MARSUPPINI,


S.

CROCE A FIRENZE.

11.

e
e

grandiosi,
ili

le

movenze

QUA fTROC EN

In:

cavaliere

del

SCOLTI

specialmente

Fg.

Antonio Rossellno: Sepolcro

95

del

card. Giovanni di

digioso la fiera indole del condottiero. Qui

esterne

il

dire stia

Nazionale

il

la

espressione, pur non essendo da ritenere un ritratto

Portogallo,

81

in

testa vibrante di

vita

modo

pro-

esprimono

S.

Miniato presso Firenze.

Verrocchio volle rendere con

profondo sentimento, l'intimo carattere del personaggio,


il

suo pregio maggiore. Studiando, dopo quest'opera,


di

Firenze (1476;

fig.

103),

si

in

vede chiara

la

il

le

in

ci

David

del

forme

pu
Museo

si

grande differenza che passa

MANUALE

ss
tra

il

Verrocchio

Donatello. Solo

il

nel bocciolo sta, chiuso ancora, tutto

impaccio par che leghi


viso erra un

non

le

movenze

DI

STORIA DELL ARTE

Verrocchio penetro nell'animo giovanile.


il

bel fiore che

della

si

creatura ancora acerba, mentre sul suo

so che di sogno. Quella testa ricciuta, dallo strano sorriso, col

sottile e gli occhi grandi, diverr

il

Come

aprir domani, cos un lieve

tipo ideale di Leonardo.

Il

David

mento

del Verrocchio,

Il

difficolt che

Tommaso

ROCEN

LA

l'i:

SCULTURA

ig

98

Matteo

si

Civitaii:

La Fede

presenta

89
di due sole
uno scalino sovrasta

composizione d'un gruppo

la

in piedi su

che par pi piccolo; collocato

guarda, mentre l'apostolo

il

felicemente vinta. La figura di Cristo

la

dovette presentare all'artista

persone, tanto
quella di san

Ql

fronte col viso rivolto a chi

eli

Museo Nazionale

di profilo,

Ges

di

Firenze.

passamente

il

protagonista;

composizione acquista da tutto ci una salda unit. Anche qui il Verrocchio trae
maggior effetto dal contrasto tra la figura giovanilmente graziosa di Tommaso e

quella solenne
delle

grave

due bellissime

di Cristo e dal

teste.

profondo sentimento

Se nei drappeggi non

si

dalla schietta espressione

lamentassero quelle pieghe grevi ed

MANUALE

90

eccessive, proprie al Verrocchio, noi

DJ

STORIA DELL'ARTE

avremmo

maestri.
degna del pi grande fra
Il
Verrocchio non si ferma, come

in

questo gruppo un'opera perfetta,

Fig

lei

99

primo Rinascimento,

teristico

il

gli

Benedetto da Majano: Pulpito

ma audacemente

fatto, ch'egli fu

il

primo a dare

ciatura fantastica all'uso degli antichi eroi,


guerri (che

non

si

scultori

altri

in

S.

marmo,

in

alle

conquiste

Croce a Firenze.

intende a procedere oltre.

Ed

carat-

ai

suoi busti in bassorilievo un'accon-

che nel cenotafio del cardinal Forte-

dovr studiare nella storpia traduzione

in

marmo

del

Duomo

di

Il

ma

Ql

VTTR0CENT0: LA SCOI TURA

91

bozzetto in terracotta del Kensington Museum), invece di dare


una disposizione decorativa, rappresento una scena drammaticamente
morto inginocchiato
mossa con la Fede, la Speranza, la Carit, che circondano
sul sarcofago. La Fede accenna, con gli occhi levati, a Cristo che in una gloria
Pistoia,

nel

alle figure solo

il

troneggia nella mandorla; anche

d'angeli

plichevoli;

la

Carit, che

gli

vola dinanzi,

la

Speranza volge

e,

nel

monumento

gli

occhi in alto, sup-

pistoiese, eseguita dal

Lorenzetti, forse alquanto diversa da quella prima concepita dal Verrocchio,

con

creazione di quel cenotafio c'introduce

la

100. Benedetti'

da Majano:

Insieme coi Toscani,

gli

S.

Francesco

in

Innocenzo

scultori dell'Alta

Dal pulpito di

III

Italia

Bench non ad essi siano affidate le sorti


rappresentano sempre il ponte attraverso il quale

attivit.

il

quale

un nuovo mondo.

S.

Croie a Firenze.

spiegano anch'essi una grande


dell'arte plastica italiana,

gli

artisti

pure

nordici arriveranno a

al Rinascimento, e portano qualche elemento nuovo nella vita artistica


La loro scoltura in parte risente dell'influenza di Donatello, che per la
lunga dimora a Padova ebbe scolari ed imitatori, come il Bellano (1430-1498)

partecipare
italiana.

l'eccellente

capelli

fonditore

inanellati,

Andrea

Bruisco

cui candelabri di

(1470-1532) chiamato Riccio da' suoi

bronzo della chiesa

di

S.

Antonio sono

tra

MANUALE

92

pi bei saggi di questo genere (vedi

mento

al

STORIA DELL ARTE


capitolo D: Industrie artistiche del

Rinasci-

italiano).

Ma

ie

IMI.

Andr

l'Alta Italia

dei suoi artisti

famosi

DI

artisti

gode

non
di

si

limita a far

la

gran favore anche

parte di chi riceve, che anzi pi di uno


nell'Italia meridionale.

Il

capostipite dei

palermitani della famiglia dei Gagini . Domenico (f 1492), lombardo

ii.

di

nascita

educazione;

di

cesco Laurana
aragonese

Napoli

di

corte presso

re

il

Palermo

e,

dal

1476

Renato, comp

fu assai apprezzati!

l'ufficio

importantissimo

di

Berlino, di Firenze ed altrove, pregevoli per

per

il

modo

speciale,

Hg.

Il

ramo

dalmata Fran-

il

come

di

portare

all'Arco
artista di

Rinascimento

il

attribuiscono vari busti di giovani donne ne' Musei di Palermo,

Francia.

si

anche

1502, visse in Avignone, dove,

al

in

lui

m.;

1458), medaglista e sculture, che lavor

operoso nel

(gi

scoi. tura

quattrocento: la

saremmo

1(12.

Monumento

d'arte popolare in

una grande purezza

per dire evanescente, di trattare

al

il

di

concezione

marino.

Colleoni del Ve

Italia

allora

come

oggi

la

plastica in terracotta,

nella quale lasciarono saggi mirabili ed impressionanti, per la naturalezza delle

forme

d'Antonio detto dall'Arca, pugliese stabilito a


Bologna (f 1494), dove complet l'arca di san Domenico incominciata da Nicola Pisano (si cfr.
gruppo di S. Maria della Vita, fig. 105) e Guido Mazzoni da Modena (1450-1518), cui appartiene
gran gruppo della Passione a Monteoliveto di
e la verit delle espressioni, Nicol. <>

il

il

Napoli (1489-1491). L'opera sua pi importante


al

Cristo

morto

in

S.

Giovanni

di

Modena

(fig.

in

questo genere

106),

dove

il

pianto intorno

gruppi, di un verismo

assoluto, sono di una grande efficacia, pur lasciando alquanto a desiderare dal punti)

MANUALE

94

composizione.

pi giovane,

Antonio Begarelli

mente ed hanno

nelle teste

STORIA DELL'ARTE

Mazzoni fu seguito da un maestro, del pari modenese,


cui gruppi sono disposti pittorica(1498-1565),

di vista della

11

DI

un

dotti in terracotta, anche per

cosi elevato
il

sentimento, da

farli

parere quadri tra-

fatto che, essendo creati per un dato posto,

non

offrono che poca variet di punti di vista.

Fig.

103.

Andrea Verrocchio: David. Statua

La debole costruzione

dei

gruppi

in

bronzo

nel

Museo Nazionale

di

Firenze.

evidente anche nel capolavoro del Bega-

gran Deposizione dalla croce in S. Francesco di Modena; ma la bellezza


scordelle teste e l'impressionante vita intima che anima tutte le figure non lasciano
gere le mende. Migliore nel suo complesso e nella esecuzione il gruppo della Passione in S. Pietro; mentre il sentimento artistico del maestro appare anche nel gruppo
relli,

la

della

Madonna con Ges bambino

Museo

civico; fig.

107).

in

grembo

san Giovannino a lato (Modena,

IL

La scuola lombarda,

QUATTROCKVI'n:

col

modo

suo

trascurare nelle grandi statue isolate


a

cui

Fig.

Fiorentini pervennero pur con

104.

nel rendere

Andrea Verrocchio:

vivaci sentimenti

che costituiscono

Quasi sempre

Cristo

la

pittorico

ili

lo

trattar

di

mosse aggraziate

bronzo

in

Lombardia

al

bardi ampia occasione di esercitare

di

la

invece pi feconda

Or' S. Michele a Firenze.

bassorilievi,

nei

dar carattere

alle

figure.

servizio dell'architettura e serve a

Pavia, che

la loro attivit.

lavorarono, per un secolo intero, a decorare

in

e leggiadre;

sua forza, sa argutamente narrare

l'arte plastica

scoltura, finisce per

la

studio della natura;

san Tommaso. Gruppo

le

95

soprattutto nel drappeggio quell'arte severa

scopo decorativo; come avviene nella Certosa


vi

SCULTURA

I.A

offr

Quasi tutti

facciata,

gli

agli

scultori lom-

scultori

portali,

lombardi

l'interno: nella

MANI

96

Fig.

DI

Nicol dall'Arca: Cristo morto.

105.

met

seconda

Ali:

XV

URIA DELL ARTE

Gruppo

in terracotta,

in

S.

Maria della Vita a Bologna.

Antonio (f 1493) e Cristoforo (f 1482)


Antonio Amadeo (1447-1522),
pi impormaestri dell'Italia settentrionale; Cristoforo Solari detto
Gobbo
1460- f 1527) ed Agostino Busti detto
Bambaja (1480-1548). Un
secolo

del

Mantegazza

da

tante fra tutti

Pavia;

fratelli

Giovanni

il

il

prima del
sentimento singolarmente intimo

(n.

SI

il

schietto, qualit propria delle opere lombarde, e

l'amorosa ricerca dell'espressione soavemente

ad influenze tedesche,

se la diversit delle

lirica

forme non

od elegiaca farebbero pensare


la

come

rivelassero piuttosto

bastano a

una tendenza indigena giunta a perfetta maturazione. Le parole non


dare una idea della magnificenza decorativa che spieg la scoltura lom-

barda

nei

il

risultato di

sia

monumento

monumenti

sepolcrali

sia

decorazione degli

nella

edifici (cappella

Bergamo, dell'Amadeo; tomba di Gastone di Foix, d'Agostino Busti, conservata in frammenti; tomba di Gian Galeazzo nella Certosa di Pavia
(fig. 108); statue nel Duomo di Milano e in quello di Como).
Un pi attento studio di questi copiosi e spesso farraginosi ornamenti e bassorilievi, che mutano il fondo architettonico in un vero scenario, lascia scorgere
come la decorazione non abbia nulla a che vedere con l'architettura dell'edificio, e
permette

di

proporzioni

Colleoni a

riconoscervi elementi raccolti da diverse fonti e qui tradotti


e

materiali. Anzi, recentemente,

queste fonti. L'Alta

Italia

veramente

la

si

mutando

pot anche rintracciare qualcuna di

patria della minuta arte plastica.

me-

XV

provengono da provincie settentrionali d'Italia, come Antonio Pisano o Pisanello, che pi tardi incontreremo
ancora fra pittori, nato in Pisa (1394?), ma portato fanciulletto a Verona e morto
daglisti

pi

antichi

pi

famosi del secolo

nel

1455,

il

quale fuse nel 1438 o 39 una medaglia per l'imperatore greco Giovanni

il

quattrocento: la scoltura

97

ramo
fama al servizio di Sigismondo Pandolfo Malatesta; erano poi mantovani Cristoforo Geremia, Pietro Jacopo Alari, noto col nome d'ANTico, e il fecondo Sperandio
(morto circa
1495); Giovanni Boldu era veneziano (fig. 111). Fu infine a Milano che Cristoforo Poppa, detto Caradoss (14529-1527), da Mendonico presso
Como, spieg prima la sua attivit. Accanto ai Lombardi, che pero spesso mutarono dimora, emerge anche qualche artista fiorentino come Niccol di Forzore
Paleologo:

dell'arte

che

in

lui

109-110);

(figg.

si

deve onorare
anche Matteo

vero

il

proprio creatore di questo

Pasti

de'

veronese

sal

in

il

far coniare medaglie


e Bertoldo di Giovanni. Quando
XV, una vera moda, non v'era citt italiana un po' importante

Spinelli
colo
il

il

suo medaglista. Per

l'Italia

la

patria gloriosa di questo

le

medaglie

ramo

dell'arte

divenne, nel seche non avesse

rimane sempre

settentrionale.

Anche

pi

strettamente

che per

affine,

medio-evo conobbe

le

spetta

il

vanto della paternit per un'arte

quella dei minuti bassorilievi in bronzo detti placchette. Gi


le

piastrine di stagno e di

piombo gettate

in

il

istampi cavi, ornate

da immagini di santi, che pellegrini portavano sulle vesti e appese al bordone, che
fedeli ponevano nelle loro stanze come oggetti di devozione, e che, nella suppellettile artistica delle case popolane, occupavano il posto tenuto in Germania dalla stampa
in legno. Solo verso la met del secolo XV le placchette acquistano maggiore imi

portanza

artistica,

col

salire

stesso artista operava queste


gli artisti nel

fondere

le

materiale

meno

onore

quelle.

dell'arte

delle

medaglie, giacch spesso

difficile lo stabilire

placchette, tanto vari erano

ornavano indifferentemente
in

in
e

vestiti, arnesi, mobili,

gli usi

lo

quale intento guidasse

a cui

si

destinavano.

Ne

armature; servivano a riprodurre,

prezioso, bassorilievi eseguiti originariamente in oro o in argento,

una parola, a diffondere rapidamente e largamente opere d'arte. Anche qualche


composizione originale fu eseguita in placchette, ma soprattutto gli artisti si attennero
e, in

alle

opere classiche, come

Fig. 106.

alle

pietre intagliate.

Guido Mazzoni: Cristo morto. Gruppo

in

Pel tramite di Venezia, erano ar-

terracotta dipinta in S. Giovanni a Modena.

MANUALE

98
rivati

in

Italia

tesori

DI STORIA

d'arte antica, e

DELL ARTE

dotti padovani, appassionati e intelligenti

ammiratori dell'antichit, non si stancavano mai di pregiarli,


comandarne lo studio; cos non fa meraviglia il vedere scultori
settentrionale lavorare a tutt'uomo per copiare
preziosi modelli. Nelle placchette
sici,

Antonio Begarelli: Madonna

col

sappiamo per qual via

Cos

le

fonditori dell'Italia

riprodurre nelle placchette questi-

soggetti sacri sono di poco pi frequenti dei clas-

certo nell'ambiente artistico erano pi pregiati questi che quelli.

107.

sica

spiegarli e di rac-

di

prima dello sviluppo dato

Bambino

si

soggetti

alla

diffondesse in Italia la conoscenza dell'arte clas-

plastica

le

scolture

il

gli

come da un

medaglie sta anche

vantaggio della

legno ed in rame

Roma. Vi contribuirono immensamente

medaglie) dell'Alta

decorativa;

Pavia, a Rimini ecc. attinsero da loro


delle placchette e delle

san Giovanni. Terracotta nel Museo civico di Modena.

agli scavi di

placchette (e qualche volta anche

esemplari

in

golare che scultori e pittori cerchino nello

prestarono

a Como, a Bergamo, a

libro di modelli.

Ma

l'importanza

questo, che, avendo esse sulle altre

facile moltiplicazione,

e nella storia dell'arte

Italia, le quali

scultori

somigliando in ci all'incisione in

occupano un posto consimile. Non par sinstesso momento il modo di riprodurre mecca-

quattrocento: la scoltura

il

nicamente
.alla

le

rimane vero

Pure ritenendo una favola

loro creazioni?

scoperta dell'incisione
il

in

rame

fatto che l'incisione in

in

racconto del Vasari intorno

rame, fatta dall'orafo fiorentino Maso Finiguerra nel 1452,

raggiunge una certa altezza solo verso


s'impara a formare

il

99

gesso,

in

Particolare della

in legno,

met

in

del secolo

Italia

XV.

come

in

Germania,

Nello stesso

tempo

minuta arte plastica si getta avidamente sulle


bronzo. Evidentemente queste ricerche, affini tra

la

opere originali per riprodurle

la

tomba

di

Gian Galeazzo Visconti

nella Certosa di

Pavia.

dovr cercare nella corrente nuova che inl'arte. Ma rimane interessante il fatto che
nelle stesse provincie italiane, dove fior la plastica minuta, l'incisione in rame si
pratic con ardore e con splendidi risultati. Abbiamo anche placchette di Dona-

loro,

hanno una ragione comune, che

vade

gli spiriti e

tello

d'altri

dell'Alta

nell'indirizzo

artisti

Italia,

del

si

che prende

fiorentini,

Moderno,

ma
del

in

numero- maggiore ne uscirono dalle


d'Antonio da Brescia e d'altri,

Riccio,

quanto pare, finirono per farne un'industria.

officine

che, a

MANUALE

100

La scoltura veneziana rimane


stile della

DI

STORIA DELL ARTE

lungo conservatrice, tanto che l'avvento dello

Rinascenza, pi sensibile nelle scolture del Palazzo Ducale,

impercettibilmente; a ci contribuisce anche


famiglie, legata in

il

si

compie quasi

fatto che, coltivata solo in certe date

forma quasi statutaria. Ai Bregno seguono

Lombardi, quali non


i

110. Pisanello.

Figg. 109-111. Medaglie.

dovettero appartenere tutti

comune luogo

ma

statue di

Adamo

e di

Eva

erano probabilmente uniti dal


primo artista del Rinail

Lombardia

veronese Antonio Rizzo (dal 1430 circa

scimento

il

alla stessa famiglia,

d'origine. Fra quelli venuti di

fin

dopo

il

1498), autore delle

eseguite per l'Arco Foscari nel cortile del Palazzo Ducale

doge Niccol Tron in S. Maria dei Frari.


di Pietro Solari detto Lombardo
Antonio e Tullio, mirabile
(v. pag. 58), coadiuvata e continuata pi tardi dai figli
nell'Accademia
nel ritrarre volti di morti (Avaro, in S. Antonio di Padova; Guidarello,
per facciate
scolture
balaustrate,
altari,
uscirono
botteghe
loro
Dalle
di Ravenna).

(1464; figg.

112-113)

della

tomba

del

Quasi nello stesso tempo, incominci l'opera

il

di

chiese

La pi

opere

d'altri edifici (Scuola di S. Marco),

ricca fonte di lavoro furono per essi,

lora a Venezia.
i

quattrocento: la scoltura

Mentre

come per

in

101

gran parte d'indole decorativa.

altri scultori,

caratteri del Rinascimento, senza per imitare pedestremente

ricchi

come sono, non

sepolcri in uso al-

primi hanno ancora intonazione gotica, vengono poi assumendo

solo per l'architettura,

ma

anche

pel

tipo fiorentino, pi

il

numero

di statue.

Il

capo-

ig,

12.

A. Ianni.

Fig.

Antonia Rizzo: Statue

lavoro dei Lomhardi

Con Pietro ed
(j-

e.

Ss.

quanto per

marmo

nel

e Paolo,

la fine

113.

di Venezi;

sepolcro del doge Pietro Mocenigo nei Ss. Giovanni e Paolo.

si

fu

Palazzo Ducale

lavor qualche volta alla stessa opera

devono probabilmente
grandiose tombe dogali, mentre

scoltura. Certo

Giovanni

il

figli

1522), al quale

tettonica delle
di

suoi

in

cos

per

il

la

monumento

bottega dei Lombardi forn

sepolcrale

opera altrettanto pregevole per

esecuzione delle figure isolate

Alessandro Leopardi

disegni per l'ornamentazione archi-

la

lavori

d'Andrea Vendramin

nei

snellezza della costruzione

dei bassorilievi

(fig.

14).

Altra opera

Fig. 114.

ALESSANDRO LEOPARDI, ANTONIO E TULLIO LOMBARDI


NEI SS. GIOVANNI E PAOLO DI VENEZIA.

MONUMENTO DEL DOGE VENDRAMIN

il

del
e

Leopardi sono

fu

il

Se

Leopardi che
il

tre

pili

alla

quattrocento: la scoltura
di

bronzo per

morte

Fig. 115. Alessandro Leopardi:

sulle traccie del classicismo, la

Uno

dei tre

si

comp

di
il

piazza S. Marco

monumento

al

(fig.

115),

Colleoni.

pili

delle

antenne

palma spetterebbe

fra tutte a introdurre nell'arte

Venezia

antenne

merito {principale del Rinascimento fosse quello d'aver ricondotto l'arte

prima

le

del Verrocchio

103

di

Piazza S. Marco a Venezia.

alla scoltura

veneziana. Essa fu

elementi greci (bassorilievi tombali attici?),

ferma all'imitazione superficiale senza trarre da quegli esempi

vitale che l'arte fiorentina trova nelle stesse radici della sua stirpe.

la

la

ma

forza

MANUALE

104

DI

STORIA DELL ARTE

LA PITTURA
Masaccio
tista e

e la

Cappella Brancacci nella chiesa del Carmine a Firenze: ecco

periodo dell'arte pittorica che fu

mano spegnendo,
i

limiti nei quali

mente

l'ar-

luogo che subito s'affacciano alla mente di chi parli o scriva di quel glorioso

il

e se

il

Rinascimento. La scuola di Giotto

ancora se ne trasmettono

venne costretta l'interpretazione

vero, e pi schiettamente

man

andata

s'

appaiono nullameno' varcati

precetti,

delle forme. Si

guarda pi acuta-

forme esterne, cosicch la sincerit


complessiva della figurazione si muter presto in un completo realismo, favorito
dalla miglior conoscenza del nudo, dalla ricerca delle leggi prospettiche e dall'esame
al

si

studiano

degli

le

del

effetti

colore.

Tuttora

servizio

al

dell'architettura, la pittura scioglier

proposti

dallo

maggior
ranno

libert; e

in gruppi, e

folle

di

popolo

alla scena,

una piacevole ampiezza

l'azione avr

una

divide-

si

protagonisti saranno cir-

un coro partecipante

condati da

temi

monumentale, con

stile

nel

senso della latitudine come della profondit

- ottenuta anche

col

fondo meglio curato,

pi ricco, pi vero. Le leggi architettoniche,


la

simmetrica

disposizione

quadro

che

creazioni pittoriche, vive

geniali

un complesso
ranno

delle

vincolarne

norma

all'artista

la fantasia.

del
alle

personali,

armoniosa bellezza

di

di sicura

parti

corrispondono, daranno,

si

servi-

senza troppo

Negli antichi soggetti

entrer una vita nuova, che comunicher a


chi

guarda l'emozione stessa che darebbe

il

vero.

Se
alle

pittura deve all'architettura, oltre

la

leggiadre costruzioni di cui orna

fondi

degli affreschi, l'equilibrio della composizione,

essa deve molto anche alla scoltura, da

apprese

modellato delle

il

zione del

nudo

la

figure,

bella e giusta

la

cui

perfe-

drappeg-

giatura.

si

Queste qualit, proprie dello stil nuovo,


gi quasi complete negli af-

riscontrano

freschi

Masaccio dipinse nella cappella

che

Brancacci;

ben

si

comprende come per un

secolo intero questa venisse considerata tale


Fig.

U6. Adamo ed Eva.

Affresco nella cappella Brancacci (Chiesa del

Carmine)

in

Firenze.

scuola di pittura da superarle tutte, e come


,-,, A
ii.Miolnn
ancora ai tempi di Raffaello e di Micnelan.

MANUALE

106
gelo

gli

artisti

DI

STORIA DELL ARTE

studiassero Masaccio. Tanto

pi strana, quindi, pare

la

profonda

oscurit che avvolge la vita del grande innovatore.

Tommaso di ser Giovanni di Simone Guidi da Castel San Giovanni, detto


documenti, il 21 dicembre del 1401; nel 1422 si maMasaccio, nacque, secondo
tricol nell'arte dei Medici e Speziali; mor a Roma nel 1428, ancor giovane e nella
i

Kig.

118. Masaccio: Ges. Dal

Tributo di Cristo. Firenze, Cappella Brancacci.

prima di condurre a termine l'opera della cappella Brancacci. Che Masuoi affreschi nella cappella sicuro; Filippino Lippi li comnon finisse
plet mezzo secolo pi tardi. Ma quel ciclo pittorico fu incominciato da Masaccio?
Secondo la tradizione, il maestro di Masaccio, Tommaso di Cristofano Fini detto
che affresc anche una cappella in S. CleMasolino (dal 1383 fin dopo il 1440)
mente a Roma (fig. 117), nonch la collegiata (1425-1428) e il battistero (1435)
intraprese primo gli affreschi della
di Castiglion d'Olona presso Varese (fig. 121)
miseria,

saccio

Tav.

MASACCIO

LA CACCIATA DAL PARADISO.

Firenze. Cappella Brancacci nella chiesa del Carmine.

II.

il

cappella Brancacci. Su

quest'ultimo fatto non

Ma Ma-

corre dubbio.

solino lavor soltanto


nei dipinti della vlta,

interamente distrutti,

od anche

in quelli del-

La nuova

pareti?

le

critica incerta tra le

due opinioni.

come

Masolino

la

dell stor-

risurrezione di

e la

Tabiia

119); e in-

(fig.

queste

fatti

la

san Pietro

di

Guarigione
pio

Vasari

11

Predica

pitture

hanno qualche somiglianza con quelle di


Castiglion d'Olona

gura

La

121).

moderna
anche

aggiunge

vi

Peccato origi-

il

nale (figura

Adamo

(fi-

critica

ed

diverso

16)

dove

Eva hanno
minor

tipo e

vivacit che nella Cacciata dal Paradiso, o-

pera sicura di Masaccio (v. tavola

II).

Ma

se ci fosse, Masolino

avrebbe dovuto

namente
con

ma

anni,

gli

solo

anche nello
le

confronto

in

con

pitture

cappella
sono

stile,

sue opere po-

steriori
le

non

particolari,

nei

tanto

stra-

peggiorare

pi

della

Brancacci
deboli,

nell'espressione

sia

che

nella

composizione.

Perci

noi

crediamo

qui lavorasse piuttosto

Masaccio

prin-

quattrocento: la pittura

107

MANUALE

110

DI

STORIA DELL ARTE

quando cio ancora si atteneva alle forme del maestro anche nelle
come pu vedersi nella foggia lombarda degli abiti dei due gentiluomini

cipiante,

este-

riorit,

nella

Resurrezione di
Il

le

T abita

la

119).

nuova epoca la Cacciata dal Paradiso. Tra questa e


mondo. Gi si preannunzia in essa lo stilejjet

figurazioni anteriori c' tutto un

Fig.

cinquecento,
rito

quando

evidenza

la

122. Pietro battezza gl'idolatri.

e infatti Raffaello,

Firenze, Cappella Brancacci.

che del cinquecento

nelle Loggie figur lo stesso soggetto.

fetto di rilievo

lo

(fig.

dipinto che segna

l'eroe,
I

l'ebbe presente allo spi-

nudi sono eseguiti con un

ef-

tutto nuovo; l'atteggiamento vero e spontaneo rende con efficace

vergogna d'Adamo, mentre Eva esprime a perfezione

il

suo dolore. Anche

scorcio dell'angelo librato in alto reso con finissimo intendimento. Nelle tre

scene tolte dagli Atti degli Apostoli,

due Apostoli portano impresso

il

carattere

il

della pi grave dignit.


nelle teste, che

Sia

pittore mostra

il

volennello

tieri di profilo, sia

stesso drappeggiardelle

par

vesti,

scorgere

di

qualcosa che
di

al

inette

li

sopra

degli uo-

hanno

mini

comuni:

piena

coscienza

della

loro potest, della loro


alta missione; sono noe dignitosi nell'at-

bili

teggiamento,

brano

sem-

estranei

differenti a

in-

che

ci

li

circonda. Levesti, mentre lasciano indovinare


le

forme

del corpo,

pieghe,

movimenti
hanno belle
semplici e
i

schiette, 'piacevoli

guardare.

na-

osservazione della

fanno

tura

guarigione,

pi
le

fede

anche

con

freddoloso

il

incrociate

braccia

petto

sul

gli

che implorano

storpii
la

Dell'attenta

gruppo

nel

dei battezzandi (figura


122), e

viso macilento

il

per malattia
della

per fame

madre

giovane

col figlio in collo (grup-

po

della

lascia

bellezza sfiorita.

attraverso a

di

E pure

tali

realistiche spira
fio

che

Carit),

intravedere una

pura

scene

un

sof-

idealit!

Nell'affresco maggiore,
il

Tributo di

gura

123),

presentati

Ges
sono

tre

(fi-

rap-

episodi

diversi, cos felicemente

quattrocento: la pittura

111

il

disposti, che

quadro

solo.

non solo non s'interrompono


Nel mezzo della scena Ges

blicano che chiede


pesce; a destra

sono

ristico

lo

il

l'ini

l'altro,

ma

par che

la

la

moneta

figura di Ges, per

lui

il

in

un

pub-

al
il

pubblicano. Gli apostoli

posto che occupa

Masaccio

fa

l'alta

un tipo caratte-

popolano.

di

Certo Masaccio, bench superasse

Fig.

125.

Andrea

suoi colleghi in

del Castagno: Crocifissione.

fama

personalit, non appare isolato nell'ambito artistico della prima

ma, pi degli

altri,

egli

seppe

resistere

alle

fosse considerato

il

Firenze, Galleria degli Uffiz

pi gran pittore del Rinascimento per quanto v'ha d'armonico

sempre

uniscano

si

tributo; a sinistra Pietro che toglie lo statere dal ventre del

eleva sulle altre. Della figura del pubblicano

si

113

tra gli Apostoli; dirimpetto a

stesso Apostolo che porge

con forza succosa, mentre

resi

idealit,

quattrocento: la pittura

grandioso nella sua

met

tendenze unilaterali,

del sec.

XV;

preoccuparsi

dell'azione, senza trascurar l'artistica bellezza delle forme, con felice equilibrio

tra la fantasia e la tecnica.

Anche

hanno parte importante nello sviluppo della pittura italiana.


quali, quando si voglia por mente solo all' uno o all'altro
lato dell'attivit artistica, si mostrano ancor pi ardenti di Masaccio nel coltivar la
fantasia e l'occhio. Paolo (di Dono) Uccello (1397-1475) si affatica nella ricerca
Anzi

vi

altri pittori

sono pittori

dei fondi

prospettici

dei

giusti

figurazioni solite, o lo allarga.

effetti

di

luce

d'ombra; esce dal campo delle

Ma, curando con troppo studio ogni particolare

nelle

MANUALE

114

DI

STORIA DELL ARTE

figure d'uomini e d'animali e nel paesaggio, trascura di dare unit alle sue
sizioni e

un'anima

alle

sue figure. La prima impressione, che

si

compo-

ha dal complesso dei

monocro-

suoi affreschi

mati (assai deperiti) nel


chiostro

di

Maria

S.

Novella, e dalle Battadegli

glie

Uffizi

Louvre

124), del

(fig.

della

Galleria

Nazionale

Londra,

non

"e

di

com-

pletamente favorevole;

ma,

esaminate

tamente,

mosse

con

vezza

parti-

quelle figure

tanta

vi-

quegli scorci

audaci rivelano presto

valore

tutto

l'importanza di questo

il

tutta

artista.

Qualcosa
avviene

con

di simile

Andrea

del Castagno (1410?|

1457), della cui

tuosa vita

il

racconto altrettanto

uri

falso

La

quando piacevole.

figura a cavallo del

condottiero

Tolentino

ritratti

villa

='

:i

Nicol da

in

Duomo,

fresco

della

Carducci (ora nel

Museo

tumul-

Vasari fa

di

S.

Apollonia

a Firenze) risentono lo

spirito

mento
dei
rieri,

del
fin

Rinasci-

nella scelta

personaggi:
poeti e

guer-

donne

fa-

mose. Alle proporzioni


gigantesche corrispon-

dono

le

forme massicce

e l'espressione eccezio-

nalmente vigorosa. Altrettanto rudi sono


figure del
S.

Apollonia

S.

Maria degli Angeli

(fig.

126) e

il

gruppo

(fig.

125).

Cenacolo

le

di

della Crocifissione nella Galleria degli Uffizi, gi in

Par che della scuola

di

Andrea

fosse quel

Dome-

quattrocento: la pittura

il

115

NICO VENEZIANO (f 1461) Che, secondo il Vasari, adott nelle sue pitture su tavola
una nuova tecnica, ad olio. Di lui si conserva agli Uffizi una tavola piuttosto grande,
rappresentante

firmata,

Madonna con quattro

la

Santa Lucia dei Magnoli,

di

una parte

cui

di

santi,

proveniente

della predella nel

dalla

Museo

chiesa

di Berlino.

L'unico che possa star alla pari

con Masaccio, per l'anima sua d'ar-

armonioso

tista

e definito,

frate

il

domenicano Giovanni Angelico


detto da Fiesole (1387-1455) fatscuola

alla

tosi

sizione.

In lui

artista

venera

si

veramente

ligioso

Lorenzo

di

naco (13707-1425)

Motran-

di

l'artista re-

ideale.

Per

il

sen-

timento ascetico che spira dalle sue


per

opere,
stica

devoto
suscita

la

destinazione ecclesia-

esse

di

per l'emozione di

che l'arte

misticismo
in

chi

guarda,

egli

sua

consi-

derato come l'ultimo rappresentante


della fede ardente

profonda che

Medio Evo. Ma. oltre


non esser vero che la mancanza
devozione sia uno dei caratteri

caratterizzo
al

di

il

distintivi del Rinascimento, si deve


anche considerare come sotto molti

aspetti fra Giovanni sia un vero

XV

glio dell'arte del

pi

si

cede

afferma
nella

tale,

quando

La

vita.

religioso gli ordina

dedicare

di

di
l'o-

Chiesa:

la-

monastero,

del

cella

pi pro-

condizione

pera sua artistica alla

vora nella

fi-

secolo: e tanto

Fig.

127.

I'..

orna de' suoi quadri


chiese dell'ordine.

basta ancora a

le

Ma

completamente
limiti

piuttosto l'espressione dell'indole sua


violento, appassionato, agitato, brutto.
spettri infernali del Giudizio

pel dolore e la mestizia

trova

verso una luce chiara,

e dei colori

grezza di cui illumina tutti

tenga l'artista

nella

<ii

s.
S.

Domenico.
Viari o

tinto ci non

spiegare

Fiesolano. L'indirizzo artistico e

gli

Angelico:
Vlu eo

nobili

piti

le

particolar

la

che

egli

natura
alla

creazioni

delle

del

propria fantasia sono

Egli rifugge da tutto ci che


Mentre non sa concepire un
inda traditore

personale.

Universale o

pi

impone

gli

aguzzini che flagelleranno Ges,

toccanti espressioni. Egli vede


predilige

il

bianco: l'umilt sola

il

mondo

attra-

tempera

l'alle-

suoi volti, e un certo timido impaccio par che trat-

vivacit de' suoi tratti.

Le sue figure sono invero

meno

per-

MANUALE

116
fette di quelle

rimane
e

la

non

impedisce

nei

fatti

dare

di

guardi

Bambino

il

volti

per

Ss.

la

pido stupore
allogatagli

nel

volando lungo
Fra'

stringe

si

al

(figg.

della

al

alla

1433,

gli

Ma

quest'aura di devozione

umana

Museo

di

S.

pur ne-

Marco. Con

quanto

verit che

prefetto Decio. Affresco nella Cappella di Nicole

giovane Madre, ancora immatura nelle forme

sepolcro (Vita di Cristo, in 36 quadretti per sportelli,

Madonna

nella

nel

Stella

Annunziata, oggi nel Museo

127-129).

sue figure quella parte di

Lorenzo davanti

Donne

delle

alle

STORIA DELL ARTE

come padrone della forma e della verit l'Angelico


compagni d'arte; per li supera per l'intima soavit

Madonna

la

12S. B. Angelico: S.

amore

calma beatitudine dell'espressione


gli

cessaria. Si

f-ig.

Masaccio

di

disotto di molti suoi

al

DI

dei

di

linajoli

angeli musicanti

S.

Marco) come

(l'opera

come sono

pi

tutti

evidente

il

tre-

popolare del maestro),

compresi del loro

ufficio,

la cornice!

Giovanni,

al

secolo

Guido, nato a Vicchio di Mugello, entr nell'ordine

quattrocento: la pittura

il

dei

Domenicani (1407) quando

Dei lavori compiuti durante

Ma

mora

nel

sua educazione artistica era probabilmente gi fatta.

lunga dimora nei conventi

egli

porta della foresteria

monaci

la

la

non appare
convento di S. Marco

poco rimane.

egli dipinse,

tutto

Firenze (1436).

il

di

Cortona

di

Fiesole

suo splendore che quando prende di-

in

Nella lunetta sovrastante alla

simbolo eloquente. Cristo pellegrino accolto da due

parete di fondo della sala del Capitolo

nella

117

vasto affresco della Cro-

il

cifissione.

Qui non

tanto

ma

piuttosto

la

viva riproduzione di quello che passa nell'anima dei credenti.

occhi,

Fig.

129.

intorno

esprimono

modo

naci furono dipinte


vita di

con

la

tragica scena die egli vuol porre davanti

B. Angelico: Particolare del Giudizio

Tutti raccolti
nel

la

alla

croce,

Maria,

Universale.

gli

amici

Museo

Firenze,

di

Cristo,

di

S.

santi della Chiesa

commovente il dolore e lo sconforto. Anche le


dall'istancabile monaco artista, che vi narr ora

Maria, ora della passione di Ges.

Esse,

maravigliosa tecnica dell'affresco. Gi nel

XIV

mentre parlano
la

pi

nostri

Marco.

pi

profonda soavit dell'espressione, destano

ai

al

celle dei
le

mo-

scene della

nostro cuore

viva ammirazione per

secolo la pittura a

buon

la

fresco era

arrivata ad un altissimo grado di perfezione; nel corso di poche generazioni sale


cos in alto, che

Fra'

con qualche progresso ancora raggiunger

Giovanni pass

fatta a Orvieto) a

suoi

ultimi

Roma, dove

fu

la

perfezione completa.

anni (non tenendo conto di una breve dimora

chiamato da Papa Eugenio IV

nel

1446. Gli af-

MANUALE

118
della

freschi

cappella

tanti della vita di


fra l'Angelico e

s.

Masaccio,

il

e di

STORIA DELL ARTE

Nicol

vaticana di

Stefano

DI

s.

Lorenzo,

suo amore per

rappresentano

gli

episodi pi impor-

qui appar chiara l'affinit che esiste

forme

le

del

Rinascimento. Dalla dispo-

sizione dei gruppi dell' Interrogatorio di san Lorenzo davanti al prefetto Decio
e

dalle caratteristiche

Fig.

buisce

tesori ai poveri

singoli

dei

130.

si

mendicanti nel dipinto

Filippo Lippi:

Mado

di

S.

(fig.

Lorenzo che

128)

distri-

Firenze, Galleria Fitti.

deve arguire che frate Angelico avesse studiato

gli

affre-

schi di Masaccio.

La storia della pittura fiorentina nella prima met del Quattrocento novera
anche un altro frate carmelitano, ma frate pi nelle vesti che nell'anima: Fra' Filippo

Lippi (14067-1469) scolaro di Masaccio.

egli fosse

Le varie sue vicende

rapito nell'Adriatico da alcuni pirati) offrirono

piacevoli racconti, e anche alcuni episodi accertati della

(si

narra che

argomento di
sua vita (seduzione di una
ai

novellieri

MANUALE

120

monaca) non mancano

per non spiegano per nulla

d'interesse;

non

indirizzo artistico, salvocli

si

STORIA DELL ARTE

DI

suo particolare

il

volesse attribuire a carattere personale

la

viva-

cit allegra de' suoi quadri posteriori e la preferenza pei tipi femminili pieni di brio.

figurando

In principio

Madonna

la

ginocchiata in adorazione davanti

Ma

man mano

verr

egli

(del Museo di Berlino) in un boschetto, inBambino, egli segue le traccie del Fiesolano.

al

spogliando

sue

le

Madonne

pi che invitare alla preghiera affascineranno per

sentimentale

per

Madonna,

della

Fig.

affreschi

la

aggraziata.

vivacit
Raffaello

che

(fig.

mirabili

per

importanza maggiore

di

le

saggi,

parti in

non

meglio

di

gruppi

dei

si

per

il

Duomo

di

Spoleto l'In-

Non

lui,

hanno una

per, che

ci

giacch questi primi pittori del Rinascimento seguono

rotondit

grigio,

ombra con

vivaci

studier l'elemento nuovo introdotto dal Lippi

nell'uso del colore


e

le

nella Cattedrale di Prato, la vita di san Gio-

quella attribuita loro in passato.

dar risalto

con una punta verso


zare

Ma

effetti coloristici,

mescolanze

un nuovo concetto

nei suoi quadri di cavalletto, che per l'arte fiorentina

nell'arte italiana

nelle

naturalezza

la

tali,

131) e di santo Stefano, e nell'abside del

coronazione di Maria.

come mezzo

inizia

si

Filippo Lipp

132.

grandiosi

dar grandi

Lippi

d'ogni misticismo; ed esse

verit della posa leggermente

porter alla perfezione. Fra' Filippo esegue anche

caratteristiche delle figure isolate:

vanni Battista

Col

la

le

antiche norme

alle

forme.

in

Italia.

intendono ancora

colorito

ora di bruno pi caldo;

dominante

ma

l'arte di

il

colore

ora chiaro

ben armoniz-

mezzo di opportuni e delicati pasD'importanza decisiva la lenta trasfor-

quella in luce, per

ancora penetrata

11

quattrocento: LA pittura

il

inazione del quadro

ma

tata,

Filippo

anclie

Lippi

la

che

il

gine.

vede

si

tondo della Galleria


fizi

di

ed

nelle opere tarde di

Pitti,

per

es.

130),

(fig.

nella

Madonna

piccola

non ancor riuscito a rendersi conto preciso circa


Nel primo essa rimane indifferente al giuoco dei suo Bimbo,
pittore

Benozzo

Fig. 133.

solo la destinazione imi-

vie,

come questa trasformazione lentamente proceda. Nel

Particolare dell'affresco

nel

Non

chiesa in quadro domestico.

di

concezione artistica segue nuove

121

secondo giunge

le

mani

//

di

Uf-

degli

la

posa della Ver-

guarda altrove:

Lese detto Oozzoli:

viaggio dei Magi.

Firenze, Palazzo Riccardi,

non prende parte diretta

all'azione,

mentre tuttavia

chiaro negli accessori e negli aneddoti vivaci del tondo l'accenno alle idee nuove

che occupano ormai

le

fantasie:

nella

camera

di

sant'Anna

si

vedono riprodotte

scene vere piene di grazia, e nella figurazione spira quasi un fresco alito di verit,

che incanta. Assai interessante

la

figura

della

lastro, col paniere sulla testa e investita dal vento:

donna che passa davanti


figura che, nelle

pitture

al

pi-

nelle

scolture del 400, rivedremo di frequente.

Nel quadro agli Uffizi

pur nuovo

il

motivo

bino sulle spalle, come per presentarlo alla

dei

due angeli che sollevano

Madonna; mentre

il

Bam-

neh' Incoronazione di

MANUALE

122

Maria

dulia Galleria dell'Accademia

fanciulle gioconde che, nel

Toccher

alla

DI

STORIA DELL ARTE

(fig.

132)

vediamo una

generazione successiva di

donne

folla di belle

e di

gruppo principale.
svolgere completamente il movimento
iniziato da Filippo Lippi,

primo piano, minacciano

di eclissare

quale

nel
*:

il

tradisce

egli

'*-i

spesso qualche incertezza

mezza via;

rimane a

ma

passer invece molto

tempo prima che

come

tore

quale

Fi-

in

un

ricompaia

renze

pit-

Masaccio,

rappresenti

il

un'in-

dividualit completa e ar-

monica e faccia opere che


appaghino pienamente.
Intorno

met

alla

XV,

sec.

mancare

del

Firenze sembra

eminen-

d'artisti

Antonio

AVERLINO detto FlLARETE


Infatti

ti.

che

(1400?- 1469)

oper

pure come architetto, specialmente

in

come

in

scultore

Roma, dove modell

fuse

Milano

in

Bergamo,

porta di

la

Pietro

S.

suo trattato sul-

nel

l'architettura, tra

pittori

che fiorirono in Italia verso


la

met

ziona

Lippi

Filippo

sono

non menun fiorentino:

del 400,

che

dell'Alta

(gli

altri

od

Italia

umbri). In questo periodo


di

tempo appare per Be-

nozzodiLese(1420-1497),
detto Gozzoli, artista

condo

missioni.

Abbiamo

no sua molti
schi in

fe-

colmato di comdi

ma-

e vasti affre-

Montefalco (Vita

di

san Francesco, in San Gi-

mignano (Vita
gostino)

a Firenze nella Cappella del Palazzo Riccardi

il

una composizione pi serrata

soggetto che egli ripet


di Pisa,

in

Viaggio dei
pi chiara

di sant'A-

Magi (fig. 133),


nel Camposanto

dove, nello spazio di 16 anni (dal 1469) dipinse, in 21 grandi quadri murali,

il

Fig.

135. Piero del

quattrocento: la pittura

Poliamolo: Incoronazione della Vergine

scene dell'Antico Testamento. Alcuni


pei

molti ritratti

demmia

di

No

e gli

(fig.

di questi

sono

iti.

di

123

S.

Gioiellano, Collegiata.

una straordinaria piacevolezza

episodi tolti direttamente alla vita popolana. Cos nella Ven-

134)

abbiamo una

bella scena dell'autunno in

Toscana; mentre

MANUALE

124
nel dipinto

(dove una

di

lavori

della cupola del

STORIA DELL ARTE

di curiosi e di operai appare intenta al lavoro della


probabilmente riprodotto quanto avveniva intorno ai

folla

Babele) vediamo

Torre

DI

Duomo

fiorentino,

e,

nelle

Nozze

di Giacobbe con Rachele,

un giocondo festino nuziale di Firenze. Ma nelle opere di Benozzo invano cercheremmo una di quelle forti individualit artistiche che creano una scuola, quantunque sia da riconoscere che nelle sue opere c' grande ricchezza di vivaci particolari,

che

forse

fondi dei suoi quadri, con

gli

ampii luminosi paesaggi

architetture, non rimasero senza influenza sui pittori che

agili

Non

si

16.

Adorazione

Botticelli:

creda per che

la

dei

Magi. Firenze, Galleria (ledi

gli

le

succedettero.

Uffizi.

natura divenisse d'un tratto avara creatrice

di

talenti

Anche in questo periodo non mancano buoni artisti, come, ad esempio.


Alesso Baldovtnetti (1425-1499), scolaro di Domenico Veneziano, non [sfuggito
artistici.

all'influenza di Paolo Uccello e di Pier della Francesca;

ardore a risolvere o uno o

l'altro

problema, perdendo

ma
di

in

genere lavorano con

vista in queste ricerche

l'armonia dell'insieme.
L'arte in verit

non poteva arrivare d'un tratto a quel realismo perfetto della


la meta precipua della rinascenza italiana. Alcuni tentano di

rappresentazione, che

raggiungerla imitando scrupolosamente


altri

con l'indagare,

rare

in

tutto

il

la

scoltura in bronzo,

studiando

classici;

loro ambito, le leggi della prospettiva, o col miglio-

mezzi tecnici, soprattutto

le

mestiche dei colori; ognuno s'affatica dal canto

quattrocento: la pittura

il

125

suo a far risaltare nei personaggi dipinti l'osservanza della verit naturale, prima

ancora

vivificarli

di

come creature
In

l'importanza del Pesellino (Francesco

ci sta

137. Botticelli:

Fig.

due
letto

fratelli
si

Pollaiuolo

distingue per

della figura

remo pi

con un libero sentimento personale

d'animarli

d'elevarli

della fantasia.

ma

la

Madonna

Stefano;

detta del Magnificai. Firenze, Galleria degli

Antonio,

ricca

ili

e,

pi di

esecuzione

dei

lui,

1422-1475)

dei

Uffizi.

Piero, che nei quadri da caval-

fondi e

il

giusto

disegno

su tutto l'importanza di Pier della Francesca, del

anatomico

quale

parle-

tardi.

Solo nell'ultimo trentennio del secolo


e raccogliere

il

gli

spiriti

frutto di tante faticose ricerche.

la

sembrano quietarsi

soddisfatti

scuola fiorentina rifiorisce.

MANUALE

128

DI

STORIA DELL ARTE

Primo appare Alessandro


Vanni

di

Filipepi, detto

di

Mariano

Botticelli (1444-

1510).

Cominci a lavorare da orafo, poi

studi

nella

bottega

di

Filippo Lippi.

fra

soggetti dei suoi quadri sono assai varii.

Da un

inno omerico toglie ispirazione alla

Venere

sua Nascita di
suggerisce

gli

due

agli

Dante

disegna
(88

Stampe

Berlino

ancora

a
si

nella lettura di

scene principali

le

Commedia

Luciano

Apelle (ambe-

di

S'immerge

Uffizi).

138);

(fig.

Calunnia

la

nel

fogli,

nella

Vaticana)

d a scene allegoriche

quadri

ai

affreschi.
lo

Cosimo
la

Filippino Lippi

La liberazione

di

Intorno

chiama con

gino,

il

di cavalletto

il

Signorelli, Pietro Peru-

Sistina

Roma

per affrescare

appena costruita;

san Pietro.

secondo l'uso medioevale, pone

Mos

fatti

a riscontro di quelli

della vita di Ges. Per l'affollamento

gruppi

dei

l'

agitazione

che

singole figure,

delle

anche pi esagerata
zanti, la passione

si

eccessiva

comunica

agli abiti svolaz-

pei

ricchi

adorna-

menti, nuoce grandemente all'insieme


degli

pei

affreschi

troppi

mancano

del

Botticella

episodi e
di

unit.

azioni

Ma

quali,

diverse,

quella stessa

irrequieta fantasia, facilmente eccitaFig.

bile, lo

rende d'altra parte atto a nuovi

ecc.).

dipinge alcuni

Firenze, Cappella Brancacci.

della vita di

Uffizi

1480, papa Sisto IV


(Domenico Ghirlandaio,

Pintoricchio) a

Cappella

poi

al

altri

Rosselli,

delle
;

mitologi-

che (la Primavera nella Galleria degli


- fig. 139 - e il Centauro a Palazzo Pitti
Oltre

della

gabinetto

141. Filippino Lippi: Testa d'uno

Firenze, Cappella Brancacci.

l,

QUATTKOCENTO: LA PITTURA

IL

impulsi.

Il

Botticelli

uno

primi pittori

dei

posto all'architettura classica,

che,

come

che

nei

129

loro

quadri

nella Nascita di

danno un gran
buon

Venere, sanno far

uso di modelli dell'antica scoltura. La pittura monumentale, severa nelle sue leggi
e

costretta nelle linee architettoniche, mal

Fig.

tolto

il

l'anima

modo

142.

di

conveniva

Filippino Lippi

sfogare

ad approfondire
liberamente. Per ricchezza
e

si

la
i

ze,

sua tendenza ad
sentimenti.

Nei

al

Chiesa

esprimere

le

Botticelli che

di

si

vedeva

Badia.

passioni pi forti del-

quadri di cavalletto

si

muove

pi

composizione l'Adorazione dei Magi (Uffizi), sorta


forse sotto l'influenza del giovane Leonardo, tra
pi notevoli ed interessa particolarmente pei ritratti che rappresentano il committente e alcuni membri della
famiglia dei Medici (fig. 136). Giuliano de' Medici fu poi da lui ritratto anche
di

MANUALE

130

separatamente. Nelle sue Madonne


particolare: cos nel

Fig. 143.

l'altra

(fig.

137)

par che guidi

fanciulli

di

in

(figg.

il

recanti ceri,
cui

il

STORIA DELL ARTE


136

Berlino, col

Domenico Ghirlandaio: Adorazione

inghirlandati di rose

Magnificat

tondo

DI

dei Magi.

Firenze, Chiesa dello Spedale degli Innocenti.

tondo degli

nell'altro gran

Bambino con

braccio di

e 137) inette una nota solenne che gli


gruppo principale circondato da angeli

la

sinistra

tiene

Maria a scrivere nel

con un terzo pi anziano porgono

libro

Uffizi,

detto del

una melagrana

libro

il

suo cantico.

con

Due

calamaio, mentre due angeli

il

posano

la

corona

sul

capo della Madonna.

alle antiche

immagini

una

particolari.

grazia

mistico

lo

ma

devozione,

di

La bellezza

la

modo

Il

v'ha

di

verit

131

della composizione fa ripensare

una vivacit d'espressione e


trionfalmente nel quadro

pi

entrano

vivificano.

Qualche tratto del


(1457-1504),

quattrocento: la pittura

di

figlio

Botticelli

Filippo.

fra

passa

in

eredit

La composizione

suo scolaro Filippino Lippi

al

ma

mossa

assai

troppo densa,

movimenti agitati, la predilezione per gli edifici classici nel fondo, si ritrovano specialmente nelle opere pi tarde di Filippino, come negli affreschi di S. Maria sopra Minerva
in Roma, dove glorificato san Tomaso d'Aquino, e in quelli della cappella Strozzi
in S. Maria Novella di Firenze, con gli episodi della vita degli apostoli Giovanni

Fig. 144.

e Filippo.

Ma

Domenico Ghirlandaio: Particolare

la

fama

di

Filippino

della Nascita di Maria. Firenze, S.

Maria Novella.

dovuta agli affreschi della cappella Brancacci,


la morte di Masaccio, proseguendo l'opera di
figlio del Re, lasciata a mezzo dal Masaccio, e

compiuti una sessantina d'anni dopo


costui.

Egli

dipinse

San Paolo

fin

la

Risurrezione del

che visita san Pietro

due Apostoli davanti

al

Proconsolo

in

carcere,

liberato dal carcere (fig. 140) la figura del soldato che

Nel grande affresco del Proconsolo


sici

(fig.

nudo,

141),

ma non

in

Pietro crocifisso

San

col seguito
si

rivela

la

Pietro liberato dal carcere,

san Pietro. Nel San Pietro

e la Crocifissione di

dorme

evidente

lo

meravigliosa di verit.
studio dei ritratti clas-

giusta conoscenza della natura

altrettanto bella la composizione, n

del

personaggi che partecipano

esprimono chiaro l'intimo loro carattere. Di Filippino Lippi rimangono


anche numerosi quadri di cavalletto; il pi bello fra questi la Apparizione della
['ergine a san Bernardo (fig. 142) nella Bada di Firenze. Mentre il santo sta scri-

all'azione

vendo

sue

le

al santo

si

Omelie,

gli

appare

la

scorgono diavoli incatenati

Madonna accompagnata
e

nel

dagli angeli; dietro

fondo a destra varie figure

di

monaci.

MANUALE

132
Sul

primii

gliese.

Il

piano a destra

paesaggio

angeli pieni di vivacit,

Nel

bel

mezzo

Ghirlandaio

del

di

11

suo

S.

STORIA DELL ARTE

mani giunte,

il

committente, Francesco del Pu-

contrasto realistico, tra

santo macilento

il

gli

efficace.

artistico

Il

Domenico Ghirlandaio:

dipintej mura

oltremodo

ciclo

(1449-1494).

Fig. 145.

sta,

di fantasia.

DI

fiorentino

rincrescimento

sta

per

Domenico Bicordi,
non

Gioachino cacciato dal tempio. Firenze,

cinta di Firenze e la sua

fama

di pittore

detto

il

poter coprire di storie

S.

Maria Novella

rapido dicono com'egli

Senza essere un innovatore rivoluzionario,


senza seguire piuttosto un indirizzo artistico che un altro, egli sa fondere e unire in
risultati a cui pervennero gli sforzi isolati degli altri. Di suo
un tutto armonico

fosse

padrone

di

tutti

segreti dell'arte.

egli

e nobile dignit di sentimento e una certa grandiosa


umano. Domenico ha anche molti quadri di cavalletto,

porta nell'arte una grande

vigoria delle forme del corpo

un poco

striduli di colore,

ma

che rivelano

le

qualit pi salienti dell'artista; soprat-

MANUALE

134
tutto

renze

completa libert con

la

Tra

nei gruppi pi numerosi.

pu giudicare

si

mente

composizione

bell'equilibrio della

il

muovono anche

STORIA DELL'ARTE

DI

quadri

della variet delle sue figurazioni

figure

le

solo

si

Fi-

meritano d'essere attenta-

studiati: V Adorazione dei Pastori (1485), la pala d'altare gi nella cappella Sas-

dell'Accademia,

setti in S. Trinit, oggi nella Galleria

l'Adorazione dei Magi, dalla

disposizione simmetrica, nella chiesa degli Innocenti (1488)

Ma
di

cui

Firenze

di

Fina

S.

patrona

storie della santa

le

143).

(fig.

A San Gimignano

sua forza sta nell'affresco.

la

figur nella cappella

egli

146); nella Cappella Sistina

(fig.

Voca-

la

zione degli apostoli Pietro ed Andrea, nella cappella Sassetti in S. Trinit a Firenze

scene della Vita di san Francesco (1485). Per quanto limitato

sei

soggetto che

egli

imprende

a trattare,

sfruttato sia

modo

Ghirlandaio trova sempre

il

di

il

infondervi

una grazia nuova. In quante pitture non fu riprodotto, da Giotto in poi, il funerale
di un santo? Eppure il Ghirlandaio, figurando quello di san Francesco, senza allontanarsi dalla tradizione, eleva la scena a un'altezza nuova, col bel fondo architettonico,

con

la

variet dei

capolavoro
144

(figg.

Maria

dei caratteri e la vivace espressione di ogni figura.

dove

145),

decorazione a fresco del coro di

la

S.

1490).

senso dello spazio, che

Il

possiede

egli

insegna a dare alla composizione forma architettonica, mentre

gli

suo

Il

Maria Novella

a destra e a sinistra, egli narra la vita di

sette storie,

in

Battista (compiute nel

del

perfetto,

tipi

senza discussione,

senso

il

della bellezza lo preserva dal cadere in

un troppo aspro realismo. Nella Visitazione

o nella Nascita di Maria

una

ritratti;

ogni

144), di

(fig.

grande naturalezza, non mancano

cos

emerge per magnificenza e per una succosa bellezza,


suo insieme ha tale un'impronta di signorilit semplice e schietta
figura

vi

mentre l'opera nel


da darci l'impressione d'essere con nobiluomini e gentildonne vere. Nello stesso
ambiente, composto per un avvenimento pi solenne, ci trasporta l'affresco della
Sistina, sua opera giovanile, di cui la parte pi notevole consiste nel vasto paesag-

Ghirlandaio

gio, inusitato allora. Scolaro del

Mainardi,

il

alla

sfugg

quale spos

sua

scuola del Botticelli

Ghirlandaio

rare

conto dell'opera sua


Credi,

il

testimonianze

le
le

di

(1435-1488). Per

lui,

lezza che con


si

non

il

la

di

pu ritenere con certezza

del

molti

a scolari,

lui

la

storia della pittura

il

il

di

fatto che

Leonardo

la

ci

altrettanto

famoso
deve

scultore
fare gran

scolari quali
i

//

Lorenzo

disegni del Verroc-

conduce

pi alta perfezione.

Verrocchio:
testa

come
e

una concludi

bel-

L'unico quadro

battesimo di Ges

(fig.

147),

del

pittore,

alla

quadri di cavalletto che

come

del

primo angelo contemplante Ges, e


dipinto da Leonardo. E siccome non pareva cre-

dibile che l'attivit del Verrocchio,

per giunta incompiuto, cos a

Ghirlandaio,

del

rimangono

ci

avvi primo verso quell'ideale

si

Leonardo doveva conseguire

probabilmente tutto l'angelo fu

ferirli

quelli

Verrocchio

interessante anche pel fatto che

stilistiche

(1466-1524), fattosi alla

come maestro

foss'altro

singolarmente

sione importante: cio, che

che

dell'attivit

opere di pittura che

Perugino, Leonardo da Vinci; anzi,

s'avvicinano

chio

Garbo

del

Bastiano

poco pi che sessant'anni;

Filippino Lippi, per poi sentirsi attratto dalle forme del

di

Andrea del Verrocchio


di

di

da quelle del Perugino.

dubbie

spesso suo collaboratore fu

mor nel 1513

Raffaei.lino

influenza
e

Come abbondano
sono

la sorella di lui e

si

limitasse a questo unico quadro,

sua bottega furono assegnati per ragioni


la

critica gli

contende

di

nuovo per

ri-

Tobiolo coi tre Arcangeli, della Galleria degli Uffizi di Fi-

il

rciizc, oggi restituito

quattrocento: la pittura

Francesco

di

quadri coi bassorilievi

dente

di tali

colare

comune

135

Giovanni Botticini (1446-1497).

e coi

disegni di

mano

L'affinit evi-

del Maestro, qualche parti-

a tutti gli scolari (acconciatura del capo, posizione del dito mignolo ecc.)

Fig.

147.

Andrea

del

Verrocchio: Battesimo di Ges. Firenze, Galleria degli

Uffi;

non lasciano dubbio alcuno sulla comune origine, tantoch si resta sorpresi vedendo
quanto l'attivit pittorica del Verrocchio rimase inferiore alla straordinaria

di

influenza del suo insegnamento.

Fra

suoi

scolari

pi

gli

si

avvicina

Lorenzo

di

Credi (1459-1537), che

di-

Fig.

148.

LORENZO

DI

CREDI: ANNUNCIAZIONE. FIRENZE, GALLERIA DEGLI UFFIZI.

il

quattrocento: la pittura

pinse egli pure solo quadri di cavalletto.


progressi.

suoi

quadri,

faticosa nitidezza,
la

eseguiti

con

lui la

137

pittura a olio fiorentina deve molti

scrupolosa

coscienza, quasi

spirano una grande soavit di sentimento

bont del colore pi che del disegno.

Neil' Adorazione dei

si

si

direbbe con

distinguono per

Pastori, alla Galleria

HM
Fig.

149. Piero

degli Uffizi di

getto

fu

di

Firenze,

spesso da

ginocchiata

in

Cosimo: La Vergine circondata da

si

lui

che a sua volta gi

Uffizi.

una malinconia tenera e dolorosa. Questo sogforma pi semplice, cosicch la Madonna inBambino giacente divenne poi una figurazione tipica
in

questi motivi,
li

Firenze, Galleria degli

riscontra

ripetuto,

adorazione del

pel nostro artista.

santi.

come parecchi

aveva intraveduti

altri,

egli

tolse al suo maestro,

nei bassorilievi (Robbia).

Che

se

Lorenzo,

MANUALE

138
sotto

certi

DI

STORIA DELL ARTE

pu considerarsi come un

aspetti,

qualche opera isolata mostra per d'accordarsi


ciazione degli Uffizi, dove lascia da parte

meno

quadri

a
e
si

di

ig

nome

Roma

>i>

del

Pietro

Piero della Francesca:

del

ricchezza dei particolari


ideale

(fig.

La Regina

di

Saba adora

fin

Firenze.

suoi

dal

principio

di

legno della Croce. rezzo/S. Frances

Il

Vasari ne parla come

di

del

Pi interessanti sono
secolo

preferiti

uomo

strano

con

leggende classiche

lo

suoi dipinti con soggetti mito-

come ornamenti

dei cassoni nuziali e


classici

la

prima

studio profondo dell'arte antica, fossero riusciti a espri-

popolo (come pi tardi avvenne nel Nord) cerc

il

bizzarro

figure d'animali che

le

La fantasia popolare era ormai tutta presa dai miti

gli artisti,

merli degnamente.
alle

quadri.

ne'

dei letti di parata.

ancora che

e nemCosimo

completa natura d'artista

il

degli acces-

suo insignificante maestro Cosimo Rosselli (1438-1507) che lavor

(Sistina) e a

vedono

in

Annun-

148).

Lorenzo (1462-1521) chiamato Piero

di

a far fede dell'indole sua fantastica e stravagante bastano

logici,

primo rinascimento,

giovani: cos nella piccola

pi

Lorenzo non rivelano una forte

quelli (fig. 149) di

dal

la

per dare all'azione un'interpretazione

sori,

artista

ai

forma

di

novella,

avvicinandole cos

ai

suoi

di

tempi.

dare

il

Le scuole

centrale sulla fine del

dell'Italia

carattere chiuso e tenace

biano particolarit

quattrocento: la pittura

XV

139

secolo

pregi.

In

Fic. 151. Federico di Montefeltro. Dalla

Madonna

Milano, Pinacoteca

di

e santi, di

esempi

manda

si

Pi<

il

loro

quali scam-

dovuto

alle

sentono attirati verso

della Francesca.

Brera.

maggiori centri, od a quelli che, senza aver mai dimora

di citt in citt

le

complesso questo uniformarsi dell'arte

peregrinazioni degli artisti che dai loro piccoli paesi nativi

vanno perdendo

risentono l'influenza delle scuole vicine con

fissa,

vanno trapiantando

insegnamenti. Cos l'Umbria, che confina con

la

Toscana,

Firenze qualcuno de' suoi giovani artisti, che v'imparano a conoscere

vera strada,

l'alto fine

oramai prefisso

all'arte, e

donarsi alla grande corrente rimanendo a galla.

trovano coraggio

Non essendo

trattenuti da

una

forte

slanciano con vero fervore nella nuova strada aperta dalla pit-

tradizione locale

si

tura fiorentina,

procedono valorosamente portando

la

forza per abban-

il

contributo

di

importanti pr-

MANUALE

140
gressi

Una

tecnici.

svolgere

la

folla

loro attivit a

di

artisti

Firenze;

STORIA DELL ARTE

DI

fiorentini

ma

Umbri il modo df
Umbri trovano campo largo

spesso agli

toglie

per contro

gli

ed aperto nelle citt di provincia e nelle piccole corti principesche,


Il

maggiore

di

Fig.

questi artisti

152.

Pier

nomadi

Pier della Francesca

Franceschi

dotto fra gli artisti del


pi
di
Borgo San Sepolcro, forse
La conoscenza profonda che egli possiede delle leggi anatomiche, e anche
prospettiche, conferisce vigore e bellezza all'arte sua. Anche la tecnica del
il

secolo.

pi delle

colore egli studi attentamente

che allora
nico

dell'Alta Italia.

o dei

Francesca: Resurrezione. Borgo San Sepolcro, Palazzo Comunale.

(14189-1492)

XV

fin

si

e si

diffondeva. Visse

Veneziano,

chiamatovi nel

sforz di penetrare nei segreti della pittura ad


suoi giovani anni a

1439;

pi

tardi

Firenze dove
lavor

in

si

un a

patria

(fig.

olio,.

Dome152),

il

ii

Rimini, ad Urbino, per Federico da Montefeltro

.Marche, a Ferrara, a
cesco)
la

quattrocento: la i'ittura

si

Roma, ad Arezzo.

trova l'opera sua maggiore:

151)

(fig.

in

altri

Arezzo (abside della chiesa

In

un

141

ciclo

di

leggenda della Croce, dalla sepoltura d'Adamo,

luoghi delle
di

S.

Fran-

affreschi, nei quali raccontata


al

quale

posto

vieti

il

seme

del-

l'albero della Croce sotto la lingua, fino alla battaglia contro Massenzio e Cosroe.

Le figurazioni

al

palazzo di Salomone

la visione

dice

la

notturna

di

morte a Maria

imperatrice

venzione

per

e la

Regina

isolate: la

il

di

Saba che riconosce

tronco della Croce

(e

eccitarla

una trave

del

ponte davanti

inginocchia ad adorarlo

palma

la

(e

non

(fig.

col giglio)

150);

che pre-

non, come pensano taluni, l'angelo che compare ad Elena


a

ricercare

la

Croce

nemmeno

l'Annunciazione);

l'in-

ricognizione della vera Croce ecc., sono quadri mirabili per arte pro-

spettica e per efficacia di colorito.

d'esprimere

e si

Costantino; l'angelo con

in

Certamente per il modo diretto e immediato


cedere alla ben calcolata giustezza ed alla

sentimenti spesso deve

vigoria plastica.

MANUALE

142

DI

STORIA DELL ARTE

Che Melozzo degli Ambrosi da Forl (1438-1494) sia stato direttamente aldi Piero della Francesca, sembra oramai certo; sicuro , comunque, ch'egli
conobbe l'opera di Piero. Il necrologio di Melozzo lo dice dotto in prospettiva,

lievo

infatti le

magistrali.

154.

Fig.

nello

slancio

vor a Forl,

papa Sisto IV

se

Luca

della
in

sono

sue

opere

Melozzo,

non

modelli
nella

il

perfetta

Signorelli: Particolare della

fantasia,

nella

Caduta

nobilt

prospettiva
e

egli

occupa un posto eminente

(fig.

153),

e di scorci

delle

vita

compie

e
i

audaci e

profondit, supera Piero

dell'Anticristo. Orvieto,

nella

nella

Urbino, a Loreto (cappella del Tesoro)

l'affresco, ora riportato su tela, col

della Vaticana

di

composizione

Duomo.

singole

figure.

Roma. A Roma

Lasotto

suoi capolavori; oltre al-

quale celebr l'elezione del Platina a bibliotecario

una volta decorava


frammenti sono ora nel Quirinale

fece l'Ascensione di Ges (1478) che

catino della tribuna nei Ss. Apostoli

cui

Fig.

156.

LUCA SIGN0RELL1: ANNUNCIAZIONE. VOLTERRA, GALLERIA.

(il

Redentore)

Museo

nel

il

quattrocento: la pittura

di

San Pietro (angeli suonanti

145
tav.

Ili

quattro teste

d'Apostoli).

Nel primo
di

cardinali

semplicemente figurata

dignitari,

fa

cerimonia con cui Sisto IV,

l'omaggio

accoglie

del

in

presenza

bibliotecario Platina; per

la

vi-

goria con la quale ogni personaggio definito e caratterizzato ne fa un quadro di

una verit
la

pi

alta

una bellezza straordinaria.

di

meraviglia non solo per

librate nello spazio, in


la

Fig.

del

modo da

solenne grandiosit, per

pari sono

157.

Jacopo

frammenti

e le figure scorciate della

la

essere viste da terra

l'alto

sentimento

Bellini: S. Giorgio.

di

frammenti dell'Ascensione destano

novit dell'atto in cui sono colte

sportelli,

per

come

la

se fossero

ritte,

le

poi

figure

ma

per

vivacit del colore. Mirabili

Disegno. Parigi, Museo del Louvre.

recente acquisto della Galleria degli Uffizi,

cupoletta della Santa Casa di Loreto, nell'esecuzione delle

Marco Palmezzano.
Ora soltanto vediamo maturare
frutti delle faticose ricerche tecniche e dei
molti studi teorici, che diedero agli artisti la piena padronanza del mondo esterno!
Ma, ottenuta questa, gi non si accontentano pi della naturalezza e della vita.

quali ebbe l'aiuto del suo discepolo

L'artista aspira ad elevarsi al di sopra del

conoscenza che ha

forme vere o degne

di

mondo

che

lo

circonda,

di essere

la

la

sicura

credute vere. Ecco riapparire l'idealismo, non l'antico

idealismo che indietreggia davanti alla rappresentazione vera,

che ha

con

e,

questo, vuol dare anche alle creature nate dalla sua fantasia

ma un nuovo

sua solida base nello studio appassionato della natura ed

idealismo

sempre con-

MANUALE

146

forme

Assai interessante ed istruttivo

verit.

alla

STORIA DELL'ARTE

DI

dello stesso soggetto create dagli artisti delle

curavano

si

paragone fra

il

due epoche: da

le

figurazioni

che prima non

quelli

guardare intorno a loro nella vita reale e da quelli che si giovano


messe d'osservazioni fatte sulle forme tangibili della natura.

di

nell'arte loro della ricca

occupa gi

delle sette Arti Liberali, che

La rappresentazione
da Melozzo

ripresa

dipinti

nei

allegorici

da

fatti

XIV,

del secolo

gli artisti

insieme a Giusto di Gand,

lui

duca d'Urbino, ed ora nella Galleria Nazionale di Londra e nel Museo di


quanta maggior vivezza dimostra nella solenne magnificenza della sua
concezione! Quanta acutezza dell'artista nel caratterizzare la Musica, ben distinta
per

il

Berlino,

dalla Retorica e dalla Dialettica! Solo

somiglianti a ritratti ricordano

rasentano

il

forme del secolo XVI,

le

Ma non

sarebbe

il

solo.

fasto spiegato nell'arredamento

il

punto

paitenza del pittore. Pel resto

di

che Melozzo vi

Anche

Verrocchio

il

diritto a questo titolo.

modo

d'interpretare

Luca non

Luca Signorelli da Cortona

nudo,

il

un grande artista

fu

l'audace

per

figure

le

rivela artista di transizione.

si

(1441-1523), che giovinetto visse in Arezzo nell'ambiente di

hanno

tali creazioni

disegno

ma, per

il

grandiosit dei concetti

la

Pier della Francesca,


pel colore;

155 e 156) un degno precursore di Michelangelo, anche se in lui


nudo ebbe altre sorgenti. Queste qualit si riscontrano cos ne' suoi quadri
di cavalletto come negli affreschi, e tanto nei soggetti sacri che nelle scene pagane.
pastori clic suonano il flauto (Museo di Berlino), alquanto crudo di coPane tra
154,

(figg.

il

culto del

lore,

mostra tutta

La Madonna
Firenze,

di

fizi

pieghe

delle

in

opere che

la

solennit

Roma

dipinge

dei

Novissimi,

morti,

il

Duomo

Anche Luca condusse una

di

e la

la

ultime gesta

otto quadri murali

Orvieto (1499) crea

dannati

castigo dei

in

la

e la

vita

sua opera pi

caduta dell'Anticristo

(fig.

la

(fig.

154),

155) e l'entrata in

Paradiso

modo

assoluta-

leggenda) interpretate

in

originale.

Nelle figure quasi ultrapossenti dei Profeti


pi violente passioni
gli

della scena, per l'ampiezza

in parte, nella Sistina, le

predica

in cui la

sono (quantunque rappresentate secondo

non

nudi.

staccano completamente dalla tradizione locale.

finalmente nel

/ quattro

risurrezione

mente

composta

delle figure maschili.

Mos; a Monte Oliveto presso Siena, narra

importante,
la

si

Padri della Chiesa; a

di

san Benedetto,

di

per

possenti

Padri della Chiesa, nella Galleria degli Uf-

Loreto nel 1480 negli affreschi della Santa Casa raffigura Angeli, Apostoli, Evan-

gelisti e

morte

forme

le

lasciando in vari luoghi dell'Italia centrale larghe traccie della sua

vita randagia,
attivit

due Arcangeli

mirabile

sicurezza del Signorelli nel modellare

la

coi

permette

di

si

manifesta tutta

raggiungere tutto

l'arte

e nei

personaggi nudi trascinati dalle

del Signorelli.

possibile effetto

il

L'indole sua tuttavia

drammatico ed una

espres-

sione pi profonda dei visi; a questo arriver la generazione successiva.

Come

nella scoltura, cos nella pittura l'Alta Italia s'afferma di fronte alla scuola

fiorentina con

una certa indipendenza

spesso a parit di forza.

Il

campo

d'azione

Padova. Francesco Squarcione (13971468?) ricamatore, che nei suoi viaggi era andato acquistando una quantit di modelli (disegni e gessi) per metterli poi a disposizione dei giovani, diede la prima spinta
pi

importante per quest'affermazione

a far sorgere in

Anche
a

lo spirito

prediligere

le

Padova una tendenza decorativa, basata sullo studio dell'antichit.


umanistico che emanava dall'universit padovana spinse gli artisti
allegorie e a cercare di risolvere temi di prospettiva

matematica.

I!

All'influenza

formu plastiche

della

Fig. 153.

1506) seppe riunire in


il

vigoroso

R0< ENTO:

147

l'ITTURA

LA

tendenza ad

Jacopo

Bellini:

tutti

le

si-

imitarli'.

Ma

Madonna. Firenze,

solo

Andrea Mantegna

(1431-

Galleria degli Uffiz

particolarit della scuola padovana, aggiungendovi

una possente personalit.


un nuovo elemento entr nell'arte sua

soffio

Del resto

Donatello, Padova deve l'esempio dell'accurata osservazione delle

ili

Ql

di

in

virt dei rapporti ch'egli

MANUALE

148

ebbe
e vi

col

STORIA DELL ARTE

suocero Jacopo Bellini. Questi nacque a Venezia nello scorcio del

mor

come

DI

nel 147(1,

ma

dovette stare pure a Verona, a Ferrara

lasciano indurre anche

Fig. 159.

Andrea Mantegna:

disegni che

S. Gii

si

ciate

le

si

sec.

XIV

su tutto a Padova,

conservano a Parigi

Londra. La

ululinoli supplizio. Padova. Cappella degli Eremitan

sua influenza sul Mantegna dovette essere salda


Bellini

importantissima, che gi in Jacopo

rivela lo studio ardente dei classici e della prospettiva e

vediamo annun-

qualit artistiche (figg. 157 e 158) che caratterizzano l'opera del Mantegna.

Questi comincia a lavorare in Padova, dove, insieme ad


dello Squarcione, decora (dal

altri

artisti del seguito

1453) una cappella della chiesa degli Eremitani, con

affreschi raffiguranti la vita dei santi

Giacomo

Cristoforo.

IL

i.U

ROC ENTO:

Le ricche architetture del tondo,


sentazione

PITTURA

149

sapientemente distribuite nello spazio,

figure

le

scorci disegnati con balda sicurezza

gli

I.

verit, la vigorosa efficacia della rappre-

rendono quest'opera mirabile. Il Mantegna, chiamato dal mar1459.


si stabilisce, dopo lunghi negoziati, a Mantova nel
che rappresentano
nella Camera degli Sposi nel Castello di Corte
159)

(fig.

chese Lodovico Gonzaga,


(li

affreschi

marchese Lodovico

111

in

cortigiani

le

il

guiti dal

1471

(nove quadri

ig,

160)

(fig.

mezzo

suoi,

coi

due

decorazioni del soffitto

1474, nonch

al

finiti a

ai

figli

(fig.

parte

parenti

altri

lavori ese-

tutti

161) ecc.,

Trionfi di Cesare, in gran

tempera su carta,

sacerdoti

gi fatti nel

indi tirati su tela, ora conservati

1492

ad Hampton-

160 Andi

Court), sono

le opere principali che egli condusse a Mantova. Nel Trionfo sfilano


lungo corteo tubatori, guerrieri recauti trofei o tavole con la rappresentazione delle

in

gesta belliche, animali da sacrificio, elefanti carichi di bottino, prigionieri, cantori,


danzatori, e finalmente sopra una biga il trionfatore. 11 medesimo soggetto ti atto
il

Mantegna

in

dipinte a colori.
pel

pittore,

da

una

serie

di

incisioni

in

rame,

in

parte riproducenti

chiaro che un qualche dotto amico

scrittori

classici,

gli

elementi

per

le

scene gi

padovano dovette

questo

ciclo,

che

sua volta, doveva aver esaminato attentamente opere d'arte antica come
dell'arco di Tito: tuttavia
le

figure sono per

la

teste giovanili piene di


colo.

Anche

il

togliere

l'artista,

rilievi

lavoro non ha carattere di ricostruzione storica; anzi

maggior parte prese direttamente dai vero, soprattutto certe


una vivacit che raramente s'incontra nelle opere del XV se-

nei citati affreschi de! Castello di

Mantova

ritratti del

Marchese

della

MANUALE

15')

sua famiglia
(fig.
le

(fig.

pleto.

come

completa illusione

IBI.

Andrea Mantegna:

permettono

di far

scorge

si

Soffitto nella Sala degli Sposi.

valere

Melozzo da Forl, disegna


guarda dal basso l'inganno com-

ottica. Al pari di

se fossero librate in aria, e per chi

Gi negli affreschi del Mantegna

Fig.

gli

STORIA DELL ARTE

160) sono improntati a quella vigorosa naturalezza, che nel soffitto

161) raggiunge la

figure

DI

liberamente

prospettiva. La stessa tendenza traspare

la

passione pei ricchi fondi che

Mantova, Castello Vecchio

suo senso

il

nei

classico

dei

Gonzaga.

suoi

studi

di

quadri di cavalletto, soprattutto nei

primi.

Di ricchi festoni carichi


a
(e.

Verona, nel cui centro


1457); a

cos

la

di frutta e di bei pilastri

Madonna

una colonna antica

si

ornata l'ancona di

siede in trono circondata da putti che

appoggia

il

san Sebastiano della Galleria di Vienna,

impressionante nella profonda sua tristezza,

Louvre (1496) siede sotto un pergolato

S. Zeno
suonano

anche

la

Madonna

di fiori e di frutta (fig.

della Vittoria al

162).

Ma

che l'arte

Il

sua nini avesse bisogno


la

la

Madonna

invece,

le

splendono qui
i

di

molli
in

HTROCENTO: LA PITTURA

di ricorrere a

Madonna con san Giovanni

Fig. 162.

Ql

con

151

tanto fasto per ottenere


la

Maddalena

Andrea Mantegna: Madonna

Brera a Milano chiusa

della Vittoria.

in

il

suo effetto,

Nazionale

della Galleria

Parigi,

un coro

Museo

di angeli

del

provano

lo

di

Londra

Lou\

esultanti.

La grazia

forme, proprie, secondo l'opinione generale, alla scuola veneziana,


tutto

il

loro valore.

Il

Mantegna introduce

nei suoi quadri

concetti mitologici ed allegorici, pi particolarmente gustati nelle Corti dove

anche
si

ono-

MANUALE

152

rava

l'arte.

Ivi

si

DI

STORIA DELL ARTE

raccoglievano nei gabinetti

(come

negli studioli

in

quello d'Isa-

Gonzaga a Mantova) quadri che alla bellezza e alla grazia pittorica aggiungevano il pregio d'ispirarsi alla poesia erudita del tempo.
L'importanza del Mantegna non per tutta nelle sue pitture. Egli tra gli
antichi incisori in rame italiani certamente il primo. La storia dell'incisione in
bella

Italia

rimasta nelle tenebre per quanto riguarda il suo inizio. Non tenendo conto
parlammo, intorno alla scoperta dell'incisione in

del racconto del Vasari, di cui gi

Fig.

rame,

163.

Andrea .Mantegna: Cristo morto. Milano, Pinacoteca

attenendosi invece

un'impronta

al

fatto

delle incisioni in argento

si

risalgono alla
tichi

esempi,

(fig. 164),

che

si

gli

prima

orafi
di

Brer

avevano cura

riempirne

di

carta

tirare su

solchi col niello,

si

tro-

rame. Tuttavia occorre notare che le impronte


conservano, sono posteriori alle pi antiche incisioni in rame; le quali
pi anmet o a poco prima della met del secolo XV. E anche se

ver forse l'origine dell'incisione


di nielli, che

che

di

in

come

il

ritratto

femminile

del

Gabinetto delle stampe

par che abbiano origine fiorentina, resta sempre senza risposta

affaccia subito alla mente, chi sia stato in Italia

il

primo

la

a incidere

di

Berlino

domanda,
un disegno

QUATTKnL'KMO: LA PITTURA

IL

153

rame con l'intenzione di moltiplicarne poi gli esemplari, stampandolo


quando ci sia avvenuto. Il Vasari cita Baccio Baldini come il
primo italiano che incise sul rame a lui va unito sempre Sandro Botticelli. Ma
suoi lavori, mentre
della vita del Baldini non sappiamo nulla, ne conosciamo

su lastra di
carta,

sulla

le

prime

ascetico,

libro

monte

//

portano data certa sono

che

italiane

incisioni

Din,

sancii) di

stampato

nel

1477,

tre
e

illustrazioni

per

un

mostrano una tecnica

molto evoluta. Questa circostanza

gi

diminuisce
quelli

valore

pretesa

alla

di

che vorrebbero fare degli in-

cisori fiorentini

d'arte,

primi

forma

tale

in

meno

rende

credibile

che

questa venisse trapiantata da Firenze


nell'Alta Italia

che

Mantegna

il

avesse imparato da incisori fiorentini.

parrebbe tanto pi invero-

Ci
simile se

si

arrivasse a provare che

Mantegna ha cominciato a
in
rame prima del 1460,
il

incidere
cio

suo periodo padovano. In ogni


l'incisione
Italia

in

(mentre

rame ebbe

neh' Alta

Firenze

intristiva

rapidamente) un potente

una

nel

modo

sviluppo

ricca fioritura per merito soprat-

tutto del Mantegna.

Quell'aspra vigoria, che

rattere della sua fantasia e in

unita

pi

alla

campo vasto

cisione in rame. Ci che in

quadro, come
Brera
di

chi

(fig.

nel

163),

non

ca-

va

finezza d' e-

squisita

spressione, trova

il

lui

nell'in-

qualche
morto

Cristo

ili

par quasi crudelt

indietreggia

neppur da-

vanti alla bruttezza, pur di arrivare


alla verit,

vemente
venti

assume qui una nota

fantastica. Cos

incisioni

della

le

neppure

Mantegna

poche sono nell'Alta


la

Limbo, della Madonna

col

Bambino

al

petto, furono

imitate anche dai contemporanei.

In generale, dal

nuova,

XV.

Gabinetto delle Sta

Flagellazione,

della Deposizione, di Cristo al

ammirate

dei sec.

lie-

commo-

padovana sgorga un torrente

dalla scuola

Italia le scuole

pi indipendente fra tutte,

la

che

si

di

vita

sottraggono alla sua influenza:

veneziana.

Nessun nesso immediato congiunge la scuola veneziana con l'epoca eroica dell'arte italiana; anche chi passi ad essa da Raffaello e da Michelangelo vi trova tutto
un mondo nuovo; sul suo stesso terreno non sembra quasi aver avuto una preparazione; infatti, ancora sul principio del secolo
pittori

forestieri.

In

realt pero la

XV, Venezia non poteva

star senza

pittura veneziana anch'essa frutto d'uno svi-

MANUALE

154

luppo lungo

secoli per

165.

Anton,,, da

san Marco poggia una

sulle forze di

sua estensione solo

tramutare un villaggio lacustre, a stento contestato

mare, nella maggior piazza mercantile d'Europa.

Fig.

la

alle condizioni generali della citt.

Bastarono pochi

di

STORIA DELL ARTE

costante, che possiamo comprendere in tutta

ponendo mente
al

DI

mare

Murari,,

zampa

Bartolomeo Vivarini:

Il

simbolo

Polittici,.

la loro

Venezia,

il

leone

Bologna, Pinacoteca.

sola sulla terraferma, l'altra

Veneziani fondarono

di

immerge

nel

mare;

grandezza. Dai commerci trassero

ricchezze, e specialmente dai commerci col Levante, che nel medio-evo godeva
d'una civilt materiale superiore a quella d'Occidente e possedeva tutte le raffinale

tezze del lusso. Queste raffinatezze conobbero, pel contatto, anche

Veneziani che

IL

le

QUAI

Ri

ni NTO:

presero ad apprezzare per circondarne

la

LA PITTURA

155

propria vita, riempiendo

la

fantasia d'im-

pressioni orientali.

Presto

si

Fig.

rispecchia questo lusso nell'architettura che risplende d'incrostazioni

166.

Bartolomeo Vivarini: Madonna

col

Figlio e

Santi.

Venezia, Chiesa dei Frari.

a colori; esso

si fa strada molto pi lentamente nella pittura,


veneziano trova racchiusi fin dall'antichit gli elementi che

singolare fioritura. Perche

la

fonte orientale della ricchezza

la

quale pero nel suolo

la

condurranno ad una

della potenza

ridisse,

occorreva non solo uno spirito commerciale perennemente desto,

data

speciale natura delle relazioni col Levante, forza ed accortezza

la

da parte delle
repubblica,

il

classi dirigenti.

patrizio veneto

Durante

il

soggiorno

doveva porre

in

in

non

ma

ina-

anche,

non comuni

lontani paesi, al servizio della

opera, tutte

le

sue qualit

di

diploma-

MANUALE

56

tico e di guerriero;

ma, tornato

STORIA DELL ARTE

DI

in patria,

amava

di

godere a suo agio tutti

tesori

della vita.

Queste condizioni non mancarono d'influire sulla fantasia dei


ratteri

robusti, agili e pronti a

mollezze della esistenza, che

si

tutto,

domandavano

svolgeva loro davanti

pittori;

d'essere ritratti;

agli occhi,

dovevano

il

quei ca-

fasto e

le

indurli alla

glorificazione artistica della propria esistenza. Occorreva per per questo la padro-

167. Alvise Vivarini: Vergine

Fig.

nanza assoluta
pure

la

del colore,

pi pura

ricchezze. Cos

la

comprendiamo

di coloristi insigni, favoriti,

particolare del paese.

ed ogni durezza,
rata.

Nessuno

poich

pi nobile,

li

la

il

Venezia, Galle

colorito caldo e lieto, ben pi che la linea, sia

pu

ridire

con verit

lo

splendore d'una vita di

necessit che proprio a Venezia sorgesse

una scuola

oltrech dalle generali condizioni storiche, dal carattere

vapori salienti dalla laguna tolgono

confondono

di

toni delicati e

degli artisti vissuti a

colore. Derivati per la

Santi.

inondano

ai
le

contorni ogni asperit


figure d'una luce do-

Venezia ha potuto sottrarsi

maggior parte dalle regioni

alla

mala del suo

finitime, nella scelta dei soggetti

il

quattrocento: la iattura

157

disegno, rimanevano fedeli alle proprie tradizioni locali, ma nel colorito si trasformavano raggiungendo una caratteristica connine.
rinnovamento nella pittura veneziana arriva in tempo. La potenza effettiva
Il
e nel

Fig.

168. Antonello da Messina: S.

della citt delle lagune decresceva

Girolamo

nello

studio.

lentamente dalla

Londra, Galleria Nazionale

fine del

secolo

XV; l'immensa

forza di lavoro, veramente eroico, s'andava affievolendo quanto pi facilmente

dava

agli

ozi

della

vita

consumando quasi

Venezia nella storia del mondo

fu

capitali

accumulati:

il

ci

tramonto

irradiato da! pi bello splendore dell'arte.

si
ili

Pig.

169.

CARLO CRIVELLI: MADONNA DELLA CANDELETTA. PARI


MILANO, PINACOTECA

DI

BRERA.

IO

>1

\RE.

li

ni

R0( EN

0:

LA

159

PITTURA

XV

eli
immagini
Giovanni Alemanno
1450) ed Antonio da Murano (14159-1470) lavorarono una serie di grandi an-

Pare che Venezia nella prima met del secolo

pi specialmente nella vicina isoletta di .Murano, dove


(f
cone,

seguendo l'antica ininterrotta tradizione, non solo

ma anche

nei tratti

Fig.

quali, anzich
gliati

in

devotamente

170.

si

provvedesse

pittori

nelle ricche cornici gotiche,

severi e nell'atteggiamento solenne delle figure,

Antonello da Messina: Ritratto.

Roma,

le

Galleria Borghese.

formare un unico gruppo, rimangono isolate

al

modo

dei santi inta-

legno degli altari medioevali.

La nota lieta, in questi quadri, sta nel colore chiaro, luminoso, e negli ornamenti d'oro luccicanti: cose che poi passeranno in retaggio alla pittura veneziana.
La quale per, per avvicinarsi alla sua meta e dare alle sue figurazioni una base di
verit, dovr ricorrere ad altri esempi, prima tra tutti a quelli della scuola padovana,
la

cui

influenza

Bartolomeo Vivarini (1430-1499), del


Carlo Crivelli, fiorito tra
1468 e
1493.
pittori di Murano (figg. 165 e 166), mentre in

gi visibile nelle pale di

suo congiunto Alvise (1447?- 1504)

e di

Bartolomeo discende ancora dai

il

il

MANUALE

160
Alvise
e

la

le

forme aspre

asciutte

composizione ampia
11

Crivelli,

raddolciscono,

si

monumentale

come

soggetto sacro a cui sempre

gruppo muranese

si

si

si

la

si

pi forte e luminoso

fa

la

si

serba per sempre

di singolare

ricchezza e dal

impossibile non iscorgere in questi due

scuola padovana. Le teste dei loro santi

vita appare ritratta con precisione scrupolosa.

Madonna

Bellini:

Piet. Milano. Pii

al

Mantegna

arrivare all'espressione vivificante:

Venezia

quel

momento

l'artista

(circa

il

(fig.

169),

Manca per ancora


il

(fig.

167).

11

Crivelli,

che

Galleria di Brera, e a Londra, toglie evi-

festoni di frutta

persino la disposizione del quadro.

In

coteca di Bre

trono, all'Accademia di Venezia

in

suoi quadri pi belli a Milano nella

dentemente

colore

scorge subito in una delle prime opere d'Alvise (1480) ossia nella tavola d'al-

tare con la
i

con

l'affinit

ni. Giovanni

ha

il

167).

vede dagli accessori

attiene.

sono tutte studi dal vero, nei quali


Ci

(fig.

e pi accessibile alle influenze straniere,

randagio

fedele all'antico indirizzo,

artisti del

STORIA DELL ARTE

DI

decorazioni del fondo, e

le

mezzo indispensabile per

il

colore.

1474) interviene un caso fortunato:

che divulgher l'uso della pittura ad olio

si

stabilisce in

porter l'arte del ritratto

un'altezza impensata.

La leggenda

fa

Antonello da Messina

di

vanni van Eyck. Certo

che egli apprese

pur non rinnegando nel disegno

la

(1430?-1479) uno scolaro di Gio-

tecnica ad olio da

nella scelta delle

forme

ressante piccolo Golgota del 1475 (Anversa) con Cristo fra

la
i

un pittore fiiammngo,
sua italianit. L'inteladroni, san Giovanni

il

quattrocento: la pittura

Maria, ancora assai fiammingo, e

il

[61

san Girolamo nello studio, di Londra

(fig.

168)

Ma

dove pi appare
pi belli dei quali sono al Louvre, a Milano
l'alto valore d'Antonello nei ritratti,
(Museo del Castello e casa Trivulzio), a Roma (Galleria Borghese - fig. 170), al
ci

mostrano, nell'estrema finezza pittorica, forza

carattere.

Fig. 172.

Giovanni

Bellini: Trittico.

(La cornice

Museo
d

a'

di Berlino.

suoi ritratti

Madonna
di

santi.

Venezia, Chiesa dei Frari.

Jacopo da Faenza).

La perfetta fusione del colore, ottenuta con le pi lievi mezze tinte,


contemporanei e
un modellato e una vita che dovette maravigliare

spingerli all'imitazione.

cos

l'armamentario della scuola veneziana

si

completa.

Jacopo Bellini, Gentile e Giovanni, se ne impossessano ed entrano


primi nella via che condurr l'arte veneziana alla gloria ed al trionfo.
Di buon'ora Giovanni Bellini (1430-1516) si stacca dalla maniera severa di

figli

del vecchio

suo padre

e di

suo cognato Mantegna, maniera riconoscibile ancora in qualche opera

ii.

giovanile,
e

in

come

nel

Ges

quattrocento: la pittura

163

Londra, nella Trasfigurazione del Museo Cunei

nell'orto di

alcune Madonne; poi s'impadronisce completamente della nuova tecnica, im-

portata
effetti

Venezia

Antonello,

da

che distinguono

la

dinariamente produttivo, ed ancora


nezia, nel

1506,

tempo (15D5)

la

il

Bellini

per

primo

sa

trarre dal colorito tutti quegli

scuola veneziana. Nel lungo corso della sua vita fu straoral

tempo

del soggiorno d'Alberto

passava pel pittore pi stimato.

pala di S. Zaccaria a Venezia.

Infatti

La Madonna

Diirer a Ve-

appartiene a quel

seduta

in

trono

in

Storia della vita di sant'Orsola. Venez

una nicchia ornata a mosaico tra san Pietro e santa Caterina a sinistra e san Girolamo e santa Lucia a destra; sul gradino pi basso del trono siede un angelo
con la viola. Consimile ampia ed originale composizione troviamo in un quadro
dello stesso Bellini di
la

molto anteriore (1488) esposto

in S. Pietro a

Madonna, circondata da angeli con strumenti musicali,

rialzato e riceve l'omaggio del

spira

171)

data

in esse

un'aria

da quel tipo

di

di

In

doge Barbarigo, presentatole da san Marco

gnamente sogguardato da sant'Agostino. Dalle opere


(fig.

Murano.

devozione discreta;

Madonna

(fig.

di

per

172) che,

questo,

siede sopra un trono

questo genere

beni-

dalle Piet

l'impressione principale

ci

anche nei quadri a mezza figura

MANUALE

164

tanto apprezzati allora

DI

STORIA DELL ARTE

tanto copiati,

presenta

ci

matura

bellezza

la

donne

delle

veneziane. Tali composizioni, che di solito collocano la scena in una specie d'ambiente superiore, vanno nella storia dell'arte sotto il nome di sacre conversazioni,

perch

in

domina un'espressione

esse

ultraterrena soltanto con

la

bellezza e

quiete

di

santi palesano la loro natura

vigoria.

la

Giusta un'antica tradizione, Giovanni Bellini sarebbe stato

sommi

pittori

Palma Vecchio

veneziani: Giorgione,

il

maestro dei

tre

Tiziano. Infatti, per quanto

questi derivino

la loro eccellenza artistica dalla reciproca emulazione, resta al Bellini


merito d'avere iniziato primamente quella maniera che fu poi condotta a completo
sviluppo dalla generazione seguente.
il

Di pari passo con Giovanni Bellini lavorarono numerosi


loro attivit dalle

ornate di dipinti dedicati quasi tutti alla storia

Fig. 175. Vittore Carpaccio: S. Giorgio uccide

che,

purtroppo,

anche

le

il

artisti spronati nella

molte commissioni offerte pel Palazzo Ducale,

violento incendio del

il

alla

le

cui sale

furono

gloria di Venezia, dipinti

drago. Venezia, S. Giorgio degli Schiavoni,

1577 distrusse. Nullameno, pel fatto che

sontuose Scuole (sedi delle confraternite) erano state ornate di pitture alla

mancano esempi del caratteristico modo di narrare seguito dagli


Gentile Bellini (c. 1429-1507), fratello maggiore di Giovanni,
rimasto per qualche tempo ai servizi del sultano Maometto II, dipinse per Scuole
miracoli di san Marco (fig. 173);
miracoli del legno della Croce e la vita e
insigni
Vittore Carpaccio (1450 circa-1525) dipinse nove quadri della vita di sant'Orsola

stessa guisa,
artisti

non

ci

veneziani.

(fig.

174), ai quali

manca

quella disposizione architettonica

composizione,

storici dei Fiorentini e la struttura severa della

mati

di

che distingue

ma

quadri

che appaiono ani-

pi fervida vita e sono d'effetto molto pi immediato.

Venezia, e Venezia sola, esercit su questi pittori un'influenza evidente;


tivi

per

gli

sfondi erano dati loro dalla citt dove non

d'Oriente; cos, nelle persone che agiscono

che partecipano agli avvenimenti,


lana di Venezia, dalle quali

ci si

facile

il

come

mostrano

passaggio

mancavano

negli spettatori

le forti

le

mo-

reminiscenze

sempre numerosi

impressioni della vita popo-

alle novelle dipinte

pi tardi e alle leggende rese ad un tempo con leggiadria

che incontreremo

con forza

(fig.

175).

quattrocento: la pittura

il

165

affinit che il Carpaccio, allievo di Lazzaro Basti ani (morto nel 1512)
hanno con Giovanni Bellini due altri pittori dal colorito luminoso e
dalla cura amorosa posta nell'eseguire fondi architettonici e a paesaggio: G. B.
Cima da Conegliano (1456-1517), che, quantunque derivato da Bartolomeo Montagna, nelle sue Madonne in trono s'accosta molto ai modelli di Giovanni Bellini

Maggior

(fig.

176),

(fig.

177) e

Marco Basaiti

(14607-1525), che cura oltre

l'intensit dell'espressione (fig. 178).

Fig.

170.

al

colorito vigoroso

anche

Per ambedue hanno soltanto importanza locale

Lazzaro Bastiani: Presepio. Venezia, Galler

a differenza dei dipinti di Giorgione, di Tiziano e del

Palma Vecchio, che rappre-

sentano una corrente nazionale.

Molte scuole minori sorgono, nel corso del secolo


artistiche
si

come

distinguono

l'arte in Italia,

Siena, sia nelle sedi delle


artisti valorosi e tutte

anche

gimento. Nell'Alta

met
Il

con

400 in
campione

del

Avanzo

se

Italia

poi,

XV,

In

ognuna

d'esse

contribuiscono alla maravigliosa fioritura del-

non hanno una parte principale


non

sia nelle antiche citt

nuove dinastie principesche.

nella storia del suo svol-

v' forse citt d'una qualche importanza, che, dalla

non abbia avuto

la

sua rispettabile schiera

d'artisti.

della scuola veronese, gi affermatasi nel trecento

cresciuta con

con Altichiero

Stefano da Verona (1374-1451) detto da Zevio,

Fg. 177.

B.

CIMA DA CONEGLIANO:

MADONNA

E SANTI.

PARMA. GAI LERIA

il

quattrocento: la pittura

167

medaglista (fi. 179 e 181) Antonio Pisano conosciuto col nome


nientemeno che
suoi dipinti murali nel castello di Pavia, nel
Vittor Pisano o Pisanello.
Palazzo Ducale di Venezia e nel Laterano a Roma, sono andati purtroppo per-

il

di

duti;

ma rimangono

Fig.

dazione)
Peregrini;

anche

se,

di schizzi
e di

delle

in

fig.

di lui

ancora alcuni affreschi a Verona:

Ges chiama

178. Basaiti:

figli

Sant'Anastasia (san Giorgio


181),

che

basterebbero

di

la

in

S.

Fermo (l'Annun-

Zebedeo. Venezia, Gallerie.

principessa, nell'arco della cappella

testimoniare

dell'importanza di Vittore,

a darci la misura del suo grande valore artistico, non rimanessero


e

pochi

quadri di cavalletto attendibili (Gallerie

Bergamo) dove risaltano


forme del corpo (anche

tratti caratteristici della

negli

animali

di

un

libro

Londra, di Parigi

sua maniera: disegno sicuro

particolarmente nei cavalli), predile-

MANUALE

DI

STORIA DELL ARTE

zione pei fondi a ricco paesaggio e pei costumi sfarzosi, ed insieme anche una qualche
incertezza tra

il

seguire l'antico

modo

di concepire e di vedere, e

nuovo pi

il

rea-

comune a Gentile da Fabriano che esercit su di lui non lieve


influenza. Non abbiamo notizie d'una sua scuola, mentre nelle opere dei pittori veronesi successivi, come Liberale da Verona (1451-1536) (fig. 180), pi noto come
fondi architettonici
alluminatore, e Francesco Bonsignori (1455-1519) (fig. 183),
e altri particolari non lasciano alcun dubbio sull'influenza padovana e su quella manmolti dipinti del maggior pittore vicentino, Bartolomeo Montagna
tegnesca. Cos
listico,

incertezza

(14509-1523), risentono dell'arte veneto-padovana,

ma

profondit dei caratteri, dalla severit del disegno

e dalla

(fig. 182),

lievo

qualit tutte che

si

poi

sono

fatti solenni dalla

bruna

solidit di colore

riscontrano pure in qualche lavoro

Giovanni Bonconsiglio detto

il

Marescalco

(fig.

184) del suo al-

(1470?-1535).

tP.l

Fig. 179. Pisanello: Medaglia di

La vecchia scuola milanese venne


nardo che

ricacciata nell'ombra dall'apparizione di Leo-

suo sfolgorante splendore parve offuscare quanto

col

Per prima

Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Lombardia andava svolgendosi con


come Vincenzo Foppa (14309-1515?),

di lui in

di valorosi pittori,

(Adorazione dei Magi, a Londra)

gli

stava intorno.

caratteri propri
i

una schiera

cui quadri pieni di nobilt

cui affreschi (fig. 186)

potevano reggere

al

con-

fronto con quelli d'artisti forestieri (cappella Portinari in Sant'Eustorgio). Accanto

Foppa crebbero in fama altri artisti: Bernardino Butinone (14309-1507), Bernardo Zenale (1436-1526), Vincenzo Civerchio (14709-1544), Ambrogio da Fossano
detto il Bergognone (morto forse nel 1523) (fig. 185), Bartolomeo Suardi detto
il Bramantino (14559-15369) (fig. 187) su cui fu grande pure l'esempio del
Bramante

al

che, quale pittore, veniva dall'insigne scuola di Pier della Francesca e di Melozzo.

non era una salda tradizione artistica cui


nomadi esercitavano pi facile influenza sugli indigeni sempre
prendere norma dai forestieri.

Nelle citt minori dell'Alta Italia, dove


attenersi,

pronti a

gli

artisti

Lo studio

di

queste scuole locali

perci ricco di insegnamenti rispetto alla

il

diffusione

e alle

poco a poco

quattrocento: la pittura

mescolanze delle diverse forme d'arte nella seconda met dersecolo XV.
i

contrasti di scuola

prepararsi a ricevere

il

nuovo

stile

Un

bell'esempio d'incrocio

nella scuola di

Ferrara.

si

attenuano,

il

paese unisce

le

sue forze per

che diventer nazionale.

Sebastiano. Milano, Pinacoteca di Brera.

Fig. 180. Liberali

ha

169

o,

meglio, di fusione di

Centro del movimento fu

chiamarono a lavorare molti^celebri

pittori

come Jacopo

svariati elementi artistici


la

si

Corte degli Estensi, che

Bellini,

il

Pisanello, Pier della

quattrocento: la pittura

il

Francesca.
del

di essi
gli

monumento

Il

palazzo

traggono

stessi

cicli

pi importante di tale culto per l'arte sono

Scliifanoja,

di

il

eseguiti

sotto

il

duca Borso dal 1467

soggetto dai Trionfi venuti

allegorici

171

che

si

in

voga

col

al

gli

affreschi

1471. Alcuni

Petrarca: altri trattano

trovano nelle pi antiche incisioni italiane, inter-

Montagna: Mcd

ed Angeli. Milano, Pinacotc

calandoli con scene della vita di Borso, rese con la pi fresca naturalezza e piene
di

originalit.

In

fascie figurate (sovrapposte l'una all'altra)

d'ogni mese, frapposti a scene di Corte,


le

deit preposte ai mesi, nonch

le

sono descritti

segni dello zodiaco

varie forme dell'attivit

e,

lavori

su carri trionfali,

umana. Buona parte

MANUALE

172
di
e

questi

affreschi

della Galleria di

opera

sotto

cresciuto

reciso,

Dresda

di

STORIA DELL ARTE

DI

Francesco del Cossa (1437-1477), rude ma forte


padovana, come prova la sua Annunciazione

l'influenza
(fig.

188).

si riscontrano in Cosimo Tura detto Cosm


come pittore aulico del duca Ercole
(fig. 189), e in
altri artisti posteriori. Cos Lorenzo Costa (1460-1535), scolaro del Roberti, addolcitosi nella collaborazione del Francia (fig. 190), segu anche, almeno nelle opere

di varie scuole

Le stesse influenze

(14297-1495), che molto lavor

mantovane,
11

le

tracce del Mantegna, di cui nel 1506 raccolse l'eredit presso

suo utardino

183.

F.

delle

Muse

Louvre mostra

del

Bons

ico

nel concetto e nelle

Gonzaga.

forme

al-

san Bernardi!

quanto classicheggianti una evidente affinit con la maniera del Mantegna, la cui
influenza anche pi evidente nelle rare opere di Ercole Roberti (14409-1496),
di

cui

il

capolavoro

certo

la

Pala

Portuense ora a Brera

pi che a Ferrara, l'arte dei Ferraresi ricordati

si

(fig.

191).

Ma, quasi

svolse nella vicina Bologna, presso

la

Corte dei Bentivoglio. L troviamo dapprima Galasso di Matteo Piva fiorito tra

il

1440 e

lavor con

1488, poi

il

Francesco del Cossa, poi

Francesco Raibolini detto

il

Roberti, poi Lorenzo Costa che

Francia (1450-1517) dando e ricevendo,


con reciproco benefizio, consigli ed ammaestramenti.
11 Francia, educato all'arte dell'orafo, non possiede certo una ricca
natura d'artista,

n molta fantasia,

mere orme profonde


Scelto

il

ma

nella stretta cerchia in cui limita l'opera sua sa impri-

durevoli

tipo della sua

il

(fig.

Madonna

192).
(fig

193), egli lo ripete

continuamente;

non

Fig. 184.

BONCONSICLIO

CRISTO DEPOSTO. VICENZA, MUSEO CIVICO.

MANUALE

174

smette

il

suo

mudo

di colorire,

DI

STORIA DELL ARTE

liscio e

lucente

come smalto, nemmeno quando

netrato nel Cinquecento pu ammirar l'opera di Raffaello

vede una volta


minile

donne

in

di

adorazione davanti

185.

al

(fig.

193),

le

col

o,

secondo l'uso invalso a Venezia,

Bambino

Angeli. Milano,

soggetto esige vigore drammatico, allora

essi

numero
ora

per

si

Pinacoteca

di

in

il

e figliuoletto.

Francia mostra

la

le

Ma-

trono

Brera.

quanto per quelle destinate solo ad esprimere

cezza materna con un semplice amplesso fra madre

11

pe-

Per chi

dimentica mai pi. Ci vale tanto per

Bambino,

Bergognone: Madonna

fra angeli e santi

gistri,

di Tiziano.

sue Madonne, dal dolce viso di sogno, vero tipo di soavit fem-

le

tranquilla piet, non

Fig.

Quando

la

dol-

invece

il

sua debolezza.

de' suoi scolari fu grandissimo. Si dice che nelle sue vacchette o resuccessivamente nominati sino a duecento. Fra di

smarriti, ne fossero

ricordano oggi suo

figlio

Giacomo

(1485-1557),

nipoti Giulio (f 1540)

Fig. 186.

VINCENZO FOPPA:

S.

SEBASTIANO. MILANO, PINACOTECA

DI

BRERA.

quattrocento: la pittura

il

177

Giovanni Battista, Jacopo Boateri, Cesare Tamarocci, ed anche Gian .Maria


Chiodarolo (op. 1490-1520) e Amico Aspertim (1474-1552), quantunque questi
ultimi si debbano a preferenza ritener discepoli del Costa.
Timoteo Viti (1467-1524), scolaro del Francia, trapiant la maniera del maestro

Urbino.

in

Raffaello,

Ma
si

questa influenza, che

nello sviluppo dell'arte

scuole

le

egli

trasmetter alquanto indebolita

Dopo

palesa solo ne' suoi primi quadri.

tendenze

le

anello ad anello

italiana,

fondono

si

Ad Urbino, dove Timoteo

si

allarga assai

lega in catena.

si

giovane

al

Cos,

195).

(fig.

vari periodi,

qua esteriormente, l intimamente tra loro.


nel 1495 venendo da Bologna, il duca

dimora

prese

Federico, morto tredici anni prima, aveva gi riunito intorno a s numerosi artisti
italiani

fiamminghi, dando occasione a nuovi fecondi contatti. Giusto

fiammingo

aveva

esercitata

Giovanni

derivava

dall'altro

mentre non seppe correggersi


sue

alle

Madonne una soave

conservano

si

ma

santi,

per S

Melozzo da

su

padre

(14357-1494),

una certa pesantezza

Gand

di

Forl, e dall'uno e

Raffaello,

di

il

quale,

nelle figure maschili, diede

espressione. Oltre agli affreschi di S.

Domenico di Cagli,
Madonne e

parecchi quadri di cavalletto, raffiguranti quasi tutti

di lui

l'opera che ce lo presenta dal lato migliore quella che reca la data pi

Mentre a Firenze

ricca e relativamente vigorosa, dipinta nel 1481 pure


194).

pittura

la

aspetto appaia, bella, varia

interamente,

la vita

spiriti

gli

umana,
gli

Padova

si

collega tanto con

uomini coltissimi sono

in

grado

di

grande scuola, l'umbra, serba invece un carattere

terza

la

qualunque

prefigge lo scopo di riprodurre, sotto

si

vivace

l'umanesimo che spesso solo


goderla

influenza

Santi
di

una Sacra conversazione,


Domenico in Cagli (fig.

antica:

sua

la

pi popolare e religioso.

altro

poteva dare

la

patria di san Francesco, fin da tempi antichissimi sede

e battuta sempre e che non seppe far


mutar padrone, senza mai pervenire a libert.
Un gruppo ragguardevole d'artisti, affini fra di loro, produsse il suolo circoscritto tra l'alta Marca e la confinante Umbria, includente le citt di S. Severino,
di Fabriano e di Gubbio. Gi nel trecento fioriscono l Guido Palmerucci ( 2801345), Francesco Ghissi, Francescuccio di Cecco (1386), Allegretto Nuzi

di

santuari!',

abitata da una razza devota

altro che

(1306-1385), e

autori dei solenni affreschi di S. Nicola a Tolentino;

gli

sorgere del sec.

XV,

l'arte

mette

si

sulla via del

rinnovamento

ma

coi fratelli

poi, col

Lorenzo

Jacopo Salimbeni da Sanseverino, autori d'interessanti affreschi in patria e in


Urbino (1416), con Ottaviano Nelli che opera in Foligno alla Corte dei Trinci
(1424), con Antonio Alberti da Ferrara (1390 e. -1449) stabilitosi in Urbino, e, su
tutto, con Gentile da Fabriano (13759-1427), che gir per molte parti d'Italia ree

cando a varie scuole


arte.
Sili

Venezia

Pisanello

lo

si

il

vivace

fiore

su Jacopo Bellini,

renze (1421-1425)

(fig.

lavora d'affresco nel Laterano

poi

Siena

196),

leggiadro della sua soave

trova infatti sin

muore

dal

1408,

dove

Brescia (1414-19), in patria (1420), a Fi-

(1425),
nel

ad

Orvieto

(1426) e a

nell'Umbria

si

formano correnti

di

Benozzo che opera

Roma

dove

1427.

partecipano influenze svariatissime: quella

Pi tardi nelle Marche

ed elegantissima

esercita benefica influenza

diverse,
in

alle

Montefalco

quali
e

in

MANUALE

178
Viterbo, s'estende

Francesca

tutto

in

ii

versante ovest dell'Apennino: poi quella di Pier della

aderiscono

cui

STORIA DELL'ARTE

DI

Fra Carnevale

s'estende

Giovanni Boccati da Camerino

in cui poco dopo


Vittore Crivelli (op. 1481-1501),
Pietro Alamanni, Stefano Folchetti, Lorenzo il giovine da Sanseverino, Ber-

fiorito

intorno

prevale

al

1450

l'influsso

Carlo

di

Fig.

188.

anche verso
palese

Crivelli,

la

parte orientale,

in

Francesco del Cossa: Annunciazione. Dresda, Galler

Mariotto e Cola dell' Amatrice. Invece Nicol di Liberatore da FoI'Alunno (1430-1492), cresciuto come Pier Antonio Mesastris all'esempio
di Benozzo, non tarda a manifestare un carattere proprio, cos nei tipi come nel
sentimento pieno di devozione (fig. 197). E da Benozzo e da Pier della Francesca
deriva Lorenzo da Viterbo che, nel 1472 circa, la morte strapp non ancora
nardino

di

ligno, detto

trentenne alla gloria

(fig.

198).

Perugia col Quattrocento

avevano dominato

Senesi,

ma

l'arte

poi

il

si

delinea in

Beato Angelico

un modo
e

speciale.

pi ancora

il

Prima

vi

suo discepolo

Fig.

189.

COSM TURA: "ANNUNCIAZIONE. FERRARA, CATTEDRALE.

MANUALE

180

Benozzo avevano
radiazione
stendardi,

su

fondi

degli

Buonfigli

affreschi

Lorenzo Costa: Madonna

architettonici;

STORIA DELL ARTE

loro fascino attratto gli spiriti.

Benedetto

nonch

Fig. 190.

col

DI

su

del

(1425-1496),

palazzo

col Figlio e santi.

di

Lorenzo (14469-1522)

il

quale,

infatti

autore di quadri

la
(fig.

loro ir-

199) e

Perugia, ragguardevoli pure pei

Bologna, Chiesa

Bartolomeo Caporali

degli Uffizi basterebbe a rivelarlo artista di

renzo

di

Evidente

(op.

di S.

Giovanni

1442-1499),

una grazia singolare

(fig.

in

la

cui

Madonna

200), e su

Fio-

dopo aver seguito Benozzo, attinse elementi

Fig. 191.

ERCOLE DE ROBERTI: MADONNA COL FIGLIO E SANTI. MILANO, PINACOTECA

DI

BRERA.

MANUALE

182

nuovi da Nicol da Foligno


per sempre greve

Pieve detto

studiando

il

le

mediocre

STORIA DELL ARTE

DI

Romano

da Antonazzo

Perugino (1446-1523)

si

dava

gino fece a
l.

Vi

opere di Pier della Francesca,

bisogna

l'arte
egli

Luca

di

Signorelli

lunghe

mentre

soste che

sua seconda patria,

infatti,

bottega,

--

convenire

il

oltre

Perugino

egli

non

col

fin

quella

gareggiare con

sempre aperta

in

il

Peru-

gli

ebbe un talento eccezionale,


e

1483) fatti in unione

al

Pintoricchio

Mos
e

ad

e di

Ges

Andrea

di

Ma

perci

decadde. Gi nel 1480

ultimi venti anni della sua vita nulla aggiunsero alla

Gli affreschi rappresentanti la vita di

artisti di

Perugia.

entrato nel suo periodo migliore che dur sino all'inizio del
gli

della

quelle dei maestri

e ripetute

sua dopo un breve svolgimento rapidamente sost

era

rimanendo

Francesco Francia: Santo Stefano martire. Roma, Galleria Borghese.

Firenze,

teneva,

194)

ben pi profonde

alla ricerca di qualit

fiorentini, in ispecie del Verrocchio. Infatti nelle

Fig. 192.

(vedi a pag.

mentre Pietro Vannucci da Citt

201),

(fig.

fama

XVI

secolo,

gi acquistata.

nella Cappella Sistina (1480-

Aloigi

di

Assisi detto I'In-

l-'ig.

193.

FRANCESCO FRANCIA: MADONNA

E SANTI.

PARMA,

(i

\l

MANUALE

184

gegno

(c.

DI

STORIA DELL ARTE

1460-1511?) hanno una grande importanza non solo per

per tutta quanta l'arte dell'Italia centrale della fine del secolo.
fiorentini

gli

umbri, lavorando insieme

tratti caratteristici;

Toscani tolgono

agli

gara,

Umbri

scambiano

si

Perugino,

il

qui che

gli

rispettivi

ma

artisti

loro

ricchi fondi pittorici, questi ve-

dono come
Fiorentini disegnino vigorosamente e riescano a ben raggruppar le
gure. Il gruppo centrale della Consegna delle chiavi (fig. 203), l'unico affresco che
i

possa

con

sicurezza

dire

Fig.

steriori del

194.

unit all'influenza fiorentina. Negli affreschi po-

Giovanni Santi: Madonna

col Figlio e santi. Cagli,

de' Pazzi a Firenze, nella quale citt egli di


i

l'intima armonia del paesaggio,

di raccogliere le figure intorno alla croce per farne


la

egli

composizione della terza sua opera a fresco:


orn

nistici;

sono
a

una

l,

il

ma

soffitto e le pareti di dipinti nei quali


i

classici

rappresentanti delle Virt,

in fila, estranei l'uno all'altro, e

non

il

sola scena.

Cambio

di

ma non

eroi e

v' gesto o

si

nel

1496,

trattenne

per l'espressi

cura pi

Pi slegata ancora

Perugia (1500). Qui

vorrebbe rendere

gli

finita

nuovo

commuove

suoi quadri migliori. In quell'opera egli

sione dolorosa dei personaggi

Chiesa d S. Domenico.

Perugino ricompare l'indole sua, come nella Crocifissione

M. Maddalena
a lungo, dipingendo
in S.

si

Perugino tanto nell'abbozzo che

interamente opera del

nell'esecuzione, deve la sua bella

fi-

concetti

uma-

legislatori dell'antichit,

atteggiamento che accenni

un qualunque punto centrale del lavoro.


Malgrado la sua famigerata pigrizia, il Perugino dipinse molti quadri da cavai-

quattrocento: la pittura

il

letto,

e,

pi rapidamente che

altri

gli

pittori del

dalla scoperta della pittura ad olio. Le sue tinte,

185

tempii, egli seppe trar vantaggio

sempre calde

finemente intonate,

sono spesso cos luminose, da far dimenticare la povert di fantasia e la monotonia


dell'espressione. Il soggetto suo favorito quello, eminentemente umbro, della vita
Maria. Ora ce

di

Fig. 195.

gli

Apostoli

Timoteo

in

mostra

la

Viti:

sul trono,

Vergine concetta

ss.

circondata dai Santi, ora librata

Giov. Battista

Sebastiano. Milano, Pinacoteca di Brera.

fig.

202

Galleria Pitti),

mentre

Arcangeli, disegnati con grazia vivace, fanno vigile guardia.


gine, la sua assunzione,

il

suo pianto

soggetti che egli predilige

mature non sempre


volta,

aria "con

adorazione, ora inginocchiata davanti a Ges bambino, che

dinanzi (Villa Albani

in

gli

riesce

ai

ai lati

Lo

piedi della croce, la

Santi

le

sta

Angeli

sposalizio della Ver-

morte

di

Cristo, ecco

che meglio sa esprimere. Anche nelle opere sue pi

d'infondere vera vita ne' suoi personaggi. Solo qualche

pur nella regolarit schematica della composizione, arriva a nascondere

la

Fig. 190. GENTILE DA FABRIANO:


ADORAZIONE DEI MAGI. FIRENZE, GALLERIA DEGLI

UFFIZI.

Fig.

197.

NICOL

DI

LIBERATORE: POLITTICO. GL'ALDO TADINO, PINACOTECA.

MANUALE

188

mancanza
il

di vigore delle

sue figure,

gruppo centrale della Consegna

dano espressione pi
riesce

STORIA DELL ARTE

come

dove ancora s'intravede

nello Sposalizio

doman-

Nei soggetti che

delle chiavi della Sistina.

dove non bastano la dolcezza mistica e la grazia spesso


ma occorre anche una certa vivacit negli atteggiamenti,

intensa,

insignificante delle teste,


egli

DI

abbastanza bene, soprattutto

nel

primo periodo

lavoro anteriore al

di

La De-

poi s'illanguidisce.

1500,

posizione della Galleria Pitti, del


1495, e

Piet degli

la

Uffizi

di

Firenze, dello stesso tempo, sono

quindi

considerate

come

ritto

Ed anche

buon

di-

sue opere migliori.

le

mirabilissimo ritratto

il

Francesco dalle Opere, con-

di

servato nella Galleria degli Uffizi,

opera

momento

quel

di

Accanto

(1493).

Perugine figura

al

primo posto Bernardino

al

Betto

detto

scolaro

(1454-1513),

di

Pintoricchio

il

di

lui,

in

suo aiuto. Egli, in un

giovent

certo senso, occupa nella scuola

umbra

posto tenuto dal Ghir-

il

landaio, maggiore per virt for-

Ambedue

mali, nella fiorentina.

non trovano nulla di nuovo, ma


riassumono e affermano l'uso delle
facolt

ereditate,

artistiche

raggiungendo

non

una

sicurezza nella composizione,

vestono con

facilit le pi

pareti di dipinti,

meno

198.

Fig.

Lorenzo da Viterbo: Particolare degli


di S. Maria della Verit in Viterbo.

profondi

quali,
altri,

di

e,

comune
ri-

ampie

sebbene

danno
La

una grande

illusione di vita.

parte che

Pintoricchio ebbe ne-

il

affreschi

gli

affreschi della Sistina (Batte-

di Ges e Giovinezza di Mos)


abbastanza riconoscibile, menessi il lavoro del Perugino cos

simo

tre

non

si

pu

nell'abbozzare

dire con sicurezza


la

scorcio del secolo


S.

Maria

lavoro

in

quanto fosse

XV

egli

lavor generalmente in

Aracoeli dipinse

indipendente

dell'Appartamento

della vita

latti

(1483-1484).

La pi

Leggenda,

ci

di

vediamo un

queste ultime, presentate

in

soffio

fine

Roma.
le

parte. Sino allo

e fu

sue opere

dal suo

la

il

primo suo

decorazione

protettore papa Ales-

umanistico. Oltre a scene della Bibbia

ciclo di figurazioni dei

modo da

qualche

Nella Cappella Bufalini a

san Bernardino,

vasta tra

Borgia (1493-1494), ordinatagli

sandro VI. In esso giunge un fresco


della

in

composizione come nell'eseguirne a

Pianeti

riunire intorno alla figura

delle Arti liberali;

allegorica

alcuni

Z UJ
Z N
o z
Q UJ
< ce
S E

Q <
< 5

MANUALE

190
dei

dotti

aiuti fra

degli

o
i

artisti

che

DI

STORIA DELL'ARTE

Naturalmente

(inorarono.

la

egli

Antonio del Massaro detto

quali principalissimo

(14509-1514?). L'arredo decorativo ricchissimo, che d gioia


con un fasto anche maggiore nel soffitto del coro di

Madonna

Fig. 201. Fiorenzo di Lorenzo:

(1509). In principio del secolo

razione della
colore narr
del

pittore

come pens

Libreria del
la

vita di Pio

abile
il

e sicuro,

XVI

Duomo
II

arriv ed arriva ad abbagliare

dove

Siena,

Vasari, che lavorasse anche

freschezza della rappresentazione,

molti

di

agli

occhi, ripetuto'

Roma

Maria del Popolo a

san Paolo. Perugia, Pinacoteca.

le

le
il

scene

la

giovanissimo Raffaello)

vesti variopinte,

ad affascinare

il

di

consumata esperienza
quali non da credere,

Con

(alle

vivacissimi

affreschi

dieci

in

Silvio Piccolomini).

compose

egli

san Pietro

valse

si

Pastura da Viterbo

(dal 1505 in poi) Pintoricchio intraprese la decodi

(Enea

in gloria,

S.

il

con

ricco paesaggio del

nostri occhi

cos

da non

la

viva

fondo
lasciar

Fig. 204.

PINTORICCHIO: MATRIMONIO DI FEDERICO III CON


SIENA, LIBRERIA DEL DUOMO.

ELEONORA

DI

PORTOGALLO.

MANUALE

194
subito notare
di

Il

STORIA DELL ARTE

poca importanza costruttiva

la

molte figure

DI

(fig.

come

Pintoricchio,

di

qualche episodio

artista, superficiale.

Padrone

di tutti

mezzi tecnici con-

quistati all'arte, esperto del mestiere, egli l'erede fortunato di tutte


fatte

dall'arte,

le

le

conquiste

applica felicemente, senza curarsi affatto di aumentarle.

cerca novit, non aspira a primati;

del suo cuore

poca bont

la

204).

e, al

pari del Ghirlandaio,

colori della tavolozza

cutori corrono continuamente

il

Qui,

come

non impasta

col

Non

sangue

nella scoltura, questi abili ese-

pericolo di eccedere nell'indirizzo decorativo, por-

tando
il

l'arte verso l'industria, quando gravi avvenimenti non vengono a scuotere


gusto del popolo o uomini valorosi non pongono temi assolutamente nuovi all'arte.

Un
lit
si

pittore che appartiene al

di fantasia,

hanno

ha caratteri

notizie dal

1460

al

gruppo umbro

affini

col

che,

Pintoricchio

1512 circa. Lo

si

quantunque minore

Antonazzo Romano

di
di

abicui

vede dapprima seguire Benozzo, poi

l'Alunno, poi Melozzo da Forl, sinch appare attratto nell'orbita del Pintoricchio,

come Matteo Balducci

(attivo nel primo quarto del sec. XVI),

Giorgio

(op.

1492-1527)

altri.

Eusebio da San

Il

nicoi

cendo

195

di Pietro detto lo
buon disegno e buon colore, GianManni, Tiberio d'Assisi, Sinibaldo Ibi, Gio. Battista Caporali e, ta-

Maggiori

Spagna

UTR0CENT0: LA PITTURA

Ql

davi intanto
primo terzo del

allievi

fiorito nel

d'altri,

il

Perugino con Giovanni

il

XVI,

sec.

di

grandissimo Raffaello.

Romagna, dov'era pur nato Melozzo, s'andavano sciupando molte


attivit, in una incertezza che, pi che eclettismo, da chiamare ibridismo. Dapprima Giovanni Francesco da Rimini fiorito subito dopo la met del secolo XV
Intanto in

Nicolo Rondinelli:

Fig. 206.
e

imit

gli

prima

in

Giovanni

ss.

Tommaso d'Aquino

Umbri

in

ispecie

Bellini.
e

Marco Palmezzano

concittadino .Melozzo,

la

compostezza

si

diedero nel frattempo ad

ai

Benedetto Coda da

ancora

nel

Raffaello,

Bolognesi

si

in

Treviso,

(1456-1538) segu senza genialit

una

folla di tavole

delle figure e per la ricchezza degli

nardo Scaletti morto


tivo

Bonfigli; poi

il

Ferrara, poi a Rimini (dove sembra morisse intorno al 1524),

suo maestro

quindi

col Figlio fra le ss. Maria Maddalena e Caterina


Giovanni Battista. Ravenna, Accademia di Belle Arti.

Madonna
e

1515,

con

imitare

verso
e

il

in

1495;

orme

le

del

spiranti per dignit per

ambienti

Francesca

Toscani,

operoso
tenne a

(fig.
i

205).

Faentini

Ferraresi, con

Leo-

con Gian Battista Utili, at-

Sigismondo Foschi (j 1540?); la maniera umbra e


Bertucci seniore (1470-1516?). E a Raffaello e
seguito Giacomo Bertucci (1501-1579), Giulio Ton-

con

Giovanni

tennero

Pier della

si

Fig. 207.

SASSETTA: NATIVIT DELLA

MADONNA

ASCIANO, COLLEGIATA.

quattrocento: la pittura

il

ducci (1513?- 1583?)

Marco Marchetti,

valentissimo decoratore morto nel 1588.

A Ravenna dapprima Nicol Rondinelli


stremente Giovanni Bellini

(fig.

(14659-1532) Zaganelli, detti


il

Francia

compresa -

il

Ferraresi,

poi

(vissuto sin verso

In

modo totalmente opposto


Senesi del sec. XV,
i

Grosseto,

a quello dei disordinati


i

nemmeno

toricchio,

la

la

Romagna

Bologna

disuguali Romagnoli,

Ad

ogni

si

Convien pero riconoscere

vicina scuola fiorentina mirabile per nuovi ideali

decorativa.

Cattedrale

forza ch'ebbe nel secolo precedente

con l'umbra, pi moderna

pi

Francesco
Palmezzano,

quali, fedeli alle tradizioni e concordi di senti-

menti, costituirono una scuola ben distinta e caratteristica


ch'essa fu ben lontana dall'aver

competere con

e
il

V accademismo raffaellesco.

ita.

condussero

1500) segu pede-

incerti fra

che dilagarono per tutta

di

al

Bernardino (14709-1509)

Cotignola, ondeggiarono

dopo

cangiantismo

206),

197

di

modo

forme, succosa di colore,


il

dal poter

nuove

e
e

merc

vigorie,
il

Pin-

Quattrocento senese diede Domenico

MANUALE

198

DI

STORIA DELL'ARTE

Bartolo (1400- 1449?). Giovanni di Paolo (14032-1482), Lorenzo di Pietro


Vecchietta (1412-1480), .Matteo di Giovanni (1435-1495) (fig. -'08), Stefano di Giorgio detto
Sassetta (1392-1450) (fig. 207
di Pietro (1406di

detto

il

il

1481),

Francesco

dipingere

(fig.

Benvenuto

di

di

Giorgio

.Martini (1439-1502) spirito eclettico, che oltre a

Neroccio di Bartolomeo Landi (1447-1500),


Giovanni (1436-1518?) (fig. 210), Girolamo di Benvenuto (1470-

209)

scolp e architetto,

II.

1524),

(,H

ATTROCENTO:

l'I

NJR

199

Guidoccio Cozzarelli (1450-1516), Bernardino Fungai (1460-1516), Giaminori. Pi che di regresso, come stato detto,

como Pacchi arotto (1474-1540) e altri


loro periodo di
noi chiameremmo
il

Fig. 210.

nel

ripetersi

religiosa,

Benvenuto

di

sosta

d'attaccamento

al

passato.

pur

Giovanni: Madonna. Siena, Caller

umile delle forme quei pittori seppero salvare un vivo senso

animato

Ma

dall'ammirazione

per

santa

Caterina

fede

di

pi dall'esempio

dal

fervore di san Bernardino. Alla dolcezza del sentimento s'armonizza poi quella del
colorito placido e signorile.

inanimili,

|ii

>

ii il

il

il

ili

>

i'i

Ti

ili

'

i.i

jltAU'JVAl'M

'HlM)H)llO)IV)M:n"ll)MlJllin

'

i\

Fig. 211. Terracotta cremonese.

C.

Museo

CINQUECENTO

IL

del Castello di

Milano.

RINASCIMENTO.

si chiude con la morte di Lorenzo il Magnifico (1492).


La cospicua famiglia dar ancora pi tardi dignitari e papi e duchi, ma
posto occupato sin allora a FiMedici perdono irremissibilmente con lui
renze, non solo di veri signori della patria, ma di splendidi rappresentanti

grande periodo mediceo

Il

,i

il

del

suo spirito stesso.


Essi dovettero la loro potenza soprattutto all'aver saputo con fine accorgimento

seguir

correnti,

le

inclinazioni,

le

perfino

le

Ma

debolezze del popolo fiorentino.

muter lentamente, e altri sentimenti prenderanno il sopravvento. La


prima grave rivelazione di un cambiamento nelle tendenze popolari si ha nel fatto
che
fiero nemico dei Medici, frate Girolamo Savonarola, alla morte di Lorenzo
guadagna alla sua causa l'opinione pubblica ch'ei per un momento domina a suo
tutto

ci

il

talento.

Le idee riformiste dell'ardito frate domenicano sono

punto

il

di

partenza

mutato stato di cose a Firenze. Per ricondurre il popolo fiorentino a quella libert cui aveva spensieratamente rinunciato, per toglierlo ai facili costumi che ne
informavano la vita, e ai frivoli piaceri a cui si abbandonava giorno per giorno
senza cura alcuna dell'indomani, si doveva ricorrere a un potente risveglio dei sendel

timenti religiosi. Le prediche del Savonarola furono tutte piene di gravi esortazioni
a

non

lasciarsi

ad alzar

lo

espressi

con

tentare dalle splendide apparenze, a non temere

sguardo

ardente

l'anima all'Eterno,

al

valsero

esaltazione,

Vero, a Cristo.

ad

la

male,

lotta col

questi insegnamenti,

infiammare anche

la

fantasia degli

artisti.

Noi possiamo con profitto seguire passo passo


nei

soggetti stessi delle figurazioni artistiche.

la

via fatta dalle

Pittori e scultori

nuove

idee,

non cercano pi

rendere che scene poetiche, episodi appassionati, sentimenti dolorosi. La morte


passione di Ges,

nocchia

(la

l'arte tutta

Piet),

la
i

Madre muta
discepoli che

l'importanza che

gli

attonita dal dolore, col Figlio morto sulle

depongono Cristo

nella

tomba, hanno ormai

episodi della giovinezza di Ges

avevano

al

di
la
L'i-

nel-

tempo

MANUALE

202

Francesco d'Assisi. Mentre prima

di

promessa

ora

redenzione,

di

non

STORIA DELL ARTE

DI

fantasia

la

compiaceva

si

che evocare

pi

sa

dolori

nell'idea della pia


sofferti

da Cristo

per noi.
Pure,

gli

spiriti

non rimarranno a lungo sotto l'influenza del Savonarola,

sentimenti, ch'egli seppe ridestare,


vita

e le

si

riaddormenteranno

vicende d'un tempo sono per sempre

porti e nelle sue condizioni. Fino allora

Fig. 212.

fra citt e citt, fra


locali.

Francia

non

si

attivit;
I

papi, pur

sono

limitino alla cerchia delle mura,

perci l'arte

non avendo

soli

che per

la

la

coltura presto vi

diritti

ereditari

agitavano negli

le

il

nel suolo italiano, raccogliendo amici

queste repubbliche, quantunque

manca
si

lo

spazio per espandere

estinguono per difetto

potr

di

la

conloro

alimento.

da difendere, fanno una politica dinastica:

loro tradizionale

primo posto

confini

guerre stesse erano di solito

potenza

la

signoria universale, appog-

giata sulla fede, possono gareggiare coi grandi Stati europei. Cos

denza, prender

stretti

entra nell'ampio inviluppo europeo. La

l'Italia

lottando con nemici.

il

della Cancelleria.

Spagna penetrano con saldo piede

e la

si

contado, tanto che

Sul finire del secolo invece

nelle singole citt,


fini

contado

Roma: Palazzo

la

come altrove. Tutto


popolo
completamente mutato ne' suoi rap-

interessi

idi

breve, anche perch

finite, l

XV

italiano, infatti, sullo scorcio del secolo

in

in certo

modo

Roma,

loro resi-

considerarsi la capitale d'Italia.

cinquecento: rinascimento

il

Questo primato
Italia.

Gli artisti,

vere, accorrono a
l'infuori di

l'in

di

Roma

destinato a

dai giorni di Sisto IV.

Roma

Venezia, tutte

che un'arte provinciale.

da ogni dove
le

far

il

Roma

sua

la

epoca nello sviluppo dell'arte

primo papa della famiglia

ne fanno

altre citt italiane

vita

il

eterna rivolge anche adesso

non solo

in

questo senso l'orizzonte

Fig. 213.

della vita

comune,

le

Roma:

che

la

le

tistica si

alla

stesse.
il

l'interesse

ricca colorazione e
e

domandano

porta a

Roma,

ecco

le

il

nuovo

Roma,

Come sempre,

suo grande passato;


si

rivolge alle scene

forme vivaci.

Gli spiriti

un'idealit in ogni figura

indirizzo. All'arte

plastica classica)

parti architettoniche isolate.

Ma quando

il

minuta

del Rina-

potevano bastare come modelli


centro principale dell'attivit ar-

grandi creazioni dell'arte romana classica presen-

nel loro magnifico insieme agli occhi avidi

con ardore
il

ima

grandioso,

altre circostanze favoriscono

scimento (che pi s'avvicina

tarsi

forme

influenza prepotent

fantasia crea.

Due
anche

e di

ma

allarga,

in

Ro-

Cortile del Palazzo della Cancelleria

quali richiedono

anelano a qualcosa di potente

si

paragonate

pi,

esercitano una

sguardo indietro verso

lo

della

centro della loro attivit. Al-

non hanno

sulla fantasia degli artisti, sui soggetti prescelti e sulle


la citt

203

degli

artisti.

Gli scavi, intrapresi

fortuna sempre crescenti, sono ricca fonte di nuove idee

senso delle forme monumentali, invitano a imitare quei modelli.

e,

risvegliando

L'i

MANUALE

14

STORIA DELL ARTE

DI

Maria

di S.

Scultori
tradizionali

tentano

pittori

dell'arte

scambiare

diventa possibile

lo

volta servono di

esempio.

Anche l'Umanesimo in
mente svanisce il bel sogno

raffigurare

di

classica.

l'arte

Italia

sente, ancora troppo rude e

si

considerando

dei

gli

le

eroi
al

nelle

antiche che per

svolge nel senso formale classico.

norma

forme

classicismo che
la

Ma

prima

rapida-

alla vita

pre-

medioevale.

Specialmente nei pi bassi

oltre,

antichi

fare del contenuto classico la

strati sociali

Al primo irrompere dell'Umanesimo anche

troppo

gli

dedica con tanto studio

opere fatte allora con

le

di

si

della Pace, del

il

lato

il

gli

senso religioso non fu scosso affatto.

uomini

andarono
come un modello

di cultura superiore

formale della civilt

classica

perfetto e

completo, ci che necessariamente diede all'arte classica un valore esa-

gerato. In

essi l'autorit tecnica,

rienza pratica.
zioni,

rivestiti di

classici
in

Rivissero

forme

gli

ideali,

svolgimento questo

attinta agli studi dell'antichit, pot pi che l'espe-

antichi concetti

in

di

cui

tutto

soggetti classici delle rappresentaprincipali

tratti

conforme

al

furono

cammino

tolti

fatto

agli

dalla

esempi
coltura

Italia.

Naturalmente

l'arte

viene cos

man mano

staccandosi dagli elementi popolari.

non fosse tanto forte come nella poesia drammatica, nella


quale alle forme popolaresche si contrapponevano forme pi dignitose, derivate
dai classici, tuttavia le piena intelligenza e il godimento di quest'arte, ispirata agli
Sebbene

il

contrasto

MANUALE

206

Fig. 216.

ideali dell'antichit,

sone.

che

italiana fin nel


di

rimanevano

innegabile che

popolare,

un'arte,

soprattutto

in

Madonna

ci

il

DI

STORIA DELI. ARTE

della Consolazione in Todi. (Spaccato).

privilegio di

stette

godimento

di

il

germe

della

Roma

dove manc

gi al papato,, istituzione assai


Infatti l'arte

il

eletta schiera di per-

in

futili

pura verit,

si

nazionale che europea

romana ha brevissima

pontificato di Sisto IV (1471) alla presa

fioritura:
e

al

Come

la

Rinascenza

virtuosit, cos l'ideale

smarr nel formalismo,

forte sostrato popolare, e

meno

contrasto con l'arte

in

sua decadenza.

ogni splendidezza

troppo lontana dalla schietta


in

una piccola ed

Cinquecento ebbe un'arte aulica,

dove tutto
e

allarghiamone pure

terribile sacco di

si

appog-

universale.
i

confini, dal

Roma, opera

delle

Fig. 217.

ROMA:

S.

PIETRO

IN

MONTORIO

TEMPIETTO DEL BRAMANTI:.

manuali;

208

DI

STORIA dell arte

Roma: Cortile del Palazzo Farnese.


d'Antonio da Sangallojl.Qiovine; secondo piano

Fig. 218.

(Portico e primo piano

1530-1546

truppe assoldate da Carlo

mezzo

secolo.

di

Borbone

La scorza era

(1527), e l'arte

l'antica,

.-

1547-1564

di Michelangelo).

romana durer poco

ma mancava

la

pi di un

polpa: apparenza senza sostanza. Che se l'arte italiana


del

rialza sul finire

si

XVI

anche

secolo, e ferve

in

Roma

una

bella attivit artistica,


ci

per merito del-

l'Alta Italia,

dove

l'arte

provinciale, pi ristretta,

pi

ap-

tenace,

non

perch

punto

si

stacca mai dalla madre


terra.

lungo

fiorisce

l,

dove pi a

scimento, ed

Particolare del cornicione del Palazzo Farnese


di

Michelangelo

e del

Vignola.

che
cen-

rinfran-

carsi nei suoi

momenti

trale

Roma:

dell' Italia

l'arte

Fig. 219.

Rina-

il

corre

difficili

5X
Ili

.nX

</)

.-

usi

< \S

<2
O

MANUALE

210

DI

221.

molto
il

secolo;

tratti

che

comuni

gli

facile smarrirsi nel


si

STORIA DELL ARTE

Roma: Farnesina

gran numero

eminenti personalit che affollano

di

possono sempre distinguere, tra

vari

elementi

una

a tutti. L'arte ascende al vertice trionfale per

occhi della

mente

la

seguono attoniti

il

in

opposizione

cos

ripida salita,

giudizio difficilmente

si

conserva

sereno.

L'ARCHITETTURA.

Carattere dell'Architettura del Rinascimento.


toniche costruttive,

il

nascimento avviene

in

sconvolgere

Neppur

le

passaggio fra

modo

norme costruttive

tradizionali, n di

il

e nei

fondi delle pitture

Cinquecento ha realizzato

si

occupavano che

Nelle forme architetquello del

il

si

gli

Non

maturo Risi

tratta di

numero delle parti.


seconda met del Quatil

edifici

centrali a cupola,

suo pi alto ideale architettonico. Diremo

nota un regresso.

migliori artisti, dise-

della bellezza della linea e dell'insieme.

Quest'ultima qualit contraddisce


l'armonia che

acutezza nuova.
la

piani degli edifizi, lasciavano la cura della solidit ai costruttori dipendenti,

n d'altro

aumentare

crea un tipo propriamente nuovo, che gi alla

si

poi che nella tecnica della costruzione

gnando

quattrocentesco

tranquillo e quasi senza interruzione.

trocento vediamo nelle medaglie


nei quali

lo stile

la

gli

artisti

le

opere d'arte del tardo Rinascimento.


edificio, con una

cercano di raggiungere nel loro

raggiungono studiando anzitutto

la

proporzione delle masse,

divisione delle superfici, tentando di chiaramente conformare ogni particolare

al.

cinquecento:

ii.

tutto.

11

Cinquecento trascura

aggraziati ornamenti.

plici

architettura

211

ricchezza decorativa, l'ausilio del colore,

la

l'arte classica (per

studiata solo nei particolari,

rapporti con l'insieme;

ma

membri

esempio,

anche nella successione

dell'edificio

sono

in

molte-

teatro di Marcello) non

il

delle

parti, e nei

minor numero,

ma

loro

sono pi

fortemente disegnati, con profili pi vigorosi. Insieme alla maggiore semplicit delle
forme appare l'ordine dorico e, insieme alla ricerca del maggior effetto, l'amore
dei contrasti.

L'architetto interrompe

con
alle

pilastri,

colonne

pareti

le

timpani,

gli

con nicchie, contorna

spigoli

dei

le

finestre e le porte

muri rinforza con pietre quadrate,

Anche

larghe facciate conferisce variet con corpi avanzati.

qui

rapporti fra

le

varie parti sono oggetto di studio speciale, l'effetto dell'opera cercato nell'armonia

masse

delle

singole parti isolate sono

le

che sia trascurata


pi

la

la

grandiosit,

forza, e ci, soprattutto, verso la fine del gran

la

che coincide press'a poco con

Bramante.
nato

d'Angelo,

opera

svoltasi

Nato

o,

sempre grandiosamente eseguite, senza


si cerca sempre

preoccupazione pel complesso. Nelle dimensioni

la fine

questo periodo del Rinascimento va legato

come vien chiamato

nel

Quattrocento,

Fermignano,

non

lungi

in

da

nella

storia

Lombardia,
Urbino,

dell'arte,

gi

il

1444,

al

7TTTIjj

nMnH

Roma: Palazzo Branconio

nome

Bramante,

di

Do-

alla cui

brevemente accennammo.

intorno

Fig. 222.

Rinascimento

del Cinquecento.

dall'Aquila demolito intorno

al

1660.

egli

dapprima

MANUALE

212
sal

rimase

in

DI

STORIA DELL ARTE

Urbino; poi pass in Lombardia

che nel 1499 quando

gi

era

anziano, ed a

non venne

Roma

a stabilirsi in

mor nel 1514.

Non

si

Roma
hanno

notizie intorno alla sua giovinezza; solo possiamo arguire ch'egli s'inizi nell'arte,

mentre
sciuto

in Urbino ferveva una grande attivit artistica, e che non gli rimase sconoLeon Battista Alberti che a Rimini aveva nella met del secolo trasformato

l'esterno del tempio malatestiano. Allo stesso

Leonardo da Vinci, durante

o raffermarlo nei suoi piani e nelle sue

si

occup

di

architettura

modo ammetteremo

che l'aver accostato

lunghi anni della sua vita milanese, dovette guidarlo

cerc

vedute artistiche. Anche Leonardo,

assiduamente

il

modo

risolvere

di

questioni in tema di pianta centrale a cupola. D'altra parte

il

le

Bramante

infatti,

pi belle
era anche

pittore. Sebbene dei suoi dipinti poco ci sia rimasto, possiamo tuttavia giudicarlo,
quanto ad originalit e potenza d'invenzione, cmuiodi Pier della Francesca, e, quanto
al senso della bellezza, affine a Melozzo da Forl, maestri, entrambi, ch'ei dovette

vedere
si

in

Urbino,

arricchita

dall'antica

casa

e l'ultimo

di

anche a Loreto. Recentemente

la

Pinacoteca di Brera

considerevoli frammenti di affreschi del Bramante, provenienti

Panigarola.

In

nicchie

leggiadramente ornate

mezze figure sommamente espressive: alcuni uomini d'arme


un oratore, Eraclito e Democrito. C' in esse e nell'Argo

si

(tav.

vedono figure e
un cantore,

IV),

del Cassello di Milano

>

il

nobile

largo e

assegnare

Oggi
difficile

Badia

dalla

quale

si

sente

l'abside

toglie

Gli

Ambrogio

con

Ma

(fig. 33).

sua di ottenere
e

(fig.

quella

215) e

la

pittori, subito

anche
per

saggi

dopo

mag-

la

e
si

Cortile del Palazzo Spada.

preferiti, per serbargli, in

Milano,

la

Canonica

chiesa di S. Satiro con la prospettiva del coro e la

queste cose, del resto, bastano a dar saggio di quell'arte tutta


grandiosi con minimi mezzi, con quei suoi purissimi profili
ogni

sua dote di coordinare


le

Bramante, traversa un laborioso


di S. Maria delle Grazie, che

cupola

effetti

particolare all'insieme, tutte cose che

sue creazioni, pi che risultato di

simo senso dell'armonia. Del


celleria (fig.

Roma:

designava come uno de' suoi lavori

fanno parere

questi

Brera, un

ma

del Quattrocento.

la critica, rispetto alle architetture del

momento.

sagrestia

Comunque^ bastano
fra

con Leonardo,

famigliarit

un posto onorevole

Fig. 224.

di S.

Chiaravalle ora passato

di
la

decorativo.

l'intento

architetto,

lui,

frescanti

giori

nel

rivela

qualcosa" che
a

colonna,

alla

Cristo

nel

fare

213

cinquecento: l'architettura

212),

pari, tra

con inclusa

la

un

monumenti che

chiesa di S.

Lorenzo

calcolo, frutto di

esistono in
in

Damaso,

Roma,
si

un

finis-

la

Can-

considerava

MANUALE

214

STORIA DELL ARTE

DI

a poco fa come la prima opera romana del Bramante: ma le ultime ricerche


hanno provato che cinque anni prima della venuta del Bramante a Roma, era
fi. io

gi compiuta, cos che piano ed esecuzione appartengono ad altri

Andrea

ad

semplice

Breno,

rustico,

pilastri, fregi

piano

il

principale

cornicioni),

degli specchi

quella del

cortile,

la

palazzo

Rucellai

che^taluni insistono

(fig.

un

credere del

e al giardino, in
il

solo
fizio,

Bramante
nei

disegni

quale oggi

minor

col

che

piano
se

S.

Pietro,

conservano

esiste, discernere la
il

un

effetto

la

Maria del Popolo (1509)

il

in

superiori

sono

gradazione

ampliamento

l'architettura del
porticati, .uno sul-

\1

le

colonne doriche certamente tolte

opera del Bramante

il

compimento

al cortile

N molto

posteriore

pi fortunato

giacch noi conosciamo quei suoi progetti


in

Firenze,

non essendo

parte che spetta a

lui.

Cos,

chiostro di S. Maria della Pace (1500)

di S. Pietro in Molitorio (fig. 217).

(parapetti,

fine

felice

due

parte migliore, cio quella intorno

di

ne

piani

dei

facciata pare

piano, forse,

il

pianterreno

11

architettura

forme

sue

parte non fu eseguita, in parte fu distrutta.

indiscusso e d'intatto che


di S.

la

finestre

di

che reggono un piano superiore ed hanno

ma

ricca

Bramante, con

edificio classico (fig. 213). Pi probabile

del Palazzo Vaticano;

fu

le

pi

delle

Ne

40).

.W.Hlt'A.I

l'altro,

tra

variet

delle aperture nelle pareti, la

Montecavallo.

una

ha

specchi

gli

rianimati da due pilastri. Con

di

Antonio

ad

l'esecuzione

possibile nell'edi-

non
(fig.

ci

rimane

di

214), l'abside

piccolo tempio dorico rotondo (1502), nel cortile

Che operasse anche

a Loreto sicuro. Anzi, fra

Fig. 226.

PESARO: PALAZZO DEL GOVERNO.

Fig. 227.

FIRENZE: PALAZZO PANDOLFINI.

216

Fig.

MANUALE

DI

228. Pianta di S. Pietro, del Bramante.

STORIA DELL ARTE

Fig. 229.

Pianta

di

S.

Pietro, di Michelangelo.

notar pure il magnifico


molti lavori, fatti l con la scorta de' suoi progetti, da
da Nazareth.
rivestimento marmoreo della casa della Vergine, che si narra portata
chiostro di S. Pietro in
Riesce di grande interesse il paragonarlo col tempietto del
i

Fig. 230.

Pianta attuale di S. Pietro.

il

cinquecento:

architettura

217

dell'elemento classico, tanto


Montorio, per vedere in che modo il Bramante si serv
proporzioni, come pel
buone
semplicissimo
delle
mezzo
col
effetto
suo
il
per ottenere
degli edifici che il Bradi decorar riccamente. Pur essendo esiguo il numero

modo

mante

ci

ha lasciato,

il

posto che

egli

occupa come spirito

straordinario. Cos la chiesa della Consolazione a Todi


di

Matteuccio da Caprarola

Fig. 231.

nel
di

da Gabriele

Roma: Chiesa

c!i

S.

di

artistico,

come insegnamento

stile

il

fra

il

1508

da Cola

216), costruita

Giovanni da Como,

Pietro, secondo

suo insieme un bellissimo esempio di

minor pregio

(fig.

il

1524

progetto di Michelangelo.

bramantesco.

II

tamburo

la

cupola,

sono posteriori (1607).

Antonio da Sangallo il Giovine.


Accanto al Bramante fiorisce in Roma
una magnifica schiera di artisti. Le grandi imprese edilizie di Giulio li e di Leone X
richiamano a Roma numerosi architetti: vengono da Verona il vecchio fra'^Giocondo
da Firenze Giuliano da Sangallo gi ricordato.
Il nipote di quest'ultimo, Antonio da Sangallo detto
lavora senza tregua non solo a palazzi e a chiese, ma anche

il

Giovine (1484-1546),
La sua

a fortificazioni.

Fig. 232.

ROMA: BASILICA

DI S.

PIETRO

LA CUPOLA,

DI.

MICHELANGELO.

Fig. 233.

Fig. 234.

FIRENZE:

S.

LORENZO - SAGRESTIA NUOVA.

ROMA: PALAZZO DEL MUSEO CAPITOLINO

MANUALE

220

rinomanza

anzitutto

collega

si

DI

STORIA DELL ARTE

Palazzo

al

Farnese

Michelangelo condusse a termine. Di Michelangelo


di

cui

si

fece

prima

la

prova

Baldassarre Peruzzi
lui

si

di

Agostino Chigi
per

la

quale

egli

c'

Roma:

costru in

chi fece

il

il

220) che alla sua morte

teatro di Marcello

Siena (1481-1537) ha

attribuiscono molti edifici senesi.

Fig. 235.

(fig.

Vignola

il

cornicione

(fig.

legno, e l'ordine superiore del cortile che nei

in

ordini inferiori, dovuti al Sangallo, imita

e del

Chiesa di

Roma

nome

di

nel

(fig.

219),

due

218).

suo posto~presso

il

Bramante.

Sappiamo dal Vasari che per

incarico di

S.

il

Maria degli Angeli.

1509 una villa sul Tevere,

la

Farnesina,

Raffaello, sostenendo questa opinione con ra-

corpo centrale e le due ali avanzate, non ha


modesto come il numero e la vastit dei locali
anche l'ornamento esterno. Malgrado ci, anzi forse per ci, difficile trovare un
edificio che meglio risponda al suo fine, e meglio si riveli luogo di dimora nobilgioni di

stile.

villino (fig. 221), col

11

che poche sale

mente piacevole.

poche loggie:

Il

palazzo

Massimo

fu utilizzato lo spazio angusto

dalle

Colonne

famoso per

l'abilit

con cui

tutto angoli, e per l'effetto pittoresco del cortile

interno. Esso l'ultima opera del Peruzzi, la cui attivit giunse fin nell'Alta Italia,

a Bologna

sopratutto a Carpi, dove sotto

svolse una fervida vita artistica.

la

signoria del conte Alberto Pio

si

il

--

Raffaello.

Raffaello,

non

Alessandro

disegno
la

(fig.

a'

il

nei

in

fondi

segue
che

S.

erede.

architettonici

possiamo

suoi seguaci. Per


libera e

far

largo

al

Orefici,

il

cui

le

fece la pianta nel

Ma

primo

il

il

destino

il

fabbriche aggiunte,

quadri

degli affreschi.

intravedere

1509, e nella Cappella

cupola su pianta quadrata,

edificio a

Egli

Bramante, senza aggiungervi nulla

meglio
le

dei

di

quale

fosse

di

ma

anche

nella sua produzione

personale;

l'ideale caro al

ma

qui

Bramante

a'

chiese l'ideale la pianta centrale a cupola, possibilmente pi

armonica nella sua membratura


In uno curata soprattutto

sono due.

Bramante

colonnato del Bernini, non rimase che

Vidon Caffarclli ha perduto, con

Maria del Popolo, altro

attentamente

noi

dal

successore nell'opera di San Pietro.

Nondimeno Raffaello ha diritto ad u\\ posto nella storia


Bramante stesso dal letto di morie lo raccomand al papa
E come tale egli ci appare non solo nella piccola chiesa a

cupola di S. Eligio degli


Chigi

derivata

221

originale.

dell'architettura,

come suo vero

architettura

suoi palazzi: del Palazzo Brancolilo dell' Aquila, distrutto

per

222), e quello

forma

sua

VII

generazione

giovine

suo compatriota

mostr benigno

si

sotto

Della

cinquecento:

di
la

quanto fosse prima. Pei palazzi,


decorazione della facciata,

tipi

muri sono

da ghirlande a festoni, da statue nelle nicchie, tutte cose che prendono


posto della tradizionale facciata a colori, cos conforme allo spirito monumentale
del Rinascimento. Oltre al palazzo dell'Aquila, abbiamo un buon esempio di tale

abbelliti
il

MANUALE

222
indirizzo nel palazzo

Spada

(fig.

223

D!

STORIA DELI. ARTE

224) architettato forse da

(1501-1556), poi decorato da Giulio Mazzoni.

L'altro

Girolamo da Carpi

pi semplice

severo.

Il

pianterreno, tuttora rustico o finto rustico, ha una pi ricca membratura; nel piano

superiore

le

semicolonne prendono

colonne o due

pilastri,

il

posto dei pilastri;

finestre

le

si

aprono tra due

con l'architrave sormontato da un timpano angolare o cur-

Quando

vilineo.

intonacate,
spigoli.

gli

le facciate sono
bugne orlano almeno
In generale durano la

le

ricerca dell'armonia nelle proporzioni e l'effetto


piani.

Ji-^ii^^W

degradante dei vari

primo esempio

Il

corona-

di

mento

delle finestre sostenuto

pilastri

l'abbiamo nel palazzo dei

Genova: Pianta

Fig. 238.

di

di S.

da

Maria

Carignano.

duchi di Urbino a Pesaro, di Luciano da Laurana, cominciato nel 1465


(fig.

226).

Quanto grandiosae

ta sia tale costruzione,

mente

numero

abil-

larga fascia intermedia

la

mascheri

schiet-

quanto

la

disuguaglianza tra

delle arcate

il

quello dei

finestroni,non chi non veda! LuFig. 237.

Roma: Palazzo

Caetani,

del
sori del

fu il maestro
Bramante, ed uno dei precur-

ciano da Laurana

architettato dall' Ammarinati.

Rinascimento, come l'Alberti. Anche nel palazzo Pandolfini a Firenze, eseguito

(solo in parte) su progetto di Raffaello (verso

il

1520), prevale l'architettura delle finestre


Scostandosi dalle abitu-

in grazia delle grandiose proporzioni e delle forti sporgenze.

dini fiorentine,

ij

pianterreno

costruito allo stesso

modo

dei piani superiori

(fig.

227).

Anche il migliore fra gli scolari di Raffaello, Giulio Romano, lavor d'architettura. Conforme a un progetto del suo maestro egli cominci
Giulio Romano.

il

Roma

stata

il

per

il

modello

cinquecento:

cardinale Giulio de' Medici


di

una residenza

architettura

la Villa

estiva, destinata

Madama,

223
che, compiuta, sarebbe

ad albergare molta gente. Porticati

ad arco, con nicchie ai lati, terrazze, cortili, tutto vasto, ma esteso pi in larghezza che in altezza. Una leggiadra decorazione accresce giocondit all'edilizio, che

sa di S.

Maria

di

Carignano.

ascende sul pendo di Monte Mario utilizzando ingegnosamente il terreno. A Mantova


dove Giulio Romano dimor usualmente dal 1524 sino alla morte avvenuta nel 1546,
egli fuori della citt costru il palazzo del Te (Tejeto) in stile rustico, con un magnifico vestibolo aperto sul giardino (fig. 225), e costru la chiesa, a tre
la

cupola ottagonale

Michelangelo.

al

disopra del coro, di

Con piena

S.

libert di

navate con

Benedetto a Polirone.
spirito

intraprese Michelangelo a la-

MANUALE

224

DI

vorar d'architettura negli ultimi anni

di

STORIA DELL ARTE


sua vita. Egli non aveva avuto educazione

Romano.

d'architetto, pi di Raffaello e di Giulio

toniche non ebbe


guita) di

campo

di

dimostrare tutte

Nelle sue prime opere architet-

sue qualit. Per

le

San Lorenzo a Firenze progett pi che

altro

tettonica a sostegno di statue e bassorilievi; e nella


|

chiesa

233)

(fig.

tenne

si

alla

delle

romane

(dal

Capitolini

(fig.

opere

edifici

l'edicola

Angelo, Porta Pia,

Terme Diocleziane

sala delle

appare evidente che


tutto

il

disposizione,

la

la

l'inventare e

gusto,

in

il

parole,

una
235),

dei

dimensioni,
11

suo

tutto

pel

infine.

era

grandioso e pel potente, e


parti dovevano,

(fig.

saldezza

comporre

altre

chiesa
in

suo forte era su


la

rapporti, la fermezza delle

le

il

Maria degli Angeli inserta

S.

come
com-

1534),

234),

pimento del palazzo Farnese,


di Castel S.
di

date

alle linee

vecchia dal Brunellesco. In molte

[|

gli

facciata (non ese-

la

una magnifica cornice archisagrestia nuova della stessa

le

forme

anche a spese della

loro singola bellezza, contribuire all'ab-

bagliante effetto dell'insieme.

Ma

sua vera produzione archi-

la

tettonica

s'afferm

di

architetto di S.

Gi nel

XV

si

Paolo

con

II,

la

interrotta,

di

pola

a cui

il

Rinascimento tendeva

in

forma

centrale

ammirazione.

fin dall'inizio,

fu
II

rimase

nel 1506 la

Bramante disegn una

arrotondati

bracci

pi profonda

finch Giulio

progetti, tra

centrale

la

Il

sotto

direzione di Giuliano

da Sangallo. L'opera poi


riprese.

pro-

Bernardo Rossellino

continuato, molto lentamente,

ancora

pontiil

cominciato col rifacimento del

coro, per opera di

assicurargli oggi

il

era fatto

un rinnovamento dell'antica

di

basilica,

Pietro.

secolo, sotto

ficato di Nicol V,

getto

quand'egli, settan-

1546, fu chiamato all'ufficio

tenne, nel

(fig.

Infatti

quali
di
e

serie

uno a pianta

croce greca, coi

una potente cu-

228),

che basta ad

tale tipo di chiesa,

parve portare l'architettura all'altezza

dell'arte classica.

Piante simili il Bramante aveva visto ed eseguito egli stesso, in Lombardia.


Eppure sembra che questo progetto non venisse accettato senza proteste, sebbene
il Bramante cominciasse il lavoro con l'innalzare
quattro piloni della cupola. La
i

Fig. 241.

CAPRAROLA: PROSPETTO DEL PALAZZO FARNESE.

Fig. 242.

ROMA: VILLA

DI

GIULIO

III.

MANUALE

226

DI

STORIA DELL ARTE

Facciata della Chiesa del Ges,

di

Giovanni Trista

tradizione dell'edificio a croce latina era ancora troppo forte; onde non meraviglia
elicsi tentasse di sostituire

tipo a quello proposto dal


te.

questo

Braman-

cos resta facile a darsi ra-

gione del tentennaredegli architetti


successivi tra
lo,

successo

un progetto,
quale

si

tetti)

navata.
peratori

al

due

tipi.

Di Raffael-

Bramante,

in cui

la

attennero tutti

preceduta da

lui

rimasto

cupola
gli

(alla

archi-

una lunga

furono dati per coo-

Giuliano

da Sangallo

r
ISiEST

"

IiF'<m;1

Fig. 245.

tir->%[

.'"

(J

SAMPIERDARENA: VILLA SCASSI

Fig. 24G.

(IMPERIALI).

GENOVA: PALAZZO SAULI.

Fig. 247.

GENOVA: PALAZZO IMPERIALI

Fig. 248.

MILANO: PALAZZO MARINO

ATRIO.

CORTILE.

cinquecento:

il.

fra'

Giocondo.

Ma

poi,

morto

il

rimase interrotto,

di

nulla

si

Antonio da Sangallo.

fece

nemmeno del

229).

(fig.

Fig. 249.

parti dell'edificio alla cupola

buro, prima di morire. Sul

le

cupola sormontata dalla

(i

lavori sotto la direzione

(fig.

pilastri, le

da

braccio

al

quattro

lanterna

nicchie

della

croce

armonizz

vide compiuta sino a tutto

231), ch'egli

della

anteriore

colonne

egli

tutte

le

Bologna: Archiginnasio.

tamburo

l'esterno della parte posteriore

cupola

morte del Sangalli!, ritornerai


parti accessorie, rendendo tutto pi semplice,

Davanti

ide un portico a frontone sostenuto

la

progetto di Baldassarre Peruzzi tornato

Infine Michelangelo, entrato alla

progetto del Bramante, togliendone

sotto

229

primo (1516), morto Raffaello (1520) e partito fra' Gioattravers dopo la morte di Leone X, l'edificio

nel 1536 furono ripresi alacremente

pi grande, pi definito

la

architettura

Roma

condo, nei giorni torbidi che

alla croce greca. Solo

dalle colonne accoppiate


(fig.

232).

chiesa,

si

il

tam-

eleva poi sublime

Michelangelo appartiene anche

parzialmente

la

decorazione interna

ecc.).

Quarant'anni dopo la sua morte (1605), per opera di Carlo Maderna, il braccio
anteriore della chiesa fu, con grande svantaggio ottico della cupola, allungato; e
l'edificio, ricondotto alla forma di croce latina, divenne quale lo vediamo oggi (figura 230). L'occhio del critico trova molto a ridire sulla decorazione della facciata
e

dell'interno

e,

in ispecie, sul

rivestimento marmoreo dei pilastri, compiuto da Lo-

MANUALE

230
renzo Bernini dopo

rimane
pensa

di
il

una

la

STORIA DELL ARTE

DI

morte del Maderna (1629),

ma

indescrivibile grandiosit, e che, per

innegabile che

quanto

complesso

il

com-

facciata guasta,

la

colonnato maraviglioso, opera dello stesso Bernini.

La forma

definitiva,

che ebbe

S.

Pietro,

bench non

riuscisse in tutto soddi-

sfacente, esercit una grande influenza sulle fantasie degli artisti che vennero di poi.
Si

vede nella predilezione per

gli

edifizi

a cupola, nell'abbandono delle navate tra-

verse e di un alto campanile, nel predominio che prendono


sieme.

Quanto

pi

si

ammira

langelo, l'autore principale del

chitettonica,

egli

la chiesa di S.

singole parti sull'in-

le

Pietro, tanto pi alto

onora Miche-

si

monumento. Senza aver fondato una vera scuola

ebbe un seguito grande d'artisti che

sentirono legati a

si

ar-

lui

ammirandolo come un dio. Ma la natura singolare di Michelangelo, che


dell'antichit fece uno studio puramente razionale, per desumerne alcune regole,
non poteva dare frutti vitali. Infatti negli architetti posteriori a lui si offesi troppo
l'imitarono,

spesso da qualche cosa di calcolato, di freddo, che tende solo all'effetto, talora con

un'asprezza esagerata. Per Giorgio Vasari aretino (1511-1547), celebre storico degli
artisti

italiani,

Bartolomeo Ammansati

Galeazzo Alessi

(151 1-1592) anche scultore,

Perugia (1512-1572),

di

rappresentanti maggiori

nuova tendenza,

quella

di

fe-

cero anche nobili cose. Del

Vasari

bella la

degli

Uffizi

(fig.
il

236),

fabbrica

Firenze

in

dell'Ammannati

palazzo Caetani(fig. 237)

giunte
di

Romano

Collegio

il

Roma,

dell' Alessi

le

in

ag-

Palazzo Pubblico

al

Bologna

240),

(fig.

il

lazzo Marino oggi del

pa-

Mu-

nicipio in Milano (fig. 248),


la

villa Scassi a

darena

(fig.

zo Sauli a
e

Sampier-

245),

il

palaz-

Genova (fig. 246)

chiesa di S. Maria di

la

Carignano, pure a Genova, che

tutte

al

giolesco

si

accosta pi di

piano michelandi

S.

Pietro

(fig.

239), e la cui pianta (fig.

238)

ha

figura

di

croce

greca inclusa in un quadrato, e

cui cupolette

le

minori non appaiono come


satelliti della
Fig. 250.

Bologna: Palazzo Malvezzi-Campe

la,

ma

l'ufficio

grande cupo-

fanno
di

piuttosto

lanterne.

cinquecento: larchiteth ra

il

23!

Bl'ii diversamente importante che


Vignola, il Serlio ecc.
che ebbe sul nuovo indirizzo architettonico fu Giacomo Ba(1507-1573) chiamato pi comunemente, dal nome della sua patria,
Vignola.

teorici

Il

l'Alessi per l'influenza

rozzi

il

La sua regola

cinque ordini

di

colonne

di

poraneo Sebastiano Serlio (1475-1552)


principali

attinsero

cui

Vignola, pur onorando


lungi

un

dall' essere

come

di

libri

d'architettura del suo contem-

Bologna furono per lungo tempo

conoscenze teoriche

loro

le

tutti

gli

architetti

fonti

le

europei.

Ma

il

suoi contemporanei l'antico Vitruvio, era ben

teorico

arido

vitruviano; e basta per convincersene

guardare

Illa

del

suoi tre capolavori:

Caprarola presso

lazzo di
di

Papa di alio

Popolo

Roma.

la

Egli

un

Pa-

il

Viterbo,

la

III fuori Flirta

Chiesa del

in

(jcsi

artista versatile, di

vigorosa fantasia, che, cercando di

li-

berarsi dalla dispotica influenza michelangiolesca, crea opere originali. Nella


Villa Giulia (fig. 242) egli diresse soprat-

tutto l'esecuzione:

committente'stesso

il

e vari collaboratori (fra cui

il

Vasari

PAmmannati) concorsero al completamento dell'edificio ancora per intero


ideato nello spirito del buon Rinascimento. Nel palazzo
241) egli

si

prov

rivestir delle

di

Caprarola

forme proprie

mento una forma poderosa


L'edificio pentagonale,

bastioni,

(fig.

e riusc felicemente a
al

Rinasci-

di castello.

mascherato da

ha nel suo centro un cortile

circolare chiuso

da arcate. La membra-

tura architettonica del cortile,

la

leg-

giadra decorazione delle stanze, mostra-

no comejl principesco abitatore volesse

menar

qui

non solo sicura,

vita

lieta e sfarzosa.

Ma

del Vignola (1568) fu

chiesa dei Gesuiti

ma

l'opera principale
il

(fig.

progetto per
244).

la
Fig. 251.

La chiesa

Bologna: Palazzo dell'Universit.

una sola navata, gi frequente pel


passato, aveva incontrato gran favore presso
a

gli studiosi d'arte antica. Leon Battista


quando disegna la chiesa di S.Andrea a Mantova ritorna per primo all'antico
modello. Ora lo stesso sentimento religioso, che tende a forme di culto pi impressio-

Alberti

nanti, pi sensuali, favorisce questo indirizzo. Cos avviene nell'architettura quel che

era avvenuto in generale nella civilt italiana dalla


idee fondamentali

il

Medio Evo continua

met

a signoreggiare,

del secolo in poi;


il

mentre

nelle

formalismo classico afferma

suoi diritti nella decorazione esterna. Il nuovo tipo di chiesa si avvicina, con l'accentuarsi della navata maggiore, alla chiesa medioevale, e abbandona l'ideale del
i

MANUALE

232

Rinascimento puro,
ornamentale

la

STORIA DELL ARTE

pianta a cupola centrale. La cupola soppravvive come parte

vien collocata all'estremit della navata maggiore. Altri caratteri

sono distintivi del nuovo


nelle cappelle

DI

architettonico.

stile

Le navate

per concentrar tutto l'effetto nell'ampia

vlta a botte, alla quale segue


nella vlta rappresentano

le

il

Fig. 252. Milano: Cortile del

irresistibile; la

musica, tutto

comincia a dare

la

S.

la

facciata

(fig.

magnificenza delle cerimonie

sala fastosa, fa
i

sensi con po-

all'altare, la predicazione,
in

tali

il

canto,

chiese foggiate a sala,

si

acustici.

(15209-1604), successore di Michelangelo nella fabbrica

cupola, diversa da quella da


243) opera del ferrarese

lui

progettata.

alle pareti.'

Ma

porte

e finestre

Nemmeno

Giovanni Tristani

svolgimento architettonico successivo. Essa


e di colonne. La incorona un frontone

pilastri

chi

una

per colpire

Pietro, fece alla chiesa del Ges, che nella pianta e nella figura opera del

Vignola,

lo

a quella di
fusi

Palazzo Arcivescovile.

maggiormente gustato, perch,


dovuta importanza agli effetti

""Giacomo della Porta


di

immiseriscono

si

navata centrale con

maestoso vano della cupola. Le finestre aperte


orecchie .
Le chiese senza campanile hanno

e raccolta. La decorazione, simile


mezzi sono usati e
una grande impressione. Tutti

la

laterali

alta

cosidette

forma pi definita

tenza

due

punto

piani,

l'abbelliscono

del

di

Vignola

partenza

con membratura di
le

nicchie e

gli

non hanno pi alcun carattere chiesastico

brano piuttosto appartenere a uno dei

soliti-palazzi.

Un

la

per

gran numero

di chiese,

spec-

sem-

soprat-

cinquecento:

il

tutto fra quelle che appartengono


egli,

seguendo

le

norme

Maderna,

e poi

tipo creato dal Vignola, al quale

fisse,

in

contrasto con
e

lo stile

del Borromini,

barocco, che, per opera'del

domin tutto

il

secolo XVII.

Bologna: Cortile del Palazzo dell'Universit.

e Genova.
In confronto di Roma, le citt toscane passano in
La capitale italiana era loro troppo vicina, per permettere ad esse

uno svolgimento
nel

il

233

Alta Italia
linea.

Gesuiti, ripete

per opera del Bernini

Fig. 253.

seconda

architettura

Vitruvio, oltre alle forme e alle membrature, aveva dato

di

salda regola e proporzioni

ai

i.

artistico indipendente.

Cinquecento una viva attivit

Non

non significava abbandono d'ogni carattere speciale


mare della costa adriatica e mediterranea, Venezia
tato in potenza politica,

ma

la

dove regna anche


dominanti
locale. Le due grandi citt di
Genova, avevano molto scapi-

cos nell'Alta Italia

artistica, per la quale l'accogliere le idee

decadenza non

e
e

fu cos precipitosa

da estinguere ogni

234
potenza
dal

di

vita,

commercio

come

DI

Firenze

a Siena. Al contrario, la ricchezza

STORIA DELL ARTE

nel corso dei secoli, offre ora pi che

mai

mezzi

di

accumulata

condurre vita

ricchi a edificare splendide dimore La maggior parte dei palazzi


Rubens ammira tanto da non disdegnare la fatica di riprodurli in
diligentissimi, sorse nel secolo XVI. La magnificenza degli scaloni, la bel-

piacevole, e invita

genovesi, che
disegni

MANUALE

il

Fig. 254.

Padova: Torre dell'Orologio

nel

Palazzo del Capitano.

lezza degli effetti prospettici, l'arte di trar partito dalle angustie del terreno

pregi insigni di questi edifizi.

Galeazzo Alessi

(pag. 230) col

appaiono

bergamasco Giovanni

maggiori tra gli architetti che diedero a


Battista Castello (1500-1570?) sono
il
diritto di chiamarsi la Superba . L'educazione architettonica romana
i

Genova

dell' Alessi

nestre ecc.

si

Vede nei particolari, nelle colonne doriche binate, nei timpani alle fi240, 245, 246 e 248). Ma se, vagando per le strade, si passa, ad

(fig.

il

cinquecento:

Fig. 255.

architettura

235

Verona: Palazzo Bevilacqua.

esempio, per via Garibaldi che deve


l'insieme qualcosa di proprio a

all'

Alessi

le

sue maggiori bellezze,

Genova, un carattere particolare ad

tettura che splendidamente armonizza con l'ambiente. Le strette vie,

impediscono

salita

alle

facciate di svolgersi nel senso

monumentale,

vede

si

nel-

un'archi-

essa,

terreno in

il

sia

limitando

l'architettura esterna, sia costringendo a concentrai" la ricerca e la ricchezza nella

membratura

interna.

vostri occhi, con

diosit

logna

(fig.

247).

240),

(fig.

Marchesi detto
250

Appena varcata

soglia,

la

l'ampio scalone che

si

presenta

ai

varie prospettive che forma, d subito una impressione di gran-

Galeazzo Alessi lavor pure per Milano (Palazzo Marino)

per Bo-

dove fiorivano ragguardevoli architetti come Antonio Terribilia

autore di parecchi palazzi fra

(f 1568)

fig.

le

il

Formigine

Fantuzzi)

oggi dell'Universit

quali

Bartolomeo Triachini

(fig.

253)

l'Archiginnasio

(fig.

249),

Andrea

(chiesa di S. Bartolomeo, palazzi Malvezzi-Campeggi-

la cui

facciata

(fig.

che fece
251)

si

il

cortile del palazzo

Poggi

deve a Pellegrino Tibaldi o

Pellegrini pittore ed architetto(1527-1597) occupato da san Carlo Borromeo, a Milano,


lavori dell'Arcivescovado (Cortile, fig. 252) e del Duomo, nonch nel suo palazzo
a Pavia, poi chiamato in Spagna da Filippo II per le decorazioni dell'Escuriale.
nei

Venezia
bando un suo
La

Jacopo Sansovino.

Anche

l'architettura di

tipo richiesto dalle condizioni locali, costretta a

citt delle lagune

non

infatti esclusa dal

Venezia, pur ser-

cambiare

movimento architettonico

lo stile.

del resto

MANUALE

236

come non ne
Falconetto (1458-1534)
Verona (1484-1559)

STORIA DELL ARTE

esclusa la terraferma veneta.

d'Italia,

DI

Padova

(fig.

di
Gianmaria
Michele Sammicheli

Nelle opere

254) e in quelle di

sente in qualche particolare un accenno allo

si

stile

braman-

tesco.

L'influenza locale

pianterreno, e per

le

artistica nell'Alta Italia

Sammicheli usa

lo stile

Fig. 256.

riossa,

rivela anzitutto nella predilezione pei porticati aperti al

si

grandi finestre ad arco nei piani superiori. Anche


esplica pi liberamente.

si

La forma

il

rustico nei suoi palazzi veronesi, Bevilacqua

Vene

Palazzo Cornaro a

S.

ricordano quei progetti di fortezze

la

modo,
(fig.

personalit
coi quali

255)

il

Ca-

Maurizio sul Canal Grande, ora Prefettura.

e di

porte di citt, oggetto di studio degli

suggeriva forme un po' grevi e masSansovino (1486-1570), che solo in et avanzata si rec da Roma e da Firenze a Venezia (1527), dove raggiunse gran fama,
non pu sottrarsi interamente alle influenze veneziane. Con la chiesa di S. Salvatore,
artisti veronesi e veneziani, ai quali la fantasia

sicce.

in

Lo

stesso

Jacopo Tatti detto

costruzione dal

1506

al

il

1530 circa, finisce l'antico

stile

lombardesco; seguono

immediatamente le chiese del Sansovino con le loro cupole e le loro vlte a botte. Ma
egli non deve tanto la sua fama alle chiese quanto ai palazzi Cornaro (oggi Prefettura, fig. 256), Manin oggi Banca d'Italia, della Zecca (fig. 258) e agli edifici della Piazzetta di S. Marco. La loggetta del campanile rovinata insieme con questo nel 1902 e,
con questo, ricostrutta dieci anni dopo (fig. 259), puro edificio decorativo, pur non
avendo alcuna pretesa monumentale, ha la pi grande importanza, perch mostra

il

quale indirizzo ornamentale

cinquecento:
si

Anche
in

la

cui

Biblioteca
era

(fig.

maestro,

architettura

fosse introdotto in Venezia,

sapesse trasformare l'arco trionfale

stico,

romano con

257) deve

alle

figure

la

nei

la

237
in

che

modo

sua trabeazione

il

e col

Sansovino
suo attico.

sua maggior bellezza all'ornamento plapeducci dell'arco,

al

ricco fregio ed alla

balaustrata popolata

di

statue (motivo usato prima dal Sammicheli nel palazzo Ca-

Essa consiste

in

un doppio porticato che

nossa).

rivela la

buona scuola romana. Nell'insieme,

Rinascimento. La membratura architettonica,

nelle

essa
le

semi-colonne

una

e nel

cornicione

delle ultime creazioni del

proporzioni hanno tale una salda

il
minimo mutamento distruggerebbe l'effetto complessivo. Ma ci non
Vincenzo Scamozzi (1562-1616)
grandioso costruttore di palazzi (fig. 261),
noto pure per aver trapiantato il Rinascimento italiano in Germania
quando nelle
Procuratie Nuove (fig. 260) ripet la Biblioteca del Sansovino aggiungendovi un piano,

unit, che

intese

alterando

cos,

per molto, l'effetto e l'armonia delle parti.

MANUALE

238

Palladio.

ma
I

Il

contemporanei

tettura,

lo

seppe,

mondo romano,

STORIA DELL ARTE

Sansovino port a Venezia

Andrea Palladio

solo

DI

di

Vicenza (1508-1580)

paragonarono a Vitruvio,

come nessun

senza per che

altro,

forme architettoniche

infatti

ad imporle con
egli

fu

classiche,

le

sue opere.

un dotto

dell'archi-

indagare con alto intelletto nelle rovine del

dottrina e

la

le

riusc

il

senso critico ottenebrassero

ma-

la

ravigliosa forza creatrice della sua fantasia. Concetti antichi egli svolse nel Teatro

Olimpico

di

Vicenza

della Carit a

brature,
e

le

la

(fig.

262) che una ricostruzione di scena romana,

Venezia (incompleto) dove tent

vita classica.

Le sue

ville

nel Chiostro

di far rivivere, nelle stesse

suoi palazzi, in Vicenza

sue

mem-

nei dintorni,

sue chiese di Venezia sono ancora opere di quel Rinascimento che cercava

suoi

effetti

nella

degli architetti

romani soprattutto nell'uso

nella distribuzione dei locali, per esempio,

Tra

anteponeva anche

monumentali, che
alla

fossero fatti per semidei piuttosto che per semplici mortali.

essi

uno

dei pi rinomati la

numerosi palazzi vicentini che portano


piani, o
stico)

egli,

comodit, quasicch

Rotonda presso Vicenza, un

edificio centrale,

su alto stilobate, con un porticato jonico, a timpano sporgente ai quattro

norme,

come

delle colonne e delle semi-colonne,

parti essenziali di ogni edificio, e per la tendenza agli effetti

gli edifici

semplice grandiosit delle proporzioni. Si distinguono da quelle

tolte ai

classici.

lati.

suo nome, noi possiamo apprendere

le

Nei
sue

L'unit della facciata non deve essere interrotta da molti

almeno questi debbono


zoccolo; modera

come uno

il

essere dissimulati. Quindi tratta


il

il

pianterreno (ru-

significato dei cornicioni orizzontali e

Fig. 258. Venezia:

La Zecca, oggi Biblioteca.

d maggior

ciN(,n

il.

m:

Fig. 259. Venezia:

importanza

i.

architi;!'!

uka

239

Loggetta del Sansovino.

che spesso hanno l'altezza di due e sino di tre


Ben s'indovina quale effetto dovessero produrre quegli
edifizi monumentali che non rispondevano a uno speciale bisogno. A ragione la cosidetta Basilica, con la quale egli avvolse e copr una sala medioevale, considerata come il suo capolavoro (fig. 263). L'aperto porticato ad archi, a due piani, ciralle

colonne

e ai pilastri

piani (palazzo Valmarana).

conda l'antica fabbrica. La disposizione somiglia a quella della Biblioteca del Sansovino che gi vedemmo a Venezia, ma pi ariosa e con la trabeazione pi evidente. Le semicolonne che sporgono e quelle binate a sostegno degli archi sono
doriche nel pian terreno e ioniche nel piano superiore, e ci costituisce

due

ferenza tra

dimensioni,

la stessa

porticati, giacch

membratura

plice ripetizione dello stesso

una esclamazione,

Anche
dano

edilizio

la

il

Palladio dava

al

la

porticato inferiore

del superiore, e otteneva

il

sola difle

stesse

suo effetto nella sem-

motivo, non diversamente dal retore che, col ripetere

rende pi efficace.

nelle chiese

Venezia

il

suo

il

S.

Palladio mette

la

stessa intenzione

monumentale.

Giorgio Maggiore (rifacimento, eseguito nel

Si

ve-

1560, di un

pi antico), S. Francesco della Vigna (soltanto la facciata) e il Redentore.


La pianta della chiesa del Redentore (1577) si attiene ancora ai tipi del XVI secolo.
La navata ha la vlta a tutto sesto e strette cappelle ai lati, un vano coperto di

240

MANUALE

un'alta cupola sostituisce


pi importante

a questa parete
fece

la

la

Mentre, fino allora,


posti

uno

transetto, tra

braccio maggiore

il

dallo

zoccolo su

pilastri

le

facciate erano fatte a

all'altro, e,

di

Palladio

la

pili

su fino alla

se

il

Palladio diede

col

suo timpano,

trabeazione

superiore.

soprattutto nella parte di mezzo, qualche aggiunta messa in

norma

timpano. Anche

coro. Storicamente

ordini di colonne o pilastri sovrap-

di

abbandonare tutte

le

diversi piani, qui

membrature intermedie

per un solo ordine di colonne, necessariamente pi massiccie


il

il

un portico chiuso

senso orizzontale (grandi portali, finestre) raffigurava


col

facciata. Sotto l'influenza dei concetti classici,

forma puramente decorativa

colonne

salire

il

STORIA DELL ARTE

DI

si

afferma

orizzontali,

potenti, che portano

questo concetto palladiano non entra senza discu'ssione nella

nuova architettura chiesastica, guadagna per favore in un'ampia cerchia, e le facun ordine di colonne sorgono accanto alle altre d'origine romana, ed hanno
l'approvazione soprattutto dei teorici. La fama del Palladio crebbe ancora dopo la
sua morte e
soprannome di Figlio degli Dei, che al figlio di povera gente, andata
da Padova a Vicenza, fu posto da uno de' suoi ammiratori, non gli fu conteso dalla
posterit; egli rimane sempre il rappresentante della probit architettonica, e quando
gli artisti, stanchi della pompa e del lusso frenetico dell'arte edilizia del XVII o
del XVIII secolo, sentono il bisogno di riposarsi, cercano e trovano la loro via nella
ciate a

il

grandiosit semplice e calma dello

stile

caro, grazie al suo alto

il

ammiratore,

del

Palladio, ai Tedeschi particolarmente

Goethe.

La decorazione nell'architettura del Rinascimento.


dei rapporti e nell'armonia delle masse,

pale dell'architettura del

Rinascimento.

Fig. 260.

si
Il

fa a

ragione consistere

il

biasimo, poi, che spesso

Venezia: Procuratie Nuove.

Nella

bellezza

merito princisi

muove

allo

cinquecento:

il

stile del
si

Rinascimento,

di

conto della ricca

tien

formava

ciate,

il

completamento necessario

soprattutto nel

le

241

al lusso,

delle

ma

forme

che nella maggior parte dei


edilizie.

Le nicchie

nelle fac-

Rinascimento, sono fatte per accogliere statue,

tardo

statue erano incoronate

architettura

una certa fredda compostezza, dipende dal fatto che non


vivace decorazione, in gran parte scomparsa, che nelle

opere d'allora non era affatto indifferente


casi

balaustre sui cornicioni,

Queste opere plastiche spesso non hanno valore

di

rilievi

artistico,

ma

erano ornati
se

mancano,

la

e di
fregi.

crea-

zione architettonica appare nuda, anzi incompleta.

Palazzo

L'ornamento plastico

degli

Boriiti,

gi Thiene.

specchi nelle facciate assai spesso indipendente

dal pittorico. La pittura entra in uso pi rapidamente in quei paesi


riale di

costruzione

umile

e rozzo, e

quindi

meno

Cosi nei paesi del mattone, ossia nell'Alta Italia, pi diffusa


ciate. Dalle figure isolate

tata

si

Talora

la

la

passa all'intera dipintura dell'esterno;

come un fondo generale

dove

il

mate-

atto a prender forma artistica.

quindi coperta in tutta

la

pittura delle facla

parete trat-

sua superficie

di

figure.

decorazione pittorica rimane inclusa nella membratura architettonica. Le

pitture policrome o

monocrome

o in chiaro-scuro

erano ugualmente favorite. Nell'I-

MANUALE

244
talia centrale e a

Roma

appare una diversa forma

Le muraglie sono coperte

sopra,

il

disegno vi

vare sino alla

di

decorazione pittorica delle fac-

un doppio intonaco, nero di sotto e bianco di


praticato raschiando o grattando, in modo che appare nero

ciate.

su fondo chiaro,

STORIA DELL ARTE

DI

di

pu dalla semplice imitazione dei mattoni quadri (fig. 264)


decorazione di un quadro a soggetto storico o mitologico. Questa
e

tura a graffito,
si

arripit-

quale

nella

distinsero particolarmente

Polidoro

Caravaggio

da

(f 1543)

eMATURiNO Fioren-

tino

e.

(|

1528)

che d alla

un'apparenza

decorazione

plastica che l'accosta al bassorilievo, trov facile e rapida

fortuna nell'ambiente romano, cos appassionato per lo


stile

plastico e per tutto ci

che sapeva di classico.

rado

Assai di

possono oggi

occhi

gli

nei

deliziarsi

una facciata dipinta. Troppo fu distrutto dal


tempo e dalle generazioni
pi tarde, nemiche del coresti di

lore.

noi

vita

con

Solo

fantasia

la

possiamo richiamare
bellezza

la

in

quelle

di

lunghe vie fiancheggiate da


facciate

Quel

dipinte.

rattere

festoso,

danno ora

strade

alle

peti distesi

le

ca-

che

gaio,

tap-

stoffe, nelle

grandi solennit, davano


lora

durevolmente

razioni

al-

deco-

le

predilette alla gente

del Rinascimento.

Molte cose abbiamo anFig. 264.

cora che

Facciata fiorentina a graffito.

ci

provano

ric-

la

chezza della decorazione


terna.

Anche

tettura,

ma

l'architetto

si

qui vale la regola che la decorazione non solo


la

In

molte

fabbriche,

come

palazzi

di

in-

ravviva l'archi-

campagna

contenta sino di preparare l'opera all'artista decoratore

fondamentali che
11

completa.

anima

dar

le

ecc.,

linee

l'artista riempir.

Rinascimento, con l'accentuare

la

decorazione a colori nei locali interni, non

Medio Evo. Infatti in Italia, riguardando indietro per


secoli e secoli, si trova sempre la decorazione a colori dominare all'interno degli
edifici. Basti accennare agli affreschi delle case romane e degli ipogei etruschi, alle

fece che seguire l'esempio del

Fig. 265.

SIENA: LIBRERIA PICCOLOMINI

Fig. 266.

PARTICOLARE DELLA VOLTA.

SOFFITTO DEL SERLIO.

MANUALE

246

marmoree

incrostazioni
Sicilia,

musaici nelle chiese bizantine, agli

e ai

ecc.)

generale fosse questa consuetudine.


la arricchisce di

dando
col

lo

quale

svolgimento della decorazione nel


senso decorativo

il

si

la

l'eredit,

ma

veramente con vivo interesse che, guarsec. XV e nel XVI, si ammira il modo

va armonizzando

col

monumentale, seguendone

lo

Stucchi di Federico Brandani

Palazzo Bavii

senza allontanarsi dalla naturalezza n venir

facendo nello stesso tempo


e

Rinascimento non solo ne accetta

nuovi elementi. Ed

Fig. 2P7. Senigallia:

stile,

dai giotteschi, per mostrare quanto antica e

e
11

normanni in
Zeno a Verona,

edifici

e S.

trattazione policromica dei costoloni e delle

alla

vele nelle vlte decorate da Giotto

anche

Fermo

travate dipinte delle chiese romaniche (S.

alle

Miniato presso Firenze

S.

STORIA DELL ARTE

DI

meno

al

culto dell'arte classica, e

giusta parte alla ispirazione che deriva dalla freschezza

dalla vivacit della vita che circonda l'artista. Assai spesso lo studio attento delle

decorazioni, nelle quali l'artista


l'essenza e

si

numenti spesso dovuti a influenze

La decorazione pittorica
sperimentati.
adiacenti

zoccolo e

che

le

il

esteriori e fortuite.

quadro,

fregio.

Inoltre,

da principio affidata ad artisti buoni e


assumevano anche la decorazione delle parti

delle pareti fu

pittori a fresco di solito

al loro

maggior libert, fa meglio comprendere


non quello fatto sui grandiosi e semplici mo-

esplica con

del Rinascimento, che

fini

dipingevano

pilastri,

quando lavoravano

nervature architettoniche (nelle vlte

al

che scompartivano
soffitto,

gli affreschi,

lo

coprivano di pitture an-

costoloni). Modelli di tale specie sono

268.

ROMA: PALAZZO VATICANO LOGGIE DI RAFFAELLO.


PARTICOLARE DEGLI ORNATI .NEI PILASTRI

MANUALE

248
gli

affreschi del

nate
di

di

fiori

Mantegna,

e di frutta.

ville e nei

Quando
e

delle

allo

scorcio

prende

vlte

un

a frugare coin in grotte (di qui

lievi

lande messe

al

motivi architettonici;
posto delle travi,

e circondate di fiori,

audace svariare con

le

di

risorgono

carattere.
le

Le vele sono or-

265).

costoloni

secolo

altro

il

(fig.

lungo

XV

Roma: Palazzo Spada

nuovi modelli ornamentali


di

del

umbra

bagni romani, che giacevano sepolti sotto

andando

giuoco

della scuola

quelli

Fig. 26D.

tori

STORIA DELL'ARTE

medaglioni legati insieme da cordelle,

decorazione dei muri

serie di

DI

macerie,

grotteschi, la

pittori e gli scul-

Partii

nome

di

grotteschi) trovarono

una

ne rimasero affascinati. Era tutto un leggiadro


di

di studi

in cui

Nei palazzi, nelle

fusti sottili sostituiti

vaghissimi,

di

alle

non

sai se

pi

colonne, di ghir-

cartelle sostenute

genietti, d'animali scherzanti tra le foglie.

forme

corrono festoni

ammirar

la

da

viticci

Quel giocondo e

sapiente distribuzione

dello spazio o

la

della flora,

zione a colori lascia poi qualche volta

rimarranno bianchi

solo

Tale varia profusione

tomessa

alle

ARCHITETTURA

249

si

di

aspirazioni

alle

libera imitazione dei motivi classici, vedi farsi strada,

grande uso della fauna

il

lussureggiante fantasia, corrispondeva perfettamente

la

del Rinascimento. In esso, tra

merc

1A lAiii:

L'INI,}!

11.

animeranno
ornamenti

linee architettoniche, e

non

un fresco senso

posto agli stucchi

il

di

di

La decora-

verit.

di

rilievo,

che pi tardi

qualche profilo dorato.

pittorici e plastici

rimane per sempre

toglie chiarezza alle singole

sot-

parti dell'edi-

Parte d;l soffitto della loggii

Ed apounto questo spontaneo e disinvolto adattamento


sempre evidente attraverso la decorazione, che distingue

ficio.

nico,
del

fondo architettostile

ornamentale

puro Rinascimento dalle opere dello stesso genere pi tarde.


Gli ornatisti della scuola raffaellesca.

primi ad uSare
ticano

da Udine
tinte,
tali,

stile

grotteschi nelle pitture delle vlte

Libreria del

nuovo

che

(fig.

al
lo

Duomo

raggiunse

la

di

Siena,

fig.

265);

Il
Pintoricchio fu uno de'
(Appartamento Borgia in Va-

ma

con

la

scuola di Raffaello

perfezione. Le Loggie Vaticane, eseguite da

sotto la direzione di

Raffaello,

hanno ormai perduto

lo

Giovanni

splendore delle

ma il disegno basta a dare un'idea dell'infinita ricchezza dei motivi ornamenche scaturiva, senza alcuna apparente fatica, da quelle inesauribili fantasie

268).

Anche

nei motivi

fondamentali della decorazione delle vlte

c'

una grande

MANUALE

250
variet.

Ora sono

edifici a

STORIA DELL'ARTE

DI

colonne, ora ombrelle e ventagli, ora

classici cassettoni.

Questi ultimi anzi vennero usati a preferenza, perch con l'aiuto dello stucco
offrivano maniera di scompartire variamente
soffitto a cassettoni del Serlio (fig. 266)

che

la superficie.

in

essi

Piuttosto schematico

il

questa forma trov frequente appli-

cazione anche fuori d'Italia. Senza paragone pi ricca

la

decorazione delle vlte

quali mirabili quelli del palazzo


hanno moltissimi saggi, fra
Spada in Roma, dovuti a Giulio Mazzoni (fig. 269), e del palazzo Baviera in Senigallia, dovuti all'urbinate Federico Brandani (fig. 267). Giulio Romano port la
decorazione romana a Mantova (pag. 222) e Perin del Vaga (1499-1547) a Genova,
dando bel saggio dell'arte sua soprattutto nel palazzo Doria (fig. 270 e tav. V). Non
in

istucco di cui

si

eccessiva, n grama, questa decorazione che


nelle sue linee

sempre trasparente

si

limita a pochi toni di colore

chiara, produce

pressione in chi guarda. Al vedere queste opere d'arte

che destassero nell'anima pensieri giocondi


che
fici

il

una deliziosa
si

rimane

durevole im-

respira liberamente, quasi

sentimenti dolci. La composta armonia,

tratto caratteristico del Rinascimento, appare evidente cos nei grandi edi-

sacri e pubblici,

come

nei pi modesti luoghi destinati alle gioie intime della vita.

Tav. V.

DECORAZIONI MURALI NEL PALAZZO DORMA


Da un

acquerello di Paolo Schuster.

GENOVA.

Benedetto da Rovezzano: Miracolo

;i

2.

di

san Giovanni Gualberto. Firenze, Museo Nazionale

SCOLTURA E PITTURA

NELL'ITALIA CENTRALE AL PRINCIPIO DEL

Nel 1489
a

Roma

pone

si

compie

si

Firenze

in

prima pietra del palazzo Strozzi; nel 1495

la

in pietra,

ancora ideata secondo

lo

spirito dell'antica

toscana, mentre l'altra rivela, per prima,

la

completa fioritura

Rinascimento. Con

dell'alto

architettura

nell'

nuovo

ci definito

posto che storicamente Firenze occupa

il

Anche se avr qualche artista


Baccio d'Agnolo (1462-1543)

Rinascimento.

del

come

stile,

Cronaca

il

specialmente nei piccoli palazzi (palazzo Bartolini-Salimbeni)


patria dell'alto Rinascimento.

pletamente,

Ma

forze

la

ricevettero

tra

sue

per

e
il

Caratteri

XV

quali

dell'arte, e d'a-

grandi artisti del Cinquecento

le

loro

la

vita

dove

vediamo

nel

essi,

nei giovani anni,

campo

prima

di

ci

intraprendere

affascina

la

Nelle

gioia

bench spesso aspra

impetuosa. La

quasi
e

in

molti

opere di scoltura

mancano quasi mai.

allora allora scoperto la natura, ed con ardore che gli scultori

una

storia

freschezza della vita che vibra in esse, e

ingenuit che non

di

la

una nuova generazione.

della scoltura del Rinascimento.


quello che

di

della scoltura e pi ancora in quello

Quattrocento avvenimenti importanti che

a copiarla; la spiano avidi in tutti

con

esercitarono

insieme quegli incantevoli tratti

aveva

pittura. Qui Firenze che

la

impulsi. Si dovr quindi abbracciar con l'occhio

officina

vari

punti sembrano annunciare l'opera creatrice

del secolo

del

non sar mai la


si svolger com-

nuovo incremento

artistica fiorentina e toscana alla fine del secolo,

pittura, gi

seguace

quest' ultimo

completa unit.

grande
i

mura

merc

dei grandi eroi dell'arte italiana. Nel


della

d'azione, dove questo

scoltura

la

le

singoli elementi,

l'arte alla

Firenze

Roma.

sar

pu vantarsi d'aver preparato


condussero

campo

vero

11

ben altrimenti avviene per

ver serbato tutti

circa

tempo

facciata del palazzo della Cancelleria. Quasi nello stesso

la

sorgono due opere, delle quali una


costruzione

1500

si

L'arte

mettono

suoi moti e cercano di avvicinarsi alla verit

ingenua

naturalezza

della

sconnessa, d alla scoltura del primo

rappresentazione,

Rinascimento dure-

MANUALE

252

STORIA DELL ARTE

DI

e soprattutto, in un tempo d'arte fredda e riflessiva, le d


imporun modello desiderato. La giovane generazione, che sal in alto nei primi
anni del 1500, non se ne accontent e cerc ogni mezzo, proseguendo in quell'indirizzo, di condurre l'arte alla perfezione. La scoltura del 400 per lo pi decora-

vole valore;

tanza

1'

di

com' all'architettura,

tiva, e, legata

motivi

pittorici,

per

es.

si sente imbarazzata anche dal dover imitare


La natura poteva essere vista pi in grande, le

nei vestiti.

forme copiate potevano diventar pi potenti

non

tichi

era ancora tratto tutto ci che

si

navano sempre pi
vento
i

lacci

ai loro

modelli.

la

legavano all'architettura

Fig. 272. Alfonso

Come

pendenza.

eleva anche

la

le

Lombardi: Cristo

gli

prima una

si

avvici-

il

soprav-

le

conquista

marmo). Bologna,

S.

la

sua indi-

Petronii

la

il

si

pericolo (che diventer

presuntuosa nullit

al

posto della

posto della vita vera, piena di carattere,


rapcontatti col popolo diventano pi fiacchi, e pi frequenti
al

aristocratici e intransigenti conoscitori d'arte.

serie di artisti,

ciano con opere nello


la

in

statue

prendeva

concezione. La scoltura scioglie

decorativa,

(gruppo

vedere

di

Scultori fiorentini del periodo


la

idealistico

dimensioni delle opere crescono fino a divenir colossali, cos

potenza, l'arbitrio soggettivo dell'artista


impressionante.

e della loro

e all'arte

risorto

ma

poteva trarre;

potenza delle forme. Ed ecco comparire

troppo presto un difetto inevitabile)

porti con

pi semplici ad un tempo. Dagli an-

Oramai l'elemento

decideva della scelta dei soggetti

che

si

nuova maniera,

stile

tratti

di

transizione

appartenenti a un periodo

antico,

Firenze

di

transizione, che comin-

ci

presenta per

che introducono nelle opere, create secondo

particolari all'antica. Tali

Andrea Ferrucci da

Fiesole

Benedetto da Rovezzano (1474-1556; fig. 271) e Baccio da


Montelupo (1469-1535; fig. 274) padre di Raffaello da Montelupo (1505-1567)

(1465-1526;

fig.

273),

fedele alle formule di Michelangelo.

Il

principale tra

gli

scultori di questo

ciclo

il

cinquecento: scoltura

pittura

253

Giovanni Francesco Rustici (1474-1554). L'unica grande opera die di lui rimane
il
gruppo di bronzo sulla porta nord del Battistero di Firenze, rappresentante san
Giovanni che predica tra due ascoltatori (un Fariseo e un Levita; fig. 275 e 276).
La potente

caratteristica espressione delle figure e la modellatura delle vesti

strano che" egli appartiene gi all'arte nuova,

semplice ed esatta fedelt

alla

dimostra
quali

modo

in

abbiamo

al

vero.

che

si

Specialmente

evidente quanto stretti fossero

la

propone qualche

fine

dimoolire

figura di san Giovanni

rapporti tra

lui

ci

Leonardo, dei

notizia dal Vasari.

Andrea Ferrucci: Dossale

273.

d'altare.

Duomo.

Fiesole,

Completamente nello spirito cinquentesco Andrea


Andrea Sansovino.
Con ucci da Monte Sansavino (1460-1529) che si vuole cresciuto alla scuola del
'Antonio

fonditore

del

bottega dei Cronaca.


poi,

subito dopo

Battesimo

di

Poliamolo,

Egli

suo ritorno

il

sopra

Ges

mentre

in

patria,

nudo

nella figura di

Ges

nel

il

ili

dignit,

dove

monumenti

educato

cre

il

suo
(fig.

nella

capolavoro,
277).

mano Vincenzo Danti perugino


le

grandiose, e di un effetto potente.


scolp

1502,

fu

1492-1500) in Portogallo;
il

Sono due

(1530-1576).

disegno della veste del Battista sono perfetti;

contrasto dell'espressione e del carattere fra

(1504),

(circa

porta orientale del Battistero

la

statue colossali alle quali diede l'ultima


Il

probabilmente

pi

lavor qualche tempo

il

due figure ambedue semplici, piene

Da

Firenze,

dei cardinali Sforza e Della

Andrea pass a Roma


Rovere pel coro della

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il

cinquecento: scoltura

chiesa di S. Maria del Popoli)

tradizionale delle nicchie,

(fig.

ma

la

pittura

278). In questa opera

non

.'55

si

dipart dalla

forma

perfezion con una ricchissima decorazione. Alla

modo

figura del

morto alquanto sollevato,

mano,

diede movimento, e alle statue allegoriche, soprattutto nei vestimenti, una

egli

nel

etrusco, con la testa appoggiata alla

linea che sente della regolarit classica.

Per incarico

di

un Protonotario tedesco, Giovanni Coricius, Andrea scolp nel

Fig. 277.

Andrea Sans

1512 il gruppo della Madonna con sant'Anna nella chiesa romana


La struttura delle statue raccolta; il volto della Madonna raggia
lezza,

ma

Maria

forse l'effetto diminuito dal troppo vivo contrasto tra

quello rugoso della vecchia

Agostino.

di

S.

di

mistica

il

bel-

viso giovanile

Anna, contrasto che ha dell'artifizio.


Andrea Sansovino furono occupati nei lavori della Santa
Casa di Loreto, dove, a capo di una numerosa colonia di artisti (Nicol Pericoli detto
il
Tribolo e altri) svolse una feconda attivit.

di

Gli

ultimi anni di

Fig. 278.

ANDREA SANSOVINO: SEPOLCRO DEL CARD. ASCANIO SFORZA.


ROMA,

S.

MARIA DEL POPOLO.

il

cinquecento: scoltura

pittura

257

Jacopo Sansovino. -- Il suo allievo Jacopo Tatti di Firenze, dal


chiamato Jacopo Sansovino (1486-1560), porto lo stile del
che egli visse tra
Cinquecento a Venezia. Appartengono ai suoi primi anni
quel Bacco del Museo Nazionale di Firenze (fig. 279) tutto viRoma e Firenze
Venezia,

nome

del

maestro

brante di gioia

vivace,

pieno

di

severamente

donna
egli

di

classico,

sotto

specialmente

feconde

che

Roma,

bene

Italia,

emigrati trovarono nuovo

Clemente

di

fatali
di

nell'Alta

Ma-

Pare

perle furiose vicende

come furono

altrove

della

Roma.

in

pontificato

il

un motivo

di

statua

la

Sant'Agostino

quali

le

furono

tisti

lasciasse questa citt

scatenatesi
VII,

riproduzione

felicissima

grazia,

per

dove

campo

cos

l'arte,
gli

ar-

alla loro

attivit.
Il

Sansovino

lavor per pi

Fig. 279. Sansovino: Bacco.

Firenze,

derato,

uno

dei

prncipi

dell'arte.

come brillantemente partecipasse

noi vediamo nelle lettere


sovrapponendo pi d'uno

di

(1527) dove
e

consi-

fu

Lorenzo Cappello.

Trento, Museo Civico.

accanto a Tiziano,
e

a Venezia

Busto

Fig. 280. A. Vittoria:

Museo Nazionale.

presto cittadinanza

and

che quarantanni,

dei

suoi

contemporanei;

Come

alla

ma

egli

vi

acquistasse

gioconda vita veneziana,

anche

dei caratteri dello spirito veneziano.

all'arte

sua

si

and

Solo cos possiamo

MANUALE

258

Fig. 281. Sansovino: S.

Antonio rende

DI

la

STORIA DELL ARTE

vita a un'annegata. Padova, Basilica di S. Antonio.

spiegare quella pienezza di vita che spira dalle sue immagini di Dei,
della

Loggetta,

della sacrestia in

dai molti bassorilievi di soggetto cristiano o

San .Marco. Meglio riusciva nello scolpire

Fig. 282. Alfonso

Lombardi: Adorazione

le

come dai bronzi


pagano nella porta

figure lievemente mosse,

dei Magi. Bologna, Chiesa di S.

Domenico.

II.

cinquecento: scoltura

259

pittura

che nelle sceno appassionate come, in S. Antonio di Padova, la resurrezione di


un'annegata per miracolo di sant'Antonio (fig. 281). Opere famose del Sansovino sono
le

statue colossali di Marte

prende

il

nome

Loggetta,

nell'interno della
in

S.

e di

di Scala dei

Salvatore,

il

Nettuno

la

Madonna

statua della Speranza sulla

in

sono statue deliziose per


in

terracotta, una volta dorata,

in

san Giovannino del fonte battesimale

Fig. 283. Prospero Spani: Sepolcro del

aiutanti

Palazzo Ducale, che per esse

sulla scala del

Giganti. La

la

S.

Andrea

di

tomba
S.

del

Maria

doge Venier

de'

Frari ecc.

vescovo Andreasi,

Mantova.

soavit dell'espressione.

parte usciti dalla scuola dei

in

Lombardi,

Il

Sansovino
ci

spiega

si
il

giovo

di

diverso

molti

valore

ebbe anche scolari e seguaci egregi, tra quali Girolamo Campagna da Verona (1550-1630?) e Alessandro Vittoria (1524-1698) scultore fecondo che s'impose con una vigorosa personalit in un tempo d'imitazione spesso
delle sue opere. Egli

servile,

vita

modellando, oltre che statue

(fig.

decorazioni ornamentali, busti mirabili per

280).

Bologna,

Il

Tribolo, Properzia,

il

Lombardi

ecc.

Un

posto

simile

MANUALE

260

DI

STORIA DELL ARTE

quello del Sansovino a Venezia, occup Nicol Pericoli detto


a

Bologna

Tribolo (1485-1550)

il

284) dove and chiamato da Firenze per ornare di bassorilievi una

(fig.

delle porte minori di

San Petronio,

Pro-

nelle quali lavor pure, con diversi altri,

perzia dei Rossi (1490?- 1530) femminilmente leggiadra

284). L'educazione

(fig.

avuta

dai due Sansovino, la conoscenza che aveva delle opere di Michelangelo, fecero

che fosse
la

Tribolo a portare a Bologna quello

il

stile

romano che doveva

maniera fino allora dominante.

Fig. 284. Assunzione della Vergine, del Tribolo, e Angeli laterali di Properzia de' Rossi.

(Le nubi

La

lotta

raggianti e

lo

e
i

idealizzando

rilievi dello

Risurrezione
e quello della

di

Cristo

Morte

lavorarono pure

le

ma

cerca l'effetto

singole figure.

Tra

zoccolo dell'Arca di san


in

della

toscani:

una

lunetta

Madonna

della

le

XVIII).

Alfonso

Lombardi

ma

ferrarese,

pi di terracotta e dipinte, egli

cezione pittorica e naturalistica,

gruppi

angeletti furono aggiunti nel sec.

due maniere si vede in alcune opere di


chiamava propriamente Cittadella, detto

si

da Lucca. Nelle statue, per

Bologna,

gli

tra le

(1497-1537) che

ai

sostituire

oriundo

muove da una

dando una struttura

con-

pi serrata

sue opere pi pregevoli sono, in

Domenico
facciata

(fig.

di

S.

282),

il

gruppo

Petronio

(fig.

della
272),

nell'Oratorio della Vita. D'altronde in Bologna

Zaccaria Zacchi da Volterra (1474-1544)

vanni Angiolo da Montorsolo (1507-1563),

la

cui

attivit

si

estese

fra'

Gio-

per tutta

il

cinquecento: scoltura

pittura

da Genova a Messina (fig. 285). Intanto a Reggio Emilia


Prospero Spani detto Clementi, morto assai vecchio nel 1584

Italia,

seguace ragionevole di .Michelangelo

(fig.

261
a

Parma

fioriva

rimasto sempre

283).

maggiori artisti
La pittura fiorentina. Fra' Bartolommeo. -- Di tre fra
Cinquecento (Leonardo, Raffaello e .Michelangelo) il primo lavor pi di
i

del

dieci anni nell'abbozzare la statua equestre del

Duca

Francesco Sforza,

.Milano,

di

parleremo a suo tempo. Anche Raffaello, a quanto dicono

della quale

iii'i'

......

contempo-

__-

Angiolo da Montorsolo: Fontana. Messina.

occup di scoltura, ma di ci che rimane delle sue opere plastiche (come la


nuda di Giona con l'altorilievo in bronzo nella cappella Chigi di Santa Maria
del Popolo a Roma, e il fanciullo sul delfino nell'Eremitaggio di Pietrogrado) egli non
fece forse che l'abbozzo; l'esecuzione in un caso da attribuirsi a Lorenzetto,
nell'altro a uno scultore, quasi sconosciuto, Pietro d'Ancona. Invece, nella vita
di Michelangelo, la scoltura ha una grande parte. Bench l'architettura e la pittura
ranei,

si

statua

lo

annoverino tra

tore.

Anzi

si

loro sonimi maestri, pure egli sentiva d'essere soprattutto scul-

pu affermare che,

se

avesse seguito

il

suo desiderio, non

si

sarebbe mai

distolto dalle statue per altri lavori. Nella pittura Raffaello e Michelangelo

tendono

il

primato,

ma

nella scoltura Michelangelo diviene

esempio

si

con-

regola assoluta

MANUALE

262
alle
la

generazioni successive. Michelangelo non

personalit,

ben

lo

si

ma

una

conosca

e si

di quelle

seguano

dalla pittura fiorentina a

Nei primi anni del

un po'

di

calma

le

Soprattutto

si

lo

Fra'

il

scuola d

D'altronde, quando

pu immaginare

si

pu intendere Raffaello

se

si

fa astrazione

secolo, -dopo la tragica fine del

Bartolon

Gesu deposto dalla croce. Firenze, Galleria

Par che

si

il

nuovo

Pitti.

Medici solamente avessero amore

Palazzo della Signoria

regnando

Savonarola,

cura del-

abbellisce di ornamenti di ogni sorta.

come il Botticelli e Filippino, sopravvivono anche avanti


godono di grande considerazione, ma l'influenza da loro esercontemporanei non pi quella di prima. Oramai era sorta e salita in

Alcuni dei vecchi

citata sui

stile.

vicende della sua vita, non

Governo voglia mostrare come non

nuovo

di quegli artisti cui la

nello Stato, rivive in Firenze l'attivit artistica.

286.

l'arte.

uno

anteriore.

lui

XVI

personalit che creano uno

che come sculture. Al contrario non

nel

STORIA DELL ARTE

DI

artisti,

secolo, e

auge una nuova generazione,

la

quale, grazie all'indefesso lavoro dei quattrocentisti,

mezzo tecnico, e poteva, su una base pi salda,


proseguire e progredire. 11 primo posto spetta a Fra' Bartolommeo (Bartolommeo della Porta) monaco di San Marco (1475-1517). Uscito dalla bottega
ceppi dello stile tradiziopresto spezzato
di Cosimo Rosselli egli aveva ben

si

trovava

in possesso

d'ogni

cinquecento: scoltura

il

pittura

263

Gi nell'affresco quasi distrutti! di S. Maria Nuova (ora ut-Ila R. Galleria degli


1498), che rappresenta il Giudizio Universale con Maria e gli Apostoli, noi

naie.

Uffizi;

intrawediamo una nuova concezione


le

teste,

in

belle

Fra'

anche
e

artistica.

larghe pieghe che mostrano

Bartolommeo

stato

sia

lo

mano

la

Apostoli diventano pi pensosi,

(li

leggermente unisse, rivelano

se solo

stato dell'anima,

cadono

vesti

le

sapiente dell'artista. Si crede che

primo ad adoperare il manichino per copiar le vesti.


egli segu con entusiasmo ebbero una forte influenza

il

Le prediche del Savonarola che


sull'animo suo,

che,

dopo

anni (1500-1504) rinuncio

con Raffaello

morte

la

Non

con Leonardo.

uno che s'aspettasse

di lui, egli

si

richiuse nel chiostro e per alcuni

pennello. Assai importante fu poi, per

al

da

consigli

si

deve per credere che

un imitatore;

ossia

altri,

il

lui,

il

contatto

Marco

frate di S.

fosse

da natura una

egli sort

grande ed originale tempra d'artista. Dolce, calmo, raccolto in s stesso, lavora nel
silenzio del chiostro, rifuggendo per indole dal dipingere scene appassionate e pa-

Anche nel suo ultimo quadro, il Cristo deposto, di Pitti (fig. 286), dove di
doveva rappresentare tali sentimenti, solo la Maddalena ha una mossa
alquanto appassionata. Maria e Giovanni sembrano partecipare alla scena con gratetiche.

necessit egli

vit, in doloroso silenzio; anzi, nello stesso


lasci

il

posto alla plastica bellezza del nudo.

cadavere del Cristo, par che l'aspra verit


E cos l'interpretazione idealistica prende

sopravvento. Pittore sopratutto'di quadri a

il

olio e

quasi esclusivamente per altari,

suoi quadri
Bartolommeo, non poteva brillare per vaste composizioni. Eppure
di cavalletto rivelano anche un senso sviluppatissimo dello spazio e l'amore pei gruppi
ben definiti e raccolti in un bell'armonico insieme. Inoltre egli sapeva fondere e
fra'

intelligentemente moderare
grazia

libert di

dura simmetria

la

movenze.

Il

nuovo

per

es.

Presentazione

nella

ultimi anni del nostro artista)

le

in

saldo fondo architettonico della composizione;


le

danno

all'opera

Lucca,

Madonna

ma

le

Vienna (opera degli


Giuseppe, formano

di
e

teste lievemente inclinate,

tolgono ad essa ogni durezza, ogni rigidezza,

sinistra,

un profumo

figure esprimessero

le

Simeone, Maria

Nei quadri d'altare di

che

tempio della Galleria

al

tre figure di

il

due donne introdotte a

modo

superiore all'antico appunto per questo

l'atteggiamento apparentemente spontaneo delle

architettare la composizione con


figure:

stile

di freschezza e di verit.

fra'

Bartolommeo

Madonna con

della Misericordia nella Galleria di

Lucca

santi del

Duomo

di

Madonna con

289),

(fig.

Marco di Firenze, Cristo risorto con due santi nella Galleria Pitti, Madonna in trono negli Uffizi e altri
spira una intonazione solenne che ha il suo
fondamento nella composizione. La Madonna e il Cristo sono sopra uno zoccolo
rialzato, circondato dai santi solenni, simmetricamente disposti ai lati. La posa della
testa e la variet degli atteggiamenti d a ciascuno una nota personale, mentre da
tutti emana un alto e forte sentimento di bont e di dignit, che si riscontra anche
nelle sue figure colossali isolate (S. Marco nella Galleria Pitti). Per ottenere questo
effetto egli seppe valersi di speciali mezzi tecnici. Il colore, quantunque pi molle, produce un'impressione pi profonda. Il passaggio dalle luci calde, giallastre, alle ombre

santi in S.

di

un

grigio verde, fredde, ottenuto

ciano a scomparire

duri contorni,

le

con mezzi toni pi


figure

si

sottostanti sono coperti di velature trasparenti. Cos


esterna, apparente,

ma

fini e

arrotondano,
il

colore

pi accurati; comine

gli

par che entri anche nell'intimo sentimento,

pi profondi delle anime;

a ci

si

collega anche

il

strati di colore

non rende
e

solo la vita
palesi

mutamento che

moti

allora s'av-

MANUALE

264

DI

STORIA DELL AKTE


verte

XV

del

conservano
so

solo

la

le

di anteriori)

fissare

movenze

sottili,

definivano

si

ora

hanno

comincia

elemento

riconosce
l'artista.

Fig.

287.

M.

ma anche

La

Albertinelli:

Firenze, Galleria

degli

ricerca

alla

particolare;

fronte

cercar

di

al

non

solo

leggeri

ma

senza

disegno

nel

si

anche

quale

personale
ci

in-

tratti

rendere

studio

fermo, un'e-

nel

soggettivo,
l'intenzione

Infine

la

Ora invece

un carattere pi

spressione

Con
penna

isolate.

ora

e aspri,

forti

essenziali

l'atteggiamento

delle figure

tenzioni pittoriche.

di

troviamo
delle

si

del-

pi

forme,

Visitazione.
Uffizi.

espres-

delle

che pi facilmente

sioni dell'anima,

sono riprodotte dal colore che dalle

nude

linee.

oltre che

all'acquerello,
e

cosi

gendo,
effetto

questo

disegnatori ricorrono,

matite

alle

penna,

alla

carbone,

[al

gesso,

'al

abbozzano, mescolando,
in

modo da

pittorico.

tin-

raggiungere un
nesso

Il

mutamento

che lega

modo

nel

di dise-

gnare col nuovo indirizzo della


tura evidente,

tolommeo non ne

se 'anche fra'

pit-

Bar-

creatore (che

il

probabilmente erasi gi adottato nella


scuola del Verrocchio. o l'aveva portato

Firenze

rimane sempre

Leonardo)
fra]

primi

seguirono con successo.

ei

per

che

lo

Fig. 288. G.

ne

se

servivano speslinee

le

matita metallica o con

contorni

I'

disegnare.

di

secolo (pochi

composizione,

della
e

maniera

nella

disegni

Bugiardini: Vergine del lattei

Firenze, Galleria degli Uffizi.

il

Fig. 289.

essi

Fra'

cinquecento: scoltura e pittura

Bartolommen: Madonna detta

265

della Misericordia. Lucca, Pinacoteca.

disegni acquistano allora un gran valore e

una grandissima importanza.

noi possiamo vedere l'opera nascere, crescere e perfezionarsi.

dal vero

e del

In

Inoltre gli studi

modellato rendono testimonianza della scrupolosa diligenza messa nel

lavoro dagli artisti del

Rinascimento, senza contare che

molti abbozzi originali

cinquecento: scoltura

il

le

varie composizioni

tine Coin

gli

Fig.

temporanei

archivi

292.

gli

Andrea

storici

ci
ci

offrono

del Sarto:

mezzo
sulle

Madonna

di

I.

267

penetrare nell'anima stessa del

origini

delle Arpie.

delle

opere,

le

Firenze, Galleria degli

sulla vita intima degli artisti, cos

pit-

notizie dei con-

Uffii

disegni

ci

rivelano

le

in essi che l'anima artistica appare intera ed aperta.


Intorno a fra' Bartolommeo si muove un magnifico ciclo di pittori. Pi vicino
sta Mariotto Albertinelli (1474-1515). Avevano seguito, in giovent, le stesse

caratteristiche vere del pittore.

gli

il

informano

e PITTI

MANUALE

268
scuole

nere

la

STORIA DELL ARTE

lavorato per vari anni insieme nelle stesse botteghe.

comune

piute in

DI

Nelle

sua personalit artistica, tanto pi che anche nelle opere originali

strettamente

alla

maniera dell'amico.

tazione degli Uffizi

Fig. 293.

si

(fig.

uno

287),

Pontormo: Visita

della composizione,

Vergine che

com-

opere

riesce difficile fissare la parte che spetta all'Albertinelli e di scer-

dei

Ma

nel 1503 egli cre

pi bei quadri italiani sia per

la

attiene

si

un capolavoro,

Visi-

la

semplicit

della Vergine a santa Elisabetta. Firenze, Chiesa dell'Annunziata.

come per

l'intimo

avanza timida,

la

sentimento che esprimono

le

due

figure:

vecchia Elisabetta che l'accoglie fidente

la

af-

fettuosa.

Oltre
fig.

288),

meritano menzione: Giuliano Bugiardini (1475-1554


Franciabigio (1482-1525) eccellente nei ritratti (fig. 290), e Ridolfo

all'Albertinelli
il

del Ghirlandaio (1483-1561;


del giovane Raffaello

le

fig.

291)

figlio

scolaro di

cui storie della vita di san

Domenico

Zanobi negli

Uffizi

amico

si

ammi-

il

Fig. 294.

rano per

nessuno
del

la

di

cinquecento: scoltura

pittura

Rosso Fior

potenza del colore

Pinacoteca.

la

269

concezione vivace

pur sobria

raccolta.

Ma

questi pittori rivela una natura artistica indipendente. Cosi altri artisti

tempo, non potendo sottrarsi all'influenza dei grandi maestri, finirono con

scillare incerti dall'uno all'altro,


al

loro successo artistico.

il

l'o-

che troppo spesso nocque alla loro personalit

MANUALE

270

Andrea del Sarto.


cipale tra

L'ultimo, e da parecchi per pi ragioni ritenuto

maestri fiorentini

quel periodo,

di

Andrea del Sarto

terno detto

pur cercando

STORIA DELL'ARTE

DI

ancora attaccato

maniera antica. Cos

alla

si

ben

ideale.

rimane l'incantevole narratore, che

Egli

commozione,

molteplici aspetti della vita,

sani, di figurare sulla tela la vita e

E anche appare

bellezza.

il

si

mondo

il

contenta

si

compiace

suo carattere conservatore

in

che

ci:

gli

vano piuttosto

Egli continu l'opera di

alla pittura di

cavalletto.

se

che

il

applica-

si

Domenico Ghircolorista, Anuguagli. Ed per

chi lo

sue pitture murali fanno a primo aspetto una impressione forte, anche

le

non durevole per mancanza

dell'Annunziata
lo

non ha

frescanti suoi contemporanei,

loro

dedic

egli

Come

landaio, superandolo nel colore, luminoso e pieno d'armonia.

drea del Sarto, tra

e nella

nuovi, pi inquieti,

spiriti

uomini

e di

esterno nel loro splendore

meglio delle sue forze all'affresco, mentre

ci

dram-

riprodurre, senza

di

scene allegre

di

uo-

di

raro, per,

studi di dare ad esse un sentimento profondo o un'azione fortemente

matica.

egli,

complesso

in

specialmente

figure,

le

tempo un abbigliamento

mini, preferisce alle fogge del suo


si

per

rimane

stile,

una composizione raccolta,

attiene ad
e

prin-

il

dal mestiere pa-

concezione artistica

Nella sua

(1486-1531).

appropriarsi alcune conquiste del nuovo

di

senza forti contrasti, con larghezza di forme;

che

Andrea d'Agnolo,

sentimento. Egli lavor soprattutto nel chiostrino

di

nel cortile della Confraternita dello Scalzo:

occup per molti anni.

Nell'atrio

dell'Annunziata

la

dipinse

decorazione d'essi
le

storie della vita

diritto, la Nauna magnifica camera del Rinascimento. Alcune


donne di nobilissima bellezza vengono a visitare la puerpera, mentre le formose ancelle si occupano della bambina, accanto al fuoco. Nel chiostro attiguo alla chiesa
si vede un affresco anche pi celebre, bench rovinato dal tempo, dalle belle forme
di

Filippo Benizzi e della Vergine. L'affresco pi famoso

buon

tivit di Maria, che figurata in

potenti, dalle molli dolcissime linee, dal colorito trasparente: la

detta cos perch

la

Madonna,

col

Bambino che

le

scavalca

Madonna

del Sacco,

ginocchio destro, siede

il

presso a san Giuseppe che, leggendo, s'appoggia ad un sacco. Gli affreschi con

le

Battista conservati allo Scalzo sono monocromi, di una grande bellezza,

storie del

mostrano come

negli ultimi anni l'artista fosse arrivato a

un altissimo senso

delle

danno

gioia

forme.
Tale larghezza

evidente anche nei suoi quadri

splendore del colorito

agli occhi col chiaro

il

di

cavalletto, che

sentimento

fine,

non profondo

se

vivo. Si paragoni a ino' d'esempio la Deposizione di Cristo della Galleria Pitti, con
la

Bartolommeo

Piet di fra'

si

riconoscer subito quanto maggior potenza spi-

rituale animi quest'ultima. Cos la Carit del

ma anche

le

buone

le

ritroviamo ripetute

regole;

sposa Lucrezia del


intelligenza, e

Louvre

belle teste femminili

Andrea
Fede, donna famosa per
in

ripete

le

le

Pitti.

Ma

modo

di

sembianze della sua

irritabile

delle

quando

loro fascino,

Arpie

di

mediocre

fig.

292), fin

e
,

compagni, ne\Y Annunciazione


di

pochi

tipi

indica

sfiorire.

La vita stessa di Andrea mostra


dagno lo lusing sino ad andarsene
il

le

ovvio che questa facilit a contentarsi

che l'arte toscana sta per

friva pi

ma

bellezza,

molte figurazioni (Madonna

nelle graziosissime figure dell'angelo Gabriele e de' suoi


di palazzo

il

volle eternare

tanti quadri.

in

composizione segue tutte

nella

perdono

la

decadenza

all'estero,

sviluppare tutte

le

artistica di Firenze.

segno che

la

Il

facile

sua patria non

gua-

gli

of-

sue forze. Andrea trov per breve tempo

5.

SODOMA: SVENIMENTO

DI

S.

CATERINA

- SIENA, CHIESA

DI

S.

DOMENICO.

MANUALE

272
la

DI

sua fortuna alla corte di Francesco

mercio cittadino,

vura

artistica;

si

ma

di

Francia: non bastandogli

il

solito

com-

un in societ con altri artisti per far col bella mostra di bra-

la

vita larga ed agiata

tuosit successe all'arte vera.

Fig. 296.

STORIA DELL ARTE

Girolamo

Comunque,

del Pacchia:

li

guast, e

dalla scuola

Annunciazione

conseguenza fu che la vird'Andrea uscirono alcuni ar-

la

e Visitazione. Siena,

Accademia

di Belle Arti.

quali giova ricordare Giovanni Battista di Jacopo


Rosso Fiorentino (1494-1541; fig. 294), spirito vivace e moderno. Jacopo
Carrucci detto il Pontormo (1494-1557; fig. 293), autore di nobili ritratti, oltre
Domenico
che di quadri sacri e di affreschi, Francesco Granacci (1477-1543) e
Puligo (1492-1527). Per la loro maniera, dapprima allegra e vivace nel colore, come

tisti

detto

assai ragguardevoli, fra'


il

trasformarsi, non
franca nel disegno talora sino alla scorrezione, accenn in seguito a
osiamo dire se con vantaggio, di fronte alla poderosa influenza di Michelangelo.

cinquecento: scoltura

li.

Siena. Il
principili

del

Sodoma

perche nella seconda met


disotto

di

quella delle

Fig. 297.

B.

Peruzzi:

sarebbero bastate
il

le

si

la

la

273

Firenze anche

sibilla

Siena, nel

tanto

pai,'.

198).

Difficilmente,

per risorgere,

Tiburtina cne vaticina a Ottaviano Augusto


Chiesa di Fontegiusta.

di Cristo. Siena,

forze locali, l

dove

le

continue agitazioni interne turbavano

popolo, e l'arte di conseguenza trovava anche minor alimento che a Firenze.

la fioritura

nuova

pi

pittura senese era rimasta assolutamente al

vicine (vedi

venuta

Come

pittura

eleva a rande altezza. Ci sorprende

del'400

citta

la

la sua scuola.

1500, la pittura

Ma

rappresentata da un maestro vercellese, chiamato da Milano,

il

esempio diede l'impulso ai pittori senesi. Giovanni Antonio Bazzi (1477-1549),


conosciuto sotto il nome di Sodoma, che fu in giovent a contatto con l'opera di
Leonardo, venne verso il 1501 a stabilirsi a Siena e vi port un fresco soffio di
cui

MANUALE

274
vita nuova.

Il

Sodoma

fu

DI

STORIA DELL ARTE

un bizzarro camerata, pieno


all'ira. Per un

maldicente, errabondo, irrequieto, facile

di capricci

e di

sapeva rendere deliziosamente la grazia femminile, la malizia infantile,


nudo. Dapprima, nel 1505, egli si rec ad eseguire una magnifica serie

Fig. 298.

stravaganze,

istintivo senso della bellezza

Domenico Beccafumi: Ges Cristo disceso


Siena'Accademia di Belle Arti.

al

ritrarre

il

affreschi

di

Limbo.

le storie di san Benedetto, nel chiostro di Montoliveto Maggiore, presso Asciano.


Fermatovisi per breve tempo, aspir presto a Roma, lusingato dai progetti artistici

con

di Giulio

II.

Andatovi, lavor

Pi fecondo

durante

il

felice

fu

in
il

Vaticano (1507).

suo secondo

periodo romano

(dal

1512

al

1514),

quale rimase agli ordini del banchiere Agostino Chigi. Questo ricco

gnore senese predilesse

gli

artisti

della sua terra, e molti ne

condusse

si-

Roma,

cinquecento: scoltura

il

dietro una scelta

godesse
fu

da

latta

secondo

lui

il

pittura

suo gusto personale. Agostino, malgrado

benevolenza del papa, non aveva gran parte nella vita

la

invece un modello di gentiluomo, amico dell'arte.

opere che esprimessero


viveva, e

275

piacere della vita

il

che adornassero

sale,

le

sua esistenza. Egli quindi favor pi specialmente quegli

la

romana;

ufficiale

piaceva circondarsi di

lui

nelle quali

artisti

cui

la

compiacevano di soggetti vivaci e allegri. Nella villa


romana del Chigi, pi tardi chiamata Farnesina, il Sodoma decor la camera da
miletto al piano superiore con affreschi che, a buon diritto, vennero pregiati fra
gliori di Roma. Il quadro principale figura Alessandro il Grande che riceve l'omaggio
della famiglia di Dario e le sue nozze con Rossane. La descrizione che Luciano
fa di un quadro greco serv di scorta alla composizione del Sodoma. Rossane siede
fantasia

cui

il

pennello

si

sponda

sulla

nubo

si

suo volto

nel

tutta la grazia pensosa del

mentre alcuni amorini

ritirano,

si

parativi; Alessandro

nalzamento

nuziale,

letto

del

mento. Le ancelle

avvicina

si

occupano

porge a Rossane una corona

mo-

degli ultimi pre-

segno del suo

in

in-

camera stanno Imeneo ed Efestione, il profiaccola in mano, ambedue immersi nella contem-

trono. All'entrata della

al

celeste ed

il

con

terrestre,

la

plazione della bellissima sposa. Gli amorini, pieni di grazia maliziosa, svolazzano
nell'aria o

giuocano con

Maestro nel rendere


di

bambini,

il

composizioni.

le

armi

di

Alessandro.

Sodoma mostra incertezze e


N le nozze di Rossane nella

insufficienze

cappella di S. Caterina con

svenimento della santa,

Farnesina, n

sia

le

storie della vita di

nobile ricchezza della decorazione

sacre

figure

cevole mondanit.

alle

lei,

la

si

molti affreschi

In

(fig.

eseguiti

Domenico orn

S.

la

pi bella delle quali

lo

come per

la

295); nell'Oratorio di S. Bernardino dipinse

grande sala del Palazzo Comunale

l'accompagnarsi degli amorini dona qualcosa di pia-

quali

suoi quadri valgono

meno

degli affreschi;

ma

specialmente

felice

nella disposizione e notevole per la straordinaria bellezza delle figure femminili

corteo dei Magi in S. Agostino di Siena. Di solito sono figure isolate, con
fico

fondo

di

paesaggio come

il

san Sebastiano agli Uffizi (tavola VI)

della pecorella esposta in Brera, se pure in questa

vola preparata da Leonardo, e dal


Oltre

al

Sodoma, verso

tratta di grandi

per l'espressiva bellezza delle tre donne

figure di santi e storie della vita di Maria; nella

fresco

quando

anni a Siena, hanno unit di composizione.

negli ultimi

donne vivaci

figure isolate, soprattutto di giovani, di

le

il

Sodoma condotta

non

solo a

il

magni-

Madonna

la

da riconoscere una

ta-

compimento.

principio del '500, troviamo in Siena molti operosi

Girolamo del Pacchia (1477-1533?;

pittori,

da

oltre a

parecchi quadri, alcune storie della vita di Maria nell'Oratorio di S. Ber-

lui

influenzati.

fig.

nardino, che, pur non essendo originali nell'invenzione, sopportano


gli

affreschi fiorentini.

a dipingere in

Anche

l'architetto

patria nella chiesa di

Baldassarre Peruzzi

Fontegiusta

(fig.

197)

e,

il

296) dipinse,

confronto con

(pag. 220)

Roma,

si

prov

nella Far-

nesina, in S. Onofrio e in Santa Maria della Pace, ma la sua fantasia di pittore


appare spesso sopraffatta dalla educazione architettonica. Eccellente nelle prospettive
nella pittura decorativa, nelle figure riesce alquanto freddo. Per lui, come per
un altro senese, quel Domenico Beccafumi (1486-1551; fig. 298) che raccomand
il
suo nome specialmente alle composizioni del pavimento del Duomo, in parte a
e

mosaico e in parte niellato (sacrificio di Abramo e storie di Mos), fu fatale la vicinanza del gran maestro. Cercando sempre di imitarlo, ben lungi dal raggiungerlo,

MANUALE

276

DI STORIA

DELL'ARTE

rinunci alle proprie qualit, senza ritrarne alcun compenso. Minori poi furono Gi-

rolamo Magagni detto Giomo del Sodoma (1507-1562), Lorenzo Brazzi detto
Rustico (1512-1572), Bartolomeo Neroni detto il Riccio, anche scultore, morto

il

nel

1571,

ecc.

Concludendo:

che

colui

in

qualche opera pi

si

accosta

al

grande urbinate

Bartolommeo. Certamente le facolt artistiche di tutti quegli uomini sono ammirabili; tuttavia non dipese soltanto da circostanze esterne se essi non raggiunsero

fra'

il

sommo

dell'arte.

Manc

a tutti quell'unica facolt che rende l'artista veramente

grande: l'affermazione energica di s stesso nel movimento artistico, ossia

la

forza

d'imporsi col proprio genio.

LEONARDO, MICHELANGELO
E

RAFFAELLO.

Nella storia degli Stati incontriamo a volta a volta potenti personalit che in
destini dei popoli segnando un'epoca nuova, e che,
un colpo sembrano mutare
mentre vivono, riempiono tutto il mondo di s, lasciando nell'ombra ogni altra
cosa o persona. Cos avviene nella storia artistica, la quale onora nei suoi eroi le
i

creature sovrane

corrono tutte

le

universali, arbitre per lungo

vie segnate

prima

tempo

delle sorti dell'arte, che per-

ne aprono di nuove. Gli eroi del Rinascimento

chiamano Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio, Tiziano


Antonio Allegri da Correggio. Il terreno gi preparato a ricevere l'opera
tratti ai quali gli artisti precedenti hanno di certo accenloro, poich parecchi sono
si

Vecellio,

nato,

in

nessun caso pu

pianta. Essi, in verit,


l'arte precedente.
la

dirsi

hanno

la

che esista un

indirizzo

tempo

radice nel loro

creato

assolutamente

di

sorgono organicamente dal-

Senza questo concatenamento, non avrebbero mai potuto esercitare


contemporanei. Nullameno, le loro
tutti

grande influenza che esercitarono su

una illimitata forza creatrice; e se anche lo storico


deve dissipare questa illusione, rimane per il fatto che quei grandi non si limitarono a raccogliere e fondere quanto era rimasto slegato; ma tutto ci. che l'arte
aveva loro trasmesso, animarono con la loro fantasia, infondendovi una nuova maopere danno l'impressione

ravigliosa

energia.

di

il

Ir.:.

J'i'i.

|,

.i

a.

Leonardo,

figlio

di

1U1

cinquecento: Leonardo

Vinci:

Amuinciaziuiie.

LEONARDO DA

277

uni/c, Galleria degli

Uffi:

VINCI.

naturale di ser Piero da Vinci

di certa

Caterina di Piero di

Luca, nacque nel castello di Vinci, non lungi da Empoli, nel 1452.

che

egli

lavor nella bottega del Verrocchio restano:

timo quadro
degli
in

Uffizi

di
(fig.

questo maestro
299),

qualche parte rivela

figure e del paese e

il

opera

dute

Magi

le

di

Medusa, grandi disegni

Uffizi (fig. 302).

Fig. 300.

il

--

Cristo

maestro, mentre

la

riferimento a un disegno d'Oxford

traccie; solo resta

agli

battesimo

citati

di

testimoniare

parte presa da

da taluni assegnata appunto

l'influsso di quel

Leonardo. De' suoi lavori giovanili,


stico, testa di

il

la

al

lui

nell'ul-

l'Annunciazione

Verrocchio perch

profonda bellezza delle


la

proclamano opera

di

dal Vasari (scudo con un mostro fanta-

Nettuno,

di

Adamo

e di

Eva),

si

sono per-

quadro, preparato a chiaroscuro, della Adorazione dei

Noi sappiamo che Leonardo nel 1481 accett d'eseguire

Leonardo da Vinci: Annunciazione.

Parigi,

Louv

MANUALE

278

un quadro

ma

di

questo soggetto per

poich, secondo

il

la

DI

STORIA DELL ARTE

fu affidata nel 1486 a Filippino Lippi, la cui Adorazione


fizi.

La data

del

San Donato a Scopeto;


la commissione

chiesa del convento di

suo costume, l'abbandon incompiuto, cos

quadro

di

Leonardo sarebbe dunque

Fig. 301.

del pari, oggi, agli Uf-

tra quelle due.

L'artista

si

Leonardo da Vinci: Disegno. Windsor

era gi affrancato dalle tradizioni, e gi possedeva tutte

le

qualit particolari che

appaiono nelle sue opere posteriori. La composizione bene equilibrata, la bellezza


dei volti, la chiara disposizione dei gruppi nella grande agitazione della scena, l'espressione delle teste pi accentuata del solito, la passione per
in

atteggiamento audace: insomma, tutti

matura,

si

presentano in questa Adorazione.

tratti,

particolari

le

figure a cavallo

all'arte

leonardesca

il

Non
nardo

straim che

fino

l'opera sua

deale

che

si

trent'anni.

in

ima

sola

forma d'arte;

Rinascimento

_.

si

era

corrispondeva meglio d'ogni altro

egli

l'atto

dell'uomo completo

Leonardo da Vinci: Adorazione

dei Alagi.

creature infatti ebbero l'ingegno molteplice,


di

Leonardo.

All'anima sua,

limitata. Tutte

mente
lente.

le

scienze, tutte

Accadde quindi,

l'esperimento

pose
la

le arti,

che, s'egli
alle

le

perfetto.

all'i-

Ben poche

Firenze, Galleria degli Uffizi.

energie e

le

maravigliose

attitudini

veramente universale, non bastava una occupazione

tutto egli voleva sapere,

interesse, invece,

279

abbiano scarso notizie intorno all'attivit artistica di LeoLeonardo non era un nonio del mestiere, che limitasse

ai

il

cinquecento: Leonardo

singole

trascuranza

tutti gli esercizi pratici lo

attraevano ugual-

pu ben dirsi che in ogni cosa fu maestro eccelprov in tutto le sue forze e la sua anima, ninno

che

opere;

dimostro

questo

non

spiega

recando

la

sua passione per

perfezione

suoi

MANUALE

280

quadri.

contemporanei

molti

a noi pare inesplicabile,

troviamo mille prove

Fig. 303.

un uomo volubile, che viveva

parve

quando, sfogliando

Leonardo da Vinci: La Vergine

delle

frutti

suprema,

visibili

e cos,

dell'opera

mentre

la

loro.

mole

rimane scarso

de'

suoi manoscritti,

ricerca instancabile

furono come

Nel lavoro intellettuale

sua individualit

delle opere complete, perfette,

la

Rocce. Londra, Galleria Nazionale.

Pochi uomini lavorarono come lavor Leonardo,


durre

alla

biasimevole per l'inerzia. Simile

prodigiosa diligenza e di una

una

di

egli

STORIA DELL ARTE

e nelle inclinazioni,

giornata, incostante nelle azioni


giudizio

DI

si

lui

egli

lenti

nel

pro-

trov

la

gioia

eleva sempre pi in alto,

se

anche

la

non

critica

lo

il

numero

va assot-

tigliando.

Un uomo

di

cos

universale sapere, beneficato dalla natura anche di mirabili

qualit fisiche, doveva necessariamente essere desiderato da tutti

prncipi del Ri-

CINQ1

II.

nascimento come ornamento

mia educazione brillante


per valersene
agli

pompe

e le feste

per

tempo

in

tempo

e in

rie,

un continuo contributo
corte,

di

sudditi con

La

corti.

gioia

varia; invitavano perci

della
gli

loro

vita

nomini pi

consisteva

in

anche

insigni,

mantenersela benigna. Chiedevano

idee e di

di

281

invenzioni, non solo per

le

ma anche

grandi imprese che erano de-

le

stinate
liare

LEON VRDO

rO:

fronte all'opinione pubblica

di

artisti

infatti

delle

CEN

di

pace a riconci-

di
le

tiranniche signo-

guerra tutelarne

la

potenza. Noi quindi intendiamo bene

come per Leonardo

fosse

posto

piti

adatto una grande corte principesca,


che

non Firenze, tutta piena allora


A buon conto

di stte invide e gelose.

Leonardo accolse, nel 1483, l'invito


gli venne da Milano, ed entr
a servizio di Lodovico Sforza, detto
Moro. D'allora in poi, mentre ebbe
il
che

parte

ordinamenti delle

negli

feste,

fece piani per l'irrigazione delle

pagne
e

e la fortificazione dei

trov tempo per


studi

suoi

tisti

non

di

con

l'esempio

lezioni.

le

Anche

produzione

sua

la

stica abbraccia

Noi

ne'

rami

disdegnando

ammaestrarli

con

tutti

intorno a s giovani ar-

raccogliere

abbracciare

scientifici

natura,

della

cam-

castelli,

arti-

un campo vastissimo.

troviamo occupato ad ab-

lo

bozzar

piani

di

edifici

chiese, e soprattutto

lavorare

intento a

civili

di

per lunghi anni

intorno

alla gi-

gantesca statua equestre di Francesco Sforza, di cui condusse a termine


Ambrogio de Predisi Ai
Londra, Galleria Nazionale.

S04.
il

modello

quello

in

solo,

creta,
la

sollevando, con

maraviglia generale.

Purtroppo non arrivo

modo

a fonderlo, di

che nella guerra del 1499, che precedette

dai balestrieri francesi; ed oggi di quel


I

pi interessanti

st'opera,

si

cese Gian

tra

disegni di Leonardo, che

riferiscono invece ad

Giacomo Trivulzio.per

disegni e preventivi di spesa

nardo.
II

ritratti

(fig.

che esegu, per

ritratto femminile del

il

la

caduta

degli Sforza, fu distrutto

monumento non rimane


si

che qualche schizzo.

credeva appartenessero a que-

un altro monumento, quello del maresciallo franil


quale, d'ordine del re Luigi XII, Leonardo fece
301). Sorte

Duca, non

Louvre, che

in

poco migliore ebbero


si

sa pi con certezza

antiche riproduzioni

dipinti di

dove siano

mal ritenuto

Leofiniti.

l'effigie

MANUALE

284

DI

STORIA DELL'ARTE

Lucrezia Crivelli e male intitolato la bella Fronnire o Ferronnire, viene oggi


generalmente assegnato al Boltraffio. Opera sicura di Leonardo invece la Vergine
delle Rocce. Vi stata lunga contesa se l'originale sia Ja tavola^' Parigi (tav.J^llljio
la tavola di Londra (fig. 303). Oramai, per, sono tutti d'accordo *riconoscere esser
di

Fig.

-in:.

Leonardo da Vinci:

S.

Anna con

la

Ma

l'originale quella di Parigi, infinitamente pi fina

invece,

la ripetizione,

pi profonda,

quella di Londra

quasi totalmente eseguita, insieme agli angeli laterali

(fig.

304),

visda Giovanni Antonio de Predis, scolaro di Leonardo, eccellente nei ritratti e


si vuole ritener
non
anche
Milano,
se
modo,
in
ogni
1520.
Ad
il
1450
e
il
suto fra
intreccio di
suo il Musicista della Raccolta Ambrosiana e tener conto del singolare
recentemente rifatto
rami, di fronde e di targhe, della Sala delle Asse in Castello,
grande maestro, ossia
sulla scorta di consumate traccie, resta l'opera precipua del

Tav. VII.

LEONARDO DA

VINCI

LA VERGINE DELLE ROGGIE.

Parisi. Louvre.

ii.

Fig. 308.

cinquecento: leon \rdi

JK/i

Madonna, Sant'Anna, Ges e San Gii zannino. Cartone


Londra, Accademia di

di

i.

il

Cenacolo

ll'Bandello

(fig.
ci

305) da

Soleva spesso, ed

ora

montar

lui

eseguito fra

il

ha lasciato un vivo ricordo


io

pi volte l'ho

sul ponte,

perch

il

1495

il

1497 nel Refettorio delle Grazie.

Leonardo intento a questa grande opera:


veduto e considerato, andar la mattina a buona
Cenacolo alquanto da terra alto; soleva, dico,
di

MANUALE

286
dal

tre e

s,

il

mangiare

quattro

due ore
le

giorno,

Grazie,

anche

partirsi

gi nel secolo

una miriade

di

di

tuttavia dimorava talora una

veduto,

secondo che

da mezzo giorno, quando

il

piccole

il

capriccio o

lione,

in

ghi-

da corte

venirsene dritto alle

pennello, ed una o due pennellate dar ad una

subito partirsi e andar altrove.

XVI mostrava

sole

il

cavallo di terra componeva,

ed asceso sul ponte pigliar


e

solamente contemplava, considerava, ed, esaminando tra

ove quello stupendo

di quelle figure,

pennello di mano, ma,

il

bere, di continuo dipingere. Se ne sarebbe poi stato due,

il

che non v'avrebbe messa mano;

d,

del

ribizzo lo toccava,

L'insigne

capolavoro, che

larghi segni di deperimento, minacciava di perire in

squame

accartocciatesi,

quando
nuovo

benefica cura di Luigi Cavenaghi, a fissarlo di

nel

1908

sopravvenuta

al

muro

a distenderlo,

bolle, muffe e polvere. Ed stato durante quest'opera di risanamento,


ha pure avvertito non essere il dipinto ad olio, come si sempre creduto,
a tempera forte, probabilmente non rimasta sana a lungo per tentativi d'inno-

levando
ch'egli

ma

sue figure giudicava. L' ho

vecchia,

la

STORIA DELL ARTE

nascente sole sino all'imbrunita sera non levarsi mai

scordatosi

DI

CINQUECENTO: LEONARDO

IL

287

vazionj fatti da Leonardo stesso nell'imprimitura o nelle sostanze impiegate per lo

scioglimento
pi
la

le

miscele

disposizione dei gruppi, o

figure,

il

vivo

dramma

Fig. 310.

insuperato.
Apostoli),

merc

il

parente

rapido
,

il

si

guardi

movimento

che s'agita

in

forse,

mondo

nel

composizione

la

Leonardo da Vinci: La^Gioconda.

dipinto

il

l'espressione delle singole

delle linee,

tutte, certo

intero,

nel suo complesso,

che

Cena rimane modello

la

Louv

Parigi,

destra e a sinistra di Ges sono due gruppi (formati ciascuno da tre

quali,

gesto

spressione

dir

questo

colori.

dei

copiato e pi noto. Infatti, sia che

e lo

bench mirabilmente
sguardo

di

definiti e chiusi,

ogni Apostolo. Tutti

intimo dell'azione, da cui parte

profonda di ogni

testa,

e fulmineo delle mani, che


furono sempre oggetto della

Tutt'al pi in quest'opera

si

la
i

la

si

legano

ritorna

gruppo vicino

ogni movimento.

variet dei

pi alta ammirazione
il

al

riferiscono a Ges, centro ap-

Discepoli fanno all'udire:

pu osservare come

tornino alquanto a scapito della

cui

verit e

si

caratteri,

uno

di

rimasero

voi

L'e-

moto
mi tra-

il

inimitabili.

calcolo d'ogni linea e la sapienza

ingenua, diretta, immediata sensazione artistica.

MANUALE

288

Leonardo rimase
torn

in

patria.

architetto
la

Fu

.Milano fino al

a
poi,

per

breve

STORIA DELL ARTE


1499. Alla caduta di Lodovico

tempo,

suo genio

brillo,

con dipinti murali

Leonardo

al

servizio

di

Cesare

Moro,

il

Borgia,

fu

Leonardo da Vinci:

S.

egli

come

ingegnere militare (1502). In seguito qualche volta visit Milano,

sede della sua attivit artistica divenne

Kig. 311.

il

DI

ma

rimase per diversi anni Firenze, dove

Girolamo. Roma, Pinacoteca Vaticana.

soprattutto quando, insieme a Michelangelo, assunse di decorare


la

sala

del

Consiglio in Palazzo Vecchio.

un episodio della battaglia

di

Il

Anghiari, dove nel

riportarono una piccola vittoria sulle schiere milanesi, ossia

il

soggetto scelto da

1440

Fiorentini

combattimento

in-

torno alla bandiera. Nelle prime settimane del 1504 Leonardo aveva cominciato il
cartone e nel 1506 l'aveva trasportato sul muro. Ma interruppe il lavoro per non ri-

prenderlo mai pi, forse disgustato per


loristici.

Il

la

cattiva riuscita de' suoi esperimenti co-

cartone and distrutto; restano solo alcuni schizzi preparatorii

alcune

il

copie, fra

gruppo

di

Rubens (fig. 306). In questo complicato


Leonardo rende fedelmente l'impeto della battaglia, la frenetica
cavalli di guerra.
quale par che partecipino anche

figure,

Fig. 312. Solario:

il

il

nel

1505.
al

Insieme

Louvre,

col

Bambino

ci

Milano, Pinacoteca

alcuni

mette

in

di

Brera.

li

abbandonava

a'

suoi scolari.

Francesco del Giocondo, rubato

Firenze

ritratti

grado

di

minor tempo ed ebbe minor bene per con-

Lisa, sposa di

ricuperato in

ad

e santi.

quadri da cavalletto. Spesso

Monna

ritratto di

23 agosto 1911

pure

Madonna

Firenze, Leonardo trov anche

durre a compimento
Solo

289

quali un disegno attribuito al

le

passione, alla

cinquecento: Leonardo

(fig.

310)

opera

di

carbone della duchessa


giudicare quanto

al

Louvre

sua mano, finita


Isabella

d'Este,

valesse Leonardo anche

MANUALE

290

come

pittore di

ritratti.

(fig.
il

307),

gruppo

Del

1501

destinata

ai

pur

Londra

fig.

egli

riusc

di Firenze.

eccelso
il

modello

dolcisai

con-

Bambino, del[Louvre

Effetto anche maggiore avrebbe prodotto

(conservato in un cartone all'Accademia di Belle Arti

Solario:

308) dove

giucca con una pecorella

mani,

delle

Madonna con sant'Anna

la

Serviti

affine a quello

STORIA DELL ARTE

Nel fine ovale delle teste, nello sguardo vago

simo, nel carattere personale

temporanei.

DI

la
e

Ritratto. Milano, Pinacoteca di

Madonna

di

Brera.

siede accanto a sant'Anna, col

Bambino che

con san Giovannino che fu poi levato dal quadro quando

Leonardo lo tradusse in colori, se pure non da seguire l'opinione che il cartone di


Londra fosse fatto a Milano per altro scopo. Molti altri quadri ancora vengono
male attribuiti a Leonardo: come la Madonna col bassorilievo nel Gatton Park
presso Londra, oggi assegnata a

Cesare da Sesto

una Leda

e,

per

tacer d'altri,

cinquecento: Leonardo

il

secondo alcuni

critici,

anche

(fig.

300), e

il

per

la

eli

san Girolamo col

ultimi anni, esistente

Giovanni Battista del Louvre. Prima di finire


Leonardo una piccola Annunciazione del Louvre
leone, appena accennato a bistro, opera dei suoi

san

il

aggiungeremo per alle opere

Pinacoteca Vaticana, che inerita

nella

sapiente composizione

l'intensit

Qualche compenso

abbiamo

sieme

del suo

I"

dei Casio.

(fig.

Parigi, Louvre.

cui

ci

rimase gran

universalit della sua anima,

spirito indagatore.

Mal

si

discompagnano

numero,
nonch

una osservazione. Qui

appare

che attestano,

e
la

quando non

di

gine e

potenza creatrice artistica sono legate con armonia perfetta.

la

possono considerar come puramente

accompagnati da
l'artista,

testo, e

in

abbozzi

lo

pittorici,

liberi

studioso, in cui

si

dividono

che stanno da

ora appassionato dello studio dei tratti speciali

s.

la

in

com-

fogli,

schizzi

di

che

studi

si

vede

carattere

come

Negli ultimi

ad ogni

li

punto

il

sapiente inda-

partenza

ci

in-

sconfinata vastit

dai suoi scritti, e quasi

pletano, giacch la parola legata alla figura visibile,

si

ricordata

essere

di

311).

cattiva conservazione dei quadri ad olio di Leonardo,

alla

nei suoi disegni, di

manoscritti,

ai

della vita

Madonna

Fig. 314. Boltraffio:

lo

291

MANUALE

292

STORIA DELL ARTE

DI

intento alla ricerca di quelle forme


nardo appare creatore insuperabile. Per quanto queste due forme
nelle cosidette caricature, ora

zione di rado
i

si

pure

associno,

Leonardo gareggia con

casi,

si

la

il

abbiamo

tezza,

Fig. 315.

Dopo
andare

in

Louvre

309),
il

dove

segreto

vedono, uno di

si

tipo della

ambedue
il

pi orrida brut-

una prova evidente.

Luini: Ippolita Sforza e

esser stato di

le

ss.

Agnese

Scolastica,

nuovo usualmente

Francia con Francesco

I,

in

testamento a Cloux presso Amboise


dal suo scolaro prediletto

Lucia. Milano, Monaster

a Milano dal

1506

al

qualit di suo pittore, con

700 scudi all'anno. Ben presto, per, l'abbandon

cose

(fig.

Leo-

rappresenta-

cerca di spiare e rapire

tipo della pi squisita bellezza e

di ci

di

rivelano derivate dalla stessa fonte: in

natura stessa,

della sua forza creatrice. Nel foglio del

fronte all'altro,

nelle quali

il

Maggiore.

1516, accett di
lo

stipendio di

la salute. Nell'aprile del

1519 fece

2 del maggio seguente vi mor, assistito

Francesco Melzi (1492-1570?), rimasto erede

di

molte

sue.

La scuola
intorno a

Molti

s,

pittorica lombarda.

costituiscono

appunto

migliori

il

Gli

artisti,

che

Leonardo aveva radunato

nucleo principale della nuova scuola pittorica lombarda.

avevano

gi raggiunto

una certa maturit

artistica avanti

MANUALE

294

STORIA DELL'ARTE

grande maestro. Di questi

di

sottomersi

al

1515) appartenente ad

al

DI

Andrea Solario

una antica famiglia

di

artisti,

commuove con

loroso specialmente nelle figure isolate; egli ora

spressione

(fig.

312),

Fig. 317.

in

maggior grado

Marco d'Oggiono:

prende per l'acuto disegno


(1467-1516),

il

nei

nelle

(dal

1460 circa fino

fratello del
la

Gobbo,

va-

soavit dell'e-

immagini dell'Ecce Homo, ora

sor-

Gli Arcangeli. Milano, Pinacoteca di Brer

ritratti

(fig.

313).

Segue

Giovanni

Boltraffio

pi largo e grandioso dei leonardeschi, che sente l'influenza del mae-

Madonne (fig. 314).


Anche Bernardino Luini (14857-1532),
considerato come discepolo di Leonardo; ma
stro soprattutto nelle

del

principale pittore di questa scuola,


noi

vediamo

in

lui

piuttosto l'allievo

Bramantino, trasformatosi poi sotto l'influenza del grande maestro fiorentino.

MMHiHHHHhUII Munti lliimiHInllilMI


Fig. 318.

ilh

IPM'lUMlWflMII

CESARE DA SESTO: MADONNA COL BAMBINO. MILANO, PINACOTECA

DI

BRERA.

MANUALE

296

DI

STORIA DELL ARTE

Molte delle sue opere furono tolte dall'antico luogo, e portate nella Pinacoteca
Milano. Cos si trova in Brera l'affresco impressionante per la sua solennit e
sua pace, che raffigura

il

la

transito del cadavere di santa Caterina portato dagli an-

geli (fig. 316). Altri dipinti si

possono ancora ammirare

Fig. 319. Giampietrino: Sacra Conversazione.

Cos nella chiesa dei

di

Pellegrini

Saronno

al loro

vero posto

(fig.

315).

Napoli, Museo.

che ha nella cupola un concerto di

dipinse, accanto ad altre piccole


due grandi scene con molte figure -- l'Adorazione dei Magi e la Pree fresco pure, nella chiesa di S. Maria degli Ansentazione al tempio (nel coro)
geli a Lugano, una grandiosa Passione, che ricorda, nella composizione e nell'am-

angeli

dipinti

da Gaudenzio Ferrari

storie,

piezza della scena,

il

Luini

le

opere tedesche, mentre nelle figure isolate rivela l'indirizzo

leonardesco.

Assai pi degli affreschi, appaiono per direttamente sotto l'influenza di Leo-

il

nardo

quadri

N'e prova

il

cinquecento: Leonardo

di cavalletto, cos del

nardo. Senza dubbio nei

tipi

Luini

numero

fatto che in gran

come

Lombardi suoi contemporanei.


tempo furono attribuiti a Leohanno molto di lui; ma ne sono a
de'

per molto

nell'espressione

297

mille miglia per la profondit del disegno e dei caratteri.

Fig. 320. Cesare

Magni: Sacra Famiglia. Milano, Brera.

Alla feconda scuola, oltre


pittori ricordati, appartengono Bernardino de'
Conti (1450-1528), Andrea Salaino, fiorito fra il 1490 e il 1520, Marco d'OgGIONO (1470-1540?
fig. 317), Cesare da Sesto
(1477-1527
fig. 318), nonch
Gian Pietro Rizzi detto Giampietrino (fig. 319), Cesare Magni (fig. 320) e Francesco Napoletano, vissuti negli stessi anni.
i

L'arte di Leonardo esercit inoltre grande potere su alcuni pittori del vicino
Piemonte. vero che poco o nulla risentirono del movimento milanese Gian Gi-

M2

il

cinquecento: Leonardo

299

fig. 323), Defendente de


com de Alladio detto Macrino d'Alba (1470-1528
1518 e
1535
fig. 321), Ottaviano Cane (14959-1571) e
Ferrari (attivo fra
fig. 322), pittori composti, dolci, fedeli
anche Girolamo Giovenone (14909-1555
alle tradizioni e non insensibili alle forine d'oltr'alpe; ma dal Piemonte che muovono
il

due

il

maggiori del gruppo generalmente designato

artisti

323. Macrino d'Alba: S. Francesco che riceve

il

Sodoma,

cio,

come
lasci

il

in

Luini, sent

infatti,

parlammo

cui

di

nato a Valdnggia

(pag. 273)

provincia di Novara
il

(fig.

le

col

titolo di leonardesco:

stimmate. Torino,

Pii

Gaudenzio Ferrari (14719-1546)


come
Sodoma e

324). Anch'egli,

il

fascino di operar largamente d'affresco su

a Varallo,

Saranno

(fig.

325) e a Vercelli

(fig.

vaste pareti

326) opere

per ardore di vita e di tecnica, nelle quali sono notevoli anche certi
dernit, che

allievo

veramente sorprendono

Bernardino Lanino

che scompaiono nel leggiadro

(1511-1582).

soffii

ma

insigni
di

mo-

molle suo

et

<

io
su

io ce

2
N
Z
IO
Q

z
<
-1
5
*

il

Ma

l'influenza

Piemonte. Quando

di
egli

cinquecento: Leonardo

Leonardo non

si

limit solo

torno a Firenze, col suo

alle

modo

301
scuole di
di

Lombardia

concepire

le

di

cose, di di-

panneggi, di muovere le figure, desto la madore ammirazione,


le teste e
cola alcun allievo,
che tutti furono tentati d'imitarlo. Perci, pur senza far
colleglli in arte a seguir le sue orme, da fra' Bartolommeo a Raffaello. Sino
strinse
Michelangelo, non benevolo a Leonardo, quasi a suo dispetto, deriv qualche cosa
segnar

da

lui.

Fig. 326.

Gaudenzio Ferrari: La Maddalena a

Marsilia. Vercelli, Chiesa di S. Cristoforo.

MANUALE

302

b.

MICHELANGELO FINO ALLA MORTE

Periodo fiorentino.
maestri

del

architettura,

STORIA DELL ARTE

DI

Michelangelo

mondo,

tiene

scoltura

un

posto

pittura.

Madonna

Ma

col

DI GIULIO

II.

Buonarroti (1475-1564), uno dei pi grandi

eminente

egli

nella

storia

non avrebbe avuto

di
il

tutte tre

le

arti:

potere di decidere

Bambino. Firenze, Galleria Buonarroti,

della loro sorte se in ciascuna di queste arti

si

fosse contentato di ubbidire alle leggi

non erano che un diverso modo di dar forma


alle grandiose visioni della sua fantasia; cosicch, solo ricomponendo e
considerando insieme tutta l'opera michelangiolesca, si pu avere un'idea della smisurata
grandezza di quell'uomo, grandezza che si rivela non meno nei dipinti che nelle
scolture: qui come l, essendo le forme dominate dalla sua natura impenetrabilmente

tradizionali. Invece per lui le varie arti

profonda.

Gi nella sua educazione appare

la

doppia

sincrona tendenza alla pittura

il

303

cinquecento: Michelangelo

Ghirlandaio, studia la scolscoltura. Apprendista nella bottega di Domenico


sotto la guida del vecchio Bertoldo,
tura nei giardini medicei, tutti pieni di statue,
opere giovanili noi conoultimo aiuto di Donatello, morto nel 1491. Ma delle sue
(fig. 328) in
sciamo solo quelle di genere plastico. La lotta dei Centauri coi Lpiti
alla

Michelangelo che si conservi.


casa Buonarroti a Firenze, la pi antica opera di
d'arte di carattere
Gi a diciassette anni egli con rara intelligenza eseguiva opere
limiti dello spazio, affolclassico. Ma poi, come la sua fantasia, mal tollerando
i

Fig. 328. Michelangelo:

lava motivi su motivi, cos

tard a prendere

la

sua natura, appassionata fino all'avventatezza, non


sulle opere di imitazione o di tradizione quale il

sopravvento

Madonna

e il Bambino, di maniera donatellesca, del pari in casa


La fuga da Firenze (1494) dopo la caduta dei Medici, lo conBologna, dove fu chiamato a lavorare alla tomba incompiuta di san Do-

bassorilievo con la

Buonarroti
dusse a

il

Battaglia dei Centauri coi Lpiti. Firenze, Casa Buonarroti.

(fig.

327).

Sono opera sua l'angelo a destra dello zoccolo (fig. 329) e le statuette
A Bologna non rest che pochi mesi; e poco rest
a Firenze
dov'era tornato subito
correndo tempi tumultuosi contrari all'arte.
Le opere ricordate di questo periodo sono: un san Giovannino, ordinatogli da Lorenzo di Pier Francesco de' Medici, e un Cupido dormiente, che, dopo molte perimenico
di

(fig. 11).

san Petronio e di san Procolo.

pezie, scomparso. Nel

1496 ritroviamo

il

nostro giovane a

Roma, dove, per

or-

MANUALE

304

dinazione del cardinale Giovanni de

DI

STORIA DELL ARTE


Groslaye de

la

suo primo periodo, quello fra tutti che


la

Piet

pura
cos

(fig.

ci

il

Villiers,

crea

il

capolavoro del

pi alto e pi diretto godimento:

330) ancora nella chiesa di S. Pietro. Alla bellezza della

Madonna,

alla

sapiente nobilt del corpo di Cristo, all'evidenza e chiarezza del gruppo, pur

riccamente artistico, va unita una espressione profonda

toccante, quale forse

Fig. 329. Michela

non troveremo pi
lit.

renze

A
fig.

Galli, pel

Gigli al

nelle opere successive.

tutt'altro

Qui

il

ordine di idee appartiene

dolore raggiunge la pi alta ideail

Bacco (Museo Nazionale

quale esegu pure un Cupido, che

Museo

Vittoria

si

perfetto.

Appena tornato

mezzo lavorato egli


mente dai contemporanei

gi a

Fi-

pretende quello passato dalla raccolta

Londra. Michelangelo

di

ci

mostra

il

ubriaco, da aver bisogno di forte sostegno, e ha messo tutta

corpo vivo

di

331) eseguito nello stesso tempo, d'ordine del mercante mecenate Jacopo

trasse
il

il

a Firenze, nel 1504, da un blocco di

famosissimo Davide

Gigante;

giovane Bacco cos


l'espressione in quel

la

(fig.

marmo

332) chiamato comune-

statua fu posta nel 1504 presso

il

portone

il

cinquecento: Michelangelo

di Palazzo Vecchio, dove rimase sino


sale

dell'Accademia

due tondi da

lui

di

Belle

Arti.

al

anno fu trasportata nelle


tempo Michelangelo oper pure
a Taddeo Taddei, oggi rispettiva-

1873, nel quale

Circa a quel

consegnati a Bartolomeo Pitti

Fig. 330. Michelangelo:

305

Piet.

Roma,

S.

Pietro.

mente nel Museo Nazionale di Firenze (fig. 333) e nell'Accademia di Belle Arti di
Londra (fig. 334). In ambedue scolpita la Madonna seduta, col Figliuoletto e san
Giovannino, con varia incantevole disposizione delle figure composte e solenni come
si conviene alla loro divinit. N meno mirabile il gruppo della Vergine col Putto,
che esegu pei Mouscron mercanti fiandresi e che ora si trova nella chiesa di
Nostra Donna a Bruges (fig. 335).
Intanto la fama di Michelangelo cresceva, e crescevano le ordinazioni. Nel set-

MANUALE

306

tembre

del

STORIA DELL ARTE

DI

1504 accettava di scolpire, per

non

dici statue, di cui

cappella Piccolomini in Siena, quin-

la

riusciva, per l'affollamento del lavoro, che

finirne quattro,

mentre non abbozzava che uno solo degli Apostoli (san Matteo) commessigli
1503 dai Consoli dell'Arte della Lana e dagli Operai di S. Maria del Fiore.

Appunto
aveva

gi

questo

in

adoperato

il

momento

pennello,

venne affidata un'opera

gli

nel

Certo egli

pittorica.

penna e della matita era padrone fin dalla


prima giovinezza, come provano
suoi disegni.

della

Tre quadri
angeli

gli

Famiglia

Sacra

la

Nanegli

Firenze (tav. Vili) dipinta per Agnolo

Uffizi a

Doni

Madonna con

la

Cristo deposto della Galleria

il

Londra,

zionale di

cavalletto

di

appartengono

anni

primi

ai

sono

un tempo l'artista uso


Assai attraente doveva essere an-

pitture che rivelano ad


allo scalpello.

tema che

che

il

cui

gi

decorare,

grande

un episodio
la

quale

con

opere

grande

di

di

in

Manno

fatti

durante

dalle truppe pi-

sorpresi

bagnavano

si

dalla vigilanza
vittoriosi

stile,

rappresent

della guerra pisana (1364)

Fiorentini,

sane mentre

la

soggetti fossero tolti

cui

fiorentina. Michelangelo

storia

di

Leonardo,

con

Firenze. Era la prima volta che

di

s'onoravano,

1503, e di

trattava di

Si

Consiglio in Palazzo Vecchio

del

murali,

storia

alla

a pagina 288.

concorrenza

in

sala

con dipinti

fu proposto nel

gli

parlammo

Arno

Donati,

salvati

riuscirono

immediata-

nella battaglia che segu

mente. Michelangelo nel febbraio del 1505 condusse a termine


presi

il

cartone dei soldati che sor-

a colori, perch Giulio


Fig. 331. Michelangelo: Bacco.

Disgraziatamente

Firenze^Museo Nazionale.

qualche schizzo

di

bastano appena

Michelangelo stesso
darci

Primo periodo romano.

- -

il

esegui

isolati,

che furono

da Agostino Veneziano,

copia di Daniele da Volterra e d'altri,

al

carattere dell'opera.

Quando Michelangelo

Roma

lo

richiam a Roma.

lo

cartone and consumandosi

da Marcantonio

una traccia intorno

Firenze per intraprendere a

il

11

Alcuni gruppi

sino a perire
incisi

ma non

abbandonano l'acqua;

grandioso sepolcro

interruppe
di Giulio

II,

suo lavoro a

il

egli

certo non

prossimo suo lavoro sarebbe stato di nuovo una pittura. Con piacere aveva accettato di fare un dipinto murale nel palazzo fiorentino e tuttavia
vlta della
lo lasci ineseguito. Al contrario si accinse di malavoglia a decorar la

pensava che

il

Cappella Sistina,
sua grandezza,
preparativi per

e
il

nondimeno

rivela

il

vi

comp

suo carattere

sepolcro di

Giulio,

il

capolavoro che pi d

(fig.

336).

ordinatogli

Aveva
nel

la

misura della

infatti gi cominciati

1505,

aveva eseguita per

Tav.

MICHELANGELO: SACRA FAMIGLIA


Firenze. Galleria degli Ulfizi.

Vili

cinquecento: Michelangelo

il

Bologna

statua

la

maggio

Dal

1512

vor

Egli

lena.

di

nervature,

senza

con

cornici

narr

trattata

una

storia

di

alla

diso

Terrestre,

novamento

quadri

eseguiti

prefer

donde

universale,

furono

dife

grande

alla

doveva

car-

Diluvio

fatto

col

eseguiti.

di-

essere

dei

nel

evidenti

spiegano

si

dalle

la

questi

reminiscenze

pi

primi

lavoro

quando Mimaggiori dimen-

le

le

fiorentini,

rin-

il

tardi,

dipinto

il

Anche

veduto.
toni

pi

dalla

Para-

per opera

spiega
tra

convenienti

pi

stanza

suo

il

questo

proporzione

di

sioni

umane

altri

dal

ultimi

nei tre

ferenza

chelangelo

cen-

del

quadri

tre

In

speci

delle

No,

di

campi

cacciata

Cominci

No.

imitanti

mondo, in
Adamo e di Eva

creazione

storie

liscia,

creazione del

la

1508,

disposizione

regolare

Genesi.

la

nel

marmo. Data

e del

nove

quand'appunto,

vlta della Sistina.

che

rilievo,

1511,

la

membrature,
popolo

finte

di

loro

di

volta

la

cornicioni,

all'opera

la

la-

copr

architettonica, nei

tre

al-

vi

del

colori

tro

fino

nude come
bronzo

di figure

cos

queir anno

Michelangelo

di

l'autunno del

papa, infranta poi nel

quel

di

giunse inaspcttatii l'ordine di ornare d'affreschi

gli

307

Nelle

che
figure

di

Adamo

Eva Michelangelo spiega

di

perfetta

l'arte

sua,

lezza

del corpo

sto e profondo. In

nei
il

rendere

bel-

la

sentimento compo-

Adamo, appena

risve-

gliato dall'alto sonno, par di vedere scor-

rere la vita ancora lieve e lenta.

Tutta

la

grandezza del maestro

nei

quadri della Creazione.

Michelangelo
figura

Padre

del

rendere

l'

che

in

terribile

da

allora

per

Eterno,

immagine

onnipotenza,
nato,

fiss

sempre

la

giungendo

concreta

della

sua

movimento sconficome un uragano, tale


un

in

poi

tutti

gli

g.

332. Michelangelo

dell'Accademia.

artisti

non poterono che attenersi a quella. Quanta maest nella figura di Iehova del
secondo quadro che sorge dal profondo caos e spalancando le ampie braccia
ordina, con un cenno delle dita, al sole e alla luna di apparire! Ancora lo rivediamo nello stesso quadro, volto di schiena, dispensare con la mano la vita al

MANUALE

308

mondo

finzione

prospettive e
I

L'impressione, che produce nell'anima di chi

vegetale.

vrumana

gli

STORIA DELL ARTE

DI

di

non

vita,

lascia quasi

il

tempo

che

in

guarda

ammirare

le

quella

so-

insuperabili

scorci perfetti delle figure.

quadri centrali sono da tre parti incorniciati con

Sibille,

di

numero

le

figure dei Profeti e delle

Profeti, cinque Sibille) siedono tra

di dodici (sette

pilastri

nascenti dai peducci delle vlte sovrapposte alle lunette verticali. In esse Miche-

Fig. 333.

Madonna

col

Bambino

langelo espresse l'ansiosa attesa

e la

san Giovannino.

speranza nel Redentore, dalle faticose

indagini fino all'alta sicura prescienza. Tra

remia

N.iZKin.ilt-

\Ur-L'>>

Fi

le

oscure

pi celebrate sono la figura di Ge-

ripiegato in s stesso, nel pi profondo cordoglio,

quella Sibilla

Delfica,

che con occhio rapito riceve l'annuncio della salvazione. Esse rappresentano
poli, fra

quali

sovrumane; non

si

muove una

nelle

sole

due

folla d'altre figure dai pi diversi caratteri, e tutte

proporzioni,

ma

nella

grandezza delle anime che rap-

presentano.

Da

Giona, che uscendo dalle fauci della balena, risorge a nuova vita, l'occhio

va a Daniele, che spia


la

sui libri la verit, a Isaia che

voce, a Zaccaria che tranquillo attende

spirato,

all'appassionato

Ezechiele esule in

il

tende l'orecchio per coglierne

futuro del quale


Babilonia.

Come

certo, a Gioele

i-

Profeti, cos le Si-

il

esprimono

bilie

secondo

309

cinquecento: Michelangelo

Profeti e alle Sibille,

si

stessi

profondi

accompagnano,

nelle lu-

diversa et, natura e indole

la

concetti. Ai quadri di mezzo, ai

gli

nette e nei triangoli delle vele, altre figure isolate od altri gruppi

famiglie

pure

senza nome, spesso indicate vagamente come precursori di Cristo, esprimenti,


in modo pi generico, l'aspettazione e la fede incrollabile, cio gli stessi sentimenti
dei profeti. I quattro quadri negli angoli della vlta rappresentano episodi della
storia sacra, ossia la salvezza del popolo d'Israele, l'uccisione di Oloferne e di Golia,

Fig. 334. Michelangelo:

la

punizione di Alluni,

Madonna

il

col

Bambino

san Giovannino. Londra. Accademia

serpente di bronzo,

chiudono

il

.li

superbo

Belle Arti.

ciclo;

il

quale,

anche fu immaginato da Michelangelo parecchio tempo dopo che le pareti della


Sistina erano state decorate, pure si fuse in modo eccellente al concetto generale

se

dei quadri murali (storia sacra).


del maestro. Solo
figure decorative.

tura,

disegnando

quella profondit
la

possente

Ma

oltre a ci ogni figura rivela lo spirito plastico

un grande scultore poteva creare quelle

Ma
i

poi lo scultore seppe trarre tutto

movimenti

d'espressione

fantasia

di

del

che

corpo

con

si

rivel

Sibille,

quei Profeti, quelle

partito possibile dalla pit-

maggior audacia,

non sempre

Michelangelo

il

la

qui

dura
pi

pietra
intera

dando

ai

consente.

che

nelle

volti

Cos

opere

plastiche.

Molti anni passarono prima che Michelangelo potesse recare a perfezione un'o-

MANUALE

310

PI

STORIA DELL ARTE

pera altrettanto grandiosa. poi lecito dire che


dizio

anche tenendo conto del Giu-

egli,

Universale, non arrivo mai pi a dare alle sue creazioni una forma del pari
perfetta e

rispondente

che aveva

in

La speranza
demolito

ideali

agli

mente.

una volta

di potere,

palco

il

Sistina, proseguire

Cappella

nella
il

monumento

da tanto tempo ideato,

Giulio, gi

svan pel rincrudire

degli

avveni-

menti gi provocati dallo stesso poncon

tefice

febbraio

avvenuta

ma

tare

Michelan-

di

quel suo periodo romano,

rappresen-

punto culminante della sua

il

vita,

21

il

anno,

spir pi aria

lavoro

al

(di-

sino

Per qualche

1508-1512, resta a

dal

in

accordo con quello di tutta

romana che proprio

l'arte
gli

lui

Roma non

quindi, a

gelo;

prolungatisi

1513.

favorevole

Cambrai

lega di

la

cembre
508)
alla morte di

anni vantava

in

que-

suo maggior

il

trionfo. Anche per noi,


contemporanea dimora

posteri,
di

la

Miche-

Bramante
un memorabile avve-

langelo, di Raffaello e del

Roma,

in

nimento. Per

se

ci

restano

cienti notizie per conoscere

tra

il

rap-

purtroppo non buoni, passati

porti,

duole

suffii

Bramante

conoscere

in

Raffaello,

ci

che,

dipin-

Vaticano, divisi l'uno dal-

per

l'altro

Michelangelo,

rapporti passati fra Mi-

chelangelo

gendo

non averne altrettanti per

di

brevissimo

spazio,

si

conobbero. Mentre Michelangelo era


gi
Fig. 335.

Madonna

Chiesa di Nostra

di

Donna

pi

il

tempo,

Michelangelo.
a Bruges.

pena

celebrato

Raffaello

a venire in

maestro

del

cominciava [ap-

fama

di eccellente

pittore, ed mirabile vedere com'ei

giungesse, nullostante

conquistare

il

il

nome, non

terribile

confronto

solo di grande,

ma

in
di

apparenza senza sforzo alcuno, a

sommo

tra

pittori.

il

cinquecento: Raffaello

RAFFAELLO.

e.

Periodo umbro.

nacque

Raffaello

Urbino

in

corte feltresca

sua volta, come

presso

mor

egli

non aveva che undici anni. Probabilmente questi


di Timoteo Viti, tornato in patria nell'aprile del
scolaro del Francia. Infatti fu considerato come
lora, e lo si trova anche pi tardi in relazione

con

Nicola da Tolentino, a Brescia

quale,

Madonna
negli

1501-1503,

anni

per

fu stabilito in Firenze (1504 o

di

non

di

il

avvenne che

le

Crocifisso della Collezione

anche dopo

a Perugia) dur

Era allora

1505).

disposizione

nella

Mond

invalsa l'usanza

stendardo

Citt di Castello,

di

infatti

difficile

chiese di Perugia e

le

soggetto

nel

[e

quadri del

ai

rintracciar

modelli del

ora nella Galleria Nazionale di Londra, dell'Inco-

ronazione nella Galleria Vaticana,


e

Madonna

Sposalizio della

dello
della

Madonna

di

Brera, nello

in

pur nella Gal-

Ansidei,

casa

Londra.

di

Queste opere

presentano

evolversi di Raffaello;

esse

una grande importanza per

mostrano] come

il

(fig.

339),

paragonato a quello che

chi guardi superficialmente,

fondo pi arieggiato,

esamina tutto pi attentamente,

si

studia

Il

il

il

modo

(fig.

di

338), a

tempio sembra pi

e di sinistra [invertiti

deve riconoscere che

il

suo ingegno

suo Sposalizio della

attribuito al Perugino

appare somigliantissimo. Solo

gruppi di destra

chi

suo temperamento

aprissero la via pur traile strettoie dei modelli prefissi.

Madonna
il

Cambio

ma

aiuto per diversi lavori

fu

grandi ancone, che Raffaello dipinse per

Perugino e'della scuola umbra. Cos non

si

del

Re-

il

di Berlino),

composizione all'artista, soprattutto se giovine


committente indicava anche il modello a cui doveva conformarsi.

Citt di Castello, somigliassero

leria

a Napoli;

lasciar libera la scelta della

ancora; spesso
Cos

affreschi della Sala

due santi nel Museo

fra

che Raffaello

gli

d'al-

La sua

Raffaello.

vuol ravvisare in qualche opera giovanile (fram-

e'specialmente
si

urbinate

pittore

forte

personale

si

quella del Perugino (del

nella

1495 da Bologna, dove era stato


pi

menti dell'Incoronazione

dentore della Galleria di Brescia;

buon conto

1494 quando Raffaello

nel

influenza sulla maniera di costui

san

del

padre,

entr poi a studiare nella bottega

il

di

Pasqua

di

Roma. Suo

in

noto, era tenuto in

ma

suoi colleghi,

venerd

nel

do po, mor

1483; nel venerd di Pasqua del 1520, ossia_37 an ni

Giovanni [Santi pittore

311

di

posto.

ricco,

Ma

se

due quadri non hanno

si

di

comune che

le linee generali. Come Raffaello ha dato al gruppo di mezzo un pi


profondo sentimento e pi gentili movenze, cos ha dato a quelli che formano il
corteo una bellezza pi solida e pi varia, e alle figure ben altra vita e verit.
La Madonna di casa Contabile a Pietroburgo e la Madonna dei Duchi di Terranova (fig. 337) a Berlino, non sono certamente dello stesso anno; ma muovono

ambedue

dai primi disegni, a cos dire, umbri. Nei

dono sopra un unico

umbra appaiono
lavorandovi,

che

la

il

foglio custodito ne'

Musei

di

due

pi evidenti che nei quadri eseguiti.

giovine artista sent

la

sua natura andava prendendo

schizzi rispettivi, che

Berlino,

le

affinit

Dunque

con

sopravvento.

si

ve-

scuola

da ricavarne che,

spinta della sua personale energia,


il

la

man mano

MANUALE

312
Del suo periodo

umbro

DI

rimangono anche

ci

pi religioso, soffuse d'un sentimento


lieve

(Madonne

STORIA DELL ARTE

di casa Diotallevi e della

precedente periodo marchigiano

nonch

Sogno

il

Fig.

Madonna

Ma

l'

con

san

il

con

la

Michele

del

ed

Louvre,
ora nella

disegno. Tali allegorie, del

virt e

stanno a

gli

il

vizio,

tra

il

dovere

erano pi special-

Iato,

quale Raffaello

la

ora pi

nel

squisita

arte

il

due

tutte

ebbe certo contatti

secolo.

influenza

feconda

pi

artistico fiorentino.

Il

di

risultati

fu

per

lui

contatto, soprattutto, con fra' Bar-

(pag. 262) e l'aver intravveduta la maniera di Leonardo, lo sciolgono dai

ceppi nei quali

ramente

mondo

Italia,

soggetto per lo

Terranova. Berlino, Museo.

di

due donne che

mente trattate dall'arte dell'Alta


in Urbino, appunto all'inizio del
Periodo fiorentino.

Duchi

dei

trova a scegliere tra

si

piacere, simboleggiati nelle

quella ricevuta dal

di

Giorgio
eseguito

di

accentuato,

pi

Museo di
Bergamo). Appartengono invece

Londra che ne possiede anche

337. Raffaello:

giovane sognatore che

tolommeo

san

del Cavaliere (fig. 340),

Galleria Nazionale di

il

il

figure

ora

Raccolta Solly,

Berlino; S. Sebastiano, nell'Accademia Carrara


al

mezze

devozione

di

la

la

scuola

umbra

lo

teneva legato. Solo allora Raffaello spiega inte-

qualit maravigliosa di assimilarsi

finita delicatezza, quel che

le

maniere

meglio giova all'arte sua,

altrui,

toglierne, con in-

farne una cosa nuova, ca-

il

ratteristica

personale.

cinquecento: Raffaello

313

All'opposto di Michelangelo che

si

crea

un mondo a

s,

Raffaello apre volentieri l'animo suo alle influenze esterne, senza per assoggettarsi

Fig. 338. Pietro Perugino?: Sposalizio di

ad

esse;

librio

dominandole, invece, ed unendole

tra

la

che completi

sua forza creatrice


il

suo genio, spiega

la

in

facolt

come

in

Maria. Caen,

una concordia
di

una maggior forza

ideale.

Il

perfetto equi-

appropriarsi qualunque elemento

Raffaello

il

cuore del cinquecento pal-

pitasse anche pi che in Michelangelo, sebbene a questo

maggior grandezza

Mus

si

debba riconoscere una

MANUALE

314
Raffaello, a

Firenze, va

quadri. Cos, anche

il

mutando, quantunque lentamente,

mente dileguando, sino

umana

soggetti de' suoi

Raffaello: Sposalizio di Maria. Milano, Pinacoteca di Brera.

che l'ambiente nuovo prende

soggetti quanto pel sentimento.

Madonna

STORIA DELL ARTE

sentimento espresso fino allora nelle sue pitture va graduai"

Fig. 339.

Pitti e la

DI

Tempi
Madre e

di casa

intimit con cui

la

della
il

il

sopravvento tanto pei

Granduca (fig. 341)


Pinacoteca di Monaco, pur

La Madonna
Figlio

si

del

della Galleria
nella soave e

stringono l'uno all'altra, conservano

ancora un certo senso di devozione. Soprattutto nel quadro

di

Firenze

la

bellezza

cinquecento: Raffaello

il

Madonna

della
e

mostrare

maggiore

la

mezza

Figlio

libert,

figura appare quasi velata:

sua

la

sembra spegnerle

tirio

che

al

il

sorriso sulle

un pi stretto legame con


corpo,

del

le

usa aprire

ella

gli

occhi

un vago presentimento del lontano marlabbra. Ma nelle singole forme si osserva una

tenerezza:

la

scuola fiorentina.

Il

tipo femminile

esprime oramai una bellezza pi matura:

egli predilige nei suoi disegni

struttura

appena

315

acquistano maggior vigoria

figure

pienezza.

tratti,

Il

putto,

ad essere amoroso, comincia a divenire adorabilmente malizioso. Ecco final-

oltre

icino

del

Cavali

mente la Madre disegnata in tutta la figura e


Figlio che, a terra, giuoca col suo
compagno Giovannino. L'azione si svolge in un luminoso paesaggio, e rappresenta
il

schiettamente l'amore

sono

la

Madonna

la

Prato nella Galleria di Vienna,

donne

di Raffaello ci

sono

momento
Madonna del
la Bella Giardiniera del Louvre. Queste Mamodo preannunciate dalle antiche Madonne fio-

gioia materna.

del Cardellino

(fig.

in certo

rentine di fra' Filippo Lippi,

pi splendidi esempi di quel

342) nella Galleria degli Uffizi,

anche da quelle

in

rilievo di

la

Donatello. La compo-

sizione della Sacra Famiglia con l'agnello, di Madrid, poi precorsa dalla
di

Leonardo

in

quelli di

la cui

Agnolo

influenza su Raffaello
di

Maddalena Doni,

si

Sant'Anna

sente anche nei ritratti, specialmente

della Galleria Pitti

la

composizione

MANUALE

316
della Sacra

Famiglia

tolommeo. Malgrado

di
ci,

DI

STORIA DELL ARTE

casa Carnigiani a Madrid


Raffaello trova

modo

muove

di evitare

metodo

dal

Bar-

di fra'

ogni dipendenza, di rima-

nere libero e sincero. Egli porta nell'opera sua solo quello che ha bene acquistato,
ossia quello che ha fuso perfettamente col suo genio.

Quanto

abbia guadagnato

egli

breve inin-

in vigoria, nel

terrotto

esercizio

della

risulta

chiaro

sua

arte,

dal

confronto tra

le

an-

le

Madonne con
Madonne create nel pesue

tiche

riodo

La sua

fiorentino.

um-

maniera, nel periodo

come

bro, tale che,

Vasari,

il

sue

quelle

dice

le

opere

del

Peru-

tra

suo maestro mal

gino

saprebbe

discernere;

fiorentino

quello

indipendente.

artista

Infatti

Famiglie

Sacre

sue

mo-

si

un

invece

stra

si

in

le

fio-

rentine non possono confondersi con quelle di nes-

sun

si

in

esse che

deve cercare

Raffaello

il

prima
puro

degno
zione

il

faello

lasci

versi

ed

pittore;

altro

quindi

osserva-

di

che

fatto

Raf-

correre

anni avanti

trapprendere

di-

di

in-

un quadro

grande composizione
drammatica. Solo al termine della sua dimora a
di

341. Raffaeli.

del

Granduca. Firenze, Galleria

Pitti

Firenze egli comp

il

Cristo

deposto che Atalanta Baglioni,

prima,

numero
in rame

aveva ordinato. Ben a stento,

gli

di

abbozzi, aveva

del

proceduto nel lavoro.

Mantegna, abbozz tutta

la

molti

gi

anni

provando, riprovando, ripetendo buon


Infine, ispirato

composizione,

e,

da una incisione

allargando

la

scena, al

compianto intorno al cadavere di Cristo (che in origine era la parte principale, e


ma l'opera,
nella nuova forma pass in seconda linea) aggiunse il seppellimento
appunto pel modo onde fu eseguita e per certa freddezza, che oseremmo dire, accademica, rimasta prova che l'indole di Raffaello non era nata per esprimere scene
drammatiche.
;

il

Periodo romano.

cinquecento: Raffaello

Nel 1508 Raffaello lascia Firenze

a Roma. Proprio allora Giulio

Fig.

Palazz

:U2.

Raffaello:

Vaticano, che

il

Madonna

11

del

Cardellino.

Giulio, che

gli

affid

Firenze, Galleria degli

Bramante doveva ampliare,


e

l'intero

va

s'adoperava ardentemente per

partamenti papali. Raffaello entr quindi tra

mante suo concittadino,

317

non tard ad acquistarsi


lavoro,

pittori,

per

le

cercar

le

costruzioni del

Uffiz

decorazioni degli ap-

presentato
la

fortuna

fede e

al

Papa dal Bra-

l'ammirazione

di

durato molti anni. Gli affreschi della prima

MANUALE

318

DI

sala furono eseguiti all'inizio della sua

anno. Finalmente

in

parte anche senza

in

aveva nome

reverenza

la

di

sotto

sigillavano

cui

si

muove

Filosofia

governano. Nei quattro grandi dipinti

lo

.Madonna,

di

Disputa

le

il

Battista

Giustizia, sim-

murali raffigur

rappresentano

343) vediamo uniti

(fig.

la

gli
si

dodici santi del Vecchio e del

po-

Nel dipinto noto

terra.

in

le

genti che

le

eroi della fede e quelli

dei

vede Cristo nel mezzo, tra

Nuovo Testamento,

seduti

sopra una elegante curva absidale, gi accennata da Raffaello nell'af-

e disposti

fresco di S. Severo in Perugia.

mentre

bolle di grazia in presenza

vita spirituale dell'uomo e

la

quali la fede fu costante aspirazione. Nel cielo aperto


la

le

Poesia, la Teologia, la

la

esse l'ambito in

in

nome

il

trattavano

si

potenze rendono omaggio

quelle

Raffaello,

di

parte decorativa del suo predecessore Sodoma, dipinse in quattro tondi

boleggiando
che

morte

la

Sala della Segnatura. Nel soffitto Raffaello, serbando con

quattro figure allegoriche:

tenze

mu-

quadri

parte and crescendo di

ultime sale furono dipinte dopo

le

1511);

(fino al

di scolari, la cui

suoi disegni.

La prima stanza, dove


del Papa,

Roma

dimora a

furono compiti con l'aiuto

rali delle altre

anno

STORIA DELL'ARTE

Padre Eterno

Il

simbolo dello Spirito Santo

il

si

librato in alto,

disopra di Ges,

al

intravede nella corona delle nuvole. Pi

sotto e intorno all'altare, sul quale raggia l'ostia inclusa nel ciborio, prendono posto

prima
e

che rappresentano

cui riconosciamo

fra
le

quattro grandi Padri della Chiesa. Pi

frati,

mondo

il

Dante

in

chiesastico,

si

beato Angelico

il

cardinali, vescovi

tra papi,

l,

raccolgono gruppi di uomini


nella cui espressione

si

leggono

diverse gradazioni del sentimento religioso, dal dubbio tormentoso alla fede

Questa elevazione del soggetto dal campo storico

spirata.

venta possibile

la

dove

all'idealistico,

espressione dei pi diversi sentimenti, conferisce vita

al

i-

di-

mirabile

affresco.

Sulla parete di contro,

Raffaello dipinse

seguendo

della Scienza e della Filosofia,

diffuse

le

Scuola d'Atene

la

largamente da Marsilio Ficino. L'idea fondamentale


Essa

tichissima.

risale

all'accolta

Boezio, ripresa da Dante nel suo

d'eroi visitata

Limbo

(fig.

344) in onore

teorie platoniche allora dominanti, perch

di

questa pittura

an-

da Enea nell'Averno, seguita da


Petrarca ne' suoi Trionfi. In arte

dal

Medio Evo rappresentati volentieri, insieme alle figure allegoriche


delle sette Arti liberali, anche
loro rappresentanti. Ma Raffaello non si attiene
pensatori,
ricercatori,
maestri, e, per
a queste unioni; egli ci pone innanzi
quanto lo permette il soggetto, ce li mostra nelle loro azioni pi svariate. Daltroviamo

sin dal

l'atrio di

un tempio, l'Accademia, di linee bramantesche e disegnato in modo perdue principi della Filosofia, il divino Platone e Aristotile che
sostanza di ogni cosa. Una numerosa schiera
a sinistra, di dialettici;

s'avanzano

fetto,

indaga

la

a destra, di

fisici

a sinistra di Platone,

stanno

come

matici,

segue

li

popola

il

piano pi elevato. Vi

Diogene che giace

sulla scalea

gruppi degli scienziati che, aprendo

la

aritmetici.

riconoscono Socrate
e

dinanzi

via alle conoscenze filosofiche, sono

primi gradini della scala: a diritta, astronomi

musici

si

seminudo. In basso

geometri; a manca, gram-

Naturalmente Raffaello ha introdotto

nella sua

figu-

come riconoscimento dei gruppi.


globo e Pitagora, cui un discepolo

razione alcuni singoli rappresentanti delle scienze,


Cos

non

si

pu non riconoscere Tolomeo col


una tavola coi Numeri. La novit, l'importanza e
Raffaello consistono nella vita che anima ogni gruppo

tiene davanti

il

dell'opera di

grande pregio
nell'intimo

le-

MANUALE

320

game che

unisce

li

attrae

li

intorno

un tutto, grazie

in

che ora

ritiene

si

Raffaello introdusse

Sodoma,

il

il

credeva

si

Perugino

il

rappresenta

finestra,

la

Parnaso. Gli an-

il

moderni poeti sono radunati intorno ad Apollo e alle Muse. Il cieco Omero
sovrasta tutti, e, come chiamato da un divino afflato, s'avanza calmo e solenne,

tichi e
li

opposta

tra la lieta gara degli altri poeti. L'affresco delia parete

della Giustizia, e

Prudenza
e

di

Temperanza;

due

ai

lati

Gerusalemme

soro rubato,

inginocchiato

nome

il

(fig.

346).

consegna del codice terreno

della finestra, la

alla stanza,
Il

raffigurato Eliodoro scacciato dal

tempio

tempio

col te-

guerriero siriaco, che sta per lasciare

d'invocar, in aiuto,

ai piedi dell'altare nell'atto

sua preghiera

la

picano su uno zoccolo per meglio dominare

da quattro

sediari,

il

Papa

atteggiamento fa un magnifico contrasto


doro. In tale contrasto, anzi,

passione

la

al

col

Da

scena.

la

(ritratto di Giulio

11),

vedono

lo

giovani che

suo

Assai affine alla scena di Eliodoro

calma dignit
donne agitate e

(con

le

fattezze di Leone

annuente

Elio-

Dopo aver

composta
una tensione che

quella figurata nella parete di contro, dove

san Pietro

respinto dal suolo romano.

X)

del suo
di

rasserena con una soluzione confortante.

ci

vede Attila che, dai Principi degli Apostoli

arram-

pi alto grado, egli sa ritornare alla pi

diverrebbe penosa, Raffaello volentieri

cielo

donne

le
si

la

delle

palesa un'altra delle virt di Raffaello.

si

fondo del

Cielo, dal

espressione, armonizzando questa con quella. Invece di insistere in

appaiono ne!

Sacerdote Onia,

sinistra s'avanza, portato

che con

gruppo

il

ma ben

gi esaudita;

il

Sommo

Il

fanciulli invasi dal terrore all'improvvisa apparizione, e

condotto

non

all'atto degli Apostoli.

solo

come

ma

spettatore,

Unno

Nei cavalieri del Re

san Paolo,

Anche qui

presente

il

col gesto della


si

scorge per

la

quali

Papa

mano
prima

volta una forte somiglianza coi classici e specialmente con alcuni scolpiti nei
lievi

carcere e

mostra un singoiar

luce lunare, dal

rappresenta
tare,

appar

papale d

ri-

Colonna Trajana.

della

Dei due affreschi, nelle pareti delle finestre, uno rappresenta S. Pietro
ttul

II

fu salito al soglio pontificale (1513), rappre-

gettato a terra da un guerriero celeste.

tempio non vede che

si

glorificazione

apparizioni della Divinit a salvezza della Chiesa e della Fede. Nel primo

le

affresco, che diede

la

tre virt,' Fortezza,

le

seconda stanza, cominciati mentre ancora viveva Giulio

affreschi della

compiuti solo dopo che Leone

sentano

di

divide in tre parti: nella prima (lunetta)

si

quello divino all'imperatore e al papa (Giustiniano e Gregorio IX).


Gli

ma

di Aristotile e

suo ritratto nell'angolo estremo

quale aveva dipinta parte della vlta.

terzo quadro, nella parete dov'

Il

il

psicologica, che

maestose

nelle figure

un altro personaggio che un tempo

destra) d' accanto a

(a

dominante

necessit,

alla

punto centrale raffigurato

al

Platone. Modestamente

di

STORIA DELL'ARTE

DI

la

lume

delle fiaccole e dallo splendore di

cosidetta

l'ostia

campo

Messa

liberato

effetto pittorico, essendo la scena rischiarata dalla

di Bolsena,

dove

gocciante del sangue di Cristo

al
(fig.

un angelo

(fig.

345); l'altro

prete incredulo, che sta all'al347).

La presenza

della Corte

a Raffaello di collocar qui una serie di maravigliose figure piene

di carattere, e d'inserirle senza sforzo nella figurazione di

un miracolo per

s stesso

artisticamente poco efficace.


Nella terza stanza, oltre

ai

Prigionieri di Ostia (battaglia avvenuta nell'849),

richiama l'attenzione V Incendio di Borgo (cio del quartiere vaticano) spento dalla
benedizione papale. Invece di riprodurre

il

fatto nella sua realt, Raffaello ricorre

MANUALE

322

STORIA DELL ARTE

D!

Troja; e cos, trasportando un avvenimento, rela-

ai classici episodi dell'incendio di

tivamente recente, nella remota et eroica, d


menti, un carattere grandioso ed ideale

soggetto V Incoronazione
tesa tra lui e

Carlo Magno,

di

patrizi romani, fa

ai

vari gruppi, di fughe

348). Gli altri

(fig.

Leone III che,

giuramento

In

questi dipinti non c' solo l'intenzione di rendere

genere,

donde

la

ma

pi

scelta

Fig.

345.

di

specialmente l'intenzione

Liberazione

Raffaello:

di

stanza, con

Finch visse Giulio

Leone

che ebbero

la

scolari

nelle

opere sue

Raffaello

sue forze non

della fabbrica di S. Pietro,

Non

aver un quadro
vita

il

si

numero

di

vi

e,

si

fu cortigiano,

Raffaello.

delle opere,

potenza papale

del Volpato.

altri

episodi della

in

propria attivit, cosicch

Ma,

salito al pontificato
di

carattere prin-

collaborazione degli scolari. Per

quando assunse

la

fama, crebbe anche

non principe amante

E appunto

commissioni,

dispersero interamente

salendo sempre pi

la

poca.

la

di opere sue.

alla

de' suoi scolari.

Raffaello pot tenere raccolta

11,

gli

ma

cipalmente decorativo, che richiesero sempre pi


le

omaggio

battaglia di Costantino

di

poco, poi,

occasione di una con-

lusingare la persona di Leone X,

di

trov sopraccarico

(1513)

salva-

davanti all'imperatore.

Roma, Vaticano. Dalla stampa

san Pietro.

sua vita, non sono pi opera di Raffaello,

parte

di

scene tolte dalla vita di Papi dello stesso nome. Gli affreschi

della quarta e ultima

la

in

di purificazione

in

due affreschi hanno per

dell'arte che

direzione
richiesta

la

non amasse

per ci negli ultimi cinque anni della sua

compiute veramente da

lui,

fu

esiguissimo.

Il

ritratto

MANUALE

324

STORIA DELL ARTE

DI

Giovanna d'Aragona, moglie di Ascanio Colonna, fu disegnato da uno scomandato apposta a Napoli, poi dipinto nella bottega di Raffaello e da lui
forse appena finito. Anche al celebre ritratto di Leone X coi due cardinali a lato
ritratti del primo periodo romano
collabor Giulio Romano. Ed per questo che
ad

es. di

laro

sono, per

la

conoscenza della maniera del maestro, molto pi importanti che

po-

steriori.

la

L'andata a Roma fu ben pi feconda di risultati per il nostro pittore, che non
dimora a Firenze. Le solenni reminiscenze storiche, la vista del gran mondo ec-

Fig. 347. Raffaello:

clesiastico,
alla

imperante

Corte papale,

La Messa

sulle

di

Bolsena.

genti,

Roma, Vaticano. Dalla stampa

personaggi famosi coi quali

vicinanza del Bramante

la

di Raffaele

e di

Raffaello.

aprire nuovi orizzonti alla fantasia di

si

Morghen.

trov a vivere

Michelangelo, tutto contribu ad

Roma

Solo in

egli

poteva

dare

che appare nei dipinti delle Stanze. Ed anche il senso della forma par che s'allarghi e si rischiari. Certo l'anima sua colpita dalla austera bellezza della campagna romana, e il tipo femminile romano,
nella sua magnifica venust, conquista il suo cuore. Il fondo dei suoi quadri ritrae

alle

ormai quasi sempre

mana

co'

solo nella
nelle

lo slancio ideale

sue composizioni

dintorni di

suoi occhi ardenti,

Donna

il

Roma

cos ricchi di

nudo superbo,

velata della Galleria Pitti

Sante. Anzi in questo periodo

1'

le

(fig.

evoluzione

nobili

ampie
349).

mine,

spalle

ma

dell' arte

non

anche
di

donna

la

si

nelle

ro-

trova allora

Madonne

Raffaello

si

scorge,

MANUALE

326

DI

STORIA DELL ARTE

meglio che altrove, nelle .Madonne. Dapprima


bert

larghezza di forme,

donna

col

concretare

come

la

diadema,

delle quali

nuovo

tipo ideale

il

egli segue, con qualche maggior lischema fiorentino (Madonna di Loreto e Mafinora non si conoscono che copie); in seguito, nel
della Vergine tiene due vie, rappresentandola ora

solito

il

come

bellezza perfetta, ora

la

Non vero che


Madonna della Seg-

creatura piena di grazia.


la

IX)

(tav

giola

nella

una

Galleria Pitti sia

profanazione

dell'i-

deale di Maria, poich

non

che

la

dimenticare

bellezza era

considerata nel Rina-

scimento come

una

espressiore

diretta

dell'essenza divina. La
suprema bellezza della
Madonna, unita a una
fresca vivacit, cui d
risalto

vestito popo-

il

come

lare, o,

anche dire
sco

solevasi

zingare-

del pari che la

sapiente eppur spon-

tanea composizione,

fanno

questo ton-

di

do una

delle

liziose

pi de-

adorabili

creazioni del maestro.

Quanto diversa

Madonna
giola
del

la

Seg-

Madonna

Pesce del

Madrid,

di

dalla

della

Museo

alla

cui

esecuzione lavor anFig.

349.

Raffaello:

La Donna velata. F

che
S.

Giulio

Gerolamo

stra

l'arcangelo

trono,

Raffaele

col

Romano.
alla

de-

della Vergine in

piccolo Tobia a sinistra. Maria appare austera in

un senso di venerazione profonda. 11 sentimento


misticismo che emana da questo quadro sale fino all'esaltazione nella cosidetta
Madonna di Foligno, che, col Bambino, appare nell'aria, in atto di proteggere Sigi-

viso,

nei

due

giovani

si

legge

di

smondo

Conti,

segretario del

Papa,

difenderlo dalla

casa presso Foligno (Pinacoteca Vaticana). L'effetto

poi

reso con

la

visione

sopra

la

sua

soprannaturale

nella Santa Cecilia (fig. 351), ornamento della Pinamusica terrena, mentre lievemente escono dalle labbra

maggior forza

coteca di Bologna. Tace

bomba caduta
della

Tav.

RAFFAELLO: MADONNA DELLA SEGGIOLA.


Firenze. Galleria

Piiti.

IX.

cinquecento: Raffaello

il

angeliche

le

rapiti

in

armonie

che Cecilia ascolta estatica, circondata da santi, assorti

celesti

lei.

quadri di cavalletto

hanno

327

inoltre

Raffaello appartenenti

di

suo primo periodo romano,

al

un maraviglilo colorito

pregio di

il

contatto,

11

la

conoscenza

di

Sebastiano del Piombo (venuto da Venezia nel 1511), al quale il lavoro della Farnesina lo aveva accomunato, gli giov assai insegnandogli a curare, piuttosto che
la

purezza

splendore

lo

locali,

toni

dei

colorito

il

generale, fuso, caldo e pieno.

Con questa nuova maniera


carni guadagnano in ve-

le

bellezza; ed da

in

rit e

momento che

quel

Raffaello

dedica maggior cura


quali

tra'

tratti,

di Giulio

sono

li

ri-

dove

350),

(fig.

indagate

cos

ai

ritratto

il

con

vigoroso colorito espresse

le

personali

caratteristiche

dell'imperioso Pontefice. Se

ne

hanno

ma

plari;

esem-

parecchi

l'originale oggi

dai pi ritenuto quello cu-

stodito a Pitti.

Leone

deve

si

gratitudine per aver dato a

anche

Raffaello

due com-

missioni di lavori
prii

pro-

pili

dell'arte decorativa.

Al posto dei vecchi tap-

ornavano

peti che
delle

basso

il

Kl "

pareti nella Cappella

Sistina,

r'"

Raffaello:

Ritratto di Giulio

Firenze, Galleria Pitti.

II.

doveva collocarne

si

dei nuovi. Si diede perci a

Raffaello l'incarico di far

le

composizioni per

disegnati specialmente

cartoni

dal

Perini,

arazzi (1514-1516).

tali

ma

sotto

la

eseguirono a Bruxelles dapprima sette ad opera di Pietro


dei

quali

Udine.
giorno

mal

cartoni furono forniti dal Peniti, da Giulio

dieci tappeti

di

santo

ridotti, in

Bruxelles,
anch'essi

vennero esposti
26

Stefano,

la

prima

dicembre 1519,

volta

e si

delle

pure,

infatti su

Van

Romano
nella

ne

Aelst, e poi altri tre.


e

da Giovanni da

Cappella

Sistina

il

conservano ancora, quantunque

Vaticano. Dei cartoni, tre sono perduti; sette, ritrovati dal Rubens a

caddero

molto

in

mano

deperiti

a Carlo

perch

d'Inghilterra, e ora sono nel

dipinti

a lieve colore

maggiori opere

di

Raffaello,

dove

il

suo

stile si

Museo

Vittoria,

a guazzo su fogli di carta

Quantunque si debbano come esecuzione pi


come composizione, rappresentano, dopo gli affreschi

incollati insieme.
lui,

Fu

sua direzione, che se

ai

discepoli

che a

del Vaticano,

una

palesa co' suoi tratti partico-

MANUALE

328
lari,

col solido equilibrio

DI

STORIA DELL ARTE

che non vien turbato neppur nelle figurazioni pi appas-

sionate, con la severit delle linee, con l'avversione a ogni violenza


11

secondo grande incarico datogli da Leone

ossia la galleria aperta sul

primo

cortile del

fu

352

(fig.

quello di ornare

Palazzo Vaticano (cortile

e 353).

Loggie,

le

Damaso).

di S.

Le vlte a cupola,

pi-

lastri (fig. 268), le pareti

fondo, tutto fu de-

di

corato di pitture dagli


scolari di Raffaello, so-

pra

suoi

1515
delle

dal

disegni,

1519. Ciascuna

al

vlte fu

tredici

suddivisa

campi,

quattri)

in

contenenti

al-

trettanti quadri biblici.

Sono

quadretti

sotto
bia

cinquan-

quindi

tadue

nome

il

che,

Bib-

di

Raffaello,

di

fu-

rono spesso riprodotti

mediante

incisioni

in

rame. Nelle scene della

giovinezza

Mos,

di

sono concezioni

un

di

nali,

cantevole.

origi-

effetto

in-

questi

In

quadretti disegnati da
lui,

non

Raffaello

che

nucleo

il

dell'a-

zione.

Eppure,

nono-

stante

la

loro

picco-

lezza,
diosi,

sono

chi d'essi
pici

forti e

gran-

tanto che parec-

per

divennero
le

ti-

figurazioni

bibliche dei tempi pi


tardi. Inoltre le

Loggie

ebbero una influenza


Fig. 351.

Raffaeli..:

Santa

Cecilia.

Bologna, Pinacoteca.

COlOSSale, Soprattutto,

per quanto riguarda la

decorazione interna dei

Come

palazzi.

gi

dicemmo

pag.

Giovanni

da

scolari di

Raffaello che ne diffusero

tunque

uso da qualche tempo,

in

culto dell'arte

Udine, a grotteschi,

classica,

al

249,

pareti

pilastri

imitati poi in molte ville

le

il

furono dipinti da

romane

dagli stessi

gusto. Cos l'impulso dato ai grotteschi,

quan-

merito indiscutibile di Raffaello, com'anche

quale nelle Loggie

fatto

largo

campo. Nei

rilievi

il

il

cinquecento: Raffaello

stucco e nei medaglioni dipinti,


frutti

classiche (statue, sarcofagi,

mezzo

scolari di Raffaello

gli

raccolti nello studio dell'antico.

cammei,

disugnate

ecc.)

Oltre che nel Papa, Raffaello trov

una

modellate

serie

di

scolture

rapidamente,

in

Michelangelo

come

si

un fervido mecenate

in

Agostino Chigi, ricco

intenditore d'arte. Per incarico suo, Raffaello dipinse sopra un

e squisito

arco della chiesa di

angeli,

giovano degli abbondanti

si

Cos rivediamo tutta

a bizzarrie d'ogni sorta.

mercante
di

329

del resto

Pace

.Maria della

S.

impone,

Raffaello

le

quattro

segue

lo

in

Sibille.

aveva fatto anche Nicola Pisano

Fig. 352. Raffaello e G. F. Penni:

Il

quanto che
nel

paragone con quelle


le accoppia con gli

pulpito di Pistoia.

La pesca miracolosa. Londra, Museo

Vittoria.

l'opera sua rimane ragguardevole per la bellezza della linea di tutto

ben circoscritto nell'arco

pur cos liberamente mosso, per

la

Ma

il

gruppo, cos

grazia delle figure fem-

minili e per la delicatezza degli angeli (fig. 354). Da' suoi rapporti col Chigi ebbero

origine altri affreschi.

ed ha

data

nome
dai

di

Piombo.

Ma

(fig.

artisti:

il

pi tardi, fino

al

altri

Raffaello

221)

navigante sopra

tritoni,

rono con Raffaello


del

Nella loggia terrena della villa che questi

Farnesina

dipinse

una conchiglia

Sodoma
1518,

(v.

Galatea

tirata

a pag. 275),

dai
il

si

fece fabbricare

trionfante,

circon-

Qui

lavora-

delfini.

Peruzzi

Sebastiano

Chigi affid al solo Raffaello

la decorazione della grande sala. La disposizione del ciclo pittorico chiaramente sua, ma
l'esecuzione dei discepoli e in ispecie del Penni e di Giulio Romano. Nelle quat-

tordici vele della vlta vedesi figurato

il

il

Trionfo d'Amore, che toglie,

come buona

MANUALE

330
preda,

le

armi a

tutti

di Psiche,

come

le

che rappresenta

le

Dei

gli

peducci, incorniciati da

fitti

DI

STORIA DELL ARTE

afferma dominatore del mondo. Nei quattordici

si

festoni di frutti, sono espresse varie scene della favola

racconta Apuleio. Tra queste pitture


Grazie, alle quali

Amore

indica

le

pi rinomate sono quella

prediletta Psiche

la

(fig.

355) e

mandato da Giove a prendere Psiche fuggitiva. Nel centro


finalmente, come in due arazzi distesi, si vedono: Giove che riceve Psiche

quella dove Mercurio


del soffitto,

Fig. 353. Raffaello e G. F. Pentii: S. Paolo predica in Atene.

nell'Olimpo

stanno Giove

le

nozze

Amore

di

Giunone, Nettuno

Londra, Museo Vittoria.

Psiche. Intorno alla tavola, accanto agli sposi,

e Anfitrite,

Plutone

Proserpina, Ercole ed Ebe.

da coppiere, Ganimede versa a Giove l'ambrosia degli Dei, mentre le Grazie


e le Ninfe spargono fiori. A sinistra appare il coro delle Muse, guidato dalla lira
d'Apollo e dal flauto di Pane, mentre, al canto nuziale, Venere comincia a danzare

Bacco

fa

leggiadramente. Questa decorazione risponde a maraviglia all'ambiente costruito per


le

gioconde impressioni, dedicato


Raffaello, cos

come

ai

pi raffinati piaceri della vita.

visse negli ultimi anni in

Roma,

risveglia in noi l'imma-

gine di un vero principe d'artisti, che, adorato da una schiera di scolari, non co-

nosca limiti
a tutti

al

rami

suo potere,

che tutti

gli si

accostino con reverenza. Egli

dell'arte; dirige la fabbrica di S.

Pietro

si

dedica

disegna piani per palazzi;

il

maggiori monumenti pittorici sono creati da

sull'arte dell'incisione in

Fig. 354.

di

rame

Raffaeli:

esercita

Gruppo

di

accarezza

il

ma

sogno

di

lui

331

o sotto la sua sorveglianza,

una durevole influenza specialmente

sinistra delle Sibille.

Marcantonio Raimondi bolognese

per l'arte classica,


e

cinquecento: Raffaello

Roma,

S.

una ricostituzione ideale

anche

mezzo

Maria della Pace

(14889-1534). Egli non

cerca di penetrare nelle forme

col

e nelle

si

appassiona soltanto

linee dell'antica

Roma

della citt eterna. Solo la pi pr-

MANUALE

332

DI

un

digiosa delle attivit poteva dominare


di

lavoro

tutte

le

la

testimonianza maggiore

STORIA DELL ARTE

la

cos

ampio programma. E

sue opere pi importanti, di ognuna delle quali

schizzi, modelli e studi. Molti

sono

preziosi abbozzi e

Romano: Amore

Fig. 355. Raffaella e Giulio

di tale

potenza

lunga accurata preparazione richiesta da

e le

Grazie.

rimangono

ci

numerosi

disegni delle opere che

Roma,

non

Farnesina.

pot compiere. La sua fantasia creatrice era anche superiore alle sue opere, nullaineno
non si riesce a comprendere come un uomo solo potesse eseguire o anche solo dirigere un'opera cos colossale. Maraviglioso infine che in essa

non appaia mai traccia

di stanchezza!

Mentre dirigeva

lavori dei

cartoni,

glione al Louvre) e cre di getto la

vento

di

S.

dipinse

Madonna, detta

suoi

migliori

Sistina

ritratti

(il

Casti-

perch fatta pel Con-

Sisto in Piacenza (tav. X). L'assoluta perfezione di quest'opera (ora a

Tav. X.

RAFFAELLO

MADONNA

Dresda, Galleria.

SISTINA.

II.

Dresda) dove

CINgll'KNTii:

RAM

pi diretta e vivace ispirazione

la

cura d'ogni linea

va accompagnata

alla pi

amorosa

d'ogni torma, ha fatto credere che appartenesse agli ultimissimi

Fig. 350. Raffaello e scolari: Trasfigurazione di Cristo.

anni della sua vita. Pi alto di cos Raffaello non


ravigliarsi se taluni

333

ALI.l.u

hanno pensato

Roma, Vaticano.

mai

salito;

non

quindi a ma-

volentieri che egli avesse chiuso la sua carriera con

l'opera sua pi elevata e pi bella per ispirazione, per sentimento, per grandiosit di

forme, per splendore di colorito. In verit

la

Madonna

Sistina, che

pu ben

dirsi

MANUALE

334
divina,

1517

del

rappresenta

STORIA DELL'ARTE

DI

pi perfetta espressione dell'ideale raffaellesco

la

della Vergine. Nei quadri di cavalletto

una maggior ricchezza

tista verso
la

Sacra Famiglia

Francesco

di

da Giulio Romano, paragonata


pamenti. Finalmente

alle altre,

aggrup-

di

356), supera tutte le altre

(fig.

la

trasfigurazione

demoniaco presentato agli Apostoli. Purtroppo la morte (6 aprile 1520)


maestro mentre vi lavorava, s che la tavola rimasta imperfetta fu compiuta

di Cristo e
il

maggior parte

la

opere per l'ardimento col quale sono svolte insieme due scene:

colse

sforzo dell'ar-

lo

composizione. Cos

di

mostra una pi intensa ricerca

Trasfigurazione, in Vaticano

la

annuir

si

Louvre, dipinta nel 1518 per

al

/,

degli ultimi anni

una maggiore profondit

il

Romano

dai discepoli, in ispecie da Giulio

Per molto tempo dur l'influenza

dal Penili.

sua scuola, cui apparten-

di Raffaello e della

nero Polidoro da Caravaggio (f 1543; pag. 244), Giovanni da Udine (1487-1564;


pag. 249), Giovanni Francesco Penni detto il Fattore (1496-1536), Perin del

Vaga

(1499-1547; pag. 250), Giulio

come

la

Madonna
da

(Sabbattini)
stessa

Salerno (1480-1545)

l'affresco di

citt,

Romano (1492-1546)
Romano (Dresda)

ratea di Giulio

della

S.

Gennaro

Museo

nel

dipinti di

e nei

Napoli

di

Poveri), appare

dei

In alcune loro opere

ecc.

Andrea

anche,

(vedi

manifesto

lo

nella

del

stile

maestro. Per, a poco a poco, l'influenza di Michelangelo fa alquanto impallidire

modelli raffaelleschi.

Dopo

in

quella

citt.

disperde

all'arte, e gi

mato

Roma

sacco dato a

il

degli artisti

La

dalle soldatesche (1527), cessa

maestri che in

Mantova. Marcantonio,

perch fondate sui disegni

Roma

Udine rimpatria;

decorativo, celebre per

sua famigliarit con

la

Anche

meridionale.

le

allontanano dall'ambito popolare

d.

Dopo

morte

la

artisti italiani.

Gi

Ma

la loro

speranza di

ad occuparsi del sepolcro

chiesa della Minerva in

Roma

si

trasferisce nel-

questo tempo

si

il

principe incontrastato degli


il

primato,

mala vista a Michelangelo e anche


raccogliere l'eredit di Raffaello and delusa!

dovendo, come prima, adattarsi

esser tornato

in

in

Nulla poi muto nella vita del maestro, poich


la stessa,

centrale

avevano sostenuto

suoi scolari ne

Par-

originalit.

Raffaello, Michelangelo rimase

suoi seguaci e

celebri
il

MICHELANGELO.

DI

vivente ancora Raffaello, mettendo questo


calunniandolo.

mitologia antica,

la

dell'Italia

perdono ogni

L'OPERA TARDA

di
i

scuole locali

chia-

Polidoro da Caravaggio, gran pittore

migianino. Giovanni da

l'Italia

giorni anche

Romano

rame erano soprattutto


Bologna, dove approda anche

torna a

di Raffaello,

trovavano. Giulio

si

grande concorso

tristi

incisioni in

cui

le

il

rovinosa ha preparato

politica

di

la

cerchia della sua attivit rest

alla volubilit del

Giulio

(1515-1520)

lavor per

Perdette tempo a Pietrasanta ad aprir strade

cave,

Papa mediceo. Dopo


il
Ges della

aver scolpito
la
e

facciata di

trarne

marmi

S.
e

Lorenzo.
colonne;

membrature e decorazioni; e poi,


concluse. La morte di due membri della fa-

fece e rifece progetti di legno e di terra; studi

con grande

giusta ira sua, nulla

miglia Medici fece

sorgere l'idea

si

il

piano

di

un gran monumento sepolcrale

in

il

onore dei Medici


ai

ti

335

cinquecento: Michelangelo

Michelangelo

si

mise con ardore all'opera oltre che a provvedere

lavori della sagrestia e della libreria di S. Lorenzo. Varie circostanze

Fig. :7. Michelangelo: Sepolcro di

pero

il

rapido procedere

di

de'

Medici

Firenze, Cappelle Medii

tutto ed obbligarono l'artista a

mutar ancora

il

piano

e le

monumento quale dapprima erasi pensato di fare. Poi, da ultimo, fu


dedicare
monumento ai due pi giovani membri della famiglia, che

proporzioni del
deciso

di

Lorenzo

impedirono

il

MANUALE

336

non furono
renzo duca

a dir vero
di

Urbino

DI

STORIA DELL'ARTE

pi grandi: a Giuliano duca di

(f 1519).

Nemours

(f 1516) e a

Lo-

Michelangelo aveva gi condotto a termine alcune

Firenze, Cappelle Medicee.


Fig. 358. Michelangelo: Sepolcro di Giuliano de' Medici.

figure,
dici,

la

quando scoppi
quale

fin

con

repubblica in ducato.

sciagurata guerra tra la Repubblica di Firenze e i Medistruzione della libert fiorentina e col mutamento della
Durante l'assedio della sua citt, Michelangelo si adoper a
la

la

il

cinquecento: Michelangelo

dirigerne la difesa, schierandosi tra


lo

perdon presto

e l'invit a

dopo aver da poco scolpito

Cos

dipinta

la

nemici

continuare
il

il

piccolo

elei

337

Medici. Clemente VII nullameno

lavoro della sagrestia e della libreria

David (Museo Nazionale

Leda, ora smarrita, riprese l'ingente fatica,

di cui la

di

sua salute

Firenze) e
si

risent

nella sagrestia

nuova

lungamente.
I

di

S.

due monumenti sepolcrali sono disposti

all'identico

modo

Lorenzo. Sul coperchio dei sarcofagi posano due figure allegoriche dominate

Fig. 359. Michelangelo: Giuliano de' Medii

Firenze, Cappelle Medicee.

che

il

Tempo,

I>U.

Michelangelo: Lorenzo de' Medici.


Firenze, Cappelle Medicee.

dalla statua del sepolto, collocata in

fondamentale

Fig.

una nicchia soprastante

(fig.

359

e 360).

L'idea

personificato nelle quattro parti del giorno, pianga

la morte prematura dei due Duchi. In origine dovevano trovar posto nei monumenti
anche alcune figure di Fiumi, nonch quella della Terra desolata di perdere
due
i

nuovo ornamento acquistato. Nelle statue dei due giovani,


Michelangelo non si propose di fare due ritratti. Lorenzo duca d'Urbino (fig. 357
e 360) in atto meditabondo, s che fu detto il pensoso; Giuliano duca di Nemours, come gonfaloniere della Chiesa, vestito alla romana (fig. 358 e 359); ma

eroi e

il

Cielo lieto del

MANUALE

338

STORIA DELL ARTE

DI

ne l'uno n l'altro hanno caratteri personali. La Notte e


di Giuliano,

il

Crepuscolo

l'Aurora sotto

il

Giorno stanno

ai

piedi

statua di Lorenzo. Qualche parte, la-

la

sciata ad arte incompiuta, contribuisce ad aumentare, nella grandiosit delle forme,


la

forza dei contrasti e


Il

ritorno a

Roma

lavoro del sepolcro di Giulio


trascorso

dall'accettazione

menti
lo

e riduzioni.

chiam ad

li,

portarlo

dell'impresa,

quale doveva comprendere non

Fig. 361

emana

mistero che da esse

il

meno

di

il

E ancora continuarono

altri lavori

costringendolo

chiesa di S. Pietro in Vincoli;

il

disegno

le

di

361)

solo

il

Mos

11.

del

Roma,

commuove.
riprendere

di

il

monumento

gigantesco,

il

S. Pietro in Vincoli.

difficolt e gli

nuovo

impedimenti, che Paolo IH

a tralasciar quello. Cos solo

monumento

fu

compiuto

cos diminuito, e,

dopo

collocato nella

saremmo per

dire,

de-

da non essere pi che una larva


figure del basso (Rachele, Lia e Mos;

sulla parete,

della grandiosa concezione originaria. Delle tre


forte, accigliato,

bellezza superba di alcuni particolari,

speranza

quaranta statue, aveva subito vari muta-

ma oramai

formato dalla brutta elevazione fatta

la

compimento. Nel decennio che era

Michelangelo: Sepolcro di Oiulio

quarant'anni dall'inizio (1505-1544)

fig.

scuote

rappresentava per Michelangelo

terrificante,

come

il

famoso

braccio sinistro,

(fig.

la

362).

barba,

il

Pi che

la

ginocchio,

da ammirare l'arte perfetta con la quale reso l'istantaneo ardimento di quella


grande anima, che a stento raffrena lo sdegno vedendo il suo popolo traviato. Parecchie delle statue finite a mezzo o per intero da Michelangelo per la sepoltura

il

non trovarono posto


(Firenze,

Parigi).

in

cinquecento: Michelangelo

questa immiserita riduzione

Quello che rimane

Fili;.

di

pi

362. Michelangelo: Mose.

andarono sparse

importante sono

Roma,

S.

Pietro in

che erano destinati, insieme ad altre statue, a cingere


rappresentare
la

sua morte.

le

339

Provincie conquistate da Giulio

II,

in

gli

in

vari luoghi

Schiavi

(fig.

364),

Vincoli

basso

nonch

le

il

monumento, e a
dopo

Arti decadute

MANUALE

340

DI

STORIA DELL ARTE

Malgrado le riduzioni patite da questo monumento e dai sepolcri dei Medici,


fama di Michelangelo quale scultore riposa soprattutto su di essi, perch ci fanno
meglio conoscere l'ideale che dominava l'anima di quel sommo. Certo nulla pu vantar
la

Fig. 363. Michelangelo: Giudizio Universale.

l'arte di

Sistina.

pi grande che la potenza del sentimento destata in quei marmi.

sione a stento rattenuta, ardore di conquista,


che, signoreggiando

quasi per forza improvvisa

anche

il

pas-

profonda concentrazione del suo

le forme umane, ne sprigiona l'anima


come risvegliandola da un sogno. Spesso appar maramodo audacissimo col quale egli tratta il marmo, dandogli vita

spirito austero e triste,

viglioso

Roma, Cappella

cinquecento: Michelangelo

ii.

volutamente, parti

lasciare,

colore col

comprende

sino alla lucentezza. Si

di

come

poi

gradina

in

341

contrasto con parti finite

nell'ardore della creazione non

si

curasse

dei limiti imposti dalla inerte materia.

L'opera che, a muovere dal 1534

monumento

del

cuparsi

Giudizio

Universale

dell'aitar

maggiore

Paolo

che

111,

gloriasse

si

fu

Sistina.

suo pontificati!

il

Michelangelo,

di

que-

gliene diede l'incarico, sacrificando, per


sto,

giorno di Natale del 1541

scoperta

tura fu

gigantesca

la

aveva

ribilmente

Michelangelo

potenza vendicativa

il

la

formidabile

giudizio.

vi

tutti

tanto ter-

irae,

sentata

Il

pit-

sull'animo di

fece

Messa del Dies

l'impressione

Perugino.

dal

affrescate

storie

tre

1541, imped a .Michelangelo di oc-

il

parete

Cappella

un'opera

sino al

II,

sulla

trescato
nella

voleva che

di

Giulio

di

rappre-

di Cristo,

a lato della

Cristo,

Madre, circondato da una innumerevoleschiera


di santi, tiene

mezzo

il

del dipinto.

che stanno pi presso a


martirio

loro

mano

in

levati

Martiri,

coi simboli

lui,

del

alto,

in

in

atto di minaccia, sono di un effetto potente.

parte inferiore turbinano

Nella

portati

cuni

all'Inferno,

alla

mentre

beatitudine,

mezzo

nel

risorti,

al-

cacciati

altri

sette angeli del

Giudizio danno fiato alle trombe. Nella zona


inferiore

sinistra

vedono

si

uscir

risorti

tombe; a destra Caronte che conduce


dannati all'Inferno, dove Minos giudice li

dalle

attende

(fig.

363).

opera di Michelangelo. Fra

il

cano,

Conversione di san Paolo

la

cifissione di

affreschi

san Pietro.

1550

il

sono molto

inferiori

Cro-

la

Ma ambedue

questi

precedenti.

ai

stesso Buonarroti confess di averli con-

dotti

intorno

molta

fatica,

ai

settantacinque

avvegnach

et,

massimamente

fresco,

non

arte

con

anni,

la pittura,

una certa
in

l'ultima

1543

dipinse, nella Cappella Paolina in Vati-

egli

Lo

non

Universale

Giudizio

11

il

da vecchi.

lavorare

Per Vittoria Colonna, l'amica che

vener nei suoi tardi anni, disegn una


fisso

il

364. Michelangelo: Schiavo. Parigi, Louvre.

passato

Madonna

Cristo dolente, che serv di modello

ai

egli

piedi della croce, cui

molte generazioni

di

artisti.

am

sta in-

poi

numero delle sue composizioni eseguite da scolari o seguaci, specialmente


da Marcello Venusti (1515-1576 - fig. 367), da Ascanio Condivi, suo biografo
535- 607) e da altri. Cos ad esempio non si pu
(f 1577), da Alessandro Allori
grande

il

342

manuale;

di

storia dell arte

non pensare a Michelangelo osservando la Deposizione della Croce di Damele Ricciarelli da Volterra (1509-1566) nella Trinit dei Monti a Roma (fi. 366), sebbene appunto di quest'opera nulla si sappia dalla tradizione che autorizzi a credere
che egli vi abbia avuto parte. Anche nella Resurrezione di Lazzaro di Sebastiano

del Piombo (Londra, Galleria Nazionale;

Fig. 365.

fig.

403) probabile che sia intervenuto

Michelangelo: Piet. Firenze,

Duomo.

suo consiglio. Sebastiano del Piombo crebbe, come vedremo, sotto l'influenza
gione a Venezia; chiamato a
sal

rapidamente

in

l'invidiato Raffaello.

fama,

Roma

e fu

dal ricco

il

di Gior-

mercante mecenate Agostino Chigi,

vi

dai partigiani di Michelangelo messo a raffronto con

La Risurrezione

di

Lazzaro, che soprattutto ricorda Michelangelo,

fu dipinta da Sebastiano nel 1519 in gara con

la

Trasfigurazione di Raffaello.

Negli ultimi decenni della sua vita, Michelangelo vive in solitaria altezza, ve-

nerato come un patriarca, celebrato come l'unico. La sua fama come artista non

conosce

limiti, e

anche come uomo

egli

pare elevarsi

al

disopra del giudizio dei con-

il

cinquecento: Michelangelo

temporanei, che non hanno motti di biasimo per


di fronte alle prodigiose qualit

amici
alla

d'anima

prevengono

sua parola. La cerchia della sua attivit va

Fig. 366. Daniele

sue debolezze, piccole in vero

e d'intelletto.

discepoli, con la pi tenera cura,

le

da Volterra: Deposizione

di

343

grandi della terra come

suoi desideri,

man mano

Cristo.

Roma.

si

gli

inchinano

stringendosi;

soli

di

Trinit dei Monti.

la matita, ora lo scalpello; ed pensando di farsi


gruppo della Piet oggi collocato dietro l'aitar maggiore nel
Duomo di Firenze (fig. 365). Cristo, appena deposto dalla croce, giace nelle braccia
di Nicodemo, sostenuto da due donne, inginocchiate a lato del cadavere. L'opera,
audace e grandiosa come sempre nell'esecuzione, non rivela forse pi la mano sicura

quando
la

in

quando riprende ora

tomba, che crea

e l'occhio

Gli

il

penetrante.

ultimi suoi anni sono interamente dedicati all'architettura.

fabbrica di S. Pietro, spese

le

Preposto

alla

sue cure e spieg liberamente l'antica vigoria. Si di-

MANUALE

344
rebbe che

la

niche che

gli

come

sua fantasia

DI

STORIA DELL ARTE

movesse con pi agio nel campo delle forme architettole masse imponenti, di cui aveva bisogno. Ma di lui,

si

offrivano meglio

abbiamo

architetto,

gi parlato.

Nello stesso giorno della morte di Michelangelo (18 febbraio 1564) nasceva in

Toscana un

altro genio che

doveva dar nuova spinta

al

mondo

feta dei nuovi tempi, Galileo Galilei. Per, se la scienza faceva

all'incontro l'arte

romana

di

tutta l'Italia centrale vedeva languire, prossima a

spegnersi per lungo volger di tempo, quella sua chiara

fantasia e

la

bellezza delle

creato cos gran

Fifc.

numero

di

367. Marcel!"

antica luce che l'aveva resa

non dava pi che saggi di perfezione manuale, che


forme perivano dolorosamente. La natura, stanca d'aver
sommi artisti, accennava quasi a riposarsi!

gloriosa. Soprattutto la pittura


la

un proun grande acquisto,

intellettuale,

Veni:-!.

LA PITTURA DEL

1500

NELL'ALTA

Le scuole d'arte un po' Imitane dai centri

ma

con maggior ordine

ITALIA.

artistici

si

svolgono pi lentamente,

maggiore calma. Raggiungono difficilmente

cime, non diventano arbitre delle sorti dell'arte nazionale,

tamente

e pi a

lungo

prosegue anche nel

si

XVI

tengono lontane dalla mina. Cosi nell'Alta


secolo inoltrato

368. Ercole Grandi: Piet.

alla

di quegli

elementi che dominano

erano svaniti;
calmato;

lo

lo

si

le

Le giovani generazioni

Italia,

si

rafforza

le

rinnovamene spirituale era


umane a una unit

forze, tutte le facolt

era raggiunto! Gli artisti, lontani dal tumulto, ai quali spettava

un'esistenza armonica, per

in ci

influenze prepotenti dei maestri

sue tendenze naturali, e appunto

migliore eredit della coltura del Rinascimento,

nero

Italia la pittura

tardo Rinascimento. Gli audaci sogni umanistici

convergere tutte

di

alte

pi len-

Ferrara. Pinacoteca Comunale.

slancio ideale verso la speranza di un

scopo

universale non

il

le

pi

sua vita fresca, sana, giovanile, grazie

lontananza dalle capitali. Invece di subire

maggiori, essa sviluppa e perfeziona

la

la

le

ma decadono

esempio

le
si

distinsero per

scuola a tutta Europa.

che rivolse tutto

il

si

salvarono, grazie all'amore per

forme piacenti.

un senso

suo studio ad effigiare

spettacoli pittoreschi, la natura bella.

signorile del piacere, e diven-

a ci s'inform la pittura dell'Alta


la

vita gioconda

completa,

gli

MANUALE

346

Tra
sia

scuole provinciali merita

le

posta tra

Roma

ponderante, trasmesso
suto sin oltre
d'altare

(fig.

al

1530.

mente

altri

STORIA DELL ARTE

una menzione speciale

la

Ferrarese. Sebbene

l'Alta Italia, l'indirizzo originario locale vi


alla

conserva pre-

si

generazione nuova specialmente da Ercole Grandi vis-

Benvenuto

Tisi detto

il

Garofalo

(1481-1559), nei quadri

370) pare che s'avvicini pi d'ogni altro a Raffaello. Egli pi idealista

Fig. 369. G.

degli

DI

B.

Benvenuti detto l'Ortolano: Cristo deposto. Roma, Galleria Borghese.

suoi colleghi,

originale

ma

qualche volta cade nel vuoto

Lodovico Mazzola detto

il

cos frequenti nelle gallerie, piacciono per l'animazione delle

vaci toni caldi

(fig.

nelle composizioni,

371).
ci

nel freddo.

Mazzolino (1480-1528),

Forte del pari nel colorito,

ma

Diversa-

cui quadretti,

composizioni

e pei vi-

ben altrimenti grandioso

sembra G. B. Benvenuti detto I'Ortolano (14609-1529), la


Borghese di Roma (fig. 369) pu considerarsi

cui solenne Deposizione nella Galleria

come uno

dei pi ragguardevoli dipinti della seconda scuola ferrarese.

Il

principale

LA PITTURA DEL 1500 NELL'ALTA ITALIA


rappresentante di questa

Con

lui

il

per Giovanni Luteri detto

Dosso Dossi (14799-1542).

carattere ferrarese (soprattutto nel colore) trionfa sulle influenze esterne

Fig. 370. Garofalo: Cristo deposto. Milano, Pinacoteca di

347

comincia ad apparire un vivo amore pei fondi

di fantastico,

come

nella

Visione

di

di

Brera.

paesaggio, che hanno qualcosa

Dresda (dove pure

Padri della Chiesa sono

cos

vigorosamente caratterizzati)

Ben

a ragione per l'ardente e poetica immaginativa fu detto l'Ariosto della pittura.

nella

Circe della Galleria

Borghese

(fig.

372).

MANUALE

348
In seguito, e

specialmente verso

seguaci dei Bolognesi


verte

e dei

Veneziani,

Correggio.

spetto

la fine

del secolo,

il

Correggio

le

ai

notizie che

suoi

anche

qualche tratto

e se

lo

Adorazione

dei

dal
si

maestri

nome

Ferraresi divennero

vecchi s'av-

Scarsellino (1551-1632),

Magi. Roma, Galleria Borghese.

pi grande degli artisti dell'Emilia

Il

di fedelt ai

Carlo Bononi (1569-1632).

Fig. 371. Mazzolino:

Tutte

STORIA DELL ARTE

ancora nel gentile Ippolito Scarsella detto

nulla certo pi nel vigoroso

detto

DI

della citt

per

dove nacque (1490?)

Antonio Allegri
dove mor (1534).

ripetono sulla sua giovinezza sono immaginarie. Anche


si

ri-

lavora d'induzione, poich deriva da tarde affermazioni

notizia ch'egli sia stato scolaro d'ANTONio Bartolotti (1450-1527) in patria, di


Francesco Bianchi Ferrari (1460-1510) in Modena e del Francia in Bologna. primi
rudimenti dell'arte ei dovette riceverli in famiglia dallo zio Lorenzo Allegri,

la

Tav.Xl

CORREGGIO

MADONNA DAL
Dresda. Galleria

S.

FRANCESCO.

349

LA PITTURA DEL 1500 NELL'ALTA ITALIA

quantunque

costui fosse

essendo

in

ammirare
e

il

rapporto costante
la

coi

regione dove nacque

si

che

si

in

e dalla

le

quali ultimi,

l,

dove poteva

Roma,

Circe.

Mantegna,

ch'ei fosse discepolo del

lo si

Galleria Borghese,

senz'altro

aggregato alla scuola

per

gli

la

studi fatti a

prospettiva

Mantova

umana
si

col

Costa

e col

Dosso,

egli,

alcune forme dal Mantegna,

rivela

da diversi suoi quadri giova-

Milano, Pavia, Modena, Firenze, Monaco, Vienna, Sigmaringen

grande pala d'altare

cesco in Correggio e che ora


periodo, in cui

Correggio;

mandarono

d'accordo a riconoscere che per l'inevitabile influenza della

e fior

in

lo

vedere come lavoravano Lorenzo Costa

sostanza alla scuola ferrarese, come

conservano

Londra,

Signori di

Mantova,

variamente

Dosso Dossi: La Maga

pur avendo accettato l'amore per

nili

di

date difficilmente consentono; poi

lombarda. Oggi per

appartiene

Gonzaga

Si ritenuto

Tig. 372.

le

cittadini

vasta opera del Mantegna,

Dosso (1511-1512).

cosa che

mediocre. All'eccezionalit dei saggi del fanciullo

pittore

dovettero presto porre niente

si

ch'ei

comp

nel 1515 per la chiesa di S.

trova nella Galleria di Dresda (tav. XI).

Franquesto

impressioni scolastiche sono evidenti, ne segue un altro (1516-17)

MANUALE

350
in

cui

DI

STORIA DELL ARTE

l'autore cerca di liberarsi da ogni legame ed esplicarsi con originalit,

poich non vi riesce completamente,


razzati nell'espressione, segnano

fermazione vera

ma,

suoi lavori, caldi di tinte dossesche e imba-

indubbiamente una penosa fatica

Di questo periodo alcuni quadri

rimangono a Napoli, a Roma,

nel suo svolgimento.

fors'anche qualche affresco sono perduti,

Hampton-Court,

Firenze, ad

ma

a Madrid, ecc.

altri

L'af-

si manifesta al tempo della sua annon sapendo divincolarsi dal passato ripeteva con Mi-

solenne della sua personalit

data a Parma, dove

Fig. 373.

l'arte

Parma, Ex-convento

di

S.

Paolo.

Parte della vlta del Correggio.

chele Mazzola (f 1520), Pier Ilario Mazzola (f 1545), Cristoforo Caselli detto
il
Temperello (1450-1521), pi o meno direttamente l'arte di Giovanni Bellini, o
si consumava con Alessandro Araldi (14609-1528) in uno sterile eclettismo che
invecchiava sino

Con

la

le

forme tratte da Raffaello e da Leonardo!


di una camera del Monastero di S. Paolo

decorazione

reggio, ancor giovine,

moderna

una

inizi

ad un tempo,

carriera trionfale. In seguito

Evangelista (1520-24), dove decora


tuto nel 1587,

in

la

la

la

cupola del

373)

il

Cor-

(fig.

374),

il

catino dell'abside abbat-

(fig.

375) e dipinge ad olio due quadri.

Duomo,

nella quale rappresenta la Vergine

lunetta del san Giovanni

Passa quindi a trescare

si

cupola

(fig.

Parma, la sua attivit, la maniera


mette agli affreschi di S. Giovanni

assunta in cielo fra una miriade d'angeli

di santi.

Non sembra

per che

la

ma-

LA PITTURA DEL 1500 NELL'ALTA ITALIA


ravigliosa opera

anzi

che

(fig.

376

la

377) fosse da taluno compresa ed

paragon ad un guazzetto

Fig. 374."

egli

che non mancassero aspre critiche

sulla fine del

di rane.

351

ammirata

sembra

motti arguti come quello del canonico

Certo

che, ancora

Parma,* S. Giovanni Evangelista: Cupola

del

non compiuta

del

tutto,

Correggio.

1530 se ne torn a Correggio, dove, tranne forse qualche^breve

tratto di tempo, rimase sino alla morte lavorando pel

d'argomento allegorico e mitologico, fra


(fig. 380), la Leda del Museo di Berlino, la

Duca di Mantova inquadri


Danae della Galleria^Borghese
Ganimede del Belvedere di^Vienna.

quali la

Io e la

Fig. 375.

Parma,

Fig. 376.

S.

Giovanni

S.

Giovanni

Parma, Duomo. Particolare

in

Patmo. Lunetta

del Correggio.

della cupola trescata dal Correggio.

(Dall'acquerello di P. Toschi. G. B. Callegari e G. Raimondi).

LA PITTURA DEL 1500 NELL'ALTA ITALIA


Pochi
nalit.

artisti al

inondo ebbero

Ben presto nell'opera sua

gnesca cedono ad un

Fig. 377.

modo

le

al

pari di lui l'inestimabile

pregio

Parma, Duomo. Pennacchio


di

il

disegno,

il

perso-

della

traccie palesi dell'influenza ferrarese e

tutto suo d'intendere

(Dall'acquerello

353

mante-

colore, la vita.

Nella

della cupola frescata dal Correggio.

P. Toschi

Raimondi).

e ad animare ogni figura, come provano la Madonna


Madonna della cesta a Londra, lo sposalizio di santa
Caterina del Louvre, la Madonna del san Sebastiano a Dresda (dove s'ammirano
pure la celebre Notte e la Madonna del san Giorgio) e, infine, la Madonna del
san Girolamo (fig. 379) e la Madonna della scodella (fig. 378), ambedue nella

composizione tiene a giustificare

del latte a Budapest,

Galleria di Parma.

la

Fig. 378.

CORREGGIO: MADONNA DELLA SCODELLA

PARMA, GALLERIA.

LA PITTURA DEL 1500 NELL'ALTA ITALIA

Fig. 379.

Correggio:

Certo nei soggetti fu

Madonna

del

meno profondo

san Girolamo

di

355

Parma, Galle

Michelangelo

di

Raffaello,

ma

semplice argomento, pel potere eccezionale dell'arte sua, assurse ad un'altezza

ogni

lirica.

357

LA PITTURA DEL 1500 NELL'ALTA ITALIA

Nessun segreto ebbe pi per


ribelli

difficolt

movimento, sino

rendere

forse

Fig. 381. F.

nota predominante fu
il

la

lui la pittura.

all'eccesso,

sino

M. Rondarli: Madonna

la

lietezza,

il

all'affollamento.

col

Bambino

l'ultimo

Rispetto

Parma,

e Santi.

pi

al

sentimento,

la

Galleria.

al

possibile rifuggire dal triste e dal malinco-

pi gioconde espressioni della vita. Di qui

grazia singolare delle mille sue creature sorridenti

sorprese anche

le

che non tolse che non sapesse esprimere anche

dolore e l'austerit. Certo dovette

nico per abbandonarsi alle pi soavi


la

Col pennello riusc a risolvere

visione perfetta, nello spazio, d'ogni scorcio, d'ogni

e,

in ispecie, dei

moti deliziosamente grotteschi. Quanto

alla

putti, di cui

tecnica, rappresenta

pi alto sviluppo della pittura italiana, sia per la perfezione ideale del

MANUALE

358

Fig. 382. Giorgio

chiaroscuro
dice

il

DI

STORIA DELL ARTE

Gandini del Grano: Madonna

come per

la

Vasari, meglio di

col Figlio, Angeli e Santi.

Parma,

Galleria.

diffusione della luce e la vivacit del colorito.


lui,

Nessuno,

tocc colori, n con maggior vaghezza o con pi rilievo

LA PITTURA DEL 1500 NELL'ALTA ITALIA


alcun artefice dipinse meglio di
e la grazia

con che finiva

lui,

lavori

tanta era

la

morbidezza

o seguaci,

non

cos spregevoli per

Buone qualit

da esser messi

pochi furono

Girolamo Mazzola-Bedoli: Particolare del quadro della

molti storici dell'arte.

delle carni che faceva

La cerchia della sua influenza diretta fu breve

Fig. 383.

359

in

suoi discepoli

Concezione. Parma, Galleria.

disparte,

di colore e di disegno

come

si

fatto

da

ebbero Giorgio Gandini

del Grano (14807-1538) un po' affastellato nelle composizioni (fig. 382); Francesco
Maria Rondasi (1490-1549?) alquanto trascurato nell'esecuzione, ma vivace e ludisceminoso (fig. 381); Michelangelo Anselmi (1491-1554) il pi piacevole fra
i

MANUALE

360

Fig. 384.

M. A. Anselmi: Madonna

poli del Correggio

scioltezza della

DI

STORIA DELL ARTE

col Figlio e

santi

Rocco

e Sebastiano.

Parma,

Galleria.

per l'animazione delle figure, pei toni caldi e luminosi e per la


(fig
384). Nato in Lucca, aveva studiato in giovinezza a

tecnica

LA PITTURA DEL 1500 NELL'ALTA ITALIA


Siena col Sodoma; poi nel
si

era

pure nei dipinti

I51S era passato a

messo a lavorare con

diafano

di

l'Allegri.

Panna

citt nativa di

ma

suo padre,

Pregi non comuni di leggiadria s'avvertono

Girolamo Mazzola Bedoli (1500-1569;

soave,

361

fig.

383).

qualche volta anche debole per l'abuso

di

Il

suo colorito

lievi

tinte can-

Fig. 385. Parmigianino: Vergine col Putto, santa Margherita e Santi. Bologna, Pinacoteca.

gianti.

Superiore per a tutti costoro

Francesco Mazzola, detto

stazione

Mazzola

(1460-1505), pittore

influenzati

da Antonello

Ilario e Michele.

ma non

gli

(fig.

inferiore

al

solo Correggio senza conte-

Parmigianino (1503-1540). Nato da Filippo


debole nei quadri sacri quanto eccellente nei ritratti
386),

il

fece

primi studi nella bottega degli

L'andata del Correggio a Parma determino

tolse dal

nel lustro passato a

il

zii

Pier

suo indirizzo artistico,

raggiungere una nota personale, rimasta pressoch intatta anche

Roma

in

contemplazione delle opere

di

Raffaello

langelo. Anch'egli lasci la grande capitale in seguito al sacco del

1527

di
e

Michesi

rec

rI
5 2

LA PITTURA NEL 1500 NELL'ALTA ITALIA


a Bologna dove esegu diversi quadri, fra
rita (fig. 385).

Dopo

quali quello bellissimo della

l'incoronazione di Carlo V, rimpatri e

ma

chiesa della Steccata,

il

suo temperamento fantastico

le

quali fu

costretto a riparare nella rcca di

di

Diana

di

Atteone. Tornato a Parma,

Fig. 388. Giulio

proverato d'aver fatto


la rara abilit nel

soli

le

la

lo

ingolf nelle

Fontanellato dove fresco

e irretato nei litigi, se

trentasette anni.

Il

Parmigianino

figure troppo lunghe e leziose.

disegnare, tanto

nella scelta dei tipi

s.

Marghe-

mise a dipingere nella


liti,

la

per

favola

ma

bagnu. Mantova, Palazzo del Te.

Rem

di

si

rimise alle pitture della Steccata,

si

poco concluse, onde, nuovamente inviscato

maggiore dove mor

363

sono d'una leggerezza estrema. Magnifici poi

giustamente rim-

Nessuno per pu negargli

ammirata da Paolo Veronese,

festivit del colorito.

ne fugg a Casal-

la gentile

distinzione

Le vesti ch'egli imita dagli antichi

ritratti

da

lui eseguiti,

pieni di nobilt

e di naturalezza (fig. 387).

Alla scomparsa di questo gruppo d'artisti parmigiani, la

Correggio parvero spegnersi sopraffatte dalla fama

fama

e l'influenza del

e dall'influenza di

Raffaello e di

MANUALE

364
Michelangelo;
allievi

Con

ma non

fu che

loro

STORIA DELL ARIE

una breve

diedero a proclamare

si

DI

il

eclissi,

che ben oresto

Correggio come

il

seicento e

Notevole influenza postuma esercitarono anche


in

pass

la

le

il

loro

artisti vissuti.

per loro specialmente risorse l'ammirazione dell'arte di

raggi sulla pittura italiana e francese per tutto

mano

Carracci

maggiore degli

il

che gett

lui,

settecento.

opere eseguite da Giulio Ro-

Mantova. Chiamato l dal duca Federico II Gonzaga, nel 1524, Giulio vi


seconda met della sua vita, rimanendovi sino alla morte, avvenuta nel

Fig. 389. Giulio

Romano

Rinaldo Mantovano: Affresco nella Sala dei Giganti. Mantova, Palazzo del Te.

novembre del 1546. Lo scolaro di Raffaello molto mutato! II disegno pi ruvido,


una concezione pi aspra, una riproduzione pi superficiale dei modelli classici, distinguono le sue opere mantovane dalle creazioni precedenti. Nullameno l'audacia
della composizione, la magnificenza decorativa del colorito e soprattutto quel parti-

colar fervore di vita

che

emana

dalle

sue

figure,

fanno

piena di effetto. In una sala del palazzo del Te, da


ritrasse
poi,

sei

nelle

cavalli

del

lui

senza alcun rispetto della


la

opera

sua

potente

Romano

suo mecenate, come potrebbe fare un ritrattista moderno;

un vasto ciclo di
donne nude e amorini
membratura architettonica,

camere seguenti

caduta dei Giganti

(fig.

con

affreschi,

lasci

a paesaggio, piacenti figure di

vano,

1'

edificato, Giulio

(fig.

388)

ampi

dipinse, con Rinaldo

389), che piuttosto

un saggio

fondi

nell'ultima sala,

di

Manto-

bravura, fon-

LA PITTURA DEL 1500 NELL'ALTA ITALIA

365

dato sopra una comunissima illusione ottica, che non una vera opera d'arte. Nel
castello ducale in citt dipinse

ormai

anche una

ma

gran parte distrutti,

in

che

serie di

affreschi della guerra di Troia,

suo tempo dovettero produrre un'impres-

al

sione straordinaria.

quelli, e molti altri dipinti, ebbe l'aiuto di Benedetto Pagni da


Rinaldo Mantovano, di G. B. Ghisi e di Francesco Primaticcio (15041570) salito poi in fama di grande decoratore pei lavori fatti insieme a Nicol
dell'Abate (1512-1571), a Fontainebleau, d'ordine di Francesco
e d'Enrico 11.

compiere

Pescia, di

Entrarono poi nell'orbita

di

Giulio

Fig. 390. Boccaccino:

Romano anche

Madonna

Bambino

col

avevano successivamente subita l'influenza


di quelli basti nominare Antonio da Pavia

del

alcuni

artisti

che

in

.Mantova

e Santi. Venezia, Gallerie.

Mantegna

(op. 1481-1528) e

di

Lorenzo Costa;

ma

Lorenzo Leonbruno

(1489-1537).

Un
Lodi

altro ragguardevole

Crema. Nella prima

gruppo

fior la

di

pittori diedero

pure

famiglia Piazza, di cui

si

le

due

citt

lombarde

ricordano Albertino

Martino, e Calisto operoso sin verso al 1570 ed incline alla


e del Pordenone (fig. 391). Maggiore e pi concorde numero
di pittori ebbe poi Cremona, alla quale basterebbero a dar fama le famiglie dei
Bembo
tra
quali emerse Bonifacio
dei Boccaccino e dei Campi. Boccaccio
Boccaccino (14677-1525) pass la giovinezza in Ferrara, poi fu a Venezia e infine
a Cremona. La sua maniera ce lo mostra dapprima veneziano , poi lombardo
sotto l'influsso del Bramantino. Largo nel comporre e nel panneggiare, e accurato

(f 1529), suo fratello

maniera del Romanino

nell'eseguire,

ha pure grande signorilit

specialmente per

la

dolcezza di colori

soavit attonita degli occhi chiari

(fig.

di tipi, riconoscibili

390).

MANUALE

366
Prossimi

lui

lavorarono

dall'ampiezza del Pordenone


paterna,

Dei tre

e
figli

il

del

DI STORIA

figlio

DELL'ARTE

Camillo (1501-1546) il quale, attratto


fin
per romper fede alla maniera

Correggio,

Galeazzo Campi (1477-1536), rimasto rozzo pur


di costui

Giulio (1502-1572) fu

il

tra

maggiore per nobilt

Fig. 391. Calisto Piazza: Vergine col

Bambino

buoni esempi.
e

robustezza,

e Santi.

quantunque sensibile ad ogni impressione (fig. 392). Dapprima fedele al Romanino, lo vediamo seguire ad ora ad ora il Parmigianino, Lorenzo Lotto, Tiziano,
Dosso Dossi e, da ultimo, sino Giulio Romano. Convien per riconoscere ch'egli
non copi, ma assimil con facilit, s che l'arte sua non perdette di freschezza
e nemmeno di personalit. Suo fratello Antonio fu meno pittore di lui, ma pi
universale . Lo si loda
infatti come architetto, scultore, cosmografo e storico.
In pittura segue il padre, segue Giulio Romano, segue Dosso. Pi modesto e pi

LA PITTURA DEL

raccolto

grandi

si

mantenne Vincenzo

soggetti

storici

Fig. 392. Giulio

frutta,

nei

quali

sacri,

(f 1591), evitando

per

Campi: Adorazione

dedicarsi

di

Gcn

il

ai

d'affrontare
ritratti

il

dipinti

di

meno

possibile

pitture di

Bambino. Milano, Pinacoteca

mostra d'aver conosciuto

Pietro Aertsz detto

367

1300 NELL'ALTA ITALIA

Floris

di

fiori

Uijck

ili

Brer

van

di

Lungo.

Bernardino Campi

(1522-1590), che fu

figlio di

Pietro orefice, studi con Giulio,

LA PITTURA DEL 1500 NELL'ALTA ITALIA


per indi passare presso Ippolito Costa in Mantova, dove vide e imit

369
le

opere di

Romano, abbandonate da lui, tostoch rivolse l'occhio e l'animo alla scuola


di Parma (fig. 393).
natali a Bernardino Gatti detto
Cremona a quel tempo diede inoltre
Sojaro (14957-1575), festoso decoratore se non profondo, anche lui lanciato alle
Giulio

il

forme nuove sull'esempio del Pordenone


opere a Piacenza

mediocre nei quadri

a
di

e del

Correggio,

ai

quali successe per molte

Parma; a Sofonisba Anguissola (1527-1623), sua


soggetto sacro, elegante

e fine

scolara,

nei ritratti (fig. 395);

e,

per

Gian Battista Trotti detto il Malosso (1555-1619), rapido


disegnare, un po' rude nel colorire, cresciuto alla scuola dei Campi,

tacere di tanti altri, a

ed efficace nel
e

convertitosi a quella di Parma, dove abit a lungo con la carica di pittore du-

cale

(fig.

394).

Fig. 395. Sofonisba Anguissola: Autoritratto. Napoli,

Museo Nazionale.

5.

Il

L'APOGEO DELLA PITTURA VENEZIANA.

Rinascimento italiano aveva compiuto

umanisti di rinnovare dall'intimo

Lo scopo

quanto riguarda

ideale, in

suo

il

ciclo.

La vana speranza

degli

vita, s'infrangeva contro la forza della realt.

la

contenuto della vita stessa, non essendo stato

il

raggiunto, fu perduto di vista. Si trattava di dare perfezione alla cultura esteriore


e

formale, di rendere la vita bella, copiosa e piacevole quanto

una cosa armonica. Quanto pi


pi cresceva
esso

tristi

le

popolo vedevano

decadenza

la

di

beni perduti. L'uomo politico e l'amico del


una nazione; rimaneva tuttavia, grazie al solido

altri

apparato del Rinascimento, uno splendore ideale che


volgeva ad abbellire

L'arte

si

frutto

del

Lo

glorificare

artistica.

appunto

la

Tintoretto

Giorgione.
fosse
1

il

vecchio Palma,

tra tutti

ma

giuocano d'ipotesi.

della sua grandezza arti-

chiamandolo Giorgione. Mor giovanissimo

1510, e questa fu forse la causa perch


e alle

sommo

gioconda Marca Trevigiana. Taluni pensano che

illegittimo della nobile famiglia Barbarelli,

stica, gli conferirono un'alta nobilt

sua vita

il

Giorgione nacque nel 1475 a Castelfranco, graziosa citt cinta

contemporanei, a motivo della sua magnifica figura

alla

ultime

Paolo Veronese.

turrite e di canali, nella

un rampollo

le

principali eroi della prodigiosa arte ve-

neziana, incantatrice dei sensi, sono Giorgione,


il

tempo mirabilmente preparata a una

divina citt anadiomene che vede

gloriose prove dell'arte del Rinascimento.

mura

altre nazioni invidiavano.

Rinascimento.

grande fioritura

di

le

vita privata, e questo era l'ultimo

la

scettro dell'arte passa a Venezia, da

Tiziano,

potesse, di farne

si

condizioni politiche d'Italia, tanto

pregio dello splendido viver privato. Nelle magnifiche apparenze di

il

cercava un compenso ad

si

divenivano

gli

nel

antichi biografi poco raccolsero, intorno

sue opere, di storicamente sicuro, e cercarono di scoprirne

l'in-

dole morale nel carattere de' suoi dipinti, nell'ardore intenso del colore, nel senti-

mento profondo,
amorose,

lo

nell'espressione

videro

delle

come avvolto

in

figure.

Vantarono quindi

un'atmosfera di poesia

le

e di

sue avventure
mistero, giusti-

suoi
un certo punto. Quello, ad ogni modo, che si pu dire si che
riflesso di una vita e di un temperamento esuberanti. Assai signifisuoi personaggi; quel
cativo pure quel non so che di appassionato che hanno
rendere il paesaggio di fondo quasi partecipe del sentimento che anima le persone;
soggetti mossi, agitati e confusi che non permettono all'artista di
quello sfuggire
richiamar l'interesse di chi guarda su quanto passa dentro all'anima dei suoi personaggi. Si direbbe che il colore in Giorgione non cosa studiata per animare il
suoi quadri sono ideati anzitutto come colore. Quegli artisti che
disegno, ma che
avevano studiato con Michelangelo o nel suo ambiente, dovevano scetticamente
scuoter la testa davanti a questo pittore che sdegnava di abbozzar disegnando, e
studiava la natura mettendo addirittura
colori sulla tavola. Ma appunto questo
che conferisce ai suoi quadri una verit che afferra e conquide quantunque dominata

ficata sino a

quadri sono

il

dalla sensazione soggettiva dell'artista.

APOGEO DELLA PITTURA VENEZIANA

371

numero dei quadri che furono attribuiti a Giorgione, esiguo il nuGrande


mero di quelli che, certamente suoi, consentono di formulare un giudizio su di lui.
Quanto dobbiamo rimpiangere la perdita degli affreschi onde, in giovinezza, decor
il

la

facciata d'alcuni palazzi veneziani! Essi

intendere

la

ci

avrebbero

data

la

chiave

meglio

per

sua fantasia, l'indole sua artistica!

Del 1504 la pala d'altare di Castelfranco, commessagli da Tuzio Costanzo


ad onorar la memoria e raccomandar l'anima di suo figlio Matteo in queir anno
morto a Ravenna. La disposizione del quadro con la Madonna in trono, san Libe-

Francesco

rale e san

(fig.

399), segue

)'.',.

di
e

esprimere
l'alto

del

la

(ji.i, l.|,,ii,-

in

luce,

il

modo

Madonna, anche nel colore,


Madonna,
fuoco che brilla sul
il

profonda

di

il

ma

ai

col quale

le

Giorgione.

fattura,

del

il

Nella cosidetta
in

Tempesta

(fig.

bimbo. Comunque, che

si

tratti

riveli

397),

Venezia, alcuni vedono

limitavano a descriverla come un paesaggio procelloso con un soldato


il

ombra

tipo pensoso della

razione di un'avventura, una poesia amorosa espressa in colore, mentre


si

modo

figure accessorie sono sottomesse

santo Cavaliere, tutto par che

Famiglia di Giorgione, della Galleria Giovanelli

gara che allatta

il

piedi, la parte di sotto in

lontano paesaggio arioso,

viso

la

Venere. Dresda, Caller

santit delle figure dalla testa

quadro

alla

natura ricca

modelli bellineschi,

d'

Adrasto

la

gli

la

oppure
nar-

antichi

una

zin-

dissipile appare

E come spiegare Tre filosofi della Galleria Imperiale di Vienna?


una scena tolta all'Eneide di Virgilio: Enea presso Evandro? Ma questi
quadri, se anche non rivelano il significato materiale, o paiono fantasie e fiabe inesplicabili, fanno nullameno una impressione profonda e bastano a dare un'idea
congettura faticosa.

forse

MANUALE

372
chiara

completa

DI

STORIA DELL ARTE

dell'arte di Giorgione. Pi chiaro

il

restituito, di recente e a ragione, al nostro pittore: la

Fig. 397. Giorgione:

mira a Dresda

(fig.

396).

La tempesta. Vene

Questo dipinto

ci

rivela

soggetto

di

un

altro

Venere dormente che

quadro
si

am-

Giovanelli

quale fosse l'indirizzo preferito

dalla sua fantasia. L'influenza di Giorgione sui contemporanei fu grandissima; e

grande numero

di

quadri che

gli

vennero assegnati basta a dimostrarlo.

Infatti

il

gli

373

l'apogeo della pittura veneziana


errori d'attribuzione
si

non sarebbero

stati cos frequenti se nei

quadri veneziani non

sentisse troppo spesso un'eco giorgionesca.

Fig. 398. Giorgione:

La prova

del fuoco.

Firenze, Galleria degli

L'ffiz

La pittura
Palma Vecchio, Sebastiano del Piombo e Lorenzo Lotto.
veneziana deve a Giorgione una nuova larghezza d'idee, che va crescendo sempre.
pi
Merc sua, penetra oramai nei pi profondi segreti del sentimento ed esprime
i

Fig. 399.

GIORGIONE: VERGINE

IN

TRONO

E SANTI

CASTELFRANCO.

APOGEO DELLA PITTURA VENEZIANA

375

animando novelle e racconti con un colore che ha acquistata


una eloquenza nuova, e d al paesaggio una forza espressiva fino allora ignota.
campo ideale dell'arte Jacopo (NiIn altra maniera contribu ad estendere
greti) Palma, nato a Serinalta nel bergamasco, detto comunemente Palma il
soavi sensi d'amore,

il

Vecchio (1480-1528) per distinguerlo da suo


nipote Jacopo (1544-1628).
limitata,

non

Fantasia

eccelle per ricchezza di

sizione n per ispirazione poetica

ma
la

nessuno forse

bellezza femminile

400).

(fig.

401);

ritrarre

In

questo

ebbe da natura una ispirazione vera-

egli

mente

le sue donne sono creature


Palma dipinse anche molti quadri

felice

viventi.

Il

altare;

di

(fig.

eguaglia nel

lo

pi

compo-

nel

Diluvio

che

>

si

conserva

Braunschweig pose due nudi: Adamo ed


Eva, sullo sfondo di un boschetto in atto
triste e pensoso, quasi trasognato, molto

somiglianti all'Adamo e all'Eva del Durer.

Ma

sue opere pi riguardate consistono

le

mezze-figure femminili

nelle

lezza corretta

alcun

calma,

di

una

non

che

desiderio. Tutt'al pi esse rivelano

un sentimento

soddisfazione intima

di

pare che godano d'esser cos belle,

Sono donne

pi.

bel-

suscita

forme poderose

dalle

nulla

fiorenti

dai capelli dorati (artificialmente,

secondo

il

vesti

costume

occhi

dagli

d'allora),

dall'incarnato tenero e caldo, dalle

scuri,

pompose. Non

n movimento

loro n azione

in

c'

vivace; nient'altro

che

la

gioia di vivere. Sia che siedano languida-

mente, tenendo con


capo, esse

al

completa

di

ci

suo ideale

dir ritratto

ogni
fig.

in

in

di

(se

come

si

pu

manca

nella Violante

cos

le

Dresda; ora
in

pure

nella quale

come

lo

(fig.

Fig. 400.

Palma Vecchio: Santa Barbara. Venezia,


Chiesa di S. Maria Formosa.

Vienna), ora
dette

Tre

presenta in

figura

Santa Maria Formosa

sue creazioni

Anche

Palma concreta

il

della Galleria di

santa Barbara
delle

Ora

tutta stura

esistenza

una figura

un gruppo,

sorelle

ven-

il

trecce intorno

le

un ritratto

personalit

402

candide mani

danno un'idea chiara

una

della loro bellezza.


il

le

che raccolgano

taglio, sia

di

di

Madonna

Venezia,

la

pi

o di

Sante,

ammirata

come

la

celebrata

400).

pi prossimo a Giorgione che

il

Palma,

il

quale rimane personale nella

MANUALE

376

forma

nel colore

DI STORIA

prevalentemente

chiaro,

(1485-1547) detto negli ultimi anni del


celleria

Pontificia.

Giorgione, se

il

Sebastiano

DELL ARTE
da

sarebbe forse

Sebastiano Luciani

principio

Piombo per

l'ufficio

divenuto

il

pi

Palma Vecchio:

degli eredi di

Roma

S. Pietro e Santi. Venezia. Gallerie.

quadri
michelangioleschi. Perci
egli si lasci prendere dagli allettamenti
Sebastiano dipinti alla maniera veneziana non sono molti.
Come punto di partenza prendiamo il quadro d'altare di S.Giovanni Crisostomo a

dove

Venezia, dove
Il

ricco

destino non l'avesse da Venezia trapiantato^troppo presto a

Fig. 401.

di

che ebbe nella Can-

tipo

il

Santo

figurato in

mezzo a

santi e a sante, in

delle figure femminili (tav. XII) di questo

sacra conversazione.

quadro fa giustamente ritenere

sia di Sebastiano anche la cosidetta Fornarina, degli Uffizi, in passato assegnato


solitamente a Raffaello. Lo stesso dicasi della Dorotea del Museo Federico di Ber-

che

Tav.

SEBASTIANO DEL l'IOMBO

TRE DONNE

Particolare del quadro di S. Giovanni Crisostomo a Venezia.

XII.

lino.

La riproduzione

APOGEO DELLA PITTURA VENEZIANA

fine e veristica della pelliccia nei

ratteristico di Sebastiano e indica nelle figurazioni affini

ziane. Solo a Venezia


sibile

dove ferveva

il

traffico

studiare dal vero con tanta fedelt

Sebastiano, pur mantenendosi austero

le

377

due quadri
un ritorno

con l'Occidente

e col

un tratto ca-

alle fonti

Nord

vene-

era pos-

preziose pellicce. Negli anni pi tardi

grandioso, non ritrov pi

la

vivezza della

Palma Vecchio: La Violante. Vienna, Belveder

Fig. 402.

concezione dei suoi tempi veneziani che una sola volta, nell'Andrea Doria, della
Galleria Doria

offuscandosi

Roma

Panfilj di

come

di

luci

(fig. 404). Anche la magnificenza


ombre temporalesche. Comunque, egli

del colore

and

lasci opere po-

come la Risurrezione di Lazzaro della Galleria Nazionale di Londra (fig. 403),


Deposto di Pietroburgo, la Piet di Viterbo, di cui nessuna
fors'anche

derose
il

per l'ardito naturalismo

appare pi tragica.

Contemporaneo di Sebastiano, di Giorgione e del Palma fu anche Lorenzo


Lotto (14809-1556) che dipinse oltre che a Venezia, sua patria, anche a Bergamo,

Fig. 403.

SEBASTIANO DEL PIOMBO: RISURREZIONE

DI

LAZZARO LONDRA, GALLERIA NAZIONALE.

Fig. 404.

SEBASTIANO DEL PIOMBO: AN DREA DORIA

ROMA, PALAZZO DORIA-PANFILJ.

MANUALE

380

Roma, non

nelle .Marche e a

a Brera

406

- fig.

sacri (fig. 405).

Giorgione;

ramento,

fare;

ma

se

certo egli

la

anche bellissimi quadri

Durer, che

il

come

fu,

a Venezia, in

sa,

si

accosta, per affinit di tempe-

si

si pu dire che il Lotto influisse in modo alcuno sulle


La sua personalit non fu abbastanza completa per ci
migliori pittori della grande scuola, e
deve annoverare fra

Non

veneziana.

Fig. 405.

ghi

ma

influenze di Alvise Vivarini, di Giovanni Bellini e di

si

sarebbe stato riconosciuto mentre viveva,

ci

(Gentiluomo dalla barba rossa

di Napoli),

finalmente, nelle ultime opere,

Correggio.

al

dell'arte

Museo

qualche quadro ricorda

in

sorti

le

STORIA DELL ARTE

solo ritratti magistrali

Rossi nel

card.

il

Egli sente

Leonardo,

altri

DI

Lorenzo Lotto: La Vergine tra

santi

s'egli

Bernardino

non avesse errato

Onofrio.

Roma,

in

piccoli luo-

Galleria Borghese.

sua gloria non fosse stata troppo presto oscurata dal sorgere di quella

Tiziano.

di

Tiziano Vecellio
e col

prima

Palma,
di

di

giovinezza

1576) vide in

e visse

Pieve di Cadore (nato fra


la

ancora

Raffaello, egli

mor

gloria
al

di

tempo
quando

Giovanni
di

il

1477

Paolo Veronese

Roma

di

lit

lui

di

Firenze parevano appena ricordare

passarono

le

nel

Giorgione

il

quando

pi
gli

spreartisti

grandi predecessori. Da-

loro

vedono

si

morto

Tintoretto. Nato

trasformazioni di quasi un secolo senza che

ne fosse tocca; appena nelle ultime opere sue

con

centrale

giudicato manierismo (per esempio quello dei fratelli Zuccari)

vanti a

1480,

il

del

neh' Italia

infieriva

gareggi

Bellini,

le

la

sua persona-

tracce della vecchiezza.

Intorno all'educazione sua giovanile abbiamo poche notizie: come suo primo maestro
si

fa

il

nome

del musaicista Sebastiano Zuccati.

Palma sembra provato da

certi modelli suoi

che

si

Che poi

egli

abbia conosciuto

il

ritrovano in qualche opera gio-

l'apogeo della pittura veneziana

vamlc

Con Qiorgione

di Tiziano.

come suo

aiuto nell'affrescare

opera ormai perduta


sull'arte

Comunque,

certo che Giorgione ebbe

Non crediamo
tanaro tenace

errare ritenendo che

di

prudente, che non

per

sua via.

la

paese dove appaiono

Non sappiamo
Tedeschi,

se

egli

senza

mon-

si

riflessivo

si

creda. Alla patria infatti egli ricorre per

profili arditi e frastagliati delle


il

Marmarole;

sua,

suoi fondi

pi spesso,

tipo forte e muscoloso dei suoi compaesani.

quando Giorgione gli confid una parte dei lavori al Fondaco dei
come decoratore; ci che sappiamo si che ne' suoi
(fino al
1510 circa) non si mostra ancora esente da influenze

considerasse

si

giovanili

lavori

sia svolto

s'attaglia alla sua natura di

genio di Tiziano

il

Ben

sment mai, quel procedere, lento,

si

prime figure maschili, riproduce

nelle

massima influenza

la

natio borgo alpestre rimase impresso nell'anima

Il

pi di quanto generalmente
di

lo scelse

Tedeschi (1508),

dei

Tiziano.

di

sicuro,

Fondaco

parete esterna del

rapidi slanci e senza precocit sorprendenti.

dacch Giorgione

fu in rapporti personali,

la

381

estranee.

Due donne
e

Amor

profano.

Ma

(fig.

407) che porta ora

che significano in realt

degli interpreti completo, e


e

Belt ornata,

Amor

Amor

allusivi a simboli;

denna,
gire

o, sulla

al

e la

mentre

terreno,

il

cuore

fa

altri

ha suggerito,

maravigliosa armonia

pensare anche a Leonardo.

una dirimpetto

Pudicizia,

sulla scorta del Boiardo, la Fonte d'Ar-

la

Naiade!
tono alto

in

le

Ges
mani

chiaro all'occhio

il

ricordo di Giorgione, l'Obolo di Dresda

carattere delle figure messe in vivo contrasto

Il

Veneziani, cercato nel gesto delle mani,

sommo da

Che questo quadro

Vinci.

il

al

sia stato

secolo XVII;

Durer, quando fu in

Italia,

ri-

ad esempio, nel quadro della Disputa

pone un contrasto

di teste all'uso leonardesco ed atteggia

gesto di chi sta parlando.

Ma

ferenza che c' nei due temperamenti:

mentre Tiziano da vero pittore cerca


e

a fug-

Giorgione,

l'influenza leonardesca;

coi dottori egli


al

in

nella forma, specialmente in quella della

tuttavia in essa c' qualche parte di vero; anche

come Tiziano

Medea

Come

dipinto da Tiziano in gara col Durer, una notizia non anteriore

di

Amore ingenuo e
come si vede,

bellezza della vita.

all'altra, l'effetto, insolito nei

deve esser frutto dell'esempio del

sent

sacro

dissidio

sono: Belt disonesta

citati)

scorta di Valerio Fiacco o d'Ovidio, Venere che induce

Mentre qui, nel soggetto e in parte


donna nuda, balena di quando in quando
ci

11

Verit, L'Ingenuit e l'Esperienza, tutti,

oppure anche Saffo cui appare


soggetto rimane oscuro, mentre parla

la

ai

Amore

quadro

il

Amor

di:

due splendide figure?

le

proposti (oltre

t'itoli

Amor

enigmatico

titolo

il

con Giasone,

dunque,
e

celeste

La Favola

sazio,

anticamente, con molta semplicit,

s'intitolava

fonte

al

Borghese

della Galleria

sentimentale, col quale rende

il

tra Tiziano e

Durer tratta
il

il

il

Durer corre anche

suo effetto nel fine contrasto

diversi caratteri di

la

dif-

tema da severo disegnatore,


Ges

del

cromatico

Fariseo.

Dopo tali splendide prove del suo genio, Tiziano dovette aspirare al riconoscimento ufficiale del suo valore, che secondo l'uso veneziano consisteva nell'ottenere
di lavorare nel Palazzo Ducale, e altri favori, come gi si era fatto pei Bellini II
suo desiderio venne esaudito, bench non cos tosto come egli forse sperava. Ma
la cosa che maggiormente contribu alla sua fortuna e allo sviluppo dell'arte sua,
non fu tanto il posto di pittore ufficiale, quanto
rapporti che si andarono man
i

mano facendo

pi intimi (a cominciare circa dal

1516) fra Tiziano e

le

Corti dei

MANUALE

382
principi d'Italia.

Il

culto dell'arte, che in antico era vanto della Chiesa, nel

divenne sempre pi una ambizione

Fig.

stanze dei
d'arte,

richiese

si

406.

palazzi

STORIA DELL ARTE

DI

di signori.

Lorenzo Lotto: Ritratto

privati,

fece universale. E,

di

11

costume

Gentiluomo. Milano,

di

1500

decorare di pitture

Pinacoteca di

le

Brera.

dopo l'esempio d'Isabella d'Este, squisita intenditrice


come ben s'intende, la destinazione profana dei quadri

anche soggetti profani. Ecco, quindi,

gli artisti

lavorar di fantasia cercando

l'apogeo della pittura veneziana


argomenti piacevoli
piaceva
e

il

alle

agli

magnificando quell'ideale

occhi, e soprattutto

La pittura

Corti.

occupa sempre pi

il

vita che

di

svincola dall'architettura, ogni quadro sta a s;

si

colore che deve riprodurre la vita felice,

cosa,

383

facili

piaceri, la

magnificenza d'ogni

mutano insieme

posto principale. Cos

il

soggetto

il

Le rappresentazioni vivaci, qualche volta esuberanti, dei piaritratti divengono gli argomenti
ceri mondani, l'affascinante bellezza femminile ed
preferiti; e la esecuzione coloristica, la perfezione dell'opera appaiono come il pi

modo

di

renderlo.

alto scopo dell'arte.

Fortunatamente
basta a impedire
e

il

Rinascimento con

raggio sulle Corti italiane;

timi!

trionfo delle

il

e,

sua eletta coltura getta ancora un

la

anche

se

vane pompe

non pi che luce


e della sensualit.

406. Tiziano:

la

sportano quasi

scena in un

la

Amor

An

sana, nelle donne

perfetta bellezza,

mondo

si

profano.

sollevano

ideale.

l'Olimpo, certamente con

le

risorgono a nuova fioritura.

Venere

ai

quadri

di

Bacco

al

disopra d'ogni volgarit

mondo

eroico

e coi

alle gioie

l'arte eleva

poesia
forza

tra-

punti di

solenni Dei del-

mondane,

che

ancora magnifici templi.

nei concetti classici che conferisce

una luce idea-

di

Lucrezia Borgia, che Ti-

tre

Baccanali che sono sicu-

tra le cose pi belle di Tiziano.

una figurazione

sono frequenti

allora

d'Este, marito
Fu col duca di Ferrara Alfonso
mantenne pi durevoli rapporti. Per lui dipinse

ramente

la

corte.

ziano

soffio di

Galleria Borghese.

due Divinit che presiedono

appunto questo perseverare

listica

Roma,

Anche

contatto con l'arte classica: se non con l'antico

Ed

Un

vera nobilt par che avvolga quelle scene di piacere. Negli uomini

di

ul-

tramonto, pure

di

di

Filostrato

in sfrenata allegria, all'entrata di

Per quello del Museo di Madrid

si

ispir

rappresent una schiera di Amori che giuocano,

un boschetto, spogliando un melo

gettandosene

vedono le Ninfe che recano a Venere, la cui statua sorge nell'angolo a destra, sopra un alto zoccolo, doni
ed offerte in ringraziamento dell'accordata fecondit. 11 secondo quadro (Galleria
Nazionale di Londra) segue Catullo nel racconto di Bacco e di Arianna. Arianna
i

frutti l'un l'altro (fig. 408).

Poi

la

scena

si

allarga, e

si

MANUALE

384

che nella fuga sente scivolarle

le

gambe

scoperte

il

STORIA DELL ARTE

DI

mantello,

gi mostra

nezza, balza dal carro e sta per afferrarla, mentre


tiri,

Qui,

che seguono tumultuando

come

nel

una

tenta di sfuggire a Bacco che, bellissimo

Sacrificio

di

il

carro,

Venere,

La

raggiante di giovi-

ci

Menadi e dei Sad l'impressione che assenta all'atto audace.

il

paese,

con

la

la

lontano, prepara l'animo a una impressione di lietezza

Fig. 408. Tiziano:

spalla, le braccia e
e

folla delle

frescura del bosco


e di

festa.

Un

verde campo

il

e si

mare

il

proprio

festa di Venere. Madrid, Galleria del Prado.

Baccanale abbiamo nel terzo quadro, esso pure a Madrid. Satiri


invaso

vero

abbandonano

alla gioia di bere,

cantare

Baccanti hanno

e
e

ballare sfrena-

tamente. In un angolo, a destra, in atto soave giace, forse gi ebbra, una bella dor-

mente che

allentino e

si

canti e

suoni non iscuotono. Nel sonno par che

abbandonino

in

completa

libert,

mentre

il

le

sue

membra

si

suo viso esprime una gioia

il germe della Venere che Tiziano pi volte riprodussedetta Vnere di Urbino (dopo gli Estensi, furono protettori di
La pi celebre
Tiziano
Gonzaga di Mantova e
della Rovere di Urbino)
negli Uffizi a Firenze. Sul letto rosso cupo, coperto di bianchi lini, giace una donna nuda, dalle
forme mature e perfette quali amavano
Veneziani. uscita dal bagno, e si at-

completa. In questa figura

APOGEO DELLA PITTURA VENEZIANA

tarda in dolci fantasie, coi


s,

fiori

mentre nella camera attigua

in
le

385

mano, guardando vagamente lontano davanti

ancelle

preparano

le

vesti. Tiziano,

le

ha trasportato

a tutti gli accessori e attributi mitologici,

la

scena e

la

rinunciando

Dea

sul ter-

reno della realt. Alla possibilit di riconoscere in questa Venere un ritratto, cre-

diamo poco.

veri

tano quello equestre


(fig.

411):

il

ritratti

Carlo

di

Tra

virili.

ritratto dell'antiquario

Urbino negli

migliori, o

almeno

410) a Madrid,

(fig.

tra

quello

santi.

Uffizi; dell'Aretino e del

Duca

di

al

si

minili,

ammirano

si

non

fosse raro

relazioni e

lui,

bella era

il

solo

per

meno

pi

con-

della

(?) nella

Du-

Galleria

Louvre, ecc. In

essi

indovinarle, pel quale

si

trattava di riprodurre figure fem-

per mettere innanzi ai nostri occhi una figura tipica

il

si

Monaco

astrazione dai tratti individuali, dalle acciden-

carattere vero e legittimo della

lui

messaggi degli oratori della Repubblica Ve-

nei pittori. Se invece

Tiziano faceva pi o

talit delle linee,

Per

le

anche

seduto,

Norfolk

papa Paolo III a Napoli; dell' Uomo dal guanto


vede come quel dono di ficcare l'acuto sguardo nelle anime

neta,

pi noti,

Vienna, Galleria Imperiale.

Pitti; di

tuttora

Jacopo Strada a Vienna; del Duca

Fig. 409. Ti;

cliessa di

mentre

proprii ritratti femminili di Tiziano sono rarissimi,

numerosi sono

assai

donna

degno soggetto dell'opera

era

d'arte.

la

formosit;

piacente.
la

donna

Le sue figure femminili,

siano ritratti o espressioni simboliche o mitologiche, spirano un sentimento solo:


gioia di vivere; e

hanno tutte uno scopo:

quindi ritrattista nel senso del Velasquez,

Rembrandt. Un

ispirare l'amore, e gioirne. Tiziano


e

neppur

solo vero ritratto di fanciulla egli

ci

la

non

dei tardi olandesi, Frans Hals


lascio:

quello della figliuoletta

MANUALE

386
di

Roberto Strozzi (Berlino).

tipo affine. Pochi modelli

In

STORIA DELL ARTE

DI

tutti gli

altri

suoi ritratti femminili

hanno bastato a dar vita

alle

si

scorge

un

maravigliose creature dal

suo genio portate ad un'altissima bellezza quasi fossero opere perfette di natura,
fiori

scevri d'ogni

chiara, seminuda,

miseria

umana. Tale

capelli avvolti

coi

la

Fig. 410. Tiziano: Carlo V.

impressione sensuale gi

sia

che avvolgano

regga loro

Amante
che

si

come

lo

ci

belle

si

tra

alle

le

morbide
i

rose nella

mano

luce

Una

in

pellicce (Vienna), sia che l'amante

capelli all'uso

Laura Dianti

tranquille in tutto

lo

al

veneziano

Louvre)

(la

cosidetta

nonch da quelle

splendore del loro abbigliamento,

la Duchessa d'Uruna patrizia veneziana. Da queste figure facile


molte mezze figure che riproducono, a quanto si suppone, la figlia

la Bella (tav. XIII) a Pitti,

passaggio

le

Madrid, Galleria del Prado

acconciano

di Tiziano o Alfonso d'Este e

mostrano erette

viene dalle donne che vediamo intente ad abbigliarsi

membra

specchio, mentre

bino (1530 circa)


il

le

una

protesa.

Flora degli Uffizi dipinta

rialzati

secondo

altri

che secondo alcuni rappresenta

Tav.XIII

LA BELLA DI TIZIANO.
Firenze. Galleria Pitti.

l'apogeo della pittura veneziana

387

sua Lavinia, die, consapevole della propria bellezza, con

la

graziosa mossa del capo,

mano una coppa carica di frutti o uno


(Berlino, Dresda). certo che gli usi cortigiani

si

reca in

e sull'intonazione di questi

ma

quadri;

sarebbe arrivato a tanta altezza

scrigno,

esercitano

altres certo

trastulla col ventaglio

una influenza

che

in tali

sul soggetto

opere Tiziano non

non vi
avesse posto tutta l'ardente anima
sua. Ci confermato anche da quanto
perfezione

tale

sappiamo

se

artistica,

della

uomo

ma

egoista e caustico,

sissimo

527),

spirito-

straordinariamente

suoi

e dei

sua vita

rapporti con Pietro Aretino (dal

socie-

vole. Cos che nei suoi quadri noi

dobbiamo vedere come

il

riflesso della

e festosa,

sua esistenza fastosa

non

mai, per, scompagnata da una certa

cauta misura cui


alla

deve

si

se

l'amare

vita gaudente e voluttuosa e

le

non giungono a soffocare

la

passioni

sua natura altamente poetica


gliergli

e a to-

chiara, fresca, giusta

la

vi-

sione delle cose e della vita. L'artista

domina sempre l'uomo

in lui, e,

al

disopra delle attrattive materiali della


vita, egli

onora

la

bellezza ideale,

senza di che non avrebbe saputo ottener

potenti

quei

effetti

senti-

di

mento, che spirano dai suoi paesaggi,


e

trovare

la

nota giusta per espri-

mere liberamente

soggetti pi di-

medio

sparati. Al periodo
di

Tiziano (dal

partengono

1518 fino

della vita
al

30) ap-

migliori suoi quadri sa-

Monaco,

Fig. 411. Tiziano: Carlo V.

cri.

Gi nei suoi giovani anni

si

provato pi volte a dipingere (ad

Madonna con

tre santi e

certe parti alla

Galleria.

era
es.

Madonna

dalle ciliege a

Vienna

fig.

maniera belliniana, non senza, per, mostrare

409),
il

tenendosi in

suo gusto per

le

drammatici e le figure potentemente mosse. Nel 1518 egli compie un grandissimo quadro
sacro: l'Assunta, dei Frari (fig. 412). La figurazione non si attiene alla tradizione
gli Apostoli intorno alla vuota tomba guardano in alto alla
che in apparenza
Vergine che, circondata dagli angeli, sale al cielo, dove il Padre Eterno la accoglie.
Ma, come quegli uomini vigorosi, appassionati, spinti da un desiderio ardente a
forme prosperose

colori luminosi.

Ma

ora

lo

attraggono

soggetti pi

la Vergine in terra, poco assomigliano agli Apostoli, cos la Madonna


non ha nella sua bellezza una linea sola che ricordi l'umile bont, e sale al cielo
in un volo poderoso 'piena di orgogliosa lietezza. N minor novit c' nella trat-

richiamare

Fig.

H2. TIZIANO:

ASSUNTA

VENEZIA, CHIESA DEI

FRARI.

MANUALE

390

formale della scena, se

tazione

la

sentimenti tempestosi

simmetria, propria

un

sizione nuova,

Giovanni

raddolcisce,

celesti.

Pochi

anni

pi tardi

Pesaro (figura 414) dove, abbandonando

una compo-

in

effetto mirabile.
(fig.

415) nella chiesa dei

Paolo, and disgraziatamente perduto in un incendio (1867) e non

ne rimangono che copie, disegni


dei tre personaggi

del fatto

resa con

come paralizzato

la

maravigliosa evidenza;

perfetto carattere, soprattutto quel

in

stampe che pur ne lasciano intravedere

La subitaneit

potenza drammatica.

ognuno

tramuta

Sacre Conversazioni, raggiungeva,

solite

alle

di Ca'

terzo capolavoro, l'Uccisione di san Pietro Martire

Il

ce

Madonna

la

si

sapientemente esprimendo

torbidi delle figure degli Apostoli, con

giocondi, sereni degli angeli e delle creature

(1526) Tiziano compiva

Ss.

quadro

inferiore del

nei toni dorati, luminosi, chiarissimi dell'alto,

armonizzando

quelli

la

considera in senso esclusivamente pittorico.

si

La larga massa oscura della parte

man mano,

STORIA DELL'ARTE

DI

compagno che

Ma, naturalmente, del valore pittorico le riproduzioni (una si deve al Domenichino) non danno una perfetta idea. La
violenta tempesta che si levata agita gli alberi e le vesti, mentre le nuvole sono
rotte da un raggio di sole che illumina con uno sprazzo il viso del santo. Il drappo
del manigoldo con la sua nota rossa audace stacca sinistramente dal fondo. E cos
vorrebbe fuggire ed

anche

in quell'opera

paesaggio

il

protettori sono subentrati

Paolo

III

Farnese

di

il

Abita

lui

I,

Filippo

II,

il

del Maestro cresce sempre.

viaggio di Tiziano a

Il

in

Vaticano,

E anche

di

Spagna

in

Fran-

ambi-

vecchi,

che

le

e nel

lo

1550, va ad

attiva corrispondenza.

dire che gli anni indeboliscano la fortissima


di solito

come supremo

coprono

scono d'avere opere sue. Due volte, nel 1548

come

vien consultato

alla Corte di

cittadinanza ro-

fuori d'Italia onorato. Carlo V,

cardinal Granvella di Besaii9on

da Carlo. Con Filippo

Agli antichi suoi

Roma

insignito della

ebbe Michelangelo,

giudice in ogni questione di arte.

cesco

colore concorrevano all'effetto tragico della scena.

Farnese.

trionfale.

mana, onore che prima

fama

Negli ultimi trent'anni la

dal terrore.

tempra

di favori ed

Augusta chiamato
si pu neppur

Non

artistica di Tiziano.

presbite

sue ultime opere vanno guardate da lontano per

quadro della Galleria Borghese, dove


armandolo di faretra e di treccie. Solo si
avverte un leggero arrossamento delle tinte e un aftievolimento del senso poetico
provocato forse dai gusti nuovi dei nuovi mecenati. Soprattutto Filippo (come il
duca d'Alba) univa allo scrupolo religioso la sensualit, e troppo accorto era Tiziano per opporsi apertamente a tali tendenze. per questo che suoi quadri fatti
per Madrid hanno qualcosa di pi grossolano? Quando egli nel 1540 dipinse la Danae
(ora a Napoli) per Ottavio Farnese, diffuse nella leggiadra creatura un senso di fiabbracciarne tutto

l'effetto.

Venere insegna ad Amore

Cos

l'arguto

la fine arte sua,

nissima poesia, traendone quasi una idealizzazione del desiderio amoroso. Quand'instesso soggetto per Filippo II vi introdusse una vecchia mendicante
avidamente la pioggia d'oro, rasentando con ci la volgarit. Cos
spieghiamo anche
quadri di soggetto amoroso (Venere e Adone a Madrid, Giove
anni e che rappresentano
e Antiope al Louvre) che Tiziano oper ne' suoi vecchi

vece replic

che

lo

raccoglie

scene appassionate, tempestose,

Del pari
che nel

XVI

le

sensuali.

tarde opere d'argomento sacro

si

risentono dello spirito religioso

secolo va trasformandosi negli animi e nell'arte.

//

martirio di san Lo-

renzo (nell'Escuriale) dovette certo avere un grande. successo nel paese dell'Inqui-

Fig. 414.

TIZIANO:

MADONNA

DI

C PESARO

VENEZIA, CHIESA DEI FRAPI.

Fig. 415.

TIZIANO:"

Sl'I-'I'l. 1/1

1ETRO MARTIRE (DA UNA STAMPA).

APOGEO DELLA PITTURA VENEZIANA

come

sizione

il

Homo

suo Ecce

ascetico pi appassionato

pili

la

sua Addolorata corrispondenti a un sentimento

forte.

da quell'effeminato sentimentalismo,
e

Malgrado
di

soprattutto in queste due figurazioni.

del colore egli conserv


peste.
satilit

cui

Tiziano

ci,

nuovi

artisti

si

tiene

La bellezza delle forme

anche nella tardissima

et.

sempre lontano

faranno sfoggio appunto


la

magnificenza

Mori quasi centenne, colto dalla

Paragonato a Leonardo e a .Michelangelo, egli non dimostra altrettanta vere non si pini, quindi, considerare come un genio universale. Fu uomo e-

Fig,

116.

Bernardino

guenza,

il

maggiore

fra

degli artisti del suo

pittori del

tempo,

Due

fatti

mirabili

artistico veneziano: che accanto a Tiziano trovassero


e

riusc,

di

conse-

Rinascimento.

Pittori contemporanei a Tiziano.


recchi altri pittori,

Borghese,

na. Galleria

Lii

come nessuno

sperto dell'arte sua,

mondo

393

che arrivassero a sottrarsi

una certa personalit. Per alcuni

al

si

riscontrano nel

onoranze

lavoro pa-

fascino delle opere di

lui

sino

provenne dal fatto che fecero la loro educazione artistica fuori di Venezia, come Giovanni Antonio de' Corticelli da Pordenone (1483-1539) il quale svolse la sua attivit anche nel nativo
a conservare

Friuli.

La fama

forse ci

Pordenone ebbe origine soprattutto dagli affreschi di Treviso,


(fig. 417), Cortemaggiore, Cremona, Venezia, ecc. Non tanto
novit e l'importanza della concezione, quanto il vivace talento

del

Spilimbergo, Piacenza
si

ammira

in lui la

la matura bellezza delle forme e lo splendore


Pordenone ci addita chiaramente il carattere pi forte

narrativo,

della

che

della scuola veneziana.

il

tavolozza.

cos

MANUALE

304

Non

da confondersi con

lui

DI

STORIA DELL'ARTE

Bernardino Licinio

(op.

dal

1520

al

1544), nato

bergamasca ed erroneamente chiamato a sua volta Pordenone, artista


vivace, poco attratto dalla pittura sacra e molto da quella di genere e dai ritratti
(fig. 416). Da Verona venne Bonifazio dei Pitati (1487-1553) la cui bottega fu
di famiglia

continuata per opera

Giacomo

ecc.,

more per

le

ma

in

117

il:

scolari

di

modo

Pordenone

scene ampie

tendenza a trasportare

e
gli

come Antonio Palma (15149-1575), Battista

adorazione dei Magi. Piacenza,

piacevoli, esposte in

episodi

delle sue qualit narrative l'ampio


ai

nel

S.

Maria

di

Campagna.

forma narrativa vivacissima,

tempo presente

biblici.

formato dei suoi quadri, che

Un

delle sale.

Cos

scena splende

di

la

in generale

piacque
le

pa-

Bonifazio c'introduce nella gioconda intimit di una ricca fa-

miglia veneziana col dipinto del

dove ogni individuo

segnojesterno

Veneziani non appena entr nei loro costumi quello di adornar di quadri

reti

di

affatto industriale. Tratti speciali a Bonifazio sono l'a-

di Venezia - tav. XIV)


argutamente caratterizzato e dove tutta la

Ricco Epulone (Gallerie

acutamente

festosi e armoniosissimi

lui pretesto di ritrarre la

colori.

Nello stesso

modo sono

stati

per

gioconda vita del suo tempo argomenti come Mos salvato

MANUALE

396
dalle acque (a

Dresda

a Brera

DI

fig.

STORIA DELL ARTE

418), V Adultera (pure a Brera) e la storia del

Da lui e dal Pordenone attinge gli effetti


Renzi da Lanciano (1525-1565).
Come soggetta, l'opera maggiore di Paris Bordon (1500-1571), la Consegna

Figliuol Prodigo nella Galleria Borghese.

suoi

Polidoro

Fijj.

de'

419. Pari* Bordon:

dell'anello di san

ma

tra

il

Bellini e

Il

pescatore cne presenta

al

doge l'anello

di

s.

Marco al Doge (fig. 419), si attiene alquanto all'antico indirizzo,


Bordon impar l'arte
il
il Bordon c' Tiziano, e da quest'ultimo

del colore ricco ed armonioso, di cui veste ed abbellisce

mezze

.Marco. Venezia. Gallerie.

anche

suoi ritratti e

le

figure mitologiche.

Ricordiamo qui anche

Rocco

Marconi

(morto

nel

1529)

dalla

scuola

di

APOGEO DELLA PITTURA VENEZIANA

Giovanni Bellini passato a quella del Palma Vecchio

il

Andrea Meldolla

420), e

(fig.

di

lo

di

Sebastiano del Piombo

Schiavone, nato

Tiziano,

fini

a Sebenico,

per convertirsi alle

Parmigianino.

del

grazie

Giorgione

all'esempio di

cresciuto

quale,

(1522-1582), detto

397

quella dei

dei

dei

Bellini,

gicamente fu

Da Ponte

detta, dal luogo d'origine, dei Bassano, fu, come


Campi e dei Carracci, feconda di pittori. Il primo cronoloFrancesco (14709-1540), ma egli appartiene alla vecchia scuola e segue

La famiglia

pi specialmente

il

Montagna. Da

lui

nacque Jacopo, il pi celebre dei Bassani,


morto nel 1592, di pi che ottant'anni.

fattosi alla scuola di Bonifazio dei Pitati e

dopo aver dipinto con calda vivacit un numero

Fig.

gono

scene campestri

le

420

Roi

infinito di quadri, nei

quali preval-

L'Adultera. Ve

Mai

casalinghe cui servono spesso di pretesto soggetti sacri

Francesco (1548-1591 - fig. 421), Giov. Battista (1553-1613),


Leandro (1558-1623 - fig. 422) e Girolamo (1560-1622) seguirono con diversa forza
e fortuna l'arte sua. Francesco compose con felicit, e Leandro esegu buoni ritratti;
423).

(fig.

ma

gli

altri

Come
punto

suoi

di

figli

poco pi fecero che riempire


pittori friulani, cos

partenza

la

quelli di

il

mondo

di copie dei lavori

Verona, Bergamo

paterni.

Brescia, pur

avendo

scuola veneziana, non rinunciano interamente alla loro individua-

A Verona

troviamo Francesco Torbido detto il Moro (1486-1565) discreto frebuon ritrattista (fig. 425), Domenico Riccio detto Brusasorci (1494-1567)
e Antonio Badile (1516-1560 - fig. 424), tutti non cos distratti dalle loro tradizioni paesane da cader completamente nell'orbita veneziana. Tra
Bergamaschi
pi noti sono Giovanni Busi detto Cariani (1485?- 1548? - fig. 426), spesso con-

lit.

scante

fuso col Palma,


tista

ma

riconoscibile pel predominio di liete tinte rossastre, e

Giov. Batt. Moroni (15207-1578

fig.

il

ritrat-

428) notevole per grazia e verit. La

SALVATORE PRESSO MARTA

FIRENZE, GALLERIA

Fig. 421.

FRANCESCO BASSANO:

Fig. 422.

LEANDRO BASSANO: INCONTRO DEL DOGE SEBASTIANO

IL

VENEZIA, PALAZZO DUCALI:.

ZIAN'I

PITTI.

CON ALESSANDRO

III.

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Fig.

427.

SAVOLDO: MADONNA COL BAMBINO E SANTI.


MILANO, PINACOTECA DI BRERA.

MANUALE

402

DI

STORIA DELL'ARTE

scuola di Brescia vanta tre ragguardevolissimi artisti:

Girolamo Savoluo

480?-

1550?), che dalla vecchia scuola veneziana trasse dignit e compostezza; dalla nuova,

Girolamo Romani detto il Romanino (1485rammenta Giorgione; e, maggiore di tutti,


Moretto (1498-1555). Oltre a diversi ritratti,
Alessandro Bonvicino chiamato
il
Moretto dipinse in dolci toni argentei un gran numero di quadri d'altare, che
colpiscono per la compostezza dei gruppi e per la movenza dignitosa delle figure,
piene di sentimento. solo a Brescia, sua patria, che pu giudicarsi in tutto il
vigoria di colore
di

1566),

forme

e di

427);

(fig.

che spesso

ardente,

colorito

il

suo valore. L

egli

orn

infinite chiese

con quadri che

in

parte

scolaretti (fig.

429),

Vergine

la

Cristo in

rato, per la bellezza delle figure e

nella chiesa dei Ss.

Nazzaro

Emmaus. Ma

il

conservano nella

si

Pinacoteca Civica. Tra questi ricordiamo 5. Nicola che presenta

Madonna

alla

fervido sentimento, V Incoronazione di

il

Francoforte

e Celso. All'estero le gallerie di

gli

quadro suo pi ammie di

Maria
Vienna

(Santa Giustina) hanno bei saggi dell'arte del Moretto.

La tenace

Venezia

vitalit di

il

gran posto che teneva Tiziano nell'arte

ri-

non tanto per da impedire


che le nuove tendenze si facessero a poco a poco strada anche nel modo di intendue maggiori campioni della nuova forma d'arte furono il Tintodere la pittura.
tardano di molto

decadenza

la

dell'arte

veneziana,

retto e Paolo Veronese.

Jacopo Robusti detto

il

Tintoretto (1519-1594) rompe

l'unit dello stile ve-

neziano, non solo col sostituire alla dorata luce, diffusa per tutto
forte contrasto

d'ombre

ma

il

quadro, un pi

anche nell'ardore della scena, mossa, agitata,

e di vita, svolta

palpitante di passione

Da una

e di luci,

con piena indipendenza da ogni tradizione.

parte attratto dalle potenti figure michelangiolesche, dall'altra non arriva

a liberarsi del realismo insito nella sua natura. Di qui quel senso di disarmonia che

urta alquanto nelle sue opere tarde. Nelle prime, invece, dove pi brilla l'antico

splendore del colorito veneziano, come nel S. Giorgio di Londra, nella Nascita di

san Giovanni a Pietroburgo, o nel Miracolo di san Marco che piomba dal cielo a

salvare uno schiavo dal martirio (dipinto nel 1548

o nel rinvenimento del suo corpo (Pinacoteca di Brera,

mento

dalle figure!

quanta variet

Il

Vasari

si

reprimere

sent di

chiam, quindi, a ragione

lo

tura, stravagante, capriccioso, presto e risoluto, e

il

fig.

432)

430), qual mirabile movi-

Dovette

nella composizione!

dere una fantasia irrequieta ch'ei non


dello stile tradizionale.

Gallerie di Venezia,
fig.

il

Tintoretto posse-

contenere nei limiti


nelle cose della pit-

pi terribile cervello che abbia

pu vedere in tutte le sue opere e ne' componimenti


lui diversamente e fuori dall'uso degli altri pittori.
Quando egli adott una maniera che richiedeva un lavoro eccezionale e l'uso d\ forti
vernici secche, esager in rapidit ed impetuosit per rendere anche pi fecondo il
avuto mai

la pittura,

come

si

delle storie fantastiche e fatte

suo lavoro. Con

le

da

sue tele colossali copr non solo

le

versale e Adorazione del Vitello d'oro nel coro della

canti di vita e di foga giovanile), ina anche

le

chiese veneziane (Giudizio Uni-

Madonna

pareti e

dell'Orto, opere riboc-

soffitti

nel Palazzo Ducale,

quadri, che
che dopo l'incendio nel 1577 esigeva una nuova decorazione pittorica.
egli oper qui, in gara con Paolo Veronese, trattano in gran parte allegorie o epiI

sodi relativi alla gloria di Venezia.


ligiose (Glorie e Presentazioni) egli

nei quadri storici,

ad

es. la

Ma

pi che nelle significazioni allegoriche o re-

grande come vivace

appassionato narratore

Conquista di Zara, nella sala dello Scrutinio.

Il

Paradiso

Fig. 428. G.

B.

MORONI: RITRATTO DI VECCHIO GENTILUOMO.


BERGAMO, ACCADEMIA CARRARA.

MANUALE

404
nella sala del

Gran Consiglio

molti dipinti che ornano

sionante

la Crocifissione.

Scuola

ammucchiate

ai

il

emozione.

la

da

gruppo

delle

Madonna

il

sue gigantesche dimensioni. Tra

(figg.

431 e 433), forte e impres-

tragico episodio in

donne

una

ricca, vi-

dolenti, perfette di disegno,

un

effetto di straziante

e san Nicola. Brescia, Pinacoteca.

deplorare che nella maggior parte dei quadri del Tintoretto

siano fortemente oscurati, e che molti d'essi


luce

le

Rocco

piedi della croce, raggiunge

Fig. 429. Moretto:

si

di S.

Tintoretto allarga

vacissima scena popolare, dove


raccolte, anzi

STORIA DELL ARTE

famoso anche per

la
11

DI

si

colori

trovino collocati in luoghi dove

insufficiente.

Paolo Caliari, detto

pi

comunemente Paolo Veronese

(1528-1588), giunge

a Venezia nel 1555 artista completo, avendo gi ornato di affreschi molte

anche nella pittura sacra. Non

ville,

ed

dunque da maravigliarsi che egli conservasse qualche carattere tradizionale dell'arte veronese, come
toni argentei del colore. Nullameno egli pu considerarsi come uno dei
sarebbero
avendo dato buone prove

di

l'apogeo della pittura veneziana

405

La potenza

pi schietti rappresentanti della vita e dell'arte veneziana.

mercantile

Venezia era certo sulla via della decadenza,

di

nunciavano

smaglianti, per

Egli raffigura

ci.
al

pompe esterne,
la vita comoda e

alle

Louvre

le

ma

politica e

Veneziani non

ri-

all'antica magnificenza, all'amore per le cose belle e

lieta. Le opere del Veronese esprimono appunto tutto


le Nozze di Cana,
Cene sotto splendidi porticati a colonne

Dresda,

la

Cena

casa di Levi nelle Gallerie di Venezia,

in

Cena

la

san Marco. Milano, Pinacoteca di Brera.

Simone nelle Gallerie di Torino e di Milano, il Convito di san Gregorio


Monte Berico presso Vicenza (fig. 434)
e ci mette dinanzi agli occhi,

in casa di

Magno
in tutti

a
i

pi splendidi particolari,

il

pi ricco

il

pi nobile dei festini. Paolo

dare maggior risalto alla bellezza delle sue donne con


delle vesti, e alla tranquilla e

piccante e vivace.

gli

ornamenti

lo

ama

splendore

formosa venust del tipo antico, sostituisce una grazia

innegabile, pero, che qualche volta in questi quadri giocondi

va perdendo della sua signorile finezza, per cadere nella materialit, quasich
suoi
contemporanei non sapessero godere qualche ora in lieta compagnia senza l'ostentai

zione di grandi apparati.

dare

alle

Tiziano, invece, pochi e semplici mezzi bastavano per

creature del suo pennello l'espressione della felicit.

l'apogeo della pittura veneziana

Anche

nei quadri di chiesa (S. Antonio a Brera

Venezia, uno dei suoi capolavori, intorno

al

quale

si

fig.

407

435

e S.

Sebastiano a

affatico dieci anni) egli

non

si

astiene dall'introdurre qualche tratto profano, ispirato non tanto a un senso di realismo,

quadri

quanto
di

al

desiderio di piacere allo spettatore. In

soggetto storico

Fig. 433. Tintoretto:

la

Ges

alla

adjAlessandro (Galleria Nazionale


nuncia ad empire
di

presenza

di

Pilato.

Londra)

di

di curiosi la terrazza

Paolo nel mettere figure

sopra

il

si

fosse trattato di

si

pigliano licenze.

un dileggio
ornamento

dei pi

belli

tra

suoi

alla

religione.

Venezia, Scuoia di S. Rocco.

non omette

la

scimmia

non

ri-

colonnato. Del resto l'audace libert

di buffoni, di cani, di

nit d'una cena dov'era Ges, insospetti sino

fatte tali figure per

uno

famiglia di Dario, die s'inchina riverente davanti

il

pappagalli ecc. nella sacra solen-

Tribunale del Sant'Uffizio come se

Egli

pittorico e perch

si

giustific

pittori

(come

dicendo che aveva


i

poeti

matti)

Fig. 435.

PAOLO VERONESE:

S.

ANTONIO ABATE FRA SS. CORNELIO E CIPRIANO.


DI BRERA.

MILANO, PINACOTECA

Fig. 436.

PAOLO VERONESE: VENEZIA TRIONFANTE

VENEZIA, PALAZZO DUCALE.

Una

APOGEO DELLA PITTURA VENEZIANA

delle caratteristiche di

Paolo Veronese fu

la

411

predilezione

per

vaste ar-

le

ampie tele. Ci non gli consuoi personaggi nobilsent pi il severo elevarsi dei gruppi, s che noi vediamo
mente vestiti, sorridenti amabilmente o superbamente eretti, passarci innanzi, ora
chitetture

popolosissime composizioni tradotte

e le

in

ora isolati, non senza qualche squilibrio dell'insieme. In sostanza, l'elemento

affollati,

decorativo domina nei quadri del Veronese assai pi che

meglio

ogni altro artista

di

Fig. 437.

affidate nel Palazzo

storici,

e nella Villa

Venezia

(fig.
i

437).

fratelli

Maser, nella

Barbaro,

il

(fig.

quali

co' suoi affreschi

Non

Olimpo sono prettamente veneziani

moda

nei

tratti,

pareti di amplissimi

irrompono nella scena,


colonne) d ai dipinti

e lo stesso

di

il

che

negli

paesaggio che

si

Le dee

gli

dei

nelle

questo, in-

che spiano dalla porta

intravede

di

Palladio di-

abbigliamenti

ma appunto

e fanciulle

Paolo una intonazione

il

raggiunse una delicata nota

fastosa del tempo,

sieme all'amabile vivacit degli episodi (come bimbi


o

le

cerchi profondit di sentimento o di caratteri.

acconciature, corrispondenti alla

le

meritamente famosi sono

pi

villa dalle linee semplicissime,

Veronese

poetica.

si

soffitti

436) e V Abbondanza ora nelle Gallerie di

del suo

vi

furono

Giacomelli a Maser presso Treviso. In pa-

dei

allegorici,

Ratto d'Europa, la Venezia trionfante

segn per

gli

Paolo Veronese: L'Abbondanza. Venezia, Gallerie.

Ducale

mitologici

Tiziano. Perci

in quelli di

adatto ad opere come quelle che

Palazzo Ducale, Paolo coperse

recchie sale del

quadri

egli si sent

par sorridere fra

gioconda intimit, allietata

MANUALE

412

STORIA DELL ARTE

DI

pure dalla luce chiara del colore, grazie alla quale

Veronese non cadde mai

il

quella freddezza che fu propria della pittura decorativa del tardo

LA FINE DEL RINASCIMENTO.

6.0

Se

il

in

Rinascimento.

giudizio sopra

un periodo

della storia dell'arte

sit degli artisti e sulla opinione che questi

ebbero

fondasse sulla opero-

si

ed espressero aper-

di s stessi

tamente, nessuno potrebbe

fermare che

desse diminuire
nel

che

corso

un

met

scoltura su-

e la

tracollo intorno alla

quel

di

venne

sua 'fortuna

la

cinquecento, n

del

pittura

la

bissero

af-

italiana ve-

l'arte

Quanto

secolo.

dipinto, scolpito e fuso

dal 1530

lunga

1570 supera

al

la

somma

gran

di

opere

delle

create nel primo Rinascimento.

Un

altro fatto innegabile che

l'arte italiana

mai come

pot gloriarsi

di

allora

servir di

mo-

dello a tutte. Schiere di artisti

anno passa-

settentrionali ogni

vano

le

parar

Alpi per venire ad im-

la

vera

dimodoch
Scuola

la

arte in Italia

Roma
per

Europa.

tutta

All'incontro, schiere
italiani

era diventata

di

artisti

erano chiamati da ogni

parte d'Europa a maggior gloria


Fig. 438.

Taddeo Landini: Fontana

dell' arte

disposizioni

delle

italiana.
e

maestria sono fuori


sione.

samente
che, cio,
perfetta,

verso

la

La grande

abilit

di

Ma quando

di

discus-

essi orgoglio-

studio.

conduce a lavori abborracciati.

studiare la natura coscienziosamente

Gli artisti

non

si

curano pi

riferendosi ai grandi modelli offerti loro

dagli artisti anteriori, da Michelangelo soprattutto,


terli

felici

si
tengono da pi dei loro predecessori, in un senso solo dicono il vero,
compiono pi rapidamente un pi ampio lavoro grazie all'abilit completa,
cui sono arrivati. Ma qui appunto la posterit, che vede chiaro attrapolvere dei secoli, ha fatta giustizia. Di quel gran numero di opere solo

pochissime riconosce degne

di

Le

loro singolare

la

si

accontentano

al

pi di ripe-

con qualche lieve mutamento.

mai pel corso dei secoli ebbe vita prospera un inquando si allontan dalla natura, unica eterna norma

L'artificio soffoca l'arte; n

dirizzo artistico e durevole


dell'arte stessa.

LA FINE DEL RINASCIMENTO


Infatti, ci

rono

che meglio opera-

del secolo furono

questi
al

met

sino circa alla

gli artisti

413

perch

ritratti,

obbligavano ad attenersi

li

vero. Cos

scoltura

come

pittura

in

sono

ritratti

lunga pi pregevoli che

le

in

gran

di

compo-

sizioni sacre e mitologiche. Parteci-

pano

questo pregio

di

sura anche
quali

in certa

da Leone

statua equestre di Co-

Leoni,

la

simo

a Firenze di

Giambologna

statua equestre di Filippo

fusa da Pietro Tacca.

Anche

decorazione

nella

tombe

a crear opere buone. Alcune

molte fontane sono fra

la

pi

le

A Roma,

magnifiche che esistano.

gli

questa et riescono spesso

artisti di

III

Giambo-

a Madrid abbozzata da

logna

statua in bronzo di Carlo

la

a .Madrid, fusa a Milano

e la

mi-

monumentali

ritratti

fontana detta delle Tartarughe


opera cos bella che

ne attribu

il

tradizione

la

disegno a Raffaello,

mentre ne fu autore un fiorentino

Taddeo Landini
1585. Il nome le
tarughe levate

che

esegu nel

la

viene dalle tar-

in alto

da quattro

giovani nudi sottoposti alla vasca


438).

(fig.

Il

fenomeno

scorriamo non
gare.

Quando

affaticarsi

in

storico di cui di-

gli

forme

canza

di

avverte;
la

posa

sono

anzich

artisti,

cerca

elevati e significativi,
di

da spie-

difficile

soggetti

di
si

contentano

lievi e semplici, la

man-

naturalezza difficilmente
la si

figurati

sente invece
gesti dei
in

modo

si

quando

personaggi
assoluta-

mente inverosimile, con uno sforzo


che non deriva, come nella prima
et delle arti, da difetto di abilit
manuale e da imperizia dell'occhio,
ma da un traviamento del gusto.

Fig. 439. Perseo, di

Benvenuto

Firenze, Loggia de'

Celli

Lanzi.

MANUALE

414

Fig. 44(1.

PI

Guglielmo della Porta: La Giusti;

STORIA DELL ARTE

Particolare del

!ica

di

S.

lento di Paolo

Farnese.

111

Pietro.

Questa inverosimiglianza non da confondere con


quella esagerazione o meglio

esaltazione

del

che

vero,

tende ad una superiore

pura

espressione

pi

del carat-

che deve considerarsi

tere, e

una idealizzazione

della na-

tura per opera dell'arte. La


figura idealizzata superiore
alla

ma non

natura,

ad

traria

caso presente

con-

Invece

essa.

nel

contraddi-

la

zione sta in ci, che quegli

tumultuosi

sforzi

dono
renza

una

come

ma non

Due

Apostoli. Firenze,

Duomo. Cinta

del Coro.

dicono nuli?,

quelle orazioni

matorie

Fig. 441. Bandinelli:

indiffe-

quelle figure parlano

molto,

nascon-

intima

nelle

suono

delle

tutto,

belle

manca

nuto. Di ci

quali

gli

declal'alto

parole

ogni conteartisti

per-

LA ['INE DEL RINASCIMENTO

sonalmente hanno

anche

minor culpa. Spesso

la

la

415

composizione

risente

si

della

troppo rapida esecuzione.

Ad

ogni

modo

deve riconoscere che

si

anche

se

gli

artisti

si

fossero applicati

non avrebbero mai raggiunto la freschezza dei loro predecessori. Il mondo ideale del Rinascimento italiano era oramai esaurito; oramai consumate erano le forme artistiche nelle quali quelle idee si erano concretate, e nessuno
con pi pazienza

lavoro,

al

nuovi concetti che allora signoreggiavano

dei

di

dalle

Alpi

poteva

farsi

strada

in Italia.

Ammarinati: Fontana del Nettuno. Firenze, Pia

Fig. 442.

Come sempre,

la

fantasia

attingerne vera ispirazione,


e lo sforzo della

La nuova forma
sibile se

si

attiene specialmente alle antiche forme, senza pi

senza riuscire a conservarle quali erano.

grandiosit non bastano a mascherare


d'arte,

non unito

il

la

del

pensiero nazionale. Invece, in questo


il

vano favore
tutta

in Italia, cos gli italiani

l'arte italiana
la civilt

esteriori,

tra l'arte e
gli

artisti

la

nazione.

stranieri tro-

sono accolti ed onorati nelle pi lontane Corti,

come un ornamento indispensabile. Del resto


aveva assunto un carattere internazionale per le sue forme

considerata ormai

italiana

magnifiche

fasto esterno

realismo che succede all'idealismo plastico, non pos-

un nuovo indirizzo

momento appunto, par che si venga sciogliendo


legame
Infatti gli artisti mutano paese con somma facilit, e come
dove

Il

meschinit del concetto.

e squisite. All'arte,

che un bell'effetto decorativo.

che non

pi

capace d'altro, non

si

chiede

MANUALE

416

Sarebbe
tura. Se
es.

si

difficile dire se

guardano

concludere che

pi soffrisse di questo

bassorilievi che

della statua equestre di

STORIA DELL ARTE

DI

Cosimo

ornano

gli

mutamento

monumenti

a Firenze), o certi sfarzosi altari,

scoltura decade pi visibilmente. Perduto

la

pittura o la scul-

la

zoccoli dei grandi

vazioni,

senso delle belle ele-

il

neppur raggruppare
posta

ed

non sanno pi
figure in com-

scultori

gli

(ad

dovrebbe

si

le

simmetria,

equilibrata

neppure raggiungono
rico cui

tendono con l'accentuare

singole

figure.

grandi

storici

intravedere
e

D'altra

lasciano

trascurata esecuzione

la

miseria e

la

le

anche

parte

religiosi

pitto-

l'effetto

il

delle forme, cos

vuoto pretenzioso

da fare un'impres-

Comunque,
numero delle

sione anche pi penosa.


si

pu affermare che
degne

opere

di

il

studio

maggiore

nelle scolture di questo periodo, che

pitture.

nelle

Senza tener conto del Tribolo,


gi ricordato, che segue in parte

traccie del Buonarroti,

noscere

della Porta (15009-1577).


con

ma

sua orgogliosa

la

le

rico-

Benvenuto Celdi Guglielmo

valore di

il

(1500-1571)

lini

deve

si

Il

Cellini

bellissima

autobiografia provvide da s a cele-

brare

la

sua grandezza.

fama non dur n


Francia

dove

in

molto

Corte di Francesco
indiscussa,

come

pi colpisce in

Ma

patria,

la

oper
cos a

sua

n in
alla

lungo

egli

sperava. Ci che

lui,

l'irrequieta atti-

vit che lo fa operare nei pi diversi

campi

dell'arte. Nella storia dell'arte,

pi che lo scultore s'ammira l'orafo,

quantunque
Leone l
Gian Giacon

Fig. 443.

dii

Particolare del

de' Medici. Milano,

monumento
Duomo.

nel

Lanzi a Firenze)

Perseo (Loggia dei


egli

che supera quasi tutte

tempo
giovinetto eroe nel loro realismo

Porta appare cos


suo sepolcro,

anche se altrove

439).

Le forme acerbe del

risentono ancora del tipo caro

al

XV

secolo e

si

dalle

egli sa
si

(fig.

un'opera

altre del suo

vuote esagerazioni dei manieristi. Anche Guglielmo della


felicemente ispirato, quando nella statua di papa Paolo III seduto

mantengono monde
sul

si

lasci
le

mettere tanta viva verit e tanta freschezza, che si perdona


le orme di Michelangelo e, come tutti gli artisti del

limita a seguire

tardo Rinascimento, crede che l'arte tragga l'effetto maggiore dalle proporzioni colos-

LA FINE DEL RINASCIMENTO

Fig. 444.

sali

(fig.

440).

417

Giamnologna: Fontana del Nettuno. Bologna, Piazza del Nettur

tanto errore

li

aveva condotti l'imitazione

senso pedestre, superficiale. La tendenza alla grandezza

di Michelangelo, intesa nel

e alla

potenza, che

emanava

non era pi che una ripetizione meccanica.


Anche peggio fecero Bartolomeo Ammannati (1511-1592) e Baccio Bandinelli (1493-1560) fiorentini quando vollero gareggiare con Michelangelo. Il Bandallo spirito stesso del maestro, negli scolari

MANUALE

418
dinelli, se

dobbiamo credere

al

STORIA DELL ARTE

DI

Vasari, lo scimmieggiava anche nella vita. Certo

gli

stro.

porto invidia

e gelosia finche visse, e

non comincio mai nessun lavoro senza atteggiarsi continuatore, anzi emulo del maeNon gli manc ingegno, come mostrano

le

figure degli Apostoli a bassorilievo, che

ornano

cinta del coro

la

rit e bellezza

tecnica.

quali

pi noto

V Ercole e

Caco

della Signoria a Firenze, spiace

dezza

movenze

le

intima

dei

satiri

contra-

e la

Del

si

fred-

resto

cose mi-

nelle

ben

nori comportarsi meglio, e

vede nella

dove

Net-

il

poco meno che grottesco, mentre

Piazza

il

personaggi.

fontana della stessa piazza,

altre

grande

in

agitate

anche l'Ammarinati seppe

tuno

ima

rivela

Nei gruppi colossali, tra

abilit

sto che c' tra

di

semplicit, ve-

linea (fig. 441),

di

opere sue nelle quali

il

Duomo

nel

una singolare

Firenze, di

ninfe della vasca sono model-

le

con vivacit ed eleganza non comuni

lati

1554)

Leone Leoni (1509-1592

che ebbe

gran successo

continuata dal

l'opera sua fu

fig.

443)

Spagna, dove

in

figlio

Pom-

peo, morto a Madrid nel 1610.

per uno straniero che nell'ultimo

periodo

del

Rinascimento

scultori indigeni

Boulogne
stabilirsi a
in

di

il

trionfa

Donai (1524-1608), che

Firenze(1556) italianizz

Giovanni

sugli

fiammingo Giovanni

Bologna

il

nello

nome

Giambologna.

Egli divenne in tutto italiano. Studi con

amore Michelangelo; ma, dotato


un temperamento pi tranquillo,

grande
com'era

di

suo vide limpidamente,

l'occhio

lavor sicura,
d'ogni
miti

l'opera,

la

mano

rimanendo scevra

esagerazione, non

oltrepass

li-

dell'arte.

Altra sua fortuna fu di avere avuto


della verit e della vita

un sentimento
Fig. 445.

Mercurio

di

Giambologna.

Firenze,

superiore a quello di tutti

Museo Nazionale.

sue

suoi

contem-

che appare specialmente dalle


Madonne. Assai belle sono pure le

poranei;

il

Nettuno a Bologna, bene ideata come disposizione delle


architetto palermitano (15087-1592
varie parti da Tommaso Laureti pittore e
sar
Lanzi
dei
Loggia
nella
Ratto delle Sabine
fig 444) Il aruppo cos ardito del
un'opera piuttosto ragionata che
pur sempre ammirato anche da chi lo giudichi
figure della fontana del

LA FINE DEL RINASCIMENTO


ispirata, nella quale

curio in bronzo del

il

calcolo prevale sulla fantasia.

Museo Nazionale

di

419

Opera perfetta

invece

Mer-

il

Firenze, in atto di volare nell'aria

pog-

Con questo
capolavoro, meritamente ammirato ed invidiato dagli artisti, Giambologna si affranc superbamente dallo stile dominante nell'et sua ed infuse un palpito di vita
nuova in un concetto classico. Nelle opere decorative invece egli vero figlio del
colossale, e quando lavora d'ornato trasporta nel campo della
suo tempo: ama
giante leggermente

il

piede sopra

il

del

soffio

vento (1564

fig.

445).

il

plastica l'antico stile grottesto con

Eie. 44(1.

In

tutta

la

Vasari: Leone

in

le

mezzo

al

sue maschere

Mercurio

di

Giambologna. Se osserviamo

1540

al

1580,

dal
e
le

venir

meno

le

vediamo rapidamente

permette

v'

Firenze, Palazzo Vecchio.

un'opera

di

merito uguale

senso del disegno

il

Oramai

le

al

del colore

figure leziose e inespressive o

vizio universale.

Inoltre,

un'esecuzione superficiale

agli artisti

animali fantastici.

molti affreschi e quadri a olio prodotti

offuscarsi

caratteristiche individuali.

movenze esagerate sono divenute un

abilit tecnica

suoi

Collegio dei Cai. liliali.

momento non

pittura di questo

mentre

e affrettata,

la

la

coltura poetica non cosi profonda da preservarli dalle vuote declamazioni

grande
diffusa
e

dalle

stranezze.

Anche

qui l'imitazione di Michelangelo ha portato

per opera di quel gruppo che

Dal naufragio
si

si

salvano soltanto

attiene alla tradizione.

altro a dire se

non che

Quanto
gli

peggiori frutti, soprattutto

Andrea del Sarto.


Santa Famiglia che
quadri d'altare non

raccolse in Firenze intorno ad

si
i

ritratti e

ai

artisti,

qualche

Madonna

vasti affreschi e ai colossali

dominati dalla tendenza formale del momento.

MANUALE

420

STORIA DELL ARTE

DI

sembrano abdicare alla loro personalit e intendono l'arte, la natura, la vita tutti a
un modo. Le figurazioni si somigliano fra di loro al punto che difficile riconoscerne l'origine anche ai segni esterni. Del resto, non tornando neppure il conto di
passare in rassegna

Fra

fiorentini,

Fig. 447.

tali

opere, baster ricordare

accanto a Giorgio Vasari

Angelo Bronzino: Andrea Doria

in

il

di

nome

degli artisti pi acclamati.

Arezzo (1511-1574

fig.

446)

la

aspetto dilNettuno. Milano, Pinacoteca di Brera.

cui fama letteraria e la cui opera architettonica compensano le deficienze pittoriche,


vengono in prima linea Angelo Bronzino (1502-1572 - fig. 447) e Francesco Rossi

detto dei. Salviati (1510-1563).

loro ritratti,

giustamente pregiati,

loro quadri

una scrupolosa coscienza. Per comincia a sfuggir loro il senso dell'armonia coloristica, che difetta anche pi in Alessandro Allori
fratelli Taddeo (1529-1566) e Federico
(1535-1607). A Roma hanno intanto fama
d'altare sono,

almeno

nel disegno, di

Zuccari (1540-1609
fuori

fig.

449)

quest'ultimo conta mecenati

ammiratori anche

d'Italia.

poco a poco per l'influenza

di

Michelangelo va impallidendo per lasciar

il

LA FINE DEL RINASCIMENTI!

421

posto a una vivacit esteriore, a una grazia di ornamenti, a un colore pi seducente,


la noncuranza del sentimento e lo sforzo. E qui dobbiamo fare
Giuseppe Cesari pi noto come Cavalier d'Arpino (15609-1640) che
sal in gran fama a Roma e a Napoli, e su tutto quello di Federico Barocci (15281612) ammiratore del Correggio, elegantissimo nel disegnare, vivace nel comporre, lieto

che mal celano per


il

nome

di

nel colorire a contrasti di tinte fredde e calde che ricordano la madreperla(fig. 448).

ig.

Se

si

448. Feder

vuol vedere come pochi decenni bastassero alla decadenza dell'arteria

nella esecuzione che nel concetto,

renze, opera al loro

si

esaminino

tempo ammirata

le

descrive minutamente. Gli ornati che incorniciano

gerezza n slancio; accanto


ceffi in

grotteschi

caricatura vengono a interrompere

sono imitati
rificazione

in pittura

si
i

le

minute figure

in

al

Vasari, che

quadri non hanno pi n

stendono nastri

tirati;

le

maschere

li

lege

leggiadri viticci. Sui timpani delle porte

coperchi centinati dei sarcofagi

tombe Medicee; nelle figure


allegorica;
campi di battaglia,

gelo cre per

folla di

ai

pitture di Palazzo Vecchio a Fi-

imitata da molti, dovuta

le

come

una mescolanza
citt e

quelli che
di

Michelan-

verismo

di

glo-

paesaggi, popolati da una

tumulto, sono rappresentati a volo d'uccello

e sul

davanti

MANUALE

422
del

quadro

naturale.
servile, di

pavoneggiano

si

In

DI

STORIA DELL ARTE

insignificanti figure allegoriche o simboliche a

quasi tutte queste rappresentazioni offende poi

omaggio cortigianesco. Che parole

terribili

tono

il

di

grandezza
adulazione

avrebbe trovato Michelangelo

per que' suoi discepoli che nel dipinto dell'Assedio di Firenze onorarono cos
mici

Fr. 449.

Un

ne-

Repubblica!

della

Federico Zuccari: Et dell'Argento. Firenze,

Uffizi.

nuove tendenze l'abbiamo nelle scene di martirio frescate


Roma da Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio
(1552-1626 - fig. 452) allievo di Niccol Circignani pure da Pomarance nel Volterrano, dove sono figurati
supplizi pi raccapriccianti, non soltanto senza alin

S.

altro saggio delle

Stefano

Rotondo

cunch

di

Non

Roma

elevato,
si

pensi

ma

in

modo

quasi da esprimere un senso di volutt brutale.