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MICHELANGELO (1475-1564)

Protagonista del Rinascimento italiano, fu riconosciuto gi al suo tempo come


uno dei pi grandi artisti di sempre. Opera principalmente a Firenze e Roma.
OPERE FIORENTINE per i Papi Medicei
- Progetto della facciata di San Lorenzo
- Sacrestia Nuova di San Lorenzo
- Biblioteca Laurenziana
Progetto della facciata di San Lorenzo (1513-1520)
Mai realizzato, il progetto finale
Michelangiolesco per la Facciata di San Lorenzo
propone una soluzione a 3 ordini, che prosegue
per lampiezza di unintera campata su
entrambi i lati e che soprattutto risulta
omogenea nellaltezza, con effetto
monumentale, la parete stessa si articola in
strutture che sembrano generare pilastri e
colonne, mettendo in moto le trabeazioni,
creando un sistema unitario , entro cui sono
disposti gli elementi decorativi quali porte, finestre, nicchie e medaglioni.
Lobiettivo non leffetto pi ricco possibile nel rilievo, bens il collegamento
delle membrature in un tutto organico.
Si sarebbe trattato di un passo fondamentale in architettura verso una
concezione nuova di facciata, non pi basata sulla mera aggregazione di
elementi singoli, ma articolata in modo unitario, dinamico e fortemente
plastico.
Sacrestia Nuova di San Lorenzo (1519-1534)
Concepisce un organismo a pianta centrale,
simmetrico alla Brunelleschiana Sacrestia
Vecchia, con elementi tratti da questo per
con un rendimento spaziale assai diverso.
Si ha uno slancio verticale ottenuto
introducendo una fascia intermedia (attico)
fra la zona inferiore e quella delle lunette;
la cupola emisferica a cassettoni di
derivazione romana. Le pareti laterali
ospitano nicchie poco profonde ma
arricchite da gruppi scultorei realizzati dal Buonarroti per le tombe dei Medici.

Biblioteca Laurenziana (1523-1559)


Esternamente la biblioteca costituita dal
ricetto (ovvero la parte pi alta di ingresso)
e dalla sala di lettura vera e propria.
La planimetria molto semplice, data da un
lunghissimo vano rettangolare
caratterizzato da un alto basamento
su cui poggia un ordine architettonico
gigante che all'interno racchiude due ordini
diversi di aperture (una finestra vera e
propria e delle finestre a cartella cieche, che danno
comunque un inquadramento architettonico allo spazio),
infine un'altra operazione molto breve ed una copertura
a capriate lignee e cassettonata.
Sappiamo che lo scalone verr realizzato nel 1558 da
Bartolomeo Ammannati, probabilmente ripreso da
progetti dello stesso Michelangelo. La straordinaria
soluzione del ricetto non ha eguali nella storia
architettonica rinascimentale: Michelangelo tratta lo
spazio alto e stretto come se fosse molto pi ampio,
ritmandolo al centro con un ordine di colonne binate
incassate nel muro, portanti nonostante la precariet
che cingono il portale timpanato, e frapposte a finestre aperte e cieche,
sormontati da timpani.
OPERE ROMANE su commissione dei Papi Clemente VII e Paolo III
Piazza del Campidoglio
Palazzo Farnese
Porta Pia
Piazza del Campidoglio (1539)
Cuore civile e politico di Roma; nel 500, lo spazio della piazza medievale risulta
talmente degradato urbanisti-camente da indurre Papa Paolo III alla
Riqualificazione.

Il restauro della Piazza affidato a


Michelangelo nel 1538.
Incentrato attorno al nucleo simbolico
costituito dalla statua equestre di Marco
Aurelio collocato su un piedistallo mistilineo
disegnato da egli stesso, lo spazio si irradia
grazie al disegno stellare del selciato,
inscrivendosi entro un ellisse che esplicita
lasse direzionale della piazza ( dalla scalinata
di accesso verso la facciata del Palazzo
Senatorio) e lambendo anche le 2 ali laterali,
cio il medievale Palazzo dei Conservatori e il
suo omologo antistante, fatto costruire ex
novo per regolarizzare limpianto trapezoidale
e mascherare il fianco medievale della
basilica di Aracoeli, altrimenti troppo visibile.
Palazzo Farnese (1546)
Il Palazzo Farnese di Roma era stato
progettato da Antonio da Sangallo il
Giovane, ideando un compatto palazzo
con cortile, vestibolo allantica e
loggiato retrostante, aperto verso il
Tevere, arti-colato su 3 piani non
definiti da ordini, ma caratterizzati da
una sequenza di finestroni. Alla sua
morte, il completamento viene affidato
a Michelangelo che ne muta alcuni
caratteri, divenendo monumentale e
movimentato rispetto alla rigida scansione sangallesca.
Sul balcone del piano nobile, fa aprire una finestra architravata in luogo
dellarco previsto in origine e completa il prospetto con un cornicione
fortemente aggettante, mentre a coronamento dellasse verticale impostata al
centro fa apporre un grande stemma dal contorno irregolare.
Il cornicione va ad interrompere la schematica simmetria della facciata e
focalizza lattenzione sui gigli farnesiani, ripetuti sul fregio terminale. Leffetto
complessivo risulta molto pi plastico rispetto al progetto sangallesco.
Porta Pia (1561/1564)
Innalzata al termine della strada dello stesso nome con il fonte rivolto, contro
ogni tradizione, verso linterno della citt, si configura come un oggetto con
preciso significato urbanistico: la sua posizione di fondale e punto di riferimento
di un lungo percorso rettilineo anticipa i criteri visuali che saranno la base

dellurbanistica barocca di Pio V. La porta in s


risulta dallaccostamento autono-mo di varie
parti, montate su di una parete leterizia in
modo quanto mai anticlassico e
antinormativo: non a caso questa fra le opere
michelangiolesche sar fra le pi criticate.