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Lambiente piemontese: Guarini, Juvarra, Vittone

Guarino Guarini (1624/1683)


Con larrivo di Guarini a Torino, ha inizio la grande stagione del barocco piemontese.
Il modenese Guarino Guarini, formatosi a Roma ed entrato a contatto con le opere
borrominiane, svolge un ruolo fondamentale per levoluzione del linguaggio barocco.
formatosi sullo stile borrominiano si distacc in seguito dall'architettura classica e da
quella contemporanea; i suoi edifici non mirano all'unit, ma a un sorprendente
collegamento di parti individualmente distinte, che determinano la forma generale
dellorganismo senza perdere la loro identit. Procedimento che da luogo ad una
variet ed una opposizione di effetti spaziali, e definito per questo affine a certe
esperienze manieristiche.
Particolarmente vicino alla ricerca strutturale, Guarini esplora il mondo dei materiali e
dei metodi costruttivi, specialmente nelle volte e nelle cupole, che rappresentano il
punto focale della sua ricerca architettonica. Le sue idee, contribuiranno alla diffusione
del Barocco nellEuropa centrale.
Purtroppo nulla rimane delle opere pre-piemontesi, rimangono solo i progetti nelle
incisioni.

Chiesa della Santissima Annunziata


Con questo edificio messinese (distrutta nel terremoto del 1908) Guarini introdusse, di
fatto, il barocco in Sicilia tra molte perplessit dei contemporanei. Il progetto di Guarini
dovette tener conto di un corpo preesistente da completare e dal diverso
orientamento dello spazio esterno, per cui la facciata presentava un'insolita rotazione,
risolta con l'introduzione di un campanile in posizione asimmetrica. La facciata a vari
ordini sovrapposti, dalla sagoma piramidale e dalla superficie mossa concavoconvessa far da modello a molte chiese siciliane del XVIII secolo. L'interno della
chiesa era caratterizzato da una cupola che anticipava quelle poi realizzate a Torino.

TORINO
-

Cappella della Santa Sindone;


Chiesa di San Lorenzo;
Palazzo Carignano;

Cappella della Santa Sindone (1668)


Modifica un edificio a pianta circolare iniziato dal Castellamonte
rivoluzionandolo: nello spazio cilindrico introduce 3 vestiboli
semicircolari, uniti a 2 a 2 da grandi archi; sulla figura
triangolare cos ottenuta imposta, mediante 3 pennacchi, il
tamburo in mattoni a pianta poligo-nale con 6 finestre
alternate a nicchie incorniciati da lesene e protetti da un tetto
che morbidamente si adagia sugli archi.
La cupola composta da una serie di archetti formanti anelli
concentrici sovrapposti, che si restringono man mano, leffetto
di cotanta magnificenza costruttiva quello di una volta
traforata, attraversata dalla luce che conferisce allinvaso una
qualit particolare. La cupola progettata in maniera da
risultare pi alta, grazie ad un'illusione ottica.

Chiesa di San Lorenzo (1668/1687)


Costruzione del 1634, nel 1668 affidata a Guarini.
Larchitetto ne trasforma limpianto originario a croce
latina in una pianta centrale costituita da un grande
spazio ottagonale racchiuso entro una forma quadrata, da
cui si accede a un piccolopresbiterio ellittico trasverso
scintillante di marmi e di ori e collegato al retrostante
coro.
Il dinamismo dellambiente generato dal giro di cappelle
parietali, conce-pito come cellule spaziali indipendenti,
ciascuna delle quali sporge in direzione dellaula centrale
tramite una triplice apertura a serliana dallandamento
convesso, che imprime allo spazio un ritmo elastico.
Leffetto appare pi chiaro al livello del cornicione, dove
le 8 superfici curve del perimetro si congiungono senza soluzione di continuit,
visualizzando un motivo di pressione che trova sfogo in altezza, prima nei 4 grandi
pennacchi e quindi nella cupola e nella lanterna.
La grande calotta della cupola, sostenuta dal giro delle colonne delle serliane e
illuminata alla base dellintradosso da 8 finestroni ellittici, attraversata da un
complesso sistema di nervature che corrono accoppiate, formando una fantastica
stella a 8 punte con al centro un ottagono regolare ( il motivo della stella, derivato
dallarch. Islamica, ripetuto anche nelle volte delle cappelle e del presbiterio).

Palazzo Carignano (1679)


Costruito per il principe Carignano dal
1679, esso rappresenta il vertice dello
sviluppo del palazzo italiano del tardo
Seicento.
Ledificio, dal ritmo fortemente ondulatorio,
si basa su una tradizionale pianta a U lunga
35 m, reinterpre-tata in modo originale
grazie al trattamenti riservato alla parte
centrale, dominata dalla grande rotonda
ellittica sporgente su ambedue fronti
delledificio e conclusa da un alto tamburo senza cupola. Due ali convesse, ben
leggibili in facciata, raccordano la rotonda alle testate dei 2 corpi di fabbrica laterali.
La Facciata, in coerente rapporto con gli spazi interni, si sviluppa orizzontalmente con
maestoso moto ondulatorio, valorizzando il ruolo del portale di ingresso, sormontato
da unedicola convessa a 2 piani.
Larticolazione del prospetto si sviluppa con 2 ordini giganti sovrapposti, dei quali
quello inferiore un dorico surreale, quello superiore in corinzio. Il movimento della
curvatura centrale contrasta con le superfici rettilinee laterali, determinando un
originale effetto pittorico e chiaroscurale. (materiale cotto)

Filippo Juvarra (1678/1736)


Il messinese Filippo Juvarra stato un architetto e scenografo italiano, uno dei
massimi esponenti del Barocco, che oper per lunghi anni a Torino come architetto di
casa Savoia.
Formatosi nelle sua citt natale, dove ha modo di apprezzare le opere del Guarini,
frequenta la bottega di Carlo Fontana dove apprende le tendenze accademiche, lo
porta a stanziarsi fra il classicismo e la pi intensa ricerca barocca. Juvarra utilizza
contributi e spunti dalle pi disparate provenienze, riuscendo a creare un linguaggio
unico e personale.
Opere Principali nel Piemontese (dove si concentra maggiormente la sua attivit):
- Basilica di Superga;
- Palazzina di caccia di Stupinigi

Basilica di Superga (1715/31)


Pozione dominante sulla collina est di
Torino, la Basilica di Superga una
grandiosa costruzione a croce greca
inscritta in un cerchio, con cappelle
lungo gli assi laterali, (ispirata al S.
Agnese di Borromini) che le danno una
impostazione a pianta centrale innestata
nel corpo quadrangolare del monastero.
Anche il motivo della facciata, con lalta
cupola inquadrata dai campanili laterali,
riprende unidea borrominiana, mentre il
trattamento della superficie esterna con
un ordine gigante di paraste coronato da
un attico richiama labside di San Pietro,
mentre un classicissimo pronao a 4
colonne posto in corrispondenza
dellingresso. Linsieme risulta equilibrato nel rapporto fra le varie parti e
nellinserimento delle masse nel paesaggio, infatti il rapporto con la natura
recuperato e valorizzato in termini luministici e come vincolo atmosferico, con effetti di
luce e ombra che interagiscono con larchitettura, rendendola vibrante e togliendole
peso e massa. Bench ricca di riferimenti, la Basilica non pu essere paragonata a
nessuno dei modelli cui si ispira, piuttosto trova affinit con alcune abbazie
benedettine dellarea tedesca.

Palazzina di caccia di Stupinigi (1729/31)

Costituisce un originale esempio di armoniosit fra architettura e natura,


presentandosi come unarticolata e dinamica
costruzione a croce di SantAndrea libera da
implicazioni retoriche e celebrative.
Caratterizzato da forme chiare e nitide e da un
impianto aperto dalle qualit fortemente
scenografiche, ledificio dominato dal volume
centrale di forma ovale, che com-prende
lampio salone a doppia altezza, perno
dellintera costruzione, da cui si diramano 4
braccia lineari protese nel paesaggio. La
spazialit radiante dellarchitettura capace di
integrare la vastit del paesaggio circostante con naturalezza sfruttando la luminosit

dello spazio.
La creativit di Juvarra risalta anche nelle studiate soluzioni prospettiche e nelle visuali
che valorizzano i rapporti tra i diversi ambienti e lesterno e nellideazione delle
coperture del salone, dove la volta suddivisa in pi parti (per eliminare leffetto
monumentale): il baldacchino centrale retto da altissimi pilastri e i 4 semicatini.

Bernardo Vittone (1702/1770)


Piemontese di origine, Vittone studia a Roma dove vince uno dei concorsi indetti
dallAccademia di S. Luca, tornato a Torino si avvicina alle opere del Guarini, di cui
cura la pubblicazione dellArchitettura civile, ed entra a contatto con le opere
juvarriane; entrambe le personalit di spicco del barocco piemontese influenzeranno il
suo linguaggio arricchendolo di elementi originali.
Delle sue Opere ricordiamo:

Il santuario di Vallinotto presso Carignano


(1738)
Ha una pianta esagonale con cappelle radiali ed un coro
semi-circolare; la copertura, che la parte pi
interessante, presenta una complessa soluzione che
combina una volta a costoloni incrociati (Guarini), con
altre 2 volte sovrapposte di dimensioni decrescenti
terminando con la lanterna.

La chiesa di S. Chiara a Bra (1742)


Nucleo circolare su cui si aprono ortogonalmente quattro
cappelle
uguali; in questo impianto che si riporta alla
croce greca, Vittone introduce il motivo Juvarriano di una
galleria con alti archi sovrastanti le cappelle. Linvolucro
murario del vano principale risulta cos svuotato, ed
anche la cupola appare tagliata nella parte inferiore,
mentre una variet di effetti luminosi ottenuta da
aperture sapientemente distribuiti.