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Concrete: un materiale per l’architettura

Il calcestruzzo come materiale di espressione creativa

Arch. Pietro Mecnagli, Ph.D., Università di Roma La Sapienza

Dati generali dell’intervento

Progettista Santiago Calatrava


Incarico Auditorium per la musica
Luogo Santa Cruz de Tenerife, Spagna
Anno di realizzazione 2003
Tipo di intervento Nuova costruzione
Tipologia costruttiva Calcestruzzo armato gettato in opera
Ente promotore Edilizia per il culto
General contractor Consorzio Auditorio de Tenerife
Ditte di costruzione NECSO e Dragados, Spagna

Concrete: materiale, struttura e forma a servizio dell’architettura


I materiali, le tecniche costruttive e i concetti formali nell’architettura contemporanea
seguono trasformazioni costanti nel tempo ed influenzate da molteplici variabili e
sperimentazioni. Di contro, le esigenze funzionali, tecnologiche e comunicative reagiscono
repentinamente all’evoluzione continua della richiesta.
Un’opera architettonica si configura come un processo che deve tenere presenti tutti questi
diversi livelli e le loro variabili. L’architettura oggi oltre a fornire un adeguato sistema e
programma funzionale deve saper interpretare e gestire tre concetti fondamentali
strettamente connessi tra loro: materiale, struttura tecnologica e forma. Un processo questo
che deve seguire l’obiettivo prefissato dall’operazione creativa attraverso le adeguate scelte
tecnico-formali.
Ogni operazione creativa – dall’immaginazione di un’opera d’arte, di una composizione
musicale, di un abito di moda - e caratterizzata da un elemento necessario e imprescindibile: il
percorso che intercorre tra l’idea e la sua realizzazione in termini concreti; trasformare un
modello sorgente o la visione ispiratrice in materiale, struttura e forma.
Le capacità creative sono in parte prefigurare e immaginare in che modo un’idea possa essere
realizzata in termini strutturali, di scelta dei materiali e di espressione formale. La
rappresentazione tipica dell’oggetto artistico corrisponde anche alla necessita di conformare
lo spazio osservando l’aspetto più strettamente funzionale.
Creare e plasmare lo spazio significa stabilire relazioni fra parti differenti del processo e
dell’organismo architettonico creando tra loro un legame indissolubile.
Il calcestruzzo è riconosciuto come un materiale total-design, in grado di adempiere a
molteplici funzioni, di plasmare lo spazio. Attraverso continui processi di ricerca E
sperimentazione, ha raggiunto traguardi inimmaginabili: la materia si plasma secondo le
necessità ambientali, funzionali e tecnologiche desiderate; la struttura diventa opera d’arte,
oggetto architettonico; la forma diventa libero gesto creativo ed espressivo. È un materiale

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capace di liberare la fantasia del progettista e trasformare una visione in architettura. Il
calcestruzzo è materia, struttura e forma.

Il progetto caso studio


Il nuovo auditorium realizzato a Tenerife, si compone dall’intreccio tra materiale, forma e
struttura e assume connotati artistici. L’opera architettonica progettata dall’ingegnere
valenciano si affaccia sull’oceano Atlantico ed è presto diventato simbolo delle isole Canarie.
L’avvolgente forma plastica e l’imponente struttura scultorea conferiscono a quest’opera
architettonica una solenne monumentalità, strettamente connessa con la funzione che ospita.
Situato tra il porto e il Parco Marino, L’organismo architettonico rappresenta l’elemento di
connessione fra il mare e la citta, trasformandosi in punto di riferimento dello spazio ma pur
sempre distaccato da esso. L’intera opera occupa una superficie di 24.000 mq circa e la grande
sala concerti può ospitare più di 1.500 posti distribuiti su tre piattaforme svincolate tra loro.
Dal basamento gradonato alto 15 metri, nasce e prende forma il guscio di calcestruzzo armato
gettato in opera. Il basamento, oltre a gerarchizzare i dislivelli della zona, ospita un folto
programma funzionale sviluppando ed articolando diversi tipi di ambienti tra qui un sala
musica con 400 posti, strutture tecniche, facilities e l’ auditorium individuato dall’intersezione
di forme curvilinee, coniche e cilindriche. All’esterno si alternano piazze su diversi livelli e
giardini in tema con la natura tropicale del luogo.
Le forme geometriche semplici e plasmate grazie all’utilizzo del calcestruzzo configurano
tutto il complesso dando vita ad un organismo architettonico capace di relazionarsi con il
contesto sia marino che urbano e diventando il fulcro artistico dell’intera cittadina. La

Figura 1. Auditorium Adàn Martìn, Santa Cruz de Tenerife, Spagna, ing. Santiago Calatrava – Vista generale
dell’intervento. In questa architettura il calcestruzzo rappresenta materia, struttura e forma

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copertura è ottenuta dall’incastro di due segmenti di cono, e il guscio dell’auditorium è
ricavato dalla rotazione di una curva ellittica. Gli ingressi, realizzati su entrambe le facciate
laterali, sono scavati nel solido guscio attraverso due grandi archi in calcestruzzo conferendo
libertà strutturale agli spazi e alle funzioni interne. L’ampia struttura raggiunge sbalzi di quasi
60 metri conferendo maestosità e protezione al corpo centrale.

Il Materiale
La scelta del calcestruzzo armato utilizzato in gran parte dell’opera permette di plasmarne la
forma e la struttura. La dote plastica di un materiale come il calcestruzzo ha reso possibile la
realizzazione di un oggetto architettonico fuori dal comune che esprime attraverso il suo
fascino, una stretta connessione tra materiale, forma e struttura ottenendo spazialità ed
ambienti unici grazie all’utilizzo di membrane monolitiche di calcestruzzo.
In questo progetto il materiale calcestruzzo permette di trasformare un’idea concettuale in
progetto realizzabile. La realizzazione di un’opera architettonica tanto sofisticata è stata
possibile anche grazie alle capacità professionali degli addetti ai lavori che hanno saputo
interpretare e formulare la messa in opera del materiale. In questa architettura il calcestruzzo
è materiale espressivo. Le grandi doti meccaniche intese come sforzi strutturali e le qualità
materiche riconoscibili come forza espressiva sono gli strumenti tramite cui la fantasia si
trasforma in architettura.
La scelta del calcestruzzo bianco esalta il contrasto con la natura circostante conferendo
all’opera una spiccata vivacità.

Figura 2. Auditorium Adàn Martìn, Santa Cruz de Tenerife, Spagna, ing. Santiago Calatrava – Vista della
facciata latrale. Dettaglio della vela e dei grandi archi di ingresso.

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I gusci laterali di forma complessa sono realizzati grazie alla grande forza strutturale e alla
possibilità tecnologica del calcestruzzo gettato in opera.
L’esile copertura a sbalzo di notevole spessore materico che si riduce verso la sua estremità
sembra annullare il suo peso diventando simbolo architettonico e strutturale.
Il calcestruzzo è il materiale con il quale realizzare le forme complesse dell’architettura
organica, un materiale capace di privarsi della solidità dell’immaginario comune per suscitare
leggerezza e spazialità plastica.
Il calcestruzzo è il materiale che conferisce unità di modellazione a tutto il progetto. Le
superfici esterne realizzate anch’esse in calcestruzzo diventano struttura portante, delineano
le chiusure dell’intero edificio e caratterizzano l’interior-design. Attraverso all’utilizzo di un
materiale tradizionale quale il calcestruzzo, il progettista dimostra come l’innovazione
architettonica e tecnologica non sia sempre strettamente connessa all’impiego di materiali
ipertecnologici, ma sia invece legata ad un articolata espressione di linguaggio capace di
formulare inedite configurazioni spaziali e plasmare spazialità affascinanti.

La Struttura Tecnologica
La struttura dell’auditorium Adàn Martìn è strettamente connessa alla sua forma e materia,
trasformando l’architettura in organismo dinamico nel quale il calcestruzzo armato raggiunge
enormi tensioni strutturali. Tutte le pareti, il guscio e gli elementi portanti sono realizzati in
calcestruzzo armato gettato in opera con parti metalliche o in precompresso. L’onda che
figurativamente protegge il guscio dell’auditorium raggiunge un altezza prossima ai 60 metri.

Figura 3. Auditorium Adàn Martìn, Santa Cruz de Tenerife, Spagna, ing. Santiago Calatrava – Vista della
facciata latrale. Dettaglio di uno degli archi di ingresso – Pianta piano auditorium

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In questo caso il processo costruttivo è stato realizzato a terra suddividendo l’onda in 17 parti
montate successivamente in cantiere. Una volta assemblati i pezzi, i vuoti lasciati
dall’operazione di montaggio sono stati riempiti in calcestruzzo. La struttura ad arco è
sostenuta in due punti: dall’imponente base che si estende per circa 98 metri, e in un punto
centrale dell’arco alla sommità del guscio. L’onda va assottigliandosi sempre più per
diminuire i carichi e per conferire continuità e snellezza alla struttura. Era necessario avere
una conoscenza approfondita delle possibilità realizzative, delle tecnologie produttive e
utilizzare sistemi avanzati di attrezzature provvisionali: dal semplice impiego di casseforme a
telaio TRIO nelle fondazioni, alle casseforme a ripresa per le pareti della vela disposte in modo
simmetrico, in curva e in torsione, per finire con la straordinaria costruzione specifica basata
sulla tecnologia del sistema di ripresa autosollevante ACS per la struttura della copertura
autoportante.
Altro segno strutturale e tecnologico è rappresentato dai due archi che scavano il guscio
aprendo le due maestose entrate. In questo caso la tecnologia costruttiva dell’arco in
calcestruzzo ha permesso di liberare le facciate da vincoli e realizzare una vetrata continua
che permette la permeabilità della luce esaltando gli spazi e le curve degli interni.
La struttura si rilegge anche negli spazzi interni, dove gli archi e le curve in calcestruzzo
permettono fruibilità degli ambienti e conferiscono una forma plastica e affascinante.
L’auditorium, come tutti gli spazi aggiuntivi e le zone di servizio sono dotate di impianto di
climatizzazione, mentre il foyer, le zone di collegamento e gli ampi spazi pubblici sono
climaticamente regolati da una studiata ventilazione naturale realizzata attraverso ampie
zone vetrate.

La Forma
La materia e la struttura prendono forma. Il libero gesto espressivo di natura chiaramente
plastica genera l’auditorium di Tenerife. Le forme usate sono quelle della geometria classica:
cilindri, coni e archi. Attraverso un sapiente gioco di addizioni, sottrazioni e rotazioni di
queste figure e grazie alle potenzialità formali del calcestruzzo l’ing. Calatrava progetta una
vera a propria forma d’arte. L’essenzialità delle forme consente un’ottima distribuzione degli
sforzi strutturali. La copertura si estende e s’impenna da una base solida fino ad assottigliarsi
in un solo punto diventando gesto simbolico. Il principio formale della massa che grava sulla
struttura e degli sbalzi limitati in quest’opera è superato. Come di consueto nelle sue opere
l’ingegnere valenciano sperimenta il modello plastico delle tensioni realizzate attraverso pure
espressioni tecnologiche di forze e masse in movimento. La forma slanciata dell’auditorium
conferisce ad un materiale statico come il calcestruzzo una dinamicità e leggerezza unica, le
forze e le masse sembrano muoversi costantemente.
L’indagine sugli aspetti tecnologici e sulle potenzialità dei materiali, si affianca a una continua
ricerca formale: la natura ispira l’architettura. Le forme anatomiche degli elementi naturali,
animali, di fiori e le sensazioni dell’immaginario sono alla base delle riflessioni condotte in
fase meta-progettuale. La forma è nella ricerca di un concept in grado di suscitare sensazioni
uniche per chi la vive.
Ecco allora che architettura trova nel calcestruzzo un alleato dalle grandi qualità creative, si
trasforma in materia, struttura e forma.

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Figura 4. Auditorium Adàn Martìn, Santa Cruz de Tenerife, Spagna, ing. Santiago Calatrava – Vista degli
spazi interni. Il calcestruzzo è in questo progetto un elemento total-design le sue qualità permettono di
realizzare spazialità e ambienti plastici.

Figura 5. Auditorium Adàn Martìn, Santa Cruz de Tenerife, Spagna, ing. Santiago Calatrava – Vista degli
spazi interni. Il calcestruzzo è in questo progetto un elemento total-design lin un'unica soluzione di continuità
la parete si trasforma in copertura creando un ambiente di grande solennità – Sezioni trasversale e
longitudinale dell’auditorium

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Bibliografia di riferimento
Arnaboldi M.A., “La metafora della spada. New tenerife Auditorium”, L'Arca 187,
dicembre/decembre 2003, pp. 2-13.
Faresin A., “Architettura in calcestruzzo. Soluzioni innovative e sostenibilità”, UTET, 2012.
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Lo Ricco G., Micheli S., “Lo spettacolo dell’architettura. Profilo dell’archistar”, Bruno
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Pierotti P., “Paradigmi di architettura”, Manuale critico di storia dell'edificazione, Edizioni Plus
Pisa University Press, 2005.
Jodidio P., “Calatrava. Complete Works 1979-2007”, Taschen, 2007.
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Auditorio de Tenerife, “Auditorio de Tenerife”. Visiones Vision, Tenerife, 2003.
Fonti immagini, www.calatrava.com

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