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LEON BATTISTA

ALBERTI
(1404-1472)
Un umanista

Leon Battista Alberti fu un colto umanista.

Scrisse tre trattati in latino che rappresentano la codificazione


teorica delle scoperte e degli ideali del Rinascimento.

Nel trattato sulla pittura, De pictura (1435), espone i principi della prospettiva.

Nel trattato sull’architettura, De re aedificatoria (1447-1452), pone come fini da


raggiungere l’armonia tra le parti (in lat. concinnitas) e l’ispirazione all’antico.

Nel trattato sulla scultura, De statua (ca 1450), discute delle proporzioni.

Appunti di Storia dell’Arte


Fabrizio Accardo
L’architettura
Modello per Alberti è il De architectura di Vitruvio, il più grande
architetto e teorico della classicità.

Anche per l’Alberti, come per Brunelleschi, è importante lo studio


dell’antico. Come architetto Leon Battista Alberti:

• pensa che l’architettura sia un’attività «mentale» e che il ruolo dell’architetto


risieda nella progettazione
• studia attentamente gli antichi monumenti, facendo rilevazioni dal vero
• recupera gli ordini architettonici classici e le tipologie degli edifici romani,
che reinterpreta secondo le esigenze dei committenti e i principi
rinascimentali
Appunti di Storia dell’Arte
Fabrizio Accardo
Anticipatore del Manierismo

Per Alberti l’architettura rappresenta allo stesso tempo una


concezione dello spazio, ma anche le diverse concezioni di esso
che si sono verificate nelle varie epoche storiche.

Il monumento è per lui l’ideale di forma plastica unitaria,


espressione di valori storici ed ideologici.

L’opera dell’Alberti può considerarsi come un insieme di tipologie


monumentali e come fondamento dell’architettura classica e
manierista del Cinquecento.

Appunti di Storia dell’Arte


Fabrizio Accardo
Tempio Malatestiano
La prima opera architettonica del 1450 è il Tempio Malatestiano.

Alberti trasforma la chiesa di San Francesco in mausoleo di famiglia di


Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini.

Rivestita di lastre di pietra d’Istria


la chiesa assume un aspetto
classico.

Ai lati del portale dovevano essere


collocati i sarcofagi del Malatesta
e della moglie Isotta.

Ispirato a un arco di trionfo il


Tempio celebra il Malatesta come
un imperatore romano.
La facciata del Tempio Malatestiano
Nel progettare la facciata, Alberti non guarda alla
forma del tempio bensì ad altri edifici classici

Il disegno generale si rifà all’Arco Le arcate dei fianchi si ispirano agli


di Augusto di Rimini acquedotti romani e, nella forma,
richiamano quelli del Colosseo e
del Mausoleo di Teodorico

La medaglia coniata da
Matteo de’ Pasti,
collaboratore
dell’Alberti, mostra la
cupola prevista nel
progetto a imitazione
di quella del Pantheon
Tempio Malatestiano

Anche l’interno viene modificato secondo i modelli classici

• La pianta è a navata unica con cappelle laterali aperte da arconi a sesto acuto
• Le pareti sono scandite da un doppio ordine di paraste (giallo)
• Tra i due livelli corre una mensola sormontata da statue
Palazzo Rucellai
Alla metà del ’400 risale il progetto
per il Palazzo di famiglia dei Rucellai
Alberti fissa il “tipo” del palazzo signorile
(che si deve imporre più per la perfezione
delle proporzioni che per l’ostentazione
della ricchezza) e pone qui le basi per il
rinnovamento dell’architettura civile:

• adotta per la prima volta in un edificio


civile la sovrapposizione degli ordini
architettonici
• trae il linguaggio architettonico
(mensole, cornici, capitelli ecc.)
dall’architettura romana
• crea campate ritmiche
• riduce il bugnato a un puro disegno
• dà all’insieme razionalità e rigore
geometrico
La facciata di Santa Maria Novella
Alberti progetta per Giovanni Rucellai, intorno al 1458-1460, la
facciata della basilica domenicana di Santa Maria Novella
La facciata è rivestita
da tarsie marmoree Il Sole del timpano è
bicolori a disegno simbolo del quartiere
geometrico, riprese da e dell’ordine
San Miniato al Monte domenicano
ed elaborate secondo i
principi classici della
modulazione classica
desunti da Vitruvio Le volute laterali
raccordano l’ordine
La metà superiore si
superiore all’attico
ispira a un tempio
classico tetrastilo

Il progetto risponde Nella zona inferiore


a precisi rapporti Alberti ingloba e
proporzionali basati armonizza le parti
sul quadrato e sul trecentesche
cerchio preesistenti
Chiesa di Sant’Andrea
Chiesa di Sant’Andrea
A Mantova, nel 1470, Alberti si dedica
al progetto per la chiesa di Sant’Andrea

Si tratta del nuovo santuario per la


celebre reliquia del Sangue di Cristo

Nel nuovo progetto Alberti:


• torna alla pianta longitudinale
• crea una grande navata unica su cui si
aprono cappelle a pianta quadrangolare
• copre sia la navata sia le cappelle
laterali con volte a botte cassettonate
• trae l’ispirazione da edifici romani
imperiali come le terme e la Basilica di
Massenzio
• La composizione è modulare, basata sul
quadrato e le strutture sono articolate
da membrature fortemente plastiche.

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