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DONATO BRAMANTE (1444-1514)

Formatosi a Urbino, uno dei centri della cultura italiana del XV secolo, fu attivo
dapprima a Milano, condizionando lo sviluppo del rinascimento lombardo,
quindi a Roma, dove progett la Basilica di San Pietro. In qualit di architetto,
fu la personalit di maggior rilievo nel passaggio tra il XV e il XVI secolo e nel
maturare del classicismo cinquecentesco, tanto che la sua opera confrontata
dai contemporanei all'architettura delle vestigia romane e lui considerato
"inventor e luce della buona e vera Architettura".
MILANO
SANTA MARIA presso SAN SATIRO 1482
Edificio di respiro veramente monumentale: un corpo
longitudinale a tre navate, con uguale ampiezza tra
navata centrale e bracci del transetto, entrambi
coperti da poderose volte a botte con cassettoni
dipinti che evocavano il modello di Sant'Andrea
dell'Alberti. L'incrocio dei bracci presenta una cupola
emisferica, caratteristico motivo bramantesco.
Crea, attraverso lardita invenzione del finto coro
prospettico, il braccio che non c, trasformando
ledificio illusionisticamente a croce. Si tratta di un
capolavoro di illusione ottica, realizzato in stucco
dorato e dipinto, che finge la profondit di un abside.
Attraverso elementi decorativi pi plastici e pittorici
che architettonici, Bramante suggerisce lidea di una
continuit spaziale che lambiente reale effettivamente nega.

TRIBUNA SANTA MARIA DELLE GRAZIE 1492


Bramante progetta una struttura a pianta quadrata
impostata su 4 possenti pilastri, su cui poggiano gli
arconi che tramite pennacchi sorreggono la
gigantesca cupola emisferica; egli inventa un
ambiente monumentale e luminoso rispetto alla
greve e buia struttura gotica della navata.
In tutta la decorazione si ripetono i motivi circolari
dei tondi, inscritti nellalta trabeazione, nei sottarchi,
nei pennacchi e nella cupola, e il motivo della ruota
radiata, gi usato da Bramante in Santa Maria
presso San satiro. Lequilibrio delle proporzioni del
progetto basato sulla larghezza della navata
centrale della chiesa che, raddoppiata, corrisponde
ai lati del presbiterio e al diametro della cupola.

ROMA
IL TEMPIETTO DI SAN PIETRO IN MONTORIO
1502
una piccola costruzione a pianta circolare posta al
centro di uno dei cortili del convento di San Pietro in
Montorio a Roma, luogo di martirio di San Pietro, sul
colle Gianicolo. Viene considerato uno degli esempi
pi significativi d'architettura rinascimentale, di cui
esemplifica alcuni dei temi fondamentali, come la
pianta centrale, la ripresa dell'architettura romana
antica e la ricerca proporzionale e geometrica nel
rapporto tra le parti. Il tempietto, monoptero, ha un
corpo cilindrico, che costituisce la cella del tempio, la
cui muratura scavata da nicchie insolitamente
profonde, decorate con conchiglie, e scandita da
paraste come proiezione geometrica delle colonne del peristilio. La costruzione
infatti circondata da un colonnato dorico sopraelevato su gradini; sulle 16
colonne corre una trabeazione conforme alle indicazioni che Vitruvio ha dato
per l'ordine dorico, con un fregio decorato con triglifi e metope. Le colonne
sono di granito grigio; le altre membrature di travertino. Il soffitto
dell'ambulacro decorato a cassettoni.