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L ARCHITETTURA PALEOCRISTIANA

L architettura paleocristiana di pu suddividere in tre periodi :

1 PERIODO PRE COSTANTINIANO 50- 313 d.C.


2 PERIODO COSTANTINIANO IV SEC d.C.
3 PERIODO POST COSTANTINIANO 335-400 d.C.

1 L ARCHITETTURA PALEOCRISTIANA NEL PERIODO PRE- COSTANTINIANO 50-313 d.C.


Il cristianesimo nella tarda antichit crebbe quasi ignorato per almeno una generazione dopo la morte di Cristo. Ancora
all inizio del II sec sia la struttura interna che il rituale erano scarsamente organizzati. Quindi fino al 200 d.C. si pu
affermare che non esistesse una architettura cristiana. Dal 250 d.C. la situazione cambia radicalmente perch si assiste
ad un massiccio diffondersi del cristianesimo. Cos le strutture necessarie alle congregazioni dovevano assolvere ai
bisogni sociali e spirituali dei fedeli e al culto dei morti. Fuori dalle citt vennero edificati cimiteri , le catacombe, e
monumenti funerari per i martiri.

2 LARCHITETTURA PALEOCRISTINA NEL PERIODO COSTANTINIANO IV sec d.C.


Fu proprio Costantino nel 314 d.C., che riconobbe al Cristianesimo una posizione ufficiale. La chiesa cristiana, avendo
ormai un ruolo ufficiale sotto questo imperatore, cerc l espressione della propria architettura nell ambito di quella
pubblica e scelse il tipo di edificio che riuniva caratteristiche religiose con i criteri dell ufficialit, la basilica,questo un
edificio diviso generalmente in una navata centrale, e due laterali, di norma aveva un tetto di travi in legno in vista, o un
soffitto piano. In realt il termine basilica non era altro che una grande sala per assemblee situata spesso nel foro, usata
per amministrare la giustizia, o luogo usato per gli affari. dall inizio del II sec d.C. la basilica fu adattata al rituale
religioso. Nasce in questo periodo quindi l architettura paleocristiana. I primi esempi che nascono di vere basiliche non
pi laiche o civiche ma religiose sono:

LA CHIESA D SAN PIETRO A ROMA = fu costruita con lo scopo di renderla accessibile a grandi folle di fedeli, nasce
sulla tomba dell apostolo Pietro. Si possono qui individuare gli spazi fondamentali che ritroveremo nelle successive
chiese, le navate dove vi l assemblea dei fedeli,l abside zona centrale dove si trova l altare, il transetto che separa l
assemblea dall altare. Ha uno spazio intorno ad essa per eventuali cerimonie all aperto.

LA CHIESA D SAN GIOVANNI IN LATERANO ROMA 313 d.C. = costruita in un ala di un palazzo imperiale, il Laterano,
donato da Costantino alla chiesa come sede vescovile. La struttura comprendeva una grande navata centrale, dotata di
un abside, e fiancheggiata da colonne.
La basilica cos rompe con le ricerche architettoniche romane, l unico elemento l abside coperta spesso da una volta
a catini. E sulle origini della basilica paleocristiana ci sono alcune ipotesi a riguardo ad esempio:

1 che derivi dalla basilica laica romana


2 questo non spiega il fatto per cui le chiese erano caratterizzate da spazi realizzati in estrema povert, dove venivano
messe da parte le tradizioni romane, infatti veniva utilizzato il sistema a copertura a tetto ligneo, che si pensa era la pi
veloce ed economico per i cristiani.

Ma a queste ipotesi si oppone Sergio Bettini, infatti egli sostiene che la basilica cristiana sia totalmente svincolata da
quella romana, essa nasce quindi dalle esigenze concrete della fede liturgica, e quindi dall importanza di dove viene
svolto il rito cio l abside, dove abbiamo l altare:

- Il centro l abside per celebrare il rito, cos la parte sacra dove posto l altare diventa il fulcro della
costruzione, mentre lo spazio di raccolta dei fedeli non era di fondamentale importanza.
- Con la presenza del transetto , spazio intermedio che separa le due zone, inoltre si vuole creare anche una
divisione ideale tra la vita terrena e il Cristo. Nasce cos un percorso privilegiato di ascesi dall ingresso all
altare per i fedeli che dona alla costruzione una forma longitudinale.

La basilica cristiana quindi per Bettini nasce da una sua logica interna. A conferma di tale tesi sono le chiese aperte
come quella di Santa Maria della Pinta a Palermo.
Comunque opportuno tener presente che prima del 350 d.C. non esisteva un tipo edilizio definibile come la basilica
cristiana, si trovavano invece un largo numero di varianti sul tema della basilica. Ma le caratteristiche essenziali comuni
alla maggioranza delle basiliche si possono riassumere in :

1 pianta sviluppata in lunghezza con asse longitudinale, in modo da dare a tutti la stessa visibilit,e per creare quel
percorso di ascesi. Inoltre questo impianto permetteva una gerarchizzazione dei fedeli.
2 altro asse importante ma non sempre presente il transetto.
3 il tetto in travature in legno in vista.
4 abbandono degli archi, ritorno al sistema trilitico, con colonne in legno.
5 la navata centrale pi le laterali.
6 l abside
7 le finestre

La variet delle chiese costantiniane efficacemente rappresentata da alcune opere nella architettura post costantiniana
soprattutto a Roma e a Milano.

3 L ARCHITETTURA PALEOCRISTIANA NEL PERIODO POST COSTANTINIANO 335-400 d.C.


Dopo la morte di Costantino nel 326, il papato e il clero vollero creare un tipo di chiesa adatto alle ordinarie necessit
delle congregazioni. Nel 385 venne iniziata:

LA CHIESA D SAN PAOLO FUORI LE MURA = sorgeva su di un mausoleo, probabilmente posto nel luogo dove fu
sepolto il Santo, e presenta un vasto ambiente dove possibile la venerazione della tomba. Oggi si possono solo
apprezzare la grandezza e le proporzioni dell impianto originale, perch dopo che and distrutta in un incendio, fu
ricostruita in stile ottocentesco. La basilica aveva cinque navate, precedute da un atrio porticato e da un transetto poco
sporgente. Nella prima parte inferiore troviamo archi su colonne, per dividere le navate, quindi ibridazione della colonna
con la trabeazione, e l arco con pilastro. Il secondo ordine costituito da un muro piano aperto nella sommit da
finestre,su questo muro neutro verranno realizzate decorazioni religiose, in genere la concentrazione per la parte pi
sacra, l altare. La verticalit ristabilita, si perde l organicit dell architettura tardo antica, ritorna il tetto piano a doppio
spiovente, cio viene sintetizzato il sistema trilitico.

LA BASILICA D SANTA MARIA MAGGIORE 432-440 d.C. = costituita da tre navate separate da file di colonne ,
presenta un abside ricostruito con un giro di colonne e questa viene inquadrata da un arco trionfante, l ordine
purificato da ogni ibridazione, infatti le colonne con capitelli ionici sorreggono la trabeazione anche il secondo livello
nobilitato da un ordine architettonico con pilastri che inquadrano le finestre decorate con paraste in stucco, e quindi
risente molto la sopravvivenza dei criteri ellenici all interno della prima architettura paleocristiana.
L architettura romana con l avvento degli impianti ecclesiastici viene messa da parte, rimane solo un elemento utilizzato
nell architettura paleocristiana : l abside con catino, ma in realt ci sono altri canali di sopravvivenza dell architettura
romana: mentre la civilt d Occidente scompare, quella d Oriente invece continua a crescere sotto l influenza della
cultura bizantina, che sar l erede dell architettura romana, ed in particolare riprendendo gli impianti centrici, e i
mausolei.
Sergio Bettini infatti individua delle tappe emblematiche partendo dal :

MAUSOLEO ROMANO = edificio funebre di celebrazione, di forma cilindrica, con derivazione dal tholos greco, presenta
un articolazione dello spazio con l aggregazione dello spazio principale con quelli secondari.
Il passo successivo Bettini lo individua nel:

PANTHEON = dove vi il primo tentativo di svuotare la massa muraria, quindi creare delle nicchie, individuando le zone
in cui posizionare gli archi di scarico, per distribuire bene il peso, gli archi nella muratura convogliano il peso nelle parti
piene, quindi si individuano le parti portanti da quelle non portanti.
Passo successivo al Pantheon :

PADIGLIONE DEGLI HORTI LICINIANI O TEMPIO D MINERVA MEDICA = dove la differenza tra parti portanti e degli
spazi pi evidente e visibile, cos si rompe il perimetro in cerca di nuovi spazi. Le esedre alcune sono vuote altre piene
ci vuol dire che ci si prospetta verso nuovi orizzonti.
La fase conclusiva di questo percorso si identifica l architettura cristiana con :
LA CHIESA D SANTA COSTANZA = qui il meccanismo architettonico pi complesso, la cupola insiste su sostegni
puntiformi, per compensata da una volta a botte che con la sua forza verticale spinge sulla muratura,contrastando la
spinta orizzontale, le due forze in questo modo si annullano perch contrarie. Abbiamo in questa chiesa una volta
centrale che poggia su colonne esili, effetto illogico, in quanto la spinta annullata dalla volta anulare. Questa
rappresenta una grande conquista espressiva. Inoltre a questo svincolamento dalla logica si associa l uso del mosaico,
che regala uno spazio ancor pi stupefacente, e donando allo stesso tempo una smaterializzazione degli spazi.
Quest ultimi sono i primi elementi fondamentali dell architettura bizantina che si individuano in quella romana giunta
quasi al tramonto.
A Milano pi che in ogni altro centro si sviluppano esempi molto significativi di architettura paleocristiana tra il IV e il V
sec d.C. Dal 353 Milano infatti fu spesso sede imperiale e quindi capitale dell Occidente. Ricordiamo tre grandi chiese:

LA CHIESA D SAN LORENZO 352-375 d.C.= spazio centrico con un atrio preceduto da un colonnato, con una grande
cupola sorretta da piccoli sostegni,e presenta un alternanza di pareti curve, cio calotte nella parte delle esedre coperte
con volta a botte, che rendono la pianta nel suo complesso simile a un grande quadrifoglio, e contrafforti ad andamento
rettilineo che producono una dilatazione dello spazio,nell ordine inferiore abbiamo la trabeazione, quindi uso di colonne.
Inoltre abbiamo la presenza di 4 pilastri angolari che sostengono la copertura. evidente il legame con l architettura
tardo imperiale.

CHIESA D SAN SIMPLICIANO FINE DEL IV SEC = presenta una pianta a croce, anche se la struttura originaria
incorporata dentro un rifacimento di epoca romanica, mostra una chiara articolazione in arcate cieche e finestre, e una
muratura in mattoni di ottima fattura. Ha un aula, senza navate, con uno spazio unico, inoltre presenta un transetto molto
sporgente.

CHIESA D SANTA TECLA META DEL IV SEC = la sua pianta mostra chiari legami con la basilica costantiniana del
Laterano. Infatti il complesso si presenta come un abasilica a cinque navate, dove quella centrale termina con un coro
separato dalle navate laterali dalla presenza di colonne. All esterno sporgono l abside e dietro un battistero ottogonale.