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CAMPANE DI POSINA

FUSINE, CASTANA e LAGHI


Sede:
Piazza G. Marconi
36010 POSINA (Vicenza)
tel. 0445 748118

Pubblicazione PRO MANOSCRITTO


delle Parrocchie di:
S. Margherita V.M. in Posina, S. Rocco in Fusine,
S. Pietro Apostolo in Castana e S. Barnaba in Laghi

Un grazie cordiale
a Roberto Lorenzato e agli articolisti
per la preziosa collaborazione

Stampa:
Stab. Tip. G. Fuga & Figli - Arsiero

In copertina:
Foto di gruppo dopo la celebrazione della Cresima
Laghi, 20 ottobre 2002

Foto in ultima di copertina di G. Spezzapria


Veduta panoramica di Laghi

Le offerte raccolte dalla distribuzione del bollettino


sono destinate alle opere parrocchiali.
L'anno scorso, però, sono servite solamente a coprire
le spese di stampa e di invio del bollettino stesso all'estero.
Carissimi,
la definizione di Gesù come "buon pastore" è cer-
tamente una delle più suggestive del Vangelo.
Sono cambiati i tempi, i ranghi degli addetti alla
pastorizia si sono molto ridotti e quello che un tempo
era normale - come vedere un gregge di pecore al
pascolo - ora è raro.
I bambini corrono il rischio di vedere le
pecore solo sui libri e se ne trovano qualcuna
sui campi sono magari incapaci di ricono-
scerla, se non corrisponde esattamente a
quella vista sul libro.
Sì, sono passati i tempi da quando il
pastore condivideva in tutto la vita del
suo o dell'altrui gregge, eppure l'immagi-
ne di Gesù buon pastore non ha perso il
suo fascino: essa si presenta a noi in tutta la
sua pregnanza. "Io sono il buon pastore - ci
ricorda Gesù - conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me".
E ancora: le pecore ascoltano la voce del pastore; il pastore cammina davanti a
loro e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.
Ecco in poche, suggestive parole la descrizione della vita cristiana: ascoltare la
voce del Signore Gesù e seguirlo verso l'incontro con il Padre. Da soli? No, perché
una pecora sola non fa un gregge, ma assieme agli altri fratelli. Un unico gregge, un
solo pastore.
Certo, a qualcuno si arriccerà il naso al sentirsi chiamare "pecora"! Nel linguag-
gio corrente il passaggio da "pecora" a "pecorone" è breve. Lasciamo che il mondo
dica: il cristiano si vanta di essere una pecorella del gregge del Signore perché sa di
essere al sicuro: l'erba (sacramenti) è sempre verde, l'acqua (parola di Dio) è sempre
fresca, una buona compagnia (eucarestia domenicale) è assicurata.
E se le vicissitudini della vita rallentano il cammino, lo rendono più faticoso, lo
oscurano, il cristiano sa che il buon pastore lo prenderà in braccio, come fa il pastore
con una pecora piccina, malata, stanca.
E se anche ci incammineremo per strade che portano lontano dal buon pastore, egli
lascerà il gregge al sicuro per venire a cercare noi, pecorelle smarrite e, trovatici, ci
caricherà sulle spalle e ci ricondurrà all'ovile.
Ecco l'augurio che rivolgo a tutti, parrocchiani e villeggianti, immigrati ed emigra-
ti: sentiamoci sempre di più pecore di quel gregge che ha il Signore Gesù come buon
pastore.
Don Stefano
Cristiani si diventa:
dalle parole ai fatti
Durante il Consiglio pastorale unitario del toccare due momenti della vita sacra-
23 maggio 2003 a Castana si è parlato mentale del cristiano: il battesimo e la
della applicazione prossima del docu- cosiddetta "prima comunione". Alcune
mento e relativi sussidi riguardanti il cam- parrocchie, tra cui le nostre, si appogge-
mino che la Diocesi di Vicenza ha inizia- ranno ad Arsiero per un cammino serio di
to sulla strada di un nuovo, incisivo riscoperta del proprio essere cristiani che
annuncio del Vangelo. le famiglie sono chiamate a fare in vista
"Cristiani si diventa" è quasi il motto che del battesimo dei figli. Per quanto riguar-
sta all'inizio - come pietra fondamentale - da la " p r i m a c o m u n i o n e " il maggior
di questa nuova esperienza di incontro coinvolgimento di comunità cristiane e
con il Signore e il suo Vangelo. f a m i g l i e si t r a d u r r à in un c a m m i n o
I tanti a b b a n d o n i del d o p o - c r e s i m a approfondito di riscoperta del giorno del
hanno convinto l'intera diocesi ad incam- Signore, la domenica, vivendo anche
minarsi su una strada - ardua ma sicura- insieme - da cristiani - qualche domeni-
mente giusta - che veda un maggior coin- ca. Le mutate condizioni sociali e cristia-
volgimento delle comunità cristiane e ne (non è più sufficiente essere nati in
della famiglia (chiesa domestica) nell'an- paesi cosiddetti cristiani per essere cri-
nuncio del vangelo fatto ai fanciulli e stiani; non è più sufficiente il battesimo
ragazzi. per dirsi ed essere cristiani) ci impongono
Anche nel nostro vicariato di Arsiero questo nuovo cammino.
(comprendente le parrocchie di Non ci spaventiamo, non
Arsiero, Tonezza, ci accontentiamo del
Castana, Fusine, minimo indispensabi-
Laghi, Posina, le.
Casotto, Forni, Se il nostro cri-
Pedemonte, stianesimo ci
M e d a , Lago, sta a cuore
Seghe e Velo è giunto il
d'Astico) dal m o m e n t o di
prossimo anno abbracciare
pastorale (set- scelte ardue
t e m b re ma i n d i -
2003) gra- spensabili.
dualmente ma Pena la
d ec i s a - chiusu-
mente si pro- ra d e l l e
cederà a d e l l e nostre b e l l e
"innovazioni" chiese per "ces-
che andranno a sata attività".

— 2 —
Anagrafe Parrocchiale 2002-2003
POSINA Battesimi 10.11.2002 Costabeber Annika di Ruggero e Cattelan Sandra
15.06.2003 Bassi Filippo e Matteo di Giovanni e Baraccani Silvia

Matrimoni 08.03.2003 Stiffan Paolo e Zambon Monica


28.06.2003 Lighezzolo Elisa e D a l l ' O s t o Daniel

Morti 20.08.2002 Losco Alvise di anni 91


09.09.2002 Benetti Franca di anni 75
27.10.2002 Cecchellero Guido di anni 82
18.11.2002 Rader Remiro di anni 78
26.12.2002 Cortiana Aldo di anni 73
04.01.2003 Ossato Mario di anni 79
09.01.2003 Maraschin E.Gildo di anni 90
19.01.2003 Stedile Margherita di anni 94
05.02.2003 Cervo Fiorina di anni 56
15.04.2003 Stedile Gino di anni 83

FUSINE Battesimi 06.07.2003 Bebervanzo Ilenia di G.Carlo e Cervo Gianna

Matrimoni 14.07.2002 Wilkins Dean e Croce Stefania

Morti 07.02.2002 Mogentale Bruna di anni 61


28.12.2002 Serman Virginio di anni 87
25.03.2003 Lighezzolo Elvira di anni 94
12.04.2003 Rader Gino Battista di anni 78
31.05.2003 Serman Fortunato Elio di anni 74
01.06.2003 Vinante Maria Maddalena di anni 80
06.06.2003 Sella Giovanni di anni 85

CASTANA Battesimi 17.11.2002 Calgaro Giorgia di Enzo e Comparin Gigliola


Comparin Gloria di Rino e Lorenzato Sonia

Matrimoni 05.07.2002 Sartori Oscar e Cervo Elena


26.07.2003 Carotta Fabiano e Cornolò Monica

Morti 25.07.2002 Comparin Gemma di anni 77


25.01.2003 Brunello Maria di anni 99

LAGHI Battesimi 28.07.2002 Menegatti Kristel di Luigino e Giannotta Ilaria


15.12.2002 Zordan Valentina di Federico e Mocan Alexandra

Morti 24.08.2002 Pettinà Antonina di anni 88


23.09.2002 Gelserini Edda Gabriella di anni 63
09.12.2002 Dal Molin Rosa di anni 89
09.03.2003 Sella Adele di anni 84
13.06.2003 Dal Molin Polonia di anni 88

—3 —
A Laghi la Cresima 2002

Domenica 20 ottobre 2002 il vescovo di


Vicenza, mons. Pietro Giacomo Nonis, ha
a m m i n i s t r a t o il sacramento d e l l a
Confermazione a quindici ragazzi della
nostra unità pastorale.
Hanno ricevuto il sigillo dello Spirito
Santo, una specie di "patente di cristiano
convinto", Andrea Caprin, Dino Cervo,
A n d r e a C o m p a r i n , D i n o Costabeber,
Katiuscia Dal Maso, Mario Fuzul, Mattia
Lanaro, Lisa Lorenzato, Michael Losco,
Sara L u n a r d e l l o , Giuseppe Patellaro,
Cristina Rader, Ilaria Res, Alberto Sortino e
Alessandro Zambon.
Il vescovo ha messo il sigillo su un cammi-
no compiuto dai ragazzi aiutati dai preti,
dai catechisti (e qui è doveroso ringraziare
Antonella e Gaetano) e dalla grazia di Dio.
Ora sta a loro non interrompere il cammi-
no... confortati dalla testimonianza dei cri-
stiani della Valposina.

—4—
A Castana la Prima Comunione
Tappa nel cammino di valorizzazione
dell'Eucarestia nel Giorno del Signore
Elisabetta Calgaro, Chiara Comparin e La cosiddetta " p r i m a c o m u n i o n e " ha
Jessica Comparin, da Castana e Bozena completato un percorso ma ha anche
Sikiric e Mattia Rader, da Posina, dome- aperto un lungo cammino: quello di una
nica 18 maggio 2003, dopo un cammino celebrazione permanente nel tempo del-
di preparazione guidato dalla catechista l'eucarestia nel giorno del Signore, la
Anna Spezzapria, hanno celebrato, nella domenica.
chiesa parrocchiale di Castana, il loro
incontro con Gesù eucarestia. "Non possiamo vivere senza celebrare il
giorno del Signore" ci ricordano i martiri.
Da quel giorno, come dovrebbe essere Non possiamo dirci cristiani senza l'in-
per ogni buon cristiano convinto, posso- contro settimanale con il Signore e con i
no partecipare alla mensa della Parola e fratelli.
a quella del Pane.
La nostra identità di cristiani si gioca di
domenica.

—5—
Castana:
uno scrigno di ricordi...
Domenica 8 giugno 2003, festa
di Pentecoste, quasi tutta
Castana si è stretta attorno al
suo primo parroco, don Piero
Campagnolo, classe 1922.
È stato bello vedere i ragazzi e i
giovani dei tempi passati con-
versare affabilmente con il gio-
vane pastore degli anni 50 e
constatare di fatto che - come
dice un detto antico - "è vec-
chio solo chi non ha i d e a l i " .
Don Piero mantiene tutta la fre-
schezza di una vita donata al
Signore e spesa al servizio dei
fratelli.

Durante l'omelia il nostro, commuovendo


giovani e meno giovani, ha ripercorso la
sua esperienza di parroco di Castana par-
lando della chiesa parrocchiale come di
uno scrigno di ricordi lieti e meno e intrat-
tenendo i presenti con una semplice e
altrettanto pregnante catechesi sui doni
dello Spirito santo.
La mensa seguita alla messa ha completato
- ciliegina sulla torta - una mattinata di rin-
graziamenti e ricordi.

—6—
A Fusine
la
Sacra Famiglia

Il 25 agosto 2002 il parroco ha


b e n e d e t t o a Fusine, c o n t r à
Masetto, il nuovo, grazioso capi-
t e l l o d e d i c a t o a l l a Sacra
Famiglia, capitello voluto dalla
signora Elda Caprin a ricordo
dei propri cari.
La Sacra Famiglia di Nazaret ci
ricordi cos'è la famiglia, quali
sono le virtù antiche ma sempre
fresche del vivere in famiglia:
fede, amore, rispetto, silenzio,
umiltà...

— 7 —
Domenica 4 agosto 2002 la signora Elda Dal Molin ha
Laghi: festeggiato con parenti ed amici un traguardo davvero
invidiabile: 90 anni! Elda ringrazia il Signore per i doni
90 anni che le ha concesso in tanti anni e per la forza donatale
nell'affrontare il "buon combattimento della vita".
e non sentirli! Guardiamo all'esempio di queste nostre "colonne" per
vivere meglio il presente.

Posina:
a proposito del restauro
della Chiesa Parrocchiale
Il progetto - curato dall'arch. Feiffer di zie cordiale alle persone che hanno già
Venezia - per la conservazione e il conso- manifestato il loro interessamento alla
lidamento della chiesa parrocchiale é propria chiesa donando denaro (sono stati
stato presentato alla Commissione dioce- finora raccolti Euro 6258) e tempo (e qui
sana per l'arte sacra ed ora sta seguendo il mi riferisco al Comitato per il restauro). Il
suo naturale, anche se lento, iter, in vista cammino che ci sta davanti è lungo e fati-
dell'approvazione della Soprintendenza. coso, ma confido nel buon cuore di tutti.
Dalle pagine di "Campane" invio un gra- Il parroco

—8—
Un grazie
dall'Ecuador
D o n L u c i a n o Mazzasette,
sacerdote vicentino operante
nella missione di Charapotò, in
Ecuador, compagno di ordina-
zione del nostro parroco, ci
scrive ringraziando per quanto
la generosità dei cristiani della
Valposina gli ha messo a dispo-
s i z i o n e t r a m i t e la r a c c o l t a
dell'Epifania 2003 e della cam-
pagna quaresimale 2003 "un
pane per amor di Dio": quasi
1000 euro. Don Luciano ha in
progetto la costruzione di aule
per il catechismo, onde ospita-
re oltre 500 bambini e ragazzi
il sabato.
Durante la settimana il nuovo
centro funzionerebbe da scuola
materna. La nostra "goccia di
solidarietà" continuerà, certi
che il Signore ama chi dona
con gioia.

—9—
Campane di... Bettale
Nel mese di giugno dell'e-
state 2002, più precisamen-
te durante un forte tempo-
rale, un fulmine colpì in
pieno la chiesetta-oratorio
di Contrà Bettale, danneg-
giando gravemente l'orolo-
gio. La folgore fu talmente
violenta da "mettere a tace-
re", per tutto il periodo esti-
vo, il suono delle campane
ed il battere d e l l e ore.
Considerato il m o m e n t o
impegnativo per quel che
riguarda il bilancio parroc-
chiale, intento ad affrontare
le enormi spese per il pro-
getto ed i lavori di sistema-
zione della Chiesa
Parrocchiale, si è provvedu-
to a raccogliere fondi per
riparare i danni tramite gli
abitanti dell'alta Valposina:
da contrà Griso fino a con-
trà Prà e non solo: ad essi si
sono aggiunti anche quegli
abitanti non residenti ma
proprietari di qualche stabi-
le ad uso vacanziero, o per
brevi periodi di soggiorno.
Le signore Augusta e Daria
di c o n t r à Rader h a n n o foto: R. Lorenzato La Chiesetta di contrà Bettale
messo a disposizione il loro
tempo per la raccolta di tali offerte da manutenzione alla chiesetta.
destinarsi poi ai lavori di riparazione; in In conclusione, si ritiene giusto e dovero-
tutto hanno raccolto 1.410,00 euro. so ringraziare tutte le persone che hanno
A lavori ultimati la sorpresa; è il caso di collaborato per risolvere l'inconveniente
dire "Dio vede e Dio provvede": la ditta a c c a d u t o : gli abitanti della zona, le
Fagan Campane ha offerto gratuitamente signore Augusta e Daria di contrà Rader e
l'intera opera, quindi tutto il ricavato è la ditta esecutrice dei lavori.
stato depositato nel libretto postale a
disposizione per altre successive opere di
Roberto Lorenzato

— 10 —
ti. Ricordo ancora il Cav. Andreas Reiter,
Finalmente! mancato troppo presto. Sta ai giovani,
ora, portare avanti il messaggio di fratel-
lanza e di pace.
Dopo decenni di costante presenza come Ho iniziato dalla fine della cerimonia,
cerimoniere della manifestazione, il Cav. perchè volevo dare risalto al Cav. Libratti,
Sabatino Libratti ha tenuto la commemo- che ha parlato con il cuore, dandoci una
razione ufficiale a Cervi, nella consueta manifestazione di affetto per questi luo-
cerimonia di Posina. ghi e le loro genti.
È stato un vero piacere sentirlo. In tutta All'inizio della cerimonia c'era stata la
semplicità e chiarezza ha illustrato i preghiera al Capitello del Cristo Mutilo,
momenti fondamentali della vita nella con la deposizione di una corona di allo-
Vallata: il periodo tranquillo e povero ro, ed u n ' a l t r a c o r o n a portata al
prima dell'inizio della guerra, l'evacua- Monumento ai Caduti, "esiliato" fuori
zione forzata nel maggio 1916, la Strafe- Posina, davanti all'ingresso del Cimitero.
Expedition, il ritorno al termine della Come cittadina onoraria, ritengo di poter
guerra, ed infine la ricostruzione della
Cappellina della Madonna di Monte
Majo, voluta dai superstiti della Val
Posina, con la grande festa per l'inau-
gurazione, il 28 luglio 1968.
È stata la sintesi di più di un secolo di
storia, che ha avvinto tutti i presenti,
veramente tanti quest'anno, comprese
molte Autorità.
Brevi ma significativi i discorsi del
Sindaco e del C o l . Schuster,
dell'Associazione della Croce Nera
austriaca, ed onore anche al celebran-
te, Cappellano militare, che ha saputo
conciliare la solennità del rito della S.
Messa con la brevità del tempo, sem-
pre tiranno in queste occasioni.
Molti i giovani presenti, ed è bello
vederli raccogliere con entusiasmo l'e-
redità di coloro che li hanno precedu-

foto: R. Lorenzato

Il Sindaco Pertile prof. Paolo


alla cerimonia dei caduti del monte Majo
presso la Chiesetta di contrà Cervi

— 11 —
esprimere la mia opinione: quello non é Alpini e le loro donne.
il suo posto. Un Monumento del genere A proposito di donne, nel picchetto d'o-
deve essere collocato in paese o in una nore c'era anche una donna, paracaduti-
zona di transito, dove tutti lo possano sta mi sembra, ma non ho fatto molta
vedere, anche gli estranei. Altrimenti si attenzione: ho notato solo la gonna. L'età
può pensare che a Posina non vi siano e la distrazione giocano brutti scherzi!
stati Caduti né durante la I guerra mon- Proprio l'età non più verde mi fa dire:
diale né durante la II. SPERO di poter essere presente anche
Questa per me è stata una piccola ombra l'anno prossimo. Ma con ottimismo salu-
sulla cerimonia, peraltro riuscita benissi- to: ARRIVEDERCI AL 2003!
mo, sotto un bel cielo sereno e conclusa
Agosto 2002 Augusta Ficalbi
con l ' o t t i m o pranzo preparato dagli

I bambini incontrano i nonni


Venerdì 17 gennaio sono venuti a scuola degli anni, sulle diverse regole che veni-
degli alunni un po' speciali: nonna Livia, vano rispettate a quei tempi e sull'orga-
nonna Elvia e nonno Arturo. nizzazione della scuola.
Con gli alunni di classe prima e seconda D o p o aver risposto ad una serie di
elementare, infatti, abbiamo analizzato le domande a casa e dopo aver tratto le
differenze tra il nostro tempo e quello dei nostre conclusioni, abbiamo avuto l'idea
nostri nonni; in particolare ci siamo sof- di ascoltare da "viva voce" tutto quello
fermati sui cambiamenti che gli oggetti di che avevamo studiato, così abbiamo cer-
uso comune hanno subito con il passare cato delle persone disponibili capaci di

foto: R. Lorenzato

Il gruppo di
bambini di
seconda elementare
con alcuni "nonni"
durante il
singolare incontro

— 12 —
c o i n v o l g e r c i con i loro racconti e la richiami, ma battevano le mani ripetuta-
nostra scelta non poteva essere più mente con una bacchettina di noce,
azzeccata! molto flessibile.
Un'ora di chiacchiere, di pensieri, di rac- Gli alunni non utilizzavano uno zaino
conti, di poesie recitate, per fare un tuffo come il nostro, con scritte e colori, bensì
nel passato e ritrovarci tra pennini, mani avevano una "sacchetta" cucita con delle
sporche d'inchiostro, punizioni dietro alla toppe e dei pezzi di stoffa, oppure una
lavagna o in ginocchio sopra ai sassi, cassettina di legno talvolta costruita da
bacchettate sulle mani, alfabetieri, legna loro. Dentro tenevano un quaderno a
da portare a scuola per riscaldarsi, grem- righe o a quadri con un libricino che
biuli, borse di cartone, giochi molto più comprendeva un po' di esercizi di italia-
semplici (ma forse più "salutari") dei no, matematica, storia, scienze, geogra-
nostri, voti espressi in numeri. fia.
Sicuramente anche i nostri nonni hanno Avevano anche un piccolo alfabetiere
rivissuto, attraverso i ricordi, tutti quei che insegnava loro a leggere abbastanza
momenti, più o meno belli, della loro vita bene.
scolastica e, speriamo, che il pomeriggio Alle loro maestre parlavano quasi sempre
sia stato piacevole anche per loro. in dialetto, forse perché era l'unica lingua
Poiché l'intervista è stata registrata, le conosciuta, la più comprensibile, o forse
maestre l'hanno fatta ascoltare anche in perché era più comodo per tutti!
classe q u a r t a - q u i n t a e gli a l u n n i ne Tra i maschi e le femmine, a quei tempi,
hanno fatto un tema. c'era un po' di differenza e la si poteva
notare anche nei vestiti che indossavano
Ecco l'esposizione di uno di loro: a scuola. Le femmine andavano vestite
con un grembiulino, sempre cucito o
// 17 gennaio 2003 sono venuti a scuola
rammendato; i maschi, invece, portavano
dei nonni a raccontare agli alunni di
degli "indumenti da guerra". Portavano
prima e seconda come era la scuola ai
inoltre un giubbetto e un berretto.
loro tempi. La maestra ci ha fatto ascolta-
Durante la ricreazione, chiamata "el
re la registrazione dell'intervista e io,
merendin", i ragazzi giocavano a
dopo aver preso appunti, ho capito che la
"Campanon" e a "Scalon", giochi di semi
scuola, allora, era molto diversa da quella
movimento che servivano per riprendere
di oggi. Non avevano le scatole di colori
le forze per studiare. D'inverno era diver-
da dodici o da ventiquattro e neanche le
so, dopo le abbondanti nevicate, si diver-
penne rosse, blu o nere, ma avevano solo
tivano a giocare a palle di neve o a
un paio di colori, quelli primari, e le loro
costruire degli oggetti strani.
penne erano dei pennini che si intingeva-
Ciò che hanno raccontato i nostri nonni è
no nell'inchiostro, il quale si metteva in
stato molto affascinante. Ci ha fatto capi-
boccette da incastrare nel banco, ed era
re meglio la storia e ci ha aiutato a ren-
solo nero, molto intenso e lucido.
derci conto di quanto, noi, adesso, siamo
In questo modo si sporcavano spesso le
fortunati.
mani perché il pennino sgocciolava e
Forse dovremmo stare ad ascoltarli più
bisognava evitare di sporcare il quaderno
spesso...
perché gli insegnanti, altrimenti, si arrab-
Le maestre ed i bambini
biavano e non utilizzavano semplici della scuola elementare di Posina

— 13 —
L'ANGOLO
DEGLI ALPINI
La montagna DI POSINA
svela i suoi "segreti"

Gli alpini di Posina


riaprono il "Sentiero di cresta"
del m. Alba
di Giovanni M. Filosofo

È stata la forza silenziosa del volontariato e sostenuti col tradizionale sasso del
a riportare alla luce una suggestiva via posto, il caratteristico "lardaro", color
montana quasi dimenticata e, soprattutto rosso, trinceramenti scavati direttamente
alcune testimonianze storiche di notevole in roccia, con gallerie e feritoie; altri
interesse, qualcuna del tutto sconosciuta. costruiti in calcestruzzo dell'epoca, man-
tenutosi inalterato nel tempo.
A compiere in 120 ore di lavoro questa
importante operazione di recupero è Ma durante i lavori c'è stata una scoperta
stato un gruppo di alpini e di altri volon- ancora più importante.
tari di Posina, guidato dal presidente
delle penne nere, Giannico Losco, e ani- Tra l'intrico della vegetazione è stata
mato da Renzo L i g h e z z o l o e Remo infatti rinvenuta una lapide italiana, scol-
Bettale. pita a mano su un masso, che dopo una
prima pulizia ha svelato una serie di dati:
Loro è il m e r i t o di aver r i a p e r t o il al centro, i fregi dell'Artiglieria da campa-
"Sentiero di cresta" del monte A l b a , gna, con due cannoni incrociati, e la gra-
approntato durante la Grande Guerra; nata fiammeggiante sopra più su, quasi
che da colle Xomo, sotto le pendici del indistinta, la scritta relativa al "31° Rgt",
Pasubio, attraversa tutto il saliente sommi- con nel basso "7 B" (settima batteria).
tale dell'Alba, fino al Colletto di Posina.
Sulla parte superiore del cippo, sotto il
Gli interventi di pulizia e di risistemazio- blasone scolpito dei Savoia, è apparsa
ne hanno riportato alla luce un vero e anche la data "12/8/916", che probabil-
proprio museo all'aperto. mente indica il momento in cui le opere
Innanzitutto, una serie di trincee e di di difesa e di fortificazione sono state ulti-
camminamenti, molto alti, di tre t i p i , mate; subito dopo quindi, la
addirittura migliori di quelli rinvenuti sul "Strafexpedition" austroungarica del mag-
Monte Maggio: alcuni scavati nel terreno gio-giugno del '16.

— 14 —
La scoperta ha sollecitato altre ricerche la Bocchetta, dove aveva costruito l'osser-
intraprese per capire il significato globale vatorio detto "del capitano Tron", che
di quanto riportato alla luce. forse comandava la stessa 7a batteria».

«Per quanto concerne la lapide - spiega Scoperte che ora, proprio grazie al lavoro
lo storiografo Siro Offelli - essa era un degli alpini e dei volontari, si possono
segno, una traccia che i soldati volevano conoscere percorrendo a piedi l'anello
lasciare quando c'era un reparto che che dal caseificio di via Macello, sale alla
teneva la batteria (occupata da 4 canno- contrada Zamboni, colle Xomo, monte
ni). Alba, Colletto di Posina, lungo un itinera-
rio opportunamente tabellato in prossi-
L'importanza del rinvenimento sta però mità del bivio.
nell'aver saputo che a compiere i lavori
di trinceramento sono stati reparti del 31° Un percorso che richiede circa 4 ore di
reggimento, cioè lo stesso che operava cammino: una fatica ben compensata da
sui Sogli di Campiglia, tra passo Xomo e quanto si scoprirà salendo la montagna.

foto: R. Lorenzato Il manipolo di alpini e volontari di Posina


artefice del ripristino del sentiero
e dell 'importante scoperta
di opere della grande guerra

— 15 —
Valli e Monti:
un futuro da inventare
I conoscitori
dei p r o b l e m i
d e l l e società
alpine sono
convinti che si
può e si deve
evitare lo spo-
polamento
delle nostre
vallate che
porterebbe
all'estinzione
delle attività
umane in mon-
tagna e conse-
foto: R. Lorenzato Veduta alpestre della Valposina
guentemente
alla distruzione della natura, delle acque tagna. Oggi si dovrà invertire il flusso
e della purezza dell'aria. economico ed arginare così il pericolo di
Hanno così indicato in cultura, agricoltu- estinzione delle ricchezze montane. La
ra e turismo, la base per ritrovare la montagna si è ammalata? Le medicine
voglia di restare ancorati alle proprie sono disponibili! La raffinata e antica
zone montane; sono convinti che per civiltà delle "scarpe grosse" insediata da
arrestare l'esodo si devono trovare le quella urbana, ha ottimi anticorpi.
forme di benessere che la montagna stes- Trasmettendo la testimonianza della cul-
sa può offrire. Per cercare di passare dalle tura storica silvo-agro-pastorale si evite-
parole delle tavole rotonde ai fatti si ranno la fine dei nuclei familiari, le chiu-
dovrà incentivare la nuova imprenditoria sure degli alpeggi e l'impoverimento
legata al turismo e all'agricoltura alpini. delle sorgenti. Per concludere la società
Per esempio, ogni valle alpina dispone di industriale delle pianure dovrà provvede-
prodotti gastronomici di alta qualità che re all'incentivo economico.
possono divenire immagine attraente per Solo così l'abitante dell'alpe si convin-
le città. Ogni paese di montagna ha la cerà che se resterà dove è nato potrà
sua storia da raccontare che può rendersi godere di uno standard di reddito e qua-
desiderabile come e più di quelle metro- lità della vita di buon livello. Alla fine si
politane. Ogni monte e cima quasi sco- arriverà ad un reciproco scambio di van-
n o s c i u t i , possono essere saliti con taggi come gli illustri studiosi propongo-
accompagnatori locali; si tratta di coordi- no al solo scopo di salvare la natura,
nare, appunto, tutto ciò con fantasia. l'uomo e la sua cultura. Prima che sia
L'incentivazione per ottenere ciò dovrà troppo tardi!
arrivare dalla società contadina che ha
beneficiato in passato delle genti di mon- Posina, 3 Maggio 2003 Renzo Fiorenzato

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ne per tagliare il fieno; naturalmente il
I "segantini" periodo era Luglio fino ad oltre la metà di
Agosto. Il lavoro era ben remunerato e
I segantini erano coloro che andavano a
molto richiesto a causa anche del già
prestare la propria opera ad altri per
massiccio esodo dovuto all'emigrazione
tagliare il fieno.
che, anche nel paese trentino, si era
A raccontarmi alcuni particolari di questo
accanitamente manifestata.
lavoro è il Sig. Cervo Angelo di Contrà
Abili ed infaticabili "segantini" tra i più
Zamboni di Sopra, quando una sera mi
conosciuti a Posina erano il "Bepi Balan",
recai a fargli visita presso la sua abitazio-
un certo "Toni Pologna", Cervo Giuseppe
ne. Accanto al tepore della stufa a legna,
"Busale" (genitore di Angelo), Mariano
con un bicchiere di vino nero sulla tavo-
De Pretto da Contrà Leder e Vincenzo
la, inizia a narrarmi la sua esperienza di
Dal Maso, per citarne solo alcuni.
"segantino" praticata nel 1955 all'età di
Muniti di falce e "coaro" (custodia della
quindici anni assieme a suo padre, pres-
"pria" o "cote"), iniziavano a tagliare il
so i prati di Passo Coe, nei dintorni del-
fieno appena faceva giorno, mi racconta
l'altopiano di Folgaria.
il Sig. Angelo, e lavoravano fino a sera,
Proprietari dei terreni dove svolgeva il
circa dodici o quattordici ore.
lavoro erano certi signori Damiano e
Di solito facevano una breve pausa a
Giacinto di Terragnolo.
mezzodì mangiando polenta "franza"
In quel periodo erano diversi i "seganti-
(dura) a pezzi sul "tabiel" (tavolo), avvol-
ni" di Posina che si recavano oltre confi-
ta nel "manipol" (tovagliolo) e accompa-
gnata con del formaggio. Da bere si uti-
lizzava l'acqua del "stool" (galleria).
Il lavoro era faticoso anche per la presen-
za del "porseè" o "pel de gat", l'erba
" d u r a " da tagliare, così chiamata dai
Terragnoli. Spesso si pernottava in ruderi
baiti sparsi nella zona; a volte anche
nelle malghe adiacenti. La cena di solito
era a base di minestrone o "fanselto",
una frittata composta da uova e farina di
grano saraceno (formenton) o patate grat-
tuggiate.
La breve chiacchierata finisce così; que-
sta era la vita, l'attività che veniva svolta
lassù, presso gli altipiani per circa qua-
ranta giorni. Poi sul finire di agosto, pun-
tuali per la Sagra della Consacrazione a
Posina, attraverso i sentieri del Monte
Maggio e della Borcola, i "segantini"
facevano ritorno... tutto questo fino alla
foto: R. Lorenzato
Angelo Cervo fu il più giovane di Posina fine degli anni cinquanta.
a praticare il lavoro di "segantino "
presso gli altipiani di Folgaria e di Terragnolo nel 1955 Roberto Lorenzato

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Gelateria "PAITA" dal 1953
Quest'anno ricorre
il 50° anniversario
della nascita della gelateria Paita
Chiunque attraversando il paese in piena frigorifero...
estate si sarà sicuramente fermato per Poi, con l'evento della Seconda Guerra
una breve pausa a gustare il delizioso Mondiale, la cosa non riuscì a prendere
gelato fornito dal piccolo, ligneo chiosco forma finché il Sig. Paita con coraggio ed
sito in Via Garibaldi, a Posina. abnegazione diede avvio all'idea di una
Mi racconta il Sig. Sergio, contitolare con vera e propria "gelateria".
il fratello Giovanni, che l'idea è nata da Un punto di incontro per quanti deside-
un suggerimento di una zia albergatrice ravano qualcosa di diverso, in quegli
in A l t o p i a n o ,
agli inizi degli
anni 50.
Allora in paese
non esisteva
un punto ven-
dita s t a b i l e ,
anche se il
gelato non era
una novità.
Qualche anno
prima c'era già
chi in qualche
modo lo aveva
p r o d o t t o : si
r i c o r d a n o un
certo Sig.
Marcello e i
suoi c o n t i n u i
pellegrinaggi
al Canevon
degli Scarobbi
per prelevare il
g h i a c c i o che
sarebbe poi
servito per
mantenere il
prodotto.
Non c'era a
quei t e m p i il foto: R. Lorenzato La Gelateria "Paita"

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anni, insomma non la solita "osteria". affollate colonie e campeggi estivi.
Giovanni, sorridendo, mi racconta che i Sicuramente, però, uno dei segreti della
primi anni l'attività partiva proprio nella bontà del gelato, è sempre stato l'uso del
Settimana Santa, adiacente alla Pasqua, latte locale prodotto e fornito, fino a
fino al Rosario (7 ottobre). qualche tempo fa, da laboriose famiglie
Erano anni segnati dall'emigrazione, ma di c o n t a d i n i e a l l e v a t o r i d e l l ' a l t a
in paese c'era sempre un discreto via vai Valposina, e il successivo ammoderna-
di gente e di giovani, in particolar modo. mento dei macchinari per garantire la
Oltre al gelato, facevano da cornice invi- massima qualità artigianale del prodotto.
tante caramelle, dolciumi, pasticcini e Qualità che ancor oggi, nel periodo esti-
come bevanda la birra. vo, è a portata di chiunque, famiglie,
Dal moderato lavoro di inizio attività, il fidanzati, amici, lì... nel chiosco, al cen-
Sig. Paita mi sottolinea che l'alto incre- tro della Via Garibaldi, per una dolce e
mento delle vendite avvenne negli anni fragrante pausa.
1980-1983, in quanto ci fu un continuo Roberto Lorenzato
afflusso di turisti itineranti e la nascita di

Ritrovato l'orologio
dell'attendente di Garibaldi
Chi non conosce ancora la storia di La sua rassomiglianza con Garibaldi era
Giovanni Stedile, garibaldino valoroso ed indiscutibile, tanto che tutti, proprio per
attendente di Giuseppe Garibaldi sull'i- questo, iniziarono a chiamarlo
sola di Caprera? " G a r i b a l d i " : in breve diventò il suo
Molto si è scritto su questo coraggioso soprannome.
paesano, nativo di questa valle. Nato a Tornando ai giorni nostri, suo nipote
Posina nel 1847, partì volontario nei Remo D a l l ' O s t o (sua m a m m a era
Garibaldini e partecipò ad alcune memo- Augusta V i t t o r i a Stedile, f i g l i a di
rabili imprese. Giovanni), ha ritrovato un prezioso orolo-
Dopo molte vicissitudini e gesta leggen- gio appartenente a suo nonno: uno dei
d a r i e , successivamente al 1870 tanti oggetti non funzionanti e dimentica-
Garibaldi, come è noto, si ritirò definiti- ti chissà dove.
vamente sull'isola di Caprera: tra i suoi Ma, si sa, l'abitudine di non gettare via
seguaci c'era anche Giovanni Stedile. nulla e di tenere i ricordi e le cose più
Morto Garibaldi, nel 1882, Giovanni antiche è molto radicata nei posenati, e
tornò a Posina ed aprì una locanda chia- forse, non solo in loro.
mata "Al Garibaldino". Mio papà Salvatore, pieno di ingegno e
A quei t e m p i , la fama e la gloria di sempre pronto a trafficare, da qualche
Giovanni Stedile in paese, erano pari a anno ha rispolverato una vecchia passio-
quelle dell'Eroe dei due Mondi. ne: studiare e riparare orologi, e così un

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bel giorno si è ritrovato sul suo piccolo e specchio allegato, il tutto incastonato in
tavolo di lavoro, nientemeno che l'orolo- un mobiletto di legno, rendono questo
gio da camera d e l l ' a t t e n d e n t e di oggetto prezioso ma, soprattutto, pieno di
Garibaldi. storia e di grande fascino.
Di foggia antica, acquistato da Giovanni L'orologio è stato così riparato dalle mani
Stedile presumibilmente a fine '800, que- esperte dei nostro mastro orologiaio, con
sto orologio manifesta bene tutte le carat- grande soddisfazione di tutti, specialmen-
teristiche degli oggetti in voga in quegli te di Remo, che nel paese tutti conosco-
anni. no molto bene.
Una grande sveglia con doppia suoneria Le imprese di Giovanni e la sua condotta
di v i t a lo hanno reso
famoso qui in Val Posina
anche d o p o la sua
m o r t e , avvenuta nel
1937 all'invidiabile età
di novant'anni, e la sua
memoria è ancora viva,
soprattutto nel nostro
a m i c o Remo, sempre
f i e r o di r i c o r d a r e suo
nonno Giovanni.
Le foto antiche e la storia
del nostro eroe
Posenato, si possono tro-
vare nell'albergo risto-
rante "Al Garibaldino",
situato nel c e n t r o di
Posina.
Degna di p a r t i c o l a r e
attenzione è la fotografia
di G i o v a n n i , con tre
medaglie sul petto e le
sue due figlie vicino a
lui.
Questa è una delle tante,
belle storie di Posina,
che rendono il nostro
paese sempre più inte-
ressante ed importante,
per chi si sente affettiva-
mente legato ad esso.

Aprile 2003
Roberto Salerno
foto: R. Lorenzato L'antico orologio-sveglia del "Garibaldino" robysale@inwind.it

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Posina nel mondo
Ormai il dali, ecc.
compu- Ma al giorno d'oggi il tutto è facilmente
ter è raggiungibile con la propria auto, un po'
en t r a t o più difficoltoso con i mezzi pubblici. I più
nella mag- svantaggiati sono le persone anziane e i
gior parte giovanissimi che devono dipendere dalla
delle case e disponibilità altrui.
con esso un nuovo Posina è un bellissimo luogo dove la natu-
mezzo di comunicazione: INTERNET. ra regna sovrana soprattutto per la man-
canza di comodità presenti in altri luoghi.
Abbiamo acquisito nuove terminologie Non sempre è facile vivere in un luogo
quali, ad esempio, "web", ma soprattutto dove mancano determinate strutture che
"navigare nel web". possono rendere la vita meno dura.
È proprio navigando nel mondo virtuale di Si può quasi affermare che il tempo si sia
Internet che un bel giorno, del tutto fermato.
casualmente, ho trovato un sito che porta- Internet ha già raggiunto Posina, ma il
va il nome di POSINA E LA SUA GENTE. metano, tanto agognato dai posenati,
Non si può immaginare quale fu il mio ancora no, si è fermato ad Arsiero.
stupore nel trovare una così gradita sor- Però è importante ricordare che dove c'è
presa. maggior benessere è presente la delin-
Posina, un piccolo paesino chiuso dentro quenza.
una valle con un suo sito. È vero, sono presenti rancori che si trasci-
Ma chi lo avrebbe mai immaginato? nano dalla notte dei tempi, ma non si può
L'ideatore del sito non poteva essere che dire che a Posina e dentro la valle regni
un amante di Posina e dintorni. l'indifferenza che abbonda nelle grandi
Solo una persona che ama così tanto quei città.
luoghi poteva creare un tale gruppo. È grazie ad Internet che Posina ha oltre-
Giorno per giorno questo sito è diventato passato i propri confini andando al di là
un punto di incontro per tante persone. della Strenta e della galleria.
Posina, in questo modo virtuale, è
entrata nelle case di tantissime Posina è presente in tutto il
persone che traggono le loro mondo ed è per questo che
origini proprio da questa un grazie p a r t i c o l a r e va
valle incontaminata, rinno- rivolto a Roberto Salerno,
vando così un legame ideatore del sito, e a
affettivo ancestrale. Roberto Lorenzato che con
Alcuni abitanti di Posina il loro grande amore e pas-
lamentano la mancanza di sione per Posina e luoghi
attrattive per i giovani, di cen- che la circondano, hanno per-
tri commerciali, la lontananza messo questo.
dalle scuole superiori, dagli ospe- Maria Borgo

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Bollettini 1983, aveva riunito tutti i Bollettini usciti
dal 1959 al 1983, allegati compresi, in tre
volumi. E qui posso ringraziare l'interessa-
• Scansione mento di Roberto Lorenzato per avere
• Informazioni prontamente contattato don Adriano, il
quale, con assoluta convinzione e fiducia,
• Cronistoria prestò i preziosi volumi all'amico Roberto,
il quale si premurò di far stampare e, prati-
L'idea di scansionare i B o l l e t t i n i camente copiare, i volumi stessi. A questo
Parrocchiali "Campane di Posina" è nata punto venni anch'io in possesso di tutti i
da un gesto di generosità e di amicizia. Bollettini mancanti e continuai nel mio
Roberto Lorenzato aveva una raccolta par- lavoro di scansione e digitalizzazione di
ziale dei Bollettini ed io, avendone a tutta la raccolta, dal 1959 al 2002.
disposizione circa 15 in più, decisi di 61 fascicoli per un totale di 1844 pagine.
cominciare a scansionarli con lo scanner, 44 anni di storia di Posina, dove si può tro-
per poi procedere alla stampa degli stessi, vare di tutto. Una fonte di informazioni
con la stampante applicata al computer. incredibile, inesauribile ed entusiasmante,
Cominciai a scansionare il Bollettino nata per volontà di don Ferdinando Tonin e
dell'Ottobre 1964, il primo in ordine cro- portata avanti con impegno e maestria dal
nologico in mio possesso. Da questa prima nostro don Adriano Campiello, il quale
prova, cominciai a capire che potevo sal- aveva l'abitudine di scrivere un diario per-
vare ogni pagina sotto forma di f i l e . sonale e di riportare poi sul Bollettino le
Praticamente potevo scansionare pagina note più importanti inerenti i fatti e le per-
per pagina e potevo salvare ogni singola sone del paese, oltre a tutto ciò che riguar-
pagina come se fosse una fotografia, dava la storia, gli eventi, l'emigrazione e
un'immagine. Scelsi il formato "gif" per le tutto ciò che interessava Posina nel mondo.
immagini scansionate. Il formato "gif" non I primi Bollettini erano composti da poche
supporta l'immagine a colori, che a noi pagine ed il contenuto era spiccatamente
non interessa, dato che i Bollettini e gli religioso. Col passare degli anni il conte-
allegati sono stampati in bianco-nero, nuto dei Bollettini si è parzialmente modi-
salvo per alcune eccezioni. Ma questo for- ficato e sono entrate nel contesto svariate
mato ha il vantaggio di non degradare l'im- notizie. Dobbiamo ringraziare anche tutti i
magine in bianco-nero, lasciando tutti gli parroci che si sono succeduti dopo la par-
attributi dell'immagine stessa e nel con- tenza di don Adriano Campiello, i quali
tempo occupa poco spazio per la memo- hanno voluto con determinazione conti-
rizzazione di ogni singolo file (non si supe- nuare questa bella pubblicazione, la quale,
rano i 200Kb). Cominciai con le scansioni si spera, non abbia mai ad invecchiare...
e, durante questo lavoro, sorse la necessità Anche gli allegati ai Bollettini hanno la
di scansionare tutti i bollettini e gli allegati loro grande importanza. Don Adriano
in mio possesso (36 opuscoli). Sempre Campiello cominciò ad inserire il primo
durante questo lavoro, arrivò una più gran- allegato, con "Campane di Posina" del
de ed importante necessità: reperire tutti i Natale 1971. In quella occasione, furono
Bollettini Parrocchiali mancanti alla mia dati alle stampe alcuni manoscritti inerenti
raccolta. Roberto Lorenzato ed io sapeva- la guerra a Posina nel periodo 1915-18,
mo che don Adriano Campiello, cappella- scritti da don Francesco Lappo, parroco a
no e poi parroco a Posina, dal 1961 al Posina dal 1898 al 1943. Anche le belle

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poesie scritte da don Adriano Campiello, le testimonianza delle sue reali origini: il suo
quali testimoniano il grande amore di que- cognome...
sto parroco per il paese nel quale ha vissu- Questo mio lavoro mi ha reso ancor più
to e lavorato per 22 anni, sono state allega- partecipe a Posina, alle persone e alla sua
te in opuscoli... storia. Un luogo, la Val Posina, che sento
... Il lavoro è stato certamente lungo, ma si sempre molto vivo in me. Da parte mia ci
doveva fare. Era assolutamente necessario sarà sempre la disponibilità per collaborare
ricomporre tutta la raccolta di "Campane con qualche mio scritto alla stesura del-
di Posina", soprattutto sotto forma di sup- l'annuale pubblicazione del Bollettino
porto informatico. In questo modo si è data Parrocchiale. Naturalmente ogni nuovo
nuova vita alla raccolta dei Bollettini ed in Bollettino potrà essere prontamente scan-
questo modo l'opera non verrà più persa, sionato ed inserito nel Cd, per un suo con-
ma anzi potrà essere facilmente distribuita tinuo ed incessante aggiornamento, che
a chi è interessato ed appassionato alla sto- spero possa durare nel tempo, per sempre.
ria e alle vicende di Posina. In questo con- Spero che questa raccolta sia apprezzata e
testo vorrei ricordare tutti gli emigranti di compresa per il suo grande valore. lo sono
Posina che si sono sparsi per il mondo e stato solo un piccolo strumento che ha
tutti i loro discendenti. La figura dell'emi- voluto raccogliere tutta l'opera. Ma un
grante, lontano dal proprio paese per pensiero ed un ringraziamento va indiriz-
necessità, è sempre stata sottolineata con zato a tutti i parroci che hanno scritto
vigore dai parroci di Posina, sulle pagine "Campane di Posina" e a tutti i collabora-
dei Bollettini. "Campane di Posina" è sem- tori che hanno contribuito a mandare
pre stato scritto anche e forse, soprattutto, avanti questa nostra e bella pubblicazione
per loro. Posina è nel cuore di molti emi- e che continuano incessantemente nel loro
granti ed anche di chi è nato lontano ed ha lavoro.
sentito parlare di Posina solo dai genitori e Aprile 2003 Roberto Salerno
dai nonni e porta con sé una continua robysaIe@inwind.it

dialoghi - dall'altopiano di Cavallaro


La vecchia Maria
Sta piovendo. Da quando? chi lo sa... L'ho l'erba del prato che fa voglia ascoltarla
notato per caso a un'occhiata tra i vetri, mentre freme leggera per le gocce minute.
rimestando la legna che ora sembra davve- Non sarà che mezz'ora che hanno smesso
ro si sia messa a bruciare: sulle foglie gli schianti degli spari di caccia; poco
ingiallite e già orlate di secco della magra sotto sul prato, proprio presso al capanno,
betulla, ogni tanto si scorge alla punta una c'è una coppia di gracchi che ci girano
goccia che si ingrossa e si stacca. Esco intorno, resto fermo a osservarli, sospeso;
fuori alla porta, e a un respiro profondo poi si alzano insieme, quasi fosse un'inte-
sento dolce nell'aria quell'odore diverso sa, e ben presto son alti che sorvolano i
della pioggia che arriva... Sta scendendo a tetti delle case dei Cruzzi, puntano dritti
fatica, non si sente davvero ci sia acqua lontano verso valle Riofreddo.
che scorre, nella gronda è silenzio, ma c'è C'è un silenzio più intenso col sommesso

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brusio della pioggia sul prato, è un brusio preso a guardarla e a pensarla negli anni.
che mi incanta, sembra metta il rimorso di Poi mi accenna, tranquilla, come già ha
non dargli più ascolto. fatto ancora, al suo uomo là in valle, e mi
Da qui sotto, ad un tratto giunge tenue un segna col braccio, al paese e alla chiesa
rumore, sembra come un frusciare caden- che stan dietro alla costa, e anche a lei,
zato e continuo... fa pensare a un attrezzo poi mi dice, non le resta più molto per tor-
che raspando per terra sta smuovendo il nare da lui... Sta parlando con calma, il
fogliame e le frasche già secche: tra le lavoro l'ha smesso, ma ogni tanto lo stesso
rame ormai spoglie di quei grandi nogari, con l'attrezzo si muove e rastrella sull'erba
poco oltre la fonte, quasi in fondo alla perché quello faceva; mentre accenno col
conca della verde e boscosa vanesella di capo e la scruto negli occhi che ha celesti
Ronchi, scorgo nitida e certa la sagoma e velati, le rispondo a parole che non
scura della vecchia Maria... Alta, nera, hanno importanza e non seguono il filo
diritta, poco a lato alla macchia, sta muo- che mi scorre di dentro: «Cara Maria, chi
vendosi intorno, con ritmata cadenza, sei?... come vorrei conoscerti davvero...
come stesse fienando: con attrezzi e Sei così forte, sembri così diritta sul prato
rastrello sta ammucchiando lo strame per ripido, ma lo so bene che un giorno, all'o-
le bestie d'inverno. Sì, è la vecchia Maria: steria della contrada, bevendo un bicchie-
sulla costa più oltre, lì difronte, c'è il re, mi diranno, senza cerimonie e quasi
Berto, il suo figlio più vecchio, che va risentiti, che ora in valle sono rimasti uno
dentro a far legna verso il bosco a in meno, perché anche tu hai preferito
Galgari... andartene... Da come ne parli, Maria,
Ora sembra la pioggia si sia fatta più fitta, sembra quasi che morire, qui, sia una cosa
viene giù un po' più grossa, nella gronda, come le altre... come quel nogaro lassù,
dai tetti, scorre debole un filo, ma sull'er- poco sopra alla fonte, sulla costa Bergana,
ba del prato scende sempre leggera. che da anni ormai è secco ed ha il tronco
Quel bisbiglio continuo e quell'acqua cosparso di muschio. E poi come spiegarti
discreta sembran quasi un richiamo a un che il volto dei vecchi di giù, non è come
incontro più vero, tutto intorno c'è come il tuo...?».
un invito che invoglia a vagare per prati e È vestita di nero: sono assorto a osservare
le macchie di bosco: infilati di fretta gli sti- il suo volto di vecchia che la pioggia ho
vali di gomma, sulle spalle il giubbotto, cosparso di minuscole gocce mentre inse-
lascio al gancio l'ombrello. Scendo il viot- guo là in fondo, dalla sella di Posina, delle
tolo e intorno urto foglie bagnate ed il nuvole bianche che scavalcano il colle
muschio stillante sui muretti di pietra e i scivolando poi sotto nella valle di Fioba; ci
terrazzi dei prati... si ode fresco vicino il son gracchi che a stormi van posandosi
rumore dell'acqua nella vasca alla fonte, intorno al capanno di caccia... forse un
con quel getto che scorre tremolante e un poco ti guardo come stessi invidiando il
po' incerto. tuo mondo che hai intorno e il tuo mondo
E la vecchia Maria di lagnarsi del tempo che hai dentro.
forse ormai si è stancata: da due mesi, Come fosse un po' un gioco, ce l'ho fatta a
lamenta, non fa acqua in montagna e mi convincerla a accettare una mano: sorri-
conta i lavori che non lasciano tregua, che dendo un po' incerta mi ha affidato alla
le bestie bisogna seguirle e ha una manza fine questo sacco di strame da portarle alla
che aspetta proprio sotto Natale. Sto ascol- stalla.
tando così, mezzo assorto e distratto, tutto Paolo Campogalliani

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Biblioteca Comunale di Posina
Riepilogo attività 2002
Nel corso dello scorso anno la Biblioteca Roberto Lorenzato (Ass. Cinquevalli), ci
Comunale ha organizzato il primo corso ha consentito di ammirare almeno in
di Primo Soccorso, svoltosi nei mesi di parte dal vero quanto esposto.
maggio-giugno con la collaborazione dei Nella giornata della festa, con la collabo-
medici del Pronto Soccorso di Thiene. razione della Pro Loco, si sono venduti
In tre serate sono state presentate le basi- prodotti locali, squisite torte casalinghe
lari nozioni di primo soccorso necessarie ed è stato in funzione un chiosco per chi
per far fronte alle più comuni emergenze. desiderasse mangiare qualcosa all'aria
La partecipazione è stata cospicua con aperta.
una media di circa 30 presenti ogni sera. La giornata si è conclusa con le allegre
cantate del coro alpino Monte Caviojo di
Arsiero.
Nonostante il tempo non proprio favore-
Il 2002 è stato proclamato "l'anno inter- vole, siamo soddisfatti del risultato della
nazionale della montagna"; da questo è giornata che ci ha consentito di trovarci
nata l'idea di introdurre la "prima festa in allegria a contatto con la natura.
dello montagna" che si è svolta in Malga
Campiglia il 4 agosto scorso. Vorremmo
ripetere tale iniziativa annualmente la Nel mese di settembre abbiamo infine
prima domenica di agosto. proiettato il film "I recuperanti" con l'in-
La sera del sabato antecedente, l'amico troduzione della serata da parte dell'e-
guardiacaccia Giancarlo Ferron ci ha sperto Offelli.
introdotto nel microcosmo dell'ambiente Abbiamo riscontrato la presenza di alme-
alpino mediante la proiezione di diaposi- no 80 persone in sala!! Questo film ci ha
tive ed esaurienti spiegazioni. fatto conoscere le esperienze vissute dai
L'indomani l'escursione alla malga, gui- recuperanti nella nostra zona nel primo
data dal g u a r d i a c a c c i a stesso e da dopoguerra.

Possiamo nel complesso ritenerci soddisfatti delle attività svolte e del riscontro ottenuto
e ci promettiamo di realizzarne anche quest'anno di altrettanto interessanti e, speria-
mo, con gli stessi risultati.

Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alle varie attività e che ci hanno aiutati
nella loro organizzazione, invitando chiunque possa essere interessato o abbia qualche
nuova idea o consiglio a non esitare a farsi avanti; ogni più piccola risorsa o contributo
sono infatti importantissimi per mantenere in vita le attività ancora presenti nel nostro
paese.
Il presidente
Andrea Cecchellero