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CAMPANE DI POSINA

FUSINE, CASTANA e LAGHI

Sede:
Piazza G. Marconi
36010 POSINA (Vicenza)
tel. 0445 748118

Pubblicazione PRO MANOSCRITTO


delle Parrocchie di:
S. Margherita V.M. in Posina, S. Rocco in Fusine,
S. Pietro Apostolo in Castana e S. Barnaba in Laghi

Stampa:
Stab. Tip. G. Fuga & Figli - Arsiero

In copertina: Chiesetta dei Cervi Foto: Roberto Lorenzato

Un ringraziamento a tutti i collaboratori

Le offerte raccolte dalla distribuzione del bollettino


sono destinate alle opere parrocchiali.
Il Signore ama chi dona con gioia!
La Chiesa.
Un cantiere...
per crescere
nella fede
Girando per le nostre quattro par-
rocchie, ascoltando le attese della
gente, ci si accorge che c'è in tutti il
desiderio, la voglia di rimettere a
nuovo le nostre chiese.
Se ciò è evidente nella chiesa di
Posina, il cui restauro conservativo è
già all'opera (e di cui parleremo in
altre pagine del nostro Bollettino), a Lavanda dei piedi Foto: Roberto Lorenzato
Laghi manca l'organo in quanto è
"all'ospedale", bisognoso di cure, di
revisione completa. A Castana se ne parla da tempo, ma ormai si sta concretiz-
zando la volontà della tinteggiatura interna ed esterna della chiesa e a Fusine, per
essere in linea, c'è l'intenzione di guardare invece al tetto della Casa del Signore.
Non parlo delle varie canoniche, purtroppo non abitate, che avrebbero bisogno di
ben altro che di una semplice revisione: problema però che non possiamo accan-
tonare, far finta che non esista, con l'aiuto degli esperti della Diocesi dovremo
affrontare il problema di lavori così grossi, complessi e delicati.
È bello vedere l'amore che abbiamo per le nostre chiese, volerle davvero accoglien-
ti come si conviene alla casa del Signore, come anche è significativo come ogni
parrocchia, con modalità diverse, si dà da fare per l'aspetto finanziario (vedi mer-
catini, pesca di beneficenza...) che bisogna avere sotto controllo per far fronte alle
spese ordinarie e straordinarie.
In questo periodo estivo i nostri paesi si animano con le varie sagre: sono già state
effettuate quelle in occasione della festa di San Pietro (Castana) e di San Barnaba
(Laghi), mentre aspettiamo la consueta sagra di San Rocco a Fusine e di Posina.
Anche questi momenti che coinvolgono nell'organizzazione tante persone, sono
importanti per imparare a stare insieme nella gioia, nella semplicità e occasioni
per rinsaldare legami e amicizie.
Se c'è questa volontà di fare festa, di "rimettere a nuovo" le nostre chiese, non
dimentichiamo di rimettere a nuovo il volto delle nostre comunità cristiane: sareb-
be inutile mostrare una bella chiesa, ma poi non mostrare una bella comunità cri-
stiana con la sua identità, ma anche con la sua apertura e relazione con le altre
parrocchie.
Nel tempo di Avvento con il Consiglio pastorale unitario abbiamo cercato di pro-
porre un cammino itinerante (nelle 4 parrocchie) per riscoprire il sacramento
Allestimento mercatino
pro restauro della Chiesa
Parrocchiale di Posina
Foto: Roberto Lorenzato

della penitenza e in quaresima la Via Crucis con la lettura e riflessione del Vangelo
della domenica. Ci siamo trovati in pochi (ma buoni!) volonterosi, ma ne è valsa
la pena. È stato gettato un seme che avrà bisogno di cure, attenzioni per portare
frutto e far venire a tutti il desiderio di crescere nella fede e rendere più forte e cre-
dibile la nostra chiesa fatta di uomini.
C'è la fatica della distanza, del "pellegrinare" tra le varie comunità cristiane della
Valposina, ma, diciamolo, con la buona volontà di uscire di casa, mettendoci d'ac-
cordo tra vicini per il trasporto... è possibile crescere come famiglia di famiglie,
parrocchia e parrocchie. Ci mettiamo impegno concreto, frutto di sacrifici per la
chiesa fatta di mattoni: non dimentichiamo di crescere come comunità.
A questo proposito la chiesa cresce, si edifica, si rinforza nella carità, cioè nell'at-
tenzione e presenza ai nostri anziani, ammalati delle contrade: una visita, un
saluto, un piccolo servizio diventa segno della volontà di ciascuno di "farsi pros-
simo" al fratello.
Insieme con don Roberto approfitto di questo nostro "Campane di..." per ricorda-
re i nostri emigranti, presenti nelle mie preghiere: passando per le contrade,
vedendo case con la porta chiusa, mi vengono in mente quanti lì hanno vissuto,
amato, lavorato, sofferto e che ora son all'estero, lontani dai nostri paesi, come
anche i nostri cari defunti
Inaugurazione del nuovo capitello già entrati dentro nell'ab-
in contrà Laba-Boaro con un
braccio di Dio.
sorridente Don Roberto
A quanti in diversi modi,
spesso nascosti, senza fare
rumore, servono le nostre
parrocchie, a quanti ci sono
vicini con il loro contributo
finanziario, a chi, con la soli-
ta tenacia ha voluto, amato,
lavorato per la riuscita e per
far recapitare alle famiglie
questo numero del Bollettino,
il mio e nostro grazie.
don Stefano

2 - Campane di Posina
Foto: Romano Zambon

Restauro Chiesa
Parrocchiale
di Posina
Come tutti ormai sapete nel mese di marzo
sono iniziati i lavori di restauro della nostra
chiesa parrocchiale. Questi lavori si sono resi
necessari in quanto le superfici interne erano
in avanzato stato di degrado, principalmente
nell'area delle volte, con disgregazione e
distacco dell'intonaco e comparsa di macchie
di umidità causate da infiltrazioni provenien-
ti dalla copertura. Lungo la fascia basamen-
tale, inoltre, risultava molto evidente il feno-
meno della risalita capillare dal sottosuolo
che ha causato la formazione di efflorescen-
ze saline sull'intonaco e anche sulla muratu-
ra sottostante, con gravi conseguenti distac-
chi e perdita di frammenti di materiale. tutta la superficie con mancanze, sgretola-
Questo fenomeno purtroppo si rileva anche menti e alcuni rappezzi.
su tutte le superfici esterne. Questa pavimentazione è stata quindi rimos-
I lavori sono iniziati con l'asportazione sa, è stato effettuato uno scavo di cm 50 di
manuale dell'intonaco cementizio e degra- profondità e bonificato il terreno dall'eccessi-
dato presente nella fascia basamentale va umidità. Tale risanamento verrà comple-
esterna con successivo scavo per convoglia- tato con la posa in opera di un sistema di
re l'acqua piovana e farla defluire lontano riscaldamento a pavimento. La nuova pavi-
dai muri. Per contenere le spese questo mentazione della navata centrale sarà in
lavoro è stato eseguito da parecchi volontari lastre di marmo naturale dello spessore di
del paese che con generosità si sono resi cm. 3 di qualità concordata con la
disponibili. All'interno è stato rimosso Sovrintendenza.
manualmente l'intonaco degradato ed è
stato steso un intonaco risanante ad azione
deumidificante. Qui si è verificato il primo
imprevisto, in quanto l'eccessiva umidità dei
muri ha reso evidente la necessità di inter-
venire anche sul pavimento per assicurare al
lavoro di restauro una effettiva durata nel
tempo.
La pavimentazione della navata centrale era
formata da un riquadro in piastrelle comuni
in graniglia di cemento di colore rosso e Foto: Romano Zambon
bianco e presentava un degrado diffuso su

Campane di Posina - 3
Foto: Romano Zambon
mente un preventivo di spesa di
circa 150.000 euro ma, dati gli
imprevisti, probabilmente la
spesa sarà di circa 250.000 euro.
Desideriamo ringraziare tutti i
volontari che hanno messo a
disposizione tempo, forza,
mezzi, competenza e professio-
nalità per far sì che questa opera
di restauro venga completata nel
modo migliore, e le molte per-
sone che, offrendo il loro contri-
buto, piccolo o grande che sia,
manifestano il loro sostegno a
questo importante progetto.
Per quanto riguarda le pareti interne si sta Chi volesse contribuire può:
provvedendo a pulire e consolidare l'intona- • Rivolgersi ai nostri parroci Don Stefano
co tramite impregnazione di resina acrilica e Bernardini e Don Roberto Xausa presso la
stuccatura di riempimento. Purtroppo i muri canonica di Arsiero - tel. 0445/740309.
si stanno rivelando molto più degradati del
previsto e i lavori procedono lentamente. Si • Inviare un assegno o un vaglia postale
provvederà poi con la tinteggiatura delle intestato alla Parrocchia S. Margherita V.
pareti con calce pigmentata a base di terre M. piazza Marconi n. 9 - 36010 Posina
(Vicenza)
naturali. È stato riaperto inoltre il vano che
ospita il fonte battesimale, il quale sarà • Fare un bonifico bancario sul conto corren-
restaurato come è avvenuto per le statue te intestato alla Parrocchia presso la Cassa
degli altari laterali. Questo intervento di risa- Rurale di Rovereto, filiale di Posina.
namento, che si protrarrà probabilmente fino Le coordinate bancarie per l'Italia sono:
all'inizio dell'inverno, comportava inizial- ITA BBAN P (CIN) 08210 (ABI)
70810 (CAB)
Foto: Romano Zambon 014000000181
(CONTO)
Le coordinate banca-
rie per l'estero sono:
EUR IBAN IT78
P082 1070 8100
1400 0000 181
Codice BIC o SWIFT
CCRTIT2T57A

Si ricorda che per i


titolari di P. IVA l'of-
ferta è deducibile
fino ad un ammonta-
re pari al 2% del red-
dito d'impresa.

4 - Campane di Posina
L'Angelo del Novegno
Per una serie di circostan- integrata, quindi scatto una ma a dire il vero è difficile
ze, mi ritrovo quasi improv- foto di uno dei due cerchi. quantificare il tempo in pre-
visamente fuori Milano. Il Sono cerchi ampi, almeno senza di questo Angelo... In
mio rifugio è sempre quello due metri di diametro, ma sua presenza la dimensione
e nella giornata del 15 set- forse più... del tempo assume un altro
tembre (giovedì) arrivo a Non capisco proprio come aspetto. In verità si ha una
Posina. possano essere stati fatti. sensazione di essere "fuori
Ho necessità di stare solo Sono distanti molti metri dal tempo"... Ma è tempo di
per qualche giorno. Ho biso- l'uno dall'altro e poi ci sono lasciarci ormai e dopo esser-
gno del silenzio e della altri segni nei dintorni che ci salutati, l'Angelo riprende
calma intorno a me. non riesco a decifrare. la sua via, la stessa per cui
Il mattino dopo, venerdì Ma, poco dopo, quasi ina- era arrivato...
16, vedendo il tempo che spettatamente, ecco appari- Mi incammino diretta-
"sta su", decido finalmente re l'Angelo del Novegno... mente verso il luogo indica-
di salire in Malga Novegno. Proprio non pensavo di ritro- tomi e ogni tanto guardo giù
Decido unicamente di salire varlo lassù, come un anno verso il posteggio.
là per prendere il formaggio, fa... Rimango sorpreso, con- Sembra quasi un sogno,
quello buono. La Malga è tento, contemplandolo in ma l'incontro c'è stato...
ancora aperta, ma non lo tutta la sua bellezza... Arrivo alla Croce del
sarà per molto. Tra alcuni Parliamo di alcune cose, Novegno; la supero e poi
giorni chiuderà tutto e le siamo molto in sintonia, ma scendo in direzione della
vacche torneranno ai loro come sempre il tempo a noi Conca, girando intorno ed
"alloggi" di pianura... concesso per rimanere arrivando alla Malga.
Non parto presto perchè insieme è sempre poco, lo Una marmotta mi segue
la decisione di salire lassù è so. È più forte di lei... racco- con lo sguardo ed io seguo il
presa lì per lì, al momento. glie un mazzolino di fiori e suo...
In auto percorro le strade a me lo dona con gioia... Tra le Preso il formaggio, ritorno
noi note e in un'oretta circa altre cose mi dice di non verso il posteggio, ammiran-
arrivo finalmente al posteg- percorrere la solita strada a do il paesaggio circostante.
gio che sta alla base della me nota per andare in Nebbie sottili, sprazzi di
Conca del Novegno. Malga, ma di salire su diret- sole, animali sui crinali che
Ci sono solo io al posteg- tamente verso la Croce del si stagliano contro il cielo
gio, c'è solo la mia auto. Ma Novegno, quella che si vede come silhouette. Tutto è
vedo sul terreno degli strani anche dal posteggio. magico, tutto è bello e ora
segni; due in particolare mi Mi dice anche che un capisco perchè solo lì può
incuriosiscono: sono due giorno dovrò andare in altri apparire il mio caro Angelo
grandi cerchi tracciati nel punti, indicati con precisio- del Novegno...
terreno. A vederli sembrano ne, in cui troverò postazioni
quasi perfetti. militari e tutto ciò che è Settembre 2005
relativo a quell'interessante Roberto Salerno
Non ho con me la fotoca-
robysale@inwind.it
mera digitale, ma ho il mio periodo storico.
telefonino con fotocamera Passano forse 15 minuti,

Campane di Posina - 5
Italo Rader Racconta...
Dopo il venti di Agosto, molti turisti o villeg- visto: noto, purtroppo, in particolare i prati
gianti che frequentano la valle ritornano ai aggrediti dal bosco che lentamente li
propri paesi di provenienza. inghiottisce, ma nel medesimo tempo
Il paese, soprattutto alla sera, ritorna tacitur- anche la vivacità delle persone che caratte-
no, poche automobili lo attraversano, la rizzano questo paese. Credo di essere stato
piazza ritorna silenziosa, quasi deserta. uno degl'ultimi a "battere broche" presso
Questa la sensazione che ho provato una Costamala. Erano gli anni 1949-50. Ogni
sera di fine estate mentre mi trovavo in cen- fusina (officina) era composta da sei operai
tro. Italo Rader, classe 1921 originario di e proprio negl'ultimi anni di vita di questo
Costamala, emigrato in Sud-Africa dal 1951, mestiere, si produceva un particolare model-
mi sta aspettando per due chiacchiere assie- lo di "broca" richiesto in provincia di Bari,
me. Trovo interessante ascoltare i racconti, sempre usata per suole da scarpe. Ma l'atti-
di "vecchi" emigranti. La loro storia, la loro vità ormai era agli sgoccioli. Da lì a poco
esperienza, lontani quasi per sempre dalle dovetti emigrare come molti, a fare il mura-
loro origini. - Sono molto attaccato a Posina tore all'estero. Dimenticavo di dire che per
nonostante i molti cambiamenti che ho un periodo fui occupato in paese a fare il
recuperante. Per il "brocheta" il ferro da sei
millimetri recuperato sulle montagne dila-
niate dalla grande guerra, risultava indispen-
sabile per la produzione di chiodi.
Negl'ultimi tempi la materia prima, cioè il
ferro, veniva acquistata nella piana di
Arsiero, dove si vide il sorgere delle prime
officine meccaniche.
Poi un velo di emozione arresta la voce di
Italo, quando racconta di essere stato un
sopravvissuto di Cefalonia, uno scampato al
tremendo eccidio dei nazifascisti.
-Appartenevo al comando di divisione 27°
sezione carabinieri di Verona. Un periodo tri-
ste e molto difficile del secolo scorso. Partito
da Posina nel 1951, vi feci ritorno dopo venti
anni. Poi altre due volte con la famiglia ed
oggi eccomi qui ad ottantaquattro anni suo-
nati a raccontare vecchie storie ormai
dimenticate.
È scesa la sera in paese, un altro racconto la
notte ha svelato, i segni del tempo hanno
lasciato le rughe sul viso di Italo, ma non
hanno cancellato la memoria di chi dura-
mente ha vissuto.
Italo Rader: estate 2005
Roberto Lorenzato
Foto Roberto Lorenzato posenaelbravo@libero.it

6 - Campane di Posina
Escursioni:
istruzioni per l'uso.

Con l'arrivo dell'estate, si trova anche il desi-


derio di organizzare qualche camminata
assieme agli amici del paese.
Spesso al gruppo formato da otto - dieci per-
sone si aggrega anche qualche villeggiante
o emigrante, desideroso di trascorrere una
giornata in allegria, e di rivedere o scoprire i
sempre affascinanti luoghi della valle.
Meta ormai tradizionale da molti anni è il
Pasubio, con il giro delle malghe.
Un'escursione non per tutti, richiede un po'
di allenamento, e comunque prima di esse-
re realizzata occorre, per chi volesse farla da
solo la prima volta, un'attenta lettura sulla
carta dei numerosi sentieri, così per facilita-
re il percorso, le quote di altitudine, e maga-
ri informarsi da qualche montanaro esperto.
Nebbia, e temporali frequenti, possono crea-
re disagi per chi non è buon conoscitore dei Gli scarponi di Ernesto "provvisoriamente"
riparati
luoghi.
Sembra scontato, ma la prima cosa da met- Foto Roberto Lorenzato
tere nello zaino è la prudenza.
La montagna affrontata con faciloneria spes-
so ha serbato sgradite sorprese. Insomma, Proprio una sfortuna.
tanta attenzione, allenamento, e un buon Fortuna vuole che il compagno vicino si sia
equipaggiamento, con indumenti idonei per portato con se un pezzo di spago leggero
qualsiasi stagione. quanto basta per ridurre la scollatura delle
In particolare le calzature, di solito scarponi, suole, in rifugio poi si sarebbe provveduto a
che dovranno essere comodi, possibilmente sistemare l'inconveniente con del nastro
impermeabili, da non lasciare passare l'ac- resistente gentilmente prestato dal custode.
qua, e da non indolenzire i piedi. Così Ernesto, villeggiante di contrà Leder, ha
E a proposito di scarpe, non posso dimenti- potuto "rimediare" al caso e con un po' di
care l'allegra giornata trascorsa in Pasubio attenzione far ritorno alla Borcola.
l'Agosto del 2005. Poi una bicchierata con tutti gli amici, e i
Quando tutto ti sembra organizzato alla per- canti dei boy-scout hanno concluso una
fezione, ecco l'inconveniente: ti trovi a nean- giornata molto avventurosa da non dimenti-
che metà percorso con un temporale che ti care.
assedia da tutte le parti, all'improvviso ti Roberto Lorenzato
cedono entrambe le suole delle scarpe. posenaelbravo@libero.it

Campane di Posina - 7
Festa del sole
Il giorno è arrivato! Relazione festa del Sole
Oggi arriva il Sole! Il ventidue gennaio 2006, alla sua quarta
edizione, è stata rievocata la festa del sole in
Da una settimana la luce è più intensa
contrà Boni. Un modo antico della gente di
(quando non è nuvolo), ed oggi è sereno!
qui per ritrovarsi e poter gustare meglio la
Sono appena le nove ed il Vin Brulè già si
vita, che si presentava assai difficile nei
scalda appeso al treppiedi in cortile, contra-
secoli scorsi, alleviando così le sofferenze e
stando con il freddo frizzante che ci circonda.
le fatiche umane. Come da racconti e storie
Ma davvero un "tiepido" raggio oggi appari-
narrate da vecchi, i quali rivivono ancora
rà da quelle cime lassù che sembrano inno-
nella loro memoria questi eventi folcloristici
cue, ma invalicabili sentinelle tanto che nep-
inconsueti ed allegri, è stata allestita anche
pure il Sole nel suo grandioso Essere riesce
quest' anno in piazza della Vittoria: un trep-
più a superare?!
piedi con il pentolone di vin brulè ed una
Ore 10,00; ore 11,00; ore 11,30-35? 0 ecco,
tavolata di dolci fatti dalle donne del posto.
i raggi ci sono ma vengono da sotto in sù
È stato un via vai continuo dalle dieci del
dietro le cime tra la "Punta Longa, Vacaresse
mattino fino le quattro del pomeriggio.
e Malga Sola".
Ma... non suona La giornata è stata
ancora mezzogiorno limpidissima e
ed un primo Raggio coronata dalle
dritto dritto punta ai cime imbiancate
tetti delle case abbondantemen-
quassù ai Boni: sì, te; è stata poi colo-
ce l'ha fatta; così si rita di più con la
annuncia, ed ogni musica ed i balli di
quarto d'ora si pren- piazza.
derà gioco di noi Nel complesso è
facendo capolino riuscita a meravi-
per qualche istante glia, si spera abbia
e tingere di rosa donato ad ognuno
appena i muri grigi, di noi ed a quanti
senza garantirci di hanno assaggiato
farsi vedere ancora quest'armonia, un
alla prossima modo sano e pia-
cevole di vivere
guglia...
una giornata diver-
Intanto, la Gente
sa dall'ordinario,
arriva e la festa si
tralasciando per
anima con allegria
qualche ora la vita
perché, con il ritor-
frenetica di ogni
no del Sole,
Scorcio di contrà Boni, prima dell'ingresso alla
giorno. Arrivederci
l'Inverno se ne va
"Piazza della Vittoria" al prossimo anno!
via!
Davide D.Z.
Sonia P. Foto: Roberto Lorenzato

8 - Campane di Posina
Posina. Esposizione dei prodotti

Tra i colori e i profumi


della mostra d'autunno
di Giovanni Matteo Filosofo

Ha fatto di nuovo centro la


tradizionale mostra merca-
to dell'agricoltura di mon-
tagna, proposta dal
Comune nell'ultima dome-
nica ottobrina. Tanta la
gente, venuta anche dalla
pianura, che per l'intera
giornata ha risalito la valle,
parcheggiando l'auto agli
inizi del paese, e poi rag-
giungendo a piedi la colo-
nia dei Cappuccini, trasfor-
mata per l'occasione in un
capace bazar, disposto su Folla alla tradizionale mostra mercato
dei prodotti agricoli di Posina
tre piani: il piazzale anti-
stante, occupato dalle ban- Foto Roberto Lorenzato
carelle, da chioschi e dagli
stand degli espositori; gli spazi interni, adibi- hanno dato forma, davanti agli occhi dei
ti a punti-vendita e promozionali; l'area sul curiosi, a "bénele", a cesti di varie dimensio-
retro, con padiglione coperto, preparata per ni, a gerle di varie dimensioni creando
la degustazione degli gnocchi di patata, e anche, sempre intagliando il legno, candide
delle caldarroste. stelle alpine... Nel frattempo, l'artista Sergio
Una vetrina all'insegna dei prodotti orticoli, e Prisanco, servendosi della sola motosega,
dell'allevamento, ma anche dell'artigianato, "scolpiva" uccelli, animali, composizioni flo-
provenienti dai cinque paesi del comprenso- reali.
rio pasubiano: da quelli vicentini di Posina e Nella fiera, anche i bambini hanno trovato
di Valli del Pasubio, e da quelli trentini di una sorpresa: il dono di 1500 palloncini colo-
Terragnolo Trambileno e Vallarsa. Aromi e rati, da parte della Comunità Montana, con lo
sapori di malga e di bosco; profumi naturali; stemma dei 9 Comuni valligiani. Nel pome-
prodotti e frutta di stagione. Un angolo riggio, fino a sera, a intrattenere la gente ci
caratteristico, poi, quello in cui i fratelli ha pensato il gruppo "Valincantà", con i
Giannino e Attilio Zambon, intrecciando canti, nel dialetto di casa, interpretati in
sapientemente tenere "pannelle" di noccio- chiave acustica, con calde assonanze "andi-
lo, secondo un'arte trasmessa nel tempo, ne".

Campane di Posina - 9
Dal Griso alle Giare dei Pressi:
«Sassismo» in Val Caprara
tore austriaco. Sappiamo anche che i nume-
rosi blocchi di grès della splendida foresta di
Fontainebleau, vero tempio del sassismo
mondiale, erano già frequentati dagli arram-
picatori prima dell'inizio del '900. Più tardi,
negli anni sessanta e settanta, l'americano
John Gill, maestro insuperato e filosofo del
bouldering, propagò questa attività e la sua
etica dallo Yosemite al Colorado, all'eldorado
Canyon (con la scuola più preparata del
mondo) in Nord America, in Europa, alla
Selva Boema, alla Sassonia, alla Valtellina
(Val Masino e Val di Mello) alla Val di Susa e
Val di Lanzo. Nel microcosmo del masso si
raggiunge una dimensione spirituale ed
emotiva tale da "dialogare con il sasso",
parte viva e integrante del monte stesso,
che ha una storia tutta da narrare a chi ha
Arrampicata sui sassi nel greto "orecchie per intendere". Il "gesto" atletico
del Torrente Posina in Val Cavrara
assume un valore rituale e una capacità puri-
Foto: Roberto Lorenzato ficatrice, ridando la facoltà di entrare in uno
"Sassismo" o Bouldering (parola derivata stato di grazia che è simile a quello che si
dall'inglese Boulder, che significa sasso) è il ispira alle discipline ascetiche orientali. Si
termine usato correntemente nell'alpinismo possono così ricavare le medesime gioie sia
internazionale per definire l'arrampicata della scalata Himalayana, sia della passeg-
sui massi. Le strutture rocciose su cui si pra- giata nei boschi o della contemplazione inat-
tica sono i massi con un'altezza compresa fra tiva con l'esclusione dalla propria mente di
un minimo di due metri e un massimo di tutto ciò che è fuori dalla concentrazione
una quarantina. stessa e l'individuo riceve in sè un flusso di
Il Bouldering sta a indicare solo l'arrampi- energia vitale. Tutto questo può offrire il
cata sui massi e non quella sulle brevi "sassismo" un'attività che presuppone anzi-
paretine di roccia o sulle strutture edilizie tutto l'amore per la natura intatta e sel-
(palazzi, torri, grattacieli, ciminiere o sempli- vaggia (wilder ness) per ottenere quel rap-
ci muri di mattoni a secco) definita BUILDE- porto uomo-natura che il blocco roccioso,
RING. parte integrante dell'ambiente naturale, con-
Il sassismo ebbe origine con l'arrampicata solida! Tutte queste sensazioni si possono
stessa, poichè i pionieri erano soliti allenarsi provare e verificare a pochi chilometri dal
sui blocchi di roccia. Nel mondo alpinistico è centro di Posina con una breve escursione di
molto conosciuto un grosso blocco granitico, circa un'ora in una zona integra e molto sug-
posto nei pressi di Courmayeur e detto Sasso gestiva sul fondo della Val Caprara dalla loca-
preuss, dove si allenava il leggendario scala- lità Griso fino alle Giare dei Pressi (si consi-

10 - Campane di Posina
glia la conoscenza della tecnica dell'arrampi- asciutto questo fantastico percorso di sassi
cata su roccia). enormi, roccette, scivoli, scanalature e pertu-
Lo scorso maggio Giorgio dai Munari mi invi- gi! È il "lavoro" che la montagna esegue in
ta ad accompagnarlo, con scarpette da centinaia e migliaia di anni per stupire gli
footing e a mani nude, superiamo tutta la uomini. Anche Roberto, in una seconda usci-
serie di massi con passaggi di 1°, 2° e 3° ta, rimane affascinato e con delle foto docu-
grado superiore per un dislivello di 200 metri menta il passaggio dello "scivolo rosso"!
circa! Giorgio è convinto che la carica di L'itinerario può essere percorso per la via più
energia che riceve nel superare con agile logica ma si possono evitare i passaggi più
eleganza tutti gli ostacoli in progressione difficili spostandoci un po' più a destra o a
mozzafiato, lo disintossica dalle fatiche sinistra e l'avventura è sempre gratificante e
del quotidiano lavoro. Alla fine sudati, ma remunerativa! Provare per credere.
soddisfatti, ci rendiamo conto di aver
"fatto del vero sassismo" La parte termi N.B.: per ulteriori informazioni rivolgersi a
nale della Val Caprara alle Giare dei Pressi, Giorgio, fine ricercatore di reperti storici, ma,
nei mesi primaverili ed estivi, lascia che le da ora, anche il «John Gill della val
sue acque cristalline entrino in segrete carsi- Posina»
che vene fino al Griso dove ricompaiono sul Posina 13 giugno 2006
torrente Posina. Rimane così allo scoperto e Renzo Fiorenzato

Alberto Sortino: campione applaudito


È stata una grande notizia, quella che si è appresa in paese sul finire dell'inverno.
Alberto Sortino, formidabile pesista ha conquistato il titolo tricolore nei campionati giovanili
indoor per allievi svoltisi ad Ancona.
Classe millenovecentoottantanove, specialista nel getto del peso, grazie anche alla sua staz-
za atletica, ed all'attenta guida del suo allenatore sig. Carlo Gamberoni, prima di questo suc-
cesso, ha conseguito una rilevante
fila di risultati a livello provinciale
tra i quali: sesto nei campionati
italiani del duemilatre ad Orvieto,
quarto nel duemilaquattro a Rieti,
ed infine la vittoria sopra citata ad
Ancona.
L'amministrazione comunale in
occasione dell'inaugurazione della
nuova rete dell'illuminazione pub-
blica in centro storico, ha voluto
offrire una targa di riconoscimento
ad Alberto come segno di stima ed
ammirazione, augurando indelebili
traguardi sportivi.
Forza Alberto.
Roberto Lorenzato
posenaelbravo@libero.it

Campane di Posina - 11
Posina. Cerimonia sul monte Majo in ricordo dei caduti della guerra

In contrà Cervi per la pace


Impegno comune degli ex nemici italiani e austriaci

di Giovanni Matteo Filosofo

Autorità Italiane ed Austriache durante la cerimonia dei caduti del M. Majo,


presso la chiesetta di contrà Cervi
Foto Roberto Lorenzato

Ai piedi del Monte Majo italiani e austriaci si sti, oltre alla folta delegazione dell'
sono ritrovati per riconfermare l'amicizia e i "Osterreichischen Schwarzen Krenzes", la
valori della pace, nel ricordo degli oltre 3 Croce Nera di Linz, nell'alta Austria guidata
mila caduti in valle nella Grande Guerra. dal col. Friedrich Schuster, e dal console ono-
È stata tanta la folla che ha partecipato rario d'Austria, Mario Eichta.
all'annuale celebrazione accanto alla cappel- Le celebrazioni si sono aperte con gli onori
la votiva che i reduci delle battaglie del '16 alla bandiera italiana e austriaca. Il neosin-
dedicarono alla statua della Madonna lignea, daco, Andrea Cecchellero, ha riaffermato la
davanti a cui si fermavano a pregare prima volontà di mantenere in vita una cerimonia
di salire sulla linea del fronte. La cerimonia, che ricorda i sacrifici dei combattenti, e tra-
dopo la sfilata per le vie del paese sulle note manda ideali «che ci impegnano a lavorare
della banda di Arsiero, ha toccato il suo cul- per far crescere la nostra comunità e per
mine proprio presso la chiesetta di contrà avere un presente e un futuro di pace».
Cervi, ove si sono incontrate tante autorità Per la Croce Nera ha parlato il colonello
civili e militari, molti valligiani ed escursioni- Schuster. «Questa terra - ha affermato - ha

12 - Campane di Posina
visto la sofferen-
za di tanta gente.
Oggi, purtroppo,
Gli alpini a Firenze
Il 4 novembre 2005, Giornata se a poche centinaia di metri!
nel mondo ci
delle Forze Armate, Firenze ha Questa iniziativa mi ha fatto
sono ancora
onorato in modo speciale tutti gli molto piacere. Già mio padre,
tante divisioni...
Alpini Caduti in guerra e in pace. ufficiale di Fanteria, mi aveva
Gli ultimi fatti di
È stato infatti scoperto un cippo trasmesso la sua simpatia per gli
terrore ci impe-
in loro ricordo, al Cimitero Alpini, a cui si è aggiunta la mia
gnano a pensare
Monumentale di Trespiano. È personale. Ho sempre avuto a
ad un comune
semplice ma molto significativo: Posina un'accoglienza cordiale
impegno per la
una roccia di due metri, che rap- da parte degli Alpini, in occasio-
pace, in cui c'è
presenta una montagna, sulla ne della cerimonia annuale ai
bisogno di tutti.
quale sono poggiati un cappello Cervi. Apprezzo molto anche le
Sono contento
da Alpino e un'aquila. L'iscrizione loro grigliate, ed il lavoro delle
che anche il
è breve ma incisiva: loro donne per la buona riuscita
nuovo sindaco
A ricordo degli Alpini della festa. Il mio affetto per gli
voglia che Posina
morti in guerra e in pace Alpini deriva anche da un'altra
e la Croce Nera
È il primo Monumento all'Alpino constatazione. Quando c'è un'e-
continuino a
nel nostro territorio di pianura. mergenza, come ad es. un
camminare insie-
Non c'è da meravigliarsi: le sisma, i primi ad accorrere sono
me».
Apuane sono vicine, e sono una loro, dovunque si verifichi l'even-
È poi intervenuto
magnifica palestra di addestra- to, anche all'estero. Ci sono sem-
il senatore Paolo
mento per i giovani, e di scalate pre i cappelli degli Alpini in
Franco. «Mi com-
per gli esperti. Quando il servizio prima linea, anche in pace! Sono
plimento - ha
militare era obbligatorio, quasi felice che Firenze li abbia solen-
detto per la pre-
tutti i giovani iscritti al CAI sce- nemente onorati. Come simbolo,
senza di tante
glievano di prestarlo negli Alpini, ne ricordo solo uno: Mons.
persone che
ed erano già seriamente prepa- Francesco Galloni, Cappellano
vogliono tener
rati alla montagna e alle sue dif- Militare della Brigata Monte
alti i valori dei
ficoltà. Non conosco l'attività Suello, Medaglia d'Argento al
nostri soldati.
dell'ANA di Firenze, anche se V.M., presente all'inaugurazione
Oggi ci servono,
spesso vedo l'adesivo della Cappellina della Madonna
non li lasceremo
dell'Associazione sulle automo- del Monte Majo, il 28 luglio
decadere, assie-
bili. Mi sembra però che l'nizia- 1968, data che ormai fa parte
me ai valori della
tiva per questo cippo sia molto della storia di Posina:
famiglia, della
significativa. Ed è bello anche il L'ULTIMA DOMENICA DI
fede, della soli-
luogo in cui è stato posto: al LUGLIO
darietà. Noi
Cimitero di Trespiano si trovano Da allora, questo appuntamento
siamo uomini di
Cappelle e zone a ricordo dei si ripete regolarmente, ed io
pace, ma per
Caduti, e vi è anche un quadrato sono stata presente quasi sem-
difendere quei
riservato ai Cavalieri di Vittorio pre. Spero di esserci anche il 30
valori dobbiamo
Veneto. Inoltre, il Cimitero è luglio 2006, ma fino da oggi,
essere uniti nella
situato su uno dei colli che cir- rendo omaggio con riconoscenza
loro difesa».
condano Firenze, a mezza costa, e affetto a tutte le Penne Mozze.
e da lì si domina la vallata Novembre 2005
dell'Arno. Sempre in alto, anche Augusta Ficalbi

Campane di Posina - 13
Posina. Due alpinisti durante un'escursione sul monte Majo scoprono le ossa
di un militare che risalgono probabilmente alla Grande Guerra

Tornano alla luce


i resti di un soldato
L'equipaggiamento è scomparso,
sarà molto difficile risalire alla sua identità

di Luca Valente La squadra di recupero, quota 1425 m, nelle vici-


organizzata nell'ambito del nanze di una postazione
«Abbiamo trovato dei resti progetto per il recupero austriaca e di alcune caver-
umani, probabilmente di delle salme dei caduti ne ricovero. A pochi passi
un combattente della 1a della Grande Guerra, la cui dalla cengia, ancora i segni
guerra mondiale, durante Commissione è stata isti- della battaglia: proiettili e
un'escursione sul monte tuita lo scorso 12 ottobre caricatori, già svuotati dai
Majo. sulla spinta dell'assessore recuperanti.
Il 9 ottobre gli alpinisti Dino Secco e del consiglie- Ma anche i resti del solda-
Enrico Dolgan e Fabio re Nereo Galvanin, è parti- to, individuato a causa di
Cattelan si sono presentati ta domenica mattina da un omero affiorante dal
ai carabinieri denunciando contrada Griso. terreno, in passato erano
la scoperta. Assieme ai due giovani già stati trovati e spogliati
La notizia è rimasta riser- scopritori c'erano l'anato- di quasi tutto dai cercatori
vata fino a quando le ossa mopatologo Andrea di cimeli.
dello sconosciuto soldato Galassi, il delegato Ana Sono state perciò raccolte
sono state prelevate presso Giannino Losco, il consiglie- le ossa e quel poco che era
il Vajo Brutto Buso, scosce- re comunale di Posina rimasto dell'equipaggia-
sa porzione montagnosa Matteo Leder, il comandan- mento, dopo aver preso le
parallela alla Val Grande, te della stazione dei cara- coordinate del luogo e
nel territorio del Comune di binieri di Posina Bruno averlo fotografato.
Posina. Granello, il vicebrigadiere Le speranze di identifica-
Ora è iniziata la seconda Roberto Mantiero della sta- zione sembrano dunque
fase dell'operazione, il dif- zione di Schio per ridotte al minimo.
ficile tentativo di individua- Onorcaduti e il maresciallo «Abbiamo recuperato uno
re nazionalità, reparto e De Rosso, della stazione di scheletro completo al 70%
identità del militare. Piovene. - spiega il dottor Galassi -,
Pare comunque, dalle Un'ascesa di un paio d'ore con buona parte del cranio.
prime analisi, che si tratti ha portato il gruppo nell'a- Purtroppo è rimasto poco
di un soldato italiano. rea del ritrovamento a degli effetti personali.

14 - Campane di Posina
Speriamo che dalla terra prelevata
salti fuori qualche frammento, ad
esempio un bottone: individuando
il reparto scendendo fino al batta-
glione, sarebbe possibile ricostruire
le linee parentali degli appartenen-
ti fino agli attuali discendenti di
dispersi che consentano un con-
fronto sulla base dell'analisi del
Dna».
Pessimista anche lo storico Siro
Offelli, che con Claudio Gattera ed
Enrico Acerbi costituisce il pool di
esperti incaricato della valutazione
dei reperti: «L'asportazione è stata
relativamente recente, non è avve-
nuta subito dopo la guerra, quando
i recuperanti portavano via i crani
per poi rivenderli: in effetti circola-
va da qualche tempo in zona la
notizia di un ritrovamento.
Abbiamo per ora a disposizione i
resti della suola di uno scarpone di
fanteria non d'ordinanza, forse
acquistato per proprio conto da un
ufficiale, una fibbia d'ottone di un
tascapane italiano, cartucce e bos-
soli italiani.
Nessuna stelletta, nessun oggetto Contrà Griso: le severe guglie che sovrastano
la contrà omonima,
personale, tranne un braccialetto di
luogo del ritrovo dei resti di un soldato
ottone molto corroso, che dovrà della 1a Guerra Mondiale
essere pulito con attenzione.
Foto Roberto Lorenzato
Sarà davvero dura».

Campane di Posina - 15
Scarabozza
La giornata è trascorsa quasi sempre alter- fosse un legame che lascia senza scampo in
nante tra piogge e schiarite, alle nuvole un rapporto che risulta necessario e irrisolto.
scure seguono pause di luci e di azzurro, ma Dentro in valle i miei passi, seppure spediti,
non resta neanche il tempo di raccogliere vanno cauti esplorando il terreno, ci sono
indumenti e lo zaino che già subito fuori massi bagnati nella gola che ormai è quasi
riprende a scrosciare. oscura, e dall'alto di muschi e radici scendo-
È pomeriggio inoltrato e mi decido ugual- no rivoli ovunque. A contrasto dell'ambiente
mente, lascio l'auto a contrada Collegio che che è angusto e alle volte una sorta di forra
poche ore al tramonto ci mancano. Resta il oppressiva, ci sono fiori dovunque come solo
tempo di percorrere la valle Scarabozza, mi nei luoghi dove all'umido e all'acqua si
ripeto quasi incredulo e ancora non fossi accompagna un percorso che non passa nes-
convinto, e raccolte le cose di fretta mi accin- suno.
go ad andare. Scorgo il Derio sui campi, mi Sto pensando all'uscita, a questo mio inerpi-
saluta e mi chiede se salgo, e sorride e riflet- care come stessi scalando una sorta di imbu-
te che la pioggia non ha mai fatto male a to, e mi chiedo tra quanto, quando scorgo
nessuno, con la pioggia in cammino, la man- improvviso su in alto del chiarore e una luce
tella riporta un silenzio ritmato dalle gocce tra i rami, saranno gli ultimi raggi di sole
che a ascoltarlo sembra farsi più intenso e mentre sotto la valle è già scesa nell'ombra
profondo; se potesse lasciare, poi aggiunge, più fonda.
verrebbe anche lui. Con la pioggia, gli dico, Questa uscita improvvisa dal boale, e da
filtrasse dell'acqua anche dentro di noi, e questa faticosa e affannata salita, mi rivela
lavasse tutto il male del cuore dell'uomo, istantaneo un paesaggio così intenso di luce,
che di questo ne abbiamo bisogno, e maga- come accade nella vita di un evento inatte-
ri una volta lasciasse i coltivi e venisse anche so che mette stupore e non lascia più spazio
lui. per i soliti ritmi scanditi ripetuti di sempre.
La montagna, lui lo sa, alle volte la si vive C'è la malga non lontano e le manze che
come fosse una sorta di richiamo insistente indugiano in alto sulla gobba e il costone del
che non lascia mai sosta, come fosse perfino monte Toraro. Resto fermo del tempo, non
un rimprovero che mette un rimorso che ora so quanto, non mi siedo, non mi sfilo lo
sembra soltanto attenuarsi per questo mio zaino, me lo allaccio più stretto, quasi a farlo
andare deciso egualmente nonostante le sentire una parte di me.
nubi e la sera vicina. L'aria in alto è leggera, e d'un tratto la gior-
Penso a incontri che abbiamo fatto negli nata sembra farsi liberata del tutto da scan-
anni, che da subito è chiaro da questi non sioni e la gabbia di orari che erigiamo a dife-
esistono difese, che da subito si comprende sa dal mistero sconfinato del tempo. Mentre
non è ammessa la via del ritorno, non si pos- intorno la notte la si coglie vicina dovunque
sono recidere, né sperare di metter distanza rivolgo lo sguardo, percepisco con gioia l'e-
reale. Questi incontri si sono fatti presenze state imminente che mi invita festosa per
continue, e ci chiamano sempre, e ci insi- mesi di luce, a un andare incantato che mi
nuano dolce un rimorso. aspetta su in alto.
La montagna, per me, ne sono certo, ogni E mi scopro a pensare che forse il rimorso ci
volta riprende un incontro che riporta una ricorda lo stato di fuga perenne, quella corsa
storia nel tempo e riaccende il ricordo, come affannata diventata la forma della vita di giù,

16 - Campane di Posina
una fuga a cui sento di aver detto di no.
Come preda di un sentire da mesi inespres-
so, mi ritrovo sospinto a proferire parole, in
un gioco inebriante di un colloquio sommes-
so: "Montagna della notte che scende, per-
donami, non ti tradirò più con facili viaggi in
luoghi dove splende sempre il sole, sarò
fedele anche alle tue piogge, alle tue gior-
nate imbronciate, alle tue nebbie, ti percor-
rerò anche nel buio, nei tuoi sentieri più
incerti e solitari, non conterà la sete e la fati-
ca, né l'incomprensione degli amici, mi farò
spoglio di ogni superfluo, tornerò a cercarti
anche se affaticato... Montagna perdonaci,
come un carico nel mio zaino, ti porterò la
grande fuga del mondo tra lo sgomento dei
tuoi silenzi, ti porterò l'inquietudine delle
nostre città tra le contrade lontane e spopo-
late, il disagio delle nostre autostrade sui
tuoi sentieri incerti invasi dall'erba, il brusio
delle nostre tante parole senza vita tra i
suoni imprevedibili del bosco increspato dal
vento...
il primo incontro con te?...ero un ragazzino
sconfitto dalla fatica, graffiato ma felice,
costretto a rinunciare ma abbagliato dalla
tua luce. Sopra il rifugio Treviso, in alto, verso
passo Canali, le distese assedianti di mughi, i Laghi: il suo campanile visto dalla strada dei
nevai sparsi dovunque, la stagione ancora Rotecche.
all'inizio, l'angoscia profumata di resina del Sullo sfondo la storica Val Scarabozza
sentiero perduto, l'improvviso scrosciare del Foto: Roberto Lorenzato
torrente vicino, gli amici mi avevano lasciato
indietro, come un fastidioso ingombro... Ho
subito compreso che quanto accadeva era
come il primo incontro con una persona in to il disagio di questo mio andare, quasi una
cui tutto va a rovescio e che inquieti s'intui- fuga.
sce diventerà un incontro per la vita...". Per un attimo mi arresto, tra il fragore lonta-
Quasi fosse un risveglio, mi accorgo del buio no di alcuni sassi che rotolano riprendo esi-
che è sceso, devo lasciare questi pascoli tante alcuni passi a ritroso, e il contatto con
senza tempo, queste creste poste all'ultimo i rami che sfioro mi porta rincuorante la fre-
sole su in alto, devo raggiungere l'imbocco scura della prima condensa della notte.
per la discesa in Val di Tovo. Infine mi incammino, come in un richiamo e
Mentre procedo nell'oscurità del bosco, sulla un'intesa segreta, e mi accingo a risalire,
monotona sequenza delle serpentine, sento sospeso, verso le ombre senza meta della
insinuarsi di nuovo, calda e insistente, la per- breve notte di giugno.
cezione di un rimorso, e riaffiorare d'un trat-
Paolo Campogalliani

Campane di Posina - 1 7
Novant'anni fa: l'offensiva di primavera
Quest'anno ricorre l'anniversario della spedi- bra di autocarri, camions, automobili, cariag-
zione punitiva, o meglio conosciuta gi, che trasportavano truppe per trattenere
Strafeexpedition, ideata dal generale Conrad l'offensiva nemica. Addossata al ciglio della
von Hotsendorf ai danni dell'Italia, ex allea- strada si forma un'altra comune contraria di
ta della triplice alleanza. Era la prima guerra donne coi loro bambini e fardelli sotto il
Mondiale. Ecco cosa si legge nelle memorie braccio, di fanciulle che aiutano il padre o la
del reverendo Don Lappo, parroco a Posina madre a trascinare innanzi le mucche, di
in quel periodo: "Posina che nel primo anno ragazzi con sacchi sulle spalle, di vecchi
di guerra non fu mai molestata da tiri nemi- cadenti appoggiati al loro bastone, o condot-
ci, si teneva sicura di non sgombrare, e vive- ti a mano dai propri cari... Parroco, cappella-
va nella dolce speranza che la vittoria delle no, e curato preso con sè il breviario, i docu-
nostre armi ci apportasse presto la pace. Ma menti più importanti, qualche veste e capo
ecco l'offensiva austriaca del Maggio. Tutta la di biancheria di ricambio, seguirono a piedi
valle rimbomba dagli ininterrotti colpi d'arti- la turba dolorante...
glieria. Gli austriaci avanzano fino alla Nessuna destinazione fu assegnata ai profu-
Borcola, al Majo, ai Campiluzzi, a duecento ghi nel momento della partenza e si disper-
metri dalla cima del Pasubio; e nel pomerig- sero qua e là nei paesi dell'alto vicentino a
gio del diciotto Maggio è intimato lo sgom- caso, o presso qualche famiglia di loro cono-
bero immediato di tutta la popolazione... scenza... Un ordine della prefettura intima
tutta la strada - racconta il Lappo - è ingom- di riunirsi a Longare dove si insedia l'ufficio
municipale. Il vice sinda-
co di Longare col suo
segretario, il segretario
di Posina sig. Sella, il
parroco Lappo aiutato da
generose e caritatevoli
persone danno assisten-
za per il collocamento
dei profughi.
Ma Longare, non poteva
alloggiare tutta la popo-
lazione di Posina, circa
duemila settecento per-
sone, gran parte furono
malamente agglomerate
sopra un po' di paglia sui
fienili, stalle, portici, gra-
nai... Intanto nei giorni
venti maggio - venti
Giugno gli austriaci erano
Nella foto Don Lappo (autore delle Memorie storiche discesi nelle valli del
durante il periodo bellico) al trasporto della campana
maggiore sul nuovo campanile appena eretto.
Posina e dell'Astico,
Dicembre 1926 giunsero al colletto di

18 - Campane di Posina
Velo e di Posina e al
Xomo, avanzarono
verso monte Spin,
occuparono il
Priaforà, investirono
il Novegno...
L'inflessibile resisten-
za dei nostri sventa-
rono l'intenzione
nemica di raggiunge-
re la pianura veneta.
Gli austriaci verso la
fine del giugno dopo
inutili e sanguinosi
sforzi per occupare il "El Majetto"
Novegno e il Pasubio, vigile
campanile
si ritirarono da Posina
roccioso
pur rimanendo fino in Val
all'armistizio sul Sorapache
Dente Austriaco del
Pasubio, alla Borcola, Foto:
Roberto
al Soggio del Lovo,
Lorenzato
sul Majo... tratto
dalle memorie stori-
che rev. Lappo. Torri slanciate, pinnacoli, guglie eleganti quasi inaccessibili, quanti
Inauditi, sanguinosi luoghi caratterizzano il territorio di Posina . Se il " Fraton " o
assalti italiani segne- Campanile del "Jona" posto in alta Sorapache sulla sinistra orogra-
ranno il periodo suc- fica, rimane il signor per eccellenza, altri per forma, eleganza, si
cessivo: sui roccioni contendono i primi posti. Sempre in Sorapache sul versante sinistro
del Majo alle Porte della valle un altro pinnacolo roccioso, se pur di modesta altezza,
del Pasubio, sul non dovrebbe superare i 15 metri, mi ha affascinato non poco. In
Corno del Pasubio loco viene denominato "El Maietto". Esso sorge sui pendii dei "
ora Battisti sui Rinde " a circa 850 metri di altitudine, circondato da un bosco
Denti...". ceduo. L'accesso è consentito attraverso un facile sentiero battuto da
A distanza di novan- cacciatori e boscaioli nella stagione autunnale, per il prelievo vena-
t'anni tante sono le torio e per il taglio dell'ottima legna da ardere. Con fierezza il picco-
iniziative prese per lo campanile roccioso domina la parte finale della Val Sorapache
ricordare quei tragici con ampie vedute sulle contrade dell'alta Valposina. La zona fu inte-
eventi in tutto il ressata anche dalla prima guerra mondiale: numerose sono le gal-
vicentino: esposizio- lerie ricovero che si notano durante la salita. Tali gallerie hanno dato
ni, convegni, presen- rifugio alle persone che durante il rastrellamento nazifascista
tazioni di libri, ceri- nell'Agosto 1944 divampò in valle. Oggi passate le bufere del pas-
monie... sato, il silenzio del luogo, attorno alla vigile ed attenta sagoma del
"Maietto" è rotto dal dolce scrosciare del Sorapache, ancora per un
Roberto Lorenzato centinaio abbondante di metri prima di immettersi nel Posina.
posenaelbravo@libero.it Roberto Lorenzato
posenaelbravo@libero.it

Campane di Posina - 19
La nuova Pro Loco

Volontari costruiscono la sede del nuovo chiosco della Pro loco presso gli impianti sportivi

Foto Roberto Lorenzato

Con la rinascita della nuova pro-loco di Posina si rimette in moto la macchina organizzativa
delle manifestazioni ricreative-sportivo-culturali.
È un momento euforico quello che in questo inizio incerto d'estate si assapora attorno al
paese.
Si stanno gettando le basi per uno spazio stabile per le future manifestazioni, con costi abba-
stanza marcati, si fa appello a tutti gli amici, simpatizzanti e volonterosi, di unirsi, di collabo-
rare, soprattutto nelle occasioni importanti che cadenzano l'anno in corso.
Eccone alcune: la sagra, la mostra mercato, la prova di specialità di mountain-bike, la super-
pippo Sorapache... ecc.
Sono momenti che impegnano molto si sa, ma che aggregano e valorizzano lo stare assie-
me, ma soprattutto fanno conoscere, creano immagine al nostro paese fuori dal nostro con-
fine, non quello immaginario che abbiamo dentro nella testa, ma bensì quello territoriale
oltre ogni barriera.
A tutto il gruppo un sincero augurio di BUON LAVORO.
Un simpatizzante

20 - Campane di Posina
Val del Rio

Da Fusine, alzando gli occhi


verso il Novegno, la prima
cosa che si nota è la pro-
fonda gola della Val del Rio
che scende impetuosa fino
a sbucare sui prati del
paese.
Benché sia un torrente di
non facile transito, questo
corso ha sempre rappre-
sentato molto per il paese
di Fusine.
Molti sono i toponimi pre-
senti in questo luogo; inco-
minciando dalle "Fontane",
un luogo in cui i malgari di
Vaccaresse portavano il
bestiame ad abbeverarsi.
Le Fontane sono sormonta-
te da guglie dolomitiche
che prendono il nome di:
"Porta degli Spissi" vale a
dire "Porta delle Punte", e
Il campanile di Fusine, sullo sfondo la torre di Vaccaresse,
"Ponta Longa".
sinistra orografica della Valle del Rio
Più su troviamo il Monte
Vaccaresse e la "Ponta Foto Roberto Lorenzato
Piccola".
Scendendo verso valle questa si restringe Purtroppo questa incisione non esiste più.
passando sotto una parete, sulla destra oro- Da questo luogo partiva una "rosa" (una rog-
grafica,chiamata "Pissavacca". gia), chiamata "Rosa dei Sermani ".
In questo luogo si sono registrati diversi epi- Questa serviva contrà Sermani e le numero-
sodi tragici (molti boscaioli sono morti racco- se "fusine". Un altro luogo bisogna ricordare
gliendo legna su questo versante). infine. In località Rio esiste una piccola sor-
Ma forse il luogo più interessante è quello gente, ove la gente si fermava a dissetarsi.
poco più sopra le vasche dell'acquedotto. In Questo luogo è chiamato "Fontanelo".
questo luogo esiste un grosso macigno, ove, Durante la prima guerra i soldati crearono
fino a non molti anni fa si poteva leggere un una vasca di raccolta per quest'acqua che
incisione in cui era rappresentata una croce, era ritenuta più fresca di quella del vicino
sotto alla quale era scritto il nome AMADIO torrente.
e l'anno 1038.

Campane di Posina - 21
ro della polenta che era lasciato in bella mostra
Ricordi di Posina sul tavolo. Il pranzo speciale, in quegli anni di
magra, era polenta e fighi. Ma ai figli dei com-
di Luciano Parolin battenti oltremare, il Duce faceva recapitare il
sussidio e i buoni latte. Mio zio Rodolfo, per aver
Posina è ancora uno dei pochi paesini della cantato Bandiera Rossa nella piazza del paese fu
nostra provincia a non essere cementificato, è spedito in Russia, senza tanti riguardi. Appena in
rimasto come era negli anni della mia infanzia. grado di camminare tutti i ragazzini della Valle
Le contrade con i masi, hanno conservato tutto il andavano a pesce nell'acqua del Posina con la
fascino dell'antico, rotto solo dai colori delle case forchetta e sollevando i sassi si trovavano sem-
rimesse a nuovo e dalle masiere che segnano i pre i marsoni. Ora l'acqua è quasi sparita, imbot-
secolari confini. Nomi antichi, toponimi di origi- tigliata, spedita in America, i marsoni scomparsi.
ne tedesca: Rader, Lambre, Leder, Ruste, Ganna, Per farci il bagno si metteva un mastello di legno
Bettale, Ronzi, Griso. Più di mille erano gli abi- al sole per riscaldare l'acqua, poi con la stessa
tanti nel 1946. materia prima si faceva la liscia alle lenzuola che
I miei ricordi e i racconti degli anziani ascoltati in diventavano candide. Il bagno, per dire di una
quegli anni, sono tutti per il paese natio. Storie baracca di assi di legno, era dall'altra parte della
vere, di vita vissuta, con la maggioranza degli strada.
amici "della classe" emigrati in Australia, Belgio, Qualche volta si mangiava pesce perché el
Francia, molti a Milano per lavorare alla Pirelli Patanaro, uno spilungone di 2 metri, ci portava le
Bicocca. Sono nato a Posina nel 1942 in contra- trote, pescate, con una pertica da fasolaro,
da Beber (Beba), mia madre Maddalena aveva restando sul ciglio della strada, senza vedere
allora 20 anni, mio padre, vicentino puro, uno in l'acqua. Dopo 60 anni mi ricordo ancora della
più, quando nacqui, era in Albania poi Grecia, bontà del purè di mia nonna, patate, latte, (buti-
così, sino alla fine del conflitto sono vissuto nel ro) burro sbattuto con una bottiglia dalla bocca
paese con mia nonna Luigia detta saroca, della larga, come pure la marmellata di mirtilli chia-
contrada Cervi. La contrada dei Beber di sotto era mate (se non sbaglio) axarele, le raccoglievo
la più vivace del paese perché aveva il casolin, nelle siepi con la Emma, la mia amichetta del
l'appalto, l'osteria, la corte delle bocce, tutto del cuore. Andare a dormire non era proprio diver-
Piero "Borana", l'Angelina e Ilario. Mia nonna tente, i materassi erano un sacco gigante riem-
teneva le galline che entravano ed uscivano dal pito di foglie di granturco secco, un rumore...
volto, precise come un orologio, la cocca più Dopo le 17 di ogni giorno, lo spiazzo dei Beber si
anziana, ogni giorno mollava un uovo sul pana- riempiva di gente, vecchi e ragazzini che porta-
vano il latte al casello e sostava-
Scorcio di contrà Beber, luogo di nascita del prof. Luciano Parolin no sotto il gigantesco platano.
Foto Roberto Lorenzato Sui vecchi tavoli dell'osteria il
vino rosso gocciolava, intermina-
bili le partite a cava pallino o a
morra. Formidabile mio nonno
Demetrio al braccio di ferro, si
giocava una ochetta di grappa
ad ogni giro e alla fine della
giornata mi offriva una gassosa.
Mio nonno era abile nel costrui-
re cesti con le stroppe e impa-
gliare sedie. Per comprare i suoi
manufatti, venivano dal
Terragnolo attraverso il passo
della Borcola e si faceva il barat-

22 - Campane di Posina
to uova e ciliegie in cambio delle ceste.
Forte mia nonna, nel contrattare una
presa di tabacco da naso. Il "telo" (mai
"Il personaggio"
saputo chi fosse) si sedeva sempre al soli-
to posto, estraeva da un gilet di velluto
consunto un'ocarina in terracotta e per
un'ora tutti si fermavano ad ascoltare i
virtuosismi musicali dell'anziano, mi suo-
nano ancora nelle orecchie le note della
canzone... come porti i capelli o bella
bionda. Il giovedì, era giorno di mercato
ad Arsiero. Il Sila curava il trasporto della
posta, merci e passeggeri, da Posina ad
Arsiero, quel giovedì del 48 mi restò
impresso. Il vecchio pullman, stracarico di
donne, io l'unico ragazzino presente,
seduto sul vano motore, altri sulle ceste
delle patate, il Sila che spingeva il sedere
alle femmine più giovani, almeno 50 per-
sone inscatolate e via per il vecchio trac-
ciato della Posina - Arsiero un divertimen-
to irripetibile. Il Mariano del Giona abita-
va nella casa più sotto quella con l'affre-
sco del 1841 che abbellisce la facciata
della casa. La sua abitazione era una Romano Zambon alla guida del pulman
bottega straordinaria; aveva progettato Foto Roberto Lorenzato
una macchina ad acqua per fabbricare le
moieche da biancheria di legno, uomo Centinaia di migliaia di chilometri sulle strade
eccezionale da solo, deviò una roggia per d'Italia ed all'estero, Austria e Germania in par-
alimentare una delle prime peschiere di
ticolare. Dopo 43 anni di attività come autista di
trote che abbia mai visto. Sopra al bun-
pulman, per Romano Zambon (Romano Sila per
cher, dove Piero teneva le bibite al fresco,
alcuni, "el baffo" per altri) è arrivata l'ora della
arrivava una teleferica per il fieno e la
legna che venivano calate dai boschi. Noi meritata pensione. Personaggio conosciuto
ragazzini ci giocavamo sino a notte fonda, anche come abile fotografo, amante dello sport,
il Bruno da Spalla era il capo. Dalla piaz- in particolare dell'atletica leggera e del calcio,
za, il prete veniva solo la domenica per nonno di due splendidi bambini. Intende spen-
dire messa ai Cervi nell'attuale chiesetta dere ora i suoi anni del riposo, nella sua attività
degli Alpini sotto il Monte Majo. sportiva che più lo esalta: la caccia ed il roccolo,
Indimenticabili quelle funzioni religiose, ovvero la struttura unica esistente e funzionan-
una cinquantina i partecipanti, più fuori te sul territorio di Posina per la cattura controlla-
che dentro. I canti si spandevano "per ta degli uccelli di passo. Nelle fredde mattine di
l'aer sacro a Dio ... flabile, solenne, tal che novembre, là, nei pressi di Caseneche, sui pen-
sempre nell'anima lo sento" dii tra le contrade Zamboni e Lighezzoli, se
Sant'Ambrogio di Giuseppe Giusti. Nel vedremo fumare timidamente un comignolo,
1949 Posina si consacra alla Madonna sarà sicuramente la piccola stufa a legna, che
Pellegrina, ma intanto la famiglia si era accesa, renderà un po' più confortevole prima
già sistemata in città ed io frequentai l'e-
del levar del sole, l'alba del roccolante.
lementare Giusti.
Roberto Lorenzato

Campane di Posina - 23
Lambre: per un giorno
al centro del mondo
legna tramite il filo a sbalzo,
e la slitta, la saldobrasatura
del filo dovuta ad una sua
ipotetica rottura, alla cottura
delle castagne, tipico pasto
del contadino di un tempo, si
è ripreso sempre televisiva-
mente la battitura dei chiodi
e brocchette da scarpe, anti-
ca attività di fondovalle, la
preparazione degli arnesi per
lavorare i campi nella stagio-
ne primaverile, altre attività
artigianali che si svolgevano
nel periodo invernale, ad
Contrà Lambre: si fabbricano le ceste esempio la fabbricazione di
per le riprese televisive "Mondo-Agricolo"
ceste o benele ed infine una
Foto Roberto Lorenzato panoramica sulla cucina tra-
dizionale del luogo con la
La giornata di Martedì sette Febbraio duemi- preparazione del minestrone di patate e
lasei rimarrà per lungo tempo nella memo- fagioli, tipici frutti della terra posenate, miele
ria di molti. Nella mia agenda trovo scritto: e frutta, il tutto narrato dal nostro sindaco
strepitoso pomeriggio a contrà Lambre, con Andrea Cecchellero. Ma non era finita. Alla
la presenza di una nota televisione della pro- sera le riprese televisive si sono concentrate
vincia. Si è provveduto a ripristinare grazie presso il laghetto Main, nel chiudere la gior-
all'amministrazione comunale e i numerosi nata con il tradizionale rito del ciamar Marzo.
volontari di Posina alcune attività del passa- La chiamata di Marzo preceduta da un
to, improvvisando delle figure quali il gigantesco falò, antichissima tradizione
boscaiolo, la massaia, il fabbro, il contadino, pagana, è stata l'occasione per restare assie-
in lavori che venivano svolti in altri tempi, in me e per gustare un buon bicchiere di brulé,
un luogo caratteristico com'è contrà Lambre. accanto al tepore del fuoco ed al frastuono
Nella mattinata le riprese televisive si sono dei campanacci, in questo freddo e lungo
svolte presso il caseificio di Posina, in parti- inverno .
colar modo si è messo in risalto la lavorazio- Si ringraziano tutte le persone che si sono
ne del formaggio, ma soprattutto la produ- rese disponibili per la riuscita della manife-
zione di succulenti insaccati, le tipiche stazione, in particolare modo si ringrazia il
sopresse della Valposina. sig. Germano Cervo di Contrà Lambre per la
Nel pomeriggio come si è detto sopra, il sua gentile disponibilità.
momento clou alle Lambre, preparata a Roberto Lorenzato
dovere. Si è iniziato con il trasporto della posenaelbravo@libero.it

24 - Campane di Posina
Tappe della vita
(dati aggiornati al 30 giugno 2006)

POSINA
Battesimi 14.08.05 Rader Losco Rebecca Claudia di Andrè e Losco Monica
18.09.05 Cecchellero Cinzia di Andrea e De Zotti Paola
19.03.06 Dal Maso Elia di Cristian e Comparin Federica
28.05.06 Stiffan Tommaso Michele di Paolo e Zambon Monica
18.06.06 Cervo Angelica di Fabrizio e Giarola Diana

Defunti 10.09.05 Maraschin Agnese anni 84


22.09.05 De Pretto Ines Agnese anni 87
21.11.05 Dall'Osto Bruno anni 81
28.12.05 Cervo Alfonso anni 91
20.01.06 Dal Maso Erino anni 81
11.02.06 Lunardello Elda anni 98
21.02.06 Lighezzolo Vittorina anni 92
24.02.06 Costaganna Oliva anni 93
13.04.06 Zambon Daria anni 75
20.05.06 Costa Pierina Teresa anni 82

FUSINE
Defunti 07.09.05 Sella Maria Costantina anni 96
15.02.06 Zambon Angela anni 93

CASTANA
Battesimi 17.04.06 Sartori Giovanni di Oscar e Cervo Elena

Defunti 30.10.05 Comparin Regina anni 79


27.11.05 Lunardello Luca anni 73
29.12.05 Comparin Silvio anni 89
31.05.06 Mogentale Giovanni anni 80
30.06.06 Gecchelin Marina anni 77

LAGHI
Battesimi 07.08.05 Sorgato Noemi di Enrico e Giolo Ilenia
08.04.06 Gecchelin Edoardo di Stefano e Rader Paola

Defunti 05.04.06 Ossato Livia (Bertilla) anni 77

Matrimoni 10.09.05 Giroli Vittorio e Dal Molin Nadia


04.03.06 Cornolò Giordano e Dal Molin Sonia
24.06.06 Cortiana Thomas e Canale Martina

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