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LA COMUNICAZIONE POLITICA: NOVIT E CONTINUIT 1989-1994 fase di transizione.

-democrazia cristiana -partito comunista -partito socialista CRISI

Febbraio 1992 arresto di Mario Chiesa e scandalo di Tangentopoli. Questo port a una sfiducia nei partiti e allaffermazione della Lega Nord e di Forza Italia. 1991-1993 il sistema elettorale proporzionale viene sostituito dal maggioritario misto. In seguito a questa riforma i partiti per non scomparire si aggregano in coalizioni e si rafforzano i fenomeni di lobbismo (influsso esercitato sul parlamento da gruppi di pressione estranei ai partiti) Elezioni 1994 vittoria Berlusconi. Dopo 8 mesi il governo perde lappoggio della Lega e Scalfaro affida il governo a Lamberto Dini. 1995 congresso di Fiuggi. Febbraio 1996 elezioni vince lUlivo guidato da Prodi e Veltroni. Ma il nuovo governo non riesce a fare una norma per il conflitto di interessi e per la par condicio. Inoltre attua una forte politica di risanamento per portare lItalia nelleuro. Nel 1998 il governo viene affidato a DAlema che per di dimette dopo la sconfitta della sinistra alle elezioni della primavera del 2000. In seguito il governo viene affidato a Giuliano Amato. Elezioni politica del 2001 caratterizzate da una Battaglia mediale. la maturazione della nuova comunicazione politica in Italia. Rappresentativo il contratto con gi italiani di Berlusconi dell8 maggio 2001. Ladozione del sistema elettorale maggioritario cambia laspetto dei partiti e degli anti-partiti. Conseguenze di ci sono il Bipolarismo e il Leaderismo. Lidentificazione del leader spinge allimitazione e a volte al mimetismo. Tra gli effetti linguistici spiccano stili comunicativi colloquiali: -il TU sostituisce il LEI -tormentoni linguistici in circa un decennio la politica italiana di mediatizzata. Il medium che ha avuto il sopravvento sicuramente la televisione (Talk Show). La mediatizzazione si accompagna alla spettacolarizzazione. Assumono importanza i dati di audience e gli aspetti pragmatici della comunicazione. Grande importanza assume anche lorganizzazione di eventi. Accanto alla televisione si pongono: comunicazione povera (tra cui alcune tecniche di comunicazione pre-politiche) -nuovi media

tra queste due forme di comunicazione ci sono delle affinit linguistiche. POLITICHESE -> veniva cos definito il gergo dei politici. Nellultimo decennio si avuta anche una semplificazione del linguaggio. Si ha un passaggio dal paradigma della superiorit al paradigma del rispecchiamento (Antonelli). Si passa quindi dal politichese al gentese. Tra le forme della semplicit troviamo: -aggressivit verbale -infantilismo -uso del dialetto tra le forme non semplici: -termini economici -latinismi -lingua giuridica -uso di termini inglese dai sistemi maggioritari angloamericani.

LINGUA E NUOVA RETORICA POLITICA La retorica politica volta alla ricerca del consenso. I principali fattori del linguaggio dei politici sono: emittente-uomo politico destinatario-cittadino funzione persuasiva Possiamo individuare quattro forme di testi politici: 1)parlato-parlato 2)parlato-su scritto 3)parlato-scritto 4)scritto-scritto il primo termine il modo in cui viene trasmesso, il secondo la sua origine. Stiamo comunque parlando di TESTI POLITICI PRIMARI (ovvero prodotti in prima persona dal politico) e non di TESTI POLITICI SECONDARI (saggi, commenti giornalistici,) 1) PARLATO-PARLATO Di questo fanno parte: -INTERVISTA TELEVISIVA RAPIDA, intendendo la dichiarazione rilasciata davanti a una telecamera da politici intervistati a caldo. pensabile che le risposte presentino un minimo di organizzazione, ma si tratta comunque di un parlato informale. una comunicazione prevalentemente unidirezionale. -DIBATTITO TELEVISIVO CON CONTRADDITTORIO, la forma normale di dibattito televisivo a cui siamo oggi abituati. Causa ed effetto d processi di leaderismo e di spettacolarizzazione si svolge allinterno di trasmissioni fatte per trattare di politica o allinterno di talk show. un ottimo esempio di parlato-parlato, poich i testi sono preparati su un canovaccio o al massimo su appunti concordati , ma sono comunque vincolati alla dinamica dei turni di presa di parola e quindi sottoposti alla replica, al confronto con le tesi altrui. Questo comporta maggiore spontaneit e improvvisazione e ricorso a tratti linguistici propri delloralit.

Si tratta di una comunicazione bidirezionale in relazione al contraddittorio in loco e unidirezionale in relazione al pubblico a casa. 2) PARLATO-SU SCRITTO Di questi fanno parte: -INTERVISTA GIORNALISTICA, la quale viene prodotta oralmente, ma si tratta di un oralit mediata poich spesso si svolge su temi concordati e condizionata dallincalzare di un interlocutore diretto. Inoltre viene fruita tramite u canale scritto. Il passaggio dalloralit alla scrittura comporta due livelli di trasformazione: primo gli inevitabili processi di normalizzazione, secondo la riformulazione del testo da parte del giornalista. Bisogna quindi distinguere due momenti: la creazione del testo e la sua fruizione. Destinatario reale dellintervista il pubblico dei lettori del giornale. Lintervista giornalistica tipo divisa in tre parti: il titolo, che riassume il tema di discussione e lopinione dellintervistato; il preambolo, fa da introduzione allintervista vera e propria; lintervista vera e propria. -INTERVISTA RADIOFONICA, come lintervista giornalistica un oralit mediata; differisce invece per le modalit di fruizione da parte del destinatario. Rientra in quello che Sabatini ha definito italiano trasmesso (cio quello veicolato dai nuovi media). interessante per gi sviluppi e i connotati espressivi del linguaggio politico in un contesto in cui la parola da sola deve essere sufficiente, senza i supporto fisico. -DISCORSI DURANTE COMIZI E CONGRESSI, i discorsi pronunciati nei comizi hanno alla base un testo scritto pensato per la realizzazione orale in un contesto di forte coinvolgimento tre emittente e destinatario. Tale coinvolgimento si evince dai riferimenti a vicende intere al partito, nelladozione di tratti semantici e si punta allimmedesimazione emotiva del destinatario. Il congresso, invece, pi frequente del comizio e ha carattere programmatico, celebrativo e commemorativo e con risonanza nazionale. I discorsi congressuali sono generalmente molto lunghi e si basano su un testo scritto. La scaletta tipo prevede il saluto di apertura e lintroduzione alloccasione del congresso, riferimenti alla storia e alla situazione interna del partito, considerazioni sulla politica interna ed estera e su quella degli avversari, chiusura con ripresa sintetica dei punti focali e saluto ai partecipanti. I discorsi congressuali si distinguono per lassenza di contraddittorio, il carattere unidirezionale e la corposit materiale del discorso in cui possono esprimersi compiutamente luniverso semantico e lessicale di ogni leader e dunque le sue specifiche scelte linguistiche. Si possono avere congressi i situazione favorevole e congressi in situazione formale. Importantissimo in coinvolgimento comunicativo tra emittente e destinatario e gli uomini politici sanno bene di dover conquistare un consenso che non dato per certo. 3) PARLATO-SCRITTO -DISCORSI PARLAMENTARI, si configurano formalmente come testi orali, ma hanno dietro di se testi scritti pianificati che gi nella formulazione originaria tengono conto sia della destinazione orale, sia del contesto istituzionale. Sono esempi di parlato formale dove la formalit oscilla a seconda dello stile personale, della carica ricoperta e della rilevanza del tema discusso. Sono discorsi monologici (comunicazione unidirezionale). La fruizione di tali discorsi al di fuori dellaula parlamentare avviene tramite resoconti stenografici, con cui il testo, nato per iscritto, ma pensato per loralit, torna alla forma scritta. Nel passaggio dalla versione originaria, pronunciata in aula a quella trascritta si verificano modifiche volte a correggere i tratti tipici delloralit. -DISCORSI PREREGISTRATI, testo orale non solo preparato per iscritto, ma la cui stessa esecuzione orale precedentemente impostata, sottoposta a prove, registrazioni e ascolto che ne regolino ladeguatezza ai tempi della messa in onda. un oralit controllata che da grande importanza ai tratti paralinguistici. Determinanti anche il punto di ripresa, la scenografia, il

posizionamento del parlante. un oralit recitata. 4) SCRITTO-SCRITTO sono testi primari allargati poich sono redatti da un intero gruppo o movimento politico. Nascono per scritto e sono destinati alla diffusione scritta. Hanno diverse funzioni. -TESI PROGRAMMATICHE, delineano i fondamenti teorici dellazione politica; in genere molto lunghe, sono provviste di un indice, suddivise in capitoli e paragrafi. Si alternano sequenze descrittive e argomentative. Simile alle tesi programmatiche la Carta dei valori, molto in voga negli ultimi anni presso i vari movimenti. -OPUSCOLI INFORMATIVI, MANIFESTI E VOLANTINI; sono testi di pubblicizzazione. Interessano come forme brevi della comunicazione politica scritta. Nel manifesto troviamo uno slogan a cui si aggiunge lelemento iconico, con immagini e colori che fanno riferimento alla simbologia del partito. DINAMICHE DI CONTESTO E DINAMICHE DI STILE La distinzione tra le forme del parlato e quelle dello scritto dipende dalle dinamiche del contesto e dalle dinamiche comunicative indotte dallo stie espressivo di ciascun politico. Le dinamiche di contesto sono facilmente individuabili nel medium. Nelle differenze di tempo nella produzione, circolazione e ricezione sono ad esse legate. Il rapporto tra emittente e destinatario dipende da fattori diversi ma tra di loro interconnessi: -la consistenza quantitativa del pubblico destinatario del messaggio, che differisce in base al mezzo di comunicazione, -la consistenza ideologica, -lo sganciamento di processi decisionali di voto del destinatario-elettore dalle tradizionali appartenenze ideologico-politiche. Lo stile argomentativi oscilla allora tra comunicazione politica rituale o interna e comunicazione politica argomentativi o esterna. In questa comunicazione politica non si pu trascendere dai messaggi trasversali, ovvero dei messaggi che hanno come destinatario apparente lelettore, ma come destinatario reale lalleato politico o lavversario o a volte entrambi. Il rapporto tra emittente e destinatario dipende poi anche da fattori legati al tipo di comunicazione: -presenza o assenza del destinatario -carattere bidirezionale o unidirezionale -il grado di partecipazione al discorso da parte del destinatario -la presenza o assenza di mediazione Nelle dinamiche di stile invece ha grande importanza il temperamento generale di ciascun politico, la formazione culturale di provenienza, la dimestichezza nella produzione di testi scritti e orali, labitudine al confronto argomentativi con laltro. Ma pi di tutto influisce quello che Antonelli chiama DNA linguistico, ovvero la tradizione espressiva dellarea ideologica di riferimento. Ma questa specificit sacrificata dalla propaganda mediatici, con effetti di appiattimento dei tratti personali. Di questo parlava gi Eco negli anni 70 chiamandola argomentazione media che produce generalizzazione dal punto di vista semantico e lessicale e genericit nei significati. Ma alcuni cromosomi devono restare invariati per tranquillizzare lelettore confermandone la fedelt. DISCORSO POLITICO POLEMICO E DISCORSO POLITICO DIDATTICO Polemico e Didattico sono due macro-categorie del discorso politico individuate dalla Desideri, collegate al contesto comunicativo e agli stili personali. Il discorso polemico presuppone il confronto con gli avversari mediante dichiarazioni allusive e paragoni, la presenza del parlante visibile dal valore contingente che egli da alle proprie parole e al suo tentativo di condurre il destinatario a immedesimarsi in lui. Tecnica usata per raggiungere questo scopo lavvicinamento attanziale, che punta al coinvolgimento in modo da creare una stretta identificazione tra emittente e destinatario, di creare empatia tra il politico e il pubblico

tramite poche parole e pochi gesti. Inoltre si appoggia a altri elementi semiotica e simbolici per costruire limmagine negativa del nemico. Tipici di questa tecnica sono luso dei pronomi di prima persona (io, noi), degli indicatori deittici, la sintassi breve e martellante, il lessico enfatico e colorito. Il discorso didattico presenta i caratteri delloggettivit e la presenza del parlante cancellata o nascosta cosicch il ricevente portato a identificarsi nel messaggio. La tecnica quella dellallontanamento attanziale che produce impersonalit nel discorso e apparente distacco tra emittente e ricevente. quindi una tecnica fredda. Dal punto di vista linguistico prevalgono i pronomi di terza persona, i verbi in forma impersonale, i tratti di testualit descrittiva e scientifica, un lessico ricercato e richiamo a temi generali. Per la natura della comunicazione politica i discorsi polemici sono pi numerosi di quelli didattici, ma non detto che luno escluda laltro. I TRATTI LINGUISTICI I testi politici degli ultimi dieci anni danno limpressione di una visibile semplificazione lessicale e sintattico-testuale, dove lo standard pare rappresentato dalla brevit della comunicazione. Labbandono del politichese dovuto anche allavvento della televisione e al passaggio dal paradigma della superiorit al paradigma del rispecchiamento. Fenomeni sintattici che sono generalmente riscontrabili nei testi moderni sono: -periodare breve -fenomeni propri della realizzazione orale come le costruzioni pleonastiche e le tematizzazioni -luso della frase scissa (due frasi la prima introdotta dal verbo essere da linformazione nuova, la seconda dal che linformazione nota. lui che lo vuole). -la dislocazione o frase segmentata (due parti, una richiama largomento gi noto, laltra introdotta da un pronome da linformazione nuova <<questo disegno non lho fatto io>>) -la ridondanza pronominale Tutto ci viene chiamato come litaliano delluso medio ed una tendenza generalizzata. ASPETTI SEMANTICI Livellamento semantico nel discorso politico dovuto a : -progressivo venir meno delle ideologie -ruolo della televisione nella diffusione dei messaggi Si diffusa un argomentazione media che produce genericit dei significati, i discorsi ruotano intorno a concetti chiave uguali da politico a politico, a campi semantici che restano costanti e cambia solo la prospettiva, ovvero il modo in cui quei significati di volta in volta vengono intesi. Campo semantico privilegiato quello del nuovo, della novit a cui fa da contraltare quello del vecchio. La dinamica nuovo/vecchio tipica delle fasi di transizione. Al campo semantico del nuovo si collegano quello del futuro, del cambiamento, del movimento, della progettualit. Cos parallelamente al campo semantico del vecchio si collegano quelli del passato, della continuit, della staticit, della fissit ideologica. In particolare la parola ideologia, nel passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, ha preso il significato di qualcosa di astratto, lontano dalle urgenze della societ, cos come programma e progetto sono sinonimo di concretezza, di politica reale. Questa contrapposizione fa capo allopposizione bipolare determinando una polarizzazione semantica. Nei discorsi politici leminente adotta semantica positiva per se e la forza politica di appartenenza e semantica negativa per quella dellavversario; la retorica degli opposti realizzata anche attraverso luso di figure retoriche di contrapposizione come lantitesi e la correzione. ASPETTI LESSICALI I cambiamenti che si sono avuti in politica ha prodotto un notevole numero di nuovi referenti e quindi un considerevole numero di parole nuove che li designassero (neologismi). La politica uno

degli ambiti in cui si verificato il maggior numero di parole nuove. Ma non tutte riescono a entrare in modo stabile, per lo pi sono legati a situazioni e tendono a scomparire dopo poco tempo. Tra gli esempi di creativit lessicale dei giornalisti troviamo le irradiazioni deformate, ovvero calchi ironici di parole gi esistenti. Il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica ha portato con se prima di tutto la denominazione delle forze politiche, dando preferenza a parole come alleanza e polo. Perde importanza la parola partito. Alla dinamica vecchio/nuovo collegata una proliferazione di aggettivi con i prefissi ex- postaggiunti alle vecchie etichette ideologiche (postfascista, postcomunista). Torna anche luso degli aggettivi liberale e democratico il cui significato si colora di nuove sfumature. Sono un buon esempio di polarizzazione semantica poich sembrano diventati etichette neutre che ogni forza politica aspira a far proprie. Diffusi sono anche il rovesciamento o lo slittamento del contenuto semantico di parole vecchie (federalismo viene usato come sinonimo di secessione). Il lessico politico soggetto anche a losmosi con altri lessici settoriali, soprattutto quelli delleconomia e dello sport. Il lessico delleconomia e della finanza spiegato da due cose: -il prestigio dipende dalla familiarit che hanno i politici con questo tipo di lessico, -la propensione a fornire dati precisi come strategia di cattura. Il lessico sportivo dovuto al ricorso alla metafora della competizione agonistica, ben adatta allo scontro politico. La metafora in generale molto usata in politica, si parla di discorsi metaforici e usi figurati. RETORICA POLITICA TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE Il discorso politico un discorso argomentativi volto a convincere e persuadere il destinatario attorno alla tesi dellemittente. Dal punto di vista stilistico il discorso politico si distingue per luso di figure retoriche. Tradizionale il ricorso a figure retoriche di parola, figure di ripetizione e accumulazione. Tra le figure retoriche di ripetizione le pi comuni sono: -anadiplosi: ripetizione dellultima parte di un segmento nella prima parte del segmento successivo -anafora: ripresa di una o pi parole allinizio degli enunciati o in loro segmenti successivi. Speculare allanafora e lepifora che consiste nella ripetizione di una o pi parole alla fine degli enunciati. -epanadiplosi, ricorrenza di una o pi parole allinizio e alla fine di un segmento lessicale. -polittoto, ricorrenza di un vocabolo con funzioni sintattiche diverse nello stesso enunciato o in enunciati continui e tra loro collegati. -sinonimia, ricorrenza dello stesso senso in espressioni diverse. Molto usata la dittologia sinonimica. -terna, sequenza di tre elementi grammaticali omogenei allinterno di una frase Tecnica di ripetizione generale il parallelismo che la ripetizione in parallelo di suoni, di parole, di forme grammaticali, di strutture sintattiche, di cadenza ritmiche. Tradizionali sono pure le figure retoriche di pensiero, relative al modo di espressione delle idee. Tra cui: -frasi interrogative retoriche, -correzione, che modalit di chiarificazione semantica -antitesi, contrapposizione di idee in espressioni messe variamente in corrispondenza tra loro, -chiasmo, incrocio dei membri corrispondenti -ossimoro, unione paradossale di due termini contrapposti -hysteron proteron (ultimo-primo) consiste nel dire per prima la cosa che accaduta per ultima Elementi significativi di novit nella retorica politica sono rappresentati dai comportamenti argomentativi -infrazione delle regole di correttezza comunicatia.