LEZIONE 4
Secondo dopo guerra>coincide da un punto di vista socio economico, a un periodo di grande sviluppo per il
paese>sviluppo economico, mutano le condizioni di vita nei grandi agglomerati urbani (milano, torino,
diventano sedi di fabbriche). Tutte queste cose incidono anche sulla lingua (lingua e società sono collegate).
Pierpaolo Pasolini>nel 1964 pubblica un contributo dal titolo “nuove questioni linguistiche”>rielaborazione
di una conferenza da lui tenuta. Nella prima parte del contributo pasolini affronta questioni di critica
letteraria, partendo da riflessioni sulla lettertura del 900 e pasolini partiva da posizioni gramsciane e
marxiste, quindi il suo discorso sulla lingua ha una sfumatura politica. In questa prima parte passa in
rassegna una serie di scrittori novecenteschi, ipotizzando che l’italiano medio, inteso come lingua, si
collochi su una linea e al di sopra e al di sotto si collocano le diverse varietà dell’italiano. Nel punto piu alto
c’è l’italiano aulico (esclusivo della poesia ermetica del 900)>espressione dell’interiorità borghese); questa
borghesia poi rifiuta le istanze e utilizza la poesia come arma di rivoluzione, tuttavia pasolini dice che quello
spirito rivoluzionario dei poeti ermetici, era uno spirito conservatore poiché era di stampo classicista e
perche partiva dalla classe borghese (pasolini insiste molto sulla borghesia). Al punto piu basso c’è la
letteratura popolare/dialettale, e nel mezzo si collocano diverse varietà letterarie (parla di calvino, morante
ecc).
Nel centro si colloca l’italiano medio>pasolini riteneva che questa varietà esercitava una forza centrifuga
(quella che spinge verso fuori): perche gli autori del 900 secondo pasolini la rifugivano, nessuno voleva
esprimersi nell’italiano medio (perche gli autori del 900 sono borghesi). Lo snobismo della classe borghese
era un tratto tipico.
Nella seconda parte del contributo, pasolini passa alla questione della lingua (parte che ha avuto piu
importanza).
Tesi pasolini questione lingua>pasolini riteneva che a ridosso degli anni 60 fosse nato un nuovo
italianoun italiano unitario, i cui centri di irradiazione si trovavano nel nord italia, perche al nord? Perche
in lombardia e Piemonte avevano sede le grandi fabbriche e la cultura industriale: per la prima volta la
borghesia era in grado di imporre i propri modelli, anche linguistici. (la borghesia prende il posto della
vecchia nobiltà, ma ha molto piu forza>per via dell’industrializzazione).
Il benessere>diverso rispetto a quello del passato, perche si basava sul consumismo.
Pasolini>nasce un nuovo italiano e poi elenca una serie di caratt. di questo “italiano tecnologico”:
-tendenza alla semplificazione sintattica>dovuta al decentramento rispetto al passato
-diminuzione netta dei latinismi a tutti i livelli dell’italiano>per supportare questa tesi pasolini riporta un
estratto del discorso di Moro in occasione dell’inaugurazione dell’autostrada del sole che collegava il centro
al sud (momento di svolta)>pasolini analizzando l’estratto fa notare l’assenza di latinismi, (ma si trattava di
un discorso pubblico, si trattava di un oratoria eppure nel discorso di moro questi discorsi non ci sono), il
lessico è ricco di tecnicismi (che prendono il posto dei latinismi). Questa cosa risultava un po strana, perche
il discorso non era rivolto a specialisti, ma a non tecnici.
-pasolini riteneva che la nuova lingua fosse influenzata dalla tecnica e non dalla letteratura (meno
letterario), per secoli l’italiano fu una lingua esclusivamente letteraria e quindi dell’uso scritto. Proprio in
questo periodo l’italiano comincia a perdere la letterarietà. Secondo pasolini questo nuovo italiano,
prediligesse la comunicazione all’espressività (intesa come il fine dell’atto comunicativo).
Le posizioni di pasolini furono discusse>annunciare un nuovo italiano era eccessivoè vero che c’erano
grandi cambiamenti della popolazione e che l’italiano stava perdendo quei tratti dialettali piu spiccati (i
dialetti erano in fase di dialettalizzazione)
Nel 1951 il tasso di analfabeti, si era ridotto (14%circa), fermo restando che tra le regioni del nord e del sud
c’era differenza: nel sud il tasso di analfabeti era piu alto rispetto alle altre regioni.
1961: il tasso si era ancora abbassato all’8,3%
1971: 5,2%
Questi dati erano basati su interviste ai parlanti
La scolarizzazione aveva avuto un certo effetto
Da altre rivelazioni ISTAT abbiamo il dato sul rapporto tra l’italiano e i dialetti: in base a queste
statistiche>l’italiano stava rubando terreno ai dialetti (che non erano affatto scomparsi), nella seconda
metà del 900 molti italiani usavano il dialetto in contesti familiari. Il dialetto è piu resistente al sud che al
nord.
Marazzini sottolinea che il rapporto tra italiano e dialetto deve tenere in considerazione le motivazioni
psicologiche: l’adozione di un determinato codice rispetto alle motivazioni psicologiche può avvenire
quando il parlante è spinto da motivazioni profonde: riscatto sociale> adottare una lingua urbanizzata per
chi viene da un contesto periferico, puo rappresentare un motivo di riscatto sociale, per integrarsi diciamo.
Ruolo mezzi di comunicazione massa nella lingua italiana:
1924>nasce la radio italiana
1954>la televisione italiana comincia a trasmettere con costanza, con programmazione fatta per bene.
Secondo De Mauro (1972), le trasmissioni televisive e radiofoniche riescono ad arrivare in poco tempo nelle
aree piu disagiate, queste zone corrispondono con le zone in cui il dialetto ha una maggiore resistenza,
quindi per questo motivo l’importanza della radio e della tv ai fini della diffusione della lignua italiana, nei
primi anni di vita della tv è notevole. In tv pero non viene veicolata una sola lingua, ma piu registri in base al
tipo di programma che viene trasmesso.
De mauro: Nel primo decennio di vita della tv, i telespettatori cominciano a partecipare alle trasmissioni
attraverso interventi telefonici. (dal 54 al 64)>la tv ha avuto una grande influenza sui parlanti, gli spettatori
vedevano nella tv un modello da seguire e da raggiungere>i modelli influenzano però non è facile da capire
quanto abbia fatto sviluppare competenze attive, sicuramente quelle passive (l’italiano acquisiva la capacità
di comprendere l’italiano). In quelle attiva non lo sappiamo ( influenza dell’italiano).
Mezzi di comunicazione di massa>diffusori lessico specialistico, si esprimono attraverso i tecnicismi;
diffusori di neologismi anche, che poi diventano locuzioni idiomatiche; diffusori di nomi (di persona per
esempio), si tratta di nomi per lo piu inusuali, nei decenni succ all’arrivo della tv cominciano a fiorire nomi
diversi
Fino agli anni 80, il modello linguistico della tv, era comunque romano, perché la sede della rai è a roma e le
principali sedi di doppiaggio sono a roma. Negli anni 80 viene fondata la mediaset, con sede in lombardia
(vengono assunti e compaiono in tv personaggi lombardi), per cui il nuovo modello linguistico è quello
milanese oltre a quello romano, che continua ad esistere. Questo comporta molti cambiamenti, tra il
lombardo e il romano, ci sono molte differenze, x esempio la s intervocalica in lombardia è sonora.
Raddoppiamento fonosintattico>tendenza a raddoppiare il suono
LINGUA DEI GIORNALI: il Mengaldo precisa che la lingua dei giornali è piu alta qualitativamente, e
costituisce l’unico argine della lingua bassa che veniva diffusa dalla tv.
La maggiore qualità di questa lingua è dovuta a due fattori: i giornalisti sono piu istruiti rispetto ai
presentatori della tv, e poi il giornale veicola testi esclusivamente scritti: che è piu formale perché ha piu
rispetto della coesione sintattica e della forma.
Nelle trasmissioni televisive invece il grado di formalità si abbassa, fino a diventare confidenziale: obiettivo
tv non far cambiare canale, quindi deve sentirsi coinvolto, deve parlare il suo stesso registro. Lo spettatore
(lo dice anche pasolini), subisce l’atto comunicativa, quasi una “violenza”, perche non puo rispondere a
quello che sente> per questo x coinvolgerlo deve abbassare il registro e farlo sentire parte di qualcosa.
Nel linguaggio giornalistico troviamo una serie di sottocodici piu o meno specialistici:
linguaggio burocratico, politico, finanziario, tecnico scientifico ecc; abbiamo anche registri diversi (aulico
ecc)
Mengaldo dice che attraverso i giornali arrivano forestierismi, locuzioni, nuove parole ecc che poi vengono
usate dagli italiani. Megaldo si sofferma sul giornalismo sportivo>ci sono molti forestierismi (gol, mister). Il
linguaggio sportivo ha la capacità di arrivare subito ai parlanti.
*stile brillante: si serve dell’ironia, si sente la penna del giornalista
Lingua pubblicità: deve comunicare qualcosa e deve essere un messaggio efficace>deve spingere
l’acquirente a comprare un prodotto. Per essere efficace si serve di espedienti comunicativi>come lo slogan
pubblicitario, spesso la filastrocca, la canzone. La pubblicità deve essere convincente, per esempio largo uso
suffisso issimo come “occasionissima”.
Il suffisso super nel 900 ha avuto una diffusione larghissima e viene utilizzato come aggettivo invariabile.
Il linguaggio pubblicitario veicola anche molti tecnicismi, nella lingua entrano molti tecnicismi attraverso la
lingua della pubblicità